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Original subtitles

Dopo essere rientrato in Italia, Davide, un ex poliziotto sfuggito

miracolosamente a una terribile strage, nella quale anni prima avevano trovato

la morte gli altri cinque componenti della sua squadra, infiltra la famiglia

del barone Linori.

Qui incontra la giudice Silvia Conti, che si è fatta trasferire in Sicilia

alla ricerca dei responsabili dell'assassinio del commissario Cattani.

Una lunga catena di lutti, la morte del barone, del suo figlio maggiore e infine

del nipotino Ninni, rendono consapevoli Silvia e Davide che attorno ai Linori e

all'unico sopravvissuto, il giovane Andrea, si è scatenata una lotta senza

quartiere per il controllo del consorzio Siciltecno Plus, di cui Andrea è

diventato presidente.

Infatti, dietro Andrea, si muovono le ombre di vari burattinai, Tano Cariddi,

Antonio Espinosa e Riccardo Respighi, un ex uomo politico che sta tentando

spregiudicatamente di tornare alla ribalta.

Mentre Davide assieme a Silvia, a Trevi e a Quadri vola in Germania e poi in

Lussemburgo per scoprire la complessa manovra finanziaria ordita da Espinosa,

in Sicilia Stefano e Marta vengono catturati da Andrea Linori che ha ormai

intuito il ruolo di infiltrato di Davide.

Stefano, che credeva suo padre un criminale, viene così a sapere la

verità. Espinosa nel frattempo, informato da Respighi del fatto che una

commissione parlamentare di inchiesta sta per bloccare l'intera operazione,

decide di giocare un'ultima atroce carta, costringere Tano, con l'aiuto

della sorella minorata, a piazzare una bomba alla stazione.

Tutto questo mentre Silvia e Davide in Lussemburgo hanno trovato un microfilm

che li sta portando a un passo dalla soluzione finale di tutti gli enigmi.

Chi organizzò tanti anni fa l'ingresso in Italia della prima grande partita di

droga? Chi è stato il vero mandante della morte del commissario Cattani?

E infine... Chi, tanti anni prima, decise la strage della squadra e la

conseguente tragedia della fuga e dell'esilio che hanno spezzato la vita

di Davide?

Trevi dice che forse ce la può fare a ingrandire i fotogrammi della pellicola.

Preferisco andare da lui piuttosto che alla scientifica. Dovrei spiegare troppe

cose. Io non vengo. Come sarebbe? Voglio prima vedere mio figlio. Ti raggiungo

più tardi da Trevi.

Non mi vai che vai in giro da solo. Porta con te i quadri.

È da parecchio tempo sai che vado in giro da solo.

Stai attento.

È inutile che cerchi tuo figlio.

Da un po' di giorni sta poco bene a lavorare e non ci viene.

Che cosa gli è successo? Vieni che gli andiamo a fare una visita.

E siccome la madre del ragazzo era preoccupata, l'abbiamo presa e l'abbiamo

portata da lui.

Sali che ti stanno aspettando, tutti e due.

Il terribile fatto di sangue...

Si è consumato nel giro di pochi secondi.

Un ignoto killer ha sparato un solo colpo con un'arma di precisione.

Annibale Corvo si è accasciato senza vita sul sagrato della chiesa.

Il panico è stata la prima reazione all'aguato. Tutti gli invitati al

matrimonio del figlio della vittima si sono dati a una fuga disordinata nel

tentativo di trovare un riparo.

Le indagini svolte dalla polizia fino a questo momento non hanno dato alcun

esito.

Non ti avvicinare.

Non ti avvicinare.

Gloria, sono io, Andrea.

Tu non sei Andrea.

No.

Non sei più lui.

Andrea non avrebbe fatto morire Ninni. L'avrebbe difeso. L'avrebbe portato via

da questa terra maledetta. L'avrebbe portato a casa.

Io non sapevo, Gloria.

Andrea non era un assassino. Lui non faceva ammazzare la gente come fai tu.

