All language subtitles for Squadra Antimafia 5 Ep.01

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Original subtitles

Pronto? Ciao, sbirro.

Dove sei? Tutto bene?

Io non lo so dove sono. Sono in un acquedotto con il gas nervino. Sto

perdendo la scena del naso.

Gas nervino. Non so se è tabulo o sarin.

Immobilità muscolare.

Allucinazioni, convulsioni.

Perdita di sangue.

Calcaterra, ce l'avete? Siamo vicinissimi, stiamo arrivando.

Trovatelo. Trovatelo e ditegli che deve battere il mio figlio.

E un giorno io verrò a riprendermelo.

Una bomba.

Dovevo conoscerti prima, De Silva.

Che cosa hai fatto, De Silva?

Una buona cosa.

divertitevi anche senza di me.

Ehi Mimmo, ti ho svegliato?

L'ho sognata, palla.

L'ho sognata ancora.

E questa volta sei riuscito a vederla in faccia.

Sono frammenti.

Te l'ho detto mille volte, quando siamo arrivati non c'era nessuno.

Sì, però c'era, palla.

È lei che mi ha salvato.

Che fa, ci vediamo in Duomo?

No, no, non vengo.

Prima devo passare da Leonardino.

Ci vediamo dopo.

Bel colpo, dottore.

Non hai visto niente.

Dottor Calcaterra, come va?

Come sta Leonordino? Sta bene, sta giocando nella sua stanza.

Non l'avete detto, non so ancora niente.

No, non ancora.

Perché crediamo che sia meglio se lo dice lei.

Non si poteva aspettare un po' per trasferirlo?

Per quel cadarra, questo non è un posto adatto per un bambino. Anche se il

figlio di Rosia bate.

Lasciatemi solo con lui.

Ciao, Leonardino!

Come stai?

Qua, sogno! Come si dice?

Qua sono!

Bravo!

Guarda! Cos'è?

Questo... è lo sceriffo ammazzagattivi.

Ti piace?

Sì.

Senti, Leonardo...

Noi da domani ci vedremo un po' meno perché... Perché?

Perché verranno a prenderti due persone. Che persone?

Due amici.

E tu andrai con loro in una bella casa ad Agrigento.

Perché?

Hanno bisogno di una famiglia.

E tu?

E io... io verrò sempre a trovarti.

E mamma?

La mamma è lontana.

Ma ti pensa sempre?

Ehi, me lo fai un sorriso?

Eh? Ma ci siamo stati a vedere il faro?

Non t'hanno mai portato a vedere il faro? Eh?

E allora se mi dai un bacino ti ci porto io.

Un altro?

Questo è proprio il momento giusto.

Ti dici?

Ecco il faro, Leonardino. Vai!

Ti piace?

Eh? Adesso devi stare sempre accanto a me, eh?

Ecco, Leonardino, il bambino più alto del mondo, il bambino volante! Ecco,

Leonardino!

Vieni qua, dammela a me.

E non ti avevano mai portato qua su?

Ma sono pazzi questi!

Ascolta, Leonardino.

Ascoltami bene, guardami.

Tu adesso mi devi promettere che resti qui e non ti muovi fino a quando io non

torno, è chiaro?

Fammi tranquillo, Leonardino.

Aspettami qui.

è tutto un gioco

Grande l'hai fatto!

Amore!

Vedi che stiamo facendo uno scherzo bellissimo, Mimmo? Hai capito? Adesso tu

te ne vai con questo signore con questa maschera buffa qua e mi aspetti in

macchina che mamma viene subito. Hai capito?

Vai!

Che sei fatto grande!

Sei fatto grande!

Vai, amore, vai!

Ciao, Mimmo!

Mi riprendo quello che è mio, te l'avevo detto che sarei tornata, no?

E vuoi fargli fare la vita che fai tu?

Eh?

Che cazzo fai? Mi punti la pistola?

Abbassa questa cazzo di pistola, Rosy!

Abbassa questa pistola!

Ragiona, Rosy!

Ragiona, cazzo!

Domani vieni a prenderlo in una famiglia da crescento!

Finalmente può fare una vita come tanti altri! È mio figlio!

Non lo do a nessuno, è mio!

Sta con me, è mio!

Tu non sei più una mafiosa, Rosy!

Tu hai collaborato con la polizia? Hai collaborato con me, Rosy?

L'ho fatto per vendicare Claudio.

Tu puoi cambiare vita.

Puoi cambiare vita, Rosy. E tu?

Tu non la puoi cambiare vita, no?

Ce ne possiamo andare.

Possiamo andare in un posto dove non ci conosce nessuno.

In un altro paese.

Dove non rischierai la vita tutti i giorni per quattro spicci.

La vita mia me la sono scelta, no?

E

allora

ti ospirro.

Che cazzo fai? Che cazzo fai?

Che cazzo fai?

Ti salvo la vita, stronzo.

Senza rancore, Domenico.

No, sì!

Mimmo, Mimmo gli mandiamo una bella cartolina?

Dottore, come sta?

Dottore!

Non

si

è rapito, Leonardo.

Lo sappiamo.

Abbiamo dato l'allarme, siamo già sulle sue tracce.

Conti morti?

Nessuno. Sono tutti intossicati, non stanno bene.

La stradale ha trovato il pick-up dell'abate, abbandonato vicino al

porticciolo di Santa Flavia. Bene, andiamo.

Ehi, ma che fai?

Devi riposarti, fratello. Non ora.

Non fino a quando non riporti a casa l'ordine.

Ia, Rebbe!

Sei sicura che volete viaggiare su due macchine diverse?

Allora noi vediamo il primo casello della Salerno all'Inzio Calabria, perché

alle 9 dobbiamo essere a Roma.

Andiamo lì, forza!

La target è stata un commerciante di Cefalù, solo che lui non ha subito

nessun furto. È stata clonata.

Non sono andati lontano.

Avvisate la guardia costiera.

Dobbiamo portarli in ospedale.

Non me ne frega un cazzo, adesso andiamo all'ospedale.

