All language subtitles for La.ragazza.di.Via.Millelire.1980

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Original subtitles

Ehi, c'è la scimmia!

È un macaco!

Scimmia!

Dio fa, guardala, sembra proprio una scimmia, col muso da scimmia. Ma quella

lo è una scimmia, minchia con quella faccia da cazzo che ha. È una che se la

graffi in faccia ti sporchi le mani e le resta a righe.

Scimmia, scimmia, scimmia. Macati, macati, macati, macati.

Ieri ho incontrato la coppa, l'ho dato il cordone e la faccia, l'ho bollato due

calci nel sedere, sottolineo la borsa, le pigliavo pure il portafoglio.

Oh signor, povera donna anche lei, ma perché non la lasci stare?

Ormai sei abbastanza grande, no, per queste cose.

Lo vuoi un po' di tè? No, non mi piace bel tè.

Neanche a me piace tanto, anzi proprio poco, ma dicono che fa digerire.

Se un giorno la incontro a Corella, un calcio nella borsa gli fa, le prendo in

portafoglia e le faccio. Questo qui per gli occhiali che ha rotto a me.

Ti ha rotto gli occhiali? Madonna, un paio d'occhiali a specchi costano ben

carucci gli ho fa.

Non te li ho mica mai visti, li avevi rubati. No, che rubati?

Ancora caldo, no?

O forse è stato il tè che era bollente.

Pronto centro d'incontro?

Sì, ho capito.

Ma dove sei?

Chi, io?

Come dove sono?

Ah, sì, aspetta.

Verde non so il nome, qui non c'è scritto niente.

Aspetta, aspetta, aspetta. Ti ricordi quella strada grande dove abbiamo preso

il gelato dopo Ivrea?

Sì, brava, Dio fa quella. Tra quanto arrivi?

Come vengo io lì? Con quelli soli se non c'ho la lira.

Ma come raggi di Dio fa che sto male?

Sì, sì, madre, non lo so cosa c'è, sto malissimo.

Ma cosa mi frega, vuoi che resti qua fino a lunedì? Il bottone, il bottone!

Insomma, verde, dove sto lo sai? Che sono male te l'ho detto e tu adesso mi

devi venire a prendere, chiaro? C'è la mosca sul bottone!

Come?

Ah, ecco.

Allora, ascoltami bene.

Prima cosa, io non sono al tuo servizio. E questo te l'ho già detto cento volte.

Avanti! No, Betty, non a te.

Secondo! No, adesso parlo con te.

Secondo, anche oggi è venerdì e per me tu lo fai apposta ripresentarti ogni

volta il venerdì per rovinarmi il fine settimana. Va bene, non lo fai apposta,

però è una ben strana combinazione, no?

Ecco sì, può darsi. In tutti i casi io tra mezz'ora vado via, quindi se vuoi

venire sbrigati, se no trovi chiuso. Capito bene?

Ecco sì, brava, fa come credi.

Io vado via, lo dici te, Lavanda?

Sì, caro, non ti preoccupare, Lavanda è già andata via.

Allora...

Lo sai come gli ha rotto gli occhiali? Gli hai visti? Gli ha tolti dalla

faccia, li ha citati in terra e giù a pestarsi sopra con i piedi.

Dio fa!

Cinque, quattro, tre, due, uno.

Rimaldo, spengo, chiuda!

Grazie Luisa, adesso faccio io, dopo.

Me li metti insieme?

Rimaldo, dico a te.

Poi incontro Pompeo e gli faccio. Che vuoi? Lui mi fa. Per me tu sei scemo. Io

gli faccio. Vieni fuori.

Grazie, Enè.

Se l'ha fatto lui quel graffio.

Pronto centro d'incontro?

Sì, sono io.

Un signore.

Come è svenuta sulle strisce?

Eh, niente, la riporto a Casale.

Siamo ammalati.

Hai delle puntine di disegno? Per far cosa?

Devo attaccare la foto.

Dove l'attacchi? Sull'armadio. Ah, non sul muro, ne mi raccomando, che si

scrosta. Dove sono?

Cosa? Le puntine. Ah, guarda il cassetto di quel mobile lì.

Eccomi qua, mi portano a vendere...

Cosa è? Mio padre.

Qual è?

Mio padre è pregiudicato più bello, può darsi. Ma il mio ha avuto 350 condanni.

Mado!

Carmè, chiudi la porta che fumo.

E dov'è adesso tuo padre? È latitante, no? Lo sai leggere?

Certo Dio fa che è bello latitare latitanti in Torino.

Così subito di nuovo.

Ma se sono già sei giorni che sto qui ferma a Casale.

Io a Torino non conosco nessuno. Io ho anche il tessarino permanente per buio

di una discoteca che sono amica del padrone.

Io a

discoteca

non ci vado perché a Lecce c'è un fidanzato che si chiama Antonizio.

Ma a Lecce è lontana Dio fa.

Però c'è il mare.

E allora andiamo a Genova che c'è il mio cugino carnale.

Cugino primo, eh?

Secondo carnale.

E avarazze, perché primo c'è il mare, secondo mia sorella.

Quanti soldi c'hai?

Casale Lecce.

Cosa costa il biglietto per Lecce? Boh, sono mica terrona come te e io.

Oh già, perché tuo padre non è terrone di Sicilia. No, alcolista cronico di

Torino. Ah.

Buongiorno.

Matinieri oggi, no? Eh, come sempre.

Buon lavoro, no?

Altrettanto, e a domani. Eh, speriamo di no.

Oh, già?

Sono tre mesi che giustiamo questa lampada di merda.

Verdiana! Verdiana!

Oh, Verdiana!

Ah, buongiorno.

Come sta?

Come sta? Come sta? Come sta?

E allora?

Te l'ho già detto, Tio Fai, io mica ce lo sapevo che quella lì era incinta.

Però il pallone nella pancia gliel'hai tirato lo stesso.

Quale pallone? Nella pancia, Enrico, una pallonata in pancia. Io ho tirato un

calcio al pallone così per fare, perché lei mi aveva fatto incazzare, Tio Fai.

Ce l'ha sempre contro di me quella lì, che non studio, che faccio i cazzini in

classe, sempre io, anche quando mi faccio i cazzi miei.

Aspetta un momento che c'è una cosa urgente.

Oh signor Vando, ho incontrato la mamma di Primaldo che non mi lasciava più

andar via.

Certo che l'ha ridotta a Bermalino.

È tutta un livido, povera donna.

Di un po', è successo qualcosa?

Niente. Betty è scappata dalla comunità di Casale sabato all'alba. Ha telefonato

Don Cecchi dieci minuti fa. Oh, signor, si erano presi a parole? No, anzi, fino

all'altro ieri tutto benino. Anche il lavoro al ristorante. Ma che anche lei

al telefono mi aveva detto tutto benino, che le davano sempre manze.

L'unica cosa, tre sere fa l'educatrice le ha trovate che si toglievano il

sangue con la seringa dell'infermeria e allora le ha rimproverate, ma niente di

grave. Voglio dire, non credo che abbia un esso con la fuga. Si toglieva il

sangue? Sì, lei è Carmela che è scappata con lei.

Probabilmente giocavano a buccarsi, le solite mancherie di Betty sulla droga

freak. Perché sono scappate tutte e due? Sì, tutte e due. Loro sostengono che

Carmela era sempre stata una calma.

Certo però che è incredibile.

Ma com'è incredibile, Verdiana, se in vita sua Betty non fa altro che

scappare. No, pensavo alla storia del sangue. Guarda che ben curiosa, no?

A te non ti fa impressione? Fammi andare a vedere cosa combinano.

Hai sentito, Peter?

Ti hai sbagliato occhio, adesso c'è un'età a mia vita.

