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(FRUSCIO DEL VENTO)
(CORVI GRACCHIANO)
(ESULTA)
(FISCHIO)
Maria!
(MUSICA DISTENSIVA)
(BELATO)
ANNA: Vergogna. Dove sei stata?
Sempre in giro e io qui a faticare.
MARIA: Stavo recitando le preghiere del mattino, qui dietro.
Io non t'ho sentito.
Pregavo in silenzio, per non disturbare il lutto del vicino.
Ti cascherà la lingua a furia di bugie.
Aiutami.
In giro si dice che sei sfacciata come una samaritana.
Ma chi se la sposa una così?
Ma io non mi voglio sposare.
Beato chi ha un figlio maschio.
Manca il cumino. Vai al mercato e torna subito.
Se si asciuga e non sei tornata, le prendi sul serio.
Ferma! Dove vai a piedi nudi? Non sei più una bambina.
(VOCI INDISTINTE)
(PARLANO IN DIALETTO)
(VOCI SOVRAPPOSTE)
(VERSO)
(RESPIRO AFFANNOSO)
Ve la prendete con le femmine?
Ehi!
Questa è tua.
Sveglia!
Sveglia!
Dai che è ora!
Chi arriva tardi al tempio...
La collera di Jahvè lo colpirà!
Dai.
(MUSICA DISTENSIVA)
Andiamo...
SACERDOTE: Oracolo sulle bestie del Negheb.
Attraverso una terra di leonesse
e di leoni ruggenti,
di vipere e di draghi volanti...
Essi portano le loro ricchezze sul dorso di asini.
Il distruttore viene da Rama,
(sottovoce) Rama...
raggiunge Aiàt,
(sottovoce) Aiàt...
attraversa Migròn... a Michmàs depone le armi.
Madmenà è in fuga,
(sottovoce) Medmenà...
e alla fuga si danno tutti gli abitanti di Ghebim.
(sottovoce) Ghebim.
Ecco... il Signore, Dio degli eserciti,
abbatte i rami con il terrore!
(ANSIMANO)
(URLO)
Sono il leviathan che ti acchiappa!
Ah, no!
Vieni qui!
(RISATE)
Oggi ho imparato i nomi di nuove città.
Rama, Aiàt, Michmas, Madmenà, Ghebim.
Chissà dove sono veramente.
Quanto sono ignorante...
Non so niente.
Ma se trovassi un maestro...
Un maestro di cosa?
Un maestro di sapienza, che mi insegni a leggere e a scrivere.
La legge lo proibisce alle donne.
Il Libro proibisce tutto.
Ma più lo ascolto e più mi viene voglia di disubbidire.
"Oracolo sulle bestie del Negheb!"
"Attraverso una terra di leonesse e leoni ruggenti,"
"di vipere e draghi volanti..."
Mia cugina è matta.
"Ecco che il Signore a cavallo di una nuvoletta volerà sull'Egitto".
Ci voglio andare anche io in Egitto.
Ti sposerai, Maria.
E dimenticherai le tue pazzie.
Non sono pazzie.
- Io ho un piano. - Che piano?
(sottovoce) Giura che non lo dici a nessuno.
(sottovoce) Giuro sull'arca dell'alleanza.
Non basta.
Giuro sulle tavole di Mosè.
Allora te lo dico.
Ho deciso.
Andrò lontano e scoprirò il mondo.
Partirò su un cavallo, anzi su un asino!
Ma sei una donna! Mica puoi andare in giro da sola!
Ma io mi vestirò da maschio!
Dai, Maria.
E' scritto.
"Su una donna non ci sarà veste da uomo,"
"né uomo indosserà veste da donna."
Chi fa queste cose è in abominio a Jahvè.
Meglio l'abominio che la frusta di mio padre.
Ma te ne vai?
Guarda che ti spacco la testa, eh!
"Di tutti i frutti di tutti gli alberi del giardino"
"noi possiamo mangiare,"
"ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino,"
"Dio ha detto..."
"Non dovete mangiarne."
"Non dovete toccarlo,"
"perché altrimenti morirete."
"Ma il serpente disse alla donna..."
