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Zulu
เ
>> [musica]
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
>> E tu, popolo italiano, mentre le nostre
truppe avanzano su tutto il fronte,
travolgendo ogni ostacolo,
Preparati ad accogliere l'arrivo dei
liberatori.
Eccoli là.
Liberatori.
Io non capisco come si fa a chiamarli
liberatori con quelle facce.
Bastardi sono neari gialli, pelli rossa,
un esercito di bastardi.
>> Dopo tre mesi dallo sbarco stanno sempre
lì
>> e lì resteranno
sul bagnasciuga.
in posizione orizzontale.
Sabotaggio e ribellione, questa è la
parola d'ordine. Italiani, ribellatevi
alle autorità costituite. Imponitevi
delle caserme, dei posti di polizia.
dei municipi.
Oh, Camerati, si parla anche dei
municipi. Eh,
>> io me ne frego. Ma sì, certo, ce ne
freghiamo tutti. Chi è che non se ne
frega?
>> Gli antifascisti.
>> Non ci sono antifascisti in questo
paese, camerata. Sennò obbedendo al
Duce, avremmo ripulito noi gli angolini.
Chiaro.
>> C'è solo qualche angolino che non è
proprio pulito.
>> Capellaro.
>> Oh, la colpa è nostra. Siete voi che vi
siete imparentato con lui. Siete voi che
gli avete concesso la mano di vostra
figlia.
>> Non a lui, camerata, a suo figlio. È ben
diverso. E le colpe dei padri, come dice
il duce, non ricadono mai sui figli.
>> Voi mi avete impedito di chiudere la sua
osteria.
>> Già. Perché il vino bianco o rosso che
sia non fa politica.
>> Come ha detto il Luce.
>> No, Trilussa,
>> lo avete lasciato anche a capo della
banda municipale.
>> Certo, perché anche la musica non fa
politica.
Ah, no, per Diana,
quel farutto di capellaro esagera. Se
credi di poter prendere lui
l'iniziativa, si sbaglia di grosso.
Virgili, la mia sciarpa tricolore.
>> Subito,
va. Al tuo posto.
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
>> [musica]
>> E bravo il nostro Attiglio, sempre
tranquillo, pacifico, non lo spostano
nemmeno le cannonate. Ma del resto anche
Beethoven era sordo, no? L'importante
nella musica è di sentire solo i tempi.
E tu li senti i tempi.
>> Che ci vuoi fare, Mario? Chi si dedica
alla musica e chi alla politica? Io da
20 anni dirigo la mia banda e tu dirigi
la tua.
>> Vorresti insinuare che siamo dei
banditi?
>> Calma camerata che c'entrano i bandisti
con i banditi?
Bando gli equivoci, Attiglio. Voglio
sapere se quelle cannonate che hai
sentito
Oh, dica te, Behoven, li hai sentiti sì
o no i cannoni americani.
>> Qui non si discute né di politica né di
alta strategia e i cannoni riguardano la
strategia.
Adesso puoi rispondermi. Hai sentiti sì
o no i cannoni americani. Sh,
[suono gutturale]
vieni.
>> Stacci.
Il nemico ti ascolta.
>> Ma che nemico? Nemico. Cosa mai sei tu
il nemico qui?
>> Ah, così rispetto i regolamenti. Mi hai
perfino dato la multa perché non avevo
affisso quel cartello.
>> Ma lascia perdere. Sono state quelle
cannonate a suggerirti la musica.
>> Quale musica? Non fare il tonto quel
motivo americano lo conosciamo.
>> Scusami caro, ma la musica è un'arte. Se
l'ascolti bene non pensi alla politica.
La riprova è Beethoven, il grande
musicista tedesco. È lui che ha
inventato il bum bum bom bom.
>> Il segnale di Radio Londra.
>> Ah, lo conosci anche tu?
>> Io? Oh, no.
Solo soltanto così per sentire le bugie
che dicono. Però però quel motivo che ho
sentito quando siamo entrati non avevi
mai suonato prima delle cannonate. Eh
>> eh beh, è una questione di ispirazione.
>> Eh già, la musica è una questione di
tempo e
e di atmosfera.
M
>> è giusto. Anch'io ho avuto
un'ispirazione. Sento che è venuto l'ora
di cedere il potere al cittadino più
degno di sostituirmi in un momento,
diciamo, è così musicale a te. No, no,
no, no, no. In un momento come questo la
sciarpa te la tieni, caro.
>> Ma come? Io per il bene del paese sono
pronto a privarmi delle dei
>> dei pantaloni, camerata, tu ti stai
calando le brache, non hai fiducia nella
vittoria. Questo è tradimento e te la
faremo pagare.
Finalmente siamo tre amici. Non si può
sapere perché non la vuoi questa cerpa.
Mh.
