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Le manette.
Buonasera.
Al sicuro, Brusca.
Molto al sicuro.
Dove siamo e dove sono i nostri avvocati? Abbiamo notificato loro gli
avvisi. Hanno preferito non venire.
Magari c'è un po' presto.
Se siete a Brusca.
Siamo qua per un confronto tra persone che hanno reso dichiarazioni
contrastanti.
Penso. Cominciamo da lei.
Omicidio giusto Giammona.
Corleone, 28 gennaio 1995.
A sparare... Sono stati Monticciolo e Vincenzo Chiodo.
Un nebbiero.
Sono stato io convito vitale. Ma che mi... Anzi...
Forse non ti ricordi buono.
Enzo, conferma?
Confermo.
Andiamo avanti.
Omicidio di Caro.
Giugno 1995.
A Shangolare di Caro è stato Giovanni Rina.
Erano presenti io, mio fratello Giovanni Brusca, Vito Vitale, Mino Mangano.
Ha ancora questi segni. Brusca. Ma quanto pare suo fratello ha deciso di
non seguire più la sua persona.
Enzi.
Enzi, guardami.
Lo ricordi?
Così amo Enzi.
Così amo.
Io sono Enzo Salvatore Brusca.
E da oggi ho finito di darti ragione. O la calo chi ho a testa, giova.
Decidi tu se vuoi ancora essere mio frate oppure no.
È finita, Joao.
Finiu.
Questo è un avviso di garanzia per calunnia.
Le do 24 ore di tempo per dire tutta la verità.
Si rifletta bene, eh?
Fuori dal programma di protezione, la detenzione è brutta, lo sa.
41 bis a vita.
Faccia la scelta giusta.
Abbiamo finito?
Lei sicuramente sì.
Ti torna tutto, Carlo?
Sì.
Vedi, questo è il problema.
Ti torna perché queste cose le sapevamo già, prima che lei incasinasse tutto.
Ora è il momento di quelle nuove, di quelle che non sappiamo.
Rusca, lei ha ucciso più di 150 persone.
Magistrate, poliziotti, una donna incinta. Un bambino di 15 anni.
Quante volte ci siamo visti?
Votto? Preci?
Sinceramente? Ogni volta per venire qua e starle davanti senza vomitare, mi devo
sforzare... Va buono, dottore.
Ogni petto è un grancio.
Com'è?
Da ora, ogni parola...
Ogni parola è un tesoro.
Io non vedo tesori. E i granchi vanno all'indiecio. I gamberi.
Quelli sono i gamberi. I granchi è delato.
Va bene, getto, delato. Fatto sta che io voglio andare avanti. D'accordo?
Lei la vuole questa protezione o non la vuole?
Perché se la vuole le tariffe sono state appena aggiornate. Il prezzo è molto più
alto.
Magari è vitale.
Magari è ieri.
Magari è provenzano.
Avete a sapere che il Provenzano è malato.
Dove sta io non lo so, ma quello che gli fa la spesa lo chiamano Gorilla.
Il nome vero è Luca Nuscio.
L'hai mai visto?
Minchia Carlo Gorilla!
Ma tu ti rendi conto?
Sì, ma calmati.
Il primandiere di Provenzano ci ha dato, capisci?
Per ora è solo un soprannome.
E ti pare poco?
No, non mi pare poco. Appunto.
Ma è tutto da verificare.
E noi verifichiamo subito.
Con Francesca e le mani lavoro che ha fatto con quell'infiltrato. Nomi,
luoghi, dati, un bel DDA ci abbiamo.
E in DDA mettiamo le informazioni in comune con gli altri colleghi che
dovranno fare lo stesso.
E noi entriamo dritti in partita su Provenzano.
No.
Questa cosa la facciamo io e te, Carlo.
Soli. Niente colleghi, niente Lea. Niente bassa.
Eddi, ma che minchia stai dicendo? L'hanno già avuto in mano il materiale
di Francesca. E che hanno fatto, Carlo?
Nenti! Non ci hanno creduto!
Il Rosso e Lea ci rallenterebbero.
Tu ti fidi di lei?