"Non morirete affatto!"
"Anzi..."
"Il giorno in cui doveste mangiarne"
"si aprirebbero i vostri occhi"
"e voi sareste come Dio,"
"conoscendo il bene e il male."
"Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare,"
"gradevole..."
"agli occhi"
"e desiderabile"
"per acquistare saggezza."
"Prese del suo frutto e ne mangiò"
"e ne diede anche al marito che era con lei, e anch'egli ne mangiò."
(VOCI INDISTINTE)
(PAROLE INCOMPRENSIBILI)
(PARLANO IN DIALETTO)
"Vi prego, Signora".
(MUSICA DISTENSIVA)
E' peccato! Rispetta il sabato.
Javhe il settimo giorno si è riposato.
Ma lui non doveva difendere il pane dalle galline.
Se rispondi ancora, vado a svegliare tuo padre.
Guai a voi, Dottori della Legge, che avete rubato la chiave della scienza!
Voi non siete entrati
e a quelli che volevano entrare, voi lo avete impedito.
Ma non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato,
né di segreto che non sarà conosciuto.
Guai a voi!
(VOCI IN LONTANANZA)
- La quantità è una categoria. - La qualità è una categoria.
E perché non contare l'uno e molteplici come elementi distinti?
Perché una volta si accresce l'uno
dai più elementi sì da esistere da solo.
E l'altra volta si disfà, sì che i più esistono dall'uno...
Sì che i più esistono dall'uno...
Chi sei?
Perché ci stavi spiando?
Non vi stavo spiando. Volevo sentire i vostri discorsi.
Allora ci stavi spiando.
Volete diventare i miei maestri?
Meglio insegnare a un mulo, che a una donna!
Non è vero! Io conosco le Scritture a memoria.
Sentite.
"O sole, fermati sulla valle di Aialon!"
"E tu, o luna, su Gabaon!"
"E la luna si fermò e il sole restò immobile."
Basta. Questo lo sanno tutti.
Ma tu lo sai che cos'è il Logos?
E l'iperuranio?
Come si calcola il volume di un solido?
E dove sorge il Nilo?
Qual è il primo insegnamento del maestro Hillel?
Quante sono le categorie dell'essere?
Ignorante com'è, può solo farci da serva.
Vacci a prendere l'acqua.
Di corsa!
Alla fonte.
Il sacerdote ha deciso.
Il fidanzamento si potrà fare, ma a condizione che la fanciulla
diventi esempio di virtù per i prossimi quaranta giorni.
Che stia in casa come tutte le figlie d'Israele,
che non si faccia vedere al mercato o alla fontana,
che trascorra i suoi giorni in silenzio,
in preghiera... e nel timore di Dio.
Solo allora suo figlio Eliashib si abbasserà fino a lei.
(VERSI DI DOLORE)
Se questo matrimonio non va in porto, giuro che ti butto dentro.
ANNA: Adesso ti devi tessere un corredo da regina.
Tutte devono crepare d'invidia, tutte.
(urlando) Tutte!
(VOCI INDISTINTE)
Ti credevo morto.
Che il Signore protegga anche te, Gioacchino.
Sei sparito per dieci anni, dove sei stato?
Dappertutto. Appena una nave partiva, io ci salivo sopra.
E cosa hai visto?
Ho visto Atene, la città dei sapienti,
Alessandria, la città dei libri, Roma...
Ma le donne?
E' vero che le Greche sono tutte belle pasciute?
No, non tutte.
Chissà quante storie avrai da raccontare,
sempre in giro, da una parte all'altra...
Più mi allontanavo e più pensavo a Nazareth.
- E allora perché sei partito? - Per tornare.
Bell'affare.
Qui ormai è una vergogna, con tutti questi stranieri.
Cosa posso fare per te, Gioacchino?
Mia figlia va sposa con il figlio del Sacerdote,
mi serve un telaio.
Sono felice per te. E per la sposa. Immagino sarà molto contenta.
Ah! La sposa!
Se tu sapessi quanti orci di denaro tiene in casa il Sacerdote
non penseresti ai grilli delle spose.
In tutta la Galilea non c'è partito migliore.
