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Original subtitles

Dopo i tragici avvenimenti che hanno segnato per sempre la sua vita, Corrado

Cattani è solo.

Si ritira in un monastero dove fa la conoscenza dell'abate Lovani, ma la

ritrovata serenità è destinata a durare poco.

Tornato a Milano per collaborare con un agente federale americano, Bert Di

Donato, che è sulle tracce di un trafficante internazionale di armi a

nome Kemal Ifter, Corrado, con un gesto di grande coraggio, salva da un

rapimento la piccola Greta, e fa la conoscenza della famiglia Antinari e

della sorella maggiore di Greta, Giulia, di cui si innamora.

Conosce in questa occasione anche il padre di Giulia, Carlo, e un personaggio

dagli ambigui risvolti, Dino Alessi, il direttore generale della banca, che

Bertha e Corrado scopriranno implicato in oscuri traffici con Ifter.

Corrado intuisce che il vecchio Nicola, fondatore dell'impero finanziario

Antinari, si sta alleando con la mafia, e con una vecchia conoscenza di Corrado,

l'avvocato Terrasini.

L'ingresso della mafia nell'affare sconvolge tutti i precedenti equilibri.

Dino viene eliminato da Tano, un giovane collaboratore del vecchio Nicola. L

'abate Lovani, che aveva cercato di aiutare Corrado, viene trucidato al

convento.

La violenza della mafia non risparmia nella sua crudeltà neanche la figura

innocente di Anna, la madre di Giulia.

Il tentativo di Corrado di rinunciare a una imparilotta e di vivere soltanto per

se stesso e per l'amore di Giulia è a questo punto impossibile.

Corrado riprende la pistola che aveva consegnato all'abate Lovani e va a Roma.

La situazione precipita. Il professor Mattinera, al quale l'abate Lovani si

era rivolto, è in realtà il misterioso personaggio coinvolto nell'affare

criminoso con Ifter.

E' l'ora più bella questa, vero?

Poi è tutto così calmo, così tranquillo.

Sembra impossibile che durante il giorno debbano succedere le cose, le cose

terribili che succedono.

Ha fatto bene a venire qui.

La Sicilia in questa stagione è bellissima.

Io avrei voluto andare a Roma con Corrado invece.

Roma è una città cattiva.

Allora forse è il posto giusto per scoprire che ha ucciso mia madre.

Il dottor Cattani è andato a Roma per questo.

Io quei mostri vorrei vederli tutti morti.

Il professor Mattinera sta puntando i piedi. Questo mi preoccupa.

Vorremmo evitarci ulteriori complicazioni.

Perché mi venite a raccontare queste cose?

Non voglio saperle.

Riguardano solo voi.

Ma Tenere è un uomo molto importante.

Anche quello che stiamo facendo è molto importante.

Per tutti.

Noi possiamo trovare quello che lei cerca prima di Cattani.

Che cosa intende per noi?

Volevo dire il signor Antenari.

La sua famiglia, Giulia, è una famiglia potente. Non so se lei se ne è mai resa

conto.

Non siamo stati così potenti da impedire che facessero di noi quello che

volevano.

Si è trattato di un momento difficile, ma ora le cose si stanno mettendo a

posto. E mi sembra sinceramente un po' ridicolo, mi perdoni, che lei si affidi

a un uomo solo, come Cattani, per cercare una verità a cui forse suo nonno

è molto più vicino di quanto lei non pensi.

Tarzoni?

Tarzoni?

Tarz...

Buonasera.

Sì, il senatore Tarzoni la prega di scusarlo.

Sarà qui tra qualche minuto.

Se intanto si vuole accomodare.

Ma lei chi è?

Sono suo possibile lettore, sì, la seguo con molto interesse.

A proposito, giorni fa i giornali riportavano il suo ultimo intervento sui

problemi della difesa. Beh, l'ho trovato molto... molto commovente.

Molto.

Scusi, se si vuole accomodare.

Prego. Sai, io ho notato che diceva, parlando del nostro paese, che ha

bisogno per la sua particolare posizione geografica, strategica, ha

bisogno di pace, di sicurezza, più di ogni altro paese.

Beh, certo non possono bastare i missili ad assicurare la nostra difesa.

Occorre un'accorta precisa.

Politica diplomatica. Dico bene?

Vedo che lei ha colto perfettamente il senso delle mie parole.

Anche se credo che in questo momento la nazione abbia bisogno più di fatti che

di parole.

