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Original subtitles

[brusio indistinto]

[brusio indistinto]

[segnale acustico]

[voce registrata, in inglese] Attenzione ai bagagli. Tenetevi al corrimano,

[voce registrata, in inglese] Fate attenzione ai gradini,

[segnale acustico]

[voce registrata, in inglese] Attenzione: è vietato fumare all'interno del terminal.

[voce registrata, in inglese] È consentito fumare solo nelle aree autorizzate.

[Nico, sottovoce] Violetta...

[Nico, sottovoce] Violetta...

[sottovoce] Che succede? Non riesci a dormire?

[Nico, sottovoce] No.

[sottovoce] Nemmeno io. Vuoi che ti racconti una storia?

[sottovoce] Sì,

[Violetta] Vuoi quella del mare?

[cenno di riso] Tanto vuoi sempre quella.

[Violetta] C'era una volta una conchiglia che si chiamava Bernardo,

che abitava su una grande spiaggia.

[Violetta] Lui era tutto solo Su quella spiaggia enorme,

ma a lui non dispiaceva per niente, perché ascoltava il rumore delle onde.

[Violetta imita il rumore delle onde]

O il rumore del vento...

[Violetta imita il rumore del vento]

[Violetta, sottovoce] E si lasciava cullare dal rumore delle onde.

[Violetta imita il rumore delle onde]

[Violetta] E dal rumore del vento. [Violetta imita il rumore del vento]

[Nico, sottovoce] Non voglio che te ne vai.

[musica di "Gioia mia" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[respiro affannoso di Frank]

- Accendi l'aria condizionata? - Tieni, usa questo.

[musica di "Gioia mia" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Gioia mia" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[dialogo non comprensibile]

[dialogo non comprensibile]

[Gela] Sbrigati, Nico.

Gela, ma chi è questo bambino?

- [Gela] Il figlio di mio nipote. - Ah... ho capito.

[donna] Come si è fatto grande! Me lo ricordavo piccolo piccolo.

- [in siciliano] Che ci fa qua? - [Gela] D'estate le scuole chiudono.

[Gela] La babysitter si sposa, i genitori lavorano: dove deve stare?

È venuto a stare un mesetto con me. Vuoi sapere altro?

- No. - Avanti, andiamo. Nico, dai.

[Gela] Andiamo.

[Gela] Dai.

- [Masuccia] Gela! Gela... - Ah.

- Gela! - [Gela] Che vuoi?

Stamattina sono stata da padre Felice.

Ci aveva promesso di venire a benedire il palazzo, ma non si è fatto vedere.

Se i rumori non si sentono più, che cosa deve venire a fare? È molto impegnato.

Se il palazzo non si benedice, gli spiriti prima o poi tornano, o no?

- Il palazzo va benedetto. - Per forza.

Se no gli spiriti tornano di nuovo.

[Gela] Nico! Sei al cinema? Che stai facendo?

[Gela] Avanti, cammina. [Frank abbaia]

[Gela] Andiamo.

[musica di "Nico videogiochi" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

- Qual è il wi-fi? - Nessun wi-fi.

Come, non c'è il wi-fi?

[Gela] "B8enedici, Signore, noi e questo cibo,"

"Non indurci in tentazione e liberaci dal male. Amen."

Il Segno della Croce, Dai,

Con l'altra mano, Nico, la destra!

[Gela] "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen."

Il tovagliolo sulle gambe.

Il tovagliolo... sulle gambe.

[Gela] Bravo. Così,

Stai dritto sulla schiena. Composto. [cenno di compiacimento]

- Cos'è? - [Gela] Sarde a beccafico.

Era il cibo preferito di tuo padre. Te ne metto un po' per te?

[Nico] No, grazie.

[Gela] Ma veramente? Pensavo piacessero anche a te.

Vediamo le mani... Ho visto qualcosa, fai vedere.

[ridendo] Ma che hai fatto?

[Gela] Ma sei femmina, che ti metti lo smalto? Lo mettono le femminucce.

- Scusa, guarda che io sono un uomo. - [Gela, ridendo] Oh... Va bene, va bene.

Almeno qualche melanzana... Guarda che belle. Fritte, croccanti, dorate. Eh?

- Te le metto? Dai... - No.

- [Gela] Come no? - Non le voglio.

[Gela] Ma almeno assaggiale.

Non c'è qualcosa di più normale?

Normale...

[Gela, sospirando] Cosa è "normale"?

[grugniti di Frank]

[starnuti]

[segnali acustici di un videogioco dal cellulare]

Nico, leva i piedi dal tavolino!

[Gela] Guarda che fra poco è l'ora del pisolino.

- Mai fatto, il pisolino. - [Gela] E invece ora lo fai.

[Gela] Metti il pigiama che t'ho regalato, che eviti di sporcarmi le lenzuola.

- [Gela] Nico, sei sordo? - [Nico] Non ho sonno!

[segnali acustici di un videogioco dal cellulare]

Ancora con questo cellulare... Dai, posalo, rilassati.

E come faccio? Mi fa impressione.

[Gela] Ma è Gesù!

[Gela] Dai, va'...

[Gela] E tutti questi confetti?

Sono della mia babysitter.

Però tu ormai sei grande. Non hai più bisogno di una babysitter,

Preferivo restare piccolo e tenermi Violetta.

Ma mi dici che cosa aveva di così speciale questa Violetta? Eh?

L'odore.

L'odore...

Dai, dai...

- [Nico] Che fai? - Va' a levarti questo smalto orribile.

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Gela canticchia fra sé]

[Masuccia] Oh, Nico! Hai fatto il riposino?