>> Perché tu insieme al tuo dolce
avete pazientato 20 anni? Ora basta. Io
invece ho pazientato 20 anni, tanto vale
che pazienti ancora qualche oretta.
>> Sì, va bene.
>> Avanti a Tillo. Cerchiamo di ragionare,
cerchiamo di dimenticare
le divergenze politiche. Questo muro
ideologico che ci separa. Eh, sono quei
muri là che ci separano. Sono quelli che
mi fanno schifo.
>> E beh, le scritte si possono sempre far
cancellare, no? Ma non le case. Guarda
cosa avete fatto di questo paesetto.
Sono il vostro buon gusto fascista.
Delle case quadrate, delle scatolone
senza un briciolo di fantasia. Niente,
niente. Eccoli. [risate]
Guarda, quelle mica sono case. Quelle
sono Sì, no, caserme.
>> Ma che caserme e caserme. Io ho
ricostruito, ho abbellito, ho
civilizzato.
>> E allora civilizza, tienti la sciarpa e
va a mettere l'ultima pietra.
>> No, no, no, no. Ti vieni qua. Mandiamo.
Pensa ai nostri ragazzi, alla mia Aurora
che domani potrebbe salire orfana
all'altare.
>> Ah, ma ha ragione Virgili, ti stai
proprio calando le braghe.
>> Ma che braghe braghe? Io penso alla
famiglia, alla mia e alla tua, perché,
eh, sai, detto tra di noi, la sciarpa
resterebbe sempre in famiglia, capisci?
Tutto come prima, non cambia niente, eh.
No, caro, io invece voglio che cambi
tutto.
>> Ma certo, certo. Via le scritte, via i
manifesti.
>> Se ne devono andare anche i consiglieri
municipali.
>> Beh, naturale. Via il consiglio
municipale.
>> E naturalmente ci sarà anche il
matrimonio dei nostri ragazzi.
>> Il matrimonio? Cosa vuoi dire?
Eh, se tu mi passi la sciarpa sarò io a
sposarli. No.
>> Ah, già, è vero. A questo non ci avevo
pensato.
>> Non ci aveva pensato.
>> Ripeto che puoi tenertela la tua
sciarpa. Io posso aspettare. Te l'ho
detto. Il piacere lo faccio io a te.
>> Ma come ti cedo il buonimpio? E non
pretendo ringraziamenti. Ma dico, non
so.
>> Ah, vorrei vedere. Vorresti anche i
ringraziamenti?
>> Ha preso la sciarpa.
Ma aspetta ancora un dettaglio.
Gliel'ha ridata.
>> Ah no, piuttosto mi impicco.
>> Oh, come vuoi. Io non t' ho chiesto
niente.
>> Ah, no? E il fondo della querciaia? E il
vigneto di Tre Croci e il pascolo dietro
il cimitero? Certo, tu non chiedi, tu
ricatti.
>> Vedi, caro, le cose sono cambiate.
>> Eh, sì.
Prima era il figlio di un oste sposava
la figlia del podestà, ora è il figlio
del sindaco che sposa la figlia di un
Beh, lasciamo andare. Eh, solo se
salviamo l'equilibrio resta tutto uguale
e l'hai detto tu stesso, resta tutto in
famiglia, compresa la sciarpa. Sei tu
che mi hai chiesto di accettarla.
Se non sei convinto, aspettiamo gli
americani. Oh, scusa.
>> Eh, non credere che io m'arrenda per
paura, eh. No, no, no.
>> Se subisco il tuo ricatto per salvare le
nozz
ragazzi.
Ricordatelo bene, soltanto per questo.
>> Glielha ridata. Siamo salvi.
>> Meno male.
>> Eh, Aurora, se sapessi quanti sacrifici
deve fare un padre per la figlia.
>> Eh, sì, può arrivare persino a calarsi
le braghe.
[tifo][applauso]
>> Lo vedi che non c'era ragione di
preoccuparsi? Tu che mi dicevi sempre,
mio padre è fascista, mio padre è
fascista. Vedi, ha cambiato colore e già
sta meglio.
>> Non te ne approfittare, eh.
Così ora stiamo al sicuro. Abbiamo fatto
come il rebador.
>> Bravo camerata, cioè signor Mario. Ma se
gli americani non arrivano
>> gli riprendiamo il potere. Eh,
gliel'abbiamo dato noi. E dunque
[risate]
e ai nuovi assessori municipali, a
Smonti, a De Bellis, a Gordini. Oh,
bravo Mario. Vieni, vieni, bevi con noi.
Alla salute. Eh,
>> beh, che c'è? A cosa pensi?
No, io penso solo a Crippa. Quello è un
fascista che ci crede. Mi domando cosa
farà. Eh,
>> beh, anche tu eri un fascista che ci
credeva. E che hai fatto?
