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Original subtitles

del tempo.

Anche Marco è qui con me, a piangere la tua scomparsa.

Avresti voluto che presto ci sposassimo, ma io non posso.

Voglio vivere anch'io la mia adolescenza fino in fondo e lasciare che il fuoco

arda la mia passione.

grazie

Grazie a tutti.

Il mio animo ormai

spento dall'impietoso trascorrere del tempo.

La quiete di una vecchia stanza. si trasforma in una musica dal sapore dolce

che mi accompagna nell'ardo impresa di ritrovare quanto ormai perduto.

Oggetti umili, senza alcun valore, sprigionano la forza della vita

racchiusa in pochi attimi di antica poesia. E su quegli attimi di gioia mai

sopita trascorreva la mia adolescenza, l'adolescenza di un uomo nato nel

lontano 1927.

Il Cricio si trasforma in colore.

e come per incanto riaffiorano i ricordi mai sopiti.

Eccomi là, sulla sinistra, rinvigorito e forte nei miei sedici anni, in compagnia

del mio fraterno amico Luigi.

Ogni giorno, all'uscita della scuola, io accompagnavo ad incontrarsi con mia

cugina Serena, di cui era follemente innamorato.

Lei non disdegnava la sua compagnia e, in accordo con l'autista di mio zio, che

andava a prenderla al collegio, si soffermava qualche minuto con lui per

delle ingenue e timide conversazioni avvolgose.

Mia cugina Serena, splendida nei suoi 15 anni, con il velato sorriso di un

adolescente. Ed ecco Ugo, accompagnava mia cugina ai suoi appuntamenti segreti,

rischiando addirittura il licenziamento, se il mio vecchio e severo zio avesse

scoperto qualcosa.

Davvero un tipo molto simpatico, Ugo.

Questa è casa di mio zio, durante una delle tante cene di rappresentanza, che

di tanto in tanto promuoveva per scopi politici. Lui era un esibizionista e

amava intrattenersi con persone importanti.

Lei è la signora Grimaldi, moglie di un colonnello dei Carabinieri di stanza nel

nostro piccolo paese. Quella sera non smetteva di guardare mio cugino Vincenzo

e io provavo un certo imbarazzo nel vederli spudoratamente desiderarsi in

presenza del marito di lei.

Il colonnello oltretutto sembrava essersi accorto del silente scambio di

infusioni tra i due e questo non era affatto rassicurante considerando la

fama di duro che si portava appresso.

Mia zia sembrava non essersi accorta di nulla e come in ogni occasione

importante si dedicava a controllare la buona condotta di mia cugina,

propinandole, come lei amava solitamente fare, tutte le migliori regole di

comportamento del galateo.

L'atmosfera era cuba e conoscendo l'insolenza e la tenacia di mio cugino

avevo il chiaro presagio che qualcosa sarebbe accaduto.

E infatti poco più tardi...

Sì, sì, sì.

Dai, più veloce.

Mi ha eccitato sapere che tuo marito è dall'altra parte.

E ci sta guardando, sì. Dai, dai, più forte.

Così, così mi piace. Mi piace, mi piace.

Grazie.

Adesso passo a presentarvi questo gruppo di persone intente divertirsi all'aria

aperta. Lei è mia sorella Gilda, mentre se la spassa con un suo aitante amico.

Una donna dolce e perversa, che non potrò mai dimenticare.

La signora che vedete impegnata nell'intrattenimento dei tre uomini si

chiama Jennifer. Si trasferì nel nostro paese dopo aver sposato un italiano.

Da quando lui partì per combattere sul fronte russo, lei di tanto in tanto non

disdegnava di accontentare gli amici della mia cara sorellina, di cui

peraltro era un'ottima amica.

Grazie.

Grazie.

Ah!

Ah!

Oh!

Oh!

Grazie.

Grazie a tutti.

... ... ...

... ... ... ...

Grazie.

Dei, vedi?

