All language subtitles for makari sezon 3 ep 3

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Original subtitles

Canta più forte ma fallo in silenzio perché qui nessuno ci

sente e ci vede ma magari è casa e gioia e dolore,

magari non la dimentico,

dimentico,

dimentico.

Chissà è una storia un po' curiosa, un po' scontrusa, che

parla d'amore per le tradizioni, per le mie radici,

ma mancare a casa...

Davvero mi sta battendo il cuore forte, sono emozionato.

Quanto la fai lunga.

Che la gelosia ti sta mangiando vivo.

E basta, ci manca solo che ti metti a fare l'ola.

Comunque sta cosa è una fesseria. Ma cosa?

Sta cosa che devono intervistare i personaggi invece degli autori. Non

intervistano i personaggi, intervistano le persone reali che li hanno ispirati,

è ben diverso. Tu sei così perché stanno intervistando a me. Ma figurati che me

ne frega.

Dico, pure io sono personaggio dei miei libri. Perché dovrei intervistare lui?

Ma perché fai così?

Vuol dire che il mio personaggio ti è venuto talmente bene che alla gente

piaccio? Sala, Salario, ma vuoi che i tuoi libri li venda o che li usi per

schiacciare i ragni? Che importanza ha se intervistano a te oppure a

Piccionello? L'importante è però la pubblicità.

Nino. Nino, ma che ci fai?

Ciao, Cursio. Ciao, Liborio. Come stai?

Così, dipende dalla giornata. Ma Nino, ma come mai proprio qui? Beh, in

festival di libri, eh.

Capito, ma che io conosci gente, colleghi. E se poi ci stai male? Non vi

preoccupate, quella ormai è acqua passata.

Sicuro, Nino?

Tranquilli. E poi, i libri mi hanno sempre voluto bene.

E prima o poi mi restituiranno quello che ho perso.

Buona giornata, buon festival e buone vendite.

Buona giornata.

Arrivederci. Arrivederci.

Grazie.

Ma chi è quell'ambulante?

Si chiama Nino Ardente e non è sempre stato un ambulante.

Prima era un editore come noi.

Davvero? Sì, sì, era pure bravo, appassionatissimo.

Poi gli affari cominciarono a girare male e la casa editrice fallì. C'è un

tracoldo. E Nino ha perso tutto, ma proprio tutto.

Cioè? Dopo il fallimento è andato giù di nervi. Tanto che ruppe con la moglie e

se ne andò di casa.

Si mantiene con quella bancarella? Si mantiene. È una parola grossa. Che io

sappia, non è neanche una casa propria.

Vive così, arrangiandosi.

Peppe Piccionello? Si può accomodare, prego? Stiamo per iniziare.

Prego, prego.

Facciamo un applauso a Piccionello.

Dunque, allora, intanto complimenti per la tua t-shirt, per la tua magliettina.

Insomma, indossarla per te è come portarsi dietro la copertina di Linus,

no?

Io non conosco lino, però... Però

la coperta... Io sono un uomo molto caldo.

Piccionello, facevogli un applauso.

Piccionello è fantastico. Senti, però adesso raccontaci un po' il tuo

personaggio. Com'è essere piccionello?

Io sono sempre stato piccionello dalla nascita. Ero piccionello almeno per me,

per i miei cugini, i miei compari, le mie commare. E questo non è che era

poco.

Diciamo che ero piccionello ma non lo sapevo. O meglio, ero come uno che non

si è mai messo davanti allo specchio.

Poi, grazie a Severo Lamanna, sono diventato un personaggio e ho imparato

a... A essere, a fare Peppe Piccionello. Vabbè, non può essere lui accoppiato da

qualche parte. Tu lo sottovaluti. È grandioso.

Grandioso? Vabbè, i romanzi li facciamo che ti fai scrivere da lui.

Magari. Sapere la manna inventa molto.

Però io sento di avere un'anima forte che vive fuori dalla pagina.

Bravo! Bravo, bravo, bravo Piccionello.

Grazie, grazie, grazie.

Peppe, quanto mi dispiace che non ho fatto in tempo per l'intervista.

Figuragli, non importa.

Tanto i posteri ne porteranno eterna testimonianza.

È che dovevamo finire in tempo un plastico per un'installazione.

Splendido. Uno dei nostri migliori lavori, vero? Sì. Ha un'energia, un

lirismo.

Pensa quando riusciremo a fare la grandezza naturale.

Mio padre.

Scusate.

Papi?

Oh, anche tu al festival.

Ehi, ciao.

Invece, senti, per quella cosa, come l'hai presa?

Per quella cosa cosa?

Sai che c'è? Te ne devi fregare. Sono le solite bassezze, invidie.

Scusa, scappo che ho un'intervista.

Oh, hai abbollavati.

Boh, mi avrà scambiato per qualcun altro.

I miei stasera vengono a Macari.

I tuoi?

Stasera? Sì, tornavano da un viaggio, terravano a Trapani e hanno pensato di

conoscerti. Viva!

Strano, solitamente ci vediamo solo per le feste. Certo, chissà come mai hanno

scelto proprio ora per conoscermi. È due anni che siamo insieme.

Dai amore, era pure giunto il momento, no?

Tranquillo Saveri, i genitori di Sulema sono i migliori suoceri che si possa

immaginare.

Fortunato, eh?

Siamo arrivati. Siamo arrivati.

E vabbè, dai.

Amoni, Saleri, forza.

Vediamo. Devi vedere.

Maestro di stile, tu.

Ma che guardi? Guardati tu. Scusami.

Mamma mia, mamma mia. Lui mattina non ha idea.

Molto piacere, molto piacere.

Finalmente. Certo, mi immaginavo un po' diverso, Saverio.

No, mamma, è lui, lui Saverio.

Scusami, però sai, sapevamo che c'era un po' di differenza d'età. Non cominciamo

a dargli il tormento con questa cosa.

Anzi, per l'età che c'hai, hai un aspetto veramente giovanile.

Grazie, tutto a merito del mio geriatra. Mi dà ancora tre anni prima della

rottamazione.

Sì, ma che bello qui, veramente.

E poi non sai, Saverio, avevamo così tanta voglia di conoscerti, vero,

Alfonso? Sì, sì, sì, avevamo tantissima voglia di conoscerti. Bene, allora,

benvenuti, questo è Macari.

Alfonso!

No, Giulio!

Si conoscono da una vita.

Sì, sono carini.

No, guardate, vi prego.

Siamo una squadra, siamo una squadra.

Ma quanto sei bello.

Ma tu sei splendido, siete meravigliosi.

Giulio, grazie per essere venuto.

Mamma, papà, perché non andiamo un attimo a cambiarci dentro?

Si, si, si. Ci rinfreschiamo? Prego.

Ma ti rinfrescati.

Ma certo. Stavolta ho preparato una cena buonissima. Che meraviglia.

Andiamo.

Vedrete, sono delle persone deliziose. D-E-L-I-Z-I-O-S-E.

Chi è?

Oh, anche noi siamo alla squadra.

Papà... Un pregamo riuso, eh.

Nino?

Appena sfornato.

Grazie, sembra squisita.

La pasta che è mulinciare.

Buona?

Potrei venire a mangiare anche dentro.

Preprevisco così, non sono un cliente.

Questo se permetti lo decido io.

Tu qua per me sei sempre benvenuto.

Anzi, mi hanno disdetto una stanza.

Stasera te ne puoi dormire qua.

Ma non voglio sentire storm.

Sei davvero gentile, Sam.

Ma... Sai che alla fine mi sono abituato.

Non è così scomoda.

E poi... Poi guarda.

Ho pure la vista male.

Passano gli anni.

Ma l'orgoglio quello resta?

Restazza dura.

Questa è un'idea fantastica. È sano, ma sficcioso.

Eh sì, uno resta leggero anche.

È davvero ottime le sarde, Saverio. Grazie, grazie mille. E complimenti

anche per questa bella casa.

Ah, sì.

Ma è una sistemazione temporanea o avete deciso di vivere proprio qui?

No, io di casa ho solo questa.

Ah, solo questa.

No, devi essere bella e bella. Però è fuori dal mondo, come fai a lavorare

qui? Sì, vabbè papà, oggi c'è internet, si può lavorare ovunque.

E su lei mamma mi diceva che tu scrivi libri.

Sì, scrivo libri gialli. Ah, i gialli rendono bene.

Abbastanza, abbastanza, sì.

Scusami, se mi posso permettere, quante copie ha venduto il tuo ultimo libro?

Ma adesso così su due piedi non ricordo esattamente... Vabbè, più o meno, spara,

dai. Ma saranno state 400... 400.

400? Copia più, copia meno, sì.

Comunque il trend è in crescita, è la curva quella che conta. Sì, sì.

Vabbè, dai, facciamo una foto, eh? Sì, sì, dai, facciamo una foto.

No, no, è una cosa importantissima.

Ho fatto un album delle foto vostre quando eravate fidanzati.

Quante ne hai? E questo è un altro album?

No, vabbè, quando facevamo la pizza in campagna.

E questo qua anche quando si baciavano quando eravano fidanzati. Va bene papà,

grazie. Grazie.

Per me è stato un colpo quando vi siete lasciati.

Papà, è acqua passata.

Certo, è acqua passata. A me mi sembra ieri.

Anzi, facciamo una cosa.

Cambiamo argomento, così io non mi intristisco.

Però, una cosa, le sarde onestamente non sono male, devo essere

sincero. Troppo buono, veramente, grazie. Magari se non dovesse andare

bene la carriera di scrittore, ti apri un bel ristorantino, magari anche qua.

Sì, perché no, grazie per la dritta.

A Saverio, al ristorante di Saverio, eventualmente, domani.

Grazie. Grazie a te.

Grazie a te.

Uno.

Due.

Tre.

Quattro. Ma che stanno facendo? Dice che fanno il risveglio muscolare. Ma questi

così si svegliano. Saluto al sole. Saluto al sole.

E buongiorno.

Che bella mise.

Anche gli occhiali impandati.

Grazie, Saverio.

Buongiorno a te. Ti vuoi unire a noi? Giulio è un trainer eccezionale.

Grazie, come se avessi accettato.

Fai male, Saverio, fai male.

Per le persone di una certa età come noi, lo sport è fondamentale.

Sì, ma infatti c'ho già l'ora di ginnastica dolce al centroanziani più

tardi che quella è bella.

Non va bene, non va bene la ginnastica dolce. Lo sport è amaro, è amaro.

Samerio, dai, andiamo a correre. Siamo una squadra, siamo.

Giacca, vieni con noi. Siamo una squadra.

Mancano proprio gli accessori giusti per... Samerio, mi ha chiamato Marilu.