I colleghi calabresi hanno ritracciato un motoscafo che potrebbe essere quello

di Rosi. Perché potrebbe?

Perché è rubato.

Ai tempi dell'attracco corrispondono perfettamente. Questo significa che Rosi

ha proseguito via terra.

I blocchi stradali non l'hanno intercettata.

Lei sta un passo avanti a noi.

Ma vuole lasciare l'Italia. Non può continuare a nascondersi qua con sua

figlia.

I polmoni sono a posto. Ma adesso dovrebbe riposarsi un po'.

E Leonardo?

E' picciole.

Non si preoccupi, Leonardino sta arrivato.

Apriamoci il cecchino.

Ma che è?

Ma che le bionde mi sono sempre piaciute.

Prego.

Tiro matto l'ordine di ricerca per Rosia Pater, Leonardino, la polizia di

frontiera. Si sarà già travestita.

A quest'ora sa che abbiamo dato l'allarme.

Sandro! Domenico, ho una cosa che devi vedere.

Passi qui?

No, non è il momento.

Rosia ha appena rapito sua figlia.

Grazie.

Passa a prendermi così dove cantarvi una mano anch'io.

No, non mi sembra il caso.

Tu sei ancora in convalescenza.

Domenico, mi metto buono buono davanti alla scrivania.

A denaro.

Beh, che fai? Non ti prepari? Anna, senti, oggi niente massaggi. Mi sta

passando a prendere un collega.

Stai scherzando?

Sei solo a metà della riabilitazione. Ma faccio passi da gigante, l'hai detto

anche tu. Per uno che è caduto dal quinto piano, certo.

Dovresti essere ancora sulla sedia a rotelle.

Però cammino.

Tutto grazie a te. Sei miracolosa.

Guarda che non mi incanti quelle parole.

Devi lavorare se vuoi rimetterti del tutto.

Ma io vado a lavorare.

Fai come credi.

Vuoi un caffè? No, grazie, non bevo caffè.

Se ricordi che è sua responsabilità. Scusi?

Se il suo collega sta male.

Arrivederci.

Anna. Hai fisioterapista?

Sì. Caratterino?

È di Catania.

Novità?

Niente. Come stai?

Dimmi tu come stai.

Sto bene.

E quindi sei pronto, eh?

Sono nato pronto.

E questa roba?

Questa roba è da buttare.

Andiamo. Andiamo.

Stati qua.

Vado al deposito a prendere i bagagli.

Pronto? A un esercizio.

Andiamo, beve il caffè.

Vado arrivando.

A comando.

Tranquillo ci sono tutti.

Come ha promesso.

Ecco. Com'è andato il viaggio?

Hai dormito un po'? Sì.

Ah, di pazienza, ti ho farcato tutte le mani.

Perché sei bionda?

Non solo per oggi, amore.

Solamente per oggi.

È stato un piacere servirle. E per qualsiasi cosa.

Ti ricordo di me. Non credo che ce ne sarà bisogno.

Alfonso, dammi la tua parola che lasci l'aeroporto solamente quando il mio volo

è decollato.

Accordo?

C'è la mia parola.

Arrivederci.

Grazie di tutto. Ciao, Rossi.

Andiamo. Andiamo.

Ci stanno i coccodrilli, i elefanti. I coccodrilli, gli elefanti, è pieno di

mangiare tutto il culetto.

Tutto se lo battono, tutto.

Che avete scoperto?

A Roma.

All'aeroporto di Fiumicino due uomini sospetti scendono da una macchina da uno

station wagon con un bambino. I tempi corrispondono? Sì, sono arrivati dieci

minuti fa.

Sto controllando l'auto.

È stata rubata ieri a Reggio Calabria.

Voglio un aereo a Punta Raisi.

Partiamo immediatamente.

Sandro viene a coordinare dalla Duomo. Tu raggiungici lì.

Sandro, ma non hai malattia?

Oggi no.

Avvisa anche la docana all'aeroporto.

Ti sono mancato palla?

Un po' sì.

Lo vedo.

Allora, sei contento di partire?

Sì.

Fammi vedere con le braccia quanto sei contento.

Altissimo allora.

Allora mamma, fammi vedere.

Buongiorno.

Buongiorno.

Scusa, c

'è

qualcosa?

Scusa, un momento.

No, è semplicemente un controllo.

Me lo dai una, me lo puoi regalare?

Quale ti piace? Blu o rossa?

Rossa. E rosso sarà.

Vieni.

Leo?

Leo?

Dai, Leo!

Mi scusi.

Mi scusi.

Hai visto il figlio che stava qui?

No?

Mi scusi, hai visto un bambino passare?

Sì, sì.

Hai visto un bambino passare?

Sì, sì.

Grazie. Grazie.

Leo?

Leonardo!

Leo! Leo!

Vedi che se ti sto nascondendo non mi sto divertendo per niente, amore!

Leonardo!

Amore di me!

Scusi, ma non hai chiamato un bambino per caso?

No! No?

Sei ancora lì? Sì, sono qua, a parcheggio sono, sì.

Aspettami, aspettami, aspettami, aspettami. Va bene.

Sì?

Domenico.

Rosi.

Leonardo è sparito, l'hanno preso.

Rosi, adesso ascolta.

Fermati dove sei, ti raggiungo e ti aiuto io a trovare Leonardino.

Vaffanculo, ti dico che stavamo partendo e l'hanno preso.

Qualcuno l'ha preso. Domenico, se l'hanno rapito è per ricattare me.

Se mi faccio arrestare sono fottuta, fottuta.

Ascoltami cazzo, non puoi farcela da sola.

E allora aiutami a trovare il mio bambino. Rosy!

Che succede io?

Signora Rosy, che è successo?

Signora, mi può spiegare per piacere? Amonin!

Amonin! Ma come Amonin? Amonin! Ma come Amonin? Che succede io?

Ma che succede io?

Ma spiegare!

Che succede io? Leonardo, non è Leonardo!

Leonardo, non è!

Amonin! Non è Leonardo!

Ma come cazzo avete fatto a farle scappare?