Tu sei diventato come tutti i Linori. Come tuo padre, come tuo fratello.

Animali, bestie feroci.

E magari se Nini non se ne fosse andato avresti fatto diventare anche lui come

voi.

Che vuoi fare, Gloria?

Mi vuoi uccidere?

Vuoi sparare?

Va bene fallo.

No.

Adesso no.

Se mi guardi non ce la faccio.

Più tardi.

Stanotte, mentre dormi.

Domani chissà dove sarò.

Se devi farlo, fallo ora.

Io me ne vado lungo quel corridoio.

Non farmi arrivare fino in fondo.

Portatelo via.

Va avanti.

Stefano. Sta calmo, non t'aggettare.

Marta.

Che gli avete fatto?

Niente.

Sai come sono le donne, quattro schiaffi e perdono la testa.

Sai cosa sei tu? Un uomo da niente.

Ti senti forte solo perché hai una pistola in mano.

Quelli come te si comprano un dollaro la dozzina nei supermercati dalle mie

parti.

Tu!

Statti zitto, stronzo!

Rispondimi, parlami.

Davide, perdonami, non ce l'ho fatta tacere. Volevano, volevano uccidere

Stefano. Non ti preoccupare, sta calma, sta calma. Ci sono io ora, sono qui.

Sono qui, vi tiro fuori, vi tiro fuori, sta tranquilla.

Non mi avevi detto che avevi una donna.

E anche un figlio.

Non me l'avevi mai chiesto.

E non mi avevi detto tante altre cose di te.

E di chi ti manda.

Lasciali andare.

E io ti dirò tutto quello che vuoi.

Prima devi parlare.

Mi devi promettere che li lascerai liberi.

Di me fa quello che ti pare, ma loro non c'entrano, me lo devi giurare.

Va bene.

Te lo giuro. Non gli dire niente a questi stronzi, sono dei porci, degli

schifosi! Stai zitto! Guarda cosa le hanno fatto!

Stai zitto tu.

Ti dico tutto.

Comincia dall'inizio.

In Lussemburgo abbiamo capito che l'affare di oggi è come quello di tanti

anni fa, quello del porto di Alcantara.

E la Waxman Bank è una specie di santuario segreto, creato apposta per

permettere a numerosi capitali di entrare e uscire senza alcun controllo.

Vuoi dire che i miliardi della legge Respighi serviranno a finanziare

un traffico illegale?

Non lo sai?

Non sei stato tu ad accreditarli su quella banca?

Io credevo di liberare la mia famiglia dal controllo della mafia.

Chi ti ha suggerito questo?

Tano?

Sì, è stato lui.

Beh, ti ha ingannato.

Ti ha usato.

È per questo che Nini è stato ucciso.

Tano ti ha portato per mano alla guerra senza che tu te ne accorgessi.

È tutto?

Sì, è tutto.

Allora credo che è te.

Non abbiamo più niente da dirci.

Hai promesso che avresti lasciato liberi loro due?

Ah sì?

L'ho promesso?

Non lo ricordo.

Bastardo!

E tu, quando sei entrato in questa casa, non avevi promesso fedeltà a mio padre?

Alla mia famiglia?

Hai mantenuto tu la tua promessa.

Salva mio figlio.

Salva almeno lui.

Io una volta ho salvato il tuo.

Io non faccio più favori a nessuno.

Ammazzateli tutti e tre.

Sapete, tra due mesi ci sono i campionati studenteschi.

Peccato, stavolta potevo farcela.

Vai forte?

Undici e due sui cento.

Beh, allora ti vengo a vedere.

Anche se non è che ci credo tanto.

Li lascio tutti dietro stavolta, tutti quanti.

L'allenatore dice che uno deve essere convinto nella testa, deve vedere

qualcosa che sta al di là del traguardo e se lo deve andare a prendere.

Ma deve essere una cosa importante, una cosa che uno vuole come nient'altro al

mondo.

