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Charlie Chaplin una volta disse:
"Ci vuole un minuto per notare una persona speciale,
un'ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene,
tutta una vita per dimenticarla."
E voi?
Qual è stata la prima volta che avete provato quel sentimento
comunemente chiamato amore?
Io la chiamo la scintilla.
Che sbadata!
Non mi sono ancora presentata.
Io mi chiamo Mara.
Amo l'estate, il gelato alla nocciola
e la musica rock dei The Colors.
Sono una libera professionista, ossia non ho un capo.
Ho una stanza in affitto, ossia non ho una casa mia.
E sono... single,
ossia non ho un uomo.
Ho però una relazione complicata,
con lui.
Lui è Attila.
Tra noi va avanti da due anni.
Ora che ci penso, è la mia storia più duratura.
Ah, no.
Ce n'è un'altra che dura dai tempi della scuola.
- Ce l'hai fatta. - Amore, tu devi fare la skincare,
sennò ti crolla la faccia. Poi quando trovi un uomo che ti prende!
Ancora? Ma chi lo vuole un uomo!
Lui è Jodie, il mio coinquilino gay.
Quanto mi piacciono gli uomini!
È disordinato, casinista, distratto,
- attaccato ai soldi, meschino... - Guarda che ti sento!
Ma gli voglio un gran bene!
E allora,
questo film è davvero molto particolare.
È un gioiello, un piccolo gioiello.
Io ho avuto il piacere di vederlo in anteprima
per poterne parlare con voi.
Sono le solite frasi, mi rendo conto, però andate al cinema a vederlo.
- Ne vale veramente la pena. - Grazie, Fabio.
Grazie mille. Poi mi hai chiamato subito, entusiasta.
- Sono stata molto contenta. - Ma figurati!
Tu in questo film, Emanuela, sei attrice protagonista, sceneggiatrice,
ma soprattutto, per la prima volta, regista.
È il tuo primo film da regista, il debutto alla regia.
Ecco, bravi!
Aspettate di vederlo, prima di applaudire.
Sì, devo dirti che ero...
Per me è stato un onore,
- ma anche una fonte d'ansia incredibile. - Lo credo.
Per me è stata la prima volta dietro la macchina da presa.
- Spero di essere stata all'altezza. - Tre ruoli!
- Eh, una e trina. - Appunto.
Però ho avuto una squadra stupenda
che mi ha... supportato
e sopportato.
E...
Un cast incredibile.
Lasciami nominare Massimo De Lorenzo nel ruolo del mio coinquilino.
Ehi!
Vado dal commercialista. Ti serve qualcosa?
- Come mai già sveglia? - Indovina?
I lavori nell'appartamento a fianco mi hanno svegliato alle sette.
Già lo odio, questo nuovo inquilino. Quando arriva, mi sente.
Che ne sai, magari è bono.
Non mi importa, ho chiuso con gli uomini.
Okay.
Poi Barbara Ronchi che fa mia sorella. Non voglio dimenticare nessuno.
Gabriele Lavia che fa il direttore del carcere
e Anna Bonaiuto nel ruolo dell'angiologa.
Bravissima peraltro. Sappiamo quanto è brava Anna Bonaiuto,
ma devo dire che con questo ruolo ha toccato
delle corde drammatiche e sorprendenti.
Sì, mi ha fatto un regalo, davvero.
E poi...
Dulcis in fundo,
il mio coprotagonista eccezionale,
- Alessandro Borghi. - Grazie, grazie.
Senti, Alessandro, com'è stato lavorare con Emanuela
come regista, intendo dire. È stata...
È stata precisa, puntigliosa, severa?
Prima di tutto devo dirti che per me essere qui a sostenere il film
è stato un regalo della vita.
È stato straordinario lavorare con Emanuela che è meravigliosa.
È precisa, sa quello che vuole, è ambiziosa, anche spietata, quando serve.
- Spietata. - Sì.
- È vero. - È stato un grande regalo.
