Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ferma!
E ci ramo da lei.
Sì.
Rosi, c'ho la maressa in una delle buche.
Ma che minchia dici?
Che ci faceva la maressa lì?
L'avrà affiutato dall'odore della munizia.
È l'occasione per farla fuori una volta per sempre, ma devi decidere tu.
Dimmi che c'è a fare.
Chiudi la buca, Vito.
Digli di fermarsi.
Rosi, che c'è a fare?
Vedi che gli ordini da te non ne prendo. Digli di fermarsi. Perché?
La mares mi serve vivo, ho dei piani per lei che riguardano anche te. Hai dei
piani? Ma quali piani? De Silva sono stata io che ti ho tirato fuori dalla
galera. Non essere ingenua, Rosy, credi che non sarei uscito lo stesso.
Fermali e ti spiego tutto.
In che io non capisco da che parte stai. Solo da quella dei buoni affari.
Ma se non mi credi, fa un po' come ti pare.
Fermali.
C'hai paura?
Stai drammando?
Stai sotto terra con i miei zoccoli?
Affanculo! Andiamoci, nevito!
Aspetta!
Tanto ci rivediamo presto.
E la prossima volta non lo so se ti andrà così bene.
Pulice Nella si fa fottere una volta sola.
via tutti quanti, qua non deve restare nessuno, lascia tutta la sera, vada via,
via, via.
Allora? C'era tanto veleno da inquinare il terreno per un secolo. Sono fanghi
industriali, residui della lavorazione di amianto e alluminio.
Tutta roba che si infiltra facilmente nelle falde acquifere.
Qualche possibilità di risalire alla fonte?
Sono scarti di tipo comune, li esamineremo ma non ci conto troppo.
Grazie.
Beh, che succede Fiamma?
Ti rendi conto che la maressa ha rischiato di morire?
Sì, per fortuna è andata bene.
Fortuna?
Ci aveva telefonato e non le abbiamo risposto.
Fiamma, eravamo a letto.
Eravamo a letto insieme, per questo non le abbiamo risposto.
Cosa vuol dire che dobbiamo dormire separati? Le storie fra colleghi fanno
perdere di lucidità.
Passiamoci un po' su.
Cosa, ti senti in colpa?
Stronza. Fiamma, fiamma!
Questi non volevano solo il pizzo.
Volevano usare il terreno come discarica. I bambini ci avrebbero
giocato sopra.
Pazzi di merda. Il clan di Portanova ha rasperto i rifiuti a Napoli.
Sta esportando il suo business in Sicilia.
Perfetto. Come se non fossimo già pieni di bastardi da queste parti.
Dottoressa, come va?
La stradale ha perso le tracce di Porta 9 e dei suoi uomini.
Sarà impossibile risalire fino a Rosi.
Tornate alla doma, qua abbiamo finito.
Mares, non penserei davvero che dietro a questa storia ci sia di mezzo l'abbate?
Porta 9 mi stava uccidendo.
Poi è arrivata una telefonata e si è fermato.
Chi altro può essere se non lei?
E allora fammi capire, per quale motivo ti avrebbe salvata?
Per bontà d'animo?
Oh, Catarra.
Io non so che cosa hai in mente, ma so che dietro questo, tutto questo, c'è
Rosi e Abate. Se prendiamo Portanova, prendiamo anche Rosi.
Mares, mi serve un passaggio?
No, grazie.
Ce l'avevo tra le mani, potevo risolvergli il problema.
Uno sbirro morto sempre problemi porta.
Ah, perché da viva non ce ne porta.
Ci ha fatto perdere un terreno dove potevamo mettere tonnellate e tonnellate
di munizia. E questi si è chiaro su tutti i soldi che se ne vanno, eh?
Piccoli sono, Vito.
Satti quieto, per favore, eh?
Troveremo un altro posto.
Don Ruggiero, ce avete qualche consiglio da darci?
Se di munizia dobbiamo occuparci, giù nel Trapanese ho un amico che ci può
aiutare. E chi è? Chi sarebbe? È un amico che ha un'impresa pulita e che non
mi può negare un favore.
Vieni, andiamo a fargli subito una telefonata.
Vai Vito.
Ma che dici?
Ne possiamo parlare adesso o preferisci continuare a prendere il sole? Il sole
fa bene, ritempra la mente.
De Silva, tu non hai capito.
Mi devi spiegare perché hai voluto che Claudia Maris rimanesse viva.
Ti faccio una domanda, Rosy. Non ti pensi di poter resistere con la polizia
che ti dà la caccia?
Ancora non sanno che sei tornata a Palermo, ma prima o poi ne avranno le
prove. Tu non ti devi preoccupare.
Questa è una cosa che ho messo in conto, non mi spaventa affatto.
Certo puoi fare come Rosario Manzella che non esce mai dal suo bunker segreto.
Ma per gli affari che hai in mente non va bene.
Tu devi poter circolare senza guardarti le spalle.
E me lo fai tu questo miracolo?
Non da solo.
Ascoltami Rosi.
Questo è lo Stato.
Quello che ti dà la caccia.
Che ti fa la guerra.
E questa è la mafia.
Cosa nostra.
Criminalità organizzata, chiamalo un po' come ti pare.
Siete nemici mortali.
De Silva, e tu?
Tu da che parte stai?
Io sto in mezzo.
Io rappresento quella parte dello Stato che non vi vede come un nemico, ma come
una risorsa.
Quella parte dello Stato disposta a trattare con voi.
E che per far questo ha bisogno di interlocutori affidabili, disposti a
lavorare per il bene comune.
E quell'interlocutore sarei io?
In Sicilia il potere della mafia è frammentato.
E Rosario Manzella partirà al passato.
Tu sei un cavallo vincente, Rosi.
Devi essere libera di correre senza legami.
E come c'entra la mia maressa in tutto questo?
C'entra perché dobbiamo ripulirti, Rosi.
E per ripulire te, dobbiamo sporcare lei.
Sì, grazie.
Ho saputo della Mares.
Lei che l'ha vista che mi dice come sta?
Meglio, meglio.
Compatibilmente con il fatto che ha rischiato di essere sepolta via.
Non siamo ancora riusciti a trovare i suoi aggressori. Beh, ma è confermato.
Il clan Portanova è in fuga da Napoli dopo la fede con i Casalesi. E
naturalmente la Mares pensa che dietro al clan ci sia la mano di Rosiabate.
Con tutto rispetto non ci credo.
Portanova non ha bisogno di nessuno che gli dica cosa fare.
Lei e la dottoressa proprio non riuscite ad andare d'accordo, eh? No.
Ritengo che questa caccia ossessiva a Rosi Abbate ci stia facendo perdere un
sacco di tempo e di risorse preziosi.
Certo. Senta, io l'ho fatta convocare perché il questore mi ha informato che
lei si sta occupando dell'indagine su quell'informatore, quello trovato morto
a casa della Mares. Stefano Santamaria.
Stefano Santamaria.
Ecco, volevo capire lei che idea si è fatto su questa vicenda.
Guardi, abbiamo trovato mezzo chilo di eroina purissima nel suo garage.
