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Mi piacciono i cani. Come si chiama?
Ad escamento.
Sto qui vicino. Andiamo?
Ce l'ha diretta, eh?
Sì. E se te la vuoi rivedere a casa, amore, la cassetta te la metto
centomila. Extra.
Costa cara, perché lei è vergine. Ah, è VHS.
Come ti chiami?
Romina Power.
Pallino, fammi posto.
Ma non è un po' stretto qua?
Nel letto ci dormo.
Dai, muoviti. Metti che quello torni indietro.
A casa non ci portiamo più nessuno.
Facciamo fuori.
Speriamo che non si ricordi la strada di casa.
Beh, un po' distratto lo è.
Guarda che sei complice.
Oddio, ma non c'è nessuno in questo posto di merda.
E ora che cosa faccio?
Sali. Chiudi.
Guarda che questa è zona nostra, da molto prima che arrivassi tu.
Ho capito.
Che volete?
O te ne vai da un'altra parte o sottostai alle nostre regole.
Che regole?
Tieni.
Però da domani ti metti al nostro servizio.
Dipende da che servizio.
Questo lo decidiamo noi.
E ringrazia di non essere uno di quei cosi là, vestiti da donna.
Una di quelle centomila è falsa.
Stacci più attenta.
Vedi che ti serve qualche amica?
Come mai così presto? E tu?
Come mai ancora in piedi?
Fa vedere.
Piango spesso quando nessuno mi vede. Anche oggi... Sono cose mie. Tu non puoi
farmi questo. No, io sono tua madre. Posso fare questo ed altro.
Vediamo un po'. Qua.
Quella di latino si è accorta che avevo gli occhi rossi. Tutti mi chiedono.
Gli insegnanti vogliono parlare con mia madre.
Immagino già le bugie che inventerà. Bene qua.
Di notte mia madre è sempre in giro a battere e io rimango sempre sola. Non ho
paura del buio come le mie compagne perché loro sono ancora delle ragazzine.
Dove stanno, eh?
E scute altre di queste stronzate. Dove stanno? Le tue compagni? Le tue compagni
ti invidiano perché tu hai sempre le cose più belle, ma tu questo non ce lo
scrivi, eh?
Se non ti va bene quello che hai fatto a madre, allora non ti vanno bene neanche
questi. È troppo facile averci tutti i vantaggi, puoi farmi anche la morale.
E guarda che tu non sei mica diversa, sai.
Ho pagato tutto.
Gas, luce, telefono, anche la multa.
Lì c'è il resto.
Contalo, Bruna. Fa vedere che tu... Tanto tu guadagnerai sempre meno di me.
E lo sai perché?
Perché sei troppo bella.
Tu li spaventi.
Anch'io una volta li spaventavo.
Vuoi un caffè che te lo rifaccio?
No, grazie, devo scappare.
Chi è?
Sono la schiavetta.
Non salgo, metto la roba in ascensore.
E tu chi sei?
Sono la figlia di Isa.
Ecco lo scontrino.
Guarda che tua madre vuole che ti riporti subito a casa.
Dopo la lezione mi viene sempre una gran fame. Io vengo a prenderti solo per
accompagnarti a casa. Questi sono gli accordi. Ti prego, un attimo soltanto.
Dai, muoviti per favore.
Perché non ne prendi uno anche tu?
È alla banana.
Perché non ti sbrighi?
Sembra diversa dalle altre.
Le altre chi?
Quelle prima di te.
Non mi hai ancora detto come ti chiamo.
Mi chiamo Lena.
È il tuo nome vero?
È un diminutivo.
Allora tu mi devi chiamare Vale, è il diminutivo di Valentina.
E il mio di Marilena.
Adesso dovrei andare in bagno.
Dai, monta.
Vieni, ti diamo il doppio. Sì, ma niente sconto comitivo.
Io mi metto in mezzo, ok?
Eh, ma questa è una donna. Che storia è? Io la sbicata non ne faccio, capito?
Voglio scendere. È una caccia al tesoro. Dobbiamo portare insomma una mignotta.
Ferma. Ho detto fermati.
Fermati. Non me ne frega niente. È una caccia al tesoro. Ti vuoi fermare?
Fermati.
Ma perché? Ti do quello che vuoi, che differenza fa? È un gioco.
Io non mi faccio pagare per giocare.
Quando voglio giocare, lo faccio gratis.
Aspetta!
Tu vai.
Ti voglio parlare.
Mi dispiace.
Scusa.
Ma io la conosco.
È Bruna.
Madonna.
È ancora viva.
Vieni, forse ce la facciamo.
Sta cercando di parlare.
Senti cosa dice.
Ci ho ferito in macchina, ho bisogno di aiuto.
Mi aiuti per cortesia.
Ci ho ferito in macchina, ha perso molto sangue.
È già morta.
Signorina, scusi, dove va?
ferma! Non c'entro niente, me ne vado! Dove andate?
ferma!
finito ha visto quegli ombretti?
Dicevo se ha visto quegli ombretti. Con i suoi occhi li starebbero proprio bene.
Sì, li ho visti.
Senti, Angela, io devo chiederti un piacere.
Domani mattina presto, prima di venire qua.
Non lo so se mi direi di sì.
Io provo a chiedertelo lo stesso.