Già, la nazione.

Ecco, lei ripete spesso questa parola. Anzi, la usa sempre, in ogni occasione.

Bene, allora mi dico una cosa.

Come mai lei, se ama tanto questo paese, lo sta svendendo a un servizio segreto

straniero? E a un trafficante di armi.

Ma lei chi è?

Che cosa vuole?

Io sono un rappresentante del popolo italiano.

Non lo devi neanche nominare il popolo italiano.

Dimmi, da dove parte? Da dove viene questo carico? Che cosa trasporta?

Dimmelo! Dimmelo!

Ma commissario, lei non può fare questo. Ferma! In casa mia. Le ho detto di non

muoversi! Ma lei mi aveva promesso. Si fermi, senatore! E tu parla.

Ma non so dove.

Chi è che vende?

Per conto di chi?

È roba che viene dagli Stati Uniti. È stata rubata in un deposito militare. E

chi è che compra?

Un paese arabo. Di che armi si tratta? Non lo so.

Dove è destinato?

In Sicilia. In Sicilia dove?

Sulla costa orientale. A Porto Licude. Da chi è organizzata l'operazione?

Parla! Tu lo sai, dimmelo!

Dimmelo!

Adesso andiamo dal magistrato.

Che cosa farà adesso?

La denuncerò e testimonierò contro di lei.

Ha pensato alle conseguenze.

Sarà uno scandalo.

Io ho un ruolo pubblico importante in questo paese.

Migliaia di persone mi danno la loro fiducia.

Migliaia di persone che lei ha ingannato.

Non è vero.

La gente non ti sceglie per fede, per ideali. No, la gente ti sceglie per

interessi. E questi interessi rappresento.

Lei parla come se ancora ne avesse diritto.

Ma lei non è degno di rappresentare nessuno. È la parte marcia di questo

paese.

Non è colpa mia.

Sono stato ricattato anch'io.

Sono solo.

Mi hanno abbandonato.

Io parlerò, dirò tutto, denuncerò tutti.

Però lei non sarà contro di me, vero?

Vero?

Stia indietro.

È orribile.

Non racconti a nessuno quello che ha sentito.

Altrimenti si sentiranno in pericolo.

E sicuramente sposteranno l'imbarco.

Non parli per ora. Mi dia un po' di vantaggio su di loro. È l'unica

possibilità che abbiamo.

si accorse di avere il petto sporco di sangue allora l'uccellino volò sulla

riva di un fiume che scorreva lì vicino e si tuffò nell'acqua ma il suo petto

continuava ad essere rosso e allora tornò al suo nido e cosa vide?

tutti gli uccellini della sua famiglia grigi come lui avevano una macchia rossa

sul petto Madre, quando arriviamo in Sicilia io sono stanco. Sta' tranquillo,

fra poco.

Adesso ascoltate.

Da allora quegli uccellini sono i prediletti del Signore. E noi li

chiamiamo Petti Rossi.

Nonno.

Perché la mamma è stata uccisa?

Tu lo sai, non è vero?

Non era tua madre che volevano.

Volevano solamente quel vecchio frate e lei non c'entrava niente.

Chi è stato?

Perché vuoi saperlo?

Perché vorrei che pagassero per tutto il male che ci hanno fatto.

Tu non c'entri in cose del genere.

Nonno, dimmi che ho ucciso mia madre.

Dimmelo, ti prego, dimmelo se lo sai.

Com'è bello il mare in autunno.

Sono molto stanco.

Ho l'impressione che uno di questi giorni...

Che uno di questi giorni la vecchia cipolla smetterà di funzionare.

Se te ne vai anche tu mi arrabbio sul serio, eh?

A me non importa di morire invece.

Sono pronto.

Solo che mi dispiacerebbe vedere morire quello che ho costruito.

Ci è voluta fatica, ci è voluto dolore.

E a volte è abiezione.

Per impedire che fosse spazzato via tutto.

La banca ha corso grandi pericoli, anche ultimamente.

Ecco, io vorrei morire solo dopo essere certo che non tutto finirà con me.

Mi auguro che tu capisca quello che ti sto dicendo.

Voglio che tu prenda il mio posto.

Ma io non saprei neppure da dove cominciare, nonno.

Sì, lo so.

Ti aiuterò io e dopo vedrai.

Diventerà tutto facile.

Tu hai delle responsabilità, Giulia.