Ci ha fregato.

È uscita mescolata a un gruppo di turisti mentre noi la cercavamo insieme

a un bambino.

Ho usato due passaporti venezuelani.

Ce l'aveva quasi fatta a scappare.

Alla che punto sei con i video?

Ci sono più di 50 telecamere, ci vorrà un po' di tempo. Il tempo non ce l

'abbiamo. Vai, prendi tutto e portiamolo in duomo.

Andiamo e portiamolo in duomo.

Piano con sto coso, mi dà fastidio.

Sta buono un attimo.

Ma dove andiamo?

Dove ci aspetta mamma?

Mamma ci aspetta a casa.

Stiamo andando in Sicilia.

Eccolo.

Eccolo.

Questo è il momento esatto in cui viene rapito Leonardo.

È l'unica inquadratura che abbiamo del rapitore? Sì, purtroppo sì.

Alto, magro, capelli corti.

Non ricorda nessuno della banda della Bata che gli somiglia?

Rossi e suo figlio hanno viaggiato in macchine separate fino all'aeroporto.

Se fosse stato qualcuno della sua banda l'avrebbe fatto prima, perché in un

posto pieno zeppo di guardie.

Quindi qualcun altro è entrato in gioco.

Qualcuno che sapeva della fuga della Bata, ma perché?

Soldi, vendetta?

Magari entrambe le cose.

Rossi di miei amici si è ne fatti tanti in questo periodo.

Troppi la vogliono morta.

Soprattutto uno.

Salutiamolo a mezzanotte.

Andiamo? Minchia che bel ricamino che v'hanno fatto gli sbirri.

Mezzanotte a colloquio.

Vice questore Calcaterra.

O nel frattempo l'hanno fatta questore.

Mi ci vedi come questore?

Questo mi dispiace.

Benvenuto a Catania.

Chi non muore si rivede.

Questo dovrei dirselo io.

L'ultima volta avevi un buco in pancia.

Infatti mi ci sono voluti sei mesi di ospedale per rimettermi in piedi.

E ora mi godo questo splendido sole galanese.

Beh, sei stato fortunato, ti è andato bene, no?

A fuori c'è la fila per farti secco.

Ti faccio indovinare, vuole farmi un'offerta?

No, un'offerta no, detta così sembra un po' troppo impegnativa.

Ma diciamo che se fai quello che ti dico io, se collabori un po' magari posso

farti entrare in un programma di protezione.

Collaborare?

Io?

E come?

Ma dovrebbe sapere che tutti quelli che conoscevo sono morti.

L'abbate vive e vegeta?

L'abbate.

E chissà dove è quella.

Si è ripresa a suo figlio e ci ha salutato a tutti.

Sì, ma se l'è tenuto poco, gliel'hanno ripreso mentre

si stava imbarcando all'aeroporto.

E chi sarebbe stato?

Magari tu.

Io?

Tu la bate e la odi, no?

Ha preso tutto quello che avevi? Ti ha ammazzato la moglie?

Io la bata e non la odio.

Si è trovata sulla mia strada e si è solo difeso.

Altri sono miei nemici ora.

E comunque io un bambino non l'ho mai toccato in vita mia.

E allora aiutalo, questo bambino.

E dimmi quello che sai.

Non l'ho mai visto.

Però qualcosa la sai, vero?

Forse.

Ho capito.

Allora, il programma di protezione non ti interessa.

Però magari posso farti portare un bel televisore a plasma, che dici?

Eh?

16 nodi?

3D?

Dimmi cosa vuoi in cambio.

Voglio che mi risponda una domanda.

C'è qualcosa che mi sta frullando nel cervello da quando mi sono svegliato in

ospedale.

Qualcosa che non torna.

Se ci sta.

Comincia tu, però.

Ad aiutare Rosa e Bate a portare il figlio fuori dal Palermo.

È stato Oreste Ferro.

Scusa, ma i Ferro non stanno qui a Catania?

Il vecchio Oreste era un buon amico del padre di Rosa.

E lei non poteva rivolgersi a nessun altro.

Vai avanti.

Tutto qua.

Adesso tocca a me.

Ti ascolto.

Ho lasciata che stavi in un acquedotto chiuso dall'esterno e pieno di gas.

E ora è qui.

I giornali dicono che sei la cavata da solo.

Ma io non ci credo.

Voglio sapere chi l'ha aiutata. Se uno dei miei è tradito.

La può darci.

A parte Ilaria, c'era qualche altra donna nel tuo clan?

No, nessun altro.

Ma perché è stata una femmina?

È stata una donna a tirarla fuori.

Allora, questa femmina?

Non lo so.

Ma magari è solo una fantasia.

Perché non mi hanno contattato.

Se vogliono qualcosa dopo lo faranno presto. E come fanno che sono latitante,

non so neanche dove sto, non sanno.

Mi devono contattare subito all'aeroporto, mi devono lasciare un

biglietto, un numero su cui chiamare.

Ha ragione, è sano.

Poi voglio dire, se fosse uno di noi, lo potrei gestire se volesse dei soldi, se

si volesse vendicare, io pagherei tutto.

Ma se fosse un matto, se è un maniaco, che minchia faccio, mio figlio non lo

vedo più.

Il proprio figlio di Rosa Abbate dovevano prendere. No, è qualcuno che ce

l'ha con voi.

La pensione è quella, la padrona è una mia amica, non farà domande.

Io non ci sto tanto tempo qua dentro, capito? Devo cercare mio figlio. Qua

siamo a Catania, non siamo a Palermo. Dovete lasciare fare a me fino a che le

acque non si calmano.

E io perché mi devo fidare di te?

Sono venuto a prendervi, mi potevo lasciare dagli sbirri.

Qualcuno sapeva.

Qualcuno sapeva che mi sarei imbarcata all'aeroporto di Ciampino.

E io lo dissi solamente a te e alla tua squadra. Noi siamo uomini d'onore,

ferro, che mi comandano, mi rispettano.

Di Oreste sono sicura, ma suo figlio Achille... Lui non si metterebbe mai con

ciò suo padre.

