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SALA INTERROGATORI 1
Allora, il mio nome è Carola Visser. Accanto a me c'è Koos van Zwieten.
E di fronte a me è seduta…
- Karen van der Made. - Grazie, Karen.
Per la cronaca, chi sono queste persone?
Questo è il club delle cene.
Questo è Michel.
Michel, mio marito.
Accanto a Michel e a me…
c'è Patricia.
Suo marito, Simon.
Questa è Hanneke.
La mia migliore amica.
E suo marito, Ivo. Conosco da anni anche lui.
Questa è…
Babette.
Con i suoi…
bellissimi capelli rossi.
Ed Evert.
Sì.
Evert.
La sua morte ha cambiato tutto.
IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO
Stai bene?
Come ha reagito?
Sa che può stare a casa.
Simon ha chiamato dall'ospedale. Stanno andando tutti lì.
Mamma, andiamo?
- Altrimenti farò tardi. - Tesoro, non sei obbligata ad andare.
Se la accompagni tu, io vado in ospedale.
Sì.
Sembra che non sia successo niente.
- Pensi che ce la farai? - Sì.
- Sei sicura? - Sì.
Ok.
Ciao. È bello che tu sia qui, davvero.
Meno male.
Ciao, tesoro.
Non riesco proprio a crederci. Evert era un padre così affettuoso.
- Buongiorno. - Buongiorno, Zilver.
Sono sconvolta. Lo siamo tutti.
- È orribile, davvero orribile. - Sì.
Sei pronto?
Sì, ok… in un incendio.
Ieri sera, un uomo di 46 anni è morto in un incendio a Bergen aan Zee.
Il figlio undicenne della famiglia ha allertato i vicini
che hanno chiamato i soccorsi.
I vigili del fuoco hanno domato l'incendio alle prime ore del mattino.
Una donna di 40 anni e un bambino di sette sono ricoverati in ospedale.
Non sono state rilasciate dichiarazioni sulle condizioni delle vittime.
La polizia ha aperto un'indagine.
In paese si specula sulla causa misteriosa dell'incendio.
La polizia dice che al momento è impossibile determinare
se si tratti di un incidente.
I residenti sono sconvolti. Ne abbiamo intervistati alcuni.
La piccola comunità di Bergen aan Zee è scossa…
- Ecco qua. - No, grazie.
Il club delle cene.
- Eravate amici. - Sì.
Ci siamo conosciuti alla scuola elementare,
la scuola dei nostri figli.
Tramite Hanneke.
Hanneke viveva già qui a Bergen e Michel e io volevamo lasciare la città.
È stata lei a trovarci la casa.
E ci ha aiutati ad arredarla.
È un'interior designer.
Ci siamo.
Tutti ballano al chiaro di luna Sono felici e pieni di gioia
Il cielo è terso e pieno di stelle
Tutti ballano al chiaro di luna
La casa era datata e aveva bisogno di una ristrutturazione,
ma la posizione era fantastica, immersa fra le dune.
Ce ne innamorammo.
Eccola, finalmente.
Ciao, tesoro. Che bello averti qui.
- Quattro traslocatori, fra cui una donna. - Davvero?
Vai a vedere la tua stanza.
- Amore mio. Ciao. - Ciao.
- Benvenuta a casa. - Sì.
- Di notte c'è un silenzio di tomba. - Hai avuto paura senza di me?
Mi sentivo solo e spaventato.
Ok, andiamo.
Sei nervosa, tesoro?
Non devi esserlo.
Sai perché?
Perché sei la più simpatica di tutti.
I tuoi occhietti, il tuo sorriso, quei tuoi dentini assurdi.
Chi non vorrebbe essere tuo amico? Io lo vorrei.
- Sì, ma tu sei il mio papà. - Esatto. So quello che dico.
Andrà tutto bene, promesso. Andiamo.
- Conosci Anne. - Non proprio.
Ma la conosci da tutta la vita.
Sì, ma non la conosco veramente.
Sii te stessa e andrà tutto bene.
- Ah, Soph. - È più facile a dirsi che a farsi.
- Cosa? - Essere se stessi.
Karen!
- Ciao. - Ciao.
- Ciao, Sophie. - Che bello.
- Wow. Hai dormito male? - Oh, cavolo.
Wolf è tornato alle tre di notte. È un adolescente terribile.
- Non mi sono più riaddormentata. - La mamma è stanca.
- Ciao, bellezza, buongiorno. - Ciao, Eef. Devi fare un falò?
