All language subtitles for Il Mio Posto È Qui (2024)-2

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Original subtitles

Io che non so scordarti, ma... Ecco.

Per dirti ancora, coi baci miei, che cosa sei per me.

Ti piace?

È bellissimo, grazie.

Tu sei la prima mia.

Lo sai chi sto, vero?

Non ti spagnare.

Tu non torni, capisci?

Non mi può essere.

E ora non ti lascio più.

Che fai?

Non parli più?

Ti fai male?

E allora?

Ti pentesti?

Sai, sono contento di partire.

Tutta la terra appartiene a noi, a Barone.

E a noi non resta niente.

Sai che non c'è niente per noi fuori casa. Stai in guerra, amica.

Perché l'ha scoperta l'America?

Ma vedi, prima di Natale sei nata qua.

Lo dice pure lui.

Non ti preoccupare.

Aspetta, ma vedi!

Veniamo!

Cosa stai facendo?

Cosa stai facendo?

Signor, datemi un fuggiolo, vi aiuto.

Vieni di questa parte, forza!

Ave Maria, grazie e plena, Dominus Dei, beneditta

tu in mulieribus.

Santa Maria, Mater Dei, ora con nosi peccatoribus.

Compogliato fuggiolo.

A voi non servi?

Stanotte non moro, non piemo il regale e non purino.

Grazie.

... ... ...

...

...

E comunque lo pesci a di essere fresco.

Perché quando è vecchio puzza e non lo vuole più nessuno.

Come certe femmine che conosciamo.

Giusto.

Signora, baccalà.

Da solo stare a chiedere.

A sua e sull'invidia.

Perché sei una ragazza giovane e bella.

Quanti anni ha un mio figlio?

Cinque anni.

Dio mio, già!

Stai attenta, lo sai chi è? È un attimo che sta fuori sotto le gonne della

mamma. Due chisti.

Due? E che fa con due?

Ti regalano a te due, così ti mangio con figliolo. Che non tengere tempo. Grazie.

Siamo in tutta una vita sana.

Venisci qua.

Prova ad aiutare Zannuzza.

Dopo ci porti tu, lo va la signora Filomena.

Se io sapevo che ci vanno io giù solo.

Guarda che ci stiamo tutti spaccando la schiena per tirare avanti.

Che bravo, l'hai vincuto?

No. No? Fai pensare che io... E tu?

Non vai a dire da me cosa di caricarci alla vigna. Non mi rompere il coglione

per il tuo mare.

Avevo paura che compare me.

Rosa, com'è sta zia Nuzza?

Che la sta meglio di noi.

Domani torna a campare da sfacchinare.

Ma lo sai?

È un zitella con macchie e non ci voglio finire, capiscesti?

Anzi, zitella con mattia.

E ora che c'entra questo?

Ma sentite la santarellina, chi c'entra?

Elena si sposa, ha invitato a tutti i paesi. Ha invitato a Carla, a Doriana, a

me e a noi, con una tia picchina.

Pigliate i carti, Michela, voglio che arrivi sopra, forza.

Forza. Che te pensavi? Che era una cosa solo per te o è quello che facesti?

Dovevi pensarci prima di fare la puttana.

Ci hai trascinato tutti nel fango, con una bocca impieta a sfamare.

Perché zia la sta raggiunta con mia?

No, ma che dici? Tu non hai fatto niente, zia è raggiunta con mia, lascia

stare.

È per il padre, ma... Ma no, ma che dici?

Oe, che dici?

Se c'era io non parlavo così.

È vero, il padre ti risolveva sempre tutto.

Santo Petronilla visse nel primo secolo della Chiesa.

Martire del Signore, fu costretta in un letto.

Questa rara fanciulla, tormentata da acutissimi dolori, non

dava mai segno di impazienza.

Tanto desiderava con ardore di soffrire per Dio, che fu esaudita.

Bella, succede.

Come? Questo cobrava oggi.

E io solo le aiuto.

Marta!

Aspettate.

Il signor Gino è venuto a casa nostra e sta facendo un discorso che io trovo

sensato e nobile.

Domandava di prendere la sua moglie.

Noi siamo felici che due belle persone uniscano le loro vite.

Io sono un giovane, ho due figli e due figli.

Lavoro non c'è tanto, anche se mi sento ancora un giovanottino, insomma, no?

Non da meno, mi prendo cura pure di vostro figliolo. Questo è naturale,

certo, non è che... Non mi fate rispondere stasera.

Pensateci.

Quando vi sentite pronti, noi decidiamo.

Ma che, Marta? Risponda al signor Gino, ti fece una buona proposta.

Sono contenta di accettare la proposta vostra.

Queste sono belle notizie.

Parroco, parroco, per organizzare tutto.

Ora datemi permesso, mi raccoglio dalla casa.

Signora Maria Anna, grazie. Signorina Marta, grazie.

Grazie di essere stato con te. È un po' bello.

Tu sapevi che prendessi subito quest'occasione.

Voglio il cangioscino per aiutarti. No, no, va, va. Mi aiuta Rosa.

Rosa!

Allora troviamoci tardi finalmente.

Penso che la migliore data potrebbe essere il 15 maggio. Come no?

Un mese da Madonna, un mese di Mariano.

E così da pure quattro mesi di tempo mi preparo.

Oh, ecco Lorenzo Nosci.

Buongiorno.

Lorenzo è diventato bravissimo a organizzare queste cose nella chiesa. Un

domenico di maniera diventa tutto oro.

È vero, è bello, bello, bello. Tutti i sposi sono contenti e i bambini pure.

Spesso è ora che andiamo in giro nuovi.

Grazie.

Come vi sentite?

Siete emozionate?

Molto.

Davide ha qualche desiderio in particolare?

Non ho idea.

E l'abito di Davide?

Ha visto davvero l'abito di mamma.

Forse ha meglio cose che parlare direttamente con il signor Gino. E

perché?

Scusatemi.

