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Original subtitles

arriva per tutti un momento in cui bisogna fare i conti col passato.

Un passato che ci ha reso felici, come quando stringevamo forte nostro padre,

il nostro eroe, e ci affidavamo a lui.

O come quando respiravamo il calore della nostra casa, il nostro posto

sicuro.

Ma il passato ti si può anche rivoltare contro, farti soffrire, farti perdere l

'amore, lasciarti cicatrici che ancora bruciano.

Forse solo affrontandolo possiamo lasciarci alle spalle i suoi fantasmi.

Una volta per tutte.

Aspetta ancora una risposta.

Vuoi sapere se la mia storia con l'apo è stata importante?

Sì, è stata importante.

Ma dopo ho avuto anche altre storie, come l'hai avuta anche tu.

Ma perché ne merita la verità, scusami?

Io sono sempre stato sincero con te.

Perché ti conosco.

E so quanto sei geloso.

Scusami, ma poi dimmi una cosa. Che bisogno c'era di andare dall'apo senza

di me?

E che cosa cambiava se venivi tu? La donazione è valida, il casale è suo.

E poi scusami, io sto di merda e fai il geloso. Manco Willemes.

Eccoci, ci mancava lui.

Crila!

Ho pensato che finché non trovo l'acquirente giusto, mi trasferisco qua.

Certo. Il casale è tuo.

Caffettino per me ci starebbe?

Certo, sì, sì, prego.

Giulia.

Sì, va bene, avvisa la Perego, arrivo subito.

Ti prego, stai tranquillo.

Come no, mi stendo il tappeto rosso adesso.

Scusate, ma devo andare al lavoro.

Vice, fai vedere il casale all'apo, per favore? Certo, certo.

Tu mi pianti così?

Ciao, Fosca.

Allora, Cosma.

Finché non vendo, tu e la Fosca siete benvenuti.

Gentile da parte tua.

Però ce l'andremo il prima possibile.

A me mi sembra di aver capito che la Fosca non sia tanto d'accordo.

Buono il caffè, vice.

Buona visita.

Grazie.

Allora, signor Conte, ci si muove e si comincia il giro? Vice, tu non ti

ricordi di me?

Non mi ricordo, no.

Andiamo, forza, forza.

Buongiorno, capo. Buongiorno. Il cadavere è nel laboratorio.

La scientifica al medico legale? Sono dentro con Giulia.

La vittima si chiamava Angela Sisto. Trent'anni, nata a Roma.

Era una delle sarte del negozio.

Chi ha trovato il cadavere?

La signora delle pulizie.

Buongiorno. Buongiorno.

L'ho trovata così.

Non ho toccato niente e vi ho chiamato subito.

Posso andare?

Sì, certo.

Portala fuori, Giulia.

Venga con me.

Che mi dici, Fontana?

Non ci sono segni di colluttazione.

Direi che è morta per il colpo di forbice al cuore.

Signori. Buongiorno, dottoressa. Buongiorno. Buongiorno.

Sappiamo l'ora del decesso, più o meno?

Intorno alle 22 o 23 di sera.

Sarò più preciso dopo l'autopsia.

Non sentite questo odore acro intorno al cadavere?

No, Fosca.

Però ti credo sulla fiducia. Lei, dottoressa, sente qualcosa?

No, non sento niente.

Stai bene?

Sì, sì.

Devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male.

Aspetto una tua chiamata per gli aggiornamenti. Certo, dottore.

Scusami, Fontana. Prego.

Capo, i proprietari ti aspettano nel negozio.

Da quanto tempo è che Angela lavorava con voi?

Poco più di un anno.

Quando l'abbiamo assunta si era appena trasferita da Roma. Sì, sì, sì.

Era sposata, fidanzata? No, no, era single.

Però era una ragazza molto riservata.

Forse le sue colleghe potrebbero dirle qualcosa di più.

E come mai è rimasta nel laboratorio?

Beh, quando c'erano delle urgenze rimaneva fino a tardi per finire il

lavoro. I nostri abiti da sera sono vintage, ma di alto livello.

Quando bisogna fare riparazioni servono mani esperte. Angela era una

sarta di talento.

Aveva le chiavi del negozio? No, solo quelle del laboratorio.

Sapete se qualcuno poteva avercela con Angela? No, dottoressa, no.

Ci scusi, siamo un po' sotto shock. Se non ha altre domande... Andate pure, ma

rimanete a disposizione.

Certo, dottoressa. Grazie. Con permesso, vieni amore.

Allora Agnese mi può dire qualcosa di Angela?

Beh, volevo fare carriera in fretta e... e diciamo che ci ho riuscita in poco

tempo, ecco.

Mi faccia capire?

Beh, diciamo che Angela ci teneva tanto ad apparire così gradita, indispensabile

ai padroni. Tanto che la signora Caterina l'ha fatta caposarta nel giro

di un anno.

Con Angela ci si vedeva soltanto durante la pausa, perché io mi occupo della

vendita degli abiti.

Eravate amiche?

Più o meno, è che lei era molto chiusa.

Però io con il tempo mi ero affezionata a lei.

Mi hanno detto che era una sarta bravissima.

Eh, ma anch'io non sono da meno, eh.

E poi lavoro in questo negozio da tanti anni.

Certo, io forse non ho un carattere così accomodante, ma su questo non ci posso

fare niente, no? Sai se per caso si stava frequentando con qualcuno?

A volte si vedeva con Giacomo, che è il barista qua dietro l'angolo, ma non

credo che stessero insieme.

Beh, lei era molto riservata, quello sì, eh. Tanto che ho sempre pensato potesse

nascondere qualcosa.

Mi dispiace, ma io non ho niente da dirle.

Da dirti, insomma. Da dirti va benissimo.

Posso andare adesso?

Certo, grazie.

Buongiorno.

Buongiorno.

Prego, di qua. Perché non funziona?

Ispettore Lulli. Sì?

Prego. Salve. Salve.

Si accomodi.

Mi chiamo José Rodríguez e vorrei sporgere denuncia contro i gnoti.

Ok. E il motivo della denuncia?

Ieri, verso le 23, io percorrevo la strada provinciale in bicicletta e sono

stato investito ad un SUV nero che poi si è dato alla fuga.

È riuscito a vedere la targa?

Solo le prime due lettere. Ci, ci.

E ci attiviamo subito.

Abbiamo degli autovelox lì sulla strada.

Da come è andata potrei dirmi un miracolato perché al pronto soccorso

hanno detto che ho soltanto una slogatura sulla spalla.

Eh sì.

Faremo di tutto per intracciare la investita. Poi insomma è un bel danno

per lei, no?

Lei è un insegnante di danza? Sì, ma come lo sa? Insegno ballo

latinoamericano, è vero?

Abito vicino alla sua scuola.

L'ho vista sulle locandine dei suoi corsi. A lei piace ballare?

Mi piace, ma non faccio più da tanto.

Peccato.

Dicono che il ballo aiuta molto a tirar su l'umore.

