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Cantamela! Un'altra volta!

Un'ora sola ti vorrei...

..io che non so scordarti mai...

Vieni qua!

"Per dirti ancora coi baci miei..."

"..che cosa sei per me."

Ti piace?

È bellissimo. Grazie.

Tu sei la mia donna. Lo sai questo, vero?

Non avere paura.

Tu devi tornare, hai capito? Non mi puoi lasciare.

Io non ti lascio più.

Che succede? Non parli più?

Ti ho fatto male?

E allora? Te ne sei pentita?

Lo sai? Sono contento di partire.

Qua tutte le terre appartengono al barone...

..e a noi non resta niente.

Ehi! Chissà se per noi ci sono altre cose fuori da qui.

Stai andando in guerra, Michele...

..non alla scoperta dell'America.

Vedrai, per Natale torno!

L'ha detto anche il Duce! Non ti preoccupare.

- Marta, muoviti! - Arriviamo!

Alzati! ???

- Andiamo, mamma, qua ci ammazzano tutti! - Lasciala stare, andiamocene.

Sbrigatevi! Veloci!

Forza! Signora, datemi il bambino, vi aiuto!

Faccio da sola!

- Vieni. - Venite di qua, forza!

"Ave Maria, piena di grazia,..."

"..il Signore è con te,..."

"..tu sei benedetta fra le donne..."

"Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori..."

- Posso? - Certo.

Amen.

"Ave Maria, piena di grazia..."

- Coprite il bambino. - A voi non serve?

Questa notte non muoio... né per gli americani, né per il freddo.

Grazie.

"Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori..."

Pesce fresco! Signore, venite!

- Cosa vi serve? - Un quarto di alici.

- Un quarto di alici per la signora. Per voi? - Quello.

Vi piace il pesce, signora, vero?

Cosa credete, che piaccia solo a voi femmine?

No... piace anche ad alcuni uomini... Eccome se gli piace!

Comunque, il pesce deve essere fresco,...

..perché quando è vecchio puzza e non lo vuole più nessuno.

Come certe femmine che conosciamo... Giusto?

Signora, il baccalà.

Lasciatelo perdere!

La sua è solo invidia, perché sei una ragazza giovane e bella.

- Quanti anni ha ora tuo figlio? - Cinque.

Dio mio, già?

Stai attenta, perché è un attimo che lascia le gonne della madre...

- Due di questi. - E che ci fai solo con due?

- Te ne regalo altri due, così li mangi con tuo figlio. Sono teneri. - Grazie.

Ci hai messo una vita. Finisci qua!

Rosa è andata da zia Annuzza. Dopo porti tu le uova a Filomena.

Se l'avessi saputo, avrei fatto un solo viaggio.

Guarda che ci stiamo tutti spaccando la schiena per tirare avanti!

- Mamma! - Gioia della mamma!

Nonno mi ha insegnato a giocare a carte.

- Bravo! Hai vinto? - No. - No? - Deve impegnarsi di più.

E tu? Non dovevi andare da Micuzzo a legare i ricacci alla vigna?

Non mi rompere le palle anche tu, Mariella!

Dovevo parlare con i miei amici.

Rosa, come sta zia Annuzza?

Quella sta meglio di noi, domani è già a lavorare,...

..ma io zitella come lei non ci voglio finire, capito?

- Anzi, zitella come te! - E ora cosa c'entra questo?

La sentite la santarellina? Che c'entra?

Elena si sposa. Ha invitato tutto il paese.

Ha invitato Carla, Doriana... Me no. Secondo te perché?

Prendi le carte, Michelangelo, e vai di sopra a giocare! Forza.

Cosa credevi, che quello che hai fatto riguardasse solo te?

Dovevi pensarci, prima di fare la puttana.

Ci hai trascinato tutti nel fango. Con una bocca in più da sfamare.

Perché zia Rosa è arrabbiata con me?

No, ma che dici? Tu non hai fatto niente, zia Rosa è arrabbiata con me.

- È per papà? - Ma no, ma che dici?

Ehi... che dici?

Se lui fosse qui, non parlerebbe così.

È vero.

Tuo padre risolveva sempre tutto.

"Visse nel primo secolo della Chiesa."

"Desiderava così ardentemente..."

"Santa Petronilla visse nel primo secolo della Chiesa."

"Martire del Signore, fu costretta in un letto."

"Questa rara fanciulla..."

"Questa rara fanciulla, tormentata da acutissimi dolori,..."

"..non mostrava mai alcun segno d'impazienza."

"Tanto desiderava con ardore di soffrire per Dio, che fu esaudita."

Ditemi, Giovanna, cosa vi preoccupa?

Siete stata brava, oggi.

Ho solo letto.

Marta, siediti.

Oggi il signor Gino è venuto da noi per parlarci in modo sensato e nobile.

Ha chiesto di sposarti.

Noi siamo felici che due brave persone uniscano le loro vite.

Io sono vedovo, ho due figlie piccole.

C'è molto da fare... Anche se mi sento ancora un ragazzo.

Ovviamente mi prenderei cura anche di vostro figlio.

Non mi dovete rispondere stasera. Pensateci.

Quando vi sentite pronta, me lo dite.

Marta, rispondi al signor Gino! Ti ha fatto una buona proposta.

Sono contenta di accettare la vostra proposta.

Questa è una buona notizia!

- Parlo con il parroco per organizzare tutto. - Brava.

Ora, con il vostro permesso, torno a casa.

Signora Mariella, grazie!

Signorina Marta... grazie.

- Grazie tante. Sono contento. - Ti vogliamo bene.

Sapevo che avresti colto subito l'occasione.

- Vado a cambiarmi e scendo ad aiutarti. - No, vai! Mi aiuta Rosa. Rosa!

Ehi! Scendi!

Finalmente fissiamo una data!

Penso che la data migliore sia il 15 maggio.

Certo! Il mese della Madonna, il Mese Mariano.

Così hai anche quattro mesi per i preparativi.

- Oh, ecco il nostro Lorenzo! - Buongiorno!

Lorenzo è diventato bravissimo nell'organizzazione. Ciò che tocca diventa oro.

Tutto davvero bello. Gli sposi sono felici, e anche le loro mamme.

Specialmente ora che arrivano i candelabri nuovi, i tappeti e le decorazioni per il paese.

Congratulazioni.

Come vi sentite? Siete... emozionata?

Molto.

- Avete qualche desiderio particolare? - Non ho idee.

- Avete l'abito? - Dovrei indossare l'abito di mamma.

