All language subtitles for Maladonna.1984.BLURAY.720p.BluRay.x264.AAC-[YTS.GG - YTS.BZ]

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Original subtitles

Porta i cavalli nella stalla.

Lo

sapevo.

Lo sapevo che saresti tornato. Adesso potremmo ricominciare tutto da capo.

Maria.

Sei così bella.

Ho tanto, tanto sognato questo momento.

L'ho tanto desiderato.

E adesso finalmente sei qui.

Amore mio dolcissimo.

Nessuno deve vederti però, è troppo pericoloso. Manderò la mia cameriera ad

avvertirti quando... quando potremo incontrarci senza correre rischi. Io non

t'ho mai dimenticato.

E tu dov'eri mentre mia moglie se la spassava con quei bifolchi, eh?

Si può sapere?

A rotolarti anche tu con loro?

La prego, signore, io non ho nessuna colpa di quello che è successo ieri, mi

creda. La signora mi ha ordinato di restare chiusa in camera e io ho

obbedito.

E ti ci sei chiusa con chi?

Con nessuno, signore, glielo giuro sul mio onore.

Onore.

Nessuno in questa casa conosce il significato della parola onore.

Ti sei chiusa in camera, eh?

Ma a te che cosa importa?

Mica devo rendere conto a nessuno io di quello che faccio.

Tanto io non ci credo. Non ci credo che sei restata chiusa in camera.

E infatti non è vero, tesoro.

Sono andata a rotolare sul prato con un bel giovanotto. Sei contento?

Beh, che ne dici?

Sul prato ti devi rotolare solamente con me. Hai capito?

Ma se a te non va mai... E poi guarda che non è vero.

Magari fosse successo.

Invece ho solo guardato.

Tu me lo devi giurare. Lo giuro.

Solo tua testa.

È stata la padrona che non mi ha voluto. Ah, è così, eh? Allora è solo perché lei

non ti ci ha voluto.

Sei... sei... Sono?

Lo sai quello che sei.

Tu parli, parli, ma quando è il momento non combini mai niente. Ah sì?

Adesso ti faccio vedere io quello che so combinare.

Figuriamoci. Vieni qui.

Il bagno, vediamo se riesco a schiarirmi le idee.

È tornato il signore poco fa. Sì, questo l'ho capito. Dov'è adesso?

È uscito, sembrava un po' seccato, ecco. Si calmerà.

Dai, muoviti, non mi piace aspettare. Subito, signora.

La prego, mi aiuti.

Credo di essermi rotta una gamba.

Faccia vedere.

No, non c'è nessuna frattura.

Dov'è il suo cavallo?

Credo che sia fuggito.

Non sono una mazzone provetta.

Lo sospettavo.

Da dove veniva? Dal villaggio.

Abitua alla locanda con mio marito.

Suo marito non dovrebbe permetterle di andarsene in giro da sola e soprattutto

a cavallo, visto che non è molto esperta.

Se è per questo lui di me non si preoccupa affatto. Non si è mai

preoccupato. Potrei anche morire, per quello che gliene importa.

Lei non mi dirà che crede al matrimonio. Per me è soltanto una volgare

truffa.

È un giudizio molto severo, signora. Carli.

Claudia Carli, purtroppo.

Io sono Osvaldo Reininger.

Queste terre sono mie.

Oggi non ne indovino una, allora. Non mi sono resa conto di essermi allontanata

tanto. Spero che vorrà perdonarmi.

Già fatto.

Venga, la riaccompagno in paese.

E non si preoccupi del cavallo, troverà la strada da solo.

Lei è veramente gentile.

Avevo quasi dimenticato che potessero esistere uomini come lei.

Si tratta di una specie in via d'estinzione.

Che hai da guardarmi in quel modo?

Vorrei tanto essere bella come lei, signora.

Neanche tu sei tanto male, sciocchina.

Aiutami.

Guarda, ti si bagna la camicetta.

Levala.

Beh, che c'è, ti vergogni?

No.

E il sapone?

Andiamo.

Cercalo.

Vedo che finalmente hai riacquistato tutte le tue facoltà.

Io... io stavo aiutando la signora. Ho visto benissimo quello che facevi.

Ti devo parlare.

Di pure?

Da solo.

Chiedo scusa.

Che c'è?

Vuoi prendere il posto di Carolina per casa?

No, grazie. Da quanto ho visto, mi hai già sostituito benissimo ieri notte. Ah,

quelli. Ma erano soltanto degli ospiti.

Che cosa vuoi che faccia? Mi hai confinato in questa specie di

penitenziario dal giorno che ci siamo sposate.

Non era il mio genere di vita e tu lo sapevi benissimo.

Prendimi l'asciugamano, per favore.

Grazie.

Che cosa speravi di ottenere portandomi via dalla città? Che mi innamorassi di

te, forse?

Ti ho portato qui per il tuo bene, quell'uomo...

Si approfittava di te.

Lo sapevano tutti.