Quindi stavi dicendo che cosa vi metto? Andiamo!

Assettatevi! Ma sono bellissimi!

Lore,

posso farvi vedere una cosa prima che cominciamo? Certo!

Ieri ho strappato dalla rivista della signora una foto di Rita Iwork.

Lo so che non l'avessi dovuto, ma proprio non ho resistito.

Guardate com'è bella!

Mi piace avere i capelli così il giorno del matrimonio. Guarda che non ti stai

sposando con Claire Gable.

I capelli tuoi sono così di stupo che non potresti essere manco a scopo di

ritagliare. Lascio vedere la foto.

Eh sì, effettivamente non ti starai a amare una pettinatura così.

Eh ma c'è lavoro si faccia. E in questi casi l'uovo faccia i miracoli.

Da molto spalmi su per i capelli, una volta a settimana, una sera e un'ora, e

poi ti sciacquano un'altra volta. Sai come diventano belli e lucenti.

Sì, la signora scopre che oltre a fotografare la vista, ruba pure l'ova,

ammazza veramente.

Eh, vabbò, ma la bellezza andava a un prezzo soio.

Ma gli chiamo Don Antonio.

Io per farmi bello, sui capelli ci metto a merda i cavalli.

Puzzano poco, ma li faccio così morbidi.

Stavamo facendo le congratulazioni a Marta.

Ah sì?

Brava ragazza.

Ma non ci avessi ancora detto che eri fortunata?

Gino e Fontenova.

Ma i tenenti.

E allora figlioli belli, ci siamo tutti?

Oggi parliamo di quanto è importante il passo che state facendo, il matrimonio.

Ricordatevi che il marito è il capo famiglia.

Io porto il pane a casa e la sua struttura è come l'acqua benedetta, che

la dà a qui dire, benedire tutti i giorni, che mette il pane sulla tavola.

Non dovete avere occhi, né sorrisi, né compiacimenti per un altro uomo che non

sia il vostro marito.

Grazie che vi ritrovate un tempo prima di accompagnare.

Anche a me piaceva stare solo con un occhio come questo.

Tra siamo, dai.

Buongiorno. Ah, buongiorno.

Signor Gino, ma che sorpresa.

Mi faccio piacere caro mister Popolo voi.

Accomodatevi.

E allora?

Cominciamo a decidere per i fiori?

Ma che decide?

C'hanno tutti i pe.

C'è il giglio, che è sensuale e femminile.

Oppure c'è le gladiole, che hanno belle arte e danno volume.

E ci sono di tutti i colori. C'è questo bianco, giallo, rosso, arancione, viola.

Poi ovviamente ci sono i rossi.

Il fiore dell'amore per eccellenza.

I rossi sono belli.

Pure perché non è che andiamo a usare quanto soldi spendono, no?

Voi che pensate?

I rossi. I rossi vanno buono.

Bene. Donna Antonia, permettetemi un momento che bevo e che voi lo prevedete.

Facete, facete.

Questa è

Santa

Barbara.

Chi lo ha spaventato le mani è suo padre.

Chi l'ha ammazzato quando si è accorgiuto che si è diventato?

Ma che c'è con te questo signor Gino che vieni qui?

Di solito hai i mariti che non sono su per l'altare.

Dicetemi una cosa.

Ma perché mi avete sempre cimentato?

Menti di avere ogni minestra.

Che c'è con uno come voi?

Ma tu che non parli. Guardate, come è un uomo come me?

Dicete. Voi imprascate a casa due signori.

E modassatemi, che mi facete male.

Non temete niente tu.

Ma che pensi che ti menti, storia in tua giacca?

Vai, vai.

Mi credeva che era don Antonio a mentire che era il lebrecine.

Ho visto come ha sorriso quando lei... Non è solo per le storie.

È che mi piace a lei.

La maestra lì, alla scuola, mi diceva che era brava.

Padre e me e mamma non hanno voluto che agiva avanti.

Domani andiamo insieme alla Elsa.

Porta i tappeti di sposi a mamma.

Vediamo quello che si può fare.

Mamma, ti vogliamo?

Mamma, andavo a farci una cosa.

Buongiorno. Buongiorno.

Michela, saluta. Buongiorno.

Mi chiamo Lorenzo. Lo so già.

Ah, sì?

Tu sei un figliolo intelligente.

Ma perché quando ci sposiamo ci metti un vestito bianco?

Io quando mi voglio sposare mi voglio vestire da cowboy.

Da quando ho visto il cinemante alla piazza parla solo di cowboy indiani,

vero?

E Michelangelo, facciamo una cosa.

Senza che aspettiamo un matrimonio, ora viene il carnavale e ti faccio un bello

vestito e cowboy.

No, no, non vi disturbate. È un piacere, non vi preoccupate. Oh, vuoi? Sì, ho

pure la pistola.

Ah, vuoi? Sei sicuro che ho la pistola? Se non ti comporti bene, ti faccio pure

la pistola.

Grazie.

Grazie. Vinci, grazie. E di che?

Ecco, ti puoi congiare io.

Michela, non ti allontanare qua.

Che dici?

Troppo largo.

Sì, ma non ti faccio comodo. Così mi rimangono poche stoffe. E potremmo fare

un po' i pieghettatori.

Non stare impalata così figlia, la per evraza.

Così, lo vedi?

Qua vai stringiuto.

Bello bella, così fitto fitto. Guarda, non ce ne sei nei formi, lo vedi? Come

la stringi una buona.

Poi andiamo a fare un ventino, un bello pezzo per qua.

E ci sippiamo pure qua, dalla manica. Facciamo un morso di qua a qua.

Bello, sì.

Così.

Qua c'è cosa...

I preziosi sono sempre. No, no, no. Lasciami stare un pezzo, no, no.

Elsa, vai a trovare qualche cosa.

No, così costa una fortuna. Eh, figlia, ma questo non... non vede, senti le

immagini. Guarda qua.