Qualcuno fece l'infame, Alfonso.

Tu lo devi scoprire.

Al resto ci penso io.

Quello che è successo lo devi dire a nessuno.

A nessuno.

Perché più le voci corrono, più arrivano le orecchie sbagliate.

Io mi sto fidando, Alfonso. E fate bene.

Così.

Buonasera, mi manda Alfonso.

Primo piano, in fondo al corredore. Grazie.

Tu come ti chiami?

Tore.

Che fai i soldatini che hai, Tore?

Sai, gli piacciono pure a mio figlio questi.

Sta qui?

No, purtroppo no.

Se viene può giocare con i miei.

Grazie, sei gentile.

Eccoci qua. È stato lungo il viaggio, eh?

Eccoci qua. Sei stanco?

Andiamo e scendiamo. Sono tu con queste macchine e questi motori? Tutte mie,

guarda qua. Che cazzo c'hai aperto?

Ho preso tutta l'acqua.

Vedi qua che bello?

Sono sonno.

Sei sonno? Sono stanco, mamma.

Eccola qua la nostra nave.

Guarda che bella.

Vedi?

Adesso saliamo e ce ne andiamo dentro.

Mamma! Mamma arriva.

Mamma! Ha detto di aspettarla qua.

Mamma! Guarda che bella la nave. La vedi?

Adesso entriamo come i pirati.

Poi magari ci facciamo anche un giro.

guarda che bello queste scale sei mai stato su una nave?

guarda che bello c'è il timone il timone dei pirati vedi? tu giri e

si muove la nave poi ci sono le leve gioca gioca

Ti piace, eh?

Luge?

Cirillo, ti ricordi?

Feci un lavoretto per l'amico tuo, testa rossa.

Hai un minuto?

Cattieni una cosa grossa per le mani.

Un figlio di Rosiabate.

Apri, sono io.

Ma chi è ora?

Alfonso, allora che sei muto?

Niente, nessuno dei miei uomini c'è.

Ti conosco troppo bene, ma la febbre l'ho detta.

Mi rubate per stare tranquilla.

Le voci girano, prima o poi l'infame salterà fuori. Ora la devo salutare,

arrivederci.

Don Achille è impegnato.

Dovete aspettare.

Russo fino a qualche mese fa era in carcere. È uno dei membri storici del

clan dei Ferro. A quanto pare mezzanotte non parlava a Vanvera.

Che sappiamo di loro?

Sono una famiglia in espansione della malavita catanese.

Il patriarca è Oreste Ferro, ma adesso fa il contadino a Motta Sant'Anastasia.

Il vero reggente è il figlio, Achille, ma è latitante.

Principalmente si occupano di scommesse e spaccio sulla costa nord di Catania.

Un clan in espansione che ha deciso di spingersi fino a Palermo ed aiutare l

'abbate. Pensa che il bambino è stato portato a Catania?

Forse.

O forse a Catania c'è qualcuno che sa dove sta?

Va bene, vi faccio avere le autorizzazioni per muovervi a Catania e

l'ordine di custodia per Russo. Per tutti i problemi logistici dovrete

coordinarvi con la questura locale.

Grazie, dottore.

Ah, ricordatevi che giocate fuori casa.

Mi raccomando.

Non ti azzardare a lasciarmi qui a Palermo.

Lo devi fare la riabilitazione.

Ora siamo a cavallo, perché la terapista è di Catania. Mi posso seguire pure

meglio. Che coincidenza, eh? No, è un segno.

E poi, Mimmo, parliamoci chiaro. Senza di me tu ti rompi i coglioni. È vero o

no? Non farmene pentire.

Buonasera, sono Alfonso.

Ho feduso un milione di euro per ridare a Rosabate e sua figlia e metterli

entrambi su un aereo per Sud America.

Nico, che dici?

Ne valeva la pena?

No, Don Achille, i piccoli fanno sempre comodo.

Io questa cifra me la faccio in mezz'ora.

In un quarto d'ora, se mi ci impegno.

Questo era un affare che a due milioni ne valeva dieci.

Venti.

Rosabate ne piccoli ne tiene quattrocento, capite?

Quella cifra concordata da Don Oreste.

Il nome della vecchia amicizia col padre De Rosi.

Tra persone d'onore.

Mio padre fu un grandissimo coccione.

Ma con l'amicizia.

Onore. Quale onore?

L'onore... sta nei piccioli.

Fai tranquillo, Alfa, non ti ammazzo.

Ancora no.

Mi devi fare una consegna.

Un chilo di cocaina.

Ma ora?

Perché? Hai qualcosa di meglio da fare?

Devi fare un altro lavoro per mio padre, dimmi.

No, no.

Ah, bene.

Solito posto, gente diversa per cui, occhi aperti.

Ma chi sono quelli di Roma?

Le referenze sono buone, ma non lo so se ci possiamo affidare.

D'altra parte, qualcuno deve rimediare alle minchiate di mio padre, no?

Micheli, che succede?

Suona ancora!

Ho un problema.

No, no, no, fermo, fermo. C'è il bottone, guarda.

Hai capito?

Ah, no?

Se penso che potevo perdermi questa bella vacanza a Catania... Eh, sia

chiaro, Sandro. Fino a quando il dottore non dice che stai a posto, tu non ti

muovi dal residence.

Solo scattoffi.

Allora, ho preso due cingole, una per me, una per Sandro e una doppia.

Per voi due, o ancora volete continuare a far finta di niente?

No. No, no.

Ma non era meglio passare prima in questura?

Come arriviamo in quest'ora, tutti sapranno che siamo arrivati e sapranno

anche il perché.

Se abbiamo qualche possibilità di prendere Alfonso, ce la giochiamo in un

minuto. Prima o poi lo capirà lo stesso che lo stiamo cercando.

Sì, ma voglio sfruttare il vantaggio.

Palla, Francesca, voi cercate il suo vecchio domicilio. Io cerco i suoi

contatti. Quanto a te, Sandro?

Visto la valigia.

