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Una tragedia annunciata.
Che tonfo.
Parabole come la sua in questo ambiente sono frequenti, niente di nuovo, direi.
Emanuela, con quegli occhi che ha,
occhi che brillano,
brillano da cerbiatta palpitante,
la domanda ovviamente viene da sé.
Emanuela Fanelli è una donna realizzata?
Ve la ricordate Emanuela Fanelli?
- Stravagante. - Educata.
Posso dirlo? Felliniana.
Completa.
- Sei croccante! - Sì! Diciamolo!
- Diciamolo! - Croccante! Sono Croccante!
Ai più questo nome dice poco.
Ad altri ancora meno.
Ha avuto il suo momento, un momentino...
Però come è arrivata, poi...
Se n'è andata? È finita lì.
Io li chiamo gli stagionali.
Per un periodo sembra che se non ci stanno loro, non si fanno film.
E soprattutto tante, tante sfaccettature di me.
Poi all'improvviso spariscono.
E dopo un po' non ti ricordi neanche come si chiamano, manco un nome, niente.
Succede.
Mamma mia!
Che ti devo dire?
Lei rischia tre anni di reclusione.
Come si sente? Come vive questi giorni?
Sono serena, Luigi.
Tanto.
Oggi a 52 anni sono serena.
Quella ha messo una firma, poveraccia. Si fidava.
Guarda che in quella storia la Fanelli era la vittima.
Ma quale vittima? Lei era una complice a tutti gli effetti.
Si è sempre saputo che era una gnoccolona.
Ragazzi, ma certo...
È stato un momentaccio quello lì, eh. Non si è mai ripresa del tutto.
Come farà a tornare al lavoro dopo un evento del genere?
Non credo che tornerò al mio lavoro. Grazie.
- Si prende un periodo di pausa? - Arrivederci.
Non sarà un periodo. Arrivederci.
Era il 19 dicembre 2036.
Sono passati 13 anni
da quell'improvviso addio alle scene di Emanuele Fanelli.
Il suo nome, oggi, non ha più nulla a che fare con lo showbiz.
Infatti, come sappiamo tutti,
la Fanelli è stata protagonista di uno dei casi giudiziari più famosi d'Italia.
Non solo sono innocente, forse sono la prima delle vittime,
viste le implicazioni personali.
Nel mondo dello spettacolo
vigono le stesse identiche leggi che governano l'universo.
Ci sono i pianeti, le costellazioni, le stelle e le meteore.
Basta un solo impercettibile, insignificante evento
perché questi equilibri si spezzino irrimediabilmente.
Così le stelle, anche le più brillanti, prima o poi sono destinate a spegnersi.
È un peccato perché a me non dispiaceva, soprattutto agli inizi.
Un vero peccato.
Tesoro bello.
Eh, peccato sì.
Però non è che abbiamo perso 'sto...
Peccato averle dato occasioni
che altri avrebbero probabilmente saputo sfruttare meglio.
Mannaggia.
Non abbiamo perso niente.
Mi chiamo Malcom Pagani, ho 74 anni e sono un giornalista.
Il mio sarà il compito di tenere le fila di questa sgangherata storia.
Con la troupe siamo venuti in Val d'Aosta, un cantone della Svizzera Meridionale,
un tempo appartenuto all'Italia.
Qui Emanuela vive da una manciata d'anni lontana dalle cronache e dai riflettori.
E proprio qui speriamo di trovarla,
affinché sia la sua stessa voce a raccontarci i momenti più luminosi
e soprattutto i momenti più bui di una carriera controversa.
- Salve! - Ah, siete italiani? Buongiorno!
Senta, signora, noi stiamo cercando questa attrice italiana
che vive qui in paese. Non so se l'ha mai vista.
No, no, non ho il piacere.
Realizzare questo documentario sulla Fanelli era il sogno della mia vita?
No.
Però ho un paio di cartelle esattoriali pesanti da coprire a breve.
Se avessi seguito i miei desideri, avrei scritto un altro documentario.
Quello sì, indispensabile, su Alberto Moravia ed Elsa Morante.
Un documentario che ripropongo invano al mio produttore ormai da anni
e che lui rimbalza costantemente con scuse sempre più fantasiose.
E allora accontentiamoci di questa nostra piccola, scialba,
irrilevante, ignobile storia,
ma almeno facciamolo partendo dall'inizio.
Insieme potremmo costruire un mondo più bello.
Il tuo primo palcoscenico.
Eh, sì.
Mamma mia!
Emozione?
Veramente una bella botta, eh?