Nella mia adolescenza, il sapore cervo della masturbazione ebbe un ruolo

essenziale. Ricordo quando presentavo agli amici più grandi di me qualche mia

giovane compagna di studi.

Amavo guardare queste ragazzine poco più che quindicenni offrirsi senza alcun

pudore e quando ne trovavo una disponibile e disinibita non esitavo a

offrirla agli adulti con il compromesso di poter guardare.

Grazie.

No, no, no.

Ah!

Un giorno particolare della mia vita fu segnato da una tiepida mattinata d

'aprile. Come consuetudine avevo accompagnato il mio amico Luigi a

incontrarsi con mia cugina Serena.

Io mi soffermai a discutere con Ugo, mentre i due teneri fidanzatini

parlavano come sempre a poca distanza da noi.

Il tono della loro conversazione però non era svolginato come le altre volte.

I due sembravano litigare e a un certo punto Luigi andò via senza salutare

nessuno. Va bene, allora è meglio non vederci più. Addio.

Mia cugina, orgogliosa e fiera come tutta la sua famiglia, era corrosa dalla

rabbia per essere stata piantata in quel modo da un semplice ragazzino e per

vendicarsi di lui offrì a me e al suo autista l'emozione di un'esperienza

indimenticabile.

ok ok ok

Oh!

No!

Grazie

Grazie.

Presentai la signora Jennifer a mio cugino Vincenzo e tra i due nacque

subito un'affettuosa amicizia. In realtà per lei era qualcosa di più di una

semplice amicizia, questo perlomeno è quanto aveva confidato a mia sorella, ma

purtroppo era incappata in un uomo del calibro di mio cugino, che le donne era

abituato a frequentarle solo per i suoi interessi.

Una sera lui mi indicò il luogo di un loro appuntamento, promettendomi di

offrirmi qualcosa di particolare se mi fossi recato sul posto.

Ad accompagnarmi, con il suo consenso, fu Luca, un amico di mie sorelle.

Entrambi ci appostammo dietro un albero, aspettando il momento opportuno per

uscire dallo scoperto.

Oh, luce dei miei occhi, continuate a posare le vostre labbra sul mio membro

in elezione.

Mio cugino mi aveva detto che dopo qualche minuto dall'inizio delle loro

effusioni potevamo intervenire tranquillamente.

Senza alcun ripensamento avanzamo verso l'auto, eccitati come non mai, nell

'ansia di conoscere più approfonditamente la signora Jennifer.

Grazie.

Com'è?

Oh!

Oh, oh!

Grazie a tutti.

Grazie a tutti.

Amavo le donne profondamente ma la mia insicurezza di adolescente mi creava

inibizioni enormi nel consumare un atto sessuale.

Così mi limitavo a guardare e a masturbarmi.

fino al punto di godere nel vedere la mia perversa sorellina concedersi al

nostro cugino e al suo amico Federico.

Oh!

Oh. Oh.

Oh. Oh.

Sì. Sì.

Grazie.

era diventato mio fedele amico, anche perché entrambi custodivamo il segreto

di un'esperienza avuta con mia cugina Serena.

Lui era terrorizzato che lo zio ne venisse a conoscenza. Fu così che un

giorno mi invitò a scoprire qualcosa che non avrei mai potuto immaginare.

Salve, salve. Tutto come previsto?

Ma certo ragazzi, queste cose io le so fare.

Comunque potete andare a constatare di persona se non mi credete.

Sapete, io non posso espormi troppo, potrei rischiare di perdere il posto.

Come previsto il vecchio mi ha chiesto di fare un giro nel bosco. Una volta

arrivati è voluto rimanere solo con le ragazze, così sono qui ad aspettare che

mi chiami.

Mi dispiace non poter assistere perché sono davvero delle belle ragazze, sì.

Mi dispiace per te, comunque sta tranquillo, per questa volta ci pensiamo

noi.

Va bene, ragazzi.

A presto. Ciao.

