All language subtitles for Il cacciatore 03E02 - Orgoglio

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American) Download
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Signore, liberami dalla paura, dell'ansia e la colpa di cui devo

affrontare le conseguenze.

Signore, liberami dalla paura, dell'ansia e la colpa di cui devo

affrontare le conseguenze.

Signore,

liberami

dalla paura, dell'ansia e la colpa di cui devo affrontare le conseguenze.

Signore Libere, mi dà la paura di venzi alla colpa di cui devo affrontare le

conseguenze. Signore Libere, mi dà la paura di venzi alla colpa di cui devo

affrontare le conseguenze.

La colazione ti ho fatto.

Se domani ti ordinassi di uccidere il mio peggior nemico, e quello tenesse in

braccio una bambina, tu che faresti?

Rispondi. Sì, a lui gli spara in fronte, a piccolina la prende al volo e la mette

in salvo, come in The Heart.

Il film, quello con Bruce Willis.

Vabbè, magari non proprio così, una via di mezzo. Tu vedi troppi film, Davide.

Ma sei preoccupato per qualcosa?

Lettura di un'espressione emotiva sul volto di qualcuno.

Capisci tutto quello che c'è scritto?

Tutto quello che c'è scritto è un parolone.

Forse è sta frase, capisco.

Tu sei preoccupato per qualcosa?

Sì

Un castello ai confini del mondo gestito dalla polizia d'estato per prefetti e

questori in pensione. Età media, 80 anni.

Sveglio alle 7, cena alle 18.

Lontano da Palermo, lontano dalle indagini. Anni luce da Bernardo

Provenzano, Pietro Aglieri e Vito Vitale. Per restare vivo ero finito in

un posto dove si aspettava soltanto la morte.

Un posto dove finalmente passare un po' di tempo con mia figlia.

Amore, polpettino.

Ciao, come stai? Non so.

Come lasciami? Perché?

Perché lasciami?

Va bene, va bene. Piano, papà, piano.

Ma perché fa così? È normale, sapete, vi vedete pochissimo.

Fai capricci, si deve solo abituare.

Sarà.

Come va?

Bene, bene, dai.

Arrivo. Tu come stai?

E come sto?

Qua è tutto fermo, lento.

Eh, però mi pare che si mangi bene, no? Non ti credo.

Scusa, eh.

Poi io sogno degnoso. Lo so.

Tesoro.

Sono io, sono papà.

Non sei contenta di rivedermi?

Non avere fretta.

Va bene, senti, vado a fare una telefonata.

Sto tornando.

Quindi con questa Ether le amanti di Vitale sono quattro in tutto.

Almeno secondo quello che dice Renda.

Sì, ma la ballerina è il punto. Se Vitale non la richiama non abbiamo in

mano niente.

Sì, pronto, Saverio?

Romano, passami Navarra.

Scusa, è per questo che mi ha lasciato sto telefono? Paola, Amonè.

Sì, eccomi.

Allora?

Allora, pessime notizie.

Perché le informazioni con cui Renda si era guadagnato la nostra protezione si

erano già sconfiate.

Ci aveva fatto trovare solo una piccola parte dell'arsenale di Vito.

E infatti lì dentro non c'era traccia dell'RPG con il quale voleva farmi

saltare.

Niente nemmeno da Giusy Vitale, che avevamo scoperto essere un vero e

proprio vice capomandamento, protetto da un complesso sistema di sentinelle.

Impossibile tenerla d'occhio passando inosservati nel cuore di Partenico.

Ci restava solo il numero del cellulare di Vito.

Che però era già andato.

Come previsto da Renda, dopo aver funzionato solo per 48 ore, agganciando

celle sempre diverse, aveva chiamato più volte soltanto un numero. E a quel

numero noi eravamo aggrappati.

Pronto?

Sì. È da re per te.

Sì? Ma com'è che non ci sei mai?

Senti, stai calmo. Non li decido io i turni.

Che vuoi?

Quando ci vediamo?

Oh, quando?

Non ci vediamo.

Ah, che dici? Ma sei forte.

Stasera. Preparati che stasera ti faccio una linea a prendere.

Ma dici vero?

Scompari per giorni e pensi che va tutto bene.

Forse va bene a quell'altra stronza.

