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[RINTOCCHI DI CAMPANA]
L'ho trovato davanti alla porta, dentro c'è la sorpresa.
Trovi un pacco davanti alla porta di casa e lo apri ?
Sei noioso come Marini.
- Vabbè. Telecamere ? - No.
Mi resti solo tu per sapere chi me l'ha recapitato.
E' quello della foto sul telefono di Marta Trevisan ?
Esatto. Lo devi analizzare.
Capiamo se è stato dipinto anche con il sangue o se è uno scherzo.
Mi metto subito al lavoro.
Quando possono venire il gallerista e il tecnico per l'autenticazione ?
- Qui ? Mai. - Devo sapere se è autentico o no.
Tu parla con il Pm, io faccio quello che mi serve
poi uno dei miei glielo porta e lo riporta indietro, chiaro ?
- Va bene. - Bene.
- Grazie. - Niente.
- Sei pronto ? - No.
- Che hai ? - Laggiù io non ci torno.
- Non fare lo stupido. - Sandro, voglio andarmene da qua.
Vai da solo, io non posso. La polizia mi vuole a disposizione.
Anche a Udine sei a disposizione.
Allora diciamo che non voglio andarmene, perché non ha senso.
Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per te.
Stai andando bene, Diego, non mollare adesso.
Io non voglio mollare.
Voglio dimenticarmi quello che ho visto.
Era orribile, Sandro.
- Era un mostro ! - Cerca di ragionare.
"Ragionare" ? Certo ! Che gli vuoi dire a uno che va fuori di testa ?
Perché è questo che pensi, vero ? E allora dillo !
- Dillo che lo pensi ! Cazzo ! - Stai tranquillo.
Stai tranquillo, non è successo niente, dài.
Mettiti la mia.
La mettiamo ad asciugare. Dài, non è niente.
Guarda che ti sta pure bene.
Saluta.
Hai visto ? Non è poi così male questa valle.
E' inutile che continui a fissarlo, non si anima.
Anche se fosse, non mi sembra Smoky.
Sì, resta il fatto che devo trovarlo.
Non ci sono dubbi: il tratto, la grafia con cui è scritta la data
l'uso della bacchetta nera... E' un Andrian.
- Grazie. - Arrivederci. - Grazie, arrivederci.
Bisogna avvertire il nipote.
Ci pensiamo noi. Riportalo in Questura.
Come "in Questura" ?
Ci sono tracce di sangue umano sul quadro, ha dimenticato ?
O è questo a farle gola ?
No... ma supponevo che una volta concluso...
Concluso niente, signor Gortan.
Alé.
Carica bene. Non incrociare troppo i piedi.
Bene. Moschettone, veloce.
Bene.
Occhio alla corda.
Vai, alza la destra.
Alé.
Vai, vai !
Vai !
Dài, carica bene, dài !
Bene.
- Che fai, continui ? - Faccio schifo.
Sono stanco, calami.
Ti calo. Vai.
Non fai schifo. Se vai avanti così, fra un po' ti assicuro che voli.
Mettiamo che abbia ragione tu, che non c'era nessuno nel bosco...
Significa che mi stanno tornando le allucinazioni
quindi non sto guarendo e forse non guarirò mai.
Secondo me non è così, è stato solo un momento.
Il sangue, lo sparo...
Ti sei spaventato, è normale, succede a chi ha subìto un trauma.
Mi sono spaventato anch'io.
Vedrai che insieme la superiamo.
Se mi fai un altro giro, stasera ti porto a bere.
Acqua.
Alé, duro !
Attento.
Camminare guardando il telefono è veramente da idioti.
Leggo l'anagrafica del nipote del pittore. Commissario.
- Sì ? - Dovremmo andare subito da Raffaello Andrian.
Abita accanto a dove hanno ammazzato Marta, nel Canal del Ferro.
E' la prima volta che non mi pento di averti affidato il caso.
E' anche una delle poche volte che lo ricorda.