Dicono anche che fa recuperare la passione nella coppia. Se è per questo,

forse è meglio lasciarla lì dove è. Ha ragione.

Comunque certi miei allievi dicono che funziona. Io ci ho provato con mia

moglie.

E com'è andata?

Abbiamo divorziato.

No, cioè, mi dispiace. No, tranquilla, è acqua passata.

Però se le piace ballare potrebbe venire a fare una lezione di prova.

Abita lì vicino, no?

Allora, firmo. Sì.

Grazie. La terremo informata.

Buongiorno.

La porta d'uscita del laboratorio non aveva segni di effrazione.

Stesso discorso per la saracinesca dell'ingresso principale.

Soldi in cassa, da rubare non ce n'erano e tutti gli abiti sono al loro posto.

Dunque escludiamo un tentativo di furto.

C'erano videocamere?

Quella all'entrata principale purtroppo non funzionava e l'esterno del retro

bottega che dà sul piccolo ne è sprovvisto.

Probabilmente la persona che ha fatto entrare la conosceva.

E magari la stava anche aspettando.

Allora, un movente passionale?

I proprietari mi hanno detto che era single, ma è sempre da verificare. Ma la

commessa ha parlato di un barista, di un certo Giacomo.

E Angela qualche volta ci usciva insieme.

Allora cominciamo da lui.

Andate a farci una bella chiacchierata.

Rita, mi devi contattare i familiari della vittima a Roma.

E... mi faccio aiutare da Pino?

Va bene.

La scientifica ha repertato carta d'identità e cellulare di Angela.

Chiedete ai colleghi i dati che vi servono. Ok.

Io

ero

innamorato di Angela, ma non stavamo insieme.

Era stata onesta con me.

Ci faccia capire.

Accettava la mia amicizia.

Niente di più.

Aveva un altro?

Non lo so.

Le prime volte che uscivamo insieme lei non stava con nessuno.

Per lo meno lei mi aveva detto così.

Poi però da qualche mese aveva cominciato a... ad allontanarmi.

E non le ha dato spiegazioni?

Però avevo l'impressione che si vedesse con qualcuno.

Quindi Giacomo Fassi non ha un alibi? No, perché vive da solo.

Ci ha detto che ieri sera è tornato a casa verso le otto, ha cenato e poi è

andato a dormire.

E non si sa niente di questo presunto innamorato di Angela?

Potrebbe anche non esistere.

Grazie.

Capo. La scientifica dice che il documento della Sarta è falso.

Non sappiamo chi sia la donna assassinata. Potrebbe anche essere una

ricercata. Potrebbe essere una persona scomparsa volontariamente.

Ho fatto comparare l'impronte della vittima con quelle del database e non c

'è nessun riscontro.

Cosimo.

Sì, va bene, ci vediamo di persona.

Ciao.

Allora ragazza, andate a fare un sopralluogo a casa della vittima. Io

avviso la Perego. Va bene.

Ciao Voska. Ciao Susi.

Ehi. Ehi.

Ecco qua.

Che buono.

Porta il vino. Grazie.

Allora, che cosa è successo?

Perché hai detto al labo che puoi restare al casale?

Sembravi... quasi felice che lui rimanesse a vivere lì.

Cosimo, fingevo.

Ho messo giù che lui mi dia un po' di tempo per trovare una soluzione.

L'ho spiegato anche a te, no? Lo sai che cosa significa per me quel casale?

Ma se la soluzione fosse un'altra, scusa.

Che cosa vuoi dire?

Ma perché non cerchiamo una casa nostra?

Eh?

Una casa tutta nostra dove ricominciare.

Io lo so che ci tiene il casale, hai ragione.

Però delle volte la vita ti mette davanti a delle scelte fosche, scelte

difficili.

Bisogna farsene una ragione.

Io non ho nessuna intenzione di farmi una ragione, è chiaro?

Devo andare a lavorare.

Piace tutti i restini?

Sì, molto.

Lo vedo.

Questa è l'unica cosa interessante che abbiamo trovato in casa della vittima.

E va bene, diffonderemo la foto su tutti i canali social e sui maggiori

quotidiani, sperando che qualcuno si faccia vivo. La gente.

Abbiamo verificato se risultano segnalazioni sulla ragazza?

Nessuna segnalazione. Va bene.

Tutto bene?

Tutto bene, sì. Sei sicura?

Sicurissima. Allora, se ci sono novità io sono reperibile sul cellulare.

Arrivederci signore. Arrivederci. Ciao Giuliana.

Non mi sembra tanto in forma.

Io sto per avere una crisi di nervi.

Quel presuntuoso egocentrico traditore a casa dell'amante mi scrive ti manco.

Ci rendiamo conto?

Senti Rosa, calmati. Tu lo devi ignorare. Ecco.

Mi calmo. Vado a casa e lo ignoro.

Ciao.

Sì?

No, no, no, sto arrivando.

Ciao.

Una tua nuova conquista?

Mi sa che questa è la volta buona e metto la testa a posto, capo.

Allora, che ha combinato? Si è girato per tutta la casa e poi è finito dentro

al granaio. Poi perché dentro al granaio, questo non si sa, eh? Va bene,

vado a vedere.

Va, va. Va a vedere, va.

Fusca.

Ciao, Lapo.

Vieni, guarda, è bello, guarda.

Questo posto è come volevo le porte di Firenze, ti ricordi?

Mi ricordo che ti rinchiudevi per ore a scolpire e io ti aspettavo.

Sì, eri lì con me.

Senti, Lapo, c'è un motivo per cui ti ho chiesto di aspettare a vendere il

casale.

Vuoi ricomprarlo te?

Sì, lo vorrei ricomprare.

Però devo trovare i soldi.

Tu ci hai mai pensato a come sarebbe stata la nostra vita se tu avessi preso

quel treno per Berlino con me?

La vita che ho scelto è quella che volevo.

Venti giorni poi lo metto in vendita.

Ti piacciono?

Sono bellissime.

Sei stata in Africa?

Diverse volte.

Andare in Africa è sempre stato il mio sogno.

Beh, ho un programma di tornare in primavera.

Potremmo pensare di andarci insieme.

E qui dove eri?

In un villaggio vicino Nairobi.

Ci sei andata da sola?

No.

Ero con il mio ex fidanzato.

Ti piacciono gli uomini?

Mi piacciono le persone.

A prescindere dal sesso.

E come mai mi siete lasciati?

Non mi va di parlare di questa storia. È il passato.

Giusto.

Allora pensiamo al futuro, no? O al presente.

Che promette molto bene.

Lapo vuole vendere il casale.

Cosimo vuole comprare una casa tutta nostra.

Cosa devo fare?

Oh,

è vero, hai ragione.

Tu non hai dubbi di quello che devo fare.

Eccomi qua.

Alice, guarda che c'ho, il tuo preferito.

Vieni.

Brava, brava. Vai.

Ancora sveglia?

Pensavo che saresti rimasta a dormire da te.

No, c'era un sacco di gente.

Abbiamo chiuso tardi.

E poi non ti lascio solo con il nemico.

