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È arrivato il simpaticone.
Parlanci tu, Paolo.
Cosa ti è successo?
Si chiamava Stefano Santamaria.
La dottoressa Mares l'ha trovato morto nel suo letto quando è rientrata a casa.
Ma come c'era finito l'annuncio della Mares?
Dottoressa Mares.
Salve, sono Antonucci della procura.
Che cosa può dirmi?
È deceduto tra le 8 e le 9 ore fa.
Ha tutto l'aspetto di un overdose da eroina.
È una messa in scena.
Saprò dire di più quando avrò i risultati dell'autopsia. E allora
facciamola questa cazzo di autopsia.
Così vedrete che ho ragione io.
Dottoressa Mares.
Ma che fate qua senza fare un cazzo?
Fiamma, vai a parlare con i vicini.
Voi due controllate i movimenti di Santa Maria ieri sera.
Mares, per me niente.
Te ne puoi tornare alla Duomo.
Stiamo ancora cercando Rosa e Bassa, non te lo dimenticare.
Buongiorno. Dai, raccontami.
Si chiamava Stefano Santa Maria.
Probabilmente l'hanno ucciso mentre io e te eravamo a cena fuori.
Sono tornata e l'ho trovato.
Tu pensi sia stato ucciso?
Sì.
Era un mio informatore.
L'avevo arrestato tre anni fa per spaccio di droga.
Ma poi voleva mettere la tasta a posto e io l'ho aiutato.
In cambio lui continuava a darti informazioni, giusto?
Sì.
Almeno sei riuscita a capire come ha fatto a entrare. La serratura è forzata.
No.
Ma ci sono mille modi per forzare una serratura senza lasciare segni.
Soprattutto la mia che non vale niente.
L'hanno ucciso e l'hanno portato qui.
Che c'è, non mi credi?
Senti Claudia, questa non è una deposizione formale, quindi se c'è
qualcosa che mi vuoi dire invia confidenziale.
Vuoi sapere se già andavo a letto?
Non voglio, devo saperlo. È il mio lavoro, penso che tu capisca.
Non ci andavo a letto, non era mai stata a casa mia.
E soprattutto non si drogava più, ne sono sicura. Va bene, va bene, ho
capito. Allora vuol dire che qualcuno ha voluto dare un avvertimento a te e a
tutti quelli che collaborano.
Non lo so, Giorgio.
Secondo me c'è qualcun altro che sta agendo.
E chiunque sia, ha una mente malata.
Comincia a essere noioso.
Aria.
Hai sentito un notiziario?
Il morto in casa della Mares?
Sì, ho sentito.
Uno vuol arrivare, De Silva.
Se ammazzi un poliziotto diventa un eroe.
Se cominci a far sospettare di lui, smette di essere un pericolo.
Sì, ma questo non basterà per togliercela dai piedi.
Non ti preoccupare che siamo solo all'inizio. Io ti posso aiutare, Rosy.
Sei tornata e vuoi riprenderti quello che era tuo.
Ma hai molti nemici e pochi amici.
Io posso fare la differenza.
E io che dovrei fare, fidarmi di te?
Perché no?
Io ti ho perdonata quando mi hai fatto arrestare.
Ricordati che avrei potuto dire in manzala dove eri. Invece di questa
telefonata potevi ricevere un poliettile in testa.
Ma tu che ci guadagni?
Ti farò sapere il mio prezzo.
Mi dispiace, io adesso devo andare.
Ti aspetto poi nel mio ufficio per la deposizione ufficiale, va bene?
Arrivederci.
Arrivederci.
Arrivederci.
Allora? Ho interrogato i vicini.
Nessuno ha visto e sentito niente di strano.
Hanno fatto le cose per bene, quei bastardi.
Ha dove dormire, perché potrebbe venire a stare da me.
Almeno fino a quando questa storia non sarà finita.
Grazie, Fiamma.
Vado in qualche pensione qua vicino.
Arrivederci.
Dottoressa, la squadra, la sua squadra.
Siamo tutti con lei.
Troveremo chi è stato.
Dottor Calcaterra, cosa mi dice di questa storia dell'informatore ucciso a
casa della Mares? Ci sono sviluppi? L'informatore che lei dice sia stato
ucciso.
Perché lei non ci crede?
Ho fatto due chiacchiere col medico legale stamattina.
Secondo lui Santa Maria non è stato spostato dopo la sua morte.
Questo significa che ci sono due possibilità. O chi l'ha ammazzato prima
gli ha dato una dose leggera per dargli quella mortale a casa della Mares.
Oppure semplicemente la Mares sta mentendo.
Claudia Mares è un ottimo poliziotto in qualche terra. Cosa sta insinuando? È
ossessionata da Rosi Abbate.
Sarebbe disposta a tutto per riprenderla.
Anche aiutare uno spacciatore e nasconderlo a casa sua.
È una cosa grave. Che spero non sia vera.
Ma per il bene della Duomo dobbiamo avere il coraggio di andare fino in
fondo.
E lei si sta proponendo per farlo.
Se non salterà fuori niente, sarò il primo a fare le mie scuse.
Va bene, ma mi tenga informato.
Arrivederci.
Sì, Sandro, dimmi.
Abbiamo parlato con il capo officina. Ci ha detto che Santa Maria è andato via
dalle 7 di sera dicendo che andava a casa.
L'avranno prelevato durante il tragitto.
Nessuno ha visto niente, purtroppo.
Comunque i colleghi della mobili hanno finito di perpisire casa sua, ma non c'è
traccia né di ruina né di seringa. E certo, perché non si drogava più.
Dai, rientrata da Duomo, su.
Claudia Mares!
Tu sei Veronica?
La ragazza di Stefano?
Mi dispiace tanto.
Sono stata a riconoscere il suo cadavere.
E lo sai che cosa mi hanno detto?
Che è morto in casa sua, posso sapere. Che ci faceva?
Stiamo adagando.
Stefano mi parlava spesso di lei.
Mi diceva che la stava aiutando ad uscire dal giro. E così che l'ha
aiutato. Non mi toccare.
Tu l'hai soltanto usato.
L'ho riempito di stronzate e quando non ti è servito più l'ha lasciato crepare
come un cane.
Dai, vieni dentro che parliamo. Ma t'affanculo.
Vai.
Sì, vero.
ehi ehi ehi
Pronto, Sandro? Sì, chi è?
Giulia Plattadino sono.
Ah, buongiorno.
Mi dica.
Senta, io intanto mi volevo scusare. Amore, scusa, aspetta.
Mi volevo scusare con lei per l'altro giorno.
Non so, se lei ha del tempo a disposizione, magari le offro un caffè.
E così...
Capiamo che dobbiamo fare con questa storia del diario, se... Eh, ma non so
se riesco oggi.
Mi scusi, l'ho disturbata, mi dispiace.
No, no, aspetta, aspetti.
È che sto lavorando.
Ci provo.
Va bene?
La chiamo.
Arrivederci.
È buona mamma, è buona mamma.
I Manzella hanno ricevuto il messaggio che ti abbiamo mandato.
Ma non è sufficiente, vero Don Ruggero?
No. Per costringerli a trattare con noi, a cedere, dobbiamo fargli venire freddo
ai piedi.
Ma è una guerra.
Rosalie, tu te la senti di andare fino in fondo?
Io ora non sono più sola.
Ci siete voi e ci sono i nostri uomini. Possiamo andare avanti.
Bravo. Si vede che sei giovane, il sangue fresco e non perdi la testa. In
questa sei tale come tuo padre.
Neanche me lo ricordo, mio padre. Io invece me lo ricordo bene.
Aveva cervello. E buon sangue, non mente.
Ruggiero, siamo pronti.
Allora andate.
Avete la mia benedizione.
Vito, mi raccomando, non fate cazzate. Mi avete tenuto in braccio quando ero un
creaturo. Io di te mi fido. Vai.
Ciao, Shaki.
Bernardi sei pronto a lavarti del peccato?
Grazie
La Mares.
È colpa sua se è morto.
Doveva lasciarlo in pace.
Doveva lasciare che si rifacesse una vita.
E invece gli stava sempre addosso. Cosa gli dava in cambio, oltre alla sua
protezione? L'ho aiutato a trovare il lavoro all'officina.
Bel lavoro di merda.
Lo pagavano due soldi. E in più lo trattavano a calci nel culo perché era
un ex tossico.
Sicura che non si facesse più?
