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Original subtitles

Davide Licata, un ex poliziotto italiano che da quasi vent'anni vive a Jersey,

negli Stati Uniti, dopo aver dovuto abbandonare il suo paese, la sua

compagna e un figlio appena nato, in seguito a una strage nella quale hanno

perso la vita tutti i componenti della sua squadra, rientra in Sicilia per

infiltrare la famiglia del barone Linori, un importante uomo d'affari di

cui si sospettano forti legami con la mafia.

In Sicilia c'è anche la giudice Silvia Conti, la quale, per proprio conto, sta

indagando sui linori nel tentativo di trovare i responsabili della morte del

commissario Cattani. Le strade di Silvia e di Davide si incrociano quando Silvia

lo sospetta di essere il responsabile della morte del capitano dell

'antinarcotici, Simon Barth.

In realtà, Davide e Simon insieme avevano individuato una pista che,

attraverso la spogliarellista Elsie, li stava portando a scoprire il perché dell

'assassinio del figlio maggiore di Giovanni Linori, Mimmo. Mentre il

manager mafioso Annibale Corvo, in combutta con il faccendiere Espinosa,

decide di far massacrare il barone Linori, Davide viene arrestato e poi

rilasciato da Silvia Conti, alla quale rivela la sua vera identità.

Silvia gli chiede di continuare per lei il lavoro di infiltrazione che aveva

cominciato con Simon.

Davide, che nel frattempo ha trovato il responsabile materiale della strage

nella quale rimasero uccisi i suoi compagni, ma che non è riuscito a

risalire ai mandanti, accetta. I nodi del passato tornano uno dopo l'altro.

Il figlio di Davide, Stefano, scopre che Davide è suo padre, ma lo ritiene un

criminale. Marta, la compagna di un tempo che ormai si è risposata, viene a

pregarlo di rinunciare alla verità e alla vendetta.

E intanto, su tutti, si profila l'ombra minacciosa di Tano Caritti.

il quale, dopo essere evaso dal manicomio giudiziario e avere accettato

di lavorare per l'Inori, sta preparando una clamorosa trappola per incastrare l

'uomo della cupola, Annibale Corvo.

Tutto questo pur nella malinconia di un tenero rapporto con una sorella minorata

di cui nessuno sospettava l'esistenza.

Corvo, Ripamonti, Girasco, 4 miliardi e 730 milioni, 1 miliardo e 800 milioni e

900 mila lire.

È tutto documentato, tutto, fin nei minimi dettagli.

Ma è pazzesco. Quando è arrivata questa roba? Poche ore fa. Ho già fatto

controllare i dati.

Annibale Corvo è effettivamente l'amministratore delegato della società

che ha costruito i quattro ospedali. E avrebbe incassato 40 miliardi di

tangenti? Sì, attraverso la banca Antinari, che all'epoca era controllata

da Tano Caritti.

Ma chi può essere stato così gentile da farci avere questa documentazione?

Non ne ho idea.

Annibale Corvo è un manager molto importante.

Molto stimato.

E anche questi otto consiglieri.

Tre primari, un direttore sanitario, tre costruttori di primo piano, due

ingegneri. Lei che cosa propone?

Arrestiamoli tutti.

Dentro i prossimi due anni dovremo installare un nuovo complesso

diagnostico in città e prevedere almeno altre quattro sale radiografiche che

possano soddisfare la necessità... Mi spiace interrompere la vostra riunione.

Lei è il dottore Annibale Corvo? Sì, ma spero vorrà spiegarmi. Tra poco le

spiegherò tutto, non si preoccupi.

Ripamonti? Sì.

Girasco? Sì.

Belli? Sì.

Fortico? Sì.

Palmati? Sì.

Rivoli? Sì. Corante?

Sì.

Battisti? Sì.

C'è un mandato d'arresto per corruzione aggravata e truffa.

Faccia silenzio, non ho chiesto il suo parere. La prego signora, qui fuori c'è

la televisione. Almeno ci faccia uscire dalla porta secondaria. Mi aspetto all

'ingresso principale. Io sono il primario giurasco. Queste le mettiamo?

Sì, a tutti.

Ma signora, che cosa fa? La prego. Fa anche le manette, come dei criminali. È

veramente incredibile.

La giudice Silvia Conti ha tratto in arresto poche ore fa per corruzione e

truffa l'intero consiglio d'amministrazione della società che

aveva costruito e gestiva i nuovi quattro grandi ospedali della regione.

Anche il noto manager Annibale Corvo è stato arrestato in qualità di presidente

della società in causa.

Qui potete vederlo mentre viene condotto via dagli agenti insieme agli altri

arrestati.

Aiutami.

Sì, caro.

Va bene così?

Papà, com'è possibile questa cosa?

Si tratterà certamente di uno sbaglio.

O di una montatura.

Ma chi può avercela con lui? Lui ha fatto solo del bene in Sicilia.

Quando si arriva così in alto, i nemici non mancano mai.

Ma tu puoi fare qualcosa per aiutarlo?

Io ormai sono lontano dai giochi di palazzo, vedi?

Gioco solo con i mattoni di legno.

Oggi hanno colto i primi mandarini della stagione.

Senti come profumano.

Soltanto qui in villa maturano così presto.

Tuo padre diceva sempre che sono diversi da tutti gli altri.

Diceva che sono come noi.

Gloria mi ha detto che appena torni in America ha intenzione di prendere uno

studio più grande.

Non so quando tornerò in America.

Ma tu devi tornare.

Hai il tuo lavoro lì, la tua casa.

