All language subtitles for Bake Off Italia - Dolci In Forno (2026) s14e07 Sbagliando si impara

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

C'era una volta un paese delle dolci meraviglie, in cui ogni desiderio di

zucchero diventava possibile.

Il regno era abitato da quattro valorosi maestri del gusto che con creatività

sapevano realizzare grandi progetti facendo attenzione anche ai più piccoli

dettagli.

E in questo luogo incantato tra ricette ancestrali e tecniche sapienti era

venuto il tempo di accogliere al loro cospetto una giovane apprendista con un

grande sogno.

Giudici, ho preparato delle cosine buone per voi.

Lo sentite il profumo di cardamonio e limoncedro?

Ditemi se vi piacciono.

Mi hai fatto tornare bambino.

Dolci da sogno.

Mi hai preso il cuore.

Wunderbar!

Dolci in forno!

Prenda, dai, vieni!

Non devi sognarlo. Bake Off Italia, il paese delle dolci meraviglie, è proprio

qui.

Non c'è niente di meglio che stare all'aria aperta, eh, Tommaso? E magari

fare un po' di sport.

Sì, ma tu veramente vuoi usare la torta come bersaglio? Sì, Tommaso, guarda che

è una nuova disciplina sportiva. Si chiama Cake Design Estremo. Io decoro

con una freccia vera una torta romantica.

E prenderla e poggiarla al centro, così con le mani, una cosa semplice?

Tommaso, guarda che mi chiamavano Robin Hood dell'Odigiano, eh. Vai, vai sereno.

Vai, vai, vai.

Qua? Vai, vai, vai. Vai, vai, vai, vai, vai. Vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai.

Buona!

Tutto bene?

Senti, riproviamoci, eh?

Adesso? Eh sì, sbagliando si impara.

Però tu stai fermo, eh?

Tra poco a Bake Off Italia.

La prima volta che ho fatto il caramello, stavo per dare fuoco alla

cucina. Come dicono i latini, è rare, umano, mest.

Cerca sempre di imparare qualcosa.

Beati gli ultimi, saranno i primi. Devi mantenere la calma. Non la finisci tu la

torta. Il mio obiettivo è quello, di rubare il cremier blu. E non basta?

Lo so.

No? Ma no.

Pasticcere, pasticceri!

Fatevi un grandissimo applauso per essere arrivati fino a qui.

Chi supererà la puntata di oggi, che è la settima, farà il giro di boa.

È una bella sensazione perché comunque siamo sempre di meno e fa un po' strano

pensare di quante persone siamo partite e quante siamo ora.

Avete affrontato tantissime prove difficili e anche quelle di oggi non

saranno da meno.

Allora io prima ve lo dico ho provato a eliminare uno dei giudici per rendervi

la vita più semplice ma non ci sono riuscita anche ogni tanto faccio degli

errori ad esempio l'anamelaka per me è un prodotto per i capelli ho capito cos

'è la naked cake che è una cosa che si fa a casa in privato e vabbè la Marisa è

la mia portinaia che saluto saluta anche lei ci segue sempre

Insomma, di errori ne faccio anch'io, ma si sa, no? Qual è il famoso detto?

Sbagliando si impenna. No, si impara.

E per sottolineare gli errori ci sono sempre loro, i giudici di Bake Off.

Tutto bene la spalla, Tommaso?

Brent, tutto a posto, nonostante la tua mira, proprio non... Eh, vabbè, eh...

Cosa hai fatto con la spalla? Eh, te lo spiego dopo.

Ernst, stavo spiegando effettivamente ai nostri pasticceri il tema di questa

puntata, che è sbagliando si impasta. No, si impara.

Quindi oggi possiamo stare tutti sereni, direi, perché se c'è una lezione che

dobbiamo imparare è che dagli errori...

possono nascere dei capolavori. E fino alla bara sempre si impara.

Il motto delle pompe funebri! Che grande ottimismo oggi!

Bello!

Mi è piaciuto!

Ma sinceri, cominciamo ovviamente come sempre dalla prova creativa. Io ho

scoperto che moltissimi dolci famosi sono nati per sbaglio. Come la torta

caprese, no? Perché si sono dimenticati di mettere la farina, giusto?

L'ha preparato. L'ha studiato, eh? I nostri pasticceri per questa prova

creativa invece cosa dovranno fare, giudici?

C'è un altro dolce in realtà che è nato da un errore, famosissimo in Francia.

Nell'Ottocento questa signora stava facendo questa torta di mele, mentre

caramellava in forno, si è resa conto che si era scordata di mettere l

'impasto, quindi ha messo a metà cottura l'impasto della pasta brisée.

L'ha poi girata al contrario e da lì è nata.

La tarta ten.

Questa è la mia versione in maniera rivisitata.

È infatta con l'impasto sfogliato, c'è una crema pasticcera, un gel di

albicocca e pesche e delle pesche caramellate.

Io non ho mai fatto una tarta ten, ma io non voglio fare nessun errore, devo

andare bene.

Voi potete farla sia dolce che salata, ma in entrambi i casi vogliamo sentire

la croccantezza del caramello e soprattutto il contrasto con la pasta

brisè friabile.

Mi raccomando, perché la tarte a terre nasce da uno spaglio, ma oggi voi dovete

trasformarla in qualcosa di unico, senza fare errori. E già io vado in panico,

perché se io non commetto un errore non sono contento.

Onofrio, non mi sono dimenticata di te, so che hai la busta blu da aprire con

all'interno il vantaggio, ma per questo dovrei aspettare ancora un po'. Lo

sapevi, te lo sentivi? Secondo me è la sorpresa. Vedremo, vedremo. Allora diamo

il via ufficialmente alla prova.

Avete a disposizione 100 minuti.

3, 2, 1, tartata in forno.

Come dicono i latini, è rare, umano, un mest.

È vero che dagli errori si impara, però è anche bello ogni tanto non fare

errore.

Giudice, sto pensando se anch'io attraverso i miei errori posso

inventarmi delle torte geniali, no? Tipo? Che ne so, la random cake.

O forse anche una bella cassata clamorosa.

Una c... clamorosa?

Cassata.

Cassate a parte, secondo la leggenda, la tarta ten nasce in Francia a fine

ottocento da una semplice distrazione.

Quando la cuoca Stefanita Ten si accorge di aver dimenticato la pasta nella sua

torta di mele ormai già in forno. Così la sistema sopra le mele all'ultimo

momento e serve il dolce capovolto. Quel fortunato e goloso errore conquista

tutti e da allora la tarta ten si prepara proprio così.

Insomma, a volte basta sbagliare con stile.

Ma per i pasticceri sarà meglio non sbagliare affatto. Se non faccio la mia

cavolata non sono mai contento. Però dai, a forza di farle ho imparato anche

come risolverle.

Luca si cimenta in una torta salata ispirata alla cucina spagnola, con

cipolle caramellate, chorizo e queso mancego su un letto di patate. Quando

sono andato a fare l'Erasmus mi sono innamorato di questi gusti che ogni

volta che vado a fare un viaggio in Spagna li ricerco sempre, mi piacciono

da morire.

E paradossalmente oggi bisogna fare una tarta a tè senza nessun errore.

Con questa puntata si fa il giro per arrivare in finale, che è l'obiettivo.

Bisogna non sbagliare. Io sono molto concentrata, voglio fare un buon dolce,

anche se il mio non sarà un dolce.

Per continuare la sua corsa sotto il tendone, Danila rende omaggio alla sua

amata Puglia con una tarta ten salata che ne richiama colori e sapori. Ciao

Onofrio. Buongiorno. Ciao Onofrio.

Buongiorno. Complimenti eh.

Dopo cinque puntate me lo sono ripreso. Ci siamo capiti subito al volo eh. C'è

feeling Onofrio, vero? C'è feeling.

Tu sei romantico? Cioè tu in coppia sei stato fidanzato un quarto d'ora. Come

eri da fidanzato?

Io proprio non sono quella persona che viene vicino e ti dice ti amo.

No, però questo lo dobbiamo migliorare.

Onofrio, te lo dico io, che ormai per te sono una tardona. Sai cosa piace alle

donne?

L'uomo che balla.

Vai Onofrio!

Vai!

Almeno sul brand ho fatto colpo.

Bravo!

Bravo Onofrio!

Ora arriviamo al dolce. Che dolce facciamo? Una tartata, eh?

Mantieni questo.

Mantieni. Eh no, dico, tutta l'euforia.

Fammi sognare Onofrio, vai.

Una tartatène gustosa con pere e cioccolato per dare un tocco di brindo e

il caramello che ti fa sciogliere.

Ricapitolando in termini di pura pasticceria, la ricetta prevede sablé al

cacao, pere caramellate, noci ricoperte di cioccolato e poi un'altra

preparazione. Una chantilly.

Quale crema? Una?

Una chantilly.

Ecco perché ho scelto di fare il pasticcetto.

Comunque io vorrei aprire la rubrica come telelegge Onofrio. Sì, però ognuno

ha il suo modo, quindi... Vabbè, Onofrio, ok.

Allora ciao.

Ciao, Onofrio. Ciao.

Questa puntata il mio amico Onofrio lo faccio tranquillizzare.

Mi sa che questo campione deve tornare un po' più avanti. Dietro non si vede

questo blu, sparisce, quindi è meglio avanti.

Ma sotto al tendone la concorrenza è agguerrita. Il mio obiettivo è quello,

di rubare il campione blu. Comunque è una gara, quindi può lasciare da giocare

il gioco.

Manuel non nasconde le sue ambizioni e dà forma a una tarta ten in cui la pesca

è protagonista. Una scelta che conta più della voglia di vincere. Ho scelto le

fresche perché è un frutto che richiama un po' la mia infanzia. Mia mamma ci

faceva mangiare sempre e quindi è il segno di qualcosa di solido che rimane

nel tempo.

Buongiorno! Buongiorno!

Miele? Sì. Ci fai sognare?

Sì, spero!

Clarissa prova a far sognare i giudici con una torta che unisce dolce e salato

a base di mele renette, miele, gorgonzola e salvia. La salvia come la

metti? Volevo fare il caramello con il miele e del burro e metterci la salvia.

Potresti anche friggerle. Friggerle, buonissime. Ah ok. Diventano croccantini

e te cuori. E metterle sopra. Bellissimo. Ok, sì.