Evert è nel club delle cene. È il migliore amico di Ivo. Ricordi?
- È meraviglioso. Ehi! - Uno, due… Oplà.
E quei rami?
Non te l'ho ancora detto, ma è meglio che tu non stia lavorando,
perché gli eventi di questa scuola ti faranno impazzire.
È un lavoro a tempo pieno.
Ora c'è la Domenica delle Palme, a seguire Pasqua.
Poi la Pentecoste, San Giovanni, San Michele,
San Martino, l'avvento, Natale, l'Epifania…
- E San Nicola. - E San Nicola.
Benvenuti alla scuola steineriana.
In aspettativa forzata? Per quanto?
Beh, ovviamente non lo so.
Sei la caporedattrice, l'indagine richiederà tempo.
Gesù. Non sai per quanto tempo?
Andrà tutto bene. Goditi il tempo libero.
Scusa?
Per ora è così.
- Mi passi uno straccio? - Certo.
- Tutto bene? - Era Bram al telefono.
- Puoi tornare in ufficio? - No.
Pensa sia meglio che resti a casa finché non concludono l'indagine.
Sui reclami.
- Non ci vorrà molto, vero? - Credo di no.
Andrà tutto bene.
Ha detto "reclami"? Al plurale?
- E non sai di cosa ti accusano? - No, non ne ho idea.
Ok.
Forse è stato a causa dei problemi al lavoro.
È stato un periodo difficile.
Mi sentivo sola.
Per le accuse di condotta inappropriata.
Si riferiva a questo, vero?
Sì.
- Credi che abbiano anche la piscina? - Spero di sì.
Sarebbe da poveracci non averla. Una casa così grande senza piscina?
Potevano dargli una rinfrescata di vernice, no?
- Eccole. Ciao, tesori. - Ciao.
Ciao, bambolina. Lei è Patrice.
- Ciao. Patricia. - Ciao. Karen.
- Ciao. - Ciao.
- Hai una casa stupenda. - Grazie, ma è merito suo.
Io ci vivo solo con… Samantha. Vieni qui?
Samantha e i miei gemelli, Thomas e Ties, che sono col padre.
Venite. Stiamo facendo dei lavoretti per la Domenica delle Palme.
Andiamo.
- Ecco gli altri. - Che bello.
- Ciao. Babette. - Karen.
Sono la mamma del piccolo Luuk. E quello lì è Beau.
È un po' un caos, ma fa molto bene alla loro creatività.
- Quello è divertentissimo. - Sì.
Anche questo. Guarda, sono davvero…
Non importa, basta che sia carino.
Karen, di cosa ti occupi esattamente? Ho sentito che lavori in TV.
No, lavoro dietro le quinte. Per NL Vandaag.
È caporedattrice. Dirige 30 persone.
Complimenti.
Sì.
- I galletti. - Sì.
- Oh, no. - Che c'è?
Sono rovinati.
No.
- Sono bruciati? - Sono deformi.
Attenta alla mia nuova racchetta. È un regalo dei bambini.
- Non sapevo giocassi a tennis. - In paese? Non c'è una lista d'attesa?
C'è anche un comitato di selezione. Non si è ammessi facilmente.
- Io ce la farò. Vedrete. - Come? Gli hai dato dei soldi?
Gli hai dato dei soldi? Ma dai.
- Scherzi? Quanto? - Non te lo dico.
È troppo forte. Lei non è il tipo da scuola steineriana.
- No, figurati. Non è quello che volevo. - No.
Sam andava in una scuola per snob, ma i gemelli dovevano essere separati.
Tutte cazzate.
Così li ho mandati tutti e tre alla scuola hippy.
- E si divertono un mondo. - Già.
È bello che tengano in considerazione lo sviluppo del bambino.
Non solo la testa, ma anche il cuore e le mani.
- In poche parole. - Per me sono tutte stronzate,
ma è fantastico per i bambini.
Ci sono tutte le tipologie umane e di temperamenti.
Io, per esempio, sono collerica.
- Sembra il nome di una malattia. - No, anzi, è una cosa fantastica.
È davvero una sorta di traguardo supremo.
- Certo. - Per te sì, cara.
Han è vivace, piena di vita…
- Sexy. - Super sexy.
- E molto irascibile. - Ci hai azzeccato. Fantastico.
- E che dici di me? - Tu sei un tipo malinconico.
Beh, sì.
- Ti innamori facilmente? - Beh…
- Sono gli uomini a innamorarsi di lei. - Giusto.