[Masuccia] Ti piace il riposino, eh?

Che fai? Non prendi un cannolo? Li ho portati io, sono buonissimi.

No, grazie. Non mi piace la ricotta.

[in siciliano] Veramente? Ma come può essere che non gli piace la ricotta?

[Masuccia] Io non ho mai visto uno al quale non piace la ricotta.

Ma poi, come mai si chiama Nico?

- Tuo nonno materno? - No.

- [Masuccia] Il bisnonno? - No.

- Un parente della mamma? - [Nico] No.

Un parente di papà? Da una parte deve uscire, questo nome strano.

[sospiro] Si doveva chiamare Agostino.

E lo sa Dio che dispiacere mi sono presa.

- Agostino? - [Gela] Mah...

Gela, hai visto il mio cellulare? L'avevo lasciato sul comodino.

Non ti devi permettere mai più, perché il cellulare è mio!

[Gela] Ma quanto sei va sta su...

- Che vuol dire? - Maleducato. E sgarbato.

Sì, va be', senti chi parla...

[in siciliano] Ha un bel caratterino, questo bambino. Da chi l'ha preso?

[Masuccia] Da sua madre, forse, perché al nord si usa così.

[Masuccia] Non hanno neanche il bidè,

[segnali acustici di un videogioco dal cellulare]

[musica di "Nico videogiochi" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[Nico] Perché prima hai detto che mi dovevo chiamare Agostino?

Godiamoci la passeggiata in silenzio. In silenzio, che il silenzio è bellissimo.

- Chi era Agostino? - Non essere petulante.

- Che significa "petulante"? - Vattelo a cercare nel vocabolario.

- Dai! Me lo dici? [verso di esasperazione]

Quando tuo padre aveva la tua età, sua madre, tua nonna Adele, morì di parto,

e con lei pure il bambino che aspettava.

Il bambino si doveva chiamare Agostino.

Per questo mi immaginavo che quando sei nato... Ma la sapevi questa storia?

No.

Immaginavo che tuo padre ti avrebbe chiamato Agostino, invece non è successo.

- Mia nonna Adele com'era? - Tua nonna Adele era bellissima.

[segnali acustici di un videogioco dal cellulare]

[parole non udibili]

[segnali acustici di un videogioco dal cellulare]

[bambina] Dai...

[bambini, insieme] Buongiorno, signorina.

Buongiorno, bambini. Non vi preoccupate per noi. Continuate a giocare, bambini,

Ma quando mai! Prima fateci passare, se no ci arriva una pallonata in faccia.

Nico, perché non resti con loro a giocare? Dai, Nico.

[Gela] Vuoi rimanere, eh?

- [bambina ] Dai, passa! - [bambino] A me!

- [bambino] Pietro! - Dai, tira!

[donna] Domenica facciamo i peperoni imbottiti?

- [Gela] Sì, ma non con il riso. - [donna] No, come li fai tu.

- [Gela] Che tra l'altro ti piacciono. - [donna] Certo, certo.

- [Gela] La muddica atturrata... - [donna] Perfetto,

Prezzemolo, olive, capperi... Mm, che buoni...

- Ci mettiamo le alici? - No, non c'è bisogno.

- Va bene. - Le alici possiamo farle allinguate.

Ah... quelle sono buone... [Frank abbaia]

[rumori indistinti e ringhi di Frank]

[donna] Hai sentito? Sono tornati...

Gli animali su questo non sbagliano mai, perciò... Non lo so.

[Frank ringhia]

[Frank ringhia]

Allora sono tornati?

- Ma di che parlate? - No, niente. Tu non ti preoccupare.

Hai avuto un brivido, Nico?

[donna] Allora non sono solo tornati, ma il bambino li sente.

[donna] Forse è uno di quelli che nascono col dono.

- Ma chi? Questo? Ma figurati. - [donna] Sì, lui.

Sì, va be', il dono... Ma quale dono?

Ma di che parlate? Che dono?

Niente, non ti preoccupare. Arancina al burro! Ti piace?

[squilli del telefono] Oh, hai visto?

[squilli del telefono]

[rumori indistinti e ringhi di Frank]

[Gela] Pronto? Sì, ciao. [rumori indistinti]

- [Gela] Nico, è tua madre! - Sì, eccomi.

[Gela] Ah, per carità, non mi parlare del caldo... Una cosa tremenda.

D'altra parte, sono mesi che non piove.

Abbiamo avuto anche mancanza d'acqua. Da pochi giorni l'hanno rimessa.

No, stavolta la mafia non c'entra niente.

[rumori indistinti] [Gela] Stavolta è punizione divina!

[Gela] Perché noi questa terra l'abbiamo amata? L'abbiamo rispettata?

[Gela] O l'abbiamo sfruttata, e anche malamente? E allora...

[Gela] Buco nell'ozono, surriscaldamento climatico...

Cicloni, cataclismi, uragani, terremoti, e chi più ne ha più ne metta.

Cara mio, è così... Il genere umano sai com'è: dimentica tutto molto facilmente.

Eh, sì. Come, che vuol dire?

Adamo ed Eva! Disubbidienza a Nostro Signore, punizione divina.

[Gela] Ah, va'! Non cominciamo, non farmi sgranare il rosario, o non la finisco più.

Te lo passo. Ciao, ciao. È tua madre, parlaci.

E come deve andare? Mi hai spedito nel Medioevo.

[Frank abbaia]

[rumori indistinti]

[Frank abbaia]

[musica suspense]

[bisbiglio]

[Nico] Hai sentito i rumori degli spiriti? Posso dormire qui?

