All language subtitles for Erica.Una.Detective.Per.Caso.1x02.Seconda.Puntata.iTALiAN.720p.WEBRip.AAC.x265-Pir8

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Original subtitles

Grazie a tutti

Capisco perché tu sia partita così in fretta. Il lancio del nuovo romanzo è

imminente. Sono un po' di mesi che manco da casa. È il tempo di risolvere un

problema in famiglia. Ti ricordo però l'intervista con i francesi.

Sai quanto ci tengono. Sarebbe impossibile spostarla. Erika, hai

capito? Sì, ti prometto che ci sarò. Non preoccuparti.

Senti, ti devo richiamare. Ciao. Sì, ciao.

Mi dispiace, ma abbiamo chiuso la strada. Deve sbordare a sinistra. Ma,

scusi, come faccio? Stiamo facendo dei rilievi. Prego, circolare.

Scusi, mi faccia scendere. Apra la porta, per favore. Apra, apra la porta.

Qui è sicura? Sì, sì, grazie.

Mi stavano mai appresso.

Marco.

Erika. Così, sbuchi dal nulla. Ma che ci fai qui?

Hai visto?

Ma che è successo?

Una brutta storia.

Adesso magari ci fermiamo qua fuori e mi dai un parere. L'abbiamo trovata qui

dopo una segnalazione, non sappiamo chi sia, in generale.

E... Erika.

Buongiorno.

Buongiorno.

Qui c'è un racconto che ho scritto.

Ma è Rossella.

Ah, la conoscevi?

Ma sì, lavorava in libreria.

Aspetta, dobbiamo andare, Erika. Aspetta, non puoi stare qua.

Vieni qua.

Erika, non dovresti stare qua.

Ma chi è che fa i blocchi?

È colpa mia, è colpa mia.

Trova qualcuno per accompagnarla.

Certo strano rivedersi così.

Erika, abbiamo una macchina, ti accompagniamo?

Buongiorno. Buongiorno.

Zia, ma quanto sei bella. Vieni qua, vieni qua.

Basta bacini. No, ma io ti devo dare tanti bacini.

Mia sorella.

Giada, mi vai a prendere un bicchier d'acqua, per favore?

È alla terapia di coppia.

Sono arrivata troppo tardi.

E come mai tu hai le bambine?

Beh, Lucia mi è stata tanto vicino quando è morta Alessandra. E quindi

cerco di...

Devi cambiare come posso.

Ma come sei bellina te. Ma chi c'è?

Ma dico, scusami.

Cioè, è sparita così all'improvviso. Non ti fai viva, non mi chiami, non mi

cerchi e poi spunti come se niente fosse sulla scena di un crimine. Dico, ma ti

sembra normale?

Leo, ne possiamo parlare di fronte alla birra?

Sì,

dimmi tutto.

Allora, ti confermo che la ragazza si chiamava Rossella Mantovani. Lavorava in

una libreria qua. Rossella Mantovani.

Scusate, sono il nuovo medico legale, Fabio Vezzosi.

Ciao.

Ah, scusa. Ho i dati per la perizia.

Sono solo considerazioni preliminarie e dovrò fare degli esami più approfonditi.

Ma la vittima presenta fratture agli arti superiori e numerosi ematomi a vari

stadi di risorbimento.

Vari stadi, dice? Sì.

Sì, è stata picchiata per più giorni.

Beh, io direi più torturata.

Guardate qui.

Ho rilevato segni di legature a polsi e caviglie, però poi deve essere fuggita.

Vedete le ferite alla pianta dei piedi?

Però io non è che veda tracce di sangue. È probabile che sia stato ucciso altrove

e che poi abbiano abbandonato qui il corpo.

Però la cosa più singolare sono i segni di trascinamento a terra, in varie

direzioni. Sembra che l'assassino abbia scelto con cura un punto preciso dove

lasciarlo.

Esatto.

Causa della morte?

Trauma cranico.

Un colpo alla testa, un oggetto contundente, forse un martello visto il

bordonetto della frattura cranica.

Ha del segno lì, sul braccio, che sa dirci?

Quello invece è stato impresso con un ferro rovente, di quelli usati per

marchiare i bovini.

Senti, allora se vuoi bene ti chiamo dopo, per parlare con i miei amici.

Sì, certo.

Ci puoi anche passare una serata, ci puoi?

Sì.

Ci vediamo la settimana prossima.

Ciao, ciao.

Ciao, ci vediamo la settimana

prossima.

Lucia!

Erika! Che ci fai qui?

Ciao!

Ti aspettavo!

Allora?

Come state?

Che c'è?

La gente.

Perché non voglio che sappia che sono incinta.

Perché?

Devi stare tranquilla, è una cosa bella, non è una malattia.

Senti, Lucia, ti devo parlare.

Va bene.

Quattro mesi fa sei fuggita da lui, te lo ricordi?

Sì.

Infatti adesso stiamo facendo terapia insieme dopo che lui per tre mesi da

solo ha fatto un percorso con una psicologa. Un percorso che avrebbe

dovuto portarlo lontano da te.

Non ce la fai a non giudicarlo, eh?

Vi dirò così.

Io sto dando a Giulio la possibilità di scegliere di essere padre.

Tu invece a Leonardo non hai detto ancora niente.

Comunque sono contenta che sei tornata.

Che tipo era Rossella?

Una sognatrice.

Era venuta a Piombino per studiare all'università, poi è venuta a lavorare

qui in libreria e scriveva tantissimo, sa?

E che rapporto c'era con Rossella? Tra lei e Rossella, dico?

Le volevo bene.

Le dicevo sempre, Rossella vedrai, un giorno i tuoi libri saranno su questi

scaffali. Certo.

Veniva mai qualcuno a trovarlo qui in libreria? Un coetaneo, un ragazzo? No,

no, mai, mai nessuno. Sempre solo.

Anche quando era in pausa si metteva in fondo, tirava fuori questo quaderno,

scriveva, scriveva.

Si fermava oltre l'orario, ma non perché glielo chiedessi io, perché questo era

diventato un po' il suo rifugio.

Va bene, io la ringrazio. Grazie. Se le viene in mente qualcos'altro non esiti a

chiamarci un commissariato.

No, lei mi deve promettere una cosa, che troverete chi le ha fatto questo.

Certo, promesso.

Grazie. Buona serata.

Ciao a lei.

Ehi.

Hai parlato con i genitori di Rossella? Che ti hanno detto?

Sì, no, non mi hanno detto molto.

Solo che Rossella era una ragazza schiva, pochi amici, niente fidanzati,

molto presa dallo studio all'università, il lavoro in libreria e la passione per

la scrittura.

Io mi sento un po' come lei quando è partita da qui.

