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Che c'è ? Hai trovato qualcosa ?
[SMOKY ABBAIA]
[SEGNALE ACUSTICO]
Merda.
[SMOKY ABBAIA]
[GRACCHIARE DI UCCELLI]
[SPARO]
Mi chiamo Teresa Battaglia
sono nata il 4 dicembre 1967.
E abito... a Udine in Via Rivis...
Via Rivis 23.
Sono un commissario di polizia.
Il...
Il mio primo caso è stato...
Il mio primo caso è stato...
'Fanculo !
Il mio primo caso... Era estate, era...
Era...
Sì, era estate.
Era l'omicidio di un chirurgo a Roma.
Era agosto, era...
Era il 13...
Era il 13 agosto 1989.
Sì, 1989.
- Ha ancora il telefono staccato. - Non riuscirai a mettermi ansia.
- Ce l'hai già. - Non riuscirai a farmelo ammettere.
L'ultima volta ha rischiato di morire assiderata.
Per me si è persa.
Accidenti a te ! Risaliamo alla strada che ha fatto
dal Gps che le abbiamo nascosto nell'orologio, però...
Se si incazza, l'idea è stata mia, ti ho costretto.
- Bravissimo. - Andiamo.
Come ci è finita quassù ?
- Come vuoi che ci sia finita ? Come sempre. - Esageri, dài.
No, tu minimizzi. Dobbiamo dirle che sappiamo che qualcosa non va.
- E' ripartita. - Bene, torno indietro.
- Ma no ! Se si è persa ? - E che cazzo, Marini, su !
(vivavoce) Potrebbe essere stata una forte agitazione. - Sì, vabbè.
Un conto è un vuoto di memoria, un altro è la paura di averlo.
Va' a quel paese, Carmen ! E' la mia mente che va via a fette.
Hai abbandonato il registratore ?
Sì, scrivo tutto ormai, anche quante volte vado in bagno.
- E gli esercizi che ti ho dato ? - Li faccio.
Indovinelli, parole crociate, quelle crittografate, sudoku...
A volte mi sembrano delle stronzate.
Poi mi alzo dalla poltrona, mi guardo intorno
e non riconosco più casa mia.
Facciamo così, intanto ti prescrivo altre analisi e poi vediamo, okay ?
Forse dovrei dire la verità a chi mi sta intorno.
- Torno indietro, o la incrociamo. - Come fai manovra ? Ormai andiamo.
Se scopre che la cercavamo, si incazza sul serio.
- Vabbè, si incazzerà. - Non va bene !
- Deve proseguire. Signora... - Che è successo ? - Un incidente.
- Che genere di incidente ? - Torni in macchina e prosegua, grazie.
Gli dia questo, è bianco come un cencio.
Da come ci guarda, era meglio l'attacco d'ansia.
Non potete fermarvi qui, proseguite. Anche lei, signora.
- Rientri in auto. - Siamo colleghi. La "signora" è il nostro capo.
Commissario Teresa Battaglia, Squadra Mobile, Questura di Udine.
Ora che abbiamo fatto amicizia, che è successo ?
Il ragazzo ha trovato il cadavere di una donna nel bosco.
Il suo cane le sta addosso e non riusciamo ad avvicinarci.
Aspettiamo il veterinario.
E' tua la macchina rossa prima della curva ?
No, sono venuto a piedi, ero più giù ad arrampicare.
Mangia questa, ti tira su la pressione.
Grazie, non mi va.
Come ti pare. Poi racconta tutto a questo vestito da modello.
- Parisi, vieni con me. - Sì.
Ciao, Gardini, sono Teresa. Come stai ?
C'è un cadavere sotto il ghiacciaio, potrebbe diventare un caso.
Grazie.
Che succede ?
- Che cosa cerca ? - Finitela di starmi addosso.
E se avessi una storia ? Un amante ? Una tresca ?
- Ce l'ha ? - Parisi...
-Siamo preoccupati per lei. -Mi fate sentire una vecchia rincoglionita.
