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Sei bellissima, Betty Blue.
Anche tu mi piaci molto, Mr. DeVille.
Betty, io... No, niente sentimentalismi, io ora ho solo voglia di scopare.
Grazie.
Grazie.
Ah ah ah
Stai pensando al prossimo libro?
Me lo stai chiedendo come amico o come editore?
Entrambi, Betty.
Oh, Adam, ti prego. Ogni volta che ci vediamo finisce che mi fai sempre lo
stesso interrogatorio.
A volte comincio a pensare che vieni a letto con me soltanto per questo.
Sai bene che non è così.
Ho puntato molto su di te.
Il fatto è che non sono solo io a decidere le scelte della casa editrice.
Le cose sono cambiate, i miei soci mi chiedono ragione degli anticipi che ti
ho dato.
Sì, d'accordo, va bene, però non è certo tormentandomi che avrete il vostro
romanzo.
Betty, ti prego, cerca di capire, non mettermi in difficoltà.
Dammi almeno una scadenza dei primi capitoli fra un mese e due mesi. Io non
lo so, non lo so, non è assolutamente facile trovare una storia giusta. Allora
tesoro, sbrigati, perché io sono stanco di doverti giustificare.
Giustificare me o forse te stesso?
Sarebbe imbarazzante confessare ai tuoi soci che sono anche la tua amante, non è
vero? Se non fosse stato per me, saresti ancora un'oscura studentessa con più
ambizioni che talento.
Stronzo!
Dopo quello che è successo, non intendo avere nessun tipo di rapporti con lei.
Perciò la prego, signorina.
di lasciare l'istituto il più presto possibile.
Solo Dio sa quanto ho faticato a sedare lo scandalo. Rivederla mi procura uno
strano piacere, direttrice. Non per me, signorina Hutton. Ho consentito alla
signorina Varnelli di incontrarla solo perché sta attraversando un momento
molto delicato.
È una strana amicizia la vostra, non la capisco.
Lei è un'ipocrita, pensa di essere in paradiso e invece sta bruciando nel
fuoco dell'inferno.
Betty!
Lasciati guardare, sei uno splendore.
Anche tu non scherzi, allora dimmi tutto.
Sono felice di rivederti.
Che cos'hai?
Niente di particolare.
Solo una noiosa influenza e un po'
di stanchezza.
Ma dimmi di te, che cosa si prova ad essere una scrittrice di successo?
Forse non mi crederai, ma avrei preferito terminare gli studi. Ma che
dici? Non ti credo. Se quella che è della direttrice non avesse scoperto il
manoscritto, sarebbe stato molto meglio per me.
Giovanna, perché sei triste?
Si tratta di mio padre.
Ecco, è morto.
Mi dispiace, mi hanno avvertito dopo averlo sepolto.
Comunque, dovrò andare a Firenze e questo sarà un grande sacrificio per me.
Non ho nessuna voglia di rivedere quella gente. Ci vado io.
Che dici, ci vai tu al posto mio? Ma io e te ci somigliamo, nessuno mi può
riconoscere. Potrebbe essere la fonte di ispirazione del mio libro.
Forse. Dai, Giovanna.
Firenze è bellissima in questa stagione.
Questo era mio padre, il Marchese Augusto Varnelli, mia madre.
Si chiamava Elena, morì quando aveva solo otto anni.
Mia zia Beatrice è vedova, ma non per questo meno avida di sesso e di denaro.
In tutto e per tutto vale lo stesso discorso per zia Laura, che con zia
Beatrice sono le sorelle del secondo letto di mio padre.
Lui invece è Stefano, mio cugino, unico figlio di zia Beatrice.
E lei è Teresa, la mia tata.
Forse è l'unica persona che mi abbia voluto veramente bene.
E infine Barbara, la mia matrigna.
Ha sposato mio padre solo per il suo denaro.
Stai attenta, è molto cattiva.
È da molto tempo che lavori per la mia famiglia. Due anni, da quando sono
fuggito da Russia.