Mi devi chiuderla qui. Certo che sono sparito. Sono stati giorni difficili.

Eter, non mi fai ingazzare pure tu.

Amore. E poi qua il capo dice che non è più tranquillo.

Senti a buttare gli sbirri.

Questi pezzi di merda.

Buono. Almeno ti tengono lontano da me.

Addio.

Che cazzo glielo dice a Barone?

No, ma questa fa la dura, ma non resiste.

Te lo dico io.

Tutto a posto?

Allora, dicevamo, per quelle armi c'è da fare.

Vattene al suo metello.

Lì c'è un magazzino, ma in corrente ne sapeva niente.

Ci trovi Bombe, Cicuaccio, Kalashnikov.

Tutto quello che vi serve, prendete.

Va bene.

Ma sono le piccole che io gestisco con chi?

Vito, se devo sistemare i tuoi affari, tu mi dici di chi mi posso fidare e di

chi no.

Io li chiamavo a tutti, ma non è che tutti hanno risposto.

E tu fai una cosa.

Fai un altro giro di telefonata.

Tutti quelli che vedi che non ci stanno, tu li ammazzi. Sì, va bene.

Ma tu lo sai perché tutti si ricordano di Giovanni Brusca?

Perchè è un pentito.

No.

Perchè dopo ammazzare un magistrato, fece saltare in dall'aria una minchia d

'autosciata.

Ma se io ne ammazzo uno dentro la procura, ancora meglio è un botto più

forte, capito?

Pericabbarone è scomparso da quando fece l'incidente.

Secondo me a due finocchi un violino già ci dorme pure.

E tu ci puoi già essere in procura.

Sì. con il lanciamissile su per spalle a domandare signora mi scusi sai dove c'è

il barone? ma finisci no no no con tuo cugino

eh tuo cugino cos'è che fa? un cancelliere mi pare no? anche lui sta

sempre in procura e tu sei incensurato chiedegli se ti fa fare un giro cosa tu

guardi vedi controlli pito ma sta schizzando?

Chi non conta niente è solo un assistente.

Galea, io scherzo solo quando non do ordini.

Parla con tuo cugino.

E te, chigliacchista, porta la sua da Fontana che voglio vedere risa.

O lo devo fare pure io questo?

Mi nuova.

Vola, vola, vola, vola. Dai, ma picchiamo mai. Ci ti ho fatto fare il

pollo con le patate, il tuo preferito.

Eh, ma questa signorina ormai cambia gusti molto spesso.

Vero?

Dai, ci provo io.

Mangia da sola, su.

Come ti ho insegnato io.

Vado a fare una telefonata.

Romano, sono ore che chiamo Francesca. Dov'è finita? Veramente non saprei, oggi

non ci sono stata proprio in procura.

Però stiamo a sentire un momento, perché purtroppo un aggiornamento c'è.

Il night è bruciato, Saverio.

Vitale ha chiamato e la ballerina gli ha detto che ci sta a puzzare i sbirri.

Quindi siamo di nuovo a zero. No, no, ma secondo me non è una tragedia. Io mi

sento che questa, la ballerina, non resiste.

Abbiamo l'intuito femminile, ma nella voce ci sta qualcosa.

Qualcosa che tremula.

Marone, ci sei?

Marone? Sì?

Fammi chiamare da Francesca quando la vedi.

A me.

Ciao.

Persino quella che sta più simpatico di me.

Ma come ti viene in testa di portarmi una puttana?

È sicura e fidata.

E da muta sa.

Ma se proprio devi fottere per chi ci ha bisogno... Io fotto con cui rigo io e

qua non rigo io.

Non c'ho bisogno di inflarlo da ogni buco. Voglio solo evitare che ti muovi

di qua e fai saltare tutto per queste sciunze.

Ma guarda che qua stai già saltando tutto.

È proprio ora che è il turno mio.

E intanto io da carenza mi sbatto.

Penso all'affare, penso ai pizzoli, penso al lucurnuti magistrato.

E se per stare meglio io devo vedere le mie femmine, io lo faccio. Lo capiste?

Io non ho bisogno.

Ma perché sono loro che hanno bisogno di me?

Ma tu che ne sai di femmine?

Che mi ha ammazzato sempre all'ignate?

Tutte le volte che sparavo male, vedi tu?