Secondo me spacciava ancora e si faceva ancora.
Mi scusi, ma sempre secondo lei, come mai la Mares è così convinta che Santa
Maria fosse pulito?
Non lo so.
Ma come le ho già detto, non condivido le teorie di Claudia Mares.
Lo so, lo so.
Lei mi tenga informato sugli sviluppi, ma non perda di vista l'obiettivo
principale. Portanova, guidato o no dalla mano di Rosebate, ha sfidato
Rosario Manzella nel suo territorio. Questo significa che ci sarà una guerra.
E noi dobbiamo fermarla sul nascere. La guerra è già cominciata, dottore.
Rosario Manzella non se ne starà con le mani in mano.
dove sono state rinvenute oltre 10 tonnellate di rifiuti altamente tossici.
Questo relicata ha detto che è ancora presto per rilasciare dichiarazioni in
merito alla vicenda. Fonti non ufficiali invece riferiscono che i rifiuti
potrebbero provenire dalla campagna.
Vivo lo voglio.
Vivo l'usaggio.
È meglio che te ne stai ancora a testa in giù, così ti
arriva il sangue al cervello e mi ragioni me.
D'apporto del terreno che doveva essere mio, perché l'hai dato alla signora
Diamante?
Per metterci all'ammunizia, no? All'ammunizia di chi?
Io non volevo!
Loro mi hanno minacciato di morte!
E come il chiede minacciò? Ah, come?
Non lo so come si chiama! Non lo so!
Vai, fai uno sforzo, Giaccio! Ricordati qualcosa, vai! Era napoletano!
Vito si faceva chiamare!
Ah, è già qualcosa! Vai avanti, vai avanti!
Ah, non lo so!
Io non mi ricordo niente, ve lo giuro!
Giaccio, vedi che sei pesante, ai miei uomini ci stancano le brazze, forza! C
'era uno, siciliano questo, Partanna mi pare che si chiama. Vuoi dire Partanna?
Sì!
Partanna, ora lavora con Don Ruggero. Com'è chiesto Don Ruggero?
Lo chiamano Poparo perché ha la testa fine.
Minchio Poparo?
Poparo è tuo vecchio, che tu era amico della famiglia del Rosabate, dico
giusto? Giusto, dice il Rosario, era amico del tuo padre del Rosabate.
Allora il rosabato può fare un napoletano se fottere un mea palto?
Ammazzare i nostri!
Ci fanno la guerra, don Rosario.
Ci fanno la guerra, Giaccio?
Eh? È così?
Sì! È così? Sì!
Sì!
Addio, vacanze.
Te saluto!
Un chiaro vuoto.
Sandro!
Bentornata.
Come va?
Dalle telecamere dell'autostrada niente, ma siamo risaliti ai proprietari dei
camion ritrovati nel cantiere. Sono stati rubati a Treviso.
Nessun collegamento con i rifiuti.
Brutte notizie.
Hanno ammazzato il dottor Giaccio.
E chi è Giaccio? Uno dei tecnici del comune che valutava le domande per l
'appalto del parco acquatico.
Sembrava pulito, invece.
Allora è stato lui a manovrare l'appalto a favore della Diamante. L'hanno fatto
fare un volo dall'ultimo piano del suo palazzo.
Serino, Pietrangeli, andiamo a sentire te.
No, tu rimani qui.
Pensateci voi.
E che dobbiamo fare noi?
Andiamo a parlare con Francesca Diamante.
L'altro giorno mi ha detto che era troppo scioccata. Ci riproviamo oggi.
Giusto, hai ragione.
Mica vorrei andare in moto.
Io vado in moto. Io vado in macchina.
Seguimi, se ci riesci.
Riconosce quest'uomo, signora Diamante? No.
Ah no?
Era un tecnico del comune.
Faceva parte della commissione che assegnava gli appalti. È lui che le ha
fatto vincere la gara. E allora?
È morto.
L'hanno ammazzato gli uomini di Rosario Manzella per vendicarsi dell'appalto
dato a lei invece che a loro.
Io non so proprio come... Ieri siamo stati pazienti perché era ancora sotto
shock.
Gli hanno fatto fare un volo di 30 metri a quest'uomo.
E ce ne saranno altri di morti.
Ma lui non è l'unica vittima di questa faccenda, lo sa?
Perché chi c'è altro?
Lei, che ha dedicato tutta la sua vita a lottare contro la mafia, adesso vede
vanificare la sua lotta.
Tutto quello in cui ha sempre creduto.
Lo sa che penso?
Che lei non sta tacendo per nascondere qualcosa a qualcuno, ma per non
ammettere a se stessa di aver ceduto.
Io ho sempre pensato che non avrei mai abbassato la testa.
Mai. Non l'ho ancora fatto.
O se l'ha fatto deve rialzarsi.
Ci aiuti, aiuti se stessa.
Che cosa è successo?
Prima che le rapissero sua figlia?
Portanova mi ha avvicinata nel bar fuori dalla scuola di mia figlia.
Quando? Il giorno che ho vinto la gara.
Lo sapeva, sapeva già tutto.
Mi hanno detto che sono stati loro a farmi vincere la gara e che in cambio
avrei dovuto dare il 10% sull'appalto e la possibilità di gestire i movimenti di
terra. Non lo so perché.
Per seppellirci rifiuti tossici.
Come hanno tentato di fare ieri sera.
Io questo non lo sapevo. Lei non doveva sapere, è così che lavorano.
Io non volevo accettare, ma quando hanno arrepito mia figlia... Portanova era da
solo? C'era qualcun altro?
Lascia stare, maressa. Sa se Portanova lavorava con qualcuno? Se seguiva gli
ordini di qualcuno? Io non lo sono.
Dottoressa Maressa... Mi passa qualcosa, un indizio, qualcosa che lei ha visto.
Mi dica con chi lavorava Portanova, me lo dica! Rosi Abbate!
C'era Rosi Abbate!
Portanova è andato via dal bar.
Subito dopo ho visto passare una macchina. E mentre si alzavano i
finestrini ho riconosciuto Rosi Abbate, ecco!
Adesso spero che non avrai più dubbi.
Grazie ai miei dubbi intanto finora non abbiamo fatto cazzate.
Poi non sono convinto.
Mamma mia, oh, sei incredibile.
L'ha vista da dentro un parra, attraverso una vetrata, sulla macchina
di Portanova in movimento, mentre i finestrini si tiravano su.
Questa ti sembra una testimonianza certa e inattaccabile. Sì, a me sì.
Devi fare una ragione, la sabate non è più un fantasma.
E comunque mi aspetto che tu mi aiuti a trovarla.
Secondo te è davvero possibile?
Cosa?
Che Rosia Batte si sia alleata con Portanova?
Certo che è possibile.
Che cazzo ti prende, Luca?
Parli come calcaterra.
Non lo so, pensavo.
Non rispondere.
Prego, non rispondere.
Pronto? Ciao.
Ciao, come stai?
Volevo chiederti se ti va di passare a pranzo da me oggi? La bambina è
all'asilo e non torna prima delle quattro. Ah, sì.