E poi c'è Gloria, lei non può vivere qui. E c'è il bambino, devi portarli via

di qui. Quando avrò sistemato tutto, tu vorresti vivere con noi in America, a

Los Angeles?

Ormai sono abituata a stare qui.

Questa è la mia casa.

Ma tu non puoi rimanere qui, qui c'è l'inferno, non lo vedi?

Io non conto nulla.

Perciò non corro alcun pericolo.

Ma tu sì.

Tu devi partire. Va via, Andrea.

Va via.

No. Ora no.

Ora non posso.

Devo rimanere qui.

Devo capire tante cose.

Ma Andrea, che cosa c'è ancora da capire?

Chi c'è lì?

Sono io, stavo facendo un giro di ispezione.

Ah, Dave.

Ma lei che cosa fa qui a quest'ora, con questo tempo?

In quella casa non ci posso stare.

Da quando sono arrivata non ho visto altro che morte, dolore, pianti.

Volevo starmene un po' da sola.

Oh, allora mi scusi.

No, aspetta.

Voglio dirti una cosa.

Tu non sei come gli altri.

Chi sei tu, veramente?

Ma... Io sono uno che sta nei guai. Che genere di guai?

Una cosa da niente, solo un po' di contrabbando di valuta. Però il vecchio

Linori mi aveva detto che forse poteva mandarmi per qualche tempo in Baviera, a

Garmisch. A Garmisch?

Sì, un posto che lei conosce?

È strano, a Garmisch c'è una piccola villa, ma è mia.

È stato un regalo del papà di Andrea quando ci siamo sposati.

E ci abita qualcuno?

No.

Sta lì abbandonata.

Mi sembra un buon posto per un contrabbandiere.

Dave, tu che cosa sai della famiglia Linori?

Io non so niente.

Nessuno sa niente.

Nessuno parla.

Tu, Matilde, Carta, perché siete fatti così?

E che ci stiamo a fare in questo posto?

Io, mio marito, mio figlio.

Aiutami.

Prego, sia con me.

Un bel gesto di coraggio da parte tua a venire qui.

Ultimamente io non godo di buona stampa.

Che cosa ti ha spinto?

Hanno arrestato Corvo.

Bisogna che tu vada giù in Sicilia.

A quanto vedo non ti è passato il vizio di dare ordini, vero? Senti, non ho

voglia di perdere tempo.

Metà delle mie energie se ne vanno nello sforzo di sorridere, sempre, comunque.

Essere gentile, mostrarmi cordiale, civile con tutti, ma con te posso

risparmiarmi la fatica.

Sì, questo è vero.

Lo so bene di che pasta sei fatto.

Bisogna tirar fuori Corvo!

Qui va tutto per aria.

Quanti giorni abbiamo ancora?

Due settimane.

Dopodiché?

Dopodiché quel paese africano che sai farà l'affare con qualcun altro.

Maledetta giudice!

Ma non dovevi!

Ci abbiamo provato, ma è andata male.

C'è di mezzotano Cariddi.

Sì, è probabile.

Va bene.

Trovalo. Tratta con lui.

Imbarchiamolo nella faccenda, se necessario.

Per il momento non abbiamo scelta.

Dopodiché?

Dopodiché lo facciamo a pezzi.

Scusate il disordine.

Caffè per tutti, vero?

L'uomo che ho accompagnato in quella villa, quando è uscito, aveva con sé la

busta arancione, quella che poi hai ricevuto tu.

Non so dove vive.

L'ho preso su all'ingresso del Porto Vecchio, poi al ritorno è sceso dalle

parti di Piazza Altamura.

Ma ha rapporti con Andrea Linori? Si sono mai visti?

Non lo so.

Non è granché, però è caldo.

Grazie.

Morizio? Come fa a venirti così male il caffè?

È incredibile, eh? È la tua ragazza?

No, è una delle sue.

Quella di Milano.

E tu?

Ragazza? No, io no.

Ho poco tempo, fra un po' mi devo laureare.

A Milano?

Magari le telefono, eh? Se si sente un po' sola. Mi sembra simpatica.

Le berune sono sempre più simpatiche delle bionde.

Mi puoi descrivere quell'uomo?

Altezza normale, occhi scuri, capelli lisci pettinati all'indietro,

un soprabito nero.

Ah, poi nel padiglione di caccia ho

trovato questo.

È Tano.

Tano Caritti.

Tano è di queste parti.

Anche se ha studiato in un collegio e poi all'estero, in Inghilterra, sempre

con risultati eccellenti.

Lui è uno di quegli uomini che sembrano nati per essere primi in tutto.

E comunque è troppo intelligente, troppo ambizioso per accettare di restare in

basso.

Perciò il giorno in cui ha capito che nessuno si sarebbe mai accorto di lui,

ha scelto di schierarsi dalla parte del male.

E nel giro di pochi anni, con un gioco violento di alleanze, di tradimenti e di

colpi di genio, è arrivata ad essere la testa pensante della mafia.

Il suo punto di riferimento esterno.

Tano è riuscito a imporsi come l'unica reale novità all'interno di una

struttura vecchia di secoli.

L'ho incontrato tempo fa nella sua cella.

Credevo che anche lui avesse perso.

E invece quando me lo sono ritrovato davanti ho capito che lì non ci sarebbe

rimasto e che anche lì dentro lui era più forte di me.

Eri stato tu a farlo condannare?

No, non io.

Altre due persone.

Sono riuscita a sconfiggerlo. Una ragazza di vent'anni che Tano amava

molto, credo.

E un uomo che era esattamente il suo contrario.