Mia zia e la signora Andoprandi si scambiavano i fusioni per il piacere di

mio zio. E lui era così eccitato che perfino la nostra presenza lo lasciò

imperturbabile, come se nulla stesse accadendo.

Grazie.

Grazie.

No.

Grazie.

Oh! Oh!

Oh!

no no

Grazie a tutti.

Grazie.

Questa fu la mia ultima esperienza giovanile, prima che nel nostro piccolo

paese cominciasse ad arrivare l'eco della guerra che già da qualche anno

sconvolgeva l'Italia.

ma che per fortuna fino allora non aveva neanche sfiorato la mia piccola località

di provincia.

Naturalmente la vita di tutti noi cambiò radicalmente.

In quei momenti l'unico pensiero era la sopravvivenza e il divertimento era

diventato solo un lontano ricordo.

Tuttavia il destino mi avrebbe riservato ancora qualche gradita sorpresa.

Vittorio, un caro amico di mia sorella, prestava servizio di volontariato come

barelliere della Croce Rossa.

Il suo compito era di prelevare i feriti al fronte e ricoverarli al piccolo

ospedale del nostro paese.

Spesso capitava che lui mi invitasse ad accompagnarlo e io accettavo di buon

grado perché sapevo che con lui anche in quei terribili momenti avrei potuto

vivere delle esperienze indimenticabili. Scendi e non fare domande, vai pure a

fare un giro.

Chi aspetti?

Dai, forza.

Sì, così.

Dai, allarga le gambe, voglio vedere la tua nana.

Sì, così, non stupendi. Fatti toccare, danza così.

Sì,

mi piace.

Sei stupenda.

Amore.

Continuati! Continuati!

Continuati!

Continuati!

Grazie.

scopa, scopa

dai,

dai, dai, così muoviti

Diventai molto amico di Vittorio. Era un uomo straordinario e gradiva la mia

compagnia perché mi considerava un po' come la sua mascotta.

Spesso, nei momenti di tranquillità, lui mi invitava a seguirlo in gita con i

suoi amici e io, anche se per la differenza d'età mi sentivo un po' come

un pesce fuori d'acqua, lo seguivo sempre con grande entusiasmo.

Una volta ci recammo a Bastioli, un piccolo paese di montagna.

Facevano parte della compagnia Vittorio e l'infermiera, che nel frattempo era

diventata la sua ragazza.

Federico con la donna che da poco aveva sposato e naturalmente il sottoscritto.

Qui potremmo fare davvero molte cose.

Sì.

E tu che cosa vuoi fare?

Non lo so.

Io avrei una cosa in mente.

Quale? Vieni con me? No, no, no.

Hai paura di me?

No, assolutamente no. E tu che ne dici? Sta mentendo? Non lo so.

Sto scherzando, ragazzi. Andiamo dentro, forza. Sei forte.

Come vai?

Ti darò qualche lezione dopo.

Gustavo, porta i bagagli in albergo, per favore.

Grazie, ciao.

Mi ero subito accorto che Vittorio provava un interesse particolare per la

moglie di Federico.

Ma non mi sarei mai aspettato che arrivasse al punto di tradire un

'amicizia così profonda solo per una donna. Mi sbagliavo e questa fu per me

un'altra grande lezione di vita.

Grazie.

Grazie. così, continua

Ehi!

Grazie.

no no

Il ritorno da quella gita fu letteralmente tragico.

Vittorio e la moglie di Federico erano spariti e noi decidevamo di tornare al

nostro paese senza di loro.

Tempo per un panino, là ci sono degli alberi, se volete potete scendere, va

bene? Bene, grazie.

Dai, non pensarci più.

Per favore. Io cercavo di consolare la giovane infermiera e forse un po'

cinicamente...

decisi di mettere in pratica quanto appreso la sera precedente dalla lezione

di vita impartita di senza volerlo dal mio amico Vittorio. No, guarda.

Non sto facendo niente.