Sei un esule politico.
Tutta colpa del comunismo, purtroppo.
Ma allora sei anche un nobile. Un titolo senza beni non ha alcun senso.
E mio padre come ha vissuto i suoi ultimi giorni?
La malattia si è aggravata all'improvviso.
È strano, perché nelle sue ultime lettere non mi ha mai detto che era
malato. Per non farla preoccupare.
Sì, questo lo so.
Ci teneva molto a lei.
Già.
Mi farebbe piacere che non dicessi a nessuno che mi hai visto fumare.
La discrezione fa parte del mio mestiere.
Prego.
Barbara, tesoro, non essere nervosa.
Andrea, per favore.
Sei bellissima.
Ti desidero sempre di più.
Io ti amo.
I tuoi complimenti sono fuori luogo.
Ti prego, con quello che è successo non riesco a controllarmi.
Cerca di capirmi.
Non avrai intenzione di recitare con me la parte della vedova inconsolabile. Ora
siamo liberi, capisci?
Baciami, tesoro.
È da molto tempo che manca da casa.
Sì.
Oh Giovanna, l'ultima volta che ti ho vista eri una bambina.
Dimmi tesoro mio, ma quanto tempo è passato?
Circa dieci anni, zia Laura.
Sei tu?
Oh Giovanna, come ti sei fatta grande, sei una donna ormai.
Tu invece hai fermato il tempo, sei sempre uguale.
Magari il tempo è passato anche per me e ha lasciato il segno.
Giovanna, mia piccola bambina.
Vederti qui in questa tragica circostanza mi è di grande conforto.
Lo sarebbe stato di più se mi avessi avvertito in tempo, facendomi vedere per
l'ultima volta mio padre.
Oh, hai ragione, tesoro. Ma devi capire che in certe situazioni è molto
difficile, sai, pensare a tutto.
Secondo me riuscirà nel suo intento. Ci puoi scommettere. Certamente, la conosco
molto bene.
Grazie, Maria.
Per me no, grazie.
Chissà cosa le sta raccontando quella vipera. È molto pericolosa. Ciao,
Stefano. Come sei carina.
Vuoi una taglia da una nostra, forse?
Chissà, dobbiamo stare attenti, ne va di mezzo il nostro patrimonio. Sempre a
complottare voi due. Ti ricordi di tuo cugino Stefano? Ciao Giovanna,
raccontami di Parigi.
Ciao. Ma che domande le fai? Sei sempre lo stesso. Lo stavo scherzando, su.
Un caffè?
Grazie Maria. Non so proprio come fare con questo ragazzo, parla sempre fuori
luogo. Non vedo l'ora che si apra il testamento, e tu?
Speriamo solo che non ci siano delle sorprese.
Teresa, sono felice di rivederti. Signorina Giovanna, bentornata.
Se non sbaglio, una volta mi chiamavi Pallina.
Purtroppo il tempo è passato e adesso non è più una bambina.
Venga, l'accompagno in camera.
Credi che abbia dimenticato la strada? Il tempo a volte gioca dei brutti
scherzi. Può cambiare le persone.
Mi segua.
Bobo. Il mio orsacchiotto preferito.
La lascio ai suoi ricordi, signorina.
Dirò a Boris di portarle il bagaglio.
Sì, chi è?
Sono Boris, signorina. Le ho portato la valigia.
Puoi entrare.
Mi scusi, dove la posso mettere?
Mettila pure sul letto.
Ha bisogno d'altro?
Forse, Boris, dipende tutto da te.
Tutto da me? Come? Non capisco, signorina Giovanna.
Entra.
È sicura che non la disturbo?
Vieni avanti, non essere timido.
Oh, signorina, non volevo. Posso aspettare fuori che si rivesta. Mi
dispiace molto.
Che cosa aspetti a toglierti la giacca? Ogni suo desiderio è un ordine per me.
E allora esegui senza perdere tempo.
Come vuole.
Adoro farmi insaponare la schiena da un uomo.
