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Original subtitles

Tu sei per me la più bella del mondo

e un amore profondo.

Gianna? Sì, tesoro?

Dov'è mamma?

Tua madre ha da fare adesso, te l'ho già detto, Paul. Gioca col meccano.

Buongiorno.

Mi scusi, signorina, posso andare a lavarmi le mani?

Là.

Sono cinque mesi che il progetto è stato approvato dall'assemblea regionale.

Cinque mesi.

Perfino la sovrintendenza alle belle arti ha già dato il suo assenso. È tutto

pronto per far partire i lavori. E cosa succede?

Le licenze del comune non arrivano.

Cosa aspetta a firmarle, assessore? Che venga io a mettergliele sulla scrivania?

Lei ha ragione, signor Barone.

Più che ragione. Ma le leggi, la burocrazia...

Non l'ho mica inventata io.

Io non riesco a crederci.

Mio marito vi sta offrendo un'occasione unica su un piatto d'argento.

Questo progetto può trasformare questa zona in una piccola California.

Gli stabilimenti daranno lavoro a centinaia di persone.

E la diga porterà l'acqua nei campi e nelle case.

E tutto senza far spendere una lira al comune.

Ma signora, dice belle parole.

È abituato in America, là è tutto diverso. C'è il progresso.

E col progresso pure i film me ne mettono bocca negli affari.

Voi dite di volere lavoro e sviluppo per la Sicilia, però credo che vedo io è

diverso. Il consorzio delle ditte locali, che mi onoro di presiedere,

vi ha offerto tutta la sua collaborazione. E qual è il risultato?

Nel vostro progetto le ditte locali sono state escluse.

Mi sono preso lo scrupolo di indagare sui titolari...

delle vostre sedicenti imprese locali.

Ecco qua.

Rendo Agostina, 80 anni, residente all'ospizio Sant'Agata.

Mele Salvo, 75 anni, bracciante.

Scarotto Nino, deceduto.

E guarda caso, cugino dell'assessore Silla.

Devo continuare?

Ma che volete continuare, barone? Voi indagate, controllate, troverete solo

guai. Voi chi siete per usare questo linguaggio in casa mia?

E di che cosa mi volete minacciare?

Calma, calma.

Scusate, barone.

Alle volte il cane crede di fare la guardia baiando a sproposito.

Sappiamo il rispetto che dobbiamo a questa casa, al vostro nome, che abbiamo

servito per tanti anni.

Aveste mai avuto ragione di lamentarvene? No, mai.

Ed è per questo che siamo qua.

Per fare in modo che nessuno debba lamentarsi.

Ma forse delle piccole varianti aiuterebbero l'interburocratico.

Variante?

Facitemi capire.

Per esempio, il peso dell'agricoltura ci sembra eccessivo.

Piuttosto è l'edilizia carente.

Capisco l'idea del polo agroalimentare. I stabilimenti per lavorare i prodotti,

tutto molto suggestivo.

Ma in fondo gli aranci in Sicilia sono sempre cresciuti da subito.

Dite bene, sono sempre cresciuti da soli. Quando il buon Dio mandava la

pioggia, ma quando c'è la siccità, muoiono di sete e la nostra gente di

fame.

Assessore, io non vedo che vengo la licenza per farmi il certino. Questo è

un progetto d'avanguardia ed è solo l'inizio. L'indicatore è questa, perché

la Sicilia abbia la possibilità di capire tutto, senza essere distrutto.

La diga che voglio costruire farà in modo che l'acqua non manchi in tutta la

piana. E allora non cresceranno solo gli aranci, sorgereanno stabilimenti per

lavorare industrialmente.

E un porto che le navi verranno a caricare questi prodotti e a portarli in

tutta Europa.

Voi sognate, Barone.

Sognate ovviamente.

Ma sono proprio questi sogni che possono cambiare la vita della gente.

Ma noi non vi vogliamo impedire di sognare.

Vogliamo solo costruire qualche casa in più per dare lavoro ai nostri operai,

alle nostre imprese edili.

E dove le vorreste costruire, queste case?

Per esempio, in questa zona.

Qua.

C'è pure la vista sulle rovine greche.

E voi vorreste costruire case nella zona archeologica?

Signora baronessa, la nostra gente che ci fa con quelle quattro vecchie pietre?

Ha bisogno di case, di belle case, come le avete vuose in America, con il

gabinetto dentro e con tutte le comodità.

Ma non vi rendete conto che la vostra ricchezza sta proprio in quelle quattro

pietre, come le avete chiamate voi?

Lascia stare, cara, è inutile discutere di cose che questi signori non possono e

non vogliono capire. Ho lasciato i miei affari negli Stati Uniti, ho portato qui

mia moglie e mio figlio perché voglio cambiarla a questa terra e voi cosa mi

proponete? Colate di cemento, appalti truccati, varianti ai piani regolatori.

Non accetterò nessuna variante.

Il mio progetto non si tocca.

Che cosa hai fatto, tesoro mio?

Se scantasse, signora, non si fece niente.

Era un ragazzino molto coraggioso.

Grazie.

Grazie tante.