Posso vedere la tua mano un secondo?
- È brava in questo. - Ci risiamo.
Ho avuto anche… Cosa ho avuto?
- Ok? - Dai, adesso limonate.
Così possiamo continuare.
- Lo faremo dopo. È divertente. - Bene.
- E tuo marito? Michel? - Mich.
È un bell'uomo?
- Secondo me è affascinante. - È molto bravo, soprattutto in cucina.
- Che stronzata. - Farete parte del club delle cene?
È divertente, super divertente.
- Ognuno di noi cucina una volta al mese. - Insomma. Non è così facile, sai?
Prima devi mostrare le tette.
- Giusto. - Sì.
Han, che stai facendo?
Cosa?
No.
- È necessario. - Cosa?
Gesù. Che fa?
Sì.
Eccomi.
Che bella nuotata.
L'acqua è fantastica. Vieni.
- Togliti i vestiti. - Sì.
- Spogliati. - Sì.
Vai così.
- Via i pantaloni. - È bellissimo.
Via i pantaloni…
- Dai. - Ah…
- Mai al primo appuntamento. - Sfigata.
Benvenuta nel club delle cene.
Quel giorno mi sentii libera, senza preoccupazioni.
Sì…
Non lo so. A volte…
A volte incontri delle persone e…
c'è un'intesa immediata. Una cosa del genere.
Una nuova amicizia così…
è quasi come un innamoramento.
Ok.
È meglio se vi girate, ragazzi.
- È la mamma di Sophie. - Sophie? Chi è?
- È in classe con Sam. - Giusto.
- È timida. - Chi? Sophie o sua mamma?
Sophie.
Ha preso da te?
Non sembri timida, mamma di Sophie.
Karen.
- Piacere, Simon. - Ciao.
Papà di questi due monelli: Thomas e Ties.
Forza, ragazzi, chiudete gli occhi.
Piacere.
Il piacere è mio.
Porto questi due a fare la doccia.
E fai come se fossi a casa tua, ok?
I bambini…
Sì, grazie.
Allora? Cos'ha detto il dottore? Si è svegliata?
- No. - Gesù, com'è possibile?
Nel sangue hanno trovato tracce di benzodiazepine.
- Benzo… Cosa? - Cosa?
Benzodiazepine, un sonnifero.
- Anche nei bambini. - Cosa?
- Meno, ma… - Gesù.
Come facciamo a dirglielo?
Cosa dobbiamo dire? E a chi? A Babette? Cosa le diremo?
Che è stato Evert ad appiccare il fuoco alla loro casa.
- Michel. - Ma è così, no?
- Calmati, non ha detto questo. - Ti rendi conto?
- Ragazzi. - Mio Dio.
- Non sappiamo niente, ok? - Esatto.
Comunque, Beau e Luuk verranno dimessi, quindi…
Sì, forse dovrebbero venire a stare con me e Patrice.
Almeno dormirebbero in un letto che gli è familiare.
Gesù.
E Michel?
Si sentiva a suo agio con quegli uomini?
- Ovviamente Ivo lo conosceva già. - E gli altri?
Non sono uomini con cui farebbe amicizia normalmente.
Quando li ha conosciuti?
Patricia aveva organizzato una festa.
- Ti sta benissimo, tesoro. - Non lo so.
Per Mich sarà difficile. Odia questo tipo di feste.
Ecco a voi, signore. Questo è splendido.
- Bollicine. - Grazie.
- Prego. - Meraviglioso, grazie.
- Salute. - Sì.
Come fanno i tuoi amici ad avere così tanti soldi?
Simon ha una palestra con Evert dove Babette insegna yoga.
- E Patricia? - Patricia ha un padre ricco.
- Sì. - Sì, così è la vita.
Ma cosa ne pensi di questo?
Quanto costa?
- Inizia con 12. - No. Sul serio?
- Sì, a Bergen la vita è molto cara. - Gesù. Ok.
Questo è gratis, vero?
Non credo. No, scherzo.
Splendido.
- Sì? - È bellissimo.
- Mi togli l'etichetta? - Certo.
- Cosa? - Che c'è?
- Era il più economico. - Ok.
Lavorerai di più, vero?
Mi sto occupando della ristrutturazione. È quello che avevamo deciso, no?
- Tu vieni vestito così? - Non va bene?
Credo che sia una festa elegante.
Mi metto i pantaloni rossi? O un abito coi lustrini?
So che non sono proprio il tuo tipo di persone,
ma prima di tirare fuori la tua bacchetta morale…
- Io adoro queste donne. - Sarò educato.