Non ne vede nulla.

E poi Fontanova ci chiama a piedi. Si allarda comunque.

Posso farmi la cata con il suo buon amore?

Cosa ti hai sprecato?

Voi avete tante idee.

Avessi voluto vestire anche un'attrice importante.

Non noi due paesi.

Ma scusa, ti è che tu dici che ero un ufficio.

Davvero? Beh sì.

Da giovane ho vissuto a Milano.

E perché non ci restassi tu?

Perché certe volte la vita ti fa fare delle scelte e perdi delle occasioni.

Abbiamo la possibilità, noi facciamo parte della nascita della democrazia in

Italia.

Durante la guerra noi donne abbiamo patito bene e ora per la prima

volta pure noi possiamo esprimere quello che pensiamo.

Noi della

città ci stiamo impegnando.

Convinte che siamo noi donne che possiamo fare la differenza.

A che ora finisce questa riunione?

Tu curcalo, non mi aspettare se faccio tardi. Ma chi ti ha vinto a testa questo

finocchio per venire stasera?

Grazie, bene.

Arrivaste. Sono poco in anticipo.

Aspetta che... Ti bevo una goccicella e vino con me.

La casa vostra è veramente speciale.

Grazie. Mi piacerebbe anche a me un giorno vivere in una casa così.

Perché mi guardate?

Il vestito non va al buono.

Lo sapevo.

Ma come mai sei sempre preoccupata di quello che pensa la gente?

Non so se sto io facendo la cosa giusta.

Allora andiamo e vediamo.

Sì, sì, andiamo lì.

Andiamo, facciamo una gara. No!

Accorreva prima.

Non mi peghi!

Aspettami! Muoviti, che sei lenta!

Mi che?

Che c'è?

Lo sentiste?

Vieni, vieni.

Vieni. Vieni. Vieni. Vieni.

Guardalo, guardalo.

Va a tendere.

Fino a occhio.

La varia non mi ammazzano tutti in questo caso.

Non siete più capaci.

Voglio stare io solo, io ti prendo.

Marta! Vedi che oggi tutti i presenti.

Oh,

Lorenzo, finalmente!

E ci non è finito il tempo, pensavo che non venivamo più.

Che te pare che non veniva?

Lascia un abbraccio.

Sì, ragazza. E' un'amica, Marta.

Davide, piacere.

Vai, mangiali.

E che c'è di questo formaggio buono, salame?

Mangia quanto vuoi.

C'è questo cinese, non manca niente qua. San Lorenzo.

Francese? Ciao, come sei?

Marta, vieni, vieni!

Lei è Bianca, l'amica che ti dicevo. Ella è felice e ella è certa.

Che scuola ha fatto?

L'elementare.

Un po' così, un po' così no.

Vabbò, lei è molto meglio di tanti che conosci.

Sai scrivere?

Sì, lo so fare.

Ma hai mai provato a darglielo per fare?

Lo scrivo con la macchina.

Ah, no.

Vabbè, guarda che se tu ti impari a dattilografare può essere che trovi una

fatica come segretaria.

Non è che ci sono tanti film che non hai conoscenza.

Bianca sta preparando un corso.

E se vuoi, se ti fa piacere, puoi farlo.

Per dattilografare serve concentrazione e capacità di fare più cose allo stesso

tempo.

Pensi di avere queste qualità?

Penso che sì.

Va bene.

Allora cominciamo subito.

Ogni sera mi metto a scrivere. Qualsiasi cosa ti passa per la testa. Ci fanno

pezzi di carta.

Ciao ad una Lorenzo.

E il giorno dopo te la faccio riavere corretta.

Mi raccomando, riprendi a scrivere.

E poi vediamo se ti troviamo una macchina.

Si trova. Si trova.

Ti ringrazio, sai.

Devi ringraziare l'amico tuo.

No, mia no.

No?

Grazie.

Quando sti due stanno insieme?

Non c'è se c'è niente per dire.

Mi raccomando, non facciamo queste cose in confessione, Antonio.

Lo sai,

quello Michele e me mi faceva così.

Come se fossi l'unica femmina del mondo.

Mi chiamo Marta e sono nata il 25 giugno del 1923.

Non ho ricordi fino all'età di quattro anni.

Mi ricordo il matrimonio del barone, quando la carrozza passò per il paese

con gli sposi.

A volte spero che anche Michelangelo è smemorato come me, perché allora

significa che non si ricorderà le cose brutte della guerra.

Già, già.

Amnistia, esecuzione, capitale, mezzadria, proroga... Oh Marta,

chi è salita e neanche ripete tutto giorno?

Ma niente, quante fatti hai tu?

Caparra, compromesso... Cara Marta, stai andando avanti bene.

Da oggi comincerò a mandarti degli articoli.

Scrivi un sunto con un tuo commento.

Madre inviolata. Ora pro nobis. Madre intemerata. Ora pro nobis.

Che cazzo non c'è a gradare?

Signorina Marta.

Scusatemi se vengo così alla casa vostra.

No, non vi preoccupate tanto. Qua ne ho pochi tempo e è la casa vostra. Venite,

accomodatevi. Voi avete salutato? Sì, sì, salutato.

Vi offro qualche cosa?

Un poco d'acqua, grazie.

Servitevi, servitevi voi.

Poi prende patatini, ritavino.

Ho visto di parlare.

Fugurato, per me è un piacere solo il mio figlio.

Signor Gino, ma chi state per diventare mio marito?

Eh, volerà un vicerco permesso, posso trovare una fatica.

Non lavoro.

Non lavoro.

Eh, ma qua, alla casa, ai quartieri, cosa pensate?

Io non facerei mancare niente alla famiglia.

Niente, giuro.

Sì, ma se lavori su per femminezzatelle.

C'è gente che non apre come me campa.

Ma sul pacchetto è abbastanza buono.

Oh, ma che te menti stai andando a testa? Che durante tanti anni i soldi a

casa li puoi portare tu?