Tu sai che mestiere faccio, no?
L'avrei sentito dire.
Povera Bruna, non è mai riuscita a mettere da parte niente.
Io per fortuna qualcosa ce l'ho ora a casa mia.
Lei invece.
C'eravamo perse di vista.
E adesso eccola qua.
Vanno bene queste per il tuo disturbo?
No, lasci stare.
Ma dai, prendi.
Non fare la scema, su.
Dai.
No.
Casomai... avrei anch'io da chiederle un favore.
Ah, la sigaretta.
Io sono Cathy.
Ciao. E io Monica.
Stella. Stiamo facendo una colletta.
Noi amiche.
Tieni.
Una volta lo eravamo molto, io e Bruno.
No, lei non c'entra.
Oh
Dio,
che sei la misericordia e il perdone.
Hai visto, non è venuto nessun parente. Meglio, così rimane tutto in famiglia.
Questa è la seconda.
Forse è solo una coincidenza.
Qua dai e dai e ci ammazzano tutte, Nadine.
Dobbiamo starci un po' più attenti sul lavoro.
Certo, non è come andare in ufficio.
Ci mancava anche questa dopo l'AIDS.
Alla fine del mese sono licenziata.
Perché sei così brava con le clienti?
Sì, ma lo sapeva che metà delle nostre mance se le tiene la padrona.
Io ho avuto da ridire.
E allora?
Quel favore che volevi chiedermi, cos'è?
Potrebbe farmi conoscere qualcuno.
Sei proprio decisa?
Sì.
Allora puoi darmi del tuo.
Visto che ormai siamo in confidenza.
Monica, ho fatto un sogno tremendo.
Dai, noi siamo al sicuro.
Lavoriamo in casa nostra, siamo in due.
E poi abbiamo una clientela rispettabile. Tutta gente conosciuta,
con la carta di credito.
Ma siamo un club privato, esclusivo. Come si dice, members only.
Già, per scoparci non bastano i soldi. Ci vuole la tessera. E l'assassino la
tessera nostra non ce l'ha.
Basta che stiamo attenti a non fare ingressi omaggio.
Noi siamo una specie protetta, ma le altre?
Mia distinzione.
Comunque, d'ora in avanti lo faremo solo con la porta socchiusa. Ti vedo a casa.
E' quello che cercate qui. Ci vengono tutte donne oneste, sposate, madri di
famiglia, studentesse.
Non ti ho mai vista.
Come ci sei arrivata qui?
Tramite concorso.
Vedo che vieni da fuori.
Ti devo segnare.
Vuol dire schedata?
Non ancora.
Ma la prossima ti becchi l'articolo 1 e ci diventi per davvero come Cristo
comanda.
Di quello che vi sta dando una sfoltita, ne sai niente?
È ancora viva.
Vieni, forse ce la facciamo.
Sta cercando di parlare. Senti cosa dice.
No, niente.
Ci vediamo tutte qui, domani a casa nostra.
Dobbiamo parlarne.
Non saranno né le prime né le ultime. Ma certo, incerti del mestiere.
Orizzontali da vive, orizzontali da morte. Che differenza fa?
Se lo sapevo risparmiavo la telefonata.
Senti, io ho anche una vita normale.
E per me è importante.
Preferisco pensare a quella.
Anch'io e Monica che ci sta sentendo abbiamo una vita privata.
E forse ci teniamo più di te.
Allora mi capite?
No.
Ciao. Ciao.
Te l'ho portato.
Sei proprio un'amica.
Socia.
Perché io prendo la metà di quello che lui ti dà ogni volta.
La musica cambia, ma il ritornello è sempre lo stesso.
È dura per tutte, cara.
Perché scusa, se lui viene con te non viene con me. O se ci viene, più
raramente. E allora perché ci devo rimettere io?
Ho pensato io anche alla tariffa.
300.000 prestazioni penso che vadano bene.
Ti puoi contentare.
Allora?
Va bene, ci sto.
Ok.
Ciao. Mi raccomando, fammi fare bella figura.
Ciao.
Stella me l'aveva detto, ma non credevo, eh?
Stella mi ha detto 300.000.
E cosa ci deve pagare?
Una pellice? Dei gioielli?
No, quelli gioielli li vende mio marito.
A domicilio.
Ma non è un grande affare.
Anche se senza tasse.
E così?
Lui è d'accordo?
Non sia volgare.
Dove andiamo?
Adesso?
Sì, meglio adesso, così mi tolgo il pensiero.
Non so, possiamo andare a casa mia?
Stia tranquilla, sarò gentile con lei.
Vedo che siamo già in confidenza.
Diamoci del tu.
Le autorità cittadine esprimono il loro applauso all'operato della polizia, che
se non è servito a far luce sugli omicidi, è servito almeno ad allontanare
dalla nostra città un discreto numero di gente sospetta e di donne di malaffare.
Grazie. Ne abbiamo tutti contro.
L'assassino ci uccide.
I giornali ci sputtanano, la polizia invece di proteggerci ci dà addosso.
Devono smettere di romperci le palle anche sul posto di lavoro.
A me due sere fa mi hanno ritirato la patente.
Chi è nelle mie stesse condizioni alzi la mano.
