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Original subtitles

Assumendo il posto del compianto, dottor Cannito, ho bisogno di sentire intorno a

me della gente, diciamo così, che conosco a memoria e che mi conosce a

memoria.

La capisco benissimo.

Inoltre, lei sa che è stata aperta un'inchiesta sulla morte del dottor

Cannito e sulle circostanze che l'hanno accompagnata.

Lei pensa di poter contribuire a questa inchiesta?

Penso di no.

A questo punto sta a lei scegliere.

O rientrare nei ranghi della polizia o accettare qui un incarico diverso.

Io ho già fatto la mia scelta.

Prenderò un anno di aspettativa per guardarmi meglio attorno e capire cosa

devo fare. Penso che sia la soluzione più giusta e più onesta.

Sebastiano era un uomo debole, fragile.

Alzava la voce per nascondere l'ansia che aveva dentro.

Non immaginavo cosa avesse di preciso, ma mi era accorta che non aveva la

coscienza tranquilla.

Non le ha detto mai nulla?

Mai.

Qualche mese fa siamo scesi in paese a comprare i semi per i fiori.

Era così di buon umore che decidemmo di tornare a piedi.

Era sereno, ma un tratto si rabugliò.

Si fermò vicino a un cespuglio di more sul margine della strada.

Cominciò a coglierle.

Le puliva tra i polpastrelli delle dita e me le offriva in silenzio.

Mi feci coraggio e lo pregai di confidarsi.

Si chiusi ancora di più in se stesso.

Sebastiano era un uomo ambizioso. Era questo il suo più grande difetto, che lo

ha portato su una strada sbagliata.

Secondo lei, avrebbe potuto fermarsi prima?

Non so. Voglio dire, prima di punirsi in quella maniera.

È difficile dirlo.

Avevo tanto sperato che me lo salvasse lei.

Sì, ma era impossibile.

Lo so, lo so.

E adesso andiamo a prendere quello per cui lei è venuta a trovarmi.

La ringrazio, signora.

Andiamo, Corrado.

Qualche giorno prima di morire mio marito mi aveva portato su una

valigetta. L'hanno cercato in tanti quel materiale, sa? L'hanno telefonato dal

ministero. Si è fatto vivo anche quel personaggio odioso, quell'audeo. C'è

stato persino un tentativo di furto una notte. L'hanno frugato dappertutto, ma

non era qui.

Ecco la valigetta, signora.

Madre, io la ringrazio infinitamente.

Di nulla, di nulla.

Buonasera. Buonasera. Arrivederci.

Io non so cosa ci sia lì dentro e perché tanta gente abbia tentato di

impadronirsi di queste carte.

Ma di qualsiasi cosa si tratti, la prego in nome di Dio.

La usi per il bene, non per il male.

Posso chiederle perché la dà proprio a me?

Perché penso che mio marito l'avrebbe affidata soltanto a lei.

L'uomo che ha preso al posto di Canneto, com'è?

Non promette niente di buono.

Pare uno di quei tipi che se gli lascio la borsa piena di soldi sul tavolo...

Te la rimando a casa e magari ti denuncia pure.

Scusate un momento.

Qui bisogna riflettere.

Potremmo sempre riprendere le trattative con l'audeo. Ah, no.

No, finché non sarà tutto chiaro quello che succede, credo che sia meglio

mettersi in ombra.

Per il momento sospendiamo l'affare. No, no, no, è una decisione sbagliata. Posso

spiegarvi perché, se mi volete ascoltare.

Terrasene è giusto.

Ha ragione lui.

Quando seppi che Stucanneto era morto, ero contento.

Happy.

Poi Terrasene mi ha fatto vedere chiaro.

Meglio formarsi.

Ma non capite che in questo modo si corre il rischio di perdere milioni di

dollari? L'istituto finanziario di cui lei è titolare...

Ha già ricevuto più di 30 milioni di dollari.

E questo denaro è depositato nella sua banca. Sta qui.

A nostra disposizione. Ma certo.

Yes, yes.

Ma quei soldi li devo riportare in America.

Il mio istituto ne risponde in ogni momento.

