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Stiamo arrivando in Italia, dove il caffè è più buono, ma i croissants più
cattivi. Per me va bene qualsiasi cosa, ho una fame.
Perché ti sei vestita?
Il viaggio è lungo.
Polizia di frontiera, aprite per favore.
Avanti.
Buongiorno, i vostri documenti, prego.
Grazie.
Lei deve seguirmi, signore.
Perché? Che succede?
un semplice controllo
Che cosa voleva, no?
Pensa, pare che somiglia a una ladra ricercata in tutta Europa.
Due anni sono lunghi in un posto come questo.
Certo l'ha fatta grossa, capitano.
Non ci si innamora di una donna sposata, specie se è una testimone chiave.
Non sia stato lui a indurla a fare quell'assurda denuncia. Il comandante
Arcuti non gliel'ha chiesto per caso, in base ai vostri rapporti, diciamo così,
intimi. Avvocato, togli il suo posto!
Le domande le faccio io.
Non capisco che c'entra questa storia col processo in questo. Mi scusi, signor
Presidente, ma questa storia invece può spiegare... Ti amo, Carlo.
Ti amo.
Io ti amo, ti amerò per sempre. ...dietro quelle sbarre e soprattutto
può spiegare perché qui si è tentato di truffare la giustizia.
È per questo che è venuto.
Al comando pensano di non avermi punito abbastanza.
I suoi precedenti disciplinari non ci interessano.
Al comando abbiamo deciso che il suo esilio è durato abbastanza. Qui c'è un
incarico operativo per lei, in Sicilia.
È sicuro, signor colonnello? Volete mandarmi in Sicilia?
Gliel'ho detto, quella vecchia storia non ci interessa. Lei aveva svolto un
ottimo lavoro prima dello scandalo.
La ringrazio per la fiducia, ma preferisco restare in esilio. Lei non ha
capito. Io non sono qui per sentire la sua opinione.
Questo è un ordine.
Lei viene via con me, ora.
Se è così, mi dica di che cosa si tratta.
È una missione coperta, direttamente alle mie dipendenze.
Lui si chiama Didier Martin.
Francese, laureato in chimica.
Ufficialmente rappresentante di fertilizzanti. Crediamo sia una
copertura.
Si tratta di raffinazione di droga.
È quello che dobbiamo scoprire.
Martin ora è in Sicilia. Il suo compito capitano per cominciare sarà quello di
sorvegliarlo giorno e notte.
E lei?
Chi è?
Era una ragazza coraggiosa.
Marta impagherà anche per questo.
Buongiorno, signora Bona Messa.
Vianda, grazie.
Ma mio figlio e mio marito non ci sono. Vi aspettano a casa.
Auguri, signora. Buon viaggio. La ringrazio.
Ma mio figlio, Paul, era al corrente che sarei uscita oggi?
Non lo so, signora baronesse.
Forse la signora Augusta vuole farci una sorpresa.
Augusta? Sì, la cugina del signor Barone.
È stata lei che mi ha detto di venirla a prendere.
Tu non sei stato assunto da molto, vero?
Esattamente da quando il signor Barone si è trasferito in città.
E cosa ne è stato di Villa Altamura?
Venduta.
Durante la mia assenza ci sono stati tanti cambiamenti.
Credo di sì, signora Panames.
Firmate qua.
Dieci milioni dalla famiglia Adosini.
Uno dice che ci possiamo dare fiducia a questo banchiere.
Neanche il padre eterno quando ha creato l'uomo ci aveva fiducia.
E ci mise il serpente.
Anch'io ho preso le mie precauzioni, non vi preoccupate.
E poi sta scritto tutto qua, fino all'ultima lira.
Io non saccio manco che c'è scritto una sola bretta.
Noi ci c'eravamo soldi veri a chissù, a scaggiare un pezzo le gatte.
Non ho sicuro che questi soldi ne tornano. Forse non sapete né leggere né
scrivere, ma sono sicuro che i vostri conti ve le sapete fare bene.
E anche il banchiere lo sa che alla fine i conti devono tornare.
Non solo riavrete il vostro denaro indietro, ma lo riavrete moltiplicato
per cento.
Comunque se non ve fedate.
Potete sempre uscire dall'affare.
Sono 20 milioni.
20 milioni dalla famiglia di Vito Scuro.
Fermate qua.
Signora, aspetti, ha tutto il tonno.
Tra qualche giorno pagherete la prima tranche di denaro a un uomo d'affari
francese.
Anzi, vi sarei molto grato se vorrete consentire a incontrarvi con lui.
Va bene.
Poi c'è la questione della contabilità, un problema delicato.
Qui... risulterà ogni nostro movimento.
Da questo momento voi ne siete responsabili.
Capite da solo, Barone, che la contabilità di un affare come questo non
può risultare su un normale registro bancario.
La merce che trattiamo... No, no, non dite di più.
Faccio il banchiere e non voglio sapere cosa c'è dietro a quei numeri.
Mi limiterò a eseguire i versamenti e le accrediti necessarie.
Benissimo.
L'importante è che alla fine i conti tornino.
Se sarà così, di questo non resterà alcuna traccia.
A parte un cospicuo aumento degli utili della vostra banca.
Se invece qualcosa non funzionerà, non ci voglio neanche pensare. Io e i miei
soci ci fidiamo ciecamente di voi e dei vostri numeri.
Ma scusami, neanche mi sono presentata. Sono Augusta Altamura.
Il mio marito era Antonino Lavia.
Non so se Francesco te ne ha parlato. Un sognatore.
È venuto a mancare qualche anno fa a baciare l'anima sua. Anche se mi ha
lasciata sola e senza un soldo.
Quando Francesco si trasferì in città, pensai di aiutarlo a sistemarsi.
Pure lui era così solo in quel momento.
Una casa ha bisogno della mano di una donna. E anche quel povero bambino mi
faceva così pena.
Poi, Francesco mi domandò di restare. Lui lavora tanto, non può occuparsi dei
problemi domestici.
Suppongo che per questo sia remunerata.
Vedi, cugina, per noi siciliani non c'è soddisfazione più grande che poter fare
qualcosa per la nostra famiglia.
Capisco che per te è diverso.
Tu vieni da un altro paese dove tutto si compra, si vende, dove le persone
divorziano, le madri lasciano i figli.
