All language subtitles for Squadra Antimafia 5 Ep.03

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Original subtitles

Come è andata con tua sorella?

Di merda. Vuoi particolari? No, no, grazie no. Magari la prossima volta

accetto il tuo d'invito a cena.

Non mi sembra di averti invitata.

Davvero?

Minchia, mi dice proprio male a me in questo periodo.

Schiavone ha scritto un altro articolo. E questa volta è in prima pagina ed è

una bomba.

L'abbate lancia un appello ai sequestratori di suo figlio. Oggi alle

13 in punto dovranno mettersi in contatto con lei sul cellulare del

Guerso, che potrà tenere acceso solo per pochi minuti perché la polizia è in

grado di dire...

E gli spacco la testa a questo.

È molto furba.

E noi siamo i coglioni che ci facciamo fottere.

Stiamo cercando.

Fa un culo.

L'abbate doveva trovare un modo per mettersi in contatto con noi e l'ha

trovato.

Roger, e se fosse una giappa? Non credo.

Sì, noi siamo pronti.

No, non ti preoccupare, l'unica che rischi è l'abbate, il mio satellitare

non possono tracciarlo.

Comunque non avremo altre possibilità di parlarne, quindi sa da fare per forza.

Suonami qualcosa.

Dove è?

Schiavone, dov'è? Di là.

Ecco. Vieni qua.

Dove e come hai incontrato Rosi Abbate?

Si è presentata a casa mia armata, mi teneva sotto tiro, non ho avuto modo di

chiamarvi. E dopo non potevi farla? E che cambiava?

Io faccio il giornalista.

Loro sono giornalisti.

Tu sei un'altra cosa.

Posso pubblicare questa dichiarazione?

A pubblicare?

Sì. Davvero?

Sto registrando. Sì, sì.

Se succede qualcosa ai miei uomini o magari a quel bambino, io ti sbatto in

galera accanto a quei mafiosi di cui parli ogni giorno sul tuo giornale.

Cagaterra, Domenico, invece questo.

Voglio poliziotti in ogni angolo di Catania.

Appena Rossi accenderà il telefono avremo solo pochi minuti per individuare

la sua posizione.

Ammesso che si trovi a Catania e non in qualche altro paesino. Sono sicuro che

si nasconda in città. E se invece di ascoltare la conversazione dell'abbate

la bloccassimo?

È troppo rischioso.

Impediremmo ai sequestratori di accordarsi però.

E se facendo così li portassimo a pensare di non avere più possibilità di

ottenere quello che vogliono?

Va bene, proceda.

Palla, Francesca, voi venite con me. Sciuto, tu vai con Lara.

Sandro, siamo nelle tue mani.

Appena Rosa accende il telefono, triangola la posizione e facci sapere.

Ok. Vai!

L'ha acceso.

Chiamate, cazzo, chiamate.

Chiamate, chiamate, chiamate.

Tra via Valle e via Landolina.

Non siamo lontani, ingrandisce e precisa.

Ok, ok, lo sto cercando. Vedi se ci sono alberghi, pensioni, qualcosa?

Sto ingrandendo, un attimo.

Chiamate, chiamate, chiamate.

Signore, ti prego.

Signore, ti prego, falli chiamare.

Fallo per lui, fallo per lui.

Fallo per lui, ma falli chiamare. Falli chiamarle.

Dottore, ho localizzato Rosi.

Via Valle 18, pensione Mele. Forse è lì. È lì, sono sicuro che è lì.

È al portovecchio.

Accelera, vai.

Accelera.

Pronto, sono io.

Vorrei parlare con il bambino.

No, prima ascoltare a mia.

Anche la pigliere è un telefono pulito. Gli accordi li facciamo su quello.

Lo troverai...

Non lo dire.

Vedi che gli sbirri ci stanno sentendo.

Pulita. Sta ricevendo la chiamata. Veloci, veloci.

Due minuti e ci siamo.

È un posto che Eddie non conoscono.

Chi tu dove ti incontraste con Alfonso? La prima volta che veniste a Catania.

Va bene, però vorrei parlare col bambino, per favore.

Parla con la mamma.

Mamma, mamma! Gioia!

Amore di mamma, ciao!

Tutto bene, amore? Bene, mammina, quando vieni a prendermi?

Avete chiesto il telefono? Perché non sarà così.

Aspetta, aspetta, aspetta!

Questa è la pensione.

Siamo sul posto.

Che succede? Io ne andrei a matto!

Rossi.

Minchia, veloce sei stata.

Non sei felice con questa tronzata, ascoltami.

Abbiamo già parlato abbastanza, Mai.

Abbastanza.

Ha fatto un ponte telefonico.

Quello è il telefono del Guercio.

E lei li ha sentiti con questo.

Ci ha fottuti.

Ciao, tutto bene amore?

Aspetta, aspetta, aspetta, no!

Dov'è Rosi Abate?

Chi? Rosi Abate, la persona che gli ha dato i telefoni. Non lo so, ve lo giuro,

il telefono, solo un po' di ore mi chiese e mi diede pure i 100 euro.

Ma cos'è successo?

Rosi ha dato al signore qui il telefono di Guercio.

Quando i rapitori hanno chiamato, lui ha richiamato Rosi, ha messo in via la voce

e si sono sentiti tramite il ponte telefonico.

Sandro, dimmi.

Capo, ho localizzato Rosi. Si trova?

Via Bonaiuto 21, all'incrocio, c'è una pensione, pensione Trieste.

Via Bonaiuto, andate. Sciuto, occupatevi del signore.

Che c'è Domenico?

È strano però.

Che cosa?

Perché non si ha ancora il telefono acceso?

A quest'ora dovrebbe averlo spento.

Dai, andiamo.

Vorrei parlare col bambino.

No, prima scuotere a mia.