È tutto pronto.

I progetti, l'appoggio della regione e una montagna di soldi. È diventato il

paladino di tutti i piccoli coltivatori della zona.

Ormai danno retta soltanto a lui.

E noi che ci resta? Cazzi e cocuzze. Con la calma, tutto sia giusto.

Tornerò a parlare col barone da solo.

Ci siamo sempre intesi, io e lui. Lo sa che non si può mettere contro di noi. Il

barone è malato, è un mezzo uomo ormai. È il figlio che tiene la firma, è lui

che propone e dispone.

Eppure la moglie mette bocca. Ma non l'avete sentita l'americana quanto

parla?

Non voglio più vedere quei mafiosi. Senza questi mafiosi, come chiamato, a

storia nostra terra, se l'avessero pigliato i comunisti.

Tu ragioni come loro, papà. Hai paura di cambiare?

Cazzo, sono leggi antiche che non si possono toccare.

E le tue leggi sono di un mondo che non c'è più.

Prenditi la medicina.

Buongiorno, donna Rosaria.

Rosaria, vieni a salutare Don Biagio.

Saro, accompagna l'assessore in città. Buongiorno, Don Biagio.

I miei omeggi, signorina.

Siete sempre più bella.

Vieni, papà, appoggia.

Che faceste stamattina, eh?

Ricamai un poco con donna Maria e poi andai al cimitero.

Stai attaccato alla figlia come una mignetta.

Non l'ha fatta sposare così si può fare servire fino alla tomba.

È vecchio, malato, il diabete se lo sta mangiando.

Ma come si può fare rispettare da quel fanatico dell'americano?

Voi li volete quegli appalti, assessore?

Io ve li posso dare.

E adesso devi metterti a dormire.

Piccola festa con un sacco altro.

Buonanotte, Paul.

Se le puoi alzare.

Mamma, posso venire con te domani?

Meriteresti di stare in castigo. Quello che hai fatto oggi è una cosa grave, lo

sai?

Please. E poi devi parlare italiano.

Sempre.

Per favore.

D'accordo, ma solo se porti i libri per studiare.

I promise.

Prometto.

Buonanotte.

Paul sta diventando un po' troppo irrequieto. Il prossimo anno lo mandiamo

dai gesuiti.

Voglio che vada a scuola con gli altri.

Quell'uomo che ha preso Paul mentre stava per cadere, chi è?

Il tirapiedi di Don Albanese.

Si chiama Pietro Faviniana.

Ma è il figlio di una donna che era a servizio in questa casa.

Non mi piace il suo sguardo.

Sembra uno malato.

Mi ha fatto paura.

Ormai ragioni come una siciliana, vedi il male dappertutto.

Non capisco con quale diritto quella gente mette bocca nei nostri affari.

Non ti preoccupare.

Non ci rimettono più piede in questa casa.

Ti voglio bene.

La donzelletta viene dalla campagna.

Tu sei una donzelletta, Gianna.

Questo disatto è più

gradito e giovane, pieno di speme e di gioia.

che non ha tristezza e noia di riconoscerlo e d'altra parte sa che non

può preparare niente.

Nel cielo scherzoso, dove si dice che il giorno vale pezzo a più, giorno chiaro,

sereno, che pregore alla festa di tua vita.

Godi, fanciullo mio, stato sua, la gioia del tuo cuore.

Altro dirti non vuoi, ma la tua festa, canto d'aria per te, ci sia.

non riesci a trovarlo, non è possibile!

Ma dove sei stata?

non devi cantare, non stai facendo niente come ti chiami?

Nessuno me lo vuole dire.

Smettila. Non devi neanche pensare.

Chiamiamo la polizia.

Prima che arrivano, Kid.

I nostri servi conoscono meglio questo rovino.

Forse l'hanno già trovato.

È stata tutta colpa mia.

Non avrei dovuto farlo venire.

Non hai nessuna colpa.

Dai, vieni qua, ma che stai romendo ancora?

Che vuoi papà? Che vuoi papà?

Vieni qua.

E bravo Tano.

Adesso però tornatene pure alla masseria.

E dì a tuo padre che gli faremo sapere noi.

Carozzo!

Quello trasero, carozzo!

Vieni avanti, Donuzzo.

Che?

Hai paura di me?

Ti sei fatto uomo?

Ti vuoi fare una sigaretta?

Avanti, serviti.

Che è successo?

Il gatto ti ha mangiato la lingua?

Sta ben opiccerito?

Sì, scelto a mangiare.

Bravo.

Lo dovete trattare con tutti i riguardi.

Quello figlio di baroni, eh.

E te?

Il tuo padre ti tratta bene?

Sì.

Se ti fa faticare troppo, tu vieni da me e me lo dici, hai capito?

Mio padre dice che stava a faticare per campare.

Eh, dice bene.

Però ricorda che si lavora col cervello e con le mani. Chi tiene il cervello

comanda.

Chi tiene solo le mani, invece, obbedisce.

Tieni gli stessi occhi dei tuoi amici.

Ti ricordi qualcosa dei tuoi amici?

L'odore.

Non vedi questo orologio?