E tu cos'è che vuoi?

Abbracciarti.

E dici che funzionerebbe?

E come?

La chiave, Stephen.

Prendigli la chiave.

Dai, Stephen, forza.

Forza che ce la fa.

Così. Bravo, Stefano.

Bravo.

Avete sentito prima?

Cos'è stato?

Sembravano spari.

Cacciatori di Frodo.

Verso il mare.

Sai, mamma, certe volte...

da piccolo pensavo di rapirti, di

portarti via da papà e scappare lontano io e te come... come due

ladri.

Comincia a venirti qualche capello bianco. Te ne sei accorto? Sì.

A scuola raccontavano di una regina che in una sola notte i capelli le erano

diventati tutti bianchi.

Sapeva che il giorno dopo sarebbe salita sul patibolo.

Ora Stefano ti porto in ospedale. Sì.

Stai tranquilla.

Stai tranquilla, è tutto finito.

Sì.

Passa da quella parte, c'è una stradina sterrata.

Alla fine c'è un cancello arrugginito, vai addosso con la macchina, vai

Stefano. Io non ti lascio qui da solo, non me ne vado.

Io non ho tempo di stare qui a discutere, adesso devi pensare a lei.

Fai quello che ti dico.

No, non me ne vado se non mi dici dove ti posso ritrovare.

Va bene, sto da un amico in via Tito Umboni, ci vediamo lì. Adesso vattene,

vai.

Davide!

E tu?

Fra un po' dovrò andare.

Dove?

Un affare.

Una cosa che papà ha lasciato in sospeso.

No, Andrea.

Resta qui insieme a me.

Tu sei diverso da tuo padre e da Mimmo.

No, mamma.

Io sono come loro.

Tu devi fuggire via da qui.

Devi tornare in America e stare vicino a tua moglie.

È troppo tardi.

Avrei dovuto farlo io, tanti anni fa.

Portarvi via con me, in Francia.

Quando tu e Mimmo eravate piccoli.

Ma io a tuo padre gli volevo bene.

Molto, troppo.

E non ce l'ho fatta.

Quello che è accaduto è anche colpa mia.

Colpa della mia debolezza.

Tu eri così giovane, come potevi sapere?

No, lo sapevo.

Sapevo tutto.

Ma avevo sposato tuo padre contro il parere dei miei.

Per lui avevo lasciato la mia casa e il mio paese.

E tornare indietro sarebbe stato come ammettere che avevo sbagliato.

Non lasciarmi sola Andrea.

Non te ne andare anche tu.

Grazie.

Gli è successo qualcosa, non dovevo lasciarlo andare.

Venite, qualcosa sta venendo fuori.

La ripresa è stata fatta con un teleobiettivo.

Le persone presenti erano quattro. Questa a sinistra è sempre girata di

spalle. Si volta solo negli ultimi due metri di pellicola che però in quel

punto è molto rovinata.

Questo lo conosciamo, è Giovanni Linori.

E questo con la faccia da cinese deve essere un pezzo grosso di quelle parti.

Dobbiamo controllare l'archivio della Criminal Poll.

Guarda che razza di brillante ha sulla cravatta.

E l'ultimo, il quarto?

Ma a quello forse ci riesco a farlo venire fuori.

Cerco di contrastare al massimo.

È meglio che vado io.

Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per la mia famiglia.

Ma questa cosa aspetta me.

Dammi la tua pistola.

Come mai lei qui?

Non dovevamo vederci per ora.

Sono venuto per salutarla.

Perché ha deciso di partire?

Metta via quell'arma.

Non faccia sciocchezze.

Non si comporti come un qualsiasi criminale da quattro soldi.

Lei è uno degli uomini più ricchi d'Europa.

E fra qualche mese, con il mio aiuto, lei si troverà in possesso di qualcosa

come mille miliardi nella sua banca di Los Angeles.

La sua dedizione è commovente.

Tanta fatica solo per arricchire i linori.

Non esattamente.