È successa una tragedia.

Marilu?

Sì?

Non ci posso credere, non ci posso credere.

Ma quindi lo conoscevi?

Ma sì, da quando ero picciotto.

Nino, un uomo straordinario, meraviglioso.

Un amico proprio da tenerselo per la vita.

Ma chi può essere stato?

Che può aver fatto una cosa di eccezionale?

E poi perché Andone ancora non fa rientrare Ari Luna?

Per lei è una tortura rimanere qui.

Vado a sentire.

Ma sarà mai che qualcosa devo occupare di cliente?

Tranquillo, ci sono io con lei.

Quasi quasi mi stavo preoccupando che ancora non te l'hai fatto vedere.

Randone tu senza di me non riusciresti a trovare nemmeno l'assassino tra Caino e

Abele.

E poi lo conoscevo Nino Ardente.

Vuoi dirmi qualcosina?

Ardente è stato ucciso con ripetuti colpi d'arma da taglia al petto.

L'ipotesi è che di notte qualcuno ha aperto lo sportello e lo ha sorpreso

mentre dormiva.

Cioè, quindi l'assassino sapeva che sarebbe venuto a dormire qui? Come già

faceva da qualche giorno.

Almeno così ci disse la tua amica Marilu. Cioè, quindi non ho capito,

dormiva in macchina?

Ci dormiva, praticamente ci viveva. C'era di tutto.

C'era pure un sacco di volantine che lui usava per scriverci sopra.

Cioè, hai trovato qualcosa di scritto?

Sai, io te lo dico, ma se tu parli con qualche giornalista io stavolta ti

spello vivo.

Se verrò ucciso, sappiate che è stata Mary Lou.

Ma è assurdo, non è possibile.

Ma sicuramente Mary Lou non c'entra niente. Stai calmo, non gridare.

Sì, tu però non saltare a conclusione affrettate. Sì, però io la devo

interrogare. Comunque.

Mary Lou, deve venire in questura con noi.

Per qualche domanda. Perché?

Non si preoccupi, è solo una formalità. Stia tranquilla, accompagnateli.

Luzia.

Ciao, condoglianze.

Grazie. Quella è l'ex moglie di Nino, con suo fratello Ignazio.

E la picciotta è Agata, la figlia di Nino.

Spiace, le mie condoglianze.

Vabbè,

senti, io vado a parlare con Randoni, vediamo che mi dice.

Condoglianze. Ancora un esso.

L'ex moglie ha

riconosciuto la scrittura.

Secondo lei non ci sono dubbi, quella sul volantino è la calligrafia di Nino.

Ci portò pure degli altri modelli di lettere scritte da lui.

Se vuoi sapere come la penso, per me sono identici. Ma guarda che ci sono un

sacco di calligrafie che sono estremamente simili.

Infatti io manderò tutto a un esperto calligrafico.

Randono e Marilu non c'entra niente. Erano molto amici con Nino. Lo aiutava

in tutti i modi. Saveri uccio Nino. Ma tu perché parli se le cose non le sai?

Marilu un movente ce l'ha. Ma quale movente, Randono?

O dei bancarellari?

Marilu e Nino hanno avuto una relazione. Una relazione importante pure.

Davvero? Sì.

E poi la dinamica del delitto mi pare proprio la dinamica di un delitto

passionale. Dieci coltellate dieci. Non è che lo possiamo chiamare delitto a

sangue freddo.

Ma tu ce la vedi Marilù a dare dieci coltellate?

Sì, però fu pure lei a trovare il cadavere nella macchina. Quindi mi vuol

dire che è solo sfortuna. Sì, sì, Randone, è solo sfortuna. Quando fai

così io proprio non te sopporto.

Vabbè, allora, intanto che arriva la perizia calligrafica, noi Marilù la

mandiamo a casa, ok?

Però hai il dovere di dirti che la tua amica è in una brutta posizione.

Ora scusami che ho una riunione sindacale.

E' tutto assurdo.

Tutto assurdo.

Senti, Rondone mi ha detto che tu e Nino avete avuto una relazione.

Che cosa è passata?

Abbiamo vent'anni.

E quelle cose che uno pensa che non devono finire mai.

E invece finiscono.

Però siamo sempre rimasti amici.

Sempre e solo amici.

E poi è finita pure con sua moglie, giusto?

Sì, quello fu un colpo tremendo per lui.

La cosa che l'ha proprio distrutto è stato il fallimento della casa editrice.

L'ha proprio non si è più ripreso.

E come andò?

Non è che ne parlasse volentieri.

Da quello che ho capito, lui riteneva Ignazio responsabile della sua rovina.

Cioè, Ignazio è il cognato?

Solo che non si stava dalla parte del fratello.

E questo li portò irrimediabilmente alla rottura.

Lui si è andato di casa.

Ci ha sofferto come un cane, come detto.

Saverio, lo so che non è il momento, ma dovremmo andare.

Dove? Ho promesso ai miei che li avrei portati a vedere lo studio nuovo.

È tutto il giorno che ci aspettano. Mio padre mi sta tempestando i messaggi.

Che facciamo?

Eccoci! È stupendo!

Pazzesco! Vi piace davvero?

Vita mia, è formidabile!

E questo è il nostro progetto più importante.

Geniale. Wow. Sì, sì, è davvero bello questo.

Amore, vado a preparare quella cosa.

No.

No.

Ma queste sono le installazioni a cui stavate lavorando insieme all

'università. Ti ricordi le nostre città in attesa? Ma come faccio a dimenticare

di un progetto così bello? Ma sei un grande.

E stavolta io e Sulema facciamo sul serio, eh?

Amore mio, io che cosa ti avevo detto?

Cosa? Tu hai soltanto bisogno degli stimoli giusti.

Grazie.

Festeggiamo, festeggiamo!

Guardate là! Il servizio è quello che è.

Addirittura. Questo è per un brindisi a questa formidabile coppia.

Sì, certo. Coppia artistica, ovviamente. Ovviamente.

Allora, brindiamo allo studio di Giulio e Suleima.

Per la verità lo studio è solo di Suleima, comunque.

Hai perfettamente ragione. Allora, allo studio di Suleima e a Giulio, suo

fidocollaboratore.

Cin cin, salute. Cin cin. Cin cin. Salute.

Giulio, voglio vedere immediatamente il giardino.

Sule, allora cos'è questa cosa qua?

Giulio, tu sai perfettamente che Suleima da sola non avrebbe fatto niente di

tutto questo. Io sono veramente felice.

E poi ti devo confessare una cosa.

Quando ho visto il tuo posto ho chiamato subito Matilde e ho detto dobbiamo

andare, c'è Giulio.

Grazie.

Grazie.

Grazie. Vieni, vieni.

Peppe, dobbiamo andare.

Dove dovete andare?

Mi sono ricordato che ho un appuntamento urgente.

Scusatemi. Prego.

Arrivederci. Ciao.

E poi, Saverio, con i suoceri ci vuole pazienza. E ricordate che la pazienza è

la virtù dei forti.

A me più che le virtù mi piacciono i vizi, evidentemente.

Ah, certo.

Ah, poi tu.

Saverio! Uè, Gaetano!

Come stai? Bene, bene. Ma tu, Vittorio, che hai combinato?

Io cosa?

Se non senti niente è meglio, ma... C'è un avvocato buono? Un avvocato?

C'è anche tu un buon avvocato? Ciao, scappo, Saverio. Un avvocato. Ciao.

E che voleva dire?

Che ne so, accorso, io volevo chiederlo a te.

Saverio, vedi che è il secondo che dice queste cose strane.

Accorso, non è che mi nascondi qualcosa per proteggermi? Saverio, quando mai ti

ho voluto proteggere io?

Già, bell'editore che sei.

Comunque sia, mi informo e ti faccio sapere.

Vabbè, io sono qui per un altro motivo. Tu sai dove vive l'ex moglie di Nino

Ordente? Sì, certo.

Chi siete?

Salve signora, siamo qui per Nino.

Prego.

Grazie.

Ma eravate amici di Nino?

Sì, lo conoscevamo, ecco.

Siamo qui per scoprire la verità su quello che gli è successo. Ma quale

verità? Ma che vi impicciate?

Andatemene. Lasciateli entrare. Ti ci metti pure tu adesso? Non li hai

sentiti? Sono qui per scoprire la verità, proprio come noi. Ci daranno una

mano.

Più siamo, meglio è.

Eh, va bene, Agatha.

Entrate pure.

Lei è Vanessa, la mia compagna.

Piacere.

Ecco, esattamente com'è che possiamo...

Darvi una mano?

Adesso invocheremo lo spirito di papà.

Ah, bene.

Seguitemi.

Vai.

Stupidaccini.

Sono un'astrologa e tolgo il malocchio.

Prego, accomodatevi.

Adesso fate ciò che vi dico.

Congiungete le mani.

Dal tuo regno al nostro regno.

La tua luce è la nostra luce.

Papà?

Papà?

Ci sei?

Ti sento vicino.

Ho bisogno di farti delle domande.

Vuoi rispondermi?

Papà.

Papà, ti voglio bene, ti voglio tanto bene, ma adesso ho bisogno di chiederti

una cosa.

Una cosa molto importante.

Mi basta un sì o un no?

È stata Marilu a ucciderti.

Inizia. Hai visto?

E lo dicevo io, è innocente, è innocente.

Sì, sì.

Silenzio.

Papà, il tuo assassino è qui.

Lo sa bene? È buono, buono. Scusatelo, è la sua prima seduta sfilidica,

evidentemente. Silenzio.

Indicami chi è papà, indicamelo.

Insomma basta con queste stronzate, ci stai prendendo in giro tutti. Lo spirito

di papà ha parlato. Tu sei pazza, come tuo padre.

Non permetterti di insultare mio padre.

Smetti l'agata e chiedi subito scusa a tuo zio. Io non devo scusarmi di nulla,

è stato lui a offendermi.

E tu lo giustifichi sempre e sai perché?

Perché a te di papà non te ne è mai fregato niente, niente.

Sei proprio una stronza.

Ecco, mi sa che sei fatto tardi anche per noi, quindi dobbiamo andare.

Arrivederci.

Ezza! Sì, sì.

Agatha!

Agatha, aspetta! Tesoro, comincio a sapere.

Che volete?

Perché non ci lasciate in pace?

Vogliamo solo parlarti. Parlare?

E di cosa? Io voglio giustizia per mio padre, basta!

Beh, esattamente quello che vogliamo anche noi.

Giustizia per tuo padre e anche per Marilu.

Vogliamo solo aiutarti.

