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Dopo i tragici avvenimenti che hanno segnato la sua vita e tormentato dai
dolorosi ricordi del suo passato, Corrado Cattani si reca in un monastero
dove fa la conoscenza dell'abate Lovani, un uomo di potere da tempo ritiratosi
dal mondo per vivere i suoi ultimi anni nella meditazione e nella preghiera. Qui
Corrado sembra ritrovare a poco a poco la serenità, ma un giorno arriva al
monastero l'agente federale americano Bert Di Donato.
giunto in Italia sulle tracce di un grosso trafficante internazionale di
armi, Kemal Ifter, il quale sembra intrattenere rapporti d'affari con un
uomo che Corrado conosce molto bene, Gianfranco Laudeo.
Bert convince Corrado a tornare a Milano e a incontrare Laudeo in carcere per
costringerlo a rivelare i termini dell'affare in cui è coinvolto Ifter.
L'azione di Corrado spinge Laudeo allo scoperto e lo induce a organizzare il
rapimento della piccola Greta, figlia del banchiere Carlo Antinari, anche lui,
sebbene tra contraddizioni e scrupoli, coinvolto nell'affare. Quando Corrado si
rende conto di aver messo in moto un meccanismo che rischia di coinvolgere la
vita di una bambina, con un atto di grande coraggio salva Greta e la
riconsegna alla sua famiglia. In questa occasione fa la conoscenza del banchiere
Carlo, di sua moglie Anna e della loro figlia maggiore, Giulia, che fin dal
primo momento sembra attratta dalla personalità di Corrado.
dai suoi silenzi, dalla sua scontrosa umanità.
C'è poi un ambiguo personaggio che si muove nell'orbita della famiglia
Antinari. Si tratta del direttore generale della banca, Dino Alessi.
Vedere il locale, si tratta di un matrimonio.
Mi può dare l'indirizzo, per favore?
Lungolago, Bellagio, 76.
La ringrazio.
Come mai hai deciso di chiamarmi?
Credevo che tu ce l'avessi ancora con me. Anzi, a dire la verità...
L'ultima volta avevi la faccia di uno che non voleva restare in questa città
un giorno di più.
Ho trovato una ragazza che mi vuole un po' di bene.
E com'è?
È bionda o bruna?
Bionda. Bionda con gli occhi azzurri.
Ieri le ho regalato un cane.
Un cane?
Eh, un cane.
Ma senti, ma che razza di regalo è? Non si è mai visto?
Le donne vanno pazze per i brillanti. Che cosa se ne fa di un cane? Ci gioca.
Voi italiani siete davvero incredibili.
Chi vi capisce è bravo.
Un ragazzo perfetto, per bene, educato.
Beh, ogni tanto andava via per qualche giorno, arrotondava, credo.
Ma ieri, quando l'ho visto in televisione con quel pistolone puntato
contro la bambina, beh, io non ci volevo credere. Perché si è licenziato? Ha
detto che si era trovato un posto migliore.
Possiamo vedere la sua stanza?
Sì, certo.
Quel ragazzo, mentre teneva la bambina in ostaggio, ha fatto il vostro numero
di telefono.
Ma che vuol dire?
Forse voleva chiedere aiuto a voi.
Non penserà mica che noi... No, io non penso nulla, signore.
Ma allora perché ha telefonato proprio qui? Forse cercava di mettersi in
contatto con Marie.
E chi è Marie? Una delle... delle nostre ospiti fisse. Aveva una stanza al piano
di sopra, però dopo l'arresto del suo amico si è squagliata.
Questa valigia è del ragazzo?
Sì.
Lì ci teneva i conti dei guadagni che faceva. Era fissato con i numeri. Aveva
studiato da ragioniere.
Sì, potrebbe essere l'acconto per il rapimento. Forse telefonava per dire a
Marie di distruggere il foglietto. Dobbiamo scoprire a chi corrisponde
questo numero.
Non sarà facile, ma è lavoro per me.
Di nuovo qua.
Oh, meno male, stavo andando via. Pensavo che fossi partito. Hai qualcosa
di importante da dirmi?