Mi piacerebbe, ma sono un po' incasinato.
C'è qualcosa che non va?
No, no, è che devo lavorare.
Sì, certo.
Peccato.
Vabbè, se ti liberi... Sì, sì, certo.
Ti chiamo.
Ciao. Ciao.
Tu sei veramente un cretino.
Fatti i cazzi tuoi.
Sono cazzi miei, ti stai scopando la vedova di un mafioso.
Shhh!
Ti abbassa la voce.
E poi te l'ho detto, lei non c'entra un cazzo con quello che faceva Patania.
Non stavano neanche più insieme. Allora prova a dirle che lavoro fai davvero.
Prova a dirle che le ha ammazzato il marito.
Lo farò, non ti preoccupare.
Sandro, io sono seriamente preoccupato per te.
Fatti i cazzi tuoi.
È troppo nervoso, che cosa ha mangiato stamattina? La solita pappa, è subito
dopo la data di stomaco. Ma io lo sento caldo il bambino, lo sento.
Dici che ha la febbre? Sarà un po' di raffreddore.
Ma quale raffreddore? È buonente, scotta il bambino. Prendiamo un termometro.
Chiama tuo padre, abbiamo bisogno di un medico, subito.
Ima, vai a chiamare tuo padre, vai adesso. No, Vita, no.
Ma adesso la mamma risolve tutto quanto. No, amore.
Rosa, mio papà non esce ora da casa, però Rosa Pato non c'è.
Allora seguitelo e vediamo se ci porta da lei.
E poi?
E poi avvisatemi quando gli devo recitare una bella preghierina a tutte e
due. Va bene.
Ecco, adesso aspetta, aspetta un po'.
È molto alto, ma non mi sembra nulla di grave.
Io non credo sia influenza.
Forse è qualcosa di allergico. Ha mangiato qualcosa, gli ha fatto male.
Dovrete mettergli cinque gocce di tachipirina due volte al giorno oppure
all'occorrenza. Se poi dovesse ancora avere la febbre alta o rigettare,
portatevi in ospedale.
In ospedale?
Ma che sta dicendo?
E pensa che chiamiamo a un'ofossia se potevamo andare in ospedale? Ve l'ho
detto, sicuramente non è niente di grave.
Attenete, restate a disposizione. Vi ringrazio, arrivederci.
Io gli voglio bene, come se fosse figlio mio quel piccioletto.
Sto attenta a tutto, a quello che mangia, che beve.
La notte mi sveglio anche se lo sento fare un solo lamento. Lo so, lo so, ma
non vi dovete preoccupare, non è colpa vostra.
È solo colpa mia.
La verità è che quel bambino ha bisogno di stare con sua mamma. No, non è
questo. Leonardo con Emma sta bene.
Sarà.
Comunque è meglio che lo porti via con me.
Fai come vuoi, Rocio.
E voi non vi dovete dispiacere. Io lo so che vi siete affezionata.
Ma in fondo forse è meglio così.
Sì, hai ragione.
La salute di Leonardo viene prima di tutto.
E poi forse è vero. Mi manca la mamma a quel piccolo Angelo.
vi accompagno
andiamo
Quella macchina sta ferma là da quando è arrivato Dottor Ruggero.
Non mi piace.
Fa una cosa, Scina, fatti un giro.
Guardali in faccia, ma state accorti. Se fanno qualche movimento è strano a Pisa.
Capito? Bob?
Sta uscendo qualcuno, che va a fare?
Assolutamente, tanto io non metto la cammina.
Cosa vuoi che faccio a sabato? Questa volta non asciugamo.
Scendetone.
Vito, chi sono queste armate?
Esalto Cusci!
E' morta, non c'è niente da fare, dobbiamo andare, è morta! È morto, non
ci sta niente da fare, dobbiamo andare!
Andiamo, presto! Dobbiamo andare! Andiamo, che tardi abbiamo!
Presto! Presto, venite!
È morto! Forza!
Dobbiamo andare, forza! La salifala è entrata!
Siamo stati attaccati, Imma è morta. Via di qui, tra poco vengono a cercarvi.
Trovatevi un altro rifugio. Vi chiamo io.
Allora? Una speratoria e tre vittime.
Lei avete già scoperto chi era?
Non aveva documenti, ma abitava lì.
L'ha riconosciuta un passante, si chiamava Imma Geraci.
Geraci? Sì.
Va bene, grazie.
Questo si chiamava Salvatore Di Gennaro, nato a Napoli.
Sicuramente è falsa.
A parte il fatto che è napoletano.
Fan di Portanova.
Una chiave di sicurezza.
Solo chi l'ha fabbricata può fare delle copie. Prendi il codice, scopri chi l'ha
fatta. Sì, dottoressa.
Dottoressa, come sta?
Sono qua.
Notizie di questi due?
Quello.
Lo conoscevo.
Si chiama Angelo Lepre, è uno degli uomini di Manzella.
Guerra continua.
Si va contro chi? Chi era il bersaglio? E poi è possibile, siamo in una piazza e
non abbiamo un testimone.
Una sparatoria in pieno centro a Monreale e nessuno ha visto né sentito
niente. Dottoressa, la donna morta è la figlia di Ruggero Girascio.
Il puparo.
Forse il vero bersaglio era lui.
Il puparo?
Chi è questo puparo? Un vecchio mafioso.
È tornato a Palermo dopo vent'anni di carcere a Napoli.
Napoli? Lavorava per Tommaso Buscetta, curava i suoi interessi. Poi l'hanno
beccato e è chiuso in cielo.
Probabilmente adesso gli interessi li cura per qualcun altro. Non tutti
pensavamo stessi in pensione, ma a quanto pare Tocmo ha rimesso in pista.
Rosia Pate.
Ciao.
Dove abita il suo vivaro? In campagna. Dicono che faccia il contadino adesso.
Abbiamo l'indirizzo.
Dottor Antonucci, ci serve un mandato di cattura.
Lo faccio emettere subito. Quanto a lei, Maris, l'aspetto domani in ufficio che
la devo parlare.
Va bene, spero di darle buone notizie. Andiamo noi. Fate un buon lavoro.
Non c'è più nessuno.
Di là è vuoto.
Siamo arrivati troppo tardi.
Rosi ha un figlio.
Cosa?
Rosi Abate ha un figlio.
Rossi Abate è tornata in Sicilia.
Ha matato mio hermano e se ne è tornata a casa con il nigno.
I sbirri italiani non ne sono così sicuri, signora Blanca.
Ne sto sicura io. È tornata nel suo paese.
Pensa di stare lontano da noi, dalla nostra famiglia e della nostra vendetta.
Ma si sbaglia.
Cosa vuole che facciamo, signora?
Andate a Palermo e trovatela. Tiene che morire.
Vai via, signora.
È solo per qualche giorno, Rosalì.
Ma almeno è sicuro.
Per qualche giorno, sì.
Don Ruggero.
Voglio il sangue di Rosario Manzella, Rosalie.
Don Ruggiero, noi dobbiamo ragionare a mente fredda, però.
Ha ucciso mia figlia.
