All language subtitles for Il cambio della guardia (1962)

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Original subtitles

เ

>> [musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

>> E tu, popolo italiano, mentre le nostre

truppe avanzano su tutto il fronte,

travolgendo ogni ostacolo,

Preparati ad accogliere l'arrivo dei

liberatori.

Eccoli là.

Liberatori.

Io non capisco come si fa a chiamarli

liberatori con quelle facce.

Bastardi sono neari gialli, pelli rossa,

un esercito di bastardi.

>> Dopo tre mesi dallo sbarco stanno sempre

lì

>> e lì resteranno

sul bagnasciuga.

in posizione orizzontale.

Sabotaggio e ribellione, questa è la

parola d'ordine. Italiani, ribellatevi

alle autorità costituite. Imponitevi

delle caserme, dei posti di polizia.

dei municipi.

Oh, Camerati, si parla anche dei

municipi. Eh,

>> io me ne frego. Ma sì, certo, ce ne

freghiamo tutti. Chi è che non se ne

frega?

>> Gli antifascisti.

>> Non ci sono antifascisti in questo

paese, camerata. Sennò obbedendo al

Duce, avremmo ripulito noi gli angolini.

Chiaro.

>> C'è solo qualche angolino che non è

proprio pulito.

>> Capellaro.

>> Oh, la colpa è nostra. Siete voi che vi

siete imparentato con lui. Siete voi che

gli avete concesso la mano di vostra

figlia.

>> Non a lui, camerata, a suo figlio. È ben

diverso. E le colpe dei padri, come dice

il duce, non ricadono mai sui figli.

>> Voi mi avete impedito di chiudere la sua

osteria.

>> Già. Perché il vino bianco o rosso che

sia non fa politica.

>> Come ha detto il Luce.

>> No, Trilussa,

>> lo avete lasciato anche a capo della

banda municipale.

>> Certo, perché anche la musica non fa

politica.

Ah, no, per Diana,

quel farutto di capellaro esagera. Se

credi di poter prendere lui

l'iniziativa, si sbaglia di grosso.

Virgili, la mia sciarpa tricolore.

>> Subito,

va. Al tuo posto.

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

>> [musica]

>> E bravo il nostro Attiglio, sempre

tranquillo, pacifico, non lo spostano

nemmeno le cannonate. Ma del resto anche

Beethoven era sordo, no? L'importante

nella musica è di sentire solo i tempi.

E tu li senti i tempi.

>> Che ci vuoi fare, Mario? Chi si dedica

alla musica e chi alla politica? Io da

20 anni dirigo la mia banda e tu dirigi

la tua.

>> Vorresti insinuare che siamo dei

banditi?

>> Calma camerata che c'entrano i bandisti

con i banditi?

Bando gli equivoci, Attiglio. Voglio

sapere se quelle cannonate che hai

sentito

Oh, dica te, Behoven, li hai sentiti sì

o no i cannoni americani.

>> Qui non si discute né di politica né di

alta strategia e i cannoni riguardano la

strategia.

Adesso puoi rispondermi. Hai sentiti sì

o no i cannoni americani. Sh,

[suono gutturale]

vieni.

>> Stacci.

Il nemico ti ascolta.

>> Ma che nemico? Nemico. Cosa mai sei tu

il nemico qui?

>> Ah, così rispetto i regolamenti. Mi hai

perfino dato la multa perché non avevo

affisso quel cartello.

>> Ma lascia perdere. Sono state quelle

cannonate a suggerirti la musica.

>> Quale musica? Non fare il tonto quel

motivo americano lo conosciamo.

>> Scusami caro, ma la musica è un'arte. Se

l'ascolti bene non pensi alla politica.

La riprova è Beethoven, il grande

musicista tedesco. È lui che ha

inventato il bum bum bom bom.

>> Il segnale di Radio Londra.

>> Ah, lo conosci anche tu?

>> Io? Oh, no.

Solo soltanto così per sentire le bugie

che dicono. Però però quel motivo che ho

sentito quando siamo entrati non avevi

mai suonato prima delle cannonate. Eh

>> eh beh, è una questione di ispirazione.

>> Eh già, la musica è una questione di

tempo e

e di atmosfera.

M

>> è giusto. Anch'io ho avuto

un'ispirazione. Sento che è venuto l'ora

di cedere il potere al cittadino più

degno di sostituirmi in un momento,

diciamo, è così musicale a te. No, no,

no, no, no. In un momento come questo la

sciarpa te la tieni, caro.

>> Ma come? Io per il bene del paese sono

pronto a privarmi delle dei

>> dei pantaloni, camerata, tu ti stai

calando le brache, non hai fiducia nella

vittoria. Questo è tradimento e te la

faremo pagare.

Finalmente siamo tre amici. Non si può

sapere perché non la vuoi questa cerpa.