Gagna. Gagna la minchia. Tu ce l'hai sullo zigomo sinistro e un altro sotto

il labbro. Perché?

Il punto sullo zigomo è il punto di sgarro. Lo sgarratore è uno che cartella

e spacca anche su mandato.

È mistero tuo.

Sulle mani non conta?

Non conta.

Una mafiosa della comunità di Casale dice che conta.

È mafiosa incompetente.

Sta' attenta, Dio fatto. C'è un ingombro di...

Culo che se ti parte mi manda all'aria due milioni di roba.

Polvere di stelle, minchia, in volo di culo.

Fatti una sega e sta calmo, truzzo.

Terminocanta.

Vincenzo c'ha ragione, se dimagrirebbe un po' andrebbe meglio.

Solo di culo, non di tetti.

E a te che cazzo ti viene?

Due trenti, non di più.

Perché? Perché adesso c'hai il punto di bellezza. Sei sugato? E secco, sta mica

male, sembra una voglia.

Ma che cazzo c'entra col mio culo?

Legami il culone.

Tu non c'hai il culo perché sei stronzo completo.

Due cagni di Viartom, Dio fai, io ho chiuso un Viartom in fulmine a mezza

puzza. Questa è una pensione Torino-Centro, non un asilo partivelli.

Whisky doppio con ghiaccio, Torino!

Non cagare il cazzo, Michele, adesso c'ho da fare.

Tu, cagna qua e attenta come muovi il culo. Puoi spiegarmi se ha stronzato dei

miei duezzi di culo? Non è più.

Per te? Ma che cazzo ti frega a te?

Anche in te non mi hanno detto che c'ho un fisico da nord.

Il puto di bellezza, l'hai voluto o no? Beh?

E adesso c'hai uno status.

Il che?

Uno status.

Significa che nel mio gruppo malavitoso c'hai un posto fisso. Dove precisamente?

Nel racket del tatà. La donna col punto di bellezza e merce a disposizione. E'

un oggetto che scarpina tra i membri della famiglia, ok?

E perché non me le dite prima ste cose?

Tu mi hai chiesto il punto di bellezza e io questo t'ho fatto.

Minchia Michele, ma io credevo che sarebbe un segno di bellezza.

Adesso c'ho il timbro della puttana in faccia, ma che cazzo?

E' un sigretto di famiglia, per gli altri non strunzissimo neo.

E adesso devo battere per te? Io son gargagnano di professione, diminuendo di

un paio detti ti procuro dieci carte al giorno.

Sei virgine? Oh già.

Sicuro? La virginità è un fiore da non supare. Oh già, consigliano, cento carte

la prima volta, cinquanta la seconda, dieci dalla terza in poi.

Non sento nulla, mi dici per le scuse.

Eh?

Eh?

C'ho da consultarmi come medesima.

Stasera sono senza famiglia con segue che dormo a caso.

E probabilmente nel mio treno. Vengo domani, ok?

Minchia, Michele, non fare il furbo, aspetta mio.

Ah, bastardo!

Minchia, ma così cos'ha?

chiede di chiedere a me le cagabicchiette, eh? Sbirolo!

Ma che bastardo!

C'è un orino, Dio fa!

Ma tu hai sparito!

Che minchia stai a dir?

Che la ti faccio, Dio fa?

Alzati, stronzo!

Ma che amiccio? Ma c'è una donna di zona!

Ma quale zona?

Nudi alla meta!

Sono un camerato come voi, compagno! Un camerato a non far fuga non è sbirro!

Spara carogna! E' sconfinato fin qui!

Mettetelo in testa, non è più di queste strade.

Muto,

fuori zona.

Oggi ti ho fatto una bella giornata, sai, una bella giornata. Ma tu riesci a

prendere la camerata per una fiatroia del Nepenthe? Tu al Nepenthe non vai!

Che non la dà perché chi l'ha vista, l'ha vista.

Capito? Merda!

Che non va.

Che dici?

Vizio, che ancora che cosa?

Lo sfregio, no?

Ma, minchia, la vecchia con i capelli viola la muta.

La vecchia con i capelli viola.

Oh, i micchi sono venuti a fare il viarco. E' terra nostra, crema. Alza sta

cazzo di moto.

E' un piccio della falchera che è venuto da noi a fare il furbo. E' un piccio

delle vallette.

Ma non c'avevamo l'aleanza con le vallette?

Ce l'avevamo. San secondo?

Trattative. Mirafiori sud?

Guerra.

Minchia, ma dove andiamo?

L'ha tritato di qua.

Scusa, Guido, ma non si fa prima a prenderlo giù il caffè?

Ognuno ha l'uomo che ha, e non l'uomo che crede.

E tantomeno l'uomo che la gente crede che la sia.

Pirandello.

Non c'è bisogno di urlare, io non posso mica concentrarmi in questo casino.

Le carte è una cosa seria, ci vuole raccoglimento.

Dai Maria Pia, sei brava, almeno per sapere se nasce maschio o femmina.

Te come lo vorresti?

Maschio no, adesso vedo se posso venirti incontro.

Perché io di venire fino a Bari con tutto il da fare che ho non ci penso

nemmeno. Va bene, lecce, è uguale no?

La so, la prassi, non si preoccupi.

Guardi, col giudice non ci ho parlato, ma è lo stesso, perché so benissimo

quello che mi dice.

Esatto, di farmi dare un vigile e di venire a prenderla io.

Ma siccome poi, come sempre, va a finire che il vigile non ce l'hanno mai da

darmelo, lo so bene che la minorenne ce l'abbiamo in affidamento noi, ma questo

non vuol dire che dobbiamo fare i poliziotti, eh no?

Il centro d'incontro non è un commissariato. È una struttura comunale

per prevenire andare incontro ai bisogni della gente.

No, non fino a Lecce, solo sul territorio.

È un momento di aggregazione.

Certo, alla stazione a prenderla ci posso andare.

Bravo, la fide al personale viaggiante.

Lo so che la prassi sarebbe quella, ma la burocrazia è fatta anche per essere

snellita, né?

Certo, poi di riportarla a Casale ci penso io.

Sì, senz'altro.

Grazie, né? È stato molto comprensivo.

Stia tranquillo, fino a che non mi comunica l'orario non mi muovo. A più

tardi. A lei.

Arrivederla.

Signore.

Petrini. Ce l'hai un cachet che mi è venuto anche il mal di testa?

Bravi i carabinieri, hanno preso Betti. Ma figurati se hanno preso Betti. Si è

presentata Carmela alla stazione di Lecce. Ha chiesto panini e un foglio di

via.

Lecce, fuga e subito ritorno.

Cos'è scappata per cosa fino a Lecce? Come hai fatto a indovinare che ce li

avevo? Non eri tu che soffrivi coi denti? Io?

No, mai sofferto coi denti.

Era tuo fratello che soffriva coi denti? No, lui c'è all'ernia del disco, per i

pesi che porta.

Ah, l'uomo importa.

E allora, com'è andata la gita a Varazzo?

Sono solo, solo con me stesso.

Quindi io sono lui che è solo. Dio fa la luce.

Dunque c'è la carenza? Fuori orari è del fatto. E l'attascabile ce l'hai? L'ha

fitto. Quando?

L'ho atteso.

Ah, ah.

C'ho da controllare il mio scritto e chiamare la rabbia d'arco, dicendo l

'idea crescente. No, fa un culo, te la pilano.

Io vivo con l'accento, in mezzo all'accento, insieme all'accento, però

sono solo, sempre più solo nel tempo che passa di nuovo, che mi sento più solo.

E son piccio, sempre più piccio. Questo periodo senza di te ho provato la

siringa per le nuove. Prova, palini!

Ma è vuota anche lei la siringa. E sola, sempre più sola.

Come la mia vita senza di te.

Scusa se scrivo.

