All language subtitles for 2.Cuori.E.2.Capanne.2026.1080p.WEB-DL.DDP5.1.H.264-FHC modified

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Original subtitles

Ciao Valentì. Ciao Pepe.

Grazie. Buona giornata.

A te.

Madonna. Alessandra, è arrivata. Alessandra!

Alessandra!

Alessandra! Alessandra!

Ciao Pepe, ciao.

È arrivata la lettera che aspettavi.

La vogliamo aprire insieme?

Eh... No, è una cosa molto... Preferisco farlo da sola.

Certo, certo.

Non ci rimane male, eh? No, no, no. Cioè... Che io ti faccio prendere.

È una bella cosa, però.

Stupenda, Peppe.

Grazie. Siamo aggiornato.

Certo.

Grazie Beppe! Dai! Ciao!

Ciao!

Oddio scusa, scusa!

Guarda te. Si sono rotti?

Secondo te?

Scusa, mi si è rotta la bicicletta. Lo faccio capire.

Lo scusi, posso?

Sì, grazie.

Vuoi che te lo leggo io?

Non mi voglio fare battitoio, mi sento colpa che ti ho rotto gli occhiali,

quindi se vuoi... No, è che ti vedo un po'... Cosa?

Sei un po' agitata. Non sono agitata.

Però se tu volessi... Sì, faccio. Vedi che sei...

Che è il recupero crediti, no?

No.

Allora, qua ci stanno dei numerini incomprensibili che non riesco a...

No, in fondo ci deve essere scritto se l'esito è positivo o negativo.

Ecco, quello.

Ok. Allora, qua di solito prima di leggere si fa come allo stadio per le

punizioni. Non ci va dallo stadio.

Invece mi sa che c'è l'abbonamento.

Chissà.

Dunque, esito negativo.

Buono, no?

No.

No? No, non è buono.

Era l'ultimo tentativo. L'ultimo tentativo per cosa?

Niente, sono cose mie.

Grazie.

Era il test, vero?

Il test per rimanere incinta.

Sì. Ho fatto l'inseminazione artificiale. Ci sono andata fino a

Valencia. Soldi buttati.

Cioè, significa...

Significa che non riesco ad avere figli e che probabilmente un figlio non ce l

'avrò mai.

Mi dispiace.

Però abbiamo una cosa in comune.

Ma chi?

Io e te.

Ho la criptoazospermia, che è un modo carino per dire che sono sterile, non

posso avere figli. L'hanno diagnosticata quando avevo vent'anni.

Mi sono rimasto malissimo.

Sì, perché un figlio io l'avrei fatto.

In realtà un figlio lo vorrei pure adesso, però...

Ma tanto per voi maschi è diverso. In che senso?

Voi siete più superficiali.

Noi donne siamo analitiche, ci mettiamo il cervello nelle cose, arriviamo

attraverso un percorso.

Siamo diversi, mettiamola così.

Noi, voi, voi, noi.

Stai dicendo che le donne sono più intelligenti degli uomini? Ma non

esagerare, sì.

Ma io ti ho capito già a te. Sei una di quelle rosicone che stanno spuntando

ultimamente come funghi. Quelle che sono passate da veline a contestatrici in un

colpo solo.

Quelle che... Perché il patriarcato, la parità, la parità, la parità.

Guarda che la mia ambizione non è bere birra, fare ruti, guardare il car show.

Non siamo solo quello.

Eh no, infatti, fate anche le guerre. No, comunque

riflettevo che la tua cristospermia... Eh no, criptoazospermia. Vabbè, guarda,

è una specie di superpotere.

Ci pensi? Tu puoi fare sesso libero senza complicazioni.

Interessante, no? È abbastanza. Sì, interessante, non per te, che sei

lesbica. Non sono lesbica. Sì.

Magari è capitato in passato, ma non sono lesbica. Io sì.

Lei è lesbica.

Comunque diciamo che sei una rimasta single con un fortissimo desiderio di

maternità. No, io non sono rimasta single.

Io ho scelto di essere... Hai scelto? Sì, mio caro, non mi serve un uomo per

fare un figlio. Figura, di che ci vuoi?

Però ti posso dire che a fare un figlio senza sesso secondo me uno si perde la

parte migliore.

Valerio.

Maurizio.

Alessandro.

Buonanotte. Buonanotte.

Ti ho lasciato il mio numero scritto su un tovagliolo.

Visto che non me l'hai chiesto.

Veramente non mi hai nemmeno chiesto di rimanere a dormire.

Perché dormire insieme è una cosa seria.

Poi più in generale io penso che a letto ci si scopre in due.

a sedermi da soli. Ah!

Che poi...

Questa chi è?

Ma che ne so.

Buongiorno.

Buongiorno. Scusate, sono un po' in ritardo. Sono Alessandra Baldini, la

nuova professoressa di lettere. Lei è quella nuova? Sì, sì.

Lei deve essere il preside.

L'hai sentita a Borgonovo?

Perché io l'aspetto da preside, non come quello là.

Comunque, purtroppo io sono solamente il vicepreside, nonché insegnante di

latino. E questo lo sa perché?

Perché il proveritorato ha preferito premiare un miracolato.

Anche perché in questo paese se non hai santi in paradiso, dove vai? Ma non è

sempre così. Io ad esempio... Ma lo sai quello che si insegnava prima?

No. Edovazione fisica.

Allora dico io, ma lo può fare il preside uno che insegna ginnastica?

Sì, perché no? No, non lo può fare, glielo dico io. Ha tolto le visite ai

musei, alle mostre e il laboratorio teatrale e ha creato il torneo di...

Padel, davvero? Come sta fatto quel troglodita? No, è troglodita riduttivo,

buono, buono.

Perché quello è uno che pensa che Goethe sia il terzino sinistro del Borussia...

Tottenham,

professore, la pronuncia è un pochino diversa, ma io pensavo che Goethe

giocasse in porta, pensi.

A proposito, lei non ha letto il Wilhelm Meister, professor Tarmezzani?

No. No, lei sicuramente ha letto il Faust, immaginavo. Però io penso che il

Wilhelm Meister sia il suo vero capolavoro, se vuole glielo presto.

Me lo compro da solo, grazie. Bene.

Adesso se può andare in classe perché ha lezione ed è in ritardo di due minuti. C

'è. Guarda.

Grazie.

E buon... Buongiorno. Buongiorno.

Salve.

Lei è la nuova insegnante di lettere. Ah, la nuova... E lei deve essere... Il

preside. Sì, il preside.

Ecco qua. Bene.

La nuova insegnante di lettere, storia dell'arte e lettere. Sempre il... Sì.

Tutto bene? Sì, sì.

Sì, benissimo.

Buona lezione, professoressa. Anche a lei, professoressa. Cioè, no, lezione

no. Vabbè, ciao.

Ciao. Sì.

Questa cosa che lavoriamo nella stessa scuola è un casino, capito?

Ma sì, poi ne parliamo.

Sì.

Senta, Alessandra, questa è l'ultima volta che lo facciamo, eh?

Qui a stretto.

A casa tua, per la prima volta.

Vabbè.

Lo sai che ci starebbe adesso?

Una bella cosetta rilassante.

Davvero?

Sai che non ti ci facevo?

In che senso?

Eh?

Che?

Che fai?

Eh, ce l'hanno. Cosa?

Allora, se vai in terrazza, c'è un bel regalino.

In terrazza?

Sì.

Salve.

Buonasera. Buonasera, sarei venuto per il... Sì, sì, come va?

Tiè.

Ma questa è marijuana?

No, quella è scicoria ripassata.

Il corpetto di bolla è la morte sua.

Salve.

Ciao. Vedici. Vedici.

Sei matto.

Perché mi mandi il terrazzo a prendere la droga?

È illegale, no? Cosa non l'ho mai fatto in vita mia. Hai detto che ti potevi

rilassare, Valerio. Rilassare io intendevo una camomilla, una tisana, un

carcadè al limite.

Ma è uno scherzo?

Ma cos'è uno scherzo? Ma tu vivi accanto a... Due spacciatori?

Ma scusa, ma cosa ridi? Ma sei una donna, ma è pure pericoloso. Sono una

donna? Sì.

Valerio, io da quando ho sedici anni che vivo qui non mi sono mai sentita in

pericolo. Mai.

Anzi, ti dirò che quei due lì, se ho bisogno, corrono.

Corrono? Certo, se non se ne sono bevuti prima, corrono. Se no, no.

Senti, bevuti, dammi l'erba che la donna sola qua si fa una bella canna e tu ti

fai una tisana al caldamento.

L'ho quasi presa. Ma cosa l'hai quasi presa? Dai, che sei sempre stato una

pippa in porta. Ma stai zitto. Da quando non ero manco iscritto all'ISF che ti

vedo perdere con Sebastiano. Sempre.

No, no.

A onore del vero, una volta ha vinto.

Nel 99 ma ha vinto. Dai zitto.

Va bene, finalissimo oppure ordino le pizze? Ordino le pizze. Ah no, io non

posso che stasera passo da una che ha romerchiato un palestra.

Questa palestra è peggio di un sito d'incontri. No, c'hai ragione, guarda,

ci ho rimorchiato tantissimo anch'io. Pure lui.

Saranno contenti le mie cognate.

E sti cazzi.

Piuttosto, tu che ci racconti, Preside? Hai già rimorchiato qualche pischelletta

a scuola? Io non mi rimorchio le pischellette a scuola.

Maggiorenne? Non si fa.