Ma no, stai tranquillo, non è stato nulla. Pure Frank si è calmato, guarda.

[Gela] Hai visto? Torna in camera, vai.

- [Nico] Che c'entra Frank? - Devi imparare a fidarti degli animali.

Loro certe cose le sentono. Dai, stai tranquillo, vattene in camera.

- No, ho deciso che dormo qui. - Allora sei pure fifone? Sì? Fifone?

[Nico] Tanto di là non ci torno, non so se l'hai capito.

- Dove mi metto? - [Gela] Dove ti metti?

Tutta la polvere in bocca...

[colpi di tosse] [Gela] Piano... piano...

[colpi di tosse e rumori indistinti]

Ssh... Lo senti? Hai sentito?

[tumore indistinto] Cosa?

- [Gela] Ssh... lo senti? - Cosa?

- [Gela] Senti... - [sottovoce] Gli spiriti?

[tuoni in lontananza] [ridendo] Ma che spiriti! 1 tuoni!

Fra poco pioverà! Finalmente!

[Gela ride]

[Gela] Aiutami, sta cominciando a piovere, Ritiriamo tutto,

- [Nico] Ma tutte queste lenzuola? “ Ho lavato tutto per il tuo arrivo.

[Gela] Erano secoli che stavano dentro i cassetti.

[Gela] Prima eravamo una famiglia numerosa, c'erano tante persone,

[tuono] [Nico] Hai sempre vissuto in questa casa?

Nata e cresciuta in questa casa. Ma che fai? Dammi una mano!

[Gela] Stacca qua... Forza.

[Gela] Avanti... Adesso tutto questo si deve stirare, Sai stirare, tu?

- No. - [Gela] Ah, no?

[Gela] Non ti hanno insegnato niente! Va bene, bravo...

[tuoni in lontananza] Posso dormire in mutande?

[sospiro No! !

[Nico] Ho caldo.

[spifferi di vento]

[Nico sbuffa]

[spifferi di vento]

[tuono in lontananza]

[rumore di pioggia battente]

[tuono in lontananza]

Chiacchieriamo un po'?

[Gela] Ma che chiacchieriamo! Devo dormire, cerca di finirla.

[Nico] Con Violetta chiacchiero sempre, prima di andare a dormire.

Ti ha dato una brutta abitudine.

[Nico] Ma tu perché non hai figli?

[Gela] Non sono sposata. Come posso avere figli?

- Eri brutta? - Ma quale brutta? Non ero affatto brutta.

E ne avevo di pretendenti, sai? Eh... ne avevo tanti.

- Ma un bacio in bocca non l'hai mai dato? - Ma che domande fai? Da dove ti vengono?

L'hai dato un bacio in bocca, sì o no?

Leva i piedi dal letto! [tuono in lontananza]

- E tu? - L'ho chiesto prima io.

- [Gela] Ma io sono più grande. - Appunto.

[Gela] Appunto un corno! Ora devo dormire, finiamola con questo teatrino!

[Gela] Ora ti do una risposta e poi ne voglio una da te. E basta.

[Gela] Io l'ho dato un bacio in bocca. E tu?

Io no. Mai.

[Gela] E va be', ma chissà quanti ne darai, di baci. Baci, uh...

[Gela ride]

[Gela] Dormi, dormi. Sogna tutti i baci che devi dare, dai.

[tuono in lontananza]

Gela?

[ticchettio di un orologio a pendolo]

[Nico] Gela?

[rumori indistinti]

[tumore di apertura delle imposte]

[brusio indistinto dall'esterno]

[voci frammentate dall'apparecchio]

[tumore di una scatola di metallo che cade]

[respiro affannoso di Frank]

[Gela] Nico! [musica ritmata dalle cuffie]

[Frank abbaia]

Mi senti? Siamo tornati.

[rumore di risucchio]

[Gela] Nico? Nico...

a che disastro! Ma che è? È passata un'orda di barbari?

Cos'è successo? Che cosa hai combinato?

[Gela] Uno ti lascia un minutino

e tu sei capace di fare tutto questo disordine, tutto questo caos.

- Scusa, non me ne ero accorto. - [Gela] Certo! Non ti accorgi di niente.

[Gela] Perché non impari a guardarti un po' attorno?

Poi sei anche imbranato, come quasi tutti i figli unici,

che non sono nemmeno capaci di allacciarsi le scarpe da soli.

[Gela] La prossima volta, le finestre devi lasciarle chiuse,

perché possono entrare i ladri, capito?

- Meglio i ladri che gli spiriti. - [Gela] Ma che cosa dici?

[Gela] Sei anche un fifone oltre che uno sporcaccione!

[Frank ringhia] [Gela] Lo senti?

[Gela] Pure Frank dice che sei un fifone.

- Tu sta' zitto, stupido di un cane! - Frank non è affatto stupido!

È molto intelligente, più di tante persone che conosco!

[Gela] Non ti permetto di rivolgerti a lui così! È vecchiarello, gli devi rispetto.

[Gela] E poi, poverino, soffre pure di crepacuore.

[Gela] Adesso scendi a giocare in cortile.

Perché qui da solo non ti lascio. Oppure vieni con me in chiesa.

No, io in chiesa no, ti prego.

[Gela] Eh... allora te ne vai in cortile a giocare, non ti lascio più...

[Gela] Mamma mia, di nuovo! Ma che cosa combini?!

Ma questa era di mia nonna! È antica, meravigliosa!

[Gela] Era sopravvissuta a due guerre e al terremoto di Messina!

