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Lei ha l'incarico di dirigere l'ufficio finché questa faccenda non sarà
completamente chiarita.
Ma mi raccomando, eh?
Con prudenza.
Molta prudenza.
Certo, certo.
Sto minando il caso.
E sta minando?
Ma lei vuole ammettere che quei due testimoni hanno detto la verità?
Ma quanti soldi le hanno dato, eh?
I amici militari, mio fratello, e l'uomo che amava?
Tanti avevano fiducia in lei.
Dal ministero mi hanno passato il rapporto.
con tutte le accuse su Corrado.
Normalmente questo tipo di storie non sono di mia competenza, ma loro sanno
che Corrado è stato uno dei miei allievi e che sono stato io a procurargli quel
posto, malauguratamente.
Forse ha voluto fare qualcosa di generoso e ha trovato quella ragazza
che aveva bisogno di aiuto.
Una drogata ha bisogno...
del suo paradiso quotidiano e per offrirglielo è una supposizione.
Corrado avrà dovuto entrare in contatto con quelli che vivono e si arricchiscono
con la droga e anche senza volerlo si sarà trovato invischiato in quel misero
mondo di trafficanti.
Un piccolo favore ogni giorno e uno si trova in trappola, vittima del ricatto.
Io... io devo confessare che...
Che in tutta questa sporca faccenda c'è qualcosa... qualcosa che mi sorprende.
Come un uomo come Corrado abbia potuto agire così.
Tradire la sua etica professionale.
E allo stesso tempo tradire lei.
Dobbiamo dimenticare Corrado e tutta questa storia.
Vuole che le cerchi un buon avvocato.
Avvocati.
Tra marito e moglie.
Che tristezza.
Che fini mediocre.
No, grazie.
Indovina.
Ti avevo detto che non dovevi uscire da casa tua.
Io ti volevo vedere.
Non stasera.
Ti prego, torna a casa.
Guarda che se non mi apri, eh, io mi sdraio qui e non mi muovo più per tutta
la vita.
Io bivacco qui.
Guarda che faccio sul serio, eh.
Che è per buona lunga.
Senti, io ho deciso che non mi importa se qui sei vissuto con tuo amore.
Io voglio stare qui.
Voglio dormire qui.
E voglio anche mettere un po' d'ordine.
Lascia stare.
Senti, dovresti tornare a casa tua. Io non posso più proteggerti perché non ho
più i poteri di prima.
Pazienza.
Mi proteggerò da sola.
Basta che mi stai vicino, che mi tieni sempre con te.
Tu lo sai che io sono un uomo a cui tutti possono sputare in faccia, eh? Lo
sai? Io sono venuta anche per questo, per dirti che di quello che dice la
gente non me ne frega niente.
Amore, senti, buttalo via questo carattere testarlo che hai.
Ormai io sto qua, sto qua con te.
Non mi scolla nessuno.
E puoi non rompere più.
Eh?
Pronto.
Ah, sei tu, Elsa.
Disturbo? No, no.
È tutto il giorno che ho provato, non c'eri. Io volevo parlarti. Scusami.
Sì, ma adesso non posso.
Perché? Che ho detto che non posso.
Scusami, ma non posso.
Mia moglie mi telefona continuamente.
Allora a noi sta chiamò la spina.
No.
Così ci isoliamo.
Forse non hai capito che io voglio stare da solo, senza di te.
Lasciami solo.
Non ci penso neppure. Sai cosa dovresti fare? Dovresti pensare a salvarti.
Dovresti andare a casa tua e startene lì.
Ma io non voglio salvarmi, voglio stare con te.
E io non ti voglio.
Chiaro?
Non ti voglio più.
Finito.
Tu hai paura di Cirinna?
Hai paura che lui te la faccia pagare per aver messo le mani su una sua
proprietà, è vero?
Eh?
Quando lui esce verrà subito da me.
Dammi la rivoltella.
Non dire stupidaggini.