Anche la biglietta è un telefono pulito. Gli accordi li facciamo su quello.

Lo troverai? No, non lo dire, non lo dire.

Vedi che gli spiriti ci stanno sentendo.

È un posto che non conoscono.

Dove ti incontraste con Alfonso? La prima volta che veniste a Catania.

Precisa la posizione. Via Bonaiuto 21.

Beh?

Ho perso il segnale.

Ha spento il telefono.

Palla, Leoni, dove siete?

Tra due minuti siamo lì.

Veloci! Cazzo, veloci!

I vicini! I vicini! Un'estate i vicini! Lì, lì!

fino al cento

Dai, andata!

Sono ancora in tempo.

Sono ancora in tempo, sono ancora in tempo.

Ce la posso fare.

Ce la posso ancora fare.

San Fimena ne sapeva una chi asserò il demonio. Ci fece un ponte telefonico per

fottere agli sbirri.

Lo piccioletto cresce come assomato. Lo capotecato, ti rendo. Lo piccioletto

tornerà dalla madre appena noi avremo i piccoli.

Ancora all'inizio siamo, perciò non è cosa di fare face.

Vieni. Sai dove devi lasciarlo? E digli a nasone di tenerlo d'occhio.

Ah, poi.

Hai mangiato peceriglio?

No.

E che aspetti, che cucini lui a noi?

Muoviti!

Che dice il nostro socio?

Che deve dire?

Un monumento mi deve fare.

Eccolo va.

Sì. Ce n'hai fame?

Sì.

Allora, disiediti.

Come vedi abbiamo fatto bene a non fermarci.

Sì, sì, tutto a posto. Da stasera si comincia a parlare di piccoli. Ci

abbiamo i fagioli.

Non mi piacciono.

Non ti preoccupare, l'abbate pomiccioso pure l'anima ci dà.

La carne in scatola. Non mi piace.

Che problema?

Ma è sicuro?

Va bene, me ne occupo io. Minchia, sei viziato, sei.

La mela!

E questa sono sicuro che ti piaccia.

Chi è? Che è successo?

L'architetto.

Pure da morto ci scassa la minchia.

telefono pulito, gli accordi li facciamo su quello.

Lo troverai? No, non lo dire, non lo dire.

Vedi che gli ispiri ci stanno sentendo, capito?

È un posto che non conoscono.

Chi tu dove ti incontraste qua al fozzo, la prima volta che veniste a Catania.

Va bene, però vuole parlare col bambino, per favore.

Ecco, parla con la mamma.

Mamma, amore, amore di mamma, ciao.

Tutto bene, amore?

Bene, mamma, quando vieni a prendermi?

Ma mi chiedi il tuo telefono, perché mi vuoi chiamare amore, eh?

Aspetta.

Dobbiamo continuare a cercarla.

Francesca, Palla, voi uscite sul territorio con la squadra di Lara.

Sciuto, prova a vedere se trovi qualcosa su questo Alfonso che possa farci capire

dove sei incontrato con Rosy.

Noi intanto che facciamo?

Ci occupiamo dei sequestratori.

La banda dei sequestratori è la stessa che ha ammazzato l'architetto Rosati.

E il motivo secondo me sta in questa mappa che sua sorella ha trovato nel suo

studio.

Qui c'è Baia d'Angelo e questi sono terreni agricoli. Gli hanno scoperto

qualcosa? No, non ancora, ci stavo lavorando.

Solo che è un po' complicato rintracciare questi visori catastali.

Ho chiamato anche sua sorella, ha detto che se gli viene in mente qualcosa ci

chiama. Sì, aspetta e spera.

Tu la conosci questa zona?

Ci andavo da piccola col mio cane. Andiamo a farci un giro, magari ti viene

in mente qualcosa.

Sandro, qualsiasi informazione su Rosi la voglio in tempo reale.

Abbiamo ancora qualche ora prima che prenda quel telefono.

Che telefono?

Dei sequestratori?

Io no.

Io rimango qui allora, eh?

Ma a Catania un caffè lo fate?

E non l'avete vista la barra?

No, non l'abbiamo vista. E che cosa avete visto?

Davide, Davide ragazzi, conveniente.

Andiamo a prendere una granina.

Davide.

Allora? È sicuramente questa l'auto che ha rubato Rosie.

E quelli?

Non hanno visto un cazzo.

Cosa stai pensando?

Sto pensando che per arrivare fin qui ha fatto parecchia strada.

Non può essere un caso.

C'è una banca.

Facciamoci dare le registrazioni delle telecamere.

Ok, capo.

Sicura che non vuoi passare a trovare tua sorella?

Almeno la vedo, meglio sto.

Non dire che fa così, si vede che lo vuoi bene.

Da che cosa?

Dal fatto che ci stai male.

Come tu stai male per l'abbate?

E questo relicato mi ha detto che c'era una certa simpatia quando ha collaborato

all'adduomo.

Beh, che c'è di strano?

Lei è una mafiosa e tu sei un poliziotto dell'antimafia. Tu che dici?

Rosi mi ha dato una mano contro il clan dei Mezzanotte.

Abbiamo lavorato insieme, è normale che... È normale che mentre tu stavi

morendo in un buco lei è scappata con i soldi dei trafficanti talebani?

Era un rapporto complicato.

Non puoi più proteggerla.

Lo sai, vero?

Però si è sola, è in caccia e è pericolosa, per se stessa e per gli

altri.

Venga signora che la aiuto io, venga qua.

Venga signora, se le do una mano, venga qua.

Stava chiamando gli sbirri?

No, io no. Dai calma.

Tu lo sai chi sono, vero?

La prego.

Non mi pregare, non mi devi pregare. Mi devi dire come hai fatto a riconoscermi

che c'ho gli occhiali in testa e mi hai visto solo un minuto. Come hai fatto?

Dai vestiti.

