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Zulu
Rosa.
Dov'è il suo figlio?
Non è che ma noi che ne sappiamo.
Rosa, diteglielo voi.
Tu?
Oppure tu?
Te lo giuro, non siamo stati noi. No?
E allora chi?
Perché se non siete stati voi è stato qualcuno di molto vicino a voi e Alfonso
non lo sapeva.
Quindi vuol dire che uno di voi due deve sapere.
No, vi prego, solo uno. No, vi prego, no.
Solo uno è stato.
Sheriff, un guercio.
Un guercio? E che minchia c'entra con noi?
Solo le macchine.
Ci rimettiamo le macchine per il viaggio, tutto qua. E c'era bisogno di
un cane sciolto come Quercio per procurare le macchine o un motoscafo?
Noi tenevamo poco tempo.
Poi lui non sapeva quello che dovevamo fare.
Ma chi minchia è sto Quercio?
E' uno mezzo matto, ubriacone.
Bravo con i motori, per carità, ma non ci si può federe.
Sembra attaccata ai piccioli. Io dove lo trovo?
Artuzzo, portala da qui sto Quercio.
E li suon fichio ce l'ha lui.
Rosi, ti chiedo scusa.
Peppe Donaghele, Peppe.
Peppe.
Questo che pesce è?
Arricciola, Donaghele.
È buona arricciola?
Buona. Fatti controllare la gamba, Peppe.
Corrato, Donaghele.
Corrato. Perché me la porti a casa stasera? Sarà fatto.
Sarà fatto, Donaghele.
Di solito ero io a coprire le spalle dottoressa. Per una volta volevo che ti
riposassi un po'. Come se le cavate calcatelle?
Direi non male. Forse non ho fatto un cattivo affare a salvargli la vita.
Sì, lo so, è più bello di me.
No, è solo più giovane, Vito.
Scevola, non stai messo bene. È tentato omicidio.
Sai che vuol dire?
Con i precedenti che c'è li fai almeno 15 anni.
Sei un buon avvocato?
Altrimenti diventano 20.
Ma tanto ormai Alfonso è morto. Che cazzo te ne frega? Gli devi coprire.
Va bene, va bene. Ma io costo questo per bambino non c'entro niente.
Io spaccio e rapisco carosi di cinque anni, tanto più se sono figli di gente d
'onore. Hai passato una vita insieme ad Alfonso. Possibile che non ti ha detto
niente.
Figurati se non ti ha parlato di un lavoro così grosso come aiutare l'Abbate
a rapire suo figlio.
Sì, ma hai detto io non le so.
Ho capito, ma ti avrà parlato ad un complice, no? Di qualcuno di cui non si
fidava, qualcosa che non gli tornava.
Ho sentito quelle gente che io non conosco. Io non lavoro per Eferro.
Appunto, quindi non gli devi niente.
Un nome, scevola.
Un nome ti lasciamo andare.
Ma che minchia fanno?
Ce l'avete fatta?
Alla scoperta.
Il bambino.
I soldi?
Il bambino.
Sta dormendo.
In cabina, sulla nave.
Copritelo faccio.
Ma non ti preoccupare, eh?
Gli ho dato le gocce che uso io per stare calmo. Ma sei pazzo? Lo vuoi
accoppare?
Poche glielo date.
E il
resto?
Ha il lavoro finito.
Quale lavoro?
Il lavoro mio finisce qua.
Il tuo lavoro comincia qui.
Hai già preso contatto con l'abate, no?
Ma con chi?
Io manco lo so il numero di abate.
Chi è il ragazzo della minchia?
Rapisci un bambino e manco ti preoccupi di chiedere il riscatto.
Scommetto che ti sia fatta vedere pure in faccia.
Ti sei mosso così male che sarà Rosa a trovare te.
Per questo è meglio che il bambino lo teniamo noi.
Minchia, ma se mi hanno scoperto mi devo nascondere. Perché?
Finché il bambino ce l'abbiamo noi, tu non ti devi preoccupare di niente.
Le dici che terrai i tuoi contatti con noi?
Oh, ce l'hai un telefono pulito.
Quello che uso sempre.
Dammi.
Questo devi usare, ok?
Sì, ma... Io intanto che la faccio? Quello che ti viene meglio.
Cirillo Boni, nato a Catania nel 3779.
Sarebbe lui la mente del sequestro del bambino. Il secondo scevola in passato
ha fatto dei lavori per Alfonso. Sì, ma qui parliamo di furto d'auto,
rifiutazione, insomma, robette.
Sciuto, ti dice niente il nome Cirillo Boni?
Siccome no, il guercio.
Correvere lì, poi ha iniziato a bere e pippare, si è bevuto la carriera e si è
pippato l'occhio.
Mi stai lasciando qui?
No.
Ci vado a parlare io con Guercio.
No.
Stiamo parlando di mio figlio.
No.
Benvenuti! Oercio, eh?
Dove l'hai messo il traffico di merda, dov'è?
Dove l'hai messo, cazzo?
Dove l'hai messo il bambino?
Al sicuro. Al sicuro dove, dove?
Dov'è il bambino?
Calma, state tranquilli, non c'è bisogno.
Dov'è? Se mi toccate, il bambino muore.
Il traffico di merda, dove l'hai messo mio figlio, dov'è?
Dov'è?
Tieni giù le mani, abbate.
Sono un uomo d'affari, Leo.
E allora che cosa vuoi?
No, no, no, no, no, no.
Mezzo di merda. Mi stava dicendo dov'era il bambino. Allora.
Mi stava dicendo dov'era il bambino, ma che cazzo fa? Ma che te stava dicendo?
Stava facendo perdere la Jotel.
Qua ci veniamo solo a togliere di mezzo sto scassaminga, Rosi. Ma che minchia
dici? Oreste mi aveva promesso che lo riuscivamo a... Oreste non conta più
niente. E a chi le c'è frega piccaro figo tuo?
Voi volete i miei soldi?
E ora ce li devi dare.
Io non vi do un cazzo.
I soldi mi servono per l'euro, sapete?
Tuo figlio è già morto.
Dove sono i piccoli?
Fai la bottana, altrimenti alla fine la gueccia ti fa soffare. Sì, e allora
spara.
Spara perché tanto se non posso salvare mio figlio, di vivere non mi interessa.
Guanzulo! Palla! Sciuto!
Prendetela! Via, via, via!
È Cartuzza, il braccio destro di Achille Ferro.
Leonardo era qui.
Però si è arrivata tardi.
Vai,
vai, vai.