Conosceva l'agente Marta Trevisan ?
Non personalmente. Ho saputo dai giornali che cosa è successo.
Prima ancora da Gortan, della foto del quadro.
Che strana coincidenza che sia morta proprio qua vicino. Non trova ?
Sì, ma non ci sono legami tra me, la mia famiglia e quella poveretta.
In verità vi lega un quadro dipinto con sangue umano.
- Ne era a conoscenza ? - Da meno di un'ora.
Gortan mi ha chiamato quando ve ne siete andati.
Come se lo spiega ?
Qualche esempio di emopittura esisteva all'epoca.
Ma per il mio prozio sarebbe un'assoluta novità.
Va bene che la "Ninfa" è una dichiarazione d'amore, però...
Come si chiama il quadro ?
"Ninfa"... "Ninfa dormiente".
E' il suo titolo.
Quindi conosceva il quadro.
Ne aveva parlato, in una lettera ai miei bisnonni.
Si era innamorato di una ragazza di quelle parti
e ha dipinto una Ninfa dormiente con i suoi lineamenti.
Ironizzava sul fatto che trovare un diamante non era facile
e il quadro era un pegno di fidanzamento.
Questa lettera ora dov'è ?
> Voleva sposarla.
Voleva finirle il ritratto e chiederle di andare via insieme.
Il nome della ragazza ?
Nella lettera non c'è, però si dice che viveva da quelle parti.
Le ho mandato copia della lettera, prima di mandarla alla Scientifica.
Mi interessa sapere che cosa ne avete ricavato.
Intanto il Canal del Ferro. E' da lì che il pittore non è più tornato
ed è lì che abbiamo trovato il corpo di Marta.
Poi la data della lettera.
Il 20 aprile 1945.
E' la stessa del quadro. Non è una cosa da poco.
Il giorno dopo il pittore sparisce, ma...
Ma non è una lettera d'addio.
Stai bene ?
Qua con te o in generale ?
Possiamo risalire a chi appartiene quel sangue ?
Nistri chiede tempo. E' ossidato, è difficile risalire al Dna.
- Abbiamo la saliva del pronipote del pittore. - Non servirà a niente.
Ah, ho capito...
Hai già fiutato il caso, l'omicidio di antica data.
Non investirci troppo, Nistri potrebbe non arrivare a niente
o rilevare affinità tra il Dna del quadro e quello del nipote
e scoprire che Alessio Andrian l'ha dipinto con il suo sangue.
- Se abbiamo finito, io andrei. - No, non abbiamo finito.
La domanda è: che cosa c'entra Marta Trevisan con tutto questo ?
Tu puoi anche risolvere il rebus del '45
ma mi preme sapere perché una dei nostri è morta adesso.
Questo "rebus" può essere un mistero che viene da molto lontano
e da quel lontano noi dobbiamo partire.
- Vada, Marini. - Infatti.
[TUONI]
[RAFFICHE DI VENTO]
Fatto.
Allora... In Val Resia abbiamo l'omicidio di Marta Trevisan
e lo stavolo dove si incontravano Guido Lisi e l'amante, Hanna Coss.
- Scriverei che lì c'erano sangue e impronte. - Copio il fascicolo ?
- Con quelle hanno incastrato il padre di Marta. - Dopo lo scrivo.
Hanna Coss stava crescendo la figlia di un anno a casa con i genitori.
Quindi, ricapitolando...
-C'è un quadro dipinto con il sangue e il pittore è scomparso. -Sì.
-La ragazza dipinta va identificata. E poi c'è l'omicidio di Hanna. -Sì.
- Manca qualcosa ? - Sì, la soluzione.
Divertente.
Tu non sai niente del passato di Lona e il commissario ?
No, a differenza tua, mi faccio gli affari miei.
Ha detto che si faranno a pezzi e noi ne faremo le spese.
Mi preoccupa di più la prima della seconda.
