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Cazzo Claudia, ma che stronzata stai facendo?
Ma perché cazzo ti dovete vedere?
Dopo tutte le stanzate che mi hai detto, perché?
Lo sai che non potevo essere un infame, l'hai sempre saputo. Le cose non sono
come sembrano, sono un infiltrato.
Ti cercano anche i servizi segreti. Ma chi?
De Silva!
De Silva?
Ma cazzo quello è più marcio di tutti, certo che mi sta cercando, mi vuole
morto!
Se sei un infiltrato, perché non mi dici dove sta Nardabate? Tu lo sai dov'è.
Dobbiamo fermare gli Ipari.
È lui il mio obiettivo.
Non ti credo, non ti credo!
Dove sono?
Ancora a casa mia.
Hai perso i sensi.
Continui a perdere sangue.
Che cosa intendi fare con me?
Non lo so.
Che pretendi?
Sei sparito per un anno, ti sei dato per morto, poi ricompari all'improvviso a
occuparti dei traffici degli abbate.
Come pretendi che io ti creda?
Ma non capisci, era troppo rischioso.
Al minimo dubbio sarei morto, si dovevano fidare di me.
Ma non è in ardo decidere, Rosi.
Ma piantala con questa storia, Rosi non c'entra niente col fratello. Sì, è
troppo impegnata a esportare prodotti tipici della Sicilia.
Ma dai, Claudia, ma come fai a non accorgerti che è cambiata?
Che non vi ha mai perdonato la morte dei suoi fratelli.
Non è più la donna che conoscevi.
È una tua nemica adesso.
Che cosa vuole di Silvia da te? Perché ti vuole morto? Il suo capo, Greco,
stava sul libro paga di Trapani quando fingevo di collaborare con lui.
E io sono il solo che può provarlo.
Senti, però io non posso resistere ancora a lungo.
Ho già chiamato un dottore mentre eri svenuto.
Eccolo.
Salve.
Tutto suo, dottore. Per la paga.
Dottor Greco.
Abbiamo puntato sul cavallo sbagliato.
Beh, la Mare se l'aveva quasi preso, no?
No, quasi.
Ma è di meno tante risorse.
E le nostre?
Sono già finite?
No.
Ne abbiamo tante anche noi.
Ovvero?
Mi è venuto sospetto che Di Meo stia agendo sotto copertura.
Comunque il suo obiettivo non può essere solo Nardo Abate.
L'avrebbe già fatto arrestare.
E il suo obiettivo qual è?
Il problema è un altro.
Noi dobbiamo convincere gli Abate a non fidarsi di Di Meo.
Basta solo un po' di sfiducia.
Quella gente che spara.
E che facciamo?
Avvisiamo un arduabate?
No.
Preferisco passare dalla sorella.
Mi sembra più malleabile.
Pensa che sia collusa.
Ha studiato in America.
Le pezze in grande.
Verifichi questa ipotesi e soprattutto agisca in tempi rapidi.
Se di me è un infiltrato, siamo veramente nella merda.
Alfiero, scusa il ritardo, eccoti la macchina. Non si preoccupi del ritardo,
dimmi ora dove è finito.
Non ho tempo adesso, te lo spiego poi.
Il portellone lo poteva chiudere.
C'ho da fare, eh?
Cosa fate qua tutti insieme?
Novità dai posti di blocco?
Nessuna. Di meo sembra svanito nel nulla.
Dottoressa, ci stavamo chiedendo... Che cosa è successo di preciso alla
spiaggia? Aveva qualche secondo di vantaggio. È riuscito a scappare.
Magari via mare.
A nuoto? Quando lo prendiamo glielo chiediamo, ok?
Posso? Claudia, che piacere, vieni, vieni.
Come stai?
Allora? Sono passata solo un attimo, volevo vedere come ti eri sistemata. Eh,
non mi posso lamentare.
Però non ti dico quanto costa, che è meglio.
Comunque è bellissimo.
Grazie. Come vanno gli affari?
Iniziamo a ingranare adesso.
Vieni, sediti.
Sono contenta per te.
È proprio quello che ti ci voleva.
Hai saputo di quel carico di coca che abbiamo confiscato?
Sì, ne ho sentito parlare. E pare che ci sia di mezzo Nardo, è vero?
Sì.
Tuo fratello si è messo in mezzo ad una cosa più grande di lui.
Ed è meglio che ne esca il più presto.
Prima che ci vada di mezzo a tu. Ma il punto è che io non ho modo di
incontrarlo, né tantomeno di parlarci, Claudia.
E poi lo so che Nardo non mi darebbe ascolto.
Ma poi scusami, se sapessi dove si trova non te lo vorrei a dire prima a te.
Ma sì, lo so.
Intanto però potresti parlare con Cifalà.
Lui Nardo lo sente spesso.
Parlano attraverso internet.
Con un programma che si chiama Skycom. Lo conosci?
Certo che lo conosco. Ce l'ho anche io qua.
Lo uso per parlare con gli Stati Uniti.
E lo usano anche i criminali. Perché pensano di non essere intercettati.
Ma adesso non è più così.
La DEA ci ha fornito un programma che ci permette di ascoltare anche Skycom.
Bene. Ci fa là per adesso non ha detto nulla che potesse portarci a tuo
fratello. Tanto prima o poi succede.
Lo spero.
Lo spero davvero.
Così almeno finisce sta camurrie.
Lo so.
Non ti volevo intrestire, non dovrei parlarti di queste cose.
Finiscila. Anzi, adesso devo andare.
C'ho il questore sempre col fiato sul collo.
Claudia, ma sei sicura di stare bene? Hai una faccia.
Dormo poco, lo sai.
Poi, la prossima volta voglio assaggiare le tue cose, eh?
Volentieri. Anzi, prenditi uno di questi prima di andare via.
Non si abbatti.
Buongiorno avvocato. Comodo, comodo.
Avvocato.
La Duomo la sta intercettando.
È un sospetto che era già venuto a suo fratello.
Infatti abbiamo deciso di non comunicare più con quel sistema.
E quando l'avete deciso? Ieri, dopo quello che è successo con il carico.
Temo che dovremo tornare a sistemi più tradizionali.
Ma lei come fa a sapere che la Duomo mi stava intercettando?
Me l'ha detto la Mares.
D'ora in avanti dovrò fare molta più attenzione a come mi muovo.
Mi sta facendo preoccupare.
Avvocato, lei ormai è bruciato.
D'ora in poi credo che sia meglio che i rapporti con mio fratello li gestisca
io.
Personalmente io.
Posso chiederle come?
Tutto quello che lei deve fare è di tenere tranquilla Montero.
Mi dica che le cose stanno andando così come avevamo previsto.
E mi raccomando, non faccia mai riferimento a queste intercettazioni.
Sono stata chiara? Sì.
Signora Rosi, le sconsiglio vivamente di prendere contatti con suo fratello,
soprattutto se la Mara si sta sospettando qualcosa.