Eccolo, dai, stai lì dietro.
Chi li portasti? Dirige verso nord.
Allora, una Golf GT grigia metallizzata a tre porte, via Libertà, diretta verso
Nob. Ce la fate a bordo?
Ma troppo veloce, cazzo! Il Guercio è un pilota di Rellì.
E allora, mica sta guidando il Guercio! La macchina è elaborata!
Cazzo! Dai, dai, vai, vai!
Che cazzo è successo? Sembra che ci fosse un po' troppa gente su quella
nave. Calcaterra?
È sul posto con la Colombo. Io raggiungo Palladino. Ok.
Vai, vai, vai, vai, vai.
Ha preso via Costarelli.
Si dirige verso Veleafrica.
Cazzo ne sai via Costarelli? Ci vivo a Catania.
Dai, dai, accelera. Ma non ci passo, cazzo. Vai.
Vai.
Ma che fa?
Vai! Ma dove cazzo vado? C'è la gente!
Porca troia!
Abbate di merda! Si è asseminato all'incrocio tra Viale Africa e Via
Costarelli.
Non fatevela scappare!
Non fatevela scappare, cazzo!
C'è lo postaio là.
E' scesa a piedi.
Tu vai giù.
Vai giù.
Sandro, mi senti? Sono Francesca.
Rosa ha abbandonato l'auto, è fuggita.
E noi ci siamo separati.
Ce lo può stare io là.
Finisci, non ti raggi in piedi.
Fai circondare l'aria. Sì, sì.
Ha lasciato la macchina. Rosa ha lasciato la macchina.
Vaffanculo.
Il guercio stava nella banda dei sequestratori.
Ma non capisco cosa c'è tra Niferro.
Non lo so, ma qualcuno l'ha fatto parlare.
Che cerchi? Il telefono.
Se non ce l'ha lui, l'ha preso Rosi.
Dici? Il guercio era l'unico contatto che Rosi aveva con i sequestratori.
Adesso che il guercio è morto, resta solo quel telefono.
Sì? Sandro, hai un segnale GPS del telefono del Guercio? Sì, un attimo.
No, nessun segnale.
Aspetta.
Sì, fino a poco fa era acceso.
Dove? Tra Ciminiere e la stazione.
Lo stesso percorso di Rosi. L'ha spento e ha staccato la batteria.
Comunque è ancora in zona.
Stringere su cortile Ventura.
Stringere su cortile e pentura. Ho capito, Sandro.
Sì.
Niente, niente.
Torniamo alla macchina.
Va bene, grazie.
Nessuna segnalazione dai voti di blocco. La bata è scappata.
Casco e motorino?
Ha assalito il ragazzo delle pizze. Gli ha rubato il casco e il motorino.
Ecco come ha fatto a superare i posti di blocco. A quest'ora può essere ovunque.
Si sarà già sbarazzata del motorino e del casco.
Che cos'è?
Non lo so, l'ho preso dal cruscotto. Sembrano soprannomi, roba che ha a che
fare con l'automobilismo. Il Guercio era un appassionato di macchine.
E poi ci sono cifre, percentuali, non lo so, forse corse clandestine.
Uno, due, prendete il proprietario dello sfascio e portateli in quest'ora.
Dottore, è la bate?
Se vuoi me ne occupo io con i miei uomini.
Sì, va bene.
Ma la ferita deve essere profonda. Ha perso parecchio sangue, quindi
controllate farmacia, ambulatori. Le faremo controllare. Se riuscite a
trovarla, l'arresto deve rimanere segreto.
Faremo il possibile, ma armata è pericolosa.
Se vengono a sapere che l'abbiamo arrestata, per il bambino è finita.
Ho capito.
Chiama.
Hai
mangiato?
Poco. Si scassa la minchia, dice che vuole somaggio e quando entriamo in
cappuccino si scanta.
Noi siamo amici tuoi.
Voglio mamma.
Presto verrà a prenderti, sta lavorando tanto.
È lei che ci ha chiesto di prenderci cura di te.
Adesso ti dico un segreto.
Lo sai perché portiamo le maschere?
Perché siamo dei supereroi.
Ma nessuno può vederci in faccia, altrimenti perdiamo i nostri poteri. E
che poteri hai?
Io?
Io faccio sparire le cose.
E se fai il bravo poi ti spiego come si fa, ok?
Vedete gli altri giocattoli?
Un televisore, dei cartoni animati.
Trattiamolo bene o che ci riddo che il nostro investimento è. Ma come ci
mettiamo in contatto con la magia?
Ci penserà il guercio a trovarla.
Sempre che non trovi prima lei a lui.
L'abbate ha fretta di riabbracciare il figlio.
Noi invece fretta non ne dobbiamo avere.
E tu?
Ciao.
Sì?
Sta bene, sta. Sempre meglio che in quella barca di merda.
Quando avremo i soldi dell'abbate starà anche meglio.
Perché potrà tornarsene dalla madre.
Allora Capone, lei è il proprietario del rimessaggio dove il guercio teneva la
sua barca, giusto?
Sì, mi faceva pena, ma di quello che faceva io non so niente.
Eppure quel guercio c'era un bambino, che poi qualcuno è venuto a prendere.
Sì, ma l'avete visto pure voi altri, il rimessaggio è enorme, non lo so, e poi c
'è un continuo via vai di cristiani, e poi mica faccio il vigile urbano, io
travaglio. E infatti mi sa che tu cambi lavoro e finisci dritto dritto in galera
per favoreggiamenti in sequestro di minori.
Sono un padre di famiglia anch'io, mai fare una camorria così, ve lo giuro.
Te lo dica al suo collega.
Ma questo è il Balbetti, ma stai cercando di commuoverci, cerca di
commuoverci.
Dottore, per favore.
Il Guercio faceva corse clandestine?
Che c'entra?
Non lo so. Allora senti Capone, io lo so che tu non senti un cazzo.
Ma dimmi ancora uno non so, un cazzo di non so e ti giuro un nuovo invito per
aiutarti.
Beh sì, era un po' in quel giro, ma lui non correva per via dell
'occhio meno matto, ma tipo Torre se ne intendeva.
Però ora che ci penso, forse... Forse parla di mamma mia!
Qualche giorno fa ha voluto un pezzo di una fuoriserie incidentata che doveva
preparare l'auto da gara per un amico. Che amico? Non lo
conosco.
Però mi ricordo che mi disse che non si poteva sbagliare.
Perché qui c'è gente...