Ma secondo me non bisogna fermare l'affare.

Anzi, accelerarlo, semmai andare avanti.

No, facciamo come dice Terrasene.

Ho già detto a New York di sospendere i falsamenti.

Ho capito.

Ho capito. La vostra è una decisione irrevocabile che sinceramente mi lascia

sconcertato.

Quello che temevo sta per accadere.

E allora?

Dobbiamo prepararci al peggio.

Sono pronta, papà.

Non perdi mai il buon umore, eh?

Sei serena.

Perché non dovrei? Io fiducia in te.

Sei così giovane.

Insomma, cosa devo fare?

Ritirare tutto dalle cassette di sicurezza.

Non ti preoccupare, amore mio.

Grazie. Aspetti, Giovanni.

Tenga. Grazie, dottore. La valigetta che mi aveva lasciato in custodia.

Sì.

Ah, dottor Catani, se dovesse arrivare qualche telefonata o la posta, cosa

faccio? Ha un nuovo indirizzo?

No, per ora no. Starò via un po' di tempo. Comunque per la posta le farò

sapere qualcosa. Va bene, grazie. Arrivederci. Arrivederla, dottore.

Andiamo.

Grazie.

Questa è stata la mia proposta. Io ho anche insistito, inutilmente.

Certo, sarebbe semplice. Molto più semplice.

Grazie.

Ottimo.

Buon appetito. Grazie.

Con la sospensione dell'affare è finito purtroppo l'afflusso di capitali nella

mia banca. E per di più, da un giorno all'altro Carisi e Terasini mi chiedono

la restituzione di una grossa somma.

Ho assoluto bisogno di un apporto di capitali freschi. Per ottenerlo mi manca

soltanto l'approvazione della commissione tecnica.

E grosso l'ammanco?

Diciamo preoccupante.

Vedremo cosa posso fare.

Posso contare su di lei?

Penso di sì.

Qualche membro di quella commissione fa parte della mia associazione.

Ecco, signori, questa è una nostra specialità.

Magnifica.

Era già venuto in questo ristorante, professor? No, è la prima volta. Non ho

mai avuto occasione di venirci.

Ma credo che ci tornerò.

Questa è la grande specialità della casa.

Sono aragoste che arrivano vive dalla Sardegna.

Cucinate con una ricetta segreta del nostro chef.

Perfette. Molte grazie.

Buon appetito.

Grazie.

La morte di Cannito li ha spaventati così tanto da sospendere l'affare, ma ne

sono responsabili loro con quella pubblicazione scandalistica.

La morte di Cannito è una brutta storia per tutti. Eh sì.

A lei ha messo la sua banca in gravi difficoltà.

Io invece sono preoccupato per altre ragioni.

Gli uomini di potere che conservano un fondo di moralismo sono pericolosi e

Cannito era di questi.

Temo che abbia lasciato in giro tracce che non avrebbe mai dovuto lasciare.

Lei comunque è sempre ben protetto da quel pezzo pregiato che ha nel suo

archivio, la perla della sua collezione. È la mia assicurazione sulla vecchiaia.

È sicuro che si tratta di un pezzo unico?

Assolutamente.

Non intende metterla in vendita?

No.

Almeno per il momento.

Allora può dirmi di che cosa si tratta, maresciallo?

Non è difficile.

È un elenco, una lista, forse dei nomi di cui è stata fatta una

transliterazione lettera per lettera, conservando anche gli spazi tra parole e

parole. Ma non potrebbe spiegarmi in un modo più semplice?

Ogni singola lettera è stata cambiata in un'altra, distante nell'alfabeto un

certo numero di posizioni.

Faccia conto A con D, e in questo caso lo spostamento di tre, oppure R con Z, e

in questo caso di cinque.

Allora basta ricostruire gli spostamenti.

È una parola.

Per ogni lettera il numero di spostamento è stato scelto dal computer.

Se non si dà al computer la sequenza dei numeri, non c'è modo di tornare

indietro. E il casino resta sempre casino.

Di sicuro esiste un floppy disk, un vero e proprio dischetto magnetico sul quale

è stata registrata la sequenza dei numeri, la chiave di decifrazione.

