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Original subtitles

No.

Ecco.

Grazie. Prego.

Non ti farà male?

Certo che potevi anche entrare. Come no?

Senti, ma lo vedremo mai Francesco questa sera?

Dipende dalla bontà dei tuoi concittadini.

Perché tu non sei mio concittadino?

Io?

No, io sono troppo cattivo.

Buonasera a tutti, scusate per il ritardo ma come ben sapete il lavoro di

un parroco non ha orario.

Alla presenza qui del nostro caro sindaco dichiaro ufficialmente aperta la

festa della nostra Santa Euronsia, patrona dei frutti della terra, che

anche quest'anno ho visto abbondare sulle nostre terre.

Grazie e buona festa a tutti.

Bene che inizi la festa e buon appetito a tutti.

Buona festa.

Anche a lei, grazie. Espo, vecchie cose a stamani offre. Ti ringrazio Bernardo,

magari più tardi.

No Francesco, perché non ti siedi con noi? Ci fai compagnia? Dopo passo, dopo

passo, grazie.

Buon appetito, buona festa a tutti.

Alla salute signora Clara.

Ecco, proprio cosa ho bisogno in questo momento, con tutti questi reumatismi che

mi ritrovo.

Andiamo oggi è un giorno di festa, non stia a pensare a qualche piccolo

malanno. Piccolo? Ah, ci penso, ci penso.

Specialmente quando che vengo in chiesa. Brava, ora mi scusi ma devo andare.

Ma lei sa il freddo che fa sempre lì da voi? Le offerte non bastano più a pagare

la bolletta del riscaldamento.

Clara, quando è uscita di casa ha dato un'occhiata al calendario. Siamo a

maggio, ci sono quasi 30 gradi. Cosa faccio? Accendo il riscaldamento a

maggio. Ma certo, se fa freddo.

Signora De Marchis, io ho una chiesa da gestire, non un forno. Per quello può

rivolgersi al fornaio.

forse in attesa anche per il ministro e che forse ci siano sviluppi ulteriori

probabilmente ancora non confermati che stanno rendendo frenetiche queste ore

qui a Roma in un clima surreale.

Ciò che sembra essere appurato è che l'idrogeno all'interno del nucleo si

stia esaurendo.

Ero proprio oscuro.

Francesco, hai visto mia figlia per caso?

No, Arturo, ma che sta succedendo? Ma come? Ha sentito la televisione. Ha

detto che è andato in camioncina a finire la benzina. O che un cazzo si

chiama. Arturo, ma ti senti bene?

Ma hanno detto... televisione adesso!

Hanno detto televisione!

Cosa ve lo dice il suo?

Ma cosa sta capitando?

Ma è stupito di quanto è oscuro adesso?

Ma Serafino, ma dai, ma ti metti così?

Io non ho mai detto che sono oscuro.

Fammi il piacere. Guarda, non sei mai andata a divertire la festa. Va, va, va.

Nicola, che cosa diavolo sta succedendo? Non l'hai sentita la notizia in tv,

vero? E basta con questa tv.

Ero con te a fare lo scemo sul palco, non ti ricordi?

Insomma, mi vuoi dire che cosa sta succedendo?

Ascolta, io ho bisogno di fare una chiamata, almeno una.

Ci vediamo da te in canonica tra 20 minuti.

D'accordo? 20 minuti.

Ma che cazzo sta succedendo qui?

Marce, anche tu qui?

Mi ha detto Anna che ci saremmo trovati qui.

Francesco non è ancora arrivato, il sindaco neanche.

Hai sentito quello che dicono alla televisione?

No. Non ho sentito.

Ciao Marce, stavo per chiamarti.

Dai Gianni, entriamo.

Scusate ragazzi, arrivo subito.

Vieni Marce, hai bisogno di bere.

Ai miei tempi ci si sgonzava con certe notizie.

Ma i tempi andati quelli.

Per te qualcosa di forte, direi.

Alla fine del mondo?

Ciao Anna Francesco Dimmi che non

è vero Stai buona.

Adesso entro.

Io aspetto il sindaco, arriverà tra poco.

Ragazzi, sembrano anni che non vi vedete.

Ho provato a chiamarti ma non c'era linea.

Vuoi qualcosa da bere, Anna?

Dell'acqua, se ne avete.

E come se ne avete?

Naturale, grazie.

Aspetta che guardo se non l'abbiamo trasformata tutta in vino.

Marse, ci sono delle novità. Cosa dice Francesco?

Non lo so, non ho il portatile.

Però adesso arriva il sindaco, vedrai che ci dirà qualcosa di più preciso.

Eh, la tecnologia.

Anna, guarda che è un prete, mica il padre eterno.

Che tanto non esiste il padre eterno, vero Gianni?

Questa è la tua acqua.

Il Ministero ha dato la notizia questa sera in Timù.

A parer loro è da più di un anno che stanno seguendo l'evolversi della

situazione.

Non so come, perché io non sono uno scienziato.

Ma sembra che l'idrogeno all'interno del nucleo del Sole si stia rapidamente

esaurendo.

Quello che non hanno detto è che se una stella entra in una fase terminale,

esplode. Ne aspetta.

Ne aspetta un attimo.

