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Signori,
Grazie.
Grazie.
Venite prego da questa parte.
Dopo di lei.
Prego.
Il mio signore Parbo è felice della vostra visita e si scusa di non parlare
la vostra lingua. Lui è molto, molto preoccupato.
Prima tutto era chiaro.
Lui forniva la merce, lei e i suoi amici la rete per distribuirla, lei il denaro
per acquistarla e poi c'era la cassa. Ma ora tutto è confuso. Lui non capisce
cosa sta accadendo.
Parbo dice che se voi non avete buone spiegazioni per lui, allora il grande
carico non arriverà a Praga.
C'è stato... c'è stato un piccolo imprevisto.
Il signor Tano Kariddi, inaspettatamente, ha alzato il suo
prezzo.
Farbo dice che ha molto rispetto per te, ma tu non ne hai per lui, da un anno.
Rinunciando a grandi guadagni, lui accumula per te il grande carico. A lui
non importa di Tano, Tano è un problema tuo.
Lui dice, se la mosca ti dà fastidio, schiacciala.
Di al tuo padrone che quella che lui crede una mosca invece è un'aquila.
Diggi che quest'aquila che gli sta davanti ha in mano mille miliardi.
Diggi che se lui vuole quel denaro in cambio del carico è con me che deve
trattare.
In questo momento sono io che do le carte, sono io il banco e stabilisco io
l'apertura.
Volete giocare?
Dovete mettere qui il 20% dell'intero affare.
Lei è un miserabile.
Un buffone, ecco cos'è.
Silenzio, Parfen.
Lei in questa faccenda parla per ultimo, se ne stia zitto è buono.
Ma...
Noi, cioè i miei amici, ormai si sono accordati su un certo margine.
Lo avrete, il vostro margine, lo avrete. Stia tranquillo. E lei avrà la sua
percentuale sulla distribuzione finale. E lei il suo 20%, vale a dire quasi
tutta la mia quota.
Ma in cambio dovrà venire con me a Milano, in un luogo sicuro. Da lì
gestirà l'operazione sotto il mio personale controllo.
Quasi tutta la sua quota.
Questo vuol dire che, alla fine di tutto, lei non avrà guadagnato nulla.
No, signor Caritti, avrò guadagnato molto, ma non sarà il tipo di guadagno
che sta tanto a cuore a gente come lei, come il signor Warfel, come il nostro
gentile ospite.
Il mio guadagno sarà la vita di una persona che tutte le notti, sempre, da
anni, tormenta i miei sonni.
È lui quello che voglio. È lui il mio pranzo di gala.
Il resto sono briciole, che lascio a voi.
Volentieri.
Possiamo considerare risolta la questione?
Parbo dice va bene.
Ora vi prega di accettare in dono queste stoffe.
Il colore delle vostre anime.
Rossa come la vendetta.
Nera come la cospirazione.
Azzurra come il coraggio.
Che il vostro Dio vi
aiuti.
Che cosa si sa?
L'operazione è finita, però deve riuscire a superare la notte.
È molto grave.
Era la mia prima causa.
E non ci ho capito niente. Non sono stata capace di aiutarla.
Nessuno poteva aiutarla.
No.
Non è vero.
Non è vero questo.
Buongiorno. Buongiorno. Prego.
e si sente il vento fagliare.
La mamma e i due orsetti, a un certo punto, vedono da lontano una piccola
casa.
Non dovete essere tristi.
Vedrete che mamma guarirà prestissimo e tornerà da qui.
Ecco fatto.
L'accredito è partito dalla mia banca.
Tra qualche secondo il prestito di Litfa comincerà a viaggiare verso Praga.
Il signor Occidente sarà soddisfatto.
Mi dispiace dover ricorrere a questi mezzi, ma lei deve capire che resterà
qui finché l'operazione non sarà finita.
Sì, Braccia, ti ascolto. L'oro è partito.
Gli accrediti stanno arrivando a Praga.
Si tratta di qualcosa come mille miliardi. Che faccio io? Non fare
assolutamente niente.
Controlla che tutto il denaro arrivi davvero a Praga.