Bravo.

Tu stai alla uno, noi due alla due.

E io non lo so.

Adesso vediamo.

Fai di bravo tu, eh.

Mi raccomando, scartoffia.

Grazie mille.

Senti, ma a te non dà fastidio che dormiamo nella stessa camera?

Mi pare che dormiamo insieme tutte le sere.

Insomma, con tutti i colleghi attorno.

Paladino, ma che vuoi che gliene freghi?

Eccolo, Russo.

Interno 6.

Polizia!

Niente. Niente pure qua.

L'appartamento era vuoto.

I vicini mi hanno detto che da tre mesi che lo si fa vedere russo.

Ha cambiato posto da quando si è rimesso a lavorare per i ferro.

Che facciamo?

Ho spremuto un paio di suoi amici, ma sono sicuro che non sanno niente.

Mi resta ancora un'altra possibilità.

Cercate qualcosa?

Stai in affari con Alfonso Russo, no?

Non lo vedo di quando fino in caicere.

Sai, io le stronzate le annuso e tu pulsi parecchio.

Non farmi incazzare se vuoi riaprire questo posto, eh? Insomma, che minchia

vuole? Io sono una brava persona.

Sta a sentire, coglione?

Qua c'è di mezzo la vita di un bambino. Quindi adesso mi dici quello che sai, è

chiaro? Dai.

Lo sai che posso spararti e dire che resisti dall'arresto?

Senti, sbirro.

Io con Russo non ho più niente a che fare.

È la verità.

Sono solo tutta vaglia per Achille Ferro.

Ha una notizia questa?

Lo sanno pure i giassi. Che fa per lui?

Consegne.

Piccioli. Coca.

Chi doveva fare.

E sta sempre in un posto.

Dove? Mi fai un caffè, per favore?

Siamo sicuri che questo è il posto giusto?

Speriamo. Perché venire qua a Catania per mangiare l'angelo blu è stata

proprio un'idea di merda.

I gamberetti non erano male paladai?

Eh, insomma...

A te fra, sono piaciuti?

Io non l'ho assaggiato, ho preso i gamberoni.

Un bustaglia.

Ma chi è che cucina di voi? Io.

Io lavo i piatti.

Donna.

Comunque, secondo il suo vecchio amico, il rosso è qui che viene per i suoi

affari.

Non ha detto che venga oggi.

Magari ha già lasciato la città.

Vedremo. È l'unica possibilità che abbiamo.

Secondo me avremmo dovuto avvisare la questura.

Chi conosci qua, Francesca? Io capisco che lei è preoccupata per il bambino.

Ma non possiamo procedere senza fare rapporto.

Rosso russo, vedo rosso ragazzi, vedo rosso.

Che succede?

E lei? Ma lei chi?

Ragazzi, che cazzo state parlando?

Dottore, che facciamo?

Ah, ma lo sudate.

Fa caldo.

Tutto a posto? Assai che aspetti? Sì, assai che aspetto. Pensavo che arrivassi

prima.

Che stai tagliando? Niente, stavo aspettando quello che mi portava il

caffè. La roba? La roba? Apri i miei piccioli. La prima consegna, lo sai, è

la regola. Hai ragione. Andare i piccioli. Sì, mi ero dimenticato, scusa.

Ma che hai?

Continui a tagliare intorno.

Interveniamo. Vabbè.

Tu resta come sei Francesca, vieni al posto mio. Sono tutti?

Sì, sono tutti, controllo.

Sembrano di meno, mi sembra. Sono tutti, fidati.

Ma stai nervoso, sei agitato, che hai?

Stai tranquilla, vero? Stai tranquilla, non vuoi finire.

Ma dov'è Tosciana?

No, sono tranquilla. Stai tranquilla? Sì.

Stanno scambiando.

Va a cadere.

Non fare cazzate, non fare cazzate, metti giù la pistola, non sparate, ci

serve vivo cazzo, non sparate, ascoltami, ascoltami bene.

Metti giù la pistola, voglio solo parlarti! Non mi arredo!

Giù le pistole! Giù le pistole! Ti giuro! Guarda, guarda! Ti voglio

parlare, non fa... Metti giù quella cazzo!

Guardami tu! Voglio solo parlare, non ti faccio un cazzo! No!

No! No!

Cazzo!

Qualcuno! Qualcuno!

Complimenti, grazie.

È morto.

Bravi, complimenti, bravissime. Invece questo ha raggiunto l'Ara Colombo.

Complimenti Calcaterra.

Sei mesi di lavoro rovinati.

Grazie!

Adesso entrate dentro e identificate tutti a uno a uno senza farli uscire.

Siete poliziotti, dai sbrigatevi. Stai calmo. Stai calmo un cazzo.

Avvisate prima, no? Fa un culo.

Non ci posso credere.

Ma vi costava tanto farci un fax, una telefonata, un'email, un piccione

viaggiatore? Vito, stai calmo, non serve a niente. Sì, lo so, dottoressa, ma io

ho i reumatismi a fuori di dormire in macchina. Sono mesi che non torno a casa

e tutto questo per cosa? Per niente. Niente!

Il nostro ufficio ha avvisato Catania dell'operazione.

Sì, ma non avevate ancora ottenuto il benestare. L'avrei saputo. E ti avrei

detto che l'angelo blu era off-limits.

Che il russo era off-limits!

C'è di mezzo un bambino. Ah, è il figlio di una mafiosa!

C'è di mezzo un bambino di 5 anni, che dovevo fare?

Dovevi rispettare le regole, Calcaterra.

Con la morte di Russo abbiamo perso l'unico gancio che avevamo per arrivare

ad Achilleferro. Lo sai che è vero?

Come l'avete trovato, Russo?

Gli ultimi anni li ho passati all'antimafia di Roma.

Qua la mia faccia non era conosciuta.

Questo chi è? Lui è Pietrangeli.

Un'amica e un collega di Palermo. È laduomo anche lui. Ah, anche lui è

laduomo.

Complimenti. Che problemi c'è, scusa? Oh, ragazzi, calma, eh? Calma. Siamo

colleghi, dobbiamo collaborare, dai.