Avevo voglia di farti capire tutto o niente. Dipende dal fatto.

Dal fatto che sei piccio. Zitto!

Dirai sempre più nel mistico. Forse sì, forse no. Volevo forse aiuto o no.

Volevo tempo e capriccio. Volevo tempo e rapiglio. Non so più se tu, donno, sei

forte come speri di far credere.

Spero che la vita ti aiuti a non cadere in buio della coscienza perché ti

perderai nel nero bucciolo del mare.

È scritto tu. Sei forte, Dio. Io sono caduto. Ma non riesco a risalire in modo

che dico nel giusto.

Anch'io non riesco a farlo. Ma io oggi mi chiedo, e te lo domando anche a te,

cos'è giusto nella vita o nella vita?

Ah, venga, lo damo. No, è il segnale del cambio.

Perché non correte stronzi?

Corri, corri, corri, corri, corri, corri, corri, corri, corri, corri,

corri, corri, corri.

Lallina, due grappini, per favore.

Fa bene anche a te, caruccia. Brucia il cattivo gusto della notte. C'hai una

faccia, amore. Vai a casa?

Sì, lallina, vuoi un passaggio? Tieni, fatta. Svelta, però, che se faccio tardi

mio fratello si incazza.

Te lo ricordi il Marietto?

Stamattina c'è il turno alle 10.

E ieri gli ho promesso la purea e un baracchino di fonduta col pollo. Vuole

invitare il delegato sindacale.

Che io stanotte ci ho avuto un cliente buono, ma lungo di ho fatto. Ha voluto

svegliarsi con me e farsi in treno l'ultimo bacetto.

Se lo dico al Marietto lui predica. E non cantinare Garofalo, preparami la

purea che c'ho il turno. La Fiat è una fabbrica d'auto, non di finocchi.

E non emozionarti tesoro, su Bettuccia, guarda l'uccellino.

Andiamo, su, andiamo, su, su, su, su, su.

Non c'hai voglia di cambiare palazzo e quartiere? Sono tutti uguali, e te?

Una volta ti vedevo alla finestra, ora più.

Una volta ero a Gagna. Adesso cosa fai? La casalinga. Batti dove?

Non batto. E tuo padre?

E' mio padre.

Se non porti soldi a casa, fai la casalinga fuori. E già, tutti uguali.

Fuori di casa e fuori dal quartiere. E se mi vede cartella e si incazza, si

incazza e cartella.

Preciso al marietto. Le pareti sudano acqua e la tappezzeria è tutta una

frangia. Lui si incazza con me. I truzzi abitano dieci in una stanza.

Con pentole, tegami, cessi e galline. E così viene su il vapore. E in casa c'è

umido e nebbia anche d'agosto. Il marietto si incazza con me. Ma fa

qualcosa, gli dico.

Non c'ho tempo, risponde. Io lavoro, dice. Alla riunione degli inquilini

vacci tu.

Io, Dio fa, che quando sono andato una volta mi hanno cacciato gridando in

assemblea onorata, ricchioni, non ne vogliamo.

Assemblea onorata, Dio fa. Di pappa che si sbattono le figlie.

Ma sono rimasto lì come un cretino

vedendo quei due arrivare un mattino puliti ed

educati sembravano finti sembravano proprio due santi

dipinti mi han chiesto la stanza gli ho fatto vedere la

meno schifosa la numero tre ho messo nel

letto lenzuoli più nuovi e ho come San Pietro gli ho dato le

chiavi gli ho dato le chiavi di quel paradiso e ho chiuso la

porta sul loro sorriso

ferma Garofano io scendo qua ma siamo arrivati Lallina c'ho da parlare con mio

fratello ferma subito Dio fa

E stacca, Dio fa!

Minchia, Tonino, che bomba!

E basta, però.

Tutto è di stamattina. Ci credo, Dio fa, sei un nano.

Vasco, la gagna, c'è l'Italia.

Vasco, la io!

Ma se mi hanno cacciato da tutte le scuole del mondo, Dio fa.

Allora va il nido, non.

Dì, ma lo fai portare?

No. Io una volta ne ho portata una. Wow, minchia, Sandale, 180 ti sembrava che ti

porterebbe via la testa.

Prima fa un po' cago, poi ti abiti.

È bello, Dio fa.

Perché non lo fai da cross?

Dio fa da cross.

Te l'immagino un bestione simile da cross.

E chi lo tira qui su?

Vuoi fare un giro?

Eh. Muoio.

Stari, chiacchierino!

Stai lì fuori!

Finiti i problemi!

Quanti cazzi tuoi, piccio!

Che stronzo!

Alla prossima si incarta.

Zitto un po'! Mi è sembrato che si incartava.

Eh, prima o poi, poi fa come nasca. Che tira come un matto, ma dove ha avuto l

'incidente rallenta, minchia. Splut, splut, splut.

Non va più avanti, vedo l'allora, quasi si ferma.

Sai che mi hanno preso a lavorare alla Fiat? Il reparto pomiciatura.

Davvero, sai?

C'è scritto pomiciatura addosso come sta chiesa sul muro. Già, poi lo promuovono

e lo passano al reparto scopeggiatura. Lo vuoi un gelato?

Di fa la casalinga.

Prego. Dove vai?

Viaggio. Dove? Genova, Varazza, Volteleccia. Minchia, Varazza. Alla

stazione c'è scritto su tutti i cartelli. Fa un salto a Varazza e salta

dove è scritto assalto, non dritto.

Dio fa, è bello viaggiare. Panza, ancora medio!

Noi sempre qua. Ogni tanto passa una faccia da cazzo, tipo quel bastardo lì,

e ci mettiamo a ghignare.

No, no, hai perso la faccia!

Ti suono l'aria del ridipagliaccio!

Vigila, Picciu, vigila!

300.

Minchia che paranoia sta cazzo di mossa.

Gli ho fame sta sul cazzo sto barrista. Gli devi 100 lire e te le deve

rinfaccià. Ma non è per le 100 lire, che ti caga il cazzo. Mi devi 100 lire, mi

devi 100 lire, mi devi 100 lire.

Avete fatto bene a scassargli la sala cinesca. Ci siamo stati noi.

Peccato, sto corno fa schifo.

Ciao. Ma guarda sta parrina.

E tante grazie al coro, eh.

Un'altra volta, adesso c'è appuntamento con Tonino.

Che troia. La caricavamo dal pugliese, Dio fa.

Lascialo perdere, quello è un piccio. Ma c'è la cantina con l'arredo, Dio fa, e

quando ha caricato le gemelle ci ha invitati a tutte e due. È un piccio

uguale. Sì, piccio, piccio, ma intanto si guadagna 120 carte al mese e scopa

regolare. Ma va, per 120 carte lo fanno ruscare come un pazzo. Hai detto Tonino

che per avvitare un bolone ci mette mezz'ora.

Minchia, mezz'ora. Però anche a fare quelle figure lì, cento carte sono

buone. Che cazzo me ne fotti a me? Sì, però a lavare le macchine? Che cazzo me

ne fotti? Gli butti l'acqua sopra. Adesso fa caldo, ma d'inverno... D

'inverno pianta tutto.

E viene con noi a lavorare su gomme stereo.

Ho già.

Minchia! Cazzo!

Amore, ti ho mancato!

Terrone! Minchia di...

Rocco caga sotto come un piccio.

Hai la faccia da cago di quando siamo andati dal medico della mutua. Dal

medico ci venivano i vuoti, ricordi?

Allora cominciavamo. A, 9, A. E 9 svegli da nostra madre.

A!

C'hai paura?

Se arriva qualcuno grido A.

Ma guarda che piccio.

A chi interessa la bicicletta?

Niente, a chi la frega più ancora?

Tonino invece soffre di fegato, brutta sempre.