- La cosa migliore è che parliate direttamente con il signor Gino. - E perché?

Scusatemi...

Allora, cosa ti metti?

Forza, ragazze, sedetevi.

- Lorenzo, posso mostrare una cosa prima di iniziare? - Certo.

Ieri ho strappato dalla rivista della signora una foto di Rita Hayworth.

Lo so che non avrei dovuto, ma proprio non ho resistito.

Guardate com'è bella!

Vorrei avere dei capelli così al mio matrimonio.

Guarda che non ti stai sposando con Clark Gable...

Non potresti essere neanche la scopa della Hayworth, con i capelli che hai.

Posso vedere la foto?

Be', sì, effettivamente non ti starebbe male una pettinatura così.

C'è del lavoro da fare, e in questi casi l'uovo fa miracoli.

Lo spalmi sui capelli una volta alla settimana.

Lo lasci un'ora e poi te li sciacqui, così diventano belli lucidi.

Se la signora scopre che oltre alla foto della rivista ruba anche le uova, l'ammazza.

Eh, ma la bellezza ha il suo prezzo.

Vado a chiamare Don Antonio.

Per farmi bella, io mi spalmo i capelli con la merda di cavallo.

Puzza un po', ma li rende morbidi.

Stavamo facendo le congratulazioni a Marta.

Ah, sì? Brave, ragazze.

Però non ci ha ancora detto chi è il fortunato.

Gino di Fontenuova.

Meglio di niente.

Allora, ragazze, ci siete tutte?

Oggi parleremo di quanto sia importante il passo che state per compiere: il matrimonio.

Ricordatevi che il marito è il capofamiglia.

Egli porta il pane a casa e il suo sudore è come l'acqua santa.

Va accudito e benedetto ogni giorno, perché mette il pane sulla tavola.

Non dovete avere occhi, sorrisi o attenzioni...

..per nessun altro uomo che non sia vostro marito.

Grazie per aver trovato il tempo di accompagnarmi.

Neanche a me piacerebbe trovarmi da solo con un "finocchio" così.

Dai, entriamo.

Buongiorno.

Ah, buongiorno.

Signor Gino... ma che sorpresa...

Sono contento che siate venuto anche voi.

Accomodatevi.

- Allora? - Cominciamo a decidere per i fiori.

- Voi che dite? - Ce ne sono di diversi tipi.

C'è il giglio, che è sensuale e femminile,...

..oppure ci sono i gladioli, che sono alti e danno volume.

Ce ne sono di tutti i colori: bianco, giallo, rosso, arancione, viola...

Poi ovviamente le rose, il fiore dell'amore per eccellenza.

Le rose sono belle.

Anche perché... non abbiamo molto da spendere, no?

Voi che ne pensate?

Le rose... Le rose vanno bene.

Bene.

- Don Antonio... - Ah...

- Vi rubo il prete un minuto. - Fate pure.

Quella è Santa Barbara.

Quello con la spada in mano è suo padre,...

..la ammazzò quando seppe della conversione.

Che avete detto al signor Gino per farlo venire qua?

Di solito i mariti li conosco all'altare.

Ditemi una cosa...

Perché continuate a infastidirmi?

Mettete bocca su tutto!

E poi proprio uno come voi...

- Meglio che non parlo... - Parlate! Com'è un uomo come me? Ditelo!

Voi sporcate la casa del Signore!

E lasciatemi, che mi fate male!

Tu non ti meriti niente.

Chi pensi che ti metta le storie nella giacca? Vai, vai!

Credevo fosse Don Antonio a mettermi quei libricini.

Ho visto come sorridi, quando leggi.

Non è solo per le storie...

È che mi piace proprio leggere.

A scuola la maestra Lia mi diceva sempre che ero brava.

Mamma e papà non hanno voluto che continuassi.

Domani andiamo insieme da Elsa.

Porta il vestito da sposa di tua madre.

Vediamo cosa si può fare.

- Mamma, dove andiamo? - La mamma deve fare una cosa.

Buongiorno!

Buongiorno. Michelangelo, saluta!

Buongiorno.

- Io mi chiamo Lorenzo. - Lo so già.

Ah, sì? Sei un bambino intelligente, eh!

Ma perché quando ci si sposa si mette il vestito bianco?

Io quando mi sposo voglio vestirmi da cowboy.

Da quando ha visto il cinema in piazza, parla solo di cowboy e indiani. Vero?

Michelangelo, facciamo una cosa, senza aspettare il matrimonio.

Ora che arriva il Carnevale, ti faccio un bel costume da cowboy.

- No, non vi disturbate! - È un piacere! Lo vuoi?

Sì! C'è anche una pistola?

Sei sicuro? Se ti comporti bene, ti procuro anche la pistola.

- Grazie... Come si dice? - Grazie. - E di che?

Ecco, ti puoi cambiare là.

- "Pam, pam, pam"! - Michelangelo, non allontanarti!

"Pam, pam, pam! Pam, pam, pam!"

Che ne pensate?

Troppo largo!

Sì, ma a noi fa comodo, così rimane un po' di stoffa...

..e possiamo fare delle pieghe.

Non essere così rigida, allarga le braccia. Così, vedi?

Qua va accorciato così, stretto.

Vedi come escono le forme, come la avvolgono bene?

Qua mettiamo un bel pizzo... Eh?

E lo mettiamo anche qua sulla manica.

- Lo cuciamo da qui a qui. - Bello, sì. - Così.

Dobbiamo renderlo più prezioso.

No, lasciate perdere il pizzo.

Elsa, vai a cercare qualcosa.

Così costerà una fortuna...

Non preoccuparti. Guarda, ci sono pure le macchie!

Non le vedrà nessuno. E poi a Fontenuova andiamo a piedi, si sporca comunque.

Lascia fare a me, che ti sistemo bene.

Qua siete sprecato, avete tante idee...

Dovreste vestire qualche attrice importante, non noi paesane.

- Chi ti dice che non l'abbia fatto? - Davvero?

Eh, sì... Da giovane ho vissuto a Milano.

E perché non sei rimasto lì?

A volte la vita ti costringe a fare delle scelte. E perdi delle occasioni.

Brava!

Quello davanti a noi è un momento storico.

Abbiamo la possibilità di far parte della nascita della democrazia in Italia.

Durante la guerra noi donne abbiamo sofferto molto e ora, per la prima volta,...

..anche noi possiamo dire quello che pensiamo veramente.

- Brava! - Tornatevene a casa!