Mirava solo ai tuoi beni.

Io amavo Alessio e lo amo ancora.

Se non si fosse intromesso mio padre avrei sposato lui. E comunque non

credere che sia una storia finita. Tornerà un giorno o l'altro.

E lo rivedresti?

Naturalmente. Tu pensi che sarei così pazza da rifiutarmi di rivedere l'uomo

che amo?

E che ti ha piantato.

Non per colpa sua.

Questo ricordalo bene.

Allora è tutto qui quello che dovevi dirmi?

No. Voglio che tu smetta di comportarti come... come una... Come una signora

scostumata? Ma tesoro, svegliati.

Tutte noi donne lo siamo, chi più o chi meno.

E in fondo non è proprio questo che desiderate da noi voi uomini? Non sei

divertente. Neanche questo mi è permesso di scherzare con il mio adorato marito.

Cara, stammi a sentire.

Io mi rendo conto che vivere isolata qui abbia acquito...

La tua smagna di vivere dopo quella storia. Ma credimi, Maria, anche qui

esistono modi piacevoli per poter passare il tempo.

Davvero?

Suggeriscimene uno. Da una festa.

Invita gente del tuo rango, per esempio.

Non direi sul serio.

Saresti davvero disposto a uscire dalla tua tana per accontentarmi?

Oh, mi meraviglio, Osvaldo.

Ti ho sempre considerato una specie di orso bruno senza possibilità di

recupero. E invece... Ti sembra tanto strano?

Sì. Ma mi va benissimo. Pensa tu agli inviti, caro. D'accordo.

Gli anarchici sono i veri nemici della pace e dell'ordine.

Lasciatevi servire.

Finora siamo stati troppo tolleranti con loro.

E qual è il risultato?

Ordini che esplodono, uccidendo decine e decine di innocenti.

È un riflesso dei tempi, mio caro. Un'eredità dello zarismo e del vostro

sistema terriero che crea malcontento, sperequazioni sociali e soprattutto

fame.

E che dovremo fare, secondo voi, banchieri illuminati?

Mettere da parte la vostra mentalità di latifondisti e trasformarvi in

industria. E se non siete in grado di farlo, allora cedete le terre a chi

saprà adeguarsi ai tempi.

Questo mai.

Le terre dei Reininger non sono in vendita.

A nessun prezzo.

Cambierà idea.

Non ci conti troppo, mio caro.

Signori, siamo qui per divertirci, non per fare politica.

Vorrei sapere dov'è finito Marco. Ho bisogno che vada a prendere altro

spumante. L'ho mandato io in paese con la carrozza. Deve portare qui una

persona.

Qualcuno che conosco?

Qualcuno che non conosci ancora.

Ma rimediamo subito. È una persona che posso presentarti immediatamente. Mi

scusa.

Buonasera e benvenuta in casa mia.

Ecco, mia cara, per me è la signora Carly, mia moglie, il signor Tessa.

Molto lenta.

Non sapevo che mio marito avesse delle conoscenze in paese a mia insaputa. Oh,

ma no, ci siamo incontrati solo pochi giorni fa.

Ero caduta da cavallo e ho... Il signor Reininger è stato così cortese di

riaccompagnarmi in paese.

Spero non le dispiace, signora. Ma le pare, del resto mio marito è adulto e sa

benissimo come... come deve comportarsi. Non è vero, tesoro?

Scusami, mia cara, vorrei presentare la nostra amica agli altri ospiti. Te

prego, fa pure come se io non ci fosse.

Ah, finalmente ti si rivede, eh?

Tu vai in paese a spastartela con quelle quattro smorfiose e io qui mi devo

ammazzare di lavoro pure per te. E che ci guadagno alla fine?

Niente di niente, eh?

Sta a sentire.

Fra poco quelli non avranno più bisogno di noi.

Si metteranno a giocare e a chiacchierare. E noi di là ci

organizziamo un bel festino.

Sai che ti dico?

Che noi il festino ce l'organizziamo qui e subito. Qui?

Qui!

Adesso? Adesso! Ma no, non è possibile!

Carolina, no! No, aspetta, che fai? Che c'è ancora da fare? La signora ha

detto...

E poi devo sistemare le cose, ma Carolina!

Oddio che... Dai coperti, questa è la padrona, sono sicuro, coperti.

E io?

Ma va al diavolo.

Non trova che questa festa sia un po' troppo monotona?

Non vorrei che gli altri ospiti ci sentissero, lei avrebbe qualche proposta

da fare. Ma non so, vorrei qualcosa di più emozionante dei petticolezzi di

salotto. Lei conosce il baccarat? Certo che lo conosco.

E allora, coraggio, adesso trasformiamo questo mortorio in un'allegra visca.

Giochi anche tu, Osvaldo?

No, no, grazie, lo sai che odio le carte, le carte odiano me, è un

sentimento reciproco. Come vuoi tu, caro.

Avanti, signori.