Assolutamente. E so che in questo nuovo mondo ci dobbiamo entrare a modo nostro.
Soltanto così ubichiamo a Provenzano. Lo sa pure tu.
Quanto ci ha costato arrivare fino a qua, Carlo?
Assai!
E ora brusca quando sapi che è cent'anni. Forse pure meno. Ma noi
andiamo avanti.
Perché ce lo merediamo.
No.
Perché ne abbiamo bisogno.
Va bene.
Chiamo Francesca, stanotte da lei?
Ok. Io sento la barra.
Finiamo male. No, finiamo che vinciamo.
Brusca l'ha sentito chiamare Ugo Rilla solo una volta e solo quando era insieme
a Palazzolo.
La moglie di Iacono mi ha parlato di Ugo Santoro.
Grosso, nero, come un gorilla.
È vicino a Pinolipari.
Però litigava troppo con Benedetto Spera per essere lui.
Allora aggiungici anche Santi Licata, Stanfa Nicasio e Ugo Radica. In fondo
sono tutti imparentati con gli Scinna, che dici?
Dico di sì.
Brava. Te l'avevo detto che dovevate leggerle insieme le agende. Voi li
conoscete, noi altri li pigliamo.
Sapete che da questa lista vengono fuori almeno 20 nomi legati al Provenzano che
potrebbero essere stu gorilla di cui parla Brusca.
Tutti li dobbiamo ascoltare.
20 intercettati, H24, fanno più di 60 uomini al giorno.
Per un'indagine che non esiste e che noi non vogliamo che esista.
Esattamente.
Guardate che se succede qualcosa... Me l'accollo io.
No, io.
Tu con tutti i casini che ti sei accollato in questi anni in procura c
'hai tutti gli occhi addosso.
Io almeno sono candidato.
Vabbè, sono più candidato.
Glielo dite anche voi che senza Baffi starebbe malissimo. Ma che c'entrano i
Baffi? I Baffi aiutano.
Senti a me.
Dai.
Grazie.
Grazie di essere qui, davvero.
Vorrei avervi incontrato prima.
Vabbè, adesso...
Non
tagliarli
se non vuoi.
No. Perché no, è la promessa.
Quando lascio il pullo, lo taglio.
Perché a parte piaccio senza baffo, come quando ci siamo sposati.
Infatti, sei tu che non ti piaci senza.
Allora, se ce l'hai con me, perché queste sere ho fatto tardi, ho anche
saltato qualche cena.
Io mi sto organizzando.
E che siamo arrivati a un punto che per chiudere, vabbè, ci vorrebbe una vita.
Ma io mi sto organizzando.
Tu ce l'hai una vita, Carlo.
Forse hai solo deciso che non è con noi.
Tu non sei alla fine della carriera, sei all'inizio.
Hai lo stesso sguardo.
Ma perché devo dire così?
Scusa, io ti ho chiesto, mi sto organizzando, un mese mi serve. E perché
non due, tre, quattro?
Perché non mi serve tutto quel tempo.
A me basta un mese, solo un mese, te lo giuro, e poi ti prometto... Non
promettere, Carlo.
Non volevo ferirti.
E allora smettila di mentire.
Perché quando menti mi ferisci.
Perché questo non è l'uomo che ho sposato.
Giovanni Brusca è un pentito, Giuse.
Ora è un pentito vero.
E poi mi è morto.
E allora sai che devo fare, Vito?
Sì, capo.
Mi ci gioco le palle che è lui. È il nostro gorilla, Saverio. Ti aspetto qui
da me. D'accordo.
Abbiamo un'identità per l'uomo, un'identità. Porca puttana!
Chi va da Navarra?
Ma tu?
Io. Sei sicuro? Sì.
Tanto oggi mi avresti donato solo la giacca.
Questa udienza era già mia.
Si chiama tra due ore, eh?
Dai, eh?
Dai.
Vamone.
Buongiorno.
Buongiorno.
Buongiorno, signor Pagarella.
Alla nagra è fettito Lampredonia.
Piccolo e biondo. Perché lo chiamino il Gorilla rimane ancora un mistero. Ma è
sicuramente lui.
Buongiorno. Salve. Salve.