Lo so.
Ma dopo?
Dopo che ci saremmo vendicati, che cosa succederà?
Don Ruggiero, voi in questo momento non mi dovete fraintendere.
Anche io voglio vendicare Imma.
Però siamo stati noi che abbiamo iniziato questa guerra contro Manzella
perché ci volevamo riprendere questa città.
E se adesso uccidiamo Rosario Manzella, che cosa succede? Ditemelo voi che
succede.
Avremo contro tutte le famiglie di Palermo.
E noi non abbiamo gli uomini per questa guerra, Torogè.
Non ancora.
Ma pure se ce ne avessimo. E anche se la vincessimo questa guerra.
Come lo controlliamo il territorio?
Come fermiamo le famiglie che vogliono prendere il posto di Manzella? Come?
Però ci possiamo organizzare.
Secondo me bisogna deporre le armi e chiedere un accordo a Manzella.
Cosa? Sì, pensateci bene.
Così tutto il favore delle famiglie verrà dalla parte nostra, tutto.
E intanto noi cresciamo.
Cresciamo e cermiamo.
Perché più cresciamo noi e più terreno togliamo in Manzella.
Vuoi servirti della morte di mia figlia?
Per fortificarci.
Per isolare il rosario e punirlo. Senza che le altre famiglie ci vendano contro,
sì.
Voglio servirmi della morte di Emma.
Vicerida, questo gelo nel cuore chi te l'ha messo?
Ma la Sicilia è più grande di Palermo.
Che volete dire?
Voglio riunire la commissione regionale.
Ma i capigliani della Sicilia sono tantissimi anni che non si riuniscono
intorno al tavolo.
Lo so, nella commissione siamo rimasti in poche, siamo vecchi. Ma se vuoi
mettere Manzella con le spalle al muro, dalla commissione dobbiamo partire.
Va bene, Don Ruggero.
Aiutatemi a vendicare Imma.
Il killer che me l'ha ammazzata. E poi dopo... Voglio Don Rosario Manzella.
Il puparo era un vecchio amico del padre di Rosi. Era proprio quello che le
serviva. Un uomo ben radicato nel territorio, ma allo stesso tempo
insospettabile. A casa di sua figlia c'era la stanza di un nonato. E Imma non
ha figli. Nel cortile della tenuta del puparo abbiamo trovato anche una
carrozzina. È in Colombia, nella stanza di Vincent.
C'era una culla.
Dimmi se sono coincidenze.
Dove vuoi arrivare, Mares?
Rosy Abate ha un figlio. E quel figlio l'ha avuto da Vincent.
Sì, peccato che in Colombia c'ero anch'io, però.
E che il fratello di Vincent e tutti gli altri narcos arrestati negano
addirittura che l'Abate sia mai entrata in quella villa. Negano perché hanno
paura. Quanto può durare un pentito in Colombia, eh?
Comunque, una cosa è certa.
Rosy Abate ha un figlio.
La dottoressa aveva ragione.
De Silva è complice di Rosi.
E questa cos'è, una tua intuizione?
No.
È una prova balistica.
Sono arrivati i risultati della perizia. Il commando che ha liberato De Silva ha
usato le stesse armi che hanno ucciso Imanzella.
Pensa che anche questo sia un caso?
Scusate, ma che utilità può avere per l'abbate uno come De Silva? De Silva è
uno stratega.
E sono sicura che ha ancora contatti con il suo vecchio mondo.
I servizi deviati.
Lapo Rosiabate è l'uomo più pericoloso. Bene, visto che Rosi ha un figlio, farà
quello che fanno tutte le mamme.
Comprerà pappine, pannolini.
Possiamo controllare tutti i negozi specializzati e le farmacie. Anche gli
ospedali. Potrebbe aver bisogno di controlli pediatrici.
Esatto. Fiamma, pensaci tu.
Dottore.
Alessandro, dov'è?
Pietrangelo è uscito.
Credo avesse un impegno.
Pensavo lo sapesse. Lo sapeste?
Comunque, ho delle informazioni importanti sul mazzo di chiavi trovato
addosso al camorrista ucciso a Monreale. Sono di un cementificio a Trapani. Il
venditore dice che hanno cambiato la serratura da poco per renderla più
sicura.
Rimani qua sereno, io e Calcatara andiamo a Trapani. Cosa?
Non ci vieni a Trapani con me?
Ciao.
Tu sei Pietrangeli?
Non lo sapevo che ti avrei rivisto.
Ah no?
E perché?
Perché sono la vedova di un mafioso e nessuno ci vuole avere niente a che fare
con una vedova in disgrazio.
Vabbè, io magari chiudo un occhio.
E comunque tu non sentirei niente con la sua famiglia.
Non è quello che pensa la gente, purtroppo.
Specialmente quello della banca. Che è successo, banca?
È finita, Sandro.
Questa casa era tutto quello che mi rimaneva.
I buchi che ha lasciato Totò si sono mangiati tutto.
I miei risparmi, quelli di mio padre.
E ora si pigliano pure a casa.
E non c'è nessuno che ti può prestare un po' di soldi. Almeno per un po', dico.
Ma quando mai?
Ventimila euro?
Sull'amore?
Gli interessi?
Sono trentamila.
Senti, magari io, non lo so, invento qualcosa.
Non lo so.
Devo scappare adesso.
Ti rivedo.
Certo.
Luca. Ah, finalmente rispondi al telefono.
Pietrangeli, le cose sono due.
O lo fai vibrare o lo fai suonare. Ma sto telefono lo devi sentire.
Ma se trovi le mie chiamate mancate, perché non mi richiami, cazzo? E poi
vedi di finirla questa storia che non so più cosa rispondere quando mi chiedono
dove sei andato.
Sì, la tua assenza comincia a farsi sentire.
E allora che cazzo continui?
Sì, ho capito.
Era Sandro?
Sì.
Fuori per un impegno.
Secondo me c'è di mezzo una donna. Per questo ho smesso di tampinarmi. Una
donna? Ma figurati se c'è di mezzo una donna, dai.
Stai mentendo.
Un'occhiata in giro.
Aspettami qua, dammi i richiami.
Stai attento.
Il cementificio è questo, sono le chiavi della baracca del custode, le ho
provate. Così adesso cominciano anche in Sicilia a impastare i rifiuti col
cemento. Finora questa era una specialità del napoletano.
Per questo il camorrista aveva le chiavi.
Vengono qua probabilmente di notte a lasciare il loro veleno.
Fatti dare un mandato ad Antonucci.
No, è troppo rischioso.
Magari i rifiuti li hanno già smaltiti o forse devono ancora arrivare, che ne
sappiamo? Di sicuro qua non c'è l'abbate, portano a impastare il
cemento.
L'abbate?
Intendevi rose e bate?
Diciamo che comincio a valutare la possibilità.
Contente?
Torniamo a Palermo.
Don Inuzio, come stai?
Ancora vivo.
E allora, c'è un lusso.
Ruggero.
Tu piuttosto.
Ho saputo di tua figlia.
Sono addolorato.
E mi era come una figliuzza.