Io penso che l'avrei capito, no?
E che non frequentasse più i suoi vecchi giri?
Ma perché me lo chiede? Perché ho bisogno di sapere la verità.
Voglio che sia fatta giustizia.
E questo lo vuoi anche tu?
No?
Stefano non poteva più frequentarli i pregiudicati.
Altrimenti gli revocavano l'affido sociale.
Però... Però ogni tanto lui lo faceva ancora.
Magari era la Mares a chiedergli di farlo.
Perché non voleva che Stefano lasciasse l'ambiente.
Voleva che continuasse a prendere informazioni per lei, che continuasse a
rischiare. E se questo l'ha portato alla morte, la Mares ne dovrebbe rispondere.
No?
È per questo che voglio che mi dici tutto.
Anche quello che non hai detto ai miei colleghi quando ti hanno interrogato.
Come lo fa a sapere che non lo dico? Io lo capisco quando uno persona niente.
La polizia ha perquisito casa nostra.
Però, io so che Stefano aveva un posto dove metteva la roba quando spacciava.
Solo che non lo so se lo usava ancora.
Non ci puoi portare?
Non ci sono mai stata, però so a chi chiedere.
Chiedimi.
E poi fammi sapere.
Questo è il mio numero.
Chiamami.
Lei è sposato?
Lo sai che sei fortunata ad avere qualcuno che ti aspetta a casa?
Io adesso non ho più nessuno.
Chiamami.
Allora ragazzi, la morte di Santa Maria fa sicuramente parte di un disegno.
Qualcuno sta gettando fango sulla Duomo e su di me.
E chi può essere?
Non lo so, ma a Palermo ultimamente stanno succedendo cose troppo strane.
Il clan di Manzella aveva stabilito una Pax mafiosa che qualcuno ha deciso di
rompere, uccidendo i fratelli Bergadano. Rosi abbatte?
Rosi è tornata a Palermo.
Ma sa benissimo che se vuole sopravvivere deve dichiarare guerra a
Manzella. Se Rosi ha ordinato la morte di Bergadano, perché l'ha fatto?
Perché cominciare da loro, due tra più importanti imprenditori di Palermo?
Perché? Perché gravitavano intorno all'orbita di Manzella, insieme ad altri
politici e colletti bianchi di Palermo.
Il messaggio che Rosi sta mandando è chiaro.
Chiunque fa affari con Manzella è un uomo morto. Sì, può essere. È giusto.
Se Rosa ha cominciato ad agire, vuol dire che ha stabilito una base a
Palermo. Chi la sta aiutando? Chi la protegge? Dove si nasconde?
Dottoressa, l'abbiamo tolchati tutti.
A Palermo non c'è nessuno che ha visto o sentito niente riguardo a Rosa Abate.
Continuate a farlo.
Indaghiamo sulla sua famiglia, anche sui parenti lontani. Non mi importa come lo
fate, ma fatelo.
Perché una cosa è certa.
Se Rosa è tornata a Palermo, non si fermerà davanti a niente.
Cara Rosi, care padrine e madrine, il bambino sta per ricevere il battesimo.
Nel suo amore Dio gli darà una vita nuova e rinascerà dall'acqua e dallo
Spirito Santo.
A voi il compito di educarlo nella fede, perché la vita divina che riceve in dono
sia preservata dal peccato.
Rinunciate al peccato per vivere nella libertà del Figlio di Dio.
Rinuncio. Rinunciate alle seduzioni del male.
Per non lasciarvi dominare dal peccato?
Rinuncio. Rinunciate a Satana, origine e causa di ogni peccato?
Rinuncio. Volete dunque che Leonardo riceva il battesimo nella fede della
Chiesa che tutti insieme abbiamo professato?
Sì, lo vogliamo.
Io ti battezzo in nome del Padre.
del figlio e dello spirito
santo.
Come è possibile che dei uomini stanno cascando come mosche e voi non sapete un
cazzo?
Non trovate un cazzo?
Cosa state aspettando? Che vengono a prendermi qua?
Rosario, non sono di qui gli uomini che hanno fatto il lavoro.
Vengono da fuori.
Da dove?
Da fuori, nessuno li conosce.
La conosco io.
Guarda che se ti riferisci a quella non può essere, Rosario.
Nessuno l'ha vista. Dicono che si trova fuori, addirittura in Africa.
E allora che avrebbe il coraggio di uccidere i miei uomini? Dimmelo tu.
Non lo so, Rosario, non lo so.
È stata Rosi Abate!
Ma sentimi bene, Rosario.
Rosi Abate non ci tornerebbe mai a Palermo perché la stanno cercando tutti
per fargli il culo.
E adesso per di più la cercano pure gli svisi.
Allora, gli spirri non sanno quello che sappiamo noi e non conoscono le persone
che conosciamo noi.
Perciò adesso noi spaggiamo in giro la voce che è il primo che aiuta il Rosi al
Pate. È morto.
Vedrete che qualche cosa salta fuori.
Chi era?
Filippo Palamara, uno degli uomini di Manzella.
Come gli altri due ammazzati oggi a Palermo a poche ore di distanza.
Colpi sparati a bruciapelo da due uomini. Sì, con i fratelli Bergadano e i
loro uomini fatti fuori l'altro ieri siamo a quota 9.
Si è rotta la Pax Mafiosa.
Avete fatto già delle ipotesi su chi potrebbe averla rotta?
Rosa e Bata è l'unica che potrebbe avere interesse a farlo.
Eh?
Sì, dottore, se io conosco il suo punto di vista, ma lei sa bene che c'è bisogno
di prove certe per la sua presenza sul territorio. Le prove le stiamo cercando
e le troveremo. Comunque sa benissimo anche lei che Rosiabate aveva un conto
aperto con Manzella.
Sì, lo so, ma in questo momento possiamo fare solo delle supposizioni.
Perciò diamoci da fare.
Trovatemi dei fatti, dei nomi e possibilmente degli assassini da
sbattere dentro.
Sì, signore. Buon lavoro.
Chi ho visto sa che alzava gli occhi al cielo.
E allora?
Lo sai che non la penso come te su questo argomento, no?
Sì, ma non ti permettere di sfottermi davanti a magistrato, capito? Ti sei mai
fermata a pensare solo per un istante, se ti sbagliassi?
Io non mi sto sbagliando.
Sei ossessionata, Mares, e mentre tu dalle caccia fantasmi la gente muore.
Vaffanculo, va.
Vaci, bravo.
Dottoressa, forse abbiamo una pista.
Pensiamo che la vittima si fosse appartata con una prostituta e che l
'assassino non l'abbia vista.
Abbiamo trovato una borsa nell'auto con una foto.
Forse questa qui in mezzo.
Proviamola. Ok. Si va a puttane.
Il sangue sulle strade di Palermo ha ricominciato a scorrere, passando già
tempi che stentavamo lontani.
Ho sentito che andò tutto bene.
E tutto quello che hai da dire.
Ma che ti aspettavi i complimenti, Vito?
Tu li dovevi vedere in faccia mentre raccopavamo.
Sai come si dice dalle mie parti?
Vedi Napoli e poi muori.
E certo.
Perché quelli non se l'aspettavano, questo è il loro territorio. Era il loro
territorio.
Prima che arrivassimo noi.
No, Vito, no.
È ancora il loro territorio. E tu devi fare l'errore che non devi sottovalutare
Manzella, hai capito? Io non li sottovaluto in Manzella, ma so quanto
valgo io.
E quanto puoi valere tu.
Ma dimmi una cosa, che cosa senti quando uccidi?
Mi fa stare bene.
Che? Mi rilasso.
Mi eccita.
È presente l'orgasmo.
È tutto quello che vuoi sapere?
Sì.
Ti chiedo solamente quello che mi serve sapere.
Mi posso fidare di te?
Sulla tua vita. La vita, la vita.
Quanto viene sopravvalutata questa vita.
Uno schiocco di dita e non la trovi più.
E ti tieni paura?
Solamente di perdere tempo, Vito.
Andiamo dentro.
La percezione cognitiva è completamente assente e non c'è niente che faccia
pensare ad un miglioramento...
Scusi, ma non voglio che Agnese senta certi discorsi.
Sua moglie non può... Parli piano.
Sua moglie non è in grado di sentire alcun discorso. Mi creda.
Io invece penso che lei senta tutto.
È solo ingabbiata in un corpo che non le corrisponde più.
Signor Cacaterna, abbiamo già parlato di questa cosa.