È il vivandiere perfetto per Provenzano.
Incensurato, col motorino e una faccia anonima.
Vieni.
Chiudi, chiudi.
Ho distaccato quattro unità e venti uomini all'oscuro di tutto.
Cosa gli dirò, ancora non lo so.
Ma questa cosa deve restare tra noi. Ma dove vai?
Fidati, barone.
Menchia sembra di stare nel nome della Rosa.
Serviva un posto tranquillo, no?
Tranquillo, però... Salve.
Comodi, comodi. Salve, salve.
Insomma, la vuoi sentire questa novità, signor?
Cacetto.
Pinnule.
Medicina.
Brusca e Iacono hanno detto che Provenzano è malato.
Aspetta.
Ma raccomando, gorilla, la romana in Montemaggiore viene proprio etta a
pegare.
Iddu. Ora io non lo so se Iddu è proprio lui, ma se è lui è una grossa batta di
culo.
Brusca e Provenzano in quattro mesi.
Io voglio fare il capo della polizia, tu?
Ministro di giustizia?
Da domani ci penso.
Complimenti, eh? Veramente, ottimo lavoro.
Ottimo lavoro.
Grande Diego, ottimo lavoro.
La coglio?
Prepara le tue cose, Fra.
Chissà volta ci siamo per davvero.
Vedi che ha fatto bene a restare.
Domani lo picchiamo, Carlo.
Nuova corsa
Nuovo
mondo
Nuova
vita Benvenuta tra noi
E vecchie promesse.
Ehi.
Ehi. Come va?
Bene, bene.
Tutto si compone.
C'è l'energia giusta.
Tu che fai?
È quasi finito, ti raggiungo.
Sì.
Forse domani prendo Bernardo Provenzano.
Dove sei Carlo?
Dove minchia sei Carlo?
Dove minchia sei?
Non adesso, Carlo.
Porca puttana, non adesso.
Mi dispiace, ma avevi ragione.
La discadenza è stampata sul culo, ce l'avevo.
E oggi?
Ci ho pensato tutta la notte.
Se entro in questa storia con te, io non ne esco più.
È troppo. È provenzano. Non mi interessa.
Non è vero.
Non è vero.
E Teresa capirebbe.
Cosa c'è, Carlo?
Sei stanco?
No, non sono più stanco.
Anzi, tutto a posto.
E non è neanche per Teresa.
La faccio per me.
Ho capito che ho passato gli ultimi 30 anni a dimenticarmi che sono io che ho
bisogno di loro.
Adesso devo tornare dalla mia famiglia.
E la sai perché lo posso fare?
Lo posso fare perché ora qua ci sei tu.
Sai, è vero che me la posso andare.
Vai Carlo, vai.
Vai.
Devo andare da lì e dopo lo ripasso.
Non tornare.
Oggi.
Grazie.
Comodo, comodo.
Solo noi, dottore.
Solo noi.
Navarra, sono Barone. Uguerilla?
Agganciato, siamo in direzione Montemaggiore.
Le altre unità sono tutte in posizione.
Adesso non ci resta che stargli dietro e aspettare. E allora godiamoci questo
viaggio. Allora spera che ci porti dritti a destinazione senza problemi.
Che stasera mi sento cattivo, incazzato e stanco.
Davvero? Anche tu uccidi Clint?
Chi?
Per favore, Ragani, il film preferito del mio ex. Siete tutti uguali.
Mai visto.
E fammi capire, sei uno che piscia filo spinato e caga proiettili?
Uno che mangia filo spinato, piscia Napalm e riesce a mettere una palla nel
collo di una pulce a 200 metri. Se devi citarlo, fallo beve.
Capo, cazzo, non è questo.
Dove sta andando?
Rannetta, spegni i fari.
Forse quella porta un casale.
Magari deve fare solo tappa. Sì, ma se ci infiliamo lì dentro ci becca subito.
C'è una macchina, siamo in mezzo.
Filati qua dietro.
Forza, forza.
Dove siete?
Via Lipari.
Trentaduesimo chilometro, mi pare.
Sta ralentando.
Che succede?
Silenzio radio, porca troia.