Sì.
Ero venuta per fare un ultimo tentativo per quell'intervista.
Sei testarda?
È un difetto di famiglia. Sono come mio nonno. E alla fine lo spuntate?
Quasi sempre.
Va bene, dove la facciamo?
Dici sul serio?
Sì. Vieni, vieni, prima che cambi idea. Dai.
Dottor Cattani, posso chiederle quanto hanno influito le sue vicende personali
nella sua decisione di intervenire alla stazione di Milano?
Ma, vede, influito non lo so.
Sì, sì, forse sì.
Ma preferirei non parlare delle mie vicende personali.
Diciamo che sicuramente chiunque avrebbe fatto qualcosa per salvare la bambina,
non crede?
Quando è entrato in quel bar ha avuto paura?
Sono anni che... che minacciano di ammazzarmi.
Ormai sono abituato all'idea.
Forse non è così, forse fingono di volermi ammazzare, sì.
Credo che... credo che abbiano capito che il modo migliore per vendicarsi è
quello di lasciarmi... vivo.
E solo.
E lei cosa fa?
Aspetto. Ogni volta che io sento bussare alla mia porta penso che... Ecco, dico,
questa è la volta buona.
E allora prendo la pistola e... È un gesto istintivo, un gesto sciocco.
Forse... Forse sarebbe meglio farli entrare, farli accomodare e poi...
offrire loro un caffè.
E poi offrire la mia testa alla loro pistola.
Anzi, approfitto dell'occasione per dire che... che io sono qui a Milano, alla
pensione Aurora, e che... telefonate.
Venite a prendere questo caffè e poi... e poi sparate.
Insomma, praticamente lei in questo momento sta... sta sfidando i suoi
nemici.
Certo. Uno in particolare, uno... da cui aspetto una risposta molto importante.
Guarda che gran figlio di puttana.
Anzi, approfitto di nuovo, se lei mi permette, per comunicare un numero di
telefono a queste persone.
Ecco, il numero è 69 74 357.
Ripeto, 69 74 357.
Guardia! Guardia!
Guardia! Sta zitto tu!
Che succede?
Voglio parlare con il mio avvocato.
Beh, mi sembra che sia andata bene, no?
Com'è che prima hai detto tante cose e adesso non parli più? Perché non ho
niente da dire.
Scusa.
Posso invitarti a cena?
Come sta Greta?
Bene. Si addormenta tutte le sere tenendosi stretto il tuo cane.
È molto carina.
Deve essere stata una scoperta per voi molto dolorosa capire che... Sì,
soprattutto per la mamma. Infatti da quando è nata è completamente cambiata.
E ho la sensazione che anche per papà le cose abbiano smesso di andare bene
allora. Ma perché fai la giornalista? Con tutti i soldi che hai? Perché mi
piace.
Poi sì, è stato in un certo senso anche nonno che me l'ha consigliato.
Io sono stata molti anni lontana dall'Italia. Ho studiato economia prima
in Inghilterra e poi negli Stati Uniti.
E così adesso nonno dice che per farmi le ossa devo fare qualche cosa che mi
insegna ad essere aggressiva.
Perché io per natura sono piuttosto timida.
Ma non si direbbe. No? Ma allora vuol dire che ha ragione il nonno. Mi ha
fatto bene fare questo mestiere.
Senti, volevo dirti... Niente, che uno di questi giorni mi piacerebbe salutare
Greta. Sì, sì.
Però io ti avevo invitato a cena.
Ah, già?
È che è parecchio tempo che non esco con una donna.
E di solito gli inviti li faccio io.
E vabbè, allora invitami tu.
Ma tu dove avevi intenzione di portarmi?
Eccoci qua.
Ma quanto guadagnano gli umanista?
No, la casa me l'ha regalata il nonno. E dove vive? Vive a Taormina, in un grande
albergo.
Perché in albergo? Non ha una casa?
No, di case veramente ne ha parecchie, però... Ma non so, dice che va meglio
così, che vuole essere servito.
Questo è un difetto che hanno un po' tutti i ricchi.
Ce l'hai anche tu?
