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Original subtitles

Io l'ho amata la vita.

Questi ultimi anni li ho attraversati come se corressi, senza mai fermarmi a

prendere fiato.

Sono stati anni pieni di rabbia e di dolore.

Ma anche di felicità.

Magari felicità che dura soltanto un istante.

Certo, con Corrado e Davide abbiamo vinto tante battaglie.

È vero, anche se oggi tutto sembra essere cambiato.

Non mi sveglio più la mattina pensando che potrei non arrivare alla sera.

Tu hai già fatto moltissimo e stai dando ancora molto.

Sì, può darsi.

Ma oggi io sono sola e sento che si...

Se una vita deve avere uno scopo, il mio non l'ho

raggiunto.

Non ci posso stare qua.

No! Non ci posso stare qua!

Non ci posso tornare in questa città, capito? Mi ammazzano! Nessuno ti può

fare niente, sei al sicuro qui. Io non ci posso stare qua! Dai, cercate di

tenerlo fermo. Cerca di acchiapparlo.

Mi ammazzano! Mi ammazzano! Mi ammazzano! Mi ammazzano!

Mi ammazzano! Mi ammazzano!

Mi ammazzano!

Mi ammazzano!

Cazzo, non ci sia sinistra a volte! Voglio parlare! Cazzo, non ci sia

sinistra a volte!

Fermo!

Radio Tam Tam vi tiene compagnia come ogni sera.

Anime solitarie, non vi abbandonate alla disperazione. La mia musica vi salverà.

Vicecommissario Breda.

Come si chiama?

Granchio. Il carcere non ci vuole andare, dice che l'ammazzano. No, che

carcere?

Tenetelo in ospedale, arrivo subito. Va bene, d'accordo.

Continua a fare il matto. Tutti nel mio turno, capitano. Come si chiama? Rosario

Granchio, rapinatore da quattro soldi, latitante dall'89.

L'hanno beccato per caso, se ne stava a Monaco sotto falso nome.

Ma chi mi hai portato? Questo è un ragazzino. Io voglio parlare con la

giudice Conti. Sì, sicuro. Silvia Conti c'ha tempo da perdere con te. State

buone a rispondere al commissario.

Mi volete ammazzare! Dottore! Dottore, presto!

Mi volete ammazzare! Mi volete... Che non ci resta qua!

20 milligrammi di Valium.

Mi volete ammazzare!

Ammazzare... Fermo!

State qua!

Mi volete?

Tutti d'accordo siete?

Mi avete già sistemato?

Qua non ti vuole ammazzare nessuno.

Domani viene il procuratore capo e gli dici quello che ti pare.

Io chi giudice lì qua non ci parlo.

Me lo voglio pentire.

Io sogno un pentito, hai capito? Certo, certo.

Tutti pentiti siete oggi.

Senti a me, portiamolo all'infermeria del carcere e domani ci pensiamo. No,

no, un carcere no, ma un morto!

Fuori. Se vuoi che ti aiuto ti devi fidare di me e mi devi dire quello che

sai.

Allora vuoi morire pure tu?

Se ti dico quello che so, sei finito pure tu, hai capito?

E che vuoi sapere tu di tanto importante?

Io sono un uomo d'onore.

Fice un giuramento con Don Aragonese.

Ma che dici, disgraziato?

A Ragonese a una comattica si pigliava.

Io mi fidro di te.

Perciò ricordati che se mi tradisci il mio sangue cade su di te.

Guarda.

Ecco.

Questa è Sara.

Questa è la figlia mia Sara.

la devi proteggere, giura mi che la proteggi,

pure che a me succede qualche cosa, è l

'unica cosa bella che mi è capitata nella vita mia, sei anni sono che non la

vedo e manco al fratello piace.

Resta qua e non perderlo di vista.

Commissario, ma tu... Ma tu gli dai retta a uno come questo?

Sì, lo so, è tardi.

Ma io devo parlare immediatamente con la giudice. Sono le tre.

La giudice Conte sta a casa, il numero non lo posso dare.

Richiami domattina.

Senti, o mi ci fai parlare o mi dai il tuo nome. E te la prendi tu la

responsabilità, è chiaro?

Quanto gli dura il sonnifero?

Per lo meno fino a domattina.

Beh, beato lui, che si fa tutto un sonno.

Lasciate pure un messaggio, sarete richiamati al più presto.

Mi chiamo Gianni Breda, vicecommissario Breda.

E chiamo dalla Sicilia.

Mi scusi l'ora, ma qua c'è un problema.

Dovrebbe richiamare subito, è una cosa della massima urgenza.

Un pentito.

Non lo possiamo tradurre in carcere perché è in pericolo di vita.

Mi richiami al più presto al numero... Pronto.

Giudice l'ho cercata da apertura. Come?

Sono il vicecommissario Breda.

Ma da dove chiama? Dalla Sicilia. Per un certo Rosario Granchio. Rosario

Granchio? Sì, esatto. Ha detto che ha delle rivelazioni da fare e io credo che

sia sincero. Ma perché ha chiamato me?

È un latitante, arrestato a Monaco.

È arrivato ieri.

Dice che è della cosca di Aragonese.

È per questo che mi sono permesso di svegliarla.

Da quanto tempo è che non ci vediamo, eh, Rosario?

Dona Aragonese non vedeva l'ora, eppure io.

No, De Magistrati di qua non si fida.

Dice che vuole dire una cosa molto importante.

E la vuole dire solo a lei.

Allora lo metta sotto stretta sorveglianza.