Il Gersu aveva un amico che fa corse clandestine. Non sappiamo chi è, ma
secondo me potrebbe entrarci qualcosa con i sequestratori. Vale la pena
approfondire. E come lo troviamo l'amico?
Attraverso questo.
È un collettore di scarico Super Race. Il Gersu ne ha montato uno così alla
macchina di un suo amico.
Alla prossima gara ci saremo anche noi.
Quando? Il venerdì notte, nella zona industriale dei... Mr.
Bianco. Mr.
Bianco, sì. Quindi stanotte? Sì, quindi stanotte. Andrò io come infiltrato. Voi
resterete in agguato pronti a intervenire.
Scusa, Mimmo, tu sei finito troppe volte sui giornali. Come fai? Secondo me
questa non è gente che legge i giornali. E poi non abbiamo alternative.
Una donna insospettisce.
Tu hai lavorato a Catania, a Sudro, con i suoi colleghi. Non ne parliamo.
Beh, rimango io.
Tu già hai tanto che stai in piedi, Sandro.
Dottore, mi intendo di macchine. Conosco l'ambiente.
Faccio qualche domanda.
Trovo questo collettore, dopodiché aspetto che intervenite voi. Dov'è il
problema? Aspetti.
Sì. Niente colpi di testa? Niente colpi di testa.
Ok. A giudicare. Sciuto, tu che conosci la zona, voglio un resoconto
dettagliato. Se veramente ha a che fare con i sequestratori non ci deve
scappare. Abbiamo i primi rilevamenti della scientifica sulla barca.
Cartuzza ha sparato al Guercio e poi Labate ha sparato a Cartuzza.
Di Ferro hanno cercato di inserirsi nella trattativa tra Rosi e Abate e i
sequestratori. Sì, ma c'è qualcosa che non mi convince.
Oreste Ferro era un mafioso vecchio stile, un uomo d'onore, ed era amico
della famiglia Abate.
Per quale motivo dovrebbe aver tradito Rosi?
C'è movimento?
Tutto come al solito, capo.
Stamattina oresti uscito a pulire il giardino e poco fa è rientrato a casa
per pranzo.
C'è qualcosa di strano.
Tenete gli occhi aperti, mi raccomando. Ok, va bene.
Yelona, vai in cantina.
Ma che ne pensi tu?
A me sembra tutto a posto.
Tu non t'ha a permettere di fare certe camorrie senza tu mandare a me.
A Riosabate ci chiedi la mia parola?
Riosabate non è una donna ad onore.
Non è niente.
È solo una buttana con un po' di piccoli.
I piccoli che ci servono per riavere suo figlio. Fanculo o fecchio.
Va bene.
Io ti ho ammazzato Cartuzza.
Che per me erano frati.
Uno che per la famiglia ha sempre dato il sangue.
Don Oreste, scusate, ma vostro fecchio aveva ragione. Tu non t'ha a picciare.
Anche se sei mio figlio, molto devi stare davanti a me.
Ma che c'è di rispetto, Achille?
Lo capisci?
A me che ti tengo in braccio, che ti insegnai a camminare. Non è questione di
rispetto, papà.
A difendere i nostri abati ci facciamo solo nemici.
Cattici! E da una cantatrice.
Era amica di chi da sbira, la Mares.
Per colpa sua, mezza cupola fino a 41 bis.
Sono in famiglia, su.
O esseri.
Ma la commissione non la pensa come voi altri.
Che c'entra ora la commissione? Ci parlai.
Parlai con Don Barraga e Don Legascio. E ci parlaste con loro senza parlare prima
con me? Sì.
E sentiamo.
Che dicono?
Che avete fatto vecchio.
Che vi fate intenerire da chi è da femmina solo perché eravate amico dei
suoi padri?
E tu?
Tu la pensi come loro?
Vabbè, io vengo a pensare alla famiglia.
E da quando?
I suoi padri e la tua famiglia.
Ma che minchia vuoi?
Io sono la tua famiglia.
Hai ragione, mamma.
Ma arriva un momento in cui i vecchi camminano con le gambe loro.
E chiudici questa barraga a questo pensiero di seppente velenoso?
È un pensiero giusto, Zomarino. Ah!
Mi raccomando.
Fate merretta.
Lasciate perdere, così avvate.
Tu non devi
venire qui.
Epporo mio figlio.
Ti salutiamo.
A casa.
Amore.
Ciao, boss.
Me lo porti tra una settimana per il controllo. Va bene. Arrivederci. Grazie,
dottoressa. Arrivederci. Andiamo, su.
No, no, la prego.
Zitta. Ti prendo tutti i soldi. Shhh.
Muta.
Oddio.
Mi devi ricusire.
Non posso.
La prego. Per favore.
Quello che cos'è?
Un'anestetica.
Non lo voglio.
Ok, a lei farò male.
Ma che è, non ti scanti?
Certo, ma non voglio che lei lo percepisca.
E gli animali lo sentono, come fai?
Quando gli animali sono feriti, attaccano senza minacce specifiche.
Dov'è che vai stasera?
Non posso tirarmi indietro.
È un'emergenza. Ma la tua salute è un'emergenza.
Mi fa molto più male starmene a casa seduto.
Non sei ancora pronto per tornare a fare l'operativo.
Lo so, ma questa è un'eccezione.
Certo, non vedevi l'ora di tornare a fare il pistolero.
Sono un poliziotto. No, tu sei un tossico, in crisi di adrenalina.
Cazzo ridi?
Ti pare normale che per sentirti vivo devi rischiare la vita?
Qualcuno dovrà pur prenderli questi cattivi, o no?
Sei un cretino.
Sei stupenda quando ti preoccupi per me.
Ciao, mammina.
Prima che torni.
Cos'è?
Un regalo, anche se non te lo meriti.
Tu hai sempre sognato di essere una croce rossina che salva il mondo, vero?
Innanzitutto non sono una croce rossina.
E poi se riuscissi a salvare solo te sarebbe già abbastanza.
Dunque stai calmo.
È solo un libro, non un ordigno da disinnescare.
Un libro che sicuramente non hai letto neanche al liceo.
Non ho fatto il liceo.
Di che parla? Un uomo che cerca se stesso.
Tipo me?
Un po' meno poliziotto.
E a spunto com'è?
Ho rimappato la centralina.
C'ha una curva da paura.
Ma alla fine è il manico che conta.
Quello me lo porto da casa.
È di serie.
Ni, testa rossa!
Cos'è che c'è pane per i tuoi denti?
Sei nuovo?
Di passaggio.
Volevo vedere se a Catania c'è da fare un po' di piccioli, come dite voi.