Chi potrà condannarmi poi?
Lui è l'assassino di mia madre, di Marineo.
Mi ha spinta alla droga.
Pensi che potranno farmi qualcosa?
Io avrò soltanto fatto giustizia. Basta!
Basta!
Vai via! Non voglio parlare così. Via!
Ti ho detto che voglio rimanere solo!
Non ti prego, non ti prego, non ti prego! Fammi capire, fammi capire, fammi
capire! Io non sono più niente e questo mi fa paura.
È Cirena, vero? Non è solo Cirena, è tutto. Sono un uomo finito, condannato e
mi salvo solo se taglio i ponti con tutto.
E con tutti.
Perché mi hai trattato così?
Perché mi hai trattato così? Che cosa ti ho fatto?
Che ti ho fatto di male?
Corrado.
Corrado.
Ma dov'è?
È andato via?
Qui se n'è andato, e mi ha lasciato qua.
Sono proprio contenta, ha fatto il suo dovere e se n'è andato.
Perché io devo stare qui, qui al mio posto.
Don Manfredi, Don Manfredi, ci sono due avvocati mandati dai parenti della
ragazza. E cosa vogliono? Sono venuti a prelevarla. Come a prelevarla? A
portarla via, c'è una disposizione del giudice.
Vorrei precisare che questa è un'azione umanitaria, che ha uno scopo doveroso,
di bene, per la signorina Pecci-Scialoia.
I parenti intendono curarla, proteggerla, restituirla alla vita.
Abbiamo già fissato una camera nella migliore clinica e lei stesso, Don
Manfredi, potrà farle visita per regarle conforto.
Anche al signor Cirinnans l'ha permesso di visitarla?
Non capisco la domanda.
Venite, venite ragazzi.
Vogliono portarci via tutti.
La signorina deve sottoporsi a una serie di esami clinici. I medici di famiglia
lo hanno richiesto a tutti. Certo.
Il fatto è che qui si danno tutti un grande affare per ottenere la libertà
provvisoria a quell'assassino.
Se ne occupa anche lei, avvocato.
E lei?
Non capisco.
Allora capisca questo.
La ragazza è qui volontariamente, come gli altri.
E io non la metto nelle mani di nessuno.
Lo sapremo, lei si mette contro la famiglia.
Maggiorenne, sana di mente.
Nessuno pubblicare. La obblicherà il magistrato.
Ma non capisci che sono tutti d'accordo? Non capisci chi c'è dietro tutta questa
situazione? Io voglio andar via. È semplice.
C'è Sirina.
Non mi importa.
Hai tanti amici qui, Titti.
Rifletta.
Taglionetto. Pensaci bene.
Ciao, grazie.
Ciao, ragazzi, vi vado via. Ciao.
Ciao. Ciao.
Eh ragazzi, salutate Titti che se ne sta andando via!
Scusa, ma non potevo farne a meno.
Ho letto sui giornali, ti hanno sospeso, messo su tua inchiesta.
Allora, eccomi qua.
Sei cambiato.
Sei palido.
Anche tu hai la faccia stanca.
Quando sei arrivata?
Un'ora fa.
Un caldo.
Togliti la giacca.
Guarda che io non credo a quello che hanno scritto sui giornali.
E neanche a quello che ha detto nostro amico di Roma.
Una meschinità che ti sei rovinato per quella ragazza.
Ma io non ci credo. Quando uno è pulito, è pulito.
Può lasciarla morire e non diventa un criminale.
Ha telefonato qualcuno?
No.
Non hai sentito squirare il telefono? Da quanto tempo sei qui?
Un'ora te l'ho detto.
Non hai sentito il telefono squillare? No.
No, no, perché?
Perché oggi dovevano restituirlo.
Restituirlo? Il patto era questo.
Che patto? Che cosa dici? Oggi doveva tornare a casa.
Chi?
Paola non è più qui.
Ma dove è Paola?