Poi chiudi il teatrino e te ne torni a Milano. E Fede, che deve fare?
Dille di non muoversi di lì.
È meglio che per ora resti a Grammerbull, insieme a Maria.
È il posto più sicuro che abbiamo.
Dall'ospedale non ci sono novità, è ancora in rianimazione.
Se Nino non ce la fa, che ne sarà dei bambini?
Li sistemeranno in un buon istituto.
Già, me l'immagino il buon istituto.
Nicola non lo sopporteranno, figurati.
Non chiede mai scusa, non abbassa mai lo sguardo.
Da piccolo ero come lui.
Non sei tanto cambiato.
Cos'è?
Te l'ha dato Serena?
Sì.
Giudice, è per lei.
L'operazione è cominciata. Mairo parte
per un'ora. Sì, generale, ho capito.
Era Amadei, l'operazione è cominciata.
C'è un aereo fra un'ora per Praga.
Io non vengo, io... Vai tu.
Ma Amadei dice che è importante, vuole che tu... No, io non vengo.
Io cerco Santino.
Niente, qui non si trova niente.
Cinco, qua non si trova niente.
Continuate a cercare.
Una strada, un indirizzo.
Cercate, forza.
Allora? Ancora niente.
Lasciate perdere tutto.
Tanto qui non troviamo niente di quello che cerca Brenna.
Seguiamo la ragazza e vediamo che succede.
Tenermi prigioniero non le pare, oltre che un po' volgare, troppo rischioso?
Mi dovrebbe ringraziare. Lo faccio per lei, oltre che per me.
Questo studio è il posto più sicuro di Milano.
Appena avremo la conferma che l'affare è andato a buon fine, sarà libero. Ma a
quel punto lei dovrà vedersela da solo, col nostro comune nemico.
Non posso difendermi da qualcuno che non conosco.
In questo caso non scommetterei troppo sulla sua vita.
Non sia così sicuro.
Lei avrà ancora bisogno di me, specialmente se intende prendere il
posto del nostro comune nemico come lei lo chiama giù in Sicilia. La Sicilia non
conterà più niente quando tutto sarà concluso. Per i grandi traffici sarà
terra bruciata. Io non voglio la Sicilia, voglio lui!
Chi è lui?
Quando era un semplice killer, affiliato alla famiglia Bonanno, con i soldi dei
primi omicidi si era comprato...
Un negozio di carni. Lei che è stato così intimo con quelli della vecchia
cupola, chissà quante volte l'avrà sentito nominare. Il macellaio?
Proprio lui, sì.
Il macellaio. Ma lui era soltanto uno che uccideva a pagamento.
Qui invece si sbaglia. Era anche un uomo capace di organizzare grandissimi
affari. Alleanze e tradimenti, congiure, feroci agguati, coltellate alla schiena.
Capace di ammazzare dei bambini mentre giocavano su un prato.
Allora? Niente.
Ribeira non riusciamo a trovarlo.
E neanche Tano.
È da buttanella che avete visto sotto la casa sua?
Ci ho messo dietro due dei nostri, ma per ora niente.
Tutto si muove, il nuovo gestiamo qua, fermi come fissa.
E Marco dove sta?
Perché non è venuto lui qua?
Valla a chiamare e dici di venire.
Marco si è fatto accompagnare all'aeroporto.
È partito ieri notte.
Ma che minchia stai dicendo?
Come è partito?
Per dove?
Non lo so, ma ha detto che era una cosa per voi.
Per aiutarvi.
Per aiutarmi?
Lui è a me.
Eh, vattene.
Sparisci. Voglio restare solo.
Buongiorno. Salute a te. Farbo ti sta aspettando. Prego, vieni con me.
Parbo dice tu sei molto giovane e questo è bene.
E adesso Parbo dice anche tu sei venuto troppo tardi. Lui ha dato la sua parola
a un altro.
Io sono venuto qui per dire a Parbo che lui sta facendo affare con
un morto.
Stiamo cercando Rebeira.
Sappiamo che è lui che ha messo in piedi tutto.
Prima o poi lo troveremo, che sia in Italia o fuori.
Mio padre non lascerà vivere chi si è permesso di sfidarlo nella sua casa.