Ma che mi chiedici dai vestiti?

Prima c'erano dei polizzi tutti che giravano.

Fermavano la gente e gli chiedevano di lei.

E dicevano come era vestita.

Dammi il portafoglio.

A munire a me sto portafoglio!

Ecco, prenda tutto quello che... Non mi serve niente, non mi serve niente, mi

serve questa.

No, pigia.

Eccolo qua, guarda.

Guarda come sei bella, lo vedi?

Assunta, greco.

Se tu parli un'altra volta con gli sbirri io ti ammazzo.

Ammazzo a te e a tutti i parenti tuoi, capito?

Brava. Vai adesso, vai.

Pigia, pigia.

E ricordati che adesso so dove abili, capito?

Vai, vai a casa, vai.

Lezza di merda.

E che bulla!

Meno male che in servizio non metto i tacchi.

Ti cura della direzione?

Te l'ho detto, ci vediamo da piccola.

Se vuoi ti dico come si chiamano tutti quanti gli alberi.

E questa?

I terreni agricoli non si recintano in questo modo.

Sì, solo che qui non si può costruire.

Magari una volta, adesso sì.

Andiamo a fare quattro domande, dai.

Avvisare Ruggero.

Che questi si stanno avvicinando un po' troppo ai cazzi nostri.

Ciuto, c'è una signorina che ti cerca.

Non sia. Non sia.

Come sto?

Sei carino. Hai capito?

Faccio il capello brizzolato.

Come vai qua?

Spero di non disturbarla.

No, sì, no.

Sono giornate non facili, però almeno vedere un volto amico fa piacere.

E posso offrirle un caffè? No, grazie. Un'acqua minerale?

No, no. Una caprese?

No, grazie, veramente.

Io sono passata per quei terreni che avevamo visto sulla mappa di mio

fratello. E mi è venuta in mente una cosa.

Non ne sanno niente?

Sono venuti solo a mettere le recensioni.

Sicilia Home ti dice qualcosa?

No, non l'ho mai sentita.

Comincio a pensare che l'architetto Rosati mi stesse studiando.

Beh, terreni agricoli che diventano edificabili, non è una novità.

Mi sembra un buon motivo per ammazzare qualcuno che si mette in mezzo. Sì, ma

che c'entra con il figlio dell'abbate?

Sciuto, novità su Rosi? No, dottore, ma è venuta a trovarci Nunzia, la sorella

dell'architetto Rosati. Sì, me la ricordo.

Dice che il fratello, un mese prima di morire, ha incontrato la vedova di un

contadino, un certo Barattini, e la famiglia Barattini risulta essere

proprietaria di uno dei terreni segnati sulla mappa. Dove abita? Sì, Contrada,

Cardinale Fondo numero 7.

Sì, ho capito.

La signorina annuncia, dice che forse è meglio se ci accompagna, perché è più

facile che la vedova Barattini parli, è gente piuttosto riservata.

Di che è morto il marito?

Di Lupara.

Due volte ci hanno sparato, due volte, come un cane.

Dicono che è stato per chi si è litigato con qualche dono, ma non fu così.

Tutti ci volevano bene a Peppuzzo.

Suo marito aveva ricevuto delle minacce?

Lei si fida di questi?

Signora?

Lei pensa che la morte di suo marito e dell'architetto Rosati siano collegate?

Io so solo che l'architetto diceva che mio marito fu ammazzato per la terra.

E io ci credo che Puzzomai l'avesse fatto.

Ma chi l'avrebbe venduta questa terra? Che signore?

Non lo so questo.

So solo che l'ho buttato subito fuori.

Sicilia Umm, il cantiere che abbiamo visto prima.

Ma che cantiere, dottor?

Intorno stanno recintando delle zone.

Lettandola insieme a quelle della mappa.

E ve ne suore un cantiere enorme.

Se abbiamo ragione, si tratta di una speculazione.

La Sicilia Home potrebbe essere una società di comodo.

Quindi, vediamo cosa c'è dietro la Sicilia Home.

Sì.

Li dovete prendere.

Li dovete prendere tutti.

Faremo il possibile, Nunzia. Vi lo prometto.

Ci dobbiamo dare un avvertimento a quegli sbirri. Ora la sorella dell

'architetto. La sa fa' guardigliare Rosi. Non dite minchiate.

Proviamo le abbaise.

Voglio vedere se hanno trovato anche gli altri terreni.

Che succede, Sandro?

Palladino e Francesca hanno esaminato le telecamere della zona dove l'abbata ha

lasciato la macchina rubata.

Da lì Rosi ha preso un autobus. Ma non un accaso, se l'ha scelto, il venti

barrato. Un autobus pubblico?

Ha aspettato il momento giusto ed è salita. Vuol dire che Rossi sapeva che

il cellulare dei rapitori era nascosto lungo il percorso del ventiparato.

Abbiamo ancora un paio d'ore. Fai battere tutta la linea.

Dottore, parliamo di un bel pezzo di Catania.

Hai alternative?

No. E allora dai, Sandro, su.

Cazzo. Che c'è?

Dottore, abbiamo qualcuno dietro.

E sei sicuro?

Sì, è un po' che l'ho notato.

Se ci hanno visto dalla vedova? Sono legati agli speculatori. E se gli

speculatori sono anche i rapitori? Questi sanno dove sta il figlio della

pade.

Vito, c'è un bivio a 300 metri.

Gira alla tua sinistra. Perché? Perché c'è un civile con te.

Ricevuto.

Quelli dietro hanno girato al bivio. Come stanno?

Resta con lei, Vito.

Ricevuto. Non abbia paura.

Io non ho paura.

Ci facciamo la fiesta. Vieni.

Vieni qui.

Bene. Lo conosco quel pezzo di merda.

Ruggero Spina.

Quei grandissimi connoteri sbirri.