E sa quanto io rispetto la sua convinzione, ma...
Sua moglie è in uno stato vegetativo permanente da più di due anni.
E le assicuro che non ci sono miglioramenti. Ieri mi ha sorriso.
Le stavo raccontando una storia. Prima mi ha sorriso e poi mi ha stretto la
mano. Sono reazioni del tutto inconsce.
Riflessi non volontari. Sì, sì, questo è quello che pensate voi, no? Quello che
pensa la scienza.
Ma per me Agnese non è un caso scientifico.
È mia moglie.
La donna che amo.
Forse per voi l'amore non è una terapia, ma è l'unica cosa che posso dargli.
Dottore, mi scusi, se non le dispiace io adesso la ringrazio per la visita.
Buonasera.
Pronto? Ho trovato il posto.
È una rimessa, non è lontana da dove abitiamo.
Però ho paura di andare da sola. Non ti preoccupare, ti accompagno io.
Ci vediamo domani.
Sto continuando a indagare sui Bergadano.
Voglio capire perché Rosia Abate le abbia uccisi per primi. Buongiorno,
dottoressa. Un caffè da amato?
Ho trovato una loro società, la Biodream, con la quale i due fratelli
hanno partecipato a una gara d'appalto per costruire un parco acquatico nella
zona di Bello Lampo.
Un parco acquatico?
Pensi che Rosia Abate voglia mettere le mani su questo appalto?
Beh, sono un sacco di soldi. E poi una parte di Palermo che diventerebbe di
proprietà del suo clan.
E devo parlare con Antonucci.
Serena Pietrangeli? Sono sulle tracce della prostituta. Le faccio sapere
appena so qualcosa.
Va bene.
Con il suo caffè, dottoressa. Grazie.
Ciao. Ciao, bello. Hai voglia di divertirti?
Sì. Dove andiamo?
C'è un posticino qua dietro, tranquillo. Andiamo? Ok, sali, dai.
Buongiorno.
Ciao. Ciao.
Arrivederci.
E l'hai mandato da solo?
Per forza. Da queste parti la mia faccia è troppo conosciuta.
Non faccio fatica a crederlo.
Motivi strettamente professionali. Sì, sì, certo.
Senti, ma... Se finiamo presto questa sera, ti vuoi una pizza?
Sandro, no.
Non ti piace la pizza?
Non mi piace uscire con un collega che pensa di provarci con me.
Spietata. Ti devo salutare. Tieni d'occhio Luca.
Mi raccomando.
Ci divertiamo, bello?
Aspetta, che fai? Non così. Fai non chiamarmi bello, che mi dà fastidio.
Ma ci divertiamo un po'. Aspetta.
Come vuoi. Certo che sei strano, eh?
Senti, parliamo un po' prima.
Sei un giornalista? C'è una telecamera qua dentro?
No, niente telecamera.
È che l'altra sera sono stato con una tua collega che si è dimenticata questa.
E volevo ridargliela.
Magari la conosci.
Cazzo!
Cazzo, che male!
Aspetta!
Aspetta, non scappare!
Aspetta! Ma chi sei? Perché cerchi Aisha?
Te l'ho detto! Ti manda Usman! Non so nemmeno chi è Usman!
Guarda, non ti avvicinare, eh!
Dile a Usman, Aisha è una donna libera, ha pagato il suo debito! La dovete
lasciare stare! Ok, glielo dico! Ok, adesso vieni con me, ok?
Cazzo, che male, cazzo!
Cazzo, dove sei?
Aspetta! Aspetta!
Affanculo!
Pronto Sandro, la puttana mi ha aggredito.
Ma che cazzo ridi?
Sì, è scappata.
Il lotto è questo.
Il comune ha indetto una gara d'appalti per un parco acquatico.
Giostrine, laghetto, bar-ristorante. Un appalto da 10 milioni di euro.
Se ci dobbiamo entrare, ci entriamo. Le costruzioni sono sempre un buon
bisinistro. Sì, Don Ruggero, ma a noi non ci interessa tanto quello che ci
costruiranno sopra.
Quanto quello che ci possiamo fare sotto.
Di che cosa stai parlando, Rosalina?
Sto dicendo che il terreno è vergine.
Bisogna scavare per costruire le piscine, bisogna scavarle per le
fondamenta del ristorante.
E bisogna che noi queste buche le riempiamo.
Con l'ammunizia?
Come facevano i Manzella?
Ma sei stato tu a mettergli in testa questa cosa?
Don Roger, è un buon affare, noi lo sappiamo fare.
Certe cose fate la Napoli, non qui.
Ha avvelenato la vostra di terra.
Don Ruggero, voi avete ragione.
Ma tanto lo sapete che questi affari li fanno comunque con noi o senza di noi.
Tanto vale allora che ci entriamo.
Per quelli del nord.
Per quelli con le loro fabbriche che mangiano, mangiano, mangiano e poi
vengono a cagare qua.
C'avete ragione, Don Ruggero, ma... No, ma che, ma che?
Mi pare che vostro padre a suo tempo vi fece lo stesso discorso tutto qua.
di mio padre, ma che ne sapeva niente di rifiuti tossici.
Infatti non vi parlava di rifiuti tossici, vi parlava di droga.
Lui non si voleva sporcare le mani con i soldi fatti con la droga e voi l'avete
convinto che quello era un buon business e che restarne fuori significava perdere
potere, conoscenze.
Io vi sto facendo lo stesso identico discorso, da figlia a padre.
Ormai sono vecchio, come era vecchio mio padre all'epoca.
E forse quando si invecchia si diventa sentimentale, ma io, io l'amo
questa terra.
Ci sono nato e ci morirò.
È una terra aspra, arida, ma quello che ci cresce sopra
è succo di vita.
Spero solo di morire prima che un limone come questo nasca secco e avvizzito.
Io anche l'amo questa terra dove c'è.
E ci sono tornata per farci crescere mio figlio. E per morirci pure sì.
Per morirci.
Limiteremo i danni al minimo, ve lo prometto.
Al minimo, al minimo.
Se hai deciso così, hai la mia benedizione.
Mi sa che non l'ha presa bene. Lo so, lo so.
Ma tanto ci aiuterà lo stesso.
Tu adesso vai da quelli dell'appalto.
Che non facciano scherzi.
I bergatani erano amici tuoi, vero?
Chi è lei?
Sono un nuovo amico.
Perché non ci andiamo a fare una bella chiacchierata, Eddio?
No, guarda, io... Andiamo, andiamo, vieni. Ci conosciamo meglio, vieni.
Andiamo, andiamo.
Sai che in fatto non mi è nuova questa biodring?
Anzi, se non sbaglio, stavamo facendo delle verifiche già da un po' di tempo.
Certo, adesso che i fratelli Bergadano sono morti... Qualcuno prenderà il loro
posto. Quella gara è troppo ghiotta perché la lasciano il primo che capita.
Pensi a Manzella?
Più a qualcuno che gli sta facendo la guerra.
Posso parlare con il responsabile del comune e fare una verifica sulla
commissione. Magari, non so, riusciamo a rimandare l'aggiudicazione della gara.
Chi è il responsabile?
Aspetta.
Ecco, un certo ingegner Giaccio.
Segue lui tutte le gare d'appalto del comune.
È pulito?
Pare di sì, ma forse dovremmo indagare più a fondo.
E se invece lo lasciassimo fare?
Per vedere chi si aggiudica la gara?
Magari ci porta dritto Talosi.
Sì, però è un gioco un po' rischioso.
È l'unico gioco che possiamo fare perché le cose non si richiudano a riccio.
Va bene, dai.
Però tienimi informato.
Che volete da me?
Lo devi capire da solo, no?
L'appalto di questo posto lo giudicherai tu.
E tu lo devi fare arrivare a chi diciamo noi.
Ma io non posso fare niente.
Allora sei scemo o fu scemo?
Io so che tu prendevi i soldi dai Manzella, ma i Manzella non contano più
un cazzo, capito?
Lo prego, non mi uccide.
Farò tutto quello che volete.
Mi devo fidare?
Mi posso fidare?
O lo chiedo a qualcun altro?
Perché se io ti attacco a un sostituto lo troveranno, no? Prego, si fidi, farò
tutto quello che mi dite.
Qua dentro c'è il nome della persona che deve vincere a regalo da patto per la
costruzione del parco acotico in questo posto.
Va bene.