Che guardavo un picciotto, che mi giocavo gli occhi.

Mi hai cresciuto come un mascolo per guardarti le spalle. Io ti crescivo per

comandare. No.

Sei tu che vuoi comandare, non io.

Sei tu che ci scassi la minchia a tutti da quando hai 15 anni per essere tuo

capo. Lo vuoi il potere?

E avanti, pigliatelo.

Guarda che io non me lo piglio il tuo posto se finisci in carcere.

Oggi rinuncio ai miei figli, a mio marito, a quel poco che mi resta dopo

che ti ho fatto la schiava per tutta la vita.

E tira fuori i coglioni. Ma che minchia fai?

Dimostra che ci puoi resistere qua dentro.

E che non hai bisogno di scoparti qualsiasi sciunza che poi magari domani

ti vende gli sbirri.

Renuncia a tutto.

Come hanno fatto quelli prima di te.

Portatevi a Giabuttana, va?

che vinci!

Davide!

Vieni ora, ora ti incazzo tua figlia! Che devo fare?

Me lo dici tu che devo fare per parlare con lei? Vento mio, dove eri finito?

No, scusa, aspetta, vabbè, ciao, Lina, aspetta, due parole, me le fai dire due

parole? Manco una, ne esce una.

Che è?

Pietraglieri si chiama. Un menteriasso.

No, è diverso, perché non spara, solo non c'è, non spara.

Mi ha detto che era una minchiata portarmela per solo. E mi hai detto tu,

per questo mi fai studiare.

Lo sai come lo chiamavo?

Un signorino.

Perché una volta si è rifiutato di ammazzare uno.

Ora è davvero potente.

Ha vinto.

Anch'io posso vincere un giorno.

Ma da quando, Davide?

Da quando è che esistono queste favole?

Ti ricido, queste minchiate tu ci credi perché bisogna credere a tutto.

Io qua sto nella merda.

Lo so.

Eh, lo sai, lo vedi.

Lo sai da una vita.

Qua se non c'è faglio io non campo. E se non campo io mi mangio e muore.

No, io ho bisogno di uno che abbiamo poi finisce in carcere. Ti saluto.

Aspetta, non te.

Sonnuccia.

Sonnuccia.

Venite, venite.

Apri. Vuoi qualche cosa?

No, grazie.

Apri la porta.

Venite in carcere, sonnuccia.

Dimmi, fratello, in cosa hai peccato? Io non ho peccato.

E Dio è sopra ogni cosa.

Pietro, che fai qui?

Sarei venuto io.

Ascoltami, padre.

Mi è stato ordinato di trovare Vito Vitale e di ucciderlo.

Io non posso ascoltare queste cose.

Era nei patti, nessun omicidio. Io non ho niente da nascondere a Dio.

Ma ho bisogno di capire.

E allora se tu sei un suo intermediario, tu mi devi aiutare.

Perché?

Perché mi è stato richiesto di infrangere un giuramento che gli ho

fatto.

Non lo so, Piero.

No, tu mi devi rispondere.

Forse Abramo, Abramo, si fece la stessa domanda quando Dio gli chiese in

sacrificio suo figlio Isacco.

Io non ho figli da sacrificare, padre.

Ah, ma sei Abramo, per fede.

Dio fermò la mano di Abramo perché aveva avuto fede. Paolo Apostolo lo smetizza e

dice che Abramo impugnò il coltello solo perché era convinto che Dio avrebbe

resuscitato suo figlio dal mondo dei morti.

E io dubito che farà lo stesso con Vitale.

Polpettina, guarda che ho qui.

Un bel lupetto, un bel lupino.

Eh?

Ok, va bene.

Ciao, ciao, ciao.

Hai qualcuno,

vero?

Dai, sorridi.

Dimmelo.

Noi stavamo a fare lo sbirro con me, eh?

Però sono io bravo a fare lo sberro.

E quel braccialetto te l'ha regalato qualcuno.

Ok.

Sì, mi vedo con una persona.

Non so ancora se diventerà quel qualcuno come dici tu.

Però, vabbè, dopo un anno può succedere, no?

Certo, scherzi. E come si chiama? Che fa?

Per il momento, su, dai. Come si chiama? Cosa fa? Almeno questo puoi dirmelo, no?