E tu che cosa aspetti?
Vai a portare le valigie nell'appartamento della signora
baronessa?
E poi non mi dare del lei.
Io porto lo stesso nome di tuo marito, quello che porti tu.
Vieni, che ti faccio vedere la casa.
Ora arrivi a tavola acconsata, per fortuna tua.
Ma sapessi in che stato era quando l'abbiamo presa.
Tutto quello che vedi è la proprietà del principe di Mussumeli.
Si giocò il patrimonio con le carte e le ballerine, meschino.
Questo soffitto, se ne veniva giù per esempio.
Sono freschi bellissimi, vero?
I divani invece non sono all'altezza, ho già ordinato quelli nuovi. Ah, ho i
cataloghi, poi te li faccio vedere.
Ma non mi stai ascoltando?
Dov'è mio figlio?
È la sua ora di musica.
Sta facendo grandi progressi.
Ma gli avete detto che sono arrivata?
Glielo dirò quando finirà i suoi esercizi.
Trova tutte le scuse per non fare niente.
Fate cae per dargli un poco di disciplina a tuo figlio.
Barbara.
Bentornata, signora baronessa. Lei è sempre più bella.
E sapete che l'aria dell'America è migliore della nostra.
Augusta, ti dispiace accompagnare l'avvocato?
Beata lei che si può fare delle belle vacanze.
Arrivederci, signor Barone.
Arrivederci. Prego, avvocato.
Come stai?
Come una che si è goduta una lunga vacanza.
Cosa volevi che dicessi?
La verità.
Che tua moglie era finita in una clinica psichiatrica.
Spero che tu abbia veramente superato la crisi, Barbara.
Voglio solo vivere senza che ci facciamo la guerra.
Lo spero per me e lo spero per te.
Vieni, ti mostro le tue stazze.
Continua a tenere gli occhi aperti, stai attento a tutti quelli che entrano o
escono da questa casa e me lo viene a riferire subito.
Sta bene.
Di là si va.
Alla zona dei servizi e alla camera di ponte.
Senti come è bravo.
Vieni.
Stala del palazzo è tutta tua.
Lei è Nicolina.
Buongiorno signora baronessa, ben arrivata.
Si occuperà di te.
Se non vorrai pranzare con noi, diglielo. Ti servirai i pasti in camera.
Puoi andare.
Non avrei alcun obbligo sociale, salvo che in occasioni pubbliche. In quel caso
avrei piacere che ti vedessero a mio fianco.
Penso che ti farebbe bene riprendere a lavorare. Ho parlato col direttore dell
'istituto archeologico. Hanno bisogno di un aiuto.
Puoi cominciare da domani, se vuoi.
Questo ritorno non me lo immaginavo così.
Se non hai bisogno di altri chiarimenti.
Voglio vedere Paul.
Cosa c'è?
Devi chiedere prima il permesso alla tua affettuosa cugina? Sono molto
affezionato ad Augusta. Le devo molto.
Anche Paul le deve molto.
Si è dedicata a lui in modo commovente.
Grazie a mia cugina il bambino ha potuto godere di una certa normalità.
La normalità che tu non sei stata in grado di dargli.
Voglio vedere mio figlio adesso.
Per piacere.
Lo vado a chiamare.
Anche Paul sa che stavi in America.
Ti prego di non agitarlo con inutili e penose spiegazioni.
Azzolbe quattro.
Bene.
Attento. Per oggi basta, Paul.
Meno male, non ce la facevo più.
È tornata la mamma.
È tornata veramente?
Valla a salutare, ma non gestare troppo, è stanca e ha bisogno di riposare.
Dov'è?
In camera sua.
Prima raccogli gli spartiti e mettili in ordine.
Amore mio, ho sentito tanto la tua mancanza.
Quando riparti?
Ma che sciocchezze dici?
Ormai sono tornata e non vado più via.
Perché non mi ha portato con te? Anch'io volevo venire in America.
Vedi tesoro, la ragione è che non potevo.
Ti prometto che d'ora in avanti non ti lascerò più.
Mai più.
Perché non mi hai scritto mai?
Ma se ti ho scritto tutti i giorni, Paul.
Basta, Paul. Tua madre si vuole riposare.
E tu devi finire i compiti prima di cena.
Che cosa avete fatto?
È stata una decisione di Francesco, sofferta, ma giusta.
L'ha fatto per il bene del bambino e anche per il tuo.
Quelle lettere potevano attorparlo.
Comandai Nicolina di prepararti un bagno caldo, ti sarà di sollievo.
Ha fatto il turista tutto il giorno e si è fatto procurare un'Aurelia Coppè.
Ha pagato l'altro come tutto il resto.
Si chiama Carmine Torrisi.
Zucchero?
No.
Questo è suo fratello Gaetano.
Lei lo conosceva già.
È diventato importante quando hanno cominciato a costruire i quartieri verso
il mare.
Riusciva a far avere le licenze ai costruttori in meno di 24 ore.
È uno degli uomini più potenti della città.
Un mafioso?
Perché non lo dice, colonnello? Perché è una parola che vuol dire troppe cose.
Per il padre di Torrisi voleva dire semplicemente fare il cane da guardia ai
contadini per conto dei latifondisti. Per lui ha significato mediare tra
politici e costruttori.
Quello che noi non sappiamo è cosa significa oggi.
Ancora non riesco a capire perché ha scelto proprio me per questa operazione.
Ha scoperto qualcos'altro su Martini? Niente di importante.
Soltanto che nei momenti di riposo vuole divertirsi.
Ha chiesto al portiere dell'albergo una ragazza per la notte.
Sì.
Le donne sono la sua passione.
Avete bisogno di qualche cosa, signora Baranessa?
No, niente.
Eppure mi ha svegliato. Ha detto che mi dovevi parlare.
Perché piangi?
Cosa ti hanno detto di me? Cosa ti hanno raccontato?
Che te ne sei andata perché non volevi più bene a papà e neanche a me.
Chi è stato a dirtelo papà?
Sì, è anche zia Augusta.
E tu ci hai creduto?
Tu non c'eri e non mi hai neanche scritto.
La verità è che ti hanno nascosto le mie lettere.
Io ti ho scritto tutti i giorni.
E non è vero che ero in America.