- Mia moglie vota solo se glielo dico io! - Questa che parla non s'è mai sporcata le mani.

Noi ci stiamo impegnando...

..perché siamo convinte che noi donne...

..possiamo fare la differenza.

A che ora finisce questa riunione?

Tu mettilo a dormire. Non aspettarmi, se faccio tardi.

Ma che ha in testa questo "finocchio" per vedervi di sera?

Entra! Vieni! Sei arrivata...

Sei un po' in anticipo.

Aspetta... Bevi un goccio di vino con me.

- Casa vostra è veramente speciale. - Grazie.

Anche a me piacerebbe avere una casa come questa, un giorno.

Perché mi guardate?

È per il vestito? Non mi sta bene? Lo sapevo...

Perché ti preoccupi sempre di quello che la gente pensa di te?

Non so se sto facendo la cosa giusta.

Allora andiamo a vedere.

- Sei pronta? - Sì. - Allora andiamo.

- Dai, facciamo una gara! - No! - A chi arriva prima...

Non mi prendi!

- Aspettami! - Muoviti, che sei lenta!

- Michele! - Cosa c'è?

Lo senti?

Vieni, vieni!

Che schifo!

Guardalo, guardalo... Vattene! "Finocchio"!

Fermi!

- Vattene via! - Ha ragione il Duce!

Andrebbero ammazzati tutti, questi qua!

Lasciatemi in pace! Voglio stare da solo, andatevene!

Oh! Oh!

Marta...

Vieni, che ti presento.

Oh! Lorenzo, finalmente!

Ne hai messo di tempo, pensavo non venissi più.

Pensavi davvero che non venissi? Lascia che ti abbracci!

- Come sei elegante. - Lei è un'amica: Marta. - Davide, piacere!

Vai, mangia!

C'è del formaggio buono, salame... Mangia quanto vuoi.

Qua è pieno di roba, non manca niente.

- Lorenzo... - Francesco... Ciao, come stai?

Marta, vieni!

Lei è Bianca, l'amica di cui ti parlavo. Lei è Felicia e lei è Cetta.

Che scuola hai fatto?

Le elementari. Un po' sì, un po' no...

È molto meglio di tante che conosco.

- Sai scrivere? - Sì, lo so fare.

Hai mai provato a dattilografare?

- Scrivere con la macchina... - Ah... no.

Se impari a dattilografare, può essere che trovi un lavoro come segretaria.

Non ci sono molte donne che sanno farlo.

Bianca sta organizzando un corso.

Se vuoi e se ti fa piacere, puoi farlo.

Per dattilografare, serve concentrazione e capacità di fare più cose allo stesso tempo.

Pensi di avere queste qualità?

Penso di sì...

Va bene. Allora iniziamo subito.

Ogni sera scrivi su un pezzo di carta qualsiasi cosa ti passi per la testa.

Dai a Lorenzo quello che hai scritto e il giorno dopo te lo faccio riavere corretto.

Mi raccomando, devi ricominciare a scrivere.

E poi vediamo se riusciamo a trovarti una macchina.

- Si trova... - Si trova!

- Vi ringrazio molto! - Devi ringraziare il tuo amico.

- No! - No?

- Felicia, vieni un attimo. - Dimmi.

C'è nel mio cuore quando mi guardi tu...

..un desiderio che non mi lascia più.

Freme la vita mia vicino a te,...

"..mi scordo il mondo e tu lo sai perché."

Un'ora sola ti vorrei...

..io che non so scordarti mai...

..per dirti ancor nei baci miei...

..che cosa sei per me.

Dai!

Un'ora sola ti vorrei...

..per dirti quello che non sai...

..ed in quest'ora donerei...

..la vita mia per te.

Solo in quest'ora vive un'eternità...

Quando quei due stanno insieme...

..per loro non esiste più niente.

Mi raccomando, non dire queste cose in confessione a Don Antonio.

Lo sai...

Anche il mio Michele mi baciava così.

Come se fossi l'unica donna al mondo.

"Mi chiamo Marta."

"Sono nata il 25 giugno del 1923."

"Non ho ricordi fino all'età di quattro anni."

"Ricordo il matrimonio del barone,..."

"..quando la carrozza passò per il paese con gli sposi."

"A volte spero che anche Michelangelo sia smemorato come me,..."

"..perché questo significa che non ricorderà le cose brutte della guerra."

Piano piano...

"Amnistia, esecuzione, capitale..."

"Mezzadria, proroga..."

Cos'è questa litania che ripeti tutto il giorno?

Niente. Fatti gli affari tuoi.

"Caparra, compromesso..."

"Cara Marta, stai andando molto bene."

"Da oggi comincerò a mandarti degli articoli."

"Scrivi un sunto con un tuo commento."

- "Prega per noi." - "Madre inviolata."

"Prega per noi."

- "Madre immacolata." - "Prega per noi."

Vieni, ho qualcosa per te.

Da parte di Bianca.

Oh, mio Dio!

Dai, dai!

- Papà, papà! - Che cazzo c'è da gridare!

- Signorina Marta! - Scusatemi se vengo a casa vostra in questo modo...

Non vi preoccupate, tanto tra poco sarà casa vostra.

- Venite, accomodatevi. Voi avete salutato? - Sì, l'hanno fatto.

- Vi offro qualcosa? - Un po' d'acqua, grazie.

Servitevi voi! E voi andate via.

Vi devo parlare.

Certo, per me è un piacere il solo vedervi.

Signor Gino, ora che state per diventare mio marito,...

..vorrei chiedervi il permesso di trovarmi un lavoro.

- Un lavoro? - Un lavoro.

Ma qua... la casa, le ragazze... Chi ci pensa?

Io non farei mancare niente alla famiglia. Niente, lo giuro.

Sì, ma questi lavori sono per donne zitelle.

Per gente che non sa come vivere.

Ma sono pagati bene.

Oh, cosa ti sei messa in testa? D'ora in poi i soldi a casa li vuoi portare tu?

Stammi bene a sentire... Tu devi stare qua, al tuo posto!

E se non ti sta bene, dimmelo subito, perché se è così, quella è la porta!

Me l'avevano detto che non ti funzionava la testa, ma non pensavo fino a questo punto!

Don Antonio vorrebbe che domenica prossima mi accompagnaste alla messa.

Sì, certo.

Arrivederci.

- Marta! - Scusatemi, signora Dora, se arrivo all'improvviso.

- Passavo di qua con Michelangelo e ho pensato di farvi visita. - Hai fatto bene!