Avevo intenzione di comunicarle che prevedevo di tenere per me il 20% dei

proventi dell'intera... Non la smetta!

Ormai so tutto.

Non ti muovere, non fiatare.

Chi c'è lassù?

Un amico.

Chi?

Tano.

Quello che lei sta per fare è stupido.

Può darsi.

Ma vede, l'idea che lei possa ancora camminare fra la gente,

parlare, confondersi con altri esseri umani mi è.

Insopportabile.

Avanti, vieni con me.

Il suo posto non è qui.

Il suo posto è l'inferno.

Questo mondo è l'inferno.

Non ne esistono altri.

Scoprirà che non è così.

Che succede, Tano?

Sono tornati.

Chi è lui?

Uno dei bambini cattivi che mi facevano piangere.

Uno dei bambini che mi soffocavano, mi toglievano l'aria.

Laggiù nel fontanile.

Presto! Andiamo via di qua!

Forza! Vieni!

Andiamo, muoviti.

Muoviti e non fare scherzi.

Questa testa è troppo vecchia.

Troppo stupida.

E inutile.

Aeroporto Frigeri.

E oggi?

Che vuol dire questo?

Allora, cos'è che deve accadere oggi in questo aeroporto?

Vieni via. Qui non servi più a niente. A niente.

Andiamo.

Ecco, sono qui.

Non intendo sottrarmi alle domande né degli amici, né dei nemici.

Ma prima di lasciare questa terra, che a noi è così cara.

Consentitemi di esprimere, al di là di ogni considerazione personale sul

delitto che ha colpito al cuore me e mia figlia, consentitemi di esprimere la mia

più profonda preoccupazione per tutto quanto è accaduto.

Viviamo ormai un'età delle tenebre.

L'orrore è divenuto consuetudine. La lotta per il potere e per il denaro ha

superato ogni limite tollerabile.

La speranza è che l'oscillazione del pendolo, che ha raggiunto ormai l'orlo

del baratro, sia arrivata al suo estremo e che da qui riprenda il suo movimento

in senso opposto.

Proprio per questo, abbandonando il riservo che mi ero imposto, ho deciso di

tornare alla vita politica e di assumere in prima persona la responsabilità della

legge che porta il mio nome.

Mi si era proposto da più parti, con insistenza, di rientrare nella vita

politica attiva. Ebbene, dopo un lungo tormento, ho stabilito che è mio dovere,

politico e morale, accettare.

Prego, mi dica.

Dovrebbe esserci una prenotazione sul prossimo volo per New York.

A nome Linori.

Sì, ma la prenotazione era per la settimana scorsa.

Vuole due posti per oggi?

No.

Ne cancelli uno.

Io parto sola.

Nini.

Resta qui.

Ecco, tra un po' è pronta.

Questo è l'ultimo tentativo. Più di così non riesco a ingrandire, si sgrana

troppo.

È Davide.

A lui pensaci tu.

Davide.

Ero preoccupata, ma che è successo?

Andrea Linori è morto. L'ha ucciso Tano.

Venite presto, si comincia a vedere qualcosa.

Ecco, ora diventa più utile.

Spinoza. Chi è?

Uno senza anima.

Spinoza insieme a Lenori tanti anni fa con un asiatico. Non puoi fare la stessa

cosa anche con questo?

No, non posso. Non ci riusciranno nemmeno la scientifica. Manca proprio l

'emulsione.

Laddove stava Tano ho trovato questo.

Aeroporto Frigeri, 10 novembre.

È oggi, ma non so cosa significhi.

Il Frigeri è un vecchio aeroporto abbandonato.

Ci sono solo un po' di capannoni.

Beh, uno spuntino ce lo siamo meritato, no?

Ma tu mangi sempre.

Com'è che non ingrassi? È un fatto di tiroide.

Il medico dice che potrei farmi fuori mezzo bue e sempre a 65 kg starei.

Ricordo solo che mentre parlavo, lui sorrideva.