Ok, anch'io ho saputo che frequentava le lezioni sempre da remoto, non le

piacevano nemmeno i social, però anche se i vicini la descrivono come una

persona molto riservata, c'è una signora che abita sullo stesso pianerottolo che

dice che ultimamente

Un ragazzo frequentava casa sua, non abbiamo elementi utili perché non l'ha

visto in faccia. Ma è un inizio, no?

Non l'ha visto in faccia perché è capitato così o non l'ha visto in

faccia perché è stato attento lui?

Questa è una bella domanda, ma quella signora è una specie di telecamera di

sorveglianza, non le sfugge niente, si impiccia di qualunque cosa. Io dico che

è stato cauto lui.

Rapita e marchiata.

Paziente, metodico.

Attento, molto.

Io lo scoprirò chi è stato farti questo.

Zia. Amore. Ho fatto questo per te.

Ma che bello, grazie mille.

Prego. Questa sei tu?

Questa è mamma?

Zia?

E questo chi è?

Lo zio Francesco. Ah, lo zio Francesco.

Amore, bellissimo, grazie. Prego.

Tregua.

Non volevo ferirti. Erika, lo so che sei preoccupata per me. Lo capisco.

Ma tu ti devi fidare di quello che ti dico.

Giulio sta cambiando, veramente.

Prima di poter dire che sta bene sicuramente ci porrà un po' di tempo, lo

so.

Ma tu ora devi pensare a te, al bambino e a parlare con Leonardo.

Credo che rimarrò ancora per qualche giorno qui.

Ma sei sicura che vuoi anche le candele?

Certo che sì, perché no?

Le bambine dormono?

Eh sì, erano sfinite.

E chi è?

Buonasera.

Scusate il ritardo, sono passato a prendere il gelato.

Grazie mille per l'invito.

Aggiungo un posto?

Eh sì.

Che c'è di buono? Ho una fame.

Buonasera.

E non sapevo quale prendere, alla fine...

Le ho prese tutte e due.

Bianco-rosso?

Allora, che ci dici di Milano?

Come al solito.

Bella e caotica.

Beh, però c'è un'importante novità.

Il tuo romanzo è in uscita e la critica ne parla già benissimo.

Si può dire, no? Sì, certo.

E di che parla? Se si può chiedere.

È la storia di un poliziotto che indaga in un piccolo paese al centro dell

'Italia.

È un uomo capace, determinato, intelligente.

Bello. Come scusa?

Dico, bello.

È romanzo?

Penso di sì.

Sì, che poi mi domando sempre come ci si possa sentire a rubare le vite degli

altri.

Curioso. E tu, invece, Leonardo, com'è passato questi mesi? Che cosa hai fatto?

Non ti ho più visto più. No, sono stato pure io molto preso. Sai, Piombi è una

città stratificata, quindi ho lavorato tanto, molto concentrato.

Quando lavoro, anche io non penso a nient'altro.

Ecco.

E quanto ti fermi stavolta?

Beh, non lo so ancora.

Ho pensato di fare un corso di scrittura alla libreria.

Gliel'avevo promesso e poi lo volevo fare in onore di Rossella.

Ma dai, non lo sapevo.

Ma questa è una cosa bellissima.

Mi sono ricordata dove ho visto il simbolo che aveva sull'avambraccio

Rossella. Scusa, ma non credo sia il caso di ricominciare con... È il simbolo

del predicatore.

Una specie di santone che si era trasferito più o meno 30 anni fa in

questa zona e aveva creato un gruppo di fedeli fanatici.

Quel predicatore?

Ci sarebbe un'indagine in corso, però... Venite, vi devo far vedere una cosa.

No, ma quello sono io.

E quella che tieni per mano è Lucia.

Scusate, ma cosa stiamo vedendo esattamente?

Ora ci arriviamo.

Quello lì è Mario Corzi, ma qui tutti lo chiamavano il predicatore. E quello è il

suo simbolo.

Io non me lo ricordavo proprio.

Ero uno che faceva delle strane messe in mezzo ai boschi e fingeva di

prendere a martellate sulle mani i figli gemelli.

E poi metteva in scena guarigioni prodigiose. Sì, sì, sì, ma tanto questo

è quello che sanno tutti. La cosa importante è che la gente credeva

veramente al predicatore. E so anche che uno dei figli gemelli si è suicidato. Il

padre è impazzito, ha smesso di predicare o di imbrogliare la gente e

ora sta in una casa di cura da qualche parte.

Quindi ci sei arrivato anche tu.

Cioè, ti ricordo che sono un poliziotto.

E comunque il figlio gemello sopravvissuto ha realizzato tutto.

Case, terreni, soldi.

Scusatemi, è che non mi sento tanto bene.

Ecco il

viso.

Le braccine.

Lei è il padre?

Sì, sì, sì. Venga, si avvicini, non faccia il timido.

E questo è il cuore.

Sentite il battito, sentite?

Battito regolare, bello forte.

Senti che... Tutto a posto. Il feto sta bene.

Aspettiamo l'esito delle analisi del sangue.

Per lo svenimento sospetto un diabete gestazionale. La glicemia va sempre

tenuta sotto controllo con le mamme della sua età.

Della mia età?

Sì.

Ho capito.

Grazie per avermi accompagnata.

Scusami, scusa.

Perché me l'hai detto soltanto adesso?

In tutti questi anni avevo perso la speranza di rimanere incinta.

E ormai la mia vita andava bene così.

Poi all'improvviso è successo qualcosa e...

E ho dovuto rimettere tutto in discussione.

Io lo capisco.

Il problema è che questa creatura tu non l'hai fatta da sola.

Io ci avevo o non ho il diritto a sapere di essere padre?

Infatti il bambino è tuo, ma non sei obbligato a fare il padre.

Ho capito, ma dammi la possibilità di provarci, Erika.

Cioè, tu non mi vedi.

Cosa fai? Prendi, te ne vai, così all'improvviso, senza dirmi nulla, mi

lasci là.

Senti meglio che vado.

Beh, me ne fai un altro?

Sì, ma ultimo giro, eh.

Tu hai figli?

Sì, due. Guarda qua.

Belli.

E com'è?

Difficilissimo. È come un prelievo di sangue che inizia dal momento in cui

nascono e finisce solo quando muori e te ne rimane un'ultima goccia nel cuore.

Però alla fine ne vale la pena.

Ai padri e ai figli.

Non so, dimmi un po', che lavoro fai?

Io sono un programmatore informatico per un'importantissima società di sicurezza.

Ah, figo! Sì.

Diciamo che ho scelto di vederti perché mi sembrava un buon match.

grazie nonostante tutto nonostante tutto vedi ti spiego ho dei parametri

nella mia vita ho un tot di calorie da consumare al giorno ho un minimo di

chilometri da fare al giorno ho un massimo orario di lavoro fino a un certo

punto e tempo libero per me da parte ho capito ma così non diventa tutto un po'

prevedibile no no diventa efficiente non perdi tempo per esempio so che il mio

uomo ideale E almeno 1,80.