Senti, Agatha, ovviamente questa cosa della seduta spiritica era tutta una

farsa, vero?

Sono solo quattro trucchi.

Io non sono una medium.

Semplicemente leggo i tarocchi per campare.

E senti, perché sospetti così tanto di tuo zio?

Papà era convinto che fosse stato lui a rovinarlo.

Perché?

Zio Ignazio lavorava come tipografo in casa editrice e papà era convinto che

gli imbrogliasse, che gonfiasse regolarmente i costi.

E una volta scoprì un ammanco nei conti della casa editrice.

e venne fuori che era stata proprio la mamma a prendere quei soldi per darli a

fratello. E papà si convinse che l'avessero fatto altre volte.

E perché non ha denunciato Ignazio?

Per amore di mia madre.

Però il fatto che mia madre si mise dalla parte dello zio e non dalla sua lo

fece stare così male che alla fine papà se ne andò via di casa.

Così tu ti sei convinta che tuo padre finalmente dopo tanti anni

Devono usare il cognato.

Sì.

Io penso questo, secondo me è così.

Ehi.

Ti ho aspettato a cena inutilmente.

Meglio tardi che mai.

Saverio, che c'è?

Te lo leggo in viso che c'è qualcosa.

Non so tua madre, ma tuo padre non è venuto qui per

conoscere me, ma per rivedere il suo amato Giulietta.

Dai, esageri. No.

Tuo padre sa da tempo che Giulia è qua.

Sono... Amichetti sui social.

Mi dispiace.

Papà, ho sempre avuto tanti problemi.

Era lui, non abbiamo fatto altro che litigare.

Beh, sono sicuro che era lui quello immaturo.

Sì, per certe cose sì.

Poi è arrivato Giulio.

E... Esplosa la pace.

L'armonia.

È stato un colpo di fulmine fra i miei genitori e lui.

Soprattutto con papà.

Ma questo è ancora in lutto stretto perché vi siete lasciati?

Col tempo cambierà.

Se funzionerà anche te.

Ma per ora, per favore, cerca di avere pazienza.

Selfie per partenza.

Vai!

Saverio! Vieni con noi, oggi facciamo nove chilometri. Tu ne vuoi fare tre? Ma

grazie, nove chilometri è un gran risultato, bravi. Saverio!

Saverio! L'ho capito!

L'ho capito, l'ho capito.

Ho capito perché ti parlano tutti come se ci avessi la peste. Ma che minchia

combinassi? Io? Che cosa ho fatto?

Ti accusano di plagio. C'è un articolo sul web che ti massacra. Ma com'è

possibile?

Plagio?

No, saranno fake news.

Sa cosa che capita a noi scrittori.

Meglio così, Saverio, perché copiare è orribile.

Saverio non copia da nessuno. È troppo innamorato di se stesso per copiare

dagli altri.

Ottimo, ottimo. Meglio Narciso che copione. Meglio.

Infatti...

Insomma... Ora ti faccio leggere.

Ma l'articolo l'ha scritto Marina.

La Tad?

Quella grandissima... Sapevo... Lo sai che non voglio. Ah, scusami tanto, sai,

la tua soave Marina mi infanga ingiustamente e io manco posso

insultarla come merita.

La Tad dice che però la sua fonte vuole restare anonima, ma questo qua afferma

che il tuo romanzo Il delitto di colimbetra l'hai copiato da un suo

libro. Ma è ridicolo, cioè è una buffonata. Sì, sì, fai il grosso, fai.

Già non vendi manco mezzo libro e ora macchi pure la mia onorabilità.

Ma perché, scusami, tu ci credi? Ma lo sai, no? Che scrivo soltanto storie che

mi succedono. E come lo dimostriamo noi, eh?

Che figura, che figura.

Già che posso da fesso pubblicarti, e ora questo.

Grazie, Accursio, la tua solidarietà è davvero impagabile.

Ma vedrai che questa è una carognata di Marina.

E ora mi sente.

Mi ha messo giù.

Saverio, ti calmi un attimo.

Peppe, perché non la chiami tu?

Ma sì, certo.

Saverio, ora ci penso io. Ah, vabbè, allora a posto siamo.

Ma perché fai così?

Ma vedrai che si chiarirà tutto.

Sarà soltanto uno in cerca di pubblicità.

Buongiorno, mamma. È stata una lezione bellissima. Grazie mille, è stata

stupenda. Grazie, ci vediamo dopo l'intervallo.

Boh, non lo so, speriamo che sia come dici tu, perché davvero... Uh, Michela,

carissima! Proprio te cercavo. Eccomi, bene.

No, è che stasera c'è un evento imperdibile. Un incontro sulla metrica

dei petrarchisti minori del Tardo 400.

E mi chiedevo, ti andrebbe di andarci insieme? Guarda, sarei venuta di corsa,

ma mi hanno messo a riunione di condominio questa sera. Mi dispiace, ma

che sono un caro. E allora domani un impegno più frivolo. Io ho una cover

band di Little Tony e suono la batteria con grande vigore e entusiasmo. Ti

piacerebbe venire?

Eh! Magari, sì.

Scusaci, però che dobbiamo... Giacalone, i piedi sul muro, sei un cretino!

Saverio, senti, dimmi che c'hai. Che questa faccia non mi convinci. E non mi

dire che è la minchiata del plagio o che non ci credo. E nemmeno la nuova

indagine. È quella della seconda B. C'è.

Grazie. La visita dei suoceri è sempre una tappa abominevole.

Poi se i tuoi suoceri cominciano a tifare per un'altra persona...

Davvero il comune. No, ma infatti sei stato fin troppo bravo a tenere botta.

Cioè... È solo però che a forza di sopportare alla fine uno esplode.

È esattamente quello che temo.

Dovresti trovare un modo per portarli alla tua parte.

Perché io sono sicura che se ti conoscono veramente non potranno che

apprezzarti.

Grazie.

Tuo padre!

Cosa? Invitati da tuo padre!

A pranzo, guarda che i genitori di Sulema saranno contentissimi.

Chiaro che Giulio non ci deve stare, eh?

Non lo sai che è una grande idea, prof?

Brava, a pranzo da mio padre.

Adesso chiamo subito Sulema all'avviso del pranzo e le dico soprattutto di

tenere fuori dai piedi Giulio. Eh, chiamami.

Oh, Maria al telefono, fermati, fermati. Maria al telefono, fermati, fermati.

Oh, mi raccomando, niente insuse, niente bastatate. Sì, sì, va bene, vai, vai.

Civiltà. Ciao Marina!

Ciao, ciao Pizzottino!

Ciao! Vabbè, basta con benevoli. Marina, ma sei impazzita?

Ma che fai? Adesso mi diffami? Non lo sai che è un reato?

Avevamo detto civiltà, eh? Eh, non preoccuparti Pizz, non mi aspettavo

niente di diverso da lui.

Io sono riportato quello che ha detto la mia fonte.

Beh. Ma chi minchia è questa fonte? Posso almeno sapere chi è questo qua che

mi accusa di copiare?

Lo scoprirai quando uscirà l'intervista.

Ma Marina, pure tu, mettiti nei suoi panni, scusa. Uno riceve una mazzata del

genere e non sa manco da chi arriva questa mazzata.

Va bene, Piccio, non se lo faccio per te. La mia fonte si chiama Rosario

Pernunzo e ha detto che hai copiato il suo romanzo, Il suono della pietra.

Pernunzo? Ma chi è? Io non so se l'ho mai sentito, né lui né il suo romanzo.

Figurati se confessavi, sei patetico la manna. Confessare cosa? Ma basta, dai.

Marina, scusa, ma non lo possiamo incontrare questo scrittore?

Ecco, bravo Peppe, bravo, così magari almeno ci chiariamo, no?

Rosario è una persona un po' diffidente, ma posso provare? Marina, ti prego, te

lo dico col cuore in mano, questo è un povero disgraziato, fa pena, fa.

Va bene, prova ad organizzare.

Grazie Marina, grazie.

Grazie, grazie, sono commosso. Smette di fare il cretino se no ci ripenso.

Ciao Piccio.

Ciao Gioia, ciao, sei un tesoro, sei un tesoro.

Salve. Ancora voi? Adesso basta.

Aspetti, perché Agatha mi ha detto delle cose molto interessanti circa le sue

responsabilità nel fallimento di Nino.

Venite.

Sono solo fesserie.

Sì?

Anche quella manco nei conti della casa editrice è una fesseria? Quella è l

'unica cosa vera.

Ma è successo soltanto una volta.

Ero in difficoltà e non se lo fece per aiutarmi.

Ma poi ho restituito fino all'ultimo centesimo.

Solo che Nino l'ha presa male.

E quando arrivò al tracollo si mise in testa che era colpa mia, che l'avevo

imbrogliato in chissà quanti modi. Vabbè, questo è quello che racconta lei.

E invece non lo dico solo io.

Guardate che non è come dice Agata.

Nino ci pensò il come a denunciarmi.

Ecco, qua c'è tutto.

Ecco qua.

Prego.

Nino mi denunciò.

Ma poi fu il suo stesso avvocato a capire che non c'erano elementi per

procedere. I nostri legali si accordarono e la denuncia fu ritirata.

Ma scusi, ma allora perché Nino si è fissato contro di lei a Nunzia?

Perché Nino non ha mai accettato il fallimento.

Non accettava di esserne responsabile.

E poi Nino si è sempre sentito in competizione con me.

In competizione?

Vedete, tra me e mia sorella c'è un legame molto forte.

Noi siamo rimasti orfani che eravamo bambini. E questo ci ha unito molto.

Poi io e Nunzia lavoriamo insieme, ci sentiamo continuamente.

Nino si sentiva escluso. Ecco, come se per Nunzia lui contasse meno di me.

Capisco. Eh sì.

Ora che è troppo tardi me ne rendo conto.

Però, com'è che Nino si rovinò così?

Venite.

Ve lo faccio vedere io.

Ecco, sono stati questi la sua rovina.

Iaia migliaia di libri invenduti.

Erano i suoi sogni, tutti i sogni finiti male.

Ma soprattutto soldi, un mare di soldi spesi e mari entrati.

Ma perché non l'avete fermato?

Lei non conosceva Nilo.

Era troppo idealista e testardo.

Era convinto di agire come un grande editore e che prima o poi avrebbe

incontrato quel grande autore che gli avrebbe fatto vendere milioni di copie.

Un suicidio. Sa quante volte gliel'ho detto?

Avrebbe dovuto crearsi prima una base più solida.

Pubblicazioni locali, cataloghi di mostre, placchette.

Perché le avete tenute tutte?

Questi libri erano i suoi sogni.

Mandarli al macero sarebbe stato come ucciderlo.