Ora chiamo io il procuratore di lì.

Lei mi deve soltanto... Pronto?

Commissario?

Perché papà?

Perché?

Che t'hanno fatto?

Ci devo andare io.

Quell'uomo voleva parlare con me.

Aveva rivelazioni su Aragonese.

Secondo le nostre informazioni, Aragonese è all'estero.

Oppure è morto.

Ne arrivano centinaia di segnalazioni così.

Tu non vuoi andare solo per questo.

Quella non è una città come le altre. È là che è cominciato tutto.

Ed è mio dovere andarci.

Va bene.

Ma si tratterà di un incarico temporaneo.

Ti do solamente un mese.

Tenetevi forte, manca pochissimo. Siete pronti tutti?

Attenzione, meno 5, meno 4, meno 3, meno 2, meno 1, ci siamo.

Eieiei, questa è l'ora di Radio Tam Tam.

Mafiosi, assassini, criminali, ladri, tremate. Sì, tremate, perché con oggi

avrà inizio la vostra fine.

comunicazione personale, aprire il canale universale e dare fondo all

'arsenale di parole soffocato dalle ragnatele di un'intera generazione di

silenzio. Questo è ciò che penso, la vita è la mia scuola, do potere alla

parola.

Silvia Conti è arrivata.

Allo sguardo deciso del combattente, la presunzione del giusto, vuole punire i

cattivi e premiare i buoni, crede di portare la luce nelle tenebre che

avvolgono la nostra città. Ma ci penserete voi a farle cambiare idea,

vero? Sapete come fare.

Già vi vedo schierati, mafiosi, autorità, notabili, pronti per

consegnarle le chiavi della città. Ma quelle chiavi sono truccate, aprono solo

le porte che volete voi.

E se aprirà la porta sbagliata, beh, avremo tutti un altro funerale a cui

partecipare. E poi aspetteremo il prossimo eroe.

Lo sa, anche lei c'ha il suo stesso modo di guardare.

Di chi?

Del commissario Cattani.

Pure lui fissava le cose così.

Sembrava che ci volesse guardare dentro.

Lo conosceva? Sì.

Facevo la scorta pure a lui.

Perché hanno lasciato solo lei di guardia?

Siamo in pochi. Il commissario non ci ha colpa.

È cambiata questa città da allora?

Ah, di fuori sì.

E di dentro?

Il spettacolo è finito, via!

Venga. La procura nazionale antimafia l'ha mandata per il caso Granchio.

Granchio è morto perché non aveva una protezione adeguata.

Sei venuto a salvare la Sicilia, non lo sai che non ne possiamo più di martiri?

A Panarea non lo tratti così, vero ispettore? Dov'è adesso in tribuna d

'onore? Che cosa prova a venire nella città del commissario Cattani?

Ehi, giudice!

Sta' attento alle mani che stringi!

È solo uno che si diverte a fare il giornalista d'assalto con i soldi di

papà. Per chi lavora?

Per nessuno, ha una specie di radio pirata.

Bene arrivata fra noi.

Michele Orione, procuratore capo. Permetta che le presenti il questore

dottor Pantalega. Piacere.

E il sindaco, dottor Rambaudo.

Benvenuta a nome di tutta la città.

Niente riprese, per favore.

È stata ammessa soltanto a Diana Devu, un'emittente di provata serietà. Il

direttore, Lucio Panarea.

Solo una dichiarazione per il nostro TG della sera.

Sono spiacente, non ho concesso interviste agli altri, non posso darne a

lei. La super procura mi ha incaricato soltanto di questa indagine e vorrei

cominciare subito.

La dottoressa Conti ha ragione, ci sarà tutto il tempo. Venga un attimo nel mio

ufficio, le prego.

Vorrei il fascicolo di questo commissario Breda. È solo

vicecommissario, non ha molta esperienza, ma è un bravo ragazzo. La

morte di questo granchio è una brutta storia. Ma Breda non ha colpa. Lei

crede? Quanto pensa di trattenersi, dottoressa Conti? Il tempo che ci vorrà.

Si siede.

28 anni, è giovane per essere commissario.

Lei è diventata magistrato a 26.

L'ho letto sul giornale stamattina.

Era stato assegnato a Roma.

Perché l'hanno trasferita qui in Sicilia?

Scusi, ma cosa c'entra questo con la sua ispezione?

Il pentito era stato affidato a lei ed è morto.

Senta, se ha qualcosa da imputarmi lo dica subito.

In quanti sapevano che Granchio era in quella camera d'ospedale?

Io, l'ispettore Livoti e il medico di guardia.

E perché non ha rafforzato la sorveglianza?

Non c'è stato il tempo.

E poi che ne sapevo io che era un pentito vero? Poteva essere uno che

faceva il furbo.

L'ispettore mi pareva che bastasse.

Lasciare un uomo solo di guardia è come condannare a morte anche lui.

Non l'hai imparato alla scuola di polizia?

C'è altro? Sì.

Venga con me.

Granchio faceva parte di una banda di estorsori.

Dopo aver tagliaggiato la città per mesi sono spariti nel nulla.

Lo hanno seppellito a spese del comune.

Neanche la moglie e i figli sono venuti al funerale.

Non gliel'hanno perdonato che voleva parlare.

E i fiori che gliel'ha portati?

Non lo so.

E non ha pensato neanche di scoprirlo?

Che dovevo fare? La guardia anche ai cimiteri?

Grazie.

Rosario, la fine che ha fatto se l'è cercata.