Lo sai leggere?

Quando questa lancetta sarà qui e questa sarà qua, saranno le sei in punto.

Tienile d'occhio, perché alle sei devi fare esattamente quello che ti dico.

Tienilo, è tuo, te lo regalo.

I baroni sono gente di cultura.

Bisogna fare un poco di teaggio.

Io non ce la faccio. Vado a cercare.

Amore, amore, calmati. Ti prego, calmati.

Il terreno è pieno di buche.

È lungo.

Oh mio Dio.

Che cosa significa?

Chi parla?

Paul sta bene.

Hanno detto che non gli torceranno un capello se facciamo come vogliono loro.

Ma loro chi?

Dov'è Paul? Che cosa gli hanno fatto?

Ma che vogliono?

Per ora vogliono che non diciamo niente a nessuno.

Hanno detto che se chiamiamo i carabinieri... No!

Non mangiaste niente?

Chi c'è non ti piace?

a mangiare roba buona perché piangi non ti

scantare se non mangi caro malato io te lo lascio qua quando ti viene fame

Io sto ai fatti.

E i fatti mi dicono che i pazzi criminali che hanno rapito mio figlio

conoscono bene le abitudini della nostra famiglia. E sono dalla zona.

E chi è che fa il bello e il cattivo tempo da queste parti?

Voi!

Me lo giuro, don Albanese.

Se qualcuno farà solo un graffio a mio figlio, questa regione diventerà un

campo di battaglia.

Ho amici potenti a Palermo e a Roma.

Mi basta una telefonata per far arrivare l'esercito.

Io sono un uomo d'onore, barone.

E un uomo d'onore non si mette a rapire i bambini.

Se poi portano il nome degli Altamura, neanche li tocca.

Io vi voglio credere.

Ma se è come dici te vuoi, significa che qualcuno fa le cose alle spalle vostre.

Un tempo non vi sfuggiva neanche il furto di una capra.

Il ladro veniva pigliato e punito secondo giustizia.

State tranquilli, barone.

Verranno puniti secondo giustizia pure questa volta.

Datemi solo un po' di tempo e vostro nipote tornerà a casa.

Ve lo giuro sulla testa di mia figlia.

Ci sono i lupi là fuori.

Di qua non si esce. Lo capisci?

Ma la tieni la lingua?

Quello è mio.

E ti pare che tu voglia rubare?

Usa a leggere quello che c'è scritto qua dentro.

Venite, vi stanno aspettando.

Rosalia, la notte non dormo, è come se avessi la febbre. Ma che dite,

fermatevi. Solo voi mi potete farire, solo voi mi potete farire. Vi prego, per

favore, andate, vi stanno aspettando.

Anch'io aspetto la vostra parola.

Pesce, tu mi sei fedele, vero?

Vi ho dato mai motivo di dubitare di me? No, ma a me piace sentirmelo dire.

Quando si diventa vecchi c'è bisogno di confotto, di ordine.

Puoi dormire tranquillo se c'è chi ti rispetta e ti obbedisce.

Prendi un goccio di caffè, siedi, rosaria, dagli una tazza di caffè.

Qualcuno ha deciso di fare di testa sua.

O quello che magari pensavo di fare bene.

Invece mi ha procurato un grave imbarazzo con persone che rispetto.

E che mi rispettano.

Rosario, vattene a letto se potete.

Piero, tu devi mettere riparo a questa situazione.

Ditemi cosa devo fare, io lo farò.

Il nipote...

Il barone Tamura è scomparso di casa.

Lo deve ritrovare.

E deve restituirlo sano e salvo alla sua famiglia.

Poi, devi riferire a chi l'ha preso, che per questa volta lo voglio perdonare.

Ma la prossima le cose andranno diversamente.

Adesso vai.

E domani voglio che mi porti la notizia che ogni cosa è sistemata.

Sarà fatto, don Albanese.

Tu no, Saluzzo.

Devi fare un servizio.

Non sei ancora pronta?

Ti stanno aspettando tutti.

Diggi che non sto bene.

Ti prego, cerca di controllarti.

Se avessi annullato la cena si sarebbero fatti delle domande.

Non ce la faccio.

Io non ce la faccio.

Devi farcela.

Nessuno deve accorgersi di niente.

Capisci?

No, invece non capisco.

Non capisco più niente.

Metti la vita di Paul nelle mani di un mafioso e ti comporti come se non fosse

successo niente.

Credi che non mi costi?

È l'unica speranza che abbiamo.

La parola di quell'uomo vale più di uno squadrone di carabinieri.

Francesco, mi devi fare una promessa, ti prego.

Qualunque cosa ti chiederanno per Polo, tu gliela devi dare, capito?

Qualunque cosa.

Andrà tutto bene, vedrai.

Giunamelo.

rispondi o ti strozzo con le mie mani rispondi è stato Pietro e tu ve lo

tenete nascosto piccerito rispondi alla mazzeria di Salvatore

a Acquarozza si crede di essere già lui a comandarmi crede già

di potersi prendere tutto quello che ho bene tu devi fare in modo che Pietro

Si trovi alla masseria domani a mezzogiorno.