Certo senza macchina sul posto di lavoro posso andarci in taxi, ma non posso mica
farci la marchetta.
Va bene che dicono che la mia sorellina va a tassametro. E allora io che ci vado
in autobus. Oh, se tutto questo servisse a farlo beccacqua, è figlio di puttana,
eh? Oh, è di buona donna.
Ma lo sapete che se invece ammazzasse le vigilesse oppure, che ne so, le maestre
elementari, avrebbero già messo una taglia, eh?
Eppure è un servizio sociale anche il nostro.
Se non è discriminazione questa... Anche nella morte, chi vende sesso viene
trattato diversamente in questa porca società.
Altro che diversamente. Di pure di merda.
E tutti hanno bisogno di noi, però.
Vieni, vieni, che ti facciamo posto.
Signorine, la lavatrice è attaccata. Ci vediamo giovedì.
E voi, per favore, fumate un po' meno.
Qui poi i ragazzi ci devono pure lavorare.
Merci beaucoup, Germana.
È vero, ragazze, fumate un po' meno.
Tra un po' dobbiamo riattaccare.
E poi c'è anche il fatto economico.
Non so voi.
Ma io ho notato un certo calo della domanda.
Lo può dire anche qui mia figlia.
Dillo. Sì, è vero. Almeno del 60%. E te ne sei accorta anche te, eh?
Certo.
I clienti hanno paura come noi.
Quello ci rovina. Già c'è la concorrenza dei trave, dei trans.
Sta assassino. Ci vorrebbe la pena di morte.
Ma poi se la cura male.
Io sono stata sempre sicura di me.
Mi pareva di essere preparata a tutto.
Ma adesso che ne so, stiamo sempre allertate.
Prima mi dicevo non sono una puttana. Quando lo faccio non c'è stoio, la testa
ce l'ho da un'altra parte.
Ma adesso, adesso col pensiero sto sempre lì e mi pare tutto più sporco.
Ah,
lo scopri adesso.
E come te scommetto tante altre qua dentro.
E già, perché voi lo fate per modo di dire, a casa, al caldo.
Nelle vostre belle macchine, in albergo, io ho due figli da mantenere e faccio
questo sporco mestiere, sì, sporco, perché dobbiamo vivere.
E stanotte o domani notte posso ritrovarmi sola al buio e col culo al
freddo con lui. Io ero venuta per parlare di questo.
Se fossimo bambine potremmo rifiutare le caramelle dagli sconosciuti.
Ma non siamo bambini.
Dobbiamo accettare le caramelle dagli sconosciuti.
E ogni sconosciuto può essere l'assassino.
Così lui ha tutti i vantaggi.
Ma noi dobbiamo rendergli la vita difficile.
Finora se l'è presa con quelle più isolate, quelle più indifese.
Noi dobbiamo trovare un nuovo modo di lavorare.
Organizzarci e passare la parola alle altre, una per tutte e tutte per una.
Si chiama CS2, è di fabbricazione francese.
Addormenta istantaneamente. Sembra un deodorante.
Oh, acqua in bocca che qui da noi è illegale e ti possono dare anche 4 anni.
Io so come trovarlo. Costa solo 70.000 lire. Lo volete tutte?
Sì. Oh, lo prendo anch'io.
K-54-914.
K-54-914.
Mezzanotte e venti. Se tra dieci minuti non ritorna, chi è libero la va a
cercare. Beh, tu pensa se fossimo sempre organizzate così, compatte, unite.
Magari, chissà, si potrebbe formare pure un partito.
Eh no?
Falce Marchetta.
Ahahahah!
In passato non siamo andati tanto d'accordo noi e voi, ma adesso vi
proponiamo di convivere in pace.
Potete venire fuori, non vi facciamo niente.
D'ora in poi potete guardare quanto volete. A noi ci fa piacere sapere che
voi siete lì, c'è da sicurezza.
E ditelo anche a quelli degli altri posti, a tutti.
Noi siamo già tutti d'accordo.
Allora ci state, la facciamo questa santa alleanza?
Ecco, per dimostrare che abbiamo intenzioni serie.
Non solo a noi, anche all'assassino.
E se c'è bisogno, intervenite!
Ti fa ancora male?
Lo sai che quando ero ragazzina anch'io avevo una paura matta del dentista?
Ne parli come se fosse tanto tempo fa.
È tanto tempo fa.
Hai fatto una conquista, non voltarti.
Valle, ti devo dire una cosa.
Oggi ti ho accompagnato dal dentista, però questa è l'ultima sgaloppinata che
faccio per tua madre.
Diglielo.
Cos'è?
Ti ribelli?
O hai deciso di cambiare vita?
Certo, non ti va di parlarne con una bambina.
Capisco.
Hai paura?
Di che cosa?
Sto parlando di quello che vi sta ammazzando.
Mi avevi detto che io sono diversa dalle altre.
Lo so a che cosa pensi.
Invece di parlare di queste cose, dovrei fare la scema con le mie amichette.
Ma io non ne ho.
Mia madre non vuole che le veda più.
Non posso parlare con nessuno.
E perché?
Perché dice che non sono alla mia altezza.
Devo frequentare solo gente molto scelta.
E adesso te ne vai anche tu.
Vattene, sparisci.
Lasciami sola.
Vale, senti... Cameriere, il conto!