E poi non gli potevo dare un altro dolore.

Ci eravamo da poco separati e... Scusatemi.

Nino era un sognatore.

Non aveva il senso della realtà.

E anche adesso faceva cose assurde come quella bancarella. Perché assurda?

Non gli rendeva praticamente nulla. Infatti la teneva quasi sempre chiusa.

La apriva sì e no due volte a settimana.

Io non so proprio come facesse a campare.

Scusi.

Noi dobbiamo andare.

Grazie. Sto libro è autofinanziato.

Non c'è neanche il nome dell'editore.

Sto mischino sta messo anche peggio di te, sa bene?

Grazie, Accurso, è sempre incoraggiante.

Ma non c'è Piccionello.

Anca Piccionello da questo libro.

Perché tu sei unico e inimitabile.

Comunque, vi posso dire, sto libro non è niente male.

Insomma, sapete, se sovviglianza ci sono o non ci sono?

Ma sì, in effetti anche qui si parla della morte di un archeologo che sapeva

ascoltare la voce delle pietre. Sto Bernunzio è uscito un anno prima del

tuo.

Nei guai siamo.

Sempre incoraggiante, mi raccomando.

E questo è quanto.

Anche se ti devo dire che a me Nunzio e Ignazio sono sembrati sinceri. Beh.

La regia di Ghis.

Che cos'è? È la perizia, è arrivata poco fa.

Il biglietto che accusa Marello è un falso. Un falso fatto benissimo, gli

esperti non hanno dubbi. La vostra amica può dormire sonni tranquilli. E vai,

vai! Te l'avevo detto, Randone, tu ti devi fidare di me, di me!

Piccione, questo sempre il primo della classe deve fare, eh? Il primo, il

secondo, l'ultimo, tutto lui fa. Eh.

Vabbè, e adesso?

E adesso voi venite a fare gli affaracci vostri o mi vado a sfruculare un po' con

Ignazio? Come Ignazio? Ti ho finito di dire che... Saverio.

Abbiamo scoperto che da giovane questo Ignazio faceva l'incisore, quindi

potrebbe essere lui l'autore del biglietto falso.

Ricreazione finita.

Piano. Quale piano? Qua devono scendere pure gli angeli.

E poi siamo noi, no? Con la buona novella.

Sì, voi.

Se non era per Randone. Quella ingrata.

Ora, se penso che l'assassino di Nino è ancora in giro, tranquillo.

Non ti preoccupare, vedrai che...

Lo troviamo.

Anzi, a proposito, tu sai dove è la bancarella di Nino? Sì, pezzetta dietro

il lungomare.

Perché? No, perché Ignazio ci ha detto una cosa interessante e voglio vederla.

Mi raccomando, non facciamo danno, eh?

Che Nino ci teneva assai a quella bancarella.

Noi dobbiamo andare.

Ah, già.

Ma dove dobbiamo andare? Ah, da Bernoulli.

Ci vediamo. Ciao.

Ciao.

Ciao. Ciao, Astra.

Ciao Saverio. Ciao. Buon lavoro.

Ciao.

Forse aveva premura.

Forse.

Ma io prima d'ora non conoscevo né lei né il suo libro.

Eh certo, mi denigri. Mi sbotta tanto sono un mischinazzo sconosciuto. Ma chi

denigra? Scusi, è lei che mi accusa. Che poi deve essere facile copiare da uno

sconosciuto, vero? Uno pensa di farla franca, tanto chi lo conosce a questo?

Saverio, devi ammettere che delle somiglianze ci sono, eh? Ma sono delle

coincidenze, non... Calma, Saverio, calma.

Guardi, si presenta male, ma è una brava persona.

Io questo libro l'ho pubblicato a spese mie.

Non ci ho guadagnato niente, ma dentro c'è un pezzo della mia vita.

E beh, anch'io scrivo di quello che vivo.

Lì dentro c'è mio padre.

Lei intende l'archeologo?

Sì.

Solo che mio padre era un cavatore di pietre.

Si è spaccato la schiena tutta la vita.

Ma il suo sogno sarebbe stato quello di fare l'archeologo. O conosceva le pietre

come nessuno.

Diceva che le pietre hanno un loro suono.

Guardi, lo capisco, veramente, mi dispiace per quello che prova, però io

posso soltanto ripeterle che il mio romanzo parla di un'indagine in cui mi

ritrovai, che praticamente... Mi hai avuto un'ideona, sapè?

Oddio, Peppe, già tremo. Scusa, dell'indagine del tuo romanzo. Se ne

occupò Randone.

E quello sicuramente confermerà tutto.

Guardi, io la faccio parlare col dottor Randone.

E parliamoci.

Non staremo un po' esagerando?

Ma come esagerando?

Scusa, prima mi dici di invitare ufficialmente i consuoceri e poi dici,

no, si tratta di un pranzetto qualunque, va bene.

Ma giusto per tenere la cosa meglio. Ma che fate?

Ricominciate a litigare?

Oggi dobbiamo stare tutti d'amore e d'accordo. Se vuoi ti da stare, butta.

La porta, la porta.

Oh,

buongiorno.

Che piacere.

Per essere molto lieto, Alfonso, la mia signora Matilde.

Benvenuti. Prego, prego, accomodatevi.

salve a tutti Giulio mi sono permesso di portarlo a una persona di famiglia poi

le spiego perché spero che non ci siano problemi grazie hai

visto Giulio?

guardi che bello qua guardi signore bellissimo come si vede il mare mi

dispiace

Mi avevi detto che ci avevi parlato per dirgli di non venire. Sì, lo so, ma poi

Giulio ha insistito per accompagnarci con la sua macchina e papà l'ha

costretto a venire.

Ho fatto di tutto, non c'è stato verso.

Grazie, che carini.

Saverio! Ehi!

Iniziamo con un po' di bollicine, che dici? Per la verità avevo pensato di

iniziare con un bianco fermo che...

Biancofermo, per iniziare, è perfetto. Ma qua stiamo parlando di bollicine

portate da Giulio, cioè di una certa classe.

Petrolan Cuvée.

Ah, beh, allora... Tieni, a te l'onore.

Certo, con gioia.

Va bene, va bene.

Saverio, tranquillo.

Tranquillo, ha fatto una brutta fine.

Bene, ecco qua.

Su, un po' di forza, su! Eh, no, perché forse... Te l'avevo detto, dovevi venire

con noi a fare il ginnastica, Saverio.

Eh, forse sì, e serviva... Saverio, ti aiuto io?

No, no, ci sono quasi!

Sta uscendo, sta uscendo. No, vatti, prego, non ci mettere pure tu, perché

veramente... Oddio, scusami! Sei completamente pazzo!

Ma me ne che l'ho fatta apposta!

C'è più gas di un geyser dentro quella bottiglia.

Mi ha sfondato l'occhio.

Non fa così male, vero? Sì.

Sulema, dobbiamo andare immediatamente al pronto soccorso. E guidi tu, andiamo.

Ma forse... Mi ha sfondato l'occhio. Hai pure un'età.

Mi dispiace.

Ci vediamo dopo.

Vedrai, Saverio, tutto si aggiusterà, dai.

Sì, sì, lo dicevano anche mentre il Titanic imbarcava a acqua, sai?

Eccola qui.

Eh, ma c'è il lucchetto, come facciamo?

Aspetta, aspetta.

Lascia vedere.

Ma che fai?

Mi ha insegnato il vettuzzo quando eravamo piccioni.

Salve. Sì, però tu mettiti di qua, insomma, coprimi.

Scusa, renditi utile.

Guardate.

Ma poi chi era questo vettuzzo?

Vabbè, vettuzzo Lacanà. Poi è stato arrestato. Ah, a posto.

L'hai visto?

Applausi? No.

Minchia, quanto libri.

Oh, certo che le amava questi librini, no?

Sì.

Che cos'è?

Uno scontrino di una gioielleria con lana con ciondolo di smeraldo.

Chi?

Il ciondolo che c'aveva Agatha.

Ah, vero.

Oh, ma scusa, ma dove li prendevi i soldi per comprare questo ciondolo?

Ah, bella domanda.

Dai, sistemiamo un po'. Sì.

Ciao. Allora, che vi hanno detto?

Niente di grave.

Ha l'occhio un po' gonfio, mette due cucine e passa tutto.

Dai, meno male.

Intanto deve stare 24 ore sotto osservazione.

Sentite, io ho fatto un sugo. Magari più tardi facciamo due spaghetti. Sì, più

tardi perché Giulio si deve riposare. Non ci mettere l'aglio, per favore,

Saverio. Eh, non lo digerisce. Ah, certo.

Magari io lo levo.

Forse avevi ragione tu. Era meglio iniziare con un bianco fermo.

Mi dispiace.

Cercavo soltanto di farmi accettare dai tuoi.

Perché papà si è fatto prendere da una strana nostalgia del passato.

Non si controlla.

Ma io fra di voi che cosa devo fare? Che posso fare?

È anche colpa mia.

È che non riesco ad andare contro papà. Lo sai, tutti i problemi che abbiamo

avuto in passato.

Ma hai ragione tu.

Non avevi dovuto lasciar correre.

Ma come farmi da parte?

Te l'ha chiesto Saverio?

No. Te lo chiedo io.

Come ti avevo chiesto di non venire al pranzo.

Ma è stato tuo padre a insistere, come faceva a dirgli di no?

Poi ci rimane male, lo sai come è fatto?

Lo so, per questo ti sto chiedendo di darmi una mano.

Ok, come vuoi.

Anzi scusami se mi sono lasciato troppo andare.

Ultimamente sono un po' troppo nostalgico.

È una colpa tua.

Sei tu che mi fai questo effetto.

Secondo me è colpa della botta all'occhio.

Metti le gocce che passa tutto.

E poi vieni, che è pronta la cena.

Sì.

Papà, così non può più andare avanti. Cioè, da quando siete arrivati non fai

altro che stare con Giulio.

Madonna, stai esagerando.

No, no, non sto esagerando.

Ma voi siete venuti qui per parlare e conoscere Saverio, non per ricordare i

bei tempi andati con Giulio.

Scusami, ma se io ho più confidenza con Giulio, che male c'è?

Beh, potresti cercare di crearla anche con Saverio, no?

Cioè, da quando sei arrivato lo sderrubaste in terra, non gli hai detto

una cosa carina. Cioè, l'hai solo insultato.

Così.

Tu dici niente?

Ma che devo dire, Alfa?

Su lei ma ha ragione.

Anch'io voglio molto bene a Giulio, lo sai, l'abbiamo cresciuto.