1,75, dai.

1,70.

Chi

è?

È un conoscente, diciamo.

Grazie.

Scusami un attimo, arrivo subito. Due secondi.

Leo!

Lei!

Ma ti hai bevuto?

Sei pazzo!

Una sola volta.

Chi? Capisci?

Una sola volta e la tua vita cambia per sempre.

Ok.

E non riesco a non pensarci.

Ed è bellissimo.

Lo è, sì.

Marco.

Ti voglio bene.

Anch'io ti voglio bene, Leo.

Piano, eh.

Eccomi, eccomi.

Scusami, no.

Scusa. No, perdonami, è il mio ex.

Il tuo ex?

Sì, l'ho lasciato, lui non lo accetta, non riesce ad andare avanti, quindi ogni

tanto si riduce così.

Dicevamo?

Chi lo viene a trovare?

Da quando sono qui nessuno.

E da quanto lavora qua?

Dieci anni.

Ma la retta però è sempre stata pagata, eh? Senza mai nessun ritardo.

Ma lo capisco, sa?

Quell'uomo passa tutto il tempo a guardare immobile fuori dalla finestra

della sua stanza.

Giorno e notte, senza parlare mai.

Prego.

Signor Corsi, buongiorno.

Sono il commissario Carrese, polizia di Piombino.

Questo è l'ispettore Sanna.

Salve.

Siamo qui perché speriamo possa aiutarci.

Abbiamo trovato il corpo di una ragazza senza vita.

Aveva vent'anni. Si chiamava Rossella.

Ci scusi la schiettezza, ma pare che qualcuno l'abbia rapita e poi torturata.

Infine l'ha spaccato la testa con un martello.

Signor Corsi, ci risulta che anche lei abbia utilizzato un martello per

compiere i suoi miracoli, no?

Rossella è stata marchiata a fuoco.

Questo qui dovrebbe riconoscerlo.

È il simbolo della sua congregazione.

Sembrerebbe che qualcuno abbia ucciso nel suo nome.

Mamma.

Ve l'avevo detto, non parla con nessuno.

Una storia è come un osso sepolto, dice Stephen King.

Dovete scavare e tirarlo fuori.

Conoscete la teoria dei sei gradi di separazione?

No? Allora per farla breve, siamo tutti collegati gli uni agli altri e ciascuno

di noi è il filo di una storia che può collegarsi a tante altre storie.

Sta a noi afferrare i fili, seguirli e non demordere.

Erika, scusa. Sì? Scusate l'interruzione, abbiamo una nuova

iscritta. Ecco, accomodati qua. Sì, prego. Mi scusi. Questo è il foglio di

iscrizione. Lei si chiama Sara Corsi. Sara Corsi.

Bravi, bravi.

Sara Corsi.

Allora, dove ero rimasta?

Ah sì, l'ispirazione può venire da tutto.

E tutti quelli che ci circondano possono diventare dei personaggi fenomenali.

Per esempio, pensate alla vostra famiglia.

La conoscete davvero?

Vi fidate di tutti loro?

O qualcuno nasconde un segreto?

Vado a prendere le bimbe.

Beh, oggi quello psicologo è stato intenso.

Sì, penso che la terapia ci faccia davvero bene.

Qualunque cosa decideremo di fare, ovviamente.

Ma certo.

Prendiamoci tutto il tempo che serve.

A me già basta poterti vedere, poterci confrontare.

È un traguardo.

È bello sentirtelo dire.

Lo penso.

E con Erika, come va?

È mia sorella, lo sai.

Lei desidera il meglio per me.

Vorrei incontrarla per chiederle scusa.

Vediamo, dai.

Adesso devo andare.

Ciao Giulio. Ciao.

Saluta le bimbe.

Certo.

Quando torni? Ho bisogno di una data, ti vogliono intervistare tutti.

Sì, va bene, dammi ancora qualche giorno.

Ciao.

La polizia?

Ma perché la polizia vuole parlare con papà?

Anche con me?

No, no, io sono in centro a Piombino, non ho la macchina, come faccio ad

arrivare subito?

Vabbè, vabbè, vabbè, ora mi organizzo. Ok, ciao.

Ciao.

Ti sta piacendo il corso?

Sì, sì, moltissimo.

Lei è una scrittrice così famosa che capita tutti i giorni.

Non ho potuto fare a meno di ascoltare. Se vuoi ti do un passaggio.

Ma non vorrei disturbarla.

No, no, no, non mi disturbi, sono libera.

Va bene, grazie. Andiamo.

Quindi tu sei una Corsi?

Sei la nipote del predicatore?

Penso che anche tu conosci questa storia.

Beh, a Piombino sono molti a conoscerla.

Beh, l'hai detto anche tu a lezione.

Le storie sono dappertutto. È vero.

Vai spesso a trovare tuo nonno?

Mai in realtà.

Mio papà non vuole che lo vediamo.

Quella lì è mia zia.

Invece l'altra era Matteo, mio cugino.

Loro hanno perso tutto dopo il suicidio di mio zio.

Maurizio è il fratello gemello del tuo padre?

Esatto.

E hai rapporti con loro?

Nessun rapporto.

Non li vediamo più.

E

qua?

Chi è quello?

È mio fratello. È un po' particolare.

Mamma, papà, lei è la famosa scrittrice Erika Magliani.

Buongiorno. Piacere.

È stata così gentile da accompagnarmi. Sì, così abbiamo approfittato per

conoscerci un po' meglio.

Vostra figlia ha la sensibilità giusta per fare la scrittrice.

Sentito.

Chissà, magari un giorno potrà scrivere la storia della vostra famiglia.

Vede, per noi corsi questa storia è ancora una ferita dolorosa e profonda.

Io volevo farvi delle domande, ecco.

È stato un piacere.

Buongiorno. Buongiorno.

Grazie per aver accettato di parlare con me.

Marco arriva subito.

Che ci fai qua?

Sara Corzi voleva un passaggio in macchina e io glielo ho dato.

Ascoltami bene, tu non puoi occuparti di questo caso.

Primo perché ci sta lavorando la polizia, cioè io.

Secondo sei incinta.

Scusami un secondo.

Sì, pronto?

Signora Magliani, abbiamo l'esito degli esami.

Confermato il diabete gestazionale.

Dovrebbe passare a ritirare il misuratore della glicemia. Sì, va bene,

arrivo subito.

Grazie. A lei, arrivederci.

Mi ci mancava questo.

Io devo andare.

Io ti stavo parlando.

Tuo padre si trincerà nel silenzio.

Qui c'è una ragazza uccisa e quello è il suo marchio.

La conosce?

Mai vista prima.

Voi l'avete mai vista?

È Rossella.

Lavorava alla libreria.

L'hai mai vista con qualcuno che conosci?

Lui è mio figlio Vincenzo.

Ciao Vincenzo.

