All language subtitles for MAKARI sezonul 3 ep 4

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Original subtitles

Tanta più forte ma fallo in silenzio perché qui nessuno ci

sente e ci vede ma magari è casa e gioia e dolore,

magari non la dimentico,

dimentico,

dimentico.

Chissà è una storia un po' curiosa, un po' scontrusa, che

parla d'amore per le tradizioni, per le mie radici,

ma magari a casa il cuore canta per te.

Cioè, lo sapevo che non compravi niente. Sei un caso patologico. Lo sai che c'è,

Saverio? Ormai in questi volantini si legge sempre di offerte, di sconti,

super galattici. E io mi sono convinto di una cosa. Prima o poi ci sarà un

'offerta di quella proprio stellare. E io vincerò un televisor.

Che dici tu? Ma che devo dire? Si può discutere con la follia.

Mi compro queste batterie. Quanto vengono?

8,50.

Oddio, ma che è?

Congratulazioni!

Siete i nostri milionesimi clienti!

e per averci aiutato ad ottenere questo strepitoso traguardo per voi c'è una

grandissima sorpresa vincerò un televisore? perché per noi i clienti

contano e meritano un televisore? no uno splendido soggiorno alla segreta

alchimia uno dei centri termali più ambiti di tutta la Sicilia facciamoci

una foto con la bellissima Francesca non è un televisore eh lo so però sorridi

perché siamo in diretta streaming

Io non capisco perché non hai approfittato per farti un viaggio con

Azra. Io ti avrei ceduto volentieri la mia parte di premio.

Ma perché ti voglio bene, Saverio.

Tu ancora non ti sei ripreso di come è andata con Suleiman.

Vedrai, farà bene prendersi cura di te. E poi qua fanno tutte queste cose belle.

Trattamento, relax.

Non ti facevo così esperto di wellness.

Wellness? Ma perché stai parlando così strano? Dico che ne sai tu di terme.

Vabbè, che c'è da sapere? Più o meno è come il mare.

Solo che qua l'acqua è calda.

No? Sì.

Buongiorno. Buongiorno, benvenuti alla segreta Chia. Adesso vi accompagneremo

al corpo centrale.

Grazie, signore. Buongiorno.

Prego, salite.

Ah,

visto che è bello.

Bello, bello.

Grazie.

Subito dopo i massaggi c'è il bagno turco.

D'accordo, a dopo.

Grazie.

Buongiorno.

Abbiamo una prenotazione.

Sì, dovete fare visita e colloquio. Il dottor Rizzo e la dottoressa Torre sono

impegnati. Vi potete mettere in fila.

Ah, vedi, c'è anche da bere, grazie.

Prego.

Che fai?

Puzza di uova marcia.

Entra, questa esce così da madre terra.

Questa fa male.

Al contrario, Peppe, questa fa benissimo. Cosa ne è pazza?

Astrea, grazie. È bellissima.

Andiamo, andiamo, andiamo.

Vado! Vieni,

vieni, vieni.

Grazie per l'invito. Ma guarda, con tutto quello che hai fatto per mia

sorella, questo è il minimo.

E poi sai che ti dico? Ogni tanto staccare un po' ci vuole proprio.

Sì, sì.

Buongiorno, signorine. Buongiorno.

Clienti nuove. Sì.

Che cosa vi porta nella nostra splendida segreta alchimia?

E siamo qui per i trattamenti di relax e bellezza.

Trattamenti di bellezza non avete proprio bisogno, ma proprio

nessunissimo.

Permette?

Ehm... Iachino Scertino.

Incantato.

Ah, sarà? Piacere.

Iachino! Buongiorno, non ce la dai una mano con i bagagli?

Signorina, non bentornata. Certo, ci penso io ai bagagli. E scusate, eh,

dobbiamo scippare il nostro Iachino. Oh, figurati.

È la prima volta a Spinalva? Sì.

Sì. Anche se stiamo qui vicino, a Macari.

Vedrete, la segreta alchimia è un posto magico. Sì, è tipo una grande famiglia.

Io e Tommaso ci vediamo tutti gli anni.

Non mi sono presentata, sono Anna. Piacere.

Azra. Piacere. E lui è Tommaso. Ciao, piacere.

Piacere. Piacere.

Tutto bene?

Sì, sì, grazie.

Soffro di allergia.

Ma ho l'innalatore con l'antistaminico, passa subito.

Bene, direi che ci vediamo più tardi in piscina. Sì. Ci vediamo con l'acqua. Sì.

Ciao. Ciao.

Che carini. Sì, sono carini.

Mia moglie Carolina abbiamo aperto questo centro dieci anni fa.

In poco tempo è diventata una top destination in tutta la Sicilia.

Domande?

Non lo so, dottor Rizzo, com'è che l'avete chiamata segreta alchimia? Ma

come?

Per la famosissima acqua di Spinalba.

Io non esiterei a definirla risir di lunga vita.

Assaggi. No, guardi, io già... Eh, va bene.

Ha una speciale combinazione calcica e solforosa che la rende unica al mondo.

Pensi che Spinalba è un piccolissimo paese. E qui ci sono più centenari che

in tutto il resto della Sicilia.

Ma tutto per l'acqua termale?

Certo. Beva.

Beva.

Ecco sì.

Bene. Noi abbiamo finito.

Il suo amico è un torello, polmone e cuore perfetto. Bravo Peppe, sei l

'orgoglio di Macari.

E soltanto un'ultima cosa Peppe, mettiti lì per favore.

Grazie.

Un attimo di pazienza, litino, indice.

Scusami.

Dammi il litino.

Ho fatto bene a controllare.

Il tuo colesterolo è molto alto.

Che devo fare?

Vitamine, punture, medicinali? No, non c'è bisogno di medicina. Basta seguire

una semplice tabella alimentare e vedere che scende.

Me ne occupo io.

Tabella alimentare?

Se intanto lei mi vuole seguire nel mio studio... Ah, sì.

Venga, signor Piccione, lo sia come.

Saverio Lamanna, giusto?

Sì, lei è la dottoressa Torre, no?

Carolina. Chiamami Carolina e diamoci del tu. Ci piace essere informali qui.

Bene. Prego, mettiti pure sul lettino così cominciamo la visita. Dammi la

giacca. Sì.

Ti aiuto io.

Grazie. Grazie.

Ecco.

Perfetto. Allora, direi che iniziamo subito con un esame di routine.

Misuriamo la pressione.

Che lusso!

Ma che

è

un letto matrimoniale?

E questo abbiamo vinto.

Ma pure col baldacchino? Cioè, io non lo so.

Non ti piace?

Ma che dobbiamo dormire insieme? No, io con te non ci dormo, no.

Non sai che ti perdi, sai?

C'è un divano. Ah, perfetto. Allora tu ti metti là.

Il bagno.

Tutto a posto, Giulia?

Tutto bene.

In bagno.

Lei sta disfando la valigia.

Ci vediamo in piscina? Tra mezz'ora.

Perfetto. Oh, non farla affacciare nel balcone. No, niente balcone.

Già, bella.

Buongiorno a tutti.

Io sono Stella Gangen.

E oggi, insieme, faremo una seduta di meditazione sull'acqua.

Un'esperienza che vi farà entrare in una dimensione percettiva del tutto nuova.

Ora... Sdraiatevi a pelo dell'acqua.

Chiudete gli occhi. Facciamo che io prendo te. No, no, no.

Ultimamente sei stressato.

Ma stramo, sono tutte coppie. Eh, vabbè.

Bravo, bravo.

Silenzio, per favore. Dovete fare silenzio. Sì, sì, sì.

Posa. Stiamo in silenzio.

Immaginate il calore del sole sul viso. La carezza dell'aria sulla pelle.

Molto bene.

Respirate.

Esisti solo tu per me.

E mi auguro che sia sempre così.

Bene, Anna.

E respirate, con calma.

Molto bene.

Oh, ma dove corri?

Piano! Ah, chiudi gli occhi!

Venga, ci rimprovera! Silenzio, per favore, dovete fare silenzio. Sì, sì, in

silenzio, in silenzio.

Ora, sempre con gli occhi chiusi, cercate la mano di chi vi sta accanto e

stringetela.

Beh, vogliamo presentarci almeno?

Sì.

Suleimo. Averio.

Averio? Suleimo.

Ma cos'è, un agguato?

Ma semmai io lo chiedo a te.

Ma non è giusto, dovevate stare con gli occhi chiusi e senza parlare. No.

Averio, sei un cretino. Questa è una trappola. Senti, se mi credi capace di

una cosa simile, tu non mi conosci per niente.

Astra, Peppe, volete spiegarci?

Abbiamo vinto questo premio e io e Astra abbiamo...

Ho pagato anche la differenza per due coppie, così per farvi stare insieme. E

tu sapevi tutto.