Venite, venite...

Non sapevo che sareste venuti, altrimenti avrei fatto qualcosa di buono per questo tesoruccio.

Eh? Fatti vedere, fatti guardare...

Mamma, come sei bello! Che bello questo gilet.

Chi te l'ha fatto? La nonna?

Mamma mia, che bello... Sei diventato grandissimo.

A cosa ti piace giocare?

- Mi piace giocare a carte, ma perdo sempre. - Mannaggia...

Ti ricordi quando l'abbiamo fatta?

Certo che mi ricordo.

Era la festa del patrono, c'era quella tenda con il fotografo...

Non te l'ho mai detto, ma ho fatto stampare quella foto in piccolo...

..e l'ho portata con me in guerra.

Che bel bambino è diventato!

Per fortuna ha preso da sua madre.

Senti, ti piacciono i dolci?

Dovresti venire più spesso.

Lo so, lo so... però non...

Ehi, non devi giustificarti.

E poi... lo so che con questo matrimonio sei impegnata.

Possiamo parlare un attimo?

Ecco qua...

Biscottini per un bimbo che conosco.

- Sì! - Prendili! Vai a mangiarli!

E naturalmente, per tutta la famiglia.

Ahi... Sto invecchiando, signora Mariella.

- Ma se siete una ragazzina... - Sì, magari! Sono piena di dolori.

E anche sola. Infatti, è per questo che volevo parlarvi.

Adesso vostra figlia Marta si sistema...

..e di questo siamo tutti felici, per carità.

Solo che se ne va a Fontenuova, che è lontano,...

..quindi volevo chiedervi...

..se fosse possibile passare un po' di tempo con Michelangelo.

So che vi abbiamo fatto soffrire molto.

Però ora dobbiamo pensare alle cose belle, eh?

Per me va bene.

Non vorrei che vi offendeste, che la prendeste come una mancanza di rispetto.

Non vi preoccupate. Come avete detto voi, il passato è passato. Siamo tutti cristiani.

Grazie.

Quasi mi dimenticavo... Li ho ammazzati ieri, sono freschi freschi.

Vieni qui, vieni qui... se ti prendo...

Che malandrino! Eccolo qua!

- Che bella! - Provatela!

Io? Non so come si usa. Ho paura di romperla.

Sali, sali.

- Ci sei? - Sì. - Bene.

Andiamo, su!

- Ah, ecco la nostra sposina! Andate! - Buongiorno, Bianca!

- Buongiorno! - Torno a prenderti più tardi.

Vieni, Marta!

Alla fine vi siete iscritte solo in quattro.

Ho fatto una guerra per avere questa stanza.

Ma ho fatto capire ai compagni che se anche una sola di voi trova un lavoro, è un bel risultato.

Pure questa è lotta. Andiamo.

- Benvenute! - Grazie.

Marta, siediti qui.

- Buongiorno! - Buongiorno.

Allora...

Quello che state per iniziare richiede molta disciplina.

Non voglio vedere alcuna debolezza.

Non voglio vedere ragazze deboli, ma donne.

Forti... motivate.

Ce la fai, Marta?

È la prima lezione, è normale.

Sono finiti i tempi delle bambole stupide.

Io non voglio solo insegnarvi a battere mille caratteri al minuto.

Voglio che chiunque un domani vi offra un lavoro...

..vi assuma soprattutto per la vostra personalità.

Per questo, cominciamo subito dalla postura.

Quando vi trovate davanti alla macchina per scrivere,...

..dovete avere l'impressione di trovarvi di fronte a una persona importante,...

..che ha tutto il vostro rispetto.

Fase intermedia della tastiera.

Il mignolo sulla lettera "A",...

..l'anulare sulla "S", il medio sulla "D".

Ci siamo? Questo è il ritmo, ascoltate bene.

"A", "S", "A", spazio.

"A", "S", "D", spazio. E ancora!

"A", "S", "A", spazio.

Questa è la barra spaziatrice.

A cosa ci serve?

A dare uno spazio tra una parola e un'altra.

Questo invece è il carrello...

..che ci dà lo spazio tra un rigo e un altro, come un salto.

Forza, cominciamo. E non vi fermate, eh!

Fino alla fine del rigo.

Giusto!... Stop!

La fine del rigo deve essere un respiro.

Ma i tasti sono solamente nella vostra testa.

Allora, io li guardo e faccio così...

"A", "S" e "T"...

Guardateli...

Adesso provate a memorizzarli. Chiudete gli occhi.

Giusto!

Brave! Brave.

Per oggi abbiamo finito. Brave, ragazze.

Mi raccomando, esercitatevi. Alla settimana prossima.

- Grazie! - Grazie!

- Attenzione... - Porto i volantini? - Sì.

Salute, compagna. Sei nuova?

Posso presentarmi? Francesco.

- Marta. - Marta? Bel nome.

Perché non ti fermi un po' di più, Marta? L'assemblea inizia tra poco.

Di che parlate?

Delle elezioni. Qua è pieno di fascisti in giro.

Si ripuliscono, fanno i moderati, ma sono sempre fascisti.

Dobbiamo far capire alla gente che non si deve far fregare.

Tu ci vai a votare?

Certo!

- Però... - Però? - Non so per chi votare.

Mi fai ridere perché sei sincera.

Secondo voi, dovrei votare per il P.C.I.?

Eh, vedi tu!

Marta, tu lo capisci dove sei?

Non è il partito che ti sta aiutando a studiare?

Quindi, che fai? Rimani o te ne vai?

Grazie, ma non posso.

Magari un'altra volta.

Tanto il lunedì sei sempre qua, giusto? T'ho visto!

- Com'è andata? - È brava la tua amica, ma ora vai che è tardi.

- Saluti, signora Mariella. - Buongiorno.

- Vostra figlia Marta è in casa? - No. - Ah...

- Volete entrare? - Sì, certo. - Prego.

Signora Mariella, vi parlerò con franchezza.

È venuta a trovarmi e mi ha detto che vuole un lavoro fuori casa.

- Voi lo sapevate? - E che le avete risposto?

A casa mia non manca niente.

I soldi che porta lei a me non servono!

Per come la vedo io, Marta è venuta a parlarvi perché riconosce la vostra autorità.

E voi le avete detto la vostra decisione.

Mi dovete scusare, signora Mariella, ma dopo quello che è capitato a Marta...

Signor Gino, mia figlia è cambiata.

Sono sicura che è lei per prima a non voler rinunciare a una bella famiglia.