È amico tuo, quello?

Collega. È amico.

Simpatico. Pure il tuo è simpatico.

E soprattutto si veste bene.

Ma in quanto a stile qua vedo che... Pietrangeli.

E gli amici Pietra.

Sciuto, Vito.

Non ho molti amici.

Sedete.

Come l'avete trovato, Russo? Per sei mesi mi sono finta una compratrice per

la piazza di Roma.

E a Russo ci sono arrivata risalendo una catena di piccoli spacciatori.

Stavi sotto copertura quando mi hai salvato?

Appena arrivata in Sicilia.

Per quello non mi sono fatta trovare.

Il caso ha voluto che passassi dalle parti dell'acquedotto di Partinico

mentre chiedevi aiuto.

Caso straordinario.

Sì, uno strano caso.

Io ti salvo la vita, e invece tu me la rovini.

Ma prete!

Ma prete a casa, prete!

Ma prete!

E non ho ancora visto niente.

Sì, infatti ho letto di te sui giornali.

Nell'acquedotto, con me, c'era un'altra persona.

Ma non abbiamo trovato il cadavere.

Non ne so niente.

Sono andata via subito dopo averti salvato. Chi era?

Si chiama Filippo.

È un tipo duro a morire.

Sì, vabbè, Filippo chi? Filippo De Silva.

Comunque non c'era nessuno là dentro.

Che succederà adesso?

Prenderò possesso della mia scrivania.

Sono stata nominata responsabile dell'antimafia di Catania un mese fa.

Aspettavo di finire il lavoro per insediarmi. A quanto pare ho finito un

po' prima.

Ti ho fatto un po' di casino, mi dispiace.

Qualcosa mi dice che non sarà neanche l'ultimo.

Russo stava gestendo una grossa operazione di spaccio di cocaina quando

è stato intercettato dalle forze di polizia che hanno sequestrato diversi

chili di droga.

Ancora da chiarire la dinamica che ha portato alla sua morte. Il pregiudicato

era uscito di prigione solo pochi mesi fa, dopo aver scontato una condanna di 7

anni per tentato omicidio.

Alfonso Russo era uno degli uomini di fiducia di Achille Ferro e a quanto pare

anche l'uomo di fiducia di Rosi Abbate, che potrebbe essere a Catania.

Peccato che non ci potrà più essere utile visto che è deceduto. E chissà per

colpa di chi. Tu continua a averci problemi.

No, no, no, abbassiamo il testosterone qua.

I tabullati di Russo. Ma niente di interessante.

A parte una serie di chiamate ricevute da una sim di Caracas. La prima alle 9

.30 di ieri.

Rosi, la sim è ancora attiva?

No, non riusciamo a rintracciarla.

Ma i ripetitori l'ultima volta la davano in zona Piazza Mazzini.

Ha fatto altre telefonate dopo quella di Russo?

Oggi una sola chiamata alla pensione Stella.

Allora risulta che non stava in casa.

Forse è lì che viveva. La pensione stella è dalle parti Piazza Manzini, se

non ricordo male. E' Rosi.

Vale la pena controllare.

Raduna la squadra.

No, no, no, aspetta, che cazzo fai?

Dove cazzo vai?

Si arresti Rosi? Per il bambino è finita, è spacciato.

Dobbiamo seguirla e aspettare che si facciano vivi i rapitori. La bada è

troppo furba. Si accorgerebbe subito di un pedinamento.

No, forse non hai capito, questa è l'unica possibilità. No, l'unica

possibilità è arrestarla e chiedere la sua collaborazione.

È una mafiosa e non la lascio andare in giro da sola per la mia città. E noi che

facciamo qua?

Rimanete qua visto che vi conosce.

Sei tu che non conosci l'abbate.

Questa città è troppo piccola per tutte e due.

E comunque io non ho problemi con nessuno.

Pietra.

Calma. Salvi i carni, contiamo e stiamo calmi.

Buongiorno. Polizia. Che volete, non ho fatto niente.

Dove sta?

Mai vista.

Paspartout.

Non di qua.

Ti cercano. E dove? Io passo sempre di qua, quando non mi vogliono far vedere.

Ma stai attenta alle schegge.

Grazie.

Andate.

Sono sempre stato qui poco fa.

Dalla principale non è uscita.

L'hai vista?

No.

Hai commenti da fare?

Soltanto uno. Non dare mai niente per scontato quando hai a che fare con la

bata. Se non fosse quello che è, non sarebbe ancora a piede libero. Sono una

che impara dagli errori. Bene a sapersi.

Che è successo? Un casino.

Rosa è scappata. Ma dai!

Ma le buone notizie per te sono finite.

È rientrato il questore.

E ti vuole vedere.

Mi sa che vi conoscete.

Strano che non vi siete ancora incontrati.

Comincio a credere alla reincarnazione, Calcaterra.

Probabilmente in una vita precedente ho fatto qualcosa di molto brutto e adesso

ho lei come punizione.

Signor Questore, è sempre un piacere.

Me ne sono andato da Palermo e non è stata una promozione per non avere più

il piacere di lavorare con voi.

E appena arrivo qui vi ritrovo fra i piedi. E con che bel risultato poi.

Abbiamo agito d'intesa con il giudice Pulvirenti. Sono sicuro che Pulvirenti

le abbia anche detto che è con me che si doveva coordinare. Sì, sì, sì, sì, me l

'ha detto.

Dove sarà adesso la bate?

Abbiamo trovato la macchina che ha rubato, ma nessuno l'ha vista

allontanarsi. A Catania aveva solo una gancio e l'hanno ammazzato, quindi sarà

costretta a chiedere aiuto ai ferro. Con il rischio che loro si liberino di lei

per la polvere che sta alzando.

Fin quando non troverà suo figlio comunque non se ne andrà.

Vabbè, noi dobbiamo trovare entrambe.

