All language subtitles for Il Patriarca S01E05_6

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Original subtitles

Sei pronto?

Cristo Nemo, basta!

E perché?

Non voglio dimenticarlo.

Allora scrivitelo sull'agenda, almeno non ti torturi.

A torturarmi basta lo sguardo di Serena ogni volta che mi incontra. Stamattina a

colazione non mi ha ricolto la parola. Nemo, tutti perdonano, devi solo

aspettare. Il tempo è l'unica cosa che non offerro.

Nemo, ecco la lista dell'impresa in passivo che mi avevi chiesto.

Invece riguardo il ramo alberghiero che cosa avresti deciso?

Dopo quello che ho fatto a Carlo non posso chiudere tutto.

Serena non me lo perdonerebbe mai.

Seguiamo il consiglio di Malcom, usiamo la liquidità della Dipsy per mettere a

posto gli altri asset.

Se vuoi convoco il consiglio per oggi stesso.

No Mario, stiamo partendo.

Vai un'altra volta a Roma?

Sì.

Mi raccomando, l'entrata in borsa resta la nostra priorità. Sì, c'è molto lavoro

da fare.

Fatti dare una mano da Malcom. No, non c'è bisogno, faccio da solo.

Ho fatto preparare la macchina, posso tornare?

Buon viaggio, signor. Grazie.

Congratulazioni, tesoro.

È una bellissima notizia. Sono felice per voi.

Sono molto contento anch'io.

Scusami, Mario, nella fretta mi è passato di mente.

Congratulazioni.

Come l'avete saputo?

Beh, Levante è piccola. Certo.

Perché non ce l'hai detto?

Volevamo essere prudenti.

Come sta Elisa?

Bene, Elisa, sta bene. È felice quasi quanto me.

Sarai un padre meraviglioso. Sono stato fortunato. Ho avuto degli ottimi

insegnanti. Beh, di sicuro ti abbiamo insegnato cosa non fare.

Vuoi che le parlo? No, le passerà.

Mi fai diventare nono, bastardo.

Nemo!

Ci vediamo dopo.

Ciao Nina.

Ciao Mario.

Meno male che sei venuto.

Ho finito l'ispirazione.

Senti, c'è una cosa che devo dirti.

Pensavo non avresti avuto il coraggio di dirmela.

Io ti giuro l'avrei detta a te per prima.

Ah, sei proprio un signore.

È stato un incidente. Un incidente? Sì.

Hai inciampato in un tappeto e l'hai infilato dentro Elisa?

Quella con cui non scopavi più? Questo non significa niente rispetto a quello

che io provo per te. Avresti dovuto pensarci prima.

Dammi tempo.

Rimedierò e metterò tutto a posto. È già tutto a posto. Sei tranquilla.

Da oggi in poi l'unica cosa di cui parleremo io e te sarà la di Psy.

Non voglio avere più niente a che fare con te.

Mi è tornata l'ispirazione, guarda.

Quindi se non ti dispiace adesso togli le dalle palle, grazie.

Vattene!

Un compleanno, amore.

Oddio.

È una sella in cui ero vesciato col doppio sottopalcio.

Ma tu sei pazzo!

Ma chissà quanto l'hai pagata? Ma no, mi ha fatto lo sconto l'artigiano senese

dove l'ho presa.

Che tra l'altro mi ha detto che a Siena ci sono i migliori maneggi d'Italia

perché c'è il palio e tutte quelle cose lì. A Siena?

E perché proprio lì?

Perché è un po' che ci penso, Carlo. Finiamola con Levante. Ma per sempre

proprio. Ma in che senso?

Non riesco più a vivere in una casa pagata da tuo padre.

Non ce la faccio. Allora troviamo un altro posto. Amore, ma non capisci il

punto.

Tuo padre ti plagia, non ti permetterà mai di farti una vita tua.

E poi è stato violento o ti sei già dimenticato di quello che ti ha fatto?

È una nuova città, è nuova vita qua, no?

Ci sarebbe anche una scuola che mi assumerebbe lì a Siena, capisci?

Mi ha pensato a tutto.

A tutto.

E io che credevo di essere passo della coppia.

Che te ne pare allora?

Ok, quando partiamo?

Ma veramente?

Sì, va bene. Adesso, andiamo via adesso, partiamo ora.

Ho perso il controllo. Ho picchiato il mio figlio e le assicuro che non mi era

mai successo di alzare un dito contro qualcuno della mia famiglia.

E la cosa peggiore è che potrei scordarmene. Ho bisogno di qualcosa di

più forte, dottoressa, qualunque cosa.

Ma guardi che non è con un paio di pillole. La prego.

Devo essere lucido. Ho bisogno di lasciare tutte le cose a posto e per far

questo devo stare sul pezzo.

Preferisco due anni di lucidità a una vita da vegetale.

Queste sono delle pillole molto forti.

Deve stare attento al dosaggio e soprattutto non mischiarle con l'alcol.

Va bene.

Non fanno miracoli, signor Bandera.

Piuttosto lei ha bisogno di esercitare la mente.

fare lavori manuali.

Ho le mie piante.

Non basta.

Serve qualcosa che le ricordi il passato, qualcosa che le aiuti a pescare

nei ricordi cercando di metterli a fuoco.

Potrei rimettere a posto la mia vecchia barca a lavorarci.

Sì, basta che non diventi un'ossessione però.

E poi c'è un'altra cosa, dottoressa.

Sì? Io non posso continuare a venire a Roma.

La cosa sta dando sospetti.

Le posso raccomandare un mio collega di Bari? È molto in gamba, discreto. Non ha

capito.

Io voglio continuare con lei.

Ma da me.

Mi occuperò io del suo trasferimento.

Che cosa?

Signor Pandara, io apprezzo molto la considerazione. No, non è vero. L'idea

non le piace.

E non piace neanche a me.

Ma non c'è alternativa.

E la prego, non mi costringa a insistere.

Le farò sapere io come e quando.

Grazie, dottoressa.

Lara, cerco solo di aiutarti.

Come ho fatto dal primo giorno?

No, tu è dal primo giorno che mi dici cazzate, Malcolm.

Quello che ti ho detto su Nemo non era una cazzata, ho sbaglio. Sì, e come le

hai avute le informazioni, eh?

I nomi, il posto, l'ora?

Te l'ho detto.

L'ho sentito per caso al lavoro.

Sì. Perché non sei andato alla polizia allora?

Perché la polizia in questa città lavora per Nemo, lo sai benissimo. Sì, senti,

io ho da fare. A fare cosa?

Portare altri caffè?

Sei sprecata.

Certo. Perché per quelli come voi è impensabile che qualcuno si guadagni da

vivere in modo onesto, vero?

Almeno i miei soldi sono puliti.

Mi dica, signor Bandera.

Vieni in ufficio, dobbiamo parlare.

Va bene.

Agito distinto.

E ho pensato subito a Lara e a quanto si sarebbe sentito responsabile.

Lei mi ha chiesto di proteggerla.

E ho creduto che fosse giusto provare a fermarla, signor Bandero.

E l'unica persona che avrebbe ascoltato era Lara.

Per questo l'ho coinvolta.

Quando avevo la tua età, seguivo solo l'istinto.

E la maggior parte delle volte sbagliavo.

Poi col passare del tempo ho imparato a ragionare.

La prossima volta ragiona.

E viene a parlare con me.

Come sta Lara?

È una ragazza forte e sa bastare a se stessa. Ma il fatto è un altro.

Ha bisogno di soldi.

Ed è troppo orgogliosa per accettare una mano. Dobbiamo trovarle un lavoro.

Qualcosa che metta alla prova la sua capacità di comando nel caso dovesse

essere lei a prendere il mio posto. Non lo accetterà mai sapendo che viene da

lei, Nemo.

E se venisse da te?

Guarda come ora non farebbe differenza.

Però Lara sa che sei in ottimi rapporti con le banche. Quindi se dicessi che un

'azienda a cui hai fatto avere un prestito è disposta ad assumerla, questo

potrebbe funzionare.

Sei già tornato?

Sì, è stata una cosa a mordi e fuggi.

Che hai lì?

Il nostro direttore finanziario va in pensione, quindi volevo proporti alcuni

profili di possibili sostituti.

Non serve.

Ce l'abbiamo già il sostituto.

Che dici?

Non lo so. Malcom, certe occasioni vanno prese al volo.

D'accordo?

Mi raccomando, Lara.

Certo.

Ascolta, il dottor Casale era la memoria storica della Dipsy. Mi fido di lui.

E dovresti farlo anche tu, visto che sei tu che l'hai portato qua.

Io l'ho scelto in base al suo curriculum, ma ora da qui a fare...

Invece io scelgo sempre le persone guardandole negli occhi e non basandomi

sulle carte.

E poi se si è affidata a Lara.

Ok.

Mario, stiamo per quotarci in borsa.

Abbiamo bisogno di uno sguardo sul futuro, altro che memoria storica. Sì,

ma quello che abbiamo fatto in passato ha lasciato troppe tracce.