Quello è tuo.
E allora?
Gran bella macchina. Che c'hai sotto?
Lo conosci? O te lo devo spiegare?
Boxer Super Race.
Minchia.
Ha una sigaretta?
E certo.
E te li vuoi ancora giocare, piccioli?
Mi sento fortunato.
Sì, mi piace.
Ah, perché non ci giochiamo quella?
Andata. Ha acceso la sigaretta? È il segnale.
Quello è l'amico del guercio.
Ci siamo, state pronti.
Aspettiamo il tuo segnale.
Ci vediamo dopo, eh?
Sì? Dove sei?
Affarino poco di questa cosa.
E questo è con te?
No, ma mi ha detto che sarebbe venuto, anzi doveva già essere qua.
Vattene via. Che dici?
È un'ora che provo a chiamarlo, non mi rispondi.
Festa rossa!
Ci hai ripensato?
Vattene da lì!
Non mi piace, sento che ti sbirri.
C'è qualcosa che non va.
Eh, Patrick!
Sì,
chiaro. Va bene, va bene.
Fermo! Polizia, fermo!
È saltato tutto, state pronti!
Stanno arrivando?
Ci vengono addosso!
Morto non ci serve un cazzo.
Qualcuno gli ha telefonato, ha mangiato la foglia.
Rolando Sumanni, abitava a Catania.
Controlla che non ha dei precedenti e fai fare un sopralluogo all'abitazione.
Ti ha comprato dei giocattoli stamattina?
Dove? Maletto, un paesino nella valle dell'Etna.
da lei chiamato non è al momento raggiungibile.
Neanche testa rossa risponde più, ce ne dobbiamo andare.
Quando? Adesso, subito, prendo il picciritto, muovete, bruciamo tutte
cose. Non le deve restare niente, neanche una giaccia.
È tutto inutile, cazzo. Abbiamo perso troppo tempo per le ricerche. Dottore,
abbiamo fatto l'impossibile. E si vede che l'impossibile non basta, sciuto.
Stavamo un passo così, cazzo, un passo così da prenderli.
Bene, bene. Dunque, cerchiamo di mantenere la calma.
È chiaro che Testa Rossa è uno dei sequestratori. Ha comprato dei
giocattoli nel negozio di Maletto.
E sappiamo che il caso Dare, trovato in fiamma intorno al paesino, era
sicuramente il loro covo. Questo non può essere un caso. Loro sanno che li stiamo
addosso. E noi sappiamo che prima o poi per mettersi in contatto con Rosi
usciranno allo scoperto. Sì, ma il telefono del Guercio non è attivo, vero?
Sì, ma Rosi prima o poi dovrà riaccenderlo.
Comunque il bambino è ancora vivo.
E non gli stanno facendo del male.
Altrimenti non andrebbero in giro a comprare dei giocattoli.
Sono furbi.
Arrivano sempre prima.
Usano satellitari per non farsi tracciare. E hanno bruciato il covo per
non lasciare indizio alla scientifica.
Chi è il proprietario? Il proprietario è morto tre anni fa.
E da quel momento la cascina è abbandonata.
Ma sappiamo almeno chi sono? Non sono mafiosi.
Il guercio era un border alcolizzato e Usuman invece aveva qualche denuncia per
furto d'auto.
Lei mi sta dicendo che ci facciamo prendere per il culo da una banda di
straccioni.
Abbiamo appena saputo che l'abate ieri sera ha aggredito una veterinaria nel
suo studio. L'ha binacciata, si è fatta ricucire la ferita e prima di andarsene
si è rubata tutti i soldi dell'incasso.
Scusate.
Adesso anche l'abate fa i suoi porci comodi. Bene, no?
Dottoressa Colombo, temo che lei abbia perso il controllo della situazione.
Signor Questore, lei lo conosce meglio di me.
Crede davvero che Calcaterra voglia catturare l'abbate?
Perché mi dice questo?
Perché ho visto una certa esitazione nel mio collega.
L'abbate ha collaborato con la Duomo per un certo periodo segretamente e
Calcaterra ha cercato di stabilire con lei un rapporto umano.
Fino a che punto?
Questo non lo so e non lo voglio sapere.
Ma se scopre che in traccia il vostro lavoro mi avverta immediatamente.
L'abbate deve ritornare dietro le sbarre.
Questa puttana per forza a Catania si deve nascondere.
Hanno fatto girare voci. La dobbiamo trovare prima che paghi il riscatto.
Achille, ma lo sappiamo chi minchia sono questi sequestratori?
Non lo so, ancora.
Non lo so.
Ma dimmi una cosa, c'è poi famiglia Ferro?
Permettete a quattro minchioni, a quattro nessuno.
Ti pensi a fare il loro cazzo e non posso mandare niente? A cosa funziona,
Achille? No, Don Barraga, ma prima devo trovare Rosiabate.
E tuo padre, che dice?
Mi pare che se ne deve fare una ragione.
Perché ora com'anno io, giusto?
A San Giusto ci mancava un dito.
Ho un figlio che si mette contro il padre.
Se il padre lo ha, chi lo scorda?
Signore, diciamo che... Diciamo che con i piccoli dell'abbate si possono fare
buoni interessi. Insieme agli amici, si intende.
Quanti piccoli? E quanti piccoli?
400 milioni di euro.
Sono chi ti che rubò il cuocornuto di tante mezzanotte nell'affare con i
talebani. 400 milioni?
Esattamente.
L'idea è buona.
Però, Achille, voi giovani lavorate troppo di fantasia.
Non sono fantasia.
Meglio petea, picchino aute.
Scommettiamo sui cavalli vincenti che quelli zoppi fanno una brutta vena.
Lo so.
Sì.
Dove?
Hanno visto la regina a Canalicchio.
Bene, bravo.
Ex-regina.
Abbiamo conto di una banda che non è affiliata con nessuna famiglia catanese.
Questi sono veloci, furbi, scaltri, ma non sono perfetti.
Dobbiamo ribaltare i cadani per trovarli.
Non ci dimentichiamo dell'abbate.
Sudo, tutto bene? Tutto a posto, tutto.
L'ho trovato a casa di Osumanni, in fondo a un cassetto.
Mi sembrava una faccia conosciuta, ma poi mi sono ricordato.
Architetto Sebastiano Rosati.
Si è scantato qualche settimana fa contro un albero dalle parti di Baia d
'Angelo, un paesino qua vicino. Un incidente?
Non hanno neanche aperto il caso.
Niente, ne è un'indagine. Chiuso. Tutto finito.