Lascia, faccio io. Il compleanno è il mio, non il tuo.
Lo sa che mestiere fa questa ragazza?
No.
Vale, ti prego.
Fa la... Babysitter, faceva.
Vale!
Ma senti un po', Angela, com'è che si chiama tuo marito?
Lo sai, te l'ho detto.
Ah sì, vabbè, ma ce ne sono quattro pagine sull'elenco.
Ma che cosa cerchi?
Dove sei stata prima di venire qui?
A pagare una cambiale.
E come?
In natura?
Lo sai che lo faccio solo con te.
E mi piace pagarti perché so che sei una che non si è fatta mai pagare.
Ricordatelo, Angela.
Un altro.
Io il bere fossi in te lo lascerei perdere per un po'. Tu non
cambi mai, Yolanda.
No.
No.
Lo sai che cosa fanno le mignotte adesso? Fanno i volantini.
Ti ricordi il potere operaio?
Adesso il potere mignotaio.
Dice che bisogna organizzarsi, stare tutto nel branco così.
Tu copri me, io copro te.
A me non me lo insegna nessuno a fare la puttana.
Nemmeno le puttane.
Io faccio questo mestiere da sempre per non dover rendere conto a nessuno. E
per essere libera.
Sì, signore.
Libera. Ma tu lo sai che se anche viene l'uomo più ricco del mondo a
chiedermela, e mi offre tutto quello che ha, e che a me non mi piace,
io non gliela do.
E nessuno mi può obbligare. Chiaro? E adesso me ne vado sul
campo di battaglia quotidiano.
Oh, io non sono mica una ragazza.
Doveva essere un'iguana.
Ecco, i mucetoloni del Sud America.
Ce ne sono anche nei film.
Si infilano dentro le navi, in mezzo al carico dei legnami.
A qualcosa poi ci salva.
Tanto quando arrivano qua, muoiono.
Oppure peggio.
Finiscono con quegli stronzi.
a cui si era vivo.
Tu l'hai visto?
Ti ho chiesto se l'hai visto.
Non ti degni di rispondere?
Ma chi credi di...
Gliel'ho giurato e stragiurato che vedo solo lui.
E' geloso di mio marito.
Mi ha dato anche uno schiaffo.
Ma con te era così?
Io non sono mai stata sposata.
Io non so più cosa devo fare.
Non lo devi vedere più?
I clienti vanno e vengono.
Ce l'avresti da passarmene un altro?
Io a te non ti passo più nessuno.
Perché? Perché non hai capito niente. Tu non sei quello che pensi.
Tu sei solo la sua amante. Ma lui i soldi me li ha sempre dati.
Anche di più. E meno male, perché l'affare dei gioiali di mio marito va
sempre peggio.
Non sei convinta, eh?
Non devi capire, eh?
Quando un uomo si toglie i pantaloni, qualche volta gli cadono degli spicci.
Ne saprò un po' più di te.
Adesso che è arrivata la signora abbiamo il numero legale. L'amministratore,
constatato che la somma totale dei millesimi di proprietà dei partecipanti
supera la metà più uno, dichiara aperta l'assemblea. Si nomina il presidente e
il segretario nelle persone del signor Franceschi e signora Onorato. Si passa
alla discussione. All'ordine del giorno, preventivo anno nuovo, lavori
straordinari, vari ed eventuali.
Anzi, prima di iniziare la discussione, vi pregherei di lasciare un'offerta alla
Chiesa per il disturbo, il consumo della luce e l'uso delle sedie.
Grazie.
Noi abbiamo una lavintena da fare, che non riguarda le solite cose come quando
lasciavo la carrozzella nel portone.
Non creda che nel palazzo non si sappia che lei riceve abitualmente certe
visite. E adesso siamo stati zitti, abbiamo supportato. Ma adesso abbiamo
paura. Sì, abbiamo paura anche noi, che siamo gente onesta.
E se uno di questi uomini che lei introduce nel palazzo fosse l'assassino?
O se ne astengo o vado a fare i suoi porci comodi da un'altra parte.
Voi non avete nessun diritto.
Questa è la mia vita, non la vostra.
Signora, si mette nei nostri panni. Lei sta portando l'assassino nelle nostre
case. Brutta, cattiva.
Donnaccia.
Pronto?
Pronto?
Sei tu quella dell'annuncio?
Sì, sono io.
Sei libera stasera?
Dipende. Sto al parco hotel, camera 332.
Aspetta un momento, me ne sono.
Parco hotel, 332.
Va bene, alle 11.
Senti, sei solo?
Sì, perché?
Guarda che se non sei solo, invece di farti...
Tutte quelle belle cose che ti piacciono tanto.
Ti faccio andare in bianco, capito?
E mi rimborso il taxi.
Bambina mia, lo so che ti dà soddisfazione fare la hostess.
Scusa se l'ho scritto male.
E fare tutti quei viaggi.
Ma mi preoccupo di sapere se badi a te stessa.
E puoi immaginarti sempre in volo.
Ivadia che mi mandi!
Che cosa fa qui dentro?
Cosa vuole?
Dall'annuncio che ha messo su questa rivista risulta che lei lavora col
telefono.