E anche lei ti ha voluto sempre bene. Lo so.
Ma aspetta.
Senta, Ruggero, se mi posso permettere questa nostra amicizia, tu hai visto
un gran errore.
Ma come?
Potevi goderti la vecchiaia bello, tranquillo, in pace.
E invece ti mettiste contro i manzella assieme agli abbati.
Però si ha diritto di stare a Palermo. Gli abbati sono sempre stati uomini d
'onore. I tempi sono cambiati, Ruggero. Hai già.
Ora tutti quanti ci facciamo comandare dai Manzella.
Però ti dico una cosa.
Oggi tocca a te e a me portare un lutto, ma domani puoi toccare a te e a tutte le
altre famiglie.
I Manzella cor leonesi sono.
Davanti ti sorridono e dietro ti puntano la lupara.
E allora?
Che cosa vuoi fare?
Continuare questa camorrea? No.
Io voglio la pace.
Ma una pace come si faceva una volta, dove si decideva tutti insieme a chi
togliere e a chi dare.
Noi ormai siamo vecchi, ma è questa cosa nostra che vogliamo lasciare a chi viene
dopo di noi, senza cedere un innozzo.
Mi stai dicendo che devo riunire la commissione?
Io non sto qui a darti consigli.
Il capo sei tu, e tu lo sai cosa fare.
Ma se ti può servire...
Sappi che Franco Turiello e Toto Canepa la pensano come a mia.
Il puparo è tornato a tessere, eh?
Il puparo ha da chiangere una figlia.
A tessere, se volete.
Pensateci voi altri.
Sai, inizio a pensare che la Mares non era così fuori di testa.
Forse la Bade è tornata a parermi.
Ma se è così, spero che riusciremo a prenderla presto, altrimenti sarà un
inferno.
Tu che dici?
Ci riusciamo?
Dopo la morte della figlia del puparo, gli equilibri di potere cambieranno.
E chi può dirlo dove finiremo?
Buonanotte, amore mio.
Io vado a letto.
Devi stare bene, capito, amore?
Non me ne devi fare prendere più questi spaventi, d'accordo?
Tra poco mamma ti porta via da questo posto, capito, cucciolo?
Ti porto via.
Però tu adesso devi dormire perché ti devi riposare.
Che devi diventare forte come un leone, devi diventare.
Come a me ha da crescere, eh? Che cosa strilli? Che sta cercando di dormire?
Come sto, piccirilla? Bene.
Per fortuna sta meglio.
Vieni.
Don Ruggera, dove sta?
A finire il lavoro con Emanzella.
In che senso? Che significa? Significa che così quei cani smettono di abbaiare,
Vito. Per la merce, piuttosto.
L'avete trovato il modo di smaltirla?
Domani mattina facciamo partire il primo carico per i trafani.
Bene.
Adesso che non ci sono più problemi, possiamo festeggiare.
Ma che dobbiamo festeggiare, Vito? Ci sta il bambino.
Ma quello dorme.
Sta nel modo dei sogni.
Rosali, perché non mi fai sognare pure a me? Dai, Vito, non è il momento.
Come non è il momento? No, non è il momento, Vito. E come me la cipietta?
Che vuoi aspettare? Aspetterà sempre bene.
La scientifica sta analizzando l'eroina trovata in possesso di Santa Maria per
stabilirne la provenienza.
Oggi avremo i primi risultati.
Lei che idea si è fatta?
Crede davvero che qualcuno abbia voluto incastrare la Mares? È difficile dirlo.
Spero solo che questa storia finisca rapidamente.
È sempre spiacevole indagare su un collega.
Spesso si ingamba come la Mares.
Sono lieto che cominci ad apprezzarla.
Sì. Sì, quello che posso dire è che...
I suoi uomini la adorano.
Al di là dei suoi metodi, spesso un po' troppo disinvolti, è stata la prima a
capire che l'abbate era tornata a Palermo, non si sbagliava. Ecco, Rosi
Abbate.
Alcaterra, mi raccomando, quella donna va fermata ad ogni costo.
Stiamo producendo il massimo degli sforzi.
E spero di portarle presto dei risultati.
Prima che diventi anche la mia di ossessione.
Buon lavoro.
Arrivederci.
Siamo sicuri che si tiene qua il summit da Ruggeri?
Siamo sicuri.
A Napoli l'avremmo fatto se lo costieramo al Fidan.
E per questo lo facciappano sempre.
Ed è meglio farsi prendere con le mani nel secchiello dello champagne che in un
garage, no?
Che minchia ci fa questa qua?
Assetta, De Rosario, è tutto a posto. Ci era stato detto che dovevamo discutere
di affari, giusto?
Ed è per quello che siamo qua.
Sacamoria tra te e Rosi. È un affare di tutti.
È giusto, Don Caneva.
E infatti siamo qui per parlarne noi.
Con il vostro permesso. E con il permesso degli altri membri di questa
onoratissima commissione.
I miei rispetti, Don Inuzzo.
Come voi sapete, un grave lutto ha colpito Don Ruggero.
Che per me è come un padre.
Un lutto che potrebbe essere l'inizio di una faida fra i miei e gli uomini di
Manzella. La faida la iniziaste tu. Tu e l'amico tuo camorrista. E a quello a
Napoli te lo faccio tornare in una bara.
Rosario, ma forse voi vi dimenticate che qualcuno a Meccaro già ce l'avete
mandato in una bara. Era mio fratello Nardo.
E forse vi siete dimenticato pure della mia gente che avete scannato a uno a uno
mentre stavi in Sud America. Già, me lo ricordo benissimo. Perchè non c'eri pure
tu? Basta!
Quanto era pure Rosa.
Vi ringrazio.
Io stavo solamente dicendo che la nostra famiglia potrebbe reagire, che Don
Ruggiero avrebbe il sacrosanto diritto di vendicarsi. Però non lo vogliamo
fare.
Non lo vogliamo fare nel rispetto e nel ricordo di Imma, che tutti voi sapete
essere una donna onesta e di buon cuore.
Nel ricordo di questa donna noi queste armi non le vogliamo imbracciare, le
vogliamo deporre.
Brava, Rosi.
Atteggiamento nobile.
Ma in cambio, che cosa volete?
L'esclusiva.
L'esclusiva nel territorio del riciclaggio dei rifiuti tossici. Tutto
qua.
Quella è roba mia.
Ma lo so, Rosario, lo so.
Ma di fatti non ci possono essere due famiglie che la gestiscono, giusto?
Ma di quale due famiglie sta parlando?
Ma tu non conti un cazzo, vuoi capire che a Palermo ho posto per le abbate?
Non ce n'è. Questa non è cosa che puoi decidere tu da solo.
Sempre lo stesso difetto avete avuto.
Ma che stai dicendo?
Sta dicendo quello che tutti pensiamo.
Che volete buttare a me?
Attento alle parole, Rosario.
Perno, la decisione è presa.
Il traffico delle fiute spetta a Rose.
Se tu non ci vuoi stare, benissimo.
Sappi però che da questo momento i problemi di Rose sono cosa nostra.
Brava.