Oggi la puntata è sugli errori. Te quando fai un errore come reagisci?

Io rido.

Vuol dire che ogni volta che notiamo un errore tu ridi. No, un po' ci rimango

male e ci macino tanto sopra, però devo imparare a prenderla un po' più con la

leggerezza. Io voglio ridere delle mie gaffe, bisogna prenderla così con

spirito. Tartatene in forno, perché se no non cuoce. Sì, grazie.

Ciao.

Per molti pasticceri è tempo di infornare. La cottura dovrà essere

impeccabile, ma adesso tutta l'attenzione si sposta sul caramello.

Il protagonista assoluto della ricetta, nonché una delle preparazioni che

perdona meno gli errori.

La prima volta che ho fatto il caramello stavo per dare fuoco alla cucina.

Infatti mia madre ancora ce l'ha con me per quel nefasto avvenimento.

Evitando di dare fuoco anche al tendone di Bake Off, Donato punta ad accendere

il palato dei giudici con una brisè al cocco, ananas caramellata e una crema

inglese al rum.

Ho scelto questi sapori per dare un omaggio al mio ragione a Cuba con i miei

amici storici e quindi è un po' un tuffo nella nostalgia.

Alice. Alice, ciao, buongiorno.

Sì, faccio una tarta ten di mele con dei gusti che ricordano lo strudel. Ah,

bella. E poi faccio una chantilly alla vaniglia e cannella.

Puoi fare se no una crema d'accompagnamento, fare una crema d

'accompagnamento con l'uvetta.

Non ho mai fatto una crema con l'uvetta, non ho idea di come si fa. Volevi fare

la chantilly alla cannella? Sì. Quando è fatta scolli e ci butti dentro l'uvetta.

Intera? Sì. Ok, perfetto.

Quindi la crema chantilly a luvetta accompagnerà uno strudel tatin, con

brisee alla cannella, mele caramellate e noci sabbiate.

Come te la cavi con tartaten, caramelli?

Il caramello è una delle preparazioni che odio di più, perché pur avendo due

ingredienti lo sbagli in un secondo, quindi ci devo stare... Ma sbagliandosi?

Impara. Io e il caramello non andiamo troppo d'accordo.

Sarà complicato.

Pasticceri, sono passati 40 minuti. Questo significa che manca ancora un

'ora.

Grazie. Cavolo. Mai il tempo è abbastanza. Però non vuoi avere ansia?

Dai, cuoce bene.

Carmen resta fedele alla tradizione personalizzando la sua tarta ten con una

pasta brisee al limone.

e una decorazione in crema chantilly.

Vittoria! Buongiorno! Al contrario di Carmen, Vittoria sceglie una strada

diversa. Faccio delle monoporzioni di tartaten.

Furbach, cuoce molto prima.

Nelle sue taten mignon, Vittoria bilancia la dolcezza delle mele con un

caramello salato e aggiunge una nota speziata grazie all'anamelaca allo

zenzero. Lo zenzero è molto particolare, quindi devi bilanciarlo bene. Ok.

Quando sbagli, come reagisci agli errori? Ti butti giù, ti tiri su?

Allora, io cerco di reagire bene, nel senso che cerco sempre di imparare

qualcosa.

È un brutto segnale. In forno non dovrebbe poi... Sciogliersi. Esatto.

Chissà.

Speriamo. Vorrei un parere positivo dai giudici, ecco.

Che devo dire?

Che devo fare?

Marcuccio, che fai? Base pasta frolla con le nocciole. Buono. Io metto i

pomodori in forno per fare la crema con la ricotta di sopra.

Crema di accompagnamento a parte, la tatenna rettangolare di Alessia sarà

farcita con cipolle di tropea e fragole.

Fragole e cipolle, un abbinamento molto particolare. È molto particolare, in

realtà per me è molto di casa perché la mia mamma mi prepara sempre un risotto

alle fragole e cipolle. Come si chiama mamma?

Antonella. Antonella. Oggi cucinando mi sento molto tranquilla perché sento un

po' gli odori di casa.

Ale, invece durante gli scavi archeologici è mai successo qualcosa di

particolare? A voglia si è successo. Una volta stavo camminando vicino a una

tomba e stavo andando a finire al posto del depunto perché ci stavano... Stavo

cadendo all'interno. Ah, volevi diventare anche tu un reperto? Sì, sì,

volevo, però insomma alla fine... Fino alla barra si impara. Fino alla barra si

impara. Alè, nessun reperto archeologico, qua vogliamo un

capolavoro. È vero. Senza sbagli. Va bene.

Voglio usare perché voglio far capire che anche io posso avere la stoffa di

fare qualcosa un po' più diestroso.

Marco! Marco, buongiorno! Che belle mele! Mi racconti il tuo progetto, però

in versione un po' sexy, come ha fatto Onofrio, per capire se... Lui l'ha

raccontato sexy?

Eh, ho provato un brivido.

Scusa un secondo, Onofrio, sei libero? Hai due minuti? Uno!

Vieni! Guarda, ho chiesto a Marco di raccontarmi la sua ricetta in modo sexy,

così puoi prendere spunto.

Vai Marco, raccontami il tuo progetto.

Ho preparato delle ottime mele succulente.

Sussurraglielo, no?

Potrei far assaggiare, ma non è il momento.

Va bene.

Magari dopo.

Infatti, meglio aspettare e assaporarle insieme agli altri elementi del suo

dolce, la frolla e il cremoso. Devo andare a uscire la tosta.

Chantilly!

Chantilly!

Poi? Ho anche un piano B perché il guscio si è un po'...

No, non si è un po' aperto. Ora non è proprio... Cosa dici?

Si è lasciato un po' andare.

No, io lo cuocerei ancora.

Mettilo ancora dentro.

C'è qualcosa che non va in questo guscio. Secondo me dovrò andare verso il

piano B.

Bocca al lupo. Ciao, a dopo. E susura la frolla. La fortuna può sorridere, il

cronometro molto meno.

Mancano solo 15 minuti, ok?

Ok.

La mia non è cotta.

Mettila in alto.

Così?

Speriamo che vada tutto bene.

Qua c'è un odore di bruciato. Sono io o cosa?

C'è qualcosa che brucia.

Porca vacca.

Bruciato, non mi smentisco mai.

Lo devo ripare.

Ma quello di Vittoria non è l'unico ostacolo da superare.

Devo togliere il guscio dallo stampo e il guscio si rompe.

A questo punto vado diretto con il piano B e preparerò questo disco di frolla su

un piatto un po' più grande.

La frolla non è cotta benissimo, lo so, ma vediamo cosa dicono i giudici.

Adesso sono le tartatenne a parlare, perché quando vengono capovolte non

nascondono più nulla. Ogni minimo errore viene a galla.

È tanto caramello, sembra una isola, però vabbè, sembra che sta proprio nel

mare.

Il tempo corre e i pasticceri devono rifinire i loro dolci e magari rimediare

a qualche imperfezione.

Pasticceri e pasticcere, ci siamo. Inizia adesso l'ultimo minuto.

Figurati se Danila non va da Marco.

Sono gelosa.

Io tengo sotto controllo un po' tutto il mio... Il prodotto tieni sotto

controllo.

Dieci, nove, otto, sette...

6, 5, 4, 3, 2,

1, stop! Un passo indietro!

Bravi pasticceri!

Io sono fiduciosa del mio lavoro, ma sono nervosa, eh sì!

Tra poco i giudici scopriranno se i pasticceri hanno commesso errori

irrecuperabili oppure, come per la tarta ten originale, trasformato un imprevisto

in qualcosa di sorprendente.

Partiamo con la tua tarta ten, Alessia.

Spiegaci. Ho fatto una tarte ten con pasta brisè e fatta con cipolle e

fragole. L'accompagnamento è una crema di ricotta, pomodorini con fica e

basilico fritto.

Cominciamo male.

Cominciamo molto male. Molto male.

Sì, eh?

Malissimo, direi. Non ci siamo. No. Ale. No.

Qua hai proprio sbagliato le dimensioni.

Fa la più grande che ce la mangiamo tutti qua. Quella è una testa. Questo

abbinamento cipolla e fragola è buonissimo. Gli dà complessità, è umida

al punto giusto, si sente la caramellizzazione.

La salsa d'accompagnamento l'hai resa co-protagonista. Brava.

Grazie. Parto dalla pasta e devo dire la cottura è perfetta.

La cipolla, Carme ha detto bene, la fragola ha dato la giusta acidità e il

capro e la cilicina sulla torta.

Hai fatto un capolavoro, non si può far meglio. Grazie. Brava. Sono felicissima

veramente. E grazie mamma Antonella.

Anche Donato osa con sapori non comuni.

Hai fatto la pizza con l'ananas.

Pizza con l'ananas.

Come si chiama? Hawaii?

Si chiama pina colada taten. La sua tarta ten tropicale porta in tavola

cocco, ananas e lime.

Oltre al rum nella crema inglese profumata alla fava tonka.

Donato, come al solito.

Uno dei tuoi abbinamenti particolarissimi.

Buono il gusto, mi funziona un po' meno quando lo vado a masticare, perché il

caramello attacca un po' sotto i denti, ok? Non è stato lavorato benissimo.

L'idea della crema inglese ci sta con la fava tonka. Qua si sposa la grandissima,

ma hai sbagliato la consistenza.

Doveva venire un po' più tirata.

L'ananas è un frutto molto particolare quando si caramellizza, perché ha acqua,

ma tende anche a diventare gomoso.

Quando si fanno questi gusti, vanno studiati bene.

Grazie Donato. Grazie.

Del resto è una puntata dove si impara dagli errori, quindi ci si può lavorare

su. E chi ha dovuto lavorarci su con prontezza è Marco, che propone una taten

con frolla alle nocciole e cannella, mele caramellate al passito e cremoso di

caprino e timo. Questo è un piano B perché avrei voluto fare un guscio, però

mi si è rotto, non riuscivo a staccarlo.

Ti è rimasta molto molto un dietro di cottura.

La parte centrale è quasi gomma, cioè dovevi veramente proprio fare la cottura

della frolla insieme alle mele. Diciamo bruttina, ma buonina.