E se dici una sola parola, sei morto.

Che mi vuoi fare?

Ti devo legare.

Ti prego, no? Sto buono, te lo giuro.

A me me l'hanno ordinato.

Se non mi leghi, ti dico quello che c'è scritto nel libro.

E tranquillo, picciolino.

Tano ci pensa.

E a lui che gli ha detto? Niente. E che deve saperlo conosco.

È svetto Danuzzo, tiene cervello.

Sa benedica. Sa benedica donna Albanese.

Baciamo le mani. Vi volete riposare?

Mi riposerò quando sarà morto.

Archimede, il più grande scienziato dell'antichità per difendere Siracusa,

inventò gli specchi solari, che riflettendo la luce del sole sulle vele

delle navi romane, provocavano terribili incendi. E come faccio io?

Dammi una mano.

Rucia!

Era purva Archimede.

Pietro Pavignana!

Zitto!

Pietro!

Vieni fuori!

Stai fermo qua! Muto, non ti muovi!

Vuoi morire da uomo?

O ti devo stanare come un coniglio?

Ben arrivato, don Albanese.

È stata dura la salita?

Quanto avete camminato, eh?

Voi non gli dovete più fare certi sforzi.

Siete vecchio.

Che fai, sei impazzito?

Nino!

Salvo.

Ve l'ho detto.

Siete vecchio.

Nessuno gli obbedisce più a un vecchio.

Siete tutti degli infami.

Allora ammazzami.

Ma va presto.

Non mi permetterei mai, don Albanese.

È tutta colpa del diabete.

Non vi dovevate stanchere.

Voi invece vi ostinate ad andare a Catria e a bere latte di mandorla.

Ne siete sempre stato goloso.

Ma per voi è come veleno.

Sarozzo, porta una sedia per Don Albanese.

Bevete e finendete dolcemente.

Non voglio che vi guardi.

Siete sempre voi a comandare.

Amore.

I'm Barbara Grimberg. The consul is expecting me. Come?

Francesco e suo padre si erano affidati a quell'uomo, Don Albanese, per

ritrovare Paul.

Io non riuscivo a capire, ma poi ho pensato che loro sanno meglio di me come

vanno le cose in questo paese di pazzi.

Sto in Sicilia dalla fine della guerra.

Anch'io avrei fatto così.

Voi diplomatici vi accordereste persino col diavolo? Comunque sia.

Stamattina Don Albanese è morto.

E così è svanita anche questa speranza.

Francesco dice che ha paura di chiamare la polizia.

Metterebbe Paul in pericolo.

Non so più che devo fare, Jack.

È una situazione delicata.

Un intervento della polizia potrebbe essere rischioso.

Allora non c'è speranza.

Dobbiamo restare così, senza fare niente.

Ci sarebbe un'altra strada.

Una strada diversa.

Diciamo riservata.

Ma sia benedica.

Don Pedro.

Uscite.

Uscite, dottore.

No!

Il signore che è venuto ieri, l'ho visto a casa mia.

Cosa gli ha fatto a quell'altro signore vecchio?

Gli ha fatto bere il vereno?

Zitto!

Ci vuoi bene a Tomacci?

Allora ieri non hai visto niente, non è successo niente.

Se chi tu amo sape che l'hai visto in faccia, è capace di ammazzare Tomacci,

tuo padre e tutti quanti.

Se parli io muoio, ma muori pure tu e tutta la tua famiglia.

Ma se sai mantenere il segreto, saremo amici per sempre.

Saremo come fratelli.

Non dovrai mai dire a nessuno quello che hai visto.

Giuro sulla vita tua dei tuoi omaggi.

Giuro!

Giuro.

Erano mesi che mi tormentava, ma io gli avevo sempre resistito.

Ma tuo padre aveva detto niente?

Se mio padre era vivo lo scannavo.

Vuoi far sentire il ciabestempio?

Comunque a tutto c'era medio.

Non è successo niente di irreparabile. Non è così, padre.

Mi vuole sposare.

Hai appena seppellito tuo padre?

Mi ha detto che dovete preparare la cerimonia per domenica.

Quell'uomo non ha rispetto da nulla.

Tu che pensi?

Io non penso niente.

Non ho il diritto di pensare.

Ma te puoi rifiutare se vuoi. Parlate bene voi, padre.

Quella tonaca vi protegge.

Ma io non cerco compassione.

Quando comandava mio padre, ogni battesimo, ogni matrimonio, ogni

funerale si poteva fare solo se lo voleva.

Ora comanda Pietro.

È lui che decide.

Decide anche di me.

Ed è giusto così.

Quello che è successo alla vostra famiglia è terribile.

Ma è un segnale dei tempi.

Voi sapete di mio figlio.

Sapete chi è stato.

Dov'è? Calma, barone.

Io non so niente.

Ascolto voci, confidenze.

Sento l'umore della gente.

Avvocato Tetti. Dite a chi vi manda, che io non so... Barone!

Sappiamoci capire.

A me non mi manda nessuno.

Io sono qua solo perché donna Albanese aveva preso un impegno con voi.

