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Original subtitles

In una città della Sicilia viene assassinato il capo della mobile,

Marineo. Lo stesso giorno si ha notizia di un altro fatto di sangue.

La marchesa Pecci-Scialoia si è tolta la vita.

Al posto del commissario assassinato viene nominato Corrado Cattani che si

trasferisce in Sicilia con la moglie Else e la figlia Paola.

Nel corso delle indagini Corrado conosce Titti Pecci-Scialoia.

la figlia tossicomane della marchesa suicida.

E a poco a poco se ne invaghisce.

Del resto il matrimonio con Elsa è in crisi da parecchio tempo.

Titti rivela a Corrado che un trafficante di eroina, Cirinna, ha

ucciso sotto i suoi occhi la madre e il commissario Marinevo.

Titti, soggiogata dal terrore che le incute Cirinna e dalla droga che le

fornisce, non aveva avuto il coraggio di denunciarlo.

Corrado non vuole usare la testimonianza della ragazza per non esporla a vendette

e decide di provocare Cirinà fino al punto che questi, esasperato, gli tende

un agguato.

Corrado se lo aspettava e Cirinà, ferito, finisce in prigione.

Else, la moglie di Corrado, confessa al marito di averlo tradito. I due decidono

di separarsi, ma la bambina vuole rimanere con il padre in Sicilia.

Titti, ora che Cirinna è in prigione, si sente al sicuro e sta tentando di

disintossicarsi.

Lei e Corrado sono ormai innamorati l'uno dell'altro.

Le indagini di Corrado sono intanto arrivate lontano.

fino ad avvicinarsi pericolosamente al cuore dell'organizzazione criminale.

Attraverso ispezioni bancarie, il commissario ha individuato infatti le

responsabilità di personaggi importanti della città, sia nel traffico della

droga che nei delitti.

Sembra che niente possa più fermarlo.

Finché è un brutto giorno, Paola, la sua adorata bambina, viene rapita.

Pronto? Ciao.

Ciao, sei tu?

Volevo sapere come sta Paola.

Volevo salutarla.

Pronto?

Corrado?

Paola, sta bene.

Sai, ha fatto delle amicizie con delle ragazze della sua età, di famiglia per

bene.

Mi hanno portato al mare per un po' di tempo.

Mi fa un caldo.

Ma cos'hai?

Sembri di malumore.

No, è... ho molto da fare. C'ho molto lavoro da fare.

La mia voce ti dà fastidio.

Senti, lasciami stare perché... Aspetta, ho un telefonato molto importante dall

'ufficio.

Bene, scusami. Ciao.

Ciao, scusami tu, eh. Ciao.

Anzi, volevo dirti che non c'è bisogno che vieni tutti i giorni.

Paolo è in vacanza a casa di amici.

Io vorrei fare un ufficio, davvero poco a casa.

Puoi scegliere un paio d'ore alla settimana.

E giovedì e sabato va bene?

Benissimo.

Pronto?

Allora, sbirro, che fai, obbedisci?

Cosa volete?

Prima una risposta, obbedisci?

Sì.

Bene, allora vestiti normale come se niente fosse.

Con un noto di marce e di figlie.

Vai in ufficio e comportati pure da faccia eterno. E dai ordine a quei

qualcuno qua che lavorano con te.

Ma ricordati che attorno in poi gli ordini, quelli che contano, li diamo

noi.

Mia figlia.

Papà! Paola!

Papà! Paola!

Paola!

Paola!

Abbiamo fatto amicizia.

Sta bene per ora.

Fatemi parlare.

Un istante solo.

Fatemi parlare per un istante solo, eh?

Che cosa vi costa un istante solo? Un istante solo, prego!

Ma il professor Laudet è partito all'estero.

Anzi, aspettava una sua risposta.

Non gli posso telefonare?

Io non lo so, lo conoscevo appena.

Perché? È successo qualche cosa?

Io non dirò nulla a nessuno, non parlerò con nessuno. Ma se lei ha qualcosa da

dirmi, me la dica.

Me la dica.

Me la dica.

La prego.

Guardi, davvero, io non so nemmeno di che cosa sta parlando.

Ma di chi stai parlando? Non ti capisco.

Di quel famoso personaggio che mi ha avvicinato. Quello che mi ha chiesto di

far parte della sua associazione. Ah, sì, quel tipo.

Hai avuto sue notizie? No, sono io che ho bisogno di incontrarlo.

di parlargli per certe indagini che sto facendo.

Forse lei mi può aiutare a rintracciarlo.

Si chiama Laudeo, non so se si ricorda.

Gli sto telefonando in continuazione, ma mi dicono sempre che non c'è.

Vuoi la mia opinione?

Quello vende aria fredda, o forse è mandato da qualcuno, e allora si rifarà

vivo lui prima o poi.

In caso richiamami, mi incuriosisce questa sua associazione.

Commissario. Buongiorno. Lei in tribunale, è la prima volta che la

vediamo qui. A cosa dobbiamo, onore?

Lei non è al corrente delle ultime novità?

Le inchieste, dice, quelle che ha messo in atto contro mezza città, lei ha

buttato la rete e pare che ci sono dentro anch'io.

Siccome non è una situazione piacevole, dovrò difendermelo.

L'unica cosa che mi dispiace è che dovrò pagarmi un avvocato.

Sì, ma lei troverà facilmente un difensore. Oh, anche una mezza toga,

tanto io sono innocente. Lei ha fatto buona pesca, commissario, ma attento.

