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Scusa, sei già passato a ritirare in via Vercelli?
- Sì, perché? - Ho buttato una lampada per sbaglio.
Ma tanto mica si può recuperare roba mentre la sto trasportando.
Ma perché? Sono sicura che è lì.
Per la tua sicurezza, se ti fai male là sopra, ci vado di mezzo io.
Ok.
- Capisco. Grazie lo stesso. - Figurati.
Ciao.
Ma che minchia...
Oh! Per favore!
Scusa!
- Scusa, per favore, puoi scendere? - Tu non mi hai vista.
Ma cosa non ti ho vista? Sei lì, ti vedo. Per favore, scendi.
È una lampada da tavolo. La prendo e sparisco.
Guarda, se ti fai male, passo i guai. Puoi scendere, per cortesia?
Aiutami, ti prego, ti supplico, è una cosa importante, aiutami.
Per favore.
Una cosa di cinque minuti però, eh?
- Grazie. - Prego.
- Sonia, ma che è successo? - Che è successo, Fede?
È successo che hai chiesto il trasferimento a Trieste.
Sonia, l'ho fatto solo perché insisteva.
Hai finito di prendermi per il culo? Hai finito?
Cioè, prima mi chiedi di sposarti, con tanto di anello, eccolo qua.
E poi che fai?
Chiedi il trasferimento per andare a vivere con lei?
- Ma no, non è così. - Ma che senso ha?
Io l'ho fatto solo per farglielo credere.
Ma tanto figurati se mi daranno mai il trasferimento, dai.
Te l'hanno appena dato il trasferimento, sei contento?
Come me l'hanno dato? Ora chi glielo dice a mamma?
- Porca puttana! - A mamma, Fede? A mamma?
Tu comunque qualche complesso di coso, come si chiamava?
- Edipo. - Di Edipo. Non lo vedi proprio, Edipo.
- Scusi? Ma che succede? - [Sonia] Ma tu guarda, io non lo so.
Il tizio in alto ha tradito la ragazza in basso.
[Sonia] Tu sei proprio... Guarda, non lo so.
- No, ma io intendevo il traffico. - E io del traffico che ne so?
Ma non è meglio che stai da solo? Tu fai solo casini.
Che faccio? Ti faccio chiamare da mamma? Ti faccio venire a prendere?
Così ti porta il biberon, ti porta un ciuccio.
[notifica di cellulare]
Chi cazzo è?
- [donna] Senza parole. - Sonia?
Anche il tuo telefono sta ricevendo messaggi.
E uno di questi, sai chi te lo manda? Eros. E sai cosa dice?
"Quando è che facciamo il bis?"
Il bis di che? Sonia, il bis di che?
- Il bis di che? - È successo solo una volta.
Io sono dalla tua parte, lo sai, però, tesoro, non ti sto più dietro.
[Fede] Qua si è superato. Vuoi sapere cos'altro ti manda?
La melanzana, Sonia, la melanzana, hai capito?
Cioè, abbiamo l'ortolano qui. Oh, cazzo.
Ma vaffanculo, va!
Allora, giusto per capire.
- Come è fatta 'sta lampada? - È orrenda.
Ma come orrenda? Ma scusa, ma allora che stiamo facendo qua?
Perché me l'ha regalata la mamma del mio fidanzato.
Solo che è talmente brutta che mi rovina tutto quanto l'ambiente.
Solo che poi il mio ragazzo è tornato e ho visto che era preoccupatissimo.
Quindi ho detto che la lampada non funzionava più,
che l'avevo portata a riparare. Sono scesa per cercarla,
ma tu eri già passato e l'avevi portata via.
Questo è il tipico esempio
di quando uno fa entrare le famiglie dentro le relazioni di coppia.
Che vuoi dire?
Che le famiglie e le relazioni di coppia devono stare lontane, separate, via.
E come si fa?
E come? La mia famiglia è la mia famiglia
e la mia compagna è la mia compagna, semplice.
E la tua compagna cosa dice?
- Non ce l'ho. - Eh, certo.
Ma tutte le mie ex fidanzate erano d'accordo con me.
E infatti sono tutte ex.
Senti, allora dimmi se esiste in natura un animale
che è costretto a frequentare i propri suoceri.
Non esiste perché è una cosa innaturale, proprio una cosa contro natura.
Ma è normale conoscerli, i suoceri?
Senti, ai nostri genitori, quando nasciamo,
li obbligano a frequentare un corso che gli insegni a odiare i nostri partner.
Beh, allora i miei genitori non l'hanno frequentato
- perché loro adorano il mio ragazzo. - Sì, certo.
Nessun commento a mezza voce, nessuna frecciatina.
- Assolutamente no. E ti dico di più. - Dimmi.
I genitori del mio ragazzo mi amano come...