Ma che ci conto ai Manzella? Ancora questi Manzella?
Ti ho detto che allora ci pensiamo noi. Tu fai solo il tuo dovere.
E fallo bene.
Loro mi davano il 5%.
Bello strumento che ha la bocca, eh?
Hai visto? Partà.
Alla fine parliamo tutti la stessa lingua.
Tutti stessi sono, vedo.
Alzati.
Ehi!
E fai l'uomo, no? Che Manzello non ti ha insegnato niente.
Ok, va così.
Andiamo, andiamo.
Io credo che non ci venisse qui a tanto tempo.
Qualcuno c'è stato.
Ci sono tracce sulla polvere.
Si rende conto che significa?
Sei sicuro che l'hai trovato nel garage di Santa Maria?
Lo stai mettendo in dubbi?
Pensi che ce l'abbia messa io per darti fastidio?
Però qualcuno deve avercela messa. Andiamo, Maris, si arrenda l'evidenza.
Santa Maria spacciava ancora e probabilmente si drogava ancora.
No, no, non è possibile che mi ha mentito così.
E poi che motivo ne aveva?
Forse non t'ha mentito.
Forse lo sapevi.
Come ti permetti?
Pensi che avrei coperto uno spacciatore?
Nemmeno per avere informazioni su Rosi Abbate?
Mi dica la verità, Mares.
Avrei usato le normali procedure.
Non l'avrei mai fatto di nascosto. Avrei chiesto le autorizzazioni.
Se tu fossi stata in servizio. Ma fino a una settimana fa non lo eri.
Signor Questore, io non ho altro da aggiungere.
Rimango convinta di quello che ho detto.
Santa Maria è stata uccisa e poi portata a casa mia di proposito. E quella l'ha
messa nel suo garage la stessa persona che l'ha ucciso.
Grazie.
Lei le crede?
Fino a prova contraria sì.
La faccio analizzare dalla scientifica.
Dottoressa, va tutto bene?
Forse riusciamo a beccare la prostituta.
Sappiamo che ha il suo pappone. Si chiama Usman, è un nigeriano.
Perché è stato ancora qua allora?
No, è che Luca ha avuto un piccolo problema con un'altra prostituta. Sì,
sì, va bene, va bene. Andate, andate presto.
Sei veramente un disastro, Serena.
Ma che bella infermierina.
Piantala.
Anzi va, io torno a lavorare.
Potrebbe servirgli di nuovo.
Come va?
Ci vedi?
Sì, sì, ci vedo. Ecco, ora andiamo. Anche oggi con le donne non si abbatte
il chiodo.
Che cazzo!
Amato! Meno male che ci vedevi.
Usman!
Usman! Ma che stai facendo? Sto male!
Sto male! A me? A me non fottono la minchia se stai male! L'hai visto?
Ecco Guzmai, è tuo!
Verbo, polizia!
Fermati un po'! Oh, Verbo, dove cazzo vai?
Fermati!
Ehi, vieni qua!
Il minchiavetto è mio, feci la minchia! Dove cazzo sta Isha?
Cui? Mai sentito parlare di Isha? Dove sta Isha? Vito, non ce la cacchio con
me! È stata un'amica. Un'amica? Quale amica? Quale amica? Quale amica?
Quale amica?
Aisha, Aisha, Aisha.
Aisha.
Ricominciamo, eh?
Guarda questa foto.
Come fai a dire che non sei tu?
Siete uguali?
Non sono io.
Quindi, questo portafoglio non è tuo.
Questa borsetta non è la tua.
Dottoressa, questa non parla.
Nega tutto.
Secondo me è terrorizzata.
Non è meglio aspettare domani?
Vediamo.
Dopo tutto quello che ti è successo oggi, prima il cliente che muore davanti
ai tuoi occhi, poi Usman che ti ritrova, deve sembrarti
come se sei finita in un incubo.
Quanti anni hai?
25.
Da quanto tempo sei in Italia?
13 anni.
La mantieni tu, la tua famiglia in Nigeria?
Non è la mia famiglia quella.
Lo sai che ti fanno quelli che hanno ammazzato il tuo cliente se stanno cari
in macchina con lui?
Ti sciolgono nell'acido.
Che cazzo fai?
Lo capisci che è terrorizzata? Così non parla.
Appunto. Cerco di metterle allo scoperto le sue paure. Sì, e poi?
E poi ridiamo quello che vuole.
Cosa?
Protezione.
Guardala.
È sola.
Sola al mondo.
Non c'è nessuno che non voglia fare del male.
Ha solo bisogno di fidarsi di qualcuno.
Facciamole capire che noi siamo diversi.
Dammi cinque minuti.
Aisha, io lo so come ti senti.
Sei finita in trappola.
Da una parte c'è il tuo pappone e dall'altra quelli che hanno ammassato il
tuo cliente.
E quelli sono mafiosi, eh?
Usman ti vuole sfruttare, ma loro ti vorrebbero morta.
Per colpa vostra siete voi che mi avete portato qui.
Ci sarebbero arrivati comunque.
Anzi, forse lo sanno già.
Il fatto che ti abbiamo trovato è stata la tua fortuna.
Forse è l'unica cosa bella che ti capita dopo tanto tempo.
Potrebbe essere l'inizio di una nuova vita, Isha.
Non voltare le spalle alla fortuna.
E permettici di aiutarti.
Come?
Noi non sappiamo chi sono, ma possiamo arrivare a loro prima che loro arrivino
a te?
Io non lo so chi sono.
Non li ho mai visti in faccia.
Ho solo sentito gli spari e il cliente che moriva.
Ma magari avrai sentito qualcos'altro, no?
Un suono, una voce, qualcosa che ti ricordi. Qualsiasi cosa per noi è
importante.
Uno era napoletano.
Come fai a saperlo?
Io un po' ho innamorato Napoli e uno di loro ha detto Yamucin.
E poi?
E poi l'altro, che stava su una moto, ha chiamato l'amico.
Come l'ha chiamato?
Vito.
So solo questo, per favore.
Grazie, Isha.
Grazie.
Un napoletano che si chiama Vito.
Un ago in un pagliaio.
È una conferma.
Anche durante l'uccisione dei fratelli Bergatano ho sentito una battuta in
napoletano. Ti sarai convinta finalmente, no?
Di che cosa?
Che la tua abate non c'entra. Questi sono napoletani, non mi sembra che
avesse rapporti con la camorra.
Questo aspettiamo a dirlo.
Anzi, facciamo uno di quei giochetti che ti piace tanto a te. Com'è che lo
chiami? Quadro sinergico? Schema sinergico.
Allora. Abbiamo delle certezze.
Cinque morti.
I fratelli Bergadano e Palamara. Più altri due.
Tutta gente del clan Manzella.
Continua, continua.
E poi abbiamo Vito, che non sappiamo chi sia, ma è il probabile killer dei
cinque. È chiaro che qualcuno ha dichiarato guerra a Manzella. E la posta
in gioco potrebbe essere la famosa gara d'appalto, alla quale anche Bergadano
avevano partecipato.
Secondo me però c'è sotto qualcosa di più grosso. Il controllo del territorio
di Palermo. Finora in mano a Manzella.
È per questo che penso che Vito non abbia agito da solo, ma d'accordo con
qualcuno.
Fino a qua tutto bene?
Come vuoi tu.
Adesso ce n'è stato da scoprire.
Chi vincerà questa gara d'appalto, adesso che Bergadano non ci sono più?
E chi è Vito?
Te ne puoi occupare tu?
Sempre che hai smesso di occuparti di me.
Ho fatto quello che dovevo fare.
E l'avresti fatto anche tu al posto mio.
Pronto?
A quando?
Arrivo subito.
Problemi? No, devo andare via.
È successo qualcosa?
Lo sai tu. Ha ricevuto una telefonata e è schizzato via, così.
Strano Calcaterra.
Si dice strano, no?
Io andrei a casa, dottoressa.
E Luca?
Come l'ha capito?
Basta guardarti negli occhi.
Disapprova, vero?
Lo so che tra colleghi non si dovrebbe.
Lo dici a me?
Di sicuro non sono un esempio da seguire.
Sì, ma tra lei e Ivan era diverso.
Voi non lavoravate esattamente insieme.
Già.
Scusi.
Buonanotte. Buonanotte.
Ci facciamo una pizza stasera? No, guarda, preferisco andare a casa a fare
una doccia fredda.