Io non sono mica ricca, sai. Io vivo col mio lavoro.
Sì, ma non hai, non so, azioni nella banca di tuo padre?
Ah, sì, beh, quello sì, però non me ne sono mai occupata, veramente.
Nonno dice che verrà il momento per farlo.
Vuoi bere qualcosa?
Sì, e quella collana?
Quale, questa?
Me l'ha regalata la mamma. Bella, vero?
Ma non è pericoloso andare in giro con roba?
Non lo so, quanto costerà?
Molti milioni?
Mi piacciono le cose che brillano.
Che c'è?
Hai le mani fredde. Ah, sarà perché ho fame.
Ti preparo qualcosa da mangiare.
Stiamo trasmettendo un classico del jazz.
Speriamo così di fare qualcosa che piace a tutti gli ascoltatori.
Cattani, è fuori e non so quando torna.
Ma scusi, le ho detto che non so quando torno.
Lo aspetto.
Che c'è?
Perché mi guardi così?
Niente.
Da quanti che non mangi?
Sempre mia madre.
Tutte le volte che mi vede mangiare si preoccupa. Pensa sempre che sia incinta.
Potrebbe essere.
No.
Perché... Ultimamente ho inventato dei metodi per non avere bambini.
Però non so se lo sai perché ti vedo un po'... un po' fuori dal mondo.
Scusa un attimo, eh?
Pronto?
Sì.
Sì, dunque... La mia risposta per questa sera...
Alfiere in A4.
Bella mossa.
Beh, valeva la pena di insistere tanto per riuscire a trovarti. Ho fatto bene.
Allora, pensi di venire qui?
Mi sento solo.
Ho bisogno di parlare con te almeno una volta al giorno.
Sì, hai ragione, nonno. Scusami, ti chiedo perdono.
Sai benissimo che non mi è mai piaciuta la gente che si scusa.
E poi capisco dalla tua voce che non sei sola in questo momento.
Chi c'è lì con te?
Un amico.
È bello?
Non c'è male.
È meglio non abituarli male, gli uomini. Ti ritelefonerò domani, appena avrò
pensato una bella trappola per rendere inoffensivo il tuo impertinente alfiere.
Ok. Buonanotte, nonno.
Dormi bene.
Buonanotte. Ciao.
Era mio nonno.
È stato lui a fondare la prima banca della famiglia.
Suo padre era un armatore.
Aveva una piccola flotta che commerciava nel Mediterraneo.
Noi veniamo dal sud.
Non ti lo sai che abbiamo una piccola isola a largo della Sicilia? Si chiama
Semio.
È tutta nostra.
E lì c'è anche un minuscolo cimitero solo per noi.
Cioè, quando qualcuno della famiglia muore, si va tutti lì con i motoscafi e
si viene sepolti lì.
Perché... Sì, in fondo siamo rimasti una famiglia... Una famiglia all'antica.
Anche tuo padre?
È all'antica?
Sì, cioè, no.
A dire la verità, penso che papà sia un po' diverso.
Secondo me, se avesse potuto scegliere, credo che avrebbe... Sì, avrebbe suonato
il pianoforte.
Resti a dormire qui stanotte?
Che c'è?
Hai paura di comprometterti?
No.
Allora non ti piaccio?
Mi piaci molto.
Anche tu non sei male.
Anzi, stasera eri bellissimo durante l'intervista.
Sì, se domani vieni in studio ti faccio rivedere la registrazione.
Vabbè. Per stasera ti lascio andare.
Contento.
Però domani ti voglio rivedere, eh?
Va bene alle sei?
No, domani sera non posso.
Non si dice domani sera non posso a una ragazza che ti invita.
Si dice... Mi dispiace moltissimo, però... Però domani ho un impegno
inderogabile.
Inderogabile?
Si dice così.
Mi dispiace moltissimo.
Però domani sera non posso.
Ho un impegno importante.
Anzi, interrogabile.
Va bene così?
Dopo domani?
Dimmi di sì.
Dai.
Dai, dimmi di sì.
Mi manda Bert.
Per cosa?
