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Non mi sarei mai immaginata un simile epilogo.
Sarebbe solo dovuta essere una vacanza, e invece... eccomi qua,
a letto con i miei nipoti.
Lo avevo promesso a mia sorella, li avrei ospitati solo un paio di
settimane, allo scopo di consentirli di cercare di ricucire rapporto con suo
marito, mio genero.
Ero emozionata e nello stesso tempo sorpresa, infatti non vedevo più Giorgio
e Luca da quando erano ancora piccoli.
Mi ricordo che all'epoca dovetti pure allattarli al seno, visto che mia
sorella non ne aveva.
Che tenerezza!
Chissà com'erano cresciuti ora.
Non vedevo l'ora di incontrarli, di riabbracciarli.
Eh già!
Ciao ragazzi, venite, venite. Come state?
Ciao Luca.
Ciao Giorgio. Ma che grandi che siete diventati.
La vostra mamma mi aveva dato una foto però.
Siete diventati bellissimi.
Dai, venite che vi faccio vedere la casa. Mi seguite?
Grazie.
Che belli i miei nipoti.
Ormai erano diventati grandi.
Era come riscoprirli una seconda volta, solo che la tenerezza, il legame di
parentela, lasciavano il posto ad un sentimento diverso.
Me ne accorgevo da come mi parlavano, da come mi guardavano, soprattutto Luca, il
più grande.
— Ma cosa stai facendo, Giorgia? — Che niente, zia, sono un po' indietro con
gli studi, e devo per forza recuperare un sciopo.
— Per solito, coglione.
— Non ne parla, fammi due.
E tu Luca?
Niente, insieme a casa è difficile, la mamma è pesante, incredibile.
E papà?
Oh, papà è bravo, è un santo, un santo, un santo.
Beh, va bene, siete qui con la zia, giusto? Sì, guarda, almeno... Ok, dai,
siete qui con me.
E tu Luca, che studi fai?
Sto a facoltà di Giorgio, solo che io sono più bravo e non mi riduco l'ultimo
per i compiti. Ah, ho capito.
Bravo, bravo.
Più la zia.
Sei contento di essere più la zia? Ma sì, dai.
Sì, sì, sì. Mi fa piacere. Almeno respiro un po' d'aria. Ecco, bravo. Mi
fa piacere.
Comunque, guarda, sono così contenta che siete qua, perché quando eravate piccoli
che vi tenevo in braccio, eravate due birbaldelli.
Perché birbaldelli? Perché eravate molto vivaci.
Io come te combinavamo. Ne combinavate di tutti i colori. Però adesso che siete
grandi... Vedervi così è un piacere. Grazie, Elia.
Stavi fabbricando la penna. Sì, l'avevo persa.
La sera stessa del loro arrivo fu subito chiaro che avremmo dovuto risolvere un
problema.
La mia casa era piccola, avevo solo un letto singolo molto piccolo, e quello
matrimoniale nella mia camera da letto.
Giorgio, sorridendo, suggerì che potevamo dormire tutti e tre in un unico
letto. In fondo io ero la loro zia.
E poi cosa ci sarebbe stato di male?
Dopo quella notte si scatenarono nella mia mente fantasie di ogni genere.
I miei nipoti non erano più i miei nipoti. Il desiderio di loro, e di loro
sessi, divennero ossessivi, compulsivi.
Facevo di tutto perché mi notassero, mi divertivo stuzzicarli.
Mmm, li volevo, volevo i loro cazzi.
Ciao, ciao ragazzi, come andate ieri sera?
Avete dormito bene?
Alla grande.
Ma, cosa stai facendo Luca?
Grazie.
I sorrini, come siete belli.
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