In collegio non è facile soddisfare certi desideri.
Ci si deve sentire molto soli in un posto come quello.
Che significa?
Che sei bellissima.
I tuoi seni sono due coppe di champagne.
Giovanna... Di me ti puoi fidare. Davvero?
Ti toccavi in collegio?
Sì, qualche volta.
Sei morbida, dolcissima. Mi piaci, mi piaci tanto.
Ma...
Oh...
Oh.
Grazie.
Vienimi dietro.
No!
Lo voglio nella bocca.
Buongiorno, signorina.
Posso aiutarti?
Non si preoccupi, sono abituata a fare da sola.
Faccia attenzione a questi scalini.
Sono tutte piene.
Che cosa hai da guardarmi in quel modo?
Chi è lei?
Sai bene chi sono, perché me lo chiedi?
Cosa ti prende, Teresa?
Perché parli così?
Il vero Bobo bruciò qualche anno fa.
Giovanna non lo avrebbe confuso mai.
Non ci sei cascata, dovevo immaginarlo.
Ok, ti dirò la verità.
Mi chiamo Elizabeth Hutton e sono un'amica di Giovanna.
Adesso sai tutto. Che farai? Lo dirai a Barbara e alle zie?
Non ci penso per niente. Tu sei in gamba e forse potremmo risolvere il problema.
Quale problema?
Mia cara, la morte del padre di Giovanna.
Ma... non è stato un infarto?
È la versione ufficiale. Il marchese è stato assassinato.
Cosa? Un omicidio?
Aveva delle strane escoriazioni sui polsi.
Non basta per andare alla polizia. Ma chi potrebbe essere stato?
Quanto a questo, il patrimonio dei Varnelli fa gola a tutti.
E non ti fidare troppo di Boris. I tipi a cui piacciono i soldi e le belle donne
sono sempre pericolosi. Siamo intesi?
Quando il notaio vi leggerà le mie ultime volontà, io naturalmente non ci
sarò più. Mi dispiace lasciarvi in fondo. Non siamo stati poi così male
insieme, non è vero? Spero che la famiglia resti unita. Proprio per questo
ho pensato di farvi incontrare più di una volta al tavolo rosso.
Spero che ciò non vi dispiaccia e che non rubi troppo del vostro prezioso
tempo. Le stravaganze hanno sempre caratterizzato la nostra famiglia.
Perciò troverete del tutto normale quanto sto per dirvi.
Ma quanto è prolisso. A lungo che questo avvento venga aperto dal notario
Olivieri, non prima del quindicesimo giorno dalla data del mio funerale. Ma
che significa questa pagliacciata? Dovevo immaginarlo, un'altra delle sue
trovate accidenti.
Queste sono le volontà del Marchese.
Prego, Natalia. Grazie, Teresa.
Chi è quell'uomo che sta con Barbara?
Andrea Corte, cura gli interessi legali della famiglia.
Il Marchese si fidava molto di lui.
Non mi ispira affatto. Signore, ho finito, io vado.
Bene, signori, io vi saluto. A presto.
Non riesco a capire che cosa gli sia passato per la testa. Far aprire il
testamento dopo 15 giorni. È sempre stato strano, nostro fratello.
L'importante è che ce lo siamo tolti di torno.
Lui era meglio di voi.
Tu stai zitto, altrimenti non ti darò un soldo dell'eredità di tuo zio. E ora,
vattene di qui.
Ti approfitti di me e del mio denaro. Ti ho mai deluso finora per caso?
No, non posso fare a meno di te.
Sei la mia droga, Boris.
Scusa.
Sì, così.
No.
Ah!
Oh!
Sì!
Cado!
Che sensazione le ha fatto tornare a casa sua dopo tanto tempo, Giovanna?
Mi ha fatto piacere, anche se avrei preferito tornare in altre circostanze.
Tuo padre non voleva che tu studiassi in Francia.
Papà sapeva benissimo chi mi ha spinto a prendere quella decisione. Senti,
signorina, se per caso alludi a me... No, Barbara, Giovanna voleva dire che
dopo la morte della mamma si sentiva sola, niente di più.