Attento perché i pesci grossi possono capovolgere la barca, lo sa?

Io andrò fino in fondo.

Voglio vedere lei sul banco degli accusati.

Sfortunatamente per lei non sarò io a defenderla.

Aspetti, lei potrebbe, io credo... Ci vedremo in tribunale. Stia qui.

Forse c'è qualcosa che noi due... qualcosa che si può discutere anche

fuori dal tribunale.

Magari in un altro posto.

Un altro posto?

Non capisco.

Non vedo di che cosa potremmo discutere.

Parli più chiaro.

Oggi mi ha chiamato la maestra e non sapevo cosa dirgli.

Olga,

Olga!

Che fa?

Passeggia? Le devo parlare.

Sta male?

Lei è mia amica o mia nemica?

Beh, nemica mai.

Perché me lo chiede?

Lei sa cos'è successo?

Non capisco. Che cos'è successo?

Perché mi guarda così?

Niente.

Corrado, aspetti.

Venga qui.

E' tutto il giorno che la cerchiamo, pensavamo le fosse successo qualcosa.

Ho dovuto interrogare delle persone. Non ha bisogno di noi.

Li avrei chiamato se avesse avuto bisogno, potete andare.

Vai in giro senza macchina.

Ma non mi serve, potete andare.

A chi vi è saltato in mente di venirmi a cercare? Andate!

Vada!

Buonasera.

Desidera? Sono il commissario Cattani. Vorrei parlare con Don Manfredi. Prego,

se è comodi.

Solo in confessione.

Con il segreto della confessione posso parlarlo.

Io devo parlare con qualcuno perché mi sono successe delle cose molto... Ho

pensato a lei perché... Così.

Hanno vinto.

Hanno trovato il modo per spezzarmi, per... Dimmi.

Io devo decidere adesso se devo condannare a morte mia figlia.

E siccome io non la condannerò, io voglio che lei mi sia testimone

per tutte le colpe che potrò commettere.

Perché è chiaro che loro mi chiederanno di fare qualcosa di criminale.

Qualcuno deve poterla aiutare.

La polizia ha tanti mezzi. Ne parli con i suoi superiori? No, no.

Scatenerebbero solo una caccia generale.

E al primo segnale, mia figlia è perduta.

Dottore, guardi qua.

La Sicil Pharmacy.

È tutto da ridere, un film comico. Guardi, guardi queste bollette.

Ma che si pensano questi? Che noi siamo disposti a credere a questi quattro

pezzi di carta?

Ci credo io.

Ma dottore, ce ne sono decine di ditte farmaceutiche pronte a...

a timbrare i cutibili del ministero, a riempire bollette false per far andare a

venire la morfina come piace a loro.

Altero, ma che cosa pensa? Che io non me ne renda conto? Che io sia magari un

perfetto imbecille?

Con questa roba qui forse ci si mettono in trappola.

Hanno fatto il passo falso per troppa sicurezza.

Vittore, ma allora che dobbiamo fare?

Vi sequestriamo il peschereccio?

Certo, certo.

Ma il peschereccio non c'entra. Noi... Ecco, noi finalmente adesso abbiamo in

mano del materiale. sul quale indagare, su una grossa ditta. Noi magari fra due

o tre mesi arrestiamo tutto il consiglio di amministrazione della Sicilfarmaci.

Non è dubbio.

D'altra parte, finora lei ha sempre avuto ragione.

Mi scusi.

Pronto?

Come era appena saputo.

Sei stanco?

Al solito.

Senti, ho pensato tutta la giornata.

Non è che stai colando qualche rischio per il tuo lavoro, vero?

Sai, non è che i criminali mi amino.

Comunque niente di particolare.

Anche Paola dorme?

No, Paola è al mare, dai suoi amici.

Puoi darmi il numero di telefono?

Per se scusami, ma preferirei di no.

Cosa vuoi dire?

Non vuoi che le parli?

Senti, io vorrei che stesse tranquilla.

Paola ha capito benissimo quello che è successo fra di noi e ne soffre molto.

Io non voglio tirare la corda dalla parte mia, ma tu non la devi tirare

dalla parte tua.

Va bene?

Ma io voglio solo sentire la sua voce.

La lasciamo con lui in pace.

Eh? Puoi staccarmi da lei?

Io non te lo permetterò.

Senti, noi siamo due genitori sballati, ma per una volta cerchiamo di pensare a

lei, soltanto a lei.

Io non sono contro di te, davvero.

E anche tu non devi essere contro di me.

Cosa vuoi dire?

Voglio dire che il bene di nostra figlia forse ci aiuterà.

Noi due?

Non scherzare su queste cose, è pericoloso.

Dammi fiducia.

Io mi stavo rassegnando.

Non darmi tu false speranze.

Non sono false speranze, vero?

Senti, quando Paola si sarà rasserenata, le parleremo insieme,

lealmente tu ed io.

Con la fiducia in me?

Certamente.

Sicuro, Elsa.

Però ti prego, lasciami un po' di tempo.

Se mi parli così, io faccio tutto quello che vuoi.

D'altra parte hai ragione.

Baciala per me.

Mi richiami?

Sì. Sì, ti richiamo.

Presto. Presto.

Mariolina, posso presentare il nemico del crescente?

Non

avevi

tanta voglia di vederlo, vero?

Ma come mai questa idea?

Insicurezza, mia.

Come sta Paolo?

Perché?

Come perché?

Per saperlo, così, perché speravo che la portassi.

Comunque la chiamo domani, non c'è problema.