Ma dovevamo darvi la possibilità di stare insieme, di parlare ancora, di

vedere se si poteva ancora aggiustare.

Capisco le buone intenzioni, ma è stata una pessima idea.

Ma no!

Tulema!

Vuoi farmi chiamarli?

No, Pino, non è necessario, grazie. Pino, torna giù.

E smettila di metterti in mostra costella.

È un peccato che litigano.

Sembrano una bella coppia.

Suleima.

Carolina.

Ho visto quello che è successo. Beh, come tutto il centro termale.

E ho sentito che vuoi andare via.

Diciamo che c'è stato un grande equivoco.

Scusami se mi faccio gli affari tuoi. In fondo ci siamo appena conosciute.

Però... Se posso darti un consiglio, io aspetterei almeno fino a domani mattina.

Ora tu sei giovane, però con il tempo si impara a non trascurare l'amore che ci

circonda. E magari a dare anche una possibilità piccola a chi

ci tende la mano.

Spero che ci penserai.

Grazie.

Peppe e Azra!

Avete fatto una grandissima cavolata.

Ma l'avete fatta con il cuore.

Perciò rimarrò.

Almeno per questa notte. Sì, ma non fatevi illusioni perché non cambia

nulla.

E domani mattina parto.

Grazie.

È tutto il giorno che facciamo trattamenti, fanghi, bagni. Su lei

praticamente non mi rivolge la parola.

E vabbè, Salerio, ancora c'è tutto stasera. Dai, chi la dura la vinci. Come

no.

Buonasera. Buonasera.

Stanza numero?

343.

342? Tavolo 4, tavolo 4.

Grazie. Tavolo 1, prego.

Grazie.

Ragazze, buonasera.

Ciao. Perché non vi sedete con noi? Qua c'è posto. Ma sì, grazie, gentissimo.

E diciamolo anche ai vostri amici, no?

Unitevi a noi.

No, no, grazie, non vorremmo disturbare. Ma sì, dai. Quale disturbo? Prego,

sedetevi. Questo è un posto per stare insieme, per fare amicizia.

Ti avevo detto che non volevo stare seduta vicino al sabato.

Guarda che non mordo, eh?

Hai altri modi per fare danni?

Ma come?

Perché ha me questo? Che cos'è?

Dovrebbe essere tofu.

Non t'ho chiesto come si chiama. T'ho chiesto che cos'è. È una specie di

formaggio. Che significa una specie, sa bene?

Che non è un vero e proprio formaggio.

Assaggialo, no?

Assaggialo.

Ciao.

Non mi piace, non mi piace.

Peppe, l'importante è che ti fa bene.

Ma come mi fa bene se non mi piace?

Dai, mangia. Mi fa piacere vedervi insieme stasera.

Mi dispiace per la... per lo spettacolo di oggi in piscina.

Già, tanto volevo far pagare il biglietto.

Vabbè. Lo sapete che io e Anna ci siamo conosciuti qua? Eh, già.

Ehm...

Ve lo dico? Certo.

Fra due giorni ci sposiamo.

Ci pensavamo già da un po', poi abbiamo deciso così all'improvviso.

A breve devo fare una piccola operazione.

Mi spiace, ma... No, no, non è niente di grave, solo il posto operatorio potrebbe

essere un pochino lungo. Non ci andava di aspettare.

E ovviamente ci sposiamo qui.

Wow, dove ci siamo innamorati.

E siamo sempre stati tanto felici.

E avanti, diglielo.

Ovviamente siete tutti invitati.

Allora festeggiamo, dai, brindiamo.

Peppe, per te solo acqua liscia.

Acqua lisce.

Non banare.

Grazie Peppe.

All'amore. E salute.

Mi raccomando, ricorda quello che ti ho detto, va bene?

Anna!

Sei bellissima. Grazie.

È una cosa stupenda che vi sposiate.

Siamo emozionatissimi.

Per caso avete visto Pino?

Non era con te a cena?

Siamo alle solite.

Che succede?

Bel caratterino la signora.

Sì.

La smetti di fare il cretino? Tere, ballavamo soltanto. Non prendermi in

giro, io leggo le labbra, te lo ricordi, vedo tutto.

A me non la fai. Teresa è una ricchissima imprenditrice e Pino è... È

il toy boy. È Tommaso, dai.

A favore non è bello se non è l'edigarello.

Buonasera. Ci sono i nostri promessi sposi. Carolina e Danilo saranno i

nostri testimoni.

Sono troppo felice abbiate deciso di festeggiare qui.

Sarà una festa bellissima.

Zuleyma. Eh?

Allora? Sempre decisa a partire domani mattina?

Sì.

Che succede? C'è Carolina.

Carolina?

È viva.

È ancora viva.

Chiama subito un'ambulanza.

Pronto?

Sì, per favore, un'autombulanza alla segretaria mia.

Randone. La manna, pur a Spinalba ti trovo.

Figurati, io ero qui in vacanza e invece mi tocca incontrarti di nuovo.

Ma dico, pure quando si tratta di un incidente tu ti vieni a rasparre le

corna da me.

Ma dico, siamo davvero sicuri che si tratti di un incidente?

Sa beh, ora ricominci.

Ma dai, non ti sembra che ci sia un po' troppo sangue per una persona che

scivola dalle scale?

C'è pure sangue sulle pareti.

Ma bene, hai ragione, forse le tracce sono un po' cosciane, ma...

Può essere pure che la dottoressa ebbe un mancamento, cadde per terra, poi si

rialzò, si appoggiò nel muro e poi ricadde di nuovo. Ecco, spiegate le

tracce. A me sembra davvero improbabile che una persona possa rialzarsi dopo una

caduta simile.

No, forse... Forse Carolina non era da sola.

Magari c'era qualcun altro con lei.

Qualcuno con cui ha avuto un alterco.

Questa persona potrebbe averla afferrata.

Saverio, non mi toccare.

Vabbè, era solo per la ricostruzione. Sì, vabbè, non mi interessa, non mi

toccare. Che cosa vuoi? Brandone, Sulema mi ha lasciato.

Ma vero?

Vabbè, signorina, niente, lo sa come si dice. Si chiude una porta e si apre un

portone. Del resto trovare uno meglio di Saveruccio nostro, che cosa ci vuole?

Brandone, la finisci?

Insomma, dico che qualcuno potrebbe aver afferrato Carolina e potrebbe averle

sbattuto la testa qui, così, con violenza, in questo modo.

Poi magari l'ha spinta giù per le scale e in questo punto

magari le ha afferrato la testa e ha cominciato a

sbatterla, così, con violenza, sugli scalini.

Poi, vedendola priva di sensi, l'ha creduta morta ed è scappato via.

Sì, però, sape, senti, non facciamo casino, eh.

Qua si tratta di un incidente. Di più non possiamo fare. Anzi, speriamo che la

dottoressa si svegli presto, almeno così ce lo racconta lei quello che è

successo. Ah, senti, ho visto che aveva una polverina gialla sulle mani. Sì, c

'erano tracce della stessa polverina in altre parti del corpo.

Sì, l'ho mandata già a esaminare. Che camorria!

Purtroppo dall'ospedale non ci sono novità.

Carolina è sempre in coma.

Ha subito un grave trama cranico e adesso è in rianimazione.

Ma per fortuna sono riuscita a stabilizzarla.

Insomma, ce la può fare.

La nostra Carolina ce la deve fare.

Grazie, Stella.

Adesso vado, scusatemi. Ho bisogno di bere qualcosa.

Minchia giornata, oh.

Stamattina a colazione mezzo yogurt e due becume per le uccelle, ma...

Vabbè come Peppe, sono semi di lino, fanno benissimo.

Sarà, ma io l'ho data ai passerotti, ma ancora lo saranno mangiato.

Ma che è?

Peppe, ma l'hai messa tu questa nella mia giacca? Oh, ma che cioccolata è? No,

un po' l'arrosto.

Peppe, la stacchi un attimo la mente dallo stomaco? Sì, sì. È una chiavetta

USB.

Ma scusa, secondo te io non so manco che cos'è e te l'ho messo io in tasca,

Saverio.

E come c'è finita la mia giacca?

Poi puoi togliere la giacca e ti do una mano io se... Grazie, grazie. Grazie.

Certo, è stata Carolina.

Quando nel suo studio mi sono levato la giacca e...

C'è soltanto un file.

E che c'è dentro?

Una lista di nomi e cognomi numerata.

Cognomi? E che significa?

Non ho la più pallida idea.

La vuoi fare tu?

No, no, va bene.

Ma quindi tu mi hai fatto tornare per questa cosa?

Eh. Ma questi sono solo cognomi.

Può essere qualsiasi cosa, che ne so, magari la lista dei fornitori di un

commerciante. Ma poi dimmi una cosa, chi te lo disse a te che fu la dottoressa

Torre che ti mise la chiavetta USB nella tasca?