Ma tanto prima o poi doveva succedere.
E tutto sommato forse è meglio così.
La saluto, avvocato.
Come sta?
Meglio. Però ha perso troppo sangue. Se gli viene un'infezione è spacciato. Gli
faccio una trasfusione. E come? Non so nemmeno che gruppo ha. Io sono donatrice
universale. Gruppo zero negativo? Sì. Sì, però qui è troppo rischioso. Alla
minima complicanza... Senta!
Avanti, su!
Senza perdere tempo.
Quanto sangue le serve?
Rosy vuoi che salgo?
No, no, vai pure.
Buonasera. Che ci fa qui?
Manuele, cerchiamo di tenere gli occhi aperti e la patta chiusa, eh?
Cosa vuole di Silvano?
Devi dirmi se e quando l'abate si incontrerà con questo tipo.
Chi è?
Non ti riguarda, tu chiamami solo se lo vedi insieme a Rosi.
Dove l'hai presa il sangue?
Secondo te?
Tu sei pazza.
Prima per poco mi ammazzi e poi... Così siamo pari.
Avresti fatto prima a lasciarmi andare il pomeriggio.
E perché?
Chi ti dice che adesso te ne puoi andare?
Claudio, se non gli porto la droga a Nardabate, quello pensa che me la sono
fregata. Va bene.
Però prima dammi un nome.
Uno, almeno uno che possa confermare la tua storia. Ma non capisci, cazzo.
Lì pare occhio e richieda per tutto.
La mia operazione ha conoscenza di pochissime persone nei vertici della
Dea.
Che tra l'altro hanno l'ordine di non parlare fino a quando il mio lavoro non
sarà finito.
Anche se venissi arrestato o ucciso.
Aiutami a crederti, Ivan.
Ti prego.
Mi dispiace, Claudia.
Devi fidarti.
Va bene.
Intanto tu resti qua.
Claudia.
Un anno è troppo lungo.
Io non mi posso fidare.
Dammi le chiavi. Dammi le chiavi.
Non mi puoi lasciare qua, cazzo.
È troppo rischio. Non mi puoi lasciare, cazzo. Dammi le chiavi.
Che è successo? No, dottoressa, adesso me lo dice lei che cazzo è successo. Di
me o dove? Ma non lo so io.
Che cosa hanno trovato gli altri sulla spiaggia?
Niente, lei lo sa benissimo.
Ma nel mio portapagaglio ho trovato del sangue. Mi deve dire che cosa è successo
ieri pomeriggio.
Scusa.
E quest'ora?
Dottor Licata?
Ma no, no, si figuri.
Dieci minuti e sono in sede.
Allora?
Alfiere.
Ci giuro che te lo dico quello che è successo. Ma per adesso non farmi
domande.
Allora, prima il mancato blitz al ristorante. Poi parte della cocaina
sparita nel nulla. E adesso vi fate sfuggire Ivan Di Meo.
Dottoressa, che succede?
Non sapete più lavorare qui alla Duomo? Il carico l'abbiamo sequestrato, no?
50 chili.
Con un'intercettazione non autorizzata che non ci servirà a nulla.
Abbiamo arrestato solo quel licciardello.
Ecco, dal ministero.
Il ministro mi sta colfiato sul collo e io dovrei tenerlo calmo con 50 kg di
cocaina. Perché?
Quanta gliene serve?
Servono i risultati, Mares. E ci servono subito.
Sì, pronto.
Purtroppo non comunicano più via internet con Ardabate.
E adesso che il programma internet è bruciato come controlliamo Cifalà?
Beh, ci sono altri sistemi, no?
E poi comunque adesso il nostro obiettivo è un altro.
E qual è?
Rosiabate. Rosa Abate? Sì.
Ma lei? Lei è passata dalla parte del fratello. E chissà da quanto.
Come fa a saperlo?
Stamattina sono passata da lei. È bastato fare una cena d'internet perché
si precipitasse da Cifalà a dirgli che l'intercettavamo.
Hai capito la ragazzina innocente?
E adesso come ci muoviamo?
Cosa abbiamo su Rosa Abate?
Abbiamo la quina a Palermo.
La sua ditto? Sì.
Immagino che sia una copertura per il riciclaggio di denaro sporco. E questo
come lo sappiamo?
Voglio un'indagine patrimoniale sulla società. Tu invece segui Rasi Abate.
Ma con discrezione, mi raccomando. Non deve sospettare che la stiamo pedinando.
Bene. E Ivan Di Meo?
Lo lasciamo perdere così?
Lavora per gli Abate, no?
Adesso concentriamoci sull'obiettivo grosso.
Scusatemi, io devo andare.
Tieni guai, buonissimo.
Ce l'hai fatta, cazzo.
Mi ha lasciato qua tre ore.
Devi aiutarmi ad incastrare Rosy.
Non posso.
Butterei un anno di lavoro.
E cosa dovrei fare io?
Sarei qua a guardare mentre te ne vai?
Sì.
E cerca di dimenticarmi se puoi.
Come hai fatto un anno fa.
E così, stu pezzi di coniglio e nardo abbati, ora si mentiva in proprio.
Cento chili di colombiana sbarcaro ieri a Palermo.
Però fai, abbastanza per stare a guardarlo.
Si sforzerà da solo, vedi.
La prima consegna finisce schifosa, no?
Il corriere in galera, il carico confiscato.
Ma si imparerà, si ingrandirà e finirà per darci fastidio. Io dico di
mandarci un altro avvertimento.
Ma è che i forti, cosa andranno pure i sordi?
Ma che vogliamo, scatenare una guerra per cento chili?
No, la vogliamo evitare.
Allora, alla salute della bella Rosa Abbate.
Torinese, tocca a te.
Due minuti a scena.
Che c'è?
Fermarosi!
I calabrisi hanno alzato il tiro.
70 kg di tritolo non sono un avvertimento.
Secondo me stava sul tetto, lì all'angolo.
Testimoni? Niente.
Vittime? Nessuna. Al momento dell'esplosione la piazza era vuota.
Rosy, come sta? Viva.
Come l'altra volta.
Aspetta, resta qua.
Chiamma!
Fiamma, senti, forse ho trovato qualcosa sul tuo padre che potrebbe interessarti.
Ti chiamo più tardi.
Grazie.
Come stai?
Per fortuna che non c'era nessuna in strada perché poteva diventare una
strage.
Se Nardo si mette contro i calabresi... Ma perché non lo trovi tu a Nardo?
Lo trovi e glielo spieghi tu.
Non fa parte del tuo lavoro, no?
È quello che sto facendo.
Se non c'è altro io andrei.
No. non c'è altro
grazie
E questa dove l'hai presa?
Al solito posto. E che facciamo, cambiamo macchina ogni dieci minuti?
Per forza, Rosie.
Grandesseme figli di puttana.
Rosa, come sta?
Siete tranquilli.