E se è lui?
Se è Provenzano?
Ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego.
Dove vai?
Dobbiamo vedere dove va.
Aspetta, torna indietro.
Cazzo, torna indietro, state pronti.
Sa che ci hanno peccato.
Pronti, signori?
Anche dietro.
Cazzo, fuori tutti, fuori tutti!
Giù, giù, giù! Quanti raggi con le armi? Polizia! Squadra mobile!
Carabinieri del Rosso!
Provenzano, non è in tua competenza!
Ma cosa pensavi di fare?
Mi assumo la piena responsabilità di aver seguito un'informazione di brusca.
Un mio pentito di mia competenza.
Tu hai completamente dimenticato cosa facciamo qui dentro, Saverio.
Noi non sforiamo dentro indagini di altri.
Noi scambiamo informazioni, altrimenti è il caos.
Due forze di polizia una contro l'altra con le armi impuntate. Un errore in più
e ci scappava il morto.
Tu giochi da solo, Saverio.
E la cosa più grave è che ti trascini a chiunque sia abbastanza pazzo a
seguirti.
Pensi di essere il migliore di tutti?
Sono tre mesi che stiamo dietro il gorilla.
Tre mesi. E tu ci hai bruciato.
Tre mesi, eh?
E cosa hai combinato con il rosso in tre mesi? Scusi? Che cosa avete scoperto in
tre mesi?
Perché io in tre mesi le indagini le chiudo. E se dobbiamo condividere, come
mai in DDA una io mai sentito parlare di un gorilla?
Saperi, ma che cazzo fai?
Attacchi tu adesso.
I magistrati condividono.
Noi del Rosso svolgiamo attività info-investigative, quindi decidiamo noi
quando collettivizzare.
Eppure siamo qui per condividere, giusto?
E allora condividiamo.
Brusca mi ha fornito altri nomi di fiancheggiatori di Provenzano. Ora ve li
dico, ma fatti chiari, eh? Su questi nomi ci lavora Navarra, perché Brusca è
in quota polizia.
Ne sarei lieto. Questa non è una guerra tra forze dell'ordine.
Prego, dica.
Verbale del 5 ottobre. Giovanni Brusca dichiara di non sapere dove si trovi
Provenzano... Ma indica come possibili fiancheggiatori. Tale.
Salvo Toscanelli della guadagna. Si può seguire? Intercettare? Non c'è bisogno.
È già un confidente del Ross.
Andrea Tuminelli di Belmonte.
Ci stiamo lavorando noi.
Santi Licata da Montemaggiore Belsito.
Anche a Licata stiamo dietro.
Don Paolino Mosca di Prizzi.
Stiamo dietro anche a lui.
Andate a fare il cuore.
Vaffanculo! A tutti!
Adesso basta, eh?
Vieni con me.
Ma che cazzo fai? Ma che rasse di modi sono?
Fai dei nomi su cui loro stanno già lavorando e ti incazzi pure!
Andrea, Andrea, tu lo sai chi è Don Paolino Mosca?
Nessuno! Me lo sono inventato!
Ma tu ti rendi conto di quello che sta succedendo qui dentro o no?
Sarà di Falco.
Iacono ammazzato.
Senti, io non lo so se loro non lo vogliono pigliare a Fromezzano, ma di
sicuro non vogliono che ci lavorino altri.
Tu sei impazzito.
Tu non sei lucido. O forse lo sono troppo.
Troppo per stare qui dentro a vederti dormire.
E sveglia di cazzo! È per questo che io e Carlo non ti abbiamo detto niente.
Ma che cazzo stai dicendo?
Io ti ho sempre parato il culo, Saverio.
Ma cosa pensavi che avrei fatto? Che ti avrei tradito? Che ti avrei fermato?
Tradito no.
Fermato sì.
Sei una delusione, Barone.
Sul serio.
Tu non hai capito niente di me.
Che cosa faccio io per voi ogni momento?
Mettici un giorno, un mese, un anno per riprenderti. Non mi importa.
Io per un po' non voglio più vedere la tua faccia qui dentro.
E ora sparisci.
Vai!
Che fai oggi, Leonardo?