- Non era questa l'intenzione. - Ma è questo il risultato.
Una collega ?
[VIBRAZIONE DI CELLULARE] Scusa.
- Commissario. - La vittima era una collega.
Marta Trevisan. Fai una ricerca veloce su di lei.
Del ragazzo che mi dici ? E' a posto ?
Sembra di sì. Sandro Gigli, 28 anni, di Udine
istruttore di arrampicata, ex educatore di comunità.
Stava arrampicando quando ha sentito uno sparo e un cane abbaiare.
Mm... In quest'ordine ?
Vabbè, passamelo.
Il commissario ti vuole parlare.
- Pronto ? - Prima lo sparo o prima il cane ?
Prima il cane, poi dopo un minuto lo sparo.
- E poi ? - Poi più niente.
Il cane non ha più abbaiato ?
No. Infatti ho pensato a un cacciatore.
Poi quando ho visto il cadavere, vi ho chiamati.
Ha messo giù.
Sì, lo fa.
Con questa che cosa facciamo ?
- Un esperimento. - Ah.
- Dài, avvicinati. - Abbaia.
Fagli sentire l'odore della giacca, vai.
Dài.
Non fargli vedere che hai paura ! Fagli sentire la giacca...
Adesso prendi il guinzaglio...
e arretra.
- Bravo. Piano, così. - Sì.
Eccolo qua. Scusi, non ho mai avuto un cane.
C'è sempre una prima volta.
Ciao. Come ti chiami ?
Fammi vedere un po' come ti chiami...
"Smoky". Ciao. Sei bravo. Vieni, amore.
Mi sembra chiaro che è un suicidio.
Diego ?
Diego ?
Ohi.
- Stai bene ? - Che cosa gli hai detto ?
Niente. Che cosa gli dovevo dire ?
Io non sono pazzo.
Lo so.
Questi erano sul cadavere.
- Trovato qualcosa di interessante ? - Non ne ho idea, è bloccato.
- Si può fare qualcosa ? - Qui no.
- Appena riesco ti faccio sapere. - Grazie.
Comunque forse non è andata proprio come sembra.
Potrebbe anche essere stata aggredita.
- Vediamo, Teresa. - Grazie, Giulio.
Il dirigente del Commissariato di Cividale conferma che era mancina.
Era lì da un paio di mesi e indagava su un giro di spaccio locale.
Non risultano relazioni sentimentali.
Perché questo tono ?
Oggi aveva preso un permesso per stare vicino alla madre malata
ma la madre sta benissimo, è a Lisbona con le amiche.
Ci sta che se uno si vuole ammazzare dica di andare in un altro posto.
Non hai mai visto un'agenda ?
No, solo che mi chiedevo che fine avesse fatto il registratore.
Spiegaglielo tu, Parisi.
- Il commissario sta dicendo di farti gli affari tuoi. - Bravo.
Ci vediamo in Questura.
- E con il cane che cosa si fa ? - Non lo so, per ora tienilo tu.
Ti tengo io.
Parri che cosa dice ?
Per ora si è limitato all'ora del decesso.
Dalle foto è difficile capire se non sia una messinscena.
Procedi come ti sembra più opportuno.
Il caso va alla Mobile e quindi è tuo.
Grazie, anche se questa volta vorrò essere solo di supporto.
Voglio affidare le indagini all'ispettore Marini.
Che cosa significa ? Sei tu qui "il pezzo da novanta".
Marini è in gamba, merita un'occasione.
Sono troppo stanco per capire.
Sono sicuro che Marini sarà felice di questo incarico.
Bene.
I colleghi di Lisbona stanno facendo rientrare la madre della ragazza.
- Bene. - Ho qui la scheda personale della vittima.
Da Udine si è trasferita a Trieste nel 2005, dopo l'arresto del padre.
- Come si chiama ? - Guido Lisi.
La madre ha chiesto e ottenuto che Marta prendesse il suo cognome.
- Perché è stato arrestato ? - Omicidio dell'amante.