Però mi sto vedendo con una. Ah, ecco, visto.

Ma questo sei innamorato! Dai, innamorato, no, no, però è...

Una in gamba, una bravissima professoressa di italiano.

No, solo che è una un po' particolare.

Tipo? No, nel senso, sai quelle...

Tanto impegnate nel sociale, nazifeministi, fricchettona. Capito,

di quelle che non si depilano.

Quelle con l'odore forte.

Quelle vegane, sicuramente.

Che ti mandano le mail per firmare le petizioni.

Salviamo il canile.

Anzitutto si depila tantissimo, e posso testimoniare, ha un profumo

meraviglioso. E poi soprattutto non è vegana, perché l'altro giorno ci sono

fatti due bistecche così.

E non mi sembra nemmeno che faccia girare... E allora sarà una di quelle

che vale manifestazioni in piazza. Ecco, i cartelli di protesta con scritto

BASTA!

Figurati. Senza vergogna, rimane in petto, ci troverete al patto per un

parcheggio. Senti, ma fammi capire, sto tizio è dei nostri o non è dei nostri?

Non lo so, non l'ho ancora capito.

Certo, gli piace tanto Claudio Baglioni e si vede sempre il festival.

Non ha mai sentito parlare di ipergema. Il suo film preferito è Top Gun.

Cazzo, vai, è troppo.

Barbiere, fate il verde, non siete altro che delle merde.

A merde!

Allora, Motu, te ne vi chiede subito. Ma chi è questo?

Ma che so di lui?

Ma ci potrebbero essere dei sintomi di malattia mentale? Può diventare

violento? Dai, Barbiere, non esageriamo. Eh no!

Perché parti dal presupposto che qualunque individuo di genere maschile è

tendenzialmente una merda. Pure i bambini maschi. E puzzano.

Vienamente d'accordo. Ci sarà qualcosa di questo qua che ti piace?

Truccarmi tantissimo, non depilarmi per mesi, per anni.

Libera, voglio essere libera. Di uscire la sera, tornare da sola, senza la paura

persino del tipo della sbazzatura.

Di fare un figlio anche a 40 anni, di divorziare e poi risposarmi. Amare un

uomo con 10 anni in meno che mi vuole bene. Bene davvero fiore l'amore, girare

un porno, cambiare letto pure ogni giorno.

E di morire come mi pare, non massacrata da un criminale, non dalle pietre di un

titolista, né dalle carte di un penalista, dai timorati figli di Dio che

sputano a merda e premonenvio.

Sputano a merda e premonenvio.

Della mia figa farò moneta o simulacro di nuova vita, delle mie mani farò

cantiari o fragilissimi tulipani.

Della mia figa farò una bandiera che brillerà nella notte nera.

Avanti, eh.

Ti ha visto entrare qualcuno?

No.

Senti, Alessandra, non si può fare qua a scuola, ok?

Lo capisci? Non si può proprio... Perché questa faccia?

Ma stai bene?

Non lo so.

Sono incinta.

Ah. Eh.

È impossibile. Che cosa è possibile, Valeria?

Ho rifatto il test tre volte.

Mi avevi detto di essere sterile. No, no, io non è che ti avevo detto così

vago. Io sono sterile. E allora come sono rimasta incinta per opera dello

Spirito Santo?

Te mi sa che sei un bel bugiardello. No, no, no, aspetta, aspetta un momento.

Eh, io te lo faccio dire dal mio andrologo, così vediamo chi credi.

Asola! Ecco, dice pure l'andrologo, senti. Ma sei sparito, non aspettavo il

padre. Daniele, scusa che non sto da solo.

Senti, io sto qui con una mia... amica.

Rispetto a quel mio problemino, no? Mi confermi che sono sterile?

Di fatto è come se lo fossi. La scarsa velocità dei tuoi spermatozoi ti rende,

diciamo, inefficace a 99,9%. Diciamo, non...

Scusi dottore, ma che significa che io sarei il suo 0,1%?

Piacere signorina, che bella notizia, auguri! Auguri un cazzo dottore, perché

quando ci siamo incontrati lui me l'ha raccontata diversamente, mi ha detto che

non poteva avere figli. E' così, abbi pazienza, ma io l'ho sempre fatto

tranquillamente quando me l'hanno diagnosticato e non è mai rimasta

incinta nessuna, che significa?

Ma perché proprio a me questo miracolo?

Signorina, che le devo dire?

Evidentemente voi due siete molto molto compatibili, è una fortuna, mica...

In effetti questo è vero.

Non ci eri mai riuscita con nessuno.

Va bene, grazie Daniele, comunque poi ti richiamo io. Come

si può essere così superficiali su una cosa così

importante?

Però è anche una bella cosa.

Tu hai un figlio, lo volevi?

Sì che lo volevo, ma non con te.

Lo volevo da sola.

Scusami, non ti offendere, però io non vorrei che un maschio gestisse l

'educazione di mio figlio, figlia, quello che è. No, no, no, aspetta. Non

vorrei che un maschio cosa?

Ma perché non ho capito in che senso.

Scelgo io come educare la mia creatura.

Ma quella tecnicamente sarebbe anche la mia creatura.

Pensaci bene, Alissa, perché nella maggior parte dei casi i figli

assomigliano ai padri.

Fermo! Muori, maledetta Pash!

Ciao, mamma.

Il corpo di Cristo.

Amen.

No!

T'ammazzo con le mani mie! T'ammazzo!

No, no, no, no. Ma frate, te lo dico, eh.

Le figlie femmine assomigliano sempre alla madre. Sempre.

Una mattina mi son svegliato. Oh bella ciao, bella ciao, bella

ciao, ciao, ciao.

Ciao papà.

Ma tu hai dormito stanotte? Ma chi è? Tu?

Zer. Ma non è che questa cosa è più grande di noi?

Ha l'età nostra, non è? È da...

Tra un po' scatta lo sconto al museo e sull'autobus, oh no.

È che io e te siamo davvero molto, molto diversi. Dici?

Sì, beh, occhio e croce, neanche troppo inclini a stare in coppia.

Quant'è il tuo massimo con una donna?

No, vabbè, io... Oddio, se escludo Marta Greco del liceo, tutte storie

occasionali di sesso, tra l'altro la maggior parte con donne sposate.

Quant'è il mio record con un uomo, secondo te?

Quattro anni.

Undici mesi.

Capisci? Neanche un anno.

No.

E anche io poi mi rompo i coglioni.

Sì, sì, mi nervosisco, trovo mille difetti.

Sto meglio da sola. Sei incoraggiante, visto che stiamo per avere un

fidanziale. Molto incoraggiante.

Ecco, istintivamente io ti trovo una brava persona, Valerio. Grazie.

Però, ad esempio, questa maglietta che hai addosso, che cos'è?

Questa è la maglietta dell'Atletico Madrid, la mia squadra preferita. Scusa,

mi vado ad allenare e mi metto la maglietta dell'Atletico che...

Benissimo. Perché io vorrei che mio figlio neanche sapesse che cos'è l

'Atletico Madrid.

Sì, perché penso che gli faccia male psichicamente. Ah, gli fa male

psichicamente l'Atletico Madrid proprio.

Sì, perché voi avete questa cosa del calcio, della Champions, del derby, e i

film dove si menano, le macchine da corsa.

Faccio la bici io, che macchina da corsa. Io vorrei che tutta questa roba

manco ci entrasse a casa mia. Perché io vorrei che la mia creatura entrasse in

contatto con l'altro. Ah, con l'arte. Con la poesia. Certo. Con la

rivoluzione. No, Coreal Madrid.

Tu, atletico Madrid, stai sminuendo un secolo di tradizioni sportive. Però la

subcultura di quei due narcotrafficanti che hai come vicini di casa... Sono due

brave persone.

E sti cazzi, per me no. Mi sbaglio. Eh sì, mi sbaglio. Poi comunque non è che

io sono così contento di avere un figlio come te. Non è che mi strappi i capelli,

perché non te se po' di un cazzo che mi rimproveri subito. Mi viene da quello

che tu sei. Eh, che dico?

Dico che c'hai ragione. Siamo diversi. A me mi piace lo sport, tu a te le

palestre. A me mi piace l'ordine, a casa tua sembra... sfascia carrozze. È una

casa creativa, non banale la mia.

Certo, non banale quella di scarica di vestiti mozziconi, cd, libri buttati

così alla rinfusa.

Comunque, che ne sai, magari funziona proprio perché siamo diversi.

Se lo dici te... Scorgo un filo di scetticismo nelle due parole.

Scorgi molto bene.

Allora, data presunta del parto, 9 giugno. Oh, 9 giugno.

Giamelli come me.

Pensate che coincidenza.

Senta, dottoressa, per assistere al parto devo fare una richiesta specifica

oppure entro così e... No, ma tu non assisterei al parto.

Non voglio nessuno.

Ecco.

Dottoressa Susi, perché non abbiamo sentito il battito?

Allora, il battito non l'avete sentito perché è troppo presto e potremmo far

male al bambino. Ma c'è tempo per sentirlo.

Ale, smettila, ti mangio tutte queste schifezze.

Voglio morire.

Ecco, un'altra cosa che me l'ho dimenticato, l'amniocentesi, quando la

dobbiamo fare?

Primo, non la dovete fare insieme, la deve fare lei.

Casomai.

Secondo, io consiglio il prenatal safe, vero? Perché è proprio sicuro. Come ho

detto, scusi, prenatal... Safe.

Safe. Safe.

Terzo... Safe.