Allora posso farti un telaio in castagno,
in tutta la Galilea non c'è legno migliore.
Ma è il più caro.
Proprio quest'anno che è arrivata la siccità.
Allora cedro...
gelso...
carrubo...
Voglio quello che costa meno.
(MUSICA MALINCONICA)
Elisabetta...
Cosa ci fai qui?
Madre mia.
E' morta.
(urlando) Disgrazia!
Disgrazia! Madre mia!
Madre mia è morta!
Aspetta a piangere. E' ancora viva.
Ha chiesto di morire qui, dov'è nata, quando ancora ragionava.
Adesso non capisce più nulla, non riconosce nessuno.
Brava, cognata.
Hai attraversato il deserto per lasciare a noi questo peso.
Proprio quest'anno che muoiono le pecore.
Ma non vedi come è ridotta?
Durerà poco.
E poi... ha del suo.
Un pettine a me,
il panno a te.
Io voglio il bracciale.
No, lo aveva promesso a me.
Bugiarda!
Noi paghiamo il funerale.
"Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse a voi fatto."
Morirete soli.
Giovanni!
Vuoi giocare?
Sarò profeta...
Mi taglieranno la testa.
Non ho niente da giocare.
(VERSI DI LAMENTO)
Ascoltate! Ascoltate!
Me l'ha detto Sara,
che l'ha saputo dalla cognata della serva del Sacerdote.
Dopo il funerale lui verrà, insieme al figlio Eliashib,
a dividere il pane del lutto!
(VERSI DI LAMENTO)
(MUSICA CUPA)
(PAROLE INCOMPRENSIBILI)
Ora verrà.
Prendete, mangiate qualcosa.
Hai bisogno di una moglie,
non di una cagna che fugge appena trova la porta aperta.
Meglio così.
Non le avresti mai tolto di dosso questo odore di grasso.
Non se la prende più nessuno adesso.
Neanche un cane.
Neanche un conciapelli se la prende.
Nessuno.
Mamma...
Che cosa è successo?
Mamma, di' qualcosa.
Cagna.
Hai bevuto...
Anche io sono buona a infrangere la legge.
Dov'è mio padre?
Il Sacerdote ha detto che sei una cagna.
Sei una cagna!
Ti voleva ammazzare tuo padre, ma è un uomo troppo buono.
Dov'è?
Dal sensale dei matrimoni.
(VERSO)
Ti darà al primo che viene.
- Nessuno darebbe nemmeno una pecora per una come me. - Oh, no, no, no.
E' disposto a pagare...
..se qualcuno ti porta via.
Avresti potuto vivere da regina.
Adesso se sei fortunata ti tocca il porcaro,
vedovo con sei figli
e la moglie morta ammazzata di botte.
Era meglio per te se ti buttava nel pozzo.
(VERSI)
Maledetto Eliashib! Maledetto... mio padre!
Maledetto il latte di mia madre!
Maledetto il Sacerdote e la sua famiglia!
Maledetto il porcaro, che se ne vada allo Sheol pure lui!
Maledetta la legge, fatta per i maschi!
(urlando) E Jahvè, che m'ha fatto femmina!
(TUONO)
Perdonami, o Nome!
Jahvè, pietà! Pietà!
(ANSIMA)
Non è la collera di Jahvè.
E' l'umidità.
Il cielo ha le sue regole, come i campi.
Perché piangi?
Perché voglio andarmene via da qui, ma non so come fare.
E dove vorresti andare?
Non lo so.
Non lo so com'è il mondo fuori da Nazareth.
Non so nulla.
Perché sei ignorante, la condizione migliore per imparare.
Questo è il deserto.
La fossa del Ghor, il mare di Kinnereth.
Godin, Engannin, Sichem...
Jerusalem.
Voglio andare più lontano!
Allora Alessandria, la città dei libri.
- E dov'è? - In Egitto.
E' dove Jahvè va a cavallo di una nuvoletta!
Lo sapevo! E' lì che devo andare.
Ehi, ehi!
Aspetta, aspetta.
Tu sai cosa ci vuole per fare un viaggio come questo?
- Coraggio. Certamente.