Ero in una clinica perché sono stata tanto male.
Allora erano tutte bugie.
Ma io di bugie a te non ne voglio dire, tesoro.
Io e papà non ci vogliamo più bene da molto tempo.
Ti abbiamo fatto tanto male.
Tutti.
Madonna, mi devi perdonare. Ti prego.
Ti voglio bene.
Io non ti voglio più stare qua. Voglio andare via.
Sì, anch'io voglio andare via. E ti giuro che lo troveremo il modo di
andarcene.
Perché non dormi?
Guardavo l'alba.
Io invece sognavo.
Quel posto dove ti ho visto per la prima volta.
Da bambini, te lo ricordi?
Che posto?
La spiaggia con gli olivi.
Ma una volta sei arrivato con un gesto di figli tutto per me.
Me l'hai dato e sei scappato in acqua.
Eri sicco sicco quando eri caroso.
E'
bella Barbara.
Più bella che nelle fotografie.
Non ci pensare Barbara.
Ci sei tu qui adesso con me.
Mi hai fatto interdire.
Dopo quello che è successo non avevo altra scelta.
Ma il tuo patrimonio personale è salvo.
Come puoi vedere ho investito fino all'ultima lira.
Potrei riavere capitale e interessi quando starei meglio.
E questo chi lo decide?
Io.
Naturalmente potrei disporre di quello che ti serve per le piccole spese
personali.
Questa situazione pesa anche a me, Barbara.
Credi che mi diverta controllarti, a dovermi rivolgere a un tribunale per
risolvere le nostre questioni private.
Tutto questo l'ho fatto anche per voi, per te e per Paul, per la nostra
famiglia.
La nostra famiglia non esiste più.
Non posso continuare.
Chiami qualcun altro a posto mio.
Sono stato io ad assegnarla questa indagine. Decido io se lei è in grado di
continuarla o no.
Io non voglio avere più niente a che fare con Barbara Altamura e suo marito.
Eppure lei era disposta ad abbandonare l'arma per amore di quella donna.
Visto che sa tutto, saprà anche che quella donna ha deposto il falso in
tribunale. Lei è ingiusta.
Dopo quella scandalosa assoluzione che gettava un'ombra su tutta l'arma, noi
abbiamo continuato ad indagare, ma abbiamo scoperto la verità soltanto da
poco. In una clinica psichiatrica.
La baronessa è stata ricoverata dopo un grave tracollo nervoso.
Non ha ritrattato quella deposizione per proteggere se stessa, ma per difendere
lei, Carlo.
Per salvarle la vita.
L'ha trovata la cameriera in questo stato.
Vabbè.
Vabbè. Lasciagliela.
Lasciagliela, almeno questo la calma.
Così non farà altre sciocchezze.
Buongiorno signora.
Buongiorno. Vi vengo a prendere la luna?
Sì, grazie.
Non dovevi venire, Carlo.
Vattene, ti scongiuro, io non ti voglio più vedere.
Devi andartene, devi lasciarmi in pace.
Insomma, che cosa vuoi da me?
Ti devo parlare.
Non abbiamo niente da dirci.
Sono cambiate tante cose.
Ora ho una vita tranquilla, una vita normale con mio marito e mio figlio.
E questa è la tua vita normale?
La cosa non ti riguarda.
Che cosa hai fatto, Barbara?
Lo so, ora lo so che mi hai salvato la vita.
Ma perché mi hai fatto credere di avermi tradito? Perché?
Non avevo scelta, era l'unico modo per allontanarti da me.
Anch'io ho provato a dimenticarti, ho provato perfino a odiarti.
Avanti.
Signora Altamura, il direttore la sta aspettando.
Sì, vengo subito.
Devi andartene, Carlo.
Ti aspetto domani alle 5 alla chiesa di San Giuliano.
Di nuovo come due clandestini.
Colonnello Valente.
Ho capito.
Hanno perso le tracce di Marten.
Ha lasciato l'albergo ed è sparito nel nulla.
Lei ha sempre saputo che Marten mi avrebbe condotto agli Altamura.
Non sapevamo fino a che punto Altamura fosse coinvolto. Diciamo che c'erano
forti probabilità. C'erano quindi forti probabilità che avrei rivisto. Barbara
ha calcolato tutto.
Lei userà l'ascendente che ha sulla signora Altamura per convincerla a
collaborare con noi. Lei è pazzo. Mi ascolti!
Altamura e Torrisi non sono criminali comuni. Fanno parte della classe
dirigente di questa città.
Non si sporcano le mani. Agiscono protetti dalla loro rispettabilità.
Non troveremo mai le prove contro di loro senza l'aiuto di qualcuno che possa
spiarli dall'interno. E' questo quello che vuole fare di Barbara?
Una spia?
No, colonnello.
Non le permetterò mai di usare i nostri sentimenti privati per... I suoi
sentimenti privati sono già stati usati per deviare il corso della giustizia. Io
le do la possibilità di riparare.
Non accetterà mai neanche Barbara e io non farò niente per convincerla.
Ha già fatto molto, capitano.
Ora non dipende soltanto da lei.
Voglio fare un brindisi a queste due carose.
Io brindo a mia sorella Teresa, che amo più della mia vita, e a Nino,
che per me è stato come un fratello minore.
Cent'anni di felicità. Felicità.
Teresa sarà una figlia, una nostra casa.
Io vi benedico, figli miei.
Tutte sante e benedette.
Giovanna, potete portare a tavola.
Buongiorno a tutti.
Che bella riunione.
Che cosa si festeggia?
I due cadusi si sono appena finanziati e noi stavamo servendo a tavola.
Vi aspettavamo altrimenti. Ma no, ma che dici, Dore? Sono io che sono in colpa.
Passavamo di qua con mio fratello Carmine e mi sono detto facciamo una
bella improvvisata.
Avete fatto bene.
La mia casa è casa vostra.
Accomodatevi.
Complimenti al fidanzato.
Sei proprio fortunato, Nino, a pigliarti un fiore così.
Grazie, Vascenza.
Avvocato, si accomode.
Devo parlare da solo.
E' mio magico, signorina.
Si accomoda.
Signore, signore, mettetevi seduti. Comode, eh? Comode.
è la festa di queste ragazze e allora bisogna festeggiare, no?