È da settimane che non è più in questa casa. Ma che è che tu dici? Scopro
niente. È stata la vita.
È stata la vita. Chi?
Paola? Sì. No!
Sai quando tu mi chiamavi di notte e mi chiedevi di Paola e io inventavo delle
scuse che non c'era? No!
Già non c'era più. No!
Ho fatto tutto quello che volevano loro.
No! Sono diventato incriminato. No! Se mi avessero chiesto di ammazzare una
persona l'avrei fatto. No! E ora aspetta, me la devono restituire.
No!
Ho fatto tutto quello che volevano loro e adesso aspetta, me la devono
restituire. No!
Adesso entri in quel bel giardino, ti prendi un gelato, un giornaletto, ti
siedi in quella panchina e aspetti.
Dai, scendi.
L'hai sentito? Ti ha detto di andare nel giardino, di sederti sulla panchina e
aspettare. Vai, dai, avanti, avanti. Dai, vai, vai, vai.
Vai,
vai.
E via, via, dai, cammina, salta, vai.
Mi hanno telefonato, la bambina è alla villa comunale.
Presto, andiamo.
Aula.
È stata violentata.
È tornata viva ed è già un miracolo, non dimenticarlo.
Ma devi portarla via subito da questo posto, così ha detto il medico.
È l'unico modo per salvarla.
Grazie per essere venuta. Io devo partire, devo occupare di mia figlia.
Comunque dica a Titti che non l'ha abbandonata. Sì. Gliela affido. Va bene.
Mi raccomando, ritornalo.
E mi scusi se l'ho giudicata male.
Hai avvertito il centrale? Sì, non deve passare nessuna telefonata.
Infermiera? Sì?
Dov'è la stanza della signorina Peci-Cialoia?
Guardi, sta nella 310, ma in questo momento c'è già una visita. Dove posso
aspettare? Si accomodi nel salottino.
Sì.
Quanto tempo è che non ci vediamo, eh?
Siccome mando la loro libertà professoria, allora ho pensato di
buttarti due fiori.
Non ci mette, vero?
Ma che dici?
Incominciamo a vivere adesso, no?
Ma senti, vuoi che mi trovi un vaso per metterci dentro questi?
Va bene.
E ti chiamiamo noi se ne abbiamo bisogno.
Io... Ti trovo più bella.
Ma cos'è il piadino freddo?
Hai la pelle di
seta.
Basta, lascia. Ma sei sudata.
Va meglio così?
Senti, ti ho portato un po' di roba.
La vuoi adesso?
No.
Lo sai che dentro in carcere hanno fatto di tutto per farmi dubitare di te.
Ma tu non hai detto niente.
E io sono libero.
Poi non ho te.
Non ho dormito.
Ho deciso.
Io ti voglio sposare.
Io e tua moglie.
E perché no?
A noi... soldi non ci mancano.
E poi?
Siamo giovani.
Ma tu lo sai quanta gente facciamo morire d'invidia?
Eh?
Basta! Io sono sfinita.
Non lo vedi con la flebo? Sì, stacca.
Io devo riposare, capito? Sì, amore, io ti faccio. Mi hanno detto che devo
riposare. Io ti faccio riposare. Sono sfinita.
Te la lascio qui, eh?
Ma lo sai come sarebbe bella tutta vestita di bianco?
Anna Caruso che vuole parlare con la signorina. Dov'è?
Dillo a me quello che devi dire a Titti.
Cosa vuole? Per dirlo, dirlo. Mi lasci?
Mi lasci?
Stai muovere, stai zitta.
Vattene, altrimenti ti faccio fare la fine delle spie, di tuo fratello e del
tuo fidanzato, hai capito?
Vattene, le donne a casa devono rimanere.
È ancora bloccata.
Rimane per lunghe ore in silenzio.
È un silenzio di difesa.
È una bambina.
Dovrà restare in mezzo ai malati di mente.
Sì, per ora sì.