Poi essendo una grande attrice, sa bene come relazionarsi con gli attori.
Ricordo che mi ha telefonato e mi ha detto:
"Vorrei che tu leggessi questa cosa e secondo te..." Posso dirlo?
- Sì. - "Chi potrebbe fare Fabrizio?"
Io non osavo sperare che lui potesse...
- Gliel'ho chiesto in amicizia. - Come un consiglio.
Come un consiglio perché ti pare che vado a pensare ad Alessandro Borghi.
Io l'ho letto e non ci ho dormito la notte.
A questo punto vediamo una scena, quella del vostro incontro o meglio,
quella dell'incontro dei vostri due personaggi, Mara e Fabrizio.
Prego, guardiamo.
Attila!
Attila!
Attila!
Attila!
Attila!
Ma dove ti sei cacciato? Vieni qui!
Cercavi lui, immagino.
Sì, come hai fatto a capirlo?
Di sicuro non stavi cercando un barbaro tedesco del 1800.
Buona questa.
Io sarei... Fabrizio, il nuovo vicino.
- Io... Mara. - Ne approfitto per scusarmi
perché ho fatto i lavori e avrai sentito qualche rumore fastidioso.
Ah, hai fatto i lavori? Non me ne sono neanche accorta.
Non ho sentito... nulla.
Meglio così. Ci vediamo in giro, allora.
Ciao, Attila!
Ciao.
Attila, ma l'hai visto?
E... stop.
- Questa c'era. - Era bella questa, no?
- Bella, tu l'hai sentita... - Ho sentito pure sulla cosa...
- "Piripiri" è venuto bene. - Per me sì, sì.
Okay.
In quel periodo le sceneggiature erano deboli.
Erano brutte come la fame.
"Pasticciona in amore" mi colpì dalla prima lettura.
Era una cosa mai vista prima.
Era una commedia romantica, però originale,
senza un cliché di film di quel genere, ma uno.
Un'autentica rivoluzione, dovete credermi. Un'autentica rivoluzione.
Quando si prende parte a un progetto come quello...
Quell'ambizione, quel livello...
Quando si alza l'asticella dell'interpretazione,
della regia, della scrittura, poi è molto difficile scendere.
Sai? A volte penso che...
Vabbè, niente.
Poi ti manca.
Il cinema è così.
Buona fortuna, ragazzi!
Crepi.
Molto difficile. Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti.
Che dobbiamo fare! Infatti...
A proposito, Franco, ci hanno fatto il bonifico, questi?
Questi qua, quelli...
- Se ne vanno sempre i migliori. - Grazie.
Tullio! Tullio! Grazie...
Grazie.
Le porto le condoglianze di tutto il settore audiovisivi italiano.
- Grazie. - Grazie.
Ammazza, che freddo! Mamma mia!
Malcom, ho visto uno stambecco qua fuori. Bellissimo, una roba incredibile.
Con le corna e tutto.
- Ti sto facendo il caffè, Monica. - Grazie.
Oh, tienitela stretta, questa!
- Tienitela stretta. - È il nostro angelo, lo so.
- Ciao, amore. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno, mia cara.
- Ben svegliato. - Sono di nuovo qui?
Avevi detto che era un'intervista veloce.
Hai visto? Quando inizi a parlare della tua carriera,
- non si finisce più. - Eh, vabbè... No, oggi finiamo.
- È rimasta una cosetta. - Allora tocca a me, devo farmi la barba.
- Perché? - Qualche domanda me la faranno?
Sono tuo marito.
Senza la vita privata dei personaggi in questi progetti...
- Non credo, sai? No, Malcom? - Sarebbe bellissimo
se la vita privata entrasse nella storia.
Vedi, non serve, non interessa.
Poi non ci mettiamo a fare i paesani che quando vedono una telecamera,
si fanno la barba, si mettono il vestito buono.
Sono cose un po' cafone, un po' spiacevoli.
Amore, dai.
- Qualcuno amaro? - Io, grazie.
- Io pure. - Tre di zucchero, grazie.