Per il futuro hai già pensato cosa farai?
Appena finito gli studi tornerò qui ad occuparmi dei beni della famiglia. Ma c
'è già qualcuno che se ne occupa? L'avvocato Corte che godeva piena
fiducia di tuo padre e io intendo rinnovargliela.
La ringrazio.
E comunque bisogna aspettare la lettura del testamento prima di prendere una
decisione. Ma come mai bisogna aspettare due settimane? Mi sembra strano. Tuo
padre negli ultimi tempi era diventato particolarmente stravagante.
Aveva degli atteggiamenti un po' strani, forse era stanco.
È vero. Meno male che vicino a lui c'è sempre stato l'avvocato per sollevarlo
da tutte le questioni più spinose. È sempre troppo buona verso di me. Cosa c
'entra? È la verità.
Stefano, se non ricordo male da bambino studiavi per diventare dottore?
Con la voglia di studiare che si ritrova.
Al massimo potrà fare lo spazzino. Oh, ma lo sai che sto attraversando un
periodo difficile.
Ma se bighelloni per tutta la casa, rincorrendo a destra manca quella
poveretta di Maria.
Allora spero che lo zio si sia ricordato di me, così potrò andarmene. Scusate.
Lascialo stare quel ragazzo, non mortificarlo.
Se avevi la vocazione della madre, potevi sposarti e avere dei figli,
invece di spassartela come un'avventuriera con il primo che capita.
Non capisco come mio marito abbia potuto sopportare per tanti anni i vostri
battibecchi.
Dovrai sopportarci almeno fino alla lettura del testamento.
Che avrà voluto dire?
Non saprei.
Non sai mai niente, in questa casa tutti sanno tutto, ma nessuno mi dice niente.
Barbara, Marchesa.
È acida. No.
Barbara, dai.
Apri la porta.
Giovanna, sono io, Betty Blue.
Stai tranquilla, non c'è nessun problema.
Ci sono cascati, tutti quanti, tranne Teresa.
Non lo dirà nessuno, è convinta che tuo padre sia stato ucciso da qualcuno.
Stai calma, per il momento è solo un sospetto.
Se sarà necessario ti chiamerò. Non ti muovere, intesi?
Non si preoccupi, signora Hutton.
Avrà mie notizie il più presto possibile, ok?
Arrivederci, arrivederci.
Telefonavo al collegio? Sì, ho avvertito la signora direttrice che mi tratterrò
qualche giorno di più a Firenze.
Firenze è molto bella.
La ricordo così poco, purtroppo. Se lei vuole posso farle, come dire, da guida.
Un uomo a passeggio con una collegiale non le pare sconveniente?
La sua bellezza vale il rischio di un piasimo.
Avvocato Corte.
Mi faccia vedere subito quei documenti.
Marchesa... Mi sbrighi.
Vengo subito.
Mi scusi.
Ma tu guarda quella piccola sgualtrina.
Barbara, comincio a stancarmi delle tue sfugliate.
Mettiti in testa che senza di me non sei nessuno.
Certo, ma so anche che tu non puoi stare lontana da me. Ti desidero.
Sì. Sì.
Oh! Oh!
Dimmi che ti piace.
Grazie.
oh oh oh oh
Vieni, entra pure.
Sapevi che ero qui?
Certo che lo sapevo.
Non ti dispiace se io... Perché mi dovrebbe dispiacere?
A noi donne piace essere guardate.
Anche se nessuno lo confessa. Ti piace spiare?
Chissà quante volte avrai guardato Barbara e magari le amichette dello zio.
Beh... L'ultima volta...
Quando è successa la disgrazia, li hai visti? Lei come si chiama? Fanny
Janvier, la più bella di tutte.
Sì, proprio lei.
Sì, è stato terribile.
Vieni a vedere.
No, è la camera del Marchese. Se ci scopre... Guarda.
Hai visto?
