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C'è un scherzo.
Sì, sì, sì.
Lo sputo dentro al bicchiere, sì.
Incredibile. Sì, l'ho visto, l'ho visto.
Infatti l'ho guardato, ma dico, ce l'ho scritto. No, non ce l'ho scritto.
Anche io.
Sì.
Sempre per il discorso del dialogo.
una gran paura perché abbassando quelli per scoprire il dialogo gli archi sotto
spariranno
Il prossimo brano è completo.
Il nostro sodalizio è cominciato in una strana maniera.
La racconto sempre perché è proprio una cosa strana.
Quando Franco Cristaldi mi offrì di fare il nuovo Cinema Paradiso,
io rifiutai.
Rifiutai senza nessuna ragione, non volevo lavorare, non volevo fare...
questo film, non volevo avere troppo lavoro.
Franco Cristaldi ha insistito moltissimo.
Io gli ho chiesto, ma il regista mi vuole, perché tu stai dicendo, a me,
io devo sapere il regista quello che penso.
Il regista ha detto magari lo facesse, però ha proposto Cristaldi, non mi aveva
cercato Peppuccio.
Insomma... Io ho detto lascia perdere, invece lui mi ha voluto far leggere il
copione per forza.
Io ho letto il copione e mi è piaciuto moltissimo, specialmente la parte
finale, la parte dei baci di Cinema Paradiso la ritengo un momento di
ispirazione straordinaria cinematografica dove c'era chiusa tutta
la storia del cinema in questo rapporto tra le varie coppie dei film e ho
accettato di farlo con entusiasmo, non mi sono pentito.
di aver conosciuto poi un grande artista e il tornatore invece ha la richiesta da
Cristaldi si no io all'epoca era il mio secondo film nuovo cinema paradiso
e quando Cristaldi mi disse lei ha delle idee per la musica di questo
film avevo si un'idea non era morricone semplicemente perché lo ritenevo
inarrivabile non pensavo che avrebbe
potuto fare un film per me e Cristaldi mi disse beh però sarebbe giusto
Morricona per questo film e io gli dissi magari accettasse ma io non lo conosco e
lui lo chiamò Ennio disse di no che era occupato dall'altro doveva fare un altro
film americano ti ricordi?
poi Cristaldi ha insistito gli ha fatto leggere il copione e dopo che lui ha
letto il copione ci siamo sentiti e ci siamo visti a casa di Ennio nel suo
studio e mi ricordo che la prima cosa che mi chiese mi disse ma non è che per
caso tu vorresti il Marranzano, queste cose siciliane? Ho detto no,
assolutamente no, non c'entra niente. Va bene, allora facciamo il film.
E mi parlo subito, devo dire, della scena finale dei baci. Ecco come ho
cominciato.
Dopodiché io gli dissi, lui fu molto gentile, io all'inizio gli ho dato del
lei e poi lui mi disse diamoci del tuo eccetera.
E io dissi, il mio sogno sarebbe di fare le musiche prima delle riprese.
Non so se si può fare, immagino che sia più costoso.
E Ennio fu felice, come no, io sarei felicissimo di fare le musiche prima.
E cominciamo già con il nuovo Cinema Paradiso a fare in questo modo.
In quel caso la sceneggiatura esisteva già.
E quindi abbiamo cominciato a discutere della sceneggiatura.
Ennio ha composto i temi che erano già tutti pronti quando ho girato il film e
in seguito abbiamo sempre fatto così in alcuni casi addirittura abbiamo parlato
delle musiche quando ancora la sceneggiatura non era ancora esistente
affrontiamo
il problema delle musiche immediatamente quando io decido di fare un film di
realizzare una storia
sia che esista già la sceneggiatura, come nel caso di Nuovo Cinema Paradiso,
ma in tutti i film successivi, già quando ancora la sceneggiatura era in
fase di elaborazione, io gliene parlo, gli racconto il film e si comincia a
discutermi. E così come io vado avanti sulla sceneggiatura, Ennio comincia a
elaborare delle idee, poi ciclicamente ci vediamo, lui mi fa sentire, ne
discutiamo.