- Magari anche simpatico. - Magari.
- Potrei anche fare qualche battuta. - Che festa.
- Salute. - Salute.
Sì…
- Mi piacciono molto queste persone. - Sì.
Cosa ne pensi? Secondo te, che lavoro fanno?
Sono attivisti ambientali. Si vede.
Terribile, no? Non hanno pudore. Sono un branco di palloni gonfiati.
Ma sono la mia famiglia. Papà.
Originale. Jeans. Nessun problema.
Tu devi essere Michel. Quindi esisti davvero.
- Ciao. - Credo di sì.
- Sei bellissima. - Anche tu.
Grazie.
- Auguri. - Grazie. Avete conosciuto Simon?
No? Vado a chiamarlo. Siem.
- Patricia. - Sì.
Ehi.
- Ciao. - Ciao. Ho sentito molto parlare di te.
Spero cose belle.
- Tesoro, il tuo vestito è stupendo. - Sì, puoi dirlo forte.
- Ragazzi, lui è Simon. Come va? - Anche vestita non sei male.
- Ciao. - Ciao.
- E tu sei Michel? - Ciao. Sì.
- Simon. Sei un fiscalista, giusto? - Sì.
Fantastico. Non è buffo?
Fare dei soldi il proprio mestiere. Non fanno schifo neanche a me…
Far rispettare la legge è il mio mestiere, non si tratta solo di soldi.
Ok.
E tu? Immobili o coca?
Mi piaci, amico. Vieni qui.
Benvenuti. Avete conosciuto Evert?
Quanto ci metti, Evert?
Prima assaggia, poi lamentati. Siem.
- Alcol. - Scusa. Pensavo non avresti mai finito.
- Ragazzi. - Alla nostra.
- Salute. - Salute.
- Non male, Eef. - Eef, è buonissimo.
- Buono, no? - Sì.
Quel bel posto sulla spiaggia con tutti quegli sport acquatici è tuo?
È nostro. L'idea della spiaggia è stata di Simon. Gli piace espandersi.
- Il chili è buonissimo. - Buono, eh?
- Ok. - Vado a rendere felici le ragazze.
Guardate qua, signore. Una delizia divina. Prendetene uno.
- Assaggiate. È una bevanda celestiale. - Sì.
- Cos'è? - È un negroni. Provatelo.
- Bravo, Eef. - Salute.
- Alla tua, tesoro. - Salute. Grazie.
Questa cucina è una figata. L'hai progettata tu?
No, è stata Hanneke. Ha progettato tutto lei. Io ho solo…
Che tipo di marmo è questo?
- Ti piace, vero? - Sì.
È marmo Portoro.
- Portoro. - Portoro.
- Portoro d'oro, capito? - Sì.
Italiano, super raro, difficilissimo da trovare.
- Vedi queste? Sono venature d'oro vero. - Davvero?
È fortissimo!
Ma non troppo, vero? È buono, no?
- Oh, no, papà. - Prova.
Patrice, vieni qui un momento.
Piccola mia.
Si compiono 35 anni una volta sola. Per questo vorrei dire due parole.
Da quando avevi cinque anni, abbiamo fatto tutto insieme.
Tu e io.
Ho fatto del mio meglio per trovarti una nuova mamma.
Ed è così che ci siamo ritrovati con questo rompiscatole.
Ma tu hai rifiutato tutte le donne. Nessuna era all'altezza.
Basta scherzare. Quello che voglio dire è…
che la famiglia è tutto.
Quindi, quando vi siete trasferiti qui con la piccola…
Immagino fosse necessario.
Papà, possiamo divertirci? È il mio compleanno.
Quando vai a vivere in un posto, devi investire nella comunità.
Ed è per questo, tesoro,
che voglio regalarti un bellissimo…
appartamento sul mare.
Guarda qui.
- Perché no? Sì. - Sì.
Nel caso mollassi quel buono a nulla.
Ragazzi, evviva!
Credo sia arrivato il momento…
di divertirci di brutto, cazzo.
- Io ci sto. - Certo.
- E tu? - Sì.
- Lo facciamo? - Sì.
Ma davvero, ragazzi, le nostre vite insieme sono fantastiche.
Sì.
- A volte mi sento in colpa. - Anch'io.
Ascoltate. È semplice.
La vita ti offre sempre delle opportunità.
- Bisogna coglierle. - Sì, coglierle.
Ma la maggior parte della gente non lo fa.