Ma non ci sarebbero voluti ancora milioni di anni prima che accadesse una

cosa del genere?

La stranezza sta proprio qua. Il Sole per le sue piccole dimensioni rispetto

alle altre stelle È classificata una stella nana.

E le stelle nane, quando arrivano alla fine della loro vita, non esplodono.

Di solito.

Dunque rimarremo al buio.

Anna, se il sole esplode, noi gli andiamo dietro.

Esplodiamo anche noi?

Non tu direttamente, esplode la Terra.

Tu vivi sulla Terra.

Ma sappiamo di cosa stiamo parlando?

Se di mesi o di anni.

Insomma, un quando lo sappiamo.

O di giorno.

Scusate.

Beh, credo che sia una precisazione dovuta.

Come vi dicevo, non sono un esperto.

Ma se han dato questa comunicazione in televisione di questa cosa, beh...

Questo certamente non è un buon segnale. Tu dici che se avessero saputo di avere

un buon margine, non so, tipo 100 anni, non avrebbero dato la notizia in tv in

questo modo?

Esatto.

Non si deve scartare nulla.

Neanche i giorni.

E quando ce lo diranno?

Non so.

La verità è che queste notizie o ipotesi arriveranno anche in paese.

Ma qui le ipotesi bastano a creare dei problemi, tanti problemi.

Per questo sei qui?

Sì, per questo sono qui.

Ho bisogno del vostro aiuto.

Marcello, tu è da poco che sei in paese.

Io non ti conosco affatto.

So che sei il compagno di Anna e un buon amico di Francesco e questo mi basta.

Ho bisogno che anche tu ci dia una mano.

Noi siamo quelli che non dobbiamo farci prendere.

Pronto?

Ciao.

Sì, sì, sì, ho sentito. Anzi, grazie per aver chiamato in un momento come questo.

Hai trovato quel numero di telefono?

Devo sistemare questa faccenda prima che sia troppo tardi.

I giornali già lo scrivono.

Non parlano di quando.

Non capisco.

Perché non abbiamo comprato una televisione?

Perché era cara.

E poi adesso si fa tutto quanto con internet.

Meno male che due giorni fa ci hanno portato una connessione.

Ci hanno messo un mese questi maiali.

Non sembri molto contento di essere qui.

Non sembrano esserlo neanche i tuoi compaesani.

Non vedi come ci guardano?

Certo che l'hai visto.

E anche sentito.

Dunque non sei contento.

Anna, ti prego.

Qui sembra che stia per finire il mondo e tu mi chiedi se io sono contento.

Sì, io ti chiedo se sei contento.

Anna, io sono contento di essere venuto a vivere qui con te.

Non riesco solo a sopportare tutti quegli asini che ci guardano come se

fossimo dei diavoli.

Guarda che qui la gente si è sempre sposata, non sanno neanche cosa vuol

dire convivere. No, qui la gente è cattiva, perché lo sai pure tu tutto

quello che ci tirano dietro.

Queste quattro cornacchie.

Sentirti parlare sembra che sei finito in uno zoo, non in un paese.

È che di persone in questo paese ne ho conosciute veramente molto poche.

Io sono contento di essere qui con te.

Tutto il resto non conta.

Con te pensavo che sarebbe durata per sempre.

Che non ti avrei perso.

Perché ti ci pensavi?

Ho paura, Marce.

Non esiste nessuna era.

Nessun pensavi.

Nessun passato.

Ci siamo solo noi.

Oggi è presente.

E domani?

Chiedimelo domani.

E chi pensa che ha anche il coraggio di farmi dire che non c'è la nostra madre?

Non vale niente.

Bastardo, Vitale. Hai proprio ragione, Cosimo. Le hanno fatte le torte di

pigliose anche.

Oh Anselmo, l'hai visto la fine del mondo?

L'ho visto, l'ho visto.

Ah guarda, è la volta che ci riposiamo. Dormiamo e fumiamo più niente.

Bacca, non capisco più niente.

Non sono cinque e dico che non vale niente.

Anselmo prima invece ha detto che sono spallizzato addirittura.

Guarda, è proprio indermagia, non tanto per noi altri bambini che la nostra vita

l'abbiamo già fatta, ma per i giovani che devono abituare ancora la sua

famiglia, è proprio indermagia, guarda. Dai Quasimodo, per adesso non si sa

ancora niente di questo.

E a proposito, Anselmo, tua figlia, Anna, cosa fa? Si sposa? Si sposa

niente? Quasimodo, ho preparato i miei filetti. Dai, sono pronto.

Guarda, sono qui.

Termina, no?

Grazie Quasimodo. Ciao Anselmo.

Alla sua figlia, Anna, ha convivuto come le bestie.

Ma che parlano?

Se giusto dite che hanno niente regole, è una vergogna.

Ma sai che è la bestia più grossa? Con il crinio del mio fratello Vitale.

Nostra madre ha lasciato tutto, la casa, la terra.

Dovresti chiedermi qualcosa, ma vedrai che è stentato, non ha niente!

Stai tranquillo che non ho niente sicuro, è super stentato!

Sì, ma questa volta non è la fine del mondo, è l'Umasmi in Ucraina!