Tutte le persone che svolgono un'attività tramite il telefono sono
tenute a norma di legge a sottoscrivere un abbonamento commerciale.
Le verrà assegnato un nuovo numero con una spesa iniziale di mezzo milione. E
quanto al canone, se vuole, le mostro la tabella.
Poco fa ci davamo del tuo.
Sei stato tu a chiamare, vero, per Cotello?
Nella sua situazione, diciamo anomala, non c'è solo lei.
Sapesse che fatica a controllarvi tutte.
Molti risultano dei travestiti.
A loro il canone glielo triplica.
Comunque il telefono non è mio, è del residence.
Lei è molto intelligente.
Ci si può mettere d'accordo fra persone intelligenti.
Certo.
Puoi scopare?
Capisci tutto al volo.
Al parco del sì e qui no. Perché non sono le undici.
Io non so se è lui il
maniaco. Comunque gli ho preso il portafoglio. Fai vedere.
Come mai sei venuta?
Non c'era niente in televisione.
Questo con la storia del telefono è venuto pure da me.
E tu che cosa hai fatto?
Io sono sempre la solita scena.
Ah, Isa.
E tua figlia Valle come sta?
Bene. E tu?
Salutamela, se la vedi.
Che c'è?
Niente.
Perché? Non si può salutare una vecchia amica?
Datevi la mano.
Bisogna stare unite.
Basta con queste stronzate da mignotte.
Calma, calma, calma.
Sennò qui si diventa troppo buone.
Lui va da tutte quelle degli annunci.
Mettiamo che faccia lo stesso ricatto che ha fatto a me.
Se una non ci sta, magari l'ammazza.
No, non è possibile.
Quella ammazzata finora non era uno squillo.
E poi deve... Devo dirvi un'altra cosa.
Bruna, quella che hanno ammazzato in macchina, l'ho trovata io.
Ero con uno. Lei era ancora viva, stava... Un momento.
Devo girare la cassecca. Noi si registra tutto, eh?
Posso? Prego.
Lei ha cercato di dire qualcosa, di parlare. Probabilmente l'ha sentita lui.
Io no.
Poi ci siamo persi e... Lo so che sarei dovuta venire prima, però...
Ma quello che era con te chi era?
Non lo so.
Era uno, sui 25 anni.
Con i capelli neri un po' lunghi.
Aveva la barba e l'orecchino.
Media statura, insomma uno dei tanti.
Vieni qui.
Siediti.
Io ho fatto l'artistico.
Posso tentare un ritratto?
Io conosco un poliziotto. No, una volta mi fece un piacere.
Tutti i primi del mese gliene faccio uno a lui.
L'ultima volta mi ha fatto una confidenza.
La polizia non lo dice, ma ha scoperto cos'è quell'arnese che quello usa per
infierire i suoi cadaveri.
È una cosa orribile.
È una pistola da macellazione.
E che siamo?
Bestie? Sì, proprio così.
Bacche.
È questo che lui ci manda a dire.
Ma anche le vacche possono stufarsi di essere carne da macello.
Sono tante e hanno occhi e orecchie dappertutto.
Io, io ho provato a pensare che può essere il macellaio.
Secondo me è un uomo con una vita sessuale carente, disgraziata.
Magari è uno che ci cerca soltanto per parlare.
O è uno che si sente deriso, respinto.
E allora uccide.
Ah, dimenticavo di presentarmi. Mi chiamo Stella e faccio la vita come voi.
La polizia da sola non può prendere l'assassino.
Quello che sto cercando di dirvi è che l'assassino possiamo trovarlo soltanto
noi.
Dobbiamo trovarlo noi.
E pochi no, che in questa stanza un po' buia, io lascerò
come si lascia un'idea, se non si può.
Si scioglie in bocca e va via, sempre di più.
Il gusto al nero caffè,
che avevi tu.
Noi siamo donne così, come si può, come si
lascia che sia, e perché no, siamo la vera poesia,
non dire no.
Donne così.
come si può quando
lo specchio sarà la mia metà
e questo impero di
dei non ci sarà
io non sarò più
così
Schiava di me e non mi venderò più a nessun re e
non mi venderò più a nessun re.
Donne, così come si può.
Ti dispiace se parlo? No, figurati. Senti, parliamo e basta.
Ecco, qui è venuta meglio. Stavamo al giardino zoologico e stavamo a
fotografare... Non ti chiederò nient'altro. Mi basta
fotografarti con questa pellicola a raggi infrarossi. Ecco, così.
No, no, non muoverti, non muoverti.
Non ti spogli?
Più 20 sacchi.
Cosa hai, il fischietto?
Certo, mi porta fortuna.
Voglio anche un bacio.
Ti do il doppio.
Vieni.
Senti, te sei bello.
Mi piaci.
Lo sai che mi piace tantissimo fare l'amore con te, no?
Dai, rilassati adesso un po'. Lo facciamo.
Anzi, lo sai che te dico?
Scendiamo. Andiamo sul campo, lì sull'erba. Lo fammo fino a domani
mattina. Eh?
Te va? Ma è umido.
Sol plate.
Eccolo.
D'accordo.
Però ti tolgo le scarpe così non mi scappi.
Ecco, carnevale.
Qui non si può entrare in maschera. Non ti agitare, Vittorio. Le tengo d'occhio
io. Prego.