E chi altro è stato?

E che ne so, magari al ristorante qualcuno che per sbaglio scanciò la

giacca. Ma no, ieri sera la giacca l'ho tenuta addosso tutto il tempo.

Ti dico che è stata Carolina e secondo me questa cosa ha a che fare con quello

che le è successo. Sa beh.

Però io non ne posso più di queste fantasie tue. Ora scusami, ma devo

andare.

Aspetta, aspetta, aspetta. Senti, di quella polvere gialla che avete trovato

addosso a Carolina, hai scoperto qualcosa?

Sì, si tratta di particelle solforose. Del resto qua l'acqua termale è piena di

zolfo. Acqua termale?

Sì, risulta che la dottoressa Torre alle due di notte passò il beige dai tornelli

per andare alle piscine di acqua termale.

Ma scusami, si è fatto un bagno alle due di notte alle terme?

E magari era pure a sommo capire.

Evidentemente la dottoressa non ci poteva sonno e quindi si andò a fare un

bagno caldo. Poi si rivestisce e forse per stanchezza cascò giù dalle scale.

Ed era sola in piscina a quell'ora?

Sì, a quell'ora risulta solamente il beige della dottoressa Torre che passa

dai tornelli.

Sa bene, ascolta a me.

Gotiti le terme, non ci pensare più a sta disgrazia.

Guarda, io invece rimango qua proprio per capire che cosa è successo. Pensa un

po'. Nonnozza mia.

Vince, portami via lontano da sapere la mamma.

Ciao, amore.

Allora, dai un bel panino da mangiare. Ma no, ma che mangiare? Ma no.

Dai, il solito. Va bene.

Comunque, grazie per stamattina.

Figurati.

Mi dispiace soltanto che hai dovuto vedere tutto quel sangue, Carolina lì

per terra.

Anche bene.

Salute.

Che fai, non rispondi?

Pronto?

Saverio, ciao.

Come stai? Ho saputo quello che è successo alla segreta alchimia.

Tutto bene?

Sì, sì, tutto bene, ma ora... Ti direi che mi ero molto preoccupata.

Sì, grazie, Michela.

Però purtroppo adesso non posso parlare, ci dovremmo risentire in un altro

momento. Sì, ciao.

Che fa, Michelina sentiva troppo la tua mancanza?

Sulema, per favore.

Comunque, sai, sei veramente un egoista, Saverio.

Avresti potuto offrirle un trattamento ai fanghi.

Sono certa che si sarebbe divertita tantissimo a sguazzare nella melma con

te.

Senti, se non mi vuoi parlare mi sta bene, però possiamo almeno smetterla con

le pugnalate?

No, questo divertimento non lo togli.

Sulema, non fare così, dai, c'è... Saverio, vieni.

Sa bene, ho pensato una cosa. Che cosa? Una cosa da mangiare?

Ascoltami, finiscila di babbiare.

Ho pensato a quello che disse Randone, sui tornelli delle piscine interne. Sai

quella cosa del beige?

Non significa nulla.

Perché? Te lo spiego io. Mio cugino Ciccino sta a Roma e prende sempre la

maciopalotana. E mi ha detto che certe volte i sette picciotti non pagano il

biglietto.

Ho capito, indignazione di tuo cugino a parte, a noi che cosa...

Ma va, te lo spiego io. Questi picciotti saltano nei tornelli. Come atleti, li

saltano.

Giusto, Peppe, hai ragione.

C'è ragione. Hai visto?

Non ci posso credere. Però se noi potessimo dare un'occhiata a quei video,

potremmo scoprire se in piscina, oltre Carolina, c'era qualcun altro. Giusto.

Ma ce l'ho io chi ci può aiutare.

Iachino. Iachino. E' qui Iachino.

Ma è un giornaletto gentile, molto gentile.

Ah, è pure gentile, molto gentile. No, no, ma dai.

Andiamo da lui.

Asra. Ciao.

Ma che bello vederti, come stai? Bene, benissimo. Guarda, è un po' sospendito.

Allora ti consiglio di fare una passeggiata sul sentiero delle palme. Ma

che sta facendo? Specialmente la sera, con la luna e le stelle.

È uno spettacolo. E poi c'è un profumo nell'aria, una cosa...

A innamorarsi proprio.

Addirittura. Ma se vuoi ti ci accompagno io.

E il signore chi è? Tuo zio? Sì, mio zio, zio Peppe. Zio Peppe, piacere, zio

Peppe, piacerissimo. Ti faccio una cortesia da chiederti. Peppe, che ti fai

prendere dal maschio siciliano?

Se quello tocca a Zra, io ci scippo la testa come un polvo. No, ma ti facevo un

poco più moderno. Ma poi non lo vedi, poverina, che si sta sacrificando per

una buona causa?

Chi può impedire al vento di accarezzare il mondo?

Oh, Peppe, devi stare calmo, questa cosa.

Lo sei un poeta?

Mi ti letto, terzina, indica sillabi.

Campo.

Ecco, questa è Carolina.

Ecco, da questo punto vai un po' più avanti.

Fermo, fermo, torna un po' indietro.

Ma questo chi è?

E questo è Pino Cipolla.

E per chi saltò invece di passare il beige?

Ciao Pino. Ciao Sara.

Ciao ragazzi. Pino, vieni.

Dobbiamo parlare. Che c'è? Mi manda Teresa?

Sappiamo che ieri alle due di notte eri nella piscina termale. Carolina non era

da sola.

Non riuscivo a prendere sonno e sono andato a fare un bagno perché scusa che

ho un problema.

Abbiamo visto i video.

Si vede che salti i tornelli.

Come di uno che non vuole fare sapere che è stato lì. È che mi ero dimenticato

il badge e ho dovuto saltare. Ma scusa, poi tu chi sei per farmi tutte queste

domande? Pino, basta minchiate, dai.

Che cosa è successo con Carolina?

Niente, non è successo assolutamente niente.

Cipolla!

Si rivesta che ci facciamo due chiacchiere?

Hai visto il video?

Affermativo. Lei viene con noi in questura. In questura? Io non ho fatto

assolutamente niente. Quello di Carolina è stato un incidente. Sì, ma comunque

avrebbe dovuto dirci che stanotte era là. Ce la discutiamo in questura.

Ma senti, l'hai fatta quella ricerca sui cognomi che erano nella chiavetta USB?

Sì, e non risulta niente. Cioè, a quei cognomi non corrisponde niente di

preciso. E come già ti disse caro Saverio, è una minchiata.

Dov'è Pino?

Cosa è successo?

Teresa, abbiamo scoperto che stanotte anche Pino era nella piscina termale.

Cosa? Ma cosa stai dicendo?

Mi dispiace, Teresa, ma quello che è successo a Carolina potrebbe essere un

'aggressione. Un'aggressione? E perché Pino avrebbe dovuto aggredire Carolina?

Beh, Teresa, abbiamo sentito tutti litigare.

Insomma, a Pino piacciono le donne, a volte uno può anche equivocare e

purtroppo ci sono uomini che non sanno accettare un rifiuto. Pino non farebbe

mai una cosa del genere, ne sono sicura.

E poi non torna niente.

Che vuoi dire? Che Pino non può essere andato là, nelle piscine termali. Ma

come? L'abbiamo visto.

Quando ho salzato dal letto ed è uscito, mi sono svegliata anch'io. È tornato

dopo nemmeno mezz'ora ed era perfettamente asciutto, anche i capelli.

Ma sei sicura? Sì. E poi l'acqua termale ha un odore forte sulla pelle e lui non

l'aveva.

Adesso voglio andare in quest'ora.

Voglio vedere se mi dicono qualcosa.

Tengo con te.

Per me Teresa è sincera.

Sì? Ti fidi anche del tuo e-boy?

Non tutti gli uomini sono caroni come qualcuno che conosco.

Scusa, che vuol dire? Basta sciaggiare.

Comunque, Solema ha ragione.

Acqua del mare puzza di uova marcia.

E se Pino non puzzava di uova marcia vuol dire che il bagno non ce l'è fatto.

Però che c'è andato a fare?

Già.

Chissà quando lo lasceranno a tornare. Vabbè, non ci pensare.

Adesso devi soltanto sposare. Andiamo.

Ciao ragazzi.

Ciao.

Così ora?

Sì, sì. Ah, vedi, c'è Anna.

Ehi, come stai?

Bene.

Siamo stati in ospedale, abbiamo parlato con Danilo.

Allora, dice che la situazione di Carolina è stabile. Eh, questa cosa va

ben sperata. Sì, ce la farà.

Ce la deve fare.

Lo speriamo davvero.

C'è anche un'altra cosa.

Il matrimonio abbiamo deciso di celebrarlo lo stesso. Ci sposiamo

comunque.