Ne dobbiamo stare attenti. Se stai parlando di Monte Rosso, se ne sto

occupando ferro.

Mario? Sì.

Ho il server.

Ma è tutto il giorno che ci penso.

Aire Bandera ci ha fatto il culo a Freddy.

E' culo vivo solo perché ci stava la bastarda a salvarlo.

Tu non ne sai niente?

Non lo so.

Che cosa stai dicendo?

La cosa non mi torna.

Freddy è sveglio.

Non lo trovo troppo facile.

Ma tu ora cosa vuoi dire? Che io sono andata a fare la spia a bandiera?

Eh? Non lo so.

Dimelo tu.

Cos'hai fatto?

E tu dimmi una cosa, mamma.

Ma quando è che vado a mandare a fangola a quella sorta di stronzo di rumore, eh?

Grazie Mario, allora buonanotte. Buonanotte.

Che cos'è questa faccia? La conosco troppo bene, Mario. Ho ancora la storia

di Malcolm.

È che io non capisco che cosa non capisci.

Ultimamente ho come la sensazione di stare su una barca scassata in seguito

alla polizia.

Peruviani, licenziamenti. Dura molto l'elenco? E non so dove diavolo sto

andando perché qualcuno mi ha bendato gli occhi e quello sei tu, Nemo.

Non mi dici più niente, mi tieni le cose nascoste. Ma di che cazzo parli? Sto

parlando di Roma.

Ultimamente non fai che andare a Roma.

Che sta succedendo? Non capisco.

Mario a Roma.

Ho un'amica speciale.

Perché non me ne hai parlato prima? Perché mi vergognavo, è molto più

giovane di me, non sono cose facili da dire.

Però è una storia che sto chiudendo, lo so, avrei dovuto parlartene, ma non era

facile.

Chiaro? Sì.

Buonanotte. Buonanotte.

Ti piace, Ada?

Sì.

Questa sarà la prima barca della mia flotta, te lo prometto.

Sei sicuro?

Certo.

Oggi è il compleanno di Carlo, te lo sei dimenticato?

No, l'ho chiamato ma non mi ha risposto.

Non risponde nemmeno a me?

Forse si sentirà un po' in colpa per quello che è successo con Ferraioli. Ti

prego non ricominciare. Serena, mi dispiace per quello che è successo oggi,

ma è lui che ha ricominciato a drogarsi e ne deve pagare le conseguenze.

Ho capito.

Hai già deciso che sarà Nina a prendere il tuo posto, vero?

Non ti dimenticare di Lara.

Tranquillo, tranquillo, aspettare Monterosso.

Oggi non facciamo sparire nessuno sbio. Che cos'è, l'abitudine a far sparire i

poliziotti, Ferro?

Dipende dai poliziotti.

Sbaglio, quelli degli affari interni stanno indagando su di te. E per forza,

dopo che hai gonfiato la faccia di quel collega, com'è che si chiama?

Sai perfettamente come si chiama.

E se anche il suo numero di conto in banca.

No, quello no.

Noi nostri li paghiamo solo in contanti.

E comunque, se vuoi, in cinque minuti li faccio ritirare alla denuncia.

E in cambio di che?

Eh, diciamo che è un regalo.

A Levante funziona così, un po' prendi, un po' dai. Ah, ti tocca la parte dello

sbiro buono, eh Ferro?

Bella questa!

Non mi avevano mai chiamato poliziotto, nemmeno buono.

Pensa, ci conviene a tutte e due.

Ponte Rosso, ho già perso troppo tempo, dimmi che vuoi.

Quello che voglio.

Io voglio la testa del tuo boss appeso al...

Occhio alle teste che vuoi appendere, Montero.

Magari ci finisce la tua.

Ciao Renato, un piacere vederti.

Un tempo mentivi meglio.

Avevo un buon maestro. No, io ti ho insegnato a guidare i motoscafi di notte

a luci spente. Sì, e a scappare dalla polizia.

Dove c'è una frontiera c'è il contrabbando.

È reato ma non è peccato. Questo dicevi, tranne quando trasporti veleno, come

facevi tu. Non ero l'unico a spacciare a Levante.

E quella roba non era mia. Ecco, vedi, ora ti riconosco. Stai mentendo come ai

vecchi tempi.

Non avresti dovuto ritirarti.

Non sei tagliato per gli affari puliti.

Questa fabbrica sta fallendo e io sono venuto a darti una mano.

In cambio di cosa?

Assumi mia figlia Lara.

Scordatelo. Tu sarai pure il padrone di Levante.

Ma qui dentro comando ancora io.

E lo sai perché sono il padrone di Levante? Perché te la sei comprata? No,

perché si è venduta a me. E anche tu dovrai fare lo stesso.

Dovrai accettare il mio prezzo, Nemo.

Stammi bene, Nemo.

Alla prossima.

Ciao, Miguel.

Che cosa voleva, Nemo?

Niente.

Stai calmo, stai tranquillo e torna a lavorare.

Brutto segno quando arrivi in anticipo. Ti sbagli.

I capi hanno apprezzato come ti sei mosso l'altro giorno.

Vogliono che continui a usare Lara per arrivare al padre.

Io non credo che lei voglia farsi usare, certo non lo voglio io.

Sarebbe a dire che non voglio più coinvolgerla.

È già stata picchiata e arrestata la prossima volta. Io un po', non sei tu

quello troppo coinvolto.

Parli come uno che sta perdendo la testa per il proprio contatto.

E conosci le regole.

Ti rispediamo a Milano, 800 km dalla tua Lara.

Per cui farò finta di non aver sentito.

E tu farei finta di non aver parlato.

Tieni, finiscili tu.

A Milano non li trovi così buoni.

Ancora del caldo? No, grazie Rosa.

Rosa, ricorda te la lista per fuori. Va bene, grazie.

E Sara, non mi hai ancora detto se verrai alla premiazione?

Non lo so mamma.

Beh, io volevo citarti nel discorso di ringraziamento con papà, quindi...

Matto, tuttora non lo so.

Ascoltami.

Non c'è solo Carlo nella lotta alla successione.

Purtroppo c'è anche l'altra figlia di tuo padre.

Quindi noi dobbiamo fare squadra, ok?

Per prima cosa io contro Lara non ho niente.

E poi mi sembra un po' tardi per parlare di squadra, no?

Finora me la sono sempre cavata da sola, mi pare. Da sola?

Tesoro, ti prego.

Dov'eri quando avevo bisogno di te? In qualche comitato di beneficenza a

raccogliere i fondi per i senza tetto?

Allora continua a fare quello che sai fare.

Io mi preoccupo per te.

E perché?

Perché il cavallo su cui avevi puntato si è azzoppato. Voglio solo il bene di

tutti. Io sto bene, mamma.

Tu no?

Sì.

Tu

che

prendi?

Non lo so.

Una pasta o un riso.

Come l'ha presa la notizia la bella Nina?

Beh, se ne farà una ragione.

Beh, devi trovare un modo per restarle vicino. Non so, come consigliere, amico,

fratello maggiore, vedi tu. Però è importante che tu continui a

influenzare. Sì, ho capito, poi ci penserò.

Non è lei che mi preoccupa, ma Malcolm.

Si sta prendendo troppo spazio con me.

E usa Lara come io sto usando Nina.

Troverai un modo per metterla in riga.

Non ti farei mica mettere i piedi in testa da un contabile, no?

Certo che no.

Ah, è Stefano.

Pronto? Sì.

Ah bene, sono già pronte le analisi.

Va bene, allora ci vediamo oggi pomeriggio.

Grazie.

Mi accompagni, vero?

Certo.

Vedi Marco, ti ho invitato in questa trattoria per mostrarti che sono

veramente io.

Io sono una persona umile, cresciuto in un ambiente semplice come questo.

E se oggi sono Nemo Bandera, lo devo solo alla fatica, al sudore e alla fame

che avevo.

E non permetterò a nessuno di portarmi via quello che ho ottenuto.

Lo capisci? Certo, Nemo.

Io non mi sono mai fatto domande su di lei.

E continuerò a non farle.

Martino, buongiorno.

Che cosa vi faccio mangiare?

Dimmi tu.

Riso a patate cozze?

Fatta oggi?

Quella speciale.

Arrivano.

La fame?

Un po' sì.

L'Interpol ha segnalato i genitori di viaggio ad Amsterdam.

Sembra che da lì si siano imbarcati per... Ma mi stai ascoltando?

Che c'è?

Riccardi sta parlando con quelli degli affari interni.

E vorrei sapere che cosa gli sta dicendo quel figlio di puttana.

Presto lo saprai.

Vogliono parlare anche con te.

C'è tramau.

Ti sei fatto soffiare da una donna?

Hai sentito male?

Quel finocchio di ferro mi ha preso alle spalle.

Sì, come no.

Come quando ti sei fatto soffiare il camion sotto al naso.

Ma guarda, allenati.