Prenditi i rifiuti, prenditi la monnezza che tu con quella ti senti a casa.
Bene, ora è tutto sistemato.
Sì, questo accordo è per il bene di tutti e io lo sottoscrivo.
Ma Imma non potrà riposare in pace.
Finché il suo assassino è ancora vivo.
Che cosa volete ancora da me? Quello è stato un incidente. Io ti credo.
Allora è giusto che Don Ruggero possa lavare le sue lacrime.
Togli tutto, mi raccomando, fai sparire i sedi e il bicchiere.
Permettete?
mi dispiace della storia di sua figlia ma se sa a volte queste cose succedono
La morte di Ivan Di Maio è stata una tragedia per tutti.
So quanto ti è costato personalmente.
Ma capisci, era necessario che rivedessi queste immagini.
Tra qualche giorno abbiamo l'udienza preliminare contro Rosi e Abate.
Dovrai testimoniare.
C'è bisogno che le tue dichiarazioni collimino perfettamente con questo
filmato.
Capisco benissimo.
Anche se queste immagini le conosco a memoria.
E vi doni notte.
Dicono che il tempo guarisce tutte le ferite, ma non è vero.
Sì, però basta, Claudia.
Davvero basta. Non puoi continuare a farti rovinare la vita di Rosie più di
quanto abbia già fatto.
La cosa che mi fa veramente incazzare è che questo processo verrà celebrato in
quanto magia, mentre noi sappiamo che Rosie è Palermo, nascosta da qualche
parte. Sì, però aspetta a parlare di processo, perché prima bisogna superare
l'udienza preliminare.
Quanti saremo a testimoniare?
beh, naturalmente ci sarai tu, tutta la tua squadra, e poi il tecnico
informatico, Angelo Manni, che poi è l'unica vittima di Rosi che è rimasta in
vita.
Buongiorno, ingegner Manni.
Buongiorno, Filippo. Sempre con i suoi angeli custodi, vedo. Mamma mia, guarda,
per fortuna fra un po' sarà finita.
Ma Sandro?
Dov'è?
Mi ha chiesto di coprirlo per un paio d'ore, è a Palermo.
Sempre la famosa donna di cui non vuoi parlare?
Almeno è impegnato su un altro fronte e la smette di farti la corte.
Sì, effettivamente mi sembra che si sia messo l'anima in pace.
Che c'è ti dispiace?
Salutiamo Pietrangelo. Com'è? Tutto a posto?
Allora, che ti serve?
30.000 euro.
Minchia! E per chi mi hai preso?
Per quello che sei.
Uno strozzino.
Sei microfonato?
Perchè esistimi se vuoi.
Non ho microfoni.
Il nostro uomo ancora non si è visto.
Il movimento di camion è scarsissimo.
Però questo posto è strano.
Di notte raddoppiano addirittura la sorveglianza.
Spero trivi qualcuno. Non è possibile di questa storia.
Speriamo rivisandro, ma in fretta.
Altrimenti la mare stavolta lo caccia a piedate.
Io non presto so di né poliziotti né carabinieri. È una mia regola. Ma non
sono per me. Ah no? E per chi sono?
Un'amica che sta messa a mare, la garantisco io. E vai in banca, no?
Non hai uno stipendio fisso tu? Sì, da polizia.
E già sto rosso. Da queste parti la banca per te è chiusa.
Salve.
Questa storia che il maestro porta la racchetta all'allievo.
Non ti vedevo e così sono entrato, no?
Cosa succede?
Tutto a posto, ingegnere? Ragazzi, tranquilli, tranquilli, è un blackout.
Succede spesso quando le saune sono accese. Davvero, grazie.
L'angelo oggi ti prende a pallinare.
Decisi.
No, anche tu mi vuoi prendere a pallinare, sì.
Programma della giornata.
Vediamo.
Sei tonico?
Non forma, non forma. Ho fatto vincere, comincio a diventare anziano.
Animo, animo!
Su!
Mi bevo un sorso. E parti, eh?
Altri due scambi e riprendiamo più tardi.
Dai, dai, dai!
Angelo! Ingegnere! Ingegnere! Ingegnere Vanni!
Ingegnere Vanni! Ingegnere Vanni!
Ingegnere Vanni! Ingegnere Vanni!
Ingegnere Vanni! Ingegnere Vanni! Ingegnere
Vanni!
Ingegnere Vanni!
E mi raccomando, stateci dietro a non più di mezzo chilometro con le radio
accese! Babbo!
Viziei, andiamoci!
Ha avuto un malore mentre giocava.
Più di questo non le sappiamo dire.
Non avete visto niente? Nessuno di sospetto quando siete arrivati? No, mi
spiace. Era tutto tranquillo. La sua solita partita a tennis.
E voi un testimone di mafia lo portate a giocare a tennis?
Non avevamo ordini di tenerlo al chiuso. Era considerato a basso rischio.
E poi comunque è stato un infarto. Che c'entriamo noi?
Ok, grazie. Potete andare.
Buongiorno.
Buongiorno.
Guarda caso, a pochi giorni dal processo a Rosi, Manny muore di infarto.
Se è morto per cause naturali non può essere con caso.
Sì, è morto per cause naturali. Va bene, tanto questo lo stabilirà l'autopsia. In
ogni caso non si preoccupi, Mares, anche se fosse stata a Rosiabate a far fuori
il testimone, vedrà che al processo non riuscirà a cavarsela. Non lo so.
Ricordati che tu sei la testimone numero uno contro di lei e l'altra sera ti ha
lasciato in vita.
Proprio questo che non riesco a capire.
Scusatemi. Per telefono, questo.
Abbiamo i risultati dell'eroina sequestrata nell'armadietto di quel
tale. Sì. Morto in casa della madre. Sì, Santa Maria.
Ha notato niente di strano?
No, niente, niente.
Senti, facciamo che ne parliamo in un altro momento.
Purtroppo la cosa è piuttosto grave.
La prego, si sforzi. Cerchi di ricordare. Anche un piccolo particolare
per noi può essere importante.
Arrivo subito.
Scusatemi, io devo andare a un appuntamento.
Stai scherzando?
Che appuntamento?
Lo saprai presto.
Calcaterra, così non va bene, eh?
Non va proprio bene.
Scusate.
Questa mattina in realtà un piccolo incidente c'è stato.
Che tipo di incidente?
Magari sarà una stupidaggine, però mentre eravamo negli spogliatoi prima di
scendere in campo è andata via la corrente.
E poi che è successo?
Niente, è tornato dopo qualche istante, ma niente.
Squillaci, accompagnami al quadro elettrico. Dai, andiamo.
Ecco Pietranci.
Oh, finalmente.
Finalmente che?
Che succede? Cazzi miei.
Qua piuttosto che succede?
Ancora tutto tranquillo.
Oh, quello è il proprietario. Si chiama De Rosa.
Si è già incontrato con Portanova?
No, non è ancora arrivato.
Arriva, arriva.
E se nel frattempo lo chiama al telefono? Non ci ha pensato, eh?
Petrangeli, dove vai?
Aspetta.