Gli FF ci siamo salvati per un pelo.

Merda, merda, merda.

Ah, ti preoccupi.

Io più di te.

Non è stata un'idea nostra di metterci a sparare. Sono stati gli sbirri.

Speriamo solo che non si avvicinino troppo ai cantieri.

Oh, ma con la batte che hanno a fare?

Chi deve mai pigliare il telefono?

Non mi scassare la minchia, torna a dare un atto amiccioso, vattene. Mennava io

un nuovo piccioletto, che amico vuoi?

Sì, di solito.

Cazzo.

Rugger, se vuoi la telefonata che ha abbattato la faccio io.

No, no, no, ci penso io.

Tu chiama Nasoni, controlla che sia tutto a posto.

Ehi, tu non puoi stare qui.

Seduti.

Bravo, così.

Come ti chiamo?

Chiombo. Che vuol dire chiombo?

Pesante.

Chiombo vuol dire pesante.

Una moto d'enduro bianca, due uomini, zona Malidoro.

Hanno preso la comunale 16.

Oggi non li prendiamo, ma almeno abbiamo facce e nomi.

Questa è la prova che ci stiamo avvicinando a qualcosa di grosso.

Speriamo ne sia valsa la pena.

Tutto a posto?

Vito, devi accompagnare a casa.

Ma che minchia ci fa qui?

Lara, come stai?

Che ci fai qui? Ma come cosa ci fai?

La municipale mi ha avvisato che c'era stata una sparatoria che era coinvolta

mia sorella.

Me ne dovevo fregare?

Ma devi continuare a farlo.

No, no, io non me ne sono fregata mai.

Ogni volta che sento di un poliziotto ammazzato, ferito, penso a te.

Io ti voglio bene.

Gioia mia, anche se non mi parli, io ti voglio bene.

Anch'io purtroppo. Devo rientrare.

Gioia! Gioia!

Ma facciamo una cena io e te, con calma.

Chiamami.

Non sanguina quasi più.

Ora ci mettiamo un bel cerotto.

Grazie, ho fatto fin troppo.

Io lo metto in conto, non si preoccupi.

Ma chi erano quelli?

Gli stessi che hanno ammazzato suo fratello.

Bastardi. Non capisco, non riesco a dare una spiegazione.

Non capisco chi può esserci dietro.

Tu devi promettermi una cosa.

Che cosa?

Non devi più farmi prendere spaventi così.

Sì, scusami, non avrei dovuto coinvolgerti.

No, non hai capito.

Non è stata la sparatoria a spaventarmi.

Cioè anche, ma soprattutto l'idea che... che potesse succederti qualcosa di

brutto.

Da questa per favore, pure questo qua, e io pure questo.

E faccia lo sfondo che mi dice che è.

No, no, tenga il resto, grazie.

Grazie.

Rosi, prende l'autobus qui, via Santo Piglio.

Da qua passa il 20 barrato, che fino al Capolinea è effetto a 12 fermate.

Sono troppe, è mezza catania. Dobbiamo restringere il raggio di ricerca.

Su Alfonso, hai scoperto qualcosa?

Qualcosa che possa farci capire dove si era incontrato con Rosi? No, niente.

Possibile che non ci sono tossici, pusher, qualcuno che sappia darci

qualche informazione? Aspetta, forse conosco qualcuno che può darci una mano.

Dai, dai.

Veloce. Gaetano?

Che c'è? Aspetti, vengo con te.

È meglio di no.

Perché? Perché se vede facce nuove si stranisce, quindi... Mi sembra che sia

lei che ti stranisci.

Voglio risentire la registrazione. Pronta.

Pronta, sono io.

No, prima la scuota era mia.

Anche la pigliera è un telefono pulito. Gli accordi li facciamo su quello.

Lo troverai? No, non lo dire, non lo dire.

Vedi che gli sbirri ci stanno sentendo, capito?

È un posto che non conoscono.

Dove ti incontraste con Alfonso? La prima volta che veniste a Catania.

Va bene, però vorrei parlare col bambino, per favore.

Vieni qua, parla con la mamma.

Mamma, mamma! Invece quel telefono dovrei annoiarci.

Questo naso, don Achille, da dove è uscito?

Amicizia giusta nei posti giusti.

Allora.

Peppe, Corrado. Corrado.

Peppe. Doveva in caso incontrare l'abbate con Alfonso. Voi oggi con lui

stavate?

Sì.

Quella mattina l'appuntamento con Rosi.

Alfonso da solo c'è andato.

E perché fu quello?

No, Don Achille, ve lo giuro.

Non è che... Megali,

portami a Rosi.

Pronto, sono io.

Vorrei parlare col bambino.

No, prima scuotere a mio.

A chi la picchiera è un telefono pulito.

Lo troverai?

No, compadre, siamo sempre in ritardo a ripiare.

Che te premura, andai.

Ciao, Giuliana.

Ciao.

Che ti regge?

Sei venuto per arrestarmi o ti vuoi fare una botta?

Tu lo sai perché ho mollato tutto?

No, non lo so.

Veramente non me l'hai mai spiegato.

Hai bisogno di una mano per disintossicarti. E mi vuole fare l'unica

cosa buona che mi è rimasta.

Fai come cazzo ti pare.

Che cazzo vuoi?

Alfonso Russo.

Gestiva lo spaccio periferro, lo conoscevi?

È morto.

Grazie, questo lo sapevo anch'io.

A me non mi è mai scopato se questo ti può interessare.

Senti, quello che voglio sapere è se aveva interessi, hobby, non lo so, un

posto particolare dove gli piaceva andare.

In chiesa.

Faceva il chirichetto la domenica.

Maffanculo.

Grazie.

Grazie a tutti

Vieni qua.

Vieni qua.

Vieni qua.

Io sempre rispetto ci hai buttato.