Bert ha visto te in televisione.
Secondo lui tu devi essere un po' pazzo.
Comunque ha detto a me di venire perché vuole farti sapere che non è arrabbiato.
Ha detto pure che forse è meglio se io ti sorveglio.
Come ti chiami?
Bob. Però gli amici mi chiamano Chioccia.
Senti, Chioccia, io non ho bisogno di essere covato.
D'accordo.
Ma allora prendi questo libro, ok?
È un regalo di Bert.
Ho già un buon libro da leggere.
Bertel lo sa.
Però lui dice che questa lettura è la cosa migliore per conciliare il sonno.
Ok.
L'ha portato un ragazzo. È il riversamento di un filmato che avevi
richiesto.
No, io non avevo chiesto nessun filmato.
Ha detto che se vuoi il negativo devi andare a prenderlo all'indirizzo che è
scritto sulla busta.
È dalle parti di Quartogiaro.
Grazie.
E così lei vuol fare del cinema, eh?
Pensa di essere capace?
Non lo so.
Coraggio, non sia emozionata.
È solo un provino.
Cominci a spogliarsi.
Vediamo cosa sa fare.
Non abbia paura, ci siamo solo noi qui.
Ma che c'è, si vergogna? No, ma... No, ti faccia vedere bene.
Su, non si fermi, continua a spogliarsi.
Eh, così.
È vero che lei sa anche cantare?
Sì, un po'.
E allora canti, no?
Ma adesso, così?
Certo, così, tanto per sentirla. Forza. Non abbia paura.
Coraggio, su, si butti.
Canti, canti.
E ci metta passione.
Sono venuto un po' prima delle sei, va bene lo stesso?
Senti, potresti accompagnarmi a quarto giaro?
Ma che c'è? È successo qualcosa?
Scusami, ma... Devo vedere assolutamente una persona.
Ok? Va bene.
Dai, andiamo.
Torno subito. Non vuoi che ti accompagni? No, no, non c'è bisogno.
Faccio in un attimo.
Aspettami qui.
grazie
Sì, già.
Buona.
Cammino.
Giulia!
Giulia! Guarda, ti piacerebbe di finire là dentro, eh?
Ti andrebbe di fare un bel bagno nell'acido.
E allora adesso ci divertiamo un po'.
che gli amici non si trattano così e che lui deve fare quello che sa. Hai capito?
Giulia!
Ti aiuto.
Non lascia faccio da me.
Su, non ti vergognerai mica.
Stai qui, non voglio restare a dormire da sola.
D'accordo.
Ti fa male?
Perché ti hanno fatto questo?
Che cosa volevano da te?
Non lo so.
Non lo so, vogliono ricattare mio padre, credo.
Pronto? C'è il signor Torri? Si faccia vedere bene.
Su, un po' di più.
Eri molto bella.
Così, così, brava.
Ma perché mamma, perché?
Un provino come tanti.
Avevo qualche anno meno di te e volevo fare l'attrice.
Il cinema era il mio sogno.
Ma tuo padre mi ha fatto capire che quella non poteva essere la mia vita.
Poi mi ha chiesto di sposarlo e io l'ho fatto.
Ma tu gli volevi bene a papà, in quel momento?
Ma sì.
Lo sai?
Io gli ho sempre voluto bene.
Sempre.
Ma allora... Era diverso.
Col passare degli anni è cambiato, si è isolato con i suoi quadri, i suoi
silenzi. Non so, forse è stata la nascita di Greta.
Noi non eravamo... Non eravamo preparati a una cosa simile.
È stato... È stato terribile.
Troppo doloroso.
Ha ragione, forza, forza, non abbia paura.
Ti prego, spegni quella televisione.
Mi fa vergognare.
Perché?
Perché?
Per quale motivo l'hanno fatto?
Evidentemente era un avvertimento per papà.
Prima Greta, poi io.
Ma cosa vogliono da lui, proprio non lo so.
L'anima.
Non avrei mai voluto che tu vedessi quel provino. È talmente volgare. Ma no, non
eri tu ad essere volgare.
Erano loro.