Ma anche danari nella cintura, il bastone, il mantello,
l'otre dell'acqua ben pieno, viveri...
Ma soprattutto, un asino.
E tu le hai tutte queste cose?
E sai parlare le lingue straniere?
Sei un maestro di sapienza... finalmente ti ho trovato!
Aiutami a partire, ti scongiuro.
(FISCHIO)
Mio padre! Devo andare.
Domani, qui, al calare del sole.
Domani!
Come ti chiami?
Cinque me ne hanno date.
Ero pronto a offrirne il doppio, ma il sensale ha trovato il pollo.
- Chi è? - L'unico che c'è cascato.
Cinque pecore per una pecora matta.
Non lo voglio.
Fra una settimana vai sposa.
Ma la legge comanda che passi un anno!
La tua legge sono io.
(VERSI DI DOLORE)
Da qui esci solo quando ti sposi.
(VERSO)
(MUSICA CUPA)
(PIANTO)
(MUSICA CUPA CONTINUA)
(PAROLE INCOMPRENSIBILI)
(PAROLE INCOMPRENSIBILI)
(URLA)
(URLA)
Sei tu lo sposo?!
E tu la sposa?
E' un po' selvatica, va domata.
Il sensale mi ha detto che la ragazza era d'accordo.
Lasciateci soli.
GIOACCHINO: Tutte fuori!
(PARLANO IN DIALETTO)
Ti ho aspettato l'altro giorno, perché non sei venuta?
Mi hanno rinchiusa per costringermi alle nozze.
Io volevo una moglie per la mia solitudine.
Non sarò io a tenerti prigioniera. Sei libera.
Libera?
Mio padre questa volta mi ammazza, me l'ha giurato.
Mi vuoi in sposa?
Ci sposiamo solo per gli altri.
Facciamo finta che siamo marito e moglie,
invece tu fai il maestro e io faccio l'allieva.
La nostra unione sarà casta.
Meglio un'allieva entusiasta che una moglie svogliata.
Poi vado ad Alessandria, la città dei libri.
Quando?
Quando avrò imparato.
E cos'è che vuoi imparare?
Tutto.
Come ti chiami?
Maria. E tu?
(PARLA IN DIALETTO)
(VOCI INCOMPRENSIBILI)
(MUSICA ROMANTICA)
(MUSICA ROMANTICA CONTINUA)
(SIBILO DEL VENTO)
(MUSICA ROMANTICA)
(La mia nuova vita è un fresco giardino.)
(Nell'orto crescono frutti prodigiosi, come nell'Eden,)
(solo che questi si possono tutti mangiare.)
(Siamo scrupolosi nell'osservare la castità.)
(Al fiume ci bagniamo nudi, per onorare la natura,)
(ma su sponde opposte.)
(Se la stessa acqua ci toccasse, il patto ne verrebbe contaminato.)
(Io credo che prima di affrontare il mondo,)
(ogni fanciulla dovrebbe vivere con un vecchio gigante)
(che rispetta il suo sonno,)
(le insegna la lingua greca e il principio della meridiana.)
(Il maestro mi sta preparando alla partenza.)
(Mi sta insegnando a leggere e scrivere.)
(A pescare, a coltivare il campo, a difendersi col bastone,)
(e come all'occorrenza farsi passare per greci o siriani.)
(Certo non è tutto facile...)
Logos è il principio e di tutte le cose è origine e causa.
Cosa dice Aristarco di Samo sui corpi celesti?
Che il sole è il signore del cielo e che la terra gli ruota attorno.
Se ci sente il Sacerdote ci fa mettere in prigione.
Beati i greci che guardano in faccia i loro Dei.
E se ci sente Jahvè e ci fulmina?
Ha ragione. Tutto quello che ti insegno, per la legge è peccato.
Il vero peccato è l'ignoranza.
Ma io fra poco saprò più cose di te, maestro.
Ah!
E saprai anche difenderti dall'attacco di un leone?
Beh, questa è facile.
Come prima cosa mi acquatto e mi metto controvento,
così non sente l'odore.
Poi appena si avvicina, con il bastone dritto...
(RUGGITO)
Maestro!