- Secondo me è il suo ex marito. - Senti ! Non dovevi vedere Sara ?
Scusa.
-A volte penso che tu sia innamorato di lei. -Fai tardi. -Va bene, vado.
- Nel caso fosse vero, sarebbe meglio saperlo. - Grazie.
[SMOKY ABBAIA]
Povero Smoky.
Ti trovo.
Oh, finito.
C'è tutto in questa sintesi, Parisi ?
Che fa qua ? Ha detto che si sarebbe presa un pomeriggio di riposo.
- L'ho detto ? - Sì. - Era solo per compiacervi.
In questo omicidio c'è qualcosa che dobbiamo ancora mettere a fuoco.
Qualcosa a cui forse Marta Trevisan era già arrivata.
- Per scagionare il padre. - Tutto vero, tutto corretto.
Ci stiamo lavorando anche noi. Ora l'accompagno a casa.
- Ho la mia macchina. - No. Siamo venuti insieme stamattina.
Allora ho le mie gambe. Vai da Lona, Parisi.
- Che cosa sta facendo ? - Le insegno a ballare il tango.
La aiuto io.
Ritroveremo la tua giacca e anche l'orologio di tuo fratello.
Che vuoi ritrovare ? Hanno rubato tutto.
Domani vedo che cosa si può fare, adesso stacca.
Guarda che bella festa !
[MUSICA POPOLARE]
[VOCIARE INDISTINTO E RISATE]
- Scusami. - Salute ! - Salve.
- Salve. - Salute !
Ciao, mi fai due birre, per favore ? Grazie.
- Ines, posso avere due grappe ? - Subito. - Grazie.
- Krisnja, ciao. - Ciao, Matriona.
- Dopo fermati, devo dirti una cosa. - Va bene.
Scusa, perché sono vestite così ?
Sono i costumi tradizionali della Val Resia. E' carnevale.
- Ah, bello ! - Sì, molto, anche per me che qua ci sono nata.
- Abbiamo visto il rogo in piazza. - Sì. - Abbiamo bruciato il Babaz.
- Che cosa ? - E' il simbolo degli eccessi del "Pust", il carnevale.
Oggi finisce e si torna alla normalità.
Nella normalità continuate a rubare o smettete fino all'anno prossimo ?
Io torno allo stavolo, basta.
Scusalo, è arrabbiato, la sua giacca era ad asciugare
e quando siamo tornati non c'era più.
Quando sta così non posso lasciarlo solo.
- Io sono Sandro. - Piacere, Krisnja. - Piacere.
- Per le birre lascia stare. Grazie, buona festa. - Ciao.
- Ah, le chiavi. - Prendile.
- Dove ce l'hai ? - Trovale. - Dài...
Dài... [SUONO DI BACI]
Che fai ?
Niente.
- Pensavo al caso della collega che hanno ammazzato. - A quest'ora ?
Non riuscivo a dormire e non volevo svegliarti, scusa.
Se ti senti più tranquillo, posso andare a dormire da me.
Non se ne parla, poi a quest'ora.
Dài, torna a letto, io sto arrivando.
Okay.
Salve, polizia. Avrei bisogno di un'informazione.
- Se posso... - Ieri un suo collega ha preso una ragazza a Via Fiume.
Erano le 21. Devo sapere dove l'ha portata.
- Reception, mi dica. - Ho bisogno di un favore.
Certamente.
- Buongiorno. - Prego.
Cerco la signorina Elena Privitera, per favore.
Mi spiace, ma non c'è, è partita stamattina all'alba.
- E' sicuro ? - Sì.
- Va bene, grazie. - Prego. Arrivederci.
Penso a un atto violento e non volontario.
- Tradotto: un omicidio. - Esattamente. - Che succede ?
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
Oltre al sangue, sul quadro ci sono frammenti di tessuto cardiaco.
- "Tessuto cardiaco" ? - Sì.
Non una semplice pugnalata al cuore, ma petto squarciato...