Scusa, però è strano.
Che ci facevano le sue foto a casa di Sumani? Tra l'altro era anche un esperto
di motori.
Modificarla una macchina per lui sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Sempre se l'architetto è stato ucciso.
Magari fosse andata così, però.
Se è un omicidio, forse dietro c'è la stessa banda dei sequestratori.
Al momento questa è l'unica pista che possiamo percorrere. L'unica.
Dottoressa, che fa? Viene anche lei alla Beata Angelo?
Conosce abbastanza bene il posto, no? Ma sì?
Sì.
Ma perché sei preoccupato? Non lo so, penso che Teresa abbia un problema.
L'ho chiamata da vicino, diverse volte, ma
lei non mi ha sentito.
Grazie.
Insomma sei nata qui.
Dai, carina Bagliadangelo. Cos'è quella faccia?
Niente, ci abita mia sorella. E sono tre anni che non ci parliamo.
Non la dobbiamo mica incontrare.
Andiamo solo a fare quattro viaggiere col sindaco.
Appunto. Cosa?
È mia sorella il sindaco.
Ti conoscevo l'architetto Rosati.
Aveva prestato gratuitamente un'area verde comunale.
Era un idealista, con uno spirito ecologico molto sviluppato.
Del suo incidente sa dirci qualcosa?
Non lo so, quello che hanno scritto i giornali.
Mi dispiace molto.
Sa se aveva dei nemici?
Che io sappia no.
Perché pensate che non sia stato un incidente?
Siccome siamo l'antimafia e non la stradale, tu che dici?
Che poteva essere una scusa per venire a trovare tua sorella, visto che non ti
fai vedere mai.
Insomma lei esclude che possa essersi trattato di una ritorsione mafiosa?
Tutto questo territorio è mandamento dei ferro.
Quindi io non posso escludere niente.
Però io con il Rosati lo conoscevo poco.
Forse potete parlare con la sorella?
C'è già andato il nostro collega.
Va bene così per oggi. E grazie dell'aiuto.
Allora... Gioia!
Io la saluto, dottoressa. È stato un piacere.
Vediamoci, no?
Zoiuzza.
Sei bella.
Ti volevo dire solo che è bello vederti.
Sono qui solo per un'indagine.
Sei l'unico modo per incontrarti.
Allora augurati che ce ne siano tante altre.
Vediamo che cosa devo fare per farmi perdonare.
Mio fratello era un guidatore prudente e conosceva quelle strade come le sue
tasche. Col suo lavoro d'architetto era sempre in giro.
È assurdo che sia finito contro un albero in quel modo.
Io non ci credo, non ci ho mai creduto.
Certo. Senta, è signora o signorina Rosati?
Nunzia, va bene Nunzia. Nunzia, senta Nunzia, e di che cosa si stava occupando
suo fratello negli ultimi tempi? Di quello di cui si occupava da sempre.
Valorizzazione del territorio, progetti ecosostenibili.
Amava questa terra. Non gli ha accennato a qualche problema, a gente che ce l
'aveva con lui?
No.
Ma nei giorni prima di morire era sempre nervoso. Mi disse che erano entrati nel
suo studio, che l'aveva trovato sottosopra.
Senta, ha mai visto quest'uomo?
Sì, mi pare di sì.
Una sera che ero passata a prendere Sebastiano al circolo degli
ambientalisti.
Quest'uomo stava facendo benzina proprio lì di fronte.
La notai?
Perché l'avevo già vista da quelle parti.
Grazie.
Tutto a posto?
Lasciamo stare.
Sciuto si è fatto sentire?
Sì. La sorella di Rosati ha riconosciuto Osmani.
Si aggirava per Bagliadangelo poco prima che hanno ammazzato l'architetto.
Vorrei controllare la sua macchina.
Lascia il deposito.
Sì. Poi mi faccio accompagnare da Sciuto.
Tu sei convinto?
Di cosa?
Che indagando sulla morte di Rosati riusciamo a prendere i rapitori? Altre
viste non ce ne abbiamo.
Dobbiamo arrivare in fondo prima che Rosi paghi il riscatto.
Dove andiamo?
Me ne devo andare a trovare un amico, guida.
Senta, per favore, mi lascia andare. Devi prendere la tangenziale e devi
guidare, muto però.
Guida!
Secondo la stradale, Rosati non aveva le cinture di sicurezza e gli airbag non si
sono attivati.
Credo che per uso umani manomettere l'elettronica dell'airbag non sia stato
un grosso problema.
Sono capace anch'io.
Pensi che si possa dimostrare?
No, dopo l'incidente no.
Qua ci sono dei segni.
Potrebbero esserci da prima dell'incidente oppure qualcuno potrebbe
averlo speronato, magari con un fuoristrada. Beh, però forse questo
possiamo scoprirlo, perché l'incidente è avvenuto su una strada comunale. Un
chilometro dopo c'è la bretena per l'autostrada e là ci sono sicuramente
delle telecamere. Lasciamoci mandare i video.
Finalmente l'antimafia si occupa di questa storia.
E lei sarebbe, scusi?
Domenico Schiavone, mi occupo di nera per la voce di Catania.
Autorizzata qualcuno a stare qua?
No, però ero qui per intervistare la sorella di Rosati, ho visto l
'autocivetta del suo collega e... E ha pensato bene di seguirmi?
Perché lo conosceva, scusi? Non di persona, però conoscevo benissimo il suo
impegno per l'ambiente.
Se ha qualcosa di specifico da raccontare, magari possiamo vederci in
questura? Non ho niente di specifico da raccontare, solo che... dove c'è la
mafia, la morte di un ambientalista, dovrebbe suscitare almeno l'urgenza di
un sospetto e non essere archiviata senza neanche uno straccio d'indagine.
Non mi sembra archiviata.
Ci stiamo lavorando. Infatti benissimo, avete trovato dei riscontri? Se
troveremo qualcosa, faremo un rapporto, stileremo un verbale. Dopodiché, se
veramente ci sarà qualcosa da dichiarare, lo renderemo pubblico. Ma
fino al momento le indagini sono riservate. Io capisco e rispetto il
vostro lavoro, però c'è da fare pure il mio.
Ok, arrivederci.
Simpatico.
Diciamo alla sorella di Rosati di non rilasciare dichiarazione alla stampa.
Leoni, che succede?
C'è stata una sparatoria. Rosie è sfuggita a un agguanto dei ferro.
Com'è fuggita?
Sembra a piedi, tra i vicoli.