Sorrideva.

E... e... quando poi Lenore mi mise,

mi mise in mano i 3 milioni che mi aveva promesso, lui ci mise

in più 200.000 lire.

Per quel ragazzo che conosceva la bambina e che

gli aveva appena spaccato il cuore con un colpo di vestolo.

E poi ricordo che era vestito come un nobile antico, aveva il cappello

piumato, una camicia di seta, coi gemelli d'oro e c'era

un triangolo di diamanti.

sopra quei gemelli.

Un triangolo di diamanti sopra quei gemelli d'oro.

Sopra quei gemelli d'oro.

Davide, dove vai?

Di a quadri di lasciare inserito il radiotelefono della macchina. Mi farò

sentire io.

Ho portato la mamma in ospedale, sta bene. Io volevo... Bravo Stefano, adesso

devo andare, ti vengo a cercare io. Aspetta, dove vai?

Togliti di lì, ti ho detto che devo andare.

No, tu adesso non te ne vai, io vengo con te, devo parlarti. No, senti, tu

adesso fai... Ho detto che vengo con te, se non ti sta bene, te lo fai star bene

lo stesso.

Va bene, va bene Stefano, dai dai, monta su, monta.

Alle 19.

Purtroppo, signora, non c'era più niente da fare.

Il corpo è qui, all'ospedale maggiore.

Fra poco verrà da lei una macchina. È necessario riconoscere...

Vedi, Nini?

Questa è la casa del nonno.

Pure il cavallino viene con noi in America.

No, lui è sempre vissuto qui. In America si sentirebbe spaesato, triste.

Aspetterà che ritorni.

E tu, nonna, ci vieni in America?

Ci stavamo ammazzando.

E tu ci guardavi.

Poi dal portico è uscita la mamma e ti ha affrontato.

E ti ha detto gridando una cosa che finora io non avevo mai capito bene.

Ti ha gridato in faccia, abbracciandoci, che uno,

perlomeno uno, glielo dovevi lasciare.

Tu sei diverso da tuo padre e da Mimmo.

No, mamma.

Io sono come loro.

Papà, guarda!

Ci so andare!

Sono capace!

Guarda che cosa ho trovato con mamma.

Luccico!

Mamma dice che c'è dentro il sole.

E in arrivo sul primo binario treme espresso proveniente da Catania.

Ti ricordi bene quello che ti ho detto?

Allora va.

poi torna subito qui.

Grazie a tutti.

Che bella macchinina.

Che cos'è la tua?

Non lo so, è la tua invece?

È una Ferrari.

Lo vedi? È tutta rossa.

C'ha pure le ruote da corsa.

È bella. Sì, è vero.

E la mia ti piace?

No, per niente.

Dai, facciamo una gara.

Va bene, vediamo chi va più forte.

L'hai lasciata lì dove ti avevo detto? L'uomo dei gelati me l'ha

regalato.

Ma tu non avevi soldi?

No, a che servono?

Me l'ha regalato.

La gente è buona.

Sì, è buona la gente.

La chiamo Sirio.

Chiede controllo volo. Chiede controllo volo.

I due elicotteri in arrivo provengono da un paese del centro Africa.

Sono qui in Italia per prelevare aiuti del Fondo di Solidarietà e Assistenza

Internazionale.

Il controllo aereo conferma che una richiesta in tal senso è stata

regolarmente presentata pochi giorni fa.

Il permesso è stato accordato.

A quest'ora dovevano già essere all'aeroporto di Santa Maria.

Non era previsto alcun atterraggio all'aeroporto Frigeri.

grazie

Via il via.

Alfa, Beta, Da, Big.

Qui è il centro.

Cominciate l'operazione.

Arrendetevi! Siete circondati!

Tutte le vie di fuga sono bloccate!

Arrendetevi!

L'intera zona è sotto controllo! Non avete via di scavo!

Evitate inutili spargimenti di zamba!

Attenzione! Provano a ripartire!