Questa è una lista di targhe di individui sospetti.
E qui ci sono carta d'identità, passaporti, codici fiscali e patenti.
Come vede, le ritiriamo anche noi, commissario.
Ispettore. Porci lo sono tutti, ma questi di più.
È tutto scritto qui.
Sui rapporti.
Bravi.
Continuate di questo passo.
Avete preso anche le impronte digitali.
Oh, per quello non c'è problema.
A toccare ci pensano da soli. Quelle bombolette che avete in dotazione sono
illegali.
E vabbè, chiediamo un occhio.
Ne potrei avere un anch'io. Mi potrebbe servire quando esco la sera.
Per lavoro, naturalmente. D'accordo.
Contaci.
Poi quello del telefono è...
Quello
del telefono è pulito, l'ho fatto torchiare. L'essere dei delitti era a
casa con la moglie.
La moglie ha confermato.
Poi ha preso una valigia, i bambini, la pelliccia. È uscito di casa e non è più
tornata.
Se vuol venire con noi l'accogliamo a braccia aperte. Posto? Certo.
Il marito con la Sipe non aveva niente a che fare.
Era soltanto un... un pazzo. Sì, però intanto chissà quante se ne fatte
gratis. Ci vorrebbe la castrazione.
Beh, noi abbiamo finito qui. Abbiamo altre cose da fare, commissario.
Ispettore. Ispettore Giusti.
Arrivederci. Arrivederci.
Ah, un momento.
Io pensavo che un domani potreste darmi una mano per risolvere anche
altri casi.
Abbiamo fatto pace con i guardoni, figurarsi se non riusciamo a farla con i
poliziotti.
Comunque ci ridate la patente. E cancellate tutto, presente e passato.
Giusto.
Buonasera. Buonasera.
Scusi l'ora, ma c'è la signora?
Non capisco, vuole spiegarmi?
Deve sapere che ogni tanto sua moglie viene a visitarmi e ogni volta le do una
bella sommetta.
Sua moglie mi ha venduto una cosa, ha molto senso negli affari, un anello con
brillante. Lo pago a rate anticipate che lei viene a ritirare.
È vero, Angela?
È vero.
Ma volevo farti una sorpresa.
Sono venuto a prenderlo.
L'altra sera t'ho seguita.
E tu lo sai perché l'ho fatto.
E questo?
Che cosa fai? Glielo riporti?
No.
Tanto gliel'abbiamo già pagato.
Forse sono l'unica donna ad essere rimas sposata e poi fidanzata.
Senza forse.
Se ne va, sarà il solito guardone.
L'assassino?
Quello che amassa le mignotte?
Ma tu non sei mica una di quelle.
Senti, Angela.
Voglio che vieni a vivere con me.
Penserò io a tutto.
Anche alla tua bambina.
Come ti chiami?
Occhio.
Sei proprio uno zingarello.
Lo sai come mi chiamo io?
Nadine. Perché se non vedo i soldi, nada.
Di che segno sei?
Senti questo.
Senti, fra un po' vai a casa, eh?
Io ti chiamo un tassì.
Tu dici al tassista l'indirizzo e quando arrivi gli dai questi.
Capito?
Tu non mi conosci.
Non mi hai mai visto, d'accordo?
Questo... sei tu.
E adesso mi racconti quello che ti ha detto quella che avete trovato mezza
morta.
Monica, puoi interrompere un attimo? Devo dirti una cosa importante.
Che c'è? Ne ha ammazzato un'altra? No, sei brava in disegno. L'ha trovato
Nadine. Vieni, è al telefono.
Un momento solo, mon petit chou. Non slegarti che torno subito. D'accord?
La poliziotta.
Che fai ancora qui?
Ti ho detto di andare a casa.
Vattene.
Levati dai piedi!
Allo, pronto, Nadine, pronto.
Ah, allora hai saputo?
No, Katia vuole che me lo dici tu.
Decidetevi, insomma.
Te lo faccio dire da lui.
Stella. Ma è surdo.
Proto, voi preferite restare nell'anonimato. Non mi fate vedere
nemmeno in faccia, ma io sono riuscito lo stesso a rintracciarla. Come?
Perché?
Perché sono l'ispettore giusti.
Senta, Stella, una di queste sere io vorrei invitarla a cena.
A me farebbe molto piacere.
Insomma, veda lei.
Passo e chiudo, Stella.
Pronto?
Pronto?
Pronto, chi è?
Tu non mi conosci, ho trovato il tuo numero su quella rivista. Anch'io lavoro
col telefono.
E da me cosa vuoi?
La mia amica si è sentita male e da quei due non ci voglio andare da sola.
Vedrai, ne vale la pena, ci pagheranno benissimo.
Dovrei sostituire la tua amica.
Dov'è il posto?
In un residence.
Le due torri, a luna.
Prima vediamoci noi due.
Al comodo, lo conosci? Lo sai dov'è? Sì. A mezzogiorno. Va bene?
Va bene.
Ah, senti, come ti chiami?
Silvia
Salve. Finalmente la vedo senza maschera.
Pensavo fosse lei ad averla, oggi. Non occorre.
Diamoci un bacio, sembrerà tutto più naturale.
Non mi sembra il caso.