Come ne aveva tuo padre, come ne ho avute io prima.

E le responsabilità vengono prima dei sentimenti. No, nonno, io non voglio

rinunciare ai sentimenti.

Nel nostro cuore lo spazio è piccolo.

Un dolore ne toglie un altro.

Una persona che noi credevamo di amare viene sostituita da un'altra.

Quando ti viene il mal di denti, inevitabilmente ti passa il mal di

stomaco. È tutta qui la saggezza, non c'è molto altro.

E allora io non voglio diventare saggia.

Non voglio dimenticare la morte di mia madre.

E non voglio perdere Corrado.

Ah, Rosaria, vorrei avere la tua pelle e tu vorresti avere i miei soldi.

Siamo fatti male, non siamo mai contenti.

Sì, avanti.

Che c'è, Salvo, novità? Una buona e una cattiva.

Il carico è arrivato a due giorni, è passato la frontiera senza problemi.

Dimmela cattiva, Corrado Cattani.

Hanno telefonato da Roma. Il segretario di Mattinera dice che Cattane l'altro

giorno è andato allo studio del professore.

Togliete quel santino.

Per ora sono ancora vivo.

E levate anche gli altri quadri.

L'arte distrae. Se si vuole accomodare nel salone abbiamo preparato un piccolo

rinfresco. Non è per un rinfresco che sono venuto qui alla banca, ma per

mostrare a mia nipote la sala terminali, l'archivio, l'ufficio cambi e tutto il

resto.

E non ho molto tempo.

Capisci quello che c'è scritto?

Sì, stiamo acquistando azioni su tutti i mercati europei.

E mi sembra che le stiamo pagando anche molto.

Esatto, infatti le paghiamo due volte il loro prezzo.

E perché?

Beh, non è molto semplice da spiegare.

Noi siamo allo stesso tempo i venditori e i compratori.

Ieri abbiamo immesso queste azioni sui mercati stranieri a un prezzo molto

basso e le abbiamo fatte acquistare da nostre banche all'estero.

Successivamente queste banche ce le rivendono a un valore molto più alto di

quello reale di mercato.

In pratica stiamo perdendo denaro sulla banca centrale ma guadagniamo sulle

nostre consociate nei paesi stranieri.

Perché?

Un modo per esportare i capitali all'estero senza pagare tasse?

Esattamente così.

Beh, ma questo è... è legale, si può fare?

Noi lo facciamo.

Libero? Sì.

Alla questura centrale.

Insomma, tutto sta andando alla perfezione.

Forse anche troppo.

Come sarebbe a dire?

Che bisogno c'era di fare l'imbarco proprio qui in Sicilia?

Ma perché è terra nostra.

Nostra come questa casa, questo spumante, come questa graziosa ragazza.

Lei avrà il suo 11% e il suo posto nel consiglio appena il carico sarà

consegnato. E Ifter avrà effettuato l'accredito.

Vogliamo blindare?

No, grazie, io non bevo.

C'è altro?

In effetti, ci sarebbe una cosa.

Lei sa che è stato iniziato un procedimento di pulizia intorno a una

certa ferita, ma ci sono certe infezioni che quando pensi di averle debellate

rispondano fuori.

E una di queste infezioni ha già girato abbastanza da queste parti, anche negli

anni passati, e ha provocato delle cancrene.

Allora, visto che abbiamo deciso insieme di cauterizzare, di sterilizzare,

facciamolo, facciamolo sul serio fino in fondo.

Non le sembra giusto?

No, non capisco di che parla.

Sto parlando di Cattani.

È stato lui a ossessionare quel povero Martenera che pur di non parlare ha

preferito finire nella fossa.

Già, voi vi siete limitati a gettarci sopra qualche palata di terra, vero?

Terrasini. Non mi piacciono i suoi metodi. Ma sono utili anche a lei, deve

ammetterlo. Non dimentichi che mia nipote Giulia è molto legata a...

Appunto ho voluto parlare prima con lei, per rispetto.

Se è una cosa veramente necessaria, fate quello che dovete fare, ma lontano da

Giulia. Ma certo, avremmo fatto attenzione a non coinvolgerla.

Se ha pensato questo mi fa torto.

Sua nipote per noi è sacra.

Arrivederci.

Commissario Cattane.

Settimeli.

Come stai?

Bene.

Ma che hai fatto? Ti sei lasciato crescere i baffi?

Eh, si ricorda.