Uno che lascia moglie e figli senza una lira, che cosa si merita?

E a te non importa nulla della morte di tuo padre?

Io manco sapevo che era vivo.

Ora ce l'hanno detto che stava in Germania. Si era pure cambiato il nome.

Lui è un bravo ragazzo.

Pensa solo a lavorare.

Conoscete Luigi Aragonese?

E se conoscevo una ragionese stavo qua, a travagliare dalla mattina alla sera.

Quella starà in America.

Quella è sua figlia?

Mia sorella lasciatela stare.

Lei non c'entra niente con queste cose.

Stiamo cercando chi ha ucciso tuo padre. Per trovarlo dobbiamo sapere chi erano i

suoi amici, con chi lavorava.

Io i suoi amici non li conosco. È stato via tanti anni.

Tuo padre non si era dimenticato di voi.

Questa me l'ha data lui.

Prima di morire mi sei raccomandato di starvi vicino.

Questa l'aveva lui.

Io non mi ricordo neanche che faccia aveva mio padre.

Perché allora gli porti i fiori sulla tomba?

Perché era mio padre.

Grazie.

Grazie.

Dorme? No, lei aspetta. La prendo più tardi.

Sei ancora sveglia?

Ti avevo detto di non aspettarmi.

Io finché non torni non mi sento tranquilla.

Adesso sono qua, è tutto a posto.

Devi dormire, hai gli occhi stanchi.

Ti chiudi là anche stasera?

Tanto non dormo.

Tu non dormi perché continui a tormentarti, Saverio.

Ormai siamo qua, è qua la nostra vita.

E non saremo mai felici finché non l'accetti.

Ne parliamo domani.

Ora dormi. Perché non lasci che ti aiuto, eh?

Che cosa tieni in quella stanza? Perché non vuoi farmi entrare? Basta!

Scusami.

Scusami.

Ne abbiamo parlato tante volte.

Io non ti voglio coinvolgere fino a che non ti potrò raccontare tutto dall

'inizio.

Poi potremo essere liberi.

Tornare a casa nostra, in Sicilia.

Devi avere fiducia in me.

Tu sei l'ultima persona che mi è rimasta.

L'unica che amo veramente.

Non mi passa.

Ci sono qua io, calmati.

Ma che cosa hai fatto, Saverio? Che cosa hai fatto?

Non doveva essere così.

La mia occasione.

Antonio!

Ah, sei tu.

Avevi detto che non ci saresti più venuta qua.

Ho cambiato idea.

Allora mi vuoi bene.

Mica dipende da questo volare bene.

Ti devo dire una cosa.

Sono stata con te perché da domani non ci possiamo vedere più.

Ma che dici?

Devo andare a stare da Nuzio Marciano.

Se mi tiene con lui sta più sicuro che mia madre e mio fratello non parlano con

la giudice.

E tua madre che dice?

Ha paura, come al solito.

Tu non ce vai.

E chi ci dice di no a Nuzzo?

Qua solo mio padre non aveva paura di lui.

E l'hanno ammazzato.

Io non ho paura.

Guarda.

Se ti tocca l'ammazzo.

Tu non fai niente. Non voglio che ammazzano pure a te.

Lui ha ucciso mio padre e ci ha fatto tutti i servi suoi.

Ma ora ha fatto uno sbaglio. Che sbaglio?

Mi fa entrare a casa sua.

Non ti dimenticaste nulla?

Vedi che il nozio non ti fa mancare niente.

Se mi ci fai andare finisce male.

Uno sa quello che può succedere.

Che ci possiamo fare, Sara?

Quello te l'ho comprato nella più bella boutique di via Garibaldi.

E sai cosa gli ho detto?

Lo puoi chiedere a Rocco, se è vero.

Un vestito per mia figlia che fa 18 anni, perché tu per me sei come una

figlia.

Lo sai che è così, vero?

Non lo posso accettare.

Devo portare ancora un mese di lutto.

Non se lo merita, quell'infame di tuo padre.

Avanti, fammi vedere come ti sta.

Fino a quando devo restare qua?

Mia madre sta sola.

Devi rimanere qua per un poco di tempo.

Così mi dimostri che tu e i tuoi mi volete bene veramente.

Purtroppo ti è capitato a un padre disgraziato.

Prima sparisci, poi cerca i giudici.

Ma tu non c'hai colpa.

Tu la testa ce l'hai sulle spalle.

Vattela a mettere. Non te ci posso vedere con quel nero.

Il tecnico che li deve installare doveva venire un mese fa, ma non si è visto.

E bisogna arrangiarsi con lo schedario.

Cosa cercava?

Il fascicolo su Rosario Granchio, rapina a mano armata 84-85.

Casca male, gli anni 80 sono ancora tutti da catalogare.

C'è già uno che sta cercando quel fascicolo.

Falli straordinari adesso.

Cosa trovate?

Il fascicolo su Granchio.

Ammancano le schede segnaletiche di tutti i componenti della banda. Non c'è

una foto, impronte digitali, niente.

Saranno persi in questo casino.

O qualcuno le ha fatte sparire.

Che cos'altro ha scoperto?

No, quello non c'entra.

Li ho trovati facendo ricerche su quel periodo.

Sono capitati in mano.

Certo ha scoperchiato una fogna, Cattani.

Gliel'hanno fatta pagare.

Ma chi glielo faceva fare?

Perché? Lei cosa avrebbe fatto al suo posto? Io ho fatto domanda di

trasferimento a Roma il giorno dopo che sono arrivato.