Ma perché mi respinge?
Perché lo sciocco è stato violento. Ha colpito in profondità, vede lei per
Paola, in questo momento non è il padre, ma rappresenta l'immagine uomo, cioè
qualcosa di odioso, di nemico. Ci vorrà molto amore e pazienza.
Arrivederci.
Vi dico che era lui.
L'hai visto bene?
Ah sì, l'ho visto solo per un secondo.
Non è che ti sbagli? Ah no, non mi sbaglio.
Perché è tornato? Ma che ne so io che è tornato a fare qui.
Era partito, no? Ah sì, era stato allontanato perché l'inchiesta era a
Roma. Ah, vabbè, comunque, stiamo calmi. E va bene, sto calmo, sto calmo. Eh,
cerca di stare calmo. Va bene, sono calmo, sì.
Guardiamoci intorno, eh?
Attenzione, perché se lo vedete dovete avvertirmi e proteggerlo.
Intesi?
Io non lo sapevo che avevano rapito sua figlia. Io non l'avrei mai accettato,
mai permesso. Non mi interessa.
Non è mai successa una cosa simile. Le donne, i figli piccoli.
Li hanno sempre rispettati. Ma la smetta.
Cosa sta cercando di crearsi, un alibi?
Mia figlia è stata rapita e violentata.
E questo anche per difendere gli interessi di gente come lei.
Ma non si può sempre sapere da dove provengono i denari che si maneggiano.
Lei è una riciclatrice di denaro sporco.
Sì, e che sia anche sporco di sangue lei, che si reputa tanto intelligente,
lo sa benissimo. Ma di fare il processo a lei non me ne importa proprio niente.
Anche se non mi crede, io sono molto addolorata.
Mi dica qualcosa della sua bambina.
Lei... deve dire a Terrasini e a Ravanuzza che
voglio giustizia.
Loro sanno cosa voglio dire.
Le daranno tutto quello che vuole.
Sta parlando di denaro, naturalmente.
Può diventare ricco.
Gratta, gratta, sotto è rimasta la serva di sempre.
Allora?
Che cosa vuole?
Il carceriere.
Me lo devono consegnare entro 24 ore.
Questo voglio.
E glielo faccio sapere.
Cara Contessa, non cominciamo a giocare ai bambini, eh?
Perché non me l'avete detto subito, del rapimento?
È stata una cosa molto triste, anche se inevitabile. Se lei fosse stata al
corrente, avrebbe potuto reagire come fa adesso.
Magari facendosi sfuggire una parola compromettente.
I rapporti fra di noi sono molto delicati e ne va di mezzo l'equilibrio
della città.
No.
Mi deve credere, se abbiamo preso quella decisione ci abbiamo pensato molto bene
prima.
Bravi, allora sarebbe come a dire che avete deciso anche la violenza carnale,
lo stupro.
Era nei vostri piani anche quello.
Ma che ci viene a raccontare adesso? Certo non favole per bambini.
La figlia del commissario è stata violentata durante il sequestro.
E chi le ha dato questa informazione?
Lo dice il padre. E se lo dice è vero. E voi lo sapete.
Fammi venire cenna. Ma se tu non la mi fai tenciare qua.
Giustamente.
Ma stasera avrà l'onore di venire a casa mia.
Voglio il nome della carogna che ha avuto l'idea geniale di violentare la
bambina.
Va bene, ma se anche uno l'ha fatto, non è che ci faremo a mettere sotto da
quello sbirro.
Cirene, ma tu... mi hai sentito
o no?
Che ti disse di fare, eh? Che ti disse?
Di trovare chi è stato.
E questo deve fare, senza dire minchiate.
Sì, ma... voi non mi dovete trattare così.
Io lo feci tutto il mio dovere.
Ma finiscila.
Non sarebbe meno se sei in piedi o seduto.
Non meriti la fortuna che abbiamo, perché è stata una fortuna che la tua
marchesa Pecce Scialoia...