Ma siamo appena arrivati, adesso vediamo se qualcuno parla. Ha anche ammazzato un
picciotto.
Potrebbe essere stata legittima difesa.
Ma resta comunque il fatto che Rosie ha ricominciato a uccidere.
Dobbiamo fermarla.
Datevi da fare.
Sì.
Perfetto, vai dritto fino a quella piazzettina là, vai.
Fino alla piazza.
Bene, fermati qua e dammi le chiavi.
Che succede?
Tu l'hai capito chi sono, vero?
Rosiabate. Ecco, bravo, Rosiabate.
Allora adesso tu vai a quel chioschetto e chiedi ad un signore che si chiama
Zumarino e gli dici che Rosiabate gli deve parlare urgentemente, capito?
Zumarino. Zumarino, Zumarino, sì, è facile.
E per favore non fare minchiate, perché tanto da qua non te ne vai da lontano.
Vedi che io ti aspetto in macchina, capito?
che c'è? Lo sia padre che vuole parlare.
Rosa, è pericoloso venire qua.
Il tuo paese è pieno di sbirre.
Pericoloso per me è Achille.
Bisogna che dite a Don Oreste che lo deve fermare.
Io devo pensare a mio figlio, non posso continuare a combattere con lui, non ce
la faccio.
Mi dispiace, ma Don Oreste non può fare più niente per te.
Ma che dite, Zomarino?
L'ho se un'amicizia grande.
Lo so.
Lo faccio.
Ma un momento, sta accangiando.
Nella commissione Achille è più importante di suo padre.
Vatini.
Vatini di Catania.
Non vi ci riduce.
Cosa?
T'attenta.
Lui si è sparito. I ragazzi hanno battuto il quartiere con quelli della
Colombo. Nessuna traccia.
In condizioni normali avrebbe cambiato l'aria.
Ma deve restare qui.
Se vuole riprendersi il bambino, certo.
Deve restare qui, che so.
No, non puoi farci niente, capito?
Non lo so, ma... a volte ho come l'impressione che la stessi
abbandonando.
Tanto per cominciare, è stata lei che ha scelto di scappare e di riprendersi il
bambino.
E poi, hai preso anche a sparare.
Non possiamo andarci leggeri.
Dobbiamo fermarla, non ci sono dubbi.
Dobbiamo trovarla.
Oppure troviamo i repitori.
Se troviamo loro, lei non avrà più nessun motivo per sparare.
Andiamo avanti con la pista di Paiadangelo?
Sì.
Senti Sandro, i rapitori probabilmente sono gli stessi che hanno ammazzato l
'architetto Rosati. Dove è successo l'incidente ci sono un sacco di
telecamere. Comincia ad analizzare i nastri. Sì, va bene.
Ma tu non perdere il controllo.
E ora dove andiamo?
Senta, mi lasci andare, io non sento niente. Zitta, zitta, ti devi stare un
po' così, te non riesco a pensare.
Parli troppo, parli, zitta.
Vivi solo?
Ti ho fatto una domanda, vivi solo?
Allora adesso ce ne andiamo verso casa tua.
Caos oggi pomeriggio nel popolare quartiere Canalicchio, teatro di un
violento scontro a fuoco tra la nota pregiudicata Rosi Abbate e gli uomini
del clan Ferro.
Secondo una prima ricostruzione dell'antimafia, la Abbate sarebbe
sfuggita a un agguato ordito ai suoi dati.
I piccoli dell'Abbate?
Ce li possiamo scordare? Chi d'ormai ha una muetta che cammina? Come pure Testa
Rossa e Uguercio.
La Fenicia.
Dobbiamo mollare tutto.
E poi Uguercio. Era l'unico contatto che avevamo con l'Abbate.
Un modo per ristabilire il contatto lo troviamo.
È nell'interesse nostro e pure dell'abbato. Sì, e pure degli sbirri e
dei ferro. Ma la fancule, ferro!
Un luogo in fronte te lo faccio io se non la finisci di scassare la minchia.
E vale propettia.
È chiaro?
Ma controllo piccoletto.
Sì.
E ho sentito.
Non ti preoccupare, tant'ora sei ancora libera, questo è quello che conta per
noi.
Senti, se ti vuoi tirare indietro vai pure, io non ci rinuncio ai piccoli dell
'abbate.
Appunto, siamo soci.
Quindi fidati, lo scambio si farà nonostante le camutie.
Ok.
Presto ci vediamo, ciao.
Perché non ti lavo il passamontagna?
Perché ancora il gioco non è finito.
Dai, levati le scarpe e mettiti a dormire.
Io non ho sonno.
Ti ho detto, levati le scarpe e mettiti a letto.
Io non ho sonno.
Dai, rafforziamo il quadricipite.
Pletti e stendi.
Pletti e stendi.
Sì. Prova con due.
Ottimo.
Continua.
Stai migliorando.
La schiena? Ti fa male?
No. La settimana prossima iniziamo a fare degli esercizi yoga.
Yoga? Sì, yoga.
Vai.
Ancora.
Ho cominciato a leggerlo, il tuo libro.
Si tratta.
Davvero?
E com'è?
Un po' noioso.
Non c'è neanche una sparatoria.
Dai, serio.
No, sincero, è bello, mi piace.
Anzi, un po', mi ci mettesimo anche in noi.
Con Siddhartha? Sì, lui cerca se stesso, io i mafiosi.
Sempre di una caccia al nemico si tratta.
Dovresti imparare a volerti più bene.
Tu sei meglio di quello che credi.
Di cosa hai paura?
Di cosa hai paura?
A parte aver rischiato di rimanere invalido.
A volte anche le brutte esperienze servono, no?
È vero.
Se non cadevo dal tetto, non ti avrei mai conosciuto.
Vedi che devi stare tranquilla solo per una sera che fuori è pieno di sbirri.
C'ha una sigaretta?
Avevi detto che vivi solo.
Siamo separati.
Vivo con i miei genitori. Io ne so.
Tranquilla, sono fuori questi giorni.
È tuo figlio?
Quanto ha?
Sei anni.
Ok, non sono mai stato con una famosa.
Famosa?
Sì, ci ho sempre visto in televisione e...
Va a cuocere, va.
Ma quante le mancano ancora?
Parecchie.
Secondo me non trovo niente. Beh, chi ha speronato Rosati doveva per forza avere
una Jeep.
Sempre che l'abbiano speronato.
Nunzia è convinta che non si tratta di un incidente.
Nunzia? Nunzia, la sorella di un architetto. Ah.