- Perché? Ha paura. - Codardi.
Codardi, esatto. Sono dei vigliacchi. Volano bassi, capisci?
- Sei un gran chiacchierone. - Ma noi siamo diversi.
Quello che voglio dire è…
Ti voglio bene, amico.
- Sei un uomo meraviglioso. - Anche tu.
Guarda che roba.
La vita è come un negozio di caramelle.
Eravamo in una bolla. Insieme.
Tutti insieme, ragazzi.
C'era un'ammirazione reciproca.
Credo che ci sentissimo al sicuro insieme.
Facevamo tutto insieme.
E dopo avete smesso?
Dopo l'incendio, l'atmosfera si è incupita.
Avete trovato tutti posto… Ciao.
Sì, molto bene. Ciao.
Il dramma che ha colpito la famiglia Struyck
è stato uno shock enorme per tutti, ovviamente.
Perciò, è bello essere qui tutti insieme.
E…
La polizia, insieme alla nostra scuola,
offre un servizio di supporto psicologico.
- Noi vogliamo delle informazioni. - Sì, capisco. Comprendo l'ansia…
Com'è potuto succedere, David? È inconcepibile.
- Rune è andato da loro qualche giorno fa. - Le cose andavamo male da un po'.
Sì? Geertje?
- La scuola doveva intervenire. - Non ti sento. Puoi ripetere?
- La scuola doveva intervenire prima. - Non saltiamo alle conclusioni.
Cosa diciamo ai bambini? Sentono un sacco di storie.
- Che ipocrisia. - È un'ottima domanda.
Martine, vuoi dire qualcosa in veste di agente di polizia?
Non sono coinvolta nelle indagini perché conosco la famiglia.
Ma vi terrò aggiornati il più possibile.
La cosa più importante è questa:
non sappiamo con certezza cosa sia successo.
Forse è questo che dovreste dire ai vostri figli.
Dite loro onestamente che non si sa ancora niente.
Sì, Geertje?
- Evert ha lasciato qualcosa? - Scusa, devi parlare più forte.
Evert ha lasciato qualcosa?
Una lettera, un'email, un messaggio a qualcuno?
Come ho detto, non sappiamo se sia stato un dramma familiare.
- Tutti conoscono le storie. - Da dove vengono, Annelien?
Oh, smettila. Tutti sanno cosa combinavate.
Alcol, droga, sesso.
- Parli tu, stronza ipocrita. - Possiamo…
Possiamo mantenere l'ordine? Per favore.
- Posso dire una cosa? - Prego.
Pensate a Beau e Luuk, per favore. Si tratta del loro papà.
Evert è sempre stato coinvolto nelle attività scolastiche.
Sì.
Thomas e Ties. Sì.
Zilver e… Sì. Forza. Grande.
E Skyler.
- Andiamo. - Vai.
Sì, Luuk. Vai.
Oggi è il solstizio. Da domani, le giornate si accorceranno.
Saltare il fuoco dà la forza per affrontare i giorni bui.
- Che bello. È bellissimo. - Già.
Evviva, Sophie. Brava.
- Andiamo. Forza. - No, non voglio.
Si dice che sarai legato per sempre alla persona con cui salti.
Ok.
Ho paura. Non voglio farlo.
- Non voglio. - Sì.
Sì.
Devo mettere la salsa.
- Ehi, Elleke. Ciao. - Ciao.
Ehi, volevo sapere se ci sono novità sulla mia candidatura.
- Scusa, cosa? - Il tennis club.
Scusami, ti avrei chiamata. Non ci sono posti liberi.
Sul serio?
Sai che io ho…
- Ho donato dei soldi… - Sì, grazie per la donazione.
L'abbiamo apprezzata tanto. I vecchi edifici costano tantissimo.
Ma ci sono tanti aspiranti membri. Dobbiamo scegliere.
È un gran peccato.
Ok, i cuore di bue si usano anche…
E su cosa si basano le vostre scelte?
Potresti provare ad Alkmaar. Lì accettano tutti quanti.
Sì.
I cuori di bue sono là dietro. Venite, ve li mostro.
Attento. Che fai?
- Chi ha la palla? - Arriva.
Eccola.
- Arriva… Qui. No. - Ahi.
Oh, ragazzi.
Ci tengo molto alle mie grandi labbra.
No, sta andando bene. Sì.
Ce la puoi fare.
Sì? E penso… Metti il piede qui. Qui o qui.
- Forza. - Sì.
- Forza. Ottimo. - Bene.