Però ancora non vuole che io lo dica.

Deve essere sicuro, perché se poi si imbarca vuoto lui soffre.

Si è imbarcato di me, un'ora fa.

Aspetta la risposta per le 5.

Vuole che io diventi la sua pivella.

Intanto io gli ho detto di non sognare troppo.

Quando ero ospite nella villa di Don Casalone, ogni giorno, all'ora dei

fidanzati, veniva a trovarmi Giulio, un ragazzo di Lecce.

L'avevo conosciuto durante un ballo con Carmela.

Carmela è una mia amica un po' enigmistica, come Nuccia.

Forse è imbarcata di Giulio.

A Giulio io ho proposto lo scambio, ma lui non ha voluto.

Preferiva me che ero sempre elegante e pensavo solo ai fiorucci nuovi.

Ma adesso di fa non me ne importa più niente dei fiorucci.

Cambio vita.

Mi metto a fare la casalinga come Nuccia.

Oppure mi metto a vivere con Tonino, fino a 18 anni.

E poi vado a stare nella bassa Italia, precisamente a Lecce.

Con Giulio.

Ma se poi mi affeziono a Tonino?

Sai Rocco, io voglio bene un po' tutti.

Sì, perché sono un tipo che si affeziona.

Figurati che voglio bene anche a Restè, te lo ricordi?

Il giudice che ha fatto il processo a Simone.

Io fa, io non lo conosco nemmeno sto giudice.

Sei più truzzo di Nuccio e Simone!

Più terrone di tutti gli ondofratelli di casa!

Ti fai tra i picci con dei movimenti del cazzo! Il cagno lavora su biciclette e

catene! Ah, piccio!

Imparati a fare da Tonino, piccio!

Tonino si è fatto una bomba, adesso c'è la marmita che canta!

La marmita, no?

Ha fatto la modifica così la gente si gira meglio che il bastardo.

Sai tutte le cose che ti dicono dietro il Piemontese, no?

Con la marmitta che canta.

Ricottaro di biciclette!

E cammina, scemo! No, chiudevi in casa!

È un mastino che fa lui, guarda che malattessa che ha! C'è la signorina del

film, no? C'è la signorina del film, no?

Ma il mastino non si crede che sta!

Lui è un mastino, ma stai zitto, bufalo, ha dei capelli che sembrano un

barboncino!

Sai i borboncini, signorina? Tutti con i peli davanti, come una mucca di vento.

Zitto, zitto che parlo. Avete visto Tonino?

Hai visto Tonino?

La signorina cerca Tonino.

Tonino!

Tonino!

Tonino!

Tonino!

Tonino!

Fa caldo oggi, no?

Altro che andrei in giro nuda. Te nuda? Dio fa che forza.

Perché?

Andiamo avanti, va.

Allora, paternità? Nessuna. Mio padre è morto ancora prima di mio nonno, che è

ancora vivo e vigila vigilante sugli scolastici. Papà, papà, papà, papà, hai

scritto? Fai da solo, scolastico. Così stai zitto e forse finiamo prima.

Che paio di... Papà, papà, papà, papà, papà!

Verde, una grande notizia, mi sono fidanzato.

Cos'hai? Non sei contento di vedermi? Vivo qua al centro, in mezzo al centro,

insieme al centro, però sono solo. Sono le persone che passano fino a ora, e mi

sento solo.

Lo scrive, sai, Verde? Madonna!

Ti nascio!

Davvero? E scrive cosa?

Solo, solo, solo, solo. Dai, legge e vediamo quello che è scritto.

Lei mica è Pinocchio, capisca? Ho pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

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pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

Dov'è che vuoi andare tu, Gagnon? Alcesto, non dai, che mi scappa! E

invece niente, Alcesto non ci va. Perché?

Perché se no rompi tutto.

Lo so, sai che avete spaccato fuori tutto.

Ma io non c'era, erano gli altri! Eh già, dite sempre così voi. E dai, fammi

entrare, Dio fa!

E dai che mi pisci addosso! E apri, apri sta porta, Dio fa!

E apri, Troia, lo so che sei una Troia, Dio fa!

Puttana te, tua madre e tua sorella Lucia! Troia, puttana e strancia

pulante! Se non piscio capi, scindalando!

Questa volta proprio lei, maresciallo?

Non sa che la confondo sempre con suo mugino per via della voce?

Ah, glielo ho già detto.

No, niente, per dire che la Pellegrino non è più latitante.

Pellegrino Elisabetta.

Sì, Labetti.

A lei, maresciallo. Buona giornata.

Come?

No, non si preoccupi, l'ho convinto a ritirare la denuncia.

Sì, certo, in fondo Primaldo non lo fa per cattiveria. Sono ragazzate.

Grazie ancora, lei, maresciallo.

Arrivederci. Dove andate?

Il poeta?

Ha detto in Gran Bretagna.

Ma... Io ho capito così.

Verde, non dici niente che c'ho il pivello fisso?

Scusane, se mi fai perdere il conto delle spese che ci sono anche le tue.

Verde, un pivello fisso è importante, Dio fa. Mica tante c'erano alla mia età.

Verde, mi ascolti?

Sai che mi pesi ben molto sul bilancio?

Vedessi come è imbarcato di affatto. Era lui.

Lui chi?

Quello che è andato nella Gran Bretagna.

No, ma che cazzo dici?

Tonino c'è un caschetto di cappello in testa che neanche la Madonna di affatto.

Quello chi era?

Un amico, lo conosco da anni. Come si chiama?

Lui. Ah.

Sempre con ste labbra.

Ma non si rompono i coglioni.

Verde, a chi telefoni?

Alla suora che stiamo arrivando. Che suora?

Verde, se un posto fuori non ci vado. Te l'ho detto, no? Che c'è un pivello.

Verde, hai capito?

Dillo chiaro alla suora, che il pomeriggio io esco e vado da Tonino.

Allora basta giovedì che il giorno te ne visiti in parlatorio.

Perché? Ieri Tonino è girato tutto il giorno come un piccio a fusi motore.

Flo, flo, flo. Si è fermato guardando negli occhi madama.

L'hanno chiuso? Ho già.

Dillo, frate, stronzo. Ho già.

Piccio e stronzo.

Senti un po' Marchetta Pericchione, tu non c'hai da permetterti l'insulto. Ma

se ti fai sbattere anche dagli zingati con la pelata.

Finocchio! Gioia di zingato.

Bene ragazzi, andiamo a suma.

La volete finire?

Tutto è un limite, no?

Direi, no.

Vieni un po' qui tu invece, che dobbiamo fare un discorso serio noi due.

Mi vuoi stare attenta?

Sì, parla di un po'. Parlo se ascolti.

E ti dico, cara la mia Vetti, che questa volta mi sono proprio stupata con te. E

non chiedermi perché, che lo sai benissimo.

E quindi allora, senza tante storie, io adesso ti metto a Villa Ridente.

Un istituto un po' chiuso, con le suore, che ti guardano quasi dalla mattina alla

sera. Così vediamo se cambiando metodo, magari non va meglio.

Verde, ma stai scherzando?

Cosa ti viene in mente? Mi viene in mente che è l'unico posto dove ti

prendono, mi viene in mente. E a parte questo, sono convinta che una punizione

te la meriti. Ne vanda!

Verde, ma che dici? Dico le cose come sanno. E se tu avessi avuto un po' di

riguardo nei miei confronti?

Non saresti scappata da Casale dopo una settimana, sapendo quanto mi era costato

convincere Don Cecchi a riprenderti.

Ma se sono stati loro che mi hanno espulsa. Ti hanno espulsa? Ma chi crede

di prendere in giro?

Invece è proprio così la storia. Mi hanno espulsa, Dio fa.

Don Cecchi ha aperto le braccia.

Sai come fa lui, no?