Signora maestra, ma è vero che il prossimo anno tu vai via?

Il prossimo anno?

Sì, il prossimo anno torna la vostra maestra Isabella.

Ma io non voglio che tu vai via.

Allora facciamo così, il prossimo anno vi verrò a trovare, va bene?

Ok.

Ma, signora maestra... Dimmi pure, Giacomo.

Ma è vero che forse il sole si spegne?

Giacomo, chi ti ha detto questa cosa?

Mia mamma dice che l'hanno detto in televisione.

Facciamo che ne parliamo domani, va bene?

Adesso continuate a disegnare.

Sì, ho capito che non risulta più scritta l'anagrafia del vostro comune da

diversi anni, sì.

Ma, appunto, ma ci sarà pure uno stato di famiglia, uno straccio di documento

che ci dica in quale altro comune?

Com'è?

Non alzi la voce. Non trovi scuse, per favore. Mi dica che non vuole cercare.

Mi passi il suo capo ufficio, per favore.

Pronto?

Pronto?

Ma che stronzo.

Scusami, signore, ma questo mi ha staccato il telefono in faccia.

Che gli ho anche detto che era urgente.

Ma chi è adesso?

Finalmente. Di nuovo qui.

Eh sì, Francesco, ho bisogno di lei.

Sono qui per confessarmi.

Ma ti sei già confessato questa mattina. Che cosa hai fatto in due ore?

È finita, Francesco.

È finito tutto.

Tra poco ci sarà la fine del mondo.

Ancora con la fine del mondo, Enrico? Ma quale fine del mondo?

Ma io ho paura.

Io voglio confessarmi.

Voglio che in questi giorni la mia anima sia sempre più candida.

Capito, Francesco.

Così, in caso... Ma in caso di cosa?

Eh,

calma, sono prima io per la confessione. Calma, Kici, sei solo tu per la

confessione. Che ci fai qua, Gian?

Vieni a vedere cosa ha fatto il vecchio Toio davanti a casa sua.

Ma è successo qualcosa?

Andiamo, c'è mezzo paese.

Ehi, è io?

Rico, io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Baci e abbracci.

Abbracci? Ma che abbracci, abbracci?

Io voglio confessarmi.

Adesso che fa?

Oh, torno nel pomeriggio?

Non vorrei essere meno drammatico, ma credo siano i giorni che ci rimangono.

I giorni?

I giorni.

I giorni prima che il sole esploda?

Credo di sì.

Guarda che il vecchio toio la salunga, quello sembra vecchio e scemo, ma le

cose qua in paese le ha sempre sapute prima di tutti.

Oh Gesù, ci sono rimasti 49 giorni.

Gianni, ma sei sicuro?

Magari quello è davvero vecchio e scemo.

Ora se ti può confortare l'hanno già detto in televisione.

Però Toyo aveva già iniziato il disegno mentre lo dicevano.

49 giorni.

Porca miseria.

Vitale.

Dimmi Luisa.

Hai sentito che cosa hanno detto alla TV questa mattina?

Sì, ho sentito.

E tu cosa farai?

Luisa, cosa c'è da fare?

Non ho ancora avuto il tempo di pensarci.

Insomma, è una notizia più grande di me, di noi.

Però, guarda, visto che me lo chiedi, sai cosa credo che farò?

Continuerò a lavorare, fino all'ultimo giorno.

Come... Come se non fosse l'ultimo. Come se ci fosse ancora un giorno dopo.

E un altro ancora.

E poi quello che sarà, sarà.

In fondo, molto spesso ho avuto più paura della vita che della morte.

Abracciami papà, Arturo.

Lo farò.

Scappi ancora?

Stavolta no.

Ma è una staccionata quella.

Sì.

Sai che ci rubano i pomodori, no?

Sappiamo anche chi è, giusto?

Ora.

Io risolverei tutto con una spranga, ma i carabinieri dicono che è reato.

Pretica peccato e allora costruisco una staccionata.

Sì, meglio.

E quanti metri pensavi di farlo?

E quella vecchietta del cazzo.

Mezzo metro non passa più.

Francesco sa che cosa? Io non lo so.

L'audirico è andato a chiamare la confessione. Devo anche lasciare un

'offerta. Non c'è niente.

Non c'è niente.

È andata a dargli la benedizione bella e lenta al posto. Senza neanche chiamargli

cosa c'era da dire.

Oh, pensa che a me, a fine di me, non devo accampare nel forno.

Ma da voi.

Non capisco.

Ehi, adesso tutti credono che sia il fine del mondo.

Ehi, tutto è buono mentre adesso è prima.

E adesso dice già fino a televisione, a TG4.

Maica, mi sono venuta a chiedere se avessi sentito quel balenco di mosca o

se aveva chiuso il pernaccio.

Infatti, il pernaccio non sapeva di me.

Maica, vuole che mi dica.

Prego e vuole.

Sai quello che ho detto?

Mi ha chiesto come la sento in forno.

Ma vuol dire che la mia mamma la incontrava con una vesta. Questa

stagione si è sbattuta la presa.

Ho proprio l'impressione di essere andata a ritagliare.

Beh, capirò che siamo i primi alla ragione.