[Gela] Non è sopravvissuta a Nico! Posala! Sta' attento che ti tagli. Che peccato.

[dialoghi indistinti tra i bambini]

- [Rosa] Buongiorno, signorina. - Rosa... Nico può giocare con voi?

- [Gela] Sì? - [Rosa] Sì, sì.

Testa alta... Su con la schiena. E non essere timido.

Non sono timido.

[Gela] Hai portato il fazzoletto? Eh?

- Che fazzoletto? - [Gela] Esci da casa senza fazzoletto?

[Gela] Prendi il mio per ora, dai. Tieni, prendi questo.

Rosa, pensaci tu a lui, che sei una sveglia.

Vuoi giocare? Vai.

Bendiamolo.

[bambini] Nico... Nico... Dietro... Nico...

[bambini] - Nico! Nico! - Nico! Dietro!

[bambini] - Nico! Nico! - Vieni qua! A destra!

[bambini, in tono canzonatorio] Pisciasotto! Pisciasotto!

[bambini, insieme] Pisciasotto! Pisciasotto!

[bambini, insieme] Pisciasotto! Pisciasotto! Pisciasotto!

[musica di "Pisciasotto" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[colpi contro la porta]

[dialoghi indistinti tra i bambini]

[suoneria di un cellulare] No... No, Violetta...

[suoneria di un cellulare]

[musica di "Pisciasotto" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[Gela] E tu che fai qua? Hai dimenticato le chiavi.

- [Gela] Eh? Sì? - Sei tu che non me le hai date.

Sei tu che non me le hai chieste.

[sospiro]

[Gela] Ma dove vai! Fammi aprire! Ma...

[sospirando] Mamma mia, questo bambino...

[rumore di porta che i chiude]

Nico! Masuccia domani porta i bambini al mare, Ci vai anche tu?

Manco morto! Vacci tu!

[Gela] "Manco morta" lo dico io!

[Gela] Che stai cercando?

[musica di "Non era Violetta" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[Gela] T'ha chiamato qualcuno?

Papà.

[notifica da un cellulare]

[Nico] Lo so che è da maleducati portare il cellulare in tavola,

non serve che mi guardi così.

Lo sai che quando pensi male degli altri ti viene una ruga qua, qua e qua?

E tu lo sai che quando sei maleducato ti si allunga il naso?

Guarda che quello è Pinocchio.

E che quando sai di dire fesserie ti mordicchi il labbro. Tic, tic, tic.

- Ti ho visto, sai? - Mica è una gara.

[Gela] Allora finiscila.

Lo sai che tu sei la più infantile di tutti i miei amici?

- [Gela] Mai quanto te. - [Nico] Vuoi aver ragione?

- Senti chi parla... - Sei proprio una ragazzina.

[Gela] Lo prendo come un complimento. [Frank abbaia]

Almeno tu sta' zitto, stupido di un cane!

Non ti permettere di maltrattare Frank, te l'ho già detto!

È lui che maltratta me. [Frank abbaia]

Piano, bravo... bravissimo.

Bravissimo, adesso spostiamo il panno...

- Lo vedi? - [Masuccia] Nico! Nico!

[Masuccia] Nico!

[Masuccia] Nico!

Perché non sei venuto al mare? Che fai sempre a casa?

Ho molto da fare.

[suono del citofono]

[Frank abbaia]

Pronto, sì? Sì, sto scendendo.

[Gela] La partita la finiamo dopo. Sei sicuro che non vuoi venire con me e Lia?

[Gela] Dai, andiamo dalla mia amica dell'Azione Cattolica.

- No, no... - Possiamo giocare a canasta, a burraco...

Oppure al giardino: giochiamo a volano. Ti piace?

No, no, grazie, non fa niente.

[Gela] Non vorrai rimanere tutto il pomeriggio a casa da solo?

[Nico] Io sto bene da solo. Dove hai messo il mio cellulare?

E chi lo sa...

- Come, chi lo sa? - [Gela] Chi lo sa?

Me l'hai preso tu? [Gela ride]

Te lo ridarò soltanto quando imparerai a battermi a briscola. Ok?

Ma se ho appena iniziato a giocare a scopa!

Va be'... Vedrai che sopravvivi anche senza cellulare.

Ma non è giusto!

Ce la metto tutta per non litigare, per essere bravo, per non dirti niente.

[Nico] Però con te veramente è impossibile!

Sopravvivrai pure ad annoiarti un po'. Fa tanto bene ogni tanto annoiarsi.

[Gela] Ne hai tanto bisogno. Dai, Frank, andiamo.

[Gela] E mi raccomando, lascia le finestre chiuse e non alzare le tapparelle.

[Gela] Soprattutto, non toccare niente delle mie cose.

[Gela] Va bene? Andiamo, Frank, dai.

[Gela] Andiamo.

[musica di "Nico birbante" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico birbante" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico birbante" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico birbante" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico birbante" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

Chiamami, dai... Violetta.

[rumori indistinti]

[rumori indistinti]

Siete gli spiriti?

Se siete voi... [suono del campanello]

Gela vuole sapere che cosa stai facendo da solo in casa.

[frastuono]

C'è qualcuno in casa?

[Rosa] Il telefono! Che fortunato!

[Rosa] A me non lo vogliono comprare e nemmeno farlo usare.

- Un brivido? - Be'?

- Con questo caldo? - E allora?

- Sai che significa? - No.

[Rosa] Che ti è passato uno spirito accanto.

[Rosa] Però, comunque è un dono. Non tutti ce l'hanno.

Ce l'hai quel gioco che ha Totò, degli zombie, dei mostri verdi?