Uno che era incapace di fare compromessi.

Che non aveva particolari ambizioni.

Uno come tanti.

Umano. In tutto.

Era lui quello che hai pianto?

Ecco, io sono arrivata.

Puoi fermare.

E qui che abiti?

Due isolati più avanti, però è meglio che tu non venga fin là.

A quest'ora da sola non hai paura?

No, non ho più paura, ormai.

Tutto il male che mi potevano fare, l'hanno già fatto.

Senti, lei è là.

Che fate? Lasciatemi!

Chi sei? Cosa vuoi?

Io sono il figlio dell'uomo che avete arrestato all'hotel Gibraltar.

Lasciatelo.

Avanti, vieni con me.

Allora, volevi parlare con me?

Senta lei.

Le sembrerà parecchio strano, ma io ho saputo che quell'uomo è mio padre solo

un paio di giorni fa.

Non lo conosco, non so niente di lui.

Lei invece che cosa sa?

Mi dispiace davvero, ma non posso dire niente. Perché l'ha fatto arrestare

almeno.

Sono un giudice, non posso violare il segreto istruttorio.

Per favore, io glielo chiedo per favore.

Di che cosa lo accusa lui? Lui a me ha raccontato un sacco di bugie.

Chi gli crede a uno così?

Io gli ho creduto, se ti può interessare, e l'ho rilasciato.

Rilasciato? E dov'è ora?

Di solito noi pensiamo solo a metterli dentro. Quando escono vanno dove

vogliono. E adesso devi scusarmi, ma ho veramente molto da fare.

Arrivederci.

Ah, ben arrivata.

Buongiorno, dottor Corvo. Si siede, prego.

Io li conosco, i tipi come lei. Fanno i giudici per girare il mondo a spese

dello Stato. Si inventano i blitz, come vi piace chiamarli, solo per avere un

po' di celebrità. Voi non pensate alla legge, pensate allo spettacolo.

Allora, come risulta da questa documentazione, lei tre anni fa ha

incassato parecchi miliardi in occasione della costruzione di alcuni centri

ospedalieri regionali. Ah, pezzi di carta! Sono dei falsi, costruiti ad arte

dai miei nemici.

Per reati del genere, signor giudice, è buona norma comunque concedere la

libertà provvisoria. Ci si rimette alla valutazione del giudice e la mia è che

il dottor Corvo rimanga in prigione.

Ma via, signora. Aspetto un testimone molto importante.

E chi sarebbe?

Lo saprà al momento opportuno e ora mi dica, vuole rispondere o no?

Io non dico niente.

Io con lei non parlo.

Se lei pensa di incastrarmi con quattro indovinelli, ha sbagliato persona.

Anche lei ha sbagliato persona se pensa di farmi impressione alzando la voce.

Allora, vuole rispondere o no?

Io voglio soltanto che lei si renda co... Sì o no?

No!

Signorina?

Prego, dottor Corvo, per quanto mi riguarda può anche rientrare in cella.

Da qualche giorno Filò non viene più alla villa.

L'ultima volta che l'ho visto è stato al funerale di mio padre.

Che fine ha fatto?

La fine che meritava.

Cioè?

Tu lo hai... Sì.

Io.

E non è stato fa...

Per me come un fratello era.

Però era stato lui a tradire.

E tuo padre è morto per colpa sua.

Se si fosse salvato sarebbe stato lui a chiedermi di fare quello che ho fatto.

Ma io no.

Io non lo volevo.

Io non t'ho chiesto niente.

Questa cosa non si chiedono.

Se fanno.

E io l'ho fatto per l'amore che porto alla famiglia tua.

Vattene.

Voglio restare solo.

Va via!

Di là c'è un signore che chiede di lei.

Un Erhard del 1820.

Davvero incantevole.

Chi è lei?

Perché ha chiesto di vedermi?

La volevo conoscere.

Gli uomini chiamati a responsabilità più grandi di loro mi interessano molto.

Lei come si permette? Mi scusi, lo prego. Stavo scherzando.

La mia è una visita d'affari. Perché?

Lei di che cosa si occupa?

Orologi.

Di ogni genere. Mi affascinano.

Quando sono ben costruiti non c'è niente che li possa fermare.

A parte il terremoto, certo.

Sfortunatamente non ci sono congegne che siano in grado di resistergli.

È un po' quello che accade alla Sicil Tecno Plus.

Venga al dunque, per favore.

Il terremoto di cui le parla è costato la vita a mio padre e a mio fratello.

Una brutalità che io ovviamente depreco.

Invece, l'arresto di Corvo come contromossa rivela una mano abile.

Pochi dati raccolti dentro una cartellina della banca Andinari e Corvo

è sistemato.

Riconosco lo stile.

Che cosa vuole da me?

Che la Sicil Tecnoplus torni a funzionare come un tempo.

Intendo aiutarla.

Ma per farlo... Devo prima avere un incontro con il suo

artista di corte, Tano Caritti.

Non so di chi parla.

Tano tranquillo, voce pacata.

Nessuna emozione.

I miei complimenti.

Un controllo perfetto.

D'altronde Harvard è il posto migliore dove studiare per diventare un capo.

Come sa che sono stato ad Harvard?

Sapere tutto degli altri e di se stessi invece non far sapere niente.

È la mia filosofia.

Non gliel'hanno insegnato che l'informazione è la chiave del potere.

Faccia sapere a Tano che l'aspetto domani sera al Molo 9.

Potremo cenare e parlare tranquillamente a bordo del mio Lady Red.

A riparo da occhi indiscreti.