Si è buttata dalla finestra quella puttana. Non parlate così di lei!
Non ve lo permetto! È venuta a letto con uno come te e conseguenza era una
puttana. Vi ho detto di non parlare così di quella povera morta!
Vi prego! Vi prego!
Vi prego! Che pensi che mi metto a piangere?
La bambina dovevi restituirla intatta.
Questi erano i fatti col padre.
Se no, meglio non restituirla.
Sì, ha ragione.
Non si lasciano in giro delle bestie inferocite.
È capace di tutto adesso.
Lo capisce, no?
Sì. Io me ne vado. Non partecipo a questi discorsi. Non li voglio nemmeno
sentire.
Contessa, per favore, tenga la bocca chiusa.
Se lei alza la voce, potrei anche non farglielo questo favore.
Io lavoro.
Faccio affari, non mi meschio in queste porcherie.
Che cos'è?
Non posso uscire?
Queste porcherie le permettono di incassare miliardi, contessa.
I soldi non puzzano.
Lei mette gli occhiali neri, si tappa le orecchie.
Ma la vita non è fatta solo di rispettabili piacevolezze.
Ognuno può fare il gioco a modo suo, ma mi sembra...
Stupido rovinare una bella partita quando uno vi ha partecipato come socio.
Può essere comodo, ma è pericoloso.
Mi devo sentire minacciata.
Ma che dici?
Ma cosa ha capito?
Lei ci ha dato fiducia e noi, d'altro canto, abbiamo dato fiducia a lei.
Perché cambiare le regole?
O vorrebbe cambiare le regole?
Io non ho detto questo.
Sai che facciamo? Le organizziamo un bel viaggetto a Parigi o a Londra.
Prendici tu il biglietto.
E lei dimentica le tristezze.
Com'è arrivato quel signore solo o accompagnato?
Contessa, si deve decidere.
Come possiamo metterci in contatto col commissario?
Allora, sto aspettando.
È venuto solo, in un camper verde chiaro.
Glielo ripeto, caro avvocato, lei mi mette in grande imbarazzo.
Non può venire qui.
Venire in Sicilia? Vogliamo scherzare?
No, no, no, è impossibile. Devo rimanere assolutamente a Roma.
E poi non posso occuparmi di quello che succede in una piccola città.
Guardi che i pastelli più grossi nascono nelle piccole città.
Ancora quel poliziotto. Avete sbagliato la tattica fin dal principio. Adesso vi
dovrei aiutare io. Ma che posso fare?
Dare un'ordine a qualcuno in Roma.
Lei è pazzo.
Ma cosa si rischia con questo poliziotto?
Se la situazione continua, qualcun altro può mettere le mani sulle inchieste che
questo maniaco ha iniziato.
Sarebbe una catastrofe perché era arrivato alle nostre situazioni bancarie
e aveva raccolto delle prove concrete.
Stia a sentire, avvocato. Tra l'associazione e voi abbiamo previsto
scambi di informazioni, transazioni finanziarie, assistenza morale.
Ma dal punto di vista legale, ognuno per sé. Avete commesso degli errori, trovate
la soluzione. Qualunque sia. Non voglio saperlo.
Nient'altro da dirmi?
No.
Ma qui è vuoto, non c'è nessuno. Andiamo, andiamo.
Avvocato, riconosce la mia voce?
Commissario, che piacere sentirla.
Avvocato,
i suoi scagnozzi hanno individuato il mio camper.
Questo vuol dire che la Contessa Camastra ha parlato e mi ha tradito. Ma
non mi meraviglio.
Cosa ne avete fatto dell'elegantona? L'avete fatta partire?
Non capisco.
Mi dica, posso esserle utile in qualche cosa?
Ma certo che mi può essere utile.
Lei mi deve consegnare chi ha fatto violenza su mia figlia. Nelle mie mani,
entro 24 ore.
Lo faccio, avvocato.