Chi vuole rischiare le proprie sostanze al peccaminoso tavolo del baccarat mi

segue. Da questa parte, prego. Ma guardate che ho intenzioni di giocare

forte, quindi niente deboli di cuore, mi raccomando.

Venga, questa non è roba per noi. Sono pienamente d'accordo, andiamo.

Io lo dico sempre, la vita va vissuta pericolosamente. Non è d'accordo, Tess?

Assolutamente, bella signora. Io la seguo fino in fondo.

Bene, mi fa piacere.

Allora? Chi tiene il banco?

Non io, prego. Vorrei lasciare l'onore a qualcun altro.

Più che giusto.

Lei con te. Grazie.

Vogliamo iniziare con una puntata minima di 100 lire?

Siamo d'accordo? Per me va bene.

Anche per me.

Allora cominciamo.

Sua moglie è veramente bella.

Non parliamo di lei, la prego.

Quando le ho mandato la carrozza temevo che non accettasse il mio invito.

E perché no?

Mi sento così sola, così inutile. Lo so che significa, a volte provo anch'io la

stessa sensazione. È difficile spiegarlo agli altri, ma sono sicuro che lei mi

capisce perfettamente.

Ecco, io mi chiedo, svegliarsi ogni mattina, muoversi, agitarsi, ma che

significato ha?

Dalle sue parole si direbbe insoddisfatto quanto me, ma non ne

capisco il motivo.

Lei è ricco, ha una splendida moglie e quindi... Non si lasci confondere dalle

apparenze. Molte volte traggono in inganno, sa.

Capisco.

La vita è spesso ingiusta, purtroppo.

Anche se ci conosciamo da poco, ho l'impressione di avere molte cose in

comune con lei.

È quello che penso anch'io.

Mi scusi, Claudia.

Possiamo darci del tuo?

Con molto piacere.

Vorrei farti... vorrei farti una confidenza. Certamente.

Ho dato questa festa...

l'unico scopo preciso di rivedere te.

Non dovevi dirlo, ma confidenza per confidenza, anch'io

speravo tanto di rivederti.

Claudia.

Nove.

Lei è davvero fortunata.

Sì, questa sera sono imbattibile.

Allora accetterebbe qualsiasi tipo di scommessa?

Caro Tessa, lei mi fa arrossire. Non sapevo che i banchieri fossero dei tali

Don Giovanni.

Non mi permetterei mai.

Tua moglie si chiederà... si chiederà dove siamo finite.

Non si accorge di niente, quando è presa dal gioco.

Stavo pensando alle sue terre, per essere sincero.

Se la sentirebbe di rischiarle al gioco.

Stia attento, Tessa.

Guardi che accetto sempre una sfida.

Adesso basta.

Non permetto a nessuno di scherzare sull'argomento delle mie terre.

Mi dispiace, non avevo nessuna intenzione di offenderla.

Tu invece sì, vero?

È dall'inizio della serata che cerchi ogni pretesto per offendermi e umiliarmi

davanti a tutti.

Prima con le tue discutibili conoscenze femminili.

E adesso con la tua arroganza da cafone arricchito.

Ti avverto che non intendo sopportare oltre questo atteggiamento.

Una situazione molto imbarazzante. Può dirlo, caro amico, ma non certo una

situazione nuova. Mi fai riaccompagnare in paese, per favore?

Non te la sarai presa per le parole di quella pazza. Ti prego, Osvaldo, non

insistere. Come vuoi.

Se è fatto tardi, anche per me.

Non c'è alcun bisogno che scomodi il suo stalliere.

Posso riaccompagnare io la signora in paese.

Grazie per l'ospitalità, Reininger. Madame.

Se ne vanno, finalmente.

È tutto il giorno. Io non riesco a mandare giù un boccone.

Se il padrone mi aiuta, presto ce ne andiamo via da qui. Vuoi dire che

lasceremo il servizio dei Reininger? Certo, ce ne andiamo tutti e due in

città. Pensa a quante cose belle vedresti.

Ma figurati se in città tu usciresti con me, con tutte quelle ragazze all'ultima

moda. Sarai alla moda anche tu, con i vestiti giusti.

Anzi, saresti sicuramente la più bella.

Ma tu mi prendi in giro?

No, dico proprio sul serio.

Non voglio fare lo stagliare per tutta la vita.

Sicuramente no.

Farò il drappiere e avrò un mio negozio.

Mi servono solo un po' di soldi.

Ma dove pensi di trovarli?

Ancora non lo so, ma li troverò.

Li troveremo.

Vedrai che li troveremo.

Oddio, la signora!

Ma che diavolo vuole a questo?

Io che ne so, senti, io vado su.

Mi aspetti qua, eh?

Così come sei, capito?

Così come sei.

Sì, capirai.

Dammi una parola.

Che cosa vuoi?

Ho bisogno di parlarti.

Carolina, lasciaci soli.

No, lei resta con me stanotte.

Volevo avvertirti che sto partendo per sistemare certe faccende legali in

città. Tornerò non appena possibile.