Cos'è questo rumore?

Non lo so.

Via, oh, via!

Andate a dormire, ci mancavate anche voi! Ci mancavate!

Forza, forza! Mice!

Che succede? Che succede, madonnina del comporto? C'è quel grullo lì dentro al

granaio, ma fa un baccano! Ma ha sbagliato tutte le galline, guarda!

Allora ci vado a parlare. No, no, no, ci penso io, stai fermo.

Lascia farvi, lascia farvi.

Tanto un scavo.

Senti, è l'una di notte e la gente dorme.

Ah, grazie, ma adesso non c'è sonno.

Finisco di lavorare.

Ha detto che non c'è sonno.

No, no, non ce la fa, non ce la fa. Ferma, ferma, ferma.

Io te l'avevo detto e Michelangelo rompeva se lo coglione. Te l'avevo

detto. Te l'avevo detto.

Ma rimma indiana.

Andiamo, vice, andiamo a dormire.

Metteremo i tappi.

E quindi che farei? Chiederei a un mutuo? Se me lo concedono sarà la fine

di un incubo.

Tu invece come stai?

Hai la collanina all'incontrario.

Ecco, sto come la mia collanina, al contrario.

L'idiota questa mattina mi ha scritto buongiorno per tutto il giorno.

Un po' ridondante, no? Mi sa che lo blocco.

È uscita la nuova rosa.

Mio marito non è in casa, doveva incontrare un fornitore. Ci sono novità?

Beh, abbiamo scoperto che la vittima aveva una carta d'identità falsa. Come

falsa?

Non si chiamava Angela Sisto.

In realtà non sappiamo chi sia.

Quando l'abbiamo assunta noi ci ha mostrato la carta d'identità, ci siamo

fidati. È possibile che nessuno se ne sia accorto quando avete trasmesso i

dati del contratto?

Io e mio marito volevamo metterla in regola, ma è stata Angela stessa a dirci

che preferiva ricevere qualcosa in più fuori busta.

Quindi lavorava in nero?

Ammetto che la richiesta di Angela ha fatto comodo anche a noi.

Per caso riconosce la donna accanto alla vittima?

Non so chi sia.

Ma Angela in questa foto è molto diversa da come l'abbiamo conosciuta noi.

Ha anche i capelli biondi.

Le viene in mente qualcosa?

Qualche giorno prima dell'omicidio è successo un fatto strano.

Buongiorno.

Sì, possibile.

Mi scusi. Sì? È la ragazza col camice bianco che è appena passata. Si chiama

Tiziana? No, si chiama Angela.

Ha detto che erano delle turiste. Lei non sa da dove venissero? No.

Però di sicuro non erano toscane.

Per caso hanno pagato con una carta di credito o un banco, Matt?

Hanno provato degli abiti, non hanno comprato nulla.

Io... Vi chiedo scusa, ma devo prendere una medicina. Aspettatemi un attimo,

soffro di cervicale. Prima che mi scoppi il mal di testa.

Non si preoccupi, abbiamo finito.

Grazie per la collaborazione. Grazie a voi.

Arrivederci.

Ho letto la notizia e sono partita subito. Mia sorella si chiamava Tiziana.

Tiziana Belli.

Nata e cresciuta a Pescara.

È scappata dalla nostra città circa un anno fa.

Da cosa scappava?

Dal suo ex fidanzato.

Si chiama Fabio Fortis.

La perseguitava.

Perché sua sorella non l'ha denunciata?

Temeva che l'avrebbe uccisa.

L'ho sentito con le mie orecchie quando la minacciava. E non si limitava solo a

quello.

La picchiava?

Quando beveva diventava una bestia.

Una volta ha tentato persino di soffogarla, gliel'ho strappata io dalle

mani.

Lei sapeva che sua sorella era ad Arezzo?

Tiziana aveva paura che Fabio potesse scoprire dove si nascondeva tramite me.

Non sapevo più nulla di lei.

Mi parli di Fabio Fortis.

Fabio è un ex militare.

Lui e Tiziana si erano fidanzati da ragazzini.

Poi a vent'anni si è arruolato nell'esercito e in seguito è andato

volontario in Afghanistan.

Voleva guadagnare un po' di soldi al ritorno a sposare Tiziana.

E che cosa è andato storto?

Da quando è tornato in patria era diventato un altro.

Soprattutto quando beveva.

Mia sorella all'inizio lo giustificava, diceva che quella missione in

Afghanistan lo aveva traumatizzato.

E non ha fatto nessuna terapia?

Non ammetteva di stare male.

Quando posso vedere Tiziana?

Signora Belli, riconosce sua sorella?

Rosa, portala fuori.

Non ci si abitua mai.

Da quello che mi hai detto potrebbe essere un caso di femminicidio. Eh sì.

A che punto sei con l'atopsia?

Per ora confermo che la vittima è stata uccisa intorno alle 22.

Una morte istantanea causata dal colpo di forbice al cuore.

Un colpo inferto frontalmente con una forza rabbiosa.

Una forza esplosa all'improvviso?

La vittima parlava con l'assassino.

Un assassino di cui conosciamo sia il nome che il cognome?

Sì, Fabio Fortis.

Però non mi torna una cosa.

Tiziana Belli ha cambiato la sua identità per scappare da lui e poi lo fa

entrare senza opporre resistenza.

Beh, come tutti gli stalker, le avrà detto che era pentito, che voleva

vederla un'ultima volta e che poi l'avrebbe lasciata in pace.

Non lo so.

Scusate.

Un imprevisto.

Devo andare.

Arrivederci. Ciao Giuliana.

Senti, ma il figlio del Fineschi si è trasferito al casale?

Sì.

Non so come ho potuto non accorgermi di chi era mio padre.

Tuo padre era un galantuomo.

Purtroppo si è lasciato prendere la mano da un vizio che credeva di controllare.

Ma ti voleva un bene dell'anima.

Anch'io gli volevo bene.

Forse troppo.

Grazie. Ciao.

Mi scusi?

Che sta facendo? La Contessa Fineschi?

Vicequestore Innocenti. E Cecilia Righetti, agente immobiliare.

Mi mostra il mandato di vendita? No, veramente il conte Fineschi non mi ha

ancora firmato nessun mandato, però mi ha chiesto di fare una stima

approssimativa della proprietà.

E qual è la stima della proprietà?

Beh, non ho ancora visto gli interni, ma ho che croce credo un milione, un

milione e mezzo di euro circa.

Poi se arriva un amatore la cifra può levitare e in genere sono stranieri.

Senta, se ne vada non torni finché non ha il mandato firmato, va chiaro?

Certo.

Posso? Certo.

Volevo scusarmi.

Mi dispiace di stupare il tuo sonno, però di notte sono l'ora più creativa

per me.

Non ti devi giustificare.

Bene.

Una mia è la colpa se il tuo papà ti ha lasciato mezza guai, Fosca.

Era uno stronzo, come gli era il mio.

Senti, puoi parlare così di tuo padre, ma del mio no. Non voglio mi offendere

nessuno, dai.