Sì, vedo, vedo Ti stai eccitando, eh?
Ma che cosa fa? Mi tocca, signorino
No!
Sì, sì.
Ora ti leggo le mani.
Com'è bagnata? Non è così.
Allora ti piace?
Ce l'hai bagnata
Non ce la faccio più. Ancora.
Prego, rimettila.
Oh, oh, oh.
Oh, oh, oh.
Oh, oh, oh.
Augusto, che ti succede?
Che succede?
Oh, Madonna Santissima, il Marchese si è sentito male.
Proprio adesso ci mancava solamente questo.
Accidenti. E così, spiando da dietro la porta, hai saputo che lo zio era morto.
Però ha una bella fine.
Senti, tu hai mai fatto l'amore?
Io no.
Nemmeno io.
Ti va di provare con me?
Con te?
Adesso?
Certo, io non l'ho mai fatto, tu neanche.
Dovremmo cominciare a darci da fare, non credi?
Dai, tocca.
Così.
Stai tranquillo e lasciati guidare da me, vedrai, sarà bellissimo.
Ti senti un po' agitato? Mi sento emozionato. Fare l'amore con la cugina
non capita tutti i giorni.
Grazie.
La voglio dentro adesso.
Senti, senti
Grazie.
Rimettimi le mutandine.
Vieni.
Ti è piaciuto?
Sì, sei molto meglio di Maria.
Ma tu hai detto che non avevi mai fatto l'amore prima.
Anche tu?
È vero.
grazie
Mmm, un attimo.
Forse è meglio sapere in anticipo che cosa c'è scritto nel testamento.
Tu pensi che accetterà?
Tu sei bella, a te nessuno può rifiutare niente. Allora sedurrò il notaio.
Avanti. Oh, signora Barbello. Buongiorno, notario.
Che piacere di vederla.
A cosa devo l'onore della sua visita? Lei sa bene che mio fratello era
diventato un po' eccentrico, quindi non capisco il ritardo.
Di 15 giorni per l'apertura del testamento. Ritengo una cosa anomala
questo suo comportamento. È vero, è una frase un po' insolita, ma devo attenermi
alle volontà del Marchese.
E non potrebbe fare una piccola eccezione?
Mi permetta di dare uno sguardo?
Io non amo le sorprese.
Signora, per piacere. Io non voglio violare la legge. Il testamento è una
cosa troppo importante, sulla quale non si può scherzare.
Sarei disposta a ricompensarla molto generosamente.
Generosamente fino a che punto?
So che c'è una cosa a cui non si potrà sottrarre.
La storia insegna che parte dei grandi risultati si ottengono con mezz'ignome.
Non è leale quello che stai facendo.
Sei brava!
Non ti fermare.
Continua.
Sei bravissima, ti sento.
Va bene così, continua.
Splendida.
La tua bocca è una cosa favolosa.
Saper avvenire il miracolo.
Sì.
Bellissima.
Bellissima.
Sarà tanto.
Oh, il paradiso.
L'ho trovato qui, sdraiato sul letto.
Che espressione aveva?
Era sereno, sembrava che dormisse.
Non hai notato niente di strano?
Tranne le escoriazioni ai polsi, no.
Ha passato la notte con una donna.
Che vergogna!
Forse si è trattato solo di un incidente. No, qualcuno ha pagato quella
sbaldrina perché lo sfinisse, ne sono certa.
Come fai a dirlo?
Il Marchese era malato e qualcuno sapeva che il suo cuore non avrebbe retto uno
sforzo prolungato.
Per questo lo ha legato, per costringerlo a continuare fino... fino
ad ucciderlo.
C'è un solo modo per venirne a capo.
Scoprire chi è quella donna.
Fai perdere la testa, Maria.
Ma ci possono vedere?
Sarà più gigante.
Senti quanto è duro.
Senti.
Sei brava a fare il
compagno,
sai.
Sì. Sì.
Che ti è successo? Niente, un pugno sul naso da un marito geloso.
Non è grave.