L'hai mai vista?

Posso andare ora, papà?

No, grazie.

Mio figlio ha passato un periodo molto difficile.

La scuola e l'adolescenza possono essere fasi molto dure.

Lei ha figli?

Sì.

Può essere molto complicato essere genitore oggi.

Non sai mai se stai facendo la scelta giusta.

Lo so.

Senta, com'era il suo rapporto e quello di suo fratello con vostro padre?

Io e Maurizio abbiamo sofferto per quello che ci faceva fare.

Esibiti come fenomeni da paracone.

Scenava delle torture e poi mostrava guarigioni miracolose.

Ed era tutto falso. Ma certo.

Per me era chiaro.

Mio fratello Maurizio però ha cominciato a credere di aver ereditato questo

fantomatico potere di mio padre.

Conosce il motivo del suo suicidio?

No. Non ha lasciato scritto niente per giustificare il suo gesto.

Mio marito ha guarito mio nipote Vincenzo dalla leucemia, lo sa. E

Samuele era invidioso di questo e ha fatto un sacco di cose.

Maurizio era troppo sensibile.

Non ha retto al potere.

Così alla fine si è ucciso.

Suo fratello si è preso tutta l'eredità con l'imbroglio.

Perché dice con l'imbroglio?

Il predicatore aveva detto che sarebbe stato mio marito il successore.

Era lui il prescelto.

Chiaro.

Matteo? Lo lasci stare.

Mi faccia fare il mio lavoro, Serena.

Faccia qualche passo di là, per favore.

Grazie.

Mi conferma che quello è il simbolo di suo padre.

Sì,

te lo confermo.

E sa spiegarsi come mai qualcuno avrebbe dovuto marchiare la ragazza con quel

simbolo e ucciderla dopo averla torturata per giorni.

Senta, la mia famiglia ha pagato già un prezzo molto pesante.

Le chiedo discrezione e soprattutto di non associare il cognome della mia

famiglia a questa nuova disavventura. Sto solo cercando di scoprire la verità

sulla morte di una ragazza innocente.

Conosci questa ragazza?

Non la conosco. Sicuro?

Non l'hai vista nemmeno di sfuggita?

Comunque è una bella ragazza, no? Lui quella sera era con me.

Quale sera?

Tutte le sere lui è con me.

Vai su, basta, ci lascia in pace e se ne vada. Via!

Via! Va bene.

Avevo finito.

Andiamo, Mario?

Allora, uno, lavarsi le mani con acqua e sapone e asciugare con cura. E questo l

'ho fatto.

Aprire rotando il dispositivo pungidito. Erika, pungiti quel dito, non la fare

tragica. Hai detto che la ginecologa ti aveva già spiegato come funziona? Ho

capito, fammi fare le cose per bene, su.

Aspetta che adesso arriva il risultato.

Quindi?

È alto.

Ma che pensi?

Penso alla dieta che mi tocca fare.

Alla dieta.

E va bene, dai, sì che ci penso.

Ci pensavo anche quando ero a Milano, ma... Ecco, la distanza

in qualche maniera mi dava una mano.

Poi sono arrivata qui, l'ho rivisto, mi sono stata vicino e...

E non è facile perché qualcosa mi... Siamo alle confessioni selvagge?

Devo andare a prendere una bottiglia di vino?

No, ma che sei pazza? Lo sai che non posso bere, no? Eh, giusto.

Senti, e tu con... con Francesco come va?

Nessuna confessione selvaggia?

Erika, ti ricordo che sono sposata con figlie, a carico. Beh, ci sono anche

matrimoni sbagliati.

Come lo era il mio.

Buon punto.

Ecco.

Allora, ho isolato dell'altro DNA sul corpo della vittima.

La maggior parte del sangue era suo, ma una piccola parte è probabile che sia

del suo aggressore.

Per quanto riguarda i segni di tortura? I segni di tortura. La stima iniziale è

confermata, due giorni.

Posso dirvi una mia personale sensazione?

che però non è corroborata dai fatti.

Prego. Grazie.

Non era la prima volta che lo faceva.

Guardate qui.

Che intende dire?

I colpi alle ossa sono netti e i punti colpiti sono speculari tra un braccio e

l'altro.

È molto difficile colpire qualcuno due volte con la stessa forza nello stesso

punto.

Quindi ritiene che dobbiamo cercare altre vittime?

No, questo non lo so, ve l'ho detto, è una mia sensazione.

Sicuramente il dato di fatto è che i colpi sono stati portati con la stessa

intensità, in maniera quasi meccanica e ripetitiva.

È già qualcosa.

Grazie. Dovere.

Questo lo possiamo tenere? Certo.

Dottore, mi scusi.

Sì?

No, no, no, una cosa. Ne parlo col commissario e poi magari argomentiamo.

Va bene.

Questo è un genio.

C'è proprio una consapevolezza di quello che fa. Un genio, eh? E guarda, io non

ci sarei arrivato.

Allora qui c'è il ritrovamento di Rossella.

Vado dritto, casa di cura del predicatore.

Qui è dove è stato trovato il corpo di Maurizio Corsi.

Qui c'è Villa Corsi e dove è sotterrato Maurizio Corsi.

Allora se poi io...

Sì, sì, sì, sto arrivando.

Ma gli studenti sono già lì?

Va bene, arrivo subito.

Grazie. Ciao, ciao.

Erika.

Che vuoi? Che ci fai qui?

Sono venuto per chiederti scusa.

Scusi rifiutate.

Dammi la possibilità di spiegare.

Non voglio nessuna spiegazione.

Voglio che tu te ne vada.

Me ne vado.

Vorrei solo che tu capissi quanto io ami Lucia.

Davvero? Tu ami Lucia?

Ed è per questo che la picchiavi?

Mi faccio schifo.

Mi odio per quello che le ho fatto ogni volta che mi guarda allo specchio.

Io lo so che cosa cerchi di fare.

E li conosco manipolatori come te.

Da tre mesi vado in cura da una psicologa.

Ho un problema di gestione della rabbia.

Ho l'ossessione del controllo, l'ho capito, lo sto affrontando perché

voglio... perché voglio riguadagnare la fiducia di Lucia.

E anche la tua.

Beh, la mia non l'avrei mai.

Un uomo che tocca una donna per me è un uomo morto.

Esiste il perdono.

Non per quelli come te.

Erika, smettila.

Lucia.

Scusami, non sarei dovuto venire.

Sbagli a dargli un'altra occasione a Giulio.

Io i problemi li affronto.

Tu invece li eviti.

Tu scrivi i tuoi romanzi.

Dove tutto torna. Le cose sono perfette.

E la vita non funziona così.

Quando la dottoressa ha detto, è lei il padre?

Io non ci ho capito più niente.

È la stessa cosa che succede a me ogni giorno da quando ho scoperto che sono

incinta.

Maggi.