Cominciamo a verificare certe scelte, a mia volta a seconda delle soluzioni
narrative che comincio a trovare in sede di sceneggiatura, facciamo degli
aggiornamenti ciclici.
In questo modo alla fine della stesura della sceneggiatura ci sono già delle
idee precise.
Ennio incide e segue questi temi prima che io cominci a girare.
Per cui durante le riprese io ho già i temi fondamentali del film, che sono
però dei temi compiuti.
che hanno un inizio, uno sviluppo e una fine.
Non sono ancora sviluppati poi per le singole scene del film.
A riprese finite, quando io finisco di montare, facciamo il lavoro di
sviluppare i temi che preesistevano alle riprese in base alle singole scene, in
base al montaggio.
E alla fine del montaggio si ritornano in sala musica e si eseguono le musiche
scena per scena, proprio sulla scena montata.
Questo è il nostro modo di lavorare.
Aggiungo, nel caso di Malena è capitato questo, che non è capitato come pare in
altri film. È capitato che noi, i temi preesistenti al film
erano talmente tanti che io ho dovuto dire un giorno a Peppuccio guarda che
qua una babbella e troppi temi, guarda te lo volevo dire pure io, mi risponde.
e mancava un tema, anche se era in qualche caso accennato in certi momenti
delle registrazioni che hanno preceduto il set, era accennato un certo
stile che però si è chiarito più tardi e è diventato un tema fondamentale del
film, ma questo è nato all'ultimo momento però, si deve dire che questa è
un'eccezione nel nostro lavoro, è un tema importante e decisivo
nel film.
piccoli idee ma non così integrali come questo qui.
Mentre appunto nella leggenda del pianeta sull'oceano la musica era
proprio protagonista, era uno degli attori del film, in Malena la musica ha
il ruolo che ha in tutti i film.
Ovviamente se una storia
D'amore, come dire, inconfessabile e inconfessato.
La storia d'amore da un ragazzo di 14 anni a una signora di 27 anni.
Un amore mai vissuto, mai detto, mai espresso.
Quindi un film dove tutto sommato la parola ha un ruolo non determinante,
mentre è determinante lo sguardo, le immagini.
le azioni rubate, i pedinamenti, le immaginazioni, il desiderio, tutto ciò
che è inesprimibile a parole, tutto ciò ha portato a dare alla musica
un valore determinante.
E quindi ci siamo trovati ad affrontare un film che durante lo sviluppo sia
della sceneggiatura che in seguito anche... delle riprese e del montaggio
ha rivelato un'anima musicale forse più forte di quanto noi stessi non
prevedessimo all'inizio e questo forse spiega questo fatto eccezionale che è
accaduto nel nostro modo di lavorare cioè di aver dovuto inventare qualcosa
di nuovo e di modificare alcuni dei temi che avevamo fatto all'inizio perché a
film montato ci siamo resi conto per esempio che l'anima
ironica del film, era molto più forte di quanto io stesso non prevedesse all
'inizio e che appunto la parola non era fondamentale e quindi la
musica finiva per avere un ruolo più importante.
Le musiche di Malena si svolgono su due piani.
inventato per ultimo, è un tema estremamente popolare, facile.
Gli altri temi sono più sofisticati.
Poi c'è un terzo livello, quello delle musiche dell'epoca, delle musiche
di Tarzan, del western, ma sono momenti, sono attimi, noi li affronteremo domani
mattina con l'orchestra grandissima.
una formazione enorme di chiesa sinfonica.
Quelli sono quelli che danno problemi a me, perché ritengo questo film, Malena,
la musica di questo film, di difficile realizzazione per queste ragioni, per
questi inserimenti.
di musica in uno stile che praticamente non è il mio.