Bravi. Danilo ha insistito tanto, dice che Carolina sicuramente anche lei

vorrebbe lo stesso.

Ma sì, certo, ci saremo sicuramente.

Ecco, non mi basta che ci siate.

Carolina e Danilo dovevano farci da testimoni domani.

Ovviamente non è più possibile.

E noi avremmo pensato di chiederlo a voi.

A noi?

Cioè, noi testimoni?

Anna, grazie, ma forse è meglio che scegli qualcun altro.

Hai tanti amici qui.

Su lei, abbiamo pensato subito a voi.

Siete perfetti.

A che se non state più insieme?

E poi, non lo so, magari questo fatto di farci la testimonia vi può portare

fortuna.

Non ci potete dire di no.

Anna, tutto bene? Sì, sì, è un solido problema dell'allergia. Ma l'inalatore

ce l'hai qua o in camera? No, no, ma non mi serve, ce la faccio.

Allora, dicevamo, ci fare da testimoni o no?

È davvero importante per noi.

Va bene.

Sarà bellissimo.

Ci fate davvero felici.

Dai, andiamo a prendere l'inalatore che passa subito subito. Scusate. La borsa,

amore. Scusate.

Ciao.

La borsa?

Carolina nel video aveva con sé la borsa.

E quella certo non se l'è portata in piscina. L'avrà lasciata nello

spogliatoio. Samerio, cosa vuoi dire?

Voglio dire che Pino mente.

E Teresa ha ragione. Lui non è andato lì per farsi un bagno in piscina.

È andato lì per cercare qualcos'altro.

Scusaci.

Sì.

Perché ti sei fermato? E cos'è?

Questo è un ricettario medico.

Vuoto.

Aspetta un attimo.

Ma che è? Ti metto a fare i trasferelli.

I trasferelli, Peppe?

Visto?

Mica!

Pino Cipolla.

Avanti!

Oh, la manna.

Dunque, che cosa trovaste di così importante?

Che è?

Pino non è mai stato in piscina.

Carolina non l'ha nemmeno vista.

Ma che cosa dici? Ma abbiamo visto le registrazioni. Sì, ha saltato i

tornelli, ma solo per andare negli spogliatoi.

a prendere il ricettario che Carolina aveva nella borsa.

Pino, è arrivato il momento di parlare.

Pino, dammi retta.

Quello che hai fatto è un reato, ma potrebbe scagionarti da qualcosa di

molto più grave.

Ehi, mamma.

Metribolone. Che cosa è?

È un farmacodopante. L'utilizzo per fare massa muscolare.

Avevo chiesto a Carolina di prescrivermelo, ma dice che è pericoloso

e non ha voluto.

Quindi tu praticamente hai rubato e falsificato una ricetta. Ma perché

arrivare a tutto questo?

Perché sto invecchiando.

E non posso permettermelo.

Spina è il bel posto con più centenari in Sicilia. Forse la sua acqua termale

può aiutarmi a mantenermi giovane e bello per lei, per la mia Teresa.

Quindi quando fai lo scemo con le altre ragazze sono una stupida recita, è così?

Io amo solo Teresa.

Ma ora sto invecchiando.

E i giocattoli quando sono vecchi e rotti si buttano via.

Io non voglio perdere Teresa.

Mitz, cosa c'è? I ladri sono entrati. Ma porca...

Andiamo, Randone.

Dottore Randone?

Sì? Deve venire qua sopra.

Insomma, questo scherzetto l'unico che fa tardi a cena sono io.

Proprio stasera che mia moglie mi aveva preparato la pasta incaciata. La pasta

incaciata? Sì. Quello col caciocavallo fresco? Sì, perché?

Mamma mia, i dadini di salame, il prosciutto. E pure la besciamella che ci

fa bella costa. Oh, Randone, la smetti di parlargli di cibo, che Peppe mi sta

in piena catastrofe alimentare, dai.

Va bene.

Allora, visto che non avete più bisogno di me, io... Aspetta. Ti aspetta dove

vai, seriamente.

Questo non mi sembra lavoro di ladri comuni.

Chi è entrato qua dentro cercava una cosa specifica. Che cosa?

Che cosa?

Questa.

Ma non l'ha trovata perché ce l'avevo in tasca con me.

Ancora con sta chiavetta, sape?

Ma te l'ho detto mille volte, la lista dei nomi dentro a quella chiavetta non

corrisponde a niente di preciso.

Che ne so, pure la lista di una squadra di calcetto. A favorire, piccionello.

Con la besciamella, vero?

Besciamella!

Saverio, ma per il matrimonio, fondo nero o fondo blu?

Ma non ce n'hai un paio di scarpe?

No, e che sapevo che servivano le scarpe.

Fammi chiamare la reception, sentiamo se hanno qualche cosa da prestarti.

Che numero di scarpe hai?

41. Pianta larga immagino.

Larghissima. Ecco.

No, no, così non va bene.

Spostiamole in zona musica, per favore.

Zawar, dobbiamo preparare i posti per gli ospiti. Ti do una mano io. Senza di

me non ho riuscito a fare niente.

Maria Chiara, i fiori lì non vanno bene. Li sposto subito.

Oh, che zonerino.

Quanto sei bello, Peppe mio!

Ma basta padoneggiarti, dai!

Che se non era per me che chiamavo! Sì, tu, tu, tu, tu, sempre tu!

Capisci il vestito che io...

Peppe stai benissimo, sei un figurino.

E a me non dici niente?

Preferisco stenermi.

Tu invece sei bellissima.

Non ci provare la manna.

Comunque anche tu stai bene.

E Giulio, scusate.

Pronto?

Ah, finalmente.

È da ieri che provo a chiamarti e non mi rispondi mai.

Sì, scusa, ma lo sai cosa è successo qui?

Sì, sì, l'indagine, lo so. Ma io ho bisogno di te qui allo studio. Si stanno

muovendo nuovi contatti per i nostri progetti. È importante che tu sia qui

con me.

Giulio, oggi c'è anche un matrimonio. Devo scoprire cosa è successo a Carolina

Torre.

Si tratta solo di qualche giorno.

Ok, cosa devo dirti? Però cerca di tornare il prima possibile.

È un attimo che si perde una grande opportunità. Ciao.

Ciao.

E ora... che vi siete scambiati gli anelli in segno di fedeltà, cari Anna e

Tommaso, potete baciarvi.

Io non sono una persona di molte parole, ma una cosa la voglio dire.

Voglio fare anch'io un annuncio.

Pino, alzati.

Teresa, che fa?

Siediti.

Tieni.

Pino, quando ci siamo conosciuti ti dissi che a causa di

un guaio che avevo avuto alludito da bambina ho imparato a leggere sulle

labbra. E questo...

Mi avrebbe permesso di controllarti.

E che con me dovevi rigare dritto.

Perché a me non mi avresti fregato.

E invece Pino, la verità è che mi hai fregato.

E come?

Pino.

Ora mi interessa solo una cosa.

Mi vuoi sposare?

Sì, Teresa.

E ora... un ballo dei nostri testimoni, Saverio e Suleima.

Ballo? Non mi sembra il caso. Ma sì, dai! E faceteci questo regalo.

No, smettilo, poi... Poi Saveri non sa ballare.

Cosa? Ma che ne sai tu?

Come che ne so? Quando mai abbiamo ballato insieme io e te?

Beh, non c'è stata un'occasione, però non vuol dire che non so.

E quando è che hai ballato?

Senti, ci sono state fasi nella mia vita in cui mi sono dato da fare, va bene?

Sì.

Ballo! Ballo!

Ballo! Ballo!

Grazie.

Sei già via?

Sì.

Cosa, ti sei già pentita di stanotte?

No, Savario.

Non mi sono pentita.

E allora?

Quello che è successo non cancella tutto.

Non cambia le cose fra noi.

Torna a Macari.

Sulema... Ho bisogno di riflettere, Saverio, di capire.

È successo tutto troppo in fretta.

Beh, possiamo almeno... Non lo so... Sentirci?

Sì. Certo.

Ci sentiamo.

Sape? Sape?

Sulema dice che è confusa, che ci deve pensare. No, non è una brutta cosa,

sape?

Vedremo.

Che, non vuoi bruciare?

Tranquillo, è solo burro di carità.

Vedrà, le piacerà.

Burro di carità.

Ah, Severio, lo devi provare. Eh, lo sto provando.

Bene, il nostro trattamento finisce qui. Se avete il badge con voi, potete

continuare con il bagno in piscina.

Buon relax, grazie.

Minchia, per il badge!

Certo, adesso ho capito. C'era qualcosa che non tornava.

Oh, ma che sei uscito pazzo, fammi capire.

Carolina in piscina ci è andata con la borsa, ma perché?

Cioè, alla fine le bastava il badge.