Lui è mai, va sempre via.

E Trudy Smith, chi è lì, che cosa lo sa. E comunque siamo tutti quei primi che

sono venuti giù dal Vaticano.

Oggi sono andata a scuola.

Mi ho dovuto mentire a quei bambini.

L'ho guardati negli occhi e ho detto che andrà tutto bene.

Loro non capiscono cosa sta succedendo.

Allora è come un gioco.

E poi quando esco di scuola ci sono le mamme che mi guardano come se fossi

una...

perché convivo con la persona che amo.

E allora vado a casa e aspetto Marce

e non riesco a non pensare che tra poco mi toglieranno anche lui.

Mi sembra di aver sbagliato tutto.

Io ho sbagliato tutto.

Quando ero ancora molto giovane, incontrai una ragazza stupenda.

Un dono del cielo.

Un dono di Dio.

Ci volevamo bene.

ma non riuscivo a darle la giusta importanza.

Davo per scontato.

E così, col tempo, ho perso quella persona.

L'amavo con tutto il cuore, Anna, ma davo per scontato.

È per questo che hai deciso di farti prete?

No.

Dio non è una ruota di scorte.

Ammetto che anche se eravamo molto giovani,

Ed è passato tanto tempo.

Quella storia è ancora in me come qualcosa di non risolto.

Ci fu un periodo cupo, nero.

Non sapevo cosa fare della mia vita.

Come hai fatto ad uscirne?

Il primo grazie va a Sant'Agostino.

Ama e fa ciò che vuoi.

Il secondo ha una vecchia cara amica.

Che prima di sposarsi mi disse, sai...

Alla fine del film della mia vita, i titoli di coda, vorrei che ci fosse

scritto è un fine grazie a Francesco,

senza il quale avrei gettato la spugna molto tempo fa e invece non l'ho fatto.

Fu in quel periodo che senti che la mia vita, se non per me, poteva essere utile

agli altri.

È una storia che non mi va di raccontare.

Ma oggi te ne ho voluto parlare perché ho riconosciuto qualcosa di me stesso

nelle tue parole.

Mi pare che tu stia facendo il mio stesso errore.

Dai per scontato.

Hai tutto, Anna. Una casa, un lavoro, un uomo innamorato di te.

Ma quel tutto lo dai per scontato.

Non lo so che cosa succederà fra qualche settimana.

Posso solo dirti di vivere questa vita ogni giorno accanto a Marcello, con

quella gioia che solo tu sei dati.

E se la gente parla, voi lasciatela parlare.

E se i bambini giocano, e tu gioca con loro.

L'è andata al parco per confesersi e che la mandò a rovinare.

No, no, non è andata così.

Il prete l'ha assolto davanti a casa, neanche in chiesa, e senza sentire la

confessione. Ma poi, l'hai mai vista un prete che sta con un delinquente?

Un assassino.

Hai ragione, un assassino.

Pian pian, esageriamo un po'. Criminale va bene, ma assassino è un po' troppo.

No, no, assassino è giusto.

Non ci sono io la poveretta.

Ecco l'altra.

Grazie. Sei sicuro di non fermarti a bere qualcosa?

Se entro faccio una strage.

Sì, vieni.

Ho preso due birre. Due birre?

No, in realtà due casse.

Ah, ecco, due casse. Hai fatto bene.

Che stai facendo?

Sto pensando all'omelia di domenica.

Ah, e la scrivi scarabocchiando sulla cartina, l'omelia?

Che dici, scusa?

Tu le balle non le sai dire, non prendermi per il culo.

Senti, prima ero al bar.

Ci sono i soliti quattro stronzetti che rompono. Ah, ma non mi dire.

Dicono cazzate, no?

Però su una cosa hanno ragione.

Che tu non ci sei mai.

Sei sempre fuori, anche con la testa.

E non mi dire che è il sole che ti preoccupa. Del sole mi importa quanto

importa a te.

Sì, appunto.

Pare che la mia permanenza qui ti abbia rovinato l'immagine. Ah, tanto quella

faceva già schifo.

Adesso questo concordo.

Vabbè, buonanotte, Monsignore.

Gian, ce le facciamo insieme quelle due?

Ma in realtà erano per me.

Che ti devo dire? Farò un atto di carità.

Due casse hai preso.

E le altre che avevamo qui?

Secondo te che fine hanno fatto?

Te le sei bevute tutte.

Ce le siamo, Monsignore, ce le siamo.

Alla fine del mondo.

Beh, avremmo dovuto andarcene comunque.

Sì, infatti.

Per me è anche meglio.

Così vedremo chi aveva ragione.

Ancora.

Il Dio dell'amore che manda alla fine del mondo e uccide tutti.

Non ho già vinto.

Capire la volontà del Signore è sempre molto difficile.

Io stesso, dopo tanti anni, credo di non averla mai capita.

E vuoi dirmi che l'hai capita tu?

Non ti arrendi, eh?

Perché dovrei, non ne ho motivo.

Certo che finire con un prete.

Ecco, questo non l'avrei mai immaginato.

Domani, no?

Sì, domani.

Ci vai da solo?

Quando saranno andati via tutti.

Ci sono ferite che non guariscono mai.

Vieni qui prima.