Per questo dicevo.

Allora, patatina, che stai facendo qua?

Sdraiati. Sdraiati? Come va bene questo bimbo sdraiato? Scusami, facciamolo

sedere, su, così.

A lui?

E allora dobbiamo togliere il ciuccetto.

Allora mi riconosci.

Io sono quello che ti faceva addormentare mentre nessuno ci riusciva.

E ti ho anche fatto camminare, sai?

Uno, due.

Uno, due.

Ti ricordi?

È che io adesso... In questo periodo io...

Io non sono.

Io non posso.

Andiamo, andiamo a cena?

Sì, certo.

Vai, vai da mamma, vai da mamma.

Papà, questa è casa nostra?

No, amore, noi ce ne dobbiamo andare.

Continuo a mangiare che torno.

Mario?

Sì? È tutto ok?

Oh! Sì?

Apri!

Dammi un attimo, eh!

Dammi un attimo solo!

Pronto? Andrea, chiama il ministro dell'interno, convincilo, inventa di una

minchia da quello che ti pare, ma io devo tornare ora.

Avevamo detto di aver pazienza, che la cosa più giusta è la fare.

Stare qui mi fa peggio, va bene?

Le cose non si muovono a Palermo senza di me, e questo lo sai pure tu.

Senti, non funziona. Ho preso anche quelle pillole di merda. Io vado fuori

di testa, ho capito?

Calmati. Pensa a tua famiglia. Quale famiglia? La famiglia.

Giada, c'è un altro. Lo sai?

È Carlotta.

Io con Carlotta non so nemmeno da che parte cominciare.

Ci ho provato, te lo giuro, ma non ci riesco.

Continuo a pensare che l'unica cosa che so fare io è lavorare. Quindi ti prego,

fammi tornare e ti impacchetto a Vitale in una settimana.

Te lo prometto.

Ascoltami.

Prova a convincere il nostro ministro. Gli dirò che siamo vicini all'arresto e

che la tua presenza qui è necessaria.

Saverio, mi raccomando, rischiamo tutti molto grosso, quindi spero che tu abbia

un piano preciso.

Tiriamo un'altra lega su quell'agenda, te lo prometto. Ma tu tirami fuori di

qui!

No, non è solo lavoro, ti conosco.

Ora che a me puoi dirlo, cos'è successo?

Devo liberarmi di lui e di questa minaccia.

Altrimenti non riesco a occuparmi di voi.

Sì, di lei.

Mi capisci, vero?

Anche Carlotta lo capisce.

Ho visto com'è diventata, ormai ragiona da sola.

Capta tutto.

Sta dormendo?

Sì, però dovresti andarla a salutare.

Certo, lo so, lo so.

Tesoro.

Ciao.

Papà deve andare via.

Subito? Sì.

Perché devo sgridare uno cattivo, cattivo, cattivo, cattivo. E appena ci

riesce... Torna.

Sì.

Torna con un topino.

E perché vuoi un topino?

Perché fa paura.

Salve ragazzi.

Grazie mille.

Che significa sta cosa?

Oggi è così, dottore.

Leonardo.

Per chi sei vestito così?

Indossi questo.

Anche se lo so che non è nel suo stile.

Non esiste.

Scordatelo. E tu ti cambi. Non torni a Palermo vestito come a mia. Non renda

tutto più difficile, dottore. Come responsabile della sua sicurezza ho

deciso questa procedura.

Io al suo posto nella blindata...

E lei qui dentro.

Ma sta menchia qui dentro!

No, senti, trovo un'altra soluzione perché chissà non la supporto.

Poi, Leonardo, tu stai per sposarti, Cristo Santo.

Saverio, a volte tu mi dici che non c'è un altro modo di fare quello che

dobbiamo fare.

Sì.

E io l'accetto.

Perché ti credo.

Però adesso lo devi fare tu.

Mi devi credere.

Per favore.

Va bene, accetto.

Accetto.

Però domani a Palermo non puoi farmi scendere da un furgone della lavanderia.

Ma no? No. Perché che dobbiamo fare?

Andiamo a divertirci un po'. Let's go!

Levo di ramecchie.

Avanti, con te.

Cosa cosa rende tutto più complicato?

Che il tuo fidanzato sta cercando di uccidermi.