- Sì, ho capito. - Ben arrivato, comunque.
[NOTIFICA] Però siamo fortunati.
Nonostante l'ossidazione, abbiamo il Dna.
- E' del pittore ? - No, sicuramente no.
Non serviva confrontarlo con quello del nipote.
Sangue e tessuto sulla tela appartengono a una donna
che doveva essere originaria della Val Resia.
Possiamo dirlo con certezza ?
Sembra strano, ma sì. [NOTIFICHE]
Gli abitanti della valle hanno un genoma inconfondibile.
Una caratteristica unica studiata in tutto il mondo.
Grazie, Giulio.
- Vado a riprendere il mio lavoro, allora. - Grazie.
Forse la ragazza si è rifiutata di sposarlo
e il pittore l'ha uccisa per rabbia.
Se fissi solo un punto, ti perdi l'insieme, ispettore.
[NOTIFICA] - Era un'ipotesi. - Sbagliata.
Noi abbiamo tre vittime
Marta Trevisan, Hanna, amante del padre di Marta
e la Ninfa.
Va cercato il legame fra queste tre donne.
[NOTIFICA]
Vado a farmi l'insulina. Poi andiamo in montagna.
- Ah. - Vi aspetto in macchina.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
- Che sono tutte 'ste notifiche ? - Segnalazioni.
Ho messo la foto di Smoky in rete e mi arriva di tutto. Tu, invece ?
- Che cos'è questa faccia ? - Ieri sera c'era Elena sotto casa mia.
- Elena ? Elena Elena ? - Sì.
Mi ha visto con Sara ed è scappata in taxi.
-Non hai fatto niente ? -Ho trovato dove alloggiava, ma è ripartita.
- Ci tieni ancora tanto, eh ? - Perché, scusa ?
- Si vede da come lo dici. - Per me è una storia chiusa.
Magari non per lei, se ha fatto tanti chilometri...
Quello che voleva dirmi non era importante se è ripartita.
Ah.
E' un po' storto.
- Ehi, ciao. - Ciao.
- Lavori qui ? - Non proprio.
Lo faccio più per passione. Tu invece che fai ?
Mi occupo di ragazzi complicati.
Gli levo i casini dalla testa insegnandogli ad arrampicare.
- Quello che era con te ieri è uno di loro ? - Diego, sì.
Lui è un bel talento
ma finché non ritrovo la giacca, mi sabota gli allenamenti.
- Qui nessuno ha mai rubato niente. - Ascolta, non voglio fare casino.
Voglio solo ritrovarla.
- La donna che gestisce la locanda, te la ricordi ? - Sì.
- Qui in paese tutti la conoscono, conta più del sindaco. - Ah, sì ?
- Vai da lei, magari può aiutarti. - Bene.
Ci vediamo in giro.
- Ciao. - Ciao.
"Il tempo vale, fugge e nasconde."
Sembra scritto per noi. Chissà che non nasconda qualcosa anche qui.
- Ciao. - Commissario.
Hanna Coss. Lei si ricorda il caso ?
Non potrei mai dimenticarlo.
Era una mia amica, una delle migliori.
E' venuto qualcuno, di recente, a farle domande sul caso ?
Sì. Quella ragazza che si è uccisa a pochi chilometri da qui
sotto il ghiacciaio.
- Che cosa le ha chiesto ? - Niente di preciso.
Mi ha chiesto del processo
e se c'erano dubbi in paese sulla colpevolezza di suo padre.
- Ce n'erano ? - No.
Quando è scomparsa, aveva appuntamento con il suo amante.
Quell'uomo è stato l'ultimo a vederla.
Hanna era tormentata negli ultimi tempi.
Io la conoscevo bene.
E del quadro del '45 che ritraeva una ragazza della valle
non le ha chiesto niente ? - No. Di che quadro parla ?
Faglielo vedere.
Questo.
Questa è Krisnja, la figlia di Hanna.