Non è a me che dovete parlare, ma a chi vi vuole male.

Presto ne avrete l'occasione.

Ho saputo che al municipio ci sarà la presentazione di questo bellissimo

progetto.

Quale tribuna più autorevole per dissipare equivoci, malintesi?

Barone, basterà una parola, un segnale chiaro di disponibilità per quegli

appalti, per quelle piccole varianti.

Tutta la gente vi guarderà con altri occhi.

Io sono sicuro che la vostra famiglia, riunita, felice, brinderà la vostra

lungimiranza. Chi se gliela ha, vero?

Ma le date veramente a mia madre?

Sì, ma ora all'estasi.

Dì a papà che se non dà tutto quello che chiedono dovrò rimanere ancora qua.

Buongiorno, signora Altamura.

Sono il tenente Carlo Arcuti.

Sono qui per indagare sulla scomparsa di suo figlio.

Chi la manda?

Il comandante generale dell'arma ha ricevuto una richiesta riservata da

parte del consolato americano di Palermo.

E io ho avuto l'ordine di mettermi in contatto con lei.

Lei è talmente giovane, non so se le hanno detto che... Che si tratta di una

missione molto delicata.

La conosco bene questa terra, anche se sono molti anni che non torno più a

casa.

Anche lei è siciliano?

Molti siciliani credono nello Stato, signora.

Le chiedo scusa, io non intendevo dire questo.

No, sono io che le chiedo scusa.

Capisco la sua angoscia.

Lei è la mia ultima speranza, tenente.

Mi sembra di vivere in un incubo.

Da oggi non è più sola.

Ma nessuno deve sospettare della mia presenza qui.

Non deve farne parola con nessuno.

Neanche con suo marito.

La sua bambinaia non dice la verità.

Vuole insinuare che Gianna era complice di quella gente?

O era complice, o ha lasciato il suo figlio da sola e non ha avuto il

coraggio di confessarglielo.

Io non posso interrogarla.

Lo faccia lei a posto mio.

Quella ragazza sa qualcosa, la costringa a dire la verità.

Sì, la buda, la buda, che un'ingrassata!

felicitazioni tanti tanti auguri qua siamo

si è fatta grande la vicinità si cresce

Bravo, bravo. Complimenti, Pietro.

Congratulazioni.

Guarda che io in questa storia sei tu che rischi l'ergasto.

Io non so nulla, chiaro? Io non so nemmeno di che cosa state parlando.

Il bambino è andato in America, dai nonni.

E quando torna vi porta anche un bel regalo, degli appalti che volevate.

Probate che non gli faccio neanche un graffio, vicerillo.

E prega Dio che tutto finisca bene.

Annetta. Sei sicura che ha scritto tutto come doveva?

Sì.

Ma tu come lo sai?

Non mi dire che hai imparato a leggere?

Un poco.

Bravo, Tano.

Mi stai servendo bene.

E io non te mento.

Venite, vi porto io all'altare al posto di vostro padre.

L'hai fatta vedere a Barbara?

Non ho avuto il coraggio. Sta troppo male.

Non so più cosa fare, papà. Mi guarda come un nemico.

Sei convinta che tengo di più ai miei affari che alla vita di Paul?

Lei viene da un altro mondo.

Che può capire?

Darei la mia vita per Paul.

L'ho sognato anche stanotte.

Era appena nato.

Tu non l'hai visto quando era piccolo.

Nel sogno lo tenevo in braccio perché piangeva e più cercavo di calmarlo e più

piangeva.

Quando mi sono svegliato ho pensato di mandare tutto per aria, di dargli quello

che vogliono, riprendermi mio figlio e scappare via.

Ma poi ho pensato alla gente che mi ha dato fiducia, che crede in me e nel mio

progetto per costruire qualcosa di nuovo.

E che succede se cominciamo a cedere ai ricatti?

Io non lo so.

Non so più cosa pensare.

Ma c'è la vita di un piccirillo, Francesco. La decisione aspetta a te.

Ma io penso che quando terrai un discorso in comune, beh, allora dovrai

dire quello che si aspettano.

Lasciamolo qua.

Come sta papà?

Meglio, ma non vuole mangiare.

Mi hanno detto che oggi è venuto qualcuno a trovarti.

Ci sono novità?

Loro hanno fatto sapere qualcosa?

No.

Nessuna novità.

Dove sei stata?

Sei uscita presto stamattina.

Ho fatto una passeggiata alle rovine.

Cerco continuamente di non pensarci, ma non ci riesco.

Gliel'ho già raccontata cento volte.

Vuoi bene, Polvero?

Mi taglierai un braccio per farlo tornare. Mi basta sapere la verità.

Non fa niente se finora mi hai mentito. Non mi importa.

Sono pronta a perdonarti.

Ma se succede qualcosa a Paul, allora sarà troppo tardi per tutti.

C'è l'ergastolo per i complici di un rapimento, non lo sai?

Ma io non sono complice.

Io non c'entro, non ho fatto niente.

Va bene, va bene.

Però mi devi raccontare tutto.

Tutto quello che è successo.

