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Sì, sono io.
Dammi la traccia per me.
Eccolo qui. Ciao.
Come stai?
Bene, bene. Siamo appena arrivati.
Dove sei?
Ah, no, no, no.
Ti raggiungo io. Stai fermo lì. Va bene. Ciao.
Sì, d'accordo.
D'accordo.
Sì.
Sì, sì. Grazie, grazie.
Ma dove è finita?
Eppure ce l'avevo.
Posso aiutarla?
Ha una penna, per favore?
Sì.
Tenga.
Grazie. Prego.
No, no, no, aspetti, aspetti, non vado via.
Come, scusi? Posso offrirgli un caffè, un aperitivo, una cioccolata, un gelato,
tutto insieme, quello che vuole.
Mi dispiace, ma vado di fretta.
Sì, pronto.
No, no, ha sbagliato.
Ah, no, no, no, scusi, aspetti, aspetti, aspetti.
Signorina? Signorina, scusi, ha preso il mio telefonino per sbaglio.
Questo è il suo.
Laura.
Almeno adesso so come si chiama.
Mi chiamo Giovanni.
E c'è un Simone al telefono, mi è parso agitato, vuole parlare con lei.
Simone?
Sì, sì, sono appena arrivata, ma che è successo?
Perché non sei venuto?
Oh mio Dio.
E adesso come sta?
Non ti muovere da lì, arrivo subito.
Che succede?
Mio padre è in gravi condizioni.
L'hanno portato in ospedale. Mi scusi, devo andare.
Lorenzo!
Giovanni!
Come stai?
Spatti vedere, aspetta.
Allora, come è andato il viaggio?
Bene, il viaggio è andato bene. Sono io che sono stanco molto.
Non sai quante cose ho dovuto sistemare prima di tornare.
Tu, come stai? Come sto? Sto stressato, non si vede. Da quando avete fissato la
data delle nozze è come se mia sorella partisse ogni giorno al treno. Lorenzo
fa questo, Lorenzo fa quell'altro.
Non sai che cosa ti aspetta.
Dammi la moto.
Perché? Forza, smonta, dammi la moto, mi serve la moto.
Tieni questa.
Capito, Giovanni, io come faccio? E tu prendi un taxi.
Vale per tutte le volte che mi hai rubato la mia di moto.
Giovanni!
Laura!
Forza, salvi.
Ti accompagno io in ospedale da tuo padre.
In moto si fa prima, no?
Dammi la voce.
Grazie.
Eccoci qui.
Non so come ringraziarti.
Beh, accettando di rivedermi.
Magari quando tuo padre starà bene.
Purtroppo non è possibile.
Per via di quel Simone?
Simone? No, ma che c'entra? È mio fratello.
E allora?
Sai, io vivo a Parigi, lavoro lì, quindi devo ritornare subito.
Va bene.
Comunque mi è fatto piacere conoscerti.
Anche a me.
Ciao. Ciao.
Ciao, fratellino. Ciao.
Allora?
Lì dentro si può entrare solo uno per volta.
Hai già parlato con i medici?
Sì. Ce la farai?
Io dico di sì.
Papà è sempre stato forte.
Sei qui?
Ciao papà.
Ma non dovevi lasciare il tuo lavoro per me?
Ma che dici?
Sei la persona a cui voglio più bene al mondo.
Mi mancavi, sai?
Anche tu.
Ciao Angelo!
E' tornato Giovanni Danieli!
suo padre sarà contento eh sì
Giovanni
Giorgio fratellino ce l'hai fatta finalmente come stai? bene bene papà?
sempre uguale al solito despota figurati che mi comanda ancora Bacchetta Andiamo
da lui, dai. Sì, è tutto pronto per la festa. Ma sì, ha unito un sacco di cose,
il suo compleanno, il tuo ritorno, il fatto che ti sposi. Ah, e poi annuncerà
il suo successore alla presidenza.
Come se non lo sapessimo tutti che sarei tu.
Merito, no? Sono anni che butto sangue per la causa.
Andiamo, dai.
Il tuo figlio sta facendo impazzire i camerieri. Gli avevo detto di non
uscire, ma adesso mi sente, eh? Non c'è nessuno che tenga a freno quel bambino.
Mi ricorda qualcuno.
E' un tale furbo, Giovanni.
Tant'è che tuo fratello ce l'ha ancora con me. Perché lui lo rimproverava
sempre mentre tu la passavi liscia.
È un bel traguardo arrivare alla tua età in gamba così, eh, papà?
Sono proprio curioso di vedere la tua faccia quando aprirai il mio regalo.
Arriva insieme al bagaglio. Tu il regalo me l'hai già fatto, fissando la data del
tuo matrimonio con Sofia.
Quello te l'ha fatto lei, papà.
Dai, sai com'è fatta Sofia.
Insomma, ha accennato alla possibilità di sposarci per telefono e io non le ho
detto di no.
Dopo tre giorni mi ha chiesto che viaggio di nozze volevamo fare.
Dopotutto era la cosa più naturale da farsi.
Quella ragazza sa quello che vuole.
E tu non potevi trovare di meglio, Giovanni.
Bella, intelligente e cresciuta in casa.
Beh, parlavamo, eccola qua.
Giovanni, finalmente.
Se parti di nuovo ti uccido. Non voglio più stare un minuto senza di te. Non
parto più.
Non mi ricordo più come si fa.
Ho bisogno dei miei nipoti.
Giacomo, vai a aiutare il nonno, dai.
Vieni. Hai sentito? Il nonno vuole che lo aiuti a spegnere le candeline.
Ecco, vieni.
Mettiti qui.
E Flavia?
Flavia, vai anche tu.
Vieni, Flavia.
Al mio tre, eh?
Pronti?
Uno, due, tre!
Capo lo sarò ancora per poco.
Adesso che anche Giovanni è tornato e ho i miei due figli accanto, comincerò a
cedere le leve del comando.
Ma voi ci credete che molli?
Vedrete, vedrete.
Cin cin!
Cin cin!
Buon auguri!
Alberto, hai visto come è diventato grande Giovanni?
Scusa.
Giovanni, bentornato.
Grazie, Alberto.
Mi ha detto Giorgio che lavorerai alla Danieli.
Sì, gli toccherà insegnarmi tutto.
Figurati. Capito il furbo? Prima va in giro a fare la bella vita e poi sfrutta
il fratello, eh?
Vuol dire che se lo può permettere, no? Vero, Giorgio? Da quando è nato che mi
tocca tirarmelo dietro.
Eh sì, però...
Ah!
A buon rendere.
La socia non ha detto nulla.
Chi era quella?
Una ragazza che ho conosciuto all'aeroporto e che era in difficoltà.
In difficoltà.
Carina però.
Scusa.
Molto carina.
Allora? Ti sono mancata.
Ho visto Laura Argenti all'aeroporto.
Sarà tornata per il padre.
Ho sentito che stava male.
Papà.
Mi dispiace.