Papà, guarda!

Guarda, papà! Ci so andare!

Sono capace!

Preso! E adesso sei mio prigioniero.

Aspetta, guarda che cosa ho trovato con mamma.

Luccica. È bellissimo.

Mamma dice che c'è dentro il sole.

Un momento.

Ah, sei tu.

Passa.

Volevo sapere se ha bisogno di... Grazie, non ho bisogno di nulla.

Di che cosa hai paura tu?

Io?

Ma... Perché me lo chiede? Io veramente non ho paura. Se hai bisogno di un

rifugio, ecco, questa è la chiave della casa di Garmisch.

Buona fortuna, Dave.

Se davvero gli vuoi bene, portalo via di qui.

Partite.

Tornate in America.

Ma presto, prima possibile.

Cado! Papà, cado!

Tutto a posto? Sì.

Dai, andiamo fuori.

Puoi anche andare a dormire, porta via tutto.

Buonasera. Mi dispiace di averla fatta aspettare, ma detesto mangiare con

estranei. Speravo di non essere per lei l'ultimo venuto.

C'è stato un tempo in cui abbiamo lavorato insieme.

E torneremo a farlo.

È questo il senso del suo invito, no?

La cosa che più apprezzo in lei è la capacità di saltare i convenevoli.

Ne vuole?

Mi parli del giovane Linori, dove intende farlo arrivare.

Tra due giorni Andrea Linori sarà eletto presidente e direttore generale della

Siciltecno Plus.

Le due cariche che erano di suo padre e di suo fratello.

Chiunque voglia fare l'affare dei 50.000 miliardi dovrà fare i conti con lui.

Cioè con me.

Non mi risulta che i Linori vogliano trattare l'affare.

Se l'avessero fatto, padre e figlio sarebbero vivi.

Andrea lo farà, su mio consiglio.

E Annibale Corvo?

Annibale Corvo è fuori gioco, non si discute.

Lui è stato all'origine delle disgrazie della famiglia Linori.

E deve pagare.

Sarà difficile far accettare questa cosa ai suoi amici.

La cupola non ha amici.

Quella era la mafia di un tempo.

Fedeltà, giuramenti, promesse d'onore.

Ma ora Cosa Nostra è una multinazionale.

Li sto aspettando, sono certo che si faranno vivi da un momento all'altro.

Faranno l'affare con chi gli consentirà di farlo.

Ciò è a dire con lei.

E

Andrea Linori

è al corrente del suo progetto.

Naturalmente no.

Lui crede che i miei consigli abbiano semplicemente lo scopo di rovinare Corvo

e di tutelare il patrimonio della sua famiglia.

Mi complimento.

Questo è un gioco nuovo.

E dire che io pensavo di conoscerli proprio tutti. Io li conosco tutti.

Io so perfino per chi lei sta giocando in questo momento.

È un suo vecchio amico che vive a Roma, che è stato un personaggio importante,

che ha militato in più di un partito.

E che si è fatto da parte nel momento in cui rischiava di essere travolto da un

grosso scandalo e che ora vuole ritornare alla politica da protagonista.

Tusce.

Gli dica che potrà avere tutto ciò che desidera.

Basterà avere un po' di pazienza.

Eh no, non è possibile.

Vogliamo i 50.000 miliardi e ci serve la Sicil Tecno Plus.

Ma subito.

Perdere il primo carico di eroina africana significa perdere l'affare.

Lasciarlo ad altri per degli anni.

Non possiamo permettercelo.

Quanto tempo abbiamo?

Due settimane.

Basteranno.

E adesso mi dica il suo prezzo.

La mia libertà.

Non dover più vivere alla merce di gente come lei.

Non essere costretto al buio, alle fughe.

Poter guardare un mare come questo di giorno, quando splende sotto il sole.

Io voglio rinascere lontano da qui, con un nuovo nome, in un nuovo mondo.

Io voglio l'Africa.

Terminata quest'operazione mi trasferirò lì.

Sarò la vostra quarta sponda, il vostro guastatore dietro le linee, il vostro

terminale.

Faremo di quel continente un immenso deposito di spazzatura nucleare.

Lo indurremo a produrre ogni possibile droga per i nostri mercati.

Gli venderemo le nostre armi superate, le nostre tecnologie obsolete, la nostra

sporcizia, tutto il nostro male.

Ecco, è questo che voglio.

Lei rischia molto.

Non scommetterei su una sua eventuale vittoria più di quanto scommetterei

sulla possibilità che questo bicchiere...

Resterà lì in bilico fino a domattina. Vede, basta un niente e...

Basta un niente anche per impedirgli di cadere.

Niente, sembra tutto regolare.

L'unica cosa strana è che i lavori per il porto di Alcantara furono rimandati

per più di un anno, pur essendo i progetti approvati e i finanziamenti già

erogati. Il ritardo fu dovuto a degli intralci burocratici. Ma allora perché

Simon ci teneva tanto che mettessi le mani su questa roba? Perché era sicuro

che Giorgio avesse scoperto qualcosa di terribile sulla costruzione del porto di

Alcantara? Non capisco davvero.

Qui è tutto legale.

La Siciltecno Plus ha ricevuto il denaro dello Stato e ha costruito il porto

perfettamente funzionante.

I tuoi angeli custodi stanno tornando.

Non si resta mai un momento soli con te.

Beh, che angeli custodi sarebbero, altrimenti?

Cos'hai saputo?

Si tratta di Massino Salierno.

La giudice ha chiesto l'estradizione.

Arriva tra poco dagli Stati Uniti.

Tra poco quando?