Dico solo che a volte i padri non sono come ci sospetterebbe.

Io il mio ho imparato a combattere da bambino, te il tuo invece l'hai

idealizzato.

Può darsi.

Scusami, ma adesso da fare.

Certo.

Anzi, scusami se ti ho detto o se forse non volevi sentire.

È

vero,

sei uno stronzo.

Ma lo posso dire solo io.

Sapessi quanti seri professionisti ho visto rovinarsi sui tavoli da gioco.

Pensano di potersi fermare per tempo, ma purtroppo non è così.

Credevo di conoscere mio padre.

E invece ero un uomo molto debole.

Comunque io non rinuncio al mio casale e farò di tutto per riacquistarlo.

A garanzia del mutuo questo è quello che ho.

Ci sono delle visure catastali dei terreni e...

È un rustico che mi ha lasciato mia madre.

Poi c'è il mio stipendio, non è un granché, ma... ma arriva tutti i mesi.

Li farò esaminare da un nostro perito.

Però, Fosca, mi sento in dovere di dirti che la cifra che richiedi è

considerevole e io non voglio darti false speranze.

Fammi sapere.

Appena lo trovate datemi notizie.

Grazie.

Sì? Capo? Sì?

Il signore è Fabio Fortis.

La polizia di Pescara la sta cercando.

Eh, non lo sapevo.

Ho visto una foto di tiziana sui giornali e sono partito subito. La

voglio vedere.

Si accomodi.

Ma chi l'ha uccisa?

Perché?

Da quanto tempo è che non la vedeva?

Da quando ha lasciato Pescara.

Un anno e quattro giorni.

E per tutto questo tempo non... non l'ha cercata?

No. No, non sapevo se fosse trasferita ad Arezzo. Se è questo che volete

sapere.

Signor Fortis, l'avviso che la sorella della vittima ha mosso delle accuse

molto gravi nei suoi confronti, tra cui quella di tentato omicidio nei confronti

di Tiziana Belli. Se vuole un avvocato può farlo, può chiamarlo, noi lo

aspettiamo. No, ma io non ho bisogno di nessun avvocato, non ho bisogno di

niente io.

Che a quei tempi ero come impazzito.

Ma quando Tiziana mi ha lasciato io ho deciso di farmi curare.

Lei sta andando in terapia?

Un centro di salute mentale a Pescara.

Mi credo io provo vergogna per l'uomo che ero diventato.

E per tutto il male che ho fatto a Tiziana.

Lei era il mio unico amore.

E non mi do pace per la sua morte.

Capo? Sì?

È arrivata questa mail dai colleghi della stradale, è urgente.

Tiziana Belli è stata uccisa giovedì sera intorno alle 22.

Lei dove si trovava?

A casa mia, a Pescara.

A noi risulta che era ad Arezzo.

Questa è la sua auto, l'abbiamo identificata.

Intorno alle 23 ha investito un uomo in bicicletta e invece di prestare soccorso

lei è scappata. Io non sono un assassino.

Io ti ce l'ho, non l'ho nemmeno vista.

Questo lo accerteremo. Eh, accertarlo.

Per il momento dispongo di un fermo nei suoi confronti. No, no, no, voi non mi

potete mettere in carcere, capito?

Io non sono l'assassino, io non mi calmo, capito? Si calma, si calma, ferma

Giulia, ferma.

Giulia, via la pistola. Non ti può vedere? Signor Fortis, mi ascolti? Non

mi toccate, signor Fortis. Non si avvicini, non si avvicini, io non sto

calmissimo. Si calmi, mi deve ascoltare, si calmi. Non mi ascolto nessuno, io non

mi calmo. Signor Fortis, si calmi, per favore. Io non mi devo calmare. Tutti

fermi, tutti fermi, tutti fermi. Io non ucciso nessuno, capito?

E poi non succede niente.

Non vi avvicinate, ho detto! Non ci avviciniamo, non ci avviciniamo!

Non ti succede niente, è che non sono un assassino, capito? Non sei un assassino,

calmati! Non vi avvicinate, fermi!

Calmati!

Fermi, fermi! Abbassa la pistola!

Fermi alle spalle, fermi! Abbassa la pistola! Le sparo, fermi!

Lasciala andare, ti prego! Lasciala andare!

Mi dispiace, mi ha colto di sorpresa. Non ti preoccupare. Sei stata

coraggiosa. L'importante è che tu stia bene. Non mi dispiace. Non ti

preoccupare.

Vicequestore Innocenti.

Sì, dovete seguire un SUV nero.

Targa GC350CW.

Allora, l'omicidio della Sarte è avvenuto intorno alle 22.

L'incidente stradale intorno alle 23.

Quindi Fortis ha avuto tutto il tempo per ucciderla.

Abbiamo un assassino a piede libero, dobbiamo intensificare le ricerche. Sì,

ma dalla sala operativa mi dicono che il SUV non è mai uscito da Arezzo.

Pronto?

Arrivo subito.

Allora? L'hanno trovato.

Buongiorno. Ispettore Donzelli.

Vicequestore Innocenti, lei è l'agente De Falco. Il Fortis è armato e ci sta

sparando contro. Si proclama innocente, dice che non intende arrendersi. C'è un

'entrata secondaria? Sì, l'abbiamo individuata, ci stavamo aspettando.

Va bene, noi entreremo con i vostri uomini.

Noi rimaniamo in copertura. Perfetto. Giulia.

Apri.

è morto

la

scritta dietro la foto equivale a una confessione

prima l'ammazza poi le chiede perdono e alla fine si toglie la vita

Una dinamica da manuale.

Il caso è chiuso, Fosca.

Vado a riferire al procuratore. Certo.

Non stai di nuovo bene?

Adesso passa.

Senti, ma hai bisogno di un medico?

Sono incinta, Fosca.

E chi è il padre del bambino?

È già Maria.

Il mio ex marito.

Scusami, io pensavo che tra di voi fosse finita. No, no, ma infatti è così.

Siamo solo amici.

Soltanto che prima di rivederci qui ad Arezzo per l'omicidio al castello,

due mesi fa ci eravamo incontrati ad un convegno e niente, è successo quello che

non doveva succedere.

E lui lo sa del bambino?

No.

Almeno per il momento non gliel'ho detto, poi non lo so.

La cosa assurda è che per tutti gli anni che siamo stati sposati ci abbiamo

provato ad avere un figlio, ma non è mai successo.

Senti, se hai bisogno di qualsiasi cosa io ci sono.

Grazie, Fusca.

Figurati. Grazie.

Sull'eco retino la notizia in prima pagina.

Sembrava un caso difficile, invece.

Proprio una brutta storia.

Ecco qua, ragazzi.

Vi ho portato un crostone, collardo di colonnata, rosmarino, bacche di ginepra

e un filo di miele di castagno.

Buono. Grazie.

Ma io questo non lo ricordo.

È venuto qualche sera fa qua a bere.

Ti ricordi quando e a che ora?

Mi sembra che fosse giovedì verso le 8.30.