Sono qui un po'. Povero figlio mio.
Che vita ti ho fatto fare.
Avete pagato voi per me.
Mi avevi promesso di non pensare più a quella storia.
E come posso?
Lo scoppio.
Tutte quelle grida. Aiuto!
Aiuto!
Non è passato un giorno senza che io non l'abbia rivissuto.
È stato un incidente, papà.
La gente dice che sono un assassino.
Ed è vero.
Ho fatto morire due miei compagni.
E Vittorio è rimasto paralizzato.
Non pensarci più.
Ora ci siamo noi.
Scusate, ma devo fare due annunci molto importanti.
Il primo, che mi riempie di gioia, è il matrimonio di Giovanni con la nostra
stupenda responsabile del marketing, Sofia Davarano, che per me, da anni, è
come una figlia.
La seconda invece riguarda la Danieli, la designazione del mio successore alla
presidenza. Come sapete, la Danieli è un'azienda a carattere familiare e deve
a questo la sua forza.
Fondamentale in questi ultimi anni è stato l'apporto di mio figlio Giorgio.
La sua presenza costante e preziosa ha contribuito non poco ai nostri successi
nel mondo della cosmetica.
D'altra parte non possiamo neanche nasconderci che stiamo vivendo in una
crisi terribile.
Molte aziende del nostro settore si trovano in gravi difficoltà. La Danieli
per ora è sana, ma deve guardare al futuro, deve rinnovarsi se non vuole
correre rischi.
E per idee nuove servono uomini nuovi, proprio come Giovanni, che ha appena
finito la sua esperienza negli Stati Uniti, ha contatto con realtà diverse e
più progredite della nostra.
È per questo che da domani sarà lui il nuovo vicepresidente della Danieli.
Amico mio, complimenti.
Sarà un onore di collaborare con te. Torneremo come vecchi tempi, Giovanni.
Papà.
Scusa un attimo.
Che scherzo è questo?
Io non voglio una responsabilità del genere.
Non puoi fare questo agente. Non ti preoccupare, so quello che faccio. Non
mi sembra proprio.
Comunque me lo poteva almeno chiedere.
Scusa, ma c'è il sindaco che sta andando via.
E' bravo fratellino.
L'hai imparato in America a pugnellare le spalle.
Giorgio, piantala.
Io non c'entro niente, è stata un'idea di nostro padre.
Eppure lo sapevi quanto mi è costato rimanere qua tutti questi anni a
lavorare con papà, mentre tu in America facevi la bella vita.
Giorgio, dove vai?
Aspettami.
Devi assolutamente parlare con tuo padre. Devi fargli cambiare idea,
capito? Lasciami in pace.
Tutto bene? Sì, sì, grazie. Benissimo, grazie.
Allora, come stai?
Un saluto opportunista.
Ti sei subito schierato con Giovanni.
Calmati, ti verranno le rughe.
Non dimenticare però che è grazie a Giorgio se sei arrivato dove stai.
Io non dimentico niente a nessuno.
A cominciare da quello che il grande patriarca ha fatto alla mia famiglia.
Ma sei sicuro che non vuoi che rimanga qui con te?
No, no, meglio di no, amore.
Va bene, ciao allora. Ciao.
Vedi di non starci troppo male però, eh?
Sì.
Cos'è che non trovi? Il cellulare.
Ci vediamo domani. Ciao. A domani.
Pronto? Come sta tuo padre?
Giovanni?
Ecco... Oddio, che stupida. Non ti ho ridato il telefono.
Potevi chiamarmi subito, no? Sì, lo so, ma me ne sono reso conto soltanto
adesso.
Ma dimmi di tuo padre.
Come sta?
Sta malissimo.
Mi dispiace tanto.
Sei da lui adesso?
Spero solo che non soffra.
Lo so che è dura.
Ci sono passato anch'io con mia madre.
Non ero preparato a perderla.
Io non ci voglio nemmeno pensare.
Mi sembra... Mi sembra di non poter più vivere senza di lui.
Lo so che ti riesce impossibile crederlo adesso.
Ma devi andare avanti.
È vero che...
Con papà abbiamo vissuto lontano.
Sapevo che c'era.
Alzavo il telefono e lui c'era.
Sai, anch'io ho lasciato la mia famiglia a vent'anni.
E' un'altra cosa che abbiamo in comune.
Oltre che?
Il cellulare.
Già. Stessa marca, stessa suoneria.
Senti, come faccio a ridartelo?
Io non posso muovermi da qui.
Fammi pensare.
Hai presente il bar dell'ospedale?
Conosco uno dei ragazzi che lavora lì.
Puoi lasciarlo da loro, così poi posso in giornata riprenderlo.
Va bene.
Domani alle otto sarà lì.
Ciao.
Ciao.
Sei già arrivato?
Sì. La verità è che volevo rivederti, Laura.
Tu sei l'unica cosa buona che mi sia capitata da quando sono rientrato in
Italia.
Dico sul serio.
Senti, scusami se ti ho chiamato ieri sera. Magari era un brutto momento per
te. No, non ti preoccupare.
Io devo tornare da mio padre.
Certo. Ciao.
Senti, non lo so.
Magari quando tuo padre starà meglio, dico, se ti va uno di questi giorni
magari ci possiamo sentire.
Io riparto per Parigi.
Ah sì, giusto, me l'avevi detto.
La tua vita è lì?
Sì.
Va bene, buona fortuna allora.
Grazie, anche a te.
Grazie, ciao.
Grazie.
Nessuno parlerà mai più male di te papà.
Nessuno.
Ci sta il cronometro.
È tuo, te lo regalo.
Ricordati Laura, questa è una fase molto delicata e non deve durare più di tre
minuti.
Volevo chiarirmi con Giorgio, ma non ci sono ancora riuscito.
E con tuo padre?
Nemmeno.
Finora non si è degnato di darmi nessuna spiegazione.
Ma lo farà lui stravede per te.
Certo, perché Giorgio lo detesta. No.
Ma detesta sua moglie Daria. E non sopporta che lui abbia rotto il suo
primo matrimonio per mettersi con lei.
E che c'entra?
C'entra che per tuo padre la famiglia è importante.
No, vedi, lui cerca solo di governare la vita degli altri.
È un uomo in gamba. E se agito così è soltanto perché pensa che tu abbia più
qualità professionali di tuo fratello.
Facevo meglio arrestarmi in New York, guarda.
Io pensavo che fossi tornato per me.
Ma certo che sono qui per te.
E per sposarci.
E stare sempre insieme. E fare tanti bambini.
Non
tanto,
lo sai?
O Signore, tu che ci hai salvati con la morte e resurrezione del tuo figlio, sii
misericordioso con il nostro fratello Pietro, che si è addormentato in Cristo.
Concedimi di risvegliarsi con lui nella gioia della resurrezione.
L'eterno riposo dona a lui, o Signore.
Laura! Eh sì?
Mi dispiace Laura, l'ho saputo solo ora.