Già ricomincio a ciavagliare.
Rosa è una ragazza forte, ma sapete com'è fatta.
E dopo i noti di De Meo?
Ancora niente, ma è questione di ore.
Adesso stiamo tutti capi mandamento.
De Meo, San Romano!
Ehi, che accoglienza!
Che? Così si saluta il figlio al prodigo.
Che, per la macchina?
Oh, sei un po' vistosa, ma è l'unica cosa... Dove minchia sei stato?
A farmi cavare una pallottura dallo stomaco.
E cucciami se d'arince.
Uno dei cannizzaro.
Penso. Pensi?
Non l'ho visto in faccia.
E a te come ci è arrivato?
Se l'è fatto dire da lì Ciardello.
Si voleva fottere il carico.
Se non fosse arrivata la polizia mi avrebbe ammazzato.
E tu?
Riusciste a scappare con una palla in corpo e gli sbirri dietro?
È tutto per il piacere di rivedere a te, Iacuzzi.
Ma che razza di minchiate! Zuraido, ma pi... Spiegami un'altra cosa, De Meo.
I sbili se ne picchierano 50 chili.
I calabresi niente.
Un flessoraggio con.
L'ho nascosta.
In una buca.
Che per fottertela?
Perché pensavo che i calabresi si sarebbero fatti vivi, Nardo.
Com'è successo?
È talmente grossa che sta minchiata che la pare vera.
Allora sai che facciamo, Di Meo?
Ora tu gli spiega a loro dove è nascosta e mentre loro la vanno a prendere, noi
ce ne siamo qua ad aspettare insieme, eh?
Dove?
Ultimo filare, sotto il pizzo del diavolo.
Bene, bene, bene.
Andiamo a vedere come stai nel zicchiato.
Che
ti
fa male?
Mardo!
Signore, ci piace il sapore del sangue.
Luca, non dirmi che non hai trovato niente.
Un bel casino.
Comunque su una cosa Rosy Abate ha mentito.
Gli affari vanno male.
I suoi prodotti sono in passivo.
E come si tiene in piedi? Non lo so, c'è un flusso di denaro che arriva dall
'esterno, ma non si capisce da dove arriva.
È come se rimbalzasse tra diverse società.
Troviamo la fonte.
Sicuramente è uno dei traffici del fratello.
Non ci posso credere.
Non ci posso credere. Non ci posso credere che l'ha lasciato andare. Non ci
posso credere! Sì, vabbè, ma poi l'ho seguito.
Solo che deve aver rubato una macchina ed è scappato. Ha rubato una macchina?
E la targa?
Questo è il fiancheggiamento, dieci anni di carcere.
Senti, Viotti, quell'ispettore della narcotici, ha confermato la storia della
caccia all'Ipari. Quello è un ex poliziotto, non lo conosce nessuno.
Magari doveva fare un favore a Di Meo.
E l'Ipari è ancora a Medellin, senta quello che le dico io.
Sì, allora Montaro che ci è venuto a fare a Palermo? Non lo so, so soltanto
che lo stanno estradando. Lo sai questo che cosa vuol dire? La fine dei
colombiani in Italia, la fine!
Senti, Ivan ha anche confermato la storia di Rosi, lì non poteva mentire.
Ma dai, adesso sappiamo che Rosi è una mafiosa, cosa che già sapevamo.
Ma non sappiamo che Ivan è pulito. Lei non lo doveva lasciare andare.
Non lo doveva lasciare andare e non lo doveva lasciare andare.
E va bene, forse ho fatto una cazzata. No, forse. Sicuro ha fatto una cazzata.
Sicuro. Ok, ho fatto una cazzata. Però adesso che sai la verità, ti prego,
aiutami. Da sola non ce la posso fare.
E della nuova squadra ancora non mi fido.
Allora?
Va bene.
Sandro, forse ho trovato da dove arrivano i soldi.
È un SRL intestato ad una casalinga di Ragusa, specializzata in mutui e
prestiti. Ovvero, prestiti a strozzo.
Bravo ragioniere.
Adesso però devo trovare i nomi degli usurati.
Ne serve uno.
Uno che dichiari di aver preso i soldi da Rosia Abate.
Ho capito che stasera non si cena.
Basta con sta pallina, vai a giocare nel tuo ufficio.
È per lo stress.
Pescecane!
Lo sbirro ha detto l'ultimo firare del dopizzo del diavolo.
Che posto dovrebbe essere questo?
Cominciamo a cucinare.
Dimmi, ma che minchia hai? Mi parli un animo in pena.
Ti vuoi rilassare o no?
Vedi il cassetto, ti mangi.
Chi sa l'unica cosa buona che viene nella Calabria, te?
No, il dottore mi ha detto niente cibi piccanti per la ferita.
Vedi, mio caro Ivanuzzo, in casa ci sono due.
O tu hai cercato di farti la gioca e dai la colpa a Cannezzaro, ma ti è andata
male, di chi è arrivato sbagliato e ti ha sparato.
E sei dovuto scappare.
E in quel caso ci può pure stare.
D'altronde da piccioletto pure io rubavo per arrotondare.
Fai ci sto furbo e ti è andata male, pazienza.
Oh Jacuzzi, vieni qua!
Oppure... Dai, gioca, non c'è.
E mi contai su un sacco di minchiazze.
Oh, Yakuza, ma perché non li buttiamo a mano?
Gli diciamo che non li abbiamo trovati. E così ci liberiamo di quello
scassaminchia di Ivan.
E in questo caso...
Con questo ci facciamo l'impacchi per la ferita.
Allora, che ci troviamo?
Non ci troveremo così.
Dove cazzo hai la roba?
Siediti.
Sei tranquillo.
Brega a tutti.
Togliendo a qualcuno.
Ciao, dimmi.
Ti ho portato una bustina di biochetasi per disinvertarti lo stomaco.
Sai, magari ti viene da vomitare.
Questa ti può salvare la vita.
E vaffanculo pure a te.
Bentornato a casa, picciotto.
Assettate.
Restatevi il vino.
Chiama? Sì.
Tommaso Ansalone.
Uscito una settimana fa dal carcere del Luciardone.
Lavorava con i Casarano.
Anche se non c'entra con la morte di tuo padre.
È molto probabile che lui sappia che chi l'ha ammazzato, capito? Va bene.
Grazie, Aldo.
No, no, Fiamma, non devi ringraziarmi.
Tuo padre per me, per tutti noi giornalisti, era un grande esempio.
Ti abbraccio.
Come si chiama la ragazza?
Ma chi chiama?
Rigosi.
Ha gli stessi occhi di quando era bambino.
Cioè? Non te lo ricordi Rigosi?
Il giornalista.
Uno che stava in prima linea.
Per davvero, però.
L'hanno ammazzato vent'anni fa.
Papà, quando torniamo a casa posso vedere i cartoni? Va bene.
Prima mangiamo, diremo un po' di cartoni e poi facciamo i compiti, ok? Va bene!