Grazie, mamma.

E Marcella? Dov'è Aurelio?

L'ha scoperto.

L'ha messo in casa.

E papà?

L'ha preso in casa.

L'ha preso in casa.

E papà? L'ha preso in casa.

Cos'è, vuoi farmi da chirichetto?

Hai visto che è di nuovo Natale di là?

Che vai dicendo?

Dai un po' un'occhiata.

Buon Natale.

Seduti.

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

E la tua fiume?

Come va?

La mia fiume? La mia fiume brunzolava già prima, ora brunzola più.

Certo che non è possibile.

Ma per me non ti vale.

Ma fai solo la sciupe.

Mi piacerebbe che ti abbia raggiunto.

Alla tua.

Salve.

Ehi!

Deve essere qualcosa, deve essere qualcosa, sì, sì, sì, sì, sì, sì.

Ma si vede niente.

Sì, sì, sì, sì, sì, adesso mi prendo.

Grazie.

Guarda, adesso non capisci niente. Con il Papa la vita è sua.

La vita sta calma, che nessuno ne penserà.

Sì, ma pensi a chi ha i tuoi amici.

Hai visto che ho ragione, l'ho detto.

E il nostro parco è un po' grande, non ci fanno voglia. Perché tu organizzati

per salvare chi è, tutti sono amici.

Sì, come sempre, salvo i miei amici con i soldi e i tuoi amici con i soldi. I

amici dei miei amici sono come quelli di Gianni.

Prima i maschi per le persone, e poi solo i miei amici.

Lo sai, con lui, il nostro parco, Ma lo faccio anche stanco.

Io imparerei.

Beh,

è proprio finito.

Non c'è possibilità di andare oltre.

Non penso di essere in grado di gestire tutto.

Che hai?

Che?

Magari chiudiamo il comune, mandiamo le persone a casa.

Tanto manca poco più di un mese.

Forse è giusto che ognuno lo passi con i propri cari.

In questi giorni mi sono chiesta se è stato tutto inutile.

È tutto così strano, irreale.

Ho sentito che dicevano alla TV che dopo che è scoppiato noi vedremo ancora il

sole per otto minuti.

Dicono che quello è il tempo che ci mette la luce per arrivare fino da noi

qui, sulla Terra.

Ci accorgeremo di qualcosa.

Farà male.

A volte le bestemmie, Nicola, possono diventare una preghiera.

Voglio un figlio, Marce.

C'è su qualcosa tua sorella?

Io credo che voglia partire.

Davvero?

Sì, ha preparato una zainala nascosta nell'armadio.

Sei sicura?

Vuole andare via con un pullman.

E questo come fai a saperlo?

Lo so e basta.

Lo sai e basta.

Senti, il quando sai anche quello.

È andata così male.

Mi sembri così stanco, Francesco.

Io temo che la gente di qui inizi a chiedersi dove passi la maggior parte

del tempo il suo parroco.

Lo so.

Non sono un buon prete, Ernestino.

Io non ho detto questo.

Mi chiedo sempre perché fra tante persone Nostro Signore abbia scelto

proprio me.

Per ognuno di noi c'è un disegno.

Solo che quando lo interpreti, ricorda che le tue pecorelle sono qui.

E anche se sono come sono, e tu sei come sei, ricorda che il tuo compito è di

guidarle, soprattutto in questo momento.

Sì, infatti.

Volevo dirti questo.

Per l'ultimo giorno volevo organizzare una veglia di preghiera in chiesa, dalle

sette in poi.

Per chi vuole, per finire insieme.

È una cosa buona.

La facciamo insieme?

Sì, mi piacerebbe.

Senti, per quello che è successo domenica scorsa, io volevo dir...

Francesco, non ci crederai.

Ma francamente mi è sembrata una buona cosa anche quella.

Te ne vai così senza salutare?

Ma tu cosa ne sai di cosa sto facendo?

E poi chi te l'ha detto che parto?

Io non vado da nessuna parte.

O forse sì.

Senti Gianni.

Tu lo sai che cosa vuol dire sentirsi crescere una vita dentro?

E lo sai che cosa vuol dire perderlo?

Il mondo sta per finire, la gente non fa altro che parlare.

E io che cosa ci faccio qui?

Quindi sì, me ne vado.

Scappa pure se vuoi.

Oppure puoi salire, posare lo zaino e venire a cena da me e Francesca.

Vedi tu.

Ciao, Luisa.

Ciao, Francesca.

Gianni mi ha detto che avevamo un ospite a cena.

La gente chiacchiera.

Piccoli vantaggi di un paesino che mormora.

Siedi dove vuoi.

Cucini anche?

Anche.

Non fa solo le omelie.

Noi delle fanno al bar del paese.

E basta.

Benedici o Signore il cibo che ci hai donato.

Benedici nella sua imperfezione chi l'ha preparato e cucinato per noi.

Grazie infine per aver portato qui la nostra amica Luisa.

Amen.

Amen. E dai, siamo tutti imperfetti al cospetto di Dio.

Scusate.

Chi cazzo è quest'uomo?

È pronto.

Eh sì, sono io.

Ma no, non può essere.

Ma è sicuro?

Oddio.