Nel primo weekend "Pasticciona in amore" non ottiene risultati clamorosi.
Viene surclassato da titoli attesissimi come "Piovono carote" con Terry Ruoppolo
che si avviava a vincere il Biglietto d'oro.
Poi lentamente, vuoi per la sceneggiatura graffiante,
vuoi per le musiche rock dei The Colors,
il film con Fanelli e Borghi esplode grazie al passaparola.
"E così Aurora,
dopo un sonno lunghissimo,
grazie al bacio del principe, si svegliò."
- Il principe l'ha salvata! - Sì,
ma questa è una fiaba. Nelle fiabe i principi ti baciano,
ti salvano e vivi per sempre felice e contenta.
Nella vita non va mai così.
Quasi mai.
E così...
..questi sarebbero i famosi... libri.
Il segreto non lo so.
Come tutti i grandi successi non esiste un vero e proprio segreto.
"Pasticciona in amore" era...
Sai cos'era? Una vera e propria fiaba contemporanea.
Esatto, una fiaba contemporanea
che però, se posso aggiungere...
Aggiungi, aggiungi.
Una fiaba contemporanea dove il pubblico si immedesimava
e dove per due ore e quaranta eravamo tutti
delle libraie innamorate perse del vicino di casa.
È la magia del cinema.
Io stavo a Ginevra per i pannelli solari con mio cognato.
Noi siamo andati per l'energia rinnovabile.
"Che facciamo oggi pomeriggio? Andiamo a vedere il film della Fanelli."
Entro in sala e vedo il film.
Quella, quella... Quella mi ha colpito.
"Pasticciona in amore" per me è a un altissimo livello.
Herzog, Murnau.
Fritz Lang.
Anche Fritz Lang. Vi metto anche Fritz Lang, pensate!
Siamo abituati a vederli dietro la macchina da presa
o seduti alle loro scrivanie a battere a macchina.
Di alcuni di loro non conosciamo il volto né la voce,
eppure sono le loro parole
che ci hanno fatto emozionare, ridere, piangere.
Sono i registi e gli sceneggiatori da non confondere con gli scenografi
del cinema italiano.
Siamo veramente seccati
e sono qui a difendere il mio amico Paolo Virzì
che ha avuto il coraggio di denunciare questa cosa incredibile
che sta facendo la Fanelli.
La manifestazione nasce dalla recente denuncia di Paolo Virzì
nei confronti di Emanuela Fanelli e del suo "Pasticciona in amore",
grande successo di pubblico e critica.
Ehi, che paura! Ciao!
Che risponde a Virzì rispetto a questa cosa del film?
Per questo c'è il comitato d'accoglienza?
Il regista di "Ovosodo", "La bella vita", "Ferie d'agosto",
"Baci e abbracci", "Il capitale umano", "Caterina va in città",
"Tutta la vita davanti", "La pazza gioia", "Notti magiche", "Siccità",
"Un altro ferragosto", "Cinque secondi" ha polemizzato sui social,
contro l'attrice, sceneggiatrice e regista.
Pare che "Pasticciona in amore" sia molto simile a un'idea di Virzì.
No, ma quale molto simile? È proprio identico.
Io raccontai a Emanuela l'idea e buona parte degli snodi narrativi
anche con Francesco, citando scene intere ed era identico.
Era identico. Io mi fidavo, ci fidavamo.
Vabbè, ma ci sono i file con le date, quindi c'è poco da discutere.
Io da quel momento conservo le sceneggiature in un cavò in Svizzera
a 4.600 metri, tre funivie non è poco.
Ma niente, che rispondo? A Paolo voglio bene, gli devo tanto.
- La svolta è stato il David. - Quindi ci deve qualcosa.
Questa si chiama sindrome rancorosa del beneficiato.
Pensate che nel mio ultimo set stavamo girando una scena,
a un certo punto dice stop, viene da me e mi chiede:
"Senti, io vorrei cambiare un aggettivo."
Io chiedo solo una cosa, rispetto.