A me qua mi ci hanno mandato.

Pure lui ce l'ha stato mandato. Ma poi ha visto cose su cui non ha voluto

chiudere gli occhi.

Li tengo io questi.

Ma chi ce l'ha fatta venire questa?

Pensa a fare il tuo lavoro che da qua spariscono i fascicoli.

Prego.

Non si deve preoccupare.

Io ho uno dei ragazzi della scorta, stiamo sempre qua sotto.

Ah, il terrazzo.

Guardi qua.

C'è pure la vista sul mare.

Ma se lo ricordano qui, che cosa ha fatto Catani per loro?

E a quale prezzo?

Ma che vuole? La gente ha la memoria accorta.

E poi il commissario non era uno che badava a rendersi simpatico.

Magari si ricordano più i pettegolezzi che tutti i delinquenti che ha fatto

mettere dentro.

Come la storia della Contessa Camastra.

Se ne dissero tante su lei e Cattani.

Qua siamo in provincia.

La fece incriminare?

Sì, alla fine.

Lei si fece un paio di mesi di galera, ma poi fu assolta.

E adesso che fa?

Si è risposata.

Lei e il marito sono i padroni di mezza città.

Industrie, navi, immobili.

Può pure essere che il commissario si sbagliava su di lei.

Sì, è possibile.

Buonanotte. Buonanotte.

Qua in centro è pericoloso. Che c'è, te caghi sotto?

Quella voglio. Sei sicuro?

Ovete!

Con questa ci facciamo almeno 5 milioni. Che dici?

Ma chi è?

Senti Antonio, da quando ti sei lasciato con quella pare un'altra persona. Sembra

uno scimoneto.

Lo sai che facciamo?

Stasera andiamo in centro e te la trovo io, una femmina che manco te la sogni.

Fermate.

Fermate davanti alla gelleria.

Mi sono stancato di fare il pezzetto.

Adesso io lo faccio vedere io a quello là.

Ma che vuoi fare?

Da oggi si cambia vita.

Ma che sei pazzo? Guarda che qui non siamo a barrote, questa è zona di nuzzo.

Signor Altofonte, ci sono due di quelli.

Che volete?

Ecco, questo mi piace.

E preparo un bel pacchetto che è per la mia fidanzata.

Questo mese siete già passati, Nuzzo lo sa.

E chi è questo Nuzzo? Da oggi in poi sta sotto la protezione nostra.

Ti costa meno e stai più tranquillo.

Ci dai due milioni al mese?

Due milioni?

Ma così mi fate chiudere?

Ma no, ti diamo tempo.

Ripassiamo dopo domani.

E sai che ti dico? Che questo ti pago. Se no mi puoi portare male.

E che ci dico, Nuzzo?

Ci dici che da oggi in poi è qua.

È cosa da decidere i barzotti.

Tu capisci?

Andiamo.

Tu sicuro che lui viene proprio oggi?

Ehi, tu sta male.

Torniamo a casa, vuoi?

No.

Adesso mi passo.

Parlami.

Davanti dimmi qualche cosa.

Raccontami della guerra.

Tu sai, io di quella non piace parlare.

O lui, Corinto.

Aspettami qua.

Prego, il direttore vi attende. Vi volete accomodare?

Grazie.

Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie. Grazie.

Grazie. Grazie

Adesso era arrivato il momento di vendere.

Avevi ragione tu, è proprio lui. Ci vediamo stanotte a casa tua.

Che affari ha Corinto nella tua banca?

Dell'italiano non so molto, ma suo socio in affari è Nicanor Rogozin, l'uomo

che era insieme a lui in banca.

Trattano personalmente con direttore.

E che cosa sai di questo Rogozin?

Ha agenzia di intermediazione finanziaria.

Un anno fa lui era nessuno.

Poi con Mercato Nero ha fatto miliardi.

Si dice che è legato a narcotraffico e prostituzione.

Devo sapere cosa fanno.

Soprattutto Corinto.

Perché?

Cosa rappresenta quell'uomo per te?

Corinto è uno di quelli che mi hanno condannato a vivere qua.

Ma dietro di lui c'è gente importante.

Molto danaro.

Altro che quelle speculazioni da quattro soldi che facciamo noi.

Ci deve essere una documentazione su di lui e su Rogozin.

Nella banca.

Ci sono dischetti riservati, ma io non posso prendere.

Io li devo vedere. Trova tu il modo.

Sono sicura che...

Se solo avessi forza, ti lascerei.

Tu fai male a me, Saverio.

I patti erano chiari fra di noi.

Certo, erano chiari.

Tu ami tua moglie, lo so.

Lei di te non dovrà sapere mai niente.

Non ce lo merita.

Io invidio lei.

Invidio tantissimo.

Io devo sapere quello che fa. Dove è andato? Dove era stanotte?

Apri sta porta, tu hai la chiave.

No possibile.

Scusa. Ma io devo saperlo quello che fa, lo devo sapere.

Eh, piano, per un momento.

Piano.

Problemi? Nessun problema, signora Contessa. Fra cinque minuti il carico

sarà sulla nave.

Scusate, ma c'è una cosa che vi devo dire.

Che vuoi?

Certe lure di pazienti di Barroti chiedono il pizzo nei miei negozi.

Ti ho già detto che non voglio guerre.

Ma solo la maniera forte capiscono quegli animali. Ci sono cose più

importanti dei tuoi negozi e dei tuoi affari da quattro soldi.

Io non voglio morti in questo momento.