Capisco.

Sì, conosco il posto.

Anche a lei.

Io? Perché mi hai abbandonato?

Buonasera!

Bambini, silenzio!

Tutti ai vostri posti, su!

Dopo, ora togli quel cartaceo, per favore.

Avete consegnato l'avviso che dice che la settimana prossima non si verrà più a

scuola? Sì!

Bravi, bravi.

Allora, oggi vi devo fare una domanda.

Ma mi dovete rispondere uno alla volta.

Siete pronti? Sì!

Ma voi lo sapete perché dalla settimana prossima non si verrà più a scuola?

Vieni, ne parliamo fuori.

Lo che parei, se me ne incubo più tante.

Perché tu tu eri il pazzesco di un uomo che ha una schiaffa.

Anselmo, vogliamo capire cosa parei? Ho 22 anni.

Buonasera a tutti.

Che disastro.

Ma ti chiamo a me?

Oh, ciao.

Senti, io so che ormai manca poco, ma non è necessario fare un negozio così

per riprendere il lavoro.

Ma domani non c'è niente da mangiare perché c'è poco posto. Va bene, va bene.

C'è grinta e nemmeno pensi me.

Prova a vedere.

Non è possibile.

Sti delinquenti in area appena morti.

Qualcun altro?

La mia mamma dice che il sole esplode e noi moriamo tutti.

Ma allora andiamo tutti in paradiso.

Sì!

Bambini, sentite. Sentite cosa faremo oggi.

Avete presente quelle fiabe che leggiamo sempre in classe?

Come la fiaba di Capuccetto Rosso? Bravo, come quella di Capuccetto Rosso.

Allora, in queste fiabe succede quasi sempre verso la fine qualcosa di brutto.

Sembra che non ci sia niente che si possa fare per risolvere la situazione.

Come quando Biancaneve mangia la mela avvelenata e muore, ma poi arriva il

Principe Azzurro e la bacia.

biancaneve, quella della mela avvelenata, no?

Allora, il nostro compito di oggi è disegnare su un foglio qualcosa che

secondo voi potrebbe succedere per cambiare questo brutto momento e salvare

la situazione.

D'accordo?

Sì.

Forza, su, prendete i pennelli dallo scaffale.

Ma cosa dici?

Ma, io sono bella.

Ma tu?

Mi sono con tanto apparecchio.

Mi amarsi è stato un anno, quanto capirò.

Ma Anna, cosa dici?

Non ho mai idea.

Non posso mai conoscere.

Ma come fai a vedere?

È la benzina, è la nana.

Perché adesso è mia che viene a mancare.

Preoccupte nel mamma.

E fai attenzione in se stessa.

Marcella, guida l'occhiale.

Mamma, tranquilla.

E fai bene andando a giocare con i suoi figli.

E fai bene.

Mia, sai perché la televisione funziona bene?

Ma cosa vuoi dire che non so per me, dei diavolieri?

È il mio impossibile.

Ma proprio io alla fine.

E deve vendere tutti i terreni del bric del gallo e darmi la metà.

Ma vedi chi vende?

Adesso! Cosa ne senti?

Ma Quasimodo, qui tutto che è terra sono cammini che hai trovato, sono qui per

andare a vivere.

Ah, ti stai dando tanto tempo ancora per vivere.

Ma se mi hai chiesto il tempo non resta abbastanza da spendere se sono, no?

Sono solo un affettore.

Qui te l'hai, la hai lavorato e com'è. E anche se la hai, non la sai scrivere

niente, ti tende la metà di quello che la lasciate.

Ma te

lo

sai perché la mamma...

Alla non lasciate niente della terra della nostra famiglia.

Dimmelo, dimmelo te.

Perché tutto ciò che tu chiedi, lo muore Quasimodo. Hai capito?

Lo muore.

Va?

Va dall'avvocato Quasimodo, va?

Campa via sui ultimi dì della tua vita rognosa che...

Mi avete chiesto dove fosse finito Dio.

Il mondo sta per finire e Dio dov'è?

Ma io vi chiedo, e prima?

Prima dov'era Dio?

Quando il mondo non stava per finire, nelle nostre vite, dov'era Dio?

Perché Dio non abita fra quattro mura, che siano case, chiese o monasteri.

Vi chiedo ancora, dov'è Dio?

È lì.

Dio è vitale, ucciso con una lama nel costato, perché

nel giorno in cui affondiamo un amico

Un marito, un padre, un uomo.

Viene trovato ucciso nelle nostre case.

Il nostro vitale.

Il nostro vitale.

Stiamo affondando.

Se così deve essere, così sia.

Perché ancora non ci è dato di capire la volontà di Dio.

Il Vangelo dice

Il regno di Dio è dentro di te, è tutto intorno a te.

C'è un uomo che bussa alla vostra porta per sette giorni ancora.

Abbiamo cercato casa sua ovviamente, ma non c'è. Anche sua moglie è scomparsa.

In una situazione più normale avremmo potuto istituire dei blocchi, ma non

abbiamo potuto... Lasciate stare, lasciate stare i blocchi.

Nicola, Quasimodo potrebbe ancora essere un pericolo per Avila.

Quasimodo? Quasimodo può essere un pericolo solo per se stesso.