Arrednetemi!

Che cos'è?

Eroina. Quanta sarà più o meno?

Un carico enorme.

Mai vista una cosa simile.

Apri questa.

Missili terra-aria.

Queste stavano in una delle auto.

Aprite.

Eccoli. Cosa?

I 20.000 miliardi della legge Respighi, prima li hanno trasferiti in

Lussemburgo, alla Waxman Bank, e di lì, eludendo tutti i controlli, li hanno

fatti uscire in questo modo.

Azioni, titoli di varia natura, obbligazioni internazionali. Cioè, lei

vuol dire? Servivano a comprare tutta questa eroina, raffinata in Africa, con

la compiacenza del governo di quel paese.

E le armi?

Un sovrapprezzo, oppure un regalo al paese africano.

O il pagamento era per metà in armi.

Ma chi può aver organizzato tutto questo?

Non lo so.

Ma perché ce l'avesse a dire?

Perché la famiglia Linori non esiste più. E se il vecchio Linori ha

organizzato tutto questo... Ma non è stato lui.

Ancora non l'avete capito?

Lui non voleva.

E neppure Mimmo e neanche Andrea.

Per questo li hanno ammazzati a tutti quanti, Eleonore.

Eppure Ninni, che non ne sapeva niente di droga, di soldi, pure lui ha pagato.

Allora chi ha messo in piedi tutto?

Tano Cariddi?

È Tano.

È stato lui a tradire Andrea.

È così, vero?

Rispondi! Io... Io oramai mi sento come dei cani.

E il padrone se n'è andato e loro rimangono soli a abbaiare alla luna.

E i corvi ci girano intorno aspettando che muoiano di pena, di dolore.

Ma che volete da me? Lasciatemi stare.

Tu dal carcere non uscirai più, lo sai.

Allora chi vendicherà Nimi?

Chi lo vendicherà, quel bimbo innocente?

Posso farlo io al posto tuo.

Tu?

Tu sei lo Stato.

Lo Stato non fa vendette.

Io posso portare il conto in pari.

Posso distruggere quelli che hanno distrutto i Linori.

Ma dimmi chi è stato.

È Tano Cariddi, il responsabile di tutto.

Sì, è stato lui.

Ma non da solo.

Chi altri?

Quello che stava sulla fotografia.

Antonio Espinosa.

Non sappiamo dov'è.

Tu lo sai?

Al porto.

Allora 9.

Lei non viene?

No. Quest'ultima mano della partita è tutta sua.

Se l'hai meritata.

Lascia inserito il radiotelefono, fra un po' chiamerà Davide.

Vienici dietro, andiamo al porto.

Sì? Sono Davide.

Ci sono delle novità.

Va bene, arrivo subito.

Accomodatevi.

Ho sempre sospettato che fosse una persona eccezionalmente destarda, non mi

sbagliavo.

A cosa devo... Abbiamo appena fermato due elicotteri, bloccato un carico

enorme di eroina e recuperato 20.000 miliardi. Le dice niente questo?

Non so di che sta parlando.

È Tano Cariddi che ha organizzato l'operazione.

Se è lui che cerca, si rivolga da qualche altra parte, non ospito

criminali. L'ha incontrato giorni fa qui a bordo.

E va bene, sì.

Il signor Caridi è venuto qui, vengono in tanti.

Vuole che faccia l'elenco di quanta gente viene a chiedermi favori? Vuole la

lista dei politici, degli affaristi, dei manager?

E degli altri burocrati che vengono a disturbare la mia quiete? E qual è il

miele che li attira tanto?

I miei legami, le mie amicizie.

Tutto quello che io so e che altri non sanno.

Anno Caridi è venuto qui e io l'ho messo alla porta.

Mi provi che quel colloquio è stato qualcosa di diverso? La sua freddezza e

il suo controllo mi fanno orrore.

A me invece fa orrore la sua passione.