Però ho lasciato l'ordine a Susi perché io sono venuto su al casale da te, a te

e dal lapo.

Susi, scusami, puoi venire un attimo? Sì.

Ce l'avete tutti?

Hai visto questo uomo?

Ci ho chiuso il locale qualche sera fa con questo qui.

Si è scolato due bottiglie di vernaccia. E a che ora hai chiuso?

Poco prima delle undici.

Ho detto la cosa, non dovevo?

Torniamo al lavoro.

Buon pranzo. Mi scusi. Sì, arriviamo subito.

Con la deposizione di Cosimo e della sua dipendente il caso si riapre.

Ma se Fortis era ad Arezzo, come mai non si è incontrato con la vittima?

Dall'indagine che abbiamo svolto risulta essere arrivato al casello autostradale

alle ore 19.52.

Buongiorno. E quindi?

E quindi il negozio di Tiziana era chiuso.

Fortis non poteva sapere dove era l'entrata secondaria, tantomeno dove

vivesse.

E Fortis come ha fatto a scoprire dove si era trasferita Tiziana Belli?

Tramite la turista di cui ci aveva parlato Caterina Baldini, la

proprietaria del negozio.

La turista è anche la vicina di casa di Fortis.

Va bene, Fosca.

Dovete lavorare più che mai per darmi il nome del colpevole. Va bene.

Io devo scappare che ho un appuntamento in procura.

A presto. Ciao, Giuliana.

Oh, Fontana, buongiorno. Buongiorno, dottoressa. Ho delle novità.

Perfetto, riferisca tutto il vicequestore. Io devo scappare. Pensate.

Buon lavoro.

Arrivederci, grazie. Ciao, Fontana. Ti stavo chiamando.

Telepatia.

Ho ultimato l'autopsia della Belli. Ah, allora che mi dici? Ci sono tracce

ripidosemilane nel corpo.

Quindi ha avuto un rapporto sessuale prima dell'omicidio?

Alcune ore prima della sua morte.

Dunque aveva una relazione.

Già.

Dalla scientifica mi hanno fatto sapere che non ci sono impronte sulle forbici,

ma qualcosa d'altro.

Cioè? Dei residui microscopici di composizione vegetale, dovuti

probabilmente al fazzoletto con cui l'assassino ha ripulito le impronte.

Ecco qual era l'odore acerico sentito.

E avete individuato il tipo di vegetale?

Ci stanno lavorando.

Ti chiamo se ci sono novità. Va bene, grazie. Ciao.

Ah, a proposito, come è stato il nipotino?

Una meraviglia.

Bene. Ciao Fontana.

Suave, suave, molto bene.

Morviti, la cadera, la cadera, venga.

Testa su.

Siate leggeri, leggeri.

Molto bene.

Sensuali, molto bene.

Ragazzi, cinque minuti di pausa.

Grazie di essere venuta.

Ha detto che non aveva un attimo di tempo.

Sì, forse ho esagerato un pochettino, ma... mi piaceva tanto l'idea che lei

conoscesse la mia scuola.

Mi perdona?

Per questa volta sì.

L'uomo che l'ha investita si chiamava Fabio Fortis, un ex militare che è morto

suicida. Lei però comunque può chiedere il risarcimento alla sua assicurazione.

No, no, no.

Lasciamo stare.

Mi dispiace tanto per lui.

Comunque...

È stato grazie a quell'incidente che l'ho conosciuta.

E il braccio, come va?

Il braccio bene, bene.

Visto che è qui, perché non assiste a una lezione? Magari gli viene voglia di

ballare.

Devo andare a casa.

Non può far venire suo marito?

No, mi aspettano.

Dimenticavo, uno di questi giorni dovrebbe passare in commissariato a

firmare degli atti.

Allora uno di questi giorni passerò.

Arrivederci. Arrivederci.

Ragazzi, riprendiamo?

Formiamo le coppie.

E via con la baciata. Musica.

Alice, vieni.

Vieni piccolina, colazione hai fatta, adesso ci puliamo i denti.

Bravissimo. Alice, ciao.

Ho portato un po' di pane, che fai?

Guarda, questo casale no? Il prezzo è ottimo, secondo me ristrutturato

potrebbe diventare un gioiellino.

Vabbè, una vaia d'alternativa no?

Tu sai che io sto aspettando la risposta di una banca.

Infatti ho detto una vaia d'alternativa.

Per te solo questo casale è casa.

E che cosa vuol dire?

Vuol dire che per me l'importante è stare insieme a te, Foschina, e che sia

una zattera in mezzo al mare o una capanna su un albero.

Casa è dove siamo io e te.

Vado a vestirmi.

E Cosimo, te c'hai le tue ragioni, ma devi portare un pochino di pazienza,

via. Un pochino tanto?

Grazie per il caffè. Eh, figurati.

Andiamo?

Andiamo? Ali, vieni.

Un pochino di pazienza, via.

Certo, la Fosca è proprio innamorata.

Di questo la sale.

Secondo me non tu sei l'uomo giusto per lei.

No?

Di che cazzo ne sai, scusa?

Tu per lei non vali più di questo posto.

Strano che tu l'abbia ancora a fede.

Michelangelo, occhio.

Perché ti cazzotto tutto?

Mi dovrei alzare, vero?

Che si dorme così bene nel tuo letto.

Tieni, fanne buon uso.

Lasci le chiavi di casa tua a tutte le tue amanti?

Ovviamente.

La verità è che tutti questi chilometri che ci separano non ci fanno bene.

Ebbene, amore, secondo me esageri. Sono solo un po' stanco. Troppo lavoro. Ma

scusa, ma perché non chiedi il trasferimento in Sicilia? Ma lo sai che

non è facile.

Ma almeno prova, Cipino.

Ehm,

Penelope, ti chiamo stasera. Va bene.

Ciao.

La tua fidanzata?

Siamo in crisi. Mi ha anche chiesto di tornare in Sicilia.

E tu?

E che devo fare? Proverò a chiedere il trasferimento.

Peccato.

Mi dispiace se te ne vai.

Ah, allora ci penso.

Ma quanto ti dispiace?

Molto.

Sai dove è il capo?

Sì, sì.

Questo arriva dalla scientifica.

Contiene le registrazioni della videocamera esterna all'abitazione della

vittima. Va bene, grazie.

Minchia! Vieni a vedere.

Cos'è?

Angela.

Perché non mi rispondi?

Eh?

Ma ci siamo visti fino all'altro giorno. Che succede?

Ascoltami, io ti amo.

Basta così.

Queste immagini sono state registrate il giorno prima dell'omicidio.

Lei ha mentito affermando di non vedere la vittima da diverso tempo.

Io non mi sono mai rassegnato a perderla.

Anche se in realtà Angela non è mai stata mia.

E quel giorno sono andato da lei e l'ho supplicata di non escludermi dalla sua

vita.

E l'ho detto che l'amavo.

Io non posso eluderti, ok?

Sentivo che anche lei provava qualcosa per me. Io ti voglio bene, Giacomo.