Deve fare attenzione, oltre che belle, sono anche spinose.
Non ci sono delle forbici da qualche parte?
Certo, le vado a prendere.
Bravo il mio nobile, bravo.
Ma che fa? Oltre all'autista, sei anche lo stallone di casa Varnelli.
Prima ti scopi Laura sperando di ricavare qualche soldo dall'eredità.
Poi, dopo esserti scopato anche Beatrice, la mandi a corrompere il
notaio per leggere in anticipo il testamento.
Voglio che mi aiuti.
Voglio sapere chi ha ucciso mio padre.
Grazie a tutti.
Sì, sì.
Fammi godere.
Adesso, girati.
Ecco.
Ti voglio così.
Grazie.
Pronto, polizia, è una cosa molto urgente.
Avrei bisogno di parlare con il commissario Innocenti. Probabilmente
sono sulle tracce dell'assassino del Marchese Barnelli.
Di sopra.
Come state?
Salve.
Commissario.
A che devo il piacere della sua visita?
Ora glielo dico.
Conosce quest'uomo?
Il Marchese Varnelli. Conosce anche una certa Fanny Janvier?
Fanny Janvier, sì, certo.
È l'ultima fiamma del Marchese, se non sbaglio.
Sa dove abita?
Molto lontano da qui, ma è da qualche giorno che non la vedo.
La ringrazio. Di niente.
Signori, allegria!
Grazie, grazie, eccomi qua. Non crediate che il mio cuore sia insensibile, ma una
bella mossa e una bella serata ci rende tutti più sereni. Mio caro Conte, che
piacere vederla.
Arrivo. Fanni Gianvieri, immagino. Chi siete?
Polizia. Che volete da me?
Io non ho fatto niente.
Ah, sì?
Mi deve credere, signor commissario.
Mi hanno detto... Si trattava di uno scherzo. Non pensavo che sarebbe finita
così. Glielo giuro. Chi l'ha pagata? Non lo so. Io dovevo solo passare una notte
con lui.
Bella casa.
Il panorama, complimenti.
Glielo chiedo ancora una volta, signorina Janvier.
Chi l'ha pagata per l'ultima notte del Marchese Varnelli, signorina? Glielo
ripeto, signor commissario, mi deve credere. Io non lo so, è stata una
disgrazia. Come avrà capito, io mi guadagno da vivere intrattenendo gli
uomini. E' bene che lei sappia che rischia l'incriminazione per concorso in
omicidio. Non sia brutale con lei.
Potremmo, sempre che la signorina collabori con noi, aiutarla ad uscire da
questo pasticcio. Farò tutto quello che vorrete, ma io non so nient'altro.
Ne è proprio certa. Vi ho già detto tutto, credetemi. È la verità.
Il commissario metterà una buona parola con il giudice. Andiamo.
Perché non si siede, signora Marchesa?
Ci siamo tutti, commissario. Può cominciare.
Vi devo informare che il Marchese Varnelli è stato assassinato.
Ma lei sta farneticando?
No, signora Marchesa.
Assassinato? Proprio così.
Ma non è morto d'infarto?
Oh, sì, certo.
E allora?
Qualcuno... Ha voluto che accadesse e ha pagato una donna perché lo obbligasse a
fare l'amore fino ad ucciderlo.
Fanny Janvier era con il Marchese la notte in cui è morto.
Sgualdrina!
Assassina! Hai ucciso nostro fratello! Vieni Stefano!
Povero Augusto, morire fra le braccia di una prostituta!
Non se lo meritava.
Mio marito era buono, generoso, un po' stravagante forse, ma niente di più.
Avanti, entra.
Ma cosa significa questo?
Stia calmo, avvocato, e tutto si aggiusterà.
Questo è un abuso di potere.
Lo abbiamo fermato alla stazione centrale, stava partendo per la
Svizzera. Io protesto, sono documenti riservati, appartengono ad un mio
cliente. Non mi avevi detto che partivi.
Si è trattato di un impegno improvviso, signora Marchesa.