Tutto il calore umano che la circonda, la fedeltà dei suoi uomini, la stima e l

'ammirazione della gente, l'impeto da scolaretta con cui si getta nelle

imprese destinate al fallimento come questa.

Vuole arrestarmi e su che base?

Per quali maldicenze sul mio conto? E con che prove?

O forse ha trovato il modo per accusarmi della morte del commissario Cattani.

Come può essere così ingenua?

Cattani, se vuole davvero saperlo, è stato vittima di un deprecabile

infortunio. Fu lui stesso a cacciarsi dentro l'ingranaggio che alla fine era

stritolato. Quell'ingranaggio però era lei che lo manovrava.

Lo può dimostrare?

Non l'ha ancora capito.

Io sono il curatore fallimentare del marcio di questo paese.

Io mi occupo di ciò che sporca le mani ai potenti.

Io servo a tutti quei signori. Non è possibile fare a meno di me.

E mi creda, non c'è giudice al mondo che

possa tenermi dietro le sparre di una prigione.

Chi è quest'uomo?

Che sta succedendo?

Si può sapere cosa state cercando di fare?

Questo frate che c'entra?

La tua voce.

La tua voce.

Chi sei?

Che cosa vuoi?

Quella notte avevi un cappello da signore antico.

Non ti ricordi c'era festa grande al palazzo?

Festa di carnevale.

Io non t'ho mai visto prima, non ti conosco.

La gente ballava laggiù.

In quella sala piena di specchi.

Ridevano. Anche tu ridevi.

E intanto mi pagavi insieme al barone Rinori.

La vita stenda dei quattro poliziotti

e di quei tre pastori che io avevo levato.

E qua, nell'ombra, mentre negavi Dio, brillavano l'oro e i diamanti.

Quanti anni ho passato.

Quanti anni.

Chiuso al buio con questa tua voce.

Sempre dentro la testa.

che mi faceva diventare pazzo e che

lentamente mi ha mangiato il cuore.

Mi complimento con lei, giudice.

Un bel colpo di scena, davvero.

Però, purtroppo per lei, si risolverà tutto in una bolla di

sapone. Vede, il tempo è il mio più prezioso alleato.

Chi presterà fede ai deliri di un vecchio frate? Io la farò condannare all

'ergastolo.

Io invece potrei scommettere che quando queste lancette avranno girato per 365

giorni sul loro asse, ovvero tra un anno esatto da oggi, io sarò fuori da quella

cella in cui lei sogna di rinchiudermi per sempre.

Fermati! Bastardo!

Vent'anni!

Sono vent'anni che aspetto di incontrarti!

Lascialo!

Fermati!

La senti?

Sta qui per te, è fredda.

Lascialo Davide!

Fa paura, vero?

Se tra un anno qualcuno ti tirerà fuori io sarò lì ad aspettarti, con questa.

E il tuo tempo allora sarà finito per sempre.

Fermatelo, portatelo via!

Ti ricordi dove hai messo la valigetta?

Ricordi bene quello che ti ho detto?

Ecco, prendi questa.

Mi raccomando, non perderla. Hai capito?

È una cosa importantissima.

Non devi perderla per nessun motivo.

Ma tu dove vai adesso?

Perché non puoi stare mai insieme a me?

Ascolta, Maria.

Io vorrei tanto, ma non posso.

Perché?

Eccolo.

Tieni, sono per il tassù.

Lui lo sa dove deve portarti.

Vieni, Maria.

Ci vediamo domani? Sì, domani.

Faccia più presto che può.

Tu come ti chiami?

Io, Franco.

Voglio scendere, Franco.

Ma quel signore ha detto che la devo accompagnare.

C'è il sole.

Prima c'erano i fulmini, le tempeste.

Adesso invece... Il sole non ti piace?

Guardi che ho promesso a quel signore di accompagnarla.

Lui è mio fratello.

È tanto buono.

Pensa a me, però mi tiene sempre in casa.

Anche i miei genitori mi tenevano sempre in casa.

Ti sembra giusto?