Petrangeli.
Petrangeli, che cazzo fai?
Tranquillo.
Tranquillo. Tranquillo un cazzo.
Non è possibile.
È pazzo.
Vaffanculo, che cacceria.
Cristo, non ci credo. È entrato. È entrato dentro.
Luca. Pietrangeli, posso sapere che cazzo fai?
Ho messo la cimice.
Funziona?
Dammi il computer.
Luca. Funziona. Però adesso esci subito perché De Rosa sta rientrando.
Subito, Pietrangeli.
Pietrangeli.
Scapito? Eh, no, no, non mi disturbi. Tra quante che arrivate?
Ah, bene.
Bene, siamo qui, pronte a ricevere.
Ok, ciao.
È stato forzato, chiama la scientifica. Subito.
Rispondi Pietrangeli.
Vito. Oh, ha detto Vito.
Dove sei?
Cazzo, Portonova.
Chiamala, Mares.
Chiama, dimmi.
Dottoressa Portonova sta arrivando.
Sandro ha messo la cimice, ma è ancora nell'ufficio. Abbiamo perso contatto con
lui. Va bene, arrivo subito.
Che c'è, che c'è?
No, Gioia, che c'è?
Non stai bene, amore?
No,
Ruggero. No, dovete venire subito qua.
Mi sembra che il bambino sta male di nuovo.
Che c'è, che c'è?
Quello è Bortanova. L'altro deve essere Mizzio, il fratello.
Tiro le occhie aperte.
L'ufficio è di qua.
Grazie.
Sta qua e non fa sfruttare.
Sandro.
Eccolo.
Porta 9 è appena arrivata, dottoressa.
Sentiamo. I cavoli dove stanno?
A piazzare. Ora ce ne occupiamo noi.
I picci li portasti?
E certo, pure tu hai ragione.
Nessuno fa niente per niente.
30.000 euro, come promesso.
Conto, conto. Non è che ci conto. Io mi fido di voi.
Conto, conto, che meglio.
Come si dice, fidarsi bene, ma non fidarsi, eh?
Meglio. Bravo.
Sì, dammi i conti.
Che facciamo, dottoressa?
È il momento.
No, aspettiamo che esca Portanova.
Poi entri tu.
E lei?
E Fiamma lo seguiamo.
Due donne danno meno nell'occhio. Pensa che possa portarlo da Rosi a Bate?
Quello che spero.
Sì, sì, 30.000 euro, come d'accordo. Ci sono tutti fino all'ultimo centesimo.
Adesso i rifiuti non sono più un problema vostro.
E tu che ci farai?
Io... li mescolo col cemento.
E così ne faccio calcestruzzi.
Tossico, ma di buona qualità. Per le case popolari, eh?
Cazzo, dottoressa, mi faccia restare subito questo schifoso.
Stai calmo, Luca. Stai calmo.
Adesso occupiamoci dei camion. Va bene, Vito?
Dopo di te, Vito.
Dai, stanno uscendo!
Chi li pietrangeli?
Vieni qua.
Sono dell'antimafia. Non ti muovere e stai zitta.
Pronti a intervenire?
Cosa c'è nel camion? E perché vuole saperlo?
Aprimi il portellone di sto cazzo di camion. Non ci avete manco mandato. Non
mi serve un mandato nei casi d'urgenza. Facciamo così.
Tu mi apri il portellone e se non c'è niente ti offro un caffè.
Toto, aprici il portellone.
Mi sa che il caffè te lo offrono i colleghi della penitenziaria.
Commissario, non c'entra niente. Non sono commissario.
Aprimi l'altro camion. Non c'entri niente, eh?
E la conversazione con Portanova?
Abbiamo registrato tutto, la vuoi ascoltare?
La vuoi ascoltare?
Girati.
Calcestruzzo tossico.
E poi ci costruisci le case popolari, eh?
Non ti vergogni.
Non ti vergogni.
Vieni qua.
portalo via cammina dai dai
Rosalie, Rosalie, aspetta. Ma è troppo rischioso, sei sicura? Don Ruggero,
andiamo in ospedale. Eh, va bene.
Mi dispiace, Don Ruggero, io più di questo non potevo fare. Dottore, non è
affatto l'impossibile.
Don Sergio, arrivederci, grazie. Fate presto, Rosalie, eh? Fammi sapere. Sì.
Don Sergio, grazie di tutto, eh?
Buona fortuna.
Questi non sembra abbiano molta fretta.
Anche noi.
Da quanto respira così?
Da ieri mattino. Perché non me l'ha portato prima? Perché non mi sembrava
così grave e la febbre era calata.
Signora, a questa età qualunque cosa può essere grave.
Mi dia una mano, signorina.
Mi aiuti a tenerla aperta la bocca.
Bene. Va bene, va bene. È finita, è finita.
Mi sta dicendo che è grave, scusi.
Ha un'insufficienza respiratoria.
Quasi 39.
Non è che hai ingerito qualcosa di tossico per caso?
No, non che io sappia almeno.
Il fatto è che il bambino non sta sempre con me. Vive con una mia amica. Dove?
A Monreale.
Nelle case di fronte al Duomo?
Lei come fa a saperlo, scusi.
Ma signora, non le legge i giorni degli ultimi tempi? Ci sono state diverse case
di avvelenamento in quelle case.
Sono state ristrutturate con cemento e intonaco, impastate con sostanze
tossiche.
Arsenico, mercurio, piombo, zinco.
Forse il bambino ha dormito in una cameretta con un'unità alle pareti e in
qualche modo è entrato in contatto con quei veleni.
Scusi, quindi voi adesso cosa potete fare?
Una trasfusione, subito.
Il gruppo sanguigno del bambino, lo sa?
Veramente no.
Però io sono zero e il padre ha.
Non mi basta.
Devo fare un'esame del sangue.
Vai,
mi aspetta in sala d'attesa.
Venga, signorina, si svegli.
Lo senti?
E allora?
Leonardo si è avverenato.
Il cemento comunque è stato costruito a casa di vostra figlia. È stato mischiato
con sostanze tossiche.
Ma che stai dicendo?
Lo sapete che cos'è la nemesi divina, Don Ruggero?
E' la giustizia di Dio che si abbatte su chi ha peccato per punirlo con la sua
stessa colpa.
Ecco che cos'è.
Dio non è marcante che fa questo sabato.
Andrà tutto a posto, non ti preoccupare, capito Rosalì? Sì.
E vedete chi era, dai.
Vito, siamo qui all'Italian Hospital.
Vieni subito.
Il figlio di Rosi non sta bene, l'abbiamo dovuto ricoverare.
Ti aspettiamo.
Si è sbagliata, signora.
Il gruppo sanguigno di suo merito non può essere A.
Vostro figlio è una B e non è compatibile.
Sta dicendo? Sto dicendo che il gruppo sanguigno del padre deve essere B o AB.
Quindi o lei ha sbagliato il gruppo sanguigno del padre o ha sbagliato
padre.
E adesso mi scusi, ma ho un'urgenza.
non ce li potrò bene
Italian Hospital.
Ma che ci va a fare in un ospedale?