L'abbate e il figlio, come disposto dal ministero, saranno di sua competenza,

Calcaterra, e della sua squadra. L'ispettore Sciuto fungerà da agente di

collegamento. Il territorio è di mia competenza, signor questore, e siamo già

a corto di personale. Non si preoccupi, loro sono qui solo...

Di passaggio. E per la sua squadra predisporrò un rinforzo da Palermo.

Che io devo accettare a scatola chiusa, vero? E chi è?

Caputo. Grande cazzo. Ad ogni modo le indagini sui ferro rimangono sue.

Anche se io mi auguro che voi due sappiate scambiarvi le informazioni da

adesso in poi.

Altro signor questore? Sì, vi è a disposizione perché i nostri ospiti si

sistemino. Cerchiamo di essere dei bravi padroni di casa.

È sempre un piacere questore.

Dobbiamo collaborare, sono ordini.

Grazie.

è ora di andare a letto io non ho sonno e bevi questo bevi

buona l'acqua eh bravo aspetta

io non ho sonno beviamo questo

e ce ne andiamo a letto eh

bravo

Eccoci.

Eccolo qua.

Mamma! Mamma arriva, t'ho detto.

Mamma arriva.

T'ho detto che arriva.

Fra poco.

Alla buon'ora.

Uè, Ruggero.

Allora?

Come domani. E io intanto che faccio?

Ma non posso aspettare. Ruggero, questo ragazzino scotta. Non può restare qua.

Sì, ma Ruggero.

Ruggero.

Ruggero!

Ma vaffanculo.

Ragazzi, vado a dormire, sono stanco molto.

Guarda che c'è.

Anna.

Ciao.

Ciao, Anna.

Che ci fai qui?

La terapia, Sandro. Non possiamo lasciarla in sospeso.

Dobbiamo continuare.

Ma secondo voi Pietrangeli è quella?

Quella si chiama Anna.

Che ti frega a te?

Ragazzo era mia.

Buonanotte.

Buonanotte.

Sandro, io ho anche altri pazienti oltre te. Come ci vogliamo organizzare?

Eh, hai ragione.

Vabbè, ma scusa, adesso per te è molto meglio il fatto che io sto qui a

Catania, puoi venire tranquillamente.

Ora ci organizziamo, no?

Sì.

Ma i miei pazienti di solito fanno quello che gli dico.

Perché non lo faccio?

Dovresti stare a riposo.

Non lo capisci che se continui ad andare in giro che non sei ancora guarito

potresti peggiorare?

Potresti rimanere invalido.

Sì.

Ma guarda, io qua faccio soltanto un lavoro... scartoffio, insomma, un lavoro

d'ufficio.

Comunque... ti ringrazio.

Di cosa?

Che ti preoccupi per me.

Piazzatevi qua, nel frattempo i colleghi fanno un po' di spazio.

Sudo, grazie di aver accettato di lavorare con la mia squadra. Non mi

hanno dato molta scelta. E poi, prima facciamo... E prima ci leviamo dalle

pallecchie. Infatti. Oh, ragazzi, senza offesa, eh. Sono davvero felice di

avervi qua.

Vabbè, allora io mi piazzo qua.

Già che ci sei, mi porti un caffè, per favore? Grazie. Ho visto la macchinetta

fuori, grazie.

Lascialo stare, lui è fatto così.

Lo sappiamo.

Piacere, bell'uomo. Dai, scherzavo.

Pietrangeli e gli amici Pietra.

Orsini. per gli amici orso. E di nome?

Bruno. Ah, orso. Non la fare, dai.

Signori. Caputo.

Anche tu qua.

Adesso non manca più nessuno.

Dove mi piazzo, Pietro?

No, in effetti sei stato scambiato alla pari con un collega di Catania.

Sciuto. Lui è Caputo.

Novità dai posti del blocco?

No, ancora niente.

Ma non può essere, è andata lontano.

Abbiamo chiuso tutte le vie di fuga della città.

Resterà a Catania fino a quando non troverà sua figlia.

Sempre che sia qui.

Voglio interrogare Oreste Ferro.

Non credo che abbia fatto il doppio gioco.

Sì, ma deve esserci per forza una connessione con i rapitori.

Secondo me se lo dorchiamo bene, qualche cosa salterà fuori.

Ci tieni molto a quel bambino, vero?

Io e Claudio eravamo i suoi tutori legali.

La Marese era una grande poliziotta.

Per me era morto di più.

Don Ferro, lei ha avuto una vita avventurosa.

Prima la guerra contro i Corleonesi, poi vent'anni di prigione.

Acqua passata.

Ora c'ho anche la terra e bevo in pace.

Suo figlio non lavora con lei.

È un peccato che non ha preso il suo esempio.

Eh, Achille.

Lei non lo sento da tanto tempo.

Spero soltanto che stia in salute.

Lei la conosce questa persona?

Ha mai visto sui giornali?

Non leggo i giornali.

Ascolto solo la radio.

E questo bambino?

L'hanno rapito in Roma.

E secondo me c'entra qualcosa con quella persona là.

Vedi, signor vicequestore, da giovane sbagliai e gli sbagli li ho pagati.

Ma anche quando ero giovane io avevo un codice, delle regole.

E queste regole dicevano che mai, per nessun motivo, i piccerini devono

toccati.

Sai, io... Io non credo che Rosia Abate sia stupida.

Anzi, secondo me è furba.

Credo sia la persona più furba che io abbia mai conosciuto.

Quindi io non credo che lei sia andata in giro a dire a destra e a sinistra che

voleva prendere suo figlio e portarlo via.

Ma credo che lo abbia detto soltanto a certe persone, a quelle più vicine, a

quelle di cui si fidava, agli uomini di fiducia, no?

Mi pare logico. Anche a me pare logico.

Quello che a me pare illogico.

E che siano state proprio queste persone a tradirla.

A fare gli infami, come dite voi.

Però ascolti bene adesso.

Adesso arriva il centro del mio discorso.

Arriva quello che le voglio dire.

Se queste persone hanno tradito l'abbate, vuol dire che hanno tradito

anche il suo capo.

Il suo padrino, no? Sempre come dite voi.