Perché non mi avete avvertito che si era aggravato?
Grazie per essere venuta.
Ma grazie di che?
In caso con tuo padre ci sono cresciute.
Te lo ricordi il nonno?
Sì, certo.
Me lo ricordo come se fossi adesso.
Lo guardavo lavorare e... ne ero affascinato.
Un giorno, dopo tanti anni, mi chiese di far diventare quello che aveva creato
una grande azienda da lasciare a figli e nipoti.
Beh, io lì capì che la mia vita avrebbe avuto questo scopo.
Papà, ma perché io?
Eri istinto, credo.
E perché credo di vedere in te le stesse cose che a suo tempo mio padre vide in
me. Che cosa hai visto?
La capacità di provare una passione.
Papà, Giorgio lavora qua dentro da vent'anni. Lui vive per questo. Lo so.
Ma tuo fratello è un debole.
Basta vedere come si fa a manovrare da quell'attricetta senza qualità che ha
sposato. Tu invece hai Sofia.
E per me conta anche questo.
Io ho paura di non sentirmi all'altezza, papà.
Ho fatto molte esperienze, è vero, ma non ho mai guidato un'azienda a questo
livello. Beh, è il momento di farlo.
Giovanni, l'altro giorno alla festa io non ho voluto spaventarvi, ma il mercato
non va per niente bene.
E se non facciamo un salto significativo?
Da qui a due anni anche la nostra azienda potrebbe trovarsi in guai molto,
ma molto seri.
Comunque, tu prenditi pure tutto il tempo che ti serve.
Se deciderai di rinunciare, io non ti tratterò.
E in quel caso prenderai in considerazione Giorgio? Allora non hai
capito. Giorgio non è adatto a un ruolo di comando.
Quindi se non sarai tu, non sarà neanche lui.
Che fai? Non vieni?
Devo fare una cosa.
Tuo padre finalmente se n'è andato. Ora vattene anche tu con tuo fratello,
puttana.
Ma ti rendi conto?
Non l'hanno perdonato neanche da morto.
Tu sei l'unica amica che ho.
Non ti ho nemmeno chiesto come stai.
Ma, in realtà il pub va bene.
Il problema è la casa. Mi hanno dato lo sfratto.
Davvero?
E che farai?
Ma è buono, lo so.
Da qualche parte un buco lo troverò.
Che dici?
Ci vogliamo prendere un caffè?
Sì.
A Parigi ti vedi con qualcuno?
No. No?
Ma dai.
Sai, all'aeroporto ho conosciuto uno. Ah sì?
E come era, bello?
Abbastanza.
Abbastanza? E poi?
Niente, lui a Genova e io qui.
Anzi, tra un po' di nuovo a Parigi.
Dov'è il caffè? Ecco lui.
Ecco.
Ciao, Simo!
Guarda, Luca l'ha fatto arrivare a 240 cavalli e tu l'hai cambiato all
'elettronica.
Luca, è pronta la centralina?
Ancora no, ce la do domani.
È un po' che non ti si vede, Simone.
Hai portato i soldi?
Non ce l'ho.
Sì che ce l'hai.
Hai appena vinto una corsa.
Ve li ridò, non vi preoccupate.
Luca, quando c'è la prossima corsa? Per un po' non se ne parla. Prima di darci i
soldi, perché ti abbiamo modificato la macchina. Perciò adesso li tiri fuori e
subito.
Non ce l'ho.
Lo sali per mio padre.
Che pezzo di imbecille.
Simone?
Ma che ti è successo?
Mi servono 5.000 euro.
Perché?
Devo ridarli a uno che me li ha prestati.
Ma ti sei fatto prestare dei soldi?
E per quale motivo?
Basta con le domande, ce l'hai o no?
Ma scusa, mi stai chiedendo tutti questi soldi? Lascia perdere, però non ho
bisogno di niente.
Vattene a Parigi a fare i profumi, scappa, come sempre fatto.
Sai che ti dico?
Me ne vado subito. Non ci resta un minuto di più in questa casa.
Ma quando mai ci sei stata?
Te ne sei sempre fregata di tutto, anche di papà.
Mi ha lasciato solo occuparmi di lui.
Non ti sembra di aver esagerato?
Perché non è vero.
Sono venuta a portarti questa.
Non mi interessa.
Perché dici questo?
Tu e papà vi volevate bene.
Vi stimavate.
Lui non si è mai perdonato per quello che ti ha fatto.
Dopo l'incidente non ha più trovato un attimo di pace.
È morto disperato.
Scusa se non mi alzo per accompagnarti alla porta.
Ciao, Vittorio.
Rosso San Valentino.
Ricorda tesoro, il profumo nasce dal cervello, poi il naso lo corregge
e le mani fanno il resto.
Cosa senti?
Rosa mielata.
Ambra. Mamma mia, ma come sei brava.
Sei bravissima.
Più brava di papà.
Diventerai una grande esperta di profumo.
La gente dice che sono un assassino.
Nessuno parlerà mai più male di te, papà.
Nessuno.
Lo farò per te, papà.
Solo per te.
Ciao. Ciao.
Buongiorno.
Eh, mettili là, bravo.
Ciao.
Laura. Nessi.
Laura, ma... Hai anticipato la partenza?
Non parto più.
Vabbò. Entra, va.
Insomma, Laura, spiegami che è successo.
Non posso più continuare a scappare.
Devo restare qui.
Per ricordare a tutti che brava persona era Pietro Argenti.
Per ridargli la dignità che gli hanno tolto.
Ma il lavoro?
Chiederò al capo un'aspettativa.
Non mi dirà di no.
E qui che farai?
Quello che so fare.
Quello che mi ha insegnato mio padre.
Ho deciso, Nancy.
Io andrò alla Danieli.
Laura, ma non ti assumeranno mai?
Dopo tutto quello che è successo?
Ma che vuoi dimostrare?
Non lo so.
Ma ci devo almeno provare.
E poi lì ti ricordi ci lavora Lorenzo?
Vorrà dire che affronterò anche lui.
Ma chi è quella?
È Laura.
Laura Argenti. Ci vuole un bel coraggio.
Mi scusi?
Sono Laura Argenti.
Che cosa vuole?
Vorrei parlare con Guido Danieli.
Mi dia retta. Qualunque cosa lei debba dire al dottor Danieli, lasci stare.
Puoi dirgli che sono qui.
Questo?
È una nuova fornitura, ha spuntato un prezzo migliore per il balsamo di
arancia amaro.
Va bene.
Sì? C'è la signora Laura Argenti e vorrebbe parlare con lei.
Dille che non posso.
Va bene, va bene, procedi pure.
Mi dispiace, non può vederla. Non fai niente, aspetta.
Si può sapere che stai facendo? Guarda che qui c'è posto per tutti e due.
Insomma, Giorgio, secondo te sono stato io a farmi nominare vicepresidente della
Daniele?