L'unica testimona era lei.
Sei anni.
Ma tu come fai a saperlo?
Perché le indagini le facevo io.
Questi dentichitti li abbiamo fatti insieme.
L'avete preso poi?
Abbiamo beccato i mandanti.
A questo bastardo no.
Se lei ce l'ha ancora nel cassetto, vuol dire che non sarà segnata.
Sei attento.
Grazie.
Pare proprio di un bastardo di pinna.
Ma sì, Daniele Pinna.
Era lui che faceva fuori i giudici e sbirri che accamorriavano i casarani. E
adesso dov'è? A saperlo l'avrei già ammazzato con le mie mani.
A 15 anni mi fece grazie a Hito. In carcere avrà pur sentito qualcosa, no?
Che fu scannato dai suoi stessi compari 5-6 anni fa.
E vista la gente che lo voleva morto, può essere pure che è vero.
Ucciso come?
E il cadavere dov'è adesso?
In Sicilia i cadaveri sono un lusso, signorina.
Ti mette l'anima in pace.
Dopo tanti anni passati a ricordare, è meglio dimenticare.
E cominciare a vivere.
Spiegami una cosa.
Io vi sto sulla minchia, giusto?
Leggi ad uno sbirro, c'è solo uno sbirro venduto.
E peggio ancora quando lo sbirro diventa lo consigliere Ruzzo Naido.
Non fa una piega.
Ma allora perché non mi avete fottuto quando siete andati a prendere le borse?
Sono sicuro che le avreste fatte sparire.
Perché con la famiglia Abate gli affari si fanno puliti. Lo capisci?
Finché Nardo si fida di te, te la vanno a rispettare.
Perciò sta a tentare di non imboscarti più a fare minchiate di questo tipo.
Perché la fiducia non dura per sempre.
Rosy? Sei libero? Per te sempre.
Conosco un posto tranquillo dove farei due chiacchiere.
All'Arenella, fra mezz'ora.
Va bene.
Vieni che andiamo al mare.
Andiamo.
Allora?
La società che concede prestiti... La? La Fingest. Fingest.
Nel 2009 presta 70.000 euro a Marcello Torrisi, un imprenditore che sta
ultimando la costruzione di un villaggio turistico. Nel 2010 Marcello Torrisi
dichiara banca rotta e comincia a svendere parte delle quote del villaggio
ad un'altra società, la Immobile Sicilia. Marcello Torrisi, ma non è quel
costruttore, quello che è morto qualche giorno fa dall'attentato? Esatto.
Dottoressa, è una tenaglia.
La Fincest ti presta i soldi.
Quando non riesci più a restituirglieli, sei costretto a svendere i tuoi beni a
prezzi stracciati alla Immobile Sicilia.
Gli utili della Fingest finiscono nelle casse della società intestata a rosi
abate, la Queen of Palermo.
Osora. Sì, ma le dimensioni del giro d'affari sono pazzesche.
Nella tenaglia degli abate ci sono finite decine di società.
Si sono comprati mezza Palermo.
Più o meno. Solo che con questo non ci facciamo niente.
Ci serve una testimonianza.
Dopo la morte di Marcello Torrisi, la sua società è finita nelle mani di sua
figlia, Michela Torrisi, di 25 anni.
25 anni.
La schiacceranno. Non testimonierà mai.
Non vuole nemmeno provare a parlarci.
Piano, che ti fai notare?
Piano! Piano.
Ci stanno seguendo?
Non mi pare.
Tu accelera lo stesso.
Inveggiti.
Vai, vai, vai!
Teresa, tocca la tua mano.
Buongiorno. Buongiorno.
Ci rivediamo.
Era ora.
Ospicino discreto.
Tanto per cominciare, questo posto me lo voglio comprare.
Sarà mio.
Carino. E poi è molto più sicuro di quello che credi.
Quello lì sta con te?
In che senso? Dico, è la tua guardia del corpo.
Due attentati nel giro di pochi giorni, direi che ne ho bisogno, no?
Già.
Aspetta un minuto.
Che hai chiesto, la tua canzone preferita?
Avanti, prima rilassati.
Che così diamo sicuramente meno nell'occhio.
Se lo dici tu.
Hanno intercettato le telefonate tra Nard e Cifalà.
Quelle via internet?
Come hanno fatto?
Forse qualcuno si è infiltrato nella famiglia.
Hai dei sospetti?
No. Ma il punto non è questo.
Ho trovato un posto carino qui a Palermo dove incontrarci.
Ma ho bisogno che tu convinca mio fratello.
Ardo non lascerà mai il suo covo.
E dai, lo sai che se potessi ci parlerei io.
Rosy sta parlando col tipo della foto.
Dove siete?
Al Moro. Che altro c'è con loro?
Nessuno.
Riesci a sentire quello che si dicono?
No. Ma comunque devono essere cose riservate.
L'uomo sembra molto in confidenza.
Non lo so, ma forse Claudia Mares comincia ad avere...
Le sospetti su qualche cosa.
E cosa stanno facendo?
Che cosa fanno?
Stanno ballando.
Cosa?
Ballano.
Non sei un tipo che balla spesso, vero Di Meo?
No, ultimamente non mi è capitato.
Va da Nardo.
E digli che da oggi in poi ci incontriamo qui.
Ma questa è la palestra?
Se vuoi nascondere qualcosa la devi mettere sotto il naso di chi la cerca,
giusto?
Ma come cazzo è possibile perdersi la body dopo neanche un chilometro? Lei ci
disse di non avvicinarci troppo.
E poi è stata una questione di pochi minuti.
Un quarto d'ora dopo era già arrivato in ufficio. Saputo, qui i minuti contano.
È chiaro?
È chiaro?
Sì, sì, è chiaro, è chiaro. Non succederà più.
Ah, questo è poco ma sicuro, visto che per oggi vi sostituisco io. Perché tanto
qui le cose uno se le fa da solo oppure... Dai!
Via!
Mi passi a prendere fra un'oretta? A due.
Allora che dici, ti piace?
Gioia mia, ora capisco perché ti peghi a questa specie di garage fettente vicino
alla palestra.
Per fottere gli sbirzi.
Scendo, vado ad abbracciare.
Bene qua.
Ma che stai bene con la barba?
Tu sei sempre più bella.
A posto? Sì.
Allora signore, ora che ci siamo tutti, possiamo iniziare la saluta di oggi.
Ordine del giorno, punto primo.
Si chiamerà Dusukamichi Kanezaro, che ha cercato di prendere questa roba e di
fare fuori la gioia mia.
E tu pure, venasoro.
Ammazziamo io, occhio per occhio. Nardo, con tutto il rispetto.
Scatenare una guerra adesso sarebbe un errore.
Scatenare? Ma chi cazzo ci ha recito?
Ma come c'ero io di sapere? Ma noi finiremo per rimetterci.
Non faremo altro che attirare la polizia e allontanare Lipari.