In che senso, dottore?
Mi dica, lei?
Voglio conoscere la tua fidanzata. Che dici?
Buona idea, no?
Andiamo fuori, venite da noi. Io e Giada.
Tu e lei.
Sì.
Mi sembra pure a me una buona idea. Non... La provo a sentire. Anche Giada
non mi risponde.
Non so dov'è.
Perché non mi risponde?
Mia casa, il mio cellulare.
Non mi risponde.
Chiamalo in bordo, fatti vedere dove sta.
Si è tolto? No, non è ancora lì. No, perché volevo tenerlo il più possibile.
Vabbè, insomma, passa in mezzo a tutti, si mette proprio davanti a lui.
Caramagna Marco, lei per caso lo conosce? Lui, te lo giuro, con la sua
faccia di culo. No, prof, mi dispiace, mai visto.
Non avevo studiato un cazzo, che dovevo fare.
Certo.
Scusate.
State indietro.
Signori, per cortesia, restate indietro.
Che ci fai qui?
Sei bellissima.
Non mi rispondevi, Giada.
Volevo stare con te.
Sono con loro, Saverio.
Sono i miei compagni di università, li ho incontrati qua.
Preferisci restare qui?
Va bene, restiamo.
E verrà bene.
Ho avuto una giornata di merda.
Ho fatto un casino e stavolta non so davvero se si risolve.
Me li presenti?
Scusami, ma... Intendevo da sola.
Ti raggiungo a casa, ok?
Ci vediamo dopo.
Noi quant'è che non ridiamo io e te?
Te lo dico io.
Dall'arresto di Brusca.
E cosa hai fatto tu tutto questo tempo?
Finta di niente.
Perché avevo paura.
Perché non so più come rimediare.
Magari posso provare ad andare da quello psicologo.
Magari posso. Magari potessi prendere la mongolfiera.
Portarmi fino in cielo.
Farmi trovare il mio nome scritto con le nuvole.
Per poi tornare sottoterra.
Sono stanca.
Sono stanca, Saferio.
Io ho bisogno di te.
Io ho bisogno di me.
Altrimenti non ne rimarrà niente.
Non lasciarmi.
Non adesso.
Adesso non ce la faccio.
Io non so nemmeno dove cominciare senza di te.
Nemmeno io lo sapevo.
La pratica sarà così facile, ma il sessuale, il sessuale, il barone, non è
un tema abitudinario.
Non ti preoccupare che prima o poi il governato si ferma.
Tutti si fermano Carmela, tutti.
Non è.
Mi dicono che Vitale si sta armando.
A quanto pare ha deciso di fare di testa sua.
Piacenza ne abbiamo avuto pure troppo.
Non te fare il sangue amaro, Pietro mio.
Ora però levamelo dai coglioni per sempre.
Icchia, finalmente!
Finalmente cosa?
Sono tre giorni che ti aspetto.
Perché?
Ti voglio la mia pistola.
Per fare cosa?
E ammazzare uno.
Devi ammazzare uno?
E se non sono troppo indiscreto chi?
Un'avampuitanza.
È un pezzo di mieda, non vale niente.
Oh!
Oh, ave sforzo! Oh!
Ma fammi capire, tu sei particolarmente affezionato a quell'apistolo o aspettavi
me?
Eh?
Nella speranza che ti domandassi quello che ti ho domandato.
Ah, e allora vedi di rispondere attorno alle domande. Chi?
Mi pace.
Complimenti, e per chi?
Che non te si minchia, è lui che mi dà il legnato.
E perché?
Perché è un comunista in mierda.
E dice che la prossima volta che rubo qualcosa si chiama polizia.
Così giovane sei già così patetico.
Meno male che te l'ho presa io la pistola che altrimenti a quest'ora eri
già in carcere.
Ora ti dico una cosa.
Anch'io ho uno che mi dà fastidio.
Ma l'ultima cosa che penso di fare è ammazzarlo.
E sai perché?
Perché io queste faccende le risolvo in un altro modo.
Creandogli un nemico.
Un nemico grande, forte.
E poi basta.
Aspetto che si scannino tra loro per sopravvivere.