Che poi tutti questi mesi avrei voluto chiamarti.

Sì, solo che mi mettevo là, ci provavo, mi fermavo perché...

Comunque, come te ne sei andata, avevo paura di

un tuo rifiuto e non l'ho fatto.

È per questo, lo capisci?

Se non ci fosse di mezzo il bambino non staremmo a parlare.

Cioè, ma sei sicura così?

E so che se non fosse per Lucia e Giulio io non sarei tornata e a quanto pare tu

non mi avresti più cercata.

Sì? Bene, grazie dottoressa.

Che ha detto l'APM?

Ci autorizza a prelevare il DNA a tutta la famiglia Goss. Brava sta dottoressa,

ma brava! Con quell'idea di unire tutti i punti e creare il pentacolo, tanta

roba, incredibile.

Allora...

Ricordatevi sempre la differenza tra il viaggio dell'eroe e la struttura in tre

atti. Ma soprattutto non perdete di vista il vostro personaggio.

Scusate, scusami.

È importante.

E facciamo cinque minuti di pausa.

Matteo, Matteo calmati.

Calmati, ascoltami, ok?

Non devi dire niente. Se coinvolgi la polizia è la fine.

Ma che mi importa se la conoscevi?

Senti, ne parliamo dopo, va bene? Non fare nulla. Ci vediamo alla pineta.

Ok, va bene. Ciao.

Buongiorno. Buongiorno. Salve.

Ciao. Ciao Erika.

Sara Corsi, è qui? Sì, è qui.

Eccomi.

Che succede? Niente di grave. Siamo stati autorizzati a prenderle un tampone

salivare per rilevare il suo DNA.

Stia tranquilla, stiamo sottoponendo la stessa procedura a tutti i suoi

familiari. Bene.

Potete accomodarvi di là in bagno.

Va bene, grazie.

Senti Sara, io sono preoccupato per la storia del DNA.

Ma perché?

Non hai fatto niente, quindi non c'è nulla da preoccuparsi, no? Ma lo sai

come sono i poliziotti.

Si vogliono incastrarti le prove alle fabbriche.

Sara ha ragione.

Se non hai fatto niente non devi preoccuparti.

Erika, cosa ci fai qui?

Sono qui per Rossella.

La conoscevi, vero?

No. Non l'ho mai vista e l'ho già detta alla polizia.

Io so che non è vero.

Matteo, non dire nulla.

Parlerò con mio padre e ti farò dare il migliore avvocato.

Mi avevi detto che non avevi rapporti con loro.

Che non parlavi più con quella parte della tua famiglia. Mio padre ci ha

tenuti separati.

Dimmi la verità, conoscevi Rossella?

Ho conosciuto la libreria e abbiamo preso a frequentarci.

Eravate insieme la sera in cui l'hanno presa?

Io non c'entro niente, non so cos'è successo.

Era innamorata di te?

Lei sì.

E tu?

No, no, no, andate via! State profanando un luogo sacro. Qui predicava Maurizio

Corzi, lui aveva il vero dono di guarire. Io sono la prova, lui mi ha

guarito e io ho il suo potere adesso.

Lascia perdere mio padre.

Tu non sei degno di essere il figlio.

Possiamo. Tu hai sporcato Rossella, lei era un angelo e ora è un demonio. Che

stai dicendo? La hai corrotta e lei voleva lasciarci. E' lui che può non

lasciarla.

Ti devo parlare.

Erika, scusami, non è questo il momento.

Matteo e Vincenzo Corsi conoscevano Rossella Mantovani.

Forse hanno a che fare con il suo omicidio.

Perfetto.

Grazie, grazie. Va bene.

Grazie mille, arrivederci.

Arrivederci.

La PM ha firmato il fermo cautelare per i cugini corsi.

Anche Matteo ha perso il padre quando era bambino.

Lo so.

Come lo è stato per te?

Beh, diciamo che... so

come ci si sente.

Quando sei piccolo ti guardano tutti in un modo strano.

Poi cresci e in realtà senti che ti

manca sempre qualcosa.

È come se fossi scoperto, indifeso.

Quanti anni avevi quando hai perso tuo padre?

E sei diventato poliziotto per lui?

Sì. Per assomigliargli.

E per sentirlo più vicino.

Piano piano comincio a... a conoscerti meglio.

Signore e signori, ha inizio la mia biografia.

Quello di Trombe.

Allora, sono cresciuto con una madre e tre sorelle.

Mi piace stare da solo e non mi manca per niente Roma.

Ah,

e aggiungo...

Adoro la nocciola e la panna.

E ti piace anche il tuo lavoro.

Esatto.

Poi fine.

Basta. Sì. È stato rapido in dolore.

Aspetta.

Ferma.

Post scriptum.

Mi piaci.

Mi sei piaciuta fin dal primo momento che t'ho vista.

Post post scriptum.

Fra cinque mesi diventi padre.

Beh, di un figlio fatto con te. Ma va?

Beh sì. Io non lo so come si faccia il padre.

Non ho un'idea.

Però sento quello che voglio fare.

Beh, nemmeno io so come si fa la madre.

Bene. Bene.

Uniamo le forze.

La vedo un po' difficile perché io vivo a Milano e tu vivi qui.

E qual è il problema?

Ah, dov'è il problema? Ti trasferisci a Piombino, la casa c'è.

No, scusami, trasferisci tu a Milano.

Stanno procedendo col fermo.

Devi andare.

Direi... proprio oggi.

Quando hai visto Rossella l'ultima volta?

Quando si è appartata con mio cugino Matteo.

Rossella voleva lasciarti, ma tu non volevi.

Non è andata così.

Perché avrei dovuto torturarla e inscenare tutta quella roba del

predicatore? Forse è stato il tuo modo per sviare le indagini.

Sarebbe stato molto furbo da parte tua.

Non si scherza con il dono.

È qualcosa che si riceve.

Ti cambia la vita.

E ti rende diverso rispetto agli altri.

Tu hai il potere di guarire le persone?

No, e neanche mio padre.

Mio cugino Vincenzo è pazzo come era lui e come lo era anche mio nonno.

I corsi sono tutti pazzi.

Avanti.

I risultati.

Dicono che il DNA non è dei ragazzi.

Che succede?

Samuele Corsi la dichiara in arresto per l'omicidio di Rossella Mantovani.

Forza, procediamo.

Fermi!

Mio marito ha un alibi. Zitta!

Non dire niente.

Hai deciso cosa fare con Leonardo?

Mi ha chiesto di trasferirmi qui.

Bello. Gli ho detto di no.

Non lo conosco e ho paura di star male e che questa storia finisca prima di

iniziare.

Erika, devi provare a fidarti di lui.

Eh, tu la fai troppo facile.

E tu troppo complicata, sorella mia.

Saridi. Immortaliamo, immortaliamo. Dai.