Michelangelo... ehi...

- Mamma! - Ciao!

Andate, che è tardi.

- Facciamo a chi arriva prima a casa? Ciao! - Ciao.

Finalmente sei tornata. Cos'è successo?

Niente. Abbiamo fatto tardi.

- Ero al bar con gli amici. - Ho fame... - Sì...

Saverio, che state combinando?

Il barone... I comunisti non vogliono che si riprenda le sue terre.

Pensano di aver vinto la guerra, ma gli facciamo vedere noi...

Non fatevi coinvolgere, ora che stiamo risolvendo i nostri problemi.

A proposito...

Rosa, cosa volevi dire a tuo padre?

Ecco... ci sarebbe un ragazzo...

Quale ragazzo?

Un giovanotto che vorrebbe invitare tua figlia a uscire.

- È Amedeo, papà. - Amedeo, chi?

Il figlio di Enea, il venditore ambulante!

È bravo, papà, e mi vuole bene.

È un bravo giovane.

- Devi sempre essere accompagnata! - È quello che ho detto anch'io!

Adesso mangiamo.

Comportatevi bene, salutate.

- Buongiorno! - Buongiorno! Come state?

- Tutto bene. - Signora Mariella... - Buongiorno.

- Buongiorno. - Signorina Marta, buongiorno.

- Entriamo. - Sì.

"Adorate Dio, angeli tutti."

"Ascolta, Sion, e gioisci. Esultano le figlie di Giuda."

Amen.

Per gli uomini un bel bicchiere di vino, mentre per le donne una limonata.

Ti piace la limonata?

Oggi a messa ho visto il "finocchio".

Ma ancora devi vederti con lui?

Ci sono ancora cose da organizzare.

Eh... stiamo preparando le nozze di una principessa.

Compagne, compagni, lavoratori!

Alle prossime elezioni, scegliete la libertà!

Votate per il Partito Comunista!

Questa feccia...

Le mani non se le sono mai sporcate.

Quando arrivano, ci pensiamo noi.

E voi, don Saverio, per chi votate?

Che domanda... Per i monarchici, ovvio.

Questi incapaci vogliono consegnarci ai bolscevichi.

Deve tornare chi ha sempre governato: il re!

Ora si sono inventati questa cosa che vogliono far votare anche le donne. Ma cosa sperano?

Secondo me, le donne non andranno a votare.

Voi donne di politica non ci capite niente.

Io finora ho vissuto benissimo senza votare.

Io a votare ci vado!

Avete sentito che moglie che ho!

E sentiamo: per chi voti? Facci ridere un po'.

Per il P.C.I.

Per il P.C.I.? Signora Mariella, ha sentito sua figlia?

Vuole votare per il P.C.I.!

Ma che cazzo dici, Marta?

Non vi preoccupate, signor Gino, a volte le piace scherzare.

Sì, ma è quel "finocchio" che le mette in testa certe cose, ne sono certo.

Ascoltami...

È meglio che ti sposo presto, altrimenti chissà cos'altro ti ficcano in testa, eh?

Andiamo! Muoviti.

- Buongiorno. - Buongiorno!

Vieni...

Che ne dici? Ti piace?

Alla fine, ce l'hai messo, il pizzo.

Provalo.

Signora Elsa, mi potrebbe aiutare?

Posso entrare? Aspetta, che ti aiuto.

Così... ecco.

Vedi come scivola bene?

Così... ecco.

È bellissimo!

Tu sei bellissima.

Bianca mi ha detto che a maggio a Milano c'è un concorso.

Non ne sapevo nulla.

Chi supera l'esame avrà un certificato ufficiale.

Potresti trovare un buon lavoro.

Pensi che dovrei provare?

Certo che dovresti.

Ma c'è il matrimonio...

Lo so.

Sarebbe un sogno.

Va bene. Mi cambio.

Eccoci qua...

Fatti vedere.

Guardalo! Adesso il cowboy è pronto, con il cappelluccio.

Non lo tengo più! Vuole fare una sorpresa ai suoi amici.

- La pistola ce l'hai? - Ho anche la pistola, non ti preoccupare.

"Ta... ta-rà"! Oh, quanto pesa...

Due mani! Due mani! Spara in aria!

- "Pam, pam, pam"! - Fai un giro per tutta la casa, spara!

- "Pum, pum"! - "Pum, pum"... Pure dalle altre parti. Anche di là, se vuoi.

- "Pum, pum"! - "Pam, pam, pam"!

- Adesso è il tuo turno. - Cosa?

Da principessa ti ho già vestita. Ora ti vesto da principe!

- Stai scherzando? - Ma è Giovedì Grasso! Divertiti anche tu per un giorno.

Ma che dici? No!

Sei sicura?

Solo per una volta. Non vuoi provare come si sente un uomo?

E se qualcuno mi riconosce?

Non ti riconosce nessuno, fidati di me. Ora ti sistemo io!

E ora, guardati.

Mamma mia!

Mi raccomando chiudi la giacca, si vedono le tette.

- Belli, questi... - Me li metto anch'io quando vado per i paesi, così non mi riconoscono.

- Spara! Spara! - "Pam"!

Sparagli!

- Vi prenderemo! - "Pam"!

Così! Guarda la strega come balla!

Arriviamo anche noi!

- I giganti! - Michelangelo!

- - La voce... - Scusa, hai ragione.

Devi controllarla meglio. Falla più bassa.

Ora vai al bar.

Prenditi un cognac.

E non dimenticarti che stasera... sei un uomo!

Un cognac.

Siete un ragazzino, vi fa male il cognac.

Lascialo perdere, fa freddo...

Con il cognac si scalda un po'.

Non siete di qua, vero?

Non rompetegli i coglioni!

Questo è venuto in paese a cercare un po' di compagnia.

Non per vantarmi, ma qui da noi ci sono le donne più belle.

Alcune anche un po' troppo libertine...

Lasciatelo stare e beviamo. Alla salute!

Non cerco donne.

Meglio così, uno in meno!

- Bevete, bevete... - Vi piace? Ne volete ancora?

- Alla salute! - Salute!

Queste feste sono un buon modo per conoscere forestieri.

Prima ho notato che con l'assistente del prete avete una certa confidenza.

Forse... state cercando un altro tipo di compagnia?

Forse.

Con l'esperienza certe cose si notano subito.

Che ne dite se ci vediamo in un posto dove possiamo parlare meglio?

All'ingresso del paese c'è un pozzo abbandonato, possiamo vederci lì.