Perché portarsi dietro la borsa?

E che ne so io.

Perché magari dopo doveva andare da qualche altra parte.

E dopo?

Non lo so, però sicuramente si è fatto un bagno, dopodiché è uscita, è

rientrata più tardi, ha lasciato la borsa nello studio dove l'abbiamo

trovata noi, e poi sulle scale le è successo quello che le è successo.

Eh sì, ma come facciamo a sapere veramente che è successo questo?

Dobbiamo controllare la sua macchina.

Dai, vestiti.

Basta relax.

Oh,

mi era male che tutti i dipendenti lasciano un doppione della chiave nel

casotto di Iachino.

Eh, senti, a Iachino non me lo devi manco nominare, eh. Vedi che dobbiamo

fare. C'hai una cosa che ti sta scontando?

No, anzi due. Ma va, Saverio, finiscila.

Ma che

pensi

di trovare in questo posto?

Questo. Ah, e che?

L'ultimo indirizzo dove è stata Carolina la notte dell'incidente.

Via Masaccio 9.

Perfetto.

Ho occhio, eh.

Che? Quando esci, non basta di... Fai schifo.

La Carolina è stata qua.

E di nuovo.

Sbaglio.

Non è che è quel coso. Il navigante. Si sta sbagliando, siamo sicuri.

Quel coso?

Il navigatore.

Non sbaglia, Peppe.

Scusatemi, possiamo parlare con qualche responsabile del centro d'accoglienza?

Sì, un attimo che gliela chiamo subito. Grazie. Esther, cercano te.

Salve. Salve.

Posso fare qualcosa per voi?

Sì, siamo amici di Carolina Torre.

Povera Carolina.

Prego, accomodatevi.

Grazie.

Ho sentito quello che le è successo.

Ma voi... perché siete venuti?

Abbiamo saputo che l'altra notte Carolina è stata qua.

Sì, è così.

Fu chiamata da qua.

Può spiegarci, per favore?

Certo, questo è un centro di accoglienza per i senza tetto.

Carolina da tempo aveva dato disponibilità per assistenza medico

-volontaria. L'altra notte l'avevamo chiamata perché una nostra ospite si era

sentita male.

Carolina è proprio una bella persona, dedicarsi così agli altri.

Sì, una donna incredibile.

Generosissima.

Carolina non si limitava solo al servizio volontario, ma da tempo faceva

delle donazioni alla nostra associazione.

Grosse donazioni.

Ehi. Su lei, ma non hai idea di quello che abbiamo scoperto.

Carolina aveva fatto delle donazioni enormi a un centro d'accoglienza dove

lavorava come volontaria.

Aveva praticamente svuotato il suo conto e tutto questo all'insaputa del marito.

Quindi Danilo non ne sapeva niente?

No, no, no, no. La direttrice ci ha detto che Carolina stava vivendo una

specie di crisi personale e aiutare gli altri e spogliarsi di tutto era l'unica

cosa che la faceva stare meglio.

Va bene, Saverio, ho capito.

Arrivo subito.

Giulio, io devo andare.

Che è successo?

Storia troppo lunga. Torno subito.

Ancora quella storia di aiutarmi con Saverio?

Senti, io lo so che sono affari tuoi, ma non ti fa bene stare con lui. Rischi

soltanto di farti del male, lo sai anche tu.

Giulio, so quello che faccio.

Io non voglio vederti soffrire ancora.

Lo so.

Hai ragione, ti preoccupi per me, ma... io... devo andare.

Ciao Giulio. Ciao Paolo.

Senti, per quella cosa che ti ho chiesto di Seoul, devi organizzarmela subito.

Ma Giulio, a Seul si aspettano una mostra tutta tua, come quella di

Stoccolma. Non so se questa tua idea... Sì, ma tu devi fare come ti ho detto io.

Sei il mio agente. Fammi sto cazzo di piacere, Paolo.

E sistema tutto prima che puoi. Grazie, ciao.

Buongiorno, liceo Calpurnio Siculo?

Salve, salve. Dovrei parlare con la professoressa Michela Pacino,

gentilmente.

Ancora qua state voi.

Randone, ti ho passato notizie importanti su un vassoio d'argento. Come

minimo ci devi aggiornare.

Sentitelo, un vassoio d'argento. Il tuo vassoio d'argento è stato un bel buco

nell'acqua.

Cosa? Che cosa vuol dire?

Abbiamo fatto le verifiche bancarie. E ti dico subito che Danilo Rizzo non solo

è stato disponibile a rispondere a tutte le domande, ma era pure a conoscenza dei

movimenti della moglie.

La direttrice del centro ha avuto l'impressione che Danilo fosse contrario

a quelle donazioni.

Santa pazienza, Danilo Rizzo ha confermato tutto.

All'inizio è stato un po' correticente, ma poi vedendo la determinazione della

moglie l'ha lasciato fare.

Tu ci credi? Ma che cosa ti devo dire io, Saverio?

Quelli hanno i conti separati, quelli sono i conti della moglie.

E poi, dico, alla segreta alchimia hanno un fatturato enorme, i piccioli si

trovano tutti lì dentro.

Ma allora forse... Saverio, Carolina Torre e Danilo Rizzo sono in società.

Ma l'amministratore del delegato è il marito, quindi la moglie quei soldi non

le può toccare. Per cui Danilo Rizzo può stare tranquillo. Ora vi saluto.

Aspetta, aspetta. Danilo ti ha almeno detto perché Carolina aveva deciso di

fare tutte quelle donazioni?

Perché pare che la moglie diceva che loro erano stati sempre tanto fortunati

e loro dovevano dare un poco di questa fortuna a chi non ce l'aveva avuta.

Questo è quanto.

Ciao, ciao, bambini.

Hai visto?

Randono è sempre il sole.

La direttrice del centro ci ha detto che Carolina sembrava spaventata da Danilo.

Secondo lei Carolina era in crisi, non stava bene.

Io le credo.

E ora?

Che facciamo?

Facciamo da soli.

Guardate.

Hai visto?

Pasta al forno.

Peperoni imbottiti.

Dai, Peppe.

Dai, Peppe. A me mi danno beta, minestrone. Sto morendo dalla fame.

Peppe, sicuramente qui c'è un bar.

Se hai fame vai lì. E certo che ci vado.

Secondo te Danilo e Stella potrebbero avere una relazione?

Sì.

E forse Carolina l'ha scoperto ed è proprio questo che l'ha mandata in

crisi.

Però perché Carolina avrebbe fatto le donazioni?

Così avrebbe danneggiato se stessa, non Danilo.

E poi Randone ci ha detto che quelli erano soldi suoi.

Sì, sì, hai ragione, però forse sai le persone quando sono sconvolte.

Fanno delle azioni non sempre prevedibili.

E ad ogni modo, se Carolina ha scoperto la relazione tra suo marito e Stella,

questo per Danilo sarebbe un chiaro movente.

Perché?

Beh, è Danilo che comanda al centro termale, dirige tutto lui.

Ma tecnicamente l'azienda è a metà con la moglie.

E quindi?

Dico che magari Carolina non poteva mettere mano da sola ai conti della

società, ma nessuno avrebbe potuto impedirle di vendere la sua parte.

E questo avrebbe tolto il controllo a Danilo sul centro termale e lui non l

'avrebbe mai permesso.

Cioè, quindi tu stai dicendo che... Magari quella sera hanno litigato.

Carolina gli ha detto di aver scoperto la tresca.

L'ho amminacciato di chissà quali conseguenze.

Poi la rite magari è degenerata e Danilo potrebbe aver provato a ucciderla a quel

modo.

Ma dove sei?

Ho girato tutto l'ospedale.

Bravo. E così hai fatto anche un po' di moto.

Sì, è solo quello che mi è rimasto. Bar richiuso, manco macchinette. Va bene, io

torno a Macari.

Sì, sicura che non... No, preferisco tornare.

Ciao. Ciao.

Michela! Saverio! Che ci fai qui?

Non potete capire cosa è successo. Che è successo?

Allora, tornavo da scuola, arrivo a casa, mi trovo completamente la porta

aperta, con la serratura tutta rotta. Ah, ti sono entrati dei ladri? Eh, un

disastro, guarda, c'era tutto sotto sopra. Fortuna che non è che hanno

rubato tanto, hanno preso il computer, qualche anello, non è che avessi granché

di valore.

Mi dispiace, mi dispiace davvero.

Naturalmente avrai già...

Ho fatto la denuncia, no? Sì, sì, ho fatto tutto. Ho fatto venire la polizia.

Loro hanno fatto quello che dovevano fare, però... Insomma, puoi immaginare

che non abbia questo entusiasmo adesso a tornare a casa.

Certo, certo.

Quindi ho pensato, dato che state qui, che sei qui, se non ti crea troppo

disturbo, magari posso andare da te.