Stai mai bene a sentire?

Tu devi stare qua, a tuo posto.

E se non ti sta bene, dimmelo ora.

Perché se è così, la porta è chiela.

L'erano toccato con la testa spasciata, ma non pensavano fino a questo punto.

Don Antonio, mi cercavo se domenica prossima mi può accompagnare alla messa.

Sì, certo.

Dividiamo.

Scusatemi signora Dora, si vengono all'intraserto. Ma passava con

Michelangelo e pensai, vi faccio visita.

Facesti buono.

Venite, venite.

E che non sapeva che venia così, no?

Preparava anche una cosa per sto tesoruccio. Eh?

Fatti vedere, fatti guardare.

Mamma che sei bello.

Ma che bello sul gilet. Ma che tu hai fatto a nonna?

Mamma mia bello, sei diventato grandissimo.

Senti che macchia, ti piace io cara?

Mi piace caricarti, però perdo sempre.

Ti

ricordi

quando l'avemmo fatta a Achilla?

È certo che mi ricordo.

Era festa di un patrono.

C'era chi la tenda con il fotografo.

Non ti ho mai detto, ma questa foto la fece stampare piccola e mi ha portato

con me in guerra.

Che bello figliolo che è diventato.

Per fortuna che ha figliato la mamma.

Senti qua, ti piacciono i dolcetti, eh?

Avessimo venuto più spesso.

Lo so, lo so.

Però... Eh, non puoi giustificare.

E poi, questo matrimonio lo so che sei impicciata.

Potremmo parlare un attimo?

Ecco qua.

Biscottini per non cuocere più che il canuscio.

Eh, figlia, figlia, va a mangiartelo, va.

E naturalmente per tutta la famiglia.

Invecchiavi, signora Mariella. E siete una peggiolella. Sì, magari.

S'occupa i dolori.

E pure sola.

E anzi, è proprio per questo che voglio vi parlo.

E mo, Marta vostra, si sistema.

E di questo siamo tutti felici.

Per carità.

Solo che se ne va c'è Fontenova.

Ed è sti lontano.

Perciò volerò che cerchi così.

Se fosse possibile, mi passerebbe un po' di tempo con Michelangelo.

Per carità, lo so.

Che vi facciamo patire, e non poco.

Però... Però muovimi a pensare solo cose belle, eh?

Per me va bene.

Non volevo... Ma vi offendete, mi prendete come una mancanza di rispetto.

Non vi preoccupate. Come diceste voi.

Ho passato il passato. Sembro cristiana.

Grazie. L'altro morso mi scordava.

Il mazzai a ieri. Su frischi frischi.

Vieni qua. Vieni qua, catefiglio. Vieni qua.

Che malandrino.

Eccolo qua.

E stai bella.

Provatela. Non so come si usa.

Mi spagnoca troppo.

Già, non c'è.

Ci sei?

Andiamo, bene.

Ah, ecco la nostra sposina, andate.

Buongiorno Bianca.

Buongiorno. Vieni, ti prendo dopo.

Vieni Marta, vieni.

Alla fine vi siete segnate solamente in quattro.

E' fatta una guerra per avere questa stanza.

Ma ci avete capito i compagni? Che se pure solo uno di voi riesce a trovare

una fatica, è un bello risultato.

Capire chi è Stellotta?

Andiamo.

Benvenute. Grazie.

Marta, aspetta che cazzo.

Buongiorno. Buongiorno.

Allora.

Quello che state per iniziare richiede molta disciplina.

Voglio vedere Musceria.

Non voglio vedere delle femmine mosce, ma donne, forti, motivate.

Ce la fai, Marta?

È la prima lezione, è normale.

Sono finiti i tempi di pupatole stupide.

E io non vi voglio solamente insegnare a battere mille caratteri al minuto.

Voglio che chiunque un domani vi offra una fatica.

Vi assuma soprattutto per la vostra personalità.

Per questo, cominciamo subito dalla postura.

Quando vi trovate davanti alla macchina da scrivere, voi dovete avere l

'impressione di trovarvi davanti a un cristiano importante.

Catena tutto il vostro rispetto.

Fase intermedia della tastiera.

Un mignolo più piccolo sulla A.

L'anulare sulla S.

Medio sulla B.

Ci siamo?

Questo è un ritmo. Arrecchiate voi.

A S A spazio. A S D spazio. E torna.

A S A spazio.

Questa è la barra spaziatrice.

A che cosa ci serve?

A dare uno spazio tra una parola e un'altra.

Questo invece è il carrello, che ci dà lo spazio tra un rigo

e un altro, come uno zumbo.

Forza, cominciamo!

Eubi, fermate!

Fino alla fine del rigo!

Giusto! Stop!

La fine del rigo deve essere un respiro.

Ma i tasti?

Sono solamente nella vostra testa. Allora io li guardo e faccio così.

A, S, T.

Guardateli.

Adesso provate a memorizzarli. Chiudete gli occhi.

A, S, T.

Giusto!

Brava!

Brava!

E per oggi abbiamo finito. Bravi ragazzi. Mi raccomando esercitatevi.

Alla settimana prossima. Grazie.

Attenzione. Sì.

Salute compagna. Sei innova tu.

Permetti tu mi presento?

Francesco. Marta. Marta.

Bello nome.

Perché non ti stai andando poco, Marta? Ma ora comincia l'assemblea.

E chi parlate?

Delle elezioni.

Che c'è i fascisti che girano. Non si regolano, si ammucciano, si fanno gli

spetti che sono moderate, ma sono sempre fascisti.

E noi non vediamo se facciamo capire alla gente che non si danno a far

fregare.

Tu ci vai a votare?

Certo.

Però non so per cui votare.

No, ma fatti ridere che sei sincera.

Secondo voi, avessi dovuto votare il tuo PC?

Eh, vedi tu!

Guarda, tu capisci questa bontà.