E terzo?

Terzo, auguri.

Grazie.

Ma secondo te gli abbiamo fatto male?

A chi?

A un bambino o bambina.

Si chiama ancora Feto.

Feto? Sì. Mamma mia, che brutta parola, Feto.

Tu ogni tanto dici delle cose gravissime, lo sai?

Chissà che penseranno quelle.

Quelle chi? Le mie amiche.

Mercoledì andiamo a cena al ristorante Ritraio così te la presento. Sì?

Mercoledì c'è la Champions.

Lo so.

Ho organizzato apposta mercoledì. Ti ringrazio molto.

Quindi fai il grande annuncio della gravidanza? No.

Lo sanno già loro, te l'ho detto.

Da come direi? No, scusa.

Certo. Ma bisogna aspettare tre mesi per precauzione. Perché gliel'hai detto?

Pure scaramantico, sai.

Dai, in fondo l'ho detto soltanto a loro.

E a Curito Yoga.

Pure. E al mio psicoterapeuta, naturalmente. L'hai detto a tutti.

E a mia madre, però lei ha il telefono. Ah, perché per telefono non vale.

Tu a chi l'hai detto?

Io? A nessuno.

Ti sembra facile dire che stai per fare un figlio con una sconosciuta?

Ma non siamo mai sposati.

E naturalmente questo è un problema, vero? Beh, a casa mia sì.

Quindi tu sei uno di quelli che si sposerebbe in chiesa?

E che ti sposi in comune? Non ci rimani a durare cinque minuti, fredda, brutta?

Andiamo bene.

Non mi sposerò mai.

Mai.

Tantomeno in chiesa.

Perché dovrei?

Perché stiamo per fare un figlio. E beh!

Vabbè, comunque, di questo argomento quando andiamo a conoscere i miei, per

cortesia, non ne parliamo, sorvoliamo, grazie.

Cioè tu all'età tua ancora ti preoccupi di quello che pensano i tuoi?

Ma lo vuoi il numero dello psicoterapeuta mio?

Ma quale? Mi vuoi dare il retto? Quello che ti frega i soldi?

Quello lì?

No, grazie. No, dai!

Attento a non ti sporcare il pigiamino.

Tieni.

Così non ti devi appuntare le cose sul cellulare. No, veramente, grazie. Io le

adoro queste cose vintage, finta intellettuali. Grazie.

Comunque penso che la tua cucina costi quanto casa mia. Infatti vedrai quando

vorremmo stare qua e oggetti ci vedono, il grembiolino, la regina dei fornelli.

Valerio, io sto bene a casa mia.

Non capisco perché dobbiamo stare in 50 metri quadrati a Garbatella con gli

spacciatori sul pianerottolo.

Dobbiamo? No, io forse non mi sono spiegata bene.

La condivenza, Valerio, non funziona tra due che si amano, figure di tramette che

scopriamo e basta.

Valerio, ci abbiamo sto lusso.

Due case.

Capito, ma è proprio una soluzione irragionevole, perché abbiamo una

responsabilità nei confronti di questa creatura, o no?

No, invece siamo uno di qua, uno di là, poi che facciamo? Ci diamo appuntamento,

ci vediamo, però non lo capisco.

Corinna, questa figura femminile immaginaria, ma è veramente immaginaria?

È una figura nei confronti della quale Catullo...

Ma fatemi finire almeno un concetto, no?

È ricreazione, prof.

È ricreazione.

È ricreazione.

Mi vede, presidente?

Sono alla campanella, risuscitano. Come dargli torto?

Io mi addormento pure quando ci litigo con lei.

Sempre una battuta pronta, eh?

Buona ricreazione.

A lei.

Ma... Quinto B sta in classe?

Sì. È solo che quando c'è la Baldini non fanno mai ricreazione.

Ed è legale questa cosa?

Se non lo sa lei.

No, sa lei.

Sempre la battuta pronta, lei.

E allora, che cos'è per Dario Fo? Questa rosa fresca, olentissima, che sboccia d

'estate e tutte le donne desiderano. Che cos'è?

Un fallo!

Sì, che verrà mostrato quando l'esattore alza la gamba.

Chiedo scusa, professoressa, sarebbe ora di ricreazione.

E quindi, al contrario di quello che diceva Dante e Benedetto Croce,

questo poema è stato scritto da un giullare, da un uomo del popolo, da uno

che scherzava, in maniera un po' volgare, sulle schermaglie amorose.

Insomma, prof, già nel Medioevo si parlava di porno?

Esatto!

Certo. Pasquulli, se ti metti a fare la simpatica pure tu.

Simpatico, preside.

Mi chiamo Lorenzo. Sì, sì, no, simpatico. Scusa, Lorenzo, è che sei

scritta come Laura.

È scritto.

Comunque, professoressa, io ci penserei due volte prima di contraddire Benedetto

Croce e Dante Alighieri, no? Eh, lo so, preside, però l'ha già fatto Dario Fo.

Prima di vincere un Nobel, pensi.

Si unisce a noi?

No, grazie.

non ci stanno le posate? no si mangia con le mani?

dovevamo mangiare con le mani? trionfo dei batteri grazie

siete etniche grazie

lo prendo con le mie questo supplì eritreo

Non dispiace, invece.

Grazie. No, veramente tu non potresti bere?

Come no?

La ginecologa mi ha concesso un bicchiere a settimana.

Magari lo facciamo decidere a lei, no?

O sei ginecologo.

È questo che non vogliono vedere.

Le donne vengono ancora massacrate in Iran, senza nessun tipo di libertà.

Dovrebbe intervenire l'ONU. Sì, beata te, per le donne.

Aspetta e spera. Ti ricordo che quando gli americani sono andati via da Kabul,

che ci ha rimesso più prima? Le donne afghane. E in 13 stati americani è

vietato l'aborto. Hai capito?

Eh?

In tutto questo vi siete dimenticati di parlare del patriarcato.

A fine cena lo... Signore... Grazie, grazie. Grazie, grazie. Grazie.

Hermosa. Ancora questa cosa che l'uomo paga il conto.

Poverino. Volevo fare una cosa gentile. Siamo noi che lo paghiamo a te.

Per favore, dai.

Entri, dai.

Oggi siamo felici che Valerio ci stia presentando una sua amica nel giorno

dell'immacolata torcezione.

Anche se tanto immacolata, questa amichetta. A proposito di questa cosa,

vi dobbiamo dare una notizia. Eh sì.

Una notizia bella, una cosa bella.

Io e Alessandra aspetteremo un bambino.

Ma che bellezza!

Congratulazioni!

Congratulazioni, vivissime! Grazie.

Scusate.

C'è ben alzato il problema? No, solo lui.

A Valerio, che mettendo incinta una professoressa, sua sottoposta, si è

abbandonato ad un comportamento professionalmente quantomeno

disdicevole. Che però, per com'era combinato lui col suo problemino, alla

fine ci riempie tutti di gioia.

Valerio, caro, lo sai che ti ho sempre voluto bene, come se tu fossi sangue del

mio sangue.

E ti ho sempre trattato come i miei figli.

Quindi, auguri.

Per questa creatura che verrà.

Auguri, auguri.

Bravo papà.

Grande oratore.

E quindi sei stato adottato?

Sì e no.

Mia madre è la mia vera madre.

È rimasta vedova quando io avevo nove anni.

Ed era la segretaria di Giacinto.

Ma anche lui era vedovole e aveva già i miei fratelli piccoli.

Non che sia stato semplice, duro e neanche molto esigente.

Però non ci ha mai fatto mancare niente e anzi gli sono molto grato perché mi ha

incolcato dei principi sani.

Su incolcare i principi sani ci avrei qualcosa da dire.

Comunque mi ha fatto da padre e infatti porto il suo cognome.

E il tuo vero padre?

Mio vero padre aveva una palestra, pensa proprio vicino a casa tua.

Era sempre pieno d'amici, giocavano continuamente a pallone.

Ho solo due foto con lui.

Due foto in cui gli toccava la pelle.

Alla... Uno avanti.

Uno avanti.

Che succede?

Freside, scusi il disturbo. Le ragazze del quinto B vorrebbero parlare con lei

di un argomento che trova d'accordo anche noi insegnanti.

Sì, lo so, ma avete chiesto uno sportello d'ascolto, lo so. No, uno

sportello psicologico.

E poi l'assenza giustificata per congedo mestruale e molte più ore di educazione

sesso-affettiva. Sì, potremmo iniziare con un periodo di prova di tre mesi per

poi... Manzo!

La sponda! Se non usi la sponda è un vetro, l'abbiamo pagato, non è che... Va

bene, va bene.

Presidente, ma ci ascolta? Eh, cazzo che mi ascolta. Mi avete mandato 12 pack,

come faccio a non ascoltarvi? Quindi?

Iniziamo con lo sportello psicologico o no?

Allora, ve lo ripeto per l'ennesima volta. Non abbiamo soldi per finanziare

altri progetti. I soldi che avevamo li abbiamo usati per aiutare le famiglie in

difficoltà. per la gita alla reggia di Caserta, che mi sembra che avete fatto,

e il resto dei fondi li abbiamo finanziati per questo meraviglioso campo

da padel. Che ci frega a noi del padel? Che ci frega? E certo che vi frega a

voi. Dite sempre che la scuola è vecchia, che la scuola è vecchia, ma una

volta che vi facciamo fare lo sport del momento, oltretutto gratuitamente, vi

lamentate pure.