E se ancora ho la prostituta, eh? La prostituta? Sto pensando ai miei occhi.
Insomma, niente pizza. L'offro io.
No.
Che palle, oh.
Tutti buca stasera, mi date.
Perché? Chi altri ti ha dato buca?
Ma pure Fiamma.
Le ho offerto una pizza, anche così, per rinverdire il nostro passato.
Ti ha inventato una scusa, poi un'altra.
Secondo me c'è qualcuno.
Tu ne sai niente?
No.
Non mi sembri così convinto.
No, veramente Pietrangeli, io non ne so niente. Poi lo sa a me, queste cose non
le dice.
Piuttosto, sai da chi potresti andare stasera?
Dalla vedova di Platania.
E questa è la tua idea di serata divertente?
Andare a cena da una che gli ha ammazzato il marito?
Beh, complimenti Serino.
Pietrangeli, ragiona.
Chi era Platania?
Il braccio destro di Rosi?
Magari tra un caffè e l'altro riesce ad avere qualche buona informazione.
Sì, quella ci mette il veleno nel caffè.
Vabbè.
Allora, buonasera.
Grazie.
E di cosa?
Per la buca.
Ciao Pietra, ci vediamo domani.
Andiamo?
Non ce l'ho fatta.
Fare cosa?
A dire a Sandro di noi due.
Stavamo parlando di te e... a me mi è mancato l'attimo.
Ma che succede?
È tutto a posto adesso, ma dovrebbe comprarne uno nuovo.
Il monitor si era spento di colpo, ho chiamato subito l'assistenza.
Dottore. Così tanto?
Per fuori garanzia.
Ma danno un assegno?
Certo.
Dovrebbe comprarne uno nuovo.
E anche un respiratore nuovo.
Purtroppo non me lo posso permettere.
Arrivederci. Dottor Calcaterra, mi scusi se glielo dico, ma... forse
dovrebbe considerare il fatto che sua moglie potrebbe essere assistita meglio
in una struttura pubblica.
E sarebbe gratuito. Elena, ne abbiamo già parlato. Quante volte te l'ho detto.
Questa è casa sua. Lei vuole stare qua.
Dottor Calcaterra, sua moglie non è cosciente. Elena, grazie. Va bene. Ci
vediamo domani.
Buonanotte.
È bellissima.
E tu sei
sposato? Hai dei figli? Sì, Marco.
Ha 11 anni.
Viva a Roma.
A Roma?
Sono divorziato.
E come mai a te non t'ho mai visto prima?
In che senso?
Totò ti ha dato il diario per mia figlia.
Amici eravate?
Sì.
Alla fine sì.
E all'inizio?
Come vi siete conosciuti?
In carcere? Sì.
In carcere.
Che com'eraste?
Furto.
Non aggravato.
Quindi tu non stavi con gli abbate? No, io non sono mafioso.
Perché Totò ha dato il diario a te?
Perché si fidava.
Glielo darà il diario, Nina.
Alla fine, credo di sì.
In fondo è giusto che lei sappia chi era suo padre realmente, no?
Un delinquente.
Che però le voleva tanto bene.
Dopo è diventato latitante.
Prima con Nardo Abate. E poi con quella là.
Rosi Abate.
Tu conoscevi i compari degli Abate?
No. Erano solo nomi sui giornali.
E Rosi Abate l'ha mai incontrata?
Ma quella?
Io so solo che quella era la peggiore di tutti.
Così dicono.
Ma perché mi fai tutte queste domande?
No, scusa, ha ragione.
Parlami di te.
Fai ancora il ladro? No, no.
No, io lavoro.
Al porto. Al termine albergatano.
Carico, scarico.
Faccio il facchino.
Beato tu.
Io prima...
Lavoravo in un centro estetico, in città.
Dopo hanno ammazzato a Totò ed è venuto fuori che ero la vedova di un mafioso e
mi hanno licenziata.
La mia famiglia ha cercato di aiutarmi come poteva, ma non c'è rimasto più
niente.
Io e mia figlia rischiamo di rimanere in mezzo a una strada.
Per quel che posso.
Ma che stai dicendo?
Scusami, io non volevo... No, no, no, scusami tu, anzi, guarda, forse è il
caso che io me ne vado.
Te ne vai?
Non te ne andare?
Scusami, è da tanto tempo che...
Pronto. Sono l'ingegnere Giaccio.
Ingegnere bello.
Allora hai fatto il tuo dovere.
È andata come previsto. La COGES sarà vinto.
Molto bene, Giaccio. Bravo.
Guardi che non è stato facile.
La COGES ha rappresentato una delle richieste più alte. Ho dovuto convincere
gli altri membri della commissione che il loro progetto era il migliore.
Ascolta, a me non interessano i particolari.
Che altro ci dobbiamo dire io e te?
E Manzella, che gli dico?
Non lo so.
Inventati qualcosa.
Diggli che è andata male, che non è colpa tua.
Pensa ai soldi che ti diamo, magari l'ispirazione ti arriva.
Niente Rosalì, questo non tiene botte con i Manzai, la parla.
Vorrei dire che risparmeremo i soldi che gli dobbiamo.
Adesso andiamo a parlare con il responsabile della Golgestar.
Che ha fatto la mangiata tutta la pappa?
Fino all'ultimo goccia.
Amore di zia.
E mi vedi che io adesso devo andare?
Non ti preoccupare. Ci penso io e Leonardo.
Stai in mani sicure.
Grazie.
Comunque, per qualunque cosa... Ti chiamo. Non ti preoccupare.
La gara d'appalto è stata vinta dalla Cogestar.
La responsabile della società è una donna, Francesca Diamante. È alleata con
qualche clan? Al contrario.
Guardi qui.
La Diamante è a capo di un'accordata di imprenditori puliti che hanno dichiarato
guerra alla mafia.
In pratica si rifiutano di pagare il pizzo e qualche volta chiedono
protezione alla polizia.
Il marito della Diamante è un giornalista di cronaca molto attivo nel
denunciare i fatti di mafia.
Ma come fa questa gente a essere incombuta con l'abate?
Infatti, sembrerebbe di no.
Ci siamo sbagliati.
I pergadano non sono stati uccisi per quella gara d'appalto.
Fai altre verifiche sulla gara.
Magari quelli che hanno ucciso Pergadano non sono riusciti a vincerla.
Va bene.
Chiamo il comune e vedo se scopro qualcosa.
Riccardo!
Ho vinto la gara!
Ma te calmati! Di che gara parli? Quella per il parco pubblico, te ne ho parlato!
Ma non avevi detto che lì non avevi nessuna chance?
È quello che pensavo anch'io.
Un appalto da 10 milioni di euro, figurati se gli amici degli amici non ci
mettevano le mani. Appunto.
Ma sei sicura che non... Sì!
Cioè, vuol dire che per una volta ha vinto una persona onesta? Ah ah, finora
mi ero dovuta accontentare delle bricele, ma si vede che qualcosa sta
cambiando in Sicilia. Beh, allora, non sei contento per me? Ma certo!
Vabbè, io vado a prendere. Laura da scuola e poi dobbiamo festeggiare. Mi
prepari qualcosa di buono? Ma devo consegnare un articolo. Che ti frega
dell'articolo? Vuoi pure licenziarti? Da oggi di campo io... Ah, beh, allora...
Io compro il vino, tu prepari il pranzo. Che ti preparo?
Stupiscimi!
Ti chiedo un ultimo sforzo, Aisha, e poi vorrei finito.
Voglio che chiudi gli occhi e che ripensi a quel momento quando hanno
ammazzato il tuo cliente.
Tu mi hai detto che per non farti vedere ti eri accucciata sul sedile anteriore,
giusto?
Ma magari prima che se ne sono andati qualcosa hai visto.
Una targa della moto, un volto.
Qualsiasi cosa, Aisha.
Cerca di ripensare a quegli istanti e dimmi qualsiasi cosa ti viene in mente.
Anche quello che pensi sia una sciocchezza per me può essere
fondamentale.
Quello che era seduto dietro ha messo una mano contro un palo per non cadere.
Quello che ha sparato?
Sì, lui.
E se noi torniamo sul posto insieme?
Saresti in grado di riconoscere quel palo?
Credo di sì.
Ma poi?
Che ne sarà di me?
Poi avrai finito, Aisha.
Ho già parlato con un prete che si occupa di ragazze come te.
È una brava persona.
Ti aiuterà a rifarti una vita.
Mi posso fidare?