- [Nico] Sì, ma non dirlo a Gela. - Che cosa?

[Nico] Che ho scoperto dove me lo nasconde.

Giù. Hai visto? Le federe devono essere,.. Vedi com'è bello gonfio?

[Gela] Le federe devono essere sempre bianche, pulite e profumate.

[Gela] Il letto deve essere sempre tenuto in ordine. Va rifatto ogni giorno.

[Gela] Prendilo dalla parte giusta. No, no... non va bene così.

[Gela] Se non lo vuoi fare, me lo dici e non perdiamo tempo.

Adagio adagio... e lo portiamo su. Mettilo un po' così.

Due carote... Bene, dritto, Vedi che sei bravo?

Due carote tagliate a rondelle.

[Gela] Sarde a beccafico, caponatina, melanzane alla parmigiana...

[Gela] Questi sono i fondamentali.

Gira un po' la salsa.

Una volta che hai imparato i fondamentali, puoi stare tranquillo.

Puoi andare dovunque e far da mangiare a chiunque.

[russa mento e respiro affannoso di Frank]

[russa mento e respiro affannoso di Frank]

[donna] Un fuoco... vuol dire che c'è un segreto:

quando gli spiriti non hanno pace è perché c'è qualcuno che non li lascia andare.

Gioia mia, vieni a scegliere un carta.

Ma quando mai! Queste cose per i bambini non vanno bene. Il bambino no.

[Nico] Che state facendo?

Vieni, scegli una carta.

- Quale carta devo prendere? - [donna] Quella che vuoi.

- La Dama senza occhi! - [donna] Senza occhi?

La Dama senza occhi non vede, è cieca,

ma è l'unica che sente il calore,

è l'unica che può spegnere il fuoco.

- [donna] Ma come? - [donna] Bisogna rivelare il segreto.

[donna] Spegnere il fuoco... L'unica che può riuscirci è lei, la Dama senza occhi.

- Scegli una carta. - Non credo alle magie.

[donna] Qui non ci sono magie. Le carte le scegli tu, mica io.

Vogliamo finirla con questo teatrino?! Con i bambini non si fanno queste cose! Basta!

Come vuoi tu. Ma hai visto? Le carte parlano chiaro.

Se vogliamo mandare via gli spiriti, bisogna rivelare il segreto.

[Rosa] Nico!

[Rosa] Nico!

- Scendi a giocare? - No, ho molto da fare.

Ma che cos'hai da fare? Lo vorrei capire: che hai da fare?

A casa da solo non ti lascio, questo sia chiaro.

[donna] Che fatica l'infanzia, mamma mia!

[donna] Non ci tornerei manco morta. Per fortuna passa presto, però,

[donna] "Vai dalla nonna", "Vai dalla zia", "Ubbidisci e stai buono"...

- [donna] "Hai fatto i compiti"... - [donna] Un continuo...

[Gela] Allora, Nico, cos'hai deciso? Scendi a giocare? Vieni con me? Che fai?

Rosa, ti va di salire a fare una partita a briscola?

[sottovoce] Hai visto?

[Gela] Nico! Dai, Frank, andiamo.

- [Gela] Io vado. Comportatevi bene. - Sì, Gela!

[Gela] Soprattutto non toccare niente delle mie cose.

[tramestio e chiusura della porta]

Andiamo a prendere il cellulare?

C'è una scatola.

- Che scatola? - Quella lassù.

- Mm... meglio di no. - Non sei curioso?

Gela non vuole che tocchiamo le sue cose.

[Rosa] Mica glielo devi dire.

[Nico] È Gela?

[Rosa] Non sembra lei. Ma chi le ha fatte le foto?

[Nico] Boh.

[Rosa] Secondo me, era qualcuno che era innamorato di lei.

[Rosa] Però, guarda... Anche lei lo amava, secondo me.

- [Nico] Che ne sai? - [Rosa] Ma sei cieco?

[Rosa] Guarda come lo guardava. Guarda il suo sorriso, i suoi occhi.

Proprio cotta e innamorata.

[Rosa] Questa chi è?

Fa' vedere... È mia nonna Adele. Questa foto ce l'ha pure mio padre a casa.

[Rosa] Che bella, sembra un'attrice. Che fine ha fatto tua nonna?

[Nico] È morta quando mio padre era piccolo. Infatti l'ha cresciuto Gela.

[Rosa] Certo che è strano che Gela non appenda le foto di Adele.

Perché?

Tutte le nonne appendono le foto dei parenti. Anche la mia.

- [Nico] Ah, sì? - Eh, tutte.

[Rosa] Secondo me, erano innamorate dello stesso ragazzo.

- [Nico] E di chi? - [Rosa] Forse del fotografo.

- E poi... - [Nico] E poi cosa?

- [Rosa] Una tragedia. - [Nico] Che tragedia?

- [Rosa] Qualcuno si è ucciso per amore. - Davvero?

Forse è proprio il suo spirito che va e viene dal palazzo.

[Rosa] Ma dai, sto scherzando!

[Rosa] Lo sai che assomigli a tua nonna?

- Però tu... - [Nico] Io...?

- [Nico] Io? - Non lo so, tu...

Non sei proprio come tutti gli altri.

E tu fai bene a non fare la signorina.

Tutti mi dicono che sembro un maschiaccio.

[Nico] A me sembri la più femminile del palazzo.

Ah, sì?

Forse perché non dovevo pensare a difendermi.

O forse perché sei l'unica ragazzina femmina del palazzo.

Che stupido!