Parbo dice, dice tuo padre ha molto sbagliato.
Lui ha recato offesa grave a Parbo, rifiutando persino di diventare suo
socio in affari. È troppo tardi per rimediare.
La prima consegna è prevista per questa notte.
E questa notte tutto quanto deve avvenire avverrà.
Le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli.
I figli certe volte sono molto diversi dai padri.
Parbo ti invita a sederti e a bere il tè insieme a noi.
Parbo adesso dice dobbiamo aspettare che passi questo lungo giorno e la notte.
Lo sai, i genitori di mio padre e due suoi fratelli sono scomparsi durante la
guerra in un campo come questo.
A guerra finita mio padre divenne sindacalista.
Se lo venne a prendere la polizia di Stalin una notte d'ottobre del 1952.
Non sappiamo neanche dove è sepolto.
Forse è qua vicino.
In una fossa comune, là nel bosco.
Non verranno.
Ormai è tardi.
Verranno, giudice Bisnick.
E domani lei sarà un eroe.
Non mi piacciono gli eroi.
Non li ho mai sopportati.
A me piacciono...
Il
cancello della vecchia ferrovia.
Levequaco.
Insomma, è inutile che insistete.
Come ve lo devo ripetere?
Io non lo conosco, quello che ha organizzato questo affare.
Non lo conosco.
Lei mente.
Mente.
E non le conviene.
Farò condannare lei e i suoi complici per attentato alle istituzioni dello
Stato. Vi impedirò di uscire di galera per il resto dei vostri giorni. Ma
giudice, le ho già detto che non so. Il nome.
Voglio quel nome.
Io non lo so il nome.
Lei lo sa, lo conosce con l'uomo. Vi siete incontrati più di una volta qui a
Praga.
Chi è la persona che veniva all'hotel Novotnik e si faceva chiamare Jacek?
Ribeira.
Sì, è un prodotto nostro.
È ottimo per i luci. Lo chiede ai pescatori. Sì, ma io vorrei... vorrei
chiederlo a questo pescatore. È lui che ha comprato le sue esche, se lo ricorda.
Come faccio a saperlo? Qui passa tanta di quella gente.
Ha una cicatrice qui, qui sulla guancia destra.
Ah, sì, forse.
Potrebbe essere... Potrebbe essere chi?
Ma se è lui...
Un paio d'anni fa veniva spesso. Una volta mi disse che pescava dal barcone.
Dal barcone dove?
Al fiume, dopo il vecchio mulino.
Notizie appena arrivate dall'Europa dicono che purtroppo il grande carico è
stato intercettato. Ci sono stati arresti, tra poco anche Ribeira sarà
catturato. Tutti questa volta abbiamo sbagliato. Il mio padrone per primo, tuo
padre, che non ha saputo fermare Ribeira per secondo. Io però no.
Io non ho sbagliato, è per questo che ora posso chiedere.
Chiedo a Parbu.
Che il traffico della morfina base verso l'Europa dell'est e dell'ovest d'ora in
avanti venga affidato a me.
In cambio avrà quello che aveva chiesto e che mio padre finora gli aveva
rifiutato. Una consistente partecipazione agli utili che verranno
dalla distribuzione finale della merce.
E tuo padre?
Capirà.
Non ho trovato niente. Quella maledetta palla di vetro non c'è.
Sai che Santino si è fatto ammazzare per amore?
Per salvare la vita alla bambina.
Sei pallido. Ti senti male?
No.
Qua, qua.
No,
no.
Sto bene, sto bene.
Vieni.
Allora lasciamo stare qui.
Cerchiamo la sua auto, deve stare da queste parti.
Andiamo. Posso fare qualcosa per te?
Sto bene.
Prendetela voi, io adesso devo andare.
Ciao.
Ciao, Francesca.
Fermati al prossimo grill che ti offro un caffè.
Ma vostro padre ha detto che... Quello che dice mio padre non è la Bibbia.
Ecco.
Entra là dentro.
Voglio parlare.
Francesca. Francesca.
Fammi vedere.
Mamma!
Sei guarita?