È al mare, a casa da una sua amica.

Adesso stanno studiando per preparare gli esami.

Eh, d'accordo, la chiamo con dottore.

Tu non vuoi che io diventi amica di Paolo, vero?

Pensi che sarebbe un'amicizia negativa.

Ma perché dici queste sciocchezze?

E che adesso ho delle cose in testa che non te le posso dire.

E non lo fai per paura di compromettermi.

Grazie.

Però io vorrei sempre essere in mezzo a tutti i tuoi pericoli.

E non restare mai da parte, capisci? Mai.

Dottore...

Dottore, la vogliono a telefono. Scusa.

Adesso cosa volete?

Si tratta di Cerenna. Quel ragazzo in carcere ci muore. Bisogna farlo uscire.

È impossibile.

Sentite, io... Mettetevi bene in testa una cosa. Io non posso fare tutto quello

che volete voi.

Paola, tesoro, come stai?

Quando mi viene a prendere papà?

Presto, presto, presto, senti, però tu non devi avere paura, hai capito?

Ti devi fare coraggio, perché finirà tutto tra poco.

Hai capito, piccolo?

Mi senti?

Rispondi? Mi senti? Allora, dottore...

Sei sicuro di voler lasciare tua moglie?

Ti porterà via Paola, forse?

È questo che ti preoccupa?

Certe volte è difficile trovare una via d'uscita.

Per che cosa in particolare? Per tutto.

Omissario.

Omissario. Professor Cristina.

Ho avuto un'ingiunzione dura, anonima, per telefono. E cosa volevano?

Eseguire una perizia per certificare che Cirenna soffre di cardiopatia acuta e ha

bisogno di essere ricoverato in una clinica urgentemente.

Ma lui sta benissimo.

Lei cosa ha risposto?

Le ho ascoltati. E che altro dovevo fare io?

Tutte le pratiche ormai sono state espletate.

E dovrei eseguire la perizia legale in questi giorni.

E allora?

Allora mi dica come dovrei comportarmi, dottore.

Dottore, io non ho nessuna intenzione di piegarmi agli ordini della mafia, se lo

vuole sapere.

Ho bisogno di un aiuto psicologico, morale.

Sapere che non sono solo e lei è l'unico in questa città che mi può aiutare.

Moralmente, moralmente io sono della sua parte.

Ma praticamente, se lei non obbedisce a quei criminali, posso solo assegnarle

una scorta fermata.

E non può fare altro.

Ma con chi me la prendo? Con la nebbia? Con il buio? Professor Cristina, lei mi

deve fare dei nomi, una denuncia ben precisa.

E allora io agirò subito.

Se lei invece mi chiede soltanto un consiglio d'amico, io non posso certo

spingerla al suicidio, no?

Lei.

Se lei fa tutto quello che le hanno detto, allora Cirina resta nelle nostre

mani e lei si evita un incrocio pericoloso.

Lei mi considera un amico e anch'io la considero un amico.

E agli amici si cerca sempre di evitare guai inutili. Per me è una questione di

principio. Qualche volta si può rischiare la vita per un principio.

Lei lo ha fatto.

Professore, vede, io e lei siamo persone che devono sopravvivere.

Per cercare di vincere.

Alla fine.

Comunque non si preoccupi. I miei uomini controlleranno Cirinna meglio in clinica

che in carcere.

Ma lei ha avuto... certi rapporti con loro.

E guadagni e debiti, prima o poi, bisogna pagarli.

Se si vuole salvare la pelle.

Dopo un accurato esame clinico eseguito dal primario professor Cristina, questa

mattina Sante Cirinna è stato trasferito sotto scorta dal carcere alla clinica

Villa Rosalia per altri accertamenti.

Sembra che il Cirinna soffra di gravi disturbi all'apparato

cardiocircolatorio.

E ora passiamo alle notizie dal testo.

Pentagono, il capitano dell'aeronautica americana, che era corrente di

informazioni top secret, è scomparso dopo aver compiuto una missione in onda.

Signora, la sua somma.

Calma, idiota.

Calma.

Uno, due...

Amici e parenti, faccio uscire.

Ma che vuole? Niente, lo aspetterò.

Niente, niente.

Ma che sta succedendo?

Ma niente, ma mozza, che bello. Ma che vuole questo?

Ma niente.

Sembra un posto più cristiano del vecchio carcere questa, come sei?

Conosco questa clinica.

Mia figlia si doveva operare di tonsilla.

Ah, sapevo che avessi una figlia.

C'ha 12 anni.

E la fece poi l'operazione.

La farà.

Appena sarà tornata a casa.

Ma perché?

È in viaggio, è in vacanza, eh?

Appunto.

Beh, allora auguri.

L'operazione retonsille non è una gran cosa, anche per una bambina.

Sono io con questo malte cuore e con tutti quei calcoli a giustizia.

Ma finiranno, ma ne sono sicuro, finiranno.

Io non farei molti progetti per il futuro, perché potrebbe rimetterci la

pelle molto prima e... dipende da come andranno le cose.

Io ho molta fiducia nella mia salute, commissario.

Quindi credo che la sua visita sia stata inutile.

Ma commissario, l'altro giorno stavo leggendo sul rotocalco a proposito del

figlio del petroliere.

Sì, quello che hanno sequestrato. L'hanno fatto a pezzi, mischino.

Non è vera vergogna.

Ah, e poi le volevo dire se posso usare liberamente il telefono.

Se lei non mi fa spiare, mi auguro...