Possiamo.

Lorenzo, devo rimettermi i miei vestiti! Non sai cos'è successo...

- Calmati. Che è successo? - E Michelangelo? - Sta con i bambini! Vieni qui, raccontami.

È il pescivendolo, capito?

Ora è là che mi aspetta. Anzi, aspetta questo qua.

- E tu lascialo aspettare. - Se non vado, quello viene a cercarmi!

Ma guarda tu, proprio lui che mi chiama "merluzzo fracico".

Se la gente sapesse che razza di uomo è...

Magari già lo sanno.

Che vuoi dire?

Se questi vicoli potessero parlare, sai in quanti si vergognerebbero?

Anch'io voglio sapere queste cose!

Non sono cose per te.

Che ne sai tu? Mi sono stufata di come mi trattate tutti.

Sai che ora che ti guardo bene, sei proprio un bel figliolo?

Se avessi avuto qualche anno in più,...

..ci farei un bel pensierino.

Ci manca solo questo!

Va bene, allora ti racconto una cosa.

Quando in paese si sparse il pettegolezzo che ero un "finocchio",...

..non potevo più camminare per strada.

Addirittura c'erano delle donne che mi sputavano davanti ai piedi.

Di giorno tutti mi insultavano.

Ma di notte poi...

Sai quanti sono venuti a bussare alla mia porta, mentre le mogli dormivano?

Una volta a uno dissi di no. Mi ha picchiato.

Tu... come hai capito che eri...

"Finocchio"? Guarda che lo puoi dire!

Ogni cosa ha il suo nome... "Finocchio"!

Non volevo mancare di rispetto, con quella parola... "finocchio".

Ecco, l'ho detto!

È stato quando ho conosciuto Enrico a Milano.

Ci innamorammo subito, come due cretini.

È stato il periodo più bello della mia vita.

Avremmo dovuto rimanere lì e lavorare nella moda.

Saremmo stati felici.

Solo che lui volle tornare qua.

E poi... tutto è cambiato.

Dovevamo stare sempre attenti, anche quando ci guardavamo,...

..altrimenti ci avrebbero scoperti.

Io aspettavo di farmi una vita con lui,...

..ma lui aveva sempre una scusa per rimandare.

Poi sua madre capì tutto.

E così, da un giorno all'altro... "Pap"!

Gli organizzò un matrimonio con la donna più ricca e bella del paese.

- Ma guarda un po'... - Ma chi dici? Enrico...

Lui, lui. Enrico Russo.

Da quel momento, cominciò a vergognarsi di me.

Ma lo sai che è stato proprio lui a mettere in giro la voce che ero "finocchio"?

E tu perché non hai detto in giro che lui era come te?

Perché io non sono come lui.

Io l'amore non lo tradisco.

- E con Don Antonio com'è nata? - Con Don Antonio...

Quando morì la perpetua, mi presentai a lui e dissi:...

.."Anche nel Vangelo c'è la storia della pecorella smarrita".

È un bravo cristiano, prega tutti i giorni per me... per salvarmi dall'inferno!

Questa la vedo dura!

Anch'io faccio molto per lui.

Lo aiuto tanto. Sai quanti matrimoni gli ho salvato?

Si è fatto tardi. Ora ti cambi e andiamo a riprendere Michelangelo.

Cento volte te l'ho detto! Mille volte!

Non m'interessa! Devi dire soltanto una cosa. Dai, forza.

- Scusate, signore... - Ancora.

- Scusate, signore... - Dai, fatti sentire. Alza la voce.

- Scusate, signore! - Più forte! Forza: "Scusate, signore"!

Scusate, signore!

Non credo che con la signora faresti la stessa cosa. Ti farebbe a pezzi.

Domattina glielo dico! Sarà la prima cosa che faccio.

Polsi morbidi... spalle belle rilassate...

Arriverete a scrivere senza guardare il foglio, senza guardare la tastiera!

La tastiera sarà solamente nella vostra testa.

"Illustrissimo dottor Greco", a capo.

"Con la presente sono a richiedere di inviare copia..."

- Mi fai vedere? - Sì. Vuoi provare? Forza.

Mamma, perché stai sempre nella stanza di papà?

Mamma... mette a posto i documenti di papà.

Ricordalo, se qualcuno te lo chiede.

- Come stai? - Stanca...

Compagne, mi dispiace, ma oggi Bianca non viene.

È malata.

- Ci vediamo la settimana prossima. - Ci vediamo.

Ma tu ci dormi, qua dentro?

Se non disturbo, vorrei continuare a fare un po' di pratica.

Come disturbi tu... No, non c'è problema.

Sei già molto veloce, sai? Anzi, vai più piano, altrimenti bruci i fogli.

Non esageriamo...

Però... la signorina Bianca mi fa i complimenti.

E fa bene!

Io so perché stai facendo questo corso.

È così facile leggere nella mia testa?

Solo chi ha grandi obiettivi arriva alla perfezione.

È una cosa buona, Marta. Per la rinascita dell'Italia servono donne coraggiose come te.

Ciao, Marta!

- Che voleva quello? - Chi, il signor Francesco?

- Sì, sì. - Ma niente!

Che c'è? Ora sei geloso di me?

Li conosco bene i tipi come lui...

Ora mi fai l'interrogatorio? Anche tu!

- Grazie! - Parla più forte, non ti sento!

Ti ho ringraziato per il tuo aiuto!

Va' più veloce! Vai!

Marta, passami il sapone.

Marta, che c'è? Dormi in piedi? Il sapone!

Ciao, Marta!

Salve, Signor Francesco.

"Signor Francesco"?

Possiamo anche darci del tu, che dici?

Sì... va bene.

Non so ancora che mestiere fai.

Io? Mi arrangio. Un po' qua, un po' là.

La guerra mi ha insegnato a sopravvivere,...

..ora è difficile perdere il vizio.

Cosa ti piacerebbe fare?

Mio padre si è rotto la schiena per tutta la vita sotto padrone.

Di sicuro non faccio la sua fine.

Però... il lavoro di tuo padre ha portato il pane a casa.

Certo, ma il mondo cambia.

La guerra è finita, noi siamo rinati.

A che serve se facciamo le cose come prima?

Hai ragione.

- Dove sei stato in guerra? - Ci hanno mandato in Francia.

- Sul Moncenisio. - Davvero? Allora forse hai conosciuto Michele.

- Michele, chi? - Michele Gallo, anche lui di Folano.

Non lo conosco.

Comunque è bella la Francia, lo sai? Molto bella.