Sono un colonnello dei Carabinieri.
Il capitano Arcuti lavora per me.
Che cosa vuole?
Voglio solo che mi ascolti.
Abbiamo deciso di mettere la raffineria nel tuo territorio.
Alla Zagara, nel vecchio Palmento.
Al chimico francese non gli deve mancare niente.
Quando lavora gli metti vicino un ragazzo fidato, uno che abbia abbastanza
cervello per conciollare.
Avvocato, il rischio è grosso. E che volevi rimanere sempre in mezzo alle
bestie, tu?
Per crescere i rischi bisogna saperseli prendere.
Quello che ti offre è una grande occasione, Dori.
Se ci saprai servire bene, la riconoscenza delle famiglie non ti
mancherà. E con quello che guadagnerai, ti potrai pure ripulire un poco.
Ma la mente di tutto il traffico è un'insospettabile professionista.
L'avvocato Torrisi.
Lo conosce?
Sì.
L'ho visto a casa anche di ricette.
Ma lei dammi cosa vorrebbe.
Per esempio che quando l'avvocato Torrisi torna a trovare suo marito, lei
cerchi di sentire quello che si dicono.
Cerchi le tracce del loro rapporto, le carte, i documenti. Per noi è anche
più... Un piccolo elemento può essere prezioso.
In pratica mi sta chiedendo di spiare in casa mia.
In casa di suo marito.
Fa qualche differenza?
Quella casa è diventata una prigione ormai per lei e anche per suo figlio.
Cosa sta dicendo? A quanto tempo pensa di poter resistere da dentro?
Un mese? Due mesi?
E poi?
Che cosa farà?
Tornerà ad uno psichiatra?
Come fa a sapere che...
Ora capisco.
Il capitano Arcuti le ha riferito ogni dettaglio.
Come mai ha mandato lei?
Non hai il coraggio di dirmela in faccia queste cose?
No, il capitano Arcuti non c'entra.
Anzi, era contrario coinvolgerla.
E io perché dovrei accettare?
Per salvare vite innocenti.
Per la sua libertà.
per la libertà di suo figlio.
Signora, lei non deve avere nessuno scrupolo.
Suo marito non ne ha.
No, guardi, non me la sento.
Non mi deve rispondere subito.
Mi può trovare...
Non lo posso negare.
Io ormai il mio marito sono arrivata ad odiarlo.
Però quello che mi chiede è troppo, francamente.
Ad ogni modo, conti pure sulla mia discrezione.
Nessuno saprà mai quello che mi ha detto.
Addio, colonnello.
Aveva ragione il capitano Arcuti.
Su che cosa?
Che nonostante tutto lei resta sempre la baronessa Altamura.
Può anche dire al capitano che le sue opinioni sul mio conto non mi
interessano.
Non mi toccano più.
Arrivaste finalmente.
Dove sei stata?
Ci hai fatto preoccupare a tutti.
Ho solo fatto una passeggiata. Da sola? Sì, da sola.
Francesco sta in pensiero se non sa dove sei.
E io pure.
Dici sul serio.
Ma quante attenzioni.
L'equipo ha già pagato.
Questi sono i dati del conto su cui deve essere pagata la seconda atroce.
La banca di Ginevra.
Sì. Ma perché? C'è solo un problema, barone?
No. Ci potrà un po' più di tempo.
Pensavo che Francesco fosse solo. Chiedo scusa. Barbara, cosa succede?
Niente. Augusta mi ha detto che era in ansia. Volevo solo avvisarti che sono
tornata. È sempre un piacere vederla, baronessa.
Messia Marten, mia moglie.
Voi siete fortunato, barone.
Non avevo ancora incontrato una creatura così bella.
Grazie. Vi lascio.
Dovrete discutere d'affari, non voglio essere di troppo.
Barbara, i signori si fermano a cena.
Ma non parleremo più di affari.
Mi fa piacere.
A più tardi, allora.
Siete sul charme.
Pensavo che eravate voi a suonare.
No, no, in realtà è mio figlio.
Questo caldo fa bollire il sangue.
È lo scirocco, bisogna farci l'abitudine.
Cosa fa di bello in Sicilia, signor Marten?
Didier?
Affari. E cioè che genere di affari?
Gli affari sono sempre noiosi.
Ma ora che vi ho incontrata, penso che ci può essere anche dei lati piacevoli.
E da cosa lo deduce?
Gli occhi di una donna sono un libro aperto, basta saper leggere.
I vostri dicono che non siete felice.
Lasci perdere il solito repertorio, come non le servirà a niente.
Ale, non fai la virtuosa.
Da quando ho sentito il tuo marito ha visto ben altro.
Dica ai suoi zelanti informatori che uomini come lei non sono in grado di
intaccare l'onore di mio marito.
Hai sentito come ho suonato bene?
Sì, amore, sei molto bravo.
Dobbiamo trovare il modo di andarcene al più presto da qui.
Sì, mamma.
Quando mi immagino dentro a quel bestione tutto di ferro, che si alza per
aria e si mette a volare, io non lo so, mi sento come stringere lo stomaco.
Signora Baronessa, le giuro che l'aeroplano io non lo prenderò mai.
Ah, io...
Io invece muoio dalla voglia di fare un viaggio in aeroplano. Mi piacerebbe
tanto.
Ma come si fa?
Ci sono sempre mille cose.
Non abbiamo neanche finito di sistemare la casa.
È il destino di noi donne.
E voi, baronessa, è vero che in America l'aeroplano lo prendete come da noi il
pullman?
E caro Torrisi, mia cugina non ha paura di niente. Viaggia molto lei.
Sei pensierosa stasera.
Sarai stanca.
Se ti vuoi ritirare i nostri ospiti non si offenderanno, vero?
Hai ragione, sono molto stanca in effetti.
Stavo pensando che magari una vacanza mi farebbe bene.
Intendo una vacanza vera. E anche a Paul.
Sei appena arrivata e già vuoi ripartire.
Ne parliamo dopo.
No, perché parliamone ora.
La scuola è finita. Io e Paul è tanto che non stiamo un po' insieme.
Magari solo due o tre giorni.
Non se ne parla nemmeno.
Io voglio andare.
Mi tenete sempre chiuso. Sei sempre quella.
Adesso basta.
Vai in camera tua, vai.