Ascoltami, dimmi la verità, così domani fai le valigie, torni a casa e tutto

finisce qui.

È stato quel ragazzo.

L'autista dei signori che sono venuti alla villa.

Si chiama Saro.

Abita a Tre Torri.

Per domanda a Sobar.

Grazie.

Buonasera, salutiamo.

Buongiorno.

Buongiorno, cerco un albergo.

Nessun paese ha un albergo, non ce n'è.

Magari c'è qualcuno che affitta una stanza. Ci sarà un posto dove dormire?

Ma allora non avete capito?

Qua di posto non ce n'è.

Quando viene un forestiere o come fate?

Il forestiere non ce ne viene a sette ore.

È sempre un piacere incontrare della gente ospitale come voi.

E voi chi siete?

Ma che siete venuti a fare qua?

Sono un ispettore del lavoro, mi manda il ministero.

Avete fatto un viaggio inutile, qua tutti disoccupati siamo.

Mancano di carità cristiana, faccio anni che dico messi in questo paese, da un

orecchio gli encia, ho chiesto il trasferimento al vescovo.

Ma ancora niente.

Mi è venuta l'ulcera e mi sto rovinando il fegato.

Fanno peccati così gravi in questo paese?

E lei?

Lei che cosa ha da pentirsi?

Io? Perché?

Saranno mandati a Cettorri, qualcosa da espiare ce l'avrà.

Se sia contenta, se possa stamare qua.

Il letto non è granché.

Va benissimo.

Scusate, padre.

A quel giovanotto che abbiamo incontrato prima al bar.

Lo conoscete?

Sì, si chiama Asaro Vigari.

Ah, l'autista del sindaco albanese.

Scusarsi.

Ho sentito dire che Don Albanese è morto.

Chi comanda ora il paese?

C'è appena arrivato e ne avete sentite di cose, eh?

Comunque non è un segreto.

Piaccio Favignana, comanda ora.

Ma da lui non ci avrete niente da ispezionare.

Vado a prendere una coperta, va?

Grazie.

Sì. Sì. Sì.

Sì.

Sì. Sì.

Mai più, hai capito?

Ma scusate, Voscienza.

Vanno a prendere un bicchiere pulito.

È tutto il giorno che cammino per un lepre.

Ti piace studiare?

Bravo.

Ti devo mandare a scuola in città.

Sei spregato qua.

In un paese è arrivato un forestiere.

Tieni gli occhi aperti.

Semmai mi avverti.

C'è nessuno?

C

'è

nessuno?

Buongiorno, signora.

Sono un ispettore del lavoro, sto facendo un censimento. Volevo sapere

quanti siete, quello che fate.

Sinistro.

Sinistro, chi vuole?

Sinistro.

Buongiorno, signora.

Dimmi dove dovete voler salvare.

Dovete venire con noi.

C'è una persona che vi vuole vedere.

Rimandiamo a domani, oggi sono molto stanco.

Vi vuole vedere subito.

Va bene, obbedisco.

E da quanto tempo fa questo mestiere, rispettore del lavoro?

Da poco.

Prima svolgevo solo pratiche d'ufficio.

Chi gliel'ha fatto fare di cambiare?

Per venire a Tre Torri, poi?

Facevo una vita troppo sedentaria.

Bravo.

La vita va movimentata.

Ah, no, no, grazie.

Io non ce l'ho con lei, dottore.

Io ce l'ho con quelli che la mandano.

I politici.

Ma come?

In Sicilia c'è una disoccupazione, peggio che in Africa.

E lo Stato cosa fa?

Investe? Ci dà lavoro?

No, ci manda un ispettore.

Se ci sono irregolarità è normale.

A noi risultano assunzioni fasulle di braccianti.

Lavoro nero.

Lei ad esempio risulta come un bracciante nulla tenente.

Eppure qua...

Poi sembra che tutti lavorino per lei. Ma sì, ma qualche irregolarità, qualche

errore. Ci sarà.

Ma perché andare in giro a fare domande?

Lei subito da me doveva venire.

I problemi li risolvo io.

Vi faccio vedere quelle carte.

Vediamo cosa si può fare.

Che con la buona volontà si aggiusta tutto.

Ma come?

Uno cerca di dare lavoro ai disoccupati e voi ci volete ammazzare con le tasse?

Bene.

Vedo che c'ho uomini di mondo.

Ci sentente.

Le auguro un buon viaggio di ritorno.

Tenga, un'offerta per la parrocchia, così ci fate qualche restauro.

Mi... da dove vengono tutti questi soldi?

I soldi vengono quasi sempre dal diavolo, padre.

Me li ha dati Favignana per convincermi ad andare via.

I denari del diavolo possono sempre servire per le opere di bene.

Abbiamo fatto da sciata oggi, eh?

Eh già.

Ma non ho concluso niente.

Questo paese sembra sia pieno di segreti. Anche voi ci avete i vostri.

Ci do metà di lettura sopra.

Lo nascosta meglio.

Fate un giro da queste parti.

Potrebbe essere più interessante.

Che volete dire?

Fatemi dire altro.

Io sono solo un povero prete.