Buonanotte.

Ma diceva sul serio, signora, lei vuole che io... Certo che voglio.

Dai, spogliati, spogliarmi, io...

Signora, io... Guardi che io sono molto sensibile e...

Mi accetto subito e dopo non sono più capace di fermarmi. E...

E poi...

Andiamo.

No, signora.

Scusi tanto se mi permetto di infortunarla, signore, ma vorrei

chiederle un consiglio. Di che si tratta? Ecco, avrei intenzione di

mettermi in affare, signore. Che genere di affari?

Tappeziere o merciaio.

Ho messo gli occhi su un piccolo negozio. Non mi pare un'idea

particolarmente brillante. Io invece sono convinto di sì, signore.

Famici pensare, ne riparleremo. Intanto sali a cassetti e andiamo. Sì, signore.

Ha bisogno di qualcosa, signora?

Sì, vieni avanti.

Da parte di un certo signore Alessio.

Li ha portati personalmente? Sì, signora.

E gli hai parlato? Sì, signora. Di che cosa?

Niente, abbiamo parlato soltanto del tempo, signora.

Guarda che è un uomo smaliziato di città. Sì, signora.

E se ti fa delle avance, dimmelo subito, capito?

Sì. Su, adesso va. Va a sistemare la veranda.

Domani voglio fare una gran festa.

Ho voglia di vedere gente, di prendere anni. Sì, signora.

Sono stanca.

Stanca di ammuffire qui te.

Grazie

Le ho mandato i fiori, vedrai che a bocca.

Non ci contare troppo.

Dimentichi che io la conosco bene.

Se non c'era il padre, l'avrei sposata.

Cara, sei mai stata a Parigi?

Finora mi hai portato solo in squallide città di provincia. Lo sai benissimo.

Questa volta è diverso.

Li abbiamo in pugno tutti e due.

Io la mia ex amante e tu il consorte rimbambito. Non è affatto un rimbambito.

È cortese, educato.

È un vero gentiluomo.

Che sorpresa, vedere la mia spregiudicata Claudia in preda alla

passione più pura. Una vera sorpresa.

Ma va al diavolo.

Ecco.

Brava, così va meglio. Ti riconosco di più.

Sono io l'unico uomo adatto a te.

Immorale, detestabile e violento.

No, non ne ho voglia, lasciami in pace.

Ho fatto quello che mi hai chiesto, non ti basta?

Certo che mi basta, volevo solo una conferma e adesso l'ho avuta.

Che cosa intendi dire?

Solo questo.

Sta a sentire, non voglio perdere quest'occasione per niente al mondo.

Quindi fila dritta, se no te ne pentirai.

È chiaro?

Ho detto è chiaro, voglio una risposta. È chiaro, chiarissimo anzi.

Ecco, brava.

A più tardi.

Brutta giornata, eh?

Eh, già.

Le donne brillano per la loro assenza questa sera, non crede?

Forse non mi hanno ancora perdonato di aver preferito il baccarat alla loro

compagnia. Già, le donne sono come gli elefanti, non dimenticano mai nulla, ma

secondo me la ragione è un'altra.

E quale?

Hanno preferito probabilmente evitare un confronto che per loro... È sfavorevole.

Lei è troppo bella e affascinata. Allora, conte, vince di nuovo? Come

sempre, caro amico.

Sfortunato in amore, eccetera.

Ma ho sentito dire che anche con le donne lei se la cave egregiamente.

Brava!

Guardi, caro, lei mi sta facendo la corte. Si ricordi che io sono una donna

sposata? Lo so. E d'altra parte io non avrei molto da offrirle.

Solo tanto denaro.

E di quello lei ne ha già abbastanza.

Il denaro non è mai troppo, caro Tessa.

Vuole scusarmi un istante? Alla prego.

Che cosa ci fai tu qui?

Te l'ho detto che è pericoloso.

Non gridare, vuoi farti sentire da tutti i presenti?

Senti Alessio, lo sai benissimo che qualcuno ti potrebbe riconoscere e

adesso è meglio che tu vada via.

Tesoro, io pur di stare con te sono pronto a correre qualunque risata.

Tu scherzi, non ti rendi conto che potrebbero separarci ancora?

Questa volta non può succedere, sono venuto per portarti via.

Non ti credo io tesoro, ma ti pare questo il modo di sequestrare i tuoi

ospiti più affascinanti?

Che cosa aspetti a presentarmi questo bel giovanotto? Mi dispiace, Carlotta,

il signore mi stava giusto dicendo che devi andare via. Un impegno urgente, me

ne pero. Era vero, infatti. Ma che importanza ha il lavoro di fronte a una

signora? Meraviglioso. Te lo rubo per cinque minuti. Venga, venga con me.

Dunque, mi racconti qualcosa di lei? Non ci siamo già conosciuti da qualche

parte. Non credo, signora, può darsi.

La vedo contrariata, c'è qualcosa che non va. No, nulla, assolutamente nulla.