Hai visto che hai combinato?
Viene.
Prima che tuo padre si arrabbia sul serio. Lascialo stare.
Barbara, ti prego.
No, mamma, ho sonno. Vado con la zia.
Scusate.
Apollo a volte si comporta come un ragazzino viziato. Un bambino fortunato.
Il mio padre usava la cinghia.
Però mi ha fatto bene, ho imparato a stare al mondo.
Perdonatemi.
Dammi la giacca, te la faccio smacchiare subito.
Grazie.
No, no, lasci stare, faccio io.
Mi scusate cinque minuti.
Complimento, barone. Siete riuscito a trasformare un'americana in una vera
donna di casa.
Fermati! Le tasche le ho già svuotate io.
C'era solo questo libricino insieme alle chiavi.
Grazie.
Ti avverto, Barbara.
Paul è mio figlio e resterà con me, sempre.
Ricordati che sei uscita da quella clinica solo perché io te l'ho permesso.
Certo.
Scusami tanto. non si ripeterà più.
Se vuoi un'altra giacca salgo a prenderla in camera tua. No, faccio da
me.
Torna dagli ospiti.
Come desideri.
Venga a prendermi alle 5 in punto.
Il colonnello Valente?
Buongiorno, sono Barbara Altamura.
Ho deciso di accettare la sua proposta.
Ne sono felice. L'indirizzo è sul biglietto che le ho dato.
Ha accettato.
Lei che cosa vuole fare adesso?
Se vuole può anche abbandonare il caso.
La ringrazio, colonnello.
Lei sa benissimo che non la lascerò sola.
Bene.
Sembra il ritrovo di due amanti clandestini.
È quello che devono pensare se ci scoprono.
Visti i nostri precedenti non sarà difficile crederlo.
Il colonnello Valente ha pensato a tutto.
Perché tu non c'entri?
Vorresti farmi credere che non sapevi niente? Non sapevo niente.
Ma non pretendo che tu mi creda.
Vuoi qualcosa da bere? Un caffè?
No, grazie.
L'abbiamo sbagliato tutto, Barbara.
Sin dall'inizio.
Ogni passo che facciamo ci intrappola sempre di più.
Ma perché hai accettato?
Lo faccio soltanto per mio figlio. È l'unico modo per liberarmi da questo
incubo. E andare via con Paul.
E tu?
Io ho ricevuto un ordine.
Forse ho scoperto qualcosa.
Ieri pomeriggio a casa.
Francesco ha avuto una riunione con l'avvocato Torrisi e con quel francese,
Martin.
Ho potuto sentire solo che parlavano di soldi, molti soldi.
Che Francesco deve trasferire su un conto svizzero di Martin.
Sei riuscita a sentire il nome della banca?
No.
Però c'è qualcos'altro.
Francesco prendeva punti su un quadernetto tascabile. Sono riuscita a
dargli appena un'occhiata.
In pratica è un elenco di nomi e di numeri.
Gli ha letti questi nomi? Sì, qualcuno, ma non mi dicono nulla.
Sì, escludi Torrisi e Marten.
Accanto a ciascun nome è segnata una cifra e poi una firma, come se fosse...
Una contabilità.
Potrebbe essere il registro segreto del traffico, con i nomi di tutti quelli che
vi partecipano.
Dobbiamo cercare assolutamente di averlo, quel libretto.
Non credere che sia facile.
Francesco lo tiene sempre in tasca, oppure...
In camera sua.
Non dovrebbe sembrare strano che la moglie entri in camera di suo marito.
Forse hai ragione tu.
Abbiamo sbagliato tutto fin dal principio.
Eppure se potessi tornare indietro.
Rifarei ogni cosa senza il ben che minimo rimpianto.
Ma tornare indietro purtroppo non si può.
Possiamo solo andare avanti.
No, tutto va bene e no.
Porpora, prima qualità.
Se c'è marrone, c'è della merda.
Devo provarla, eh?
Puoi anche aspirare.
Io quella roba non la tocco.
Tipico vizio.
Unite! Città!
Finite il vostro ciavacchio. È una settimana che non smetto di lavorare
neanche per pisciare.
Se volevo fare lo schiavo restavo a Marsiglia.
Tenisci di impacchettare quella raffinata e portarla al tuo capo.
Ecco, questi due me li mettete qua, eh?
Poi ci vorranno un po' di fiori in più.
Ma io ho ottenuto sei casi di champagne, che dici, basterà?
E mettere anche del latte di mandorla. L'assessore beve solo quello, è
asterico. Ecco, poi dopo queste due tappe a pie le mettiamo ai lati. Ma
Nicolina, ma guarda che schifo. Su, una macchia.
Sì, signora, le cambio subito.
Al procuratore invece gli piace la pasta reale. L'ho già ordinata.
Dalle monache del rosario, naturalmente.
Signora, le coppe ci sono tutte, manca solo la posateria. Mi dai la chiave dell
'armadio dell'argenteria?
Devo averla lasciata in camera.
Che succede?
Cosa ci fai qui?
Stavo cercando una cosa.
E guarda caso l'ho trovata.
Mi sembra di averli visti addosso ad Augusta.
Non capisco cosa ci fanno qui in camera tua.
Mi dispiace che tu debba scoprirlo così.
Non era mia intenzione ferirti.
Ma credevo che non ti importasse più niente di quello che faccio.
Vivo in questa casa, no? E sono ancora tua moglie.
Se tu fossi rimasta quella di una volta, nessun'altra donna avrebbe mai preso il
tuo posto.
Esco, ci vediamo stasera.
Vado a fare due passi.
Sì, Francesca.
Fortunata, noi siamo diversi da tutti gli altri.
Magari ti insegno qualcosa di nuovo. Guarda che io le cose strane non le
faccio. E la processione, che bella, andiamo a vedere.
Guarda che quella è la signora.
Zitta.
Ma sei pazzo?
Baton! Ma sei pazzo?
È una cera speciale.
Lei non deve far altro che premere la chiave da una parte e dall'altra.
Noi avremo il calco per duplicarla.
È troppo rischioso.
È la cosa meno pericolosa. Ci vorranno solo pochi istanti.
Poi saremo noi ad agire.
Troveremo il momento adatto per entrare nel palazzo, aprire la cassaforte e
fotografare quel libretto senza che il barone si accorga di niente.