Rimanete ad Avila, cerchiamo di controllare la situazione qui.

Luisa, ma ti senti bene?

Ma c'è qualcosa che non va?

Anna mi ha chiesto se vado con lei e Marzia a Edena.

Per... E tu?

Io mi sento un po' il terzo incomodo.

Ma se te l'hanno chiesto loro.

Sì, ma voi?

Ma io ho tua madre e tua sorella da guardare.

Non si sa mai.

Luisa, fa ciò che ti rende più felice. Se vuoi andare, vai.

Lo sai che sono fiero di te.

Sì, lo so, papà.

Grazie.

Albu, se la macchinetta del caffè funziona ancora, ne berrei uno

volentieri. Ma certo che funziona ancora.

Lo state cercando, vero?

Ciao.

È

successo

qualcosa? No, no. Niente, figurati.

Come stai?

Volevo chiederti.

Eh, volevi chiedermi?

Anna mi ha chiesto di andare con loro per... Beh, lo sai, no?

È solo che non mi andava di andare da sola, quindi chiedevo se... Sì, lo so,

Marcello me l'ha già detto.

Ah, bene.

È solo che non posso.

Non puoi?

Hai impegni?

No, è che Francesco rimane qui e mi spiacerebbe lasciarlo da solo.

Poi abbiamo una scommessa in ballo.

Come una scommessa?

Sì, facciamo gara chi arriva prima e cancelli dall'altra parte.

Vuoi venire?

È molto bella.

Vero?

Senti, Francesco, pensavo... Ti dispiacerebbe se fossi io a celebrare la

messa?

No, certo, la faremo insieme.

No, no, non insieme.

Solo io.

Come solo tu?

Si intende che mi piacerebbe farla insieme a te, ma tu hai portato fino a

qui la tua parrocchia.

Lascia che sia io a portarla dall'altra parte.

Credo di essermi perso qualcosa di quello che hai detto.

Francesco, la vita porta in sé la paradossale verità che per trovare

bisogna perdere.

Avrei sordito con un disturbiamo, ma vedo che non c'è bisogno di porre la

domanda.

Dovevamo telefonare.

Dai, avanti.

Eh, ciao Francesco, che bello vederti.

Scusa, siamo arrivati così all'improvviso, forse dovevamo chiamare.

Ma dai, figurati, stavamo a lavare i piatti.

Fortuna che noi i piatti non li laviamo mai, eh.

Ciao, mamma. Ciao.

Che bella casa.

Avete cambiato tutto.

Prima la cucina stava di là, entrando dalla porta.

E adesso dove l'avete messa?

Dove lavano i piatti.

Ragazzi, che fate in piedi? Sedete.

Dai, si, accomodatevi.

Oh, iniziate a farmi paura tutti quanti.

Sarà mica successo qualcos'altro?

Ancora? No, per fortuna no.

E quanto ci avete messo per sistemare tutto?

Ah, un mesetto. Ha pagato tutto Marcello.

Voi volete qualcosa da bere?

No.

Ci avete chiesto di passare con voi questo sabato.

Ora sono cambiate alcune cose e se l'invito è sempre valido possiamo andare

tutti quanti insieme a Eden.

Voi ci andate ancora?

Certo, però pensavo che voi non sareste venuti.

Allora, se disturbiamo... Non dirlo neanche per scherzo.

E a che ora pensavate di partire?

Il problema non è l'ora, Francesco.

È la benzina.

La pompa fuori paese è chiusa due giorni fa.

Non preoccuparti che io e il prete abbiamo fatto il pieno.

E quanto ci vuole di qui a Edena?

Circa un'ora.

E anche ora sto sole dovrebbe illuminarci.

Alle 20 e 32.

E alle 20 e 40 saremo investiti dall'esplosione.

Teoricamente non ci accorgeremo di nulla.

Allora direi di partire verso le 4.

Se prego va bene.

Io accompagno Luisa a casa.

Io vado a dormire.

Buonanotte.

E Mariolino?

Chi se ne importa di Mariolino?

Non sa quello che si è perso.

E non lo scoprirà mai.

Ma il mio bambino mi manca.

Non sono anche se fosse un bimbo o una bimba.

Tu non l'hai mai detto.

Ma forse è stato meglio così.

Sai che chiacchiere in paese.

E se mio padre avesse saputo che il mio ragazzo voleva farmi abortire e che

tanto mi ha tormentato finché me l'ha fatto perdere, credo che avrebbe perso

questo aspetto tanto buono.

Ho solo rimorso di non essermi accorta prima della persona con cui stavo.

Dicono che l'amore sia cieco, ma forse siamo solo noi che non vogliamo vedere.

Francesco, com'è che a te e a Gianni non importa nulla della fine del mondo?

Io ho perso un bambino e sono stata resa colpevole perché ero rimasta incinta.

Eppure non vorrei mai che arrivasse la fine.

Ma questo vale anche per me.

Forse sono soltanto bravo a nasconderlo.

Per Gianni invece è diverso.

Lui ha qualcosa dentro.

Qualcosa che sa di morte.

Non sei più ripreso.

Per l'incidente, dici?

Temo che sia un po' più complicato di così.