Si infile il dischetto nel computer.

Si battono le lettere che ha sull'elenco e sul monitor appariranno le lettere

decodificate, cioè le parole in chiaro. Ci sono le prove della corruzione, dei

crimini, di importanti complicità di questa associazione itale che fa capo

all'audeo.

Si va dal traffico d'armi al contrabbando di petrolio, all

'esportazione di valuta, ma soprattutto collusione con centri di potere per

finalità politiche poco chiare. Ma chi mi garantisce l'autenticità di questo

materiale?

Ma forse non ha capito bene chi sono io.

Ho capito perfettamente.

E allora non pensa che sia il caso di incontrarci?

Di questo professor Laudeo non si sa molto.

Ambiguo, misterioso, non esce mai allo scoperto.

Infatti nei documenti che le voglio consegnare, lei potrà scoprire chi è

Laudeo e tutto quello che si muove intorno a lui.

Un certo Maurili, quello pseudo giornalista trovato ammazzato, se ne

ricorda?

Aveva promesso delle rivelazioni su Cannito, notoriamente legato a Laudeo.

Si tratta degli stessi documenti.

No, diciamo che sono l'altra faccia della medaglia.

Se col materiale che voleva pubblicare Maurili c'era qualcuno che ricattava

Cannito, con questo invece era Cannito a ricattare gli altri.

Anche quello fu lei a farla avere a Maurili?

So benissimo che cosa pensa di Maurili e di quel suo bollettino, ma le assicuro

che in quel momento non c'era altro modo per me.

Sì, certo, capisco.

Adesso però devo conoscere tutte e due le facce della medaglia. Il dossier che

le consegna è completo.

Senta, Catani, un'ultima domanda.

Perché questo materiale lo consegna a me e non al procuratore della Repubblica?

Ma perché, come vedrà lei stesso, lì dentro c'è un documento in codice.

Probabilmente tutta la lista dei nomi che io voglio decifrare.

Sì, ci deve essere alla mappa, completa, credo, delle persone implicate nelle

trame. Con il terremoto che lei provocherà con la pubblicazione,

qualcuno perderà la testa. E io spero così di riuscire a mettere le mani sulla

chiave di quel codice.

Maurili massacrato.

La strana fine di Ferretti.

Cannito si è suicidato.

Lei vuole essere l'ennesimo cadavere di questa storia?

Conto sulla sua riservatezza.

Ancora non posso permettermi di morire.

Conti sul mio rispetto del segreto professionale. Ma questa roba è

dinamita. Appena pubblicata esploderà coinvolgendo tutti lei per primo.

Ci sarà molta gente che avrà voglia di vendicarsi.

Ci pensi bene.

Lo pubblichi.

Non posso più fermarmi.

Una telefonata per lei, professore. Ah, grazie.

Scusatemi.

Pronto, sì?

Ah, ciao direttore, che mi racconti di bello.

Aspetta un momento.

Vado in cabina, fammela passare. Subito.

Torno subito, scusate. Prego, prego.

Pronto, sono io, ti ascolto.

Ecco, ti dicevo, sono costretto a pubblicare. Perché?

Ma lo conosci?

È la firma più autorevole del giornale, non è uno che si lascia convincere

facilmente. Credi che non ci abbia provato? Ho fatto di tutto.

Se non pubblico fa scoppiare un casino.

Ma altro che casino scoppia così, te ne rendi conto? Non capisci che salta

tutto?

Mi senti imbecille? Ma non posso mettermi contro il comitato di

redazione, e poi sarebbe inutile.

Sono fotocopie, chissà quante ne hanno fatte.

Se non lo pubblichiamo noi, lo pubblicherà qualche altro giornale. Il

dossier l'ho visto anch'io, è tutto autentico.

C'è anche l'elenco in codice dei soci dell'Itala.

Devo pubblicarne la fotocopia.

Ma com'è possibile?

Cosa dici? Da chi l'ha avuto questo dossier?

Ma non lo so, non ha voluto dirmelo. Si è appellato al segreto professionale.

Coglione, sei un incapace, un imbecille.