Proverò oggi stesso.
C'è un cocktail per l'anniversario della sua banca. Lui e Augusta saranno
occupati con gli ospiti.
Troppo pericoloso. Troveremo un altro modo.
È la signora che deve decidere.
Barbara, ti puoi rifiutare?
No, lo voglio fare.
Troverò il modo.
Francesco non sospetterà di me.
La tensione tra noi è molto diminuita.
Bene. Lei è una donna straordinaria.
Presto sarà tutto finito. Riavrà la sua libertà.
Non ti preoccupare, questa volta non devi proteggere la tua virtù.
Andiamo dal tuo marito, dovrai dare qualche spiegazione.
Fermo!
No.
Non avevamo altra scelta. La posta in gioco è troppo alta.
A Barbara è una persona non comune.
Se la caverà.
E se non se la caverà, lei troverà qualcun altro da sacrificare.
Lei ha un'idea di quanta gente morirà quando sarà messa in circolazione quell
'eroina.
Per tutti saranno soltanto numeri, statistiche.
Lei ora trema per una persona a cui tiene. Io la capisco.
Ma io devo tremare per quei numeri, pensare che sono donne, uomini, ragazzi,
tutti con lo stesso diritto di vivere.
Se vuole è una questione aritmetica.
Rischiare una vita può salvarne cento.
E chi decide chi salvare e chi sacrificare?
Oddio.
Sei qui?
È molto tardi, vero?
Scusami, devo essere addormentata.
Gli ospiti stanno arrivando.
Sì, un attimo e sono pronta.
Perché non ti metti il vestito di organza?
Quello con la rosa è nere.
Sei ancora più bella con quello.
Sei qua?
Ti ho cercato dappertutto, di là aspettano.
Vengo, intanto intratieneli tu.
E con che diritto?
Non sono la padrona di casa io.
Guarda, la signora Ramone, l'avvocato del ponte, è bella per tutti.
Vi
voglio
scusare.
Signore, signore, un attimo d'attenzione, prego.
Vi ringrazio per essere venuti. Ho voluto invitare solo gli amici più cari
per festeggiare il primo anno di vita della Banca Privata di Sviluppo, la mia
banca.
Ringrazio il signor Rettore per essere venuto, il monsignor Lipatti, il signor
Procuratore e l'avvocato Torrisi, che è mio buon amico.
e soprattutto ottimo cliente della banca.
Vorrei nominarvi tutti, ma permettetemi un ringraziamento particolare all'uomo
che quest'anno mi è stato più vicino.
Signori, il mio amico fraterno, l'assessore Calogero Cinisi.
Amici carissimi,
Sì, è ben chiaro che io non ho alcun merito.
Francesco Altamura deve ringraziare solo se stesso.
E anzi, siamo noi che dobbiamo ringraziare lui per lo spirito di
iniziativa instancabile con cui contribuisce alla ricchezza e al
progresso di questa città. Ma lo sapete che è andato al 9, scuola di edizione?
Ma perché si vergogna del suo accento sociale? Ma io sono un uomo politico e
non posso dimenticare che le elezioni si avvicinano.
Perciò spero che tutti gli amici del barone Altamura, al momento di votare,
Si ricordino delle sue parole.
Tutti sapete che gli organi dirigenti del mio partito mi hanno voluto onorare
candidandomi al Parlamento nazionale.
Sento come parla l'assessore. Si crede già onorevole.
E pensare che il suo padre faceva il peccato.
Ma avete visto che a Roma vogliono proporre una legge che ci leva la
proprietà della terra?
Sì, ho letto la nuova legge urbanistica. Questo comunismo è.
Io sarò la vostra voce.
La voce di questa terra.
al Parlamento nazionale. A Roma io pretenderò nuovi interventi straordinari
per finanziare e risollevare l'economia siciliana.
Il sudore di tanti emigrati siciliani ha arricchito gli industriali del nord e il
sangue generoso di tanti nostri figli è stato versato in difesa della patria.
La Sicilia ha dato.
Tanto. Questo è mio nipote Vincenzo. Ha passato il concorso ed è già in procura
con me come uditore.
Mi piacerebbe conoscere l'avvocato. Ma allora sai già chi sono.
E chi è che non la conosce in città? Bravo,
bravo Vincenzo.
Largo i giovani. Un momento, ci siamo ancora noi sulla breccia. Finché sia
giovane il spirito. E funziona anche qualche altra cosa.
Ci sono tanti imprenditori siciliani che non aspettano altro che un segnale per
rimboccarsi le maniche e lavorare per il benessere di tutti.
A nome degli imprenditori.
e di coloro che hanno idee per lo sviluppo della nostra isola. Buonasera,
Contessa. Io mi opporrò al barbaro progetto di legge urbanistica che con il
pretesto di frenare la speculazione relega la nostra regione al
sottosviluppo. Sono contenta di vederla. Come sta?
Benissimo, signora Baronessa. Mi fa molto piacere.
Gesù, che femmina!
Ma si è saputo dove è stata tutto questo tempo?
A curarsi le pene d'amore.
Ma com'era finita poi quella storia? Il bel capitano è stato trasferito e la
baronessa si è presa l'esaurimento nervoso.
E il barone? E il barone.
Il barone ha dovuto far alzare le porte di casa.
Mamma, perché non stai di là?
Sto cercando una cosa. Ma che cosa?
Paul, deve restare un segreto.
Se per caso papà ci scoprisse sarebbero guai e non potremmo più partire.
E tu che ci fai qua?
Che ci fai tu piuttosto, cugina?
Qui siamo a casa mia e se non vado errata questa è la camera di mio marito.
O forse hai paura che voglia rubarti i gioielli.
Francesco non vuole che entri nessuno in questa stanza.
Non credo che sarà contento di sapere che tu cerchi di spiare fra le tue cose.
Non credevo che tu fossi così bravo.
Francesco, senti, perché non mi fai ballare?
Ma come così? Solo noi.
Ma che c'è di strano? Non ti vergognavi una volta?
Una volta era diverso.
Fingi per un istante che siamo tornati quelli di allora.
Ti devo parlare.
Me lo fai questo regalo? È una cosa importante.
Più tardi.
Maestro, suonaci qualcosa di romantico. Io conosco solo l'andante di Ciopetto.