Adesso lo scopriamo.
Che facciamo? Entriamo?
No. Chiamo Luca e Sandro. Falli venire qua, subito.
Luca, Sandro, siamo all'entrata dell'Italian Hospital.
Fate presto, dai.
Sono il vicequestore Mares.
Passatemi l'Italian Hospital e il direttore sanitario.
Pronto, sono Calcaterra.
Signora. Scusi.
Ci sono buone notizie.
Mi sono consultato con i colleghi e abbiamo deciso che la trasfusione non è
più necessaria. Quindi può stare tranquilla.
Abbiamo somministrato un farmaco per neutralizzare le sostanze tossiche che
ha assunto.
Adesso come sta, dottore? Sta dormendo.
E credo che più o meno tra... Sì, un'oretta può portarsela a casa. Però mi
raccomando, domani vorrei rivederlo. Certo.
Io non so davvero come ringraziarla. Niente.
Puoi rispondere se vuole.
Dimmi, De Silva.
Che cosa?
Va bene, grazie.
Come sta la creatura?
Ora meglio.
Però abbiamo un altro problema.
La polizia è qua fuori.
Cosa? Sono qua fuori.
E come cazzo hanno fatto? Non lo so, però l'uomo di De Silva è stato appena
avvertito. Vito, che facciamo?
Camm'è a fare, Vito?
Andate a prendere il bambino.
Nelle ultime ore sono arrivati.
Dunque, un ragazzo con un arto fratturato.
Una signora con dei problemi cardiaci. Qual è il nome della donna? Marisa
Deceglie. Età? È del 55.
No, no, vada avanti. C'è poi un anziano con dei disturbi alla vista.
Un bambino di sei mesi con dei problemi respiratori.
Cosa ha detto? Aspetta, aspetta, ha detto un bambino di sei mesi. Chi l'ha
accompagnato? Questo non lo so. Tu lo sai chi ha portato questo bambino? La
madre. Una donna. sui 30 anni è il padre di lei credo l'infermiera dice sì sì ho
sentito me la passi per favore vuole parlare con te mi dica com'è la madre
piccolina capelli castano scuri occhi scuri e il padre? un uomo sui 65 anni
statura bassa capelli bianchi grazie mi è stata molto utile
Rosa è qui dentro, con Portanova e anche il Puparo.
Li possiamo prendere, tutti quanti insieme.
Facciamo eruzione?
Non lo so, qui è rischioso.
Aspettiamo, dovranno uscire prima o poi, no?
Alcaterra? Sta arrivando.
Sentiamo chi dice Antonucci.
Sandro, tutto a posto? Sì.
Signorina!
Che succede?
Rosy, il pupare e Portanova sono dentro l'ospedale.
Quei due là vicino al SUV sono i loro uomini.
Dove sono gli altri?
Che cazzo vuoi fare, Mares?
Sta uscendo Portanova.
Dove? Calma.
Prendi il ferro e vieni qua.
Aspetta qua.
Vuoi fumare una sigaretta?
Sta succedendo qualcosa.
E vedi di non fare la fine del capitone.
Dobbiamo intervenire.
Aspetta, aspetta, aspetta, è troppo rischioso.
Tu rimani qua, copri l'uscita. Dove cazzo, Meyer? Ho detto stai qua,
chiamere i fozzi.
Mandate due volanti all'Italian Hospital, subito.
Presto, fate presto!
Polizia! Terra, terra!
Non sparate!
Non sparate!
Non
sparate!
Aspetta, non sparate!
Spera, polizia!
Fiamma!
Fiamma, tutto a posto? Sì.
Luca, Serino, tutto ok?
Calmi, calmi!
Tenetemi fuori!
Tutto a posto? Merda!
Venga. Grazie, grazie.
Venga, piazza.
Hai rischiato una strage, maressa. E tu te ne sei fatti scappare?
C'era l'osio lì dentro, non l'hai vista?
Aspetta, Antonucci, alla buona.
Lo so. Che vuole da me?
Lo sai tu?
Oi, Giorgio.
Finalmente. Scusami, l'operazione aveva una certa urgenza.
Sì, ho saputo. E so anche che è andata male, molto male purtroppo.
Cos'è sta roba?
Da dove viene fuori?
Come c'è finita qua?
Ascolta, Claudia.
Sta arrivando il questore.
Ti prego, prima che sia qui dammi una spiegazione.
Spiegazione? E di che?
Allora, la scientifica ha appurato che l'eroina trovata a casa di Santa Maria
proviene da questo scatolone. Un sequestro della Duomo fatto quattro mesi
fa. E che ne so io?
Quattro mesi fa ero pure sospesa dal servizio. Sì, lo so, ma potrebbero dire
che è stata fatta sparire dopo, quando eri già rientrata.
Che cosa vuoi insinuare, scusa? No, io non sto insinuando niente.
Ti sto solo chiedendo di aiutarmi a capire. Ma cosa devi capire, eh? Che
cosa cazzo c'è da capire? Qui c'è solo che qualcuno sta cercando di mettermi in
mezzo. Anzi, non qualcuno, Rosia Abate.
Sono sicura che c'è lei dietro a tutto sto casino.
Come mai qui?
Claudia, per favore, dimmi come sono andate le cose.
Dimmi come sono andate le cose, ma adesso.
Claudia, Claudia.
Venga con me.
Professoressa Mares, dottore Antonucci.
Allora, confermato.
Mancano tre panetti.
La documentazione?
Ecco, allora.
Questa è la distinta del sequestro e queste sono le analisi fatte dalla
scientifica sull'eroina trovata a casa di Santa Maria.
Posso sapere com'è andata?
Non lo so, signor questore.
Non so chi ha preso l'eroina dall'ufficio reperto e non so com'è
finita tra le mani di Santa Maria.
Di sicuro non gliel'ho data io.
Mi permetta di farle osservare che la sua risposta non è soddisfacente. È l
'unica che le posso dare.
Senta, dottoressa, già lei non era stata in grado di spiegarci cosa ci faceva
Santa Maria a casa sua la notte che è morto di overdose.
E adesso vuol farmi credere che non sa nemmeno come è finita nelle sue vene l
'eroina della Duomo. Sì, è così. È esattamente così. Dottoressa, lo sanno
tutti che Santa Maria era un suo informatore.
E allora?
Che cosa vuol dire, eh?
Che gli ho dato io l'eroina in cambio delle informazioni che mi davo? Peggio
ancora del denaro? È questo che pensa di me?
È questo che pensa di me?
Non sta a me trarre delle conclusioni.
A quello ci penserà la magistratura.
Sì, quest'ora sono d'accordo con lei, non arriviamo a conclusioni affrettate.
Io direi che in questo momento possiamo solo attenerci ai fatti. Certo, i fatti.
I fatti mi impongono... I fatti mi impongono di sospenderla dal servizio,
dottoressa.
Spero che lei possa provare la sua estraneità.
Altrimenti tempo che per lei le conseguenze potranno essere molto gravi.
Molto gravi.
Mi dispiace, davvero.
dormi adesso piccolo Ivan
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.