Adesso staremo sempre insieme, lo prometto. Hai visto che Francesca è
tornata? Ho una cosa per te, mamma. Fammi vedere.
Guarda che bella! Ti piace Francesca?
Grazie. È bellissima.
La regali a me?
È un portafortuna? Sì. Allora ha già funzionato.
Ciao, papà.
Allora, che ha detto il ciccione?
Ribeira è finito.
L'affare è andato per aria.
Tutto torna come prima adesso.
Anzi, meglio di prima.
D'ora in poi copriremo anche il mercato dell'Est. E i prossimi carichi?
Parbo li manderà a noi.
Ho dovuto accettare un prezzo un po' più alto, ma è roba da niente.
Eh, bravo, Marco.
Bravo.
È la prima volta che me lo dici.
Si vede che è la prima volta che te lo meriti.
Vieni, ma, Trasi, ti devi riposare.
Vai di dietro.
Tutti i collegamenti sono saltati, è inutile ritentare.
Deve essere successo qualcosa.
Signorina, non può entrare, la prego.
Io ho bisogno di vederlo.
Tu sei qui, sono due giorni che ti cerco. Perché sei venuta qui? Non
dovevi! Voi due scendete, andate a controllare. Ma che succede? Chi sono
quegli uomini? Niente, niente, ti spiegherò.
Sono stato all'estero per certi affari.
A Praga.
A Praga? Sì.
E in che albergo stavi a Praga?
L'hotel Novotnik.
Il Novotnik.
Ma...
ascolta Martina
forza
Vieni con noi senza fare un piano, se no sei morto!
Pronto generale, sono io.
No, non importa dove sono, mi ascolti bene perché questa è l'ultima volta che
ci sentiamo. Ho scoperto chi è l'uomo che ha in mano Cosa Nostra e so anche
chi è il suo avversario.
Adesso per prima cosa c'è una macchina da fermare.
Milano, U3, 24, 96.
Comunica a questa targa tutte le auto, voglio posti di blocco in tutta la
città. Subito.
Porca vacca, la polizia!
Vai addosso!
Reggetevi!
Trova un posto tranquillo e a costa. Gira in quella strada e fermati!
Fermati! Ferma! Ferma!
Ora scendi! Fuori!
Fate presto, tra cinque minuti dobbiamo andare via di qui.
Mi dispiace di andarmene.
Per uno che è stato povero come a mia, tutte queste bestie.
Ma tu non lo sai, non lo puoi capire.
Se la polizia prende Ribeira, lui farà il tuo nome.
Sì, lo so, lo so, ho capito, me l'hai già detto.
Ma a noi non ci spiorano nemmeno, non è che sono scemo.
Apposta qua, avevo intestato tutto a te.
Io sono pronto.
Papà.
Sì, vengo, vengo.
Tu non puoi!
Tu te ne puoi tornare in Sicilia, là nessuno conosce il tuo nome.
Io per qualche tempo mi trasferisco all'estero, lui verrà con me.
Queste sono le chiavi del potere di Serramanno, te lo ricordi?
Trenta ettari e due case coloniche.
Adesso è tu.
Il cielo che protegga.
La stessa cosa per te.
Attenzione, il treno espresso per Vienna partirà dal binario 3 anziché dal
binario 5.
Treno espresso per Vienna al binario 3 anziché 5.
Direttissimo proveniente da Bologna. Viaggia con circa 10 minuti di ritardo.
Volevamo lui, il re nero, e Tano ce l'ha dato.
Ma qualcuno ha pensato bene di farcela trovare in questo modo qui.
Questo vuol dire che sul trono si è già insediato il successore.
E tutto ricomincia.
Grande operazione coordinata a livello europeo ha portato a sventare un
colossale traffico di droga. A Praga e in vari altri paesi dell'est europeo si
stanno susseguendo decine di arresti mentre la polizia italiana ricerca
attivamente il responsabile della rete criminale in Italia.
Lorenzo Ribeira, figlio del tristemente noto Carmine Ribeira, già boss di primo
piano di Cosa Nostra, costretto alla fuga in Canada alcuni anni fa in seguito
alla terribile guerra di mafia che all'inizio degli anni 70 insanguinò la
Sicilia. Ed ora, la pagina letteraria.