Domani.

Allora, hai già pensato a tutto?

Sì, è tutto a posto.

Il mal di testa credo che sia una malattia professionale dei giudici.

Solo di quelli che hanno troppi pensieri.

Ed è proprio di un po' di questi pensieri che ne volevo parlare.

Lei fa delle ipotesi molto azzardate su Annibale Corvo e intanto io da quest

'altra parte ho una richiesta di scarcerazione.

Non la vorrà concedere, spero. È la legge che mi impone di farlo.

Ma non ha letto il mio rapporto?

Nella gendina di Masino Salierno c'erano l'indirizzo e il numero telefonico di

Corvo. E la sera dell'omicidio Corvo era al nightclub dove si esibiva la donna

usata come esca.

Ah, coincidenze.

Ma se fosse realtà, se Masino Salierno confermasse... Sì, sì.

Noi non possiamo amministrare la giustizia con i sé.

Dite.

Va bene, adesso viene.

Masino Salierno.

di cui lei ha chiesto l'estradizione, sta per arrivare all'aeroporto.

Aspetti questo confronto prima di far scarcerare Corvo. Sono convinta che lo

farò parlare. Ogni cosa che lei dice non fa che peggiorare il mio mal di testa.

Fiori! Comprate fiori freschi!

Fiori! Fiori freschi!

Salve!

Compratemi un mazzo di fiori! Degli amati di Alina ma dalla vostra!

Porti il caffè!

Va bene, tutto a posto. Grazie. È a posto.

Brigadier, aspetta.

L'ultimo desiderio non si nega mai al condannante.

Solo un mazzetto di piove.

Sono per una donna. Le voglio far sapere che non ci portano ancora.

Posso?

Fiori freschi!

Dammene uno, dai.

Un cannolo, solo mille lire. Prendetele, è buono. Mi dispiace, era l'ultimo

desiderio.

Mi chiamo Re Salvatore, ho dodici anni, non mi potete condannare.

Salvatore, dimmi perché l'hai fatto.

Ho dodici anni, non mi potete condannare.

Tuo padre è in prigione, in mezzo ai mafiosi.

L'hanno ricattato e tu l'hai dovuto fare.

Ho dodici anni, non mi potete condannare.

Dici che ti ha ordinato di uccidere quell'uomo?

Ho solo 12 anni.

Non mi potete condannare.

Non potete.

Dici che ti ha obbligato a farlo?

Non potete.

Portatelo di là, dategli qualcosa di caldo da bere.

E telefonate a sua madre.

Buongiorno, signore.

Suppongo che il fatto che Masino sia stato ucciso prima che testimoniasse non

sia una prova d'accusa contro Annibale Corvo, vero? No, non lo è.

È il mio parere favorevole alla scarcerazione.

Contento? No, non proprio.

Certo, capisco.

Noi siamo la giustizia.

Dobbiamo essere lucidi, perfetti. Non dobbiamo... Non dobbiamo sbagliare mai.

È così, no?

Sì, è così.

Senta, lei è molto stanca.

Da quando è qui non si è presa un solo giorno di riposo.

Credo che sia il caso che rimanga lontana dall'inchiesta.

Magari anche solo per un paio di settimane. Lei non mi può fare questo.

Sì che posso farlo.

Posso e lo faccio per il suo bene, mi creda.

Un susseguirsi di sfortunati colpi di scena sembra accompagnare da qualche

tempo i provvedimenti della giudice Silvia Conti.

Inaspettatamente ieri ha dovuto concedere la libertà provvisoria al

grande accusato dello scandalo degli ospedali d'oro. Ecco, proprio in questo

momento potete vedere Annibale Corvo, l'amministratore delegato degli ospedali

riuniti, ormai scarcerato mentre in compagnia del figlio sale su un aereo di

cui nessuno conosce la destinazione.

Manterrà la sua carica di amministratore delegato degli ospedali riuniti?

Volete una dichiarazione? Posso dire soltanto questo. Cose di questo genere

non devono accadere in un paese come il nostro.

Certi giudici dovrebbero essere controllati.

Carica di amministratore delegato. Non ho altro da dire, grazie.

Intanto indiscrezioni non confermate filtrate attraverso lo stretto riservo

della procura danno per certo che alla giudice Silvia Conti sia stata suggerita

una pausa di riflessione.

Finalmente. Come stai? Hai visto? Te l'avevo detto che si sarebbe risolto

tutto.

Tu vai pure con Fiorella.

Che ne sarà dei ragazzi? Cos'hai deciso?

Esattamente quello che avevo deciso prima.

Quello che io e te, insieme, avevamo deciso.

I nostri figli non c'entrano niente con tutto quello che è accaduto.

Si sposeranno fra due settimane, come era stabilito.

E tu verrai giù in Sicilia per il matrimonio?

Naturalmente. Vuoi che mia figlia vada all'altare senza esservi condotta sotto

braccio da suo padre?

Ti ringrazio di non avermi abbandonato.

Io non ho paura dell'opinione pubblica.

In tanti anni di politica hanno scritto e detto di me tutto il male possibile.

Ma gli sembrerà vero di potermi riportare all'onore della cronaca con la

scusa di questo matrimonio tra mia figlia e il figlio di un uomo

compromesso. Non me ne curo. L'unica cosa che mi sta veramente a cuore è la

felicità di Marco e Fiorella. Tutto il resto è sporcizia.

Maldestri giochi di potere.

Calunnie. I giornalisti vorranno sapere di te. Io non parlo con i giornalisti,

parlo con i loro padroni.