Ah, è qui.

Ho visto la sua macchina giù.

Dottore, qua stiamo facendo la figura dei pupi.

Ieri all'autosalone di Cirina si festeggiava.

Alla clinica arrivavano fiori, champagne francese.

E noi qui, a rodarci il fegato.

Che cosa vuole che io ci faccia?

Perché non mette il professor Cristina alle strette a brutto muso?

Vedrà che confessa, non è mica un delinquente incallito.

Senta, i casi sono due.

O la perizia è feritiera, allora vuol dire che Cirina è malato di cuore, o è

falsa.

E allora vuol dire che il professor Cristina ha avuto paura la prima volta,

ma ne avrà ancora di più la seconda.

Chiediamo una controperizia.

E lei lo vede uno che viene da Bergamo o da Bologna a rischiare la pelle qui.

Perché cosa?

Ma chi glielo fa fare?

E poi la perizia va bene al tribunale.

Io vorrei sapere che tipo di ricatto hanno usato per trasformare...

Un uomo per bene in un delinquente.

Comunque, il recato non assolve nessuno.

Certo.

Lei resta qui.

Eh? Hai bisogno di qualcosa?

No, no.

Guarda.

È vero che lui è uscito, eh?

Sì, in una clinica, però è sorvegliato come in un carcere.

Guarda che è sorvegliato giorno e notte. Quando lui ha tentato di ucciderti,

perché non l'hai fatto tu? Perché non gli hai sparato, eh? Perché io sono un

poliziotto, non sono un killer, capisci? Sono un funzionario.

Chi è?

Mi riconosci?

Scusa se t'ho disturbato, eh.

Nell'ufficio.

Che cosa vuoi?

Tutto a posto, mi pare.

Tutto lì te ne esci quando vuoi.

Questa storia la possiamo chiudere?

O no? Ehi, che fretta, Sbirro!

Sì, sarò femminario come dici tu, ma non imbecille.

No, non si chiude niente, anzi, si riapre tutto.

Eh sì, perché qualche soddisfazione dovrò prendermela anch'io, no?

Qualcuna te la sei presa tu e qualcuna me la prendo io. Non sarebbe giusto, no?

Sei d'accordo? E perché facciamo due pesi e due misure?

Che hai per la testa?

Che vuoi ancora?

Ma che ti credi che tutto finiva così?

No, questo è solo l'inizio.

Adesso tutto deve ritornare come prima che arrivassi tu. Come se tu qui non ci

fossi mai venuto.

Come se tu non fossi mai esistito. Hai capito? Hai chiaro?

E adesso ascolta le mie istruzioni. Te ti rimani a casa sua col suo cameriere

rimbambito e tutto il resto. E tu adesso a lei ci dici addio. E per sempre.

Se no... Te la ricordi la storia del figlio del petroliere?

Quella che parlavano tutti i giornali.

Mi vuoi rispondere per cortesia?

Sì, sì, me la ricordo.

E allora fa quel che ti ho detto.

Corrate. Vieni a mangiare qualcosa?

Sì.

Me lo dai un po' di vino?

Sai, ho trovato la soluzione per noi due.

Anzi, per noi tre.

Io, te e Paola.

Ce ne andiamo via di sorpresa, senza che nessuno sappia dove.

Sai che non è possibile.

Cos'è, per i soldi? No, no.

Io ne ho tanti, non c'è problema.

No, non è per i soldi.

Ditti, io ho incominciato un lavoro qui.

E voglio portarlo a termine.

Ci sono delitti impuniti.

E una delle vittime è tua madre.

Capisci? Io non vivo se penso che una delle vittime potresti essere tu.

A me non succederà nulla, né a me né a te.

Ok?

Tu lo credi che io ce la farò ad uscirne?

Ne sono sicuro.

Però devi fare quello che ti dico io.

Al centro Don Manfredi, per esempio, c'è troppa gente che va e viene. Io sono più

tranquillo se tu te ne stai qui, rinchiusa.

Ti metterò due agenti giù al portone.

E se per caso lui ti telefonasse?

Potrebbe telefonarmi.

Ma hai detto che quella clinica è come il carcere, allora lo vedi invece, è già

quasi in libertà. Non dire sciocchezze. Ma lo sai benissimo anche tu che il

processo sarà una farsa, lo sai benissimo. Tranquilla.

Stai calmo.

Stai calmo ed ascoltami.

Titti, guarda.

Se per caso lui ti telefonasse e ti chiedesse di me, di te, di che cosa ci

siamo detti, tu non gli devi mai far capire che io so che lui è un assassino.

E che ha ucciso tua madre e Marineo.

Perché io non gli ho mai dato sospetto in questo senso.

Ricordati che questo è molto importante.

Ok? Se poi devi parlare di me gli dici tutto quello che ti pare. Che sono uno

sbirro, una carogna.

Tutto quello che ti pare.

Questa è una lotta al coltello.

E noi possiamo sopravvivere soltanto se siamo più furbi.

Se mi dici di buttarmi nel fuoco, io lo faccio.

Ma se lui mi manda la roba qui... Fai finta di ricominciare, che ci creda.

Poi invece la roba tu la mandi a Don Manfredi.

Capito? Chiami Don Manfredi e gliela dai a lui.

Titti, farai tutto questo?

Mi ami?

Certo che ti amo.

Allora per me sarà più facile.