E' impossibile che sia del '45, non era nata neppure sua mamma.
La data del quadro è certa.
Non so che dirvi.
Chiedete a suo zio Francesco.
E' l'ultimo di quell'epoca rimasto vivo nella famiglia.
- Dove lo troviamo ? - La prima casa sulla destra, uscendo dal paese.
Questa non è Krisnja.
Questa è Aniza, mia sorella.
Chi non l'ha conosciuta può confonderla facilmente. Prego.
Si somigliano tanto.
Può dirci qualcosa di lei ?
Poco.
Da quando è scappata con Andrian, non abbiamo più saputo nulla.
- Non avete mai provato a contattarla ? - E come ?
Erano altri tempi e poi erano scappati.
- Perché ? - Questo non lo so.
E' quello che mi hanno raccontato di loro, che erano scappati insieme.
Però forse le cose non sono andate proprio così, signor Di Lenardo.
E' possibile che sua sorella Aniza
non sia mai riuscita a realizzare il suo sogno
perché forse qualcuno glielo ha impedito prima.
- Grazie. - Prego.
All'epoca io ero piccolo.
Forse l'altra mia sorella, Ewa, avrebbe potuto dirvi qualcosa.
Aveva dodici anni, stava spesso con Aniza.
Purtroppo è venuta a mancare pochi giorni fa.
Però Krisnja è cresciuta con lei.
Magari le ha raccontato qualcosa.
Bene, allora glielo chiederemo.
E di Hanna, la mamma di Krisnja, invece, può dirci qualcosa ?
Niente. Brutta storia.
Non mi consola la fine che ha fatto il suo assassino.
Quindi lei è convinto della colpevolezza del suo amante.
Totalmente.
Se non fosse mai venuto qui, lei sarebbe ancora viva.
E il padre della bambina ?
Krisnja aveva pochi mesi quando se ne è andato.
All'inizio mandava lettere, qualche soldo, poi più niente.
Dove possiamo trovare sua nipote ?
A quest'ora è al museo etnografico. Fa volontariato lì.
Un'ultima cosa.
Dovremmo confrontare il suo Dna con quello del quadro
e avere una conferma.
Se non le dispiace.
Fate quello che dovete.
- Un minuto in meno. Buono, no ? - Bene.
La mia giacca. Oh !
- Oh ! Ridammi la giacca, è mia ! - E' mia !
- Lascialo, fermo ! - Ha la mia giacca !
- Ci penso io. - E' mia.
Tranquillo, ci sono io. La giacca è del mio amico, lei gliel'ha rubata.
- L'ho trovata, non l'ho rubata. - Sì, io le credo.
- Però dobbiamo ridargliela. Gliela posso togliere ? - Sì.
L'ho trovata, non l'ho rubata.
- Non l'ho rubata. - Fermi ! Lasciatelo stare !
- La giacca è quella di Diego. - Ora però è tutto a posto.
- L'ho trovata. - Sì, lo so, lo so.
Ora potete andarvene, per piacere ?
- Non l'ho rubata. - Dov'è ?
- Andiamo dentro. - E' mio. - Sì. - Dove hai messo l'orologio ?
- Non puoi reagire così ogni volta. - Aveva la mia giacca addosso.
- E' un vecchio ? - Mica l'ho picchiato.
Vorrei ben vedere. E se cadeva ? Se finiva in ospedale ?
Intanto qua dentro l'orologio non c'è più.
Attento che scotta, mi raccomando. Tieni.
- Così, aspetta. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
E' identica.
Vi mostro il nostro percorso ?
No, siamo qui per un altro genere di informazioni.
- Siamo della polizia e abbiamo alcune domande da farti. - Sì.
No, non deve avere paura.
Ma no, non ha paura. Vero, Emmanuel ?
Prima o poi il passato torna a galla
come le ossa del cimitero quando il Woda tracima.
Non fateci caso, dice spesso cose strampalate, ma non è offensivo.
Come posso aiutarvi ?