A 36 anni dalla morte di Ernest Robert Curzius, un convegno di stu...
Allora,
quegli ace che cercava la giudice...
Sei tu, vero?
E tu mi hai cercata perché ti facevo comodo per sapere quello che succedeva
in procura.
Quando ero piccolo e stavamo ancora in Sicilia, tutte le notti da
solo salivo sul tetto della casa, dove c'era...
un piccolo telescopio che mi aveva regalato mio padre.
E da lì guardavo una stella, una stella piccolissima,
che, l'avevo letto sull'enciclopedia, si chiama H70.
La caratteristica principale di questa piccola stella è che la sua luce, per
arrivare sulla Terra, ci mette circa centomila anni.
Invece per cancellare via i miei due fratelli e mia
madre bastarono solo pochi secondi.
Io stavo su un albero.
Giocavo a fare il dottore dei passerotti.
Gli davo da mangiare.
Mi divertivo a curarli.
E poi cominciarono a sparare.
Dalla sua ho visto tutto.
Senza un grido.
Senza una lacrima.
Per anni e anni ho provato vergogna perché non ero lì con loro, perché ero
vivo.
L'uomo che li uccise era un professionista.
Lo chiamavano il macellaio.
Da allora non ho pensato altro che a lui.
Come un merlettaio.
Ritornavo sempre nello stesso punto, sempre.
Ossessivamente.
E ho cominciato a detestare mio padre.
Lo detestavi, ma sei diventato come lui.
No, lui era molto peggio. Era un mostro.
E la cosa più orribile era la sua saggezza. Per salvare i suoi soldi era
pronto a tutto.
A lasciare il suo paese, a chinare la testa, a baciare la mano di chi gli
aveva ucciso la moglie e i figli.
Ho aspettato la sua morte come una liberazione per prendere il suo posto e
fare ciò che lui non aveva avuto il coraggio di fare.
Io non potevo dimenticare.
Io ero là.
E i morti ci appartengono.
Devono vivere con noi.
Altrimenti siamo noi a ucciderli.
Ma anche così niente poteva restituirteli.
Chiamala giudice e dilla di venire qui.
Chiamala, avanti.
È stato bello conoscerti.
Molto.
È stato bello quando ho cominciato a sentire che il mio cuore c'era ancora.
E batteva forte.
Quando ti vedevo.
Perfino questo paese che odio mi è sembrato più... dolce.
No.
Resta qui.
Stanno arrivando.
Tu va da loro.
Va da loro, ho detto.
Avanti, va da loro!
E tu?
Io?
Io?
Io sono la tua causa persa.
Mi dispiace.
Adesso, va. Va.
Fermatevi!
Davide! Lassù! Martina!
Stazione di intervizio.
Frontiera con l'Austria.
Sì,
sì, ho capito.
Va bene, richiamate fra cinque minuti.
Anni
fa
in America ho lavorato in una miniera di carbone.
Era una specie di inferno. I minatori erano di origine indiana.
Tra loro quando un uomo si innamora e sceglie di vivere con una donna,
le offre una cosa sua.
E la donna fa lo stesso.
E tutti e due dicono la luna e le
stelle siano testimoni al mio cuore.
E vale anche così senza luna né stelle? Sì, si vale sempre.
E per sempre.
Allora, la luna e le stelle
siano testimoni al mio cuore.
Silvio, è da tanto tempo che io non ti ho detto una cosa importante.
Davide, ha chiamato la centrale. Hanno appena ritrovato la macchina di Santino
Rocchi. La stanno tirando fuori dal fiume.
Voi pensate a Martina.
Lì ci vado io.
D'accordo.
Dimmi questa cosa importante.
Questo è il contenuto del bagagliaio.
Sì, quasi finito.
Hanno già comunicato qualcosa a proposito della macchina?
No, non ancora.
Sì, va bene.
Andiamo su.
Passo il chiudo.
Sì, procede tutto regolarmente. La stanno tirando fuori in questo momento.
Attenzione!
Allora. Ecco.