Quindi io non me ne andrò dopo averti fatto qualche domanda.

Io non me ne vado finché tu non mi hai dato qualche cosa. Tu capesti?

Non è il mio fidanzato.

Un saccio dov'è, non so il suo numero e manco mi interessa.

Ascoltami bene, ragazzina.

Non ti interessa andartene via per sempre da questo posto di merda?

Oppure preferisci essere accusata e andare a processo per un mafioso che ha

una speranza?

E tu così tratti le ragazze?

Pensi che mi fa paura perché fai quello duro?

Tutti stessi siete.

E non ti dico niente perché non so niente. E soprattutto perché non me ne

fotte niente. Né di voi.

Né di lui.

Vito.

Vaffanculo.

Vito, calmati. Vaffanculo.

C'ho detto, eh?

Allora, al paradiso è da giorni che ci tengo due picciotti.

Dici che il barone è arrivato lì a ascoltare i mati e chi blindate.

Quello entra a casa mia, da lei.

Vado a casa sua.

Ci hai parlato con tuo cugino?

Ho provato a chiederglielo, ma... Ma che minchia sei timido.

Amoni, ti aiuto io a chiederglielo.

Portami un bicchiere.

Come fanno l'assassino nei film?

Tic, tac.

Tic, tac.

Cangelli, che cosa facciamo?

Ti fai un aperitivo cucchiste?

Oppure mi fai entrare a tuo cugino nel palazzo dei cornuti?

Guarda che appena hai finito di mangiare tu, cominciano a mangiare tua mogliere e

tua figlia.

Che dici?

Le andiamo a svegliare?

Cancellier! Va bene, va bene.

Va bene.

Va bene.

Tac.

E allora, come ti trovi rispetto a Napoli? Certo.

Visto con chi sei capitata, diciamo che non è stato un inizio proprio fortunato.

Barone è uno che tira dritto, però adesso sto lavorando anche su Vitale e

con lui lontano un po' più di libertà e di movimento.

Sto cominciando a farmi le mie idee sull'indagine.

Ma quando è tornato? Oh, Saverio!

Che succede? Tutto bene?

Tutto bene.

E poi?

Senti, visto che sei tornato, hai novità?

No. E allora ascoltala un po' di più, la Romano.

Che magari le sue idee su Vitale ti potrebbero servire.

Stavamo giusto per aggiornarci.

È vero, Paola?

Guarda che non sei costretta a stare con lui.

Se vuoi passare con noi, ne andiamo a parlare con Elia.

Non penso ci siano problemi.

Saveri, ma quando sei tornato non sapevo niente. E parli con i miei colleghi

delle mie intaggini. Io?

No. Allora, forza, sentiamo. Quali dei straordinari dovrei sentire su Vitale?

Le stesse che condividi con Russo e Minnella? Con Minnella, porca p***a!

Guarda che c'è stato un fraintendimento, non ci sta nessuna idea. Cioè, io ho

delle idee, ma non ne ho certo parlato con loro.

Tu non devi parlare delle mie indagini, non ti devi interessare alle mie

indagini e soprattutto non devi fare indagini sulle mie indagini. Ma perché?

Tu hai bisogno di aiuto e io ho bisogno di avere il mio spazio.

Ma tu non hai capito che non c'è nessuno spazio per te qua dentro?

Non l'hai capito?

Qua se dici la parola sbagliata alla persona sbagliata, la gente muore.

E non c'è paparino a pararti il culo, signore Ima.

Che c'è a secca mio padre Mo?

Eh?

Avete tutti quanti voglia di parlare qua dell'unica persona che ha fatto

qualsiasi cosa pur di non farmi arrivare qui.

Ma che ne è? Non è che ha fatto il culo pure a te a qualche udienza?

Ma guarda, mai ha avuto il piacere di testare le sue tecniche preistoriche, i

suoi metodi da parassita. Del romano me ne basta una, fida te.

Scusami.

Lascia stare.

Ti ho detto di lasciare sta... Lascia stare.

Forza.

Saverio... Ascoltami su, Eter.

Per favore. Dai, forza, basta, fattene.

Per favore.

Andiamo? Dai.

Ho delle idee su come farla crollare. Per cortesia. Ma perché? Niesci!

Perché è già crollata.

Elisa Barazza.