Quando dovrebbe uscire?

Domani.

Pronto. Sono Laudeo.

Vogliamo vederci anche subito, se possibile.

Metto in vendita il pezzo più pregiato della mia collezione.

47, 48, 49, 50.

Solo lei poteva procurarsi 5 milioni di dollari in meno di due ore e le banche

di notte sono chiuse.

Ce li ho pronti da mesi per far fronte ad ogni eventualità. Credo che noi ci

intendiamo così bene perché siamo due persone previdenti. Sì, sì, è così

sicuramente.

Ecco la chiave.

È sua.

Scusi, professore, posso chiederle come mai si è deciso a venderla?

Domani mattina tutta l'Italia conoscerà il dossier che aveva cannito.

Perciò devo andarmene.

Lasciare il paese immediatamente.

Lei l'ha offerta proprio a me.

Era sicuro che l'avrei comprata?

Perché lei è un giocatore che ha bisogno di raddoppiare.

E solo chi ha perduto molto e deve rifarsi può pagare molto.

E come mai non ha fatto l'offerta ai suoi alti protettori?

Perché non possono pagare quello che può pagare lei.

Hai capito? Un'associazione segreta implicata con la mafia. Ma i nomi? I

nomi non si capiscono.

Ma ci sono tre, ci sono.

Non si sa che ci sta dietro. Non lo sapremo mai.

Ciao.

Ciao.

Chi è?

Servizio al piano.

Buono, buono, eh?

Ma che cosa vuole?

Lo sapevo già da stasera, se è venuto qui solo per questo può anche andarsene.

Non risponda.

Anzi no, faccio una cosa, risponda e dica al centralino di non passare

nessuna telefonata.

Forza!

Lascia la pistola!

Fermo!

Non ci provi più.

E adesso risponda al telefono.

Pronto, niente telefonate.

Non ci sono per nessuno.

Cosa vuole, dei soldi?

No, non mi interessano i suoi soldi.

E non mi interessa nemmeno lei.

Io voglio la chiave per decifrare questa lista di nomi.

Lei mi dà quella chiave e io la lascio in pace.

Venga di là con me.

Non avevo mai creduto alla sua conversione.

Terrasini e Cannito erano degli ingenui, gli uomini come lei non cambiano mai.

Ma mi dispiace, lei è in ritardo, l'ho già ceduta.

In maniera molto più conveniente per me.

Guardi.

A chi l'ha venduta?

Al dottor Sorby.

Il suo cinismo e la sua astuzia forse le permetteranno di salvarsi.

Ma il suo potere qui è finito.

Lei lo sa bene.

Ed è per questo che è pronto a buttare a mare tutti e tutti, vero?

Una volta un re disse, dopo di me il diluvio.

Buongiorno, mi dica Sorby, ho pochissimi minuti.

Ha visto qui?

Sì, ho visto.

I soli nomi che compaiono sono il suo, quello di Cannito e di Laudeo.

Il giornale parla anche di una lista segreta in codice, ne pubblica persino

la fotocopia.

Lei non si chiede chi abbia in mano la chiave per decifrarla?

Dottor Sorby, lei mi sta dicendo che è in possesso di quella chiave?

E che minaccia di usarla? Sto solo dicendo che la situazione è pericolosa,

sotto molti aspetti.

Bisogna muoversi prima che la valanga travolga tutto e tutti noi.

Ho assoluto bisogno di un intervento per l'approvazione del ripienamento

finanziario che ho richiesto. È urgente.

Il momento è molto delicato e questo lo complica ancora di più.

Appunto per questo l'operazione è inevitabile. Se la mia banca fallisce,

molte altre cose faranno la stessa fine.

Lei mi capisce? Altre istituzioni?

Altri uomini?

Non posso darle una risposta subito.

Pur che non si perda tempo.

Basta un po' di buona volontà. È tutto pronto.

Sì, ho capito. Ma ho bisogno di alcune ore.

La richiamerò io in giornata. Arrivederci.

Arrivederci.

Pronto? Pronto, contessa.

Senta, ha notizie del nostro amico Cattani.

Da un po' di giorni non riesco a trovarlo.