Tra l'altro Nunzia ha visto Osumanni girarsi dalle parti del Bayer Ranger.
Nunzia, eh?
No.
Ma perché Nunzia non mi fa piacere?
Sì.
Vabbè, e tu con la fisioterapista?
Ma che ne sai, scusa. È Siddhartha che te l'ha regalato Calcaterra.
Aspetta un attimo, rimani indietro, rimani indietro.
Aspetta, stoppa lì. Ma quello è Usumani, cazzo.
Era come pensavamo.
Usumani ha ammazzato Rosati.
Evidentemente gli ha spaccato la testa, poi l'ha messo in una macchina e con una
jeep l'ha spinto contro un albero. La jeep era stata rubata qualche giorno
prima. A questo punto non ci sono più dubbi.
La banda dei rapitori è legata alla morte di Rosati.
Già.
Ma chi sono?
La strategia qual è?
Lo so, ma secondo me dobbiamo indagare nel passato dell'architetto.
Evidentemente per loro stava diventando scomodo.
E secondo me è qualcosa che ha a che fare con il suo impegno civile.
Sciuto, torna a Baia d'Angelo. Parla con la sorella, vedi se sa dirci qualcosa in
più.
Buongiorno. Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno un cazzo.
Voglio tornare nel quartiere dove Rosi è scappata all'agguato di ferro. Magari c
'è scappata qualcosa anche a noi. Veloci, andiamo. Uno e due.
Io rimango qui allora, eh?
Usumani ha ammazzato suo fratello, ne siamo quasi sicuri.
Lo sapevo.
Lo sapevo che non era stato un incidente, lo sapevo! Sì, ma adesso
dobbiamo arrivare ai mandanti.
Anch'io lo voglio.
Nessuno potrà ridarmi il mio fratello, ma almeno che sia fatta giustizia.
Anzi, se si stava battendo per qualcosa, voglio continuare la sua battaglia.
Questo potrebbe essere molto pericoloso.
Ma è giusto.
E forse ho trovato qualcosa che potrebbe esservi utile.
Era ripiegata dentro il libro.
L'ho trovata nello studio, poche ore fa, per caso, mentre stavo sistemando la
libreria.
Ci sono dei punti segnati, come vede.
Ma che cosa sono?
Credo terreni agricoli.
Mio fratello era molto ordinato.
Di solito tutte le cartine dei maniali le teneva in un raccoglitore.
Questa invece no.
Come se avesse voluto nasconderla. Sì, è quello che ho pensato anch'io.
Forse le persone che sono entrate nel suo studio stavano cercando proprio
questa.
Il portiere l'ha vista uscire dalla pensione, armata.
Invece lì c'erano i segni della frenata del SUV dei ferri.
Pochi bossoli di due semi automatiche calibro 9 e il cadavere del picciotto.
Rosi l'ha sparto da questo angolo.
Noi abbiamo trovato tre ogive calibro 38.
Soltanto una è andata a segno però.
Polmone sinistro. Ovviamente dopo la sparatoria nessuno sa niente.
Potrebbe essere andato ovunque.
Là sotto oppure all'incrocio là davanti. No.
No, aveva 5-6 secondi di vantaggio. L'avrebbero raggiunta. Sì.
Aveva bisogno di una copertura subito.
Un locale con un'uscita sul retro?
Questi primi metri.
Prima che i killer spucassero dall'angolo.
Qui.
è passata cura
Scusi.
Stiamo cercando questa donna? Io l'ho già detto ieri al suo collega, non l
'abbiamo vista.
C'era una macchina parcheggiata qua?
No, lì è dove parcheggia il furgone della Go Print.
E cos'è la Go Print?
La ditta che fa le consegne.
C'era anche ieri?
Sì, ma l'autista se n'è andato prima di scaricare.
È successo già altre volte questo?
No. Mi servono i dati di quel furgone. Va bene.
Fammi un caffè che ti faccio contento, me ne vado.
Dottore, forse ci siamo.
Ho parlato con la Goprint stamattina e mi ha detto che l'autista non si è
presentato al lavoro.
È un pregiudicato?
No, è pulito. È più facile che sia una vittima che un complice. Rossi potrebbe
essersi rifugiata da lui.
Fai convergere una volante, vediamo se sono in casa.
Ok.
E il tuo figlio lo vedi?
Sì, due volte a settimana.
Cristo!
Mi devi dire come faccio a scappare.
Dai, dai, ti si passa?
No, no, no, mi lasci andare, per favore, io non... Sì, sì, dai, dai, dai, dai,
zitto!
È in casa.
Dammi le chiavi del furgone.
Sparate solo se è assolutamente necessario.
Amore, dammi le chiavi.
Pubblicità.
Voi controllate il retro.
Che cazzo dici, Mimmo?
Ma dottore, sarà nessuno?
È un ordine, Leonie.
Sì, signore.
Tu vieni con me.
Andiamo.
Cammino.
Ti aspettavo, lo sai?
Butta sta pistola. Lascialo stare che lui non c'entra un cazzo.
Vaffanculo, non me ne fatti una micchia di niente di nessuno a me.
Se c'è di bisogno abbasso lui e ammazzo lui a te. T'ho detto lascialo stare che
non c'entra un cazzo, te lo faccio io da ostaggio, va bene? No, no, no, no, no,
no. Vaffanculo, stai zitto, stai zitto.
Te lo faccio io da ostaggio.
Lasciati aiutare a trovare tuo figlio.
Tu non puoi fare niente che io non posso fare già da sola.
Adesso per favore andiamo.
Ascoltami, Rosy.
Lasciati aiutare.
Domenico, se fosse per me lo farei.
Ma stavolta c'è di mezzo Leo.
Se uscirai da quella porta io non potrò più aiutarti.
Dovrai solo scappare da me e dalla polizia.
Dammi le chiavi, stai sempre attaccata.
Perché? Perché se ti allontani stavolta ti ammazzano.
Ok.
Saresti stato un buon padre.
Pistola che gli faccio un muco in pancia! No, buttate giù la pistola!
Giuro che gli faccio un muco in pancia! Siete quella cazzo di pistola, abate!
Quello che vi dice, mettete giù le pistole! Cazzo dici, Mimmo? Falla!
Fai quello che cazzo che ti dico, va bene?
Francesca!
Sentite il capo, ragazzi, forza!
Dentro! Entrate dentro, coraggio! Dentro, chiudete il portone, forza!
Falco!
Chiudete quella minchia di portone!
Apri tu.
Le chiavi.
Questa è l'ultima volta, Rosy.