Il corpo non è stato ritrovato, lui si è dichiarato innocente
ma le prove erano contro di lui e si è ammazzato in carcere.
Si è suicidato pure lui.
Che cos'hai, scusa ?
E' per il colloquio da Ambrosini tutta questa simpatia ?
Il commissario mi ha assegnato le indagini.
A me ha assegnato un cane depresso, vuoi fare cambio ?
- Non è un riconoscimento. - Ah, no ?
La ragazza si è ammazzata, è chiaro. Non c'è niente da scoprire.
- Mi prende in giro, come sempre. - Incredibile.
- Cazzo ! Chiama un'ambulanza. - Che succede ? - Ambrosini !
- Commissario, vuole un caffè ? - No.
Acqua ?
Sei stato prezioso, ma adesso puoi toglierti dai piedi.
Commissario...
Le caramelle alla frutta...
Certo che lei è assurda, mi scusi.
Non ringrazia, non si scusa, tiene tutti lontano.
Neanche rischiasse la vita a provare un sentimento per un'altra persona.
Ho appena messo un caso nelle tue mani, ingrato.
Solo perché sa che non c'è niente da scoprire.
Mi sopravvaluti, io non ho capito niente.
- Commissario. - Come sta ?
E' vivo per miracolo, ma è vivo.
- Posso vederlo ? - Per pochi minuti e non lo facciamo stancare. Prego.
Grazie. Vai pure, penso di potermela cavare da sola.
Prego, da questa parte.
- Ciao, Teresa. - Ciao.
- Meno male che sei qui. - Dove volevi che fossi ?
Mi dispiace di averti spaventata.
No ! Tutta adrenalina che aumenta i radicali liberi e dunque le rughe.
- Dicono che devo stare fermo per mesi. - E tu starai fermo.
Senti... è da un po' che devo parlarti.
Anche stamattina volevo farlo.
Ora sono qua e non posso fare più niente per te.
Così mi fai preoccupare.
- Avevo già deciso di prendere tempo per curarmi. - Avresti fatto bene.
Lo so, ma non ti volevo lasciare sola con il nuovo sostituto
ma non ho avuto tempo di dirtelo.
Perché, chi è ?
Albert.
- Albert ? - Lona.
Ma che fa ?
Padre e figlio hanno un incidente con l'auto.
Il padre muore, il figlio viene portato d'urgenza in ospedale...
Commissario, si sente bene ?
Ascolta questa. Padre e figlio hanno un incidente in auto.
Il padre muore, il figlio viene portato in ospedale d'urgenza.
In sala operatoria il chirurgo dice: "Non posso operarlo, è mio figlio !"
- Perché ? - Non lo so, ma se voleva spaventarmi, ci sta riuscendo.
Ascolta bene.
Il padre muore e il figlio viene portato in sala operatoria.
Il chirurgo lo vede e dice: "Non posso operarlo, è mio figlio !"
- Perché, Marini ? Perché ? - Non lo so. Non lo so.
Il chirurgo è la madre.
Proprio non ce la fai a immaginare una donna emancipata.
No, infatti la stavo aspettando per riaccompagnarla a casa.
Anzi, venga.
No, devo andare a un appuntamento qua vicino, faccio quattro passi.
E' sicura di stare bene ?
Ma no che non sta bene.
Le cose stanno esattamente come sembrano, Teresa.
La ragazza si è suicidata.
Ne sei sicuro ?
Aveva tracce di polvere da sparo sulla mano e sul polso.
Il proiettile ha perforato il cuore da sinistra a destra
compatibilmente con il suo essere mancina.
La balistica parla chiaro, ha rivolto l'arma contro se stessa.
Non ci sono ecchimosi da presa su quel polso.
Nessuno l'ha forzata.
Semmai, stando ai primi esami tossicologici, si è aiutata da sola.
- Cioè ? - Aveva assunto un mix di sostanze psicotrope.
Attendo la risposta dal laboratorio analisi per saperne di più.