Lo so.

Lo so che sei un tipo sveglio e che tieni sempre gli occhi ben aperti come

piace a donna Ghella. Ascolta. Hai visto Rosia Bada girare qua?

No. La casa aveva subito ci avrei chiamato.

Qualcosa di strano nemmeno hai visto?

Strano come?

Qualcosa di strano che non era come al solito. Fosse pure una cedduca e volo

storto o uno pensionato che ha cambiato di panchina.

C'era un tipo che è stato qua tutto pomeriggio, lo chiamano Nasone. Nasone?

Lo conosci? Qualche volta si accetta un po' di ricordo, magari oggi.

Però poi se mi sa fare un discorso strano, che spacciare è un lavoro

pericoloso e che invece i due piccoli li faceva con un travaglio semplice

semplice. Che travaglio?

Visse solo che ci bastava di fare il guardone.

Il guardone.

Pronto?

Sì, sì, tutto a posto, ho pigliato tutto.

Adesso? No, senti, adesso tu non puoi... Fai un cazzo.

Aspetti che ti chiamo io... ...e ti ricommercio... ...a pigliare i piccoli

puciavagli, va bene?

Oh, non fate scherzi che mi serve.

Eh, vabbè, tranquillo, saremo... ...a ripigliare un naso... ...per le cose

tue. Ciao.

Fatlo così.

Come sta mio figlio? Bene.

Fammelo sentire.

Ciao, mia figlia.

Va tutto bene?

Bene, però sei cattiva.

No, amore, ma... Ma non dire così, perché dici così a mamma?

Sei cattiva, non vieni mai.

No.

Amore, mamma ti promette che torno. Sei cattiva.

Lo vedi?

Si è sparsa la voce.

Passamelo. Un'altra volta.

Ho detto arrivassamo.

Muta, che non ho tempo da perdere.

Ma tutta te la faccio pagare alla fine.

400 milioni di euro ti costano.

Ma che minchia dici?

Ma io non ce li ho tutti quei piccoli, non ce li ho!

A me risulta che sono pari pari chi dica cifuttista a Dante Mezzanotte nell

'affare coi talebani.

Ascolta, quei soldi erano su conti cifrati esteri, io non ci sono mai

riuscita ad arrivare, non ce li ho. Ehi, picchi po' colo.

Io posso arrivare al massimo a 100 milioni.

All'autofiglio o all'overecchio?

Senti, se ci avessi pure un miliardo di euro, ti darei un miliardo di euro, ti

darei tutte cose, ma non ce li ho quei soldi. Che devo fare? Non ce li ho! Mi

hai scassato la minchia! Prepara quello che c'hai, in contanti!

Forse basteranno, forse no!

Pronto?

Ne veremo.

Cazzo, ma quella è Catena?

Quale? Piazzale delle Pornaci! Fermi, polizia!

lungomare verso nord o sopra nero

stiamo

arrivando apri

mi

serve

un'altra macchina

Questa la andiamo a prendere dopo.

Quale? Quella.

E allora, che facciamo?

Che facciamo? Andiamo a prendere le rose abbate. Ma è pieno di sbirri.

Rosario, qua non decidono le sbirre, decidono anche le.

Che ci faceva Catena qui? Che? Che ci faceva Catena qui?

Che ci faceva Catena qui?

Ehi, rispondi che è meglio. Non capite che ho un buco in tuo braccio e mi fa

male qua.

Li abbiamo persi. E l'abate?

Anche lei.

Ok, chiudo.

Dove stai mio bambino?

Dove minchia sta il mio bambino? Non lo so. Non lo sai?

Ma che stai grippato?

È dalla piazzetta che ti sto tenendo d'occhio. Tu volevi che io prendevo il

telefono, quindi per cortesia l'hai minchiata e non me le dire.

Mi hanno chiesto di sorvegliare la piazzetta. Chi?

Io conosco solo Fernando.

È questo Fernando, io dove lo trovo? È uno stidaro, non lo so dove si trova.

Questo è il mio giorno fortunato.

Mi accontentavo di fare quattro chiacchiere con questo signore e invece

guarda che ho trovato.

Grazie.

Non è che la non vedo l'ora di incontrarti.

Non bastavano la bata e i sequestratori, adesso anche i ferro. È evidente che è

chi le sta cercando, Rosi. Pure noi, possiamo fare un gemellaggio. Ad ogni

modo abbiamo ancora un po' di tempo, la trattativa sarà lunga.

Non sappiamo ancora che cosa vogliono da lei.

Qualsiasi cosa vogliono, dovranno prima assicurarsi che Rosi non faccia cazzate.

E anche Rosi a sua volta vorrà delle garanzie.

Forse abbiamo ancora qualche giorno.

Anche se... Cosa?

Noi dobbiamo cercare di prendere i sequestratori.

Ma se non dovessimo farcela?

Dovremmo lasciare che lo scambio venga. Dottor Calcaterra, noi i criminali li

fermiamo, non li agevoliamo nei loro affari.

Ma i loro affari riguardano un ragazzino di cinque anni.

Sui sequestratori abbiamo almeno fatto dei passi avanti? Sì, almeno adesso

abbiamo una faccia. Uno stidaro, quasi sicuramente il capo, perlomeno uno che

conta.

Vito, che succede?

C'è stato un omicidio, forse Centano si abate.

Ma fai un culo. Che c'è?

Nason, un respone.

Aveva a chiamare per pigliare i piccoli di un giavaglio.

Chi deve un tossico? I piccoli ci siebbero. Ti pare che ancora un chiama?

A controllare.

E hanno sparato un colpo solo.

Al cuore, preciso.

Sembra il lavoro di un killer, ma è strano.

Un killer non si muove per uno così.

Era pure incensurato.

Andiamo a sentire il testimone.