Ti devi fidare.
Va bene.
Se vuole domani puoi chiamarmi in ufficio, sì?
E la maestra ci ha fatto vedere il girino.
Adesso ho ancora la coda, ma la maestra dice che tra poco la perde e si
trasforma in rana. Ti è piaciuto l'esperimento?
Molto. Al mio amico è fatto un po' schifo, ma a me no.
Perfetto. Va bene.
Arrivederci a domani. Grazie.
Lei è Francesca Diamante, vero?
E lei chi è?
Quello che le ha fatto vincere la gara d'appalto.
Se ne vado chiamo la polizia.
E le conviene?
Che vuole?
Parlare, due minuti.
Prego.
Laura, arrivo subito, stai qui, buona buona, bene?
Mamma, vieni qui? Sì, arrivo subito, stai lì.
Lei pensava di aver vinto la gara d'appalto solo per la sua bella faccia?
L'abbiamo favorita noi, faccia così.
Prenda questo telefonino, più tardi la chiamo e ci mettiamo d'accordo.
E su cosa?
Volete dei soldi?
Il 10% sull'appalto.
I lavori li deve fare una ditta che diciamo noi.
A cominciare dal movimento terra.
E se non accettassi?
E perché si deve ingoiare così, signor?
Ha una bella figlia.
Ha vinto un appalto che le farà guadagnare un sacco di soldi.
E il caso di buttare all'aria tutto questo ben di Dio?
Come ha detto che si chiama sua figlia?
Laura. Non vi azzardate a toccarla. No, ma che ha capito, signore?
Noi la vogliamo proteggere.
Ma lei è la sua famiglia.
Ma lei deve stare dalla nostra parte, però.
Che ci vuole?
Lei permette, vero?
La chiamo più tardi?
La chiamo più tardi.
Arrivederci.
Io ero mamma.
Nessun amore, nessuno.
Andiamo Laura, sbrigati.
Prendi tutto, su. Andiamo a casa.
La Cogestar è quella che ha fatto l'offerta meno vantaggiosa per il
comune. E sembra anche che l'azienda non abbia la necessaria copertura
finanziaria.
Insomma, la Diamante sarà anche una brava persona, ma non si capisce come
abbia fatto a vincere la gara.
A cosa sta pensando?
Ma niente.
In questo paese sembra che anche le persone più oneste prima o poi finiscano
per fare fatti con la mafia.
La Diamante non ha vinto per meriti, ma perché qualcuno l'ha aiutata.
Ci vado a parlare.
Va.
Ma non avevi detto che dovevamo festeggiare?
Sì, scusami, ma non ho più fame.
È successo qualcosa?
Laura, sei finito? Puoi andare sul divano a vedere il cartone.
È vero? Sì, vai amore.
Allora?
Mi è avvicinato un uomo davanti alla scuola.
E chi?
Non lo so, un napoletano.
Penso che lavori per l'abbate.
Mi ha chiesto il pizzo sull'appalto. Ma non è possibile, Rosia Abate non è più a
Palermo. Sì, invece l'ho vista, era in macchina con quello là.
Mi ha detto che sono stati loro a farmi vincere la gara. Dobbiamo chiamare la
polizia. E poi? E poi non lo so.
Ma è l'unica cosa da fare. No, te lo dico io che cosa succederà dopo. Che ci
metteranno in un programma di protezione. Lo sai che significa?
Che dovremo andare via di qua, che io dovrò lasciare il mio lavoro, tu il tuo.
So che significa, non me lo devi dire tu. Ed è questo che vuoi? No.
Ma non possiamo fare altro?
Non vorrei accettare.
Se ci fossimo soltanto io e te non avrei dubbio.
Ma Laura?
Che c'entra?
Non possiamo condannarla ad una vita di inferno. Guarda che nell'inferno ci
siamo comunque.
Pensi che basta contentarli per una volta per liberarti di quelli?
Ti chiederanno altri favori, poi altri ancora.
Cazzo, quella è la Mares.
Che sfaccino ci fa qua?
Vado un attimo solo io. Aspettatemi qua.
E chi lì andrà a essere altre due guardie?
Andiamoci, andiamo.
Siamo subito a vita. Eh, piccio, eh.
Ce lo faremo.
Io e te.
Hai resistito finora?
Che senso ha accedere proprio adesso?
Hai cambiato sonneria?
Non è il mio telefono. E di chi è?
Me l'ha dato quel napoletano.
Allora non risponderei, non risponderei.
Sì? Che ci fa la maressa a casa tua?
Ma di chi parla?
L'abbiamo vista entrare da te.
Ricordati che abbiamo occhi e orecchie da per tutte, capito?
Tu prova a dire una sola parola. quella puttana sia una donna morta.
Che ha detto?
Che sta venendo qua una poliziotta. Come fa a saperlo? Non lo so, forse mi hanno
seguita.
Buongiorno. Salve. Sono della polizia.
Vicequestore Claudia Mares, antimafia.
Lei è Francesca Diamante? Sì. Le posso parlare due minuti? Prego.
Sono il marito di Francesca, buongiorno. Piacere.
Prego, di qua.
Laura, vai in camera tua?
Vai.
Prego.
Sono venuta a parlarle perché so che lei...
Stamattina ha vinto una gara d'appalto per la realizzazione di un parco
pubblico.
È un reato?
No, no, anzi, sono contenta che l'abbia vinta lei.
Un'imprenditrice che, quanto so, non è mai scesa a patti con la mafia.
È così.
Si chiederà come mai io mi stia occupando di lei, invece di pensare a
quelle persone che continuano a fare affari con la mafia.
Il problema è che a quella gara d'appalto partecipavano anche i fratelli
Bergadano, non so se li conosce. Di nome?
Sono stati uccisi.
Senta, io non vedo proprio come posso... Abbiamo il sospetto che siano stati
uccisi proprio per avere via libera nell'appalto che poi lei ha vinto.
Che cosa sta dicendo? Che hanno voluto favorire me? Non lo so.
Ma c'è qualcosa che non mi torna.
Non per quanto mi riguarda.
Dottoressa, se non c'è altro, noi stavamo pensando.
Sì, certo.
Mi scusi.
Le volevo dire che noi le possiamo offrire tutta la protezione di cui ha
bisogno.
Se nessuno si è fatto ancora vivo, probabilmente accadrà presto. Va bene,
se accadrà saprò a chi rivolgermi.
Arrivederci. Buongiorno.
Salve. Salve.
Perché non hai detto nulla? Me lo chiedi?
Quelli avrebbero scoperto tutto. Come?
Ma che ne so, forse hanno piazzato delle microspie da qualche parte.
Ho paura, lo capisci sì o no? Ho paura per Laura!
Francesca, non farti prendere dalle paranoie. Resisti come hai sempre fatto.
Sono stufa!
Stufa di non battere da sola. Basta.
Ci ho provato, ma ora mi arrendo. Basta.
Procuratevi una cimice da metterle in macchina. Non mi ha convinto per niente.
Io intanto chiedo l'autorizzazione ad Antonucci. Quando me la darà vi chiamo,
ok? Ok. Ciao.
Accetti le loro condizioni.
Non ho scelto.
Ho avuto la netta sensazione che la Diamante mi stesse mentendo.
C'è Antonucci.
Vi lascio soli.
Giorgio. Ciao.
Scusa se ti ho fatto aspettare. Non ti preoccupare, sono appena arrivato.
Sono stata a casa di Francesca Diamante, l'ingegnere che ha vinto la gara d
'appalto per il parco acquatico.
Lo so, è l'ultima persona che uno...
Pensarebbe invischiata con il grande Rosi Abate, ma c'è qualcosa che proprio
non mi convince.
Pensi sia stata contattata da quelli che hanno fatto fuori Bergadano?
Non lo so, forse.
Comunque ho bisogno di intercettazioni ambientali e telefoniche.
Va bene, non c'è problema, ti faccio avere l'autorizzazione.
Permesso?
Ho scoperto chi ha ammazzato Palamara al parcheggio.
Vito Portanova, 30 anni, a capo dell'omonimo clan camorristico. Come ci
sei arrivato?
A Iscia, la prostituta che abbiamo fermato. Si è ricordata che il killer
aveva appoggiato una mano su un palo. Sono andato con la scientifica, abbiamo
preso le impronte. Vito Portanoda.
Un bel soggetto.
Quando era a Napoli ho provato un paio di volte a mettergli il pepe al culo,
ma... Ah, è stato sconfitto dal clan dei Casalesi?