Che c'è ?
Non sei convinta.
No, neanche un po'.
Ma non sono infallibile.
- Buona serata. - "Buona serata" ?
Sai bene che dopo quello che hai detto
passerò la notte a cercare qualcosa di cui non mi sono accorto.
A maggior ragione, buona serata.
[MUSICA LIRICA DALLO STEREO]
"Cane che abbaia."
"Un minuto."
"Sparo. Silenzio."
"No ecchimosi da presa."
"Sostanze psicotrope da verificare."
Cane.
Sparo.
Silenzio.
[SQUILLI DI CELLULARE]
Grazie.
Grazie, Smoky.
- Pronto, commissario ? - Dormivi ?
No, io non dormo mai. No, non stavo dormendo.
-Hai presente la clinica veterinaria in Via Tornabuoni ? -Sì... No.
Non lo so... La verità è che stavo dormendo.
Le chiedo scusa, sono le 3 e 01. Dovrebbe farlo anche lei.
Domani mattina porta il cane lì a fare le analisi.
Perché ?
Pronto ?
Ti devo portare dal veterinario.
Merda.
Guarda che cosa c'è qua.
Ma sì, bravissimo. Sì...
- Desidera ? - Per prima cosa, che quel cane sparisca da qui.
- Lei è, scusi ? - Il nuovo dirigente. - Buongiorno.
- Giacomo Parisi. - Bravo. Lei ?
- Massimo Marini. - Il commissario ? - Non è ancora arrivata.
Questo è l'unico caso di cui vi occupate o c'è altro ?
- Al momento è l'unico. - Voglio una copia del fascicolo. - Prego.
- E' questo. - Perfetto.
Ho indetto una riunione di presentazione tra mezz'ora.
Dite al commissario che è un ordine. Ovviamente vale anche per voi.
Sì, signore, certo.
Non mi importa un accidente dei suoi ordini.
Non ho intenzione di scapicollarmi.
Ho chiesto al Pm Gardini un decreto per perquisire casa della vittima.
I colleghi dell'Antidroga sono già lì.
- Parisi, hai fatto quello che ho chiesto ? - Sì, signora.
Ho appuntamento alle 10 e 30. Prima non c'era posto.
- Basta che ti diano la risposta subito. - Impossibile.
Fai in modo che lo sia.
- Sì. - Marini, con te ci vediamo fra un quarto d'ora all'hotel Magda.
- A fare che ? - La madre di Marta Trevisan alloggia lì.
Andremo noi da lei.
Così però ci mette nei guai con il nuovo dirigente.
Oh, povero ! Hai tanta tanta paura ?
Non è paura. Io non sono tarato per disobbedire ai superiori.
- Non mi piace. - C'è un'indagine in corso e ha la priorità.
Anch'io sono un tuo superiore.
Sì, ma ha affidato le indagini a me e voglio dire la mia.
Non posso. Ha attaccato.
Marta non aveva nessun motivo per uccidersi.
Amava il suo lavoro.
Era andata a vivere da sola da poco, insomma era piena di progetti.
Crede che il suicidio del padre possa averla condizionata ?
No, quando lo hanno arrestato Marta era piccolissima.
Io ho fatto sempre il possibile per tenerla lontana da lui
e da quello che è successo.
Sì, sappiamo che vi siete trasferite a Trieste
e le ha cambiato addirittura il cognome, dandole il suo.
- A volte il ritorno nei luoghi d'infanzia smuove... - No, scusi.
Quelli non erano i luoghi della sua infanzia.
Marta è nata qui a Udine, non a Cividale.
Ha mai sospettato che Marta facesse uso di droghe ?
State scherzando, spero.
Le spiego...
Il capo di Marta ci ha detto che indagava su un giro di spaccio.
Potrebbe essere stata coinvolta...
No. No, no. Marta era una persona onesta.
Era una poliziotta. Mi sembra di stare in un incubo.
A noi sembra strano per quale motivo abbia mentito ai suoi superiori.