De Santis, mensana in corpore sano, fa il classico, non c'è bisogno che

traduca. Traduca?

Eh.

Vabbè, se non c'è altro... Potete tornare in classe, grazie.

Grazie per averci accompagnato, però con questo è inutile.

Fate passare, grazie.

Preside, guardi che se non gli da retta i ragazzi occupano il liceo.

Professoressa, sa quante occupazioni sono state fatte in questa scuola da

quando io sono preside?

Zero. E così con mio padre?

E così anche con mio nonno, pensi.

C'è sempre una prima volta, pensi.

Stai sminuendo, come sempre tra l'altro, l'importanza della realtà sportiva come

strumento di arricchimento personale. E non è un caso che nella mia scuola non

ci sono mai stati episodi di violenza, com'è?

Guarda, se tratti così i tuoi studenti, chissà che padre sarai.

Ma d'altronde, conoscendo il tuo di padre, so già cosa aspettarmi.

Beh, io almeno te l'ho presentata la mia famiglia, tu manco quella.

Eh, papà, e allora?

E... Sentite?

Tratta, eh?

Sì.

E per far continuare a battere forte questo cuore c'è bisogno che mamma e

papà si vogliono bene.

Nessuno. Eppure Natale, dai.

Che dobbiamo fare? Basta.

Ma volete sapere il sesso? No!

Certo, ogni volta due ore di macchina.

Vabbè, ci vediamo anche due o tre anni.

Quello lavora per sua madre?

Quello è mia madre.

Dai, a parte gli scherzi.

Salve!

Ciao!

Mamma!

Ciao, mamma mia!

Valerio. Piacere, signora, e buon Natale. Ma che signore, sono Rossana.

Grazie. Il pranzo è pronto.

Lo leggeresti per favore? Il riccio?

L'etame.

Ti sei fatta fregare.

Si sa fare anche con le galline. Attenta che scotta.

Senti, visto che ci fai un figlio, durerà almeno un anno?

Oppure scade entro sei mesi come tutti gli altri?

Ma senti chi parla.

Grazie. Ecco qua.

Vabbè, ma questa cosa di dare alle galline i nomi delle attrici è troppo

simpatica. Qua ci stanno le uova di Marilyn Monroe, Grace Kelly e questa qua

di Julia Roberts. No, è di Taylor.

Julia Roberts è morta l'anno scorso. È morta Julia Roberts? Mi dispiace.

Perché ci ho fatto un ottimo brodo.

Buon appetito.

Ah, che c'è? Il parmigiano in frigo.

Vado.

Beh,

anche

se vi vedete solo due volte all'anno avete un bel rapporto, no?

Voglio dipendere dalle annate.

Se posso permettermi, ma... come è stato crescerla senza un padre?

Beh, l'unica soluzione per quanto ne riguarda.

La famiglia è la morte della libertà.

Eh, ecco.

Senti, ma... è maschio o femmina?

No, perché lei non me lo dice. Guardate che Vicento che parla di piano, eh!

Mamma, che cosa gli sta dicendo? Non rompere i coglioni, mamma, eh!

Però vuoi un consiglio?

Non la secondare mai, perché quella ti mangia vivo.

Grazie del consiglio.

Niente.

La cartellina?

Ma non a me, a lei.

Ah, sì.

Avevamo detto.

Ho già parlato col direttore.

Stanza privata, parte eseguita dalla migliore equip.

Offro io.

E dove sono nata io, nonno? Dove siete nati tutti, Azzurra. Tutti tranne lo zio

Valerio. Senti, papà, grazie.

Però Alessandra, cioè noi, preferiremmo andare in un ospedale

pubblico, ecco. Sì, però grazie, il posto è bellissimo.

Sì, bello, bello. Grazie.

Che dire, auguri.

Grazie. Spero che almeno vogliate scegliere un parto naturale, senza

sciolchezze, punturine.

Lo so, Giacinto, che grazie all'anestesia epidurale si partorisce

con meno dolore.

Cara, c'è un motivo.

Se Dio dice partorirai con dolore. Chissà, forse per colmare il complesso

di inferiorità nei confronti delle donne.

Dico, eh?

La clinica è un posto bellissimo.

Confermo. Tra l'altro lì nel parco c'è una cappellina dove potreste battezzare

subito il vostro bimbo.

Faccio io il padrino, eh? No, no, non ci provare. Tocca sempre al primo. Grazie.

Voi farete i testimoni di vostro fratello al matrimonio. Tanto, più o

meno, mi sposerete l'anno prossimo, credo, no?

Stiamo capendo... Il padrino del battesimo lo faccio io.

Allora, se c'è proprio una cosa che non è in discussione, è il battesimo. Se

pensavi a qualche tuo parente come padrino, per carità, faccio volentieri

un passo indietro. No, no, non è una questione di parenti. Io non lo

voglio... Noi.

Noi.

Noi non lo vogliamo battezzare.

Tutto qui.

L'importante è che se è un maschietto si chiami come nonno. Già scinto, eh?

Visto che gli altri miei figli hanno fatto solo femminucce. È andata così.

Buongiorno Presidente.

Buongiorno Presidente.

Buongiorno Presidente.

Presidente, buongiorno.

Senza, visto che non ha ascoltato le nostre richieste, qua ci siamo

organizzati da soli.

Io l'avevo detto.

Io voglio sapere come sono entrati.

Con le chiavi? Eh, chi gliel'ha data le chiavi?

La professoressa Baldini permette?

Certo. Grazie.

Mi puoi lasciare? Certo che ti lascio più,

però gli dovrei dire...

Ti rendi conto di quello che hai fatto?

Perché non solo è illegale, è completamente diseducativo.

Bisogna essere rivoluzionari se si hanno di fronte pensieri sbagliati come il

tuo. Ci stanno delle regole, la scuola non è una democrazia partecipata. Ma ti

senti? Qua parliamo di ragazzi incasinati e tu ti riferi alla

democrazia partecipata, Valerio, sembri tuo padre.

Stiamo parlando dei ragazzi, ma che c'entra mio padre?

Il battesimo, il matrimonio, il nome del nonno.

Ma come ragionate?

Ma perché ti impunti su questa roba qui?

E non sul fatto che invece sono una persona onesta e per bene. No, ci

impuntiamo su quello che pensa un signore di 75 anni, ma dai. Se non

riesci nemmeno a cogliere la violenza di quel comportamento, allora il problema

sei tu. Eh, perdonami, sono delle idee mie. Però mie.

Io per esempio il Nobel a Dario Forno gliel'avrei dato. Ah, davvero? Eh no. A

me ad esempio sfugge il valore pedagogico del padel. Pensa un po'. Che

poi ci giocano solo i maschi. Eh non è vero perché... Sì! Non è vero! L

'attanzia Pasquulli cosa sono?

Pasquulli non è una cazza! Ah va bene, transgender.

Ho capito, però quando la vedi con i pantaloni e la maglietta... Sembra una

ragazza che devo fare. Ma finiscila. No, e poi comunque l'ho chiesto a tutti

quanti. Se le ragazze non l'hanno voluto fare, ma che colpa mia? Io hanno fatto

bene, ma tu lo capisci? Non mi viene fra qua un cazzo del padre, il Valerio. Lo

capisci? Ma che gli avresti fatto fare tu? No, dimmelo. Li portavi sul carro

del gay pride, vestiti da daironi, con quelli che voti tu?

Ma pensa a quelli che voti te, che neanche si dissociano dal fascismo.

Ma che mi stai dando del fascista? No, no, ti sto dando del coglione.

A Capodanno, a casa dei tuoi, io non ho vomitato per la gravidanza. No.

L'ho fatto per l'atteggiamento di tuo padre.

Ma te non ti rendi conto che è stronzo?

Anche con te.

Chi dice questa cosa? E tu zitto! Non hai detto nulla, non hai fatto nulla.

Complice, come tutti gli uomini.

Senti Alessandra, se tu continui a partire dal presupposto che siamo tutti

delle merde, sai cosa succederà? Che fai la fine di quella fucilata mentale di

tua madre, sola Alessandra, da sola a discutere con le galline, lo capisci o

no?

Io non voglio che tu sia il padre di mia figlia.

Ma io sono già il padre di tua figlia.

O di tuo figlio, perché potrebbe pure nascere maschio. Vabbè, di certo non lo

farò educare da te.

Questo l'avevi deciso dall'inizio. No, non è vero. Sì. No.

L'ho deciso adesso.

Cioè, quindi la professoressa è incinta del preside?

Scuppone! Ma perché, non l'avevate capito?

No.

Ansia.

Mistero.

Paura, emozioni, aspettative.

Si fonderanno insieme in un unico grande sentimento a cui non saprete dare un

nome nemmeno voi.

Finché un giorno lo vedrete venire al mondo, impaurito,

disorientato. E ad accoglierlo sarete voi.

Adesso respiriamo insieme.

Inspiriamo ed espiriamo.

Benissimo, di nuovo inspiriamo ed espiriamo.

Ragazzi, siamo uno dei pochi paesi europei.

Dove l'educazione sesso-affettiva ancora non è obbligatoria per legge.

Con i professori che non rinunciano alle loro ore, i genitori che vanno in

paranoia come se fosse chissà che.

Ma poi, dico io, non puoi parlare solo di malattie e di preservativi. Cioè, io

ho bisogno di parlare della sfera emotiva, dei rapporti tra persone di

genere diverso, dell'importanza del consenso. La Vini, stringi un po' per

favore che abbiamo poco tempo. Sì, ho finito.