[musica di "Forse ci stiamo innamorando" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

- Che facciamo? - Andiamo nella casa disabitata?

[bambino] No, dai, lì no. Andiamo da Mezzasalma, che è appena uscito.

[Rosa] Dovete sempre trovare una scusa per non andarci!

- Ma che casa disabitata? - Ssh!

Quella davanti alla casa di Gela.

- E perché è disabitata? - Perché ci sono gli spiriti.

[bambino] Dai, sbrighiamoci, andiamo a casa di Mezzasalma.

[bambino] Prima che le nonne ci cercano...

[Rosa] Ok, oggi andiamo da Mezzasalma, però domani si va nella casa disabitata.

- Ma che dobbiamo fare? - [insieme] Ssh!

- Non li senti i rumori degli spiriti? - [sottovoce] Ragazzi... ragazzi...

Andiamo!

[musica di "Bambini" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[risate] [bambino] Apriamo un armadio.

[bambino] Mi metto i pantaloni al posto della camicia.

[bambino] Quelle camicie puzzano...

[bambino] Ma il signor Mezzasalma come le conserva le cose?

[bambina] Non è possibile, è una bella sorpresa.

- [bambino] Io provo questo. - [bambino] Rosa, metti il cappello.

[bambina] Metti una camicia.

Dai, ragazzi, scappiamo. Andiamo.

[musica di "Bambini" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

- E se il signor Mezzasalma ci ha visti? - Ma quando mai.

Quello è mezzo sordo e mezzo cieco. Penserà che ci sono stati gli spiriti.

- Tu hai paura degli spiriti? - Ma che, scherzi?

- Neanche un po'? - No.

- Veramente? - Sono certo.

Vado a prendere l'acqua. Non toccate questa fetta, eh? Guai.

[bambino] Nico...

Nico, abbiamo deciso che se domani non vai da solo nella casa disabitata,

non ti facciamo giocare più con noi.

- E chi l'ha deciso? - [bambino] Noi.

Certo, volete mandare Nico solamente perché voi non ci volete andare.

[Rosa] Ma tanto Nico non ha paura degli spiriti. Diglielo, Nico.

[bambino] Ma cosa...

[risatine]

Diglielo, Nico. Nico, glielo vuoi dire?

No, io non ho paura degli spiriti.

[risatine]

[Gela] Nico!

[Frank ringhia]

[Gela] Nico!

[respiro affannoso di Frank]

[Gela canticchia fra sé]

- [Nico] Ho vinto! - Hai vinto.

[Nico] Adesso mi devi ridare il cellulare!

[Gela] Ora ti sei fatto un sacco di amici, vai sempre giù a giocare... Non è meglio?

- Ti sei dimenticata del patto? - No, solo che... Cosa fai col cellulare?

- Non stai meglio così? - Mica sarai una bugiarda?

Nico, non essere maleducato.

[Nico] Ah, io maleducato? Guarda che il cellulare lo prendo quando mi pare.

[Nico] Non mi serve il tuo permesso, so dov'è.

Sta sull'armadio dove nascondi le foto di Adele.

[Gela] Hai frugato tra le mie cose!

[Gela] T'avevo detto di non toccare nulla! Come ti sei permesso di farlo? Eh?!

Se vedi una scatola chiusa, deve rimanere chiusa, capito?

Perché? Hai qualcosa da nascondere?

- Mi stai mancando di rispetto. - [Nico] Ah, io non ho rispetto?

Possibile che tutte le nonne sono gentili, fanno le coccole, preparano i biscotti...

- Invece mi sei dovuta capitare tel - [Gela] Io non sono tua nonna.

- E che è successo a mia nonna? - Te l'ho già detto, è morta giovane.

“ [Nico] E il resto della storia? - Non c'è altro.

Chi vi ha fatto tutte quelle foto? Chi era il fotografo?

[Nico] Non c'era un fotografo, io le facevo a lei, lei a me. Vuoi sapere altro?

- Allora perché non le appendi? - [Gela] Ma saranno fattacci miei?!

Sì? Allora vado a chiedere alle nonne del palazzo.

No! Questo non lo fai assolutamente, non chiedi niente a nessuno! Capito?

- [Nico] E perché no? - Nico...

Sei ancora piccolo, certe cose non le puoi capire!

Però le persone a volte possono essere molto cattive.

- Allora raccontamelo tu. - Non c'è niente da raccontare, Niente.

[vociare dei bambini dal cortile]

[vociare indistinto]

[bambino] Passa! [vociare indistinto]

[vociare indistinto]

[bambino] Veloce! [grida di esultanza]

[vociare indistinto]

- [bambino] Cosa fai, Rosa? - [Rosa] Tutto bene?

- {bambino] Rosai.

[bambino] Rosa, vieni a giocare!

- Sì! Vuoi giocare? - [Nico] Sì.

[bambino] No, se Nico non va da solo nella casa disabitata, non può giocare con noi.

Non sono capace di aprire le porte, non l'ho mai fatto.

- [Rosa] Non ci vuole mica un genio, Nico. - Mi aiuti?

[Rosa] Avevi detto che non avevi paura, e ora mi dici: "Mi aiuti"?

Infatti ti sto dicendo che ho un problema tecnico con la serratura. Non ho paura.

[bambino] Rosa, vieni a giocare sì o no!

Mm... non lo so, aspetta.

Vai a giocare con loro, tanto io sto bene da solo.

[Nico] E sto pure meglio, da solo.

- Ti sei offeso? - [Nico] Sai che mi frega?

[Nico] Quando riuscirò ad andare via da qui, giuro che non tornerò mai più.