Ebbai, se vuoi cazzare Lipari, dai, minchia.
Ci ha venduto un poco di droga e bene che vuoi dirlo.
Per dare retta a voi due.
No, Nardo, non è uno sbaglio.
E la prova è proprio la reazione dei Cannizzaro.
Vogliono essere i soli a comprare la coca da Lipari. Ecco, appunto. I
calabresi, quelli che hanno cercato di ammazzarti. Tu scuidai, se che fai, non
ti vuoi vendicare, no?
Come più di te, ma non colpendo la sorella di Cannizzaro.
Quello che serve è un'azione dimostrativa. Che vuoi dire?
Qualche botto, qualche sparo.
Qualche cosa che dica potremmo scannarvi ora, nel vostro territorio.
Ma non ne vale la pena.
Senza ammazzare nessuno?
Un'azione dimostrativa.
Quei si senza morti ammazzati non li metti a tasciare. No, avanti Nardo.
Vedi che quella diva non è un'idea sbagliata.
Cannizzaro non si aspetta di essere colpito sotto a casa sua.
Gli mettiamo solo un poco di paura.
E vedrai che come l'hanno cominciata questa guerra, alla fine iranno.
Due, tre, quattro.
Uno, due, tre, quattro.
Vabbè.
Ancora una volta voglio fare quello che dite voi.
Però vi avviso.
Se finisce a schifio, si torna a fare quello che dico io. Ok? Ok.
Sei attenta. Pure tu.
Ti voglio bene.
Io anche.
De Meo.
Non fare tarte.
Mio padre prima di morire si era comandato di non vendere.
Il cantiere era tutta la sua vita.
Ci aveva investito tutti i suoi risparmi.
E tu che cosa vuoi fare?
Non lo so.
Sono piena di debiti e non lo so per quanto potrò resistere ancora.
Io sono debole. Ma la colpa non è tua.
La colpa è di chi ha ridotto sull'astrico tuo padre.
E tu sai chi sono, vero?
Tu quelli li puoi inchiodare, Michela.
Mio padre mi aveva parlato della famiglia Abate, ma più di questo non so.
È una testimonianza indiretta, ci facciamo poco.
Ma è stata Rosy Abate a farsi avanti dopo il funerale.
Lei voleva farmi vendere a tutti i costi. Ti ha minacciata? Ha detto che se
volevo dormire sonni tranquilli, dovevo firmare il contratto.
E che se io non lo firmavo, potevano succedermi cose brutte.
Secondo lei è abbastanza, dottoressa?
Per incriminarla?
Sì, sicuramente.
Io non voglio testimoniare in tribunale.
Io ho paura.
Guarda che sono loro che devono avere paura di te.
Perché tu puoi fare giustizia. Non gli devi permettere di prendersi tutto
quello che tuo padre ha costruito.
Devi ripetere queste parole davanti al giudice, Michela.
Devi raccontargli come vi hanno rovinato.
Dai il buon esempio.
Noi ti possiamo stare vicini, ma tu ci devi aiutare.
Abbiamo arrestato Irina, il Lopico. Che brava sta ragazza. Il Provenzano. È
commovente. Arresteremo anche gli Abate.
E ci basta poco.
Ci basti tu.
Cosa devo fare?
Fortunata, giovane abbate.
Ti salvavo pure stavolta.
Chi te uno che casca a mare, me ne sciacquo quello che ne cala mare.
Sì, ma stavolta la botta sentì. E come sa sentì?
Avevi visto come si rifugiava un'altra volta su Pellibbo con Tappoli?
Questa bomba fu un errore.
Dovevamo aspettare. Ma come aspettare, Don Raffaele?
Ma ne vedete come sono?
La famiglia abbaia, abbaia assai, ma muzzeca poco.
E noi l'abbiamo messo in riga.
Adesso se ne stanno buoni, io a cucere.
Troppo salata questa carne.
E' beleno per la prostata.
A onde vai?
Con voi.
E come?
E prima dite che tutto si aggiustò.
Cucano torna a cuccia. E ora pure il gabinetto mi vuole accompagnare.
Assettati. Muotato!
Don Raffaele. Oppure pensi che mi serva aiuto per chi rapisciare? No, chi sono?
E allora assettati.
Vinceremo! Capiscaro!
Bombo!
Jacopo, salve!
Grazie.
Una passeata, ma tu l'abbia dovuto fare secchi.
Sembrava un due scolapasto.
Bravi peggiorati. Hai cannezzato?
Lo doveva vedere, Zio Nardo.
Sembrava un cane impazzonato.
Ottimo lavoro.
Alfio, versato a bere, che fai se già?
Di me?
Vieni a bere con noi, che questo è merito tuo.
Passa il suo meno, forza.
Facciamo un bello brindis.
Dalla faccia rimuovita e la salute dei vighe.
Che, di me non bevi? Che è questa faccia?
Parca tre spiace.
No, è che il vino mi dà noia alla ferita.
Per i calabresi faccio un'eccezione.
La saluta.
Sono arrivato fresca fresca da Santa Alessina a Spromonte, in provincia di
Reggio Calabria. Chi sono le vittime?
Giuseppe Morabbi e Salvatore Condello.
Due leucodonenti di Cannizzaro. Che è rimasto illeso?
Questa opera di Ivan. Ivan?
Narda avrebbe sicuramente fatto uccidere chi ha tentato la vita della sorella.
Ivani invece deve averlo convinto a lasciar stare.
A lasciare aperte le trattative. Le trattative?
E perché mai gli abbate dovrebbero trattare con i calabresi? Per facilitare
l'arrivo di Lipari. Ma quali Lipari, dottoressa? Qua io vedo soltanto due
cadaveri. È così che di me ho fatto a pacere.
E lo spieghi lei allora, che i morti chiamano morti.
E la cosa peggiore è che i prossimi saranno a Palermo.
Novità? Niente di nuovo sul fronte occidentale. Intanto comincio a farti la
nottata stasera.
Io me la sono già fatta ieri, scusa. E te la fai anche stasera.
Capito, ma non è corretto. Serino, ho una bella gnocca tra le mani.
Non so se mi spiego. Questo è un colpo basso, però.
Vorrei dire che quando arriverà la mia fidanzata, tu ricambierai il favore.
Chi?
La mia fidanzata.
Cioè, tu sei fidanzato?
Certo. Non ci si crede. Eccola.
Pronto? Ciao.
Aspetta un attimo.
Cosa?
Ciao Laura.
Guarda, lascia perdere, mi devo fare la notte anche stasera.
Ma no, è che stiamo seguendo un caso.
Non posso raccontarlo.
No, non è che non te lo racconto perché non mi va, perché non posso raccontarlo.
Eh?
Ok, va bene.
Ti richiamo dopo.
Ciao Elena, come stai?
Ciao Elena, no,
ti ho invitato a cena, insomma, così. In realtà ti volevo parlare di...