Mh.

>> Perché tu insieme al tuo dolce

avete pazientato 20 anni? Ora basta. Io

invece ho pazientato 20 anni, tanto vale

che pazienti ancora qualche oretta.

>> Sì, va bene.

>> Avanti a Tillo. Cerchiamo di ragionare,

cerchiamo di dimenticare

le divergenze politiche. Questo muro

ideologico che ci separa. Eh, sono quei

muri là che ci separano. Sono quelli che

mi fanno schifo.

>> E beh, le scritte si possono sempre far

cancellare, no? Ma non le case. Guarda

cosa avete fatto di questo paesetto.

Sono il vostro buon gusto fascista.

Delle case quadrate, delle scatolone

senza un briciolo di fantasia. Niente,

niente. Eccoli. [risate]

Guarda, quelle mica sono case. Quelle

sono Sì, no, caserme.

>> Ma che caserme e caserme. Io ho

ricostruito, ho abbellito, ho

civilizzato.

>> E allora civilizza, tienti la sciarpa e

va a mettere l'ultima pietra.

>> No, no, no, no. Ti vieni qua. Mandiamo.

Pensa ai nostri ragazzi, alla mia Aurora

che domani potrebbe salire orfana

all'altare.

>> Ah, ma ha ragione Virgili, ti stai

proprio calando le braghe.

>> Ma che braghe braghe? Io penso alla

famiglia, alla mia e alla tua, perché,

eh, sai, detto tra di noi, la sciarpa

resterebbe sempre in famiglia, capisci?

Tutto come prima, non cambia niente, eh.

No, caro, io invece voglio che cambi

tutto.

>> Ma certo, certo. Via le scritte, via i

manifesti.

>> Se ne devono andare anche i consiglieri

municipali.

>> Beh, naturale. Via il consiglio

municipale.

>> E naturalmente ci sarà anche il

matrimonio dei nostri ragazzi.

>> Il matrimonio? Cosa vuoi dire?

Eh, se tu mi passi la sciarpa sarò io a

sposarli. No.

>> Ah, già, è vero. A questo non ci avevo

pensato.

>> Non ci aveva pensato.

>> Ripeto che puoi tenertela la tua

sciarpa. Io posso aspettare. Te l'ho

detto. Il piacere lo faccio io a te.

>> Ma come ti cedo il buonimpio? E non

pretendo ringraziamenti. Ma dico, non

so.

>> Ah, vorrei vedere. Vorresti anche i

ringraziamenti?

>> Ha preso la sciarpa.

Ma aspetta ancora un dettaglio.

Gliel'ha ridata.

>> Ah no, piuttosto mi impicco.

>> Oh, come vuoi. Io non t' ho chiesto

niente.

>> Ah, no? E il fondo della querciaia? E il

vigneto di Tre Croci e il pascolo dietro

il cimitero? Certo, tu non chiedi, tu

ricatti.

>> Vedi, caro, le cose sono cambiate.

>> Eh, sì.

Prima era il figlio di un oste sposava

la figlia del podestà, ora è il figlio

del sindaco che sposa la figlia di un

Beh, lasciamo andare. Eh, solo se

salviamo l'equilibrio resta tutto uguale

e l'hai detto tu stesso, resta tutto in

famiglia, compresa la sciarpa. Sei tu

che mi hai chiesto di accettarla.

Se non sei convinto, aspettiamo gli

americani. Oh, scusa.

>> Eh, non credere che io m'arrenda per

paura, eh. No, no, no.

>> Se subisco il tuo ricatto per salvare le

nozz

ragazzi.

Ricordatelo bene, soltanto per questo.

>> Glielha ridata. Siamo salvi.

>> Meno male.

>> Eh, Aurora, se sapessi quanti sacrifici

deve fare un padre per la figlia.

>> Eh, sì, può arrivare persino a calarsi

le braghe.

[tifo][applauso]

>> Lo vedi che non c'era ragione di

preoccuparsi? Tu che mi dicevi sempre,

mio padre è fascista, mio padre è

fascista. Vedi, ha cambiato colore e già

sta meglio.

>> Non te ne approfittare, eh.

Così ora stiamo al sicuro. Abbiamo fatto

come il rebador.

>> Bravo camerata, cioè signor Mario. Ma se

gli americani non arrivano

>> gli riprendiamo il potere. Eh,

gliel'abbiamo dato noi. E dunque

[risate]

e ai nuovi assessori municipali, a

Smonti, a De Bellis, a Gordini. Oh,

bravo Mario. Vieni, vieni, bevi con noi.

Alla salute. Eh,

>> beh, che c'è? A cosa pensi?

No, io penso solo a Crippa. Quello è un

fascista che ci crede. Mi domando cosa

farà. Eh,

>> beh, anche tu eri un fascista che ci

credeva. E che hai fatto?