Non sto facendo niente di male.

Avanti, ti prego, forza.

Vai, su, fai un bel sorriso.

Anche Federico cercava la sua vendetta e io gli offri la possibilità di poterla

attuare senza troppa fatica. D'altra parte, ancora non me la sentivo di

possedere una donna e preferivo godere solo nel poterla toccare, masturbandomi.

Oh! Oh!

Oh!

Grazie a tutti.

Finalmente arrivò il giorno in cui la guerra finì.

Gli americani erano ormai padroni assoluti e incontrastati del nostro

paese e il destino stava per riservarli un'attesa sorpresa.

Vieni qua!

Mi ha chiamato. Oh, vai.

Comandi.

La signora deve incontrare una persona.

Ci perderemo qui dieci minuti. La signora deve andare da quella parte.

Forza, aiutala a scendere. Agli ordini.

Era da circa un anno che non vedevo più mia sorella e lei, che in mancanza dei

miei genitori mi aveva fatto anche un po' da mamma, si preoccupò subito di me,

conducendomi a vivere con lei e il suo ufficiale americano in una

splendida casa requisita dalle forze alleate nel nostro paese.

All'inizio fui felice di seguirla.

In fondo erano state lei e le sue amicizie a offrirmi le esperienze più

deliranti della mia adolescenza.

Presto mi accorsi però che la mia burrascosa sorellina si era trasformata

in un tenero agnellino innamorato e proprio non resistevo ad assistere alle

noiose serenate che lei dedicava al suo fidanzatino.

La mia salvezza fu di ricominciare a frequentare Vittorio.

Lui era sempre circondato da belle donne e disponibile, in nome della nostra

vecchia amicizia, a invitarmi ai suoi appuntamenti galanti.

Una volta portai con me anche i figli del fidanzato di mia sorella, che

intanto si erano trasferiti in Italia.

Non erano molto simpatici, forse pensavano che volessi rubargli l'affetto

del padre.

E per questo cercavo di rendermeli amici, portandoli ad assistere agli

incontri proibiti del mio caro amico. Amo, creatore divino, amo la terra dove

camminate, la luce che vi illumina.

Guardate, guardate la luna che risplende alta nel cielo. Vi sta baciando con la

sua luce. Ed anch'io provo un desiderio infinito di baciarvi.

Guardate. Che sta facendo? Che sta facendo avanti? Dice. E come vi dicevo,

lontani da occhi indiscreti, qui ci si sente liberi di correre.

Grazie.

Così dai avanti.

bravissima

Mi piace prenderti così.

Mi fai godere.

Sei troia, muoviti.

Oh, no.

Ma... Ma... Ma...

Ma... Ma...

Cosa c'è?

Oh, bravo, tutti e due mi fate impazzire.

Sì, con la lingua.

Sì.

Ti scopo la...

I ricordi della mia adolescenza finiscono con quella sera.

Furono gli ultimi attimi di felicità prima di possedere una donna e diventare

un uomo.

Il tempo però mi riservò un'ultima grande sorpresa.

Mia sorella morì pochi anni dopo aver sposato l'ufficiale americano.

Fu un grande trauma per tutti, ma per l'anziano consorte diventò impossibile

superare l'idea di essere rimasto solo.

E così si diede all'alcol.

trasformando la sua vecchiaia in una falsa e nuova adolescenza.

Questo che vedete è il suo figlio, penso che lo ricorderete.

Il suo matrimonio fu per me un nuovo insegnamento, quale ve lo svelerò alla

fine del film.

Ma perché mi hai portato qui?

Portarti qui per me è la cosa più bella del mondo. Ma io non ci voglio stare in

questo posto, non ci voglio stare. Giulia, no, ho sognato di incontrarti

qui. Desidero fare l'amore con te.

Ma non mi piace questo posto.

Amore.

Povero uomo, la sua sfortuna mi ha insegnato che non esiste limiti di età

per vivere un'adolescenza perversa.

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