Guardi che io ho molti modi per fargliela pagare, eh? E allora, occhio
per occhio.
Poi telefoni a Domafredi per confermarmi dove e quando.
No, no, non sto da Domafredi, non si illuda.
Sono in contatto.
Non sono al corrente di questa storia, ma se posso aiutarla, io
proverò a rintracciare questa persona.
Devo telefonare a qualcuno.
Ecco, lei telefoni, telefoni e rintracci, vedrà che ci riesce.
Voglio parlare con Cerenna. E dove lo trovi? Me lo deve trovare.
A casa, in clinica, all'inferno magari.
Che me richiame subito, è urgente.
Anna, io spesso mi chiedo che cosa avrei potuto
fare per evitare che Leo fosse ucciso.
Lei ha fatto tutto quello che poteva.
Io mi vergogno per quello schiavo.
Vi sareste sposati?
Io ho come il rammarico di non aver avuto mai un'idea, una trovata per
capire, intuire, forse, forse salvarlo, capisci?
Su, non si tormenti così.
Ero a un passo dal farli cadere.
E caduto uno, sarebbero seguiti tutti gli altri, come i birilli.
Ma loro hanno trovato la contromossa e...
Un altro al posto mio, uno più duro avrebbe detto, io vi anniento lo stesso,
fate a mia figlia quello che vi pare.
Non sono stato capace.
Non sono stato capace.
Ma in questo modo l'ha salvata?
No, perché vedi, lei adesso deve recuperare qui.
E se non recuperare è peggio, non so cosa farò.
Non dica così.
Io sono cambiato, Anna.
Non sono più quello di prima.
Adesso io voglio vedere di che colore è fatto il loro sangue.
E anche loro hanno capito che non sono più quello di prima.
Gli ho sentiti al telefono, dal tono della voce.
Hanno paura.
Che cos'è?
Ha fatto un brutto sogno?
Mi è mancato il respiro nel... nel sonno.
Ma lei perché? Perché sta qui? Perché non va a dormire?
Ma no, ci sono abituata a queste nottate giù al centro di Dom Manfredi. Non si
preoccupi. E poi, assistere al sonno di un uomo mi dà, non so, un senso di
tenerezza. L'ho fatto per tanti anni con mio padre e con mio nonno, quando ero
piccola, nella nostra casa, laggiù in campagna.
Mi sembrava di spiare i segreti di quello che sognava.
Guardavo... Come si muovevano, come respiravano.
E cercavo di capire se i loro sogni erano felici o infelici.
E il mio sogno com'era?
Come lei in questi giorni.
Con angoscia, rimorsi, rabbia.
Cerchi di dormire ancora un po' adesso.
No, non ci riesco. Ci provi, anche per poco.
No, anzi mi parli.
Mi parli, mi parli di lei, mi tiene compagnia.
Io sono la prima di casa mia che si è stancata dai funerali di famiglia.
Mio nonno sparato mentre tornava dall'Ulliveto.
Mio zio ritrovato nel canale.
Mio padre ucciso sotto i miei occhi mentre eravamo in macchina insieme, a un
centimetro.
E poi si sono presi Leo e mio fratello.
Sì, ce ne sono tante di famiglia qui come la mia.
Da noi il giorno dei morti è un giorno di festa, con i dolci di pasta reale,
giocattoli per i bambini. Ma perché mi parla di queste storie di morti?
Perché lei mi ha detto che vuol vedere di che colore è il loro sangue.
Vado io.
Sì?
Sì, è qui.
Glielo dico.
Allora? Hanno chiamato al centro di Don Manfredi. L'appuntamento è alla vecchia
Tonnara, tra un'ora.
Lei sa bene quello che fa? Non si preoccupi.
Sberro, sono arrivato.
E fatti vedere.
Pegni i fari.
Non ci sono trucchi.
Ma dove sei, eh?
Ehi, Sberro!
Non muoverti. Alza le mani.
Larga i tacchi.