Beh, io non lo so.

Ecco.

Guardi che sono troppi, signorina.

È molto bello, guarda come si muove, guarda!

Signore, ma dove va signorena?

Bene, un minuto.

Buona giornata.

Buongiorno.

Vuoi comprare bella, signorina?

Ecco, prendi il bracciale.

È molto bello e costa poco.

Questa è tua. Ti è scivolata in terra.

Grazie. Prego.

Io mi chiamo Maria.

Devi stare più attenta, Maria.

Ciao.

Allora ho questi.

Guarda. È vero.

Devo stare più attenta.

Va bene.

Scusate.

È laggiù, la vedete?

Signorina?

Signorini?

Si sente bene?

Io...

Io... c'è il sole. Sto bene qui.

Ha paura di perderla quella busta. Perché la tiene così stretta?

È per una persona molto importante.

C'è scritto qui sopra.

Davvero? Ma faccia vedere.

No, non posso.

Ho promesso.

Devo darle di persona a quella donna.

È solo un attimo, mi faccia vedere. Non posso proprio, devo darle a lei. La

prego.

Prova.

Credo sia il caso che lei mi racconti tutto.

E se possibile fin dall'inizio.

Scusate. Qui c'è.

Vieni.

Maria.

Tano.

Mi ha detto di darti questo.

Lascio l'Italia per sempre.

Le assicuro che né lei né altri...

sentirete mai più parlare di me.

Le affido Maria, la persona più buona che esista sulla faccia della terra, l

'unico essere al mondo che mi ha amato senza secondi fini.

Trovi per lei una sistemazione degna, non la chiuda dietro le sbarre di un

istituto, in uno di quegli orrendi posti dove gli infelici come lei trascinano la

vita.

Le cerchi una famiglia, confido nella sua bontà d'animo, nella sua nobiltà.

In cambio, le do un'informazione che la prego di voler considerare assolutamente

reale. Alle ore 19 precise, alla stazione centrale, nella sala d'aspetto

più vicina ai binari, esploderà una bomba ad altissimo potenziale.

Spero che lei saprà evitare, ora che tutto è perduto, questo inutile

spargimento di sangue innocente.

A tutte le auto, a tutte le auto in servizio, dirigersi verso l'attenzione,

allarme generale, è stata lasciata una bomba.

Sognare tutta l'area della stazione centrale e impedire l'accesso e il

transito di veicoli.

Ripetiamo, tutte le auto convergano verso la stazione centrale, è stata

lasciata una bomba.

Facciamo uscire tutti.

Signori, uscite per favore. La prego, fuori.

Signori, accomodatevi fuori, fuori.

Prendete tutti i vostri bagagli.

Signori, prendete tutti i vostri bagagli.

Signore, mi scusi, ma devo uscire. Per favore.

Mancano solo tre minuti, che possiamo fare qui? Fuitele un po', salta tutto.

Una bomba, c'è una bomba! Fuori! Fuori!

E quella... Aspetta, non toccarla.

Via!

Stefano, va via di qua! Via!

Lontano! Bisogna portarla lontano dalla gente!

Davide, no!

Lasciami! È mio padre!

Lasciami! Ma non puoi farmi niente, lo capisci? No!

Stefano, lontano dalla gente!

Nell'acqua!

Stefano, laggiù! Nell'acqua!

Stefano, fammeli vedere questi 100 metri in 11.2.

Stefano, non farti pregare!

Stefano!

Ce l'ho fatto! Ce l'ho fatto!

Non

ci

credi adesso, eh? Ci credi? Dimmi che ci credi! Stringimi, stringimi, stringimi!

Tanto non mi fai male.

Vuoi che faccia il gabbiano? Lo vuoi?

O preferisci lo scogliattolo?

Te lo ricordi lo scogliattolo?

Sì, è meglio lo scogliattolo.

Ti piace di più, lo so.

Così poi sorridi.

Mi piace, Tano, quando sorridi.

Grazie.

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