So che sei in lutto per la morte di tua nonna
però dobbiamo partire proprio da lì.
In tutti questi anni ti ha parlato di sua sorella Aniza
e del partigiano di cui si era innamorata ?
Mia nonna parlava poco volentieri di quel periodo.
So solo che Aniza era andata via prima che finisse la guerra.
Hai mai visto questo quadro ?
No, mai.
Ti assomiglia moltissimo.
Sì, infatti, è per quello, me lo ricorderei sicuramente.
Un'altra cosa di cui vorremmo parlarti è di Marta Trevisan.
- Una nostra collega. - So di che cosa parlate, ho letto.
Quando è venuta in Val Resia l'hai mai incontrata ?
Sì, è venuta da me.
Cercava notizie su mia madre, ma io ero piccolissima quando è morta.
Non ho potuto dirle molto.
Vi siete viste una volta sola ?
Sì, mi ha detto che sarebbe tornata.
Insisteva sull'innocenza del padre, poi non l'ho più vista.
Grazie, sei stata molto gentile.
- Arrivederci. - Grazie.
Per questo si è uccisa ? Perché ha scoperto che si era illusa ?
Le indagini sono ancora in corso. Mi dispiace.
Grazie.
Le parole del vecchio ti hanno ridotto in questo stato ?
Anche se fosse ?
Sarei curiosa di sapere che razza di passato hai avuto.
Lei è una profiler, non c'è bisogno che le dica come sono cresciuto.
[RUMORE DI FRENATA] - Ma che fai ? - Parisi !
Ma dove va ?
- Dove vai ? Sei impazzito ? - Marta ha girato qui il video a Smoky.
Forse cercavano tracce nel cimitero.
- Entriamo ? - Sì.
Non c'è nulla di interessante.
Commissario, ha visto ?
Che cosa ?
L'abbiamo mancata per poco. Ci sarebbe stata molto utile.
- Chi è ? - La nonna di Krisnja.
La sorella della Ninfa.
Aniza.
Ah...
Guardate là.
Chiedo se è del Comune o nostra. Magari dai filmati capiamo qualcosa.
Così non torniamo a casa a mani vuote.
Che succede ?
- Sensazioni... - Che genere di sensazioni ?
Sgradevoli. Qualcuno ci sta tenendo d'occhio.
Possiamo acquisire i filmati.
Andiamo.
- Ispettore. - Sì ?
Posso conoscere i risultati di questa bella gita fuori porta ?
Venga, venga.
- Questo è tutto, quindi aspettiamo i filmati della telecamera. - Mm.
Come mai ha chiesto il trasferimento ?
La Mobile è un bel traguardo.
Quando mi è capitata l'occasione, l'ho afferrata al volo.
Del commissario Battaglia che cosa ne pensa ?
E' in gamba, molto.
Se vuole aggiungere "nonostante il pessimo carattere", può farlo.
Con me gioca in casa.
Il carattere conta relativamente quando si ottengono risultati.
Non sono d'accordo.
Per andare avanti, ci vuole il giusto atteggiamento.
Vale per Teresa e vale anche per lei.
Lo tenga a mente.
Scelga bene da che parte stare.
Chiuda la porta quando esce.
Sì.
Un'altra sarebbe troppo, se non ha preso altri zuccheri.
Controllavo quanta me ne era rimasta.
Com'è andata dal sommo capo ?
Male.
Non vorrei finire nei giochetti fra lei e il suo ex marito.
- Ma di che parli ? - Di Lona.
- Lona non è il mio ex marito. - Me l'ha detto lei.
- Quando ? - Quando l'ho soccorsa a Travenì, era semicosciente.
Chiamava il nome "Albert".
Io ho più di un'ossessione nella vita, ispettore.
Commissario, dalle celle telefoniche della zona dove hanno ucciso Marta
risultano pochi telefoni attivi
però uno è sempre stato accanto a quello del testimone.