Cioè da me a casa mia?

Qualche giorno.

Due, tre. Tre, tre al massimo.

Ma sì, sì, figurati, tra l'altro... Ecco le chiavi, sono qua.

Grazie, Saverio.

Davvero.

Anzi, scusatemi, scusatemi ancora e... prometto che non sporcherò e non romperò

nemmeno una tazzina. Ma fai pure, guarda, rompi tutte le tazzine che vuoi,

non c'è problema.

Grazie. Buon relax.

Ciao.

Ma scusa, non se ne poteva andare in albergo?

Peppe è un'amica, cioè... E beh, non è che gli alberghi sono solo per i nemici.

Eh?

Dove sei finito?

Dovevamo finire col plastico. Ma lascia perdere il plastico.

Ci hanno fatto una proposta incredibile.

Cioè? Ho appena parlato con Paolo, il mio agente.

Ci hanno commissionato una mostra a Seoul. Cosa?

A Seul? Sì, con tutte le nostre installazioni, ci finanziano tutto.

È bellissimo, ma una mostra nostra a Seul, cioè... Non so se

sia il caso.

Loro vogliono sicuramente te. La tua mostra a Stoccolma ha avuto un successo

pazzesco. Ma stai scherzando?

Io e te siamo una coppia ormai.

Dobbiamo pensare ai nostri progetti assieme.

È fatta, dobbiamo partire subito, già nei prossimi giorni, organizzare tutto,

parlare con i responsabili del museo, prendere accordi. Come subito?

Giulio, non che io non sia contenta, ma ho bisogno di tempo, non so se posso

partire subito, cioè, adesso.

Ma Sulema, è la nostra svolta.

Sì, lo so, ma come faccio con lo studio?

Cioè, con i lavori che ho preso come architetta, cioè... Ma chi se ne frega

dello studio, i lavori li passi a un collega. Sulema, Sulema, se non partiamo

subito...

Questa possibilità la daranno a qualcun altro, capisci?

Lo so.

Ma io ci tengo al mio studio.

Ci ho messo così tanto.

E poi è anche merito tuo se c'è.

Io lo so. È un'opportunità incredibile.

Ho bisogno di tempo, non... Non posso partire subito.

Sì, sì, un attimo.

Beh, Asra, che fu?

Una disgrazia incredibile.

Anna, poveretta, è morta.

Cosa? Anna?

Il medico dice che è stato un attacco di cuore.

Ma com'è possibile così giovane?

Dicono che era molto malata, non lo sapeva nessuno.

L'hanno già portata via.

Tommaso è nella sua strada, sta piangendo. Meschino.

Mi vesto.

Anna aveva un adenocarcinoma.

E un tumore ai polmoni.

Ma...

Lei lo sapeva?

Sì, sì, lo sapeva.

Però non sapeva quanto era grave.

Gioia mia aveva paura, non voleva sapere.

Perciò con i medici ci parlavo io, ma lei non mi chiedeva niente.

Pensava solo a curarsi e a sperare.

Per questo parlava sempre dell'operazione, no?

Eh, sì.

Volevo operarsi.

Aveva tanta fiducia.

Voleva farcela.

E invece io sapevo che non c'era più niente da fare.

Per questo Danilo ha insistito perché vi sposaste. Insomma, lui... Lui sapeva.

Sì.

Danilo e Carolina lo sapevano che stava male.

Per questo lui ha insistito.

Sapeva che le restava poco tempo.

Tommaso.

Tommaso. Ma com'è possibile?

Pronto, Suleiman?

Non mi do pace.

Ancora non riesco a credere che Anna fosse così malata.

Lo so.

Che giornate, mio Dio.

Prima quello che è successo a Carolina che ancora fra la vita e la morte,

adesso Anna.

Sulema, guarda.

Ma quelli sono Danilo e Stella?

Non si era più visto Danilo qua, stava sempre all'ospedale da Carolina.

Ma dove stanno andando?

Teresa, tu sai leggere le labbra, vero?

Sì. Perché?

Ti va di darci una mano?

Sì, certo.

Vieni con me, andiamo.

Vieni, vieni, vieni.

Ecco, li vedo.

Riesci a capirci qualcosa?

È difficile, sono lontana.

Basta che afferri qualcosa che ci faccia capire cosa nascondono.

Che faccio? Prendo un binocolo? Un cannocchiato?

Cannocchiato? Dove sei?

Qua, qua. Che binocolo? Che stiamo in una baita di montagna pure tu? Ragazzi,

però silenzio, se no Teresa non si concentra. Va bene, la colpa è di

Savelio.

Disinvolti così.

Insomma, che cosa si sono detti quei due?

Hanno una tresca?

Ma no, per niente.

Ma qua, niente corna.

Anzi, al contrario.

Parlano di un ricatto.

Un ricatto?

Sì.

Danilo accusa Stella.

Mi sembra di aver capito che lui insinua che ci sia lei dietro a tutto. E Stella

cerca di convincerlo in tutti i modi che non c'entra nulla con Ricatto.

È bravissima.

Allora, dopo mi aggiorni?

Eri un po' pensierosa ieri, c'è qualche novità?

No, niente di che, solo...

qualche complicazione al lavoro.

Niente di importante.

Ciao.

Ciao.

Pronto?

Zulema? Giulio, sto arrivando.

Ah, bene, bene.

Senti, volevo chiederti una cosa. Mi sono accorto di aver lasciato uno dei

nostri tacquini con gli schizzi da Saverio.

Puoi andare tu a prenderlo?

Sì, certo, ma è proprio necessario?

Beh sì, ci sono degli schizzi importanti sopra, così a memoria non riesco a

riprodurli. Perché è un problema per te?

No, no, certo vado.

Ok, grazie.

A dopo.

It's strange how things turn, waiting for today, even though my

memories...

Ho deciso, partiamo. Davvero?

Partiamo, non hai più dubbi? Sì, ho deciso, partiamo. Partiamo il prima

possibile. Sono così felice.

Fatti mandare i biglietti, prendi gli accordi.

Partiamo, prima è meglio. Ok.

Ok? Ok.

Rimanete in allungamento.

Sentite l'ultimo respiro.

E per oggi abbiamo finito. Grazie mille.

Ci vediamo tra mezz'ora, se volete, per la meditazione sull'acqua.

Grazie.

E voi?

Che cosa ci fate qui?

Sappiamo che ieri ti sei vista con Danilo e avete parlato di un ricatto.

Un ricatto che lui sta subendo.

Questi non sono affari vostri. No, invece mi interessa moltissimo perché

secondo me ha a che fare con quello che è successo a Carolina.

Io non so quasi nulla.

So solo che da un po' di tempo a questa parte Danilo riceve dei messaggi anonimi

da qualcuno che lo sta ricattando.

E quale sarebbe il motivo di questo ricatto?

Non lo so.

Non so neanche chi sia a ricattarlo.

Ieri Danilo insinuava che potresti essere proprio tu.

Ma voi come fate a sapere queste cose?

Abbiamo buone orecchie e pure buoni occhi.

Io non c'entro nulla con quel rigatto.

E poi non potrei mai fare una cosa del genere.

Non a Danilo.

Tu lo ami, vero?

Sì.

Sono innamorata di lui.

Da molto tempo.

Non potrei mai fargli del male.

Capite?

E avete... una storia?

No.

Lui ha occhi solo per Carolina.

Ha sempre amato solo sua moglie.

Allora, Saverio, questo è rigatto. Come facciamo a sapere qualcosa?

Non lo so, Peppe, ma di una cosa sono sicuro.

Questo ricatto ha a che fare con questa pennetta. Che cos'è quel foglio? E

niente, è la lista dei cognomi che c'era sulla pennetta. L'ho stampata.

Ma finché non capiamo che cos'è questa lista, non capiremo niente.

Suleima, ti ho chiamato un sacco di volte.

Volevo aggiornarti, abbiamo parlato con Stella.

Tantissima da fare. Ci sono novità, Savario. Novità? Che novità?

Io e Giulia andiamo a Seul.

Il museo ci finanzia la nostra mostra di installazione.

Ah.

E quanto ci devi stare?

Due mesi.

Due mesi?

Scusami, ma noi?

Credevo che tra noi le cose stessero migliorando in questi giorni, no?

Meglio, dici?

Meglio per chi?

Per te o per me?

Sulema, io non capisco, ma che ti prende?

Sapevi, lasciamo stare gli ultimi giorni. Siamo ai fatti.

Il fatto è che io e te non stiamo più insieme.

E qua non mi trattiene più nulla.

Invece a Seoul...

Ho l'opportunità di fare una cosa importante.

E forse ho davvero trovato la mia strada.

Bene.

Bene.

Allora... Bene.

E allora ti auguro il meglio.

Sayonara.

Sayonara è giapponese.

Noi andiamo in Corea.