Mi spieghi come faccio a far cambiare idea di una persona che ascolta solo se
stessa? Puoi sapere qual è la cosa che mi fa più male?
Il fatto che mi umili davanti a tutti e nemmeno se ne renda conto. Non è vero.
Sai com'è fatto nostro padre.
Lui tratta tutti allo stesso modo.
Prendi me, per esempio.
Non gli basta che sia tornato dall'America.
Si è messo in testa di inchiodarmi alla bagnetta.
Ecco il documento, Armida.
Grazie. Non ce l'ha con te, credimi.
Ma chi era?
Non la conosce?
È stata assunta dopo che il merito è morto nell'incidente.
Se lo ricorda Romeo Valli, vero?
Gliel'ho detto, è meglio che lasci perdere. Ti stima tantissimo e ti
considera il suo braccio destro.
Falla finita, Giovanni Perturbe. Falla finita. Dice di stimarmi e poi mi dà il
ben servito.
Giorgio! Aspetta, Giorgio!
Laura! Giovanni!
Ma che ci fai qui?
Io ci lavoro, e tu?
Sono in attesa di essere ricevuta da Guido Danieli.
E tuo padre?
Purtroppo non ce l'ha fatta.
Mi dispiace molto.
Posso fare qualcosa per te? Da quanta che aspetti?
Un po'. Pare che il presidente sia molto impegnato.
Adesso vediamo. Vieni con me.
Papà, sei libero? C'è una mia amica che vorrebbe parlarti.
Papà... Va bene, falla entrare.
Ci vediamo appena è finito. Sì.
Buongiorno.
Ringrazio mio figlio se è qui.
Sono Laura Argenti.
Mi ricorda di lei, era una bambina.
Che cosa vuole?
Grazie.
Dottore, dottore!
Ma lo sa chi è quella?
No. È la figlia di Pietro Argenti.
Vorrei collaborare con la sua azienda.
Ma davvero?
Parliamoci chiaro. Lei non è suo padre.
Ma qui nessuno ha dimenticato quello che è successo.
Sì, lo so.
Ma per me mio padre è stato un buon padre.
Mi ha dato tanto.
E mi ha trasmesso la passione per il suo lavoro.
Per questo sono qui.
Per ricominciare da dove lui ha finito.
Voglio ricreare il rosso San Valentino.
Che cosa vuole fare lei?
Quel profumo non lo produciamo più da anni.
Dal giorno dell'incidente provocato da suo padre che ha rischiato di affossare
per sempre la mia azienda.
Ma come le viene in mente di farmi una proposta del genere?
Perché so di poterlo fare.
Alcol all'80%.
Arancia amara.
Olio di corteccia di cannella.
Materie odorose di sintesi alla rosa.
E corriandolo.
Ma è un altro ludere che domina in questa stanza.
L'ho sentito appena entrata.
Cacao.
Impossibile.
Lei fuma la pipa, vero?
Prima aromatizzazione al cacao.
È vecchissimo.
Chissà da quanto tempo sto lì.
Dunque sarei alla presenza di un naso.
Posso rifarlo quel profumo?
Con le essenze originali e senza gli additivi chimici, sarebbe di una qualità
incommensurabile.
Mi scusi, ma le ho già dedicato molto tempo.
La ringrazio.
Le lascio il mio numero.
Arrivederci.
Laura!
Laura!
Aspetta!
Fermati un momento!
L'incontro con mio padre non è andato bene, vero? Perché?
Chiedilo a lui.
Scusa, ma ce l'hai anche con me adesso?
Sei suo figlio.
E io sono la figlia di Pietro Argenti, quello che ha rischiato di rovinarvi l
'azienda. Sì, sì, lo so, Armida mi ha messo subito al corrente.
E allora?
Scusa, ma chi se ne frega di quello che ha fatto tuo padre e mio?
Anzi, trovo straordinario che le nostre vite ci siano incrociate in questo modo.
Sul serio.
È incredibile.
Tu non molli mai.
Pronto?
Le do un mese di tempo per riprodurre un campione di quel profumo.
L'aspetto domani.
Grazie.
Che succede?
Era tuo padre.
Ha accettato.
Beh, sono felice per te. Non so ancora di cosa si tratta, ma... Giovanni.
Lorenzo, ciao.
Ti presento Laura Argenti.
Laura Lorenzo Davarano, amico e responsabile dell'ufficio acquisti.
Salve. Salve.
Io devo andare, ci vediamo domani. Ciao.
Ciao.
Sbaglio è la ragazza dell'aeroporto?
Sì, non sbagli, è lei.
E che ci fa qua?
Lavorerà per noi, quanto pare.
Forse è il caso che mette in guardia mia sorella, allora.
Ma piantala.
Senti, quando andiamo in barca?
Non vedo l'ora, è il primo possibile.
Tu sei pazza.
Non hai capito chi sono i Danieli? Quelli ti stritolano.
Ecco qui.
2000 euro.
Di più non ne ho.
Dagli a chi devi.
Non parti più?
No, non parto più.
Senti... Lo stavo pensando di chiedere a Nancy di venire ad abitare da noi.
Sai, ha avuto lo sfratto e non sa dove andare.
Per te va bene?
Certo. Fai pure.
E grazie.
Guarda che non è gratis.
In cambio devi trovarti un lavoro.
Va bene?
Forse è arrivato il momento che faccia qualcosa anche tu. Non credi?
Potevi starci attenta.
Guardalo, è tutto sudato.
Vai subito a fargli il bagno e asciugagli bene i capelli.
Veramente, signora, sono le sette.
Il mio ragazzo è già arrivato.
Ma sì, vai, vai.
Non c'hai mai una volta che puoi fermarti un minuto di più.
Ciao, piccolino.
Ciao.
Buonasera. Buonasera.
Guarda che si sta male, vai a scuola lo stesso.
Io non ci sto tutto il giorno a combattere con te, capito?
Giacomo!
Che hai combinato?
Niente, papà.
Come niente, Giacomo?
Senti che tosse. Ci credo, sei tutto sudato.
Perché non fai il bravo?
Lo vedi che fai preoccupare la mamma?
Asciugaglieli i tuoi capelli.
Io intanto preparo un aperitivo per tuo padre. E sbrigati, che siamo a cena dal
9.
Giacomo, andiamo.
Asciughiamoci i capelli, sennò la mamma... Si preoccupa. Tuo padre ha
convocato una specie di riunione di famiglia. Ne sai qualcosa?
In realtà no, perché in ufficio ci sono stato poco e niente.
Quindi non è cambiato nulla? È rimasto tutto come era?
Sai, Giorgio, forse è colpa tua se tuo padre ti calcola così poco.
Sei incapace di farti valere.
Va bene che c'è la crisi e che dobbiamo puntare sulla qualità, ma proprio il
rosso San Valentino dobbiamo rifare. Puntare sul marchio, riproporre uno dei
nostri prodotti più rinomati, beh insomma mi sembra che sia la strada
giusta.
Giovanni, che ne pensi?