Ma ho bisogno di emozioni, di qualcosa di forte.

Ho capito, io ci sto.

Quanto sei bella.

Sai, mica è come le nostre mogli, che sono così racchie e antipatiche.

Signori, vi prego, calmatevi. Le vostre mogli sono di sopra, vi potrebbero

sentire.

Quelle streghe, odiose insopportabili.

Noi vogliamo te.

Ma non è possibile, siete in due. Come?

Ha ragione.

Giusto, mi pare. Siamo in due.

Allora tu te ne devi andare.

No, sei tu che te ne devi andare.

Perché io sono più anziano di te.

Guarda che l'età non conta.

Senti, perché non facciamo una cosa?

Mettiamola all'asta.

Quello che offre di più, se la prende.

Ci sto.

Ci sto e come.

E io offro 500 lire.

Mille. Signori, vi prego, perché non tornate in veranda? Io ho da fare,

lasciatemi in pace. Ma neanche per soldi. Vieni qui.

1500 lire.

2000.

2000?

Avanti. Buonasera.

Buonasera. Disturbo.

Scusami se sono entrato così.

Mi dispiace.

Ma avevo bisogno di rivederti.

Ti prego.

Entra.

Spero che la mia presenza qui non ti crei dei problemi.

Nessun problema.

Mio marito non tornerà prima di domani.

Sono rientrato prima del previsto. Ho pensato di venire a salutarti.

Credo che tua moglie non approverebbe. Mi detesta.

Lei detesta chiunque le sia superiore.

Non credi di sopravvalutarmi?

Può darsi, ma... penso che sia inevitabile quando si desidera una

persona...

Più di ogni altra cosa al mondo.

Che cosa vuoi dire?

Sto cercando di dirti che mi sono accorto di amarti, Claudia.

No, non puoi dirmi una cosa così importante.

Io... io non voglio.

Sì, hai ragione, mi sto... mi sto comportando come un ragazzino.

Perdonami, ti prego.

Aspetta.

Non te ne andare.

Ho sciupato tutto con la mia solita mancanza di tatto.

È vero.

Sono un contadino arricchito.

Osvaldo.

Io non voglio che torni da tua moglie.

Claudia.

Claudia.

Ha vinto le mie congratulazioni.

A che cosa state giocando?

A baccarat, lo conosce?

No, mi insegnate? Non credo proprio sia il caso.

È un gioco d'azzardo. Ho sempre adorato il rischio.

Come si fa?

È molto facile.

Due carte allo sfidante, due carte al banco.

E la facoltà di chiedere un'altra carta.

Il punto massimo è il nove.

E la carta più alta in tavola vince.

Beh, non mi sembra difficile.

Posso giocare? Ma certamente. La signora Grandi sarà lieta di cederle il posto,

non è vero? Eh, prego.

Noi giochiamo per soldi, in contanti.

Nessun problema.

Bastano?

Certo che bastano.

Prego. Allora distribuiamo le carte.

Maria è fissata con Baccarat. Eh, sì.

Una carta, prego.

Bene. Può darsi che sbagli, ma per me niente.

8. È incredibile. Lei è la donna più fortunata che conosca.

Probabilmente ho sbagliato, dovevo prendere un'altra carta.

Ma lei ha un 9, ha vinto.

Sul serio?

E pensare che non me ne ero accorto.

Ma sapete che questo gioco è divertente?

Su, facciamo un altro giro.

Prego.

30.500.

E ti sfido ad offrire di più. Sei il solito spiorcio.

Sì, io spiorcio. Per questo bel pezzo di ragazza, io offro 40.000 lire.

Sai dove è Giovanni?

Era con tuo marito in veranda.

Tu hai idea di dove siano finiti?

Può darsi di sì.

Vieni con me.

Questo gioco è fantastico. Mai divertito tanto in vita mia.

Se fosse per me continuerei tutta la notte.

Non stento a crederlo. Le carte sono come le donne, amico mio.

Incostanti e volubili.

Stia attento. Le si potrebbero rivoltare contro.

Correrò il rischio. Una carta.

Prego.

Ah,

tu sei un verme.

Faresti qualunque cosa pur di contrariarmi.

Beh, e lei che aspetta a rilanciare?

Facciamo 45?

Guardi un po', non ne vale la pena.

E mica è tutto, sa?

Coraggio, 45 e si porta via il piatto.

Porca cacione, sei qui a spassartela con lo servo. Ma di no, non gridare,

Carlotta. Ma scalzone, vieni subito di là. Ma come serve adesso?

O come andrò lì? Non hai capito?

Svergognata.

Erano arrivati a 40.000.

Io devo andare in città, devo aprire il negozio.

Accidenti, Kegiella.

A volte sarei capace di ucciderla.

La potrei strangolare con queste mani.

Ma poi, la ragione è il sopravvento.

Credevo che tu l'amassi, nonostante tutto.