Pensavo, prima di venire, "sarà un'emozione", ma starci è...
Senti, senti il rumore delle...
Delle tavole...
Per carità.
Ai poeti e musicisti che ci hanno ispirati...
Perché se ci pensi, qui...
Non solo ci sono ricordi miei d'infanzia,
ma qui è dove...
Ho conosciuto il mio grande amore.
Proprio lui.
Monsieur teatro.
Mah...
Emanuela, dove è cresciuta?
Allora, io sono cresciuta a Cordena,
che è un quartiere periferico di Roma.
Però... è una periferia carina.
Sì, Quirino, sono qui davanti alla scuola Fontanile Pontino di Cordena,
una delle più estreme periferie romane.
Questa alle mie spalle è il primo istituto
che potrà garantire l'alfabetizzazione delle nuove generazioni del posto.
Cioè, è un posto residenziale, non è, come dire...
Non ho racconti di degrado, storie del Bronx,
un po' nella retorica della vita di periferia, di strada, no.
Matteo, di' alla telecamera, che cosa vuoi fare da grande?
Gli scippi.
Qual è la prima parola che ti viene in mente
tornando oggi qui.
Germoglio.
Germoglio, perché qui
il mio talento ha germogliato.
Come ti chiami e che cosa vuoi fare da grande?
Guarda la camera.
Io mi chiamo Emanuela. Da grande vorrei fare l'attrice.
Pensate alla fantasia dei bambini disagiati.
Nonostante loro siano circondati da solo disagio,
la loro mente viaggia, proprio viaggia nella fantascienza.
Un posto carino, un posto per famiglie.
Rebecca, che cosa vuoi fare da grande?
Gli impicci con l'assicurazione, come papà.
Ecco, questo è il quadro, questo è il domani
e questa è la futura classe dirigente.
Un posto come tanti altri.
Noi vogliamo ringraziare la preside perché ci ha permesso di parlare con loro.
- Grazie. - Io ringrazio voi per essere venuti qui.
Questi ovviamente sono gli unici presentabili perché...
C'è uno che sta da due giorni sopra questa macchina! Scendi!
- No! - Scendi!
- Guarda che chiamo i carabinieri! - Non scendo!
- Ti ho detto di scendere! - Non voglio scendere!
- Ti ho detto scendi! - No!
Piccolina, per me sei sempre piccolina.
Eh, magari, magari.
- Io ti seguo fin da piccola. - Grazie, grazie mille, che bello.
- Ti presento Monica. - Piacere, piacere.
Lei è la preside ed è un'istituzione proprio nel quartiere.
Io l'ho sempre detto che lei doveva fare l'attrice.
- È vero. - Era una caciarona. Correva, cantava.
- Che poi il talento si vede subito. - Sì, si vede subito.
Vieni, guarda che ho qui. Guarda.
No, vabbè, le foto mie!
Una parola per descrivere oggi Emanuela.
Sei un fiore, un frutto.
Ma io forse mi sento un frutto.
Mi sento...
una pesca noce, sì.
Tu sei l'orgoglio di questa scuola. Tu e Italo, ti ricordi Italo?
Certo!
Veramente, io adesso non è perché sta qua,
ma quando incontri persone così, no?
- Il valore degli insegnanti, bistrattati. - Certo.
Perché uno pensa, l'insegnante chi è? È uno che si fa tre mesi di ferie pagate.
Anche, però, se hai questi incontri nella vita.
Però la preside no, eh? Non tre mesi di ferie pagate.
- No, macché! Gli scrutini e il resto. - Eh, lasciamo perdere.
Ma se tu incontri persone così nella vita,
tu magari saresti l'ultimo degli ultimi. Invece incontri lei, il risultato?
Chi la chiama persica, chi la chiama per coca anche,
un po' come mi sento io e non mi far dire altro
Ma lei viene fuori come comica
nel... cos'era?
Nel 2020.
Mi riferisco in particolar modo a questo...
a questo programma radio che lei conduceva,
Sganasciation.
Insegnava ai giovani il codice della strada,
con una satira
che era veramente ficcante.
L'altro giorno, quel figlio di un candel Bepi
mi ha toccato la gondola con un remo.
Commendatore, io per scansare la corriera
ho urtato la vostra vettura, ma non ho colpe.
E mi ha costretto a fare una constatazione amichevole
lì, in mezzo al Canal Grande.
Questo paese, caro mio,
ha dato sempre la precedenza. A destra!
Ce la poteva fare a meno,
non è che sentivo il bisogno quando c'era
o sentivo la mancanza quando non c'era,
soltanto che, ovviamente, se tu chiedi a Canova...