No,
io... T'ho chiamato per... perché in realtà ti volevo parlare un po' di... di
Marco, insomma. Io ho bisogno di stare un po' più con... un po' più di tempo
con lui.
Scusa?
No, Luca, io stasera non... non mi vedo con una bella gnocca.
Mi vedo con... con mia moglie, cioè la mia ex moglie.
L'abbiamo intuito.
Nato a Palermo nel 1965,
ricercato per sei omicidi, ufficialmente disperso.
La sua auto è stata rinvenuta in un dirupo all'altezza di Altofonte il 6
ottobre 2002.
Il cadavere non è mai stato ritrovato.
Che cosa significa questa storia? Niente significa.
Ci mangiamo una cosa insieme.
Dai, siediti. No, Sandro, non mi siedo.
Mi hai detto che mi dovevi parlare, non mi hai detto che mi dovevi accedere.
Perché non saresti venuta, Elena? Certo che no.
Vabbè, oramai sei qui.
Tanto a Marche dai nonni, no? Sandro, che mi devi dire? Dai.
Volevo parlare di mio figlio.
Dai, siediti. No, non mi siedo. E qui adesso non ho voglia di parlare di
Marco.
Oh, Elena, cazzo! Non mi toccare!
Non mi devi toccare.
Ascolta, lo so che ho fatto un mucchio di cazzate in passato.
Due giorni.
Mi bastano due giorni con lui al mese.
Non se ne parla.
Che significa non se ne parla? Senti, mi vuoi fare una scenata qui davanti a
tutti? Mi vuoi picchiare qui davanti a tutti? Io non t'ho mai picchiato, Elena.
Non mi ha mai picchiato. Non t'ho mai picchiato.
Forse non te lo ricordi perché eri troppo ubriaco.
Ma io sì.
Io me lo ricordo, sai.
Che c'è da guardare?
Buon appetito.
Sì? Devi farmi incontrare l'abate, devo parlarci. Perché non la chiama?
Non fare domande idiote, dimmi dove.
Domani è mezzogiorno.
La troverai a Palazzo Mirto, c'è l'inaugurazione di una mostra.
Non ho mai visto incontrarsi con il fratello.
Quello che ha fatto finora è perfettamente normale.
Non l'hai mai portata in un posto dove potevano incontrarsi?
No.
No, i soliti giri, casa, ufficio, incontri di lavoro.
Tutto quello che so è che ieri Rosy ha incontrato questo tipo.
Il nome non lo so, ma sembravano molto amici.
Ma chi te l'ha data?
De Silva.
E che voleva De Silva?
Doveva avvisarlo se vedevo questo tizio.
E tu l'hai fatto?
Anche certo.
Perché non dovevo?
No. Ma non lo potevi sapere.
Che altro mi sai dire?
Senta, lei lo sa che io la voglio aiutare.
Ma devo aiutare anche De Silva.
Tu non ti devi fidare di quell'uomo.
Mi sta servendo di te.
Perché lei no?
No, forse.
Però...
Hai sentito di quei due morti a Catanzaro? No.
Gli abbate stanno scatenando una guerra contro i calabresi.
Se non li fermiamo in tempo, la prossima bomba potrebbe essere molto più potente
di quella dell'altro giorno.
Potrebbero andarci di mezzo degli innocenti, che invece con il tuo aiuto
possiamo salvare.
De Silva si incontrerà con Rosa a mezzogiorno al museo di Palazzo Mierto.
Manuele, la prossima volta ci vediamo in un altro posto. Va bene.
Stai proprio di merda.
Sì? Sandro, sospendi il pedinamento.
Perché? Ho saputo che Rosy resterà a casa tutto il giorno. Rientra in sede.
Va bene.
Cazzo. Posso sapere che cosa succede?
De Silva si incontrerà con Rosi a una mostra d'arte concettuale.
Parleranno di Ivan.
Voglio che la doma ne resti fuori.
Vuole che me la copia?
Se te la senti. Pur di convincerla che di me è sempre lo stesso farei qualsiasi
cosa.
Dottoressa Abate.
Ci conosciamo?
Filippo De Silva.
Ci siamo visti alla presentazione dei suoi prodotti. Queen of Palermo.
Ma sì, certo.
E si interessa d'arte concettuale?
Mi piacciono i messaggi cifrati.
Possiamo parlare?
Venga.
Non è venuto qui per comprare delle opere?
No, sono venuto a vendere le informazioni.
Sembra che il vicequestore Mares abbia aperto un'indagine sull'immobile Sicilia
e che ci sia qualcuno disposto a testimoniare contro di voi.
Non capisco che cosa sta insinuando, mi scusi, noi chi?
È Michela Torrisi, le dice niente questo nome?
Non so di che cosa le stia parlando.
Forse le interessa sapere come l'aduomo ha fatto ad arrivare a lei.
Sei qualcuno dei suoi amici che tanto amico non è, signora Abate?
Cerchi di essere più chiaro, mi scusi.
Pare che tra i vostri ci sia una talpa.
Una talpa?
Un ex poliziato specializzato nel doppio gioco.
Hai capito di chi parlo, no?
Ivan Di Meo.
Il tratto nella vostra famiglia per passare informazioni.
Saprebbe portarmi delle prove di questo?
Certo. L'organizziamo.
Lei lavora nel settore privato?
No.
Ho perso l'inizio, purtroppo.
L'hanno scoperto.
Bene.
Allora, se è così come dice, noi sapremo come ricompensarla.
Figlio di puttana.
Non ci è riuscito con me e adesso ci sta provando con lei.
Sei convinto adesso che Ivan diceva la verità o no?
Adesso lo dobbiamo trovare.
Dove c'è un cellulare? Lui ha il mio cellulare. Ma perché mi dovrebbe
chiamare? Non sa di essere in pericolo.
Ma non c'è un posto dove vi vedete?
E cosa dovrei fare io?
Sarei qua a guardare mentre te ne vai?
Sì, e cerca di dimenticarmi se puoi, come hai fatto un anno fa.
Salutiamo un buon consigliore, il cervello della famiglia, lesto, esperto,
scalcio e spione.
Si può sapere che cosa sta succedendo qua?
De me, quando un uomo nasce mafioso, vive da mafioso e muore da vero mafioso.
E così quando un uomo nasce sbirro, vive da sbirro e muore da vero sbirro.
De me, un coinuto.
Un coinuto a immenso. Tu soffi di sbirrame.
Ma di che cazzo state parlando?
Vedi, mio caro Venuzzo Bello, purtroppo girano delle brutte voci sul tuo conto.
Voci? Che voci?
Voci.
Dicono che a quanto pare tu non abbia mai smesso di fare il tuo vecchio
messiere e che stia collaborando ancora con la Duma per mettercelo nel culo a
noi. E queste voci da uno sbirro dei servizi vengono, vero?
E se fosse?
Allora è vero, date retta a lui.