Non so cosa deve aver provato quando si è svegliato in quel letto d'ospedale,

senza un graffio, senza niente.

Ma hanno dovuto dirglielo subito.

Non chiedeva altro.

Ma non è stata colpa sua?

Sì, certo.

Gianni ha fatto quello che poteva.

Ma pensaci, Luisa.

Era lui che guidava.

È lui che ha perso il controllo dell'auto.

Sì, la strada era quella che era, ma questo poco importa.

Io so che Gianni se avesse potuto, avrebbe cambiato volentieri con la vita

della sua ragazza.

Ma sono passati dieci anni ormai.

Il bimbo che hai perso, Luisa, lo ricorderai per sempre.

E non lo conoscevi nemmeno.

La verità è che a volte non basta una vita.

Grazie.

Tutto a posto Gianni?

Non si sa mai.

E Francesco?

E che mi sembravate così sporco, signore.

Beh, io vado.

Tanto ci vediamo fra poco, no?

Ci vediamo dopo, Francesco.

Ciao. Ciao, ragazzi.

Francesco? Eccolo lì.

Francesco, ma com'è che Don Ernestino ha preferito celebrare Messa da solo?

Avete litigato?

No, anzi.

In questi ultimi giorni ho cercato un pezzo della mia vecchia vita.

L'hai trovata?

Cosa? La donna che cercavi.

Sì che l'hai trovata.

Francesco, tu avevi una relazione?

Ma lo vedi i guai che combini? Ma quale relazione, Luisa? Ma ti sembra?

Ecco dove sparivi sempre.

Volevo solo salutare una persona cara.

Qualcosa che non mi sono mai perdonato.

Ma Dio perdona tutti, Francesco, no?

Non lo so, Luisa, se Dio mi abbia perdonato.

Forse sì.

Il problema è che sono io che non ho perdonato me stesso.

Salve. Salve.

Scusi, non volevo disturbarla.

Non fa niente, stava andando via.

Mayra.

Io mi chiamo Giulia.

Ah, Giulia.

Ma Mayra era mia madre.

Di sua figlia?

Sì.

Perché la conosceva?

No, beh sì, sì, tanto tempo fa.

Conoscevo tua mamma da piccolo.

Abbiamo fatto la stessa scuola.

Capisco.

Beh allora io le lascio un momento.

No, no, non è il caso, stava andando via davvero.

Senti...

Posso chiederti com'è successo?

È stato un tumore.

Un mese è andata via.

Ma presto saremo di nuovo insieme, no?

Tu sei credente?

Io?

Beh sì, direi proprio di sì.

A modo mio, forse.

Anche mamma lo era molto.

Già. Bene.

Io devo proprio andare.

Sono contento di averti conosciuto, Giulia.

Ma aspetta.

Non mi hai neanche detto il tuo nome.

Scusami, hai ragione.

Mi chiamo Francesco.

Francesco, davvero?

Sì, davvero.

Come mio fratello?

Beh, lui ha tredici anni, ma è già una furia.

Mi spiace solo che non possa vedere di più questo mondo.

Beh, allora, arrivederci.

Sì, sì.

Giulia, salutami tanto Francesco.

Però non sembra che stia per finire tutto.

Leggeresti ad alta voce?

Forse non tutti vogliono.

Ah, leggi pure prete.

Arrivederci ragazzi.

E così avvenne.

Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la

luce minore per regolare la notte e le stelle.

Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra, per regolare giorno

e notte.

e per separare la luce dalle tenebre.

E Dio vide che era cosa buona.

E fu sera.

E fu mattina.

Portami a ballare questa notte in riva al fiume Per

le vie di Avila e le strade di collina Senti

c'è una festa in strada, musica e colori Dentro questa

notte che mai più tornerà ancora Voglio stare

sveglia fino al...

senza chiederci il perché.

Lucica e perpera stasera Avila ride di

vita con noi.

Portami in collina tra i vigneti e tra i castagni

ad assaporare il gusto dell'uva matura.

Portami nei campi appena seminati a grano, a

respirar la terra nella nebbia del mattino.

Raccontami di te, dei tuoi pensieri, quando sei sola con i

tuoi perché.

Parlami dei mondi che tu sogni e che vorrei sognare anch'io con

te.

Guardarsi a fondo negli occhi, sentire di essere

vivi, meravigliarsi dei giorni

e tutto il resto poi verrà da sé.

Lo sforzo del camminare, la sfida del

rimanere, la grazia del mantenere,

sì, tutto questo poi verrà da sé.

Portami in un posto dove il tempo è solo vita.

Attimo presente, traboccante ed infinito.

Parlami di terre dove scorre latte e miele,

dove il frutto della vita è dolce e profumato.

Voglio respirare in faccia al vento di Mistral sopra i monti di

Eden.

L'ansia e il coraggio di andare,

la fedeltà del restare, la

dignità del cercare, sì tutto il resto poi verrà da

sé.

Lo slancio del ripartire, l'ora del

perseverare.

Il gesto per rinunciare, ma tutto questo poi verrà

da sé.

Guardarsi a fondo negli occhi, sentire di

essere vivi, meravigliarsi dei

giorni e il resto verrà da sé.

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