Ha lasciato il residence e nessuno sa dove sia andato.

No, non ne so niente.

Ma perché lo cerca qui da me? Che c'entro io con lui?

Che ha intenzione di giocare con me, contessa?

So i rapporti che avete.

Finiti, avvocato. Sto ripartendo per la Sicilia.

Con Cattaneo chiuso per sempre.

Cosa mi voleva dire lei?

In questa storia non mi siete piaciuti.

Nessuno dei due.

Scusi, è da ore che telefono in villa e non risponde mai nessuno. Non c'è il

dottor Sorbi? Non c'è nessuno. Sono partiti tutti.

Grazie.

Lascia che i giornali si sfogano.

Io non capisco queste cose italiane.

Che ce ne fotte a noi?

I politici si devono preoccupare. No, no, no, no. Ci sono di mezzo Laudet e

Sorbi e non solo loro.

Anche altri amici sicuramente.

E che cosa vuoi fare allora?

L'audeo ha lasciato l'albergo, si è volatilizzato.

Sto cercando di farlo rintracciare. Solbi si agita molto, in una maniera che

non mi piace.

Non vorrei che avesse intenzione di sparire anche lui.

E comunque non prima di averci restituito quei 30 milioni di dollari.

Senti, Taraseni, fa come ti pare.

Io ti voglio solo dire che non voglio essere fregato da un imbroglione

italiano.

Mi hai capito bene?

Non perdiamo la calma.

Se si nascondono, noi li troveremo.

E se hanno tentato di fotterci, sta sicuro che alla fine li fotteremo noi?

Molto vivaci e in qualche caso drammatiche le reazioni negli ambienti

politici e finanziari italiani.

Anche se in un certo senso monco a causa del suo elenco cifrato, il dossier

coinvolge già palesemente alcuni grossi nomi del nostro paese. E' forse il più

grave scandalo di questi ultimi dieci anni.

Per ora non è stato possibile rintracciare il professor Laudeo, che

sembra fosse a capo di questa misteriosa associazione denominata Itala, e che dai

primi documenti pubblicati pare tramasse contro le istituzioni.

Allora?

Le cose si sono complicate dopo la pubblicazione di quel dossier, come

avevo immaginato.

Un'operazione come quella che mi propone lei, Sorby, è diventata di colpo molto

rischiosa. Ma tutti corriamo dei rischi. La bancarotta non sarà soltanto mia.

È chiaro che coinvolgerà anche altri.

Forse questo lei non l'ha spiegato bene.

Gli appoggi non le mancheranno, abbia fiducia.

Ma deve avere qualche settimana di pazienza.

Ah no, a questo punto non posso pazientare più di un giorno.

Ma riferisco anche questo, quella lista contiene oltre 100 nomi importanti come

può veni immaginare.

E io sono in grado di decifrarla.

Pronto? Pronto, Alice.

Ascolta bene.

Ti verrò a prendere all'arrivo, hai capito? Ho capito. Non preoccuparti,

amore. Bene.

Ciao. A presto. Ciao.

Non si preoccupi, faremo tutto il possibile.

Stia tranquillo, stiamo già muovendoci.

Come vuole.

Se preferisce mi chiama lei.

Arrivederci.

È stata rilasciata alcuna dichiarazione in mezzo. L'autorità giudiziaria ha

chiesto l'acquisizione dei documenti che il quotidiano afferma di possedere per

valutarne l'autenticità.

Quanto alla fonte, è prevedibile che la direzione del giornale invocherà il

segreto professionale.

Intanto è stato dato il via a un'operazione delle forze dell'ordine

che dovranno svolgere un'azione coordinata tra tutti.

Sorbia in mano la chiave?

Di quella lista cifrata.

Chi te l'ha detto?

L'uomo che ha parlato con Sorbi.

Era lui al telefono.

Così adesso Sorbi è diventato una bomba innescata.

E come se non bastasse sono più di due ore che non mi danno sue notizie.

L'audeo intanto sarà già affelata.

Chissà dove. Frecchie le bottane.

Fottute, siamo fottute.