Come state?
Non è stato possibile fermare l'amorragia. Non c'è più niente da fare.
Mi dispiace.
Io fino a questo momento ho vietato tutto quello che mi avete richiesto.
Uomini, mezzi e soprattutto riservatezza assoluta. Ma ora la situazione è
cambiata. Come comandante di zona la responsabilità è mia. Maggiore, le sto
chiedendo soltanto di continuare a mantenere il riservo. Se si dovesse
sapere qualcosa all'esterno, il nostro informatore rischierebbe la vita.
Riservo quanto ne volete.
Ma a questo punto dobbiamo perlomeno informare la magistratura.
Marten.
Marten.
Sto per crepare, vero?
Sì.
Ci sono tanti modi per morire.
Violetta te la ricordi?
Non gli hai dato neanche il tempo di capire che non sarebbe mai scesa viva da
quel treno.
Se va bene l'amore. Tu invece sei fortunato.
Puoi scegliere.
Puoi morire meglio di come sei vissuto.
Voglio la buona azione.
Marten, dimmi dove è la raffineria.
Dammi qualcosa in cambio.
Lei è la luce di questa casa, signora baronessa.
Grazie. Torni a trovarci, signor procuratore.
Con piacere.
È una fortuna che è tornata.
Ho finalmente rivisto la gioia sul volto di Francesco.
Grazie di tutto.
Sono io che ti sono, debitore. Lascia stare.
Vorrei soltanto che tu parlassi con Torrisi prima delle elezioni. Mi
dispiace darti questa secatura, ma è meglio che ci parli tu con quella gente.
L'ho già fatto. Mi hanno assicurato che i loro voti non mancheranno.
Sei un amico.
Eccellenza, eccellenza, mi scusi.
Che minchia vuoi? Ti avevo detto di non chiamarmi prima di mezzogiorno. Ragione
c'è, ma ci sono due signori che insistono.
Cacciai via.
Sono due ufficiali dei carabinieri.
Pur la domenica scassano la minchia.
Io ve lo potrei anche filmare, il mandato di perquisizione per questa
presunta raffineria di gioca.
Anche se tutto ciò mi sembra molto sano, assai poco ortodosso.
Vuoi dite di essere sulle tracce di questo traffico da tempo?
Come mai Maggiore non mi è stato detto niente a Fenora?
Siamo qua per questo, dottore.
L'operazione è stata condotta col massimo riservo, data la delicatezza del
caso e il livello delle persone coinvolte.
Spiegatevi meglio, se non mi fate nome e cognomi o io il mandato non ve lo posso
affermare. La perquisizione del palmento è soltanto il primo passo di un
'inchiesta ben più complessa.
Le informazioni che abbiamo raccolto indicano che l'avvocato Torrisi, suo
fratello e il barone Altamura sono direttamente coinvolti nella gestione
del traffico di stupefacenti. Quello che state dicendo, questi nomi sono
affermazioni molto, molto gravi. Ne sono pienamente cosciente. Carrazzate
probabilmente. Se c'è stata delle sorte spiate, di sentito dire di qualche
informatore impresentabile in un tribunale, oppure sono prove vere, prove
inoppugnabili, inattaccabili, che una corte di giustizia possa considerare
valide. Sono qualcosa di più di una semplice informativa, ma non sono ancora
prove. Per questo siamo qui a chiedere il suo aiuto, e noi siamo certi che lei
non ce lo negherà.
A Roma tengono molto questa indagine.
Avrete il mandato.
Vi chiedo solo...
Discrezione.
Presentatevi domani nel mio ufficio.
Domani potrebbe essere troppo tardi. Non ci posso fare niente, la cancelleria è
chiusa. Ci vediamo domani.
Signor Procuratore. Buona giornata.
Aspetti, Maggiore.
Potrei tenersi un minuto?
Certo.
Solo una domanda.
Chi sono questi misteriosi informatori di cui ha parlato il colonnello?
Mi dispiace, eccellenza, ma io non conosco questi particolari.
Non si occupa lei di queste indagini, eh?
Non credo che il colonnello faccia tutto lui con una mano sola.
No, da solo no.
Ma non sono io che me ne occupo.
C'è un capitano comandato con il colonnello per questo incarico.
Chi è?
Un certo capitano Arcuti.
Arcuti?
Ma non è quel capitano, quello dello scandalo?
Io... Grazie, Maggiore. Passi una buona domenica e porga i miei omaggi alla sua
signora. Non mancherò. Buona domenica, Ecegliezzo.
Pronto, vorrei parlare con l'avvocato Torrisi, per favore.
Lo capisci o no?
Capisco che tu possa avere dei motivi di risentimento verso Barbara.
È comprensibile, data la situazione.
Io per primo ti devo delle scuse.
Ti sta reggerando come un ragazzino.
Non ti permettere!
Ti sei dimenticata che tu in questa casa sei solo un ospite, mentre lei è mia
moglie.
ripetersi più.
Ti prego di scusarmi.
Ma non lo capisci che io sono la tua unica alleata?
Io ti voglio bene.
Sei una bestia, un disgraziato. Ti dovevo lasciare dove t'ho trovato, in
mezzo al beccume. Quello è il posto tuo.
Nessuno dei miei picciotti ha fatto la spira.
Ci posso mettere la mano sul fuoco. La mano sul fuoco, eh?
La mano sul fuoco ci mette, Carmi, non lo senti? E come hanno fatto i
carabinieri a sapere della raffineria, eh?
Il francese era sparito.
Di lui non garantisco.
Quello è amico vostro, non mio.
Come ti permette, disgraziato?
La scienza mi deve perdonare, ma quello che ho detto l'ho detto con tutto il
rispetto. E lo ripeto, è il francese che dovete cercare. Non me lo devi dire tu
quello che devo fare.
Scopriremo chi ha fatto la spiata, non ti preoccupare.
Carmine, tu cercami questo schifoso di francese per tutti i bordelli della
città e portamelo qua.
Sarà un piacere.
E tu corri al palmento e cerca di far sparire tutto prima che quelli ottengano
il mandato di perquisizione.
Ma ricordati, sei responsabile tu.
Se perdi anche un grammo di quella roba, non c'è forza al mondo che ti salva.
Vi bacio la mano.
È stato lui?