Questo è l'elenco dei materiali richiesti dal povero professor Canevari.
Riguarda i processi per crimini di guerra.
Scusi, cos'è questo elenco di nomi?
Si tratta di coloro che testimoniarono. Sono quasi tutti ex deportati.
Litvak.
Mi faccia vedere questo, per favore.
Sì.
Lo prendo.
Questo è il processo relativo ai fatti avvenuti al campo di Heigenberg.
Qui mi dà la traduzione.
Le interessa?
La prego.
Mi chiamo Stefan Litwack. La mia famiglia è stata tutta sterminata nei
campi.
Noi siamo originari di Ginevra, ma nel 1931 mio padre si era trasferito a
Bucharest per affari.
Eigenberg era un campo speciale vicino al confine rumeno. Visto da fuori non
sembrava neanche un lager.
Lì erano state raccolte tutte le famiglie ebree facoltose.
Avevano depredato le nostre abitazioni, confiscato i nostri averi.
E una volta giunti al campo ci avevano obbligato a firmare una carta con la
quale cedevamo tutti i nostri beni.
Della cosa si occupava un giovane collaborazionista di origine rumena, l
'ufficiale più odiato del campo.
Si chiamava Kiriu, il tenente Kiriu.
Io sono l'unico sopravvissuto.
Negli ultimi giorni al campo rimasero solo tre soldati e Kiriu.
Ci ammassarono in un capannone e ci finirono a raffiche di mitre.
Io rimasi sotto una specie di catasta umana.
Ma miracolosamente ero vivo.
Durante la notte fuggì dal campo, ma ero terrorizzato, pazzo di paura.
Sono rimasto nascosto nelle campagne per circa quattro mesi, senza sapere che la
guerra intanto era finita.
Questo era il mio numero di matricola.
A7511131
Fermo.
Tieni su le mani.
Forza al muro.
Appoggia le mani al muro. Qui.
Girati.
Siedi lì.
Avanti, siedi.
E non ti muovere.
Lo sapevamo che venivi qui.
Generale, Tano Caridi è qui.
I morti vivi, quelli che stanno ancora in mezzo a noi.
Guardate queste facce.
Uomini, donne, bambini.
Di tanti non sappiamo ancora il nome.
È per questo che bisogna cercare.
Dare un nome a ciascuno sarà un po' come richiamarli in vita.
È per questo che non bisogna dimenticare.
È per questo che la memoria è sacra.
È anche questo luogo.
Non sono questi i morti che mi fanno paura, mamma.
I morti vivi, quelli che stanno ancora in mezzo a noi, quelli mi fanno paura.
Che volevi fare qui?
Gliel'ho promesso.
E lo farò.
Sei tornato?
Sì, Maria.
Andremo all'isola adesso.
Si.
È qui da circa un'ora.
Ho già avvertito Madei, sta venendo qui con Silvia.
Ciao Maria.
L'hai visto?
Dano è venuto a prendermi.
Sì, andretevi insieme.
Dammi la pistola.
Tira su le mani.
Ma stai scherzando? Tira su le mani. Ma chi ti prende?
Chi sei, impazzito?
Loro due vengono via con me.
Vieni. Vi restituisco la stella.
Dalla Amadei per quello che devo fare non mi serve più.
Voi andate fuori. Vi raggiungo subito.
Sto così male, Fede, che quasi non ti vedo. Ascoltami, ho poco tempo.
Tieni su le mani, tieni su le mani.
Quando arriveranno gli altri non cercate di venirmi dietro. Restate qui e
aspettate, mi farò sentire io.
Se non posso vi farò chiamare Tatano.
Davide, tu, tu stai male.
Che succede?
Ti amo a lei, che ho sempre saputo che lui sapeva.
Ma va bene, è lo stesso, digli che lo ringrazio.
È stato bello stare con voi.
E a Silvia, che devo dire?
Quando torni?
Io non torno.
Mi dai tu?
Ma tu cosa cerchi ancora?
Cerco un uomo e tu mi aiuterai a trovarlo.
Davide, verrai anche tu con noi?
No, Maria, io no.
Però mi piacerebbe.
Allora?