L'ho amata, ma poi lei... Lei ha cancellato ogni slancio, ogni

barvenza di sentimento.

Ormai mi ero convinto che non avrei mai più potuto amare un'altra donna.

Che il mio cuore si fosse inaridito per sempre.

Poi sei arrivata tu e tutto è cambiato in un attimo, come per miracolo. Ti

prego. Ti prego, non continuare, non voglio ascoltare.

Dopo quel primo incontro non avremmo dovuto rivederci.

Dimentica tutto, te ne scongiuro.

Ma perché dovrei, Claudia?

Perché dovrei dimenticare?

Perché io sono una donna nata per essere la moglie di un... di un uomo senza

scrupoli, come è appunto mio marito, e non mi posso permettere il lusso di

pretendere l'amore e la comprensione di un uomo meraviglioso come te.

Non finiresti per odiarmi?

Per disprezzarmi?

No.

Io non potrò mai odiarti.

Ricordalo.

Qualunque cosa accada, io non potrei.

Bene, a questo punto io mi ritiro in buon ordine.

Preferisco abbandonare il campo di battaglia prima della disfatta totale.

Non lo trovo corretto, Tessa. Tocca a chi perde decidere di abbandonare il

gioco. Infatti, il signor Carli sarà sicuramente lieto di darle la rivincita,

signora Reininger. Noi da parte nostra le auguriamo buona fortuna.

E grazie ancora della splendida serata. Buonanotte, signora.

Buonanotte.

Bene, ora che intenzioni hai?

Lo hai detto tu, non ho scelta. Un gentiluomo che vince non può lasciare il

tavolo di sua iniziativa.

Vediamo, mi devi esattamente 840.000 lire. Una bella somma.

Allora, sei disposto a giocarti tutto in un solo colpo, raddoppi o niente?

Sei sicura che è quello che vuoi?

Più che sicura.

D'accordo.

Nove. Hai perso.

Avanti, parla. Si può sapere che cosa vuoi veramente da me? Se non sbaglio,

840.000 lire per due fa esattamente 1.680.000 lire.

Ecco che cosa voglio, nient'altro.

Non crederai che abbia una simile somma con me?

Firma questo.

A me basta.

Scrivi la somma e firma.

Sei un lurido verme.

Oh, beh.

E adesso fuori.

Grazie.

Non sai proprio perdere.

Avanti, non farti pregare, su, vieni avanti, ecco, così bravo.

Mi piace la tua pelle morbida, eh? Senti qualcosa, provi qualcosa, eh?

Avanti, vedi ancora.

Su, su, sarà stupendo.

Ecco, senti quanto la pelle vibrare, sì, la tua pelle è così morbida, così dolce.

Maria, aspetta, vieni qui.

Sei un vigliacco.

Lasciami.

Se fai un altro passo ti sparo.

Ti ammazzo.

D'accordo.

Ma che fai adesso?

Mi spoglio, non lo vedi?

Si chiama legittima difesa.

Se tu mi spari, mi troveranno qui nudo.

E penso che nessuno si berrà la storiella che sei stata aggredita.

Tuo marito non ci crederebbe mai.

Non ti è bastato derubarmi delle mie terre?

Ho derubato tuo marito e i soldi serviranno per noi due. Dammi la

pistola. Sei sempre lo stesso. La pistola tanto non sbaglio. Non ti credo.

Sei un migliaco. Sei solo un migliaco.

Grazie.

Che cosa ci fai tu in camera mia?

Ti stavo guardando.

Non mi piace essere guardata mentre sto dormendo.

Sei qui da molto?

No, non è molto.

Non sapevo che parlassi nel sonno.

Che cosa ho detto?

Sembrava mi desiderassi, quasi incredibile.

È già qualche notte che ho degli incubi spaventosi.

Questo spiega tutto.

Io ci avrei giurato.

Me lo sentivo.

Tutte le volte che ti lascio un momento, tu ne approfitti per darti alle orge.

Alle orge?

Ma guarda che è stato solo un ricevimento.

E poi, erano tutti dei veri gentiluomini. Sì, gentiluomini, ma fammi

il piacere.

Quelli, quelli sono i più pericolosi, te lo dico io.

Sì, magari lo fossero.

Come sarebbe a dire, magari lo fossero? Che a me non succede mai niente, ecco

come sarebbe a dire.

Carolina?

Marco, sono tre giorni che ti ho chiesto di segare le assi per il padiglione.

Voglio il lavoro finito per questa sera.

Certo, signora. Vado subito.

La prego, signora, non mi sgridi per ieri sera.

Stavamo solo scherzando, io... Non è successo niente. Sì, va bene.

Lasciamo perdere per adesso.

Porta questa lettera al signor Carli, alla locanda, e assicurati che gli venga

consegnata, d'accordo? E non dir niente al padrone, va bene? Non aprirò bocca,

può stare tranquilla, signora. Grazie.

Buona passeggiata, signora.

Et voilà.

Io mantengo sempre quello che prometto.