- Salto. Mi prendi? Uno, due… - Sì, ti prendo.
- Gesù. - Smettila.
Sei pesantissima.
Ce la fai?
O ti do una mano?
Mich. Ti faccio il culo.
- Ok. - Forza. Ragazzi, arrivo.
Ok.
Guarda. Uno a zero.
Hanneke.
Ehi, chi ha acceso la luce?
Scusate.
- È Martine. No. - Ok, ehm…
Martine, non è come sembra. Io…
Martine, ti prego. Perdonaci i nostri peccati.
Il solstizio ci ha dato alla testa.
- E io… - Eef.
Scusa, ma…
Sono colpito da quanto ti doni l'uniforme.
- No, davvero, è… - Che paraculo.
- La intorterà con le parole. - Che ridere.
- Stai bene? - E tu?
Sì.
Uno: questo non è mai successo. Ok? E noi ci comporteremo da angeli.
- Cittadini esemplari. - Sì.
- Tesoro. - Come siete arrivati qui?
A piedi, agente.
- Porto a casa questo pagliaccio. - Agli ordini.
- Addio al tennis club. - Hai un bel culo.
- Povera te. - Sì.
Aspetta, Martine. Scusa. Ti disturbo un'altra volta. Una cosa.
Ci faresti una foto? Una fotina. Una…
Aspetta, prendo… Vieni…
- Ragazze, vi divertite? - Sì.
- Facciamo una foto. Forza. - Foto?
- Piccola, vieni qui da me. - Ok.
- Forza. - Sì, no…
Fai attenzione.
- Il cardigan mi sta bene così? - Dai.
Sì. Ok, tesoro.
- Scusa, Martine. - Datti una regolata.
- Martine? - Ok.
Sorridete.
Ok, ragazzi. Concentratevi. Ok.
- Concentratevi. - Sorridete.
- Non dimenticare di mandarmela. - Ok.
- Viva il club delle cene. - Viva il club delle cene.
Viva il club delle cene.
- Fanculo il tennis club. - Fanculo il tennis club.
Ragazzi, nessuno vuole sapere cos'è successo davvero?
- Che Evert forse… - Cos'aveva?
Che…
Beh, aveva dei problemi, no?
Davvero, Siem? Aveva dei problemi?
Chissà perché?
Sì. Perché? Non hai notato niente?
- Io? - Sì, eri sempre con lui, no?
- Eri sua amica. - Cosa avrei dovuto notare?
- Tu sai cos'è successo? - Han, dai.
- Che c'è? - Qualcuno ne vuole un po'?
Ragazzi, non sappiamo… Non è ancora chiaro cosa sia successo.
Non so perché tutti vogliano subito saltare alle conclusioni.
Scusami, Hanneke. Potresti moderare la tua reazione?
Non sto esagerando. Parliamo di voi, piuttosto.
- Come… - Ok, basta, Hanneke.
Siamo tutti sconvolti.
Vado io.
- Ciao, Martine. - Ciao.
- Posso entrare? - Certo. Vieni.
- Babette si è svegliata un'ora fa. - Davvero?
E come sta?
Non abbiamo ancora avuto modo di parlarle.
Abbiamo trovato un messaggio vocale di Evert per Babette.
Sul telefono di Evert?
No, il suo telefono è stato distrutto dal fuoco e dall'acqua.
Il giorno prima dell'incendio, Evert le aveva mandato un messaggio.
Sembra che…
Sembra che Evert
abbia annunciato il suo gesto, il presunto gesto.
Nessuno di voi se lo aspettava?
No.
No, Evert amava tanto la sua famiglia.
Beau, Luuk… Almeno, è quello che pensavo.
È quello che pensavamo tutti.
Sì.
Queste tragedie si leggono sui giornali
o si vedono al telegiornale, ma…
Capitano solo agli altri, non a…
non a noi.
Insomma, eravamo amici. Ci conoscevamo bene, no?
Ma forse no.
Forse non ci conoscevamo per niente.
EVERT: VISTO L'ULTIMA VOLTA IERI
Ciao, Eef, sono io. Volevo dirti…
- Vieni a letto? - Sì.
Quando si conosce veramente qualcuno? Che cosa si sa effettivamente degli altri?
È davvero necessario sapere tutto?
Tutti hanno dei segreti.
Giusto?
Ciao, Eef, sono io.
A proposito di Babette.
Devi lasciarla. E io ti aiuterò.
ISPIRATA A "IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO"
Sottotitoli: Silvia Gallico
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