Chiedo di votare la mozione perché una delegazione di studenti vada a trattare

col provveditorato.

Vogliamo votare?

Bene. Bene.

Mozione approvata all'unanimità.

Ragazzi, che dire, Daniele Silvestri qui con noi.

Grazie per l'invito.

Partecipo molto volentieri a questa occupazione, ne condivido le

motivazioni. Non so quale può essere il mio contributo, ma ci sono, se avete

domande da fare, di qualsiasi tipo ci sono.

Ragazzi, facciamo un grande applauso a Carolina Crescentini.

Grazie mille. Grazie.

Facciamo un grande applauso.

A Valerio Lundini. Grazie.

Ci facciamo qualche domanda.

Va bene, va bene.

Volevo chiedere, in che modo pensi che uno sportello di sostegno psicologico

possa aiutare noi studenti all'interno della scuola?

Allora, ho dei dubbi. Nel senso, sicuramente è meglio che ci sia una

persona. Cioè qualcuno, forse lo sportello in sé può essere...

Cioè, secondo me lo sportello ben venga in campo automobilistico. Certo.

Volevo chiederti, come mai tutti sono così in imbarazzo a insegnarci cos'è la

sessualità? Ma perché proprio a me? Cioè... Sì, non so se so risponderti,

nel senso che io faccio parte probabilmente di quella categoria.

Perché è sempre stato un tabù, è sempre stato qualcosa che si fa ma non si dice.

Invece va pure un po' normalizzato, anche per poterlo vivere serenamente.

Cioè a me non è che i miei non hanno spiegato la sessualità, e so anche

abbastanza...

contento di questo cioè non l'avrei saputo ricevere l'informazione dei miei

quindi secondo te come dovremmo vivercela la sessualità? la prima cosa

che vi dico è la certezza del consenso dell'altro noi magari stiamo facendo l

'amore io ti dico che ti amo infinitamente ma qualcosa dentro di me

cambia ok ti dico ok

Ci fermiamo? E tu ti devi fermare.

Quali comportamenti maschilisti involontari noti negli uomini che si

professano non maschilisti?

Ah, una valanga!

Volevamo sapere se ci sono dei comportamenti di maschilismo

involontario che noti in te stesso. No, involontario no.

Una delle battaglie più recenti da questo punto di vista è quella che

riguarda il linguaggio. Non so se riuscirò mai a scrivere tutto e poi un

simbolo qualsiasi.

Nessuno nasce femminista, nasciamo tutti maschilisti, solo che bisogna fare un

lavoro su di noi.

Più passa il tempo più il femminismo cambia i suoi aspetti. Se un tempo era

dobbiamo votare, adesso chiaramente quello che si chiede è altro. E questa

cosa nel contemporaneo può dare fastidio perché non a me.

Però a molti che dicono, ah, questi già votano, vogliono pure altre cose.

I risultati almeno formali sono stati raggiunti ovviamente in questi decenni,

quelli culturali un po' meno.

Recentemente una persona mi diceva, eh, sai, mia moglie guadagna più di me.

È abituato.

Allora, la settimana scorsa ho dato un esercizio a papà.

Scrivi una lettera al tuo futuro figlio o alla tua futura figlia.

Avete fatto i compiti?

Sì. Bene.

Allora, chi vuole cominciare?

Io. Prego.

Ciao Valeria.

Sono il tuo papà. E tutti in piazzetta a Capalbia ti stiamo aspettando.

Presto sboccerai...

E già so che sarai come la carbonara di tua madre.

Io non mi accetto ancora pronto.

Però vorrei scriverti due cose.

La domenica prendiamo la bici e ce ne andiamo tutti insieme in Curva Sud.

I goligiai, sai perché ti sto a imparare tutte le sere di canto.

Cambiarti il pannolino sarà... Savolito, come la bagliata di tua nonna.

Il primo dentino che cadrà non fa niente. Ci si rialza e ci si riprova.

Capitolo dita nel naso.

Le caccole si cercano, ma non si mangiano. È come canta il mitico Claudio

Baglioni.

Avrai sorrisi sul tuo viso.

Alessandra, tutto bene?

Sì, è che proprio Baglioni mi ha chiamato.

I giovani pretendono di essere ascoltati, ma sbagliano ad occupare.

Sbagliamo ad occupare. Tu invece, rivoluzione nei licei.

Papà? Valerio?

Non mi hai fatto più vedere.

Che fine hai fatto?

Lo so, è... Ho avuto problemi con la scuola. Ma li vuoi prendere abbandonati,

sti ragazzi?

Ancora all'asta?

Certo, dove vuoi che stiano.

Regà, indovinate chi ci sta qua?

Ma che facci, spia? Ma che spio?

Io sapevo antes che spio.

Mi stavo documentando. Ma che ci prende per il culo? Se stile, questo turpilo

che non c'è bisogno.

Stavo cercando di capire come la pensate per trovare un punto d'incontro.

E vi devo anche ringraziare perché onestamente ho sentito delle cose

veramente interessanti.

Solo che... Solo che?

Guardate, io posso anche concedere che nelle antologie scolastiche ci siano

momenti di sessismo, di pregiudizi di genere, di vittimizzazione

secondaria, come dite voi.

Però, quando io vi sento dire che il nastaggio degli onesti di Boccaccio

sarebbe... Apologia del femminicidio? E qui non vi seguo più.

E perché mi sembra un po' troppo, perché l'abbiamo studiato in tanti. E non è che

siamo cresciuti male.

Oppure, che vogliamo dire di Jacopo Ortis e di quelle lettere?

Jacopo Ortis si è ammazzato dopo aver scritto a Teresa una lettera che è un

chiaro esempio di vittimismo passivo-aggressivo. E Santis era un

altro mondo.

Era un'altra epoca.

Le cose le dovete contestualizzare, sennò è revisionismo e il revisionismo è

una cosa pericolosa.

Questa è la tipica argomentazione di un maschilista inconsapevole. No ragazzi,

non è così, è il passato. Non lo dobbiamo cancellare, sennò un giorno

arriva uno che vi dice che l'olocausto non è mai esistito e voi ci credete.

La memoria la dobbiamo tenere viva, perché se la teniamo viva allora

possiamo cambiare.

E magari, magari smettere di essere dei...

Maschilisti inconsapevoli. Ah, lo ammette allora, lo è anche lei.

Lo ammetto allora.

Regà, mi sa che il presidente si è fatto una bomba.

Amici e birre.

Se stili l'alcol a scuola non si potrebbe portare. Preside, amo occupare.

Amo, dal verbo amare, giusto?

Abbiamo occupato, ma almeno l'italiano.

Preside, ma si faccia una birra con noi?

Vi faccio una birra con un R, certo.

Preside, ora se posso, no?

Con la professoressa. Che si dice?

Secondo me a voi adulti andrebbe fatta l'educazione emotiva.

Sì, sì, ridete, ridete.

Ma mi piace questa cosa perché voi fate tanto i fenomeni, poi avete i profili di

coppia condivisi sui social.

Stai parlando di te?

controllate il telefono di una vicenda questa è l'idea?

litigate perché non sai chi ha richiesto l'amicizia a quello per l'altro fate le

risse per un like per un pollicino le risse dite no ha attaccato tutti tranne

me in quel posto che vi devo dire? però un po' c'ha ragione il preside Mary

quelli ti chiamano troia e te ti metti sta maglietta Vabbè, bicho significa

stronza, non troia. Ma infatti che significa, scusa? C'è tutta una

filosofia dietro.

Sì, vabbè, è una filosofia, ma maschilista. Come nel porno, no? Cioè,

la maggior parte delle categorie sono violente contro le donne.

Basteva vedere online.

Tutta roba umiliante per noi. Secondo me siete un po' bacchettone, eh?

Alla fine il vero problema del porno è che è fatto per i maschi e non per le

femmine. A me, per esempio, piacerebbe girare un porno.

Eh, magari c'è casco? No.

Boni, no, con dentro.

Ragazzi, vi devo dire una cosa.

Ho deciso di apporgiare la vostra richiesta al produttore.

Vedi, noi l'abbiamo detto 12 pack fa, pensi.

Però, ad una condizione.

Dovete sospendere l'occupazione.

No, non esiste.

Ragazzi, se non lo fate rischiate di non essere ammessi agli esami. Non solo voi,

tutte le quinte. Non lo dico io, lo dice il regolamento.

E poi scusate, ma con una scuola occupata io che gli vado a chiedere al

provveditorato?

Vabbè, Rican, discutiamo domani all'assemblea.

Io già le dico che se lei mantiene questa promessa per me va bene, ma ad

una condizione.

Quale? Che la smette di chiamarci per cognome, per favore.

Va bene, promesso.

Adesso De Santis passa con un pezzo di pizza.

Va bene.

Ale! Alessandra!

Oh!

Ehi, non strillare!

Perché? Sta cinta! Sta cinta, non posso... Alessandro!

Alessandro! Vieni qua! Vieni, vieni! Sei calmo, sei calmo!

E non mi toccare perché non mi agi. Vieni qua, vieni qua!

Vieni qua!

Senti, stanno a salire i guardie, quindi... No!

Scappate! Ma state qua, scappate! Ma sei matta? Ma chi è? Chi è un firma

americana? Non vuoi andare?

Ma che ho?

Sì, ma stai tranquilla! Io andavo in Afghanistan!

Anzi, noi ti volevamo salutare!