Così la prossima volta non ti prenderanno alle spalle.

Cioè, non lo provi?

C'è una domanda che mi faccio da giorni.

Mi sono fatto fottere da fero.

È vero. Ma solo perché stavo a casa.

Mi sentivo al sicuro. Come cazzo ha fatto a trovarmi?

Ecco delle orecchie. C'hanno dappertutto.

Orecchie? Non ho orecchie da cagurano vorbeste.

Con me devi parlare italiano.

Se nessuno parla le orecchie non servono a un cazzo.

A Levante c'è uno solo che sa dove abito.

Hai ragione, belli questi fucili.

Tu non vai da nessuna parte.

Io non lascerò che ti rovini la vita per una stronzata del genere.

Perché adesso sono sulla cresta dell'onda, mamma, no?

Dai, per favore. Tuo padre è molto dispiaciuto per quello che ha fatto.

Ieri ti abbiamo aspettato per festeggiare il tuo compleanno. Ti avrò

chiamato almeno 40 volte.

Devi solo dimostrare il quanto vali. No, mamma.

Perché qui non si tratta della vostra vita, ma della mia. E la vivo come cazzo

mi pare. Non più, Carlo.

Tu e Nina siete i miei figli e è a voi che vostro padre dovrà lasciare tutto.

Hai paura che scelga Lara, vero?

Non accetteresti mai solo perché non è tua figlia.

Ma devi farti una ragione, perché per papà Lara è proprio come Mennino. Quest

'azienda è sempre appartenuta alla mia famiglia e qui Lara non c'entra proprio

niente.

Ascoltami bene, vi ho cresciuti cercando di non farvi mancare niente. Adesso è

arrivato il momento che voi facciate qualcosa per me.

Chi ti ha sempre aiutato, eh? Alex, mamma, Alex!

Fino a quando eravamo piccoli, e lo sai!

Adesso sei giusto.

Fai come ti pare.

Eh, diciamo come mi pare.

Me ne parto.

Che succede?

Qualcosa non va col bambino?

Elisa, il bambino sta bene.

Ma tu hai un'ipertensione polmonare.

In pratica i vasi sanguigni col tempo si sono ristretti. Non è grave, si cura con

i farmaci.

Ma una gravidanza potrebbe mettere sotto sforzo i polmoni. C'è il rischio che le

artere non reggano e portino ad un arresto cardiaco.

E che rischio?

Purtroppo in questi casi il rischio di mortalità materna è piuttosto alto.

Va dal 30 al 50%. Io come medico non posso consigliarti di portare avanti la

gravidanza. Lo so, è una decisione difficile.

Ma devi prenderla da sola.

Non sei sola.

Ho detto di no, Memo, oggi non riuscirò da scuola di nuovo. Perché non parlo con

il tuo padrone, stronzo? Allora, non ti faccio niente soltanto per rispettare

tuo padre. Che succede? Che succede?

Ehi, Michele, ti sei comprato il conservificio, eh?

L'hai tolto a mio padre.

Tecnicamente è un'acquisizione. La gestione rimarrà a voi.

Così l'orgoglio di tuo padre è salvo. L'orgoglio non c'entra.

Noi i tuoi soldi non li vogliamo.

Giovane, sai quanto ce ne frega di quello che volete?

Zero.

Da oggi comandiamo noi, Michè, mettetelo bene in testa. E voglio che facciate due

cose. La prima è che continuate a iscatolare tonno. Cozzi, molluschi,

sardine, come da tradizione, stronzo. E la seconda è che assumiate mia figlia

Lara come caporeparto, senza fare il mio nome.

Sparisci.

Guarda, questo me l'hanno insegnato in terapia. Ah, bene.

Trabbia!

Carino.

Tieni.

Grazie.

Che figata che ve ne andate.

Nessuno che vi conosce, un posto nuovo.

E nessuno che conosce papà.

Già. Ah sì, non vedo l'ora.

Dati voi, magari potessi farlo anche io.

Sì che puoi.

Volere è potere.

Certo, l'ingernità dei ricchi, con quali soldi.

Poi io non ho un Alessandro con cui scappare.

Sicura?

Prima in bagno ho visto schiuma da barba e acqua di colonia. Ma sei proprio una

serva!

Chi l'ha lasciato?

Nessuno.

Uno stronzo.

Stai rossendo?

Ah ma ti piace allora, eh?

Smettila! Ah ma è un grande amore allora, guarda, io già ve lo vedo. La

sera dormite insieme, la mattina si alza, si fa la barba e tu resti lì a

guardarlo, no? Sei proprio un cretino, sei.

Aspetta, tieni.

Sì?

Sì, sono io.

Sì, sì, certo che mi interessa.

Sì, grazie, allora a presto, sì, grazie.

Ho un lavoro!

Mi hanno offerto un lavoro!

Non è che ce lo sappiano di papà?

No,

no, è la concorrenza.

Wow! Wow!

Allora? Allora niente, dai.

Lo sai, su internet becchi sempre lo scenario peggiore.

Qualunque cosa cerchi, esce fuori il cancro.

Magari dovremmo sentire qualcun altro.

Amore, quella è una delle migliori cliniche d'Italia. Però se vuoi mi do

subito da fare, ok?

L'hai sentito anche tu, no? Ci sono donne che decidono di andare avanti.

Sì, ma ha anche detto che c'è un alto rischio di mortalità.

Dal 30 al 50%.

E poi lei ha appena detto che quella è una delle cliniche più sicure. Io sarei

seguita in modo migliore.

Ok, se sei così convinta va bene.

No, non sono così convinta. Però so anche che questa è la mia ultima

occasione.

Tu che dici?

Amore, tu lo sai quanto vorrei avere un figlio da te.

Ma se per avere questo bambino devo mettere a rischio la tua vita, io

sinceramente non me la sento. Mi dispiace.

Allora facciamolo subito.

Come se non fosse mai successo.

Bene.

Pensi di passare tutta la notte con questo relitto?

Ah, mamma mia. Allora copriti che fa freddo. Grazie.

Comunque, è grazie a questo relitto che ci siamo conosciuti.

Sì, è grazie a mio padre che hai smesso di usarlo.

Carlo vuole andare a vivere a Siena con Alessandro.

Lascialo andare, tornerà.

Tutto qui.

Cosa vuoi che faccia, Serena? Vuoi che ci parli? Pensi che mi dia retta dopo

quello che gli ho fatto? Sì, sei l'unico che può fare qualcosa.

Quel ragazzo non può farcela da solo. Ha bisogno della sua famiglia, ti prego.

E se il problema fosse la sua famiglia?

Non possiamo fregarcene.

Io non voglio svegliarmi una mattina con un poliziotto alla porta che mi dice che

nostro figlio è morto con una seriga... Serena, va bene, va bene.

Ci parlerò.

Ok.

C'è un'altra cosa.

Nina vuole tornarsene a Parigi? No, è una cosa per me.

Giovedì alle sette mi premiano come donna di Levante e vorrei che venissi.

E perché ti premiano?

Per avermi sopportato trent'anni. Ah no, per quello mi sono già guadagnato un

posto in paradiso.

Verrai?

Certo che verrò.

Ok.

Andiamo a fare tardi.

Giovedì alle sette, il premio di Serena.

Mario Rizzi vuole vedermi a pranzo in privato. Allora? A seconda, qual è il

problema? È che non so che cosa ha in mente.

E quello ha sempre in mente qualcosa.

Mario Rizzi controlla tutti i conti della holding e lì è la chiave di tutto.

Per cui facci a pranzo, a letto se serve e ringrazialo pure per la bella scopata.

Hai capito che roba?

Hai detto che era qualcun'altra.

Sempre così, quando devono fare posto per qualche raccomandata.

Ciao!

Sono Lara.

Sapete dov'è il mio armadietto?

D'accordo, me lo trovo da sola.

Non vanno, sono piatti banali. Per favore rifarli, ok?

Strano, quando andavamo a letto insieme tutto quello che facevo ti sembrava

geniale, adesso che diventi padre ti fa tutto schifo.

Credevo che volessi mantenere il nostro rapporto su un piano prettamente

professionale, o sbaglio? No, sei tu che ne fai una questione personale. Sai

benissimo che sono uguali agli altri.

Ok, sì, ne faccio una questione personale, perché qui io sono l'unico.

Che ti tratta come una persona e non come la figlia di Nemo.

Nina, parliamoci chiaro, tu sei pigra e non ti va minimamente ad impegnarti.

E se anche fosse?

Se un giorno sarai a capo della Dipsy, tu dovrai cambiare. Dovrai essere

lucida, concentrata, pronta a prendere decisioni scomode e dare sempre il

meglio. Per cui adesso rifalli.

Cazzo c'è.

Sì?

Cosa?

Ma perché non mi chiama prima di fare queste stronzate?

Sì? Che è successo?

Niente, tuo padre ha appena acquistato un'azienda piena di debiti. Capisci cosa

voglio dire?