Noi, quando facciamo la promessa, la manteniamo.
Ti ho portato al tuo uomo, è lì, in macchina.
Fallo uscire.
Ma non può.
È legato.
Dov'è?
Già pronto per il tavolo del zingo.
Me la dovevate consegnare vivo.
E per ferne che?
Un'interrogatoria.
Chi l'ha ammazzato così?
Sei stato tu?
Ma che ti importa?
Gli hai legato prima i polsi, poi le caviglie, e poi hai tirato la corda
dietro e hai fatto un cappio intorno al collo.
Ah, forse per far credere a una vendetta fra voi dell'ambiente, eh? Una lotta di
cosche. Era questa la vostra intenzione?
A te piacerebbe morire così?
Sono di un'altra razza, io.
Ah, sì.
Però meritarlo lo meriti anche tu.
E più di lui.
Perché anche tu hai i tuoi morti sulla coscienza.
E l'onora per Ciscialoia, il commissario marineo.
Ma quella era una questione di letto, di gelosia. No, quelli li ha ammazzati
tutti e due tu nel palazzo. Ma che dici?
Ah, io dico quello che mi ha detto Titti.
Non è vero. E perché non dovrebbe essere vero?
Perché se per ipotesi Titti avesse detto una simile fesseria, lei, commissario,
mi avrebbe arrestato. Lei mi avrebbe portato davanti a un giudice e io sarei
stato fottuto.
Sempre per ipotesi.
Eh, sì.
Avedisi dal caso che io... Che io amavo Titti.
E non volevo che... Corresse il rischio di essere ammazzata, capisci?
Ma... Ma è morta lo stesso.
E ora chi pagherà per Titti?
Ma questo disgraziato...
Lo
conosco.
Gli ho parlato una volta.
Certo che chi ha inventato questa legatura doveva avere del talento.
Costringere la vittima a uccidersi da solo.
Eh, Cirinna, di la verità.
Quando cerchi di stendere le gambe, il cappio si stringe intorno al collo e ti
soffoca. E allora tu cerchi di resistere, ma capisci che ti stai
uccidendo da solo.
E stringi i denti, ma il fiato ti manca.
Le ossa paiono spezzarsi, il cuore comincia a battere, forte, forte, fino a
scoppiare.
Ma perché non dovrei lasciarti crepare così?
Sparami.
Sparami.
No.
Tu ti meriti quel cappio.
Lo sai che c'hai proprio il cervello di una gallina?
Possibile che non hai pensato perché hanno mandato proprio te all
'appuntamento.
A me invece pare di sentirlo.
Noi li facciamo incontrare, così o il commissario ci libera di Cirinna, o
Cirinna ci libera del commissario.
Mi dice che hanno un'intelligenza raffinata.
Hanno fatto le cose per bene.
Magari il suo suggerimento di un potere superiore.
Qualcuno che occupa un posto chiave.
A Roma.
vogliamo proprio fare questo piacere
Senti. Dì a Don Manfredi che qui dentro ci sono due uomini.
Uno per la polizia, l'altro nel bagagliaio per il cimitero.
Amenfredi!
Amenfredi!
Buonasera, professore. Buonasera. Buonasera, signori. Allora, questo
Cirinna, fino a che punto conosce i vostri affari?
Beh, sulle banche non molto.
Non molto è troppo.
Fate qualcosa.
D'accordo.
Rimaniamo in contatto solo per telefono.
Basta una nostra foto insieme sulla stampa o un'indiscrezione per avere dei
problemi. Giusto, stia tranquillo.
Ma riguardo Cirinna...
Nel caso che riusciamo a chiudere la questione in poco tempo, lei come pensa
che... Nel caso telefonatemi, il mio apparecchio è pulito.
Buon viaggio. Buonasera, professore.
Gli avrebbe detto che ho parlato a Tattani.
Alla scuola di polizia era bravo, sì, ma sentivo in lui qualcosa di limitato,
come una mancanza di grinta.