Ti fa molto male, tesoro?
No, no, no, non mi hanno fatto niente.
Solo una gran paura.
Ma tu mi vuoi un po' di bene?
Sì, mamma, ti voglio bene.
Ti voglio bene.
Solo che... qualche volta mi è un po' difficile capirti.
Io ho sofferto molto quando ho scoperto che tuo papà... Vorrei che lui non
sapesse di questo provino. Gli farebbe molto male.
Si sentirebbe umiliato.
Sono altre le cose che lo umiliano, mamma.
Mangiano i nanetti, gnam gnam gnam. Su su le montagne,
glu glu glu. Bevono i nanetti, glu glu glu.
Su su le montagne, bzz bzz bzz.
Dormono i nanetti, bzz bzz bzz.
Vuoi andare a dormire?
Ma perché fai così tardi la sera?
Hai gli occhi stanchi.
Greta?
È a letto, dorme.
E mamma è a teatro continuo.
Che cosa hai fatto?
Niente, uno spigolo che ce l'aveva con me.
Che c'è?
Pensieri?
Vorrei che la mamma Greta e tu partiste per qualche giorno.
Mi sentirei più tranquillo.
Perché? A causa del rapimento di Greta?
Voglio capire bene chi ce l'ha con noi.
Hai dei sospetti?
Può darsi.
Ma non bisogna mai dire troppo ai giornalisti.
Forse potremmo mandare Greta in Svizzera per qualche tempo.
No, non ti illudere, io non ti lascio solo, non me ne vado.
E vedrai che anche mamma farà lo stesso.
Lei mi lascia spesso solo, come puoi vedere.
Lo spettacolo è finito e non è ancora tornato.
Avrà sicuramente costretto Dino a fermarsi da qualche parte per bere
qualcosa.
Deve essere così.
Devo andare a Roma.
Tutta colpa di tuo marito.
Lui combina i pasticci e a me tocca risolverli.
Carlo è molto preoccupato in questi giorni.
Carlo è nato preoccupato.
Ogni cosa lo fa agitare.
Comunque migliore di te.
Però ti piaccio più io.
Come sta la ragazza?
Bene, abbastanza.
Puoi andare più veloce. Non avere fretta di vedere l'audeo. Prima ti devo parlare
di alcune cose.
C'arebbe?
Vedi, quel numero di telefono...
È un recapito riservato di Laudeo a Roma.
C'è qualcuno che lavora ancora per lui, non ci sbagliavamo. È opera sua il
sequestro della bambina.
Quel maiale.
Poi se l'è presa con Giulia.
Certo. A questo punto è venuto il momento di stringergli il capio intorno
al collo. Ora puoi spaventarlo.
Minaccia di raccontare al giudice quello che sai. Rischia 30 anni.
Non scherzano con i rapitori di bambini.
Ogni volta che me lo vedo davanti avrei voglia di strozzarlo.
Altro che minacce.
Sono metodi sorpassati.
Cattani, la sua trovata è un po' ingenua. Che cosa significa questo
numero? Lei è finito. Le avevo promesso vent'anni di galera.
Ma ora dirò tutto al giudice e le farò avere l'ergastolo. Guardia! Lei sta
bleffando. No, lo sto bleffando e lo vedrà. Ci vediamo qui fra due giorni,
alle nove del mattino.
Non possiamo dire di no. Abbiamo bisogno di liquidi. La banca di Hong Kong sta
per fallire, te ne rendi conto sì o no?
E poi non è la prima volta che diamo un contributo ad affari come questo.
E tu l'hai sempre saputo, anche se hai sempre fatto finta di ignorarlo.
Sì, lo so. Noi altre volte abbiamo accettato il commercio delle armi.
Ma si trattava di operazioni legali, o comunque al confine tra legalità e
illegalità.
Stavolta invece è diverso.
La mia non è paura, Dino, solo istinto. Non ti capisco.
Io non ho mai pensato di essere un uomo di finanza.
Per questo ho bisogno di te,
delle tue capacità.
Però sono un uomo che sente le cose e adesso sento odore di sangue, di morti.