Il commissario Altero diceva sempre che se uno tiene la faccia da bambino come

me, o esce dalla poliziosa e fa crescere i baffi.

E poi piacciono pure a mia moglie.

Ti sei sposato?

Eh, il tempo passa, signor commissario.

Eh, già.

Adesso chi c'è al posto mio?

Il commissario di Venanzo.

Ci devo parlare. Se vuole l'accompagno. No, grazie. Gli ha fatto piacere

rivederti. Sì, anche a me. Ciao, Settimelli.

Ma perché mi ha raccontato tutto?

Dopo quello che è passato?

Sì, insomma, potrei essere un mafioso anch'io.

Non ho un'altra scelta.

Se lei è con loro, vuol dire che fra qualche ora sarò morto.

Ma se non lo è, forse lei mi può aiutare.

E come?

Voglio rientrare in servizio, e subito.

Sa, Cattani, io sono diventato commissario solo a forza di scatti di

anzianità.

Per anni sono stato all'ufficio passaporti.

E un po' di tempo fa mi era passata per la testa l'idea di abbandonare tutto,

riterarmi da qualche parte a vita privata.

Quello che ha fatto lei, i suoi uomini, la sua famiglia,

mi ha convinto a restare.

Perché? Mi sarebbe piaciuto vincere questa guerra anche per lei, ma finora

non ho vinto niente.

Allora proviamoci insieme.

Penserò io ad avvertire il ministero.

Intanto lei sarà a disposizione della nostra questura e collaborerà con i

giudici che si occuperanno di questa inchiesta.

Sarà bene che incontri subito il giudice Venturi. Il giudice Venturi?

Sì, lo conosce? Sì, ma non sapevo che era qui. È stato lui a chiedere il

trasferimento. E la cosa qua giù alla mafia non è piaciuta.

Uno che sceglie di sua iniziativa di venire qui fa paura.

E infatti dopo qualche giorno gli hanno fatto scoppiare una bomba sotto casa.

Così l'abbiamo trasferito in caserma, lui e la sua famiglia. In una caserma?

Non è granché come sistemazione, ma perlomeno stanno sicuri. Beh, puoi

lavorare lei stessa.

È una specie di avamposto assediato.

Prego.

Ma chi sono quei bambini? Sono i figli dei giudici che vivono qui in caserma.

Ah, ok.

Di qua.

Grazie.

Sì?

Un istante, per favore.

Beh, certo che una segretaria gliela potevano anche dare.

Cattani! Come va?

Questa poi!

Che bella sorpresa, ma com'è finito qua?

Ma questa è un po' la mia città, lei piuttosto.

Gliel'avevo detto che mi sarei fatto trasferire, ricorda? È proprio qui.

Si vede che era scritto che noi due dovessimo incontrarci ancora.

E forse è giusto così, perché uno come lei, che va combinando guai a destra e a

sinistra, era fatale che prima o poi approdasse qua, in questa caserma.

Ma qui sarà ben protetto. No, non sono venuto a cercare protezione, ma

rinforzi. Ho delle cose incredibili da raccontarle.

Ma sei proprio sicuro che si trattava di Cattane?

Bene.

Allora aspettatelo. Quando esce dalla caserma non perdetelo di vista.

E fategli cortesia.

Andate, buon lavoro.

Ah, Rosaria!

Su, fatte bella, che te porto al ristorante.

Oggi è una grande giornata.

Il frutto ormai è maturo e noi lo cogliamo.

Toglimene le pantofole.

Che succede, Giulia?

Non hai più voglia di giocare?

A che pensi?

Alla situazione della banca.

Non pensavo che fosse così grave come mi hai detto.

Il buco della banca di Hong Kong è consistente, purtroppo.

Ma risolveremo la cosa con un'operazione complessa.

Ed è quell'operazione che papà non voleva fare?

Sì. E perché non voleva farla?

A tuo padre non piaceva l'idea che una sua vittoria equivalesse alla sconfitta

di qualcun altro.

Avrebbe voluto vivere senza fare mai vittime.

È giusto? No, non lo è se hai in mano il potere.

Molta gente pensa di avere le chiavi del potere.

Ad esempio qualche industriale, certi direttori di giornali, alcuni politici,

a volte i militari.

Ma il vero potere siamo noi. Il vero potere è il denaro.

È qua dentro, in queste stanze, nell'ufficio di presidenza della nostra

banca. Il potere sarai tu, però per conservarlo dovrai essere diversa da tuo

padre.