Che cosa? La faccia della sfiducia nel mondo.

Eccola. Dai, basta, mi vergogno. Vedi, allora, tu quando sorridi sei ancora

più bella perché ti brillano gli occhi, escono fuori quelle stelline che stai

così, così.

Ma stai zitta, ma tu devi stare zitta.

Lasciami stare, non ti azzardare, non toccarmi più.

Che hai?

Non è stato Samuele Corsi.

Cosa?

Guarda anche tu.

Ma quello è Samuele Corsi. L'ha mandato sua moglie.

È dalla sera dell'omicidio. Si fa picchiare davanti alla moglie e si

registra pure.

Guarda, con tutto quello che è successo in questa famiglia ormai non mi stupisce

più niente.

Ho capito, ma com'è finito il suo sangue sul corpo di Rossella Mantovani?

Non lo so, non lo so.

Cioè, è un mistero.

Usciamo, dai.

Beh, è incredibile che non sia Samuele.

Se il DNA è quello, c'è solo un'altra possibilità.

Suo fratello gemello?

Eh sì, ma Maurizio Corsi ha un alibi inattaccabile. È morto.

E se non lo fosse?

E si è nascosto tutto questo tempo?

Dove? Come?

E perché tornare ora?

È per questo l'ho chiamato.

No. Se riuscite a trovare il collegamento spaziale tra i luoghi del

caso, adesso, non lo so, dovremmo trovare un collegamento temporale.

Che cosa intendi, scusami?

Allora, o qualcuno ha conservato il sangue di Maurizio Corsi e l'ha usato

proprio oggi, lo so, è una teoria assurda, però a questo punto... Oppure

dobbiamo considerare qualcosa che dimostra incredibile, cioè che Maurizio

Corsi possa essere davvero l'assassino.

Vabbè, facciamo che intanto io chiedo l'autorizzazione al PM per disotterare

la barra di Maurizio Corsi. Dobbiamo ripartire da là, sennò non sappiamo dove

andare. Aspetta un attimo, aspetta un attimo.

Vuol dire che indaghiamo ufficialmente insieme?

No. No. Sto solo chiedendoti di fare delle ricerche, non di esporti in prima

persona. Erika.

Ti voglio dire una cosa.

Non mi piace prendere ordini.

E tu fai finta che non sia un ordine.

La mattina quando mi sono svegliato e non ti ho visto mi sono preoccupato.

Pensavi che era andata via?

Beh, stavo per presentare la denuncia di scomparsa.

Ah sì?

Sì, ma sono abituato ai tuoi giochetti.

Vado al lavoro.

A dopo.

La soluzione del mistero è la parte più difficile di un giallo.

È l'ultima cosa che scopre il lettore, ma in realtà è la prima cosa che scrive

uno scrittore.

Avete un'ora di tempo per terminare l'esercizio.

Ho una fame.

Aspetta che prima devo fare questa cosa.

Certo, per la gravidanza, no?

Te l'ha detto Leo?

No, vabbè, non è che me l'ha detto lui, però l'altro giorno era abbastanza lesso

e io l'ho capito, l'ho intuito.

Diciamo così, non è che... È troppo alto, non è possibile.

Secondo me è rotto.

Adesso? Ma non siamo venuti qui per parlare di me e di Leo, giusto?

No, non esattamente, in realtà no. E cosa mi vuoi dire?

Ok, bene, con calma, eh.

Io sono nei guai.

Sì, ho un interesse molto grande per un collega che è un medico legale.

Infatti per fartela breve è uno molto preciso, anche determinato. Mi spiego, è

impossibile distrarlo.

Anche se ha queste intuizioni, questa creatività che mi fa volare.

E poi questo sguardo, dietro lo sguardo c'è anche una sensibilità che a me

scioglie totalmente.

Un tipo molto come te, per intenderci, piuttosto che come me che non so.

Sai che ho capito.

Che nella vita non si può controllare tutto.

Che la vita ti sorprende sempre.

Quindi chiedigli di uscire, insisti se vuoi, ma sei sempre te stesso.

Quindi sei te stesso e ci devo proprio uscire, cioè gli devo chiedere, però

potrebbe non essere interessato, perché non ti ho detto che non mi si fila

proprio, sembra non essere interessato. Quindi la cosa peggiore che ti possa

capitare è che ti dica di no.

Buttati, vai!

Respira, vai, non avere paura.

Affare fatto. Affare fatto.

Non pensavo di riuscirmi ad aprire così tanto come il dottore.

Hai visto?

Hai sorpreso anche me, infatti.

Lo vedo che ci stai provando.

Guardami, Lucia.

Guardami.

Io ti aspetto.

Spero soltanto che saremo solo io e te a decidere della nostra vita.

Ancora a scrivere?

Eh sì.

Erika... Io ho deciso di tornare a casa.

A casa di Giulio vuoi dire?

E anche casa mia.

Non lo capisco.

Così all'improvviso.

No, ci ho pensato tanto. Ci ho pensato a lungo.

Erika, per favore.

Appoggia la mia scelta per una volta.

Beh, è una scelta sbagliata. Non puoi saperlo. Sì, invece lo so.

Io rivoglio la mia famiglia. Ma è questa la tua famiglia?

Ricordi quella frase di Pirandello che mi ripetevi quando ero ragazzina?

Certo che me la ricordo.

La vita o si vive o si scrive.

Io la mia voglio viverla.

Scusa, non volevo interromperti.

Non ti ho visto alle lezioni, quindi?

Mi stai rovinando la vita e ti stupisci se non mi vedi a lezione.

Prima mio fratello, poi mio cugino, adesso mio padre.

Stai cercando di rovinare la mia famiglia, non capisco. Vuoi farci

arrestare tutti?

Sono venuta per cercare di risolvere le cose.

Non mi fido di te.

Cerchi una storia da scrivere.

Non è così.

Io conoscevo Rossella.

Ho letto il suo romanzo.

Lei era come me vent'anni fa.

E come te adesso.

Era una ragazza che sognava di fare la scrittrice, aveva talento.

E qualcuno gli ha tolto la possibilità di realizzare il suo sogno.

E questo qualcuno è legato a voi corsi.

E questa cosa tu la devi capire.

Portami da Matteo.

Andate via.

Vi giuro che è quella volta buona che finisce male.

Mamma.

Per favore, lasciala parlare.

Ho bisogno che mi porti dove è morto tuo padre.

Che ti serve andare dove mio padre si è ucciso?

Chi ha ucciso Rossella ha usato il simbolo di tuo nonno.

C'è una relazione fra la sua morte e quella di tuo padre, il predicatore. Ne

sono certa.

Senti. La polizia mi ha rilasciato.

Io non c'entro con questa storia.

Rossella ti voleva bene.

Glielo devi.

Ho terminato tutti i miei esami.

Posso?

Allora che ne dice?