- Come una figlia! A posto siamo! - Esatto!
Perché quelli che ti odiano apertamente almeno sono sinceri,
quelli che fanno finta di volerti bene, sono i più pericolosi.
- Devi stare attenta. - Senti, ascolta,
tu hai avuto una brutta esperienza per pensarla così?
[musica metal dalla radio]
Senti, immagina di dover scegliere tra andare a cena con il tuo ragazzo
o andare a cena con il tuo ragazzo e la sua famiglia.
- Che scegli? - Beh, tutti insieme.
È una malattia, ti rendi conto?
E vorrei che lui venisse, se io andassi a cena con la mia famiglia.
Allora è tutta una cosa basata sul ricatto, certo.
Stai esagerando. Il ricatto...
Hai presente il film con Sharon Stone, Basic Instinct?
Sì.
Hai presente quella scena in cui Sharon Stone
presenta ai propri genitori Michael Douglas,
quella scena carica di tensioni, con quella fotografia...
- No. - Non te la ricordi?
Perché non c'è!
Perché se tu in un film erotico ci infili i suoceri,
ammazzi ogni erotismo. Ti rendi conto?
Vabbè, va bene.
Però non è che noi vediamo i suoceri tutti i giorni.
Quanto li vedete, così, per capire?
Poco.
Poco quanto? Perché lo vedo che stai sfuggendo... Dai, quanto?
- Una volta alla settimana. Anche meno. - Madonna.
Mai. Mai. È meglio anche meno.
Non posso credere che tu non abbia mai conosciuto i genitori delle tue ex.
- Mai. Nemmeno una. - Dai, è impossibile.
Allora, fai una cosa.
Prova a immaginare che io e te siamo una coppia.
Cosa c'è?
- Niente, scusami. Mi faceva ridere. - Capito. Ti faceva ridere.
Fai uno sforzo sovrumano e immagina che io e te siamo una coppia.
Andiamo a cena dei tuoi, che me li devi presentare.
Arriviamo e dici: "Papà, mamma, vi presento il mio fidanzato".
"Ah, piacere, il tuo fidanzato. E che fa il tuo fidanzato?"
"Il netturbino", "Ah, il netturbino?"
Allora, voglio sapere quante possibilità ci sono che tuo padre si alzi e dica:
"No, per il netturbino mia figlia è troppo poco,
il netturbino si merita di più." Ma in che mondo vivi? Scusami.
Se tu fossi il mio ragazzo,
a me non importerebbe nulla del giudizio degli altri.
- Ma non è affatto vero. - Perché?
Perché siamo qua a cercare una lampada di merda da mezz'ora
per fare un piacere a tua suocera.
Ammazza, cattiva questa.
E a Natale come faremmo?
E a Natale che facciamo? Io con la mia famiglia, tu con la tua
e poi dopo mezzanotte...
Ma io ti amo.
- E amo la mia famiglia. - Certo.
- E non voglio rinunciare a nessuno. - Per carità.
Io amo il tiramisù.
E amo il ragù napoletano.
Insieme mi fanno cacare.
Non so se...
Secondo me tu per questa assurda regola, ti stai perdendo delle cose. Importanti.
Secondo me sei tu che non ti rendi conto che già è difficile stare insieme in due
senza farci entrare le rispettive famiglie.
C'è troppa gente, diventa un luogo troppo affollato.
Ok, mi arrendo.
- Oh, finalmente. - Sei matto, eh.
Ha parlato quella che salta sui camion degli altri.
- Ci vuole coraggio proprio. - Però mi fai molto ridere.
Meno male. Perché qua la lampada non c'è.
Quindi secondo me è passato a rubarsela qualcuno
prima che arrivassi io col mio camion.
L'ho trovata cinque minuti fa.
Però volevo continuare a discutere con te.
Meno male che quello matto sono io.
[musica metal dalla radio]
Dai, non è orrenda come dicevi.
È un po' a forma di tetta. Però non è brutta.
Allora tienila tu.
Così ti ricorderai di me.
Non credo che mi dimenticherò di te così facilmente.
Ah, no eh? Guarda.
Ehi, quando è che ripassi dalle mie parti?
Ogni terzo giovedì del mese.
Perché? Altre lampade di merda da buttare?
Può essere.
[preghiera sottovoce]
Sorella,
ha slacciato la cintura.
Sì, l'ho tolta.
Posso chiederle perché?
Ci ho riflettuto a lungo, Madre.
Ricorda l'attentato a Giovanni Paolo II a San Pietro?
Certo che me lo ricordo. Era l'81.
Pensi che io abitavo proprio lì vicino a San Pietro.
Il Papa stava salutando la folla da una decappottabile.
Un uomo arrivò e sparò due colpi.
E colpì il Santo Padre con due proiettili.