Aperta le braccia e fa.

Noi non ce la facciamo. Ci dispiace, siamo dolenti, siamo piangenti. Se te ne

vai siamo contenti. A me.

Insomma, le stronzate che dicono tutti. Anche tu. Io?

E quando?

Adesso manca solo che apri le braccia.

Perché non apri le braccia anche tu, Verde?

Io che fallimento.

Loro non capiscono.

Chi? Giudici, assistenti, don Cecchi Casalone di Casale e reverendissime

madri.

Questa cos'è? La lavanderia, ma è sempre sbarrata e dietro c'è un precipizio. È

impossibile scappare, ti dico.

Allora io accendo una sigaretta e dichiaro di voler cambiare. Dico che

voglio diventare una donna a tutti gli effetti, non solo aletto donna.

Com'è? Ma sì, entrare nella civiltà, smettere di far cazzata.

Operai fighi ce ne sono.

E chi li ha visti? Ma queste imparcature portano dove? E' impossibile scattare,

ti dico.

Ma sei impasto, dio fa!

E sì, nera, finisce che porti male!

Ma non sto scappando stronzo!

La dritta è per stasera.

Non ho detto sparonassi.

Ho sputato con la tale.

Ho mandato la tale in danza.

Cosa vedi?

Un cimitero.

E poi?

Il vecchio manicomio.

Nient'altro?

La chiesa di Roccata.

La chiesa di un fatto.

Ma dov'è la chiesa Villaridente?

E' impossibile scappare, ti dico.

Ho già. Ma vaffanculo, nanà.

Abbracciami, amore mio, abbracciami, amore mio, che adesso lo voglio anch'io.

Vari dentro, ti spari fuori.

Uno, due, tre, cinque.

Signorine, signore, mamonine, fuori.

Molto buono, molto buono

Pulisci di non guardare il tetto, fa solo rovere lo specchio di rabbia.

Rogati!

Io oggi denuncio a tutti, se trovo una seringa denuncio a tutti.

Vascate di seringhe di merda, altro che bagni pubblici per l'igiene sociale.

Guarda che schifo, zozza che non si lavano, ma perché mica si lavano?

Pronto? Sì, sì, ho capito.

Certo, avverto io.

Buongiorno.

Di tu, mai che rispondi quando il telefono suona, né?

Neanche se ci sei appiccicato.

Tanto non è per me. Poteva anche essere per te.

Era per me? No, ma non vuol dire.

Sempre per me deve essere. Non è domenica per tutti e due uguale?

Quattro uova era mia.

Mi vuoi un goccio anche tu?

Bravo, anche il caffè coi nervi che c'ho.

Grane?

Scappata una che avevo mandato dalle suore.

Scappata mentre andava a messa.

Così, senza una ragione? Altro che ragione. Ce le aveva tutte le ragioni.

Anzi, mi domando come mai non è scappata prima.

Ma scusa, se lo sapevo... Se lo sapevo non dovevo mettercela. Eh già, lo so

anch'io. Ma dove la mettevo? Me la portavo a casa?

Eh già, non c'hai mica colpa tu.

E invece sì che c'ho colpa. E poi mica si può fare il discorso della colpa.

Sono persone, mica automobili.

Vedi però i vantaggi di lavorare in fabbrica.

I feriali saranno anche scadenti come qualità.

Ma abbiamo certe domeniche che, addio, Faust, voi neanche ve le sognate.

Di un po' ti secca se mangiamo in trattoria, che di mettermi a cucinare

non ce ne ho mica tanta voglia.

E per tornare a casa, che noi andiamo allo stadio per l'amichevole. Non ti

preoccupare, faccio una passeggiata.

Vinci, hai visto Ornella che figa è diventata?

No, non è poi tanto figa, a me non mi piace.

Che bastardo, solo perché non te la puoi fare.

Tanto non la fanno mai uscire a quella.

Ma sei qui?

Dove? La, la, la, la, la, la, la. Te quanti anni c'hai? 19.

Scusi, non credevo sarebbe così vecchio. Credevo ne avrebbe 13. Eh già, la donna

di 19 i cagni non la sanno soddisfare. Eh no, minchia, è vero, c'ha ragione.

Visto che non era Ornella, non la fanno mai uscire, ti dico.

Oh, scusi.

Prego, si immagini.

Salora, signorina.

No, ma se spetta mi informo.

Porpo!

Marca 3. Come?

Pura shit.

Ah, piacere Ornella.

Porco, porco, porco.

Ma che cazzo volete, se siete tu e voi?

Dio fa se ti toccano a Milano. Dove? Mela, il tesserino ce l'hai?

Tonino? Io non lo conosco Tonino, l'hai trovato? L'hai trovato sì o l'hai

trovato no?

Mai andare nei censi della discoteca con la gonna.

Perché? Devo andare senza gonna? Perché sono le scale.

Miglio rovere la letta.

Eccomi qua.

Sono, è senza letta.

Piacere. Non sei troppo cagno per fumare.

Cazzi miei. Ma no, quelli infestati.

L'altro giorno mangiano un bumbine con i doni.

E io chi sono?

Tonino dov'è?

Lascialo perdere, io chi sono? Ti ho chiesto di Tonino, di offa merda.

Affanculo, troia.

Ma affanculo, cagno!

Sì, ma Tonino è dentro.

Tonino chi?

No, Tonino, quello che ha chiuso la moto davanti a madame. Tonino? Eh, Tonino,

chi vuoi che sia? Ma come cazzo, ancora dentro? È appena entrato. Ma dove?

Giù in discoteca, no, là!

Anche davanti a Don Mario?

Anche davanti a Don Mario!

Mi trovo sempre più solo, solo minchia pacchio, minchia solo

pacchio

Ma amore come?

Volersi bene.

Ma dò che fegato! Perché?

Ruti sempre, Dio fa.

Eh, ho fatto il pino di latte.

Al Ferrante?

Due giorni, come l'hotel. Sempre latte?

Servito in gabbie, tra tracks, codella.

Come mio padre, Dio fa. Per colpa del latte che gli ha dato sul fegato, adesso

bevo da ubriaco e cartella.

Quando ero a Gagna credevo che le cinghiate sarebbero amore.

L'uomo cinghia, la donna mette pancia.

Il gagno piangere ad una cinghia.

Se io mi sposerei e mia moglie mi direbbe di lavare i piatti, le tirerei

quattro calci nella figa e la farò uscire per almeno quattro ore.

Dio, fa' è brutto innamorarsi.

Poi magari ti devi anche sposare.

Io se potessi non mi innamorerei mai, nemmeno da grande.

Tu non c'è pericolo di sposare.

Perché? Perché sei troia.

A me non mi interessa sposarmi. Ti vanno male le cose, c'è un piatto di fagiolo e

glielo devi lasciare al gagno.

Poi hai la moglie e devi lavorare per forza. E poi non so, non sei libera. È

brutto sposarsi.

Tu non c'è pericolo di sposare.

Ma chi è che devo obbligarmi a sposare? Mi comanda qualcuno a me? Se mi voglio

sposare mi sposo, se no, no.

Tu non c'è pericolo di sposare.

Chi vuoi che la sposi è una come te.

Quando vedi che ti sta imbarcando, mandi a fanculo e te ne prendi un altro.

È brutto imbarcarsi, Dio fa.

Gli amici vanno al flipper.

Vieni? No, sto qua.

Ti metti davanti alla porta, aspetti che esca.

Poi c'è qualcuno come te che non c'è neanche la porta.

Non sai nemmeno dove aspettarla.

E allora pensi male.

Sei geloso?

Buonasera. Scusate il ritardo, eh?

Disturbiamo.

Minchia, si parlava di gelosia, con la mia fidanzata, che è la signorina lì.

Ah, la casalinga, permette che ci presentiamo.