Però questo tuo atteggiamento non è che fa male solo a Saverio. Fa male a nostra

figlia.

Va bene, tesoro, tutto a posto.

Ora fammi...

Allora, vai apposta.

Disturbo.

No, prego, prego.

Sulema mi ha detto che lo prendi senza zucchero.

Grazie.

Grazie.

Buono, eh?

Accomodati, forse vuoi dirmi qualcosa?

Sì, sì.

Voglio chiederti scusa.

Non mi sono comportato bene in questi giorni, lo so, anzi veramente mi sono

proprio comportato male.

Però vedi, ci ho pensato.

Deve essere che, siccome io e Matilde abbiamo avuto una sola figlia, avremmo

tantissimo desiderato averne un altro, ma magari un maschietto.

E così quando Suleima si è fidanzata con Giulio, lui ha cominciato a frequentare

casa nostra, era un ragazzo esuberante, divertente, pieno d'allegria, e un

giorno nella discussione ha detto a Matilde, sembra il figlio maschio che

non abbiamo avuto.

Insomma, tu mi capisci, sono cose che... tu sei... hai la mia stessa età.

Ma non abbiamo proprio la stessa età. No, no, in effetti no, esattamente. Però

io... io voglio ricominciare tutto da zero con te.

E sai com'è?

Voglio leggere il tuo libro.

Te lo pago, eh? Che paghi? Figurati, le copie omaggio comunque.

Beh, grazie, il mio libro è... No, perché io voglio sapere, voglio

capire quello che fai, capito? Cioè, cosa scrivi.

Sesso. No, no.

Te lo prendo subito. Grazie. C'è una copia proprio qua che... Grazie.

Eccola qua.

E questo è proprio l'ultimo che è uscito, quindi... Eh sì, lo so.

Bellissimo, bellissimo.

Mi piace molto il titolo.

Stai lavorando?

Me ne vado di là, lo leggo di là. Come vuoi, come vuoi. No, no, no.

Grazie. Grazie a te.

E allora grazie, mi dai buone speranze. Voi mi date speranze.

Grazie a voi, grazie a voi, arrivederci.

Ciao Saverio. Ciao Agatha.

Ciao Peppe. Ciao.

Che è successo?

Senti, questo scontrino lo abbiamo trovato nella bancarella di tuo padre.

È lo scontrino del ciondolo che hai al collo.

Sì, me l'ha regalato papà. Ma qual è il problema? Non capisco. La data.

È una data recente.

Ho fatto il compleanno due mesi fa. Era da tanto che papà non mi faceva un

regalo come questo.

Appunto, non capisco come abbia potuto compartelo. È chiaramente un gioiello

costoso. Negli ultimi tempi papà se la passava meglio.

Infatti riusciva anche ad aiutarmi con l'affitto. Io con la cartomanzia,

insomma, ci faccio ben poco.

Ma la bancarella non rendeva nulla. Dove li prendeva i soldi? Ultimamente aveva

un nuovo lavoro, faceva il volantinatore.

Cioè distribuiva volantini, flyer commerciali? Sì, lavorava per un'agenzia

con un fisso.

Capito, ma anche con un fisso non credo che guadagnasse chissà quanto.

Lo so.

Senti, sai il nome di questa agenzia?

No, mi dispiace, non lo so.

Peppe, vuoi letto il futuro?

No, no, no.

Sicuro? Sicuro, sicuro.

È Randone?

Eh, è che buono.

Parla di una statua.

La statua. Grazie, Agatha.

Ci sentiamo presto. Ciao.

Avanti. Randone.

Eh? Che è sta storia della statua? Vieni, vieni.

Ho pensato stavolta che invece di ringraziarmi sempre alla solita maniera,

magari, che ne so, mi potevi fare una statua.

Decidi tu, di marmo, di bronzo, tipo un mezzo gusto in stile risorgimentale.

Ecco sì, eh? Che dici? La finisci con tutto questo mistero? Che c'è?

Il tuo amico Bernunzo è venuto qua e abbiamo chiarito tutto.

Ah, cioè quindi ritira la denuncia?

Sì, perché io gli ho raccontato per filo e per segno delle indagini di Agrigento,

no? E allora lui ha capito che il plagio non c'era, perché tu per il tuo romanzo

avevi preso tutto da lì. Ecco. Di troppo forte sono, che l'avevo detto di farlo

venire qui.

Bravo Peppe, bravo. Però non ti esaltare troppo che il narcisismo non ti si

addice. Quello ti faceva affeduzze come il prosciutto.

E quindi tu ora a me mi devi un favore.

E te lo rendo subito.

Ho delle novità importanti sul caso Ardente.

E dici, dici.

Certo che raddoni quando si fissa a non volerci dare tretta.

Sì, in questa cosa del volantinaggio c'è sicuramente qualcosa che non torna.

Ma quello c'ha la testa dura.

Figurati se ci dà ascolto.

E questo?

Questo è uno dei volantini che Nino aveva dentro la macchina.

Sicuramente uno di quelli che distribuiva per lavoro.

Caciotteria, salumeria, milluso, sconte, offertissime, via dei marittimi setici.

Andiamo. E dove?

A sta salumeria. Magari da lì riusciamo a risalire all'agenzia di Nino.

Vabbè.

Che dei mariti.

23.

16.

Ma non c'è manco un'insegna. Un cartello.

Però il numero è giusto.

Che fai?

Eh vabbè, vediamo. Giusto.

Sì, papà, che citofono ogni volta nelle case delle persone.

Com'è che c'è?

Buongiorno, salve. Noi stavamo cercando la cacciotteria e salumeria Milluso.

Ora vi faccio finire io con questa salumeria.

Amore, che cosa c'è in te? Ora ci parli tu.

Oh, chi siamo a casa?

Sì, sì, mi scusi. Non volevamo disturbare.

Allora, io non ne ho ne prosciutto, ne salame, ne salsiccia e ne manco

cacciotto e pecorino. E vabbè, ma infatti deve esserci un errore perché...

Io cacci vivo, un sogno salumiere, ma lo volete capire?

Eh sì, ma perché si sta arraggiando Carlo?

E tutti i giorni con questa caporrea e con questa salumeria mi state facendo

nascere pazzo. Vabbè, ma quindi insomma l'indirizzo è sbagliato.

Certo, io sogno un vigilante notturno, io di giorno dovrei dormire e invece

questa minchiata mi sta facendo nascere pazzo.

Mi vado a collegare e spero che sia la volta buona.

Buonanotte.

Non è che c'è l'indirizzo sbagliato.

È che proprio sta cacciotteria e sta lumeria milluso non esiste.

Sapere che minchia significa?

Significa che questo volantino è falso.

Falso?

Ma che ci facevano in ardente a questo volantino falso?

Andiamo, dai.

Ehi, che succede?

Saverio!

L'hai già letto?

L'ho già letto, l'ho divorato.

E guarda che non mi succede di rimanere così attaccato a un libro, eh?

Complimenti.

Grazie, grazie mille.

L'ho trovato ispirato, intelligente, a tratti sarcastico,

bellissimo.

Io veramente, Alfonso, non so che cosa dire, grazie. No, guarda, pensavo invece

l'altro giorno tu parlavi di questo festival di Sant'Anna, credo.

Sì, sì, in questi giorni.

E ci sarai anche tu.

Non possono non invitare uno scrittore come te. E poi sei anche del luogo. Sì,

veramente... Sì, certo che lo invitano. Sì, sì, è stato invitato. Come no?

Stanno preparando tutte le cose per la presentazione del libro.

È fantastico.

Fantastico. È un evento speciale, una cosa proprio... Peppe, non mi dire che è

dopo venerdì che noi partiamo.

Oh no, ma che fortunona! È giovedì, sì, giovedì.

Allora vado subito ad avvertire mia moglie. Non possiamo mancare, dobbiamo

organizzarci.

Amore, ma non mi avevi detto nulla della presentazione.

Perché se l'ha inventato lui.

Ma che cosa poi dice?

Cosa ti inventi? Tu sei un nemico dell'umanità.

Ma io lo volevo fare per farti fare bella figura.

E lo troviamo un posto.

Un angoletto? Un angoletto? Qual angoletto? Che ti pare che una

presentazione è come imbocarsi a un onomastico? Dai, ci mettiamo qualcosa?

Ma cosa?

Chiamiamo... chiamiamo Curzio. Tanto lui li conosce tutti. Giusto. E sono sicuro

che troverà una soluzione.

Dai!

Tranquillo, lo risolviamo.

L'hai di qua sicuro?

Ah, ecco.

Entrate, entrate.

Eh?

Allora?

Che ve ne pare?

Cioè, è un po' rustico.

Rustico, dici?

Direi un po' stile di scarica.

Ma che è?

No,

dico, cioè, meno male che eri amico del direttore.

Ma, cioè, tu veramente mi vorresti fare fare una presentazione in questa topaia?

Sa vero, io tanto per cominciare la presentazione la vuoi fare tu.

E tu non sei stato neanche invitato. Il programma del festival è programmato da

mesi e questo mi concessero. Così mi ringrazio, hai visto?

E vabbè dai, ci diamo una pulita, una sistemata. Ma che vuoi sistemare? Dai,

ho visto tunnel dell'orrore più allegri di questo.

Dai, l'importante è che venga la gente, no?

Io vado in studio, metto il computer sui social e faccio pubblicità.

Vedrai.

Ah!

Un floccio! L'avevo detto che era una topaia, no? L'avevo detto!

Che cos'è?

È un volantino falso.

La macchina di Nino non era piena e sto cercando di capire che cosa se ne

faceva.

Posso dare un'occhiata?

Di solito in questi fogli c'è stampato piccolissimo il nome della tipografia.

Ecco qua.

Tipografia Liotta.

Liotta? Liotta è la tipografia del cognato.

Ma voi due siete proprio una persecuzione. Mi addolora moltissimo che

non apprezzi la nostra compagnia, ma forse apprezzerà questo.

Che mi dici di questo?

E che vi devo dire? È un volantino, eh?

Falso. È un volantino falso.

La macchina di Nino non era piena. E so che l'hai stampata tu.

Non lo sapevo che fossero falsi. Io ho soltanto fatto un favore a Nino.

Un favore?

Qualche mese fa si presentò qua con un amico, un tipo strano.

Sembrava un disgraziato. E mi chiesero di stampare alcune risme di questo

volantino. Ma scusa, non ci domandaste a che cosa gli servivano? No.

Pensai si trattasse di un lavoretto.

Senti, questo amico, tu non l'avevi mai visto prima?

No, mai. Non so nemmeno come si chiami.

L'ho visto solo quella volta.

Tra l'altro mi sono rimaste qua un sacco di risme.