Senti, nonno.

Io non credo di essere tanto diversa da mio padre.

Non credo che riuscirò ad assomigliare a te.

Io sono vecchio, Giulia.

Fra un po' tu erediterai tutta la nostra ricchezza.

Farai parte di un mondo che nessuno conosce veramente.

Un mondo di cui la stampa non parla quasi mai.

Perché pochi sanno.

E quei pochi spesso non possono parlare.

Perché anche loro ci sono dentro.

vivono in questo universo segreto che governa i destini delle nazioni.

È un po' come una grande scacchiera, dove si gioca con pochissimi

pezzi e dove sono esclusi i pedoni.

E tu sarai la regina.

Prendila.

Scusate, c'è il signor Cattani. Corrado!

Giulia! Che c'è?

Non uscire con lui.

Perché?

Vorrei prima parlargli.

D'accordo nonno, scusami ora.

Andrai in albergo?

No, sto in una caserma con tanti poliziotti, giudici, i loro familiari.

Perché una caserma?

Perché sono un commissario, no? Te ne eri dimenticata.

Sono tornato all'ovile.

Anch'io.

Il nonno dice che devo occuparmi della banca.

E tu cosa ne pensi?

Non lo so.

Io sono stata malissimo, non lo so perché.

Ero convinta che non ci saremmo più rivisti. Ero disperata.

Senti, andiamocene via di qui.

Andiamo via, non ci posso più stare col nonno.

Era molto meglio prima, quando ci telefonavamo e facevamo quelle belle

partite a scacchi che non finivano mai.

Adesso è cambiato, non lo so. Non fa che parlare di soldi, di quello che devo

diventare.

Della responsabilità della famiglia. Voglio fare l'amore.

Ti va?

Che cosa vuole da te?

Vuole che entri a far parte del consiglio d'amministrazione della banca.

Ha già fissato la riunione.

Quando?

Tra cinque giorni.

Perché tra cinque giorni?

Perché deve occuparsi di un affare molto importante. Credo che debba seguire un

'operazione finanziaria molto delicata.

A che cosa stai pensando?

Dimmelo, dimmelo, dai.

A me e a te.

Cioè?

Al mondo a cui appartieni.

Lo detesto.

Lo detesto perché è un mondo che fa del male alla gente.

Perché ha deciso di tornare qui? A quanto mi risulta ancora molti nemici in

Sicilia.

Io qui ho perso tutto.

Ed è qui che intendo rifarmi.

Lei è veramente ostinato.

E anche troppo onesto.

Lo ero anch'io, ma poi con gli anni si cambia.

Io non cambierò.

Su una cosa invece sicuramente dovrà farlo.

Parlo di Giulia.

Io non gliela cederò in dono.

Giulia è innamorata di me.

E anch'io ne sono innamorato.

Le cose stanno così, che lei lo voglia o no.

Lei non mi deve cedere nulla.

Lei è l'uomo sbagliato per Giulia. Vuole sapere perché?

Perché ormai è abituato a essere solo.

È come un lupo.

Affamato e disperato.

E le piace esserlo, la sua vita sarà sempre così.

E mia nipote non potrà dividerla con lei.

Fra pochi giorni, quando Giulia entrerà nel consiglio d'amministrazione della

banca, per lei non ci sarà più spazio.

Forse bisogna sentire cosa ne pensa Giulia.

O vogliamo risolvere tutto fra noi?

Risolverla così, fra uomini, come si faceva una volta?

Ne parlerò con Giulia.

Le parlerò anch'io.

Allora faccia presto, non ha molto tempo.

Perché?

Cosa succederà fra poco?

Succederanno delle cose cattane che lei nemmeno immagina.

Forse neanche lei.

Commissario, mi hanno informato che qui sotto c'è uno strano movimento.

Con ogni probabilità la stanno aspettando per ucciderla.

Forse posso aiutarla.

Però la avverto, questo è il mio ultimo favore.

Lo faccio per Giulia. Non voglio vederla soffrire.

Ora chiedo a lei di fare altrettanto.

La mafia vuole la sua testa, dottor Catani.

E la avrà prima o poi.

Non coinvolga Giulia in questa sua assurda battaglia.

Allora, avete finito di parlare o ne avete per molto?

Farà quello che le ho chiesto.

Che c'è?

Ci sono delle persone qui fuori.