A fine film mi ha chiesto di firmare la sceneggiatura.
Alcuni temi sono universali e le idee stanno...
Le idee stanno in giro, stanno nell'aria.
Le idee stanno in giro, stanno nell'aria.
- Vergogna! - Poi mi dispiace umanamente
perché è una persona che veniva da Cordena,
questo borgo rurale,
- quindi con questa sua aria da underdog. - Falsa.
Poi adesso fa 'sto cazzo
e soprattutto si sente autorizzata a usurpare il lavoro degli autori,
un lavoro che va rispettato.
Va bene? Buongiorno, grazie, buona giornata.
Buon lavoro, ciao!
Vieni con me, tu?
Dai!
Dai, buon lavoro. Attento, c'è il vaso. Ciao.
È un coraggio che io, per esempio, non ho avuto quando...
..mi hanno rubato, il mio film,
"Agata Christian - Delitto sulle nevi".
È un film al quale ho lavorato insieme a Giulia Calenda
che è qui e ha sofferto insieme a me.
Rispetto.
Se ci rubano le nostre idee, ci rubano tutta la nostra vita.
Noi siamo le nostre idee.
Le note sono sette, Malcom, tu mi insegni.
Le note sono sette.
Una cosa importante...
Ah, ecco, ecco, eccolo! Vieni. Guarda, vieni.
Scusate l'interruzione. Una cosa molto rapida, scusatemi.
- Posso un secondo? - Sì, parla tu che lo sai fare.
Grazie mille.
Qui c'è un grande problema, un grandissimo problema.
Io non sto qui a parlare perché faccio parte del progetto.
È una questione di onestà intellettuale.
Quanto vi rode che una giovane artista per lo più donna
- vi abbia rubato il lavoro. - Smettila.
È stato un periodo movimentato, eh?
Molto movimentato culturalmente.
Il film di Emanuela fu un caso, questo va detto
e molti, moltissimi registi
grandi registi dell'epoca, beh...
Un po' rosicarono. Oggi possiamo dirlo.
Comunque io oggi in questo momento, anno domini 2027, in questo posto
avverto un clima da stato di polizia,
da stato di polizia
che mi ricorda tantissimo quello contro Volonté e Petri
per "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto".
Me lo ricorda, me lo ricorda!
In quel momento bisognava far valere i propri diritti.
C'era da dire delle cose e io le ho dette. Infatti poi non ho più lavorato.
Il consiglio che vi do è di andarvene a casa vostra,
mettervi davanti ai vostri personal computer
e scrivere, scrivere,
così forse, ma forse,
un successo potreste averlo anche voi.
Forse, va bene?
E' stato un caso perché io stavo al palazzo accanto.
Stavo girando una serie, quella su John Holmes.
Ho finito perché al contrario vostro,
io vado a lavorare, va bene?
- Grazie a tutti! Ecco qua. - Era un ragazzo in gamba.
Era in gamba, lavorava con Marinelli.
Ti è andata bene che sto lavorando!
Vaffanculo!
"Pasticciona" riuscì ad arginare il nostro provincialismo italiano.
Perché siamo sempre una colonia americana.
Alla fine conquistò tutti.
Sì, addirittura uscì in America con...
È incredibile! Incredibile.
Nomino "America"...
- Secondo me deve aumentare i kilowatt. - Hai ragione.
Codarda!
La Fanelli ci ha alzò un bel po' di soldi, eh?
A livello economico è il lavoro che le ha fatto fare il salto.
Con quei soldi ha comprato due case a Lido dei Pini.
Due, mica una, due.
Hai anche il coraggio di presentarti qui!
Puttana!
- Sei una puttana! - Mamma, ti prego, calmati!
C'è gente che dorme a quest'ora!
Gli alimenti italiani li trovi qui in Val d'Aosta o è difficile a volte?
Allora, finché era Italia, ovviamente sì.
Da quando è Svizzera, faccio più fatica, però ho i miei posticini di fiducia,
dove conosco, mi mettono da parte le cose.