Gli ho detto dei miliardi che ho ancora nella mia banca e gli ho detto del posto
dove volevo incontrarlo da solo.
E lui?
verrà stanotte
non
lo so dove è andato era non so stava male
aveva i riflessi appannati ad un certo punto ha quasi perso l'equilibrio
poi diceva delle cose strane diceva che lei in generale sapeva tutto fin dall
'inizio o poi diceva che insomma
A un certo momento gli ho chiesto quando tornava e lui... Che
cosa ha detto?
Io non torno.
Che significa? Voglio sapere.
Lei lo sa, vero?
Sì.
Io lo so.
Quando ha subito quell'attentato i chirurghi non sono riusciti a rimuovere
il proiettile.
I medici gli avevano dato solo pochi mesi di vita.
Che stai pensando?
Niente.
Guardo.
Che cosa?
Gli altri che non credo.
Fermi.
è bello tutto
lei
lo sapeva
ha preso le sue maledette informazioni
sapeva che a Davide non restavano pochi mesi di vita.
E lei aveva... aveva bisogno di qualcuno che non avesse paura.
Di uno che non avesse niente da perdere.
È per questo che la scelto, vero?
Sì, è così.
Dio generale!
Ma che cosa ha lei al posto del cuore?
Non le è venuto in mente che magari ha un uomo che sa di dover morire?
Mi farebbe piacere poter raggiungere il suo figlio.
Passare con lui gli ultimi giorni.
Oppure, non so, scrivere una lettera.
O starse da qualche parte a riflettere.
A piangere.
Non ha mai avuto una vita normale.
Gli hanno tolto tutto.
E lei gli ha tolto perfino il diritto di morire in pace.
Ma perché?
Perché?
Davide l'aveva capito benissimo.
È stato un fatto senza parole.
Ma onesto.
Mi deve credere?
No, non le credo.
coraggio, ma io gli ho dato la possibilità di non accorgersi che stava
morendo e anche di fare qualcosa di importante, che avesse un senso
per lui e per gli altri.
L'ultima occasione di stare insieme alla gente.
Felicità che non è data a tutti.
Gli occhi che me l'avevano detto cominciano così.
Tra poco non vedrò che ombra e poi più niente.
Quando l'ho saputo era come se quel medico parlasse di qualcun altro.
che non conoscevo.
E invece adesso no.
Adesso vorrei vivere.
Forse sarebbe stato meglio se quella pallotola avesse fatto subito il suo
lavoro.
Meglio per me.
Meglio per Silvia.
E meglio anche per te.
Se non fossi venuto giù in Africa magari a quest'ora tua Maria chissà...
Maria è sempre vissuta senza di me.
Mi dicevo che era giusto così.
Io avevo troppi nemici.
E lei era il mio punto debole.
L'ho sempre tenuta lontana, nascosta.
Per proteggerla, mi dicevo.
Ma in realtà in tutti questi anni ho solo cercato di proteggere me.
Dono!
Andiamo sull'isola.
Sull'isola. Dove sta la tua isola?
Lontano.
E com'è?
Verde.
Portala via.
Via di qui.
Portala via finché sei in tempo.
Dicci davvero.
Alla fine della strada bianca, oltre il cavalcavia, a due
chilometri c'è una stazione di servizio. Ci arriva un pullman che va verso il
confine. E tu?
Io aspetto.
Portala via subito.
Ora.
Maria.
Dopo me.
Sì.
Portala via.
Venga avanti.
Qui, alla luce.
Chi è lei?
Io sono venuto qui per incontrare Tano Caridi.
Tano Caridi voleva incontrare il banchiere Stefan Lidvac.
Lei?
Io sono Stefan Litvak.
La sua voce quasi nessuno la conosce, neanche il suo volto.
Nessuna fotografia, niente televisione, niente, solo un'ombra.
Da anni.
Come nella fotografia.
Lo stesso numero.
Lo stesso.
Non ti ruperò troppo tempo, Tenente Kirio.
Non ne ho abbastanza. Con che nome mi hai chiamato?
Ma chi è lei?
Guarda.
Lo vedi quest'uomo?
Questa specie di uomo?