>> Io ho fatto sempre delle riserve. Se
Cripa si muove, siamo perduti
>> in questo momento. Se fossi al posto suo
mi muoverei a dietro front perché se
resta qua è lui che è perduto. Salute.
>> Tu non puoi partire con lui.
>> Vattene, ti prego. Se ci trova qui siamo
perduti. Ti giuro che troverò il modo di
liberarmene.
>> L'avrei già trovato io.
>> Tu sai che io lo odio, ma è ancora mio
marito. Attento, viene qualcuno.
Virgili.
[musica]
>> [musica]
[musica]
>> Vincere. Vincere.
Agli ordini. Camerata Crippa, come mai
sei qui?
>> Il dovere, Camerata. In paese succedono
cose cose turche e magari fossero
turche. Qua si sentono suonare gli inni
americani. Sono già arrivati. che
arrivati. Ci mancherebbe. È la banda
municipale. Cappellaro in testa che
suona gli inni americani, ma c'è anche
di peggio.
Il podestà si è carato le braghe, si è
tolto la sciarpa e ora si sarà tolto
anche la camicia.
>> È impazzito? E come gira nudo?
>> Ma no, ha ceduto la sciarpa a quel
distattista del Nost.
[sbuffare]
Disser!
Questa è diserzione bella e buona.
Mentre qui si fronteggia il nemico.
Qui ci vuole una punizione esemplare.
Per questo io sono corso da voi.
Ma che è quella? Partite.
>> Sì.
>> Sì. Una punizione esemplare. Salutare.
Caro Virgili, tu sei arrivato proprio
mentre io stavo pensando a questo.
Qui ci vuole una squadraccia
come ai bei tempi.
Ai bei tempi.
Ti ricordi, Virgili, i bei tempi, quelli
del manganello,
dell'olio di ricido, la marcia su Roma,
le palù pontine,
l'impero,
l'oro alla patria.
Aspetta.
Porta di là questa valigia. Da tua zia
ci andremo un altro giorno. Sparisci.
Prima di tutto la causa. Allora io vado
a Vittoria, mi procuro una bella
squadraccia e la porto qui.
>> Permettete un consiglio, camerata? di
pure
>> la squadraccia è meglio richiederla
telefonicamente.
>> Ma c'è il caso che non abbiano un mezzo
di trasporto con la mia macchina vado e
torno con loro.
>> Sì, ma in momenti come questi la vostra
presenza qui è categorica. È meglio
mandare la vostra macchina col solo
autista.
>> Bravo.
I tuoi consigli sono molto utili.
>> Grazie. Chiamo Vittoria,
>> tanto non ci riuscirai. È da stamattina
che cerco di mettermi in linea.
>> Vittoria in linea.
>> Quello che mi dispiace che non sarai tu
a sposarli.
>> Eh, ringrazio che potrò assistere alla
cerimonia. Poteva andare anche peggio.
>> Ma se è un falso allarme, se non
venissero neanche stavolta, [sbuffare]
>> mancherebbe.
>> Qui è Radio Londra che vi parla. Amici
italiani, buonasera. Vi trasmettiamo le
ultime notizie sul fronte di Anzio. Ah,
se qui si disturbano vuol dire che le
cose vanno male.
>> M speriamo.
>> Speriamo che cosa?
>> Che arrivino.
>> A questo punto siamo tu, mia moglie. Ah,
>> e allora speriamo che non arrivino.
>> Brava. Cosa ha servito a loro umiliarmi
davanti a tutto il paese?
>> Vuoi decidere allora che cosa possiamo
sperare noi?
>> Noi non dobbiamo sperare, dobbiamo
credere.
>> Ma in che cosa?
>> Sì, in che cosa?
Nel domani.
>> Sì,
>> e domani.
>> Domande insidiose.
>> Sul fronte di Anzio, i valorosi camerati
germanici hanno vittoriosamente respinto
un attacco delle truppe angloamericane,
costringendole a ripiegare in direzione
della costa. Il nemico in rotta ha
abbandonato sul campo ingenti
quantitativi di materiale bellico.
>> Hai fatto proprio un bell'affare. Per 20
anni non ti eri mai occupato di
politica. Non potevi startene tranquillo
fino all'ultimo. No, proprio alla
vigilia delle nozzo, figlio vai a
metterti in questi pasticci.
>> Io l'ho fatto nell'interesse di nostro
figlio, perché se prendono il suocero e
lo fucilano, il matrimonio quando si fa?
>> Ma così, per salvare la vita Mario, vai
a rischiare la tua. Oh, Attilio ho tanta
paura. Ho come un presentimento.
>> Oh! Oh!
>> Che c'è? Attilio! Ce l'hai anche tu?
>> Sì, ho il presentimento che scorderò la
formula del matrimonio. Eppure l'ho
studiata bene a memoria. Tieni,
risentimela un po', eh.