Ma io non posso fumare, non è per te, è per il ragazzino. Che, non è per il

ragazzino? Ma guarda, comunque secondo me è femmina, perché se era maschio,

avanza era più appunto, pizzuta. Pizzuta, pizzuta.

Amici miei, ciao Ale. Ciao Ale.

Mamma mia, non saprei.

Sponda nella porta.

Arriviamo, è un attimo.

Voglio essere libera di non portare un velo, truccarmi tantissimo, non

depilarmi per mesi, per anni.

Libera, voglio essere libera di uscire la sera, tornare da sola senza la paura

persino del tipo della spazzatura.

Di fare un figlio anche a 40 anni, di divorziare poi risposarmi, amare un uomo

con 10 anni in meno che mi vuole bene, bene davvero, fare l'amore, girare un

porno, cambiare letto pure ogni giorno.

E di morire come mi pare, non massacrata da un criminale, non dalle pietre di un

titolista, né dalle carte di un penalista, dai timorati, figli di un

rispondente. Non ci siamo lasciati.

Sei tu che mi hai lasciato, Deficente.

Senti, voglio sapere che stai facendo qua con questi.

Con chi cazzo dormi? Sono i miei amici, sto dormendo con i miei compagni di

scuola. Eh, te l'ho già detto che non lo potevi fare.

Vedi, senti, se tu non mi eretta, io ti sputtano.

Lo pubblico, capito? Sì, eh? Sì.

Nel secondo dei semi ricatti io torno a innamorarmi di te. Lavinia, tu sei

innamorata di me, non c'entra un cazzo. No, non sono più innamorata di te. Per

questo ci siamo lasciati.

Va bene, Lavi.

Allora, senti una cosa.

Io ti do telegiorni.

Dopodiché lo faccio vedere a tutti quanti come ti piaceva scoprire con me,

hai capito? Quelle sono cose nostre, non lo puoi fare. Invece sì che lo faccio,

vuoi vedere?

E mo' levati, levati.

Buongiorno Gabriele, Francesca.

Ma come ha fatto a convincere i ragazzi?

Non sono io che li ho convinti, sono loro che hanno convinto.

Ma in che senso? Professore, non ha lezione?

Sì. Guarda.

Buongiorno, Presidente. Buongiorno, Professoressa.

Buongiorno, Stefano, Luigi.

Buongiorno, Presidente.

Lorenzo, buongiorno. Buongiorno, Professor.

Lavinia, su, andiamo che c'è lezione. Dai. Scusa, buongiorno. Dai che inizi.

Buongiorno, Professor.

Eh, bambini miei, io vi devo interrogare.

Ragazzi, non ho voti, non ho... C'è qualcuno che si offre volontario? C'è

Buriani, prof. No, no, no, no, che Buriani è Buriani, no.

Professoressa, il primo giorno dopo l'occupazione non puoi interrogarci

oggi. Ma ci avete avuto un sacco di tempo. Non è che l'occupazione è solo le

canne, le birre e non dico altro.

Dai, ragazzi.

Lavinia, ma tu le hai lette le fotocopie sul testo di Sibilla Leramo che ti ho

dato da leggere?

No, prof, mi scusi, non le ho ancora lette. Ma come no?

Non capisci che si parla di te?

Si parla di voi.

Come devo fare io?

Allora, questo testo che è per le ragazze, però se lo

ascoltate anche voi maschietti male non fa.

E allora, silenzio.

Vabbè, vieni, ci sei?

Il primo grande dolore che avevo provato mi era venuto da mio padre.

Dalla scoperta della debolezza di un uomo che mi era parso un dio.

Io avevo bisogno di ammirare innanzi di amare, accettando l'unione con un

essere che mi aveva oppressa e gettata a terra.

Piccola e senza difesa avevo creduto di ubbidire alla natura il mio destino di

donna che mi imponesse di riconoscere la mia impotenza.

a camminare sola.

Lo capite? Che voi dovete ribellarvi a questo pensiero che vi vuole succubi e

ignoranti. Altrimenti rimarrete sempre Eva che fa peccato perché mangia la

mela. La mela è la conoscenza.

Non dovete fare complicità con questo pensiero.

E adesso interrogo. No!

No, no, no, no, no, no!

Sì, sì, sì, sì!

Oh, sta accendendo. Davide, ma che fine fa?

Che cazzo fai qua?

Quando ti chiamo a telefono mi devi rispondere, hai capito? Ci siamo sentiti

stanotte, ci ha detto che sto a scuola. Adesso vedi. Ehi, scusa, no no no, scusa

scusa. A parte che non puoi entrare qua dentro con un motorino.

No, però sì, lasci stare, sono cose mie.

Davide, guarda, io lo so benissimo che cosa stai facendo.

Tu lo sai che diffondere senza consenso immagini di un'altra persona è reato?

Hai raccontato i cazzi ai nostri presidi? No, non gli ho detto niente,

non so perché. Si va in galera per questa cosa, capisci? Quindi io sai che

ci faccio questo telefono.

Che cosa ci faccio?

Questo ci faccio, hai capito?

Ma scherziamo!

Senta, questa è una cosa mia, me la risolvo da sola, va bene?

Me la potevi dire prima.

Davide, volevo soltanto aiutarti.

E allora facciamo che mi aiuto da sola.

Allora ragazzi, volete sapere una cosa?

Io a questo coglione ci siamo fatti un video mentre facevamo sesso.

Siete sconvolti? No, non mi pare.

Chi di voi l'ha fatto?

Bene. Solo che lui minaccia di metterlo online.

Che ne pensate?

Che una testa di cazzo!

Levati prima che te confiamo. Sei una merda, hai capito? Chi è sto coso?

Vaffanculo. Chi è? Non lo so. Chi è?

Non lo so, non lo so. Vado a chiamare l'ambulante. Chiamate qualcuno.

Scusate, sì.

Buongiorno, che c'abbiamo?

No, no, guardi me, è lei che sta male. È sicuro?

Come è sicuro? È incinta, le fitte, se l'ha portata da qualche parte. Ma bene,

se preoccupi, c'è la collega a Faciolo. Te so, per cortesia, me l'ha portata la

dottoressa Mischitelli. Venga, signore. Grazie. Prego.

Grazie. Au.

Eh.

Queste cose bisogna denunciarle.

Dicono sempre che siamo dei uomini che mename le donne.

Questo è da sfornato.

Qui va tutto bene.

Però d'ora in poi cerchiamo di evitare stress psicologici e attività fisica

troppo pesante.

Ok. E poi se prendiamo una pausa dal lavoro, è arrivato il momento di andare

in maternità nelle sue condizioni.

Va bene.

Ecco, adesso vediamo qui.

Ho apprezzato molto che hai difeso la vini da quel bastardo. Sì, eh? Cioè...

Solo che adesso gli devo pure ricomprare il cellulare.

No, aspetta.

No, aspetta un attimo.

Hai chiamato una ditta?

Beh, sta arrivando un bebè, non potevo farlo crescere in una discarica. Ah,

allora arrivati con me.

Valerio, avevi ragione. Vai, no?

Dai, me ne vado. Ti lascio tutto qua.

Ovviamente per qualsiasi cosa chiamami.

Adesso che non ci stanno più i narcotrafficanti a tenere sotto

controllo il quartiere.

Era una battuta.

Scherzavo, era una battuta.

Chi c'è?

Scusa, sono gli ormoni, scusa.

Guarda, quando sono andati via loro qua c'è un silenzio.

È brutto, è triste.

Scusa, ma l'apportamento di Narcos è libero?

Non so, boh. E potrei prenderlo io.

Così di qualsiasi cosa dovessi avere bisogno, stiamo lì, balconi comunicanti.

Valeria, noi non stiamo insieme. In amicizia. Tecnicamente non è una

convivenza, ognuno a casa sua.

Esattamente come piace a te. Però, se ti serve qualcosa,

toc toc.

Guarda, il libro di Frida per bambini.

Frida Kahlo, notoriamente sopravvalutata.

Grazie!

Grazie a lei, pronto.

Ci mancherà altro.

Ciao a tutti, scusate il ritardo.

Questa è la lettera per mio futuro figlio.

O figlia.

Facciamo figlio così non scontentiamo nessuno.

Ma chissà che sarà sto supplente?

Cioè, alla fine è quasi un mese che lo stiamo aspettando. Che palle, raga.

Siamo così sfigati che ci capiterà un maschilista fissato con D'Annunzio.

Il preside.

No, il preside è più tipo da Zemano e Guardiola.

Dico, c'è il preside.

E lei che ci fa qui?

Io ho insegnato più di quante immagini in Lavinia e la norma, se non lo sapete,

dice che in mancanza di un supplente il preside può fare le veci del titolare

della cattedra.

Quindi, per favore, seduti per bene.

Allora, ragazzi, manca poco al vostro esame di maturità. Io volevo evitare che

vi arrivasse un supplente che avesse dei metodi di insegnamento non in linea con

quelli della professoressa Baldini.

E quindi è venuto lei.

Infatti non so perché sto facendo questa cosa, ma la faccio comunque.

Allora, per questo gruppo Candiani, per questo gruppo Hikmet e per questo

gruppo Alda Merini. Gli altri stanno qua dentro.

Avete un'ora di tempo per convincere la fazione opposta che il vostro autore o

la vostra autrice è meritevole del Nobel.

Che figata.

Franca!

Aspetta, mi scusi, ma dove sono quei moduli per la gestione del campo da

padel?

Eccoli qua.

Moduli extracurriculari approvati. C'è qualche problema?