È un odore che copre tutti gli altri, meno uno.
L'odore del denaro.
Quello non è male.
Forse, però io lo detesto.
No, non conviene insistere, altrimenti peggioriamo tutto.
E poi c'è questo Cattani, non fa che crearci dei guai. Meglio stare calmo. Io
non voglio stare calmo, voglio muovermi, attaccare.
Che dicono a Roma? A Roma per ora non si fanno trovare. Se resto fuori dall
'affare di Ifter sono un uomo finito, lo capisci?
Solo se riesco a concludere un affare di questa portata troverò qualcuno disposto
a tirarmi fuori da questo buco.
È un momento delicato.
Secondo me la cosa migliore è mollare tutto.
Lasciamo che l'affare lo facciano da soli, lasciamo che le acque si calmino.
Poi cercheremo di riprendere in mano la situazione.
E' Ifter che te l'ha detto, ti ha dato lui questo consiglio. Lo ha fatto sapere
a Dino.
Allora vuol dire che hanno già deciso.
Vogliono continuare senza di me, ma se pensano di scaricarmi si sbagliano! Non
capisco, che cosa vuoi dire? Sei dalla loro parte, vattene, non ti voglio fra i
piedi, non ho più bisogno di te!
Perché mi avverte solo adesso? Lei da quanto lo sa?
È proprio sicuro? Sì, ha deciso di parlare.
Ha convocato quella persona per domani al carcere. D'accordo.
Sì, sì, capisco.
No, la richiamo io tra un po'. Ha proprio deciso di dire tutto.
L'affare salta.
Non lo permetterò.
Non possiamo fare niente.
Beh, lei sa meglio di me, professore, che ci troviamo in un vicolo cieco.
Laudeo conosce il mio nome e il suo, quello di Fter.
Conosce l'operazione e i canali di cui intendevamo servirci.
Sa i nomi dei venditori, dei compratori.
Lei ripeto, non possiamo fare niente.
Io voto a favore.
E lei?
Beh, sarei disposto a votare a favore anch'io se lo facesse anche lei.
Non mi piacciono le maggioranze. O siamo tutti d'accordo o non se ne fa niente.
È giusto.
Però io avrei bisogno di un momento di riflessione.
Abbiamo fretta, professore, non possiamo aspettare.
D'accordo.
Allora, vogliate scusarmi un attimo?
Pronto, sono io.
Per me va bene.
A questo punto possiamo procedere.
Allora tutto a posto. Si occupi lei della cosa.
Però se ne assume la responsabilità. D'accordo.
Siamo in ritardo, dottore. Il suo amico lo aspetta in parlatorio.
Aspetterà.
Voglio fare prima colazione.
È un mio diritto, no?
Buongiorno, dottore.
Ah.
Buongiorno, Antonio.
Allora, che si dice tra i liberi?
Niente di importante.
È naturale, le cose importanti ormai avvengono tutte qui dentro, nelle
carceri. Fa colazione subito o dopo la doccia?
Versami un po' di caffè.
Il resto lo prenderò dopo.
Il caffè era avvelenato. Vado a chiamare l'infermiere.
Non c'è più niente da fare.
È morto.
Scusi, c'è il signor Torri?
Sì, prego.
Si accomodi.
Dimmi la verità, tu sapevi che se avessimo tirato troppo la corda l
'avrebbero ammazzato?
No, l'avrei impedito.
Il fatto che abbiano ucciso l'Audeo è un grosso guaio anche per me. Io speravo
che lui ci facesse arrivare molto più in alto.
E adesso?
Adesso il solo modo di sapere chi c'è dietro è scoprire chi l'ha ucciso.
Pare che il rapitore della piccola Greta abbia fatto il nome di Laudeo al giudice
Venturi.
Il giornale di stamani riportava la notizia che la procura sicuramente
unificherà le due inchieste.
Perché non vai dal giudice e gli racconti tutto?
Ascolta Corrado, lo sai meglio di me, le indagini dei giudici sono lente. Io
voglio sapere che operazione ha messo in piedi Ifter e lo voglio sapere adesso.