Scusa, non è il partito che ti stai facendo studiare.

Quindi che fai?

Ti resta o te la vuoi?

Grazie, ma non posso.

Magari un'altra volta.

Tanto l'uno e l'uno sei sempre qua, giusto?

Diventi!

L'ho mandata. È brava amica tua. Non fui però, che è tardo.

Saluto signora Maria.

Buongiorno. Posso chiamartela da casa?

No.

Vuole di trasiri?

Sì, certo.

Prego.

Signora Marielle, a voi vi parlo chiaro, sono franco.

Però venite a trovarmi e se volete mi lavori fuori da casa.

Voi sapete cosa ho chiesto?

E voi che ci diceste?

A me casa non c'è manca niente.

I soldi che portate fuori da casa, a me non mi servono.

Beh, come avevo io.

Arta venne a vi parlare perché riconoscevo l'autorità.

E voi ci diceste la decisione vostra.

Vado a scusare, signora Mariella, ma dopo che ti vengono fatte a Marta?

Signor Gino, vediamo che facciamo.

E sono sicura che lei è la prima che non vuole rinunciare a una famiglia bella e

serena.

Michela!

Ciao, mamma!

Ciao!

Guarda, guarda che è tardi.

Facciamo correre prima la casa.

Ciao, ciao!

Finalmente tornati!

Ma che succede?

Tanti! Facciamo tardi!

Stai al bar con gli amici?

Stai freddo?

Sì. Sai cosa stai combinando?

Il barone.

È buono che si arrabbi i terreni soli, questi comunisti.

Pensano di aver vinto la guerra.

Ma se facciamo vedere noi?

Non ti pentire in tuo mezzo, proviamo che stacciamo risolvendo i guai nostri.

A proposito, Rosa, che ci volevi dire a Padre?

Ecco, ci sarei un figliolo.

Che figliolo?

Un giovanotto, volergli invitare a figlia da nascere. È Amedeo, papà.

Amedeo cui?

Papà, Amedeo, figlio di Enea. È venuto in ambulante da due paesi.

È bravo, papà, mi vuole bene.

Il giovane è buono.

Da sempre sta accompagnata, capisci?

Eh sì, sì, è quello che dicevo.

E ora mangiamo.

Buongiorno. Buongiorno. Che si dice, come andate? Buono, tutto a posto.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno. Buongiorno.

Adorate Dio, angeli tutti.

Ascolta Sion e gioisci.

Esultano le figlie di Giuda.

Amen.

E allora, più maschio le portate uno bello becchiere di vino, mentre più

femmine una limonata.

Ti piace la limonata?

Eh.

Poi la mia sta con tre ufanocchie, ma ancora gli rendo chiuso.

C'hanno ancora cose da organizzare.

Stiamo organizzando la nozze della principessa importante.

Compagni!

Compagni! Lavoratori!

Alle prossime elezioni scegliete la libertà!

Votate il partito comunista!

Queste cose lordi... Queste mani non si lordarono mai.

Quanti anni ci pensavano voi?

E voi Don Saverio? Per cui votate? Che domande hanno? Per i monarchi, c'è

normale.

Questo branco incapace ci fanno portare dentro le braccia dei bolscevichi.

Devo tornare con il governo sempre.

Un re.

Ora se invento questa cosa mi fanno votare pure i femmine. Ma che buono

sperare. Ma secondo me i femmine non ci vanno a votare.

E voi femmine, politica, non domandate.

E io fino a ora ho campato benissimo senza votare.

E io a votare ci voglio.

Ma sentiste quella moglie che è andata?

E senti, e poi come va a votare? Dai, fanno ridere un po'. Un peccino.

Un peccino.

Signora Mariella, ma sentiste la vostra figlia?

Va a votare per un peccino.

Ma che cazzo dici Marta?

Non vi preoccupate signor Gino, certe volte ci piace scherzare.

Sì, ma questo è un fenocchio. Questo è un fenocchio, questo curo, che gli

dovreste dicere?

Capisci una cosa.

E' meglio mettere la tua testa qui, altrimenti io saprei quanta altra cosa

ti dico con questa testa!

Mahogany.

Buongiorno.

Buongiorno.

Che

dici,

ti piace?

Era finito il pezzo, ci mettesti?

Prova a dirlo.

Signora Elsa!

Mi aiutate?

Posso entrare?

aspetta che tagliatore così ecco

vedi come scivola la mano così

È bellissimo.

Tu sei bellissima.

Mi disse Bianca che a maggio a Milano andava in un concorso ufficiale.

Non sapevo niente.

Ecco, passa l'esame e avrà un certificato ufficiale.

Può trovare un buon lavoro.

Dici che andava a riapprovare?

Certo che andava a provare.

Ma c'è un matrimonio.

E' un saggio.

Saria uno sogno.

Va buono, mi cangio.

Eccoci qua.

Ma sono di via.

Guardalo, è un capone pronto ora con il cappelluccio. Non tengo più, volessi

farci una sorpresa e l'amici sono.

Ma la pistola andai?

Dai io pure la pistola, non ti preoccupare.

Oh, quanto pesa!

Domani, domani, domani, spara per l'aria.

Oggi, per tutta casa, spara. Poi, poi.

Poi, poi, pure l'altra parte.

Ma questo torno è tuo.

Chi?

La principessa è già vestita.

Ma ti vesti di principe?

Stai scherzando?

Madonna, ma è giove di grasso. E ti vesti pure tu per un giorno.

Ma che dici?

No.

Sei sicura?

Solo per una volta.

Non puoi usare come se senti un uomo.

E se qualcuno mi conosce?

Non te ne conosce nulla.

Città tibia, che ha molto consueto!

E mo dimmi cos'è?

Mamma mia!

Mi raccomando, la giacca chiusa che si vede nei mini.

Belli questi.

Questi mi metto pure quando vado a qualche paese, così non mi regalano.

Guarda come balla, guarda!

Arriviamo anche noi!