È bruttina, ma a me in bocca piace tantissimo, soprattutto questa mela è

veramente un capolavoro. Il caprino ha la sua acidità, sicuramente l'idea se

riuscivi era geniale.

Ma sotto il tendone le idee originali non mancano, anche a partire dal

formato. Ho deciso di fare delle monoporzioni di tarta ten con una brisee

al rosmarino, un caramello leggermente salato e una namilaca allo zenzero.

Allora, Vittoria, la tarta ten sembra cotta, però guarda, c'è proprio un rigo

crudo in mezzo. Ma qui il problema più grande è...

Era una mela, perché questa è una salsa fresca dopo sole, praticamente.

Damiano, che dici? Il problema che ho è che secondo me io non lo sento il

caramello, cioè manca proprio la parte zuccherina, no? La mela ti è rimasta

quasi una mela cotta, sembra quasi una mela cotta al forno, che non mi

dispiace, però si parla di tarta ten, questa è tutt'altro.

Errori su errori su errori.

Errori che Manuel spera di aver evitato nella sua taten con pesche caramellate,

ganache montata alla nocciola e gel alle pesche e rosmarino. Che errore hai fatto

qui? Eh, che era troppo calda la tartatenne, ho messo la ganache, potevo

metterla in una bacina. Bravo, l'avresti salvata totalmente, almeno l'estetica ne

guadagnava sicuro. Oh Manuel.

Era uno spettacolo.

Ma veramente uno spettacolo, era una cosa...

La sablè è buonissima. Si scioglie in bocca e si sente il burro. Ti arriva poi

la nocciola, il gel di pesca, molto intelligente perché rinfresca

tantissimo. È bruttina, bruttina, bruttina, ma ha una bomba a mano di

gusto. Veramente, questa qui è buonissima. Grazie.

Manu, sono molto d'accordo. Pesca è lavorata benissimo con la rotondità

della nocciola, quindi hai parte fresca, parte più grassa, golosa, hai fatto un

capolavoro. Però è brutta. Eh, lo so. Però sbagliando, si impara.

Adesso tocca ad Alice di mostrarlo con la sua tarta ten con mele caramellate,

noci e cannella.

Ho cercato di ricordare lo strudel, che è uno dei miei dolci preferiti, un

pochino nei gusti e negli abbinamenti. Spero di esserci riuscita.

Devo dire, più bella dall'alto che vista da di fronte. Di fronte sembrava una

fresella. Però in bocca mi piace.

La chantilly è qualcosa di eccezionale, cioè assieme ci sta benissimo.

A occhi chiusi mangio una bella tarta ten, un po' bagnaticcia. Ok. E si vede

qua, metà della pasta brisée è completamente bagnata.

Il caramello lo sento leggermente, ma per me è più una mela bolita.

Sono d'accordo, manca un po' quella parte di caramello dominante, però nell

'insieme è un progetto che funziona, mi piace. Brava.

Grazie Alice.

Beh, insomma, nel complesso io sono abbastanza contenta.

Migliorerò il rapporto col caramello.

In una perfetta taten il caramello fa la differenza. Quella di Carmen è

aromatizzata al limone, decorata con una chantilly e affiancata da una

composizione di mele con la stessa crema. Si vede che nel tuo paese il

caramello proprio ne usate a... Ce n'è anche dopo per farti intuffo il

bagnetto. Allora, il caramello è molto buono. La mela caramellata è buona, è

morbida, però una volta tagliata sembra più un creme caramel che una tarta ten.

A me la mela piace perché ha sapito tutto il caramello.

Ma quando è troppo è troppo. Vedi? È praticamente una zuppa. Sì. Chi assorbe

tutta questa pasta brisè indietro di cottura e poi diventa gommoso.

È esagerato con il caramello. È messo tanto per indulzare a tutti e tre.

Il caramello dovrebbe avere un ruolo da protagonista anche nella tatin salata di

Luca, completata da una salsa di yogurt, erba cipollina e cetriolo.

Ho fatto una tarte tatin con una base pasta brisè al timo. La farza è cipolla.

Ciorizzo, queso mancego e sotto una base di patate. Vi prego, ditemi che è buona

perché mi fa gola.

Molto particolare, mi piace la base.

Sopra il ripieno ha un gusto molto buono, però questo velo di bruciatino mi

distrugge. Mi si allontana dal caramello. Sì, sono d'accordo. Fa

scomparire completamente il gusto del caramello.

Una torta così al ristorante la manda indietro.

Perché io dico è carbonizzato.

Bastavano quei due minuti in meno e sarebbe stato a posto.

Come tre errori fa parte di me anche rialzarmi ogni volta e andare avanti.

Danila, tripudio di colori. Ci spieghi?

Allora, è una pasta brisè alla curcuma, pomodorini confit al timo, delle cnell

di ricotta, curcuma e limone e un gel al basilico.

Danila, il pomodoro ti ha un po' bagnato l'impasto e purtroppo ti sei un po'

rovinata. È una taten, perché è una taten a tutti gli effetti, in bocca dà l

'effetto del caramello.

Peccato per questa acquetta che si è andata a bagnare l'impasto.

Allora, il pomodoro in sé è buonissimo, ma tutti quelli che sono sopra sono

troppi. E la pasta è indietro di cottura.

Mi spiace, Danila.

Beh, 50 e 50.

Peccato per questa acquetta che un po' mi ha fatto uno sgambetto.

Clarissa, il tuo momento.

È una brisè, dentro ci ho messo della noce moscata, poi mele renette, miele di

castagno tagliato un po' con miele di millefiori. Ah, meno male.

Gorgonzola e mascarpone e salvia fritta.

Clarissa, sai che qua parti svantaggiata?

Almeno con me, perché a me non piace il miele di castagno. Ah, non lo sapevo. Ma

è buona, buona, buona. Mi stai facendo quasi cambiare idea sul miele di

castagno. Anche la brisè mi fa impazzire, soprattutto sulla parte

esterna. Sei riuscita ad unire il gorgonzola, che è dolce, con la mela, l

'hai trasformata in qualcosa di salato.

Insieme al caramello, la brisè croccante, la salvia fritta e il miele

di castagno, per me la ciliegina sulla torta. Veramente è uno spettacolo.

Clarissa, finalmente posso dirlo, per la prima volta di quest'anno, è

orgasmatica.

Bravissima.

è andato benissimo sono super contenta iniziare la puntata così è proprio il

top e gli assaggi si concludono con la tarta ten di Onofrio Onofrio mi

raccomando adesso che racconterai il tuo dolce stai attento a quello che dici

perché sai che poi io parto

E' una tarta ten con una sabbia al cacao, caramello leggermente salato,

pere spadellata con un po' di vaniglia e un po' di rum, una chantilly con arancia

e vaniglia e delle noci salate ricoperte di cioccolato. Qual era la crema?

Chantilly.

Una vipera sei?

Sei uno zucchero. Io sono uno zucchero?

Sei un peperoncino.

Sono una tardona per te.

Eh, diciamo di sì.

Oh no, Flo, eh no!

Tu devi dire di no. No, Brenda, non sei una... No, Brenda, non sei una tardona.

Vabbè, parlate voi, giudici.

Per me hai sbagliato qualcosa proprio nell'impasto. Perché non si è cotto

uniformemente.

Vedi, tu hai perso tutta l'acqua, la pasta si è bagnata completamente.

E lo sciroppo, la pere. È un problema di tempo e di tecnica.

Tutto lì.

È peccato perché mi piace di gusto un po' allontanato secondo me da quello che

era la prova di oggi.

Grazie Onofrio.

Mi sento un po' dispiaciuto per questa prova perché mi aspettavo giudizi un po'

più positivi.

Pronto per la prova a te?

Ci siamo pasticceri, siamo arrivati al momento della prova tecnica nella quale

lo so, lo so, si può cadere.

Magari la sera ci sentiamo vincenti e poi perdutamente è già mattino presto.

Il maestro più andiamo avanti più ci vuole mettere

in difficoltà.

Sarà sicuramente una sfida molto difficile.

Maestro, quale prova impossibile ha pensato per i nostri pasticceri oggi?

Ormai siamo a metà percorso e siete pronti per fare un dolce molto

complesso. La Sant'Onore.

Dovete farla nella sua versione classica.

Alla base un disco di pasta a foglia.

uno strato di morbido pan di spagna, una corona di vignè

caramellati, ripieni di crema pasticcera e al centro la crema cibus

in doppia versione, classica e al cioccolato. Una cosetta così.

Ai ai ai, vedo delle faccine.

Ragazzi, vi tocca.

Io... Non so dove mettermi le mani, se nei capelli, se davanti alla faccia.

Sono disperata.

Maestro, mi scusi, ma anche la Santa Onore è nata per via di un errore?

No, ma...

Gli errori sono nella ricetta perché mi sembrava che fosse troppo facile darvi

le indicazioni generali. Come ha messo degli errori? Sì, ci sono tre errori che

dovete individuarli perché se non li individuate non uscirà nulla.

Eugenio, ci vuoi proprio far male in questa prova?

Si chiama prova tecnica, no?

Per fortuna qualcuno di voi può fare affidamento sul vantaggio contenuto

nella busta blu.

Onofrio, leggi pure.

Per preparare la Sant'Onore più velocemente ha a disposizione due forni.

Le preparazioni sono tanti e ovviamente un grandissimo vantaggio. È bello il

vantaggio, ma devo essere super concentrato a fare tutte e due.

Giudici, senza indugi potete raggiungere il gazebo.

Buona fortuna! Ciao ciao!

Vado ad arrivare alla prova maestro, mi aspetti qui.

Pasticceri, per questa prova avete a disposizione 150 minuti. 3, 2, 1,

Sant'Onore in forno! Forza!

Nel tendone il silenzio è d'obbligo perché la Sant'Onore va studiata nei

minimi dettagli.

Maestro, comunque i pasticceri stanno leggendo tutti la ricetta al momento.

Sì, è come un romanzo.

Tra le pagine, infatti, ci sono tre basi della pasticceria, tre creme e ben tre

errori inseriti dal maestro nelle preparazioni.

Io ho letto tutta la ricetta e ancora non ho individuato degli errori. Magari

chiederò in giro a qualcuno qualcosa, ecco.

Quindi qual è l'errore?

Non lo so.

Ho letto la prima preparazione e mi sembra che di qua non ci sono.