Maestro?
(MUSICA DI SUSPENSE)
(VERSO)
Hai fatto l'errore più grave... hai perso la calma.
Mi hai preso in giro. E il ruggito, eri tu!
Cosa pensi che sia?
Il tuo capriccio?
Ti devi abituare, in viaggio sarai sola.
Devo insegnarti a medicare le ferite, in viaggio ti sarà utile.
Mh... in viaggio!
(VERSO DI DOLORE)
Tanto l'ho capito che non mi fai partire,
tu mi stai prendendo in giro.
Come con il leone.
Sarà andato in una taverna,
o con qualche donnaccia, come mio padre.
Ma quando torna trova una bella sorpresa.
GIUSEPPE: Maria!
E' tuo.
Un pegno per il tuo viaggio.
E' giovane e forte.
Bene.
Come si chiama?
Come il primo raglio che farà.
Cosa ha detto?
Ha detto Logos.
Logos sarà il suo nome.
Logos.
(COLPI ALLA PORTA)
Posso entrare?
Vengo a piedi da Jerusalem.
Non mangio da giorni.
Sei il benvenuto.
Siediti.
(sottovoce) Ma chi è?
Un ospite, è soltanto un ospite.
Ma io sono un ospite pericoloso.
Aiutarmi vi può costare caro.
Sono inseguito dalle guardie.
Sei un Esseno, vero?
- Mh. - Un Esseno?!
Mia nonna, quando ero piccola,
mi diceva "comportati bene o ti faccio mangiare dall'Esseno!"
No, io non mangio proprio nessuno... Ma forse le guardie mangeranno me.
Sono scappato dalle carceri di Erode.
Erode... Il grande re.
E' completamente pazzo.
Ha fatto tagliare la testa persino alla Regina Mariamne, sua moglie.
E perché ti ha imprigionato?
Io sono un medico... ma il re mi crede un mago.
E mi ha messo in prigione minacciando di uccidermi,
se non gli darò il filtro dell'eterna giovinezza.
Il tiranno ha paura della morte.
Ma più ancora teme la profezia.
La Vergine che partorirà il re dei re... e che gli ruberà il trono.
E dove andrai ora?
Dai fratelli del Mar Morto.
- E quando torni? - Vado a dormire.
(SOSPIRA)
Sei arrabbiato con me?
Dillo, sei geloso!
Se fossi uno sposo come gli altri mi picchieresti
e tutto andrebbe a posto in un momento!
Avanti, picchiami!
Picchiami.
Sei solo un vecchio testardo!
Civetta.
Asino.
Oca.
Lo sai cosa ti dico?
Che io me ne vado e non mi vedi più!
(TAMBURI E FIATI IN LONTANANZA)
Fermi!
(VERSO)
(urlando) Via! Andate via!
Via!
Lasciatemi solo! Solo!
Mariamne.
(RESPIRO AFFANNOSO)
Mariamne.
Per la prima volta non mi appari come l'ombra senza testa
della sposa assassinata.
No.
(sottovoce) Proprio tu, mia amata.
C'è qua dentro una bestia che mi morde.
Sto inseguendo un giovane medico.
Testardo come tutti gli Esseni.
Non vuole guarirmi...
Preferisce morire piuttosto che ridarmi la vita.
Lo vedi come mi odiano, amore mio?
Ma io lo troverò!
E farò tagliare la testa a chiunque lo aiuti!
(RESPIRO PROFONDO)
Volevo... dartelo quel giorno...
Ma... poi invece ti feci uccidere.
Eri così pura
e fedele,
che...
..il timore di un tuo tradimento...
..era diventato insopportabile.
Mariamne... amore mio.
Grattami la schiena.
E' da quando sei morta che non ho più questo sollievo,
per paura del pugnale.
Tu non sei Mariamne.
Ti farò spellare viva!
Tu sei...
(URLA)
Tu sei la mia fine! Tu sei la mia fine!
Era sconvolto.
Cosa avrà visto in me, per spaventarsi tanto?
Chissà quali fantasmi lo tormentano.
Mi guardava come se potesse vedere il mio destino.
Vuoi dare retta ad un pazzo?