Davvero non puoi fare niente per me?

Per ora no.

Devi avere pazienza.

Ci vorrà un po' di tempo. E chi manderà avanti la legge dei Spighi?

La Sicil Tecno Plus.

Nella persona del suo nuovo presidente e direttore generale. E chi sarebbe?

Andrea Linori.

Il quale Andrea Linori domani riceverà dal Consiglio d'amministrazione i pieni

poteri.

Ma Andrea Linori è giovane.

Molto giovane.

E nel suo caso il tempo non lavorerà a suo favore.

Vedrai. Quando fra due anni anche il processo avrà dimostrato la tua

innocenza, ricomincerai a salire. E chi ti fermerà più?

Fra due anni io sarò morto.

Se davvero Andrea Linore prende in mano la Sicil Tecnoplus, vuol dire che è

riuscito a mettersi d'accordo con... Niente brutte parole in casa mia.

Ti prego.

Vieni dietro di noi!

Che succede? È pericoloso vedersi così?

Non potrò occuparmi dell'inchiesta per un po' di tempo.

Mi dispiace anche per te.

Che significa?

Che anche tu devi abbandonare.

Abbandonare proprio ora?

Non potrò più proteggerti.

Non importa, io continuo da solo.

Ma non puoi farlo. Allora continuo anche tu.

Insieme a me e con quei due ragazzi là fuori. No.

Io non sono come te. E neanche come loro.

Lo capisci? Sono stanca. Non ne posso più. Ora non ti puoi fermare.

Non li puoi chiudere proprio ora gli occhi. Dopo, più tardi, quando tutto

sarà finito.

Allora potrai fermarti e riposare.

Ma non so più cosa cercare. Tano!

Devi cercare Tano.

E io posso aiutarti. Io posso portarti in quella villa dove l'ho accompagnato

una volta. Lì c'è una donna.

Lui, mentre le parlava, a un certo momento l'ha abbracciata. Ma che cosa...

Non te ne andare, giudice. Non te ne andare anche tu.

Ma chissà chi è questo. Non importa.

Adesso lei possiamo arrivare a Tano.

Lasciami, mi fai male. No, io non ti lascio.

Forza.

Ancora un po'. Ancora un ultimo sforzo.

Grazie

Chi siete?

Quelli che cerchi.

La cupola.

Siete rimasti solo voi tre?

Sì, solo noi tre.

Il numero perfetto. I superstiti di anni di retate, di tradimenti, di

lotte. Hai visto, Tano, ci siamo scomodati per te a venire fin qui, ma

ora ci devi ripagare.

Devi essere bravo, ma bravo assai.

Ci devi parlare bene, con le parole giuste e senza errori, perché noi ormai

siamo preoccupati per quello che fai.

L'arresto di Corvo, per esempio, non ci è piaciuto.

Corvo è uno che non lo puoi toccare così, neanche tu, perché noi a lui

ci vogliamo bene.

Corvo vi porta alla guerra, ha fatto ammazzare Mimmo Linori, poi suo padre

Giovanni e poi chissà quanti altri.

Io invece vi offro la pace.

Andrea Linori, con me al suo fianco, vi darà quello che suo padre non vi ha

voluto dare.

Senza di lui non riuscirete a mettere le mani sulla Siciltecno Plus.

E intanto i giorni passano e il momento di dare il via al nuovo affare si

avvicina.

Non c'è tempo.

Prendetevi Andrea Linori e rinunciate a Corvo. Corvo non serve più. È bruciato.

È finito.

Oppure... Chiamate uno dei vostri uomini là fuori.

Fatemi sparare, qui, alla tempia.

Tutto regolare.

Sembrerà un suicidio.

Poi riprendetevi Corvo, rinunciate all'affare e andatevene in vacanza per i

prossimi venti anni.

Andrea Lenori se ne tornerà in America e la Siciltecno Plus verrà commissariata.

Voi vi preoccupate di Corvo?

Tra due giorni verrà qui in Sicilia, in seduta straordinaria, la commissione

parlamentare per i rapporti tra crimine e politica.

E voi vi state a preoccupare di Corvo?

Lo Stato viene qui con una dimostrazione di forza insediando a poche centinaia di

metri dalle vostre case una commissione di gente onesta, di gente che non

potrete comprare, che non riuscirete a corrompere e che ficcherà il naso dentro

le cose più schifose di questo paese. Ma voi vi state a preoccupare di Corvo?

Ma non lo capite che io vi sto preparando il banchetto nuziale per i

prossimi 20 anni?

Che io vi sto offrendo il 2000?

Già una volta ci siamo fidati di te.

E tu hai perso. No, non io.

È stato questo muscolo qui a perdere.

Questo stupido incrocio di canali, di valvole e di emozioni.

Per una volta volevo essere come tutti gli altri, ma poi ho capito.

E da allora il cuore io non lo sento più.

E adesso, adesso io sono pronto a vincere.

Tu sei intelligente, Tano.

Sai le cose, hai studiato.

E quello che non c'era nei libri te l'ha insegnato la vita.

Ma una cosa ancora non l'hai imparata.

Tu sei pieno di orgoglio.

Prima o poi questo orgoglio ti porterà alla rovina.

Adesso ci servi e ti diciamo va bene.

Ma domani quando la vita ti farà abbassare le penne e ci verrai a

pregare, allora questa trinità che ti sta davanti si

ricorderà di come sei adesso, del tono che usi, degli occhi con cui ci

guardi. E ti lasceremo morire da solo come un cane.

Ti sta bene così il nostro patto? Sì, mi sta bene.