Io ho dovuto adattarmi a fare certe musiche in un certo stile. Poi l'autore
Morricone si sentirà, credo, ugualmente, perché io non ne posso negare, anche se
faccio l'imitazione del giallo di Hitchcock oppure del western di Tionkin.
ombre rosse di John Ford. John Ford il regista, la musica però non era di...
Sì, certo, non era di Tionchi.
Voglio dire, credo che l'autore si sentirà ugualmente, io non potrò
negarmi, non posso negarmi quando scrivo.
Però rimane per me, diceva Peppuccio qualche giorno fa, che questo è un film
per la musica molto difficile, difficile per il compositore, poi il pubblico lo
farà della musica con molta semplicità, gli sembrerà semplicemente facile, ovvia
probabilmente, ovvia nel senso che giusta.
Ecco, questo è il mio parere.
Io su questo non so proprio rispondere.
Dico che se c'è un'affinità è quella che io dico.
Prima l'amicizia, poi la fiducia.
Il compositore ha bisogno, io ho bisogno, della fiducia del regista.
Allora riesco a discutere bene, a far accettare al regista le mie idee, a
accettare le sue e a confrontarmi. Questo è molto importante.
Con Peppuccio questo avviene con facilità, senza difficoltà. È chiaro,
quando ho l'orchestra davanti e mi dice una certa cosa, dicevo stamattina
che mi mette in crisi, ma è una crisi che dura poco perché poi si trova la
strada della correzione di quell'eventuale errore che poi non è un
errore così grave, è un errore qualche volta di interpretazione di cose
impreviste o di cose non dette.
Io da spettatore apprezzo tantissimo il
cinema che fa anche a meno della musica, cioè per me non è una regola
obbligatoria assolutamente, anzi accetto il principio che molti sostengono che in
fondo il cinema potrebbe assolutamente fare a meno della musica.
Poi io personalmente invece la ritengo importantissima perché è uno dei tanti
elementi.
che contribuiscono a rendere più coinvolgente la narrazione. Il
cinema può fare a meno anche degli effetti speciali, però poi li usa, può
fare anche a meno del colore, però poi lo usa, può fare anche a meno... In
fondo il cinema è misterioso e interessante proprio per questo, perché
è fatto di tante cose non necessarie che si possono utilizzare in base alla
propria...
sensibilità e al proprio modo di raccontare e qui amo molto la musica ma
non a priori cioè non è che quante volte poi nella partitura di un film noi due
decidiamo che la musica di alcune scene deve essere il silenzio o talvolta la
togliamo la togliamo assolutamente anzi è proprio il rapporto tra il silenzio e
la musica che è già un elemento drammaturgico in più una freccia in più
nell'arco
della narrazione perché il silenzio che segue dopo
un brano musicale è molto più espressivo di un silenzio infinito e anche quello
che anticipa e quindi c'è una serie infinita di possibili
combinazioni io l'amo molto e perché non lo so spesso la musica mi
suggerisce
come dire l'inesprimibile c'è tutto ciò che la sceneggiatura non può dire in
parole in immagini per me lo deve dire la musica e qui il sottotesto lo deve
dire la musica oggi noi avevamo registrato un brano musicale in una
scena in cui arrivava al protagonista del film la notizia che era morto
qualcuno e avevamo fatto un brano musicale bellissimo
molto sentimentale, molto in linea con la notizia che era molto un personaggio
importante del film.
Poi invece abbiamo deciso di cambiarlo dietro al mio suggerimento perché la
notizia della scomparsa di questo signore in realtà in chi la apprendeva
determinava un sottile e inesprimibile piacere.
E allora abbiamo ribaltato il tutto.
Ecco, la musica serve a raccontare quello che l'immagine talvolta non può
dire e nemmeno le parole.
In questo senso mi sembra.
di non poterne fare a meno e in più mi sembra un elemento fondamentale di
esplicitazione
della capacità narrativa dei movimenti della macchina da presa. Io trovo che ci
siano mille fili che legano il modo di muovere la macchina da presa, il modo di
raccontare col movimento e la musica.