Viviani, il giorno prima del fatto lei ha chiesto il cambio con un suo collega
per avere il turno della mattina. Perché?
Perché il pomeriggio doveva accompagnare mio figlio alla colonia. Beh, non poteva
mandarci sua moglie.
Mia moglie non guida.
È lei che prepara il caffè la mattina?
Sì, quando sono di servizio.
Altrimenti?
Beh, quella cucina è riservata ai detenuti. Però qualche volta con i
colleghi la usiamo anche noi.
Chi sono questi suoi colleghi? Come sarebbe chi sono?
Io voglio sapere chi durante la notte può aver messo del veleno nel caffè.
Viviani, le conviene fare quei nomi. Lei è in un brutto pasticcio, lo sa?
Perché? Perché l'audeo è crollato per terra subito dopo aver bevuto il suo
caffè. Beh, ma gli era capitato già qualche altra volta di sentirsi male.
Soffriva di cuore.
Ah,
dottor Catani, la stavo aspettando. Egli, prego. Grazie.
Perché ha voluto incontrare l'audeo in carcere?
Lei non può capire cosa si prova a vedere dietro le sbarre alla persona che
ti ha rovinato la vita.
Lei lo va a trovare.
E l'audeo viene avvelenato mentre sta per recarsi al colloquio con lei. Mi
vuol dire una buona volta che cosa c'entra in questa storia?
Non lo so.
Che le devo dire?
Che il caffè avvelenato l'ho preparato io?
Tattani, non mi faccia perdere la pazienza.
Il signor giudice, una disgrazia.
Povero Bibiani.
Buongiorno, signora. Posso entrare?
Lei chi è? Sono un commissario di polizia.
Conoscevo suo marito.
Si accomodi.
Cosa stai studiando?
La storia americana.
Ma non avete un po' di denaro da parte? Magari in banca?
Si figuri.
Per arrivare a fine mese dovevamo fare i salti mortali.
Sul libretto di risparmio ci saranno, sì o no, 300.000 lire.
Però Antonio mi pareva una persona abbastanza previdente, no?
È vero.
Ma lui e il denaro non erano amici.
Certo, se avesse potuto.
Ultimamente mi aveva accennato alla possibilità, sì, a un modo, insomma, di
fare un po' di soldi.
Non lo so.
Forse con l'assicurazione.
L'assicurazione?
Quindici giorni fa aveva fatto una polizza alle assicurazioni mondiali.
Berti vuole parlare.
Ehi, Sims.
Assicurazioni mondiali. Fammi un controllo. Soci, capitale, composizione
nazionale.
Sto partendo per Basilea.
Oggi un collega ci ha avvertito che... Eftere è arrivato lì con un volo da
Roma.
Finalmente sembra che ci sarà una riunione di pezzi grossi.
E noi cercheremo di sentire quello che si diranno. In America abbiamo delle
discrete attrezzature per queste cose.
Tu, se ci riesci, cerca di startene un po' tranquillo. Potresti passare un paio
di giorni con la signorina Antinari.
Che fai? Ti metti a programmare la mia vita privata?
Faccio mai domande sulla tua io? Ecco ti servito. Io sono sposato.
e ho un bambino di sei anni, Bert Junior.
Ah, originale. L'ha chiamato così mia moglie. Non so se va pazza di me o del
mio nome, però so che voleva due Bert in casa.
Bert Junior fra un paio di anni farà la prima comunione e noi faremo una grande
festa. Se sarai ancora vivo, sei invitato fin da adesso.
Ah, sì?
Grazie. Sei veramente gentile.
Oh, naturalmente anche la signorina... Sì, la signorina Tinari.
Com'è il nome di quella signorina? Queste sono cose private, Sims. Di cosa
ti impicci?
Sei riuscito a trovare qualcosa piuttosto?
Guarda un po' qua.
Maggioranza azionaria, 51%, banca Antinari.
Ciao.
Ben tornato.
Non avevamo un appuntamento tre giorni fa? Sì, ma in tre giorni sono successo
un sacco di cose.
Però i telefoni esistono.
Potevi telefonare almeno, no?