Addio, per cadere.
E non ha potuto disarmarla.
Cioè, una donna alta così...
È riuscita a tenere sottotiro lei.
Lei sa di cosa è capace Rosa Abbate?
Io so anche di cosa è capace Domenico Calcaterra. Quando vuole, però. Quando è
convinto di fare la cosa giusta.
Ma forse stavolta Domenico Calcaterra non è convinto che arrestare l'Abbate
mentre sta cercando il figlio sia la cosa giusta.
Mi sbaglio?
Non sbaglia.
Volevo aiutarla a fare una scelta diversa e non ci sono riuscito.
Ma la pistola che mi ha puntato la testa non me la sono immaginata.
Era vera?
Lei mi assicura che la prossima volta farà solo il suo dovere?
Sì.
Me lo auguro.
Ciao.
Senti, forse sono stata un po' stronza.
Eh, un pochino, forse sì.
Ti volevo solo dire che mi dispiace.
Giant, della famiglia mi resti solo tu.
Sapere che stai a Catania, che stai a due passi e non poterti vedere, parlare,
è difficile per me.
Sì, lo so, è difficile anche per me.
Perché non ce ne andiamo a cena?
Io e te?
Non lo so, Veronica.
Dai, hanno riaperto quel ristorante a Catania, ti ricordi? Quello dove
andavamo con papà.
Ti compro una coppetta incredibile.
Va bene, ci vediamo stasera alle nove.
Com'è andata la collicata? Ci ha fatto il cazziadone?
No, no.
Novità? Su Rosi niente.
Massuto è tornato da Bagliadangelo con la mappa del tesoro.
Andiamo.
Rosati la teneva nascosta.
È probabile che i tizi che sono entrati a casa sola stessero cercando. Se ha
segnato questi punti un motivo ci sarà stato.
La sorella dice che si tratta semplicemente di deleni agricoli. E
allora noi passiamo dal dettaglio.
Guardiamo le particelle catastali, analizziamo chi appartengono e vediamo
che vincoli possiedono. La sera vado a cena con mia sorella. Mi faccio dare
tutta la documentazione che hanno in comune.
Mi avete fatto pace?
No, anzi, non lo so neanche io perché ci vado.
Siamo sul giornale.
Edizione online della Voce di Catania.
L'antimafia indaga sulla morte dell'architetto ambientalista. Si va a
strada l'ipotesi di lupare a Bianca.
È firmato schiavone.
Meno male che gli abbiamo chiesto il riservo sull'indagine. Ci mancava pure
di dargli vantaggio a quei bastardi.
Adesso sanno che gli siamo dietro. Dobbiamo stare attenti a questo
giornalista. No, deve stare attento lui.
Come è scritto nell'articolo di mercoledì sulla morte dell'architetto
Rosati. Eh, storie come quelle dell'architetto Rosati non sono casi
isolati.
Troppo spesso dietro suicidi, omicidi e sparizioni c'è la mano della mafia.
Lei da anni si batte per tenere alta l'attenzione sulle infiltrazioni mafiose
nel territorio catanese. Com'è la vita di un giornalista in prima linea? Non
esageriamo. In prima linea ci stanno i poliziotti e i magistrati, che rischiano
la vita tutti i giorni.
Quello che possiamo fare noi giornalisti è di parlarne.
Da sempre il silenzio e l'omertà sono i migliori amici dei mafiosi.
Grazie dottor Schiavone. Dovere.
Allora?
Avete riaperto il caso dell'architetto Rosati?
Va bene.
Ti metto in contatto all'ufficio cadastale?
Tu basta che mi chiedi e ti faccio avere tutto quello che ti serve.
Vediamo bene, perché quell'ufficio è pieno di faldoni, tutti scombinati,
tutto su cartaceo.
In quest'ora non è che siamo messi meglio.
Anzi, fra poco. Ci dobbiamo anche andare a pagare la benzina delle macchine.
E a Catania?
Il rientro come va?
In realtà sono rientrata sei mesi fa.
Veramente? Non del cover.
Cioè? Lavoravo come infiltrato. E avrei anche continuato, solo che mi è saltata
la copertura.
Che strano.
Ti pensavo a Roma, invece eri qua attorno.
Ma a te che ti cambia?
Mi sei mancata, Gioiuzza.
Ho pensato di chiamarti un sacco di volte.
Ma poi mi ricordavo quello che era successo. Io lo so che ho sbagliato,
Lara, ma l'ho fatto solo per ingenuità. Hai sbagliato perché eri attratta dal
potere. Dalla carriera. Io pensavo solo di fare meglio il mio lavoro.
Attaccandoti al carro di un corrotto e di un colluso. Lo potevo sapere.
Avresti dovuto.
Cambia tono. Era tuo dovere saperlo. Non mi parlare con quel tono. Ma che mette
ci sono venuto a fare io qua? Ci vediamo fra tre anni. Cambia tono, Gioia.
Smettila di farmi da mamma.
Grazie.
Lo si abate.
Domenico Schiavone, giusto?
Come cazzo ha fatto ad entrare?
Ti preoccupare.
Vuole uccidermi?
È per qualcosa che ho scritto?
È perché hai scritto cose brutte su di me?
Guarda che io non ho paura della mafia.
Bravo, bravo.
Non bisogna mai avere paura della mafia.
Che cosa vuole?
Ti ho visto in televisione, lo sai?
Mi sei pure piaciuto.
E devo dire che dal vivo sei pure meglio.
Cos'è quella cosa che dici che voi giornalisti dovete parlare sempre di
mafia? Bravo, io infatti ti voglio aiutare.
Che significa?
Siediti.
Posso prendere una sigaretta?
Fuma.
Dammene una, va.
Tu lo sai perché sono a Catania, vero?
Per cercare suo figlio. Esatto.
E allora sai anche che c'è una famiglia di merda che sono i ferro che mi ha
ammazzato l'unico uomo che mi poteva portare a loro, il guercio. Ho sentito
dire anche questo.
Bene.
Adesso io non lo so chi sono queste persone, non lo so.
E io non mi posso mettere in contatto con loro e loro non possono comunicare
con me. Se non potete comunicare, non potete fare lo scambio.
Infatti.
Loro che cosa vogliono?
Io non lo so.
Ancora non lo so, però quello che so è che mi serve un modo pulito per
comunicare con loro, senza che la polizia si metta di mezzo. E mi faccio
capire, pensa che posso fornirglielo io.
Sì.
E se tu fai quello che ti dico, io ti faccio scrivere un articolo da premio
Puliz.
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