Ma quelli... E neanche Don Aragonese li vuole.

Assicurati che la nave parta più presto.

Dottor Corinto, prego, inserisca lo scrambler.

Il carico è a bordo.

Bene.

Avverterò i nostri amici di qui di prepararsi a riceverlo.

Bravo, bravo.

Hai

visto

che è bravo.

E

te

l'ha regalato questo vestito.

T'omaggio?

Me l'ha regalato Nuzzo.

È bello, eh?

È freddo.

Vallo a rifare.

Sì, allora.

No, no, a sinistra, no! A destra, a destra!

Nino! Ti sei fatto male!

Nino! Ma non te l'hanno detto a scuola qual è la destra e qual è la sinistra?

Non è tutto niente. Ma che fai? Non piangere. E metti a piangere ora?

Davanti a tutti. Se ti vedono i tuoi amici dicono che sei una femmina.

Non piangono solo le femmine. Pure mio padre piange quando la mamma si

arrabbia.

E a zionuzzo l'hai mai visto piangere?

Tu a mia devi guardare. Hai capito?

E chi è?

Già sta equato?

Non ci avevi nient'altro da fare?

E me l'avete detto voi che potevo venirlo a prendere alle cinque, no? E

certo, sempre preciso lui.

Ma sì, va bene, Vanni non deve fare i compiti.

Su, saluta lo zio.

Ciao, zio.

Che uomo diventerà con un padre così?

Ci sei tu.

Ciao. Sì, un giorno alla settimana.

Un giorno alla settimana ci sono.

Maledetta la vita schifosa che faccio.

Papà, qual è la sinistra?

Dammi la mano.

Lo senti come batte?

Qua sta il cuore.

Ricordati, la sinistra è la mano del cuore, così non ti sbagli.

Che dici? Se la mamma glielo chiede, lo zionuzzo te la regala una macchina

grande come la sua.

Io non gli voglio i regali suoi, capisci? E manco tu ci devi domandare

niente.

Ma che ti sei spaventato?

No, no, papà non voleva, no.

Noi ce l'abbiamo una macchina, no? E allora che ci dobbiamo fare con una più

grande? Ehi, e ridi, eh?

Eh sì,

la vita è strana, amici di Radio Tam Tam.

Non fidatevi dei vostri occhi.

Niente come appare in questa città.

fidatevi solo del vostro cuore.

Ciao Sara, andiamo sale.

Sei pazzo a farti vedere qua?

E sale, a me Nuzzo non mi fa paura.

Ti ho detto che non ci dobbiamo vedere più, mi devi lasciare perdere, hai

capito?

È per te.

Su, apri.

Beh, che non ti piace?

Non c'ho testa per pensare agli anelli.

E poi non me lo posso manco mettere che Nuzzo lo vede.

Tu non ci torni da lui.

E se ha qualcosa da ridire io lo ammazzo.

Lui e Aragonese sono finiti.

Gli abbiamo preso i negozi suoi e non ha fiatato.

Stupido! Sarà lui che ammazzerà te.

Mi vuoi bene veramente?

Sì.

E allora andiamo via.

Scordiamoci l'annunzio a mio padre, a mia madre, a pizza, ai morti. Andiamo

via, ma subito.

Come pensi che finiamo a stare qua?

Se anche l'ammazzi e che diventi uno come lui?

E che vita è?

Va bene.

Domani prende la tua roba.

E viene a Barlota, al capanno.

Ci facciamo portare con la barca di mio cugino a Malta.

Da là possiamo andare dove ci pare.

E Nuzzo non ci trova più.

Non ce l'ho mai avuto una così.

Tienilo tu.

Così non me lo vede.

Me lo dai domani, quando saremo liberi.

Sì, sono pronti.

Qua è il negozio da me.

Vengono le 11.

Tu vattene di sopra e chiudete dentro.

Stai tranquillo, il resto ci penso io.

A che dovete pensare voi?

Don Nuzzo, io non voglio grane. Se c'è da pagare, pagherò come ho sempre fatto,

pagherò pure loro.

Tu fai come ho detto.

A quelle ci penso io.

Sta arrivando mia moglie.

Buonasera. Buonasera.

Allora siamo intesi.

D'accordo.

Ma che voleva quello?

E che voleva? Era un cliente.

Da domani qua è tutta roba tua.

A me basta solo quello che serve per partire.

Ma sei sicuro?

Lasci tutto per una donna? Questi sono affari miei!

Resta qua e se succede qualcosa suona.

E ora tutti a letto con i cittadini a dormire il sonno dei giusti.

Ma Radio Tam Tam non dorme, non dorme mai.

Gli hai preparato i soldi?

Sono qua i soldi, vieniteli a prendere.

Nozzo.

Sono venuto per aggiustarci tra di noi.

E queste sono la prova.

Io non ho tempo per questi negozi da quattro soldi.

Te le posso pure lasciare.

Tu sei coraggioso e io ti rispetto. Però da questo momento lavori per me.

Ho deciso di farti baciare il Santino.

Perciò diventi cosa nostra.

Non lasci perdere quei pezzenti degli amici tuoi.

Di che cosa hai paura?

Sono disarmato.

Avanti, picchiadilli.

Stavolta hai voluto brillare troppo, povera stetta.

Ti sei bruciata, sei diventata una stella cadente.

Mario, ho sentito dei rumori, vengono dal negozio. Non è niente, dormi. Ma ti

dico che li ho sentiti, vado a vedere.

No, vado io.

Mario, allora?

Niente, era tutto apposta.