Quello già faceva il doppio gioco quando lavoravo con Matteo Trapani.
Un po' ne aiutava e un po' ne incastrava.
Fatto sai che ero alla Mares a giocare da questa... Perché era Torrise che ci
vuole incasciare.
E dicono che sei stato tu a presentagliela. Torrise? Che minchia è?
Ma scusa, ragionate.
Se vi volevo vendere alla Mares, a quest'ora gli avevo detto di questo
posto. Del covo in montagna.
A quest'ora eravate tutti in carcere.
Dillo tu, Rossi.
Ma forse non l'hai ancora fatto.
Però lo potresti fare la prossima volta che ci vai a letto. Ma con chi? Con
Claudia?
Ma chi l'ha più rivista?
Me la sono scopata qualche volta soltanto perché mi serviva tutto qui.
Brutta cosa rinnegare una donna per pararsi il culo.
È finita, cazzo.
Ho chiuso con lei.
E con tutta la polizia.
Beh, mi dispiace di me, ma questa volta le parole non bastano più.
E allora che cosa posso fare per dimostrarvelo?
Che cosa volete che faccia?
Ammazzare chi?
La figlia di Don Risi.
E per quelle che non l'hanno capito, questo servirà da esempio.
Per tutti che dicono che è un babbio.
Però attenzione.
Voglio il lavoro pulito, fatto bene.
Lo parla Bianca.
Nel tessimo non è cadavere. Niente che colleghi lei a noi.
Non sarà facile.
Se ha deciso di collaborare sarà in qualche programma di protezione.
Ma io mica ti mando da solo, Evanozzo.
Due compagni ti ci vogliono, caso ti venisse in mente di cambiare idea.
E allora andiamo, che aspettiamo?
Michela?
Minchia, ce ne avete messo di tempo?
Questi sberri coinuti ci hanno seguito per tutta Mondello.
La ragazza dove?
Si sta facendo un giro. Sì?
E perché non ci aspettate? L'ho fatto.
Fino a un minuto fa.
Ora, anziché fare tutte queste domande, perché non chiamate a Zunardo, che già
mi pare abbastanza nervoso?
Tutto a posto.
Sì, l'ha fatto.
Lo sbirro ha fatto il suo dovere.
Lo sapevo.
Pesce cane, me la prendi sta scarpa?
Siamo arrivati.
Ecco.
Sei convinta adesso?
Che facciamo?
Michela?
Sto giù. Sì, sì. Via, via, via, via, via! Ci vediamo lì!
Vieni qua.
Vieni qua.
Tutto bene?
Sì.
Fabrizio.
Amore.
È una collega. Ha litigato col fidanzato, allora ho pensato... Muda.
E senza scarpe.
Ma se mi devi dire cazzate, non mi raccontare niente, no?
Il padre è un morto di mafia e ha deciso di testimoniare. E me la porti dentro
casa? Ma non ce l'avete i programmi di protezione? Non l'abbiamo fatto in
tempo.
E adesso?
Quanto devo restare qua?
Non lo so, non molto.
Una soluzione la troviamo.
Sei stata molto coraggiosa stasera.
No, non sono coraggiosa.
Ho una paura ancora adesso.
Sto andando avanti solo per mio padre.
Perché lui al mio posto sarebbe andato avanti.
Allora andiamo avanti.
E vedrai che ne chiediamo gli abate.
Adesso basta.
Volete qualcosa?
Un caffè?
Vai, vai, vai!
Portami alla Duomo. Alla Duomo?
Sì, alla Duomo.
Perché la Torresi non risponde mai al telefono? Dov'è finita?
La Mare se gli ha detto di staccare il cellulare fino all'arrivo del giudice.
Quella solo cazzate riesce a dire.
Trovatevi di meo, scordatevi di meo, pedinate rosi, lasciate perdere rosi.
Ma questa come si è finita a capo della Duomo? Come?
Vabbè, chi se ne frega.
Lunedì la Torresi testimonierà il processo contro l'abbate.
Magari stasera potevamo uscire a festeggiare. Io non sono di Palermo, ma
so che hanno aperto un locadino nuovo dove fanno della musica.
Se non ti sbrighi, la festa te la fa qualcun altro a te stasera.
Che ore sono?
Perché? La tua fidanzata, Laura.
Cazzo.
Cazzo. Vi devo un favore, grazie. Vai, vola. Vi devo un favore. Ciao.
Comunque Serino non c'ha tutti i torti, eh?
Secondo me stasera è la strada giusta per festeggiare, anche per conoscerci
meglio.
Ossia una di quelle che pensa che tra colleghi non bisogna uscire.
Dico che non ho niente di interessante da raccontare.
Vabbè, magari mi potresti raccontare di tuo padre.
So che era una persona molto in gamba.
Allora sai più cose tu di quante io ne voglio ricordare.
Fiamma, è arrivata Rosy. Trattienila in terrazza.
Sì.
Dottoressa?
Vuole un caffè?
Lascia.
E tu chi sei?
Vice sovraintendente Rigosi.
Ce l'avrai un nome, no?
Fiamma. Lei sta cercando la dottoressa Mare, suppongo.
Esatto. Allora mi segua.
Fiamma. Hai da accendere?
Non fumo.
Ma non sei un po' troppo giovane per fare la poliziotta? Ho 27 anni.
Pensa.
Siamo quasi coetane.
E come mai ti sei arruolata?
Ho i miei buoni motivi.
Sarebbero?
Lasciaci sole, Fiamma.
Mi fai accendere?
Voglio sapere perché mi fai vedinare.
Sono indagata, forse.
Due attentati in pochi giorni mi sembrano abbastanza, no? Finisci, la
Claudia ne abbiamo già parlato.
Non ho bisogno della tua protezione, so badare a me stessa.
Lo so.
Allora toglimi quella scorta. Come vuoi.
Non è per proteggermi, è vero?
Ti ho sempre protetta, Rosie.
Ti ho anche salvato la vita.
Me lo stai rinfacciando, Claudia?
No, non te lo rifaccio.
Non ho più niente da dirti.
Non c'è niente che giustifica quello che stai facendo.
Neanche la morte dei tuoi fratelli.
No.
Tu i miei fratelli li devi lasciare stare.
Tu i miei fratelli non li devi neanche nominare.
Cosa sei diventato?
Rosiapate, vengo in pace e disarmato.
Chi vi manda?
Don Raffaele, vuole proporvi un accordo per mettere fine a una guerra che non
conviene a nessuno.
Tempo e luogo a discrezione di tuo fratello.
E così i calabresi vengono a leccarci la mano.
Così come aveva previsto Ivan.
Eppure il posto ci lasciano decidere, Nardo.
Sì, ma a me questa cosa non piace.
Troppo facile, troppo veloce.
Ricordati una cosa.
Quando il serpente sorride, non mostra i denti. Nardo, non è una trappola.
I calabresi hanno capito che questa guerra non conviene a nessuno.