Però la cucina è diversissima da quella romana.
Beh, sì, perché alla fine qua è tanto zuppe, fondute,
le crespelle, buone.
Tutto buono, però tante zuppe, fondute, un po' più...
Anche quella romana non è leggera, però diverse.
- Va bene, per amore questo e altro. - Quale amore?
Ah, sì! No, certo.
Anche perché, d'altronde l'amore...
L'amore è come una barca a vela.
Sorridi e goditela finché hai il vento a favore
e tieni la barra dritta...
- Quando arriva la tempesta. - Vabbè, la sapete!
- Un brindisi. - Che meraviglia!
- Ma veramente! - Aspettavo questa citazione!
Io lo dico sempre.
L'amore è come una barca a vela.
Sorridi, goditela finché hai il vento a favore
e tieni la barra dritta quando arriva la tempesta.
- Su, cominciamo la visita. - Sì.
Io non ho mai avuto problemi finora, però ho familiarità
perché mia mamma ha dovuto iniziare a portare le calze antitrombo dai 32 anni.
Io sarà un... dieci giorni
che mi sono vista dei bozzetti qui.
Non so se è la safena questa.
- È la safena. - E quindi...
- Bisogna fare un ecodoppler. - Va bene.
Grazie. Non rimane che invitare il nostro pubblico al cinema
per "Pasticciona in amore" dal 25 novembre.
- Fabio, posso dire una cosa? - Prego.
Solo... Mi piacerebbe raccontare un aneddoto qui da te.
Non l'ho mai fatto finora e mi fa piacere regalarlo a te e al tuo pubblico.
Sarà molto breve. Le sere prima dell'inizio delle riprese
ero molto emozionata e preoccupata, quindi faticavo a dormire
e una notte mi è apparso in sogno Dino Risi.
Dino Risi mi è venuto incontro, mi ha poggiato le mani sulle spalle
e con una voce molto calma, molto dolce,
quasi paterna mi ha detto:
"Emanuela, 'Pasticciona in amore' è il film
che avrei voluto girare io."
Ma Dino Risi giovane o Dino Risi vecchio?
La scena che mi è rimasta nel cuore di "Pasticciona in amore"
- è quella del musical in carcere. - Eh, vabbè.
- Lì sono impazzito. - Sai quanto ci ho messo a girarla?
- Undici giorni. - Wow, che lavoro!
Ti ricordi quella clamorosa che faceva: "eoh, eoh",
- quella che spuntava... - Eccome.
Stupenda! Che poi a me...
anche "Pasticciona in amore", la serie, mi è piaciuta tanto.
Posso parlarti un attimo in privato, Malcom?
Certo.
Questa è buonissima.
Qui c'è un terreno che fa questa insalata che è una cosa incredibile.
- Io vi apro le porte di casa mia. - Sei stata meravigliosa.
Vi metto a disposizione ricordi, chicche, aneddoti.
Vi cucino il piatto che mi riesce meglio. Forse meriterei un trattamento diverso.
- Hai ragione, è stata una leggerezza. - La chiami una leggerezza
con quell'altro che riprendeva?
Sarei più disposta a parlare del processo per farti capire la situazione.
Ci interessa in maniera marginale.
Ma liberissimo di parlarne, te lo dico serenamente,
ma in nessun modo categoricamente
io voglio parlare della serie "Pasticciona in amore"! In nessun modo.
Quella mi ha offeso. È stata violenta, aggressiva, rude.
Mi ha ferito in casa... Sì, mi ha ferito!
Tu dici no, io dico sì. Mi ha ferito in casa mia!
È inutile che dici di no, mi ha ferito in casa mia.
Era un equivoco. Voleva dire: "La serie mi è piaciuta".
Ma che cosa? Hanno messo due episodi e l'hanno cancellata.
Mi prendi in giro? Se avessero aspettato il terzo,
c'era una svolta narrativa. Vabbè, non mi va più di parlarne.