Ella è la preferita di Vito. La pasticcera è grassa e stronza.

Bravo. E dov'è che lavora?

Elisa Barazza. 45 anni.

Dolce. Materna. Un sorriso solare e un lavoro da pasticcera che la fa sentire

libera.

Libera di godersi i suoi appuntamenti con l'amore.

È un marito in carcere che la fa sentire troppo sola.

Dipendente dall'umore degli astri e dai consigli a pagamento di convincenti

cartomanti.

Sicura sei?

Perché tu mi scrivi e mi cerchi? Mi vuole vedere.

Ma che devo fare?

Amica mia, le carte parlano chiaro.

Mi è uscita l'amante e la signora bionda rovesciata.

Vero. E che significa?

Che significa che vede altre donne.

Che te ne fai una così?

No, no, no.

Meglio perdere che trovarlo.

Però Hiddu mi ama.

Scrive cose troppo belle.

Guarda che la signora bionda rovesciata parla chiaro. No, no, no. È sincero, me

lo sento troppo. E allora tu farlo stare sui carponi ardenti. Aspetta qualche

giorno che le stelle dicono che non è il periodo. Così si abbrustolisce un po' di

più. Va bene.

Hai spiato.

Brava.

Aspettiamo.

Te pari, Mattia.

Saverio, stai tranquillo. Prima o poi ci va.

Prima o poi, Fra? Questo è il problema.

Prima o poi.

Mi sono giocato il jolly con Elia. E pure lui.

Comunque, abbiamo cimici ambientali, telefoni sotto controllo e una squadra

fissa su di lei.

Non disperiamo.

Il GPS sull'auto?

Purtroppo su quell'auto posso montare solo un H21 che dopo sette ore si

scarica e va sostituito.

Dovrei portarmela in officina per fare qualcosa di meglio.

Fa' in culo.

Fa' in culo la signora bionda arrovesciata.

Beh, non sarò bionda, però ho una notizia che credo ti tirerà su.

Scusa, che fai? Te ne vai?

Sì, io le novità di Francesca già le conosco, invece mia moglie è bionda e

magari ha già cambiato le chiavi di casa.

Tranquillo, se succede ti ospito io qui, sul divano.

Vabbè, allora c'è da sperarlo.

Vi prego, ditemi che è qualcosa che mi leva di cucchione a sto vitale.

No, perché quello per me rappresenta il passato.

Mentre la cosa che devo farti vedere riguarda il futuro.

È un mese che vado al processo dell'assassino di Iacono.

Ramone, perdi tempo.

Ma dranga, si è accollato la colpa con la scusa che Iacono aveva una relazione

con sua sorella. Non parlerà mai di... Di Aglieri e di Provenzano?

Eh. Ne parla invece.

E come?

Non in aula.

Ne parla in carcere.

A modo suo.

Lo stronzo si vanta con gli altri detenuti di avere un contatto diretto

con Aglieri e Provenzano.

A volte lo chiama il biondo, a volte il cinque.

Dice che parlare con lui dalla galera non è un problema.

Il Cinque.

Minchia, avevamo il soprannome.

Il Cinque è il biondo.

Ma come fa?

Come riesce a parlare con questi qua? Questo ancora non lo sappiamo.

Però sembra proprio che i detenuti lo usino come centralina di informazioni.

E tu gli hai messo le cimeci? Anche nel buco da culo?

Niente di illegale. Ho qualche amico in carcere.

E la penitenziaria parla solo con noi. Quindi possiamo osservare, ascoltare.

E prima o poi la buona notizia arriva.

Chissà una grande cosa, Fra. Una grande cosa.

Una bella pista che ne unisce due.

Giustizia e vendetta.

E allora, vatti il 5.

Bene, signori, se dovevo reggere il moccolo, allora era meglio mia moglie,

eh?

Buon proseguimento.

Era il sogno di Iacono, portarci da Aglieri e Provenzano.

In qualche modo ce l'ha fatta.

Il biondo.

Che fai, che fai?

Ho chiamato la ruspa per domattina, così ti fai male? Mi sto sfogando.

Stai sfogando? Sì. Ah.

E funziona?

Può provare.

Vai a sagrare.

Però se tu mi dici di leggere, Davidino si mette a leggere.