Vediamo.

La prima delle basi è infatti la pasta sfoglia, con metodo olandese. E i

pasticceri fanno le prime supposizioni.

Nella sfoglia olandese penso che forse ci voglia un po' di burro in più.

Acqua perché sei lontana a me da me. Ecco, a posto. Nella sfoglia olandese c

'è un errore? C'è il catrava e gli errori rimangono suoi.

Ecco, a posto. Cioè a posto, in realtà a posto no. Grazie. Ciao Dani. Ciao.

Da ricetta, il burro freddo deve rimanere nell'impasto a pezzettini

grazie all'utilizzo dell'accessorio mixer.

Ragazzi, il primo errore è il mixer.

Eh, infatti, immaginavo raga.

Faccio andare nel mixer del burro, però vedo che diventa una crema, quindi penso

che quello sia un errore e quindi la faccio in planetaria.

Ma infatti non è nel mixer.

Ma così dico, però non so se così o meno. Non è nel mixer.

L'intuizione di Manuel contagia tutti.

Quando c'è poco tempo per ragionare, seguire il gruppo può essere una

strategia. L'ho sentito dire da Manuel quando io avevo ormai la pasta sfoglia

pronta, però mi era sorto il dubbio. Allora ho rifatto la sfoglia in

planetaria.

Ma possibile che viene così?

Vicky, tu hai capito come si fa?

Questo? Io non sto capendo niente.

Non c'è secondo me un errore nella ricetta, è che è difficile lavorare il

burro.

Maestro, ma uno degli errori è nei passaggi della ricetta della sfoglia?

No, la ricetta della sfoglia è giusta.

Ok, io glielo devo dire però, se no sbagliano tutti.

Ragazzi, la ricetta della sfoglia è...

Corretta!

Piccolo aiuto, prego.

Manuel, ho fatto perdere tempo.

Vabbè, ho rifatto la soglia per niente.

Sbagliando si impara anche che, invece di lasciarsi guidare dagli altri, è

sempre meglio ragionare con la propria testa. E quindi molti pasticceri devono

ricominciare, sprecando minuti preziosi.

Si corre, cioè si corre proprio, non sto prendendo fiato.

Fuori dal tendone invece ci si può concedere tutt'altro ritmo.

Cosa si può desiderare da un dolce di più? Una sfoglia friabile, un pan di

spagna morbido e un vignè croccante con dentro una crema meravigliosa. È il

paradiso dei golosi, lo mordi e c'è questa esplosione senza...

Questo qui è proprio l'incubo dei pasticceri. Ci sono tantissime cotture

da gestire, dalla sfoglia al patachou, al pan di spagna e anche il caramello,

perché anche il caramello va cotto bene.

Certo, senza contare che il genio ha messo un po' di errori nella ricetta. Io

se fosse pasticcere farei una bella cosa, un bel respiro e inizierei a

invocare San Donore, San Donore.

Meno paradisiaco è il clima fra i pasticceri, alle prese con una ricetta

particolarmente insidiosa.

Alcuni di loro, terminata la sfoglia, passano al composto del pan di spagna.

Che due palle!

Altri invece sono ancora bloccati alla prima preparazione. La sfoglia la

rifaccio quattro volte perché proprio sono in panico, in panico completo.

No ragazzi, a me non viene questa cosa.

Il burro mi esce liquido completamente, tolgo quello della planetaria, metto nel

mixer, arriva Eginio.

No, ho fatto un disastro. Cosa è successo? Un disastro.

Ma deve venire così, no?

No, no, no, allora la stai rifacendo perché avevi fatto anche tu quell

'errore. Ok, chi ti aveva detto, chi ti aveva consigliato così?

No, io... Tu da sola? Sì.

Lo dico bene? E dov'è il burro?

Qua.

Doveva essere?

Più freddo. Eh, lo so. Allora buttalo in frigo.

Ok.

Allora, devo respirare.

Arrivo.

Calmarmi un attimo, metto in abbattitore e quella rimarrà.

Ragazzi, io lo sto capendo.

Non abbatterti. Non è facile, quindi bisogna veramente affidarsi a più di un

santo. A Bari c'è San Nicola, io mi affido a lui.

Con le sue tre palle, tipo bignè, speriamo che mi assista.

E i bignè sono la terza base della Saint Honoré. Per prepararli si parte dalla

pasta choux, seguendo ovviamente ciò che ha scritto il maestro Massari nella

ricetta.

Ecco, l'ho trovato un errore.

Perché sta scritto qua, quando i liquidi sono sul pene, aggiungono l'ebollizione,

aggiungono le uova. No, si aggiunge la farina, poi le uova.

Manuel, hai individuato gli altri errori? Allora, nel bignè c'è scritto di

mettere le uova e cucinarle, e poi, una volta che hai pedito, aggiungi la

farina, ma è il contrario.

Ah, sì?

Acqua a fuoco.

Fuoco.

Questa volta capisco immediatamente l'errore.

La soglia l'hai fatta? Sì, prima nel cutter, ma è uscita crema, quindi l'ho

fatta nella panettaria. Ma sei tu che hai consigliato agli altri di farla?

Avete fatto tutti gli stasci errori. Ho aiutato i miei amici, però alla fine ho

sbagliato.

Pasticcere e pasticceri, è passata un'ora.

Possibile. Manca un'ora e mezza.

Avete trovato l'errore nei vignè?

Sì. Ok.

Individuato il primo scherzetto di Eugenio, è tempo di infornare le vasi.

Ma ogni pasticciere ha un solo forno, seppur con doppia cottura, e le

preparazioni sono tre.

Con due forni avrei già infornato i bignè. Se Marco avesse vinto il

grembiule blu, come Onofrio, ora non avrebbe alcun problema.

Ho messo in forno di là la sfoglia, il pan di spagna, qui c'ho i bignè che mi

devo uscire, e penso che le infornate ci sono.

Il ventaglio di Onofrio vale oro, eh?

Però se le basi mi vengono bene, mi servono due forni.

Ma non tutti sono già alle infornate. C'è anche chi non ha ancora messo i

bignè nella teglia. Alice, è tutto a posto?

No, no, non è a posto.

Tranquilla. Una prova di questo calibro non me l'aspettavo. Mi rendo conto della

difficoltà nel star dietro tutto.

Fantastico, proprio nella preparazione chiave.

Secondo te è giusta quella pasta qua?

Cos'è quella pasta qua?

Un sacco di grani.

Poi questi vignè diventano tre volte il volume normale, quando sono giusti. E c

'è scritto tre centimetri. Sono tre centimetri, sei sicura?

Devo ancora fare il pan di spagna e tutto, vi ho fatto tanti così.

Non mi sento di avere la situazione sotto controllo e mi sono sentita dire

finora che tutto quello che ho fatto non va bene.

Ali, siamo qua per aiutarti. Eh, non so, ma non mi viene niente. No, non è vero.

Non è vero che non ti viene niente. Ti sono venuti grumosi, ma ti sono venuti.

Vado in crisi perché non mi sto divertendo. Non riesco a fare

diversamente.

Il tempo per disperarsi non c'è. Si deve subito passare alla crema pasticcera,

ripieno dei bignè e base delle creme Shibust.

E intanto l'indagine continua.

Perché avete trovato il secondo errore per caso?

Secondo me è il caramello.

Leggo la ricetta del caramello e c'è l'acqua. L'acqua secondo me non ci va, è

solo zucchero e glucosio.

Però non lo so, il caramello si fa anche bagnato.

Danila, appena un attimo vieni qua.

Arrivo. Per lei non va l'acqua nel caramello e io non sono proprio convinto

di questa cosa, quindi sono un po' indeciso.

Secondo te non ci va l'acqua, ma secondo me non ci va il sale.

Quanto sa di sale?

Quanti grammi di sale sono?

Quattro.

Secondo me non è salato il caramello nella Sant'Onore.

Pasticcere e pasticceri, come state?

Bene!

Mancano 30 minuti!

Io non consegno, raga, non ho niente.

Perché mi si è strinta tutta la sfoglia?

Sono panini quelli lì, non vini.

Sai che sei molto indietro? Lo so, sì.

Non la finisci tu la torta.

Raga, io non capisco più niente.

Che cos'è quella roba lì? È la sfoglia.

Male, male.

È una schifezza.

Eh, lo so. Che merda di prova.

I drammi sono tanti e i dubbi ancora di più. Ma meglio metterli da parte.

Bisogna realizzare la meringa.

da incorporare poi nella pasticcera per realizzare le creme chibuste, sempre

verificando che nel suo procedimento non ci sia lo zampino del maestro.

Finora infatti è stato scovato soltanto uno dei tre errori. Qual è l'altro

errore? Nella crema?

No, no, è nella decorazione. Ah.

Vedo, è nella decorazione il terzo. Come sei intelligente!

Ho sentito che tra il mio compagno si parlava dell'errore, attento a quello,

attento all'altro, però non mi hanno detto niente, è una gara, quindi è così.

Carmen, come va? Bene, abbiamo il pan di spagna, abbiamo il vignè.

Che cos'è questa meringa?

Dovrebbe essere lucida, invece è granulosa.

Granulosa, sì.

E il pan di spagna però, maestro, guardi.

È cotto male qua. Qua al centro.

La sfoglia com'è?

Allora, rotonda e rotonda.

Cotta male e cotta male.

Mi sembra che il maestro oggi non ha fatto colazione.

Non ha preso il caffè.

Dani, tu quindi la fai senza acqua il caramello?

Sì, ho deciso.

Il caramello è infatti l'ultima delle preparazioni prima dell'assemblaggio.

E servirà alla cupola per i bignè alla crema. Ho fatto il caramello, non

mettendo l'acqua, secondo il consiglio di Danila.

Sembra sia venuto, vediamo un attimino.

E Donato non è l'unico a seguire il consiglio.

Ci siamo un po' confrontati tutti insieme. Ho sentito Manuel, Luca, Donato

e di conseguenza anche Alice.

Ma a secondare il gruppo non è la scelta di tutti.

Il caramello, alla fine il sale...

Le decisioni sono state prese, non resta che iniziare ad assemblare la torta,

facendo attenzione anche alla bagna del pan di spagna.

Ma no, ma non riesco neanche più a dividere.