Nessuno può resistere al mio fascino.

Ha colpito l'avversaria al basso ventre.

E non solo in senso metaforico, ma con risultati apprezzabili, mi pare.

Prima i soldi, se non le dispiace.

Più che giusto.

Ecco quello che avevamo fattuito.

Controlli pure.

Non è necessario. Tra persone d'onore.

Affari ed onore non vanno mai d'accordo. Addio, Carli. Addio.

È fatta, dolcezza. È fatta. Guarda, cento fogli da mille esenti da tasse e

da grane. Non sono un campione?

Sei solo un poveretto e lo sai perfettamente.

E adesso lasciami in pace, devo preparare le valigie.

Che fretta c'è, mica abbiamo la polizia alle calcagne.

Stavolta è tutto pulito.

Hai un concetto molto particolare della polizia, tu.

Davvero non ti sei mai sentito un verme?

Perché dovrei, è stato un semplice scambio.

Dovresti guardarti un po' più spesso allo specchio. Mi ci guardo tutte le

mattine. E non te ne accorgi? Di che mi dovrei accorgere?

Di quanto fai schifo. Non sono d'accordo.

Secondo me tu esageri.

Sentiamo, perché farei schifo?

Perché sei un maledetto egoista, uno sporco miserabile egoista. Per te gli

altri possono anche crepare, tanto non te ne importa niente.

E chi sarebbero gli altri, il signor Reininger per caso?

Sicuro il signor Reininger, a lui non pensi, vero?

Ci pensi abbastanza tu, a quanto sembra.

Che ti ha fatto, ha conquistato la tua virginità con la forza del suo amore?

Quello che provo per lui riguarda solo me, hai capito, soltanto me.

Più che giusto tesoro, continua pure a spassartela con lui se ti va.

Alla sua signora penserò io.

Alessio, ascolta.

Andiamocene. Hai avuto quello che volevi.

Andiamo via da questo terribile paese. Ti prego.

Non c'è nessuna fretta. Il prestigiatore ha ancora un asso nella manica.

Avrò bisogno di tempo per poter pagare.

Almeno un anno. Un anno non è certo l'eternità, ne convengo.

Purtroppo una banca ha particolari esigenze di bilancio ed è costretta a

considerare solo il lato pratico delle transazioni.

E allora, che cosa propone?

Di cedermi le sue terre, villa compresa naturalmente, e sono disposto ad

offrirle una somma sufficientemente remunerativa che le permetterà di

onorare gli impegni di sua moglie e di sistemarsi convenientemente altrove.

Questo è fuori discussione.

Non abbandonerò questa casa.

E non permetterò mai che la terra dei Reininger cade in mani altrui.

Mi ascolti, Tessa.

Sono pronta ad ipotecare ogni centimetro quadrato delle mie proprietà, piuttosto

che cedere ad un tale ricatto.

Come preferisce Reininger.

È questione di tempo, amico mio.

Vedrà che prima o poi dovrà cambiare opinione.

I miei ossegui.

Oh, buongiorno, signora Reininger.

Buongiorno.

Perché non mangi?

Ho una terribile emicrania.

Ti prego di scusarmi.

Buonanotte. Buonanotte.

Amore, che ne pensi? Non ho avuto una grande idea. Questo è l'unico posto dove

non ci sono drinque campanelli odiosi.

Abbiamo la serata tutta per noi, siamo liberi, sei contento, possiamo fare l

'amore fino a domattina.

Che ne dici tesoro?

Dico che non mi reggo in piedi.

Ma hai idea di cosa significa segare 85 tavole di legno?

Ancora in piedi?

Che cosa vuoi?

Non te lo immagini?

Se ricordo avevi una terribile emicrania. Mi è completamente passata.

Adesso ho tanta voglia di fare l'amore con te.

E io invece no.

È l'ultima cosa che ho voglia di fare.

Ah, è così? È per colpa di quella sgualdrina, non è vero?

Hai quasi indovinato.

La colpa è proprio di una sgualdrina, ma non certo di quella che pensi tu.

Che cosa vuoi dire?

Che oggi Tessa mi ha mostrato il tuo impegno di gioco.

È nelle sue mani, lo sapevi?

Ma non è possibile.

E invece sì, è possibile.

Purtroppo questa è la verità.

No, non ti credo.

Non ti credo.

Tu vuoi vendicarti di me, non è vero?

Tu vuoi ferire i miei sentimenti fino in fondo. I tuoi sentimenti? E per chi?

Per Alessio.

Io lo amo.

È meglio che te lo metta bene in testa. Io lo amo, capisci? Devi dirmi qualcos

'altro? Sì, c'è un'altra cosa che devi sapere.

In tutti questi anni non ho fatto altro che sopportare la tua disgustosa

presenza. Non c'è mai stato un istante di gioia nella mia vita.

E il solo effetto che mi hanno procurato le tue carezze non è stato altro che

ribrezzo. Nient'altro che ribrezzo.

Che ti avevo detto?