Sono qua, ecco qua.

Le dovevano ancora ritirare.

Ecco.

Senti, ma... Se queste le prendessimo noi, che ci dovete fare?

Guarda, figurati che Peppe a un certo punto si è messo a rincorrere un topo

eroicamente con un giornale, mi pareva Ercole con la clava. Mamma mia, che

schifo. Infatti, guarda, sono tentato di annullare tutto, soltanto che poi che

figura ci faccio con Alfonso?

Credo proprio che farò Arachiri di fronte al pubblico per la vergogna.

Scusami, ma il festival non è vicino al mare? Sì, perché?

E allora facevano al mare la presentazione, no?

Al mare?

Eh, al mare.

Ragazzi, la campanella è suonata, non lo so, quando volete.

Prego. Poi mi dici. Ti dico tutto, tu fidati.

Va bene, me lo dici dopo. A dopo, ciao.

Ma venite.

Che ve ne pare?

Vabbè, in effetti è molto bello.

Sempre meglio di quella topaia.

Adesso lo ammetti che era una topaia.

Calma, abbassiamo i toni, siamo qui per fare cultura.

Per esempio lì, no?

Possiamo montare il tavolo per la presentazione.

Eh, e lì facciamo il mio tavolo, quello del merendaro. Ottimo, così abbiamo pure

risolto il buffet. Bene.

Sì, ho capito, ma la gente dove si siede?

Guardate che c'è là, il capanno dei pescatori.

Ci sono le sdraio, ci sono i lettini.

Ma dai, è ridicolo.

Ma lo sai che invece è un'ottima idea?

Poi la sistemo un po', fa atmosfera.

Ottima idea, Peppe!

Andiamo a chiedere subito i pescatori. Andiamo.

Ancora questi volantini? Ma che devi fare? Te li devi incorniciare.

No, adesso su ogni volantino noi scriviamo il mio numero di cellulare e

domani li andiamo a distribuire tutti quanti, quartiere per quartiere.

Ma perché questa tattica orribile? Per stanare l'amico misterioso di Nino.

Quando vedrà in giro i suoi volantini si agiterà e ci chiamerà. E questa è una

minchiata solenne e tu farai un buco nell'acqua. Sì, e tu non sei qui per

giudicare ma per eseguire. Forza, al lavoro.

Sabe, tu pensi proprio che l'amico di Nino è l'assassino? Non lo so, Peppe,

però questo tizio è sparito subito dopo il delitto. Dico, ce l'avrà un

significato, no? Mi dai una mano?

Sì, sì.

Ma perché, che c'hai, paura?

No.

Ma la fame caccia il lupo dal bosco. Sì, nel buio pure i gatti sembrano leopardi.

Anche un gatto se sa tirare venti coltellate ha paura, giusto?

Però ce ne andiamo. Al molo c'è Michela che ci aspetta.

Ah, già.

Vabbè, dai, finiamo questi ultimi arrismi e poi andiamo.

Oh! Mi chiamassi il fessato o costerai volantino?

E Peppe, dai, dove è finito il tuo spirito di sacrificio?

No, non ce la faccio più, non ce la faccio.

Che è sta faccia, dai, com'è?

Insomma, io sono un figurino, guarda dove va.

Fai vedere.

Perfetto, no?

Ma va, è troppo verde e ramarro. Verde e ramarro? Ma che è questo verde e

ramarro?

Veda magica e bella.

Grazie Peppe.

Tu?

Non dici niente?

Cerco di non svenire in preda alla sindrome di Stendhal.

Non esagerare la mamma.

A lei è piaciuto? Eh sì, sì, sì.

Sì, pronto?

E tu come in chiasi?

Perché ti stai cercando con questi volantini?

Sono un amico di Nino Ardente.

E perché hai scritto il tuo nome?

Perché so che tu e Nino lavoravate insieme e voglio fare due chiacchiere

con te.

Vediamoci alle sette alla Mangiuga.

Alla Mangiuga.

Che cos'è?

De Scantaro, un puscio tranquillo, la vecchia segheria di marmo.

A più tardi.

Ci mancava solo quest'ora.

Vabbè, adesso una cosa per volta.

Allora?

Sei pronto?

Sì, sì.

Stai molto bene.

Grazie, grazie. Stai molto bene anche tu.

Ma com'è che ancora non c'è nessuno?

Beh dai, mancano ancora venti minuti. Ho capito, però di solito a quest'ora già c

'è gente, eh? Troppo strano.

Dice, eh?

Saverio!

Ma chi è Riborio? Saverio! Riborio.

Un disastro.

Riborio!

Che succede?

Un disastro.

Un disastro cosa? Un disastro.

È arrivato David Mardestron. Ha fatto una sorpresa al festival.

E la gente... Stanno andando tutti ad ascoltare lui. Maria Santa, ma non è

possibile. Sì, però che sfiga, dai!

Ma questo Mardestron? Ma è uno scrittore internazionale, una star famosissima. Ma

chi vuole che venga a sentire la presentazione mia qui? Dai, però, dai.

Ma perché deve... Dove vai?

Tu non ti preoccupare.

Ma... Torno... Permetti, li voglio?

Grazie. Ma torni poi?

Ah, faccio presto.

Noi che facciamo?

Eh beh, io ho i panini, ho le bibite. Giusto, mangiamoci una cosa.

Forse non sapevano esattamente dove fosse sta presentazione.

Ma no, ma di mollo ce n'è solo uno, giusto Peppe? Sì, sì, ma è una cortesia

che facciamo alle persone, eh, di iniziare più tardi, eh. Non ci mettiamo

premura.

Niente, è tutto saltato.

Ma come è saltato tutto?

È saltato tutto.

È arrivato Marston all'improvviso e tutti andranno lì e nessuno verrà qui,

per cui... E allora che fai? Eh, niente.

Farò una figuraccia epocale con tuo padre, perché non c'è niente di più

triste di una presentazione di un libro senza il... Ma

chi sono?

Aspetta, ma questi sono tutti i ragazzi del nostro liceo.

E chi sono tutti questi?

Questi sono giovani lettori.

Saverio è amato dai giovani.

Sono tutti allievi miei e di Michela che non ci posso credere.

Michela!

Scusami, grazie. Sì, sì.

Mi hai salvato la vita.

Non so, posso farvi un baciarti gli alluci?

Hai visto che fare l'insegnante ha anche qualche lato positivo.

Ragazzi!

Sì, sì. Ma vedi quanti giovani, nonostante l'età, piace ai giovani. Eh,

già, già.

Dai che è tardi, amore.

Ragazzi, fate presto, capite? È tardi.

Eccomi, ti do il ciclo.

Allora io direi, tanto per cominciare, di fare un gran bel applauso al nostro

scrittore. Beh, sì.

Grazie mille, lo leggerò subito. Grazie a te.

Bravissimo.

Grazie ancora, grazie mille. Grazie dolcissimi, grazie veramente.

Grazie.

Davvero. Bravo!

Grazie! Grazie, sei stato bravissimo. Facciamoci una foto tutti insieme. Una

foto? Ma dite su lei, ma venite tutti insieme a fare una fotografia.

Grazie. Grazie mille. Mettiti qua perché accanto al mio geno devo stare. Signor

Peppe, ce la fa una fotografia? Sì, arrivo. Avanti.

Ecco, mettiamoci qua che c'è un bello sfondo di mare. Così, così, va bene.

Cheese! Cheese!

Stringendo un po', aspetto un altro. Cheese!

Cheese!

Stringendo un po'.

Va bene, adesso andiamo a festeggiare, che noi domani partiamo così, chiudiamo

in bellezza.

Sì, certo, però ecco, magari facciamo stasera se non è un problema, che io e

Peppe adesso abbiamo un impegno. Stasera? D'accordo, grazie ancora.

A più tardi allora.

E Marina, stasera cena con lei?

Sì, sempre se usciamo vivi da qui.

Ma perché pensi che è una trappola?

Non lo so Peppe, io ne so quanto te.

Anzi facciamo una cosa, nasconditi sotto la macchina, ci entri sotto la macchina.

Ma perché?

Così nel caso qualcosa va male tu pigli e chiami il randono. Allora è una

trappola, hai visto? Non ti preoccupare. Ma perché io?

Ci metto io, forza, ci entri ora. Certo che ci traspetta però.

Veloce, veloce, più dentro, mangiatela una zarancina sai,

devi entrare tutto, le gambe, le gambe, fai piano.

Comunque, la finiamo con questi giochetti. Giochetti che giochetti? Dove

va?

Amore, fuori!

Che cazzo ci fa questo qua sotto con la cia ciabatta?

No, questo è un amico mio, io... Vabbè, avevo paura e... E l'hai fatto

nascondere?

Casomai vi sparava a tutti e due.

Questa è mia, ci tengo.

Io comunque sono Alfio. Peppe Piccionello.

Alfio Sciannamea.

Sapevo che la manna.

Facciamo un rupas tutt'ora?

E com'è che sei finito a lavorare in questa agenzia di volantini?

Mi avevano dato la libertà vigilata, ma dovevo trovarmi subito un lavoro, ma se

no ritornavo dentro.

E così sei diventato amico con Nino? Esatto.

Poi un giorno così, durante una posa di travaglia, a Nino ci venne una pensata,

ma da nulla, ma una pensata geniale.

Cosa?

Aveva notato che nelle cassette postali, dove i volantini rimanevano per più di

un giorno, Vabbè, insomma, stava a significare che in quelle case non c'era

nessuno. Eh, e quindi?

E quindi si poteva entrare e rubare senza problemi.

Nino la cosa la disse così tanto per dirla, ma io capì subito che invece il

fatto era buono e gli proposi di farla assieme.

E Nino?

Nino all'inizio rifiutò, non voleva farsi coinvolgere in una rubatina.

Poi cambiò idea, perché aveva bisogno di aiutare sua figlia.

E così vi siete messi a stampare questi volantini falsi? Sì, esatto.

Li distribuivamo.

Nino si segnava i posti dove questi volantini rimanevano per più di un

giorno. Io entravo, arrubava.

Il trucco funzionava che era una meraviglia.

Nino iniziò ad aiutare la sua figlia.

Fantasticava, faceva progetti.

Che progetti?

Diceva che appena avrebbe avuto assai piccoli...

Avrebbe aperto un'altra casa editrice insieme alla sua figlia Agatha.

E quanto sono andati avanti questi affari tra te e Nino?

Sì, qualche settimana fa.

Poi, a costi di botto, disse, basta, non ne voglio fare più la rubatina. Basta,

sono stanco. Ma gli era capitato tra le mani un affare grosso, ma grosso

assai, che gli avrebbe permesso di realizzare il suo sogno con Agatha.