Canova pensa diversamente, Canova dice...
Personaggi iconici i suoi che hanno strigliato la storia umoristica
di questa nostra bella Italia.
Su tutti la signora Fanelloni,
il camorrista Nando Contrabbando,
ma anche l'imitazione che faceva della Vanoni era impeccabile.
Ecco, tutte queste cose insieme...
- No, la Vanoni la imitava la Raffaele. - Prego?
Tu hai detto l'imitazione della Vanoni.
L'imitazione della Vanoni la faceva Virginia Raffaele.
Ah sì?
Vabbè, lasciamo così.
Però Nando Contrabbando era la Fanelli, vero?
Sì, Nando Contrabbando era la Fanelli.
Ovvio era inedita!
Però tutto è inedito in Italia, no?
Siamo in ritardo su tutto.
Basta pensare, per esempio... L'energia rinnovabile.
Quella è una cosa che...
Importante.
Invece non si usa, non si fa.
E questa è l'Italia, è così.
Erano anni di grande cambiamento per l'umorismo femminile.
Era avanguardia pura, rivoluzionaria.
In quello stesso periodo uscirono, ad esempio, Terry Ruoppolo.
Mia suocera l'altro giorno, mentre facevo i servizi,
mi fissa con quel suo sguardo giudicante
e allucca.
Terry!
Tie'!
Acchiappa 'sta carota!
Fortissima, con quella sua inseparabile carota.
E poi il duo iconico Sally e Spectra.
Scarpe!
Scarpe, scarpe, scarpe!
Questo era un po' il gota umoristico femminile in Italia di quegli anni.
Il podio, diciamo.
Sally e Spectra,
Terry Ruoppolo,
Fanelli.
Devo dire...
Io sono... perché poi siamo colleghe, perché lei è brava.
È brava... Era brava.
Che poi, Sally e Spectra erano le mie preferite.
Una nostalgia, "Scarpe, scarpe, scarpe".
Chiaramente...
Chiedo scusa.
Quando cominci ad avere presa sul pubblico, poi...
Alla tua porta, bussa inesorabilmente la pubblicità.
Leggerezza.
Velocità.
Molti cavalli.
"Quando io guido, guido."
Dirompente, potentissimo.
Però io mi sono voluta fidare delle persone
e quindi ho detto, osiamo.
Mentre voi spettatori guardavate questi filmati agghiaccianti,
qui in Val d'Aosta la nostra ricerca di Emanuela è continuata.
Scusi se la disturbo. Stavo cercando un'attrice italiana...
- Sofia Loren! - Sì...
Niente, di lei non c'è traccia.
Perché poi, ragazzi, c'è da dire che...
Siamo troppi in questo ambiente.
Non lo so, ma...
Ti dico, è un mondo questo dove non mi ci ritrovo, hai capito?
Siamo assai.
Artisti, cantanti...
Le carriere sono così, vanno su.
E vanno giù.
E c'è da fare una...
una sele...
Uno smistamento.
No, non mi ci ritrovo.
Dev'essere questo, Monica, eh?
Penso che sia questo. Andiamo.
Per esempio, mi ricordo...
Sai che è bellissimo questo posto?
- Il legno, i tavoli, meraviglioso. - Questo è un locale bellissimo.
- Elegantissimo. - Sì, sì, sì.
- Guarda che bel locale. - Bellissimo.
Tu ora lo vedi spoglio perché sei venuto presto,
ma quando noi qua facciamo il karaoke, c'è la gente così.
- Non ho motivo di dubitare. - Vieni a vedere, vieni.
Guarda chi frequenta questo posto. Guarda.
- Niente di meno Paolo Cevoli. - Paolino lo conosco bene, certo.
Qua addirittura abbiamo la regina del locale, Samantha de Grenet.
- Conosco bene Samantha, certo. - Con me come una sorella.
- Sì? - Sì, vai e viene qua, sta sempre qua.
Senti, a proposito di attrici,
io sto cercando un'attrice italiana che si chiama Emanuela Fanelli
che era famosa anni fa, poi si è persa di vista ed è venuta a vivere proprio qui.
- Sì, Emanuela. - Hai capito chi?
Sì, ogni tanto viene. Si siede sempre là con il marito.
- Quel tavolo piccolo? - Sì, inquadra.
- Vuole un bicchiere d'acqua? - No, grazie, ora mi passa.
Come ti dicevo, io sto proprio cercando con una certa urgenza Emanuela
e magari, visto che il paese è piccolo, tu puoi aiutarmi a capire dove abita.