No.
Ha tutto da perdere se trovano la raffineria in casa sua.
Ma non è la raffineria il problema. E qual è?
È che hanno fatto il nostro nome mettendola in relazione alla droga.
Ma chi?
Ma com'è possibile?
Il procuratore mi ha detto una cosa.
Una cosa che se è vera... La scomparsa di Martelli metterà in allarme.
Abbiamo poche ore, al massimo fino a domattina. Poi con tutta probabilità
faranno sparire quel libretto.
A questo punto può prenderlo soltanto lei.
Se la sente.
Non mi tiro indietro dopo quello che mi è costata questa chiave.
Entro domani penso di farcela.
Come farai a ritornare in quella stanza senza creare sospetti?
L'hai detto anche tu l'altro giorno, no?
Tutto sommato non è così strano che una moglie entri in camera del marito.
Francesco e io ci siamo, per così dire, riconciliati.
Augusto aveva dei sospetti, ma lui ora crede a me, non a lei.
Quando avrà preso il libretto, ci chiami e si prepari con il bambino.
La trasferiremo immediatamente dovunque vorrà.
Buona fortuna, Barbara.
Visto com'è premuroso, ci ha lasciati soli.
Forse questa è l'ultima volta che ci vediamo.
Riuscirai a cavarti anche stavolta.
Hai un talento per questo lavoro.
Tuo marito non ha nessuna possibilità contro te.
Non era quello che volevi in definitiva.
Stasera avrai il tuo prezioso libretto.
Continuo a non capire cosa centro io con quello che hanno scoperto i carabinieri.
Avvocato, io mi occupo dei soldi, non di altro.
E infatti c'è di peggio.
I carabinieri hanno messo in relazione noi con questa cosa.
Hanno fatto il nostro nome.
E chi può essere stato?
E questo è il tarlo che mi tortura il cervello.
Forse è stato il francese.
Ma potrebbe esserci anche un'altra spiegazione.
E sarebbe molto imbarazzante.
Si ricorda, barone, di quel capitano, il capitano Arcuti.
Si trova qua, in città.
E guarda caso è proprio lui che si occupa di questa indagine.
Cosa volete insinuare? Che vostra moglie non è al di sopra di ogni sospetto.
E che io non mi posso permettere ipocrisia.
E io non vi posso permettere di insultare mia moglie. Io non sto
insultando nessuno, barone.
Al contrario, sono venuto a mettervi sull'avviso.
Perché non voglio, Dio, che la vostra signora si scoprisse...
Che collabora coi Carabinieri.
Voi capite che io non potrei fare più nulla per proteggervi.
Mi state minacciando in casa mia.
Le minacce sono soltanto parole, Barona.
E le parole non fanno male a nessuno.
Io ho cercato di fartelo capire.
Frogava nei tuoi vestiti.
Voleva le chiavi della casaforte.
Le ho sempre tenute con me.
È stata con te tutta la notte.
Ti sei addormentato a un certo punto, no?
Il libretto è al suo posto.
L'ho visto anche poco fa.
Tua moglie è una spia, Francesco.
Dov'è adesso?
È uscita.
Da sola.
Tu dove pensi che sia andata?
Non ci posso credere.
Dovremmo risolvere la cosa da soli, lo sai?
Perché se quelli lo vengono a sapere, sei perduto pure tu.
Hai fatto quello che ti ho detto?
Non c'è problema.
La merce dove sta?
In un posto al sicuro.
C'avete altre comande?
Forse la spia sta dentro questa casa.
Il badone?
Sua moglie.
Oppure tutti e due.
Ma dobbiamo essere sicuri.
Se scopro che è così, quanto è vero Dio li ammazza.
Tutti e due.
Sì, signora, sono qua.
Ma è vero che tua sorella ha partorito sabato? Sì, signora, un maschio.
E che cosa aspetti, andare a trovare il nipotino? Vai, vai, che oggi è finito.
Ti do una sera di libertà. Grazie, signora, grazie.
Anzi, per festeggiare sera libera a tutti.
Grazie ancora.
Grazie.
È ora di dormire.
Ma non è neanche buio?
Questa sera vai a letto prima.
Tua madre deve andare fuori città e io e tuo padre abbiamo da fare.
Adesso bevete il latte, lavate i denti e mettete il pigiama.
Ti prego, zia, ancora mezz'ora. Ho detto subito, non voglio sentire storie.
Bevi?
Nicolina?
Paul?
Francesco?
Sono io, l'ho preso.
Sì, sei tutto liscio.
Prendo Paul e ti raggiungo.
Sì, tra mezz'ora dovrei essere lì.
Ti
stavo
aspettando.
Sto andando a dare un bacio a Paul.
Pur dormita.
Ho mandato via tutta la servitù.
Questa è una serata speciale.
Voglio restare solo con te.
Dobbiamo festeggiare.
È come se ci sposassimo una seconda volta.
Alla nostra nuova felicità.
No, fino in fondo.
Lo champagne fa dimenticare il passato, allontana il futuro.
Questa sera ci deve essere solo il nostro presente.
È solo un'illusione.
Il presente non c'è più. Il passato ci segue come un'ombra.
Ma senti questa musica.
Ti ricordi?
Sono passati quasi 15 anni da quando abbiamo ballato insieme per la prima
volta.
C'è una cosa che non ti ho mai confessato.
Quella sera, prima di invitarti a cena, ho chiesto alla tua migliore amica qual
era la tua canzone preferita.
Ho comprato il disco e l'ho fatto mettere al jukebox del ristorante.
Ti volevo, Barbara.
Ti volevo a tutti i costi. Dovevi essere mia.
L'avevo giurato a me stesso il giorno che ci siamo incontrati.
Anzi, che ci siamo scontrati.
Ti ricordi quel corridoio dell'università?
Tu uscivi dalla biblioteca con tanti di quei libri tra le braccia che non
guardavi dove stavi andando.
Non c'era la festa.
Mi scusi, sono un archeologo. Hai detto così dopo che sei venuto a Lascia. E
tutti i libri sono volati via.
Sono un archeologo.
Era la cosa più buffa e assurda che tu potessi dire.
E io sono scoppiato a ridere.
Una compagna dietro di me ha detto che potrebbe essere l'inizio di
una storia d'amore.
Grazie.
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