Nina, solo tu ed io possiamo salvare la compagnia.

Cose del genere non devono più capitare.

Oggi non va a messa?

Per colpa delle tue cazzate.

Andare a messa è diventato molto rischioso.

L'unico che ha rischiato qua dentro sono io.

Sì, e fatti due domande allora.

Due domande?

Ho fatto anche tre domande. Sì.

Mi sono chiesto come ha fatto Nemo Van Nera a trovarmi.

Uè, Rumenò, parliamoci chiaro. Che cosa vuoi dire?

Vuoi dire che ti abbiamo venduto?

Vuoi dire che mio figlio ti ha tradito?

Dico che ancora se è costo le incrinate.

E la notte non dormo tanto tranquilla.

E allora se stai sveglio, pensa.

Pensa a come si è arrivato fino a qua.

Pensa a quanto ti abbiamo aiutato noi. E a quanto poco ci rimettiamo a ributtarti

nella fogna.

Come è andata oggi?

Niente.

Mi hanno rivolto la parola tutto il giorno, mi hanno lanciato cento

occhiatacce e gli spintoni poi.

Grazie a Dio che non ti hanno occhiata.

Perché?

Perché ieri hanno licenziato una caporeparto dicendo che non la potevano

tenere e oggi arrivi tu.

Magari hanno pensato a una spinta dall'alto.

Nemo.

No. No, no.

Questa è la concorrenza della Dipsy.

Se no, non avrei mai accettato. Vabbè, però l'hai sempre detto, no?

Con Nemo fidarsi è bene, ma...

Guarda

che non c'è bisogno che te ne vai.

Invece sì.

Io non porto via il lavoro a nessuno.

E francamente mi stupisce che anche tu ti sia messo a lavorare per Nemo. Ma

quale Nemo?

È stato un favore che ho fatto a un consulente, che mi ha fatto avere un

prestito.

Come si chiama?

Aveva un nome inglese.

Malcolm? Malcolm, sì.

Se te ne vai perdiamo il prestito.

E allora sì che porterai il lavoro via a tutti.

Se è questo quello che vuoi.

Mio figlio c'è?

Sì.

Carlo c'è il tuo padre.

Che vuoi?

Scusarmi per quello che è successo l'altro giorno.

Davvero Carlo, mi dispiace, non so come sia stato possibile.

Su serio pensi che io me ne vado per uno schiaffo?

Perché se no? Perché mi sono rotto le palle di essere la pecora nera della

famiglia. La pecora rosa, scusa.

Carlo, lo sai che questo non è un problema.

Ne abbiamo parlato milioni di volte, no? Lo so. E allora perché vuoi andartene?

Cosa cerchi di ottenere? Papà, ti prego, un sacco di cose da fare.

Se davvero mi vuoi aiutare, dammi una mano. Anzi, lasciami stare.

Fatti almeno fare gli auguri per il tuo compleanno, anche se ritardo.

Grazie.

E poi volevo darti questo.

Non le vuoi i tuoi soldi?

È un piccolo aiuto per la tua nuova attività, l'allevamento dei cavalli.

Papà, ti prego.

Carlo, a Siena sarà tutto molto complicato.

Non conosci nessuno, avrai bisogno di mano d'opera.

Mentre se tu restassi a Levante, con la tua famiglia, con la gente che ti vuole

bene, sarebbe tutto molto più semplice.

Pensaci, ok?

Un poligono di tiro?

Credevo in un invito a pranzo. Troppo banale per il nostro primo appuntamento.

Andiamo.

Grazie.

Sei un abitue?

Sì, ci vengo una volta a settimana, mi piace molto.

Dai, scendi la tua.

Ne hai mai impugnata una?

In Inghilterra, come nonno, ogni tanto quando ero piccolo mi portava a caccia.

Meglio, perché non mi piace vincere facile.

A 38 specie, un'ottima scelta, molto precisa.

Come a dire che se sbaglio è colpa mia.

Rilassati, il poligono è il posto ideale per scaricare un po' lo stress.

In realtà mi stressa di più quella.

A farla finita, lavorato in banca, sarei abituato a combattere e a vincere, no? I

sopravvaluti.

Vedremo.

Per bruciare le tappe ad adipsi un sistema devi averlo.

Forse perché non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno. Buon per te,

ma con la pistola ne devi fare di strada.

Fatti un altro caricatore che ne hai bisogno, io vado a prendere due birre.

Che stronzo che sei, oh. Ma dai, solo perché papà mi ha dato un assegno.

Ma non capisci veramente, Carlo?

Tuo padre non ti ha dato un assegno, tuo padre ti sta comprando perché lui così

che fa con le persone.

O le compra, o le leva di mezzo, come ha fatto con mio padre. Basta, Ale. No,

basta un cazzo! Basta parlare sempre solo di tuo padre, ok?

Senti, forse non ha neanche senso che ce ne andiamo in culo al mondo, no?

Possiamo ricominciare restando qui.

Ma ricominciare cosa, Carlo?

Non capisci che sei te che te ne devi andare dalle amanti?

E non io.

Se te non ti stacchi adesso rimarrai prigioniero a vita.

Dai Alex, non facciamo i melodrammi.

Dai, non capisci però, non capisci.

Dio stacco, a domani. Ciao. Ciao, a domani.

Mario?

Sì, pronto?

Tutto a posto.

Massimo due giorni e Monterosso verrà radiato.

Bene. Oh, così mi piace la polizia, rapida ed efficiente.

Scusa, ma ti devo attaccare.

E' stato un pezzo.

Un

pezzo.

Riccardi, abbassa la pistola, non farmi incazzare. Ah, io non credo.

Giù!

Su.

Alice,

perquisisci l'auto.

Che stai facendo? Che speri di trovare? Ma che non c'è niente là dentro.

Giuro che denuncio anche questo.

Monterosso.

Questa che cazzo è?

Non è mia. No, e di chi è?

Qualcuno ce l'ha messa.

Tipo tu, bastardo, eh?

Calma con le parole.

Altrimenti oltre a una denuncia per spaccio, te ne prendi pure una per

calunnia. Perché cazzo dovrei metterla là dentro?

Perché fa schifo sia come poliziotto che come spacciatore. È vero. Portatelo via.

Non è mia, vi dico!

Michele, ancora qui? Ti sei affezionato alla villa?

Che c'è? Attenda come pario, ti apro come una cozza. Prima me ti accuccio il

tuo cane.

Ehi, farro!

Oggi abbiamo dovuto mentire per te.

Collara, ha scoperto qualcosa?

Per ora ho sospetto.

Beh, tu prega che non scopra nulla.

Non sarà facile.

Papà dice che in lei vedete da giovane.

Sveglia e cocciuta.

Speriamo che con gli anni non si rovini come te. Ehi, e non puoi venire qua a

insultare il tuo padrone strunz.

Michele, io già l'ho detto a tuo padre e lo ripeto pure a te.

La merda che ha ucciso tuo fratello non era la mia.

È questo.

Cambia qualcosa.

Fai te.

Il problema è il filtro.

Si è intasato.

Suotalo, no?

Scusa, ma tu non eri re delle barche? Come?

Ma?

Allora...

Elisa, vieni, è tutto pronto.

Ciao. Mi cercavi?

Perché mi hai trovato quel lavoro?

Te l'ha chiesto Nemo?

È così?

Tu pensi che io sia solo il suo cane da guardia?

Pensi che mi piace lavorare per voi?

Mi fa schifo quanto a te, lo sai.

E appena sarà possibile me ne andrò. No.

Non puoi.

Perché?

Prima devi assaggiare le mie orecchiette.

Va bene.

Ti avevo chiesto mezz'ora.

Nient'altro.

Mezz'ora.

E te ne sei dimenticato.

Non me ne sono dimenticato, Serena.

Anzi, ancora peggio.

Avevi di meglio da fare, vedo. Mi dispiace, non sai quanto.

Prova a spiegarti, magari capisco. Cosa vuoi capire?

Che ho chiuso altre due fabbriche, che ho mandato a casa cento persone?

Tu non hai mandato a casa proprio nessuno.

Sei stato qui tutto il giorno.

Io ti avverto, la prossima volta che stacchi la testa da quella cazzo di

barca, magari non mi troverai più.

Non dovrebbe mancare molto. Il 30% di mortalità.

Ma sei stupido o cosa?

Aveva quasi deciso di tenerla.

Senti, io ho fatto anche troppo. Ok?

Tieni.

Ho scelto l'ipertensione polmonare perché dopo la medicazione nessuno potrà

capire che lei in realtà non aveva niente. La terapia è leggera e non ha

effetti collaterali. Almeno non sul fisico.

Che vuoi dire?

Mario. Dopo questo aborto, Elisa non potrà più avere bambini.

Per una donna questo è un trauma che può essere insuperabile.

Ho trovato un buio.

Che significa?

Sta parlando con te, giovane.