- Lo sai? - No, non lo so.
- Potresti... - Provo a chiedere a mia moglie.
Grazie, mi faresti un favore.
Anna Maria!
Giada...
Un giornalista ha pochi diritti e moltissimi doveri.
Il suo primo dovere è saper riconoscere il fallimento di un'inchiesta.
Non siamo riusciti a trovare Emanuela.
Quindi questo documentario com'è iniziato, così finisce.
- Niente? - Niente.
Andiamo, ragazzi, dai.
Resta la soddisfazione di averci provato
e una consapevolezza importante.
La troupe c'è, due lire pure,
gli argomenti non mancano e quindi... andiamo!
Elsa Morante e Alberto Moravia si conoscono nel 1936
in un caffè di Piazza Santi Apostoli, a Roma.
È un incontro di anime, il loro.
- Due anime destinate a incontrarsi... - Ehi, scusami!
Scusami!
- Vieni qua! - Venite, ragazzi.
Dimmi, dimmi tutto.
Anna Maria si è ricordata dove sta Fanel...
Che è successo?
Io gli ho detto se voleva un po' d'acqua. Tossiva da una ventina di minuti.
Scopri il polso.
- È un parente. - No, sono l'operatore.
Stiamo facendo un documentario su Emanuela Fanelli.
Se la ricorda? L'attrice che...
Vieni, Monica.
È questa, eh?
Potrebbe essere questa.
- Non risponde. - Allô?
- Emanuela! - Oui?
Ciao, sono Malcom Pagani!
Sono qui con una piccola troupe, volevamo farti un'intervistina.
- Ha attaccato. - Ha riattaccato?
- Ha aperto! - Ha aperto, venite, venite!
Buongiorno.
Buongiorno.
Questa sarà una chiacchierata informale, in totale serenità.
Quindi la prego, la invito a stare tranquilla.
Dobbiamo solamente parlare un po' di Emanuela. Tutto qui.
Voi avete condiviso il successo di un film, "C'è ancora domani"
che ha avuto un grande esito. Immagino sia stata una cosa bellissima.
Sì, bellissimo.
Quindi Emanuela è legata a bei ricordi. È corretto, giusto?
Sì, per "C'è ancora domani", sì.
Però poi quello che è successo dopo ha offuscato un po' tutto.
Quindi, francamente... Fatico a distinguere, ecco.
Va bene, ora ci arriviamo.
Intanto grazie per essere qui e per il tempo che potrà dedicarci.
Grazie davvero.
Presidente.
Senti Emanuela, tu cominci con il teatro, il cinema, le serie TV in piccoli ruoli.
Diciamo che ti si vedeva, ma non eri tanto riconoscibile.
Sì.
Come succede a tutti a inizio carriera,
quando cominci a prendere i primi ruoli, a fare le prime cose.
Sì, sono stata per un periodo in quella fase...
Come dire, sai quando vedi uno e dici: "Oddio, dove l'ho vista questa?
Che ha fatto?"
"Ma chi? Quella col completo blu?"
"No, quella vicino in ocra. Dai, la conosci pure tu."
"No, io non l'ho mai vista."
"Sì, tu con le fisionomie stai proprio a zero."
"Sai a chi somiglia? Alla figlia di Ines."
"No, quella ha l'occhio pigro, ha la benda.
Non posso confonderla con questa."
"Se la vedi senza benda, è uguale."
"Perché riduci sempre tutto al tuo piccolo mondo
fatto di condomini, portiere, figlie di Ines?
Perché non apri le vedute, gli orizzonti?
Tu sei sempre rimasto piccolo. Sai perché? Ora te lo voglio dire.
Perché ti sei sempre pensato piccolo.
Poi torni a casa la sera e piangi perché Manzini ha avuto la promozione e tu no.
- Chissà perché!" - "Eccola là, lo sapevo.
Per te ogni occasione è buona per umiliarmi.
Sei spietata. Anch'io ho i demoni da combattere."
"Prendi l'ammorbidente e falla finita.
Con te è come parlare al muro. Non ti metti mai in discussione.
Non dici mai: 'Ho sbagliato io.' No, sono sempre gli altri.
Poi mi fai passare sempre per scema davanti a tutti.
Non te lo levi 'sto vizio. Sai che faccio?
Chiudo baracca e burattini e ti saluto.
Poi voglio vedere dove vai a piangere. Dalla figlia di Ines, forse."
Ecco, diciamo che ero in quella fase di carriera.
Certo.
Sottotitoli: Audio Laser Service s.r.l.
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