Non c'è niente da dire.

Allora? Due disgraziati, avranno vent'anni.

Uno è stato ucciso in auto, l'altro probabilmente dopo averlo strangolato l

'hanno trascinato fino alla macchina.

I vestiti erano ancora sporchi di polvere.

I soldi li aveva in bocca.

Per me è una faida per il controllo del pizzo.

Li hanno lasciati qua perché li vedessero tutti.

E i negozi? Perché sono tutti chiusi?

Non lo so, protestano così.

Però hanno paura a collaborare con noi.

Certo, come al solito.

Se vuole ci sono i padroni dei negozi.

Ho provato a interrogarli, ma non sono riuscito a tirarne fuori niente.

Allora, che cosa è successo la notte scorsa?

Nessuno ha visto niente, sentito niente.

Voleva dire qualcosa?

No, è che mia moglie credeva di aver sentito dei rumori durante la notte, ma

poi sono andato a vedere e non era niente.

Ma chiudendo i negozi pensate di risolvere i vostri problemi? Perché?

Abbiamo paura con due morti sotto casa.

Giudice, noi lavoriamo dalla mattina alla sera.

Non è compito nostro di fare gli eroi. Voi siete pagati per farlo. Arrestate

delinquenti invece di accusare noi che siamo le vittime.

Fino a quando voi li pagate e state zitti, siete complici.

Potete andare.

Andate.

Sembra un anello di fidanzamento.

Ce l'aveva in una tasca.

C'è inciso a Sara.

Sara, dai qua!

Russo ti cerca da ieri, è furioso.

Anche ti sei messa in testa.

Vuoi fare la fine ad Antonio?

Non ci puoi fare niente, Sara.

Guarda che era pure amico mio.

Ma chi si credeva di essere per mettersi contro Nuzzo?

Antonio almeno ci ha provato.

Come a nostro padre.

Te lo ricordi tu a nostro padre?

Ho conosciuto tanta gente come Antonio Ragusa.

Il padre era un balordo, la madre non l'ha mai conosciuta.

A 12 anni se n'è andato di casa.

Campava con gli scipi e con i furti d'auto.

Evidentemente si era stufato e voleva entrare nel giro grosso.

Questa è la figlia di Granchio.

Allora... Era lei la Sara dell'Anello?

Ecco, questa è la casa.

Da un mese Sara vive qua, sta a servizio.

Ed esce solo per fare la spesa.

A chi appartiene questa villa?

Nazareno Marciano, detto Nuzzo.

Piccoli precedenti penali, ma nulla di speciale.

Le hanno assassinato il padre e poi pure il fidanzato. Lei adesso è sola. Lei

pensa che i due omicidi siano collegati?

Non lo so, ma le hanno messo addosso una sofferenza insopportabile.

E l'odio non si cancella. Produce sempre altro odio.

E qui non ci abita una persona qualunque.

Sembra un fortino.

Dobbiamo sorvegliare Sara.

Ho paura per lei.

Pronto?

Pronto? La dottoressa Conti? Sì, chi parla? I bei di Fimene con Mattia vanno

bene per spassarsela. Non ti vogliamo fare male, ma questo non è un posto di

Fimene. Tornatene a casa.

Come si fa a rispondere?

Come si fa a rispondere?

Non accendere la luce, stiamo bene qua.

Così da solo in mezzo alla città Ecco, questa era dedicata a te Antonio Ragusa

e al tuo amico Gino.

Mi hanno detto che quando vi hanno ammazzato eravate sintonizzati su Radio

Tam Tam.

E sono sicuro che dovunque voi siate continuerete a seguirmi.

Lo sapete, Radio Tam Tam non è schizzinosa.

Ladri e assassini, gente per bene e criminali. Vivi o morti ammazzati.

Non si fanno distinzioni.

Ricordate?

Questa è la vostra radio.

E così oggi ne hanno ammazzati

altri due. È fantastico per l'economia della città. I giornali faranno le

edizioni straordinarie, i becchini si arricchiranno con i funerali e da Roma

ci manderanno plotoni e plotoni di magistrati.

Ah, basta che siano tutti belli come Silvia Conti.

È l'ora della confessione della serata.

Silvia, sei sintonizzata? Mi stai ascoltando?

D'accordo, allora ti svelerò un segreto.

Io ti amo. Vorrei che mi arrestassi, che mi facessi il terzo grado. Oh, sì,

però... Ah, anche tu hai un neo.

Eh sì, sei venuta a fare la guerra, ma non stai in trincea, no? Stai in un bel

superattico terrazzato con vista sul mare e lo sai a chi appartiene? No? Va

bene, te lo dico io. La proprietaria è una tua vecchia conoscenza. La contissa

Olga Camastra, la nostra miss insufficienza di prove.

Quindi, sta attenta alle mani che stringi, Silvia.

Questa canzone è dedicata a te.

Allora, Che cosa desiderava?

Ho appena saputo che l'appartamento in cui alloggio è di proprietà della

camastra. Ma io non ci vedo niente di male.

Tutte le case decente della città appartengono alla camastra e al suo

marito. Perfino il palazzo di giustizia l'hanno costruito loro.

Io non voglio avere debiti con nessuno.

No, intanto lei non deve niente alla contessa perché il ministero paga un

affetto molto salato per il suo appartamento, questo glielo assicuro. E

poi...

Non so, mi sembrerebbe uno scortesia, questa è una piccola città, bisogna

essere diplomatici.

Se non mi sarà assegnato un altro alloggio andrò in albergo.