- Quindi erano in due durante l'omicidio. - Sì.
La mia idea non era poi così tanto stupida.
- A chi appartiene ? - Diego Russo. - Bene.
Di' a Lona che vuoi convocarli tutti e due domani mattina
così capiamo perché il testimone mente.
Non crede che è meglio se lo faccia lei ?
Marini, Lona corteggia te.
Se gli hai fatto capire che ti dà fastidio, è meglio se rimedi subito.
Ti sto proteggendo. Goditi questi due minuti da chioccia.
- Fai quello che ti dico. - Certo.
- A domani. - A domani.
E' da un po' che non la vediamo, commissario.
Vengo quando me lo dice la dottoressa.
Io esco. Non ce la faccio più a stare fermo.
Diego... mi raccomando.
Sì, sì, ho capito.
Voglio solo fare due passi.
Quindi ? Che cosa ha detto Lona ?
Ha detto che si sarebbe occupato del testimone e del suo compare.
- Adesso si mette a convocare i testimoni ? - Non lo so.
- Secondo me erano sposati e si odiano per questo. - Ti prego
dimmi che non glielo hai chiesto. - Non mi ha risposto.
- Ma certe dinamiche andrebbero risolte. - Da che pulpito !
- Ti dice niente il nome "Elena" ? - Dovrei partire per la Sicilia ?
Te l'ho già detto, basta una telefonata.
Fai quello che vuoi. Io vado a casa.
- Ciao. - Buonanotte. - Buonanotte a te.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
(Sara, registrazione) "Come va ? Ti aspetto o vado a casa ?"
Mi sa che qua faccio notte.
In caso passo io. Bacio.
Grazie per essere venuta e scusami.
Mi dispiace per quello che è successo con il vecchio.
Io ti scuso, però dovete essere gentili con Emmanuel.
- Non è un ladro. - Sì, lo so.
Cercavo solo di convincerlo a restituire la giacca a Diego.
Lui non sta bene.
- Non è una giustificazione. - Sì, lo so
ma ci tenevo a spiegarti perché mi sono ripreso la giacca.
Adesso sono grigi.
Gli occhi.
- Mia nonna diceva che cambiano con la luce. - Sì ?
Sono belli.
Massimo.
Che vuoi da me ?
Ero stato chiaro, che sei venuta a fare ?
Senti... io non so come dirtelo.
Sono incinta.
Da quanto lo sai ?
Un mese, più o meno.
- Ho provato a dirtelo, ma mi avevi bloccato. - Non potevo immaginare.
Bastava leggere.
E' una cosa seria con quella ragazza ?
Che vuol dire "una cosa seria" ?
Stiamo bene insieme.
Le dirai del bambino ?
Non lo so, Elena.
Io non voglio un figlio.
Io sì.
Questo bambino io lo voglio, Massimo.
- Io non ho detto che me ne voglio lavare le mani. - Okay.
E quindi ?
Che vuoi fare ?
Oddio...
Devo andare.
Chiamo un taxi.
Che cazzo ti aspettavi ? Che tornavi e facevamo la famiglia felice ?
Secondo te il problema è se stiamo insieme o no ? Chi se ne frega !
- Come "chi se ne frega" ? - Il punto è il bambino.
Ci sarai ?
Sì ?
E come ci sarai ?
Appunto.
Sì, salve, un taxi. Via Fiume 25. Grazie.
[ELENA PIANGE]
Più persone...
sul luogo...
del delitto.
Perché il testimone...
ha mentito ?
[VIBRAZIONE DI CELLULARE]
- Dormivi ? - Alle nove di sera ?
- Perché tutti volete farmi sentire una vecchia ? - Apri la posta.
Sono arrivate le riprese della telecamera del cimitero.
Te le ho inviate, devi vederle subito.
Cazzo !
[MUSICA LIRICA DALLO STEREO]
[DIALOGO NON UDIBILE DAL VIDEO]
[VERSI DI SFORZO]
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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