Guarda, mi dà appuntamento al lago e dice che è disposto a tutto pur di non

perdermi.

E questo ti fa sentire molto orgoglioso, non è così?

Più che altro mi dà l'occasione di aumentare i profitti dell'azienda. Mi

spiego?

Adesso posso farle fare quello che voglio. E che cos'è che vuoi?

Voglio soldi, tanti soldi. Mi ci voglio rotolare dentro, voglio sentirne il

fruscio. Voglio essere ricco, ricco, immensamente ricco.

Questa è la mia occasione.

Te lo chiedo per l'ultima volta, Alessio. Andiamocene.

Sono disposta a seguirti se accetti di non rivedere mai più quella donna.

Patta. Tu sei patta.

Sei patta da legare.

Non riesco a capire che ti è successo. Ma io non ho tempo per stare qui a

sentire le tue stupidaggini.

La fortuna mi sta aspettando.

E io non ho intenzione di farla aspettare.

Questa è l'occasione della mia vita.

Signora, se ne posso parlare un momento?

Dimmi. Ecco, vorrei parlarle... Sbrigati! ...di Marco e del nostro

futuro. Ah, ma cosa vuoi che mi interessa?

Che cosa è successo?

Dovevo vederti.

Il tuo biglietto era chiaro, hai intenzione di lasciarmi, non è così? No,

mi sono espressa male.

Il fatto è che tu meriti di sapere la verità. Ma quale verità, Claudia?

La verità.

Prima di tutto voglio che tu sappia che ti amo.

Che non ho mai amato nessuno nella mia vita.

Lo so.

Anch'io ti amo. Ti prego Osvaldo, non fare così, altrimenti non riuscirò mai

ad arrivare fino in fondo.

Sei certa che sia necessario? Sapere che tu mi ami è l'unica cosa che mi

interessa. Ma io ti ho ingannato, ti ho mentito.

Io non sono quella che tu credi.

Ho sempre saputo che eri la complice di quel ladro.

Quel ladro è Alessio ed è con tua moglie. L'ha convinta a fuggire con lui.

Ti prego, va da loro, fa qualcosa, fermali.

Lui è pericoloso.

Andiamo.

Amore mio, non vedevo l'ora di stringerti fra le braccia.

Oh, Alessio, ti desidero tanto.

Portami via di qui.

Ma perché hai ceduto a te se il mio debito di gioco l'ha consegnato il mio

marito, lo sai?

L'ho ceduto per avere i soldi necessari a fuggire con te, te l'avevo detto. Lo

so che è un espediente orribile, ma che altro potevo fare?

Voglio portarti via di qui.

Sì, amore, sì.

Ecco.

Questi sono tutti i miei gioielli. Ci potranno essere altri.

Addio. Sei un mostro, ma io non ti lascerò andare via.

Metti via quella pistola.

Non si scherza con le armi.

Aspettami qui.

Devo cercare di fermare.

Maria!

Maria, Maria, di qualcosa.

Sei in asfalto.

Io... Io non volevo farti del male, ma adesso è tutto finito.

Tutto.

Maria.

Non riesco proprio a farmene una ragione.

Indubbiamente circostanze e luogo possono apparire quantomai inusitate a

prima vista, ma la mancanza di impronte sull'arma, ad esclusione di quelle della

povera signora, non lasciano dubbi sull'ipotesi di un suicidio, senza

contare la sua autorevole testimonianza, si intende.

Eh sì, purtroppo le cose sono andate proprio così.

Cercherò di limitare al massimo.

I fastidi procedurali. Può stare tranquillo.

Apprezzo la sua delicatezza.

Nel frattempo, voglio accettare le mie più sentite condoglianze, signor

Reininger. La ringrazio, commissario. Buonasera.

Permesso? Vieni, vieni.

Mi scusi, signore, volevo dirle che Marco è stato in paese, ma la signora

Carli era già partita.

E non ha lasciato messaggi?

No, signore, nessun messaggio.

Ah, a proposito.

Bisogna pensare al tuo futuro.

Voglio che tu e Marco vi sposiate al più presto.

Lui mi ha parlato di un negozio che vorrebbe aprire.

Gli darò io i soldi per farlo.

Oh, signore, è meraviglioso, io... Sì, sì, lo so, lo so, vai pure.

Buonanotte.

Il signor Reininger ha detto che ci apre il negozio.

Capisci? Sul serio?

Certo, non è una notizia bellissima.

Ma sei sicura di aver capito bene?

Altro che se ho capito bene.

Ti rendi conto? Ma... ma quando gliel'ho chiesto, neanche... neanche mi avevo

dato retta. E adesso... è stupendo com'è possibile.

Oddio, come sono contento. E allora...

Allora adesso potrò cambiare mestiere, farò il drappiere, avrò un negozio tutto

mio e ci sposeremo. Certo che ci sposeremo.

Sarai mia moglie.

Ti stavo aspettando.

Benvenuta nella tua casa.

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