Perciò oggi, seguendo una tradizione collaudata della nostra TV, abbiamo

cercato la voce degli inquisiti, di coloro sui quali la giustizia sta

indagando e che gentilmente e con spirito democratico hanno accettato di

sottoporsi alle nostre domande e di rispondere ad esse.

Avvocato Terrasini, lei come giudica l'azione del capo della squadra mobile?

Molto rumore per niente, un polverone.

Un polverone sollevato per quale motivo? Cui protest?

Il problema è sapere chi ne può approfittare. Io non vorrei neanche

pensare che questa sporca faccenda sia nata da un fatto personale.

Una domanda impertinente, avvocato Terracini. Secondo lei la mafia esiste o

è soltanto un modo di dire?

Esiste una commissione parlamentare antemafia, una legge antemafia.

Se vede che la mafia esiste effettivamente, sì.

E sulla droga, commendatore, che cosa ha da dirci?

Io sono conciario a tutte le gioche. Non le uso e non ne ho di bisogno, grazie a

Dio. Io sono sicuro che il signor commissario è molto più al corrente di

me, dei fatti della droga, ma temo che, vittima delle sue qualità umane,

e forse anche per aiutare qualcuno che si è perso in quell'ambiente,

si sia smarrito egli stesso in quell'universo.

Un universo dove né noi né la maggior parte dei cittadini di questo paese è

mai penetrato.

Non abbiamo mai imboccato le strade oscure dove lui non ha avuto paura

di andare.

Non sapremmo in nessun caso scendere così in basso.

Chiama lo scandalo per una passione maniaca.

può confondere la realtà e la fantasia.

Si possono avvelenare le folle sia con lo scandalo come con la

droga. Ma non si può scatenare impunemente l'odio.

Gli appelli al boicottaggio, come gli appelli al linciaggio, sono appelli al

crimine. E il crimine non è uno sport.

Una conclusione?

Io direi che il culto della verità è pericoloso e quando si è soli a

celebrarlo bisognerebbe imparare la prudenza.

Allegria, dottore, bella trasmissione, vero?

Adesso abbiamo qualcosa da chiederle, se non è un disturbo.

Se lei permette, dottore.

Abbiamo cominciato a sbagliare col peschereccio e abbiamo continuato a

sbagliare con Cirena e il suo mal di cuore.

E allora quelle due statue da cimitero di Natavanusa e Terrasini hanno subito

ripreso fiato.

Forse lei ha un piano suo in mente, io non lo conosco, non voglio nemmeno

saperlo. Ma se non ci muoviamo questi qua un giorno o l'altro occupano la

mobile, loro, e ci arrestano tutti quanti.

Altero, lei ha perfettamente ragione.

Ma vede, io avevo bisogno di capire, di trovare la soluzione.

E non creda che abbia vissuto tutto quello che è successo nella più completa

indifferenza.

Ma adesso si ricomincia da capo, amico mio.

Punto primo, intensifichi le indagini sull'assicio di farmaci. Punto secondo,

controlli o faccia controllare dalla finanza tutti i loro movimenti. Noi

dobbiamo sapere chi c'è dietro, chi sono gli amministratori palesi, quelli

occulti. Metta sotto torchio tutti gli eventuali prestanome e personaggi di

comodo. Questi sono i nuovi ordini?

Faccio presto. Sono ordini che ha dato già tempo fa.

Beh, certo. È da un pezzo che stiamo facendo presto. I risultati? E dove sono

i risultati? Noi adesso dobbiamo andare in fondo.

Io voglio cominciare a vedere dei veri risultati.

Un risultato sarebbe un paio di mandati di cattura. Se lei richiede al giudice

Portonaro a carico di Ravanuse Terrasini, non potrà negarlo. E allora

perché non gli richiede? Perché adesso non è il momento.

E quando può essere il momento migliore di questo?

Beh, questo è un utente che ero io. Eh?

Posso? Il mattinale, signor commissario.

Posso?

Sei un uomo?

Sì, siccome abbiamo chiesto rinforzi ci hanno mandato l'agente Settimelli.

Settimelli Leo, signor commissario.

Leo?

Avevo un amico con questo nome.

Sì, signor commissario. Il vice commissario De Maria Leo. C'è una targa

onoraria qui sotto il portone.

Morto nell'attempimento del proprio dovere.

Bravo, Settimelli.

Sì, signor giudice. D'accordo. Si, vengo subito alla procura.

Sono in procura.

Il fascicolo era lì, dal momento in cui l'hai vera consegnato.

Stamane vado per consultarlo ed è sparito.

Il fascicolo con gli estratti contro, le matrici e gli assegni circolari?

Sì, tutto quanto serviva come base per il procedimento giudiziario contro le

persone che lei sa.

È chiaro, devo sospettare di qualcuno del mio ufficio, ma senza alcuna idea,

nessuna prova.

Qui non c'è alcun segno di frazione.

Forse avevano un duplicato di richiamo.

Lei per caso ha fatto una fotocopia di un documento di prova?

È un fascicolo nel mio ufficio.

Andiamo, andiamo nel suo ufficio, mi deve consegnare il fascicolo, no?

In tribunale la fotocopia lo servono, vuoi vedere l'indirizzo?

Sono spariti.

Spariti? Ma com'è possibile? Li abbiamo esaminati ieri sera.

La serratura è intatta, ma i fascini sono spariti.

Martini!

Dica, dottore. Chi si ha da riguarda stavolta?

Settimene. E dov'è adesso?

Dorme in alloggio a scampo. Allora chiamale su.

Adesso mi spiego perché il banchiere Ravanuse e l'avvocato Terrasini erano

così su di giri l'altra sera in televisione.