Ha chiesto un permesso per starle accanto, dicendo che stava male
ma lei era in vacanza.
Quando l'ha sentita l'ultima volta ?
Una settimana fa, poi io sono partita.
Più niente, nemmeno un messaggio ?
No.
- Il cane lo abbiamo noi. Che dobbiamo fare ? - Quale cane ?
Marta non aveva nessun cane.
- Dove ho sbagliato ? - Non hai sbagliato, coda di paglia.
- Siccome sta zitta... - Sto pensando.
Era devastata dal dolore.
Ci ha chiesto di non fermarci alle apparenze, eppure mentiva.
Perché ?
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
Guarda che cosa scrive Parisi.
Mm.
Parri, sono Teresa.
Se ti dicessi che il cane della vittima è stato narcotizzato ?
So perché hanno dovuto stordirlo, stavo per chiamarti.
Ti aspetto da me.
Le sostanze le sono state iniettate da qua. Vedi ?
Un piccolo foro alla base della nuca.
Se tu non mi avessi messo il dubbio, forse non l'avrei mai trovato.
Dalla risposta del tossicologico
risulta un mix di ergina e scopolamina.
Allucinogeni naturali che hanno l'effetto della droga dello stupro.
Si diventa burattini nelle mani di chiunque con quella roba.
Le hanno ordinato di spararsi e lei si è sparata.
Avevi ragione tu, come al solito.
Ti assicuro che è una magra consolazione.
Vabbè, niente, ho capito. Grazie, collega.
In casa di Marta non è stata trovata nessun tipo di droga.
Il sospetto che ne facesse uso è già stato superato dai fatti.
Forse indagava da sola sul giro di spaccio.
Magari il cane è di un collega dell'Antidroga.
- L'avremmo saputo. - Beh, questo cane sarà di qualcuno.
Magari l'ha preso da poco e la madre non lo sapeva.
Quel cane deve sparire.
Ciao, Teresa. Sei cambiata.
"Invecchiata" andava benissimo. Sono pronta a incassare i tuoi colpi.
Quella che devi incassare è la realtà: adesso ci sono io.
Sai che quando do un ordine, devi obbedirmi.
Se ti dico di fare una cosa, la fai. Se ti chiamo, corri.
Va bene, mio signore. Devo inginocchiarmi ?
Ambrosini ha lasciato la Mobile allo sbando, è tutto da rivedere.
Quello di Marta Trevisan a oggi risulta essere un suicidio
e non spetta a voi occuparvene. - Non si è ammazzata.
- Ah, no ? - No. Abbiamo elementi sufficienti per indagare ancora.
Perché questi elementi non sono sul mio tavolo ?
Sarebbe bastata un po' di pazienza.
Ma non è la tua dote e lo so bene, non è vero, Albert ?
Lascio ai miei colleghi il piacere di aggiornarti.
- Vado a rifarmi il trucco. - Non è divertente, Teresa.
No, infatti non lo è.
Il cane.
- Sì. - "Il cane."
La cioccolata dopo l'insulina non mi sembra una buona idea, scusi.
Lona si è tolto di torno ?
Ci sbraneremo e tu e Parisi ne farete le spese.
Non chiedermi perché, ma ti ho messo in guardia.
Non è andata affatto male.
Ho proposto una ricerca sulla cella telefonica del luogo del delitto.
Non solo ha approvato, ma ha chiamato il Pm per attivarla.
- Ma va' ? - Quante persone ci saranno state in quel posto ?
Il tizio che ha trovato il cadavere, qualche escursionista
la vittima... e l'assassino.
Che c'è ? Non è una buona idea ?
Sì, se l'assassino è così idiota da girare con il cellulare acceso.
Commissario. Nistri sta lavorando al telefono della collega.
Ci ha mandato del materiale. Dovete vederlo, assolutamente.
Nei giorni prima della morte il telefono registra due attività.
Questo video. Vedete ?
Abbaia, gira e si siede.
Poi ricomincia. Come un codice.