Guarda bene, lo leggi quel numero?
Lo stesso numero che è impresso qui sul tuo braccio.
Questo giovane di neanche 30 anni, questo povero essere umano, è lui, il
vero Stefan Litvak.
Ed è morto qui, qui dentro.
Aveva la tua stessa età allora.
I russi erano a meno di 20 chilometri. e così ti è venuta l'idea.
L'ultimo lavoro tenente Kiryu l'hai fatto da solo.
Quanti erano in questa baracca quando li hai massacrati?
50?
100?
Ma di cosa sta parlando?
Poi... Poi la guerra è finita con tutta calma dopo esserti tappato quel numero
sul braccio ed aver raccontato le tue menzogne al processo.
Sei andato in quella banca nella quale avevi depositato il danaro estorto agli
ebrei ammazzati nel campo e hai riscoso.
Chi è lei?
Io... Non sono nessuno.
Come erano nessuno per te e per quelli come te, quegli uomini, quelle donne,
quei bambini che mi mandavate a morire. Non sono nessuno, tenente Chirido.
Ma sono qui a nome di tutti.
Avrebbero dovuto processarti e impiccarti 50 anni fa, ma tu sei stato
bravo. Molto.
Hai costruito la tua ricchezza sul sangue.
E poi lei è cresciuta con pazienza.
Con metodo.
Entrando in tutte le operazioni più sporche.
No, no, non io.
La storia.
La storia è sempre stata un'interrotta sequela di massacri.
Le cose oggi non vanno peggio di mille o duemila anni fa.
I deboli e i mediocri soccombono, i forti invece, che conoscono l'orrore che
è in ognuno di noi e lo accettano.
Vincolo. Bisogna avere la forza di rassegnarsi all'imperfezione, bisogna
saper accettare questo continuo sberleffo del mondo.
Sono quasi cinquant'anni che la sto aspettando, signor Nessuno, ma sono
tranquillo, perché io sono la storia di questo secolo.
E lei si rassegni, non può farci proprio niente.
Io non sono tanto bravo con le parole.
A me è toccato chissà perché di parlare con questa.
Forse perché ho dovuto vivere dentro una guerra contro nemici invisibili come te.
Mostruosi come te.
Senza un volto, senza un nome come te.
E sempre col freddo della pistola in tasca.
Ci ho vissute insieme per anni, tenente Kiriu.
L'ho tenuta sotto il cuscino, ho dormito con lei, ma non mi è mai piaciuta.
Però adesso questa pistola è qui per te.
Perché vedi, anche la gente comune, anche i piccoli Davide, certe volte
buttano giù i Golia.
E la storia stanotte è proprio qui.
In questo posto pieno di dolore, pieno di lacrime.
La scrivo io.
Così che tutti sappiano la verità.
La verità.
Che parola oscena.
Verità è ciò che tutti credono.
Verità è che da 50 anni il mio nome è Stefan Litvak.
Verità è che ci sono governi in tutto il mondo che dipendono dalle mie banche.
Verità è che tutti vogliono sentirsi raccontare la bella storia del denaro,
sempre frutto e premio al merito.
Però non è affatto così.
E questo lo sanno tutti.
Il denaro è il padrone. E non si dice, non si dice mai al padrone, il tuo
vestito è sporco di sangue.
C'è ancora un colpo, non lasciarlo scappare.
Non lasciarlo scappare.
Mi lasci andare via.
Potremo fare molti affari insieme.
Le farò gestire come vorrà quei miliardi rimasti nella sua banca.
Abbiamo molte cose in comune io e lei.
Non è vero.
Non sei più con me.
Non ascoltarlo.
Non ascoltarlo.
Avanti, spazio via quest'insetto.
E io farò di lei uno degli uomini più ricchi della Terra.
Avanti, faccia come le ho detto.
Grazie.
Non entrare.
Posso restare sola con lui, per favore?
Davide mi aveva detto che lei è stanca.
Che forse intendeva lasciare la magistratura.
Non lo faccio, giudice.
Abbiamo bisogno di persone come lei.
Vorrei che siamo un po' più soli.
La luna e le stelle siano testimoni nel mio cuore.
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