Eh, va bene.

In quest'ora dovrebbe esserci un appartamento disponibile, tanto lei

immagino che avrà quasi finito. A che punto è con la sua ispezione?

Quando avrò terminato glielo farò sapere.

A Ragonese sono tre anni che lo bracchiamo.

Se fosse nascosto qui in Sicilia ne avremmo trovato traccia, non credo.

Comunque, secondo me almeno, questo Granchio era solo un piccolo delinquente

o perlomeno un bugiardo.

Ha detto che aveva delle rivelazioni da fare su Aragonese.

Lui è l'ultimo dei capi.

Non possiamo trascurare neanche le bugie.

E fai piano, scimonite.

Ma si può sapere che c'hai nella testa.

Sei sempre scura, ma chi è? Mi vuoi tagliare la gola?

Con tutte queste cose brutte che succedono.

Questi stidari che vi fanno la guerra.

Non avete paura?

E di che cose? Che mi possono fare?

Vi possono ammazzare.

E che me ne fotte.

Io non c'ho paura di morire. Chi muore non soffre più.

Che volete dire?

Ora ti insegno una cosa.

Se a uno ci vuoi fare male davvero, allora non lo

devi toccare a lui.

Gli devi levare quelli che sono la vita sua.

Il figlio, la moglie, il fratello. E così il dolore se lo porta addosso.

E per i parenti vostri non ci avete paura?

Io parente non ce n'ho e manco famiglia. Non ho figli.

Sono come Superman, invulnerabile.

E voi continuate a parlare, è colpa

vostra.

Ecco, si è fermato.

Ti piace il sangue mio, vero?

Ma è dolce.

Avanti, che fate tardi.

E non muovetevi. Non vorrete mica andare al compleanno di Nino con un taglio

sulla faccia?

La giudice Conti vuole vederti.

Io non c'ho niente da dire.

Solo un attimo, sta qua vicino.

Lasciami, mi fai male.

Andiamo, ma facciamo presto che io devo lavorare.

Come stai, Sara?

Ho saputo che Antonio era il tuo ragazzo, mi dispiace.

Era una cosa vecchia, non lo vedevo più.

Hanno ammazzato tuo padre, il tuo ragazzo.

Ma chi ti vuole così male?

Hai solo 18 anni.

Non farti rovinare la vita dalle loro vendette.

Tu puoi ancora essere felice.

Innamorarti di nuovo, avere figli.

Io non c'ho testa per queste cose.

Lo sai bene che non è vero.

E tu?

Tu ce n'hai figli, ce l'hai un uomo?

Ora è tardi. Il padrone mi aspetta. Perché non vuoi che ti aiutiamo?

Io mi aiuto da sola.

Aspetta.

Questo è tuo.

Antonio lo teneva in tasca quando l'hanno ammazzato.

Lo vedi?

Dentro c'è scritto... A Sara.

Quella Sara non c'è più.

Quella era un'altra Sara.

Ma adesso come sta?

No.

Non si preoccupi.

Cerco di partire oggi.

Breda, voglio un'indagine completa su Nazareno Marciano. Mi serve subito.

Io volevo chiederle due giorni di ferie. Ho dei problemi personali.

Non è proprio possibile. Ho poco tempo per finire quest'indagine.

Senta, lo so che è un momento difficile, ma non glielo chiederei se non fosse

necessario. Il suo superiore è il questore. Si rivolga a lui. Perché lo

domanda a me?

Aspetti, le ho detto che...

Gianni, sei riuscito a venire? Sì, mi hanno dato un permesso. Come sta?

Meglio, molto meglio.

Eh sì, se l'hai vista brutta. L'abbiamo trovata alla stazione.

Le hanno rifilato qualche dose tagliata male ed ha avuto un collasso.

Ho chiesto di te tutta la notte. Io ti capisco, siete separati.

Tu hai la tua vita, però... Io ci ho provato, ma con lei è inutile.

Tiziana.

Ciao.

Che devo fare io con te?

Non dovevi venire.

Non è successo niente.

Adesso sto bene.

Metti l'ascolto in cuffia.

Venite al bianco.

Sì, va bene.

Lei conosce il sindaco? Prego.

Dottoressa Conti.

Grazie di aver accettato.

Camera 2.

Microfono 2.

Prova microfono 2.

Controlla a livello musica.

Bene così.

1, 2, 3, prova microfono.

Prova microfono, 1, 2, 3. Che ne dice, Contessa? Bella donna, eh? Un tipo della

Giovanna d'Arco.

Ti piace?

Piace a tutti.

Secondo un sondaggio, il 63% delle donne vorrebbe imitarle e l'80% degli uomini

se la porterebbe a letto. Ma si stancherebbero subito.

Le sante sono molto noiose nell'intimità.

Credevo fosse un programma giornalistico. Il caso umano è il

programma più seguito della Sicilia.

Senta, se non ha nulla in contrario, in trasmissione diamoci del tuo.

Fa sempre una buona impressione sul pubblico.

Attenzione, dieci secondi.

Cari amici, buonasera.

Oggi ospiteremo un processo in cui siamo imputati tutti noi e la nostra città.

L'accusa è quella di omertà e sarà sostenuta dal procuratore Silvia Conti.

La difesa invece sarà del nostro sindaco, Giorgio Rambaudo.

Io non sono venuta ad accusare nessuno. Questa è una città di gente onesta.

E se partecipo a questa trasmissione è per chiedere a tutti voi di aiutare me e

gli altri magistrati a fare luce sui crimini di questi giorni.