Beh, tu e Giulio siete così bravi e fichi che sicuramente avrete successo

anche in Giappone.

Saverio!

Ehi!

Mi hanno detto che eri qua in piscina.

Sì, ero un attimo... Sono venuta a riportarti le chiavi, grazie.

Tutto bene?

Sì. Me le hai lasciate una tazzina?

Non ho rotto niente, no.

Spero di no, insomma. Comunque le ho fatto mettere l'allarme a casa, la porta

blindata, tutto quanto. Ora mi sento più sicura a casa mia che in una caserma.

Certo.

Tutto bene?

Sulema parte per Seoul con Giulio, starà via parecchi mesi e insomma...

Non lo so, è come se mi rendessi conto solo ora che...

che è davvero finita.

Scusa.

Scusa di che?

No, mi dispiace.

Mi dispiace, ovviamente mi dispiace.

E come si dice in questi casi, no?

Riuscirai a superare questa cosa?

Sì, sì, lo so.

È che non so se ho davvero voglia di superarla.

Preferirei restare così, sotto un tiro.

Guarda, tutto meglio che farmi una ragione.

Saber, io che ti devo dire?

Che quando tornerai a Magari io ci sarò.

Tu puoi contare sempre su di me.

E poi come si dice in questi casi, no? Il tempo fa passare tutte le cose. È

vero. È vero.

Andrà sempre meglio.

Sempre meglio.

Cosa che bevi?

Passiflora? Sì, insomma, dicono che fa bene.

Però un gin tonic forse fa meglio. Gin tonic, sì, forse è meglio.

Amici, cari fratelli, siamo qui riuniti per salutare e seppellire la nostra cara

sorella Anna.

I nostri cuori sono tristi, anche il cielo è triste oggi.

Adesso raccogliamoci in un attimo di silenzio e di preghiera.

Come mai qui?

Non rischi di perdere il tuo jet privato per Seoul?

Sono qui per il funerale di Anna, non per parlare con te.

Certo.

Ho saputo che Marilu ti fa una festa d'addio.

Non inviti?

Sferiotte, ho già detto addio anche senza festa.

Saverio, io sono qui per Tommaso.

Sì, però ascoltatemi.

Di là, su delle lapidi, ho trovato alcuni dei cognomi della lista della

chiavetta USB.

Sape, tutta la Sicilia è pesa. I cognomi li troviamo dappertutto.

Solo a Macare ci sono 80 piccionelli. Ho capito, ma c'è di più.

Sono tutte lapidi senza fotografie del defunto.

E tutte molto recenti, di gente morta meno di dieci anni fa.

Dieci anni fa?

Dieci anni fa hanno aperto il centro termale.

Quanti ne trovate di questi cognomi?

Finora quattro.

Aspettiamo che finisca il funerale, poi andiamo a cercare fra le lapidi.

Se troviamo tutti i cognomi della lista e le tombe sono come quelle che hai

visto tu, sicuramente significa qualcosa.

Andiamo?

Io non capisco.

Abbiamo trovato esattamente la metà dei cognomi presenti nella lista.

E come le prime che ho visto sono tutte lapidi senza foto e tutte recenti, di

meno di dieci anni fa.

Ma la cosa più assurda è che i cognomi che abbiamo trovato sulle lapidi

corrispondono solo ai numeri dispari dell'elenco. Mi spieghi meglio?

Vedi, l'elenco dei cognomi è numerato e i cognomi che abbiamo trovato sulle

lapidi corrispondono solo ai numeri dispari.

Uno, Nicotra.

Tre, Scordia.

Cinque, Aiello.

E si fa? Che cosa vuole significare?

Non lo so, ma sicuramente non è casuale. E perché non parliamo col custode?

Magari lui sa qualcosa.

Lascia il suo casotto.

Sì, andiamo.

Non c'è.

Vabbè, magari lo aspettiamo.

Ma che se ne fa?

Nessuno usa più gli elenchi del telefono da anni.

Ma poi questa è di Messina.

Aiello?

Cinco?

Ma questi sono i cognomi che abbiamo visto sulle tombe? Sì, ma guardate.

Cioè, accanto ai nomi cerchiati ce ne sono degli altri scritti a penna. E

questi sono quelli mancanti.

I numeri pari della lista.

No, vediamo.

Prendi la lista. Ecco.

Manifò, Carella Donato.

Eccolo, Manifò, Carella Donato.

Pagnozzi, Miceli Antonio.

Pagnozzi, Miceli Antonio.

Ma che può significare tutta sta roba? Certo, certo.

I numeri dispari, cioè i cognomi che abbiamo trovato sulle lapidi, sono presi

a caso da questo elenco del telefono.

I nomi sulle lapidi sono fittizi.

Cioè sono cognomi falsi.

Sì, e invece i numeri pari, cioè i nomi scritti a penna qui accanto agli altri,

sono i veri cognomi di chi sta sepolto in quelle tombe.

Oh, ma che c'è fate qui?

Adesso lei ci dice chi c'è davvero sepolto in quelle tombe.

Ah, mamma mia. No, ma perché a me, io pensavo che non facevo male a nessuno.

E comunque state tranquilli, ora vi dico tutte le cose.

Ma non è con me che ve la dovete prendere.

Qui la cosa si fa seria, meglio che chiamo Randone.

Sindaco Seminara.

Dottor Randone.

Sì?

Sappiamo tutto della trama che avevate ordito con Danilo Rizzo.

Di che state parlando?

La truffa su cui si basava la fortuna di Spinalba.

Il paese dei centenari. Le terme famose in tutta Italia.

Qua te non avvocato.

Invece di dichiarare il decesso facevate seppellire i morti con un altro nome. In

modo che risultassero ancora ufficialmente vivi.

E così avete inventato la leggenda del paese dei centenari di Spinalba.

L'acqua termale miracolosa.

Spinapa è un comune piccolo e dieci anni fa stavo morendo.

I giovani se ne andavano, rimanevano solo pochi anziani. Io amo la mia terra,

ma non potevo farci nulla. E allora ci dica come andò.

Un giorno venne a trovarmi questo giovane medico, Danilo Rizzo.

Era in gamba, mi disse che cercava proprio un posto come questo, un borgo

con poche anime e con una sorgente termale.

E mi propose la sua truffa, fare credere che a Spinalba ci fossero un bel po' di

vicchiareggi centenari. E questo avrebbe fatto credere che la nostra acqua

termale aveva chissà che facoltà benefiche. Io capì che aveva ragione.

Quello era l'unico modo per salvare Spinalba. Sì, ma come organizzaste

tutto?

Fu facile.

Qua vivevano nemmeno 300 persone, così tutti anziani.

Fu facile mettersi d'accordo.

Ogni famiglia avrebbe avuto dei soldi.

Le terme diventarono un'attrazione e il paese ricominciò a fiorire e i giovani

ritornarono. E con loro un sacco di nuove attività fu un'aperta. Voi non

potete capire la gioia di rivedere il paese pieno di persone come un tempo.

E questa?

Sei stato tu a mandarla, no?

Eri tu il ricattatore?

Sì.

Mandai dei messaggi anonimi a Danilo.

Ah, ma lo faceva al duro.

Non voleva cedere tutto quello che chiedeva, allora alla fine, per fargli

pressione, mandai quella chiavetta a Carolina.

Insieme a un messaggio anonimo in cui le rivelavo della truffa.

Lei non sapeva niente.

Non aveva mai sospettato niente.

Ma scusa, ma perché facevate sto regato?

Eravate complice di Danilo.

Perché stava per finire tutto, ma questo lo sapevo solo io.

E cioè?

Mi arrivò una circolare.

Fra un anno faranno un censimento, capite?

Sarebbe venuto fuori che tutti quei bicchiereggi centenari non esistevano,

che erano tutti morti. Ci avrebbero scoperto. Era la fine.

A Danilo non è detto niente.

E col ricatto volevi estorcergli una marea di soldi.

Carolina quando scoprì della truffa era a pezzi.

Il lavoro di tutta la nostra vita si reggeva su un imbroglio.

E lei non lo poteva sopportare.

Ma Carolina poteva denunciarti in qualsiasi momento.

Saverio, accusatemi di tutto.

Di qualsiasi cosa, ma non di aver fatto male a mia moglie.

Non lo farei mai.

Io quel giorno non c'ero, su quella scalinata.

Va bene, Rizzo, per ora dobbiamo andare.

La posso rivedere un momento?

Che poi magari io non la vedo più.

Va bene.

Saverio, che ci fai qui?

Devo parlarti.

Abbiamo da fare, Saverio. Adesso passo al corriere.

Potresti due minuti, Giulio?

Sì.

Cosa mi devi dire?

Carolina stanotte è morta.

Non ce l'ha fatta.

Carolina.

Speravo che almeno potesse.