Ma come amico?

Pensavo di aver chiuso il suo cuore per sempre.

E invece aveva trovato un uomo in grado di farla ricredere.

Non pensavo di potermi rinnamorare.

Eppure è successo.

Giacomo... Scusa, devo andare. E lui ti ama? Io l'amo lui già. Angela! Lasciami

stare! Angela!

E chi sarebbe questo uomo?

L'ho chiesto, ma lei non ha voluto dirmelo.

Signor Fassi, lei verrà iscritto nel registro degli indagati. Pertanto si

tenga a disposizione.

Io non ho ucciso Angela.

Va bene, può andare.

Per l'indagine avremo bisogno di un campione del suo DNA.

Va bene.

Fatemi sapere.

Grazie.

Ci sono tutti i presupposti per un movente dettato dalla gelosia.

Potrebbe essere l'assassino.

Però mi chiedo chi era l'uomo di cui Tiziana era innamorata.

Posso? Prego.

Grazie.

Come va la slogatura?

Alla grande, direi.

Merito anche di una crema che sto usando per accelerare la guarigione.

Ha un odore un po' forte, spero non le dia fastidio.

Anzi, la trovo molto gradevole.

Ah, è qui per fiumare, no?

Qui. Grazie.

E con questo l'incidente è archiviato, no?

Spero che non sia archiviata anche la nostra conoscenza.

È il tappo. Ah,

scusi.

L'aspettano nella mia scuola? Sì. No, cioè,

vediamo, dai.

Hai fatto colpo col maestro di ballo, eh?

Dici? Si vede lontano un miglio e gli piaci.

Veramente? Sì.

A me un po'. E allora non ti fai scrupoli, no?

E allora, dopo quello che mi è successo con mio marito, mi prendo i miei tempi.

Comunque stai bene con un orecchino solo.

Allora l'ho perso?

C'è stato qualcuno qui?

Sì, José Rodríguez, l'uomo investito dal SUV.

È che lo stesso odore che ho sentito sul corpo della vittima. Anzi, meglio, sulle

forbici che l'hanno uccisa.

È la crema che usa per la slogatura.

Oddio, non penserei che l'assassino è lui.

Questa è una crema totalmente a basso vegetale.

Se vuole la può tenere.

Grazie.

Ma mi tolgo una curiosità, dottoressa.

Come puoi aiutarle una crema nelle indagini?

Beh, il caso dell'omicidio della Sarte è ancora aperto.

Non posso dirle altro.

Capisco.

Adesso tolgono curiosità a me.

Dove era giovedì sera prima dell'incidente con il Su?

Non ricordo.

Ma perché me lo chiede?

Guardi, si sforza, è importante.

Certo.

Ero andato...

È andato a teatro a vedere uno spettacolo di danza. Ha conservato il

biglietto?

Dovrei cercarlo, ma continuo a non capire.

Conosceva la vittima?

No, non la conoscevo.

Mi state accusando di qualche cosa?

No, non la stiamo accusando di niente, ma è importante che lei ritrovi il

biglietto.

Arrivederci. Arrivederci.

Rita, portalo alla scientifica.

Vado subito, capo.

A me il maestro di ballo sembrava sincero.

Sì, però ha quell'odore sulle forbici.

E poi non è strano che l'ex della vittima abbia investito proprio lui.

Vuol dire che l'ex era a conoscenza di una relazione tra la Sarta e Rodriguez?

Sì, ma potrebbero anche essere solo coincidenze.

Sì, però è meglio indagare.

Lo faccio io.

Scusatemi.

Pronto?

Ah, salve direttore.

Sì? Va bene.

Grazie.

Fosca, che succede?

Era il direttore della banca.

Non mi hanno concesso il mutuo. No.

Mi dispiace, vorrei poterti aiutare. Ti darei io i soldi per ricomprare il

casale, ma qui mi tocca sempre fare i conti per arrivare a fine mese. Ehi,

dammi per me, capo.

Se potessi ti darei una mano con tutto il cuore.

Grazie ragazzi, mi state già aiutando.

Però non mi arrendo al primo noto di una banca.

Sansone c'ha bisogno di essere ferrato.

Tienelo tu.

Porta fortuna.

Beh, ne ho davvero bisogno.

Ho visto che c'è un posto qua vicino con dei valli splendidi.

Sì, è il maneggio dei Mantovani.

Ginevra è una mia cara amica.

Mi sembra un po' quello che ci serveva fuori Firenze, ti ricordi?

Quando io ti si calcava a pelo.

Tu e il tuo concetto d'armonia con il cavallo.

Concetto giusto.

Eh.

Fosca, tu non devi avere paura di me, sai?

Sono cambiato.

T'ho fatto soffrire, è vero, però io pure sono stato male, parecchio.

Ma era illuso, ma un cretino quel giorno di trovarti in stazione.

Decise a partire con me.

Potevi non prendere quel treno e venirmi a cercare.

Giulia? Sì?

Ho trovato una cosa.

Cosa?

No.

Conosceva la vittima.

Devi dirlo subito al capo. Sì, ma prima io vorrei parlarne con lui. Sì, sì,

certo.

Vado subito.

Pronto, commissariato di porta crocifera?

Sì, sono io.

Sara?

Ah sì, certo, la commessa nel negozio.

Guarda, per me possiamo vederci anche subito, sono di turno questa sera.

Ah, come preferisci. Allora, anche domattina?

Dove?

Ciao Rosa.

Buonasera.

Se non mi avesse chiamato lei sarei venuto io a cercarla.

Ha trovato il biglietto?

No.

Però ho trovato questo.

È suo?

Lei conosceva la vittima, perché ha mentito?

Allora, era venuta un paio di mesi fa.

Ha partecipato a qualche classe e poi...

Basta, non si è fatta più viva. Tutto qui.

Non ha risposto alla mia domanda.

Che dovevo fare?

Avevo paura.

Mi guardavate come se fosse un pericoloso assassino.

Ma io le giuro, io non ho mai frequentato quella ragazza al di fuori

di questa classe. E non conosceva neanche il suo ex fidanzato. E guarda

caso, è l'uomo che l'ha investita. Io adesso sto diventando da vittima...

Un pericoloso omicida? Non esageriamo. Nessuno ne sta accusando di essere un

assassino. Ma io dovrò riferire ai miei superiori che Tiziana Benny ha

frequentato la sua scuola, anche se per poco.

E la PM che segue il caso la convocherà. È pronto?

Nessun problema.

A me l'unica cosa che mi importa è che tu mi creda.

Il biglietto?

L'hai comprato online?

No.

Con carta di credito?

L'ho pagato in cash.

Quando sono arrivato avevano soltanto un posto libero, in prima fila, un posto

centrale.

Credo fosse il numero 6.

Hai comprato la cassa?

Eh.

Ciao.

Buongiorno, Sara.

È meglio vedersi qui che in commissariato, no? Eh beh, direi proprio

di sì.

Allora? Che dovevi dirmi?