>> Io ho fatto sempre delle riserve. Se

Cripa si muove, siamo perduti

>> in questo momento. Se fossi al posto suo

mi muoverei a dietro front perché se

resta qua è lui che è perduto. Salute.

>> Tu non puoi partire con lui.

>> Vattene, ti prego. Se ci trova qui siamo

perduti. Ti giuro che troverò il modo di

liberarmene.

>> L'avrei già trovato io.

>> Tu sai che io lo odio, ma è ancora mio

marito. Attento, viene qualcuno.

Virgili.

[musica]

>> [musica]

[musica]

>> Vincere. Vincere.

Agli ordini. Camerata Crippa, come mai

sei qui?

>> Il dovere, Camerata. In paese succedono

cose cose turche e magari fossero

turche. Qua si sentono suonare gli inni

americani. Sono già arrivati. che

arrivati. Ci mancherebbe. È la banda

municipale. Cappellaro in testa che

suona gli inni americani, ma c'è anche

di peggio.

Il podestà si è carato le braghe, si è

tolto la sciarpa e ora si sarà tolto

anche la camicia.

>> È impazzito? E come gira nudo?

>> Ma no, ha ceduto la sciarpa a quel

distattista del Nost.

[sbuffare]

Disser!

Questa è diserzione bella e buona.

Mentre qui si fronteggia il nemico.

Qui ci vuole una punizione esemplare.

Per questo io sono corso da voi.

Ma che è quella? Partite.

>> Sì.

>> Sì. Una punizione esemplare. Salutare.

Caro Virgili, tu sei arrivato proprio

mentre io stavo pensando a questo.

Qui ci vuole una squadraccia

come ai bei tempi.

Ai bei tempi.

Ti ricordi, Virgili, i bei tempi, quelli

del manganello,

dell'olio di ricido, la marcia su Roma,

le palù pontine,

l'impero,

l'oro alla patria.

Aspetta.

Porta di là questa valigia. Da tua zia

ci andremo un altro giorno. Sparisci.

Prima di tutto la causa. Allora io vado

a Vittoria, mi procuro una bella

squadraccia e la porto qui.

>> Permettete un consiglio, camerata? di

pure

>> la squadraccia è meglio richiederla

telefonicamente.

>> Ma c'è il caso che non abbiano un mezzo

di trasporto con la mia macchina vado e

torno con loro.

>> Sì, ma in momenti come questi la vostra

presenza qui è categorica. È meglio

mandare la vostra macchina col solo

autista.

>> Bravo.

I tuoi consigli sono molto utili.

>> Grazie. Chiamo Vittoria,

>> tanto non ci riuscirai. È da stamattina

che cerco di mettermi in linea.

>> Vittoria in linea.

>> Quello che mi dispiace che non sarai tu

a sposarli.

>> Eh, ringrazio che potrò assistere alla

cerimonia. Poteva andare anche peggio.

>> Ma se è un falso allarme, se non

venissero neanche stavolta, [sbuffare]

>> mancherebbe.

>> Qui è Radio Londra che vi parla. Amici

italiani, buonasera. Vi trasmettiamo le

ultime notizie sul fronte di Anzio. Ah,

se qui si disturbano vuol dire che le

cose vanno male.

>> M speriamo.

>> Speriamo che cosa?

>> Che arrivino.

>> A questo punto siamo tu, mia moglie. Ah,

>> e allora speriamo che non arrivino.

>> Brava. Cosa ha servito a loro umiliarmi

davanti a tutto il paese?

>> Vuoi decidere allora che cosa possiamo

sperare noi?

>> Noi non dobbiamo sperare, dobbiamo

credere.

>> Ma in che cosa?

>> Sì, in che cosa?

Nel domani.

>> Sì,

>> e domani.

>> Domande insidiose.

>> Sul fronte di Anzio, i valorosi camerati

germanici hanno vittoriosamente respinto

un attacco delle truppe angloamericane,

costringendole a ripiegare in direzione

della costa. Il nemico in rotta ha

abbandonato sul campo ingenti

quantitativi di materiale bellico.

>> Hai fatto proprio un bell'affare. Per 20

anni non ti eri mai occupato di

politica. Non potevi startene tranquillo

fino all'ultimo. No, proprio alla

vigilia delle nozzo, figlio vai a

metterti in questi pasticci.

>> Io l'ho fatto nell'interesse di nostro

figlio, perché se prendono il suocero e

lo fucilano, il matrimonio quando si fa?

>> Ma così, per salvare la vita Mario, vai

a rischiare la tua. Oh, Attilio ho tanta

paura. Ho come un presentimento.

>> Oh! Oh!

>> Che c'è? Attilio! Ce l'hai anche tu?