La cosa che mi ha mandato più nel pallone è accorgermi di essere indietro.

Gli manca il caramello sopra i vignè, gli manca la crema shibust.

Ciccina, ti prego di star tranquilla, ok? Sono tutti in paranoia. È stata

una prova difficilissima, piena di preparazioni. Ti prego, devi mantenere

la calma, ok?

Ci sei, Clarissa?

Ci sei?

Dai, Clari, dai, Clari! Vai, Clari!

Non bisogna perdere la concentrazione perché la Sant'Onore va decorata con le

creme che da ricetta andrebbero dressate con sac à poche e bocchetta a stella.

Allora nella crema ci busto va la stella?

Mi sembra strano.

Perché c'è anche la Sant'Onore po'. Se stiamo facendo la Sant'Onore cosa c

'entra la bocchetta a stella?

Sfogliono le bocchette Sant'Onore.

Ah ok, è quello l'errore, ok.

E quindi anche il terzo errore è stato individuato. Ora non bisogna commetterne

altri. Che crema di m***a è?

La meringa era diventata un cemento. Ovviamente non si è incorporata, quindi

ci sono pezzi di crema smontata.

È stomachevole.

Pasticceri, mancano due minuti e poi la vostra Sant'Onore dovrà essere pronta.

Qualcuno ha finito? Sì.

Clari, metteli sopra.

Così ti piace?

Fate presto che non resisto!

10, 9, 8, 7, 6,

5, 4, 3, 2,

1, stop! Un passo indietro!

Un passo indietro, pasticceri!

Sono di merda di così, non è mai venuta.

Mi sono delusa perché non ho mai fatto una cosa più brutta di questa.

Volevo fare bene, ma è una roba indecente. Mi vergogno moltissimo.

La fretta è cattiva consigliera. In soli 150 minuti le 100 onore sono state

completate a fatica e tra errori in ricetta ed errori dei pasticceri...

Il risultato finale potrebbe essere lontano da quello sperato. Chiedo a

Igineo di mostrarci l'originale, per favore.

Eh, vabbè. Eh.

Insomma... L'errore più grosso che questo è santo onore è la sfoglia. Deve

essere più larga rispetto al pane di Spagna per permettere proprio di avere

questo cerchio di beignet. E questi beignet li avete messi praticamente in

verticale piuttosto che poggiati in orizzontale. Tutti, eh? Tutti, tutti.

Un problema tecnico può essere successo. Un disastro.

Prima di iniziare vorrei dirvi tre errori.

Uno, per preparare la pasta choux.

Bisogna mettere prima la farina e poi le uova.

Il caramello sui bignè non doveva essere salato.

È quello che avete individuato tutti, la bocchetta.

Ma io non vedo degli spuntoni di Sant'Onore.

Su tre ne ha individuato uno.

Non benissimo.

E allora prego, giudici.

Dopo aver scoperto gli errori della ricetta, bisogna ora passare all

'assaggio. Come le sembra questa prima Sant'Onore? La decorazione fa abbastanza

pena. Speriamo nel gusto.

La soglia è meno peggio di quello che pensavo.

Bene. Comunque questo qua non è un bignè, è una pagnotta, un panino.

Il patasciù è venuto bene, andavano fatti più piccolini.

Io salvo le creme. Nel complesso, vabbè, qui sono un bel po' di errori. L'errore

più grave qui è il pan di spagna non inzuppato, rimasto asciutto.

La seconda.

Non è quello che è stato richiesto.

Parliamoci chiaro e tondo.

C'erano da individuare tre errori. Il primo errore, le uova nella pasta choux,

sembra qui non è stato fatto, ma la pochetta.

Ha iniziato con la stella, poi forse qualcuno le ha detto guardino nella

stella, allora non le ha anche tolte, le ha lasciate e è andato avanti con le

altre. E poi nel caramello si sente il sale.

Il pan di spagna, come vedete qua, è completamente bruciato.

E questa sfoglia è totalmente cruda.

Mamma mia, che disastro.

Terza.

Mancano degli elementi?

Il bocchetto era giusto, ma ha fatto delle linee lunghe. Ma più che altro le

creme sono piene di puntini.

Cos'è?

Sono come di crema gelatina.

La sfoglia è cruda.

La crema d'albignè non è male.

Bene. Il pan di spagna è ben inzuppato.

Sì, io partirei proprio da questo, per l'ora delle tre, quella che è l'unica

che mi ha trovato col pan di spagna inzuppato, quindi piacevole da mangiare,

però il sale nel caramello.

Anche in questo caso c'è.

L'assento Nore non ha fatto sconti. Che schifo.

Chissà se la quarta torta avrà il caramello corretto.

Il caramello è bruciato, gli spuntoni non ci sono, la sfoglia,

dove è cruda, è immangiabile.

E dove è cotta, però, un pochino sì. Sì, ma chi cerca prova.

Ragazzi, io ci provo.

Io salvo il bignè togliendo la parte del caramello. Il problema qui grosso è

proprio il pan di spagna, non è stato inzuppato ma è venuto proprio gomma. È

stata una prova veramente, veramente complicata per i nostri pasticceri, ve

lo devo dire.

I tecnicismi in pasticceria sono tutto e a metà percorso i giudici pretendono di

più. Tutti voi dovete sapere fare una sfoglia, un pan di spagna, un pasta

choux, un caramello e una crema. Se non sapete fare questa...

È un problema.

A non deludere le aspettative, ci prova la quinta Saint-Honoré.

Come vi sembra?

Bruttissima.

Queste vignè mi sembrano delle piccole pizzette.

Aspetta, G, la pizza non si tocca.

Il pan di spagna si è sviluppato bene, ma la sfoglia è tirata troppo in alto e

in mezzo è rimasta indietro di cottura e il caramello lì anche quello è salato.

Ma l'errore più grande sono le due creme, sono piene di grumi, soprattutto

quella bianca. Sono tutte grumose, in bocca sono quasi pastose.

Io non so veramente cosa possa essere il successo, ma io una crema pasticcera con

tanti grumi così, mai fatta.

Andiamo avanti.

Ho paura quasi a chiedere.

Gli spontoni al cioccolato, sono messi lì per dire ho fatto gli spontoni.

I bignè.

Sono i primi che possiamo chiamarli pignè. Li fermerei qui, invece no, vero?

C'è il sale nel caramello. Ai ai ai.

Però è sottile. Il pan di spagna è cotto bene, lavorato bene.

Le creme mi piacciono, devo dire che questo è un lavoro riuscito.

Sono d'accordo. Questa torta il pan di spagna vi soffisce fino adesso, è

insuppato bene.

Questa prova è stata devastante, però tutto sommato ho fatto bene le

preparazioni.

Andiamo avanti.

Io non posso chiamarlo Sant'Onore, questa torta. Però i bigni mi sembrano

della giusta misura. Che dice?

Ti voglio dire che se hai una carriola, le metti quattro ruote e non puoi

chiamarla automobile.

E c'ha ragione. Con quattro ruote rimane una carriola. È più facile da portare,

ma una carriola.

La sfoglia è cruda. In più, la cibus non c'è.

Queste sono due creme in pasticcere, una al cioccolato, un'altra alla vaniglia. E

poi qua manca il caramello, cioè che è proprio la parte più riconoscibile della

Sant'Onore. Eh sì.

Andiamo avanti.

Errore dopo errore, gli sbagli sembrano non finire mai.

Non ha gli spuntoni, la soglia non lo so, cruda.

È vero, sì.

Il bignè, la crema è buona. Bene.

Il pan di Spagna è il più inzuppato che abbiamo avuto finora.

E la cibus è buona. Però anche qui nel caramello troviamo sale.

Ma se lo mangio tutti insieme è buono.

Dai che però stiamo risalendo Damiano, cosa dici?

Dai, ci siamo. Questa mi ricorda una Sant'Onore.

Raga, non l'avrei mai detto.

Anche il prossimo pasticcere spera in un risultato inaspettato.

Gli spuntoni rimangono qualcosa che non ha niente a che vedere con la santonorè.

La sfoglia è cruda, cruda. La crema cibus sta cedendo. Ma sta

capitando un po' anche a noi, eh?

Purtroppo qui la cibus, quella al cioccolato, sembra quasi che non sia

stato messo l'albume montato, quindi non ci sia la parte di meringa, di

conseguenza è durissimo.

La crema all'interno dei beignets.

Il gusto è buono, ma è gommoso. Però il pan di spagna è sofficissimo, è bagnato

veramente bene.

E il caramello è quello meno salato fino adesso.

Ora capisco perché la chibousse ha la vanilla sopra e la liquida, perché

dentro il beignet ho messo la crema pasticcera con la gelatina.

Andiamo avanti.

Ho invertito la crema pasticcera e mi faccio gli sgambezzi da solo.

Penultima. Sì, la decima. I beignets sono belli.

Il pan di Spagna, ben inzuppato, è buono. La crema non è che la crema

pasticcera, però è buona. Hai ragione, Gino. Il beignet, bello farcito, ma

troviamo la crema chibousse e non la crema pasticcera. Quindi ha invertito le

creme. E il caramello, forse il più salato di tutti.

Tu dirò, questa è la sfoglia fatta meglio fino adesso.

Peccato per questo caramello un po' salato. Andiamo all'ultima. Andiamo all

'ultima torta.

Manca solo una Saint-Honoré, quella di Marco.

E ci sono i beignets sopra.

E sono rotondi. Tutto questo ottimismo, Ernst, davvero mi riempie il cuore di

gioia. Infatti è cruda. Non sembra. Ah, non sembra?

C'è qualcosa che scrocchiarella.

È il caramello. Ah! È rimasto croccante e non ci sento il sale. È il primo, eh?

È il primo. È il primo senza sale.

L'avevo detto che il sale non andava messo. Dovete ascoltarmi.

Il pan di Spagna.

È ben inzuppato, leggero.

Il vignè, la crema all'interno è buona.

Per caldo che non è stato fatto il lavoro con la bocchetta che bisognava

fare per il decoro con le shibus, però almeno il caramello non è salato.

Dopo questa carrellata di Saint-Honoré è giunto il momento di salutare il maestro

Massari.

Ciao a tutti.

Arrivederci maestro.

Grande Eugenio!