[Nico] Ce ne fosse uno normale, uno gentile... Sono tutti stronzi.

Persino i cani, i ragazzini, i vecchi...

Ce ne fosse uno normale! Sono tutti stronzi, qua dentro.

- E perché non torni da dove sei venuto? - Se fosse per me, ci tornerei subito.

Ma non posso, perché Violetta non c'è più. Se no col cavolo che rimanevo qui.

- Chi è Violetta? - Era la mia babysitter,

E che fine ha fatto?

Quindi, che fine ha fatto? Non sarà mica morta?

Scusa, Nico. Non lo sapevo, mi dispiace tanto.

Ok, dai, ti insegno io ad aprire le porte.

[vociare indistinto dal cortile]

[scatto di una serratura]

Tienimi la torcia. Ora ti insegno come si fa.

Metti la lastra sopra... poi la metti giù...

Appena senti "clic", apri. Se non senti "clic", devi insistere,.

Vai.

[vociare indistinto dal cortile]

[scatto della serratura] Hai sentito il "clic"? Va bene, vai.

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

Bella, eh?

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[gocciolio]

[gocciolio]

Rosa? Rosa!

Rosa! Rosa...

Rosa, dove sei?

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[Masuccia] Rosa! Vieni su, che sta tornando tua madre.

Ti devi fare ancora lo shampoo. Dai, gioia, vieni su.

Sì, nonna, arrivo.

[sottovoce] Ti busso domani appena mi sveglio, così andiamo all'ultimo piano.

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Nico e Rosa" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[Nico] Certo che prima eri proprio diversa.

Certo che ero diversa.

[Gela] Crescendo scoprirai che quando perdiamo una persona

con lei se ne va una parte di noi.

Lo so.

- Come, lo sai? - [Nico] Anche per me e Violetta è così,

[Gela] Ma Violetta non è morta.

Sì, ma non la rivedrò mai più.

[respiro affannoso di Frank]

[Gela] Mio fratello partiva sempre per lavoro

e io e Adele restavamo insieme per settimane intere.

[Gela] Stavamo così bene da sole...

Eravamo... che ti devo dire?

È stato il periodo più bello della mia vita.

Ma poi... la gente...

[Gela] Ci guardavano, se ne accorgevano di quanto eravamo intime.

[Gela] Allora iniziarono i pettegolezzi, le cattiverie...

Come te lo posso spiegare?

Dicevano...

Dicevano che amare un'altra donna non è normale, è contro natura.

[Gela] Però io e Adele non facevamo niente di male, te l'assicuro.

[Gela] Quando i pettegolezzi diventarono troppi, mio fratello pensò bene

di portarmi da uno zio a Caltanissetta e di lasciarmi lì.

[Gela] Pensavano che separandoci...

E poi?

[Gela] E poi... non l'ho più rivista.

Partorì prima del tempo e ci furono delle complicazioni.

Morirono lei e il bambino.

Mio fratello cercò di colpevolizzarmi.

Disse che questa disgrazia era successa per i nostri peccati.

[cenno di riso]

[sospiro]

[frinire di grilli]

A che pensi?

[Gela] A niente, E tu?

[Nico] A niente.

[Gela] Sei deluso?

No, per niente.

[Nico] Ma le nonne del palazzo sanno questa storia di Adele?

Certo che la sanno.

[Nico] E ne parlate, ogni tanto?

Io non ne ho mai parlato con nessuno.

Solo con me?

Solo con te.

[Rosa] Ecco, questo è l'ultimo piano.

[suono del campanello]

Tieni, prova tu. Vediamo se hai imparato.

[scatto della serratura]

[musica di "Deambulatore" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[imitano il rumore delle auto da corsa]

[musica di "Deambulatore" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[colpi di tosse]

[colpi di tosse]

[tumore di trascinamento della sedia]

[tumore di trascinamento della sedia]

[tumore di trascinamento della sedia]

[frastuono di oggetti metallici che cadono a terra]

[musica di "Corsa tra i panni" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[Rosa ride]

- No! - Presa!

[Rosa] Non posso credere che abbiamo pensato agli spiriti demoniaci,

mentre era una sedia a mettere paura a tutti.

[Rosa] Ti rendi conto? Una sedia.

[Masuccia] Rosa! Dove sei?

[Masuccia] È morto Frank! Vieni, spicciati!

[musica di "È morto Frank" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "È morto Frank" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "È morto Frank" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "È morto Frank" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[sottovoce] Allora...

[parole non comprensibili]

Eccoli. Allora...

[musica di "Adesso ci penso io" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Adesso ci penso io" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Adesso ci penso io" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Adesso ci penso io" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[musica di "Adesso ci penso io" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[colpi alla porta] A tavola.

[colpi alla porta] Gela, è pronto.

[Gela] No... non ho fame.

Ma ti ho preparato i piatti fondamentali.

[suono del campanello]

- Li conosci i dolci del mal d'amore? - No, ma non ho fame.

Devi avere pazienza, gioia mia, è normale.

Quando c'è un lutto o si soffre per amore, è come essere ammalati,

Non si ha voglia di vivere, non si mangia, non si dorme, ci si abbandona.

È una malattia vera e propria... Mamma mia...

Questo ragazzino... Gioia mia, che vuoi che ne sappia del mal d'amore?

È così giovane, gioia mia... Avrà tempo.

[Masuccia] Tanto, prima o poi, il mal d'amore lo proverà anche lui.

[Masuccia] Comunque, non ti preoccupare, questi dolci sono fatti apposta.

Sono zucchero in purezza.