Lui è Noce, lui è Pisticchio, e io vado a metà. Che lei fa a mano? Io fa basta,

ma fa un culo! Regola numero prima.

Quando la pivella dice no, bisogna continuare a preoccupare solo cosa.

Poi sarà cosa insiente, godo come una bastarda.

Regola numero seconda.

Quando la pivella va nella cantina di un lecchino, vuol dire che è pronta a

tutto. E si può anche cinghiarla perché si spoglia.

Minchia, ma lo sai che panzamolla è incinta?

Ma tu... Minchia, trema tutta. E fermati un po'. Ma tu fin dove l'hai fatta

spogliare? Fino al ginocchio. Ma tu... C'ha ragione la regola numero terza. Le

donne sono tutte puttanole. Regola numero quattro. La pivella troia di

gruppo deve soddisfare a tutti... Ho già.

Regola numero quinta, la gagna troia ascolta e tappa. Ma già, chi è che non

se l'è scopata?

Te ple merda per dire un esempio. Ah sì?

Sei calcolatrice, troia e puttana. Ma tu... Ma la tua pivella, Tonino!

Troia! Ma chi?

La mia pivella non ha neanche di che fare, pure con gli zinghi ripelati e la

puttana. Ma tu... La domanda ti sopporto io a farlo a te.

E stasera?

A turno insieme, come cazzo vorrei.

Ma tu...

minchia s'ha rotto cazzo un pugliese domani

Come cazzo guidi? E se no perché mi chiamerebbe Indianapoli, piccia? Perché

sei terrone, no?

Guarda l'Elidio fa.

E via tutti fuori.

E via tutti dentro.

Sirena dentro, sirena fuori. Sirena fuori, sirena dentro.

Vado.

E tocca la tua sorella, minchia!

Magari. Perché il mio cosa c'ha?

Sembrano due, Dio fa. Non ti lamenti, piccio. E levati quel pelo di dosso, i

zimpesti tutti in aftalina. Ti è ben caldo però.

Gagna, non provare a dimenticarla dosso quando sculi. Te la mangio mica, Dio fa.

Te invece non fare che ti dimentichi di legnarmi i truzzi. Chi?

E me l'hai promesso, Dio fa, i truzzi che mi hanno violentata.

Ah.

Offre la vippa. Michele, te le ricordi chi sono?

Chi? Come chi?

I truzzidi o fa quelli di Viarton? Miche, vuoi che non me li ricordo i

gagni di Viarton? Primo, patirnita al gastolano, patirnita puttana, residenza

dormitorio. Secondo, patirnita ignota, patirnita ignota, residenza ignota.

Terzo e ultimo gagno, patirnita operaio, patirnita operaio, residenza auto

Mercedes come questa, ma preparate.

E da bere?

A bere da minchia.

Subalterni del cazzo.

Apri posto.

Parliamo un po' d'affari noi, che io sono mica il papà che ti protegge per

niente. Ma quale per niente? Sei da stanotte che faccio il palo. Ma quale

palo che non sa neanche fischiare?

Cioè vuol mangiare un asolo, no? E poi uno impara a fischiare.

Non fare discorsi da gagna, che questo di fare è il tuo momento.

C'hai da deciderti subito, la ruga e lo sciupo corrono.

Micchia se corrono.

Un anno e sei vecchia.

Un anno?

Un anno o due.

Devi lavorare subito per me, mica per me, per te, che se poi capiti con un

altro c'hai tutto da perdere.

Micchia se c'hai da perdere. Condizioni sempre uguali? Iguali.

100 la prima, 50 la seconda? Ma quali prima? Sarei virgine, no? Beh? I gai ti

hanno violentato o no? Sì. E allora?

La virginità è inferiore da non fu fare.

Sei ancora virgine.

Ho già.

Chi donna crede, vale la vede.

Madonna, che faccia di uva!

C'ho un'idea, Michele.

Non si può fare così tutte e due le cose, no?

Cioè, io prima mi esercito un po' col fischio, poi vengo con voi per

appartamenti. Faccio il palo, no?

Se quando puoi solo fare il palo passa uno che vi tira, io faccio la mia

marchetta. Intanto che vi aspetto, no?

Via!

Ma dove cazzo correte, in fabbrica?

Mi chiamo Dama.

Riassumendo. Primo, testa a posto, perché adesso sei in attesa di processo.

Secondo, non sei più una bambina. Il prossimo mese compri 14 anni e da brava

frequenti con diligenza e applicazione alle 150 ore. Terzo, lunedì non fare

storia e ti presenti bene in ordine con la rovina che ti ho comprato al

laboratorio di taglio che non è stato affatto facile convincere il padrone a

prenderti. Sapessi quante bugie ho dovuto raccontargli, sembravo te.

Allora, promesso?

Guardami negli occhi.

Verde, tu hai mai fatto l'amore con una donna? Come?

Selene, la mia compagna di cella, era lesbica. Oh, signore.

Vai tranquilla, Dio fa che è venerdì e sei già fuori orario. Sistemo un paio di

cose e da lunedì mi metto al lavoro.

Promesso, Verde, non ti preoccupare. Selene mi insegna un sacco di cose. Cos

'è che devi sistemare?

Scusate, facevamo il brindisi per Caterina e non ho sentito.

Ma questa è Betty. Te l'ho detto o no per telefono che la conoscevi? Ma non

avevo mica realizzato dal nome che era lei. Ma come?

Pellegrino Elisabetta. Betty.

Appunto.

Beh, ciao Betty, bentornata tra noi. Ciao. Vedrai come è cambiata la nostra

Betty dall'ultima volta che è stata qui, tu non la vedi da un sacco di tempo.

Insomma, saranno tre mesi.

Beh, io vado.

Tu, sta brava, no? Non mi far fare brutte figure.

Verdiana, vieni dentro un momento che facciamo due parole, no? Grazie, magari

un'altra volta. Oggi purtroppo c'ho una gran fretta, il tassame tro sale.

Te ne vai di già? Per forza, se non torno a casa, mio marito poi chi lo

sente? Allora ci vediamo la prossima settimana.

Anche prima, Don Lele mi ha promesso che giovedì verrete tutti in chiesa a

sentirmi cantare.

Chi è la panzona?

La tua roba la puoi appendere qui, vicino a quella di Silvia. Chi è?

Una nostra ex ospite.

Era una come te, anche di più.

Adesso si è sposata con un impiegato.

È entrata qui chi aveva la tua età. Io ancora non c'ero. Ha fatto le 150 ore e

poi le hanno trovato un lavoro.

Io dicevo Silvia chi è. Silvia è la ragazza che divide la camera con te.

Adesso la vado a chiamare così fate conoscenza.

Ah, è inutile che te lo dica perché già lo sai.

Noi andiamo a tavola alle 8.40 in punto.

Poi per i turni in cucina e le pulizie facciamo la consueta riunione.

Così ci racconterai i tuoi programmi, se ne hai. Stai tranquilla, ho proprio

capito che c'è un mucchio di cose da sistemare. Ah, bene.

La mucca non andava, tagliai la prima zampagnè, la mucca non andava,

ritutun nè nè nè nè, po po po po. La mucca non andava, tagliai la seconda

zampagnè, la mucca non... Lo scassa che ho dato la cera stamattina, ci sono le

patine, ci sono!

Po po po po, la mucca non andava, tagliai la terza zampagnè.

La mucca non andava, ritutugne, gne, gne, popopopò. La mucca non andava,

tagliai la quarta zampagnè. La mucca non andava, ritutugne, gne, gne,

popopopò. La mucca non andava, tagliai la quinta zampagnè. La mucca

non andava, ritutugne, gne, gne, popopopò.

Mica buona questa vernice che taglio così.

Avete una sigaretta?

Eccomi qua. Madonna.