Penso che sia un'idea eccellente, sì.
Non a caso anche in America alcune aziende storiche stanno facendo più o
meno la stessa cosa.
Oggi la partita se la vince chi punta sulla tradizione.
E il Rosso San Valentino rimane sempre il marchio più riconoscibile e forte
nella storia della Danieli.
A qualcuno importa quello che penso io.
Ma non essere sciocco, interessa a me.
Bene, allora se proprio vuoi saperlo, secondo me è una follia.
Non conviene assolutamente.
Perché ammettiamo anche che la ragazza riesca a ricreare l'essenza.
E dopo?
Bisogna riattivare le vecchie caldaie, ripristinare il vecchio processo
produttivo, cosa che non soltanto è pericolosa, ma anche molto, molto
costosa.
Fidandoci poi di questa Laura.
Giacomo, siamo ancora a tavola.
Tesoro, dallo alla mamma.
Giacomo! Tesoro, dallo alla mamma.
Dallo!
Dallo alla mamma, tesoro, dallo!
Dallo!
Rosso San Valentino.
Che gran profumo che era.
Ma ve lo ricordate?
Unico al mondo.
Per l'estrema qualità delle sue materie prime, per la lavorazione naturale.
Sei solo un sentimentale.
Quel profumo sono io.
Sono stato io a darle il nome.
Insieme a vostra madre il giorno del nostro matrimonio. Dall'idea più
semplice al nome più giusto.
Secondo me potrebbe funzionare ancora.
Infatti, ci voleva solo qualcuno che da fuori mi facesse vedere quello che era
lì, sotto i miei occhi.
Io voto a favore.
Finalmente un'altra donna in azienda, no?
Ecco un'ottima motivazione.
Seguito a Nanna, mi raccomando, eh?
Lo padre sta prendendo una cantonata.
Deve essere stato Giovanni a convincerlo.
Con l'argento si conoscevano già.
E tu come lo sai?
Li ho visti insieme un paio di volte.
Hai visto?
Tuo fratello si dà da fare, mica come te.
Ha subito piazzato in azienda una che lavora per lui.
Ok, ok, ho capito.
Buonanotte.
Dov'è mettere i piedi in testa da tutti?
È un ingenuo.
Non si rende conto che se quella ragazza avrà successo poi il merito sarà tutto
di Giovanni?
Nessuno ha detto che avrà successo.
E nemmeno che rimarrà qui a lungo.
Buonanotte.
Sai cosa ho scoperto oggi?
Cosa? Un ragazzo che ho incontrato all'aeroporto. Ti ricordi?
Ha il figlio di Daniele.
Ma va?
Qua la faccenda diventa interessante.
Sto arrivando.
Ecco le birre. Sì, l'ha fatto di nuovo. Ti riporto. Due chiare, per favore.
Secondo me, qui avresti bisogno di una mano, lo sai?
Ti offri tu?
No, in realtà pensavo a Simone.
Te ne dici?
Il cambio dell'ospitalità a casa vostra? Ma no, quello è un piacere.
Sul serio, Nancy, ti chiedo questo favore.
Almeno per un periodo. Dai qualche soldo e lui avrebbe qualcosa da fare.
Lo leverebbe anche da certi giri.
Certi giri?
Vedi, Laura...
Tuo fratello non è proprio uno stinco di santo.
Niente di particolare, però... Però diciamo che frequenta delle persone un
po' più svelte di lui.
Sì. Sì, forse è meglio che viene a lavorare qua.
Tutto sta a convincerlo, no?
Già.
Nancy. Sì?
Sei un'amica?
Laura. Laura.
Penso che dovremmo parlare noi due, visto che lavoreremo insieme.
Senti, io non lo so perché sia andata a finire così male fra noi.
Ah sì?
Davvero non lo sai?
Ti sei dimenticato che mi hai lasciato incinta a 17 anni? Laura, ero giovane.
Da quando mio padre è morto o suicida, io sono stato sotto pressione.
Non mi va di starci a sentire.
Quando ho saputo che eri incinta, io non ce l'ho fatta, ma ti amavo.
Tu mi amavi, ma piantala.
Eri solo un'egoista che non amava nessuno.
Lo sai, quello che davvero non riesco a perdonarti.
È che quando mio figlio non ce l'ha fatta vivere, io ti ho scritto una
lettera. Lo so, io non ti ho mai risposto. Pensi che non mi sia mai
pentito.
Era troppo tardi, tu te ne eri già andata.
Adesso ci siamo ritrovati.
Adesso non mi interessa.
Laura, Laura, non sono più come di prima.
Dammi una possibilità.
Non voglio avere niente a che fare.
Sei Laura?
Sì.
Ciao, piacere.
Sono Sofia Davarano, marketing.
Piacere. So che questo è il tuo primo giorno di lavoro, quindi benvenuta fra
noi. Grazie.
Davarano? Ah, tu sicuramente conosci mio fratello Lorenz.
Niente, volevo dirti che qualunque cosa tu abbia bisogno, qualunque cosa ti
possa essere utile, ecco, il mio ufficio è al piano di sopra. Ok. E prendiamoci
presto un caffè, mi raccomando.
Volentieri, grazie. Ciao.
Buongiorno, sto cercando il signore per i pagati. Sono io.
Ah, il dottor Daniele mi ha detto di rivolgermi a lei. Sono Laura Argenti.
Piacere, mi seguo.
Ecco, siamo quasi arrivati.
È questo il vecchio laboratorio di Rosso San Valentino.
È rimasto chiuso per anni dal giorno dell'incidente.
E
come
vede, è in totale stato di abbandono, purtroppo.
E qua sotto c'era il magazzino delle rose centifoglie, che erano
indispensabili per fare il profumo.
Sei pronta per una grandissima magia? Sì. Sì?
E allora guarda.
Senti, amore.
Senti che profumo.
Nulla è più inebriante delle rose centifoglie.
E poi guarda che bello.
Guarda.
Non sono bellissime?
Sì. Amore.
Che succede?
È un'assurdità riattivare questa linea.
Con i sistemi che ci sono oggi, è soltanto uno spreco di tempo e di
denaro.
Per ora devo fare solo un campione.
Mi serve uno spazio dove sistemare le mie attrezzature.
Alla linea di produzione ci penserò dopo.
Ma mi scusi, ma dove pensa di trovare i soldi per fare questa produzione?
Le rose centifoglie non le fanno più da una vita.
Intanto facciamo pulizia e...
Riattiviamo il magazzino dei fiori.
Come vuole lei.
Buongiorno a tutti, siete di riunione? Non ancora, aspettiamo Giorgio.
Ciao. Ciao.
Lo sai che prima ho conosciuto Laura Genti?
È carina e simpatica.
Meglio così.
Buongiorno. Eccolo qua.
Va bene, io vado. Ci vediamo dopo.
Sì.
Ciao.
Allora?
Mi dispiace farvi perdere tempo, ma ho bisogno di un raguaglio su questo
fornitore.