Avete licenziato mio padre.

darmi questa cosa la prossima volta che ti rivedo da queste parti ti prendo a

caccia nel cuo' fino a Piniz Parigi

Come ti senti?

Secondo te?

Senti, stavo pensando, perché non ci prendiamo un paio di giorni e facciamoci

un viaggio?

E la tipsy?

Non puoi andartene proprio adesso.

Ma è adesso che hai bisogno di me.

Me lo sono sempre che vado da sola.

Compatirmi non mi aiuterà.

Per cui, io oggi vado in ufficio e tu finisci quello che devi fare, cioè

prenderti la tipsy.

A volte mi dimentico perché mi sono innamorato di te e perché siamo insieme.

Non ci staremo ancora per molto. Se voglio diventare il sindaco di Levante,

dobbiamo lasciarci.

Ma credevo che avessi cambiato idea.

Mario, dobbiamo voltare pagina.

Io ho bisogno di nuove sfide, di nuovi stimoli.

Voglio tornare a essere quella che ero.

Per te, ma soprattutto per me.

E allora dobbiamo sfruttare il malcontento qui a Levante.

Dopo tutti i licenziamenti e le varie chiusure, il momento è perfetto.

Tutta benzina per la mia campagna.

Sarò una messa in scena.

Io aiuterò Nemo e faremo credere alla gente che sono contro di lui.

Ma Nina non sarà un problema per te.

Non ti dimenticare che è stata una mia idea.

Ci lasceremo solo sulla carta.

Tu ti prenderai la Dipsy e io mi prenderò Levante. Come abbiamo deciso.

Carlo, apri solo la mamma.

Perché non rispondi al telefono? Forse perché non mi va di parlare.

Gesù, che schifo.

Senti Carlo, non sei né il primo né l'ultimo che viene lasciato. Dovresti

fartene una ragione.

Sei giovane e bello, ne troverai un altro.

Non come lui.

Per favore, basta con questo Alex.

È un falito come suo padre.

Meriti di meglio.

Parli proprio tu.

Che ha sposato un marinario che voleva fare il pirata.

Quel pirata ha messo su un impero e tu dovresti rispettarlo, chiaro?

Guarda come si compra il rispetto della gente, papà, coi soldi.

Come vedi non l'ho ancora spesi.

Beh, dovresti.

Comprati un cavallo nuovo e vedrai che... Che cosa, mamma? Che cosa?

Forse dimenticherò Alex.

Non funziona così.

Però almeno sei rimasto.

Purtroppo.

Le vattene per favore, metto a posto io.

Certo, come no.

Perché hai voluto vedermi qui?

Perché tuo padre mi ha sempre detto che è fra questi alberi che ha preso le

decisioni più importanti della sua vita.

E quindi?

Volete adottare un fratellino alla bimba che verrà?

Elisa ha abortito.

Scusa, non lo sapevo.

Dopo questo abbiamo deciso di farla finita.

Ci lasciamo in un assenso.

Forse non era il momento.

Proprio dopo l'aborto. No, per me questo è stato un segno del destino.

Tu lo sai che fra me e lei le cose non andavano bene ultimamente.

Ed è anche colpa mia.

No, no.

Ascolta, la tua unica colpa è avermi aperto gli occhi.

Nina, se non fosse stato per te, è soltanto merito tuo se sono tornato a

credere in qualcuno.

Non pensi che dovresti startene un po' da sola?

No, è fuori discussione.

Io voglio stare con te.

Monterosso, o lei fa il suo lavoro e porta dei risultati, o saremo costretti

a prendere dei provvedimenti. È chiaro?

È chiaro.

Occhio bollente.

Tranquilla, tanto più bruciato di così.

Ma che vuole?

Lo manda alla direzione generale per rompermi le palle.

Se non blocco il traffico di droga mi rispediscono a Napoli.

Come mai tutta questa fretta?

Ovvio, Bandera starà mettendo pressione.

È incazzato perché non può comprarmi.

Tu fallo incazzare ancora di più.

Contaci.

Buongiorno, questi sono da firmare, figlio di puttana.

Per oggi non la faccio cancellare. È un avvertimento per chi si avvicina. Scuola

ingazzata. No, è un avvertimento che la gente è ingazzata e non va

sottovalutato. Pensavamo di avere un posto fisso per tutta la vita e si

sentono traditi.

Ma le cose cambiano, il mercato cambia, nemmeno siamo in guerra.

E la guerra la vinci se hai il popolo dalla tua parte.

Se fai la guerra al popolo sei già morto. Sì, ma noi la guerra ci tocca

farla con i nostri conti.

Abbiamo bisogno di liquidità in previsione dello sbarco in borsa.

I soldi dell'ultimo carico sono già finiti. In pochi giorni.

E allora tagliamo i rami secchi. Però lasciamo stare i portuali e le flotte di

peschericci.

Quelli sono la nostra gente.

A proposito del carico, so che doveva essere l'ultimo. Però arrivati a questo

punto dovresti fare una deroga.

Quotarci in borsa ha la priorità su tutto.

Malcolm, che dice?

Che i parametri della Consop sono strettissimi.

E ci sarebbero da fare dettagli comunque che noi non possiamo permetterci, lo

sai?

Ferro.

Questa domanda me l'hai già fatta trent'anni fa.

E come allora ti dico perché no.

Va bene, allora fate arrivare questo cazzo di carico.

Mandate una lettera di saluti ai peruviani e ditegli che è stato un onore

lavorare con loro e buonanotte.

Perfetto.

Serena, buongiorno. Senti, avrei bisogno di parlarti. Sì, va bene.

Ok.

Che succede?

Vogliono chiuderci. Non l'ha visto il capo della Ripsi?

Chi, Mario Rizzi? Sì, era qui un momento fa. Non è certo è venuto a farci un

saluto.

Ehi,

cos'è questa storia che vogliono sbatterci fuori?

Dovresti saperne più di me. La fabbrica è di tuo padre.

Sulla carta.

Fidati, faresti meglio a parlarne col tuo di padre.

Che c'entra nemmeno?

Questo posto è suo.

L'ha comprato per costringerci ad assumerti.

No, no, no, non è così. Malcolm ha detto che in realtà... Tuo padre gli ha detto

cosa dirti.

Fine della storia.

Allora perché chiudere?

Taglio dei costi.

Almeno questa è stata la scusa ufficiale.

E noi dimostriamogli che non può fare come gli pare.

Occupiamo. Facciamo qualcosa, diamoci da fare.

Rassegnarci.

Questo c'è da fare.

Non l'ho mai fatto prima.

E non ho intenzione di iniziare adesso.

Buongiorno. Buongiorno.

Ciao,

Serena. Ciao.

Grazie di essere venuto.

Non figurati.

Allora, di che cosa volevi parlarmi?

È una questione personale.

Voglio sapere cosa mi spetta se mi separo da Nemo.

Aspetta, mi sono perso qualcosa.

Tu e Nemo state divorziando?

Non ancora.

Ma voglio avere le idee chiare.

Ok.

Ok, mi servirà un po' di tempo per... Ma che cosa è successo?

Diciamo che ultimamente la situazione è peggiorata.

Ti riferisci a svegliaggi a Roma, vero?

Serena, ascolta, tu sei l'unica donna che può stare al suo fianco. Da sempre.

Questo lo sa lui e lo sai tu.

Quindi... Quindi è vero.

C'è un'altra donna.

Scusami.

Scusami, pensavo che lo sapessi.

No, non ti preoccupare.

Fammi avere il tutto il prima possibile.

Certo. Va bene? Certo.

Scusami.

Maresca non verrebbe rieletto neanche se fossi l'unico a presentarsi.

Lo sai?

Signore.

Grazie. Prego.

Grazie mille.

E sai bene che agli elettori non piacciono i licenziamenti. La gente

crede che io lo faccia per capriccio. Non capiscono che il primo a starci male

sono io.

E proprio per questo hai bisogno di un'alternativa.

Il nuovo sindaco deve essere uno dei tuoi, ma non sembrarlo.

Criticarti in pubblico e sostenerti in privato.

Ma non puoi essere tu.

Sei fidanzata con Mario che oltre a essere il mio braccio destro è l

'avvocato della Dipsy. Io e Mario ci siamo lasciati. Come vi siete lasciati?

Non mi ha detto nulla. Però così è stato deciso.

È la cosa migliore per tutti dopo quello che è successo.

Allora, cosa mi dici?

Che da oggi in poi non potremo più farci vedere insieme.

Sarai un ottimo sindaco.

Grazie. Ci vuole una bottiglia? Direi di sì.

Siedemi tu.

Ho qui i documenti con i vari tagli, scorpori e ridimensionamenti.

Ma il conservificio si era detto di non toccarlo, sbaglio? Sbagli.

Nemo mi ha chiesto di chiudere tutte le aziende in perdita.

Sì, ma lì ci lavora Lara, è stata appena acquistata. Sì, lo so, ma è stato

chiaro. Sicuro? Io credo che dovremmo... Malcolm, ascolta, noi non siamo pagati

per credere. Un ordine di Nemo è un ordine.