Io sono Silvia, la tua compagna di stanza. Pensa che io credevo che ero una

mongola. Perché?

No, è che in un posto dove ero c'era una mongola. Ogni tanto si apriva una porta

e gridava.

Eccomi qua. Io fai, se non stavi attenta prendevi anche paura.

Che libro.

Ah, che libro.

Eh, eh, eh, Shazma, Shazma, Shazma.

Shazma, Shazma, Shazma. Senti, chi è la panzona?

Ma sì, dai, quella città che era qui prima.

Caterina, non devi chiamare la panzona di fronte a me. Perché?

È la mia migliore amica. Viene tutti i verdi per parlare con noi ragazze. A me

mi stima molto e mi racconta tutto.

Mi insegna anche le canzoni che canta nel coro della chiesa.

Da grande diventerò come lei.

Naturalmente se mi applico negli studi e nel lavoro.

Poi conoscerò un bravo ragazzo, mi sposerò e avrò dei figli. Tutto come

lei. Madonna.

Vedrai come ti troverai bene qui. È proprio come una famiglia. Lo so, ci

sono già stata.

Quando? Un mese fa.

E cosa hai fatto in questo mese?

Viaggiato.

Bello, vero, da qui?

Ah.

Come una stampa antica calabrese.

Sei terrona?

Vedo al tramonto il cielo subalpino. Da Palazzo Madama al Valentino arda un l

'Alpi fra le nubi accese. E poi?

E l'ho studiata fin qui.

E di Maria?

Non credo, parla dei posti di Torino. Anche di Viartum?

Può darsi, se è un bel posto. Se è un bel posto.

Dio fa, ci sono anche nata.

Bastardi violentatori del mio quartiere.

Se quel piccio di Michele non vi ha gonfiati di legnate... No, no, tu ti

credi che devi fare figli a merda? E tu il figlio a stronzi!

Eh, figli a merda e figli a stronzi!

Oppure fai il merdario, lo stesso a cosa? E tu fai lo scontario!

Ci hanno la faccia pulita, neanche un graffio.

minchia lo denuncio Michele viene

che piove si

suda dio fa parla giamaico e si suda ciro il

vento non arita arita sta minchia di fuoco in ferie si usa minchia ma su

spiaggia di mare

Buon arrosto, lavoratori!

Oh, Sanzo! Oh, Cristiano, quando si incazza, spara!

Testa di Don Minchia!

Troia di cazzo!

Minchia, fa sul serio.

Dove cazzo è andata?

Boh, la scopante è disturbata, di solito cambia posto. Tutta strada, quartiere e

città.

La colpa è di me, però nel senso di te.

Guarda un po', che tipo che sei.

Scusa sai, ma senso non ha.

Noi ci parliamo addosso, sembra che ci piace. Si va avanti così,

e si la dò.

C'è un comunicato di Simone per la famiglia che anche è il mio.

Torno adesso dalle nuove, dove Simone mi ha parlato in parlatorio e precisamente

per due ore.

Simone manda il regalo a Nuccio a questo regalo.

Daglielo appena torna.

Tanto Nuccio adesso torna per dormire.

Se Nuccio ha mal di pancia e invece adesso dorme, daglielo quando non dorme.

Simone poi manda questo comunicato alla famiglia che anche è il mio.

Ha detto a me di riferire. Ascolta bene e riferisci.

Simone mi ha detto di riferire che primo non vi saluta come me e secondo è

precisamente che siete tutti quanti picci.

Capito? siete tutti quanti siete dei grandi picci

Scusi. Ma tu non sei Tonino.

Scusi, credevo che era Tonino. Eh no, io Giulietta e te non sono Tonino. E anch

'io. Dove minchia è?

Chi? Tonino, no!

Ah, Tonino.

Minchia.

La moto della cura a te, di forecchione.

Sto a lavorare, puttana troia, non giro come te a far la vita, che stai anche

schedato. Ma che cazzo vuoi da me? Regalarti un regalo, mi hai costato una

notte di marchette.

Ti aspetto fuori.

Ehi, monsieur!

Ciccamelo!

Figli questi stivaletti nuovi. Giro del mondo, roba di Milano.

Minchia, il giro del mondo è tra i più fighi di Torino.

Bello anche il colore. Rosa pallido, di Milano. Che figato, uguale a la rosa del

giro di mia nonna. E quelli bianchi? L'effetto è di a quello.

Al fai stronzo sotto l'auto che mi credeva a te.

Sopra il punto di bellezza c'è ancora l'occhio d'amore di ho fatto.

Gli avevo riconosciuto i tuoi stivali zozzi. Vuol dire che per te c'è ancora l

'occhio d'amore. È una vita una troia. Che te ne frega a te?

Sei curioso del regalo, eh? Per quello che mi frega.

È una camicia di Milano. A vedere?

Eh, minchia, me lo fai vedere?

È proprio d'oro figo. Chi l'hai rubato?

Ma che rubato? Io lavoro adesso di fatto e mi guadagno un sacco di soldi.

Rubare da sterone.

Tutta la notte a faticare per uno sterlo che ti rende massimo 5 carte sport.

C'hai ragione.

Meglio una carta pulita che cinque sporche.

La mia assistente me lo dice sempre.

Ma che cazzo dici? Il grano non c'ha odore. Carta sporca o pulita è uguale. I

picci sono picci e basta.

E sta calmo che ti fa male al fegato incazzarti.

Carte sporche e pulite.

Sono le minchiate di mio padre che da vent'anni si fa quella in fabbrica. Per

pagare la rata del frigo, dell'auto, dell'elettrodomestico del piccio, del

salottino col pizza, delle dispense illustrate.

E delle figliate che con la stronza di mia madre continuano a sgravare. Le

carte. Sono le auto sporche e pulite, non le carte.

C'hai ragione. Lavaggio e ingrassaggio.

Minchia, a me quelle auto me le portano.

Niente rischi.

Le puliamo in quattro ore, Dio fa.

Eh? Questo sì che è lavoro.

Quattro ore per il lavaggio. Ma che hai capito?

Ci portano le auto sporche e noi le puliamo per farle circolare.

Chiaro? Ho capito. Entra un cinquino ed esce un'alfetta.

Eh, magari.

Comunque il principio è questo, Dio fa.

Anch'io ho un lavoro in vista.

La mia assistente dice che devo farlo per contempito e dice che c'ho quella

società. C'ho ragione.

Ma che è sta società, tu lo sai?

La società, siamo noi che lavoriamo.

Anche voi qui in questa carrozzeria?

Appena metto su abbastanza grano, la prendo anche io in una carrozzeria.

Con un sacco di operazioni per me. E faccio il padrone.

Eh già. E poi?

Poi mi sposo.

E compro il frigo.

Tutto ti fa.

Auto, elettrodomestici, salottino col pizza, dispensi illustrati. Anche i

figli, no?

Minchia! A che ti serve una moglie a parte che ti fa da schiavo? Eh già.

Che fai?

La proposta infermiera d'ospedale. Io dicevo adesso che fai. Vado, no? Vieni a

fare un giro?

Dove? Qui dietro, al sottoponte, eh?

Se vuoi. Minchia se voglio, sempre dopo la mortadella.

Andiamo?

E dai, svegliati che non c'ho tanto tempo!

E

muovi, ti

chiudo!

Dio fa che bello, ci si può spagnare anche nudi, non c'è mai un cazzo di

nessuno.

E dai, levati tutto che non ti ho mai vista nuda.

Quanto? Quanto cosa?

Quante carte mi dai, pulito, sporco, uguale. Ma che cazzo dici?

Non so più la tua pivella, non paga.

Non scherzare Dio fa che non c'ho tempo.

Sono schedata puttana troia o no? Sì, no, minchia, ma che cazzo ne so, no,

contenta. E io invece adesso con te faccio marchetta, quanti pezzi c'hai?