I giganti!

E che è là?

La voce!

Scusa, teni ragione.

Ma controlli meglio.

Falla più fascia.

Grazie per aver guardato il video.

Grazie per aver guardato il video.

Grazie per aver guardato il video.

Mi piace,

mi piace. Salute, salute.

Meno per capo. A saluto. A saluto. A saluto.

A saluto.

Questi festi sono un bello modo per conosciere persone da altri posti.

Eppure prima si è accorto che con l'assistente dove prevede avete una

certa confidenza.

E forse... stati cercando un altro tipo di compagnia.

Forse. E con l'esperienza certe cose si notano subito.

Fino ai deciti se ne vedessimo, hanno posto dove potevamo parlare meglio.

L'entrata a due paesi ci hanno forse abbandonato.

Non potevamo trovare l'alba.

Potevamo.

Signore, ma che mentire avete di me? Non sa che succedere?

Calmati, che succedere? E Michelangelo? E sto da chi figliole? Vieni qua,

puntami, puntami.

E' un pesce vendolo, capito? Ma chi lo arretra a casa che non lo aspetta?

Anzi, potrà chiesto qua.

E vabbò, adesso lo aspetta. Se chiesto non arriva illo, sicuramente lo andrà a

cercare.

Ma vedete, proprio illo che mi chiama Merluzzo Frascio.

Se la gente sapere che il razza io muoio.

Può darsi che già lo sanno.

Si può dire.

Se questi piccolini potessero parlare, sai quanta gente si sta accettando per

la vergogna.

Voglio sapere anche tu dove sono i padroni, allora.

Questo non è una cosa per te.

Ma che sai, me lo incresce come mi trattate tutti.

Lo sai come è che ti guardo bene?

Sei proprio un bello cotrero.

Se avessi voluto cacciare di più, facevi un bello pensierino.

Questo ci manca.

Ma boh, allora ti conto una cosa.

Quando nel tuo paese si è sparso la pettevolezza che era fino ad oggi, non

potevo giù camminare per la strada.

Addirittura c'erano femmine che mi sputavano davanti ai piedi.

Il giorno, tutte le sere in piena buca, insulti.

E ma a notte poi, sai quante venenà portano e bussano quando i mogli

dormono?

Una volta tu non ci hai detto che no.

E mi hai menato.

Tu... come capisci che eri... Pinocchio. Ma guarda cosa può dire.

Ogni cosa da voi non lo sai.

Pinocchio. Non vorrei mancare il rispetto.

Ecco che la parola è... Pinocchio.

Ecco, lo dici.

È stato quando ho conosciuto Enrico Amelano.

L'innamorammo subito.

Come due cretini.

È stato il periodo più bello della vita mia.

Dovevamo rimanere lì. E lavorava a moda.

Saremmo stati felici.

Solo ve lo vorrei tornare qua.

E poi tutto cangiava.

Dovevamo stare sempre attenti.

pure quando non ti guardavamo, perché altrimenti venivamo scoperti.

E aspettavamo che facessimo una vita con lui.

Ma lui, tuttavia, sempre una scusa rimandava.

Poi mamma, sai, si accorgeva.

E così, da un giorno all'altro, pop,

si organizzava un matrimonio che aveva finito con il più ricco e bello del

paese. Ma guarda tu.

Ma che dici?

E' ricco...

Illo, Illo, Enrico Russo.

E da quel momento cominciò a uscire vergogna mia.

Ma tu sai che è stato proprio lui a mettere in giro la voce che era

Fenoccio.

E tu perché non dici in giro che Illo era come a te?

Ma io non sogno come a Dillo.

Io l'amore.

E con Don Antonio come io.

Con Don Antonio?

Sì.

Quando ci morì la perpetua, mi sono presentato a lui e gli ho detto, pure un

tuo Vangelo c'è questa storia da pecorella sbarrita.

Ma io sono un bravo cristiano. Ogni giorno faccio una preghiera per me.

Come serve all'inverno.

Questo è più difficile.

Ma pure io faccio tanto per lui.

Lo aiuto assai.

Ma sai i matrimoni che non ci serve?

Si sta rifacendo tardi, non te cangi. E poi andiamo a prendere il mio angelo.

Scusate signore.

Scusate signore. Scusate signore.

Polsi morbidi, spalle belle rilassate.

Arriverete a scrivere pure senza guardare un foglio, senza guardare la

tastiera. La tastiera sarà solamente nella vostra testa.

Illustrissimo dottor Greco, a camera.

Con la presente so richiederle di inviare copia

e... Mi fai vedere?

Sì, vuoi provare?

Mamma, perché stai sempre nella stanza di papà?

Eh, mamma... Mi hai posto i documenti, papà.

Ricordatelo se qualcuno ti cerca.

Compagna, mi dispiace ma oggi Bianca non viene.

È nel tuo letto malata.

Dividiamo settimana prossima. Dividiamo.

Se non disturbo, vorrei fare le pratiche. Ah, come disturbi tu. No, non

c'è problema.

Comunque scrivi da assai veloce, vai.

Anzi, vanno poco poco più chiaro, così bruci questi fogli.

Non esageriamo.

Però, signorina Bianca, mi faccio i complimenti. Eh, faccio buono.

Eh, lo so perché stai facendo questo corso.

È così facile e lei ha dinta la testa mia?

Solo tenere grandi obiettivi e arrivare alla perfezione.

E' una cosa buona Marta, ha rinascito in Italia, non aveva bisogno di femmine

coraggiose come te.

Ciao Marta!

Lì è Achillo.

Cui? Il signor Francesco?

Sì, sì.

Ma niente!

Chi è? Ma sei geloso di me?

Non conosco bene i tipi come te.

Chi mi fa l'interrogatorio?

Pure tu?

Grazie! Parla più forte, non ti serve!

Sì, sì, grazie! Per l'aiuto che mi dai!

Marta, passami saputo.