L'avverto che se mi sta facendo la corte perde il suo tempo.
Non ho proprio nessuna speranza.
No, perché?
Con una come me non è poi tanto difficile.
Invece con lei...
È tutto molto più difficile.
Ci siamo mesi nelle mani di quello là.
Ma non c'erano altri poliziotti, eh?
Senti, tu che lo conosci, ma c'è da fidarsi?
Ma perché? Non capisco che cosa abbiate contro Maurì.
Contro l'ispettore Giusti.
Ah, ho capito.
Tu te lo faresti, ma lui, eh?
Niente. Capito?
Ecco perché si è conciata così, guarda.
Guarda, per dargli una svegliata, eh?
Che mignottona.
Vedi, mamma, è un po' che te lo volevo dire.
Io non faccio la hostess, come pensi.
Sono molto servizievole, ma non come lo puoi intendere tu.
Chi è? Lo conosci? No.
Ma che ci fa una ragazza così bella come lei tutta sola?
Posso offrirle qualcosa?
Chiamami stasera. Ecco il numero.
Guarda che io ti chiamo.
Sta tranquilla che ti chiamo.
Come ha fatto a trovarmi, ad avere il mio numero di telefono?
Sono stato bravo.
Non conoscevo neanche il suo nome.
È stata quella frase che ha detto all'uscita dal commissariato, cancellate
presente e passato. Io mi sono messo un po' a rovistare nel passato.
L'ho riconosciuta subito, anche coi capelli corti.
Quella con i capelli corti non esiste più.
Tutto questo interesse per me è dovuto al fatto che sono sospettata?
Ma no, soltanto un pazzo potrebbe dar retta a quello che ha detto quel
ragazzo.
Complimenti comunque, alle altre li ho già fatti.
Fossimo noi organizzati come voi.
Beh, lei delle volte del pazzo ce l'ha.
Tra poco sarà tutto finito. Non cambi discorso.
Perché? È il suo lavoro.
Appunto.
Con lei preferisco parlare d'altro.
Va bene, ma per favore, non parliamo d'amore. Perché è il mio lavoro.
Ha figli?
No.
Non li avrò mai.
Mi sono fatta sterilizzare.
Lei quando lotta con la timidezza, finisce con diventare cinica.
Perché, sono timida? Sì.
È vero.
Ma non se ne accorge mai nessuno.
Beh, del resto anch'io sono timido.
E poi con lei, timidissimo.
Perché? Mi reputa espertissima? No.
Al contrario.
Una principiante.
Sti attento. Potrebbe bruciarsi.
Mezzogiorno e dieci. È il tipico ritardo femminile. Ma io non sarei così sicura
che è una donna solo perché al telefono la voce le è sembrata femminile. E chi
dice che è sicura? Noi abbiamo tanti amici che non si sa.
Io li riconosco subito. Non sbaglio mai.
Però a me non mi hai mica riconosciuto.
Ah, lei?
Davvero? Eh no.
Ciao, Lena.
Come stai? E tu cosa ci fai qui?
Stavo passando e ti ho vista da fuori. Ti volevo salutare. No, non sederti.
Guarda, non è proprio il momento.
Potremmo prendere un gelato assieme.
Come una volta, ti ricordo.
Valle, io sto aspettando una persona molto importante. Il gelato lo prendiamo
un'altra volta.
Solo un momento.
Quando arriva me ne vado, ok?
Questa non ci voleva.
Le vado a dire di mandarla via?
No.
Forse è meglio così.
Sembrerà tutto più innocente, più normale.
Ammesso che venga.
Pure le ragazzine ci si mettono di mezzo adesso.
Ma chi è?
Mi sa una rompiballe.
Ma davvero tu, Monica?
Non ci posso credere.
Ma dove credi che abbia imparato quelle quattro parole di francese che sa?
A Casablanca.
Voi mi prendete in giro.
Diciamole la verità.
Perché non vai al tennis?
Perché ci sono già stata al tennis.
Beh, qui non ci puoi stare lo stesso, va bene?
Tra l'altro non è nemmeno un posto per ragazzine.
Ma chi è?
È la figlia di Isa, una del giro.
Io dico che non viene più, forse questa Silvia ci ha ripensato, mi sono
sbagliata io, non lo so, ma è tutto così complicato.
Pronto?
Chi vuole?
Chi?
Guardi che ha sbagliato numero.
Prego.
Beh, vado a vedere cosa fa quella giù in banca.
E noi che cosa facciamo?
Se non lo sa lei.
Andiamo via.
Tanto. No, io resto qui. Ho dato appuntamento a una persona.
Ah, capisco.
No, non è quello che pensa lei.
È uno che vuole comprare una casa.
E siccome io vendo la mia, e anche con una certa urgenza...
Eccolo.
Dale!
Vale, sei lì?
Sì.
Come stai?
Mi dispiace per prima.
Non volevo offenderti.
Sto meglio. Non ti preoccupare.
È colpa mia.
Ma no, di nessuna delle due.
Senti, quando torniamo su ti offro una cioccolata, va bene?
Mi lavo la faccia e esco.
Vale?
Sei pronta?
Vale, che c'è? Ti senti male?
Vale?
Possiamo andare?
Devi essere buona.
Vedrai, non ti farò male.