Settimene è quello nuovo, quello piccolino.

Sì, quello che si chiama Leo.

Che cosa vuoi? Chi vuole parlare?

Comandi, signor commissario.

Stanotte sono sparite le documenti da questa armadio.

Stanotte, signor commissario?

Stanotte qualcuno è entrato qui dentro, ha aperto questo mobile e ha sottratto

dei documenti. E tu eri di guardia? Sì, signore, ero io di guardia. E non hai

visto nessuno?

Dormivi? Di guardia non dormo mai, signora, ma stanotte non ho visto

nessuno. Ma come sono spariti i documenti?

Non lo so.

Aspetti un po' presentemente.

Aiuto, signor commissario.

Tu stai con lui e poi esco io a parlare.

Sembra che abbiano fatto un'azione definitiva.

La faccio sputare io, la verità.

Non si volte, dottore, non si volte. Io preferirei l'incognito.

Lei è quello che mi parla dal telefono.

Ha riconosciuto la voce, bravo.

Come avete messo le mani sui fascicoli della procura?

Ma gliel'avevamo detto che avremmo messo le mani sul fascicolo della procura.

Avete qualcuno anche lì dentro?

Abbiamo amici anche in procura.

Magari il giudice Bordonaro?

No, non è il giudice Bordonaro, ma lei che gli interessa. Ha portato i suoi

duplicati? Certo.

Siamo sicuri che non c'è niente di simile in giro? Sa cosa succede se poi

si viene a sapere che lei ha fatto delle fotocopie di queste?

Senti, io sto ai patti, vorrei soltanto sapere quando rivedrò mia figlia e

quando finirà questa storia.

Lei rivedrà sua figlia per l'appunto quando questa storia sarà finita.

La saluto.

Il solito furto ad opera di ignoti di prove ignote costringerà il giudice

Bordonaro a ricominciare da capo tutte le indagini.

Di conclusioni dell'istruttoria quindi se ne parlerà chissà quando.

Noi dobbiamo ammettere con amarezza che le bolle di sapone divertono i bambini

che ci soffiano dentro, fanno allegria, fanno colore, ma alla fine scoppiano

senza rumore e senza lasciare segno.

Non ci dobbiamo arrendere, dottore.

Sono brutti infortuni, ma sono cose che capitano da queste parti.

Non è certo il nostro il primo fascicolo che scompare da un tribunale o dallo

schedario di una squadra mobile.

E non sarà neanche l'ultimo.

Ricominciamo da capo.

Ricominciamo come se fosse il primo giorno.

In fondo i due testimoni principali stanno già qui a disposizione. Lei e la

signorina Titti. E sono testimoni che non si possono comprare.

Contro di voi ci sbattono in muso tutti i pesci, piccoli e grossi. Non li

molliamo!

Non diamogli treva.

Li dobbiamo sbattere con la faccia del precesso.

Settimenni? È nel mio ufficio. Stanno ancora interrogando.

Nega, ma ha paura, finirà col cielo.

Allora, che succede?

Ma, stiamo andando avanti.

Signor Commissario, mi accusano di aver rubato quel fascicolo per ordine di

qualcuno. Settimelli, può essere stato solo tu. No, è certo, lo giuro.

Tu eri di guardia, solo tu puoi essere stato. No, lo giuro.

Un momento.

Potrebbe essere stato anche qualcun altro, no?

Qualcuno magari che è entrato lì dal terrazzino dell'ufficio.

Lei crede che sia possibile?

Perché no?

Non è la bocchia.

Prima di accusare bisogna accertarsi di tutto.

Il signor commissario sarà sospeso.

Andrò sotto inchiesta.

Che vergogna per la mia famiglia. Al paese ci conoscono tutti.

Siamo una famiglia, io lo giuro, signor commissario. Settimeli, stia calmo. Stia

calmo, eh? Cercheremo di sistemare tutto.

Grazie. Grazie.

Dottore, può venire lei stesso a vedere i segreti, ma da quella parte è

assolutamente impossibile passare.

Capisco che è spiacevole, ma Settimeli deve andare sotto inchiesta.

Tutto bene? Tutto bene.

Come va?

Perché me lo chiedi?

Perché voglio saperlo.

Se ti interessava potevi venire a constatarlo, non credi? Sì, lo so, ma

non ho potuto.

Ora senti, Cirinna mi telefona continuamente.

Lui è sicuro che io sono stata zitta e fedele.

E mi chiede sempre, mi ami, mi ami, e io sì, ti amo.

E poi ti ricordi? Ti ricordi? E io sì, mi ricordo, mi ricordo, ma io non ce la

faccio più a sentire quella voce, hai capito?

Perché mi hai fatto portare qui?

Perché ci vediamo di nascosto? Perché è giusto così per adesso.

Ma perché?

Perché... perché lo ritengo più opportuno, più... Che cosa mi nascosto?

Molte cose, senti, devi sapere che ho voluto incontrarti perché... Ricordati

che qualsiasi cosa succeda, ripeto, qualsiasi cosa succeda, io... Io ti

penso come prima.

Io ti amo, hai capito?

E devi avere molta fiducia. Senti, adesso vai con lui. Io fra qualche

giorno ti tolgo.

prendi un'altra birra?

ecco la sua birra

Signor Commissario, io ci devo parlare.

La mia larangiata.

Mi hanno mandato a parlare con lei.

Parliamo pure.

Se c'è attacco, io vi dice Commissario.