Legato al segreto del confessionale.

Stanno parlando di qualcuno.

Io penso che mi ci riempiono. Tu parla la mia, capisci?

Chi ci vive qua oltre a te?

Mepaci.

Sono voi due?

E che cosa fa il tuo padre per vivere?

Travacchia.

E tu?

Vai a scuola?

Dov'è tuo padre? Ci posso parlare?

Che volete?

Chi siete?

Buongiorno, sono l'ispettore del lavoro.

Sto facendo un censimento dei braccianti.

No, non ce li hai i braccianti, andate via.

Volevo solo sapere quanta terra coltivate.

Se avete animali o siete mezzadro.

Venite a chiedere.

Posso sapere il vostro nome?

Ho detto che dovete andare via.

E va bene, va bene, non vi arrabbiate.

Ciao, Tano.

Mi hanno incaricato a parlare in questa cerimonia gli agricoltori, i mezzadri e

i piccoli proprietari di tutta la provincia.

Noi abbiamo fiducia nel barone Altamura.

Quello che vuole fare a noi ci sta bene.

Per merito suo, invece di ridicare, ci siamo uniti.

Per merito suo si farà la diga che porterà all'acqua i poteri grandi e

piccoli. Faremo come al nord.

dove con l'agricoltura si guadagna come con l'industria. Ma l'ha capito che

questa è la sua ultima possibilità? L'ha capito.

Guarda, ce l'ha scritto in faccia che non ce la fa più. Se veramente farà

quello che ha detto, noi saremo tutti con lui. Bravo!

Non dovevi venire, il medico ti ha detto... Lascia stare il medico.

Pensati a tuo figlio ora.

Vi ringrazio per avermi invitato a illustrarvi quello che

intendo realizzare.

In questa stessa sala c'è chi ha visto il mio progetto in un modo e chi in un

altro.

E penso allora che sia giunto il momento di chiarire, una volta per tutte, quali

saranno i criteri che intendo seguire nella realizzazione delle opere.

Primo, gli appalti verranno assegnati in base a libere gare.

A chi garantirà il miglior risultato al prezzo più conveniente, eliminando le

trattative private, impediremo qualsiasi forma di favoritismo.

Secondo, non accetteremo nessuna variante, piccola o grande che sia, che

miri a snaturare la natura originaria del progetto, a degradare quella che

vuole essere un'opera di sviluppo e di progresso, a volgare speculazione

edilizia.

State calmo, assessore, state calmo.

Gli devi restituire quello che hai preso subito. Hai capito? Subito.

Assessore, voi gli ordini li potete dare solo agli usceri del comune. E comunque

prima di parlare con me vi dovete sciacquare la bocca!

State per accuccia, che ci penso io!

Lo so io cosa c'è da fare.

Voi vi dovete curare i nervi e non dire più un menchiate.

Che hanno pazienza il pianeta.

C'è che devi fottermi il barone. Ma lo fottiamo noi, vero Salvatore? Lui e la

sua spia.

C'erano due bambini e un treno in copertina.

Il titolo mi sembra che fosse Tempi Nuovi.

Sì, è il suo.

È sicura? Sì.

Oh mio Dio.

Questo significa che Paul è in quella masseria.

Che cosa farà ora?

Stia tranquilla.

Glielo riporterò.

Aspetti.

Questa la tenga lei.

Paul l'aveva al collo quando l'hanno preso.

Andrà tutto bene.

Le darò notizie oggi stesso.

Che cosa hai detto?

Che mi hai costretta a fare quello che tu non hai mai avuto il coraggio di

fare.

Un tenente dei carabinieri sta cercando Paul.

Cosa? Tu mi hai lasciata da sola.

Credevo di diventare pazza.

Ho detto tutto a Elisabetta e suo marito.

Sono stati loro a mettermi in contatto con lui.

Tutto alle mie spalle, senza dirmi una sola parola.

Ci ho provato in tutti i modi, te lo giuro.

Ho cercato di rimanere calma, di ragionare, di avere fiducia in te.

Ma tu eri sordo.

Sordo e cieco.

Se lo scoprono, ammazzano pure.

Non dire così.

E ora cosa sta succedendo?

Quel tenente ha scoperto dove tengono nascosto Paul.

Deve riportarmelo.

Ho paura, Francesco.

Ho tanta paura.

Stai andando, Saro?

Vieni con me, Danuzio.

Senti,

ci vuoi sparare tu o spione?

Non so ci sparare.

Imparerai, imparerai.

Allora, Saro, è solo?

Sì, è solo, sta venendo qui. Avanti, che ci prepariamo una bella accoglienza all

'ispettore del lavoro.

Prima però dobbiamo sistemare lo peceretto.

Salvatore! Ma perché, che vuoi dire, Pietro?

Voglio dire che non c'è stato nessun bambino qua. E senza bambino non c'è

nessun rapimento.

Salvatore, piglio Vicerizzo e lo porti al pozzo di Pantalica.

Mi sono spiegato.

Allora?

Avete qualcosa da dire?

Piazzo, fai un piccioletto.