Beh, devo dire che ogni film che ha fatto Peppuccio l
'ho ritenuto sempre un grande film.
Il nuovo Scena del Paradiso lo ritengo un grande film.
Una pura formalità, un grande film.
Il cane blu, l'episodio del cane blu era delizioso.
Ecco lì c'era solo musica, era tutto musica. Stanno tutti bene, è un film
delizioso secondo me, forse la gente non ha capito abbastanza, forse credo,
forse, non lo so.
L'Uomo delle Stelle non ne parliamo, è un film bellissimo, con un sacco di
idee, dove c'è questa costante ritornatore sul cinema, questa
attenzione a riprodurre il cinema dentro se stesso.
importantissimo nella leggenda del pianista sull'oceano e mi pare molto
importante questo film Malena dove tocchiamo tutte le
corde classiche ormai di Peppuccio pure se è così giovane ha già certi
stilemi sono classici suoi
La musica che Ennio ha fatto per i miei figli, che amo di più, è difficile
rispondere, è difficilissimo.
Potrei forse trovare una misura di scelta, forse sulla base della
difficoltà, dell'imponenza, e dire forse di preferire quello, che sarebbe la
leggenda che pensa sullo cielo, ma solo perché appunto lì la musica aveva un
ruolo veramente particolare e l'impegno è stato, credo...
o in assoluto forse la cosa più complicata di cui abbiamo mai sentito
parlare, perché Ennio si è occupato della musica di quel film per più di due
anni.
Si ritornava perché durante la sceneggiatura, prima i playback, poi le
musiche del film, la revisione in sede di montaggio.
L'uso della musica durante le riprese è stato un impegno suo costante, anche
durante le riprese. Quindi forse indicherei quella, ma non perché le
altre mi siano piaciute meno, ma perché è stata un'esperienza veramente, credo,
irripetibile. È stato un po' come fare un musical praticamente.
In Malena, ad esempio, lui l'altro giorno parlando con gli orchestrali
diceva, qua abbiamo fatto un cartone animato, fate attenzione ai sincroni.
Cosa voleva dire?
Siccome spesso in questo film, come dicevo prima, il dialogo è sostituito
dalla musica, perché non c'è causa, non c'è motivazione che
determini un dialogo.
vero, esplicito tra i personaggi, ma è un guardarsi senza dirsi niente, un
cercarsi senza trovarsi mai, la musica finisce per avere un ruolo importante
e siccome la storia ha una sua dinamicità, ha una sua tessitura molto
forte, molto veloce, c'è un'esigenza di sincrone, di legame
dinamico tra la musica e le immagini molto forte e questo ha determinato
anche una difficoltà.
quella a cui si riferiva prima a Monricone che forse per lo spettatore
non è evidente perché è semplice poi la fruizione di tutto questo ma ha
determinato un lavoro complicatissimo talvolta alcuni brani musicali
devono fare i conti con cambi di scena che distano pochi secondi l'uno dall
'altro fotogrammi forse tutto questo nasce dal fatto che
nel tempo abbiamo sviluppato sempre di più in fondo questo legame più stretto
tra la dinamicità musicale e quella visiva e forse siamo noi stessi che ci
cerchiamo questo legame sempre più evidente e che determina sfide sempre
più alte in qualche maniera però la ragione a Morricone in Malena tutto
questo non si traduce in una partitura musicale che che dimostra immediatamente
questa difficoltà, la nasconde totalmente, per cui sembrerà una
partitura musicale leggera, semplice, immediata, mentre nel pianista sull
'oceano il protagonismo della musica era esplicito, era detto continuamente e
forse questo suggeriva al pubblico stesso la cognizione.
che difficile era stata la partitura musicale, come difficile è stata.
Qui è una difficoltà nascosta, non detta.
In qualche maniera in questo c'è una similitudine con la tematica del film,
che parla appunto dell'inespresso e anche la difficoltà del nostro lavoro
qua rimane sotto le righe, nascosta.
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