Mi stanno aspettando.

Per spararmi addosso.

Ma che dici?

Ma tuo nonno oggi ha deciso di fare una buona azione. Non gli capita spesso e

bisogna approfittarne.

Nonno, che sta succedendo? Che c'è?

Chi sono questi?

Sono i miei nemici di sempre.

Ma adesso sono diventati amici di tuo nonno.

Mafia!

Nonno, è vero quello che sta dicendo? È vero? Sì, è vero.

Ed è tanto vero che mi ha appena proposto un affare.

La mia vita è in cambio della promessa di non vederti mai più. No, che affare,

scusa, che state dicendo qui? Siete diventati tutti pazzi? Mi dite che

succede? L'eroe in azione, i bei gesti, le belle parole, è come una sirena,

vero? Uno lo sente e resta incantato. Non ascoltarlo Giulia, posso spiegare

tutto. Non me ne importa niente adesso delle tue spiegazioni.

Come farà Corrado a uscire di qui?

Salvatore lo accompagnerà a un'uscita secondaria, di lì si arriva al mare.

Giulia! Giulia! Giulia! Non puoi!

No! Aiutami! Non è niente! Non preoccuparti! Mi passerà subito!

Resta qui. Non lasciarmi. Non andare con loro.

Non andare.

Stai con me.

Guardateci. Non ti preoccupare.

Resta con lui.

Sono pronto.

Prego.

Mi stia dietro.

Fermi.

Potete tornare a casa.

Dite a chi sapete che il signor Nicola Antenari gli manda i suoi saluti.

Fa lo stesso se non le dico grazie.

È giusto.

Infatti il favore non l'abbiamo fatto a lei ma alla signorina Giulia.

Però d'ora in poi della sua vita potranno fare quello che vogliono.

A noi non interessa più.

Arrivederci, dottor Cattolico.

Vada a reposarsi, signorina.

Sua nonna è fuori pericolo.

Ha sentito il medico?

Un buon sonno e se le prenderà.

Per fortuna si è trattato solo di un falso allarme.

Ci resta lei qui?

Naturalmente.

Perché lei passa tutta la sua vita accanto a un vecchio?

Non deve essere divertente.

Per imparare.

Radio 18 e 19, fermate l'attuazione del posto di blocco.

Posto di blocco ancora non va attivato.

Informateci per qualsiasi evenienza.

Relazionare dettagliatamente operazioni di controllo.

Dalle poche informazioni che abbiamo sappiamo soltanto che si tratta di un

carico d'armi, ma come e quando arriverà non lo sappiamo.

Commissario, lei come intende procedere per i controlli?

Beh, stiamo facendo dei posti di blocco qua, qua e qua. E poi stiamo

controllando le navi che arrivano dai paesi che solitamente commerciano con la

droga, magari scambiandola con le armi.

Stiamo passando al setaccio i libri della Capitaneria de Porto per

verificare le navi che hanno fatto operazioni di sbarco e che poi non sono

ripartite. Stiamo anche intensificando le ispezioni a bordo delle navi

sospette, magari con la scusa di qualche irregolarità sui registri.

Perché questi controlli?

Perché tanta polizia?

Tu hai detto che questo porto è sicuro. Il carico arriverà fra poco, se calmi.

Loro controllano tutte le navi in arrivo. È in partenza.

Ogni cargo viene controllato. Tu dovevi corrompere, comprare.

Perché tu non fai questo?

Purtroppo tutta la situazione ora è in mano a un giudice che non... Un giudice?

Perché non uccidi giudice?

È impossibile.

È troppo a defeso.

Allora cosa proponi? Cosa fate?

Ho avuto un'idea. Ho già cambiato il piano.

Parla.

Ho predisposto tutto affinché il carico venga spostato dal tir e messo in un

posto dove nessuno penserà a controllarlo.

Io sono convinto. Grazie. Sono convinto che non basti semplicemente controllare

i tir.

È un'operazione da mille miliardi. E non si mettono mille miliardi così, su due o

tre camion. Potrebbe trattarsi di missili terra-aria.

O per esempio di mini centraline di puntamento elettronico.

Oppure, non so... Oppure il carico potrebbe arrivare con delle navi. Sì, ma

in questo porto non arrivano navi che abbiano stive sufficienti a caricare un

simile quantitativo di armi. Sono troppo piccole.