E mi dice di pregare, io prego.

Per una volta fai una cosa che ti dico io.

Fidati.

È liberatorio.

Vai, Pietro, vai!

Sfaccalo!

Vai!

Non è l'imperatore, Pietro!

Vai, Pietro, vai!

Però non è che così abbiamo risolto i nostri problemi.

Lo so.

Però una cosa la voglio sistemare.

Questa ragazza che ti piace tanto, questa Sonia Marino.

Ma secondo me è inutile che continui a presentarti tutte le mattine in via del

Sacro Cuore. Ma già pure la via sappiamo.

Secondo me dovresti tornarci soltanto quando potrai fare qualcosa di veramente

importante.

E no per continuare a chiederle di uscire assieme.

Capisci che intendo?

Così così?

Questa ragazza sono anni che fa richiesta di invalidità per la mamma, ma

non l'ha mai ottenuta.

Tu fai una cosa.

Adesso ti fai una bella doccia e vai a parlare a nome mio a una persona che ti

indico io.

E magari fra qualche mese potrai consegnare tu stesso quel pezzo di carta

in mano.

Che dici?

Ciao, grazie.

Grazie. Non è niente.

Ma per me nessuno ha fatto questo.

Neppure mio papà.

Eh, i genitori non si scelgono.

Io però se me lo potevo scegliere, un papà come a te volevo.

È grande quello che fai per me, veramente.

Com'è che ti ripago io?

L'hai appena fatto.

Allora, ascoltami bene.

Ora ti cambi.

Ti metti presentabile e vai a Palermo.

Devi andare all'ospedale, quello grande che sta poco fuori dal centro, il San

Giovanni.

Sali tranquillo fino al terzo piano e vai al reparto di chirurgia.

Quando sei lì devi cercare un medico, il primario.

Aspetta Pietro, ma io come faccio a capire che è? Che se sbaglio?

Non ti preoccupare che tu lo conosci bene.

Avanti. È il tuo motociclista preferito. Mi chiama chi? Il biondo?

Sì, proprio lui.

Sono entrata nell'ufficio di Barone e ho fatto delle fotocopie.

Ho le prove che sta lavorando un'indagine segreta sui durati tanti più

ricercati d'Italia.

Indagine che vorrebbe fregare i colleghi.

Cioè, hai rubato nel suo ufficio?

Sei pazza?

Isa, non hai capito?

Cioè, qua ci sta di tutto.

Batti, ricatti.

Scazzi tra rosso e pulizia, la politica, i servizi segreti.

Se queste carte uscissero fuori, Baroni finirebbe nella merda vera.

Oh, ma che stai dicendo?

Paola, è pericoloso. Ma tu sei sicura che non ti abbia visto nessuno?

Vedi che devi buttare via tutto, eh? Roba da sputtanarlo a vita.

Così lui impara un poco di rispetto e io mi prendo il mio spazio. Sì, oppure ti

fai ammazzare.

Paola, tu non hai bisogno di queste cose per farti strada.

Ti prego.

Non ti mettere nei guai, ce la puoi fare con le tue forze. Tu continua con le tue

indagini, come hai sempre fatto.

Io le indagini le ho sempre chiuse grazie a papà.

Ora voglio farcela da sola.

Aspetta, Petro, ma io perché mi devo cambiare di stanza?

Consideralo come un regalo.

Ma non lo sapevo che quasi ci poteva dormire.

Tu gliel'hai messo in materasso?

Ti piace?

Restarei qui per un po'. Mi raccomando, leggi la Bibbia e non smettere mai di

pregare.

Vito! Cosa c'è?

Allesta te.

Lo so, lo so che non sei contento di vedermi.

Ma ti faccio cacciare l'idea subito, scummiate.

Vieni qua.

È tutto a posto, Vito.

Lunedì, mio cugino mi fa fare la visita guidata al mio palazzo di giustizia.

Mi sento sano.

E tu sai pure perché.

Con la scusa mi vado a ritirare i documenti del divorzio.

Mia moglie mi ha ringraziato. Tu immagini? È sana questa cosa.

No, finalmente avrà gli alimenti. No, no, no, no. È che una cosa tipo... Fai

bene. Che ti puoi fare bene.

Ma che minchia dici? A me il bene lì se lo fa.