Solema, ti prego.

Non partire domani.

È una follia.

Non perdiamoci così.

Saverio, ho già deciso.

È tutto pronto, domani parto.

Ho bisogno di un nuovo inizio e... forse pure tu.

Almeno lasciamoci bene.

Senza rancore.

Sì.

Peggio dei bambini sei.

Mezza valigia in camera ti sei scordato. Ma scusa con tutto quello che è

successo.

Sì.

Che stiamo cercando?

Non lo so, queste sono le cartelle cliniche.

Questa è la cartella clinica di Anna.

Che c'è scritto?

Un referto clinico di due anni fa.

Carolina registrava...

Su Anna alcuni sintomi, tosse, astenia, valori bassi dell'emopromo.

Però pare che non gli abbia dato molta importanza, gli ha prescritto soltanto

un integratore.

Questi che cosa sono?

Questi sono articoli scientifici sull'adenocarcinoma.

Il tumore che aveva Anna? Sì.

Sai, che ci fai qua?

Tommaso, come mai sei qui?

Ah, io?

Ero venuto a prendere la documentazione di Anna. Tu come mai sei qua?

Ce l'ho io.

La stavo leggendo. Sì, lo vedo.

Per cortesia, dammela. Sono cose private, viste? No.

Non ti tolgo niente.

C'è un referte di due anni fa.

in cui Carolina sottovalutava alcuni sintomi di Anna, cose che all'epoca

sembravano cose lievi.

Anna era giovane, era forte.

Ma che cosa vuoi?

Poi dopo un anno, quando venne fuori la malattia di Anna e le cure ormai erano

inutili, Carolina si rese conto che proprio quei sintomi che aveva

sottovalutato erano i sintomi di quel terribile tumore.

Mia Tommaso, sei stato tu.

Sei stato tu ad uccidere Carolina.

L'hai afferrata e le hai sbattuto la testa su quei gradini.

La colpa è sua.

Carolina se l'è meritato di morire.

Perché se avesse fatto bene il suo lavoro di medico, forse Anna oggi si

sarebbe potuto operare.

E sarebbe ancora qua.

E invece no.

E invece no.

Quando l'hai scoperto?

Io... Fino a quella notte non sapevo niente.

E quella notte?

E quella notte...

Carolina mi chiamò e mi disse ti devo parlare Tommaso.

Allora ci incontriamo fuori, arriva, era distrutta, era in lacrime e mi disse

Tommaso io ti devo dire la verità, non me lo posso più tenere questo peso sul

cuore.

Devo guardare quanto tornerò.

De Rubo? Ciao Saverio.

Saverio, non ci posso credere che sia stato davvero Tommaso.

Eh sì, davvero incredibile.

Veramente una storia triste.

Già.

Però, Marilu ha fatto davvero le cose in grande.

Con me non ha mai fatto una cosa del genere. Ho fatto una domanda.

Sì, città, paesi.

Poi un giorno ti fermi in un luogo e il tuo cuore ti dice, ecco, questo è il mio

posto.

È vero.

Saverio!

Ciao, Suleima.

Ciao, Michele. Ero venuta a mangiare una cosa e... Però non pensavo che ci fosse

questa festa.

Scusate, tolgo il disturbo.

No, ma che disturbo?

Ma sono entrata in un brutto momento?

Ma no, figurati.

Tanto non sarebbe cambiato nulla.

Vabbè, dai.

Già che ci siamo, beviamo qualcosa, ti va? Sì, sì, volentieri. Prendo due

bicchieri. Grazie, volentieri.

Professore, ma quale onore!

Marilu, Marilu, ma come va?

Ma guarda, ma non sei cambiato per niente, pari lui. Noi moriamo, ci sono

passati vent'anni.

Lei è un adulatore.

Vent'anni.

Saverio!

Piccioni.

Ehi. Come stai?

Come va?

Come stai?

Quanto tempo che manca da Macari, quando non c'è più la signora.

Papà, tu qui a Macari, e come fu?

Sono venuto per Suleima.

Su dove è Suleima?

Eh, Suleiva. E che fai? Lei partiva e io non venivo a salutare. A Suleiva.

Grazie, che onore.

So che tu parti, sono venuto a salutarti.

Grazie.

Eh, guarda.

È sempre bellissimo qua.

Sembra che non sia passato nemmeno un giorno, eh?

Me la fareste una cortesia?

Possiamo andare dopo in casa dove abitavamo con la mamma, tu bambino.

Eh?

Sono qua, ho fatto 30, facciamo 31, che dici?

Andiamo adesso, vengo pure io. Brava, brava, vieni, vieni, vieni. Che fai,

vieni, andiamo, andiamo.

Sule, ma adesso?

Andiamo e torniamo.

È tremendo.

Saverio, ma ti ricordi quant'estate abbiamo passato qua assieme con la

mamma?

Sì papà, siamo stati davvero felici qui. Felici veramente.

Ma sai, Soleima, brava, brava, complimenti.

Grazie. Oddio, anche tu va bene.

È più bella di prima, non lo so.

Mamma mia.

No, oddio, la stanza della mamma.

Fate una cosa, ritornate alla festa, va bene? Io mi fermo cinque minuti qua,

lasciatemi solo qua, quando mi ricordo.

Camera tua.

E andate, che volete?

Andiamo, andiamo, ti lasciamo solo.

Era emozionatissimo.

Un rossetto.

Beh, si è proprio accasata.

Potevi almeno nascondere le prove prima di invitarmi a casa.

Ma di che parli?

Fai il finto tonto.

L'ho vista ieri che stendevo i panni col kimono.

Ma chi, Michela?

Che stronzo che sei.

Cioè, ci siamo appena lasciati e già la fai venire a casa. Ma, Zulena, ma

davvero tu pensi che io... Non è successo assolutamente niente.

Sì, sì, come no.

Ma te lo giuro, te lo giuro. Per chiamarmi.

Non tornavate.

Sulema, guarda che Savero è sincero.

C'ero io a Spinalba quando è venuta Michela.

Per chiedere di rimanere qua un paio di giorni. Perché ci sono entrati i ladri.

E Savero è rimasto con me all'eterme.

Giuro, Sulema, è rimasto con me. Ti dico la verità.

Sulema, è stato soltanto un equivoco. Un grande equivoco.

Io non ti chiedo di non partire per sé. Lo so quanto è importante per te questa

mostra, però... Non lasciamoci.

Non perdiamoci.

Saverio, è troppo tardi.

Sulema, te lo chiedo pure io, con il cuore.

Guardalo.

È un cane bastonato.

Un animale al mattatoio.

Mi viene pure da piangere.

E mi viene da piangere pure a me.

Mi dispiace, non si può più tornare indietro.

Suleima, te lo chiedo pure io. Non lo lasciare a Saverio. Papà, guarda, mio

figlio ha centomila difetti. Va bene?

È camorrioso, è egoista.

Se le presenti la pietra lavica, quella nera dell'Etna che è dura, la sua testa

è uguale. La stessa.

Però io non l'ho mai visto così innamorato come è innamorato di te,

Gioia. Ora, se tu te ne vai, parti, e non vi siete rimessi assieme, credimi,

questo è un uomo perso.

L'hai sentito, Pepe, no?

Io confermo e sottoscrivo tutto.

Professore uomo di saggezza.

Ecco qua, fresche fresche.

Guarda che cosa vi ho portato.

Sono qua a Macari, li potete mangiare.

Vabbè, me ne vado, vi lascio solo.

Ehi.

Ti dispiace per scelto di non partire?

Se voglio organizzare la mia mostra posso farlo ovunque.

Senza essere nell'ombra di Giulio e di qualcun altro.

Beh, poi se vuoi posso scriverti io la brochure.

E da quando ne sai qualcosa di altro?

Mi basta sapere quello che so di te.

Ciao!

Guarda chi vi ha portato, riunione di famiglia.

Papà!

Saverio, Saverio, Saverio. Ma sei venuto fino in spiaggia.

Già che c'ero, sono contento, sono felice di rivedervi assieme.

Dove sono?

E che potevamo mancare, piccionero. Andiamo.

Piccionero, piccionero.

Vieni, vieni.

Sempre tu ci sei in mezzo ai piedi.

E invece di macari che mi dici papà? Di macari.

Macari e macari.

Non ho trovato nessuno che parlasse qui con me, non ho trovato nessuno che

parlasse qui con me.

Cercavo, cercavo, cercavo,

cercavo, ho trovato l

'uomo che ascolta il caso

e ascolta il caso.

Davo davvero qualcosa che facesse al caso mio.

Non ho trovato nessuno che parlasse qui con me.

Non ho trovato nessuno che parlasse qui con me.

Cercavo, cercavo, cercavo,

cercavo. Non ho trovato l

'uomo che ascoltava.

La scuola

Grazie.

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