Aspetta!
Io non lo so come si fa questa cosa.
Ma se vuoi io posso insegnarti.
Ma tu sei pronto?
Per il sacrificio?
Pronto, tu?
A consegnare un messaggio di guerra?
Ma che cazzo ti sei chiuso da dentro, Renato?
Che minchia fa?
Niente, papà!
Cazzo, stavo facendo niente!
Mi dispiace.
Mi dispiace non essere stato attento.
Aspetti. Che succede?
Di non avere capito.
Torniamo dentro.
Risocchiato dal mio buio.
Accecato dall'egoismo e dall'arrabbia che mi porto dentro.
Sì.
Sì.
Stanno salendo.
Aspetti qua, dottore. Aspetti là. Perché cazzo non mi fai mettere alla porta?
Perché non c'è bisogno, dottore.
Va bene, va bene. Aspetto qua.
Scusa.
Mi dispiace di averlo realizzato soltanto nell'impotenza.
Come una lucida epifania di ciò che sarebbe successo.
C'hai un modo tutto tuo per risolvere le cose.
Ha dato un messaggio, ha sparso un po' la voce.
E mi sono assicurato che arrivi al dove chiede gli sbirri.
Adesso tutti quanti sanno che è vitale, quello di cui devono preoccuparsi.
Adesso Renato, se vuoi, puoi parlarmi di tuo padre.
Vuoi aiutermi? Sì, prego, accomodati.
Saverio, ho avviato per te la procedura di protezione.
Dopo quello che è successo era inevitabile.
Andrea, chi si libera dei proiettili ha una intenzione di usarli.
Quante minacce sono arrivate in questi anni?
Una centinaia.
Saverio, non si tratta solo di proiettili, ci sono due intercettazioni
attendibili. Che confermano un possibile tentato ai tuoi confronti.
Sai nemmeno di Vito Vitale?
Ci sto lavorando su Vito Vitale.
Lasciami un po' di margine. Forse non ci siamo capiti.
Tu domani verrai trasferito in un luogo di massima sicurezza a fine della
libertà, a fine delle sigarette in terrazzo.
Da questo momento non potrai più nemmeno avvicinarti ad una finestra.
E questi sono i resti dei miei provvedimenti.
Per ciò che hai causato da questo momento non sei più procuratore
responsabile di San Giuseppe Iato, Brancasso, Bagheria e Corleone.
La mente andrà rotta e stai accanendo, eh?
Obbligami pure a smettere di fumare! Buona idea!
Perché no? Ma perché cazzo mi butti addosso tutta questa merda? Perché è la
condizione unica e ideale!
Ideale? Per cosa?
Per arrivare dove non siamo ancora riusciti ad arrivare.
A Provenzano.
A Pietroglieri.
Saverio?
Agirei da solo, in segreto.
Quello che fai lo saprai soltanto tu.
Se ti fidi di qualcuno, è il momento giusto per chiamarlo.
Fingerai di essere un pieme ridimensionato che ha paura di morire,
che vola basso, che cammina rasente lunghi umori, che non rilascia
interviste.
Un uomo che sia contento di bassa macelleria.
Ce la fai ad essere quello che non sei?
Sì, Andrea.
Ce la faccio.
Non rispondere subito.
Pensaci.
Pensaci bene.
Hai visto?
Finalmente ce l'ho fatta venirti a prendere. Oggi vengono tutti i giorni.
Magari proprio tutti i giorni.
Vieni subito qua a abbracciare papà.
Subito!
Non potevo metterla in pericolo.
Non potevo chiedere loro di pagare il prezzo che io ero disposto a pagare.
Il 23 ottobre 1996 Ho
avuto paura
Mi
si è spezzato il cuore
E sono morto.
Per combattere un'altra guerra.
Una guerra per cui non ero pronto.
Una guerra di cui sapevo troppo poco.
Scura di alleanze, di intrighi, veri o presunti.
Avida di sangue.
Ex caganitù.
Ex kamikaze.
Ex PM di punta della procura Ex marito
Tutto
per difendere l'unica promessa che sono mai riuscito a mantenere
Can't find what you're looking for?
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