No, niente, che mi sono ricordata una cosa che riguarda Angela, o meglio,

Tiziana, come si chiamava.

E magari è soltanto una stupidaggine, però... Dimmi, dimmi.

Che circa un paio di mesi fa sono andata a trovare una mia amica fuori Arezzo e

sono passata con la macchina davanti a quella pensione, la pensione Tondelli,

no? E ho visto Angela che stava entrando.

La pensione Tondelli è quella che affitta Camere Adore, mi sembra, no?

Sì, infatti il giorno dopo le ho detto che assolutamente volevo sapere con chi

si fosse vista.

E lei che ti ha risposto?

Lei mi ha risposto che lì ci andava soltanto per fare le pulizie e per

arrotondare, la domenica.

Però non ti sembra credibile?

Sì, è che però era molto ben curata, era ben vestita e non so.

Non lo so, io te l'ho detto, però... Non è fatto bene?

Ma un caffè?

È che adesso devo proprio scappare.

Però magari dai, un'altra volta.

Va bene.

Buona giornata. Anche a te.

Aisha, sguardo a me.

Bella. Greta, stai perdendo tempo. Non mi interessano le tue foto d'autore.

Concentrati sul completo della modella.

Rilassati, è quello che sto cercando di fare.

Dai.

Allora.

Bella. Muoviti, muoviti.

Ciao. Ehi, ciao.

Ciao. Che ci fai qui?

Ho un appuntamento di lavoro.

Lui è Simone.

È lui che ha disegnato il completo che indossa la nostra modella. Ciao, io sono

Giulia. Ciao.

Siamo in ritardo, dobbiamo riprendere. Sì, sì.

Scusaci, che dobbiamo proseguire.

Simpaticone lui, eh?

Dai, ci vediamo stasera.

Buon lavoro.

Bene.

Dai, chi si ricomincia? Forza! Ci siamo.

Le indagini sull'alibi del maestro di ballo hanno dato i loro frutti.

Ma che vuol dire?

La cassiera non si ricordava di lui, ma mi ha mostrato la mappa dei posti e

abbiamo individuato la sua vicina di poltrona.

E allora?

Era un... Una vecchia abbonata, sai, quella con la pelliccia di naftalina,

una chiacchierona, non ti dico.

Ma dal tuo sorriso immagino si ricordi di lui.

Ha detto che se avesse avuto qualche anno in meno ci si sarebbe fatta un bel

giro con quel bel signore.

E l'abbonata ha confermato che il signore è rimasto fino alla fine dello

spettacolo? Sì, lo spettacolo è finito alle 22.50 ed era iniziato alle 21.00.

Bene, brava Rosa.

Che aspetti a dirlo al tuo maestro di ballo?

Già fatto.

Era felice.

Mi sembri più felice tu di lui, lo sai?

Potresti iscriverti a qualche lezione di ballo.

È vero.

Capo, da parte del dottor Fontana.

Grazie.

Giacomo Fassi non ha avuto rapporti sessuali con la vittima.

L'analisi del DNA lo conferma.

Capo, ci sono novità.

La conosce questa ragazza?

Poverina, che brutta fine.

Buonasera e bentornato.

Sappiamo che faceva le pulizie qui da lei la domenica. Ma quali pulizie?

Veniva qui insieme al suo accompagnatore. E non soltanto la

domenica, anche i giorni feriali.

Erano i miei clienti dalle 14.

Chi era l'accompagnatore della ragazza?

Dottoressa. Ispettore Lulli, prego.

Io mi faccio i fatti miei, ispettore.

L'affare suo non se li può fare.

Questo è un caso di omicidio, quindi se non vuol passare dei guai... Lei affitta

le stanze ore, non è questo il nostro problema.

L'importante è che abbia le registrazioni dei clienti aggiornate, in

ordine. Altrimenti... Eh, altrimenti... La facciamo chiudere? No, che chiudere?

L'ultima registrazione è di giovedì scorso.

Alle 14.

Eccolo qui il nostro amichetto.

Era facile.

Arrivederci.

Prego, accomodatevi.

Grazie.

Ci sono novità?

Signor Ferri, lei è solo in casa?

No, c'è mia moglie, ma sta riposando perché non si sente molto bene.

Se volete la vado a chiamare. No, no, no. No, no, non si preoccupi. Volevamo

parlare proprio con lei.

Va bene.

Abbiamo saputo che lei si incontrava con la vittima alla pensione Tondelli.

Abbiamo delle prove.

Beh... Avevo perso la testa per lei.

Ma non l'ho uccisa, credetemi.

Signor Farghi, lei era...

Ha conoscenza della vera identità di Angela?

Sì, mi aveva raccontato tutto.

L'inferno che aveva passato.

Io le avevo promesso di proteggerla, di darle un futuro.

Lei voleva separarsi da sua moglie?

Prima avrei dovuto trovare il coraggio di dirglielo.

E il giorno in cui è stata uccisa avete avuto un rapporto intimo?

Sì. Siamo stati insieme durante la pausa pranzo. In quella pensione.

Dalle due alle tre, direi.

E poi?

Poi Angela è tornata in negozio. Quella riapertura saranno state nelle quattro.

Io sono arrivato poco dopo perché avevo un appuntamento con un fornitore.

Amore. Che volete da mio marito?

No, no, niente. Stai tranquilla. Non ho fatto niente.

Signor Ferri, lei dove si trovava giovedì intorno alle 22?

A casa.

Con me.

Già.

Dagli accertamenti bancari risulta che Aldo Ferri possiede ben poco.

Caterina Baldini, la moglie, invece, ha diverse proprietà immobiliari, tra cui

il negozio.

Allora è lei che paga i vestiti e la macchina di lusso del marito?

A quanto pare. E Ferri l'ha ripagata tradendola.

Gli ha anche fornito un falso alibi per proteggerlo.

Dimmi se ti piace questa focaccina.

Fatta con le mie mani.

Ma se non sai cucinare. La focaccina sì, assaggio.

E come si chiamava l'altra sarta del negozio? Agnese Fiorillo.

Quando l'ho interrogata mi è sembrata molto dura quella vittima.

Forse perché sapeva della relazione tra Tiziano e Ferri.

È buonissima.

Beh, voglio la ricetta. Certo.

Basta che la chiedi al fornaio sotto casa sua.

Rosa.

Cosa ci fai qui?

Rosa, amore mio, ti chiedo perdono qui davanti a tutti.

Guarda, stai imbarazzando me e i miei colleghi. Questi sono per te, in segno

del mio pentimento.

Rose, che scelta originale, un mazzo di fiori per farti perdonare. Un po' poco,

no? Ti prego, ti prego, perdonami. Pino, per favore, accompagnalo fuori. Rosa, ma

non fare così, Rosa. Con piacere, rispetto a Lulli. Andiamo. Non ti

riconosco più. Dai. Questa Rosa non mi piace. Andiamo. Non mi piace per niente.

Per favore, questi portaglietti. Certo.

Voltare pagina e guardare avanti.

Vi chiedo scusa ancora una volta.

Non sei tu che ti devi scusare.