No, è che volevo capire se potevo spostare quel budget.

È impossibile.

Perché è impossibile?

I fondi sono già stati stanziati e con una parte ci abbiamo costruito il campo.

Gli altri soldi se li usa per un'altra cosa è illegale.

Che deve fare?

Un torneo de bocce?

Eh, può andare, grazie.

Oì, tutto bene?

Ti va ad accompagnarmi in un posto?

Quella è Stella.

Fa il quinto anno di medicina, però la sera serve sempre ai tavoli.

E l'esame d'anatomia è andato bene?

Sorride. È stata bocciata?

Sorride lo stesso.

Quella è Ida. Ha vent'anni e è già sommelier. Non c'è vino o cantina che

lei non conosca.

E nel tempo libero canta in un gruppo punk.

Non lo diresti mai, eh?

Ecco, quella è Beatrice, la madre, però se vuoi vederla bene non devi guardare

lei, devi guardare i fiori, i tavoli, i bicchieri, non troverai mai niente fuori

posto, perché lei trova posto a tutto e a tutti.

E quello è Antonio, il padre.

Sai, si dice che...

Tu nei piatti dei ristoranti puoi vedere la personalità del cuoco? Ecco, non in

questo caso, perché se vuoi vedere davvero Antonio, tu devi guardare

altrove. Devi guardare la sua famiglia.

E io trovo che sia davvero una bellissima famiglia.

Scusa, ma tu come le sai tutte queste cose?

Le so perché...

Antonio è mio padre.

Quando sono nata lui e mia madre erano due pischelli, avevano l'età dei nostri

alunni più o meno, neanche si amavano.

Lei voleva crescermi da sola, lui non gli pareva vero, infatti si è defilato

e non mi ha riconosciuto, è per questo che porto il cognome di mamma.

Poi a vent'anni l'ho cercato.

Volevo conoscerlo, capir meglio.

Ma sono rimasta delusa.

Lui aveva messo su famiglia.

Le figlie, sì, che avevano il suo cognome.

Sono sparita.

Non l'ho voluta vedere più.

E tu ci tieni così tanto al cognome di tuo padre?

No, non è una questione di cognome, è una questione di rapporto.

Io quello sì che l'avrei voluta, sì.

Io ero una ragazzina, lì per lì.

Mi fece davvero tanto male, tanto.

Infatti ho pensato che fosse uno stronzo, un vigliacco, cosa non ho

pensato, guarda.

In fondo lui confermava la tesi di mia madre, che gli uomini... Sono tutti

delle bestie.

Tu lo sai qual è la cosa che io vorrei di più al mondo?

Cinque minuti con mio padre, col mio vero padre.

5 minuti per parlare di cose inutili, del tempo, del calcio, dell'Atletico

Madrid, ovviamente.

Forse solo per chiedergli come stai papà, perché non ho fatto il tempo a

chiederglielo, nemmeno una volta.

E poi in realtà non ho mai saputo come stava veramente.

Ci abbiamo una cosa in comune.

Non portiamo il cognome dei papà.

Non ti volevo svegliare.

Perché non dormi qua?

Perché a me una volta una mi ha detto che nel letto ci si scopa in due, ma ci

si dorme da soli.

Ma per mica sempre.

Allungi. Allungi, sì.

Arrivo, Peppe.

Mia.

Arrivo, Peppe.

Oh, ma che cazzo è?

Non sono Peppe, sono Pepe.

Oh, mio Dio!

Oh,

ma che cazzo è?

Hai visto?

Demasiata barrica, Peppe. Demasiata.

Quanto sei bello, come stai?

Come stai? Mi devi raccontare. Ah, sì, sì, sì.

Ciao, Vale. Buonasera.

Perché i fiori?

Perché no?

Ma che carino, grazie.

Vieni, vieni, vieni.

Hola, tío, qué tal?

Mojito? Ciao.

Allora, lui è Pepe. È un mio carissimo amico che ho conosciuto a Valencia.

Quando sei andato a bere?

Per l'essemenazione, sì, mi ha accompagnato lui.

Niente, lui è un musicista bravissimo, tra l'altro. È qui a Roma perché sta

facendo il suo tour. Io lo ospito.

Dormi qua.

Posso pure ospitarlo io perché in Arcos ci avevano due camere. Posso ospitarti

io? Tengo una cama muy carigna.

Vale, vale.

No, ma vale di che?

Scusa, perché dormi qua? Che problema c'hai?

Tieniti libero perché stasera andiamo tutti a sentirlo suonare.

So quanto è bravo.

Metto i fiori nel vaso.

Ti ringrazio, è un po' prestino per un...

Fortigno.

Fa il tour mondiale delle piazzette.

Adoro questa canzone, è bellissima. Davvero, guerra e rosettana, tosse tutto

insieme, bravo. Strega, non c'è un cazzo da fare.

C'è un carisma che leva, Teo. Un carisma? Io sinceramente tutto questo

entusiasmo non è che lo vedo.

Mandami le foto subito, eh. Ti voglio bene.

Ballo, beve mia.

Ciao, fetto.

Ciao. Ciao.

Ciao.

Ciao.

Non so com'è, ma oggi sta faccia me ne sento più.

Lo spagnolo?

Non è spagnolo, è argentino e si chiama Pepe.

È andato via dopo.

E dove ha dormito stanotte?

Ha dormito qua sul divano. Perché?

No, così, curiosità.

Posso sapere in che rapporto stai con questo Pepe?

Bellissimo, davvero. Ora siamo amici.

Ah, cioè, nel senso che siete anche stati non amici?

Abbiamo avuto una mezza tresca un po' di tempo fa, non mi dimentichi.

Quanto tempo fa?

Oh, quanto tempo fa?

Un annetto fa, Valerio, un annetto.

Ah, e quindi avete fatto sesso?

Hai avuto storie d'adulto senza fare sesso? No, non è quello che intendevo. È

che volevo sapere se in quegli ultimi giorni che sei stato a Valencia avete...

Perché me lo chiedi, Valerio?

Perché te lo chiedo? Perché magari il figlio che aspetti potrebbe pure essere

suo. Noi ci siamo conosciuti tre giorni dopo che sei tornato da Valencia. Ma

stai scherzando, Valerio? No, non sto scherzando. Io sono certa che il figlio

è tuo. Non ho il minimo dubbio.

Ma dovrebbe bastarti la mia parola? Non basta, però non mi sembra una cosa...

Per avere la certezza potremmo fare... Il test del DNA?

Qualsiasi persona ragionevole lo farebbe. Ah, guarda, tuo padre è di

sicuro? Ancora con mio padre? Valerio, ma tu ci staresti con me se non ci fosse

un figlio di mezzo? No, no, non cambiare discorso. E invece rispondi, adesso

rispondi! Fai prima il test del DNA e poi ti rispondo. Guarda, stai sereno. Lo

facciamo un domani mattina il test del DNA.

Però tu te ne vai da questo palazzo e te ne torni a casa tua. Stai calma, per

favore. Perché ci stiamo un po' accanendo troppo.

Fuori da casa mia perché noi ci stiamo accanendo troppo per questa storia. Stai

calma. Non sto calma.

Mi ha aiutato moltissimo e tu te ne vai.

Vado e non ti voglio vedere mai più.

Mai più, Valerio. Sono molto seria.

Molto seria, non sto scherzando. Fuori.

Grazie, grazie.

Grazie per questa bella giornata insieme.

Quando si arriva alla mia età è inevitabile fare dei bilanci.

Io vi dico che sono soddisfatto, sono contento di quello che la vita mi ha

dato.

Valerio, beh, finalmente.

Come mai questo ritardo?

Sì, scusa papà, scusate tutti.

Io non so dove ho sbagliato col tuo figlio. Non fa mai le cose come vanno

fatte. Vabbè, stai facendo un discorso continuo, no?

Fai pure lo strafottente, dopo tutto quello che hai combinato quest'anno.

Che ho combinato? Ma che vuoi da me?

Guarda, ancora non mi è andata giù che ti sei fatto occupare la scuola e poi

non hai avuto le palle di farla sgomberare.

Ho cercato di capire le ragioni dei ragazzi, che male c'è? C'è che ho fatto

una figura di merda con tutti quelli che ti ci hanno messo lì.

O pensi di aver vinto quel concorso perché te lo meritavi?

Aspetta un attimo, io... Io ho vinto quel concorso regolarmente.

Regolarmente. Ho dovuto chiamare io dopo, se no non lo vincevi.

Ma che stai dicendo?

E sai che ti dico?

Come professore di ginnastica eri bravo.

Come preside ti sei fatto prendere in giro da tutti, anche da quella

squilibrata che ha messo incinta.

Guarda, quella squilibrata, come la chiami tu, è una che cerca di cambiare

le cose per migliorarle. Pensa, a differenza tua. E sappi che se avessi la

possibilità, io mio figlio lo crescerei, ma proprio in maniera diametralmente

opposta a come hai fatto tu con me.

Cosa mi tocca sentire?

E gli devo dare anche il mio cognome al figlio di questa?

No, guarda, ti do una notizia. Nel nuovo secolo i figli possono prendere pure il

cognome della madre.

Sei sollevato adesso?

Stai sputando nel piatto dove hai mangiato.

Ma che ho mangiato?

Io ho mangiato solo veleno con te.

Il veleno se non lo sputi ti ammazza.

Allora ragazzi, siccome ogni promessa è debito, io ho mantenuto la mia parola.

E anche se l'anno scolastico sta per finire, in realtà ho pensato che fosse

meglio iniziare da subito.