Ah,
dunque,
signor Gianni Cappellaro,
vuoi tu prendere per legittima sposa la
signorina Vinicio Aurora?
>> Presente.
>> Qui presente?
>> Sì, papà.
>> No, eh.
Deve dire semplicemente sì senza papà.
In questo momento non sei il padre tu,
tu sei sindaco.
>> Hai capito?
>> Sì, papà. Ecco, scusa. Sì,
anzi, è meglio che rispondi. Sì, signor
sindaco.
È più carino. Suona meglio? No. Sì,
signor sindaco. Ecco.
Così. Va bene,
>> ma per me basta un sì, non interrompiamo
più.
>> Sei stato tu a cominciare e poi come
sindaco posso interrompere. Ah! Oh!
E lei, signorina Vinicio Aurora, vuole
prendere per legittimo sposo il signor
Cappellaro Giovanni. Qui presente?
Sì, signor sindaco.
>> Io Attilio Cappellaro, sindaco di Ardea.
No, niente, niente. Vai avanti.
>> Io Attilio Capellaro, sindaco di Ardea.
Ancora una volta, credi che non
l'abbiamo capito. Senti bello, io sono
stato zitto per 20 anni, tu vuoi starti
zitto per 20 minuti.
>> Continua, continua.
>> Continua. Una parola. Cosa stavo dicendo
quando mi ha interrotto?
>> Io Attilio Capellaro, sindaco di Ardea.
Sei molto gentile. Credevo che tu non lo
ricordassi.
Bene,
io Attilio Cappellaro, sindaco di Ardea,
vi dichiaro
marito e moglie.
>> [musica]
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
>> เ Che cos'è questa festa? Avanti. Cosa
pensavate che io avrei chiuso un occhio?
>> Quale?
>> Vuol dire che ancora non mi conoscete
bene.
Per i vigliacchi e per i traditori io
non conosco che una fine. Il muro.
>> E tu che stai facendo là?
>> A me mi hanno ordinato di cancellare.
>> Io ti ordino di riscrivere.
>> Mi dispiace, signor Clire, non posso.
>> Non puoi? Lo sai cosa sei tu? Un
disfattista?
>> No, un analfabeta. Lo sono sempre stato
Si Cri.
>> Basta.
>> Siete un branco di sovversivi. Ecco
quello che siete.
>> Ma io vi conosco uno a uno.
Riuscirò a trovare il vero responsabile
di questa storia vergognosa?
Comeè avvenuto questo trapasso di
poteri?
>> Di che sei stato tu con un atto di
forza. Digli che sei stato tu con un
atto di debolezza. Non capisci che se mi
salvo io potrò salvare te dopo?
>> Ma che dopo? Quello fucila subito.
>> Calma, figlioli, calma. In qualità di
sacerdote devo dirvi che non avete il
diritto di interrompere una cerimonia
nuziale impedendo a due sposi di entrare
in chiesa per far benedire la loro
unione. Mi sbagliate, don Fausto? Questi
due non sono sposati. Come non sono
sposati?
>> Assicuro che siamo sposati. Fammi vedere
il certificato.
>> Eccolo.
>> Firma del sindaco Attilio Cappellaro.
>> Sono io, Attilio Cappellaro, il sindaco.
>> Qui abbiamo solo un po' di sta.
Mario Vinicio presente.
>> Guarda un po' che ci faccio col tuo
certificato.
>> Dovresti vergognarti di startene qui a
sposare, mentre il paese ha bisogno di
tutti i suoi figli per respingere
l'invasore.
>> Sì, ma lui non ha ancora l'età.
>> Buono per l'amore, buono per la patria.
>> Se invece di pensare all'amore avessimo
pensato di più a combattere, avremmo già
vinto la guerra.
>> Dimmi quanti anni hai?
>> Eh, 20.
>> Ma che ne ha solo 19? Ce ne manca ancora
prima di arrivare ai 20 anni.
>> Sei fortunato, ragazzo. A vittoria
assumono volontari e io accetto la tua
domanda.
Raggiungerà immediatamente la caserma di
Vittoria. Gargiulo,
>> comandate.
>> Tu l'accompagnerai la corriera che ferma
il bivio con la nazionale.
Avanti, corri a casa a prendere la tua
roba e senza perdere un minuto di tempo,
filate.
>> No, papà, stai calmo.
>> Non ho finito.
Domani arriverà una squadra fascista che
mi aiuterà a ristabilire l'ordine e la
disciplina.
Tanto per cominciare, siete tutti
condannati a una multa collettiva di
10.000 dire
e il responsabile della ribellione verrà
trasferito a Vittoria, dove sarà
immediatamente processato per alto
tradimento.
E se non riusciamo a trovare il
colpe
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