E anche per i giudici è il momento di allontanarsi dai banconi. È arrivato il

tempo di stabilire la classifica della prova tecnica.

Il loro compito in questa prova tecnica è ancora più arduo.

Stanchi, eh?

Perché sbagliando si impara.

Ma ci sono errori che pesano più di altri e che faranno la differenza nelle

decisioni da prendere.

E siamo giunti al momento della classifica della prova tecnica dalla

peggiore alla miglior Sant'Onore su questo tavolo.

Undicesimo e ultimo posto.

Chi ha fatto questa torta?

Io. Clarissa, questa è molto molto lontana da una Sant'Onore.

Dalle stelle alle stalle, Clarissa.

Decimo posto. Chi ha fatto questa Sant'Onore?

Carmen. Nonno posto.

Vittoria.

Ottavo posto.

Alessia. Pure tu dalle stelle alle stalle.

Settimo posto.

Danila. Da te non me l'aspettavo, peccato.

Mi dispiace.

Sesto posto.

Manuel. Quinto posto.

Donato. Quarto posto. Medaglia di legno.

Chi ha fatto questa torta?

Alice. Il bignè più buono di tutti.

Alice, posso eleggerti la nostra drama queen?

Se vuoi, sì.

Tutte queste lacrime, questi momenti di panico, poi mi arrivi in quarta

posizione. Ogni volta!

Sarò una drama queen, avrò una vita di pianti, ma avrò una vita emotiva. Che

devo fare?

Forse devi credere un pochino più in te stessa.

Io mi sfogo così, che sia giusto o che sia sbagliato, imparerò le mie spese.

Terzo posto.

Chi ha fatto la festa di Santo Onore? Io.

Marco, sei stato l'unico che ha individuato l'errore del sale nel

caramello. Ma non l'hai detto ai tuoi amici?

No, in realtà l'ho detto a qualcuno, ma non mi hanno ascoltato.

A chi l'hai detto?

A me.

E tu non ti sei fidata, Danila? No, non è che non mi sono fidata.

Però?

Ero convinta che non servisse l'acqua, quindi... Non ti sei fidata?

E allora vediamo chi si gioca il podio.

Primo posto... Chi ha fatto questa Sant'Onore?

Bravo Onofrio!

Onofrio, ti ha servito questo vantaggino, eh?

Controprova. Chi ha fatto questa Sant'Onore?

Luca.

La sfoglia più buona di tutti l'hai fatta te.

Si dice che il secondo è il primo dei perdenti.

Ma su una prova tecnica come quella di oggi, per me è aver vinto.

L'ottimismo è la chiave giusta per affrontare la prossima prova.

Perché per la prima volta in questa stagione l'eliminazione potrebbe colpire

chiunque. E il risultato della giornata è ancora tutto da scrivere.

Pasticcere, pasticceri, siamo arrivati al momento della prova sorpresa. È tutta

la puntata che parliamo di errori e qui, quando tutto va male, c'è solo un modo

per rimediare. Che si fa? Si fa un dolce al bicchiere. Un dolce al bicchiere,

molto bene, ma non un dolce al bicchiere a casaccio, vero Tommaso?

Eh no, non dovrete fare un dolce al bicchiere, ma al bicchierone come

questo.

Un bicchiere XXXXXXL.

Avrete a disposizione delle coppe molto grandi perché il docce dovrà essere

pensato per questa dimensione. L'importante è che all'interno ci siano

due creme differenti, una base montata e una base croccante.

Fate attenzione alle stratificazioni perché tramite il vetro li vogliamo

vedere perfetti. Non è finita qua?

Figuriamoci, non poteva essere così facile.

Tantissimi dolci creati così a caso che sono buonissimi, ci andrà a finire nel

mezzo un ingrediente che non ci doveva finire. Quindi il vostro bicchierone

dovrà contenere e valorizzare questo ingrediente, nascosto in un posto unico.

Il mio frigorifero!

Mi spavento un po' perché immagino non ci sia cioccolata là dentro.

Brenda fa la spesa un po' malpensata, cioè riempie il carrello con quello che

gli sembra buono, però non pensa agli abbinamenti, cose così.

Dai, poteva andare peggio, no?

Allora, le regole sono molto semplici. Una alla volta verrete qui e sceglierete

il vostro ingrediente che poi dovrete mettere all'interno del vostro

bicchierone. Il primo, una volta scelto l'ingrediente, nominerà il secondo. Il

secondo. Non minera il terzo, il terzo il quarto, ok?

Sorteggio a caso.

Allora, il primo nome è quello di Alice!

Non sono mai stata la prima e sono contenta perché vorrei scegliere bene il

mio ingrediente.

Io scelgo la papaya.

Torna a posto.

Come mai la papaya?

Penso che la papaya potrebbe dare la giusta acidità insieme agli altri

ingredienti che voglio utilizzare. Papaya non è acida.

Esatto. Alice saprà sicuramente cosa fare. Sì.

E già lì panico.

E adesso Alice mi devi fare il nome del tuo collega che potrà scegliere per

secondo l'ingrediente.

Scelgo Manuel.

Manuel.

La staffetta può cominciare.

Prendo il cedro. Non conta solo quello che si prende. Scelgo Vittoria. Ma anche

quello che si lascia agli altri.

Il dragon fruit.

Perché è più complicata?

Clarissa. Clarissa.

Bravissima. Grazie.

Alessia. Sono indecisa tra la panna acida e le arachidi salate.

Cioè, non dire. Dai le arachidi.

Arachidi. Conofrio.

A birra. A birra? A birra. Va bene, dai.

Fammi il nome del collega che dovrà scegliere.

Carmen.

Prendo la fetta. Dritta così senza pensarci?

No, hai pensato. Hai pensato, è andata, va bene. Vai con la fetta. Sì.

E mentre il frigorifero si svuota, per gli ultimi le alternative sono sempre

meno. Sono rimasta tra gli ultimi della catena. Danila.

Secondo me c'è un gruppo temuto fatto da Luca, da me, da Marco.

Cos'è che hai preso qua? Nacida.

Da donato.

Allora, io scelgo Donato. Beh, dados.

Vai. Marshmallow, quinoa, barbabietola, avocado, pomodori, spinaci, patate

dolci. Una volta che li prendi li hai presi, eh? Li hai presi.

Ok. Pomodori. Vai.

Non ho voluto rischiare perché comunque il frigorifero era già svuotato. Donato.

Tra Marco e Luca chi scegli?

Scelgo Marco.

Ma solamente perché i più forti vanno per ultimi.

Mi temono. Io non mi ritengo il più bravo, però magari inizio a pensarlo

veramente.

Eccoci qua.

Prendo gli spinaci. Sono stato scelto tra gli ultimi, ma adesso vi dimostro

che posso arrivare in alto anche con degli spinaci.

Luca, dai, patate dolci, quinoa, barbabietola, marshmallow e avocado.

C'è la quinoa e dico wow.

Perfetta, va nel crumble, la metto nel biscuit.

Oh mio Dio.

Marshmallow? È stato più forte di me.

È molto complesso, è dolce, tanto zuccherino, va bilanciato, ma noi

dobbiamo sentire il gusto del marshmallow, quindi difficile.

Però la colpa è tua.

Mia! Che metti marshmallow nel frigorifero? Diamo il via alla prova, va

bene? Avete a disposizione 120 minuti.

3, 2, 1.

Bicchierone in frigo!

Dai, dai, dai, che si fa un buon dolce, su!

Beh, io direi che questa catena ha delineato esattamente una linea netta

tra gruppi.

Gli ultimi sono rimasti perché sono i più forti e ogni tanto bisogna metterli

un po' più in difficoltà.

Beati gli ultimi saranno i primi, se i primi avranno creanza.

Ogni scelta ha avuto le sue conseguenze e per qualcuno le opzioni rimaste non

erano certo quelle sperate.

Ma la prova è partita e

adesso anche gli ingredienti più improbabili chiedono il loro momento di

gloria.

Luca.

Marshmallow. Sì.

Anche la feta è difficile.

La dragon fruit.

Ma è vero che non sa di nulla? Non sa di nulla. L'acqua.

Effettivamente l'ho assaggiato, non sa di molto, però chi non rischia non...

non rosca, rusca, risca, risica.

Chi non rischia non...

Non la so.

Andiamo a vedere?

Andiamo a vedere. Chi ti fa la spesa?

Nessuno, come puoi vedere.

Perché se no poi diventano duri, no?

Chiuso il frigorifero di Brenda, si apre il sipario sulla sfida. E i giudici

vanno subito a curiosare tra le postazioni.

Alice, la prima che ha scelto, ha scelto la papaya, fra tutti gli ingredienti che

c'erano.

Sì. Donato.

Buongiorno. I pomodori. I pomodori.

Volevo qualcosa che desse un pochino di freschezza, quindi avevo pensato di fare

già la papaya con della papaya in osmosi. In osmosi di che cosa?

Di papaya.

No? Ma no.

Allora, io quello che volevo fare è una mousse pomodoro, fragola e pepe verde. E

poi un cremoso gianduia, pomodoro e pepe lungo. Pomodoro si deve sentire.

Rischi che col gianduia si perda un po' se lo mangia.

Osmosi. O limone, lime o frutto della passione. Ok.

Perché sono tre frutti acidi. Questa sì si fa osmosi. Ma non fai mai una papaya

osmosi in papaya.

Devo essere sincera, io l'osmosi non sapevo neanche che cosa fosse. Non sai

cosa è osmosi? No.

Scambio di due liquidi. Ok.

Da un frutto a un altro.

Finalmente ho capito cos'è.

Qua invece sto facendo ridurre un po' d'acqua di pomodoro che volevo bagnare

il mio biscuit. Ok. Acqua di pomodoro, un po' di zucchero. Vuoi fare un'acqua

di pomodoro strepitosa? Sai cosa devi usare?

Me l'ero salvato, ti volevo chiedere.

Alice, no drama.

No drama, no drama. Ok, ce la facciamo? Ok.

Ciao Alice.

Ciao. Dai. Ottima.

Tu sai cosa vuol dire. Spingi.

Grazie mille. Ciao. Buon lavoro. Ciao.

A darsi da fare però è anche Danila, che dopo due prove sottotono ha tutta l

'intenzione di invertire la rotta.

In questa prova non posso sbagliare, zero margine d'errore.