Io stavo tornando dalla mia solita passeggiata, quando ho visto quei due

che trascinavano la signora. E poi sono salito in macchina.

Io, dottore, sono un vigile urbano in pensione. E mi piace occuparmi di questi

fatti di cronaca.

E quella donna, sì, dottore, quella donna somigliava proprio a Rose Abbate.

Io all'inizio non ci ho fatto caso.

Ma poi, ripassando, ho visto la porta di Nasone.

Mi sono affacciato.

Ed è lì che l'ho visto, per terra.

Gli uomini che stavano con l'abbate, è in grado di descriverlo? Ma certo,

dottore. Allora, il primo era alto, ben piantato, proprio un po' strato, e mi

ricordo occhi azzurri.

L'altro, l'altro, mingerlino, con la barbetta.

E cadena, hanno trovato Rosi.

Oh, è successa una camurria.

Ci sono gli sbirri.

E c'è pure calcaterra.

Nell'abbate?

Sicuro ci entra.

Ah, un'altra cosa.

La piazza dove c'era Nasone.

Ci hanno visto anche a catena.

Vieni via.

Ci penso io.

Grazie. Grazie.

No, per carità. Grazie. Sempre a disposizione.

Salve.

Il ragazzo aveva messo quel telefono.

Oppure era qui a controllare per conto degli uomini di Spina.

Rosi l'ha seguito per trovare i mandanti.

E intanto Catena seguiva Rosi.

Mettiti comoda.

Hai una reginetta qua?

Passamela.

Un amico.

Sai che differenza c'è tra lui e la puttana?

La puttana può fottere con le picciole.

Invece io vengo lì, ti fotto e poi a pagarmi sei tu.

Vedi che se vieni per i piccoli puoi rimanere dove sei.

I piccoli me li darai.

Dopodiché ti scanno come un maiale.

Ma un bazzastica a tuzza.

Che per me erano frati.

Voglio vedere che mi implori mentre ti faccio a pezzettini.

Che è?

Ti diverti?

Catena ha rapito Rosy? Quando siamo arrivati, Catena stava parlando con i

pusher. Qualcuno deve averlo mandato a casa di quel tossico. Ma che ci faceva l

'abbate lì? Ma solo l'hanno messo in piazza agli stedari per controllare che

Rosy prendesse il telefonino. Lei se ne accorta? L'ha seguito per arrivare a

mandanti. Sì, ma adesso il problema è un altro.

Se Catena non ha ammazzato Rosy, è perché i ferro vogliono i suoi soldi.

E se è così, Leonardo in è spacciato.

Così abbate.

Forse l'hanno presa.

Ma non ti preoccupare.

Che ci fu?

Ha ricocchi quattro picciotte. Che successe? Piglia la scappa e rubi il

cilindro. Ha ricocchi quattro picciotte e piglia la scappa e rubi il cilindro.

Povero! Ha ricocchi quattro picciotte e piglia la scappa e rubi il cilindro.

Ha ricocchi quattro picciotte e piglia la scappa e rubi il cilindro.

Ora tu t'affaro un piccioletto, capiste?

Bravo, così, bravo.

Ci sono due segnalazioni della stradale dei mezzi usati dai Ferron. Una delle 14

e 30, dalla statale 121 verso Catania.

L'altra delle 16, sempre dalla statale 121 ma stavolta verso Gravina. Quindi

possiamo dire che hanno fatto la stessa strada, sia all'andata che al ritorno.

Sì, ma in mezzo c'è un mondo.

Insomma, stiamo andando per tentativi.

Secondo me però non hanno tenuto Rossi in macchina per ore.

Sì, infatti qua c'era un posto di blocco della stradale per una rapina venuta

oggi. Senti la scientifica, ci servono altri dati dal luogo della sparatoria.

Scusi, c'è una ragazza che la cerca. Chi?

Una ragazza, di là. Ah, davvero?

Sì, sì. Dove?

Di là.

Ma che ci fate?

L'interrogatore.

Dio, ti sembra il posto per mangiarci un panino?

È perfetto, silenzioso, appartato, antiproiettili.

Che ci ammazza.

Perché sei passata a trovarmi?

Ma perché?

Rispondi.

Ah, finisci.

Rispondi.

Perché pensavo ti facesse piacere fare una pausa.

Brava. Bella idea.

Che provi per quest'uomo?

Guardalo bene.

Simpatia. Simpatia.

Poi?

Del sentimento.

Del sentimento?

Sì. Mi piace.

Ti piace.

Solo che... Solo che è pazzo.

Bene.

Basta così.

Era adesso.

Grazie. Prego.

Sta decisamente meglio.

Tra poco puoi tornare operativo.

Sì.

Ma vorrei che tu fossi dalla mia parte.

Mi ci devo abituare.

Tu sei bella.

Oh, no.

Sì, va bene, va bene.

D'accordo.

Va benissimo.

Purtroppo sul luogo della sparatoria non è emerso nulla di interessante, a parte

qualche bossolo e qualche traccia di pneumatico. E questo non ci serve a

niente. Ma spesso i pneumatici conservano tracce di tutto quello su cui

passa un'auto. E quindi ce l'abbiamo qualche cosa?

È rarissimo trovare qualcosa di veramente utile.

I reperti sono spesso confusi e contraddittori. E quindi non abbiamo

niente. Ma qui qualcosa c'è. Oh cazzo, sudo, ce l'abbiamo o non ce l'abbiamo

qualcosa?

Mischiato alle gomme abbiamo trovato tracce di pozzolana. Oh cazzo.

Scusa. Sandro.

Caputo.

Dimmi, che c'è, Caputo?

Forse abbiamo scoperto dove tengono la abate. Ah.

La scientifica ha trovato delle tracce che possono provenire solo da una cava

di basalto. E ce ne stanno in zona?