- L'ha inoltrato a qualcuno ? - No.
Non si capisce dove sono.
No, c'è solo questo idrante rosso e un pezzettino di cancello.
E l'altra attività ?
La foto di questo quadro.
- Ma che cos'è ? - Nistri non ne ha la minima idea.
Non c'è firma. C'è solo la data: 20 aprile 1945.
Lui l'ha comparato a tutte le opere trafugate di cui si ha notizia
e non si è trovato niente, però Marta ha spedito questa foto
al proprietario della galleria La Cella.
- Quando ? - Il giorno in cui ha fatto il video, la sera.
Ha chiamato il gallerista, poi ha spedito la foto e si sono risentiti.
A questo punto, è fondamentale sapere che cosa si sono detti.
- Sì. - Con Lona che si fa ?
Se vuoi andare a dargli un bacetto prima di uscire, io aspetto fuori.
Che ridi ? Se sai perché quei due si odiano, dovresti dirmelo.
No, io non ne ho idea.
- Andiamo perché si innervosisce. - E' nata nervosa. Il cane.
Ciao. Buono.
Andiamo. Andiamo.
- Non voglio il cane dietro con me. - Dove lo metto, nel bagagliaio ?
Smoky ! Smoky !
Smoky ! Smoky !
No ! No !
Merda !
Smoky !
Ma perché ?
[MUSICA ROCK DALLO STEREO]
[SMOKY ABBAIA]
Ciao ! Bravissima. Io lo sapevo che saresti tornata.
Brava ! Bravissima.
Marta Trevisan si è qualificata come agente di polizia
e mi ha chiesto di aiutarla a identificare un dipinto del '45.
- Le ha detto come l'ha avuto ? - No.
Le ho chiesto di vederlo e mi ha mandato la foto.
A me pare un Andrian, ma non basta una foto per un expertise.
Avrebbe dovuto portarmi la tela ieri pomeriggio e invece...
Invece la ragazza è morta. Qual è il valore del quadro ?
Tre o quattrocentomila euro.
Se il quadro fosse autentico.
Andrian era un partigiano.
Ha creato le sue opere nascosto sulle montagne.
Dieci reperite fin qui, quasi tutte acquistate da collezionisti.
Aspettate.
Ecco.
Il catalogo dell'ultima mostra organizzata dal nipote.
Posso mettervi in contatto, se credete.
Adesso è fuori dall'Italia, ma dovrebbe tornare domani.
Grazie.
Che altro sa dirmi di Andrian ?
Poco e niente. Dalle montagne non è mai tornato.
Il decimo quadro è datato 31 dicembre 1944.
Adesso sappiamo che almeno fino al 20 aprile 1945 era ancora vivo.
Se il quadro fosse autentico.
Ho girato Udine, sono venuto a casa di Marta a Cividale, ma non c'è.
Resta lì, ho il decreto di Gardini, stiamo arrivando.
Ma la casa non è stata già perquisita ?
Ma noi non cerchiamo droga, cerchiamo il quadro.
Intanto approfitta per fare qualche domanda ai vicini.
Pronto ? Commissario...
Prego.
Non riesco mai ad accettare quello che ci lasciamo dietro
dopo una perquisizione. - Vieni pure.
Commissario, lui è Luca Venanzi, abita nella casa qui di fianco.
Il commissario Teresa Battaglia. Ripetile quello che hai detto a me.
Vado a dare una mano.
- Ciao. - Salve.
Io e Marta stavamo diventando amici e poi niente...
Due settimane fa l'ho sentita avere una brutta telefonata
e da lì è diventata un'altra persona.
Sai con chi ha avuto questa discussione ?
No, ma era fuori di sé.
Io le ho chiesto di uscire un paio di volte, ma nulla.
Poi è arrivata una ragazza strana con il cane e i capelli blu.
Marta te l'ha presentata ?
No, macché. Ultimamente mi teneva a distanza.
A parte il colore dei capelli, non saprei descrivergliela.