E uno arrivò dritto, dritto allo stomaco.
Sì. Dritto allo stomaco.
- Eppure il Santo Padre guarì. - Quello fu davvero un miracolo.
Già, un miracolo.
È chiaro che Nostro Signore è intervenuto per salvarlo.
Eh sì.
Ma cosa c'entra questo con la cintura?
C'entra perché dopo l'attentato
hanno dotato la Papamobile di vetri antiproiettile.
Certo, adesso la Papamobile ha i vetri antiproiettile.
Esatto.
E allora?
Beh, non crede che sia sgarbato, che sia una scortesia?
Nei confronti di chi?
- Di chi? - Eh.
Di Dio.
Cosa penserà il Signore?
Sorella, non è in nostro potere immaginare che cosa pensa.
Ma io non credo che Dio abbia pensieri tanto diversi dai nostri,
visto che siamo fatti a Sua immagine e somiglianza.
E allora mi dica che cosa pensa Dio. Ma lo dica perché sono curiosa.
Beh, si sarà sentito offeso.
Ha fatto un miracolo, ha salvato il Santo Padre
e la nostra ricompensa qual è stata? Abbiamo messo i vetri antiproiettile.
Come se non ci fidassimo di Lui.
Lei sta dicendo che il Papa, mettendo i vetri antiproiettile, non crede in Dio?
No, no, questo non lo posso dire.
Non lo dice, però lo può pensare e mi sembra che lei lo stia pensando.
Perché viaggiamo con un santino di Santa Rita da Cascia?
Perché è la protettrice degli automobilisti e lei lo sa benissimo.
E preghiamo perché ci proteggano?
Certo.
Ma ci mettiamo le cinture?
Certo che ce la mettiamo per sicurezza nel caso...
- Cosa? - Nel caso di un incidente.
- Ecco. - Eh, ecco.
E lei, Madre, non crede che nel caso di un incidente,
Dio nostro Signore, attraverso Santa Rita,
intercederebbe per salvarci?
Sorella,
le ricordo il Libro dell'Esodo.
Quando Massah e Meriba chiesero un miracolo, cosa rispose Mosè?
"Perché tentate il Signore?"
Non dobbiamo pretendere che Dio sia al nostro servizio,
ma siamo noi al servizio di Dio.
Madre, io dico sempre sia fatta la sua volontà.
Quindi nel caso di un incidente, se io muoio è la sua volontà
e se mi salvo è sempre la sua volontà.
Però mettersi la cintura...
No, no, no, non ha senso.
È come una contrattazione.
Forse è semplicemente la volontà del Signore
che lei si metta la cintura come Dio comanda.
Su, avanti.
Gesù Cristo nostro Signore camminava sulle acque
e nel Vangelo non c'è scritto che indossava un salvagente
o un giubbotto di salvataggio.
Pregherò per lei, Sorella.
Ma perché...
Ma perché è così difficile per noi ammettere
che in fondo...
non abbiamo fede?
Buonasera.
Sorelle, la cintura di sicurezza.
Agenti,
io e la mia Sorella siamo giunte alla conclusione...
- La multa è di 400 euro. - A testa.
...che è meglio tenere la cintura anche da fermi.
- Sì, sì. - È più prudente.
- Vabbè, buona serata, noi andiamo. - Arrivederci.
Che il Signore sia con voi.
Sì, sì. Pregheremo per voi, eh.
Quattrocento euro.
- Ottocento. In due ottocento. - Eh, sì.
- Mi dia una mano, Madre. - Mettiamo la cintura, su.
È lui, Eros? Ah, però!
Sicuramente non soffre di vertigini.
È proprio il contrario di Federico, eh.
Energico, vitale, selvaggio.
Federico è bello, eh, per carità. Però è come quei tavolini montati male.
Traballa un po'.
Questo mi sa invece proprio di stabilità.
Non lo so, io non ci sto più capendo niente.
Guarda, ho un casino in testa.
Tesoro, fidati di me. Parlo dalla mia esperienza.
Quando tu sei confusa tra due uomini, la soluzione migliore, sai qual è?
- Qual è? - Non scegliere nessuno dei due.
Dammi l'anello.
No, aspetta.
Guarda che mi ringrazierai.
Fidati.
Sonia, tu meriti di più di uno come Federico.
Ma pure di uno che ti manda la melanzana in chat. Ma per carità.
Adesso però fallo scendere quel poveretto, dai.
Io vorrei farlo scendere,
ma il problema è che invece di buttare l'anello,
hai buttato la chiave della gru.
- Com'è la chiave della gru? - [Fede] Sonia! Ti prego, tirami giù.
Ho sbagliato, lo so. Scusami, perdonami.
Sono un cretino. Ma tirami giù, ti prego.
Non ce la faccio più, inizio a sentirmi male.
Sonia!
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