>> Sì, ho il presentimento che scorderò la

formula del matrimonio. Eppure l'ho

studiata bene a memoria. Tieni,

risentimela un po', eh.

Ah,

dunque,

signor Gianni Cappellaro,

vuoi tu prendere per legittima sposa la

signorina Vinicio Aurora?

>> Presente.

>> Qui presente?

>> Sì, papà.

>> No, eh.

Deve dire semplicemente sì senza papà.

In questo momento non sei il padre tu,

tu sei sindaco.

>> Hai capito?

>> Sì, papà. Ecco, scusa. Sì,

anzi, è meglio che rispondi. Sì, signor

sindaco.

È più carino. Suona meglio? No. Sì,

signor sindaco. Ecco.

Così. Va bene,

>> ma per me basta un sì, non interrompiamo

più.

>> Sei stato tu a cominciare e poi come

sindaco posso interrompere. Ah! Oh!

E lei, signorina Vinicio Aurora, vuole

prendere per legittimo sposo il signor

Cappellaro Giovanni. Qui presente?

Sì, signor sindaco.

>> Io Attilio Cappellaro, sindaco di Ardea.

No, niente, niente. Vai avanti.

>> Io Attilio Capellaro, sindaco di Ardea.

Ancora una volta, credi che non

l'abbiamo capito. Senti bello, io sono

stato zitto per 20 anni, tu vuoi starti

zitto per 20 minuti.

>> Continua, continua.

>> Continua. Una parola. Cosa stavo dicendo

quando mi ha interrotto?

>> Io Attilio Capellaro, sindaco di Ardea.

Sei molto gentile. Credevo che tu non lo

ricordassi.

Bene,

io Attilio Cappellaro, sindaco di Ardea,

vi dichiaro

marito e moglie.

>> [musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

>> เ Che cos'è questa festa? Avanti. Cosa

pensavate che io avrei chiuso un occhio?

>> Quale?

>> Vuol dire che ancora non mi conoscete

bene.

Per i vigliacchi e per i traditori io

non conosco che una fine. Il muro.

>> E tu che stai facendo là?

>> A me mi hanno ordinato di cancellare.

>> Io ti ordino di riscrivere.

>> Mi dispiace, signor Clire, non posso.

>> Non puoi? Lo sai cosa sei tu? Un

disfattista?

>> No, un analfabeta. Lo sono sempre stato

Si Cri.

>> Basta.

>> Siete un branco di sovversivi. Ecco

quello che siete.

>> Ma io vi conosco uno a uno.

Riuscirò a trovare il vero responsabile

di questa storia vergognosa?

Comeè avvenuto questo trapasso di

poteri?

>> Di che sei stato tu con un atto di

forza. Digli che sei stato tu con un

atto di debolezza. Non capisci che se mi

salvo io potrò salvare te dopo?

>> Ma che dopo? Quello fucila subito.

>> Calma, figlioli, calma. In qualità di

sacerdote devo dirvi che non avete il

diritto di interrompere una cerimonia

nuziale impedendo a due sposi di entrare

in chiesa per far benedire la loro

unione. Mi sbagliate, don Fausto? Questi

due non sono sposati. Come non sono

sposati?

>> Assicuro che siamo sposati. Fammi vedere

il certificato.

>> Eccolo.

>> Firma del sindaco Attilio Cappellaro.

>> Sono io, Attilio Cappellaro, il sindaco.

>> Qui abbiamo solo un po' di sta.

Mario Vinicio presente.

>> Guarda un po' che ci faccio col tuo

certificato.

>> Dovresti vergognarti di startene qui a

sposare, mentre il paese ha bisogno di

tutti i suoi figli per respingere

l'invasore.

>> Sì, ma lui non ha ancora l'età.

>> Buono per l'amore, buono per la patria.

>> Se invece di pensare all'amore avessimo

pensato di più a combattere, avremmo già

vinto la guerra.

>> Dimmi quanti anni hai?

>> Eh, 20.

>> Ma che ne ha solo 19? Ce ne manca ancora

prima di arrivare ai 20 anni.

>> Sei fortunato, ragazzo. A vittoria

assumono volontari e io accetto la tua

domanda.

Raggiungerà immediatamente la caserma di

Vittoria. Gargiulo,

>> comandate.

>> Tu l'accompagnerai la corriera che ferma

il bivio con la nazionale.

Avanti, corri a casa a prendere la tua

roba e senza perdere un minuto di tempo,

filate.

>> No, papà, stai calmo.

>> Non ho finito.

Domani arriverà una squadra fascista che

mi aiuterà a ristabilire l'ordine e la

disciplina.

Tanto per cominciare, siete tutti

condannati a una multa collettiva di

10.000 dire

e il responsabile della ribellione verrà

trasferito a Vittoria, dove sarà

immediatamente processato per alto

tradimento.

E se non riusciamo a trovare il

colpe

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