Non che me ne importi niente di te.
Anzi, tutto sommato dovevamo solo cenare insieme, mi sembra, no?
Per quello posso avere la fila davanti alla porta.
Io invece no.
Sì, però avresti potuto presentarti con un mazzo di fiori, una scatola di
cioccolatini. Che ne so, un disco.
Insomma, quelle cose che fanno gli uomini quando vogliono farsi perdonare
da una donna. Lo so, hai ragione, ma in verità sono venuto per chiederti un
favore. Che genere di favore?
Si tratta di una donna alla quale è morto il marito in un incidente d'auto.
Come dice?
Ma è sicuro?
Sì.
Sì, ho capito.
Grazie.
Grazie mille, arrivederla.
Era il direttore delle assicurazioni mondiali.
Dice che la farà saldare entro un mese.
Ma si tratta di 500 milioni. Ma com'è possibile?
Hai detto che era un semplice agente di custodia.
Deve aver pagato una cifra enorme per stipulare la polizza.
Non lo so.
Forse ha trovato un amico che gli ha prestato dei soldi.
Che cosa ne pensi?
Ma... Io penso che quest'uomo sapeva che sarebbe morto.
Già.
Sì, è stato comprato.
Ha accettato di mettere il veleno nel caffè.
In cambio di quella polizza.
E poi l'hanno ammazzato.
E me?
Ma perché un uomo dovrebbe vendere la sua vita per 500 milioni?
Non lo so.
Com'è possibile? Persino la TAL sta crollando. Meno 4.300 in un giorno. Come
si spiega?
È una conseguenza delle quotazioni del petrolio. Il fixing è tra un'ora. Vuole
che vendiamo?
No, aspetti, mi faccia riflettere.
La richiamo io.
Avanti.
Buongiorno. Giulia, questo sì che è un avvenimento. Non vieni mai in banca.
Ma com'è che qui tutti mi fanno le riverenze? Sembro le re del trono. Lo
sei, infatti.
Fra un po', quando non ne potrò più di questo ufficio, dei numeri e di tutte
queste persone antipatiche e ringhiose, tu dovrai venire qui e ti siederai
esattamente su quella poltrona. Vieni, provala.
No, no, no, non lo farò mai.
Troppo scomoda.
Poi lo sai che non mi piacciono le banche.
Neppure a me. Però sarebbe un gran dolore per il nonno.
Ecco, solo un attimo, abbiamo quasi finito.
Lei visita solo per conto delle assicurazioni mondiali? No, no, io
uccido anche in proprio.
Senta, che mestiere fa?
Collaudo autosportive.
Ah, allora fa bene ad assicurarsi.
Perché sai, quelli come lei hanno vita breve.
Ah, grazie.
Di niente, le pare.
Allora, ecco fatto.
Mi scusi se la lascio di corsa, ma ho altre sette pelli da controllare.
Lei urini, si rivesta e se ne vada. Va bene.
Malattie infantili?
Morbillo.
Perrosolia.
Nazionalità?
Italiana.
Ah, se c'è bisogno, razza bianca.
I quattro bassi finali sono unici al mondo, li ha solo questo pianoforte.
È stato fatto a mano, pezzo per pezzo.
E lo suoni qualche volta?
No, mai.
Perché sei venuta?
Ho deciso di fare un servizio.
Sai, sulla morte di quell'agente di custodia che era presente al momento
dell'omicidio di Laudeo?
Ma che ne sai tu che è un omicidio?
Ma non lo so, credo. Non sarebbe meglio aspettare il parere del giudice?
Oddio papà, non essere così formale, dai. È chiaro che l'hanno ammazzato, no?
Comunque io ho scoperto che questo agente, 15 giorni fa, ha stipulato un
contratto con le assicurazioni mondiali.
E allora?
Sai qual era la cifra?
500 milioni.
Ci deve essere sotto qualcosa, ti pare?
Non ne so niente.
Non credo di poterti aiutare.
Grazie.
Grazie.
Carcinoma polmonare metastasi multipla, non operabile.
Mio Dio.
Aveva un tumore.
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