Magari un giorno avrai la fortuna di visitare quei posti, facendo un viaggio...

- In luna di miele... - Certo... se sposassi un principe!

Io ti porterei in tutti i posti che vuoi.

A me piacerebbe vedere il mare da vicino.

Ci possiamo andare, un giorno.

Prendiamo la corriera... e ci andiamo.

Scusami, devo andare.

Ma dove? Te ne vai così?

Aspetta qui dieci minuti, non facciamoci vedere assieme.

- Vieni qua... - Che fai? - Vieni qua!

- Vieni qua... - Che fai? Che stai facendo?

Niente... stai ferma...

- Lasciami... - Ssh... - Che stai facendo? Lasciami!

- Lasciami! - Ferma...

Lasciami! Bastardo, lasciami!

- Ferma... - Lasciami! - Lo so che piace a quelle come te.

Cazzo... cazzo di zoccola!

Vieni qua!

Marta, scendi!

Si può sapere che stai facendo là sopra?

"Pam, pam, pam"!

- Buongiorno. - Vieni, vieni...

Lo sapevo!

Don Antonio!

Quel Lorenzo sta facendo una cosa con la mia Marta.

Li ho visti che lasciavano il paese in moto.

Ma no, quelli stanno organizzando tutto insieme...

E poi, sinceramente, proprio non riesco a immaginare tra i due...

Per carità di Dio, non volevo dire questo.

Però Marta me l'ha nascosto. Quindi c'è qualcosa che non vogliono che io sappia.

E io non voglio sapere. L'unica cosa che mi interessa è che questo matrimonio non salti.

Va bene, facciamo così: lasciate che me ne occupi io.

Se c'è qualcosa che non va, mi sento anch'io responsabile. Va bene?

Se mi posso permettere...

Al vostro posto, ripenserei seriamente al ruolo di questo signore nella nostra chiesa.

Ho visto che tra te e Marta è nata una bella amicizia.

All'inizio ero felice, ma forse mi sbagliavo.

Esattamente, cos'è che ti preoccupa?

Me lo vuoi dire tu?

Lorenzo, a suo tempo ti ho dato un'opportunità.

Ora non farmi pentire. Dimmi cosa sta succedendo.

Come una confessione, io ti assolvo da tutto e la ragazza trova il suo futuro.

E qual è il futuro che le spetta?

Lo sai cos'ha passato.

Pensi che sia un bene per lei rinunciare a questo matrimonio?

Più che un matrimonio, mi pare una condanna.

Tu mi sei caro.

Sei intelligente, conosci il mondo.

Ma bada bene...

..che se questo matrimonio dovesse saltare,...

..come sei entrato in chiesa...

..ti caccio fuori a calci in culo.

La settimana prossima non andrai da Dora.

- Perché? - Stai troppo tempo fuori casa.

Ho bisogno che tu stia qui ad aiutarmi.

Mi pare che aiuto!

E comunque, non c'è bisogno di parlarmi come a una ragazzina.

Bisogna finire il corredo.

Quando ci verranno a trovare, dovranno rimanere tutti a bocca aperta!

Salve, Regina, madre di misericordia.

Vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

- Hai saputo cos'è successo? - Lo so...

Mariella, hai saputo cos'è successo a Ciccio?

Oh, Dio...

E la cosa più brutta sai qual è stata?

Scusatemi...

Sono prigioniera di mia madre, non mi fa più andare da Dora.

È meglio che stai un po' tranquilla.

Come faccio? Tra un mese c'è l'esame e poi il matrimonio.

Va be', vedrai che le cose si metteranno a posto.

- Preghiamo per lui... - Marta!

Papà, hai visto che Amedeo è bravo? Ha portato i ceci.

Poi mi ha detto che vuole prendere un terreno, quello di Don Ciccio.

Vuole metterci gli animali, una casetta...

- Che fai? - Devo andare!

- Dove? - A vedere come sta.

- No, tu resti qua! - È sola in casa! Lasciami!

La febbre non vuole scendere. Fatele mangiare qualcosa.

Deve riprendere le forze.

Mi raccomando, chiamate per qualsiasi cosa.

Io vado. Passo dopo.

Va bene.

Marta!

Vi ho svegliata!

Sei tu!

Ti ho riconosciuta subito.

- Come vi sentite? - Non devi preoccuparti.

Non ho fatto entrare nessuno in quella stanza.

Grazie.

- Vi preparo qualcosa da mangiare? - Ah...

Non ti preoccupare di una povera vecchia.

Pensa a quello che devi fare. Il tempo è poco.

Solo una cosa però...

Prima di partire, passa a salutarmi.

Ma certo.

Che hai fatto? Sei fuggita da mamma?

Non è così, ma non dovrei essere qui.

Lunedì posso trovare una scusa. Tu mi puoi accompagnare?

- Mi dispiace, non posso più. - Perché?

Don Antonio mi ha spostato le commissioni a un altro giorno.

Che ti stai inventando? Non puoi convincerlo come sempre?

Gli ho parlato, ma ha detto che non si può.

Ce l'hai con me. È per Francesco.

Ma figurati!

Avevi ragione, ho sbagliato con lui.

E a me che interessa? La vita è la tua.

Marta, ho l'impressione che a volte tu stia giocando come una bambina,...

..che non capisci come vanno le cose.

Gino ti ha detto di no. Tu perché insisti?

Ma che dici? Sei stato tu a farmi vedere queste cose.

E ora ti dico anche come funziona!

Vi sposerete e sarai reclusa a Fontenuova...

..a spaccarti la schiena dalla mattina alla sera!

Può darsi pure che farai altri figli con quello.

E ogni tanto, così, con nostalgia, ti ricorderai di quel "finocchio"...

..che ti ha messo quelle strane idee in testa.

Ma non ti preoccupare, durerà poco. E questo è quanto.

E dammi retta... meglio che inizi a conoscere meglio tuo marito.

Perché certe volte si scoprono delle belle cose là dove uno non se le aspetta.

È stato Don Antonio, vero?

Non vogliono che io faccia problemi.

Ragazzina, io non posso più aiutarti.

Lo capisci, sì o no? Non posso!

Ora tu fa' il bravo, disegna...

..e guarda se Dora ha bisogno di qualcosa.

Ma la signora Dora muore come papà?

Ma che pensi?

Mi raccomando, aspetta che torno. Capito?

Andiamo, vieni.

Vieni... forza.

Disegna.

Vai, Marta, vai!

Posso?