Lo faccio.

fermo fermo mi stanno aspettando mi ammazzano se ci ide dove è Paul?

un bicchiere una Paul un ammazzare dobbiamo fare presto dove sono?

un ammazzare qua possiamo di qua presto

Ma come mai, Pietro? Doveva essere già arrivato.

Andiamo a appicchiare noi.

Amore!

Vieni da Pantaleca.

Vieni.

Stai tranquillo, ti riporto a casa.

Stai tranquillo.

Vieni qua. Vieni qua, mi manda tua madre.

Mi manda tua madre, Barbara.

Mi ha dato questa, per te.

Andiamo.

Andiamo.

Stanno arrivando, andiamo!

Sparami, ti dico.

Tanto sogno già morto.

No, Paci.

Io non sogno tuo Paci.

Tu non avevi neanche tre anni quando ti buttarono di mia.

Chi è mio Paci?

Chi è?

che non può essere lontano!

Trattatore!

Trattatore!

Trattatore! Trattatore!

Trattatore!

Chi è il mio padre?

Chi è il mio padre?

Vattene!

... ... ... ... ... ...

uomini

niente

Non ho un resto finché botta.

Ma sta bene.

Se il suo marito non si presenta è peggio.

Rischia una condanna molto più dura.

Non le chiedo di dirmi dov'è, ma di convincerlo a costituirsi per il suo

bene.

Il suo marito ha rapito un bambino di nove anni. Un bambino! E stava per farlo

sgozzare come un agnello.

Ecco chi è Pietro Favignana.

Chi è Pietro non lo so e non lo voglio sapere.

Chi tu Cassaccio è che padre del mio figlio.

Lo conosci quest'uomo?

Lo sai come si chiama?

Pietro. E di cognome?

Non me lo ricordo.

Lo conosci bene?

Lo vidi allo paese, da tre torri, qualche vuota.

Hai mai visto la masseria con tuo padre?

Sei proprio sicuro che non ci è mai venuto?

Non ci veniva mai nudo alla masseria.

Dano.

Tuo padre, Salvatore, ti ha mai raccontato perché Paul era prigioniero

da voi?

Mi paggia e mi diceva niente. Lui ordinava e io obbedivo.

E che cosa ti aveva ordinato di fare con Paul?

Dagli da mangiare, guardarlo.

Tutto qui?

Non sapeva allontanare perché non era pratico del posto e si potia perdere.

Poi, quando ho capito quello che gli volevano fare, sono venuto da voi.

E tu?

Hai mai visto quest'uomo?

Sì, che l'ho visto alla villa.

Ha giocato con me.

Stavo per cadere e lui mi ha preso.

E l'hai rivisto alla masseria?

No, lì non c'è mai venuto.

Grazie. Buonasera.

Buonasera. Ciao Silvia, come stai? Barbara.

Elisabetta.

Grazie ancora.

Mi sarò riconoscente per la vita.

La riconoscenza non costa niente.

Scusate un momento.

Baronesse Altamura.

Sono molto contenta di rivederla.

Pensavo fosse già partito.

Mi ero dimenticato di restituirle questa.

No, la tenga lei.

Così sono sicura che si ricorderà di noi quando sarà lontano. Forse non andrò

molto lontano.

Mi hanno proposto il comando di questa zona.

Lei accetterà. Grazie per essere venuto, tenente.

Amici, voglio ringraziare insieme a voi l'uomo che ha salvato la vita a mio

figlio, il tenente Carlo Arcuti.

Questo ragazzo ha avuto il coraggio di ribellarsi a chi lo aveva già destinato

a un futuro di criminale.

E io non voglio solo ringraziarlo, ma impegnarmi davanti a voi a offrirgli un

futuro diverso.

Che cosa posso fare per te?

Non aver paura.

Io e mia moglie, mio figlio, ti dobbiamo tanto.

Oghira Scola.

Averlo chiesto ti fa onore.

E sarà un piacere per me esaudire il tuo desiderio.

E ora, amici, divertitevi.

Allora, che ha deciso di fare?

Resterà qui in Sicilia e accetterà quel comando?

I sentimenti mi spingerebbero a rimanere.

Ma la ragione mi consiglia di farmi trasferire il più lontano possibile da

qui.

E lei quale voce intende ascoltare?

Lei cosa farebbe al posto mio?

Penso che resterei.

Chi vi sentite male? Vado a chiamare qualcuno. No, lasciale stare.

Non ci rovinare la festa.

Resta tu, tanto non te ne vetti, come a me.

Dio mio, tutto sto fracasso, tutto sto rumore.

Mi pare un grammofono sfasciato, ecco.

Porta a me un...

Un bicchiere di Marsala. Lo capisci?

Marsala. Certamente.

Mio figlio dice che la Sicilia diventerà come la California.

Si crede forte Francesco, invece no.

Come tutto il tempo gli si aggrappa alle sue

illusioni.

Tenetelo.

Lo sanno fare un vino così in California.

Mi mancava solo di vedere il figlio di un caffone

con la gravatta e le scarpe.

Questa musica... Mi piace.

Signor Barone! Signor Barone!

Grazie.

Grazie.

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