E quindi accanto a me avete la dottoressa Malavasi, che è

psicoterapeuta, e la dottoressa Diamanti, che è una sessuologa.

Adesso in poi, per chi vuole...

Sono a vostra disposizione.

Grazie.

Prego.

Permesso.

Grazie.

Oh, le preside stavano schifo. Sì, eh?

Che palle, sembrano uno perfetto insieme. Eh, lo so. Pure Romeo e

Giulietta. Ma purtroppo...

Sfruttamento del lavoro minorile, eh?

Però...

Allora, come va il pancione?

Bene, quello bene.

Tu, Cesare?

Ci deve solo provare a riavvicinarsi.

E lui?

Intende il preside?

Sta di sotto a sistemare gli scatoloni in macchina.

Ma lo vuole salutare? No, no, no.

Senta, ma è stata lei, vero?

Ma fare che?

Il lavaggio del cervello al preside.

Cioè, hai fatto delle lezioni in classe che, non lo so, sembrava di sentir

parlare lei.

Stai prendendo in giro? No. Sì, no. No!

No, mi ha anche regalato il libro di Hikmet.

Valerio? Valerio!

Valerio!

Alessandra mi ha detto di consegnarle questa lettera.

Dice che so i risultati della... Vabbè, bocca al lupo.

Guardi, scusi, siamo in chiusura, però se vuole possiamo fare una pizza da

sporto.

Ciao, Stella.

Ciao.

A voi.

Grazie.

Ti dico la verità, io già lo sapevo perché ti spio. Ti seguo, ti seguo sui

social. Anch'io.

Infatti, bocca al lupo per la Laura.

Grazie.

Ida! Ciao Ida.

Ciao.

Quanto siete belle.

A fine turno.

Ciao Alessandra.

Lo vado a chiamare.

Sei Alba?

Dalle foto.

Sono brava, tranquillo.

Ciao, papà.

Grazie.

Allora, promesso, ci fai sapere quando nasce, eh?

Certo.

Grazie della visita.

Ah, e se passi pure giovedì prossimo offriamo il prosecco a tutti per

festeggiare il mio compleanno.

È incinta, non può bere.

Prima ha bevuto. No, era per bagnarsi le labbra. Vabbè, allora dopo che ha

partorito. Deve comunque allattare, non può bere.

Vabbè, allora sono scema io.

Scusate. Sei sicura che non vuoi un passaggio?

No, davvero, abito qua vicino.

Grazie.

Grazie, mi stai mandando... Un'altra possibilità.

Ciao.

Sì, sì, ho contrazione ogni 20 minuti.

Scusa che mi hanno suonato.

Ok, dai.

Aspetta, aspetta.

Ciao Alessandra.

Tutto bene, sì?

Insomma, sto partorendo. Dimmi. Senti, stavo sistemando l'appartamento qui di

fronte. Arrivano dei noi inquinti. Ho trovato la lettera che mi avevi dato te.

Quella con le analisi.

Cosa? La Valeria non l'ha proprio aperta.

Ma che si fa così?

Eh no.

Vado a finire. Sì, grazie.

Prego.

Ale, è pronto?

Non l'ha aperta.

Che cosa?

No, scusa, ti chiamo dopo.

Buongiorno, Preside.

Buongiorno. Buongiorno.

Stefano Falzini, ispettore scolastico. Salve.

La sua firma questa?

Ragazzi, abbiamo pure finito l'occupazione.

E loro cosa fanno?

Cacciano il preside solo perché ci è venuto incontro.

Cioè ci ha aiutati, ci ha dimostrato che ci tiene a noi, alla nostra salute

mentale. Cosa che non interessa affatto a sti tizi del provveditorato.

Che sono arrivati e lo hanno sospeso, cacciato via come se fosse un criminale.

Regà, l'unica cosa che possiamo fare a questo punto è occupare nuovamente. E

pure facciamo uno sciopero.

Ragazzi, no!

Ascoltatemi un attimo.

Mi avete insegnato una cosa fondamentale.

Che dobbiamo combattere per cambiare le regole quando pensiamo che queste regole

siano sbagliate o addirittura superate.

E io ho fatto un errore.

Ho barato. E quindi è giusto che io paghi.

Ve lo ricordate come è caduto l'impero romano, no? Quando è stato minato dall

'interno.

Fate la stessa cosa.

Cambiatele da dentro, perché io adesso sto fuori. E da fuori non posso più fare

niente.

Vi prego, rientrate in classe.

Preside, ma se noi adesso abbassiamo la guardia e perdiamo tutto quello che

abbiamo conquistato in questi mesi... No, no, no, no, Lavinia, non perdete

niente perché voi ci avete provato. E provarci è già un successo.

Io sono certo che ce la farete.

Certo.

Per me è più difficile. Io mi porto dietro mezzo secolo di idee sbagliate,

di pensieri sbagliati.

Ho fatto solo una cosa buona, che poi in realtà è quello che dovrebbe fare ogni

professore.

Ho guardato negli occhi.

Gli ho ascoltato veramente, non come studenti, come esseri umani.

E mi costa un sacco dirvi questa cosa, io mi sono proprio innamorato di voi.

No, veramente, io pensavo che voi foste una massa di decerebrati superficiali.

Invece ho sentito parlare di affettività, di sessualità, di

poesia.

Per colpa vostra ho sentito pure un sacco di musica di merda.

Vabbè, preside, però c'è anche qualcun altro che l'ha fatta innamorare, dico,

no?

Sì, e da diretta a me è la miglior professoressa che vi potesse capitare

nella vita.

Preside? Sì,

cosa?

Ciao. Ciao.

Sei stato bravo. Bel discorso.

Ci stanno guardando e io sto un po' in imbarazzo. Possiamo entrare dentro, per

favore?

Sì, sì, sì. Mi lasciamo soli.

Soli e soletti.

Senti, ti volevo far notare che mi hai appena fatto un complimento, che è

successo qualcosa, stai bene, sì?

No, ma infatti io pensavo.

In tutti questi mesi noi ci siamo rinfacciati soltanto alle cose che non

ci piacevano. Perché erano tante.

Tantissime.

Però forse potremmo iniziare a dirci le cose che ci piacciono. Anche se sono

poche.

Mi piace tantissimo quando ti fermi immobile, mi fissi serissima

e so che stai per saltarmi addosso.

Mi piace quando stai per venire. No, per favore, dai.

Eccomi. Eccomi. Eccomi, eccolo!

Mi piacciono le tue ciabatte.

Non è vero. Sì, è vero. No, non ci credo. Giuro che me le compro. Sei un

bugiardo. No, le compro.

Mi piace quando mi prepari la colazione. Ma se dici che sono maniacale.

Ma infatti è vero.

Però per la colazione funziona.

Mi piace il tuo carisma, la tua voglia di

lottare.

Più di tutto, proprio più di tutto tutto, quel magliettone che ti metti per

dormire. Io so che sotto sei tutta nuda.

Anche a me adesso piace il tuo carisma, la tua voglia di lottare.

Però quel pigiamino che ti metti per andare a dormire, io non lo sopporto.

Mi fa schifo, Valerio. Ecco, vedi, mi piace quando sei sincera, quando mi dici

le cose in faccia.

A me piace quando tieni le cose dentro.

E poi mi piace quando mi perdoni.

A me piace quando ammetti di aver sbagliato.

Mi piace tantissimo che sto per fare un film con te.

Hai dimenticato questa?

Sì, cosa?

Io starei con te anche se non ci fosse un figlio di mezzo.

Che c'è?

E stai perdendo moltissima. Eh, lo vedo, lo vedo.

Moltissima. Ti devo portare in ospedale, suppongo. C'è un piccolo problema.

Quale problema? Sto in bici.

Ecco, non mi piace quando stai in bici e io sto per parturire. Bene, andiamo.

Aspetta, aspetta, aspetta un attimo. Piano, piano, piano.

Bravo, piano, piano. Piano, piano, piano.

Quando arriva, non lo sai che tua madre sta sempre in ritardo?

Sì, lo so.

Ma sempre così, però.

Scusa, amore.

Ciao. Attenzione.

Ciao. Concentrazione. Amore di mamma, ma sei emozionato, è la tua prima volta.

Sì, un sacco. Attenzione.

Questo è per te.

Concentrazione. Trattalo bene, questo era mio. Andiamo, dai.

Ritmo e vitalità.

Dello dare di gas.

Voglio energia.

Metto carbone.

è follia se mi rilasso collasso mi manca l'aria

e l'allegria e perciò attenzione concentrazione ritmo

vitalità odio il pigiama e vedo rosso se

la terra mi chiama non posso restare chiuso tra quattro mure

ho premura di vivere e perciò attenzione concentrazione

ritmo e vitalità e attenzione

concentrazione ritmo e vitalità sto fermo un

giro non passo dal via piuttosto non gioco e vado via fuori

dal passo

Fuori di testa, ho sempre un piede su un motore. Libero, alza il cartello. Devo

dare di gas, voglio energia.

Metto il carbone, capo via.

Se mi rilasso, collasso. Mi manca l'aria e l'allegria.

Perciò attenzione, concentrazione.

Ritmo e vitalità.

Attenzione.

Concentrazione,

ritmo e vitalità, devo dare più gas, voglio energia,

metto carbone e follia, se mi rilasso

collasso, mi manca l'aria e l'allegria perciò attenzione,

concentrazione, ritmo e vitalità.

Attenzione, concentrazione.

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