Marta, ma che fai, dorma dritta? Passami saputo.

Ciao, Marta.

Salve, signor Francesco.

Signor Francesco.

Io dico che ne potevo pure dare del tuo.

Che dici?

Sì, va bene.

Non ti cercai ancora che mi stori fai?

Eh, un arrangio. Un po' col cano, un po' col lamo.

Questa guerra mi ha imparato a campare come uvene.

Un po' difficile come caccioluzzi.

Che ti piaceria fare?

Parli ma se lo piaschi in una vita sana presso il padrone.

Sicuro non farà la fine sua.

Però, un lavoro di patria, portare il pane a casa... Certo, ma il mondo

cambia.

La guerra è finita, noi siamo rinati.

Per chi serve si facciano un'ottava delle cose come erano prima.

Hai ragione.

Dove fai questa guerra?

A noi ti mandarono dalla Francia.

Sopo Moncenesio.

Davvero? Allora forse conoscesse Michele.

Michele cui?

Michele Gallo. Pure lui è falano.

Non ha in mente nulla.

Comunque è bella la Francia, lo sai?

È bella assai.

Magari ancora una volta te ne avrà fortuna ieri senza andare a guardare

qua. Per fare un viaggio.

La luna è mele.

Certo. Si sposaranno principe.

Io ti porterei a tutti i departamenti dove ero, sai?

A me... Mi piacerebbe vedere il mare vicino.

Ci potremmo vedere un giorno.

Andiamo a correre.

Andiamo.

Scusa, vieni a chiedere.

Ma dove?

Tendeva così.

Aspetta 10 minuti, non ti facciamo vedere insieme. Vieni qua.

Che fai? Vieni qua.

Vieni qua.

Vai. Vieni. Che sta facendo? Menti.

Stati fermo. Dasta.

Ma che sto facendo? Dasta.

Dastami. Gira.

Dastami. Guarda dove sei.

E ferma. Dastami. Ferma con lo saccio che anche le comatte non ci piace.

Cazzo di zocco.

Buongiorno. Musabì.

Chi lo Lorenzo sta ci facendo anche una cosa con Marta mia?

I vitti io che si indigono due paesi e sopra una moto.

Ma no, ma che cincio, ma che li stanno organizzando tutte cose assieme.

E poi, con tutta sincerità, io proprio non riesco a immaginare tra i due.

Per carità due signori, non volevo dire questo.

Però Marta mi ha muociato.

E allora c'è anche una cosa che non voglio che sappia. E io non voglio

sapere. A me l'unica cosa che mi interessa è che sto matrimonio non

salta.

Va beh, facciamo così.

Lasciate guardare a me.

Che se c'è qualcosa che non va, mi sento pure io responsabile.

Va bene?

E se mi posso permettere?

Ad un posto vostro io penserei seriamente alla posizione di questo

signore in questa chiesa nostra.

Vedi che tra te e Marta nasceva una bella amicizia.

All'inizio era contento, ma forse mi sbagliai.

E che cos'è che esattamente ti preoccupa?

Beh, lo vuoi dire tu?

Lorenzo, io a questo tempo ti ho reso un'opportunità.

Ora non mi fare mentire. Dimmi che sta succedendo.

Come una confessione. Io ti ho salvato tutto.

E la ragazza trova il suo futuro.

E quale è il futuro che ci aspetta?

Lo sai quello che ho passato fino ad ora.

Tu pensi che più è meglio rinunciare a questo matrimonio?

Perché il matrimonio a me sembra una condanna.

Tu mi sei caro.

Sei intelligente, hai conosciuto il mondo.

Ma guarda bene.

Se il tuo matrimonio è lo stesso, come lo hai visto dentro la chiesa?

Ti ho detto di farlo a causa del tuo cuore.

La settimana che viene da ora non ci vede.

E per chi?

Sai, troppo tempo fuori da casa.

Ho bisogno che tu stai qua a mi aiutare.

Mi pare che aiuto.

E comunque non c'è bisogno che mi parlate come una cotrarella.

C'è da finire con il reto.

Quando vanno e non ti trovano, danno a restare tutta a bocca aperta.

Scusatemi.

Sono un

prigioniere, ma non mi lascia chiudere la dora.

Come faccio?

Tra i miei figli c'è l'esame e poi il matrimonio.

Ma poi le cose vedrà che si metteranno al posto.

Marta!

Papà, vedi che la mia madre è buona?

Portava i ciceri.

E poi mi contava che aveva un volipigliano, un pezzo di terra.

terreni don ciccio e uomenti animali

Che fai?

Mi indaglieri? Ma avundi! A vedere come stai? No, tu resti qua! È sulla ragazza!

Dasso!

A Frevi non vuole sentire. Fatene mangiare alcuna cosa.

Lavori pigga ai forzi.

Mi raccomando, chiamate per qualsiasi cosa.

È un vaio. Posso chiamarlo?

Per risvegliare?

Sì, tu.

Ti ho riconosciuto subito.

Come vi sentite?

Non ti preoccupare.

Non faccio già essere nuda dentro questa stanza.

Grazie.

Tu non ti preoccupare di una povera vecchia.

Vai a pensare a quello che ha a fare.

È un tempo e poco.

Solo una cosa, però.

Prima di partire, vieni a mi salutare.

E che com'è l'asta?

T'ha fuggito di mamma?

Non è così, ma comunque non avrei da essere qua.

Uluni posso trovare una scusa.

Tu mi puoi accompagnare a volte?

Mi dispiace, ma non posso più.

E per chi?

Perché Don Antonio mi ha cambiato di commissione un altro giorno.

Ma chi ti sta inventando?

Non puoi convincere Ghirulloni come fici sempre?

Giù disse, ma non disse che no. Non supporto.

Andiamo con me.

È per Francesco.

Ma figurati.

Tenevi ragione.

Sbagliai, cucchiello.

E a me che mi interessa?

La vita è stata tua.