Mi hai insegnato che i pazzi sono veggenti.
GIUSEPPE: Enki e Nimnah, ubriachi di birra,
passavano il pomeriggio proponendosi enigmi.
L'astuta Nimnah... fabbricò con l'argilla...
l'eunuco...
il cieco
e il muto.
Vi soffiò sopra la vita
(SOFFIA)
e li fece sfilare di fronte ad Enki.
Ed Enki trovò ad ognuno di loro una ragione.
L'eunuco a guardia delle donne altrui,
il cieco per scorgere figure arcane,
il muto... per serbare i segreti.
Allora Enki...
..propose a Nimnah,
un vecchio,
afflitto da tutti i mali della vecchiaia:
"E di questo che ne farai?"
"Puoi tutto, tranne dire... che muoia".
Nimnah chinò il capo.
Ho perso la scommessa.
Questo tuo enigma è insolubile.
Tra poco ti avrò insegnato tutto, Maria.
- Posso vedere? Ancora no.
Ora?
Ora va bene.
Sembra vera...
Ma come hai fatto?
Maestro... non sei contento?
Domani partirò, maestro.
Se non vado ora non andrò mai più.
Dove vai?
Al fiume, a prendere un'erba.
- Vengo con te! No, prepara le tue cose.
(MUSICA DI TENSIONE)
Maestro!
Maestro!
Allontanati! E' pericoloso.
No!
Maestro!
Maestro!
(MUSICA DI TENSIONE SI INTERROMPE)
(VERSI)
(RESPIRO AFFANNOSO)
Domani sarà primavera.
E io non voglio più essere ragazza.
"Come il melo nella boscaglia"
"è tra i maschi l'amico mio."
"Ho gran voglia di rannicchiarmi nella sua ombra"
"e dolce sarà il suo frutto al mio palato".
Giuseppe...
Oggi saremo sposi.
Vieni.
Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te.
Non temere, Maria, perché tu hai trovato la grazia presso Dio.
Concepirai un figlio... lo darai alla luce... e lo chiamerai Gesù.
Lo so, tu non conosci uomo, ma lo Spirito Santo scenderà su di te
e la potenza del Signore ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo,
e il suo regno non avrà fine,
poiché egli sarà il figlio di Dio.
Aspetta...
(MUSICA CUPA)
(CINGUETTIO)
Fermo.
Non puoi più toccarmi ora.
E' venuto un angelo ad annunciarmi che sarò la madre del figlio di Dio.
Basta con gli scherzi adesso.
Il Santissimo è sceso in me.
Il bambino è già nel mio grembo.
Guarda.
(MUSICA SOAVE)
Tu, la mia sposa, sei gravida di un Dio.
Il più alto degli onori.
E noi?
Noi due, adesso?
(SOSPIRA)
(MUSICA DISTENSIVA)
(VERSI)
Il mio nome risuonerà sulle labbra di tutta Jerusalem.
E in ogni luogo sarò acclamata e riverita,
nella maestà...
..e nella gloria.
A me avevi detto di volere libertà e sapienza.
E cosa sono di fronte alla grandezza del mio destino?
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Da me non hai imparato proprio nulla, povera bambina.
Diciamo la verità, vecchio...
Tu sei invidioso di me.
(RISATA)
Ero la tua allieva.
Adesso sono la benedetta fra le donne.
Per oggi puoi stare ancora seduto in mia presenza.
Ma da domani mi servirai in piedi.
Ognuno al suo posto.
(MUSICA DI MISTERO)
(SUSSULTA)
Ma il sole è già alto?
E cosa gliene importa alla regina dei cieli?
Ho fatto un sogno...
Sembrava una festa,
era tutto luminoso,
piovevano petali...
E poi diventavo come una statua.
Provavo a gridare, ma nel mio petto non c'era più voce.
Perché proprio io?
Jahvè lo sapeva che stavo per diventare la tua sposa.
Jahvè sa tutto.
E' per questo che può tutto.
Perché non mi rispondi?
Dimmi qualcosa...
Maestro, io ho paura.
Questo bambino... Questo figlio...
Il figlio è tuo.