Vedrai che bel regalo ti faccio dopo.
Cosa vuoi? Cosa desideri di più?
Avanti, dillo.
Un giocattolo?
Delle caramelle?
No, tu ormai sei grande.
Ma vedrai, non ti farò male.
Elena che fa? Non viene?
Lena è giù in bagno con quella ragazzina. E Stella?
Stella se l'è filata con una persona.
È una stella filante.
Stella filante.
Ecco che cosa voleva dire.
Ecco perché non è venuto nessuno. Perché è già dentro.
Tua madre mi aveva detto che avresti fatto la buona. Vuole mi costringere a
essere cattivo.
Ora ti farò male. Ma vedrai, è un attimo soltanto. Dopo non sentirai più nulla.
Ma vedrai, è un attimo soltanto.
Dopo non sentirai più nulla. Devi essere buona! Vedrai, non ti farò
male! Vedrai che vale tanto!
Non faccio troppo! Cosa vuoi? Cosa desideri di più? Devi farlo avanti! Cosa
vuoi? Il giocattolo delle caramelle!
Chi vuole una caramella?
No, grazie.
Bisogna prestarsi agli altri e darsi a se stessi.
Montaigne. Ha studiato, eh?
Pensavo che potremmo rivederci ancora tra di noi. Ora che abbiamo rotto il
ghiaccio sarebbe un peccato perdersi. I problemi sono tanti. Mica soltanto i
maniaci. Le spa?
Eh no, è la mutua. A me mi vogliono mandare via di casa.
E tu?
E io?
Mi sa tanto che io quello lì la casa non gliela vendo più.
Anzi, volevo dirvi una cosa. Perché non le facciamo da me queste riunioni?
Eh? Dove sto adesso?
Potremmo fare anche un giornale. A me piacerebbe tenere la piccola posta. La
piccola posta della piccola Nadine. Che ve ne pare?
Come suona?
Suona bene.
Quanto fumo. Siete matte?
Qui c'è una malata.
Che malata? Sto fumando anch'io. E poi non ho niente. Siete, sentiamo un po'. L
'assassino delle prostitute era una ragazzina. La polizia ha reso note le
sue iniziali soltanto. V.A.
V.A. era una prostituta bambina. Una stella filante, come vengono chiamate in
gergo. Sì.
Una piccola prostituta part-time che veniva costretta ad accettare incontri
con persone adulte da sua madre.
Prostituta a sua volta.
Devo frequentare solo gente molto scelta.
La donna, dopo essere stata arrestata, si è tolta la vita impiccandosi in
carcere. Alla base dei delitti c'è un torbido retroscena e un caso di folle
sdoppiamento della personalità.
Devi fare avanti, vado fuori, è il mio catalo!
Delle caramelle! No!
Ora la ragazzina è stata affidata a un istituto specializzato. Al mio paese c'è
pieno. Cominciano anche prima, a 9-10 anni.
Al mio paese, o suore, o... Eh, sempre sorelle sono.
Chiediamo alla dottoressa Maura Passi dell'istituto. Ma come possono succedere
certe cose?
Molte prostitute della sua età diventano schizofreniche.
Deriva da una scissione fra sesso e affettività, una frattura che se non
viene recuperata può portare alla malattia mentale. Io penso che uccidesse
le prostitute per eliminare la prostituta che era in lei.
In fondo è rimasta sempre innocente, eppure col tempo forse
si riprenderà.
La cattura è avvenuta in un bar della nostra città.
Grazie al coraggio di una giovane prostituta che si è prestata a fare da
esca, Marilena Falco, di 23 anni, originaria di Prato Rotondo, in
provincia di Ravenna.
Dobbiamo sottolineare anche il contributo del Comitato di Autodifesa
delle Prostitute, che dopo aver deciso di scendere in campo in prima persona,
ha organizzato la trappola in cui è caduta l'assassina.
Signorina, li perdoni se hanno dato il nome.
Questi qui dell'ospedale sono stati proprio, come si dice?
Teste di cazzo, sì.
Non c'è problema.
Adesso che abbiamo fatto tanto, non dobbiamo vergognarci.
Di niente.
Abbiamo fatto tanto e tutto in famiglia.
Anche l'assassino era una sorella.
Anzi, una sorellina.
Signorina, qui fuori fa freddo. Sì, andiamo.
Ho fatto male, chi lo sa?
Sinceramente non lo so.
Chi mai mi ha detto di fermarmi o no? Così ho pensato.
tutto da sola avanti avanti sempre finché batte
il cuore perché la vita è un bel fiore avanti
avanti sempre finché il mare è là con quell'idea che
ti dà e tu che hai gli occhi di quel mare come puoi
pensare che io
si scioglie in bocca e va via sempre di più
Ciao mamma.
non dire no donne
così come si può
donne così
come si può
quando lo specchio sarà
la mia metà e
questo impero di dei non ci sarà
io non sarò più
così schiava di me e non mi venderò più
a nessun re e non mi venderò più
ha nessun re.
E sono i suoni dei sì, dei pochi no,
che in questa stanza un
po' buia io lascerò.
Noi siamo donne così,
Come si può, come si lascia che sia, e perché no,
siamo la vera poesia. Non dire no,
non dire no.
Donne, così come si può.
Dame, così come si può.
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