Altero. Ce l'ha detto lei?

E cercherà la procura i fascicoli che non facevano più?

Fa il suo lavoro, normale.

Ma faccio un po' bene il suo lavoro, ci dà fastidio, molto.

Allora sarebbe meglio, capisci?

Cioè?

Lo mandi a Palermo in macchina domani pomeriggio, poi ci pensiamo a noi altri.

Senti, questo no.

Il sangue no.

Hai capito?

Hai capito brutto stronzo? Il sangue no.

Guarda che io ti ammazzo.

Io ti ammazzo qui.

E poi mi ammazzo.

Qui davanti a tutti.

Hai capito?

Io mi ammazzo.

Mi tolgo di mezzo e così la facciamo finita. Io mi ammazzo.

A questo non ci avete pensato?

Beh allora faglielo dire!

Faglielo dire che io mi ammazzo!

Faglielo dire!

Nozzalara, noi siamo amici.

Ci scusi se siamo entrati così senza permesso.

Noi siamo venuti solamente per chiedervi qualche indumento della bambina.

Non so, qualche maglietta, qualche paio di mutandini, un abito.

Se lei ce lo volesse fornire.

Ma che fa, dottore?

Non rispondo.

La vedo con la mente in aria.

Noi siamo venuti soltanto per fargli un piacere.

E anche per comunicarle quello che sarebbe bene che lei facesse per noi.

Io non faccio più niente per voi.

Dottore, ma una stavolta.

Chi sono sti cecchicciacchi?

E la pose quella di volte.

Noi lo sentimmo che nell'aria c'era qualcosa di diverso. Mi chiamano fino a

sto punto.

Dottore, lei esagera.

Dottore, la vita è fatta da sola e dall'agria, la vita è vita.

La vedo un po' sconvolto. Facciamo una cosa, invece.

Dimentichiamo il fatto del vicecommissario.

E dimentichiamo pure che la signorina Titti Pecci, Scialoia, l'altra sera se n

'è andata con due uomini suoi.

E dove se n'è andata?

Forse se è incontrata con lei.

Dottore, noi cerchiamo di capire e perdonare.

Ma ai fatti...

I fatti, caro dottore, sono fatti.

Lei, quella signorina, non la deve più incontrare. Chiaro, no?

E parliamo ora di quella rivoltella.

Lei si ammazza e la bambina si salva.

Bravo!

Dottore, ma lei è proprio sicuro che salva la vita di sua figlia?

Io questo glielo dico prima che ci passi qualche minchiata per la testa.

Dottore, lei si crede sfortunato, ma noi le diciamo che è fortunato.

Perché questa sera siamo venuti a darle una bella notizia.

Perché non viene a vedere come sta la sua bambina?

Vado a prendermi, mi porti via?

Ti prego, portami via, voglio tornare con te.

Mi tengono chiusa.

Non so se è notto o giorno.

Mi fanno mai riuscire.

Non mi lasci con loro, vero?

Molti giorni.

Non molti, tesoro.

Ma tu adesso non devi piangere.

Non devi piangere, devi essere forte, forte. Devi pensare a me e alla mamma.

Ti prego, devi essere forte e non fare così.

Dottore, il tempo è finito.

Adesso parliamo con papà.

Papà! Papà!

Lasciatemi! Oh, dottore!

Eccoci qua, dottore. Non si volte, non si volte, sia gentile.

Dottore, pare che io sia uno specialista dei tracchigi della legge, dei pasticci.

E allora sono stato incaricato di trovare una soluzione per chiudere

questa faccenda in modo che sua figlia torna a casa.

E lei è contento, ha visto che alla bambina non ci hanno fatto neanche un

grafio, l'ha visto, no? Sì, l'ho visto, l'ho visto.

Ecco, allora la cosa è che noi dobbiamo trovare...

Deve essere assolutamente credibile, ci deve credere la gente, ci devono credere

i giornalisti e ci devono credere soprattutto i giudici.

Perché se non ci credono e pensano che lei è stato coscietto, noi abbiamo

sbagliato tutto.

E se abbiamo sbagliato tutto, finisce male.

Allora, per prima cosa bisogna distruggere tutto questo castello di

menzogne che è stato costruito intorno a Cerenna.

Le cose al momento della sparatoria non sono andate come ha detto lei. Lei ha

mentito, dottore, e deve essere smentito davanti a tutti.

Ma come si può fare?

Lei ha tanta fantasia, mi dia un'idea.

Ci vogliono due falsi testimoni.

Due falsi testimoni, bene, e poi?

Dottore, dottore, mi scusi.

Lei sta andando in televisione per un'intervista con Santa Maria, come dice

il giornale. Sì, ma allora?

Che cosa ci guadagni? Quel ciotolo disonesto ha sempre usato la sua TV

contro di lui.

Voglio dargli una lezione. L'unica lezione sarebbe ignorarla, non ci vada,

è uno sbaglio. Ti sbaglia lei?

No, mi scusi, mi scusi. Mantero, ma che cos'ha? No, no, no, c'è un'altra cosa

che bisogna che io le dica.

Ecco, si tratta di questo.

Mi hanno riferito?

Sì. Insomma, in giro qualcuno dice che l'altro giorno in un ristorante una

persona ha fatto una piazzata, insomma, un litigio.

E dicono che era lei.

Che ristorante? Il Caminetto.

Non lo conosco.

Mi scusi, avranno visto uno che le somiglia.

Commissario Cattani, lei deve ammettere che da quando è arrivato ha messo questa

città sotto sopra.