(MUSICA DISTENSIVA)
E così vorresti uscire dal disegno di Dio.
Come fai a saperlo?
Ti leggo nel pensiero. Mi pare evidente.
Allora dimmi a cosa sto pensando.
Perché avete scelto proprio me, la più disubbidiente?
Proprio io, che sono sempre stata la vergogna della mia casa
e del mio villaggio.
Ragazza... Dio non è un sacerdote di campagna,
il suo sguardo vede lontano.
Sappi che quanto ti è accaduto da quando sei nata era previsto,
affinché tu diventassi... il vaso di Dio.
Tutto era previsto.
E io?
Pensa al figlio che hai in grembo.
Il resto non conta.
Qual è il meccanismo che ti permette di volare?
L'unico meccanismo è il volere di Dio.
(MUSICA SOAVE)
Maestro?
Maestro?
Ti sei ubriacato?
Credevo di avere davanti un destino grandioso.
Ma per me non c'è altro destino che quello di essere serva.
Perdonami.
Questo figlio di Dio si è abbattuto sulla nostra casa
come la grandine sulla vigna.
(MUSICA MALINCONICA)
(VOCI INDISTINTE)
(MUSICA MALINCONICA CONTINUA)
Ladra!
(URLA DI DOLORE)
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Anche questo era previsto? Eh?
Che la madre del Verbo si facesse maltrattare come una ladra?
Perché non la smetti di umiliarti inutilmente?
Vuoi provocare Dio?
(URLA)
Vattene via! Vattene via!
Uccello del malaugurio, vattene via!
Vattene via!
DONNA: Eccola! E' lei! E' lei!
E' la vergine di Sion!
(PARLANO IN DIALETTO)
E lui?
Anche lui era previsto?
Vecchio, saggio, buono.
Un perfetto padre putativo.
(FRUSCIO DEL VENTO)
(MUSICA MALINCONICA)
(PORTA SI APRE)
(sottovoce) Io un figlio... lo amerei.
E gli darei... il latte del mio seno.
Ma un figlio tuo.
ANGELO: Che cosa vuoi ancora?
Non potete decidere tutto senza di me.
Mi pare di avertelo già detto.
Ogni cosa è stata calcolata.
Se nulla è impossibile a Dio...
perché...
la mia volontà non viene comandata?
Non ho la facoltà di discutere queste cose con te.
E non ne ho neanche voglia.
Non è con te che voglio discutere.
Voglio parlare con Dio.
Rassegnati, ragazza.
Dio... è silenzio.
Lo vedremo.
Signore...
Dio degli eserciti.
Ascoltami!
Si tratta di una cosa molto importante.
La mia vita.
"La tua vita?" dici.
"Cosa conta, stupida, la tua vita?"
E forse... tra gli angeli sapienti ridi di me, adesso.
Ma io non rido.
Tu credi che solo Iddio conti.
Maria crede invece che ogni vita conti.
Anche la mia.
Tu hai deciso che Maria deve dare la vita al Redentore.
Ma io ti chiedo... che cos'hai da redimere?
Per me, quando Eva... ti ha disobbedito
mangiando il frutto del sapere, ha fatto bene.
La conoscenza non è un peccato.
E' un dovere.
Se vuoi togliere il peccato, devi togliere la colpa.
E' semplice.
E se togli la colpa non c'è più nulla da redimere
e non c'è Messia da partorire e Maria è libera!
Mi senti?
Ti sto sfidando, Jahvè, rispondimi!
Dio...
Dio, tua figlia Maria sta male.
Aiutami, Dio.
Come mi hai dato questo figlio, Dio,
riprenditelo... e lasciami per la mia strada.
Io non lo voglio.
(VERSI)
Maria! Maria...
Maria...
Giuseppe...
Amore mio...
(MUSICA DOLCE)
(MARIA: Chi è colei che sale dal deserto, accanto al suo diletto?)
(Mettimi come un sigillo sul tuo cuore,)
(come un sigillo sul tuo braccio.)
(Le grandi acque non possono spegnere l'amore)
(né i fiumi possono travolgerlo.)
(Perché forte come la morte è l'amore.)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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