Lei conosce questa donna? No, perché dovrei? Non l'ho mai vista in vita mia.
È vero, si è limitato a scriverle.
Non capisco, ci deve essere uno sbaglio. Nessun sbaglio, avvocato.
Lei ha venduto alcune proprietà del Marchese utilizzando quel denaro per
acquistare azioni di una società svizzera. In queste carte c'è il movente
e sulle lettere le sue impronte. Avevo i guanti, non è possibile.
Portalo via. Vieni, andiamo.
Questo è tutto, signora.
Lei venga con me.
Andiamo.
Io, commissario, non ci ho capito niente. Di cosa?
Di questa storia.
Ma è tutto chiaro.
Allora l'avvocato con la Marchesa ci stava per denaro.
Sì, certo. Ha fatto tutto per interesse. Beh, ormai il caso è chiuso. Può anche
rilassarsi, non crede?
Cos'è, un invito? Può darsi.
Vogliamo fare a casa mia o a casa tua? A casa mia, naturalmente.
Grazie a voi.
Così, così, così, continua, continua.
Così.
Così, così, così.
In data 30 settembre 1949,
nel pieno possesso delle mie facoltà, il sottoscritto Augusto Vernelli... La
faccia meno lunga.
Alla presenza del notaio Olivieri, lascio tutto il mio patrimonio
distribuito equamente a mia moglie, alle mie due sorelle, a mia figlia Giovanna e
a mio nipote Stefano. A me toccava di più.
Ma non è giusto?
Un momento, non ho ancora finito.
Avrà diritto all'eredità soltanto chi potrà dimostrare la sua integrità
morale. La parte di chi non adempia tale qualità verrà distribuita agli altri
eredi. In fede, Augusto Varnelli. Vecchio imbroglione, questo non me lo
avevi fatto leggere.
Stai invecchiando.
Non ecciti più gli uomini come un tempo, mia cara.
Che cosa vorresti dire, tu che ti sei infilata nel letto dell'avvocato quando
nostro fratello era ancora in vita?
Smettetela!
Le chiedo scusa, notaio, e chiedo scusa anche a voi.
Io non avrei diritto all'eredità perché io non sono Giovanna.
Ma ci vuole prendere in giro. Cos'è, uno scherzo?
Ma se tu non sei Giovanna, nostra nipote, dov'è?
Betty, mia cara.
Lei è Giovanna.
Non conosce l'amore ed è pura come un giglio e questo mi pare che metta a
tacere ogni altra pretesa sull'eredità.
Maria! Che cosa vuoi? Ma dove stai andando?
Maria!
Tu mi hai mentito, bugiardo!
Io?
Aspetta!
Maria, aspetta! Non scappare!
Non è vero!
Non ti ho mentito. Io ti voglio sposare. Ho detto la verità.
Come faccio l'amore con te, non lo faccio con nessun altro. No, io voglio
essere una donna libera. Voglio fare l'amore con chi mi pare. Maria!
Maria, aspettami! Ti prego!
Tutto in bocca.
Sì, tutto in bocca.
Fammi sentire la lingua.
Ah Boris, vieni!
Grazie.
Adesso girati.
Alza la gamba.
Ok.
bel sandwich
Sì, mi è piaciuto.
Sei stata fantastica.
Dimmi, che fai? Ti fa essere diventata ricca. Bello, mi dà sicurezza.
Potrai fare tutto quello che vuoi.
Ah, devi essere generosa con Stefano. È merito suo se ho scoperto tutto. Lo
sarò, sta tranquilla.
Forse è meglio che tu torni a Parigi per finire di studiare. Neanche per sogno,
Betty Blue. Mi prenderò una lunghissima vacanza.
Amministra con accortezza i tuoi beni.
Ci puoi contare.
Cosa ci fai vestito così?
Gliel'ho detto io, non mi piace in divisa.
Adesso ti saluto.
Giovanna! Perché mi guardi in quel modo, tesoro? La clausola parlava chiaro fino
alla lettura del testamento.
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