Eh, ti ha mai detto di che tipo di affari si trattava?

L'unica volta che me ne parlò fu nella sua bancarella.

Mi ricordo che a un certo punto ho detto una manata sulla bancarella e disse che

lui aveva amato i libri più di ogni altra cosa nella sua vita e che adesso i

libri lo avrebbero ricompensato e dandoci la possibilità di una nuova

vita.

Sì, pure a noi ci disse una cosa sinica.

Fatto sta che...

Dopo due giorni, Nino fu ammazzato.

E chi c'è appunto?

Guarda, che dispiacere per questo scoop contro Saverio.

Un po' di gogna gli avrebbe fatto bene, no?

Però, quel che è fatto è fatto.

Allora, marmottone coccoloso, eh? Hai iniziato a guardarti intorno?

C'era una ragazza che mi piaceva molto, però lei non era interessata.

Vedi, da quando ho trovato la felicità con il mio Gianfilippo, vederti così

sconsolato per me è come avere una spina sul cuore.

Ma che cos'è sta roba? È commestibile?

È cambiata la cuoca?

Sì, ma è brava.

Andiamo via per favore, qui finiamo al centro antiveleno. No, no, no, aspetta,

aspetta. E chi sarebbe questa cuoca?

Asra, è bravissima.

Aspetta, aspetta che ce la da parlo, aspetta, aspetta.

Insalata di polipo e sgombro al tavolo 4 pronto.

Asra, la mousse al limone. Sì, arrivo, arrivo.

Che c'è?

Qualcosa non era di suo gradimento?

Asra, io non voglio fare una questione.

Ma di là c'è arrivato uno sformato che sembrava nel giugno, sai, quelli che

fanno i bambini con la sabbia, le pietre, a mare.

Se non ti piace il mangiare puoi cambiare il ristorante.

Ma... Asra, è successo qualcosa.

Ho fatto qualcosa di male. Qualcosa di male?

Ti sei poi rappresentato con quella là.

Marino mi ha detto che stavate insieme.

Marina? E che fa?

Peppe Piccionello?

Presente.

Ma tu non mi avevi chiesto di uscire una volta?

Ma tu mi avevi detto no.

Ma ti ho detto no perché soffrivo per mia sorella.

Ma non è che questo no era un no da qui fino all'eternità?

E fino a quando?

E fino a quando me lo avresti chiesto di nuovo?

Niente. Dall'angelo chiedo adesso.

Se me lo chiedi bene.

Sì.

Signorina Azra, vuole uscire con me.

Amore. Brucio d'amore.

Alfò, Fotte non ha ragione.

Senti, io il libro non l'ho neanche letto, eh.

Un paio di pagine, ma non mi sono piaciute. Ma che vuol dire che hai fatto

finta? Ma certo che ho fatto finta.

Ho fatto finta per su lei, ma no, anche oggi quel teatrino della presentazione,

dai, ti prego.

Ma che ti prende?

Oggi sono passato dal bar.

E ha incontrato Giulio in un angolino tutto solo con le cuffiette alle

orecchie. Ma aveva detto che doveva lavorare, dice che era impegnatissimo. E

invece poi alla fine mi ha confessato che è stata su lei ma di farsi da parte

per Saverio.

Adesso c'è Saverio.

Ma ti rendi conto di quanto gli vuole bene quel ragazzo? Sparire così solo

perché te lo chiede lei?

Che amore.

Sì, lo so.

Non sono un amore. È che lui mi è mancato in questi giorni. È che lui è un

ragazzo d'oro. Io non riesco a capire come che tua figlia possa preferire sto

Saverio a lui.

Vabbè, comunque Saverio è una brava persona.

È soltanto un po' più vecchio di lei. Non è soltanto più vecchio. Non ha

slancio. E questo è grave per Suleima, perché Suleima è come Giulio. Lei è una

ragazza bonitiva, intraprendente. Hai visto il lavoro che hanno fatto insieme?

Sì. Bellissimo.

Bellissimo. Vabbè, adesso ho sonno. Vogliamo andare a dormire?

Dai, su.

Adesso.

Amore, hai preso tutto?

Ho preso tutto. Eh, che poi ti dimentichi le cose. Non mi dimentico

niente. Non è una questione di età.

Tutto pronto? Andiamo? Sono partita.

Sei fantastico.

Sei un tesoro. Un angelo del paradiso. Grazie. Non ho capito.

Vi accompagna lui all'aeroporto? No, no, no, ci stiamo fermando un paio d'ore al

parco archeologico di Selinute, perché Giulio non l'ha mai visto.

Eh sì, Alfonso ieri sera ha prenotato per noi quattro, anche perché sapevamo

che tu oggi hai il corso, no, a scuola?

Sì, sì, per carità, avrei anche potuto annullarlo, ma non fa niente.

Saverio, cioè, non perché abbiamo quasi la stessa età, ma io sono un drago qua.

Volo sull'app e vieni con noi in un secondo, ti prenoto. Ma assolutamente,

non ti preoccupi. Andiamo tutti insieme, che c'è...

Io non capisco come che in questo paese dicono tutti che sono ignoranti ed è

pieno. Non c'è un posto. Manco la settimana. Manco la settimana, però. Non

fa niente.

Davvero non importa.

Non importa. La prossima volta ci andiamo insieme, se avete promesso.

Ah, certo.

Volete controllare se manca qualcosa? Ah, sì, sì. Andiamo a controllare.

Grazie, sei un angelo speciale.

Mi dispiace.

Stanno partendo. Torniamo alla nostra pace.

Ti dispiacere?

Beh, però almeno...

Tu potevi pensarci, no?

Ma amore, papà me l'ha detto stamattina, così. Ti ho preso i biglietti. Sai che

non posso fermarlo.

Tu cuoqui su lei, ma... Andiamo a salutare, forza, valla a salutare, dai.

Grazie, grazie di tutto. Sei stato un ospite eccezionale, veramente.

In gamba, mi raccomando. Quando torno voglio vedere 700, 800, 1000, 1500

copie. Certo.

Sta vero, grazie ancora.

Innanzitutto siamo stati veramente bene, vienici a trovare presto. Senz'altro,

grazie. Vita mia, sbrigati, se no facciamo tardi. Sì, sì, arrivo.

Amore, stanno partendo.

Non li faccio venire più.

Promesso.

Allora uno, due, tre, calpurnio!

Correre subito!

Tutto inutile.

Tutta la fatica fatta per la presentazione, tutto inutile.

Mi dispiace tantissimo.

Stamattina si sono anche organizzati una gita di nascosto con Giulio.

Ma su me?

Non è quello che mi fa più male.

Il fatto che abbia permesso che le cose andassero in questo modo.

Magari sta tornando anche lei al passato, non lo so.

Forse l'usato sicuro va sempre di moda.

Michela, che succede? Ho detto qualcosa che non... No, non è giusto, Saverio,

non è giusto che ti chieda di accettare una situazione del genere.

Scusa, quando ami qualcuno è una tua scelta, è una scelta della tua vita, no?

Tutti la devono accettare, soprattutto le persone a cui vuoi più bene.

Il passato è il passato,

il presente è quello che conta.

Nel presente sei tu, Savelio.

Scusa, Michela, io... Lezioni, qui!

Io sto con su lei, ma... Lo so.

Scusami tu, infatti. Non doveva succedere, Dio.

No, non doveva succedere.

Sono io che ho sbagliato, infatti.

Che mi sono lasciata un po' troppo prendere.

E... E che non ci conosciamo, no?

Però mi sembra di conoscerti da sempre.

Lo so, lo so.

È così anche per me, però...

Vuoi una granita?

Magari, ci vorrebbe, sì.

Però c'è Peppe che mi aspetta, devo tornare al lavoro e quindi...

Allora buon lavoro, detective, la panna.

Sì.

Sì.

Ci sentiamo qui.

Ma qua ci sono solo libri.

E poi, anche se io non ne capisco, non ci sono manco libri antichi.

Infatti, queste sono soltanto comuni edizioni economiche.

Sicuramente non era con questi libri che Nino cercava di arricchirsi e

risollevarsi.

Secondo me Alfio non ci ha capito una beramata... Ma qui che c'è?

E questi?

Hai visto quanti libri?

Ma è pieno.

Che sono?

Questa qua.

Carneo d'editore.

Non l'ho mai sentito quest'editore.

Manco questi autori. Pino Tanfuscio.

Arrigo Palazzolo, Romilda Malagna.

Aspetta un attimo.

Che fai, Saverio?

Che cerchi?

Oh, parla. Fammi capire.

Non fare così, eh? Mi fai scantare quando fai così.

Peppe, non c'è.

Cioè, questo carnea d'editore non esiste.

E manco st'autori, non trovo nemmeno una notizia sul web, niente.

E perché questa cosa?

Non lo so.

Non capisco.

Vabbè, questi ce li portiamo.

Tutti? Tutti, alcuni.

No, Saverio, tu mi devi spiegare a me perché io dovrei indagare su questa

minchia di carneite. Ma perché è una specie di casa editrice fantasma, è

strano. Ma tu ti fissi sempre queste minchiate. Ma dai, ma che ti costa darci

una sfruculiata?

No, senti, Saverio, qua la situazione è questa, eh. Il mio tempo costa e io non

sono il tuo giocattolino, è chiaro? Ecco.

Martorana!

Finalmente sono partiti.

Che hai?

Ma niente, sono solo un po' stanco.

Queste sono per te.

E quella?

Non lo so.

È per me, l'ho trovata nella posta.

Però è strano perché non è affrancata.

Saverio, cos'è questa?

Oddio, ma chi... Ma chi cosa?

Sulema, ti prego, fammi spiegare davvero.

Spiegare cosa? Sei un stronzo.

Sulema, è stato soltanto un secondo.

Ero così giù per tutta la situazione con i tuoi. I miei?

Tu baci una carta morte delle colpe miei?

Saverio, mi fai schifo! Mi fai schifo! Mi fai parlare?

Ieri sera ho sentito tuo padre che parlava con tua madre, non gliene frega

niente, ha fatto solo finta in tutti questi giorni. Certo. Poi stamattina mi

avete escluso in quel modo.

Saverio, e con questo dove vorresti arrivare? Ero tristissimo, mi stavo

sfogando con Michela, sì.

A un certo punto si è creato come una specie di strano trasporto e lei mi ha

baciato. Mi sono staccato subito da lei perché pensavo a te, solo a te, te lo

giuro. E questo?

E questo dovrebbe cambiare qualcosa?

Ero a pezzi.

Perché non capisci quanto mi sono sentito escluso?