Ti è chiaro questo?

Avrei le lettere di licenziamento domattina. Bene.

Abbiamo qualcosa da festeggiare?

No, certo.

È che sono passato davanti a un'enoteca e... Quel lavoro.

Lo so che me lo ha fatto avere Nemo.

Aspetta, lascia che ti spieghi. Perché?

Per riempirmi di cazzate ancora?

Ok.

Ti ho mentito.

Ma se ti avessi detto la verità non l'avresti accettata, lo sai anche tu. Io

so soltanto che sei un falso di merda.

E che mi hai fregato con tutte le tue storielle sul Nemo e su quanto lo

detesti. Io sono detto che non sono come quelli che gli leccano il culo dalla

mattina alla sera. Non lo sei?

Ma tu lo pensi o lo hai detto soltanto per farti una scopata? Perché se è così

puoi stare tranquillo. Era solo una scopata anche per me.

E possiamo chiuderla qui.

Quando ti guardo io non vedo la figlia di Nemo Brandero.

Sei tu che sei ossessionata da lui.

E se non lo sopporti perché non la smetti di parlarne? E perché tu non te

ne vai?

E pensare che oggi ho rischiato il culo per bloccare la chiusura della tua

fabbrica.

Tanto meglio.

Non lavori più per tuo padre.

E ti sei tolto dalle palle uno da una notte in più.

Io non sopporto la gente in ritardo.

Che la fa?

La resta?

Senti, io non voglio perdere tempo e non voglio farlo perdere a te.

Noi due abbiamo una cosa in comune.

Vogliamo fottere Nemo Pantera.

Aiutami ad incastrarlo.

Eh sì.

Axi e Ate ti fanno commissario.

Hai che ci guardare.

Ma veramente devo spiegartelo. Se Nemo va in galera, Levante sarà tua.

E io guarderò dall'altra parte.

Tu ci dici?

Io non mi fido di poliziotti.

Sbaglio, ma ho avuto qualche problema con quelli di affari interni. Acqua

passata.

Io resterò a levante abbastanza da metterne mangalera.

Scusa, manderò. Una curiosità.

Ma perciò ci avete mettendo a copandera?

Perché sono sicuro che è stato lui ad ammazzare Buscemi.

E Buscemi era un mio amico.

È stato buono, voglio...

Tu ti fidi di lui?

Gli?

Io non mi fido di nessuno.

Ma una cosa è certa.

Bandera non è mai stata così in popolare.

E ne dobbiamo approfittare.

La gira alla voce che chi passa con me avrà la paga doppia.

Posso? Certo.

Tieni, ti ho portato queste.

Ti aiuteranno a dormire.

Grazie.

Hai parlato con Mario?

No.

Dovresti.

L'hanno licenziato tuo padre, eh? Non ti permettere! E adesso che fa?

Non ti permettere!

Cosa sta succedendo?

Questo stretto prende per il culo mio padre. Solo perché l'hanno sbattuto per

la strada. Dalla mattina alla sera. Ma è vero, Ferdi?

E che cosa c'è da prendere per il culo, scusami?

Ah! Chiedimi scusa, per favore. Chiedimi scusa. Scusa.

Vai a vergognarvi.

Sono tremoso, la sera è la mattina.

Che è successo? Non lo deve novitare.

Stavano litigando perché Nemo sta licenziando un sacco di gente da quello

che ho capito.

Ragazzi, secondo me qua fra un po' scopre la rivolta.

Benvenuto nel capitalismo.

Ma guarda, non è il capitalismo, è questa città che è in marcia.

Infatti non vedo l'ora di andarmene da qua.

Perché invece non resti e ti rimbocchi le maniche?

Ma che devo fare? Mi devo davvero mettere a fare la lotta contro il

Bandera, veramente?

Beh, questo posto è nato anche per quello, no?

Offrire un'alternativa a Levante, lo dicevamo sempre.

Forse è il caso che questa alternativa gliela diamo veramente.

Ti riferisci ancora al fatto di aprire una lista civica?

Il problema è chi ci mettereste a capo della lista?

Quello? Te?

Sei onesto, sei incensurato, sei lomeato.

Sei gentile, sei disponibile. Queste cose secondo voi bastano per avere una

lista civica? Beh, sai parlare. I ragazzi ti adorano, vedrai che lo

faranno anche i loro genitori.

Va bene, sì.

Alex, basta.

Basta discorsi, è il momento di agire, anche se... anche se toccherà sporcarsi

le mani. Ma il problema non è sporcarsi le mani, Lara. Il problema è dove

metterle proprio le mani.

Perché lì fuori è pieno di squali pronte a mordertele.

Possiamo sempre decidere che cosa dargli in pasto, però.

Ragazzi, venite che riprendiamo le equazioni. Dai.

Gioa!

Come andiamo Gioa? Sempre bene quando ti vedo. Vieni, sali sulla patta.

Oglielo, strofina forte che la merda che abbiamo si attacca peggio della cozza.

La merda sta arrivando anche per te.

Come stai?

Tutto a posto. Nei prossimi giorni entra un vento dal Perù, si capì? Eh certo,

come al solito. Brava.

Vai, Magno.

Che belli che sei.

Achille, l'altro giorno ho trovato delle api morte.

Magari cambiamo insetticida, non vorrei che la gente di Levante mi desse la

colpa pure della moria delle api. Non c'è problema, signor Nemo. Ora vediamo

come dobbiamo risolvere e risolviamo. Grazie. Nemo, buongiorno. Volevi

parlarmi? Sì, Mario.

So che hai visto Serena ieri.

È così grave?

Voleva sapere cosa le aspetterebbe se non rorsiasse.

Ha il suo diritto.

Ma per caso è venuto a sapere della tua amica a Roma?

No, non credo. Sono stato attento.

E tu? Vuoi divorziare?

No, ma questo conta poco.

Che coincidenza, eh?

Diventiamo singoli insieme.

Elisa che ha già detto tutto.

Forse è giusto dopo quello che vi è successo.

Concentrarsi sulla campagna elettorale sicuramente vi aiuterà a distrarsi, sì.

Però voi siete ancora in tempo.

Nemo, mi avevi detto che volevi chiudere con questo evento?

Non è così semplice, Mario, te lo assicuro.

Nemo, tu lo sai che con il divorzio gli avvocati si lanceranno come corvi.

Lascia che sia io a rappresentarti, prima che me lo chieda Serena.

Sai che differenza c'è tra un corvo e un avvocato?

Uno è un rapace traditore che come un po' di cavagliocchi... E l'altro

soltanto un povero uccellino, vero?

Ma una moglie tradita può essere peggio perfino di un avvocato.

Serena può avere tutto quello che vuole se l'ha meritato.

Digno cosa te lo chiede.

Emo, Mariska ha chiesto un incontro con te.

Dice che la storia dei licenziamenti lo sta danneggiando.

Vuole rassicurazioni per le prossime elezioni.

Alle prossime elezioni, Mariska, è meglio che non si presenti proprio.

Gli dico di andare a fare in culo?

No.

Digli che si prepari ad andare in pensione, non essere maleducato.

Ci penso io.

Ai Alex, rispondi.

Ho ripreso la segna di Rosie.

Oh, ma possibile che non riuscite a chiarire?

Ma capisci che è bastato una segna del padre a fargli cambiare idea?

È un pupazzo, Carlo.

Non voglio stare con un pupazzo, io.

Di gente come lui è piena levante, Alex.

Un paese nelle mani di Nemo Bandera. È anche per questo che devi diventare

sindaco. Per loro.

Per Carlo.

Ragazze, fidatevi.

Io la conosco questa gente. Portarli in tribunale non servirà a nulla. Sì, ma io

ho quattro figli a casa. Che devo fare? Devi lottare.

Devi resistere. Lo so che non è facile, ma se cediamo adesso cederemo per

sempre. Con quali soldi?

Qui o è un incidente o non vedi un centesimo. Ne ho parlato con Michele.

Barrichiamoci qua dentro.

Barrichiamoci qua dentro e vediamo se qualcuno ha le palle di venire e tirarci

fuori con la foto.

La dottoressa si chiama Gloria Lunghi.

Sappiamo che è un medico ma non vive più a Roma.

Si è trasferita da poco ma nessuno sa dove.

E Nemo le passa i soldi su un conto personale.

Ah, questo dovrai dirmelo tu? Sì, sì, sì.

Aspetta, ho un'altra telefonata.

Patrizia, mi dica.

Mi scusi, dottore, c'è stato un incidente al conservificio e una delle

operaie si è ferita un braccio.

Ok.

Porca puttana.

Beh, di qua, dice, c'è qualcosa che mi può interessare. Domani mio padre sparca

un carico di cocaina per conto di Bandera.

Arrivano con una nave cisterna.

E tu?

Non hai paura di quello che ti potrebbe fare Bandera?

Fanculo, nemo Bandera!

Ah, mi piace questo uagnone.