Ehi, stasera è l'appuntamento.

Vito.

Senti.

Ti sfogassi con me sulla tua sorella che ci scassa la minchia.

E io non sono un orrenda.

E se ti devo dire una cosa, te la dico a te.

Fai bene.

Che ti puoi fare bene.

Ora ci sta cagando la minchia però. Vito, ci siamo quasi.

Ci manca tanto così.

Magari vedi a quella e ti porta sfiga.

Poi se hai ragione Giuse, bisogna fare sacrifici. Ma da quando è che la figa

porta sfiga? Ma Fatin, vai, esaltato!

Anzi no, fa una cosa.

Da domani, oltre che di barone, occupate pure di quella sua collega.

Chi dà senza scorta è...

Dotti aperti, è facile.

Sta finendo la doccia.

E canta stonata da tre ore.

Però non è che si sta preparando? No, se la fa sempre a quest'ora poi va a

dormire. Oggi nemmeno ha chiamato la madre.

Però di solito non canta.

Che cosa mi metto?

Cosa?

Che cosa mi metto? L'ha detto due volte, si sta preparando. Lo sapevo, lo sapevo.

Avviso la squadra e li ragiono.

Vengo con te. No, già io sono dietro.

Ci coordiniamo da qui.

Vi avviso io appena... appena lo prendo.

Amore mio come disegni male.

Pronto?

Non venire.

Vuoi capire?

Vuoi capire?

C'è qualche cosa che non va?

No, no, no.

Tutto a posto. Solo che... Solo che stasera no.

Però presto diventa sì.

Però fino a quel momento non devo muovere. Non fare niente.

Va bene.

Mi devo soltanto liberare di una mosca inutile.

Sì, grazie.

Niente. Nella centrale dicono che non è possibile rintracciare la chiamata.

Appena hanno messo giù il numero è diventato inattivo. Era intestato a un

certo Ndiaye Mamadou.

Ndiaye Mamadou.

Ndiaye Mamadou.

Un nome inventato. Avevi dubbi?

Vabbè, era un tentativo, Saverio, per fare qualcosa.

Qualcosa che non va, Fra. Qualcosa che non va mai. Mai.

Ma dico, ma è ridulato Dante.

È lui o no, Cristo?

È lui o no?

Eppure va in giro, ammazza la gente, consegna lettere d'amore.

Saverio. Saverio, sta minchia, Saverio, va bene? Sta minchia!

Io invece sto chiuso qui dentro a mangiare scarti di mozzarella attaccata

al cartone, con Zanza sempre appiccicato al culo e quella raccomandata della

Romano come assistente. Il consetto qui dentro è che ho paura a salire in ta

macchina.

E sono ancora a zero, sono a zero!

Perché? Perché lui all'improvviso decide di non scopare. E noi qui a sentire

quella che canta da tre ore, pure stonata.

Scopiamo noi, allora.

Hai detto quando vuoi.

E tu vuoi adesso.

Cosa non c'è?

Cosa non c'è?

Vabbè, dai.

Non fa niente.

È normale.

No, non è normale.

Non è normale niente.

Sì che è normale.

La cattura appena sfumata.

Qui dentro, dove ci dormi, ci mangiamo, ci lavoriamo.

Ci lavoriamo.

Lavoriamo. Lavoriamo e basta, Saverio.

Pensi che sono rilassata?

Che la mia vita è meglio con un figlio che mi fa da padre? Con le immagini di

Iacono ammazzato nel fosso? Io me lo sogno la notte che tenta di parlarmi

senza la lingua.

Ma che succede?

Cos'è che non va?

Che non va mai?

Questo qualcosa che manca?

Che manca sempre.

Dov'è che sto sbagliando, Francesca?

Dove?

Dottore, ecco tutti i documenti fotocopiati alla molla.

Grazie mille. Ha bisogno d'altro?

Sì, un caffè, dal bar.

Vabbè, me lo porto in ufficio. No, no, sotto.

Mi scusi, dottore, ma non è meglio in ufficio?

È un po' d'aria, un po' di luce. C'è meno concentrazione.

Ho scoperto cosa non funziona.

La concentrazione, Leonardo, deve essere totale.

Sta salendo?

No, scendo.

Va bene, allora aspettiamo.

Ciao!

Grazie.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.