Due giovani di vent'anni sono morti e questa è la sola cosa che mi interessa.

Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio.

Ai tempi miei erano chiamati Teddy Boys.

Questi nostri oggi stanno in Sicilia e si inventano la stitta.

Sono dei ragazzi sbandati, ragazzi violenti.

E qualche volta purtroppo succede pure che ci scappa il morto. Lei è come

quelli che vent'anni fa dicevano che la mafia non esiste.

Quelli sbandati, come li chiama lei, fanno la guerra alla mafia, ma la

imitano in tutto e per tutto.

La violenza l'hanno subita per tutta la vita. L'hanno imparata nelle strade

della sua città. E oggi la sputano fuori.

Finché cresceranno con l'idea che un mafioso è un modello da imitare, la

mafia continuerà ad esistere.

Bene, abbiamo molti motivi di riflessione.

E ora solo una breve interruzione per uno spazio pubblicitario.

Ma veniamo al caso umano di stasera.

Nella nostra città ci sono molti giovani difficili, ma ci sono anche dei ragazzi

come Marco e Angela.

Si conoscono sui banchi di scuola, vogliono sposarsi, ma lui come tanti

altri non ha lavoro.

E poi accade una cosa meravigliosa, ma che rende la loro situazione ancora più

difficile. Un bambino.

Per Marco e Angela ci vorrebbe un miracolo.

Ma al caso umano i miracoli avvengono.

Il genio della lampada, Olga Camastro e suo marito Aldo Renna.

Grazie. Grazie.

Grazie.

Congratulazioni. Questo è per lei.

Grazie.

Complimenti, complimenti.

Questo perché possiate credere al vostro avvenire e alla nostra società.

Complimenti. Grazie.

Desiderevo conoscerla da tanto.

Io l'ammiro molto.

E meglio segui.

Non ce la faccio papà, non ce la faccio.

Forza andiamo!

Nino!

Ecco dunque la soluzione del caso umano di questa sera, cari amici.

Il contratto di assunzione di Marco da parte della camastra S.P.A. con la

qualifica di custode. Non puoi passare! Senta!

Chiedo scusa.

Scusi, ma...

Devo...

Devo interrompere la trasmissione per comunicare una terribile notizia.

Un nuovo orribile delitto ha insanguinato le nostre strade.

Fatemi passare.

Fatemi passare, mi prego, fatemi passare.

Finiscila. Sei un vigliacco, non hai il diritto di piangerle.

Vattine, non te ce voglio vedere qua.

Vattine, capito? Tu dovevi morire, non loro, verbe schifoso. Sei capace solo di

piangere come una femmina.

Dottore, i testimoni confermano che era su una vespa nera.

Era uno solo, giovane.

Sono madre e figlio.

Indietro, indietro, state indietro, per favore.

Allora rimane qua?

Non torna più a Roma?

No. Le cose a Roma si vedono da lontano.

Mi sono fatta distaccare qui.

Ci ho pensato, sa, a quella cosa.

Che su certi fatti uno non ce la fa a chiudere gli occhi.

Io non so che cosa ha deciso su di me.

Però fino a quando non mi trasferiscono, io sarei disponibile a lavorare con lei.

Sempre che la vada bene.

A me va bene.

Spero che fai cosa buona. Sta rischiando carriera per te.

Sai come credo, rischi molto di più.

Rischi la vita.

Uno dei soci è Corinto.

Vogliono costituire una serie di società qui in Russia.

Finanziarie, banche, immobiliari.

Diventerebbe il gruppo più importante del paese.

Questo è un investimento colossale.

Ma gli manca la copertura finanziaria.

Non c'è soldi, tu questo vuoi dire?

Non risulta solo un trasferimento.

50 miliardi.

Da una banca di Bailoff, il primo del mese.

No.

Bailoff è solo un piccolo villaggio di pescatori.

Chi può avere 50 miliardi là?

50 miliardi non gli basterebbero neanche per cominciare.

Qui c'è un progetto di investimento di migliaia di miliardi.

Di dove viene tutto questi soldi?

Non lo so.

Non lo so, però nel mio paese c'è gente che ha fatto una fortuna con ogni tipo d

'affari.

Con le armi, con la droga, con la corruzione.

Adesso lo so cosa fa Corinto.

Lava soldi sporchi.

Ma come riusciranno a portare i soldi qua giù?

Oramai i trasferimenti bancari lasciano traccia.

Vediamo. Ecco, il conto nella banca di Bailoff si chiama South Cross.

Croce del Sud.

Come se i soldi comparissero dal nulla.

Dobbiamo andare laggiù.

Voglio capire come fanno.

Stasera il tam-tam rulla più piano.

Oggi è morto un bambino.

È l'ora del buio, è l'ora della morte. Ma ascoltatelo meglio.

Vi dice qualcosa di nuovo.

Vi dice che oggi, insieme a Nino, è morto chi l'ha ucciso. E che domani noi,

io, voi, che siamo questa città, la città vera, domani noi rinasceremo e

diremo basta.

Buonanotte, amici miei, e sogni d'oro.

Sono Sara, apri la porta!

Sono Sara, apri! Io non la volevo ammazzare, il bambino non la voleva

ammazzare, apri!

Non mi abbandonare mai!

Lasciami stare, stammi lontano, non hai paura a farti vedere con me? No, non ho

più paura.

Te l'hai insegnato tu con quello che hai fatto.

Io non lo volevo ammazzare al bambino.

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