Aspetta.

Figli di questi soldi, me.

Vado a comprare una barca nuova.

Che questa sta a gallo per miracolo. Colpa di Nemo. Dice che non dobbiamo

dare nell'occhio. Sì.

Il tempo di Nemo Bandera è finito.

Se tu passi con noi, non dovrai più avere paura di nulla.

Hai capito? E ora, con questi, vieni a far fare un massaggio con le piedi.

E fai girare la voce.

All'odore del sangue corrono gli squali.

Laia, vuoi entrare? No, no, non serve.

Sono venuta a chiederti un favore.

E tu sai quanto mi costa. Tutto quello che vuoi.

Non chiudere il conservificio.

Ti prego.

Ma di che parli? Lo sai benissimo, lo hai chiuso tu.

Guarda... Una nostra collega ha quasi perso un braccio, siamo disperate.

Lara, non ne so niente di questa storia, devi credermi.

Sarà stata un'idea di Mario.

E Mario non esegue i tuoi ordini? No, non sempre.

Te lo giuro, non ne sapevo nulla.

D'accordo.

Una volta mi hai detto che la cosa più importante per te dopo la famiglia è la

gente rilevante.

Hai l'occasione di dimostrarlo.

La tua fidanzatina proprio non ci lascia in pace?

No, questo è Nemo.

Nemo, dimmi. Mario, vieni subito qui, immediatamente.

Sì, arrivo.

Eccomi Nemo, ho fatto il prima possibile.

Che cosa hai fatto Mario?

Per che cazzo hai fatto chiudere il conservificio? Mi avevi detto di

tagliare tutti i rami secchi, ho solo eseguito i tuoi ordini. Io non ho mai

detto una cosa del genere.

Sai quanta gente perderà il posto di lavoro, compresa Lara.

L'unica cosa che conta è l'eredità dei miei figli, questo hai detto. L'eredità

dei miei figli non sono i soldi, sono il rispetto della gente di Levante. Quel

rispetto che io ho sempre avuto e che sto perdendo per colpa della tua

gestione. Ma la mia gestione? Io ho sempre solo fatto quello che mi hai

chiesto tu, Nemo. Sì, ma tu non hai mai capito che il nostro bene primario è la

gente. Sì che l'ho capito più di quanto credi.

Quello che non capisco è per quale motivo mi hai addestrato ad essere un

cane da combattimento se poi ti scoccia che mordo.

Che cazzo sta succedendo, Nemo?

Che c'è?

C'è che da oggi del conservificio me ne occuperò io personalmente. È meglio per

tutti. Come vuoi. È tutto. È tutto. Bene.

Ho preso le pasticche.

Problemi? Che si rivede.

Se i soldi posso risolverteli.

Quelli sono l'unica cosa che non mi manca.

Allora andiamo.

No.

Io vado. Tu resti.

Nemo? Nemo?

Nemo? Nemo?

Nemo? Te prego, svegliati. Nemo? Ferro!

Nemo?

Svegliati. Ferro!

Cazzo!

Ha mischiato le pillole con l'alcol.

Però adesso sto bene.

Io chiamo il mezzo. No, tu non chiami nessuno, Serena.

Serena.

Se Nemo dice che sta bene, sta bene.

Ma che cosa dici?

Dice quello che dico anch'io. Dammi una mano.

Veramente, Serena, sto bene.

Ho solo bisogno di riposare un po'. Scusami.

Ne parliamo domani.

Carlo! Eh?

Che ci fai qua?

Sono arrivato a notte fonda, non volevo svegliarti.

Sei drogato, ti sei fatto?

No.

Ho bevuto l'impossibile ma non mi sono drogato.

Alex non mi risponde al telefono da ieri.

Magari potresti smettere di telefonargli e parlarci dal vivo?

Ma siccome mi vede scappa. Ci credo. Perché puzzi da morire?

Dai.

Vieni dentro, ti faccio un caffè e ti fai una doccia.

E per i vestiti?

Il tuo Malcolm ha qualcosa da prestarmi.

Lascia stare.

Io e Malcolm abbiamo più problemi di te, Alex.

No, peccato.

No, perché era meno figo.

Ti allavare, vai.

Io non capisco, Tigre.

Perché non ci prendiamo noi carico di droga?

Sì, facciamo come l'altra volta, che lasciaste tre morti sul campo e in più

ti sei fatto freccare il camion da Nemo. Ma è?

Mia madre ha ragione.

E diciamo addio a una tonnellata di cocaina. No, diciamo addio a Nemo

Bandina.

Stavolta gli diamo una mazzata che sarà ricordata per sempre.

E senza metterle in mano andrà a merda.

Ma che cosa tuo padre l'hai presa, eh?

Sì, dimmi.

Sei sicuro?

Beh... Vai dal parrucchiere, che stasera finiamo il telegiornale.

Vi dico che sto bene.

Ho solo esagerato con i sonniferi, poi ho dormito e adesso va meglio.

Ci hai fatto prendere uno spavento.

Avremmo dovuto chiamare il medico.

Serena, per favore.

Va bene, andiamo.

Nina, puoi fermarti un attimo? Anche tu, Mario. Sì.

Ho bisogno che tu faccia una cosa per me.

Anzi, per la famiglia. Mario ti avrà detto che Elisa si presenta a sindaco?

Sì, qualcosa mi ha detto.

Vorrei che tu andassi alla sua conferenza stampa.

Io?

Elisa ci attaccherà su tutti i fronti e per renderlo più credibile vorrei che ci

fosse qualcuno della famiglia. Cioè vuoi che vada a farmi attaccare da lei?

Esattamente. Signor Bandera, come sta? No, non è il momento. L'ho chiamato io,

Mario.

Mi raccomando, eh?

Andiamo nel mio studio.

Tu no, Mario.

Stanotte ho fatto un bonifico al mio conto personale. Potevo pensarci io solo

per questo.

No, l'ho fatto da un conto estero.

Sposta quei soldi sul conto del conservificio e falli passare per

pagamenti arretrati. Pensavo che fosse Mario ad occuparsi di queste cose. Mario

questa cosa non la deve proprio sapere.

È un bravissimo manager, ma l'empatia non è il suo forte.

Vedete non sbagliare, Malcolm, l'ho promesso a Lara.

A Lara?

Sì. È la prima volta che mi chiede qualcosa e non voglio deluderla.

Non la deluderemo, vero?

Certo che no, signor Bandera. Bene, grazie.

Cosa cazzo credevi di fare?

In che senso? Quando non mi hai fatto chiamare l'ambulanza.

Perché credevo che... In questa casa decido io, chiaro?

Lo so. Non me ne frega niente da quanto tempo vi conoscete. Tu non farai mai

parte di questa famiglia.

Ho anche questo. Io non ti permetterò di metterlo in pericolo, né di screditare

me. Quindi prendi la tua roba e vattene.

Serena le cose, non... Serena!

Ferro lavora per me e tu non ti azzardare mai più a impicciarti dei miei

affari, è chiaro? Quello che ti è successo sono anche affari miei.

Cos'è?

Sei preoccupata che muoia prima del divorzio?

Ti converrebbe?

Sei mia moglie.

Spetterebbe tutto a te.

Dov'è che esattamente hai sbattuto la testa?

Piantala. No, davvero sono preoccupato.

Parli con Nemo, viene dalla Dipsy.

Sicuro che stai bene?

No, non è sicuro, però... Credo che forse sono stata un po' troppo

dura con te.

Probabile.

Ti chiedo scusa.

Ma tu... Promettimi che non mi mentirai più.

Tranquillo. Lo sai che ci tengo a te.

Dai, rispondiamo.

Sì.

Va bene.

Arrivo.

Scusa, però... Vai.

Il lavoro aspetta.

Mario? Sì, Lara.

Ma te come fai a dormire la notte?

Non lo so, dopo che hai chiuso la fabbrica pensavo che magari ti diverte

rovinare la gente.

Lara, senti... Gente che magari conosci.

Perché vengono dallo stesso quartiere dove sei nato. Te lo ricordi quel

quartiere di cui sei tanto fiero ma che quando ti compiene ti dimentichi?

Io soltanto seguo ogni ordine. Di chi?

Nemo mi ha detto che l'idea è stata tua.

A volte è complicato prendere certe decisioni.

Complicato per chi?

Non per te?

È complicato per la gente che la sera non ha da mangiare, per loro è

complicato.

Sai, probabilmente dal tuo ufficio sembriamo così piccoli, insignificanti,

sacrificabili, ma siamo persone con dei sentimenti, cosa che non si può dire di

te.

Mamma, non lo so quando torno a Roma, non ne ho idea.

Sì, tu cerca di tranquillizzarlo, digli che io sto bene e che torno presto, va

bene? E chiamatemi quando tornate da scuola.

Ti devo lasciare.

Sì, ci sentiamo dopo. Ciao.

Buongiorno, dottoressa.

Allora? Come si trova, Levante?

L'appartamento le piace?