Una carta. Una carta? Ma che ti frega che non ho che tengo, scena giù,

stronza! Una carta è poca!

Come poca? 100 per la prima volta! Come la prima volta?

Ogni puttana è stata una vergine, no? E la virginità è un fiore allo sciurare!

Minchia troia, se non scena giù ti faccio un culo grande come sto cazzo di

ponte!

Io, io, io, io, io, io ti ammazzo! Ma vaffanculo, piccio!

Sì, amica.

Amica e precisamente amica di coro. Grazie, rettottesa.

Non vado ad un appuntamento senza un fiore, ma non confondo sesso con l

'amore. Pronto?

Pronto, Silvia. Sono Betty.

Ma non farti capire di o fa. No, che scappata.

Ascolta, prendi un taxi che poi te lo pago io. E tra due ore puntuale al bar

di Piazza Bodoni.

Che poi ti spiego.

È grave, di vita o di morte, non posso spiegarti adesso.

Riguarda il modello.

La tua amica è precisamente Caterina.

Ma silenzio con tutti se tu vuoi che la salviamo. E stop con le domande adesso,

ok?

Sì, bar di Piazza Bodoni, precisamente tra due ore. Chiudo.

Il nome di Selene!

E chi è Selene?

E dai, Michele, non fare il piccio!

Dio fa il truzzo aiuto gargagnano sempre a seguito.

Questa è casa mia di luso.

E attenta a come muovi il culo. Casa tua?

Dei miei genitori operai, che sono ricchi e in ferie.

Avanti.

Con permesso.

Fatini!

Minchia, è una fatalina.

Che ricordo di madama Dio fa.

Vuoi bucare?

Eh? Vuoi bucare?

Cosa? Minchia, se vuoi farti un buco d'ero. O c'hai un flash ricoglionito se

gagni a disperta che non capisce. È perché c'ho la carenza.

Sì, la carenza.

È perché non dovrei averci la carenza, sputascuolo di saliva.

Per me è droga e fricco, ok?

Buco sempre Dio fa.

Quando Tonino mi ha mollato mi sono fatto un buco di 30 linee. Giuro.

Giuro. Un buco di 30 linee, per crepare non pensarci più, e non son parole.

Me lo rotta le palle di vedere in giro facce che si spacciano per amici e poi

te le mettono nel culo. Come anche te per dire l'ultimo. Io?

Dammi la roba che sto in carenza, prima buco e poi ti spiego.

Minchia, ma non sei mica morta dopo le 30 linee?

Oh sì.

Sono svenuta sulle strisce, e mi hanno ricoverata.

Soffocavo. Già che c'ero mi sono fatta togliere anche le tossille.

minchia io c'è io marcello e don silva è per quello che sputi sempre

il cesso dov'è?

prima a sinistra e in corridoio a destra

ehi

nonno

perchè non vai al centro d'incontro?

Gli vecchi si divertono tutti, ai più fighi gli danno anche la fascia, così

possano cartellare i gagni davanti a scuola o all'indirizzo.

Adesso sto bene, parliamo.

Primo, io madama non ho fatto nomi e nemmeno cognomi.

E se no, diceva se lei mi dà l'indirizzo, te la gravo la dose.

Dio fama, tu l'impegno col cazzo che l'hai mantenuto.

Quale infigno?

Di legnarmi i quattro gagni che ti ho ben detto.

Se entri in scuderia, l'infigno resta infigno. Io non entro.

Oggi fa conto che il punto di bellezza ce l'ho sotto un occhio d'uomo.

Invece di battere ti procuro merce.

Merce come?

Gagne e vergine per il tac-tac.

Una ci sarebbe entro un'ora. Una come?

Buona. Una stampina tirolesa.

Vergine e consenziente? Vergine e consenziente. Ani?

Tredici. Colore? Biada molto scura, con la treccia. Altezza? Due viti più di me,

molto alta.

Tette e culo? Grande e sodi.

Consenziente e consenziente?

Me l'ha chiesto lei.

I quattro gagni sono adesso il flipper di piazza Bengasi.

Se prendi l'impegno sacro d'onore di legnarli entro un'ora, io ti dico dove

la Vergine mi aspetta. E come si chiama?

Prima l'impegno d'onore e la percentuale. Ma quale percentuale? Io

fatti procalcio la Vergine a gratis.

E quanto?

50 carte al pezzo.

Ma posticipate dopo la prima botta. Ok, ma in acconto mi tengo sta roba.

Ragionevole.

Impegno d'onore?

Non erano tre i gagni da lignare?

Tre più tonino uguale quattro. Quattro gagni piccoli e stronzi. E dopo averli

legnati devi spiegarglielo perché li hai legnati, se no non collegano.

Oh già, è passato un po' di tempo.

Micchia come passa il tempo. Beh che cazzo faccio con sta mano?

Abbasso o stringi d'onore?

Stringo d'un'ora.

La Vergine si chiama Silvia e aspetta tra un'ora al bar di Piazza Bodoni. Ma

io la riconosco da corsa!

Ma te l'ho spiegata di o fa!

E poi scende da taxi!

L'hai mai vista la gaglia Vergine scendere sola da un taxi?

E... fattili!

La minchia! Ma tutti i cannesi come quella puttana!

Scendi!

ho fatto parte d'arara roma roma roma roma roma roma roma

roma roma

E' stato lui. E' stato lui.

E' stato lui. E' stato lui. E' stato

lui.

Ah, Verdiana, ha telefonato il padrone dell'atelier, quello dove cominciava a

lavorare oggi Betty. Dice che ha preso informazioni e che gli hanno detto che

la ragazza è un avanzo di galera o qualcosa del genere. Forse gli hanno

detto in attesa di processo. Ecco, brava, in attesa di processo.

Insomma, per il lavoro non se ne fa niente, mi dispiace. Non ti preoccupare,

Petrini, fa conto che si è già superato. Guarda che a me sembrava deciso, invece.

No, Petrini, cos'hai capito?

Superato dai fatti.

Betty in questo fine settimana non solo è scappata dal fratello buono, ma ha

anche venduto a un protettore la sua compagna di stanza. Per quello ho detto

che il problema del lavoro era... Ah, ho capito. Bravo, Petrini. Ciao, Ne.

Ah, Gardiana, hanno appena chiamato da fratello Buono. È stata violentata?

No, pare di no. Lei dice che non ce l'hanno fatta perché erano tutti

drogati. Volevano costringerla a battere. Non si capisce bene se è

scappata o se l'hanno lasciata andare.

Quel che è curioso è che Silvia, a quanto pare, non ce l'ha per niente,

Convetti. Anzi, ha invece litigato con un ex ospite della comunità, Caterina.

Fino all'altro ieri la sua migliore amica. Suo modello, dicono.

Ma... Comunque è un bel guaio. Eh, già.

Credi che Betty si farà più viva? Ah, se non muore torna. Sta tranquilla, per

tornare torna. Ma questa volta non mi frega. Come arriva, se arriva, io la

prendo e la vado a sbattere in giunta. Sul tavolo del sindaco.

Ecco.

Dai, calma, è brava che Wanda viene subito, ne?

Gioca.

L'hanno rotta un'altra volta.

Grazie

provette di non ridere?

Si figuri se ne ho voglia. Dico?

Dica, dica.

Stamattina abbiamo trovato le lampade tutte sane.

Oh signore, è la prima volta.

Ma cos'è successo? O sono diventati tutti miopi o si sono stancati.

Adesso le hai sistemate tutte le cose che dovevi sistemare?

Signor, non fare quella faccia.

Una soluzione alla fine l'abbiamo sempre trovata, no?

Di un po', per curiosità.

La brandina l'hai presa al consultorio?

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