Che bisogna accordarsi con Lipari.
E basta con questo cazzo di Lipari, che hai fissato, eh? E non ho ragione.
Fino a ieri trattava solo con i calabresi.
E adesso che vengono loro a incontrarci per spartirci la torta, tu che fai?
Rifiuti.
Tu dimentichi che io ho una condanna sulla testa.
E se mi vogliono ammazzare?
E all'appuntamento ci trovo uno dei tuoi vecchi amici, che facciamo, eh?
E tu allora mandaci a me all'appuntamento.
Ma chi tu?
Cannezzaro non accetterà mai di stringere la mano a una femmina.
Sì?
Scommettiamo.
In fondo questa questione riguarda più me che a te.
E' a me che hanno cercato di ammazzare, no?
Immagino che hai scelto già il posto. No, non io.
Canizzaro fu che mi dette l'idea.
Ci teneva così tanto a mandarmi a Camposanto che ho pensato facciamolo
contento.
Allora in bocca al lupo.
Crepi.
Tuo frate non aveva i cugioni per venire.
No.
Glielo chiesi per favore di pigliare il posto suo per stringere la mano a chi mi
voleva vedere morta.
Spiacente.
Io con i femmine non tratto.
Don Raffaele, un momento.
Un accordo fra le parti è condizione necessaria per l'arrivo di Libari.
Io con Libari ci trattavo molto prima che arrivassero quei altri.
Lo sappiamo.
Infatti noi non vi vogliamo rubare il mercato.
A noi basta che ci lasciate comprare la coca direttamente da lui.
Poi ce la smerciamo nel nostro territorio senza pestarci i piedi tra di
noi.
Ma questo com'è?
Lo consigliere dove? Se lei è ancora vivo lo deve a lui.
È stato lui a convincerci che dovevamo trovare un accordo.
Sì, mi dica.
Volevo sapere se ha fatto tesoro dei miei consigli.
Naturalmente.
Ma ci sono dei particolari che vorrei discutere con lei.
Non a telefono, ovviamente.
Scelga il posto e sono da lei.
Conosce il ristorante Il Torrione?
Ci vediamo lì stasera alle nove.
Sarà un piacere.
Manuele.
Sì. Sono io.
Senti, ho appena ricevuto una soffiata da un mio informatore.
Rosa e De Silva si incontreranno in un ristorante. Mi devi aiutare. No, no, no,
dottoressa, non esiste. C'è una ragazza in casa.
C'è anche mia moglie, no.
De Silva e Rosa insieme.
Se si dicono qualcosa di penalmente rilevante, li possiamo arrestare senza
compromettere... senza compromettere chi sei tu. Non puoi andare con quelli della
sua squadra, che tu sai chi deve essere nei paraggi, giusto?
Esatto. Dai, ti prego, aiutami. Ti giuro che poi non ti chiedo più niente.
Va bene.
Che le serve? Un furgone intercettazioni, al ristorante Il
Torrione. Ok, ci vediamo tra un'ora al Torrione.
Amore, perdonami, ho una rogna del sindacato, perdo due ore e torno subito.
Ti porti dietro la pistola?
Quella è l'abitudine.
Mi avevi promesso che avresti cambiato vita.
Già ci siamo dimenticati, gli attacchi di panico e tutto il resto. Amore, è un
appostamento. È un inseguimento, è un arresto, è uno scontrafuoco.
E poi magari una bella corona di fiori e una targa alla parete. Dai, ti prometto
che sto attento.
Ciao.
Avvocato?
Buongiorno, dottor Montero.
Notizias?
Non buone, purtroppo.
Le autorità colombiane hanno dato il via alla pratica per la sua estradizione.
Quando? Ci vorrà del tempo.
Noi cercheremo di opporci.
Ma ci sarà poco da fare, Temo.
Dovremmo avvertire suo padre, perché tratti di persona gli affari di cui lei,
disgraziatamente, non può più occuparsi.
La presenza di suo padre qui sarebbe molto importante.
Cane e gatto hanno smesso di litigare, ma non per molto.
Ci pensi in fretta.
Sta bene.
Mi padre... ...tiene che venir... ...a chi?
Mi metterò in contatto con lui, allora.
Buono.
Dottoressa, abbiamo il segnale dalle sue microcamere.
Le guardie.
Eh?
I soldati di Nardo Abate.
E allora?
Allora vuol dire che Rosy non fa più neanche finta di essere pulita.
Adesso va in giro con gli scagnozzi del fratello.
Se se li porta dietro vuol dire che si aspetta guai.
È sola.
Ho riservato tutta la sala.
Ma è De Silva?
Sì.
Benvenuto, dottor De Silva.
Buonasera, signora Abate.
La prego, si accomodi.
Allora, signora Abate, quali sono questi particolari di cui dobbiamo discutere?
Dobbiamo aspettare ancora qualche minuto.
Manca un ospite.
E spero vivamente che lei gradirà la mia sorpresa.
Di solito preferisco andare sul sicuro, ma so che lei non mi deluderà.
Ma che vuole fare questa?
Ma non so, non si capisce.
Sta arrivando qualcun altro.
E di me?
Cazzo, è lui l'ospite di Cooper Lavarosi?
Forse lo vuole consegnare a De Silva.
Dobbiamo entrare. No, no, no, dottoressa, non possiamo entrare. Siamo
soltanto noi due. Dobbiamo chiamare la centrale. Alfiere, dobbiamo entrare. Non
c'è tempo. Ivan è là da solo. Dobbiamo andare noi. Non è possibile. Dobbiamo
aspettare. Vediamo quello che succede.
Questa è la miglior sorpresa che potesse farmi.
Che cazzo succederà se... Non capisco.
Adesso sono io a non capire, signora Abate.
È che vorrei conoscere i suoi reali interessi, dottor De Silva.
Avanti.
Siamo tutti qua.
Me lo dica.
Mi dica perché voleva che mi sbarazzassi di Ivan Di Meo.
Perché? Quello che l'ho detto è l'assoluta verità.
Di me è un infiltrato.
Tu senti chiudere il becco, De Silva?
Dottor De Silva, l'ho invitata qui perché volevo che vedesse che ho scelto
a chi credere.
E non è lei.
Se interferirà di nuovo con gli affari della mia famiglia, temo che per lei ci
saranno delle conseguenze dolorose.
Adesso se ne vada.
Mangia la tua cena di meo.
Potrebbe essere l'ultima.
Vedrò di godermela allora.
Mi hai avuto paura?
Per un momento ho fiducia in te.
E io in te.
Ho voluto dimostrartelo.
Facciamo un brindisi allora.
Agli affari.
Agli affari.
Alle storie finite.
E quelle che ancora devono cominciare.
Va bene, possiamo chiudere? Tanto De Silva se n'è andato e tutto quello che
dice di me non serve a niente perché è sotto copertura.
Alfiere, per favore, sta zitto, va.
Lo so che non balli spesso.
Grazie.
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