Sì, ma non è questo il punto.

Se non posso vedere i miei pazienti, come farò a mantenermi? I soldi non sono

un problema, già glielo ho detto.

Il problema c'è il signor Bandero.

Perché? Cos'è successo stavolta?

Ho dimenticato di aver preso le pillole e ho raddoppiato la dose. Sono svenuto,

la mia famiglia si è preoccupata.

Io l'avevo avvisata che le amnesie sarebbero peggiorate.

Dottoressa, io non posso permettermelo.

Loro non se lo meritano.

L'unica soluzione è dire la verità.

Sarà dura, ma sempre meglio che continuare ad ingannarli.

Cosa dovrà fare la mia famiglia?

Beh, dovrà organizzarsi per prendersi cura di lei.

Prima o poi avrà bisogno di un abbadante che la acudisca, l'aiuti a vestirsi, a

lavarsi, ad andare in bagno.

Presto dimenticherà anche di aver già mangiato.

È già successo.

Signor Bandera, purtroppo la malattia non è soltanto sua.

Coinvolgerà anche i suoi familiari e tutte le persone che l'amano.

Fatto buona pesca?

Trovate quella droga.

Volatela a picco se serve, ma trovate quella droga.

Che figli di puttana.

Ehi, ehi, ehi, ci sono mandato, non potete entrare. Sì, sì. Alice, fai

vedere il mandato al signore.

Trovate la droga.

Dai, dai.

Vai. Vieni qua, ragazzo.

Ciao a tutti.

Ciao a me.

Controlla fino a sotto.

Fino a là giù.

Non lo so.

E questa cos'è?

Portatelo via.

Lo sai sì che non potremo incolpare Bandera.

La barca non è a suo nome, i proprietari non parleranno.

Lo so, ma almeno continuiamo a rompergli il cazzo.

Questa tagliala.

Malcolm, scusa. Dimmi, Mario. Domani Lisa presenta la sua candidatura al

sindaco. Un stesso libro ci farebbe piacere se... Sì, certo.

Ragazzi, forza, sono arrivate le cozze.

Veloci.

Questa è la lista di quello che ti aspetterebbe se divorziassimo.

Ti giuro che sono stato più generoso di quello che credi.

Pensi davvero che me ne freghi qualcosa?

Non lo so.

Sei tu che hai chiesto la lista a Mario.

Non voglio i tuoi soldi.

Voglio solo essere trattata come mi hai sempre trattata.

E non con l'arroganza come fai adesso.

Talvolta sembra invisibile, ti rendi conto?

Che cosa sta succedendo?

Ho chiesto la lista a Mario soltanto perché ti volevo costringere a parlare

con me.

Pensa come sto.

È per quella donna che stai vedendo a Roma.

Voglio saperlo.

Parliamone.

Ok, parliamone.

Quella donna non è la mia amante.

È la mia neurologa.

Sono malato, Serena.

Ho l'Alzheimer.

Per questo ti tratto male, per questo sono arrogante, per questo non mi

ricordo le cose.

da un po' di mesi.

E non te l'ho detto perché volevo proteggerti.

Perché sei giovane, sei bellissima e non meriti di stare con un uomo malato.

Decido io tra di voi a stare, ok?

Non decidi tu, mi dispiace.

No, tesoro.

Sarà terribile.

Dubito che quella dottoressa sia l'amante di Bandera. Ci è rimasto dieci

minuti e si è portato dietro il suo gorilla.

E di lei che mi dice?

Graziosa, è una neurologa.

Ho fatto finta di essere un paziente. Le ho chiesto un appuntamento, ma lei si è

subito nervosita e mi ha buttato fuori.

Tutto quello che ho. Ok.

Potrei ancora avere bisogno di te.

Quando vuoi. Ok. Paghi meglio del giornale.

Buona giornata.

A te.

Una neurologa?

E se Nemo fosse davvero un suo paziente?

Potrebbe essersela portata al Levante per non destare sospetti.

In effetti.

Hai detto che ultimamente si comporta in modo strano, no? Che dimentica le cose.

E cerca di nascondermelo in tutti i modi, sì.

Certo, Nemo malato faccio fatica ad immaginarmelo, però... Ora scappo perché

ho una riunione con quelli del comitato elettorale.

Quello di oggi è uno dei colpi più importanti contro il traffico di droga

della regione. Continua intanto il riservo delle autorità sui destinatari

del carico di cocaina, mentre l'intero equipaggio del pescareccio è stato

arrestato in flagranza di re... Come cazzo è successo?

Ancora non lo so.

Per fortuna non hanno nulla per risalire a noi.

Gli unici che potrebbero incastrarci sono i pescatori, ma loro non

parleranno. Mario, quelli hanno mogli, figli, mutui da pagare, non prendiamoci

per il culo.

Ok, non fasciamoci la testa prima del tempo, valutiamo i fatti.

Nemo, senza i soldi della spedizione siamo al punto di prima. Per fortuna che

Vito è riuscito a far passare l'altro carico.

Avevo detto di smetterla con quei carichi.

Ai miei figli volevo lasciare un'azienda pulita e non sarà certo un poliziotto a

farmi cambiare i piani.

Quel Monte Rosso si è guadagnato una vacanza molto, molto lunga, Ferro.

Pensaci tu. Nemo, ora cerca di calmarti. La rabbia è una cattiva consigliera,

questo me l'hai insegnato tu. Con Monte Rosso alle costole dobbiamo evitare di

esporci. A cominciare dai movimenti del tuo conto all'estero. Lo so, Mario.

Ma Lara è la più vulnerabile e io devo occuparmi di lei.

Mettitelo bene in testa.

Credevo che non saresti venuta. L'ho promessa a mio padre.

L'incidente dell'epilone mi ha fatto capire cosa conta realmente.

E che cosa conta, Nina?

Vieni con me.

Nemo!

Qualcuno ha parlato, Nemo.

Altrimenti non si spiega.

Non può essere stato Giovanni a tradirci. Sta con me da vent'anni.

Non lui, il figlio.

Guarda che cosa è sperito alla circolazione.

Appena la trovo.

Credo che Serena voglia andarsene.

Resterò solo, Ferro.

No, Cumbà.

Io resto con te.

Fino alla fine.

Grazie.

Buongiorno a lei.

Io voglio un figlio da te.

A questo incontro il primo a prendere la parola sarà il sindaco uscente Sergio

Maresca. Grazie.

Signori, sta succedendo qualcosa di molto preoccupante.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito a un vero attacco contro la

mia persona.

Che esagerazioni.

La mia principale avversaria.

allo scopo di delegittimarmi, ha tirato in ballo antiche questioni già

ampiamente risolte e chiarite.

Eppure dobbiamo ancora una volta subire questa macchina del fango. Ma io voglio

dire a questi signori che non ci riusciranno, perché io so di poter

contare sulla gente della mia città.

Ma sulla prego, per favore, non credo proprio che il problema siano i

complotti. Piuttosto il ricambio democratico. Ecco, questo sì.

Ed è proprio per questo, come sapete, che oggi sono qui per proporre la mia

candidatura a sindaco nella lista Nuova Levante.

Proprio per porre fine, una volta per tutte, alla corruzione nelle

istituzioni. Scusi, lei comincia male, mi ha appena interrotto. Sì, lei mi

lascia finire.

Questa città ha avuto un periodo di grande espansione, ma in pochi hanno

potuto approfittarne.

Molto pochi.

Gente, per esempio, come Nebo Bandera.

Non mi sembra generoso da parte sua sputare nel piatto in cui ha mangiato

finora, dottoressa.

Lei si occupa anche di questioni legali per la Dipsy, oltre ad essere fidanzata

con Mario Rizzi. Beh, lei è informata male, signorina.

Ho interrotto la mia relazione con signor Rizzi e ho concluso ogni tipo di

rapporto con suo padre e con le vostre aziende. Ma proprio grazie al lavoro

svolto con lui, che posso dire di conoscerlo molto bene, e vi assicuro che

Nemo Bandera è un lupo mascherato d'agnello, che finora...

si è arricchito speculando sulla gente di Levante. Però adesso è arrivato il

momento di dire basta.

Questi hanno fatto un buon lavoro, Vito.

Dagli un regalo extra.

Già fatto.

Ferro, ma che non facciamo una cosa? Ci prendiamo una bella barca da fiamme

nazze e ce ne andiamo in giro per il mondo. Sì, in Costa Rica, Roma è figa.

E allora?

Perché ti sei venduto? Che ti hanno promesso?

Un doppio delle terris vostre.

E da quando gli sbirri sono diventati così generosi?

Non sono stato loro, è stato un bastardo di tigre.

Ti prego, non mi stai ammazzando.

Io sono amico di tuo padre.

Non ammazzerei mai il figlio di un amico.

Ma per tua sfortuna, i tuoi amici non ne hanno.

Dimmi, Ferro.

Bravo, ben fatto.

Non vado da nessuna parte.

Il mio posto è qui.

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