Marta, ho l'impressione che a certe volte stai giocando come una

figlioletta. Che non capisci come vanno le cose.

Gino, ti dico che no.

Tu perché insisti?

Ma che dici?

Mi hai fatto vedere tutte queste cose.

E ora tu dici io come funziona.

Vi sposerete e sarai reclusa a Fonte Nuova. Ti spacca la schiena da mattina a

sera. Può darsi pure che fatti figlio con lui.

E ogni tanto, così, con nostalgia, ti ricorderai chi lo finocchio, chi ti

mise, chi le strane dentro la testa. Ma non ti preoccupare che durerà poco.

E chi stai quando?

E dammi retta.

Meglio che inizi a conoscere meglio tuo marito. Che a certe volte si scoprono

delle belle cose a cui uno non si rispetta.

Fu Don Antonio, vero?

Non voglio che faccia problemi.

Guarda, io non ti posso aiutare più.

Lo capisci o no?

Non posso.

Ma tu, fai un bravo, fai ancora un disegno e vedi se la signora d'oro ha

bisogno.

Ma la signora Dora morì con mio papà. Ma che pensi?

Mi raccomando, aspetta che torno, capiscisti?

Vai Marta, vai!

Fox?

Marta?

Bentornata, vieni.

Non ti ho più vista ultimamente.

Hai avuto qualche problema?

No.

Stavo spiegando alle tue colleghe come sarà strutturato l'esame.

È un'occasione molto importante.

Voi vi spagnate, ci sarà una commissione, avrete un foglio, una penna

e la macchina da scrivere. È una sala molto grande.

Ci sono quelli che parlano settentrionale, capite? Voi, mi

raccomando, imparate in dialetto.

Signora Dora.

Signora Dora.

Nonna, nonna.

La signora Dora non si muove.

Eh, mamma, non si muove. Non so.

Fra quanto torno?

Un altro poco è qua.

Allora, sono qui!

Tutto a posto?

Che ti credevi?

Che siamo tutti stupidi?

Tu sei una rovina! Una gattugna! Non posso mai trasformare questa casa!

È la mia vita!

Se mi volete cacciare, mi dovete ammazzare!

Pensavo a tutte le persone che feci sposare.

L'uomo di matrimonio.

Però per un po' l'ho trovata divertente.

E diventaste un grande esperto in lamori.

E l'amore è manco una vita.

E chi lo è?

Ah, Lorenzo, assiediti qui.

Rispondici tu adesso.

Sicuramente avrai parole più lucide di me.

E dove nascono i vostri dissidi? Chi hanno questioni teologiche?

Magari, Lorenzo.

Magari. Sono cose più terrene.

E... Mariella mi disse che Marta vuole anticipare i nozzi.

Se marito dopo domani.

Ma non è possibile.

Non è pronto niente. Un vestito, la cerimonia, niente.

Beh, vuol dire che facciamo una cosa più semplice, no?

Scrivi sua eminenza.

Poi, faccio queste colazioni.

Sì, oggi mi preparo un ricotto e un caffè. Un caffè?

Marta, ma che fai? Dov'è mia donna?

Tu mi dicesti che ti sei pentuto perché non facesti le cose che volevi.

Solo ora che ti conosco bene capisco perché.

Ma che cosa hai detto?

Ma lo so.

Che sei un vigliacco, lo è.

Ma non so come ti è.

La vita mia va io e me la cerco.

Ma tu hai ancora una possibilità.

Vieni con me.

Fammi vedere che credi le cose che dicesti.

Che ci fai qua?

Non lo sai che non devi venire?

Stavo facendo una passeata per qua.

E poi mi dici... Ma trova un vecchio amico.

E' bello questo appartamento, sai?

Mazzo. Ma Enrico, il pianoforte lo usano ancora?

Per me è la disopra che dorme.

E che c'è?

Muoio di spagna e ti fa vedere un compagno mio.

Faccio godere a tutti.

Anche come ti faccio godere a un'altra moglie, lo sai.

Lasciami.

O mi metto a gridare.

E dai.

Facciamo un bello scandalo con questo cazzo di paese noioso.

Dimmi che cazzo vuoi, Lorenzo.

E poi vedi.

Mi servono soldi.

Diciamo, un regalo in nome del passato.

I soldi che fai come puttana non ti bastano più.

Sei ingiusto.

Non sono io che mi sono venduto.

Ma dobbiamo stare queste cose.

Pensiamo a noi.

Vediamo se mi alcanza.

Entri con me.

Quanto ti serve?

Diciamo... 30.000 lire.

Stai scherzando?

Sei contento?

Hai vinto tu.

Io ho perso solamente te.

L'unica consolazione è che hai perso pure te.

Ma aspetta.

Se no, c'è un paio.

Ma nasciamo piano piano, sennò pure i nonni vanno a vedere.

Buongiorno. Buongiorno.

Ci siamo?

Sì, grazie. Dobbiamo partire.

Scrivi, morto.

Hai bisogno di atto?

Grazie. Grazie.

Ciao Bellumeo.

Ciao.

Buongiorno. Buongiorno signora.

Ciao.

Va bene.

L'hai io messaggio toi.

Ti porto a chiesta.

Ha cattività.

È bellissima.

Ti servirà.

Quando va a Milano, la cerca questa signora.

È una buona amica mia.

I primi tempi ti può aiutare.

E tu?

Non vieni?

Il tempo me lo passava.

Il mio posto è qui.

Giannato, stiamo partendo.

Ah, portiamolo qui.

C'è un buon vestito.

E' importante che ti presenti bene all'appuntamento.

Oh no, mi ringrazi.

Cosa stai facendo, bambino?

Oh, giovanotto.

Bello.

Ora sei tu il maschio della casa.

Fai attenzione a mamma.

Dammi un bacino.

Ti voglio bene.

Andiamo. Bene che ti aiuto, capisco. Aspetta, capisco.

Vai. Vai.

Fatti un buon viaggio.

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