A meno che questo non fosse d'accordo.

Io sogno vecchio.

Non capisco che cosa state dicendo.

Beh, allora capisca questo, vero, Don Ferro?

Il suo linguaggio, i suoi moti da mafioso vecchio stile omertoso a me non

impressionano.

Ma se succede qualcosa a questo pappino qua, i suoi vent'anni di galera

non saranno niente in confronto a quello che le farò passare.

E, dottor Calcaterra, che modi sono?

Negli è nuovo di qui, vero?

E se fosse?

Stia attento a Catania.

È come certe femmine.

Sembra facile.

Ma è piena di insidie.

Buongiorno.

Non lo so a chi è stato.

E gli brucia.

Gli brucia che gliel'hanno fatta sotto al naso.

Sì, ma così non ci fa andare avanti.

Perciò adesso facciamo come dico io.

Sempre che tu voglia che io ti dia una mano.

Hai sentito il questore?

Dobbiamo collaborare, no?

È quello che ho intenzione di fare.

Orlando Scevola.

Rapina e spaccio.

È grazie a lui che sono arrivata al russo.

E quindi che dobbiamo fare?

Andiamo a trovare.

Dov'è Orlando?

È dentro.

Occhio!

Allora, mi spieghi che minchè è successo ieri sera?

Eravamo appena entrati al bar e ci siamo ritrovati gli sbirri anche sotto al

tavolo. È successo che c'è fu un problema e chiedevano a qualcuno che ce

ne aspettava.

Questo l'avevo capito.

Ma io adesso la roba dove la prendo?

Per quanto ti serve?

Sempre un chilo, pagamento in contanti.

E levate, boh!

Ecco, su che tieni la roba?

Povero Alfonzino che frena minchio.

Dicono che avesse preso il figlio dell'abbate.

Ah cos'è dicono?

Ma non è stato lui a fare lo sgarro.

Alfonsino Leale era.

E chi allora?

E che vuoi sapere?

Perché magari ci voglio fare degli affari.

Magari è qualcuno che ti vuoi vendere, eh? Fammi correre!

Chi è, non ti abbastò ammazzare Alfonsino, eh? Ora ve ne chiamo e

scassare la minchia pure a mia?

Ma vado in affa' un culo, bottano!

Magari un'altra volta.

Pensiamo che non arrivassi più.

Perché tu non c'è stato, non l'ha visto che hanno comprato, ma è stato che la

casa che ne è gente, messe da, che rapevano, tutto taleavano, ma che

cercavano? Ma chi è qua seppi Achille?

Non niente sappiano.

No, lo so, gli erano tutti pari, frugguti, che cercavano, cercavano,

hanno giocato a tutte banne, non si sa più chi è arrivato a un certo punto,

magari, da cantina.

Allora, che avete trovato? Niente.

Completamente niente.

Ma niente a giocare.

E chi tu spero di Valermo è? Aveva ancora a imparare.

Il sogno del campo.

Ma vi regate a mangiare? Ora torno.

Salutiamo.

Che gionnata d'inferno.

Ho saputo che avete fatto un po' di lavoro sotto copertura oggi.

Sì, è stata brava Lara, è in gamba.

Ma rischia di fare casini, non conosce Rosi quanto noi.

Mimmo, è Rosi che rischia di fare dei casini.

E tu lo sai meglio di chiunque altro.

Ti dico una cosa, resta tra me e te, vero?

Come sempre.

Il problema è che io al posto suo farei la stessa cosa.

Quindi che vuoi fare?

Adesso l'importante è rimastino.

Don Oreste, perdonatemi se sono venuta fino a... Lo so tutto, ma non devi stare

qua. Scusami.

Allora, allora, dimmi tutto.

Don Oreste, che cosa è successo con mio figlio?

Forse un milione non bastava? O forse vostro figlio vi ha committo a chiedere

più soldi? Che cosa?

Ma se tu lo sai che io ho una parola sola, dovresti saperlo.

Ma allora, Cofu, Cofu Oreste, chi è stato?

Di questa cosa sapevate solamente voi e i tre che mi hanno aiutato?

Forse qualcuno ha tradito, potrebbe essere.

Sono uomini di Achille, devi chiederlo a loro.

Ma l'ho fatto, l'ho fatto già.

Ieri ho telefonato al capo squadra, Alfonso era una persona di cui mi

fidavo. E me l'hanno ammazzato, me l'hanno ammazzato prima che lui potesse

parlare. Come sei un Alfonso?

Ai rapitori si fecero sentire? No, e come faccio? Io sono una di tante, devo

scappare pure dalla polizia, devo scappare.

Ho dovuto buttare pure il telefono di Alfonso.

Facesti bene a venire da me.

Tu ci devi portare questo a mio figlio.

Verrà che stavolta ne verrete a capo.

Io vorrei aiutarti, ma non mi posso muovere. Va bene, non fare così. Grazie,

Oreste. Sono un sepolto vivo, capisci?

Grazie, Oreste.

Tu passi le gambe? Sì. E tagli per il vigneto? Sì. Ma corri, gioia mia, corri.

Grazie, Oreste. Corri.

Ho capito.

Ti sto ascoltando. Non me ne fotte niente.

Io va a capire com'è possibile che ieri mandai un picciotto per una consegna

sicura e mi ritrovai un picciotto stecchito a roba sequestrata. Che c'è?

Là fuori c'è Rosia Abate.

Rosia Abate.

A casa mia.

Rosi a pade.

Wow, che piacere.

Non c'era bisogno di scomodare i miei paci.

Potevi venire subito a me.

Non vi volevo disturbare.

Ti prego, Rosi, dammi del tuo.

So che sei molto impegnato tutto qua.

Però chiedessi ad Alfonso, che sa, non mi disse niente.

Ce ne sono altri due che devo sentire.

Ben chiaro, si parli come una sbirra.

Troppo tempo ci ho passato con gli spirri.

Ci parlo io con loro.

Ma c'è macchina insieme invece.

C'è macchina insieme.

Gradesci un bagno?

La prossima volta.

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