E pensare che l'ho raccomandato io, per quel posto calmo e tranquillo in
provincia, lo vedevo demoralizzato, con una situazione matrimoniale difficile, e
proprio lui ci ha creato tutti questi problemi.
Non si deve preoccupare. Ci sono altri problemi, Sicilia?
Non si deve preoccupare.
Sante! Chiudo.
Come stai, Sante?
Chiudo.
Ma perché ti hanno arrestato? Che hai fatto?
Ho malmenato un vigile urbano.
Mi hanno mandato qui per starte vicino.
Non sei abbandonato, San, stai tranquillo.
È che io mi sono rovinato per quella femmina.
Ogni uomo può avere un momento di debolezza, ma chi ci vuol bene non l
'abbandona. Hanno scelto me perché siamo cresciuti insieme fin da bambini, ti
ricordi? E mio povero fratello, io, te, sempre insieme.
E come non me ne ricordo?
Sono io che vi ho dato lavoro e piaccio lì.
E vuoi che me lo dimentichi?
Mi sento meglio.
Ora Dario, muovetevi.
Sante, fuori è una giornata di sole, andiamo a prendere un po' d'aria?
Ma sì.
Non vieni?
Certo, certo.
Ti ricordi la partita di chiara?
Vincevi sempre tu.
Ero così solo.
Senta, lei ha davvero l'intenzione di dimettersi?
Come poliziotto sono finito, lo so.
Ma come testimone sono ancora vivo.
Anch'io, se permette.
Mi accuserò, ma anche per accusare gli altri e per capire fin dove arriva
questa storia.
Sarà un processo interessante per tutti e due. Intanto Cirinà, con tutti quei
morti sulle spalle, è stato inchiodato dal procuratore Bordonara.
Flurio omicidio, traffico di droga, associazione per delinquere.
Dobbiamo arrivare più in alto.
Cirinà, un manovale basta.
Sì, però... Lo so, lo so, Altero. Può essere il primo gradino per andare a
vedere chi c'è in cima alla scala.
Signor procuratore. Hanno ammazzato Cirinna durante l'ora d'aria. Nessuno ha
visto niente. Sicario forse un amico è infilato in carcere stamattina, non so.
Io l'avevo avvertito di spedire Cirinna. Sarebbe partito domani o dopodomani. Il
minimo per una pratica. E per un sicario? Bisognava immaginarlo,
sorvegliare tutti i movimenti dei sospetti fuori. I sospetti, uno per uno.
Ma si rende conto di quanti agenti possiamo disporre?
Dottore, allora che facciamo?
Vedi, Altere, noi continuiamo a comportarci come dei pupazzi.
Mentre il crimine si organizza, crea i suoi apparati, le proprie gerarchie.
Una forza diffusa, organizzata, mostruosa, fino a diventare un
'istituzione. Intanto noi continuiamo ad agitarci, a morire, perché la gente deve
credere che c'è la legge. Io non accetto questa conclusione. Lo so che è
difficile accettarla.
Io vado avanti.
Allora attento alle auto parcheggiate vicino alla sua, potrebbero essere
cariche di tritolo.
Faccio conto che qualche poliziotto mi darà una mano per impedire esplosioni
del genere. Allora si trova un poliziotto più bravo di me. Vediamo, lei
si crede uno sconfitto, ma si sbaglia, dottore.
Sì, d'accordo, non sarò uno sconfitto, però mi hanno passato per bene il
tritacarne. La capisco. Lei ha agito in stato di grave costrizione. C'è anche un
movimento pubblico di opinioni in sua difesa.
Ho qualche amico.
Molti, ecco i nomi.
Si ricordi, commissario, che noi contiamo ancora su di lei.
Mi dispiace molto per la sua bambina, signor commissario.
Grazie, Settimelli.
Ci rivedremo.
Tornerà con noi, signor commissario?
Certo, Settimelli.
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