Tra gli ingredienti a disposizione ho scelto la panna acida perché penso che

sia l'ingrediente più facile da introdurre nelle mie idee per il

bicchierone. Gli arachidi salati sono l'ingrediente più facile in assoluto. Li

avrei voluto usare però secondo me sono forse un po' troppo semplici, quindi

magari anche per dimostrare qualcosa in più.

Avrei scelto altro.

Io, onestamente, anche se possono pensare altre persone che io abbia fatto

una scelta banale, in realtà per me non lo è, perché comunque anche nella

banalità l'importante è saltare il sapore.

Ogni concorrente ha la sua teoria sui vari ingredienti, ma uno più degli altri

lascia davvero tutti senza parole.

Ciao Luca!

Buongiorno!

E adesso?

E mo? Si può dire?

No, non si può dire.

Luca è matto, io non avrei mai scelto il marshmallow.

Le idee le hai chiare?

Siccome è composto di gelatina e zuccheri, l'idea è di fare una mousse e

utilizzarla come una sorta di meringa italiana e che vado dopo a montare

insieme alla panna e ai formaggi. Quindi fai una mousse a base di formaggio e

marshmallow.

Croccante. Sto facendo un crumble che adesso devo infornare.

Però io dentro ho un biscuit adesso.

Dove ce l'hai? Sopra o sotto? Sotto.

Benissimo. Allora, tu puoi usare la funzione dual cook.

Vedi? Così, mentre sotto il tuo biscuit va avanti a una temperatura, nel

frattempo utilizzi il piano superiore, inserendo ovviamente, bravo, già hai

messo il divisorio, per fare un'altra cottura magari più dolce. Piccolo

consiglio, prossima volta, la cottura più dolce in basso, la cottura più

intensa in alto, perché il calore... Quindi in questo momento potrei

approfittare per prendere il crumble che si sta raffreddando e metterlo a

cucinare. Bravissimo.

Vado. Vai, vai, vai, Luca.

C'è qualcosa che brucia.

Eh no, era il mio crumble che l'ho rifatto.

Perché l'ho bruciacchiato.

Di chi ti serve l'abbattitore?

Adesso no.

Lo metto nel tuo?

No.

Non lo metto in nessuna parte.

Pasticceri e pasticcere, è passata un'ora, ne manca ancora una.

Va bene?

Allora. Facciamo una cosa per volta.

Dai che poi prendiamo tutti i vostri dolci al bicchiere e facciamo un dolce

cin cin.

Cin cin, cin cin, ricoprimi dei baci.

Cin cin, cin cin, assaggi e poi mi dici. Guarda come ride Luca.

Danila, ce l'hai tu?

Solo voi l'avete riconosciuta?

Eh già. Avete avuto un'infanzia bellissima.

Cicci, cicci, ma che canzone ha?

Dopo te la raccontiamo. Sei troppo giovane, Clari.

I più giovani hanno ancora molto da imparare, ma alcuni sanno già come darsi

da fare.

Oh no, Frio, ma tu fai la chantilly? No, faccio la chantilly. Dillo bene, la

chantilly. La chantilly.

Brenda ormai è diventata... Come si dice? Una crush.

Onofrio!

Anche con una gara da portare avanti, sotto al tendone c'è sempre tempo per un

po' di complicità.

E un po' di spinaci sul nasino.

Allora, gli spinaci, eh?

Sì, ho fatto un gel di spinaci e poi faccio una crema, lo yogurt, poi faccio

una mousse con frutti di bosco e poi dovrei fare un'altra mousse al limone.

Ma perché non fai una mousse invece con la polpa dello spinaci? Va valorizzato

questo ingrediente. Deve essere ovviamente presente. Il gel non basta?

Non lo so.

Credevo che il gel bastasse, quindi devo preparare di nuovo la mousse che mi ha

consigliato Damiano.

Come lo depori?

Volevo fare degli spuntoni di panna e a questo punto anche del gel.

E i frutti di bosco fresche. Il crumble hai fatto?

Eh, no, lo devo ancora fare. Cioè, l'ho già fatto, deve andare in forno. Allora,

che aspetti?

Mentre qualcuno è chiamato ad accelerare, qualcun altro ha già

iniziato a comporre il proprio bicchierone.

Guarda che ha già fatto un bello strato. La fetta come l'hai usato? Ho fatto un

pan di spagna e al pan di spagna ho messo anche lì la fetta. Ah, l'hai messo

in pezzettini. Sì. Poi dopo questo cosa metti? Una ganache al frutto della

passione. Mi fai assaggiare la ganache? Certamente.

Solo che è ancora troppo fredda.

Non si sente frutto della passione. Non si sente, ok.

Ti metti. Senti, visto che è tutta la puntata che stiamo parlando di errori, a

gas come stai messa tu, figuracce?

Una volta ho fatto una torta dove tutta la persona ha arrestato con la bocca

blu. Sono rimaste con la bocca blu? Hai messo troppo colorante blu. Hai messo

troppo colorante, era per un bambino, che disastro, io volevo fuggire.

Sembravano alieni tutti con la bocca blu. Dio, hanno arrestato due giorni con

la bocca blu.

Allora, vuole vedere molto bene la stratificazione tramite il vetro.

Puliti. Carmen, devi correre. Sì, devo correre. Dai, grazie. Ciao.

Ciao.

Brenda lo sa bene. Quando il cronometro corre, ogni incoraggiamento vale doppio.

Pasticceri, mancano 15 minuti. Aiuto.

Ho messo il biscuit, l'amelacolo yogurt, il gel di mirtilli crumble.

Adesso devo mettere il biscuit.

Posso fare un po' heart attack.

Mi manca solo una crema da montare e poi io sono pronta per l'assemblaggio. L

'atmosfera è un po' frizzante per tutti, quindi vediamo un po' quello che

succederà.

Non sta tirando, quindi le preparazioni non sono pronte ad accogliere un'altra

stratificazione, quindi la stratificazione in realtà non si vedrà.

E sicuramente questo ai giudici non andrà bene.

È la terza prova che sbaglio e mi fa inca... Cioè se io

penso alla musa di tre cioccolati che ho fatto il primo giorno e penso a quello

che ho fatto oggi, mi sembra di star facendo un percorso inverso.

Più ci si avvicina al traguardo, più ogni imprevisto sembra pesare. E tra i

banchi le difficoltà non risparmiano nessuno.

Non trovo il...

Ecco di cosa, il gel che ho fatto.

Sono un po' come Bugo Sanremo.

Non è che sta lì, guarda.

No, non si trova più Bugo, non si trova più il gel, non so che fine ha fatto il

mio gel.

Ma chissà dove l'ho messo.

Il bicchiere non si deve sporcare, devono vedersi bene tutti gli

strati.

Che c***o mi sono inventato di prendere il marshmallow?

Porca t***a, che bicchiere di m***a. Vai, vai, vai. Voi avete tutti i

bicchieri pieni.

Pasticcere, pasticceri, ci siamo.

Dieci. Nove.

Otto.

Sette.

Sei.

Cinque.

Ragazzi, bicchieroni sul bancone.

Quattro. Tre.

Due, una, stop!

Un passo indietro, bravi pasticceri!

La prova si conclude con i bicchieroni sul tavolo, ma non tutti li guardano con

gli stessi occhi.

Adesso con gli assaggi un po' di paura c'è perché so di poter arrivare più

avanti, di fare ancora cose belle, quindi oggi sì, mi dispiacerebbe proprio

uscire. Ma è arrivato il momento della verità, scoprire se ogni ingrediente ha

trovato il posto giusto. Partiamo con il tuo, Alessia.

E se ogni bicchierone ha mantenuto le promesse?

Ecco qua.

Ce lo descrivi? Io avevo le arachidi salate, quindi ho fatto una base di

crumble al cioccolato con le arachidi, una marchese al cioccolato bagnata con

rum e una chantilly con burro d'arachidi.

Il crumble è croccante, il biscotto è bagnato. Qui dovevi valorizzare l

'arachide, l'hai valorizzata all'ennesima potenza. Brava! Questo

lavoro è stato fatto veramente alla perfezione perché ha la croccantezza del

crumble, il salato, il dolce, il morbido, il vellutato.

Veramente pazzesco. Super d'accordo, però hai giocato molto molto facile.

La prossima volta un po' di azzardo mi farebbe piacere. Brava Alessia!

Però ho giocato ad azzardo nelle prove precedenti, quindi sono contenta così.

Manuel, vieni, è il tuo momento.

Il cedro. Il cedro, già. Racconta.

Allora, ho fatto un biscuit aromatizzato al cedro, una namelacca allo yogurt, un

gel ai mirtilli, una chantilly ai mirtilli e del cedro candito.

Il crumble com'è fatto?

Cacao.

Amaro, amaro forte.

Magari l'ho cucinato troppo, non lo so. Ho messo più dello zucchero che di

solito nella ricetta di un crumble.

Allora, Manuel, la coppa è molto, molto sporca. Un peccato perché un lavoro del

genere deve essere pulito per vedere tutta la stratificazione, che non c'è.

Il cedro lo sento poco.

Io la sfumatura del cedro la sento. Dovevi insistere un pochino di più.

Grazie, Manuel.

È il tuo momento, Clarissa.

Clarissa ha puntato tutto sulla grappa utilizzata per bagnare il brownie e

marinare le more. A completare il bicchierone, una melacca al cioccolato

bianco, pasta di castagne e crumble con farina di castagne e liquirizia. Il

crumble è perfetto, non puoi farlo meglio, però mi sono trovato dentro due

creme molto grasse e mi aspettavo molto freschezza di mora. Ok. Sì, sono d

'accordo. Mi aspettavo più grapposa questa torta qua.

Avrei messo la grappa all'interno della crema sottostante. Ok.

L'hai assaggiata, Clarissa?

Ho pucciato il dito, sì. E anche il gomito.

Va bene, grazie.

La caccia all'ingrediente continua.

Questa volta tocca al pomodoro scelto da Donato, protagonista della bagna del

biscuit, della mousse, della chantilly e del gel che completa il bicchierone.

È tutto liquido, sembra una coppa di yogurt. Lo yogurt che mi faccio la

mattina è uguale. Sento la fragola e il pomodoro.

Non pervenuto.