Come degli stronzi. 3 milioni di dollari.

100 milioni di dollari. Se noi vogliamo recuperare il nostro denaro,

dobbiamo a qualsiasi costo ripescare Sorby. È quella chiave.

Soprattutto la chiave.

Con quella torneremo pagione della situazione.

Dobbiamo ritrovarla.

Terrasene. Tocca a te.

E non fare altre minchiate.

Trova Sorby.

Certi sbagli non si perdonano.

Gli sbagli, se ci sono stati, li abbiamo fatti assieme.

Ma che dici? Come facevo io a sapere di tutti questi cassini italiani? Qui il

gioco l'hai comandato tu.

E lo comanderò ancora.

Sta' tranquillo.

Di Sorby avremo notizie molto presto.

C'è qualcuno che non lo perde di vista.

L'Italia è più piccola di Palermo. Ma New York è la capitale del

mondo. Non te lo dimenticare, Terrasini.

Tu torna a Roma, ti chiamerò io.

Arrivederla, commentatore.

Buongiorno, commentatore. Buongiorno.

Sono all'aeroporto dell'Urbi, avvocato.

Sì, è partito adesso per Zurigo.

Per favore.

Senta, a che ora parte questo treno? Adesso? Parte subito, hai 44.

Grazie. Prego.

Senta, sono il commissario di polizia.

Che c'è?

La signorina che è salita per ultima, dove scende? Un momento.

È la cabina numero 31.

Scende a Orgen, la stazione prima di Zurigo.

A che ora arriviamo ad Orgen? Verso le nove e mezza di domani mattina.

Ci sarebbe una cabina anche per me?

Purtroppo sono tutti occupati, mi dispiace. Potrò trovare un posto nella

carrozza di prima classe, qui accanto. Va bene, grazie. Prego.

Ecco te. Grazie.

Caffè, panini?

Caffè, panini, acqua minerale?

Caffè, panini?

Acqua minerale? Caffè, panini?

Orgen.

Stazione di Orgen.

Stazione di Orgen.

Orgen.

Stazione di Orgen.

Ellis! Ellis!

Sono qua!

Amore! Oh, paparino!

Com'è andato il viaggio? Benissimo!

E tu come stai?

Bene. Sei contento di vedermi? Eh, sì.

Hai visto che ce l'ho fatta?

Bravissima.

Lo trasformi?

Che ci fai tu qui? Perché mi hai seguita? Papina, papina! Te ne prego,

calmati!

Sentiamo cosa vuole questo signore.

Sono qui non solo per chiederle, ma per offrirle qualcosa.

Vuole continuare il nostro colloquio qui o preferisce che ce ne andiamo?

Dottor Sorbi, la sua fuga è finita qui e lei se ne rende conto.

E non è soltanto la polizia italiana che la sta cercando, ma qualcuno che forse

lei teme anche di più.

Qualche suo ex amico, per esempio.

Io con una telefonata in Italia potrei rivelare la sua presenza qui.

Questa è la sua offerta, rendersi mio complice.

Mi vuole dire qual è la sua richiesta?

La chiave per decifrare l'elenco degli aderenti all'associazione di Laudeo.

Per conto di chi lavora lei?

Non per conto di Terrasini e in questo momento nemmeno della polizia.

E per chi allora?

Lavoro per me stesso e per delle persone che sono morte.

Ho sempre sospettato che lei fosse un idealista.

Per un istante avevo sperato che lo facesse per denaro. Non mi sorprende.

Tutti quelli come lei hanno fatto lo stesso errore. Non lo posso più sentire,

non lo sopporto più. Non fare così, non serve a niente.

Ho paura che sia troppo tardi.

Perdonami paparino, sono stata una stupida.

Ma no, tu non hai nessuna colpa, tu sei stata bravissima. Ho rovinato il nostro

piano, amore mio, il nostro piano.

Non mi potrai ne perdonare. Ormai è inutile.

Non ci pensare, cara.

Non c'è più niente da fare, siamo nelle sue mani.

Ma troveremo una soluzione.

D'accordo.

Lei darò la chiave.

Ma ad una condizione.