Sì, sì.
Durante la guerra ha perso quasi tutti i suoi uomini. Gli sono rimasti un pugno
di fedelissimi e suo fratello Mizio.
Non mi sorprende che abbia deciso di cambiare zona.
Mi scusi Calcaterra, ma secondo lei con i pochi uomini che gli sono rimasti
viene in Sicilia a fare la guerra in Manzella?
A meno che non si sia alleato con qualcuno.
Magari l'abbate.
Sì, l'abbate.
Va bene signore, ho capito, vi lascio discutere.
Dottoressa, le faccio avere quelle autorizzazioni.
Grazie. Arrivederci.
Arrivederci.
Oh, la devi piantare di alzare gli occhi al cielo ogni volta che parla, capito?
Ok, va bene, hai ragione, scusa.
Ma smettiamo di mettere in campo alleati fantomatici. Per ora sappiamo che
Portanova ha ammazzato Palamara e forse Bergadano.
Punto. E io ti dico che nessuno, neanche fosse l'Achi Luciano, può venire qua in
Sicilia e pensare di fare la guerra a Manzella da solo. Hai capito?
Punto.
Dottoressa, la diamante è seduta adesso in macchina.
Bene, tenetemi aggiornata.
Qui come va?
Hai il segnale dell'utenza della diamante?
Sia quella di casa che quella del cellulare.
Finora è tutto normale.
Mamma, se sta succedendo qualcosa chiamami.
Dottoressa? Sì?
Riguarda quella cosa tra me e Luca.
Sandro ancora non lo sa.
Sarebbe meglio che non gli dicesse niente.
Mi facevi così pettegola?
No.
Poi, se le cose vanno come devono andare, oggi Luca glielo dice.
Questa storia tra di voi mi sembra una cosa seria.
Ho paura che lo sia.
Basta che non mi fai casini sul lavoro.
No, no, non si preoccupi.
Qui dentro siamo solo colleghi.
Beh, se come no.
Questo pedinamento è inutile.
Sai che facciamo? Io dormo e tu guardi.
Certo che la 75 era più comoda. Ma questa è proprio figa.
Sì, ma chissà cosa beve.
Quanto fa con un litro?
Impianto GPL, 70 centesimi al litro. Non inquino e risparmio.
Questo l'hai messo tu?
Beh.
Sandro. C'è una cosa che devo dirti.
È una cosa che può farmi perdere il sonno.
Forse sì.
Allora me la dici dopo.
Ok.
Ieri sera ho visto la moglie di Platania.
Ti ha dato delle informazioni utili?
No.
È una brava donna.
Si fa un mazzo così per crescere la bambina senza una lira?
Vabbè, per fortuna non è un problema nostro.
O lo è?
Ci ho scopato.
E mi è pure piaciuto.
Sei scemo.
È stata lei a provocarmi.
Era vedova di un mafioso. Ti ho detto che lei è pulita. Ma tu gli hai
ammazzato il marito. Questo ancora non lo sa.
Senti, lo vuoi un consiglio?
Non vederla mai più.
Sparisci, cambia città.
Anzi, se vuoi ti do una mano a chiedere il trasferimento. Lo so, sono un
coglione.
È che da quando è finita la storia con Fiamma, ha sempre detto male con le
donne.
Poi in più la mia ex adesso sta pure a Roma col bambino. Sai, prima con lei
ogni tanto si scopava.
Insomma, sentiamo un po' da solo, ecco.
Vabbè, cos'è che mi volevi dire?
Oh, vacci piano con le brutte notizie che sono già abbastanza agitato, eh?
Niente, mi è passato di mente.
Meglio.
Dei movimenti di terra non ce ne occupiamo noi.
E chi?
Un'altra ditta.
Un lavoro in meno, no?
Sì, ma è un costo in più.
È così.
Come vuole.
L'essenziale è che facciano un buon lavoro.
Questo apparto è troppo importante per noi.
Crede che non lo sappia?
Mi scusi.
No, mi scusi lei, che sono un po' nervosa.
Mi sto giocando la carriera con questo lavoro.
Andrà tutto benissimo.
Sarà il parco acquatico più grande della Sicilia.
Già.
Va bene, io comincio a prendere le misure.
Allora, tutto bene?
Sì, tutto bene.
Hai chiamato l'alimento?
Richiamalo.
Sì, non rispondo.
Eravamo rimasti d'accordo che l'avrei chiamata a quest'ora, invece niente.
Quella secondo me non è convinta.
Si vede che adesso le dobbiamo far capire che non stiamo parmiando.
È quello che pensavo io.
Bene, allora vai.
Vai, va.
No, so che devo fare i compiti.
Laura!
Ciao! Ciao!
Aspettami lì, amore.
Ok!
Vai, amici, vai!
Papà!
Lasciatemi! Vai, vai!
Pronto.
Sandro, svegliati. Sta parlando al cellulare. E allora?
Non lo so, ma sembra agitata. Chiama la Mares.
La Diamante sta parlando al cellulare. Senti un po', che dice?
No, no, no, nessun segnale.
Forse sta chiamando da un altro cellulare.
Sandro? Sì?
Non lo so, sembra nervosa.
Pensava che successe qualcosa.
Seguitela, ditemi dove va. Ok.
Vamos.
Non starle troppo
attaccato.
Com'è il segnale della cipcia? Arriva, arriva.
Lascialo pure andare un po'.
Oh, c'è un cancello.
Che cazzo succede?
Ma ce l'hai il segnale? Sì.
Qualcuno ci ha fottuto. E l'ha fatto pure velocemente.
Il segnale GPS mi dice che è a 700 metri da qui. Dove?
Nord-est.
Io ti chiamo, ma tu devi rispondere, però. Hai capito?
Va bene, va bene. D'ora in poi farò tutto quello che dice lei.
Mi ridi a mia figlia, la prego.
Dov'è?
Sta dentro la macchina.
Posso vederla?
Deve.
Così capisce che non stiamo scherzando.
Enzi! Vieni, vieni!
Laura! Laura!
Taspe! Ho detto che la puoi solo vedere!
Lasciatela stare! Lei non c'è tra niente!
Lasciatela! Aspetta, la portiamo in un posto sicuro, ebbè Renzi? La bambina
viene con noi, così la mamma si tranquillizza.
Fermi, polizia!
Lascia la bambina!
E zicca di ammazza!
Lascia la bambina!
Lascia la bambina! Che c'è merda? Fate un altro passeggio, buco il cane, eh!
Fallo!
Se vado giù la bambina viene con me!
Hai capito?
Giù!
Abbassiamo le armi!
Ehi, e si dita basta con l'arma, ma che si sceglie?
Andiamoci.
E non si muovete se no la bambina diventa conci.
La bambina.
Mamma!
Laura, amore, come stai?
Come stai? Amore mio!
Stai bene?
Sì.
Ciao, amore, ciao.
Si sono asciugati pure a Gio Gio.
Per stare a sentire a voi.
Stava con me da dieci anni.
Dieci! Era come un fratello.
La Mares.
Sempre a scassare la minchia, la Mares.
Ma mo basta.
Mo me la levo io dal cazzo, perché mo si fa moto lì.
Capito? Così me la levo dal cazzo una volta per sempre. No, Iso, no!
Tu stai perdendo la testa.
E noi la testa non la dobbiamo perdere.
Ci sono altri modi per sistemare la Mares. Ah sì?
E quali sono questi altri modi? Vediamo.
Quei di De Silva.
De Silva?
E chi è questo De Silva? Un'altra coppa del lupare?
De Silva era uno dei servizi segreti. Un colluso, sì.
Ha lavorato con me prima che scappassi dall'Italia.
L'infame mi ha chiamato dal carcere.
E se io lo aiuto, lo aiuterà a noi.
Metti i figli di lui, di quell'infame.
Quello velenoso, eh.
Mi vedrai di più di una vipera.
Ma in questo momento ci può essere utile.
Quelli lì sono sempre pronti a cambiare bandiera, perché non sono né sbirri né
uomini d'onore. Don Ruggiero, dopo quello che è successo oggi, io ho
bisogno di tutti quanti gli alleati vicino a me per ripiegare questa città,
pure degli sbirri come a De Silva.
E come pensi di muoverti?
Mi ha detto di contattarlo tramite un suo uomo, Russo si chiama.
Lo chiamiamo e gli diciamo che siamo pronti ad aiutare De Silva.