Ecco qua.
Hanno fatturato parecchio con noi.
Perché ci serviamo da loro?
Gli ho chiamati io, che problema c'ho?
So che sono stati protestati più volte per la scarsa qualità dei loro prodotti.
Tu come lo sai? Mi sono documentato e sono totalmente inaffidabili.
E siccome qui c'è anche la tua firma, Giorgio, volevo capire.
Io ho solo controllato che le fatture fossero corrette. Nient'altro.
Comunque sarebbe bene annullare i nuovi ordini.
Garanzie non ne danno.
Ma pensi sia la cosa migliore da fare?
Il rapporto qualità-prezzo mi sembrava conveniente.
Comunque, se vogliamo tornare al vecchio fornitore, io non ho problemi.
Giorgio, aspetta.
Senti, ti va di controllare insieme le nuove forniture?
Adesso sei tu il capo.
Pensaci tu.
È un problema.
Con quel fornitore avevo concordato un certo numero di operazioni.
Credi che non lo sappia?
E ci facevi anche dei pezzollini, vero?
Cosa, mi fa la morale?
Potevi denunciarmi.
Non mi provocare, Lorenzo.
Altrimenti... Il tuo fratellino ci ha
messo a fare il padrone, non va bene.
Bisogna correre ai ripari.
Ciao. Ciao. Perché questa fretta di vedermi?
Dobbiamo parlare di tuo marito, Daria.
Si sta facendo mettere da parte, non va bene.
Cameriere.
Mi dica. Posso avere un caffè? Sì, su.
È arrivato il momento di agire.
Oppure comincerò a raccontare qualcosa di spiacevole in giro.
So bene dove vuoi arrivare.
Non credere che sono così stupida da pensare che ti accontenti di quei pochi
spiccioli che riesci a rubare in azienda.
E allora?
Allora voglio parte della torta.
Chiunque sia disposto ad offrirmela.
Tu convinci tuo marito.
Senza di lui non se ne fa nulla.
Io mi occuperò di Laura Argenti.
E il suo caffè?
Seguila.
Ettore, senti, sai dove è Laura, per favore?
Se ne è appena andata a casa.
Ah, perché?
Guardi, non lo so e nemmeno mi interessa.
So soltanto che suo padre ci ha detto di assecondarla, sotto qua.
Grazie.
Fai il giro dall'altra parte.
Dove scappi?
Deve sparire o ti ammazziamo, chiaro?
Lasciatemi! Non devi andare, hai capito?
Lasciatemi! Hai capito?
Via, via, via!
Rosa!
Che te ne ho fatto?
Stai bene?
Sì. Aspetta.
Chi erano?
Li conoscevi?
No.
Non lo so.
Andiamo a fare subito denuncia. È
una
fortuna che passassi di qui.
Veramente ti stavo cercando.
Ma no, no, con quello non andiamo da nessuna parte, coach.
Ci vuole un play più forte, uno che tiri da fuori, che faccia punti.
Però il gioco lo guida bene.
Comunque, mi hanno mandato dei provvini nuovi. C'è un ragazzo del 94, di Savona,
molto forte.
Ah, bene.
Scusi un attimo.
Prego, prego.
Dario, come sei qua?
Bravo. Sei qui a perdere tempo, invece che badare i tuoi interessi in azienda.
Perché il telefono svento?
Tieni, è il telefono della scuola di Flavia.
Vogliono parlarti, con urgenza.
Come mai? Non te l'hanno detto perché?
A me no.
Mica è mia la figlia.
Sto a vendire!
Chiudilo!
Forza ragazzi, sveglia!
Pensi che li troveranno?
Spero proprio di sì.
Forza, monta. Tieni.
Dove andiamo?
Ti porto a vedere la cosa più bella del mondo.
Questa è la cosa che mi è mancata di più quando stavo a New York.
La tua?
Sì, ma è come se fosse anche di Lorenzo.
Usciamo sempre insieme.
Siete molto amici?
Sì, noi eravamo di più quando eravamo ragazzi.
Mio padre si è occupato di lui e Sofia quando è morto il loro di padre.
Poi, come sempre, la vita separa.
Vieni, saliamo, andiamo a farci un giro. No, lascia stare.
È meglio di no.
Perché? Hai paura?
Non so nuotare.
Davvero?
Beh, ti insegno io.
Ormai non imparo più.
E chi lo dice scusa?
Dai, non puoi stare qui e non goderti questo mare.
Eh, lo so.
L'ho fatto per tutta la vita.
Sì, ma a quel tempo non mi conoscevi.
E non dovevi venire con me in barca.
Vabbè, andiamo a farci una passeggiata, vuoi?
Molto meglio.
E tu che facevi a New York? Non me l'hai ancora detto?
Mi occupo di aziende italiane all'estero.
E come mai sei tornato?
Eh, bella domanda.
Per almeno due buoni motivi.
Per portarti fuori in barca e per insegnarti a nuotare.
Che scemo.
Che avete?
Ho parlato col preside.
Mi ha detto che hai fatto un sacco di assenze e che se continui così ti
bocciano di sicuro. Chi se ne frega del preside?
Quella scuola mi fa schifo e non ci voglio più andare.
E invece ci andrai. Ci andrai e come?
E ti metterai anche sotto a studiare, chiaro?
Con tutti i soldi che ci costa mandarti in quella scuola.
Stai in zitta e fatti gli affari tuoi.
Invece di piccare me, pensa a lei che ti tratta come...
Ma si può sapere dove vai quando non vai a scuola, eh? In giro. Ma dai, ti prende
per i fondelli, Giorgio. Chissà dove va.
Si può sapere che cosa succede?
Una bella notizia.
Flavia ci ha appena comunicato che non vuole più andare a scuola.
È vero?
Mi risparmio la fatica di alzarmi presto.
Tanto sarò bocciata comunque.
Va bene.
Vuole dire che verrai a lavorare in azienda. Stai scherzando?
E poi sono minorenne.
Chiederò un permesso, speciale.
Cominci domani stesso come apprendista operaia.
E tu non dici niente? Ti va bene che faccio l'operaia? Decido io, Flavia.
Nella nostra famiglia non sono ammessi i fannulloni.
È tutta colpa tua.
Ciao, Simone.
Ciao.
Ti ricordi che diceva papà?
Che hai un orecchio per i motori, pari al mio naso per gli odori.
Due casi clinici.
Nessi mi ha chiesto di andare a lavorare al pub.
E tu?
Io cosa?
L'hai detto di sì, spero.
Guarda che a Parigi mi hanno congelato lo stipendio.
Poter contare su qualche soldo in più non sarebbe male.
Ah, Ettore.
Buongiorno. Buongiorno.
Questa è mia nipote, Flavia.
Da oggi comincia il suo apprendistato, lavorerà per noi.
Certamente, dottor Daniele.
E tu ricordati che lui è il tuo capo, quindi devi fare tutto quello che ti
dice.