Appena gliel'avrò consegnata, lei dovrà sparire.

Ho bisogno di 48 ore.

Se non mi dà la sua parola d'onore, allora... Tanto vale che chiami subito l

'Italia. Faccia come vuole. Il telefono è lì.

Va bene.

Le do la mia parola.

Ma ho più di 48 ore.

Questo dischetto è costato 5 milioni di dollari.

Vale qualcosa di più, dottor Sorby.

Vuol dettarmi le lettere della lista cifrata?

Metto in funzione la stampante, così avrà l'elenco scritto dei nomi.

X, M, T, Z, O, D.

Spazio. E, N, S, X.

Elenco soci.

Scriva. D.

Il lunga. S. D. Spazio. A. R. C. Y.

Spazio. S. K.

D. W.

Spazio. W. F.

F. Spazio. Y.

Y. M. C.

D.

Ancora. Spazio. N. D. Il lunga. A. S. P. Z.

Dottor Catteni.

Le dicono qualcosa questi nomi?

Certo, sì.

Anche se letti così, uno dopo l'altro, non fanno più affetto ad un elenco

telefonico. Allora, vogliamo continuare?

Sì, voglio leggerli tutti.

Scriva. O, Z, C, spazio, R, T, C, T,

M, spazio, P, Z, C, F, F, Y,

Y, M.

C D A R G H W O M N

Y H O

Rispondi, per favore.

Pronto?

Pronto?

Pronto?

Pronto? Aspettava telefonate?

No.

Ma qualcuno sa che lei è qui?

Sono il mio autista.

Bisogna lasciare questa casa, non c'è un minuto da perdere.

Subito.

Oh, poverino!

Andiamo via!

Amore, ti prego, andiamo via, subito, ti prego, andiamo via, scappiamo!

Ti prego, amore, andiamo via. Andiamo via. Ti prego, ti prego. Bada!

Sì.

Vieni.

Dottor Cattane. Fa presto, sbriga. Lei mi ha dato la sua parola d'onore.

48 ore, non lo dimentichi.

Taxi.

Oh, cara signora Cattani.

Spero che lei non si sia dimenticata di me e di una piccola città siciliana.

Falla accomodare, Elsa.

Ma sono davvero fortunato. È proprio suo marito che stavo cercando.

Prego. Che piacere rivederla dopo tanto tempo. Come sta, commissario? Bene, e

lei? Meglio, adesso che la vedo.

Sono un po' stanco, confesso. Ciao, l'ho inseguita per mezza Europa, in Italia,

in Svizzera e alla fine qui. E ogni volta arrivavo troppo tardi. Già, fino a

questo momento.

Signora, non vorrei abusare della sua ospitalità, ma mi trattengo solo pochi

minuti. Prego.

Grazie.

Perché mi stava cercando?

Beh, avevo voglia di rivederla. Che cosa vuole, avvocato?

Congratularmi, anzitutto. Ha fatto davvero un lavoro eccellente.

E poi?

Mi dia quella chiave. E poi... Io me la vado.

E la lascio tranquillo per sempre.

Lei sa l'importanza di quella chiave, commissario.

E per... Per noi che l'ha presa, se non sbaglio.

No.

No, non l'ho presa per voi.

C'è se vuole fare ricco.

Prima Laudeo, poi Sorbi, e adesso lei.

Tutti che mi offrono denaro.

Ma lo sa che lei è arrivato tardi anche stavolta?

Che cosa vuol dire?

Che lei ha fatto un viaggio inutile.

Sì, se ne poteva stare benissimo in Italia.

Domattina sui giornali avrebbe trovata pubblicata la chiave.

Ne ho spedite copie anche alla polizia e alla magistratura.

Lei ha fatto l'errore più grosso della sua vita, commissario.

No, non c'è bisogno di minacce, sa. So benissimo i pericoli che corro.

Non si tratta nemmeno di pericoli.

Lei si illude di poter distruggere un modo di vivere.

Un equilibrio su cui si basa tutta la nostra società.

Crede che il suo folle gesto demoralista servirà a qualche cosa?

La follia è vostra.

Che vi illudete di sostituirvi allo Stato con la criminalità.