Non ne facciamo un caso. Monica è una producer con grande esperienza.
Ti dico solo che ha fatto il DAMS. Per favore, appianiamo, eh?
Relativizziamo, okay?
Non mi creare problemi.
Licenziala.
- Come licenziala? - Licenziala, Malcom, immediatamente.
- Non posso. - Siamo in casa mia.
Decido io chi sta in casa mia. Lei in casa mia non ci sta.
Non mi faccio prendere in giro dalle ragazzine.
Non volevo prendere in giro Emanuela.
Lo so, Monica, figurati se non lo so.
A me davvero è piaciuta "Pasticciona in amore", la serie.
Anche solo quelle due puntate. Lo so, sembra assurdo
perché raramente si è visto qualcosa fatto peggio, ma forse...
..è perché la lego a un momento particolarmente felice della mia vita.
Io e Sabino vedemmo le due puntate insieme, in un pomeriggio di dicembre,
alla Cineteca di Bologna, durante la retrospettiva
"Se lo sbagliavi apposta, veniva comunque meglio".
Quel pomeriggio sentii per la prima volta un amore immenso per lui.
Solo anni dopo mi resi conto,
grazie al supporto di una terapeuta psicodinamica,
che più che a lui, io mi ero legata alla sua famiglia.
In particolare alla madre a causa di un rapporto non felice con la mia
compromessosi già durante la fase orale della mia infanzia
a causa di sue fisse per l'igiene e i batteri
di cui ancora oggi pago le conseguenze.
Mi dispiace andar via così da questo progetto,
ma non è per il lavoro perso che mi struggo
anche perché con Malcom ci rivedremo
per il documentario su Elsa Morante e Alberto Moravia.
- Quello si fa, te l'ho detto, si fa. - Mi dispiace perché stare con Emanuela
mi riportava ogni minuto a quella cineteca,
a quel dicembre, a quell'amore, a mia suocera.
In che senso?
Nel sogno Dino Risi era giovane o era già un po' avanti con gli anni?
Giovane, Dino Risi giovane.
Era di... Sicuro parlava toscano, quindi...
E' per questo che...
Cioè, secondo me ti confondi con Monicelli.
Monicelli?
Mi compariva in sogno Monicelli e non me ne accorgevo?
Non lo so, ma Monicelli era toscano e Dino Risi è nato a Milano.
- È nato a Milano? - Sì.
- Mi sa che era Scola. - Eh.
- Era Scola che imitava Dino Risi. - Certo.
"Emanuela, 'Pasticciona in amore' è il film che avrei voluto girare io."
Era Scola! Pensa te.
Porca miseria!
Io vorrei porre l'attenzione in questo mio film
a un elemento, l'elemento della pioggia.
Ragazzi, la pioggia!
La pioggia e l'uso sapiente della pioggia in questo film
la eleva a terzo protagonista, se ci pensi.
Massimo De Lorenzo è...
La pioggia è il terzo protagonista.
De Lorenzo non è il protagonista.
Il protagonista maschile sei tu, femminile io
e terzo protagonista è...
..senza genere, la pioggia.
C'era una parte vuota in mezzo.
La pioggia così, no.
O è pioggia, sennò è meglio non farla.
Io ti ho chiesto una cosa, la pioggia.
Arrivo qua, non c'è. Allora, la pioggia...
Okay.
Chi è ha detto che è una merda?
Tu parli di soldi, ma io parlo di arte.
Chi l'ha detto?
Anche la pioggia ci ha rubato. C'è la pioggia dall'inizio alla fine
come nel nostro progetto.
- Sicura che non hai scene con la pioggia? - No.
- Sicura? - Sì.
Ma guarda!
No che mi richiama. La devo trovare, perché è questa.
Basta. Ma vaffanculo!
- Posso dire brava? - No, dai!
Nella tua scena della pioggia
quando esci e arriva l'acquazzone,
vuoi la muta sotto?
Claudia!
Aggiungi una o due scene
di lei sotto il diluvio? È importante.
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