Inizio da questa parte.

Chi sei tu?

Un'amica di Tano.

Su, sbrigati. Vieni dentro.

Fa' presto.

Guardi, ci sono i fulmini.

Possono entrare.

Tano non c'è, è sempre via.

Sempre.

Io non lo vedo mai.

Non so mai dove trovarlo.

Chissà che fa là fuori.

Io glielo dico, deve restare qui, in casa.

Ma lui non mi ascolta.

È sempre... Sempre fuori, fra i fulmini.

I lampi, le tempeste.

Che devo fare per convincerlo a non uscire?

Che devo fare?

Non hai un modo per fargli sapere che vuoi vederlo?

Non hai il suo indirizzo?

Il suo telefono?

Non mi piace il telefono.

Non mi piace il telefono.

La televisione mi piace.

Quella me l'ha regalata Tano.

Tano è molto buono.

È molto buono.

Però è così piccolo.

È così piccolo.

Non può farci niente se gli altri bambini mi mettono a testa in giù dentro

la fontana dei cavalli finché rimango senza fiato.

Lui non può farci niente.

Sono buoni gli altri bambini.

Ma Tano è più buono.

Sì, è più buono.

Però è troppo piccolo.

Strano, è un modello vecchio, non è più in circolazione da diversi anni.

Sei in grado di farlo funzionare?

Ci provo.

I bimbi mi dicono... Avanti, bevi, bevi, scema.

E Tano laggiù vicino allo steccato piange. Ma a me piace l'acqua.

A me piace l'acqua.

Però... Come posso farglielo capire?

Loro mi dicono bevi, scema e lui piange.

Perché non può farci niente.

Può darsi.

Può darsi che sia per questo che è scappato.

Per paura di quei bambini più grandi?

Certo.

Forse è per questo che non ha mai voluto dare il suo numero di telefono.

Nemmeno a me.

Perché ha paura di loro.

Sì.

Questo è l'archivio segreto di tutti gli affari trattati da Tano quando dirigeva

la banca Antinari.

No, che idiota!

Che idiota!

Che succede?

C'era una chiave d'accesso segreta. Quando non la si inserisce scatta un

meccanismo dato distruzione.

Ho cancellato tutto.

si farebbe un giro tondo intorno al mondo

se tutti i bambini del mondo

volessero diventare marinai

Niente, ho fatto un buco nell'acqua.

Poi ti spiego.

Va bene, ora vengo.

È il tuo fidanzato?

No.

Peccato.

Allora... vuoi bene a Tano?

No!

Non toccarmi.

Tu non mi dici la verità.

Tu vuoi Tano, non è vero?

Vorresti addirittura sposarlo, magari.

Però lui ha già un'altra.

E ha anche me.

Volevo solamente salutarti.

Va bene.

Sono contenta di averti conosciuta.

Che cosa vuoi che dica a Tano?

Digli che prima o poi lo troverò.

Gli dirò che...

che sei molto

bella.

Stanno arrivando!

Grazie mille.

Pronto? Sì, sono io.

Il consiglio d'amministrazione si è appena concluso.

Tutto come previsto?

Sì, certo, tutto come previsto.

Ho già dato il via ai preliminari dell'operazione.

Tra poco avrai i dati sui suoi terminali.

Bene, molto bene, Presidente.

Le faccio i miei complimenti e i miei auguri.

Lasciami qui, voglio fare due passi.

Tu, Dave, tieni pure la macchina.

Andrea Linori ha la testa della Sicil Tecnoplus.

Tutti d'accordo.

Tutti!

Anche la Santissima Trinità. Ma io non mi faccio sbranare.

Io sono più iena di loro. Non mi faccio scaricare così.

Fa come ho detto.

Cerca della gente sicura, professionisti.

Devo rivolgermi ai suoi amici. E quali? Gli unici amici che mi sono rimasti sono

quelli che posso comprare.

Eh, è bianco.

Voglio i migliori.

Guarda, papà.

Non è tanto bello questo, vero?

No, non tanto.

Perché sei triste?

Guarda, Nini.

Lo vedi questo sasso?

Vedi com'è nero, com'è ruvido, rovinato dal vento?

Sì.

Dammi il tuo sasso col sole.

Vedi com'è lucido, com'è liscio?

Sì. Eppure una volta erano la stessa cosa, stavano insieme.

Erano la stessa roccia.

E poi qualcosa li ha separati.

Uno di loro è rotolato qui sulla spiaggia e l'altro è finito in acqua.

E il mare, a poco a poco, giorno dopo giorno, anno dopo anno, l'ha levigato,

l'ha reso così splendente.

Carta di volo alla villa.

Agli uomini succede la stessa cosa.

Non nascono né brutti né belli, né tristi né allegri.

Dipende da dove li metti la vita, da dove li porta il destino.

Che cos'è il destino?

È una cosa che scorre, come un fiume.

Però è un fiume che non si vede.

E da che ti accorgi che c'è?

Dalla corrente.

Certe volte è così forte che la senti.

Senti che ti trascina via.

Chi te l'ha detto di entrare qua dentro?

Mi hai fatto chiamare.

Ti stavo cercando.

Vai a prendere la macchina.

Mi devi accompagnare alla stazione.

E' così piccolo?

E ha già visto cose che nessuno dovrebbe vedere mai nella vita.

Andrea.

Devi scusarmi per questi giorni.

Sono stato veramente intrattabile.

Ma ero preoccupato.

E ora?

Ora le cose si stanno sistemando.

Fra un paio di mesi rinuncerò alle mie cariche, alla Sicil Tecnoplus.