Presidente. Buongiorno.
Buongiorno.
Guardi.
Le rose scintifoglie.
A dove le trovate?
In una sera qui vicino, ma purtroppo avevano solo queste.
Allora sarà il caso di contattare subito i produttori egiziani.
Si informi su prezzi e tempi di consegna per grossi ordinativi.
Che cosa c'è?
La grande produzione o la spaventa?
Troppa responsabilità.
No, anzi, grazie.
E tu stai lì appresso più che puoi, avrai tutto da imparare.
Non è vero, Ettore?
Assolutamente sì.
Cominciamo subito.
Se sarà un fallimento io non voglio responsabilità.
Non ti preoccupare, sta tranquillo.
Ricordati Laura, questa è la fase più delicata.
Non deve durare più di tre minuti.
Ricorda che l'aula è importante, mai nessuna nota deve coprirne un'altra.
Laura!
Laura!
Come procede il lavoro?
Il più è fatto.
Beh, ho visto, ti sei praticamente rinchiusa in laboratorio.
Infatti, sono stanchissima.
Io vado.
Ciao.
A presto.
Quella è ancora qui in paese.
Se vuole ci riproviamo.
No, non ce n'ha più bisogno.
Non vuole più che se ne vada?
No.
Piano, Simone, non è che ci vuole una laurea? Su! Ci sono, ci sono.
Eccolo lui!
Eccolo!
ti ho fatto proprio bene ad assumere tuo fratello, sai? Vi porta un sacco di
clienti, soprattutto femmine.
Non ne avevo dubbi, Nancy.
Senti, io me ne vado a casa, sono molto stanca.
Ci vediamo dopo.
Non ti azzardare domani mattina a fare rumore, eh? No.
Ciao. Ciao.
Parliamo?
Di che vuoi parlare?
Di noi?
Eh, sembra un ottimo argomento.
Ma stasera, poi?
Sei così bella.
Sai, è ingiusto quello che ci stanno facendo, Giorgio.
Tu padre ti sta mettendo da parte quando tu hai rinunciato a tutto per lui.
Ai viaggi, alle tue passioni.
Ha una vita nostra.
Lo so.
E allora perché non ti ribelli, Giorgio?
Se non per te, almeno fallo per Giacomo.
Doveva essere il figlio di un presidente, destinato a diventare
presidente a sua volta.
E invece così rischia di essere messo da parte.
Anche lui.
Ma che vuoi che faccia, Daria?
Dai retta a Lorenzo.
Ci ha parlato e... Io non voglio più fare tutto quello che dice Lorenzo.
E poi di lui non mi fido.
Ma è l'unico modo per riconquistare il ruolo in azienda che ti ha tolto
Giovanni. Devi assecondarlo, Giorgio.
O sei finito.
E quindi?
Che devo fare secondo te?
Non lo so.
Ci saranno delle decisioni da prendere.
Dovrei fare delle scelte, magari anche dolorose.
mattina alle 10 prima lezione di nuoto
Ciao. Ormai pensavo non venissi più.
Anch'io lo pensavo.
Dov'è il costume?
Sotto, ma tanto il bambino lo faccio lo stesso.
Sì che lo fai.
Lo fai e come?
Di che cosa hai paura?
Dell'acqua?
Guarda che è semplicissimo notare.
È soltanto una questione di fiducia.
Ti fidi di me, Laura?
Muovi le braccia.
Non più di girare però.
Respira tu però.
Brava, così.
Ti lascio?
No, no, no.
Non mi lasciare. Ok.
Che c'è?
Hai bevuto?
E dai Laura, ma come, nemmeno un bacio?
Nemmeno un bacio. E nemmeno ci ha provato?
No.
Strano però.
Che cosa c'è di così strano?
È solo un tipo apposto che mi aiuta a fare i baci col genere maschile.
Anche con Lorenzo?
No, con Lorenzo è un'altra cosa.
Mariani.
Ciao Guido, albergo.
Come va? Bene, fa piacere vederti. Sempre splendida forma, Vito.
Senti, hai un minuto?
Sì, prego, vieni, vieni.
No, perché ieri sono stato all'assemblea della nostra associazione. Sì.
E c'è qualche cosa di cui voglio parlarti. Va bene.
Buongiorno. Buongiorno. Potrebbe consegnare la relazione al dottor
Daniele? Gliela porta appena si libera. Grazie.
Per caso ho visto la signorina Sofia?
È nel suo ufficio, credo.
Grazie.
Laura.
Ehi!
Scusate.
Ma no, ma no, anzi, resta. Aiutami a convincere Giovanni ad andare d'assalto
per farsi fare il vestito del matrimonio, che dice che non c'è mai
tempo. Vieni.
Quanto ti sposo uguale, quindi non ci sperare, pure in mutande.
E io dovevo dirti una cosa, ma... Passo più tardi.
Va bene.
Ciao.
Missione compiuta.
Cioè?
Troverai Giorgio più disponibile.
Non avevo dubbi che saresti riuscita a convincerlo.
Stasera ho organizzato una cena a tre per parlarne con calma.
Ma voglio sapere chi altro c'è di mezzo. Non mi piace giocare al buio.
Alberto Mariani.
Hai capito chi è, no?
Ha messo su un'azienda che aspetta solo di fare il salto. Inoltre è stato un
dipendente della Danieli.
Quindi sa come funziona una cosa qui dentro.
Sì, ma è amico di Guido.
Daria, per uno come lui più dell'amicizia contano i soldi.
Spero che tu sappia quello che stai facendo.
Ci vediamo stasera.
Laura, lasciami spiegare.
Non mi toccare.
Mi hai fatto credere che ti importasse di me.
Che tra noi stesse nascendo qualcosa.
Scusa.
È che sono confuso.
Io non volevo prendermi gioco di te.
Ah, no?
No.
È che da quando sono tornato dagli Stati Uniti io non ci capisco più niente qui.
Però mi cercavi.
Insistevi per stare con me. Mi guardavi in un certo modo.
Ma ti sei dimenticato di dirmi che ti sposavi?
Sì, sì, lo so.
Però qui tutti decidono per me.
Tutti hanno fretta, mio padre e Sofia.
Io so solo che quando sono con te mi sento felice come non lo sono mai stato.
E quando non ti vedo, quando non sono con te, mi sembra di impazzire, Laura.
Io non riesco a non pensarti.
Devo lavorare.
Sono passata in pittoria.
Io mi chiedo come farai quando non vivrò più qui.
Cosa aveva l'argenti oggi?
È uscita come una pazza dal tuo ufficio.
Non lo so, perché?
Chissà, forse ha qualche problema col profumo.
Chiedigliela a Giovanni, si frequentano spesso quei due ultimamente.
Che c'è Lorenzo, vorresti farmi diventare gelosa?
Questo lo devi decidere tu, sorellina.
Ciao, amore.
Ciao. Andiamo? Aspetta.
Sei un po' sotto pressione, vero?