Di approfittare dell'onestà della gente.

Lei è un ingenuo.

Eh sì, perché lei crede di avere in mano una bomba.

Forse la lista verrà anche pubblicata, ma...

Ma si dirà che è falsa, che è una manovra di chissà quale... Giochi di

potere, a che credere?

Dipenderà da chi avrà più forza di persuasione.

No, non si faccia illusioni.

Quella lista a noi poteva far comodo, ma soltanto come arma di pressione.

Tutto qui.

Adesso è diventata inutile. È un pezzo di carta, o di plastica, buono da

bruciare. Stavolta si sbaglia.

Ma no, Cattani, è come il gioco delle scatole cinesi.

Lo conoscete?

Ne apre una e ne spunta dentro un'altra.

E poi un'altra e un'altra ancora, incastrate, infinite, tutte simili e

tutte diverse.

Insomma, secondo lei non ci sarà mai un punto d'arrivo, una fine.

È così. Si va avanti da una scatola all'altra, arrangiandosi.

Perché questo è il punto.

si deve sopravvivere.

Solo che di solito è il cacciatore che sopravvive, non la preda.

Ma questa volta io so, avvocato, e anche tanti altri sanno.

Perciò sarà difficile stabilire chi è il cacciatore e chi è la preda tra di noi.

Certo, ha ragione, commissario.

Saranno i fatti a stabilirlo.

È finita, Paola.

Non è la giustizia che immaginano gli innocenti come te, quella che ti porto.

Quanto ti è stato fatto non avrà mai riparazione.

Ma almeno i responsabili dei tuoi incubi sanno di non essere più invulnerabili.

E se io ho sbagliato nei tuoi confronti, forse adesso riuscirai a comprendermi.

Vieni quando vuoi.

Chiamami.

Anche tu.

Madame.

Ça fait combien?

15 francs.

Merci.

Vorrei che tu mi raggiungessi in Italia al più presto.

Tu credi veramente che potremmo ricominciare la vita insieme?

Forse ho già ricominciato.

Allora, a presto.

Ciao.

Aspetta, ti accompagno al treno.

Grazie a tutti

E non parlo soltanto a nome mio.

Questa è la testimonianza e l'accusa di tutti quelli che in questi anni hanno

segnato la mia vita con la loro morte, uccisi dalla congiura dei corruttori e

dei corrotti.

È la testimonianza di Leo De Maria, 25 anni, sotto ufficiale di polizia,

massacrato e revolverato in un bar.

È la testimonianza e l'accusa di Titti Pecci-Scialoia, perseguitata e costretta

al suicidio, solo per aver avuto fiducia in me e

nei miei sentimenti.

Ed è la testimonianza e l'accusa del commissario Altero, del giudice

Bordonaro, uccisi dalla criminalità organizzata.

E qui davanti a voi, signori giudici, sono ora alcuni dei maggiori

responsabili.

È la testimonianza e l'accusa del colonnello Ferretti, che è stato ucciso

dalla congiura feroce del potere occulto, contro il quale si era battuto

con la tenacia e l'ostinazione della sua onestà.

È la testimonianza e l'accusa di mia moglie, Else,

morta per proteggermi, con un gesto...

Che forse non meritavo.

Ed è la testimonianza di Paola. Di mia figlia Paola.

Sequestrata e oltraggiata.

E spinta dalla disperazione.

A una fine atroce.

Ecco, vedete.

Io mi sento un uomo solo.

In questo grande cimitero.

Ma è da questa solitudine che rinnovo anche i nomi di questi morti.

La mia testimonianza.

E la mia accusa.

Non ho più nessuno intorno a me.

E accanto a me.

Io ho soltanto la giustizia.

Quella che voi rappresentate, signori giudici.

e per la quale ho lottato e alla quale oggi offro la mia storia.

Ed è per questo che adesso sono qui, di fronte a voi e a questi imputati,

sofferente ma anche sereno.

Perché ho la speranza che la mia lotta di cittadino, in nome di tutti i

cittadini onesti, che aspettano fiduciosi il vostro perdetto, non sia

stata inutile.

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