Marta! Bentornata. Vieni.

Non ti ho più vista, ultimamente.

Hai avuto qualche problema?

No.

Stavo spiegando alle tue colleghe come sarà strutturato l'esame.

È un'occasione molto importante.

Non mettetevi paura. Ci sarà una commissione.

Avrete un foglio, una penna e la macchina per scrivere.

È una sala molto grande. Ci sono quelli che parlano settentrionale, capito?

Voi, mi raccomando, non parlate in dialetto.

Signora Dora...

Signora Dora...

Nonna! Nonna! La signora Dora non si muove.

- E mamma dov'è? - Non lo so.

Dora... Dora!

Fra quanto torna?

Sarà qui tra poco.

Signora Dora, sono tornata!

Tutto a posto?

Cosa credevi...

..che fossimo tutti stupidi?

Tu sei una rovina, una sventura!

Non avresti mai dovuto entrare in questa casa!

È la mia vita!

Se volete togliermela, dovete ammazzarmi!

Pensavo a tutte le persone che ho fatto sposare.

"L'uomo dei matrimoni"...

Però, per un po', l'ho trovato divertente.

E sei diventato un grande esperto dell'amore.

Né dell'amore... né della vita.

E chi lo è?

- Eccomi. - Lorenzo, siedi qua.

Rispondi tu al vescovo. Avrai sicuramente parole più dolci delle mie.

Dove nascono i vostri dissidi? Questioni teologiche?

Magari, Lorenzo... Sono cose più terrene!

Ehm... Mariella mi ha detto che Marta vuole anticipare le nozze.

Si sposano dopodomani.

Ma non è possibile! Non è pronto niente, il vestito, la cerimonia...

Vuol dire che... faremo una cosa più semplice.

Scrivi... "Sua Eminenza"...

Ehi... Hai fatto colazione?

Sì. Zia Rosa mi ha fatto la ricotta con il caffè.

Con il caffè?

Ma che dici?

Marta, che fai? Lascia fare a me.

La faresti una cosa per me?

"Lorenzo, tu mi hai detto che ti sei pentito..."

"..perché non hai fatto ciò che volevi."

"Solo ora che ti conosco bene capisco perché."

Ma che ne sai tu?

Ora lo so.

Perché sei un vigliacco, Lore'...

Ma io non sono come te.

La mia vita me la vado a prendere.

Ma tu hai ancora una possibilità.

Vieni con me. Fammi vedere che credi in quello che hai detto.

Una furtiva lagrima...

..negli occhi suoi spuntò.

Quelle festose giovani...

..invidiar sembrò.

Che più cercando io vo?

Che più cercando io vo?

M'ama, m'ama...

..lo vedo, lo vedo.

Cosa ci fai qua?

Lo sai che non devi venire.

Facevo una passeggiata da queste parti e mi sono detto:...

.."Vai a trovare un vecchio amico".

È bello questo appartamento, sai? Cazzo...

Ma, Enrico, il pianoforte lo suoni ancora?

Carmela è di sopra a dormire.

Cosa c'è? Hai paura a farti vedere con me?

Puoi dirlo a tutti... che come ti faccio godere io neanche tua moglie è capace.

- Lasciami... - Ssh...

- O mi metto a gridare. - E dai!

Facciamo uno scandalo in questo paese noioso!

Dimmi che cazzo vuoi, Lorenzo. E poi va' via.

Mi servono soldi.

Diciamo... un regalo in nome del passato.

I soldi che fai come puttana... non ti bastano più?

Sei ingiusto.

Non sono io che mi sono venduto.

Ma lasciamo stare queste cose, ora.

Pensiamo a noi.

Lasciami...

Lasciami...

- Ssh... - Lasciami, Lorenzo...

Non ti preoccupare, che tua moglie è di sopra e non si accorge di niente.

- Lasciami, Lorenzo... - Rilassati...

Guardami negli occhi...

Enrico mio... accarezzami...

Bello mio, accarezzami... così...

Enrico mio...

Quanto ti serve?

Diciamo... 30.000 lire.

- Stai scherzando? - E perché?

È troppo poco per quello che mi hai fatto passare?

Sei contento?

Hai vinto tu.

Io ho solo perso.

L'unica consolazione è che hai perso anche tu.

Vattene... "finocchio" infame.

Marta! Andiamo.

Dobbiamo andare, muoviti!

Sì.

Michelangelo, svegliati... ehi...

Fuori c'è una sorpresa.

Ma facciamo piano, altrimenti anche i nonni vorranno vederla.

Forza, andiamo.

Andiamo. Michelangelo, dammi la mano.

Marta! Marta, andiamo.

Andiamo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Ci siamo? - Sì, grazie. - Dobbiamo partire.

Scrivimi, Marta.

- Mi raccomando. - Anche tu.

Andiamo.

Hai visto?

Avete bisogno di altro?

- Grazie. - Buona fortuna.

- Ciao, bello! - Saluta. - Ciao.

Andiamo. Forza.

- Buongiorno. - Buongiorno, signora.

Ciao.

Ora torno.

Ho letto il tuo messaggio.

Ti ho portato questa.

L'ho presa per te.

È bellissima.

Ti servirà.

Quando vai a Milano... vai da questa signora.

È una mia buona amica. I primi tempi ti può aiutare.

E tu? Non vieni?

Il mio tempo è passato.

Il mio posto è qui.

Signora, stiamo partendo.

Ah... porta pure questi.

Comprati un bel vestito.

È importante che ti presenti bene ai colloqui.

Non ringraziarmi. Lo sto facendo per me.

Oh, giovanotto... Bello!

Ora sei tu l'uomo di casa, eh?

Fa' attenzione a mamma. Dammi un bacino.

Ti voglio bene.

Andiamo. Vieni che ti aiuto. Aspetta, che pesa.

Vai, vai. Fate buon viaggio.

Una furtiva lagrima...

..negli occhi tuoi spuntò.

Quelle festose giovani...

Mamma, il mare!

..invidiar sembrò.

Che più cercando io vo?

Che più cercando io vo?

M'ama, m'ama...

..lo vedo, lo vedo.

Un solo istante i palpiti...

..del suo bel cor sentir!

I miei sospir confondere...

..per poco ai suoi sospir!

I palpiti, i palpiti sentir!

Confondere i suoi coi miei sospir!

Cielo, si può morir.

Di più non chiedo, non chiedo.

Ah! Cielo, si può morir.

Di più non chiedo, non chiedo.

Si può morir... si può morir...

..d'amor!

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