Maurizio Corsi si è suicidato o quel corpo non è suo?

Nessuna delle due.

Quello è il corpo di Maurizio Corsi, ma non si è suicidato.

Sì, la rottura della laringe è incompatibile con l'impiccagione.

E quindi com'è morto?

È più associabile a uno strangolamento. No, no, no, no, no, no.

Ci sono delle perizie dell'epoca che certificano morte per impiccagione,

adesso strangolato da chi, come, quando?

Non lo so.

Ecco, si è piccato lì.

Lo so che è difficile, ma cerca di ricordare il più possibile.

Io ero venuto qui a giocare e ho sentito un urlo feroce.

Poi sono entrato e ho trovato mio padre morto tra le braccia di mio nonno.

Aveva la corda con il nodo scorsogli al collo ancora.

E poi è arrivata la polizia.

Possiamo andare ora?

Però c'è qualcosa di strano.

Perché sciogliere il nodo e non tagliarla?

Dove vuoi arrivare?

Qui è pieno di falci, accette. Ci sono lame dappertutto.

Non credo che l'abbiano portate dopo.

Ma cosa importa?

Tuo nonno viene qui, prova suo figlio impiccato e invece di tirarlo giù e

tagliare la fune, si mette a scioglierla.

Posso? Certo.

Dove bisogna leggere?

Quindi secondo te sarebbe una messa in scena?

Perché?

Guardate.

Non sapevo che ci fosse un passaggio.

È di tuo padre Maurizio.

Sembra che avesse scelto di piedinare quella ragazza.

Scrive che voleva guarirla con il suo potere.

Voleva rifare tutto quello che lui e Samuele avevano subito dal padre.

Lo capite?

Lui credeva veramente ad avere il dono. Ma mamma mia e nonno faceva solo finta e

poi guarirla da cosa?

E chi è questa ragazza? Io non ne so nulla.

Guardate.

Questa è Rossella.

Qualcuno è stato qui di recente. Ha usato questo posto e questi appunti.

Abbiamo trovato una stanza segreta.

Apparteneva a Maurizio Corzi.

Serena.

Mio figlio non ha nessuna colpa.

Ho capito che nessuno ce l'ha in questa storia.

Nemmeno Sara.

Mi dispiace, Maria.

Ho paura, Serena.

Spero che Sara torni presto a casa.

Le nostre famiglie sono state separate dalla rabbia e dalla violenza.

Ora è il momento di essere unite.

Stai a Torna in centrale, digli a Marco che pianifico qua a Rio. Ok?

Grazie, a dopo.

I medici dicono che bisogna aspettare.

L'ematoma sta rientrando.

E le notizie di Sara?

Erika, le squadre d'indagine stanno facendo il loro lavoro.

Non ti preoccupare.

Ho sbagliato.

Beh, avresti dovuto limitarti a fare delle ricerche e non andare fisicamente

sul posto. Sì, ma se non fossi andata non avremmo trovato la stanza segreta.

Senti, queste sono decisioni che un poliziotto deve prendere di continuo.

Non si tratta di indagare o trovare indizi, ma di scegliere la cosa migliore

da fare o non fare in un momento preciso per evitare guai peggiori.

Lo capisci?

Bisogna scegliere per forza?

Sì, bisogna scegliere.

È giusto così.

Suo figlio Maurizio non si è suicidato.

Ma questo tanto lei già lo sapeva.

Vero? Vero?

È arrivato il momento di dire la verità.

È stato lei a uccidere suo figlio Maurizio nel capannone.

Per evitare che all'epoca ammazzassi quella ragazza.

Parla!

Ehi!

No. No, no, no, no, no. Erika, fammi la cortesia. Qui non ci puoi stare.

Mi fai licenziare?

Ma io vorrei dare una mano.

Vuoi dare una mano?

Vuole dare una mano, certo.

Va bene, io quel lato della stanza non lo vedo e non lo sento.

Fai quello che ti pare.

Pratica per avviare ricerche su Sara Corsi.

Maurizio Corsi ha donato il midollo osseo a suo nipote Vincenzo.

Come scusa?

No, dicevo, Maurizio ha donato il midollo osseo a suo nipote.

Sì. Maurizio è morto vent'anni fa.

Assolutamente. E il suo DNA è stato ritrovato sul corpo della vittima

qualche giorno fa.

E siamo certi che è il suo perché il fratello gemello Samuele era a casa con

la moglie e la dominatrice.

Un circolo vizioso.

A meno che... A meno che?

Non ci sia un altro fratello gemello.

Lo so che sembra assurdo, ma niente è improbabile.

Aspetta, quindi ricapitolando, Rossella Mantovani sarebbe stata uccisa da un

terzo gemello Corsi?

Potrebbe essere.

Dove sono nati i Corsi? Grosseto.

Puoi verificare le cartelle cliniche dell'ospedale?

aiutami Giulio è impazzito

si

buongiorno un pacco per lei

Lucia!

Lucia!

Lucia! Perché non ci lasci in pace?

Che sei venuta a fare?

A controllare anche qui a casa mia?

Non ti bastano tutti i casini che hai già combinato?

Ti giuro che se l'hai fatto qualcosa... Non giurare.

Non giurare.

Lucia!

Che hai fatto?

Scusa, ho sbagliato. Ma di cosa?

Cosa hai sbagliato?

Avevi ragione, non dovevo ricascarci. Mi dispiace.

Dove sono le bambine?

Sono a scuola.

Vieni qua.

Calmati, calmati, calmati.

Andrà tutto bene.

Andrà tutto bene.

Tutto a posto?

Sì, tutto bene.

Lì tutto ok.

Allora?

Abbiamo capito qua le regole?

Sono contenta che Elisa sia venuta a giocare con noi.

Sì, sì, dai giochiamo che tanto vinco io. Sì, sì, ora vediamo che io ai giochi

da tavola sono fortissimo.

Come sta?

Meglio, è su che riposa con Anita.

Ah, meno male. Tisana.

Sì, Amara, grazie.

Ok.

Sette. Io sono il verde, eh?

Dodici.

Devi tirare, non è che devi poggiare. È brava, pure io sono bravo così.

Quando si sveglia Anita giochiamo a famiglia. Io sono la mamma di Anita e tu

sei il papà. Tanto lo so che sei bravo come papà. Pure secondo me.

Capito Giada?

Così piccola e già sa leggere le persone.

Come la mamma.

Buon sangue non mente.

Grazie.

23.

Sangue.

Aspetta che forse ho un'idea.

Che succede?

Con un trapianto di midollo si hanno due DNA, saliva, capelli e unghie. Hanno il

DNA originario.

Ma il sangue ha il DNA del donatore.

Ma di che stai parlando?

Vincenzo Corsi.

Era malato dell'oscemia.

E ha fatto il trapianto di midollo.

Sì, gliel'ha donato suo zio Maurizio. Il midollo produce sangue.