Appena a Gela viene un po' di fame e ne assaggia uno, le torna il buonumore.

Ma questi dolci del mal d'amore funzionano anche nel caso di un cane?

[Masuccia] Certo! Che importa se è un cane? L'amore è amore, no?

[colpi alla porta]

[tumore di trascinamento di una sedia in lontananza]

[tumore di trascinamento di una sedia in lontananza]

[musica di "Stirando per Gela" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

[tumore di una porta che si apre]

[musica di "Stirando per Gela" di Alice Zecchinelli e Marco Boni]

Allora, i fazzoletti stirati te li metto qui.

Dai, svegliati.

[suoneria del cellulare]

[suoneria del cellulare]

[suoneria del cellulare]

Violetta...

Sì, anche tu.

Tantissimo.

Quindi ti sposi?

Ma è tutto confermato?

No, niente...

Perché in tutti i film i matrimoni vengono annullati all'ultimo momento.

Perciò, mi chiedevo se anche il tuo...

Mm...

Quindi dopo il viaggio di nozze vi trasferite direttamente a Parigi?

Mm...

Allora mi sa che non ci rivedremo mai più.

[suono del campanello]

[suono del campanello]

[suono del campanello]

[vociare indistinto dal cortile]

[scatto della serratura]

[vociare indistinto dal cortile]

Mia nonna vi sta mandando le cotolette, la pasta al forno e la caponatina.

Ah... grazie.

Mi spiace, Nico. Prima è morta Violetta, poi il cane.

[vociare indistinto dal cortile]

[Rosa] Mi sa che era la caponatina. Va be',

[Rosa] In un momento del genere, che ci importa della caponatina?

[Rosa] Comunque, guarda che devi reagire.

[Rosa] Ti aspetto giù, ok? A dopo.

[Rosa] Ok? Ti va?

[bambino] Passa, passa!

[vociare indistinto]

[vociare indistinto]

[bambino] Nico, dai!

[versi di esultanza]

[Gela] Nico! Ha telefonato Violetta. Le ho detto che la richiami.

[Gela] Perché hai lasciato il cellulare a casa? Ha suonato cento volte!

[Gela] Nico, ti sei incantato? Sei ancora lì?

[Gela] Sali, su, sbrigati, che devi telefonare a Violetta.

[Gela] Sbrigati!

[vociare indistinto]

[colpi alla porta] [Nico] Apri!

[colpi alla porta]

Dai, scusami! Dai, apri, ti prego!

- [Nico] Apri, Rosa! Apri! - [Rosa] Ma non era morta questa Violetta?

Dai, scusami! Ti prego, apri!

Oh, basta! Vuoi rompermi la porta?!

[colpi alla porta]

[colpi alla porta]

[colpi alla porta] Nico?

- [Nico] Che fai? - Niente.

- E tu? - Niente.

- [Gela] Ti serve qualcosa? - No.

- [Gela] Tutto bene? - [Nico] Sì.

- Nico? - [Nico] Sì?

Ti va di raccontarmi qualcosa per farmi compagnia?

[Nico] E cosa?

Eh... barzellette ne sai?

Non sono bravo con le barzellette.

[Gela] Raccontamene una lo stesso.

[Nico] Ci sono tre fratelli: Niente, Nessuno e Tonto.

Niente cade dalla finestra e Nessuno lo vede.

Allora Tonto chiama la polizia e dice:

"Niente è caduto dalla finestra e Nessuno lo ha visto".

Allora il poliziotto gli dice: "Ma che, sei scemo?",

Allora lui gli dice: "No, sono Tonto",

[scatto della serratura]

Sì, va be', adesso però diamoci una mossa.

Vai a rinfrescarti, lavati la faccia e usciamo un poco.

Prendere un po' d'aria ci farà bene.

[donna] Ciao, Gela! Ciao, Nico!

Dai, posala. Ancora con questa roba in mano? Mettila giù.

Ciao.

[vociare indistinto]

- [Masuccia] Volete? - No, grazie.

- [Masuccia] Non giochi con gli altri? - No...

[Masuccia] Dai, lasciami la sedia.

[Masuccia] Rosa!

[Masuccia] Rosa! Vieni qua.

[Masuccia] Nico, dai, chiedi scusa a Rosa.

Scusa.

[Masuccia] Nico! Nico...

Nico! Un po' più...

Diglielo, falle capire che ti dispiace, che non lo farai più, non lo so...

Scusa tanto.

[Masuccia] Dai, Nico, mettici più impegno, falle capire che non lo vuoi fare più.

Mai più, promesso.

[Masuccia] Rosa! Le puoi accettare queste scuse?

Rosa! Che dici? Le puoi accettare queste scuse?

Ti puoi fare gli affari tuoi, ogni tanto?!

[Gela] Lasciali liberi di reagire come possono e come vogliono!

[Gela] Oh!

[bambino] Rosa, venite a giocare a nascondino?

Nonna, possiamo giocare a nascondino?

[Masuccia] Vai, vai, gioia mia. Andate.

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

- Ehi, la volete un po' di orzata? - Io sì! Voglio pure la macedonia.

Ho portato un po' di macedonia.

[bambino] Uno... due... tre...

quattro... cinque... sei...

sette... otto...

nove... dieci...

undici... dodici... tredici...

quattordici... quindici... sedici...

diciassette... diciotto... diciannove... venti...

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

Tana per Elvio e Michelino!

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[tumore indistinto]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

- Corri, Rosa! - [bambini, insieme] Correte!

Tana per mel!

Tana libera tutti!

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[dialoghi non udibili]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

[musica di "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss]

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