Sì, molto.
Forse passi tante ore in ufficio.
Lo sai, Giorgio mi ha mollato.
Lorenzo dice che vai spesso da Laura.
Sì.
Non avevo mai seguito il tipo di lavorazione che sta facendo.
Tieni.
Trovo che sia una cosa molto interessante.
Sì, hai ragione.
Credo di non aver capito bene, Lorenzo.
Tu mi stai proponendo un complotto contro mio padre e contro la mia stessa
azienda.
Ti ho solamente proposto una linea difensiva.
Non mi sei sembrato molto felice ultimamente.
Ti ringrazio, ma so difendermi benissimo da solo.
No, Giorgio.
Da solo non ce la puoi fare.
Dario ha ragione.
L'arrivo di tuo fratello ha stravolto i rapporti di forza in azienda.
Ora sei in minoranza.
Tu ci odi, vero Lorenzo?
Fai tanto l'amico, ma odi mio fratello, odi mio padre.
Ma ti ricordo che io sono sempre un Daniele e non agirò mai contro la mia
famiglia.
Anzi, ti consiglio di stare attento a quello che dici, altrimenti dirò a mio
padre che sei veramente.
Se è per questo avrei anch'io qualcosina da raccontare, Angelo.
Possiamo essere alleati o nemici, Giorgio ha sceguito.
Non so chi ne uscirebbe peggio.
Scusate. Guarda chi c'è.
Giacomo vorrebbe dare la buonanotte. Notte.
Buonanotte.
Ehi.
Dormi bene, eh?
Vai.
Giorgio.
Giorgio.
Una volta tanto ragiona.
Va bene, fissate quell'appuntamento con Mariari.
Perfetto.
Ettore, potrebbe portarlo per favore al gas cromatografo?
Grazie.
Flavia, vai tu.
Perché io?
Perché te lo ordino io.
Flavia, mi raccomando, non scuotarla, eh?
Ma porca miseria! Ma che cosa hai fatto?
Non ci posso credere. L'avevo detto che quello strumento era meglio che fosse
stato qui.
Adesso bisognerà ricominciare da capo.
E subito.
Sei proprio un'incosciente.
Oh, Simone!
Simone! Quando sei in ritardo avvisami però.
Altrimenti lo dico a Laure, capito?
Fanno. Dai qui sbrigati, vieni a quel tavolo di là.
Tu sei quella delle corte?
Mi dicono che sei il migliore.
Sono quattro, vero? Che grosso.
Lameriere.
Portami un'altra.
Prima lavati le mani.
Scusa? La birra che mi hai portato.
Puzze di benzina come te. Piantala!
E allora?
Guardamene un'altra.
Bacci.
Sei proprio un cretino.
Ehi.
Ehi Laura.
Ciao. Ma che ci fai qui stasera? Non mi andava di stare a casa da sola.
Mi dai qualcosa da mangiare? Certo.
Grazie.
Ciao. Ciao.
Senti, scusa per oggi.
Ho fatto una cavolata.
Mi dispiace.
È che... in questo periodo sono... un po' incasinata.
Lascia stare.
Ormai è andata.
Tutto bene, Simone?
Tutto bene.
Ma che lo conosci?
Abbastanza. È mio fratello, Simone.
Ah, veramente?
Vuoi qualcosa da mangiare?
No, grazie.
Simone. Che vuoi?
Volevo chiederti scusa per prima.
Sai, a volte i miei compagni sono un po'... Idioti?
Sì.
È la seconda volta che chiedo scusa stasera.
Mi sa che ho bevuto un po' troppo.
Così va meglio.
Ho saputo quello che è successo, mi dispiace.
Sì, avremo dei ritardi, ma il problema è che non sta venendo fuori il vero rosso
San Valentino.
Cioè?
La nota di fondo non è la stessa.
Ma sei sicura?
Sì, sono sicura.
Adesso scusami.
Il procedimento è giusto.
Manca solo un dettaglio.
E non ha nemmeno così tanto tempo, sa?
Se fosse ancora mio padre, chiederei a lui, ma purtroppo...
Lasciamo
tutto così. Esco un attimo.
Ciao, Vittorio.
Vorrei parlarti.
Senti, io non riesco a capire dove ho sbagliato.
Ho controllato e ricontrollato tutti i passaggi.
Ma c'è un errore.
Il composto non è abbastanza pastoso e la fragranza è meno carica.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Cosa? Ti prego, vieni a fare il profumo con me.
Ormai sei l'unico che ne conosce il segreto. Non se ne parla proprio.
Ma devi solo controllare quello che ho fatto e dirmi se è possibile rimediare.
Come puoi chiedermi una cosa del genere?
Perché tutto questo lo sto facendo per mio padre.
E tu gli volevi bene.
Lì ho visto morire tutti i miei compagni.
Io lì mi sono rovinato per sempre e non ci metterò mai più piede, chiaro?
A te!
Mi stai dicendo che il profumo che hai riprodotto non è il nostro rosso San
Valentino?
No, non regge minimamente il confronto.
E allora che cosa vuol fare? Vuole rinunciare?
Non lo so.
Non possiamo rinunciare.
Io ho preso una decisione, dobbiamo procedere. Per il bene di tutti.
Va bene.
Laura, mi spieghi che è successo con mio padre?
Che ti ha detto?
Scusa, ma non ho tempo di pensare a te. No, io invece voglio sapere.
Vuoi dire che fra noi finisce tutto così?
Fra noi non è mai cominciata, mi pare.
Io l'avevo detto che non valeva la pena.
Invece ricominciamo.
Non ci riesco. Non ci riesco.
Vittoria.
Presidente, buongiorno. Buongiorno.
Ettore, non dovresti essere con Laura?
Presidente, è tornato Vittorio.
Vittorio? Sì, mi hanno detto che dentro non vogliono nessuno.
Ci sei quasi.
Lo so.
Ma manca qualcosa.
Allora, ti spiego.
Non ho assolutamente usato solventi volatili per estrarre l'essenza.
Né altro che potesse alterare l'odore o la densità.
Purificazione e decantazione.
Esattamente come facevate tu e papà.
E allora?
Laura. Laura, vieni.
L'ordine in sequenza del sandalo e della centifoglia devono essere invertiti.
Come invertiti?
Ah sì, lo so, come hai fatto tu è giusto.
Soltanto che io e tuo padre invece ci eravamo sbagliati.
salvo poi rendersi conto che in questo modo la manga mi risultava più compatto
e l'aroma più forte e che io me ne ero completamente dimenticato, soltanto che
adesso rivedendo l'ordine in sequenza mi è tornato in mente.
È rosso San Valentino.
Rosso San Valentino.
Ce l'abbiamo fatta, papà.
Ce l'abbiamo fatta.
Brava.
Ci sei riuscita.
Sono lacrime di gioia queste, spero.
Sì, dopo tanto tempo sono felice.
Io non ce la faccio più a stare senza di te.
No, non è possibile.
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