Catena e gli altri si sono allontanati verso Gravina. E proprio a Gravina c'è

una cava chiusa da anni.

Ma ridagli.

L'antidroga dice che ci facevano strani traffici.

Calcaterra e la Colombo sono già per strada.

Dai, torna di là, forza. Sì.

Anna.

Scusami, fine pausa. Devo tornare al lavoro.

Caputo, ci pensi tu per favore? Sì.

Sì, sì.

Anche meno, eh? Sì.

Prego, da questa parte.

Eccolo qui!

Che minchia dici, chi era?

Non lo so, aveva nel passamontagna.

Ti mi devi venire a prendere che mi hanno fatto saltare le ruote.

Sto arrivando, sto arrivando.

Accelera, abbiamo un problema.

Non sappiamo cosa troveremo alla cava.

Usiamo la massima attenzione.

Ok.

Come stai?

Bene, sto bene. Non è niente, non è niente.

Rosario è morto, erano quattro, ci hanno preso alle spalle.

Comunque le interessava solo l'abbate, perché se no a quest'ora ero morto pure

io. E come lo sapevano che stava qua?

Lo so.

Li ritroviamo, Michele.

Sti figli a buttare.

Sul mio onore.

Che nessuno si può permettere di fare questa camorria a casa nostra.

Quello è Achille Ferro.

Non è Achille.

Gli sberri! Gli sberri! Ammone!

Ammone!

Stanno scappando! Un SUV e una macchina!

Vai! E Rosi?

No, Rosi non l'ho vista!

Mi fa un culo!

C'è stato il fuoco!

Gaetano, c'è qui il sufo!

Colombo, è stata l'operativa. Un sufo nero, c'è salendo verso la Gravinesi, in

direzione Toglietoro. C'è la rosine, su! C'è la rosine, su! No, no, non l'ho

vista! C'è Achille Ferro!

Andiamo!

Guarda qua!

Così è viva.

È viva.

Hanno fatto un delirio qui.

Questo lo conosco.

Stava con catena ai giardinetti.

Questo sai chi è?

Cinque cerchi che formano una stella. Li chiamavano i pulci della malavita.

È uno stridaro?

Ma certo, cazzo.

Ruggero vi ha mandato a riprendere Rosi. A riprendere il suo investimento.

Il sub l'abbiamo perso.

Qui? Ci stiamo facendo un'idea.

Dottoressa, guardi qui. L'abbiamo trovata in un tunnel sotterraneo.

Quanta? Quasi 200 kg.

Non avremmo preso l'abbate?

Ma il ferro stasera ci abbrucia.

O un colo.

Dobbiamo risolvere questo problema, Michele.

Riprendiamo l'abbate.

Lo so.

Ma non è che te che mi preoccupa.

E chi?

Mi faci.

Che è successo alla cava?

La roba sequestrata dagli esperri?

Non andrà giù, Michele, non andrà giù!

Non andrà giù!

Con tutto il rispetto, ma tuo padre ormai conta poco.

E no, Michele, rimane sempre l'anziano della famiglia.

E la commissione, sempre questo ce l'ha.

Che vuoi fare?

Chattarlo come se non fosse mi pace.

Chi ci ha sparato addosso?

Ancora non lo so.

Ti va male, Michele?

Ma lo posso sapere chi siete?

Adesso lo vedi chi sono.

Mi conosci?

Ma io ho qualcosa di tuo.

Questa magari la conosci.

E la prossima volta non sarà solo una scarpa.

Dove sta?

Dove sta mio figlio? Ti prego.

Sta che ha una madre che non gli vuole bene.

Che invece di pagare un riscatto se ne va in giro a fare minchiate. No, non è

vero. Ah no?

E a casa di quel tossico che ci era andato a fare?

Volevi fottere a noi?

No, io... Che per venirti a liberare ho perso anche un uomo.

Sentimi bene.

Hai tempo una settimana per trovare i piccoli. No, no, no, no. È troppo poco

tempo, non mi basta.

Mi serve più tempo, sono all'estero. Non me ne fotti una niccia. Mi ci vuole più

tempo. Fottami i piccoli altrimenti tuo figlio è morto.

No! Come intendete procedere?

Stringendo il cerchio intorno a lui.

Secondo me è lui il capo della banda dei rapitori.

E quel punto interrogativo?

Un mio dubbio.

Una perplessità.

Secondo me c'è un capo, un socio, qualcuno che muove i fili.

E c'è solo una persona che può chiarirmi le idee.

E chi sarebbe?

Dante Mezzanotte.

Sandro ha scoperto in una vecchia indagine che il suo nome e quello di

Ruggero Spina stavano insieme. Mi serve solo l'approvazione.

È un'idea.

Oh!

Ma che... Oh, oh!

Aprite! Aprite!

Se lo dammi ferro.

Oh, oh!

Aprite! Aprite!

Che cazzo hai fatto? Mezzanotte!

Sto di merda! Cazzo!

Come mi stai portando?

Mi prometti che qualsiasi cosa vedi non cambi idea su di me?

Ma che cosa devo vedere?

Tu prometti?

Promesso.

Stiamo andando a casa mia.

Cioè, dei miei genitori.

Cioè, una delle case dei miei genitori.

Una delle case?

Vieni. I miei genitori non ci sono.

Si sono trasferiti in un altro appartamento, completamente diverso da

questo.

Mio padre è in una fase astratta.

Certo.

Lo sapevo. Perché non me l'hai detto prima?

Non te l'ho detto perché non voglio che le persone pensino che faccio questo

lavoro per hobby.

Sì, ho capito, ma io non sono le persone.

Infatti t'ho portato qua.

Senti, scusa, fammi capire. Tu rischi la vita tutti i giorni, anche se puoi

permetterti di non lavorare.

Gaida, io sono stata fortunata.

E quindi aiuto come posso.

Tocca a te adesso.