Sangue con un DNA identico a quello del donatore.

Quindi vinci nel soccorso? Eh.

Tu sei un genio.

Tu sei un genio.

Oh oh, il poliziotto ha baciato tua zia.

Eh.

Stai a cercare l'infono. Infilati ovunque, eh.

Siete impazziti?

Perché mio figlio avrebbe dovuto rapire sua sorella? E allora dov'è? Non lo so.

Se sa qualcosa è meglio che lo dica.

Suo figlio ha già ucciso.

Non sappiamo nulla.

Lei ha detto che ha cercato di tenerlo lontano dai pericoli, ma adesso è lui il

pericolo. Da padre a padre faccia la cosa giusta.

Io non lo so dove sta.

Non lo so.

Avete trovato qualcosa a Villa Corsi?

No, di Vincenzo nessuna traccia.

Adesso stiamo andando al capannone del predicatore.

Va bene, ma state attenti però.

Sì, tranquilla. Mi raccomando, non fare nulla. Facciamo tutto noi.

Sveglia.

Aiuto! Aiuto!

Ben svegliata.

Tu sei il figlio di Samuele? No.

Io sono il predicatore.

Tu hai ucciso Rossella?

Stava guarendo, ma è scappata.

Ha interrotto il percorso. Ho dovuto sopprimerla.

È stata tutta colpa sua.

Rossella non è morta in vano.

Perché tutto accade con uno scopo.

Se sai cosa guardare.

Dov'è Sara?

Che fine gli hai fatto fare, Sara?

Sara!

Sara!

Sara!

Sorprendere con i personaggi, seguire le loro inclinazioni, poi però stupire il

lettore cambiando direzione.

Me l'hai insegnato tu, Erika, no?

Tu non sei come lui, non sei come loro. Ti prego liberami, ti prego.

Erika, stai tranquilla.

Tra qualche ora sarai libera, però in un altro senso.

È stato mio zio a salvarmi.

Non è così.

Tu zio ti ha donato il midollo osseo. Non è stato un miracolo. Zitta!

Zitta! I ciechi come te non possono vedere.

Ma io... Io ti donerò la vista.

Così finalmente vedrai la luce.

Marco, chiama quel genio del tuo amico informatico, digli che deve sbloccare un

telefono e localizzare il dispositivo della glicemia.

Arrivo subito, sì.

Ciao.

La cosa più lunga da fare è sbloccare il cellulare.

A sto punto lo facevo io.

Commissario, le posso assicurare che porto sempre a termine un compito, ma

devo avere più tempo.

Leo, calmati così non... Ma come faccio a calma?

Hai visto quello che hanno fatto a Rossella?

Eccolo, eccolo. Ho recuperato il codice IMSI.

Ecco le coordinate.

Metta... Localizza il glucometro, dai, dai.

Ce l'ho, ecco le coordinate.

Mandamele, mandamele. Andiamo.

Marco, mi ha fatto piacere rivederti. Volevo dirti che non sei affatto male.

Ti ringrazio, ma io ho cambiato un po' standard.

Non per l'altezza, eh.

Ti prego Sara, aspetto un bambino.

Ti rovinerai la vita così.

Non mi rovinerò la vita.

Ti faccio vedere una cosa.

Ho bisogno di aiuto, mio fratello Vincenzo ha rubito me e i camagliani.

Per favore aiutateci, fate presto, vuole farci del male, fate presto. Non ti

crederanno mai.

E invece sì, mi crederanno.

Perché sarò la ragazza sopravvissuta al massacro della famosa scrittrice

incinta. Tu sei pazza come tuo fratello.

No, lui è pazzo.

Come tutta la mia famiglia, d'altronde.

Io voglio diventare famosa.

La gente si ricorderà di Sara Corsi perché si è salvata da tutti loro.

Predicatore, è arrivato il momento.

La donna prescelta aspetta il potere del tuo dono. Ti prego, non farlo.

Non farlo, aspetto un bambino, ti prego.

Fermati, ti prego, non farlo.

Ti prego, non farlo, ti prego!

Fermati!

Stai bene?

Sicura? Sì.

Ciao Matteo.

Ho bisogno di parlare da solo con lui.

Perdonami per quello che ho fatto, ma tuo padre aveva perso

la ragione e ho dovuto fermarlo.

Voleva torturare quella ragazza e ho dovuto

ucciderlo.

Ho comprato il silenzio e ho fatto passare tutto per un suicidio.

Lo piango.

E da allora non ho mai smesso di soffrire.

Io ancora non riesco a capire perché te ne stai tornando a Milano.

È complicato, ma è giusto così.

Non è complicato, Erika, è semplice. O lo ami o no.

Guarda.

Qui sei felice perché sei innamorata.

Leo è stato chiaro.

Non lo trasferiranno mai.

E andar via da qui vorrebbe dire rinunciare ad essere un poliziotto,

rinunciare alla sua vita.

E allora perché dovresti chiedergli di trasferirsi?

Infatti non gli chiederò nulla. Se venisse solo per il bambino, so che non

sarebbe felice.

E questo non è giusto.

Io dopo Nicola ho giurato che avrei messo me stessa e i miei bisogni davanti

a tutto.

Lo capisci?

Vuoi una mano?

No, grazie.

Permesso. Ciao.

Credo che mi ha inviato il vocale più lungo della storia, però comunque.

Ah, quello... Sì. No, ma era proprio un fattore.

Vabbè, ci beviamo un caffè? Un caffè? Al bar, la macchinetta è rotta.

Al bar?

Sì. Sì, sì, sì, quello è il problema.

Certo.

No, scusami. No, prego. Dai, dai, dai, veramente, tu insisti.

Sto tornando a

Milano.

Da domani via alle interviste e agli incontri per lanciare il nuovo romanzo.

La mia vacanza è finita.

Buona notte.

Grazie.

Non è successo niente signora, grazie.

La passeggera Erika Magliani è pregata di scendere dal pullman.

Grazie.

Ascolta, io voglio... No, no, lasciami parlare.

Lasciami parlare.

Ho fatto un sacco di casino nella mia vita, lo so.

Ma questi errori mi hanno fatto incontrare te.

Che sei la donna più incredibile che abbia mai conosciuto.

Io sono un disastro, lo so.

Però ti chiedo solo di darmi una possibilità.

E soprattutto di ospitarmi a casa tua a Milano fino a quando non troverò un

lavoro.

Un lavoro?

Ti sei dimesso?

Sì, poco fa.

Verresti a vivere a Milano?

Ti amo, Erika.

No, la mia vita adesso sei tu.

Il nostro figlio.

Ciao!

she dreams in half broken waters and wakes up all the way through

crossed out names in the gutter like cold lovers fade from view

her fear sleeps in the footnotes her hope stays

underlined she falls the corner on heartbreak and leaves the

worst behind

Grazie.

Grazie.

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