E tornerò in America.

Davvero?

Ho prenotato due biglietti.

Per te e per Nini sul primo volo di domani per New York.

Io non voglio partire senza di te.

Te lo chiedo per favore.

Io non mi sento tranquillo finché voi rimanete qui. E tu?

A me non succederà niente.

Sono diventato troppo importante ora.

Mi prometti?

Che davvero tra due mesi sarai a casa.

E che tutto sarà come prima.

Te lo giuro.

Gira a destra.

Ma la stazione è da quella parte.

Non andiamo alla stazione.

Ci ho ripensato.

Lasciami dietro alla chiesa del Sacro Cuore.

Quella povera donna di Matilde non si riesce a dare pace per la morte del

marito.

Ieri mi ha detto che poco prima di morire, mentre stava già per terra, lui

ti ha detto qualcosa.

Vero?

Non lo so, non mi ricordo.

Ma come?

Non ti ricordi le ultime parole dette da un cristiano prima di andarsene nell

'altro mondo?

Sì, mi ha detto... Mi pare che mi abbia detto una cosa del tipo, ora devi

salvare Andrea e il bambino, portali via da qui, pensa a loro, cose così.

Di Giovanni Lenori ne nasce uno ogni cento anni.

Era fatto così, pensava prima agli altri e poi a se stesso.

Anche quando era giovane.

E io vivevo in una delle fattorie delle sue terre.

E a dieci anni non sapevo ancora né leggere né scrivere.

Lui, non so perché, decise che dovevo studiare.

Che dovevo imparare come si mangia a tavola e come si dice buongiorno e

buonasera e come ci si deve vestire.

E mi prese con sé.

Lui diceva sempre tua madre t'ha dato un grande cuore e io t'ho dato la

testa. Era vero.

Ecco perché io gli sono rimasto sempre fedele.

Lo aspetta qua.

Vai, metti in moto.

Sono Quadre.

Sì, il nostro amico è arrivato.

C'è Davide con lui.

Com'era quella donna? Avevi i capelli scuri, lisci?

E poi portava un impermeabile?

Sì, aveva l'impermeabile.

Ed era molto bella.

Le hai dato la chiave dello studio?

Le hai parlato di me?

No, non ho detto niente.

Ma lei era buona.

Sono tutti buoni per te.

L'hanno forzata.

Io non voglio venire via.

Sto bene in questa casa.

C'è la televisione qui.

Ne ha colori. Maria, andiamo in una casa bellissima, dove staremo soltanto io e

te, insieme.

Io e te?

Sì, noi due soli.

E ti comprerò anche delle bellissime bambole.

Come questa?

Sì, anche più belle. Vieni, Maria, andiamo.

Si sta portando via la sorella. Che faccio, li fermo? No, voglio sapere dove

va. Lascia fare a Davide, tu rientra in città.

Vieni.

Andiamo.

Arrivederci, casa.

Quello che hai visto stanotte te lo devi dimenticare.

Parlo di lei, devi fare come se non l'avessi mai vista.

Va bene.

I medici dicono che è schizofrenica.

Significa separata a metà.

Divisa.

Ma neanche loro ci capiscono niente.

Me le ricordo quando la portavamo alla visita da bambina.

Le sentivano il cuore, i polmoni.

Speravano che stesse male davvero, che avesse una vera malattia, una bronchite,

una febbre virale.

Tutte cose che puoi curare.

Ma la testa qui dentro, quando suona vuoto come il salvadanaio di un povero

Cristo, non c'è proprio niente da fare.

Chissà se sogna.

Tutti sognano.

Io no.

Io per anni non ho mai sognato.

Io conoscevo solo le cose.

Cose concrete che le puoi toccare.

Cose che hanno una forma, un peso, un valore.

Cose che producono denaro, che a sua volta produce altre cose.

Poi una notte...

Quando avevo intorno tutte le cose che un uomo può desiderare, è venuto a

trovarmi un piccolo sogno.

Che cos'era?

La porto a casa?

No.

Fermati a quell'incrocio.

Va bene.

Lasciami la macchina e vattene.

Tieni, con questi ti ci puoi pagare un taxi e parecchie altre cose.

L'uomo che mi avete mandato non voglio più vederlo. Qualcuno ha avvertito la

polizia. Può essere stato lui.

Va bene.

Ho capito.

Ci avevo già pensato per conto mio.

Pure il cavallino non viene con noi in America.

No, lui è sempre vissuto qui.

In America si sentirebbe spaesato, triste.

Aspetterà che ritorni. E tu, nonna, ci vieni in America?

Sì, prima o poi ti verrò a trovare. Te lo prometto.

Allora, papà, non posso proprio portarlo con noi?

Eh, no.

Ciao.

Forza, vai.

Tieni Davide, te lo lascio. Lo puoi ributtare in mare.

Sì certo, ma perché?

Così sta insieme agli altri pezzetti di roccia.

Che una volta erano fratelli suoi.

Attenti!

Butta la pistola!

Svetti, scendete!

Giù dalla macchina!

Fuori!

Mamma, chi sono?

Scendete tutti, svelti!

Avanti, con le mani alzate! Ma che cosa volete? Lasciateci! Fate come dice, con

calma, scendiamo tutti! Fuori!

Vieni, vieni!

Su le mani! Vieni!

Che volete dare? Il bambino.

No, lascialo, lascialo, lascialo. No, è stronzo. No, non lo toccare,

lascialo, lascialo. Non così, Andrea.

Gloria, Gloria.

Dammi il bambino.

No.

Attento.

Ehm...

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