Cosa?

Mi devi dire quello che c'è stato tra te e Giuliana.

Ma sei gelosa. Voglio sapere che cosa c'è stato tra di voi. Cosa c'è stato? C

'è stata una storiella.

Ah. Eh.

Senti, ispettore capo baronessa Leoni, da quando sei entrata in servizio alla

Duomo io non faccio nient'altro che pensare a te. Anche quando stavi insieme

a quel fenomeno di Umberto Nobile.

Quindi adesso stai calma e fidati, anche perché io... mi sono innamorato di te,

ti amo.

Vai a prendere le valigie, ci trasferiamo qua. Io devo andare a

prendere le valigie?

Ma chiamiamo il maggiordomo, allora è tutto finto. Qua guardi cose.

Vai a prendere le valigie.

Come mai quest'altro colloquio investigativo? L'abbiamo appena messo in

isolamento? Devo farlo collaborare prima che venga trasferito.

Grazie.

Ti sei messo a fare la guerra sera adesso?

Com'è che si dice?

Prevenire è meglio che curare.

E comunque se non lo facevo io, lo facevano loro.

Era dall'aria.

Sì, ma adesso rischi che Rosso ti trasferisca.

Un carcere vale l'altro.

Che cosa vuole Calcaterra?

Un'informazione, una domanda.

Che sai di Ruggero Spina? E non dirmi che non lo conosci perché so che non è

vero.

Ma dovrebbe sapere che io con la polizia non ci parlo.

No, ma tu mica devi parlare, eh. Parlo solo io, poi capisco l'espressione.

Secondo me Ruggero Spina sta dietro il sequestro del figlio della Bade. È

possibile secondo te?

Sì.

E a me domani mi fanno capo dalla polizia.

Siamo in Italia, tutto è possibile.

Ascolti, Ruggero solo una cosa sapeva fare, spezzare il cuore alle femmine.

Per il resto di carte buone non ne aveva.

E se qualcuno gliele passasse queste carte, lui sarebbe in grado di giocarle?

Basta, ho detto fin troppo.

E comunque se Ruggero Spina avesse fatto il salto di qualità, Che le debbo dire?

Sono contento per lui.

Dottor Mezzanotti, ma... Lei era il mafioso quello laureato.

Una testa come la sua.

La prossima volta che la metto ci faccia la parpa.

Non è da lei.

Che dice mezzanotte? Secondo lui Ruggero non è il profilo giusto per essere il

capo di quella banda.

Deve esserci qualcun altro, chiede.

Calcaterra non sbaglia mai.

Dove sei?

Sto per entrare in un ristorante.

È da stamattina che non mangio.

È a pranzo con tua sorella?

Come hai fatto a capirlo?

Di solito ti mangi un panino a bar.

Potrei anche avere un appuntamento galante, cosa credi?

Magari, me lo auguro per te.

Salutami tua sorella.

Papà diceva che qui facevano la pasta con le salve migliore di Catania.

Che non è cambiata niente.

Noi siamo cambiati.

Siamo solo cresciute.

Sei bella, gioiozza.

Mi spiace che papà e mamma non ci possano vedere.

Ci hanno lasciate sole troppo presto.

Noi passiamo il tempo a litigare.

Sai quanto mi fa stare male questa cosa.

Credi che per me sia diverso?

No. Ma forse non hai mai capito veramente che cosa vuol dire per una

donna fare politica in Sicilia.

I pregiudizi della gente. Che c'è? Gli sguardi dei sepolcri imbiancati.

E che una femmina se ne deve stare a casa a fare la calza. Se finisci allora

è l'amante di qualche notabile.

Anche il mio lavoro non è facile.

Lo so.

Sono orgogliosa di te.

Veramente.

Anche oggi con tutta quella camorria, come stavi?

Non era brutto come sembrava.

Ma ti hanno sparato addosso, non è neanche la prima volta.

Io mi chiedo, ma come fai?

Dici a Milo è un po' alla volta.

No, per fare quello che fai tu bisogna essere speciale.

Non pensiamo che ce l'avresti fatta. Fare che?

A ricominciare da capo. Io solo quello so fare.

Pensavo che avresti rinunciato alla politica.

Sono ripartita da zero in un pesino di merda. Ma credo in una cosa.

Nella forza di volontà? Io ci credo che questa terra possa cambiare. Ci combatto

ogni giorno.

Cerco di cambiare la mentalità della gente.

Vabbè te lo dico, ma sei la prima a saperlo.

Io mi candido.

A cosa?

Alle prossime regionali.

Tu hai riuscito a convincere la segreteria ad appoggiarmi.

E tu?

Che fai, mi appoggi tu?

Dipende dal programma. Inchè, che stronza!

Inchè, governatrice della Sicilia, mia sorella.

Salute.

Grazie, Danilo.

Grazie.

Grazie Gioia.

Papà sarebbe orgoglioso di te.

Già, io lo so.

È bevuto.

Voglio mangiare la birra.

Perché pensi che non me la cavo da sola con te?

Pensi che non ti so tenere a bada?

Ti piace?

Grazie.

Con tutta la giornata di oggi anche il conto per il regalo l'hai trovato.

Sì, da noi.

Corri forte e scartali tutti.

Corri forte e scartali tutti.

Me lo diceva sempre Mario.

Mario Sciano.

Quando era riformatore.

E giocavamo a pallone nel cortile.

E prima di entrare in campo lui mi diceva sempre, Rugge, squadra unita, tu

corri forte e scartali tutti.

È un aforisma, è tipo un proverbio, però c'è il senso di

un consiglio.

È un buon consiglio.

Pensa se ci avessi un partito tutto tuo.

Nostro.

Sicilia unita.

Corri forte e scartale tutte.

Buona fortuna mezzanotte.

Seduto!

Seduto mezzanotte!

Grazie.

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