Ci si aspettava dei risvolti concreti, la gente pensava che la mattina avrebbe

aperto il giornale e ci avrebbe trovato scritto incriminato questo, arrestato

quest'altro e invece niente. Come lo spiega?

Tanto diciamo che ci sono state sottratte alcune prove, con il dolo.

E lei stessa ne ha parlato qui alla TV.

Sì, ma prove certe. Ma io direi prove, prove certissime.

Mi scusi, eh, se posso essere indiscreto. Lei come intende procedere

adesso? Ma noi andremo avanti con le indagini generali.

La magistratura poi passerà alla fase conclusiva, nei casi per i quali

naturalmente sussistono elementi di prova.

Sì, come il caso Sante Cirinna, per esempio.

Sì, ecco, per esempio.

Scusi, lei ci perdona se le diciamo che sul caso Cirinna abbiamo fatto qualche

indagine anche noi della TV.

Prego.

Potrebbe sostenere un contraddittorio.

Non capisco, scusi.

Beh, in ogni caso, di che cosa si tratta?

I signori Armando Bolla e Gaetano Mercenise, autotrasportatori,

hanno avuto un guasto meccanico la sera del 16 giugno, proprio in vista del

luogo dove avvenne la sparatoria tra il commissario Cattani, Sante Cirinna, e il

suo amico Emanuele De Fazio.

Voi che cosa avete visto?

E' così, io e il mio amico.

Vedemmo con chiarezza di occhi che il commissario più presente tirava fuori la

pistola e sparava per primo contro il signor Serenato e quel povero in

motocicletta. Dopo, da fare!

Uno lo fece secco e l'altro si sa come è andato a finire.

Lei si rende conto della gravità della sua affermazione?

Certo che ce ne rendiamo conto.

E sareste disposti a ripetere questa testimonianza davanti al tribunale,

davanti al giudice, sotto giuramento?

Lo abbiamo già fatto, un'ora fa, dinanzi al giudice, il signor...

Bordonaro. Il signor Bordonaro, mano sul Vangelo. Perché vi siete decisi a

parlare soltanto adesso?

Perché adesso si sono calmate le acque. E prima?

Avevamo paura.

Di chi?

Diciamo che avevamo paura e basta.

Voi avevate per caso paura di essere perseguitati? Altro che perseguitati. Il

testimone scompare come la nebbia quando non fa comodo. È già successo.

Resta sempre il problema della pistola di Cirinà, che è quella che ha ucciso il

vicecommissario Leo De Maria.

Secondo quello che vedemmo noi, il commissario tirarla via dalle mani...

Di Cirinna, mettendogliela vicino.

Scusi, ma secondo lei, perché Sante Cirinna non confidò a nessuno questo

particolare che pure ci sembra così importante?

Cirinna ha sempre detto che non fu lui a sparare per primo, ma che gli ha

creduto.

Dottore, dottor Catani, lei come giudica queste novità sensazionali?

Devo ammettere che la vostra televisione sa fare sensazioni.

Dottor Santamaria, si era parlato di mezz'ora.

E la mezz'ora è passata.

Arrivederci.

Io chiedo scusa ai telespettatori, non mi rimane che chiedere scusa per questa

interruzione.

Imprevista. Ma che cosa succede?

Aspetti, le devo parlare. Mi lasci stare, per Dio.

Quei testimoni, dove... Sono persone che si sono decise a parlare nell'interesse

della giustizia.

E tu tornatene a casa, che è meglio.

Non si scherza più.

Come saio, ma che cavolo succede? Matteo, mi lasci perdere, sei arrivato.

Ha telefonato il giudice Bordonaro, lo vuole vedere immediatamente.

Due testimoni incensurati mi hanno fornito tutti i dettagli.

Fatti che nessuno che non fosse stato presente poteva conoscere. Per esempio,

uno mi ha detto che subito dopo la sparatoria, sul cavalcavia, è passata un

'autobotte dell'Agip.

Cosa che abbiamo controllato e cosa che nemmeno Cirinada sotto potrebbe aver

visto.

Cominciamo da capo.

Lei ha sparato per primo?

Ho visto che infilavano la mano nel borsello e pensavo che cercassero una

pistola.

Ho pensato.

Questo è eccesso di legittima difesa.

Forse è peggio se si prova che loro hanno recito a lei per difendersi.

Diventa omicidio.

E la pistola scambiata?

È vero?

Era la pistola di un teppista morto.

E a lui non serviva più. Invece a me serviva per incastrare un teppista vivo.

E allora?

Ma non è ammissibile.

Che un rappresentante della legge possa agire così. Mi dispiace molto deluderla,

ma questo è il mondo in cui viviamo.

Qualcuno in città sostiene che lei ha dei problemi con sua moglie a causa dei

suoi rapporti con una giovane esponente della migliore società della nostra

insola.

Mi è da tempo che non vedo la persona a cui lei allude.

Qualcuno però dice che proprio questo fatto è alla base del suo scontro e del

suo rancore verso Santa Cirinna. Le ripeto che è tutta acqua passata, è

stato solo un momento.

Dunque lei ammette di aver avuto dei rapporti molto stretti con quella

persona? Sì, io lo ammetto.

E non ha altro da ammettere, oltre a questa sua relazione?

Ho l'impressione da qualche ora che lei abbia fatto carte false in diverse

occasioni.

Che risponde?

Da questo momento lei è in materia di indagine per la procura.

Mi dispiace.

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