- Non l'ho vista da vicino. - Il cane era suo o di Marta ?
Dopo che quella l'ha portato qua, è sempre rimasto
quindi magari l'ha adottato.
La ragazza con i capelli blu l'hai più rivista ?
Un paio di volte. Sono uscite insieme con il cane.
Poi Marta ha iniziato a portarlo via con la macchina, da sola.
Stavano fuori parecchio.
Ti ricordi il giorno e l'ora di quella telefonata ?
Era pomeriggio. Alle 15, 15 e 30.
Ma il giorno purtroppo no, mi dispiace.
Non preoccuparti, va bene così. Grazie.
- Arrivederci, grazie. - Grazie.
[SMOKY ABBAIA]
Lo so, Smoky, ho capito.
Lasciami pensare.
[SMOKY ABBAIA]
La situazione è cambiata adesso, lo capisci ? E' molto cambiata.
Al canile di Udine non c'è nessuna volontaria con i capelli blu.
Neanche a Cividale e nei paesi limitrofi.
Comunque, ho scaricato l'elenco delle associazioni e non sono poche.
Smoky non può essersi volatilizzato.
[MARINI SI SCHIARISCE LA VOCE]
Se non hai buone notizie, sparisci. Sparite tutti e due.
Ho i tabulati telefonici della Trevisan.
Sedici giorni fa alle 14 e 45 l'ha chiamata un numero di Roma.
Dopo ha parlato con la madre per quaranta minuti
poi non si sono più sentite.
Nistri, sono Teresa. Mi serve il telefono di Marta Trevisan.
Ci sto ancora lavorando. Dimmi di che cosa hai bisogno.
- Di scuotere una coscienza. - Ah.
Mandami la foto dello sfondo del suo telefono.
Aveva ragione lei, Marta non si è suicidata.
Abbiamo deciso di non diffondere ancora la notizia
però purtroppo è così.
Fai vedere la foto.
Questa è Marta con il suo papà, vero ?
Sì.
Due settimane prima di morire
sua figlia ha ricevuto una chiamata da Roma.
Subito dopo, una lunghissima telefonata con lei.
Perché non ce l'ha detto ?
Adesso deve dirci la verità.
La cosa è successa qualche mese fa
quando la mia ex suocera ha contattato Marta.
Si era ammalata e voleva vederla. Non si vedevano da vent'anni.
Sicuramente la foto gliel'ha data lei
perché in casa non poteva trovarla, all'epoca avevo distrutto tutto.
Scusi... Sa che cosa si sono dette ?
L'ha implorata di dimostrare l'innocenza di suo figlio.
Le avevo detto di non crederle.
Pensavo che mi avesse ascoltato, invece mentiva.
Anche sul discorso del trasferimento.
Lo ha chiesto lei, per tornare nei luoghi dov'è successo tutto.
E la lite tra di voi ?
Quella è scoppiata per via della casa di Roma.
Il padre stava per acquistarla per sé e per l'amante da un amico.
L'unico che ha testimoniato a suo favore.
Poi con l'arresto si è fermato tutto.
Quindi ? Non capisco.
Marta l'ha saputo e ha chiamato la madre, ma lei ha negato tutto.
Ma l'amico del padre le ha confermato tutto
allora ha dato di matto accusando la madre di averle sempre mentito.
E il quadro che c'entra ?
Ancora non lo sappiamo.
Il commissario dov'è ?
- Sta tornando a casa. - Le dica di non continuare a ignorarmi.
- Io preferirei non... - Ispettore.
Ho capito subito che lei è in gamba e ragionevole.
Non mi smentisca, faccia come le dico.
Vada.
[CAMPANELLO]
- Dov'è ? - In salotto. - Avevamo detto di non toccarlo.
-Lo portavo dentro con il pensiero ? -Non doveva prenderlo.
Nessuno con il suo ruolo porterebbe un pacco anonimo...
Come sei noioso ! L'ho anche aperto, con i guanti.
"Il quadro è dipinto con il sangue. Di più non so."
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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