Così lui fa la sua parte e noi facciamo la nostra.
Tutto male. È un'ulcere perforata. Va a avvisare il comandante.
Subito.
Grazie.
Tra poco ti libererai di me e tornerai la tua vita tranquilla. Mi sapevamo.
Andiamo a fermarci, c'è un fulcone che ci blocca la strada. Che cosa? Che cosa
avete detto?
Andiamo a fermarci.
Cioè andiamo a dare un'occhiata.
Mi raccomando, prudenza.
È un'imposcata, inter...
Sono De Silva, tutto a posto, venite qua.
Dottore, lei non resta.
Io non l'ho mai visto quell'uomo, ve lo giuro.
Andiamola, smetta.
L'ha chiamata su questo cellulare.
E scommetto che gliel'ha dato proprio lui.
Io voglio parlare col mio avvocato.
Ha ancora paura per sua figlia, vero?
Lei non l'avrebbe?
Gliel'ho già detto.
La possiamo mettere in un programma di protezione.
Lei e la sua famiglia non avete nulla da temere.
Non regge.
Non ci credo che non ha mai visto Portanova fino ad oggi.
Vi siete incontrati.
Vi siete messi d'accordo per i soldi del pizzo.
E poi non lo so, deve essere successo qualcosa.
No.
Io non l'ho mai visto quell'uomo.
Direi che può bastare.
Può andare a casa, però, giustamente.
Grazie per la collaborazione, eh?
Non eri il mago degli interrogatori, tu?
Ma ti rendi conto che oggi è sotto shock?
Oggi avrebbe negato persino di chiamarsi Francesca Diamante.
Domani parleremo.
Domani?
Dottoressa, ecco l'uomo che ho colpito. Si chiamava Giovanni Esposito, detto
Giorgio. Giovanni Esposito, sì.
Mi ricordo.
Un fedelissimo di Portanova, tre omicidi accertati. Abbiamo trovato qualcosa
adesso? Niente, neanche il telefonino.
Antonucci, dimmi.
Va bene, arriviamo.
Che è successo?
De Silva.
C'è stato un assalto all'ambulanza che lo stava portando in ospedale.
L'hanno ammazzato?
Lui no.
Ma tutti gli agenti della scorta e gli infermieri sì.
E De Silva?
Sparito.
Trovo bene, Rosi.
Ci rivediamo, De Silva.
E questa è la tua nuova famiglia.
Don Ruggero Geraci, detto il puparo.
Vecchia guardia, solidi principi.
E tu?
Aspetta.
Vito Portanova da Napoli.
Operante in Sicilia perché cacciato dai casalesi. Giusto?
Tu sei troppo in corso, De Silva.
Mi piace tenermi informato.
Che dite, brindiamo?
E a che dobbiamo brindare?
All'arrivistoveggente?
No.
Brindiamo alla nostra società.
Ma lo sapevate che ogni ragno ha quattro organi con cui produce la seta? E ogni
organo produce una seta differente.
È curioso, no?
Ecco, noi quattro facciamo parte dello stesso corpo.
Ognuno di noi ha un compito specifico che contribuirà alla tessitura della
tela.
A noi, alla nostra agnatela, è pietà perché ci finirà dentro.
Certo che se è vero che Rosia Abate è tornata e adesso anche De Silva è in
libertà, è il peggio che potesse capitare.
Pensi anche tu che si siano alleati?
Non lo so.
Ma è molto probabile.
E quei due insieme sono come la nitro e la glicerina.
Che poi insieme fanno la nitroglicerina.
Ma smettiti per finta di fumare.
Sto cercando di iniziare, elettrica.
Guarda che non è facile, eh.
Tutti cercano di smettere, io cerco di iniziare.
Quanto meno sono ecosostenibile.
Gliel'hai detto poi a Sandro che siamo insieme?
No, non ce l'ho fatta.
Quello già c'ha un sacco di problemi, non voglio darglielo.
Che problemi ha?
Scusa, da quale vogliamo iniziare?
Dottoressa Mares.
Ti ha svegliato? No, no, non si preoccupi.
È successo qualcosa?
C'è qualcosa che non mi torna.
La teabatte torna a Palermo e attacca Manzella.
Perché? Per prendersi il controllo della cocaina? No.
Prima uccide Bergadano e poi tenta di tromettersi nell'appalto di un parco
pubblico. Mi sembra troppo poco.
Beh, è un appalto da 10 milioni di euro.
Che cresta ci può fare su un appalto così?
Un milione?
Anche meno.
Mi torna.
Serena, che dice?
Eh, adesso glielo passo.
Buonasera, dottoressa Mares.
Quello che penso è che la posta in gioco dell'abate deve essere un'altra,
qualcosa di molto più importante.
Domani mi studio tutti gli incartamenti di Bergadano e anche quelli della
Diamante.
Le ripasso il vice sovraintendente... Fiamma.
Dottoressa, adesso vado a riposare. Mi ha bisogno.
Scusa se abbiamo svegliato, eh.
Buonanotte.
So anche la mares.
Vabbè, almeno adesso saprò dove trovarti quando stacchi il telefono. Ah, che
culo! Dove cazzo è il mio pigiama?
Ci trova mai niente.
Di chi è questo?
Ma chi ci dorme in questa stanza oltre a noi?
È mio.
È vero, è tuo.
Aspetta un attimo, andiamo... Com'è, può interessare? Eh?
L'articolo? Molto.
Non è che questa roba qui mica te la regalano al supermercato?
Sei la persona meno sexy che io conosco.
Allora perché stai con me, scusa?
Perché mi fai ridere. Ma è già qualcosa, no?
No, ma che fa buono, zinare ce ne fosse nemmeno, armi e cazzo!
Ragno! Rapido, rapido!
Ma che stai facendo? La cappella da sistine stai facendo, eh?
Bella la metafora del ragno.
La devo segnare.
Prendila come un incoraggiamento, De Silva.
Non vorrei scoprire che ho fatto l'investimento sbagliato con te.
Rosy, ma mai dovresti conoscere... Devi stare ferma.
Non hai visto cosa ho combinato alla Mares?
Ma che cosa hai combinato, De Silva?
Io ancora le vedo che ficca il naso in affari che non la riguardano.
Dammi tempo.
C'è qualcuno che sta lavorando in quel senso.
Qualcuno chi?
Se ti dico proprio tutto, poi non hai più bisogno di me.
Dove il tuo amico spacca Napoli?
Cos'è, non sopporta la mia presenza?
L'ho mandata a finire un lavoro.
Oggi hanno scoperto che siamo entrati in un appalto per un parco acquatico.
Tra poco lo metteranno sotto sequestro e prima che questa acquata noi dobbiamo
smaltire un pochettino di merce in eccesso.
Merce? E rifiuti tossici.
Stiamo prendendo il controllo di tutto quanto il territorio siciliano. Quello
che prima era di Manzella.
Molto interessanti.
Ora cominci a capire perché mi hai liberato.
Non solo per l'amare, giusto?
Giusto.
Per fare quello che devo fare non mi servono soltanto i tuoi contatti.
Mi serve che tu mi lasci carta bianca sul territorio. Può essere molto
difficile. Ah sì? Può essere difficile?
E come mai? Desidera che trovi qualcosa difficile?
Non ci riesci? Non lo sai fare?
Vedi che allora non mi servi.
Per quanto mi riguarda te ne puoi dare a casa.
Credo che troveremo un modo.
Corto o corto corto?
Corto.
No, no, lì no, preferisco di no.
Minchia, la casa di Sansone. Un po' sì.
Manolo Rosi, dove hai imparato a tagliare i capelli?
All'America.
Quando ero bambina volevo fare la parrucchiera.
Perché non hai continuato?
Perché poi ho fatto carriera.
Un po' come a te.
Ehi, e tu vai a fermare, vai, presto, vai, vai!
Chi è adesso?
È la Mares. Ancora? Lascia perdere, per favore. Ma può essere importante.
Ce lo dirò domani in ufficio.
Dai, faccia il telefono.
Cazzo!
Sono il vicequestore Claudio Mares. Ho bisogno di due volanti, subito.
Ehi, sbirri in merda!
Ehi, muori con le cose le tue più cari, ehi!
Vito, Rosy non la prenderà bene quando viena a sapere che abbiamo ucciso...
Mizzio, te sei cazzo tu!
Vai, vai, vai con questa luce, vai!
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