Poi il pomodoro ha un'acidità molto spinta se viene utilizzato.

Invece hai usato la dolcezza del pomodoro insieme con la fragola, per cui

dolce sul dolce sul dolce.

Donatino caro, qua abbiamo toppato pesantemente.

Eh, questo pomodoro alla fine mi ha fregato, ma non mi ha fregato il

pomodoro, l'ho fregato io da solo.

Alice che ha scelto la papaya.

Ho fatto una base con le mandorle tostate, un cremoso al mascarpone, un

mango ripassato in padalla in osmosi di frutto della passione e dei biscottini

al cacao e caffè. Secondo me qui la papaya l'hai valorizzata, potevi anche

rimetterla sopra invece che fare questi biscottini qui sopra.

Sono molto d'accordo con Damiano, i biscotti una bella idea, ma io avrei

spricciolato come grumble da metterli su. A parte questo per me hai fatto un

bellissimo lavoro perché è una coppa, una dei pochi che è veramente fresca.

Brava. Brava Alice.

Anche se all'inizio mi hanno guardato un po' incerta come se avessi fatto una

scelta un po' complessa, in realtà è andata come volevo.

Vieni Danila.

Sembra un muesli a colazione.

Qual era l'ingrediente che hai scelto, Danila? La panna acida.

Ce la racconti?

Mousse al caffè, crumble alle nocciole, gelè di frutti di bosco e un cremoso al

gianduia. La sei rischiata, eh?

Dani, sai che ti vedo meno sorridente del solito? Che succede?

Eh, non lo so, ho fatto un po' di scivolatoni e quindi...

Porto i lividi.

Capita nella vita di cadere. Io sono caduta in questa puntata, anche

bruscamente. La panna acida c'è? Ti sei un po' smontato il tutto.

Ma che mousse è?

Praticamente è latte, gelatina e caffè. E poi ho aggiunto panna acida e panna

semimontata. E che cosa manca per essere una mousse?

È la gelatina. A parte la gelatina, l'uovo, la proteina.

È un peccato perché al di là dell'aspetto estetico, anche mangiarlo è

una zuppetta. Spesso ci vogliono i biscotti dentro, non è un dolce.

Grazie Danila. Grazie.

La puntata degli errori è vero, però ne ho fatti forse un po' troppi.

Spero di superare indenne queste, di arrivare alla prossima e di poter

dimostrare che in realtà le basi ci sono e le so applicare.

Vieni pure Marco.

Gli spinaci.

Ho fatto un crumble alla nocciola con pepe nero, crema allo yogurt, un pan di

spagna con una bagna al ligure d'arancio al limone, poi ho fatto una mousse ai

frutti di bosco e una mousse agli spinaci. Avevo fatto un gel agli spinaci

ma non sono riuscito a metterlo perché l'ho perso.

L'hai perso? Sì, non lo trovavo, alla fine l'ho trovato quando è finita la

prova. Qualcuno ti ha fatto uno scherzo, ti ha sabotato? No, no, me lo sono fatto

da solo.

Sei sicuro? Sì, sì, sì.

Le mousse, sempre tutto troppo di panna. Il gel sicuramente ti avrebbe aiutato. E

la prossima volta dico anche a tutti, se lavorate, lavorate puliti e non si perde

niente. L'acidità dei frutti bosco esce fuori, predomina, e quindi di

conseguenza si tira via gli spinaci. Pure tu ti sei andato a scegliere gli

spinaci, se pure tu ti butti la zappa sui piedi.

Effettivamente era un ingrediente difficile, ma gli altri che c'erano nel

frigo non mi incuriosivano più di tanto.

Comunque gli spinaci non li voglio più vedere.

Tra chi ha scelto di complicarsi la vita c'è anche Vittoria.

Il dragon fruit è presente nella bagna del biscuit, nella gelée e a pezzetti,

insieme a una crema pasticcera al cocco, una namelaca al frutto della passione e

una chantilly al lime.

Tornassi indietro, rifaresti questa scelta?

Sono stata un po'... O coraggiosa o folle. Eh, sei folle. Sentiamo, non lo

so, Ernst?

È pesantissimo, le creme non sono ariose.

Non d'accordo. Il dragon fruit è non pervenuto. Ti sei fatta, secondo me, uno

sgambetto, come si suol dire da sola.

Anche se usare non sempre paga.

Luca ha fatto una scelta audace trasformando il marshmallow in una

mousse accompagnata da biscuit, crumble, aspic di fragoline e chantilly al

sambuco. Purtroppo è tutto molto molto dolce, molto pannoso. Ti sei complicato

pure tu la vita dall'inizio con l'ingrediente che hai scelto. La prova

era di dover sapere di marshmallow.

Sa di marshmallow?

No. Sa di fragola? Sì. Luca, mi spiace.

Se mai utilizzi ingredienti che non conosci mai potrai crescere, mai potrai

conoscerli, quindi...

Io mi sono divertito a sperimentare oggi.

Vieni pure Onofrio.

Ricordaci l'ingrediente che hai scelto.

La birra.

Racconta. Crumble al cocco, mousse al mango, biscuit al cocco bagnato con una

bagna alla birra, un gel di birra, una melacca al cocco e decorato con la

mousse al mango.

Onofrio, anche tu hai lavorato tanto, tanto di...

Consistenze grasse. Sono d'accordo con Tommaso. Sento quel bel amaro della

birra. Per equilibrarlo qui ci voleva frutta. Il mango io non lo sento. Grazie

Onofrio.

Carmen, manchi solo tu.

Tu hai scelto la feta. Sì. Hai voluto rischiare. Certo.

È la più leggera.

Che non è tanto di me.

Ma è anche la più vuota perché non ci sono gli strati.

Vediamo. No, no, vediamo.

È tutto un mischione in me che devo vedere.

Quando l'aspetto divide, tocca al gusto mettere tutti d'accordo. Carmen affida

il compito a un dessert composto da pan di spagna con cubetti di feta, chantilly

alla feta, ganache al frutto della passione, meringa svizzera e lamponi

freschi. Anche te, come tanti altri, ti sei presa proprio la zappa, te l'hai

sedata sul piede alla grande, eh?

Proprio così.

È zucchero su zucchero su zucchero.

Tutto assieme si sente la feta? Sì, in quella crema che hai fatto, che non so

che crema che sia, perché è tutta granulosa. Peccato. La feta c'è ed è

persistente, però veste tutto verso il dolce e non ci sono gli strati. Per me

manca bagna, manca freschezza, mi lascia veramente molto molto perplesso.

Grazie Carmen.

Non so che posso aspettarmi, veramente ho tanto dubbio, non lo so.

Dopo una giornata dedicata agli errori, adesso aspetta ai giudici stabilire chi

ha saputo rimediare e chi invece non è riuscito a trasformarli in un punto di

forza. Possiamo dirlo, è stata una puntata molto tosta per tutti, ha messo

in crisi tutti, a partire dalla prova creativa. Non è stata proprio una gran

prova, ma alla fine delle tre prove fatte durante questa puntata è risultata

la migliore.

E quindi sul grembiule blu?

Sul grembiule blu stiamo navigando nel buio per adesso. Ah sì, eh?

Sì. E l'eliminato o l'eliminata?

Siamo concentrati su tre nomi particolari. Tre?

Andiamo. Vai.

Le decisioni sono prese e i pasticceri stanno per scoprire il loro destino.

Damiano, a te la parola.

Il grembiule blu va a

nessuno.

Siete stati tutti troppo discontinui.

Che vi sia di monito per la prossima puntata.

Onofrio, ti chiedo di togliere il grembiule blu. Questo significa che per

la prossima puntata nessuno avrà un vantaggio, quindi insomma si riaprono i

giochi. Secondo me è giustissimo. Queste tre prove sono andate male per chiunque.

Ora farò i nomi di tutti i pasticceri.

che secondo i giudici meritano di continuare il loro percorso sotto il

tendone di Bake Off.

L'ordine, come sempre, è casuale. Gli ultimi tre saranno a rischio

eliminazione.

Puoi tornare al tuo posto.

Alessia.

Onofri.

Clarissa.

Rimani in gara.

Marco.

Alice. Luca.

Manuel.

Rivedremo in ottava puntata anche Donato.

C'è l'ultimo salvo prima di scoprire l'eliminato.

Danila fa stranissimo vederla lì in mezzo perché di solito lei è sempre al

top.

Danila, puoi tornare al tuo posto.

Il mio nome detto in questo momento mi ha proprio sollevato da terra di mezzo

metro perché posso pensare al futuro.

Ernst, a te la parola. Chi deve abbandonare il tendone?

Purtroppo sei tu.

Solo chi resterà in gara avrà l'opportunità di ambire al titolo di

miglior pasticcere amatoriale d'Italia e vincere così una fornitura per un anno

di prodotti nuovi, il grande cioccolato italiano, una selezione di attrezzatura

professionale per le sue ricette offerta dall'e-commerce chefline.it e un corso

di pasticceria presso Incibum, scuola di alta formazione gastronomica.

A te la parola. Chi deve abbandonare il tendone?

Purtroppo sei tu.

Carmen.

Purtroppo devo andarmeli. Voglio ringraziare tutti perché è stato molto

bello. e avere l'opportunità di imparare, di parlare, anche non tanto

bene l'italiano.

Continuerò il mio percorso e sono molto grata di questa opportunità.

L'esperienza di qua a Beykoff è una cosa che ti cambia la vita. Non solamente il

fatto di fare il dolce, è tutto ciò che si vive dentro il tendone.

Grazie. Sei una bella persona, veramente così.

La mia risata, la mia personalità, la mia voglia. Sono sicura che resterà.

Sì, sono ora.

E adesso che devo andare via, non chiudo questa porta, eh? No.

Grazie ancora, Carmen. Buon rientro.

Continuano a sognare.

Pasticceri, riposate, ricaricate le batterie e ci vediamo qua, all'ottava

puntata.

Nella prossima puntata di Bake Off Italia.

I mitici anni 80.

Si esce?

Devi correre come una matta. Sono ancora crude.

Adesso c'è da ridere.

Mi ha sfuggito il caramello. E lui può ridere più forte.

Non esce, non esce. Non ce la faccio. Non c'è l'acqua dentro, come fai a

cuocerla? Non devi pensare alla paura.

No!

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.