Bisogna inventarsi qualcosa e bisogna far presto. Io sono sicuro che il carico

partirà da qui, fra due giorni al massimo. Sì, ma fino ad ora purtroppo

non è venuto fuori niente.

Lasciatemi tentare al porto.

Lo sai, Tano, perché odio la mafia.

Perché usa una logica grigia da mezze maniche.

Quello che loro fanno è un po' come mettere dei timbri.

E al posto dell'inchiostro usano il sangue.

E un uomo come Terrasini dovrebbe sedere al tavolo del mio consiglio d

'amministrazione.

Per capire se un cavallo vale, bisogna vederlo sull'ostacolo alto.

Lui lo abbatterà, ne sono sicuro.

Pensi di essere capace di fare di meglio?

Io credo di sì.

Credo di aver fatto molto per lei.

Io vorrei che lei mi desse la possibilità di mostrarle la mia fedeltà

fino in fondo.

Mi stai facendo un'offerta.

Stai meglio?

Sì, domani sarò pronto ad affrontarti.

Non voglio combattere con te.

Voglio solo capire.

E io voglio che tu capisca, lo trovo giusto.

Sì, ma stavolta non mi menti.

La macchina è passata adesso.

E così tu saresti Tano, eh?

Ho sentito molto parlare di te in questi ultimi tempi.

C'è qualcuno che ti paragona uno di quei cavalli delle nostre parti, che a

neanche un anno sono già pronti a montare.

Ma ho del freno, eh?

Niente trafile, niente giuramenti, niente prove.

Ho ucciso un uomo poco tempo fa.

Con queste mani. Lo so,

lo so.

Qui sembra che stiamo lontano, su un altro pianeta, ma in realtà siamo al

centro della Terra.

Tutte le notizie del mondo arrivano qui.

Anche quelle dei giudici che mi stanno dando la caccia.

Cos'è che servono da proporci?

Un ingresso diretto nel sistema internazionale delle banche del signor

Nicola Antinari.

Ma ce l'abbiamo già.

E Terrasini è bravo.

Ce lo siamo tirati su come un figlio.

E' cresciuto bene.

Nicola Antinari, passata la bufera, lo eliminerà. Lui non lo vuole uno come

Terrasini. Gli basterà giocare con le cifre a 10-0 e voi non conterete più

niente.

Sei arrogante come tutti i giovani.

A noi servono le banche, ma quelle grandi, e tu lo sai.

Ci serve testare nei loro consigli d'amministrazione, prendere le decisioni

con loro, investire i nostri capitali in tutto il mondo.

Terrasini è un buon avvocato.

E capisce più di me e degli altri.

Sì, ma sempre troppo poco per tener testa a Nicola Antenari.

E invece tu, che ci consiglieresti?

Me stesso.

Che garanzia offri? La mia vita.

Quando la vorrete, se avrò sbagliato, venite a prendervela.

Però vi offro anche anni d'esperienza accanto a un uomo che mi ha insegnato

tutto.

Io so come si manovra il denaro, come si trasferisce all'estero, come si sposta

da una banca all'altra.

Io so come si gioca contemporaneamente su più tavoli.

Io so come si tratta in borsa, come si vendono e si comprano le proprie azioni

facendole salire da un prezzo base di mercato a un prezzo dieci volte

superiore. Io posso trovare i canali di investimento per i vostri guadagni. Io

posso spostare enormi cifre su tutti i mercati del mondo.

Te devo vedere da vicino.

I discorsi degli uomini mi hanno sempre interessato molto poco.

Ho sempre avuto bisogno di guardarli negli occhi.

Siediti.

Non li.

Siedete qua, alla luce.

Ti piace la mia collezione?

Sembra un muro di lacrime.

Ha cominciato mio padre tanti anni fa a raccoglierle.

Aveva fatto un favore, un favore assai grande.

E gli regalarono quel cuore lì, che portò tanta fortuna alla mia famiglia.

Ma una volta era tutto diverso.

Bastava poco per diventare un uomo di rispetto.

Bastava essere coraggiosi, forti.

Per essere rispettati oggi soldi ci vogliono.

Più soldi, più rispetto.

Ma tu queste cose le sai già, vero?

Sì, credo di sì.

Va bene, Tano.

Noi te diamo gli assi, il re e i tre.

Tu gioca a briscola per noi, però...

Devi mandarmi un cuore d'oro anche tu, perché oggi assai hai rischiato,

eppure tu hai ricevuto la grazia.

Grazie.

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