Non lo capisco.

Ho fatto tanto per te, ma... Questo è un tradimento.

Da qui non si torna indietro.

Dai, Suleima, non fare così.

Suleima.

Suleima.

Mi dici dove vai? Te l'ho detto, Navarilu.

Posso passare?

Io non ti capisco, Samaria.

Ma come hai potuto?

Levati di torno, Giulio.

E guarda che t'ho capito a te.

Lo so che l'hai fatta apposta a farti trovare tutto solo, afflitto, in quel

bar da Alfonso.

Bravo.

Attore da Oscar.

Io la capisco, la tua rabbia.

Ma la verità è che hai fatto tutto da solo.

E aggiungo su lei, ma...

Che fu? Dove stanno andando?

Peppe.

Eh, Saverio.

Non puoi sapere quanto mi dispiace.

Lo immagino, papà.

E... nemmeno un rimprovero stavolta?

Ma che rimprovero, rimprovero. Ti vedo a pezzi, sei a pezzi.

E certo, dopo che ti metto al limonare, a destra, a sinistra. Ma quale limonare

a destra e a sinistra? Sono stati due maledetti secondi.

Nemmeno era una cosa intenzionale.

Con le persone bisogna sempre tenere le distanze. Come quando guidi la macchina.

Ecco.

Questo.

Speriamo che vi rimettete assieme.

Ne sarei felicissimo, ti giuro.

Non lo so, papà.

Mi sembra che ormai siamo arrivati a un punto senza speranza.

Non fare un poeta ora senza speranza. Chi disperanza cambia, disperato muore.

Non fare un poeta. Dai.

Senti, ma tu non dovevi andare a giocare a burraco?

No, rimango con te.

Ma come?

Rimango con te.

Perché non posso?

Eh sì.

E poi sono tutti vecchi, credimi.

Ma figura, ti posso mai negare a mio padre i piaceri della ludopatia?

Per cui se lo fai per me, tranquillo. Io tanto adesso mi vado a fare una bella

camminata che ne ho bisogno. Vai, vai.

Ci sentiamo più tardi, va bene?

Vabbè, ciao.

Io cerco di sistemare tutte ste foto.

Ecco, bravo.

Bennunzo, che cosa ci fa qui?

Ho trovato il cancello aperto e mi sono permesso. Sì, però l'avviso. Guardi, io

per oggi ho già avuto la mia bella dose di bastonate, per cui se ha avuto

qualche ripensamento è meglio se torna domani. Sono venuto a chiederle scusa.

Non c'era bisogno, so che vi siete chiariti con Rondone.

Sì, mi sono accorto che aveva ragione lei. Ho dato del peso a delle semplici

coincidenze. Però volevo dirle che non avevo nessuna intenzione di

imbrogliarla. né tantomeno cercare di intimidirla per spillarle chissà quanti

soldi.

Intimidirmi in che senso?

Ma che fa non lo sa? Le cause di plagio fanno molta paura.

Mi spieghi?

Praticamente. Se l'accusatore vince la causa, i risarcimenti dovuti possono

essere altissimi. Si parla di decine di migliaia di euro, a volte persino

centinaia di migliaia.

Ecco perché l'accusato il più delle volte cerca un accordo per evitare il

processo. Anche se ha ragione.

Sì, ma io non c'entro niente con queste storie.

Sarò uno scrittore sconosciuto, ma rimango una persona onesta.

Lei non solo è una persona onesta, ma mi ha appena anche dato una grandissima

mano d'aiuto, Bernuzio.

La saluto, eh. E mi raccomando, tenga duro e continui a scrivere. Ha una buona

penna. Sa come dice Piccionello? La pazienza è la virtù dei forti.

E la prossima volta che viene, le offro anche un caffè.

Vabbè, aspetta, adesso è tutto chiaro.

Aspetta, spiegami tant'icca perché mi staggieranno pure la testa. Allora,

questi, cioè i libri carneade, libri di autori inesistenti

pubblicati da un editore che nessuno conosce, altro non sono che copie di

altri libri.

Come a tipo fotocopia? Sì, più o meno, diciamo delle riscritture. Riscritture

approssimative di romanzi pubblicati da editori importanti, a volte anche di

autori famosi.

Riscritture copiate a come viene, viene.

Sì, per esempio, questo libro carneade di l'inesistente Pino Tanfucio,

altro non è che una copia raffazzonata di questo qui, l'ultimo successo

editoriale di Aldo Sbolemfe, autore di fama nazionale.

Allora, questi carneade sono dei plagge? Sì, c'è un problema però.

La data di pubblicazione dei libri carneade è sempre precedente a quella di

quei libri di cui sembrano la copia.

Allora sono questi i plagge? Ma no, dai, mi rifiuto di pensare che autori di

lustro come Sbolempio o D'Areni si mettano a copiare libri da altri. Ma

poi, scusami, tutti questi grandi autori si mettono a copiare tutti libri dello

sconosciuto carneade editore? Ma dai!

Eh sì, ma allora?

E allora la spiegazione unica è che la data di pubblicazione dei libri carneade

sia falsa.

Ovvero antecedente a quando sono stati stampati veramente.

Randone, ho novità importanti.

Sambuchi, lei è in arresto. Io?

Ma come? Ci deve essere un errore. Nessun errore. Dalle nostre verifiche

lei risulta essere il proprietario della carnea d'editore. E qui il nostro signor

Lamanna ha scoperto la sua truffa. Ma di che parla? Sa bene.

E poi la tua truffa funzionava così.

Ogni anno acquistavi dei codici SVN, cioè i codici che servono per registrare

i nuovi libri, e ci abbinavi dei titoli fittizi.

In pratica compravi i codici e non stampavi i libri. Poi aspettavi le nuove

uscite delle case editrici, quelle grandi, sceglievi quelle più promettenti

e facevi scrivere in fretta dei rifacimenti. I libri non identici alle

copie, ma molto simili.

Poi li stampavi, retrotavandoli di un bel po'.

Così, grazie ai codici SBN e alla falsa data di stampa, potevi dimostrare che i

tuoi libri erano stati stampati prima di quelli di cui invece erano solo una

copia. E perché l'avrei fatto?

Per arricchirti.

Chiamavi gli editori, minacciavi un contenzioso e quelli, spaventati per un

processo dagli esiti incerti, decidevano di accordarsi per una transazione

economica. Devi esserti arricchito parecchio con questo trucchetto.

Beh, va bene.

Ne risponderò in tribunale. No, Liborio.

C'è dell'altro.

Sai dove l'ho trovato questo?

No.

Nella bancarella di Nino.

E ce n'erano tanti.

Nino aveva scoperto la tua truffa.

E tu per questo l'hai ucciso. Ma che stai dicendo?

Io a Nino volevo bene, non avrei mai... Sambuchi, la smetta.

La scientifica ha esaminato la sua auto. Abbiamo trovato abbondante tracce di

sangue. Sicuramente di Nino Ardente.

Deve essersi allornato parecchio quando l'accoltellò.

Sì, Nino mi aveva scoperto.

Diceva che non voleva ricattarmi, ma che aveva bisogno di 50.000 euro.

Per aprire una nuova casa editrice con sua figlia.

Giurava che me le avrebbe restituiti.

Io allora accettai l'accordo. Ma perché l'hai ammazzato?

Per paura.

Mi venne paura che la cosa non sarebbe finita lì.

Nino sapeva qualcosa che avrebbe potuto distruggermi in qualsiasi momento.

E così l'hai ucciso.

E hai cercato di far ricadere la colpa su Marilò.

Tutto...

Cominciò quando mi ritrovai nelle stesse condizioni di Nino quando fallì.

Ero pieno di tepidi.

Avrei dovuto chiudere.

Ma nemmeno tu potevi accettarlo.

Un giorno mi ritorna in mente una pagina di Borges che diceva che tutti gli

scrittori sono come un unico scrittore.

Un solo autore che ha scritto tutti i libri del mondo.

E ancora continua a scriverli.

Di colpo un'illuminazione e mi inventai il trucco dei placci.

Da quel momento è cominciata la mia fine.

ti avevo detto di camminare piano piano è tutto pieno di buche qua capito qua è

tutta una buche che faccio volo ma se tu cammini piano piano va va va va guarda

qua va va va va va va va va va va va va va va va va va va va guarda che ti

abbiamo

portato

Ma chi sta?

Regalo di Agatha.

Dice che suo padre sicuramente avrebbe voluto così.

Ma che pensiero duci.

Sai, ci voglio fare una piccola biblioteca.

Ma nella locanda?

Eh, faccio l'angolo della lettura.

Così quando c'è un poco di tempo mi metto pure io là a leggere un libro.

E così mi sembrerà di stare ancora un po' vicino al Nino.

Che bello, grazie.

Grazie. Grazie a te.

Mi dici qualcosa di Suleima?

Suleima si piglia una camera qua, sai.

Giulio lasciò il suo albergo e si mise qua con lei per starci accanto.

Cioè come?

Dormono insieme?

No, puoi stare tranquillo. Si piglia una camera per conto suo, non dormono

insieme per ora.

Però lei è distrutta, dice che questa è proprio la fine della vostra storia.

Lui per consolarla non la lascia un attimo, s'allontana mai.

Sai, questa volta hai fatto una grandissima minchiata.

Fai una cortesia?

E la mettete proprio qua all'entrata così?

Sì, ci pensiamo.

Grazie.

Non dici niente, eh? Non fai niente.

Che devo dire, Peppe? Che d'amore non si muore. Ah, pure babè!

Dai, Peppe, le cose stavano cambiando da un po'. E poi, non è che decidiamo

tutto, no?

Anzi, molto spesso è la vita che decide per noi, per cui... Se su lei mi dice

che è finita... È finita.

Dai, se stiamo con questa cosa...

Saverio, io ti devo dire una cosa.

Che cosa?

Lo so.

Te lo dovevo dire prima, ma su lei, ma tutti questi problemi... Vabbè, grazie

per la sensibilità, quindi... Oh, Peppe, mi dici che c'hai, ma che ti prende?

Asra!

Quindi voi due... Sì, ce ne ha messo il tempo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.

Peppe, tazzitasti!

Ragazzi, sono veramente felice per voi.

Grazie.

Cosa di pazzi? Peppe Piccionella tazzitato!

che mi renda... Non c'ero io, ancora...

Ho trovato l'uomo che ha

scoperto

Cercavo davvero qualcosa che facesse al caso mio.

Non ho trovato nessuno che parlasse qui con me.

Non ho trovato nessuno che parlasse qui con me.

Cercavo, cercavo, cercavo, cercavo.

Non ho trovato l'uomo che

ascoltava.

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