E comunque, meno male che non gli piaci più.

Eccomi qua ragazze.

Allora l'ho scelto per voi.

Questo vino e un vermentino in purezza.

Grazie. Prego.

Ecco qua.

Bene.

Ci viene spesso qui?

Beh sì, è il mio compagno. Ah davvero?

Complimenti, che bella coppia. Grazie.

Senta dottoressa, allora ha detto che posso darle una mano nelle indagini?

Beh sì, abbiamo la certezza che Aldo Ferri e la vittima fossero amanti.

L'ha ammazzata lui?

È quello che sospettiamo.

Ma la moglie ci ha fornito un alibi e abbiamo le mani legate.

Povera Caterina.

Beh, adesso magari finalmente l'ha capito di che razza di pasta è fatta che

il bono annulla.

Lei quando ha scoperto che avevano una relazione?

Erano molto bravi a fingere, sa?

Tanto che nessuno di noi in negozio ha mai capito niente.

Tranne che lei?

No, si sbaglia.

Che coi due se li intendevano io l'ho capito solo per caso qualche giorno

prima dell'omicidio.

Avevo finito il mio turno di lavoro, ma avevo dimenticato il mio portapranzo.

Gli diceva che lei non era più disposta ad aspettare e che o diceva lui tutto

alla moglie o l'avrebbe fatto lei. Questa cosa la preparo, lo faccio, va

bene? Lo faccio, è deciso, ok?

Ti fidi di me?

Sai che sei bella quando ti arrabbi.

Ma perché non ce l'ha detto prima?

Per rispetto a Caterina.

Che vuol dire?

La signora è un'ingenua ed è molto innamorata del marito e lui è bravissimo

a fingere di ricambiarla.

Le avrei spezzato il cuore, tutto qua.

Guarda, grazie, grazie.

Com'è il vino?

Ah, buonissimo, perfetto, grazie.

Senta, ma... Ma non è che per caso il suo compagno ce l'ha un fratello?

Va per dire?

Da quello che mi ha detto la Fiorillo abbiamo anche il movente.

Ferri ha paura che l'amante dica tutto alla moglie e la uccide. Magari era

anche innamorato della Sarta, però gli garbavano di più i soldi della moglie.

Si salva soltanto perché ha un alibi.

Ci servono delle prove per incastrarlo e al momento non ce l'abbiamo.

Lo pediniamo?

Tu non ti conosci.

Potresti andarci tu, Rosa.

Mi organizzo e comincio domani. Non domani, subito.

Capo? Sì?

E farlo pedinare a me, Ferri.

So io come non farmi riconoscere.

Sei sicura?

Fidati.

Ti offro un caffè, dai? Direi di sì. Non fa quella faccia, non fa quella faccia.

Guarda che non te la cavi così offrendomi un caffè, eh.

Ricordati quello che mi hai promesso. Sì, certo.

Come certo?

Che mi hai promesso? Ah, che questa sera vado alla lezione di ballo. Nessun

ripensamento.

Promesso. Non lo so, che vogliamo fare? Anche batti il 5? Ti ho detto sì.

Promettimelo. Mamma mia, sei serissima. Sì, te l'ho detto, ci vado.

Ragazzi, secondo voi come ci starei rossa?

Secondo me bene.

Perché ti vuoi far rossa?

Non lo so, ci stavo pensando.

Bene. Ok.

Io vado.

Me l'ha detto Pino.

Scusa se ti racconto queste cose, ma tu sei la mia più cara amica.

Non ci posso credere, Fusca.

Adesso il proprietario è Lapo, il figlio del conte Fineschi.

Lo vuole vendere.

Ho saputo che è tornato da poco.

Ha anche affittato un cavallo qui al maneggio.

Mi hai parlato con un avvocato?

Sì, ci ho parlato. Sto tentando anche di prendere un mutuo.

Ho contattato più di una banca, ma la cifra è troppo alta e non me lo danno.

Facciamo così.

Te lo sai, a Guido non è che si naviga nell'oro.

Però forse un piccolo aiutino te lo possiamo ancora dare.

Te prova a sentire dalle banche. E se ti dicono di sì, noi ci siamo.

Grazie, sei un'amica.

Fosca, noi qui si è finito.

Grazie.

Allora aspetto il suo benestare.

Con te finisco. Mi stia bene, Cecilia.

Oh, dice che sei innocente.

Questa volta è tutto in regola.

Hai venduto il casale? No, solo ho firmato il mandato all'agenzia.

Quella clausola ti aspetta i 20 giorni che ti ho dato.

Come vedi, io mantengo le promesse.

Sto aspettando la risposta di una banca.

Dovrebbero chiamarmi al più presto. Eh?

Aspetta.

Ho trovato una cosa col trasloco. Stava...

Una vecchia scatola.

Te la ricordi?

L'hai conservata?

Sì.

Sarà fatto l'amore io e te la prima volta nel giorno.

Sarai felice.

Beh sì, lo stesso giorno hai dato una festa nello studio e ci hai provato con

quella modella. Com'è che si chiama? Ero sbronzosa, vuoi che ti dica? Mi ricordo,

dai.

E te, diciamo, non l'hai pressa proprio benino, benino.

Beh, non dovevo tirarti quello scalpellino.

È che tra di noi era tutto molto esagerato e ci siamo fatti tanto male.

Però ci siamo fatti anche tanto bene.

Vi ricordate cosa dicevo l'altro giorno, vero? Che dobbiamo lasciarci andare alle

emozioni ed ascoltare la musica. Bravo. Allora, lasciarsi andare all'emozione.

Quindi lasciatevi andare e emozionatevi. Sono in ritardo?

No, no, no. Sei in perfetto orario.

Eccomi.

Vieni.

Su.

Allora, questo è facile. Questo è merengue.

Un, due, tre.

1, 2, 3, vieni, gira, gira, appoggiati sul

mento, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, indietro, 1, 2, 3,

vedi che va bene, bacino libero, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 1,

2, 3, 2, 3, 4, devi soltanto lasciarti andare un pochino di più,

che c'è?

Non ce la faccio, scusami. No, non ce la faccio.

Ma guarda che se la fai benissimo, eh.

Devi solo lasciarti andare.

Guarda, se moglio gli ormeggi vado alla deriva.

Non sei riuscita a convincere tuo marito?

No, marito.

Vorrei dirti che abbiamo preso una pausa di riflessione, ma... Ci siamo lasciati.

Un estraneo. Io non so come ho fatto a stare con lui per vent'anni. L'ho amato.

Abbiamo un figlio meraviglioso. Però io non so più chi sono io. Io non so più

che cosa voglio io. Si può dire una cosa così? Mi capisci se dico una cosa così?

Ma certo che si può dire.

Ci sono passato anch'io.

Guarda, se posso darti un consiglio?

Non voglio essere immanente, ma... A volte una passione, tipo la danza.

Può aiutare molto nei momenti difficili.

Io ci proverei.

Comunque... Grazie per avermi creduto.

Bene, ragazzi. Bravi.

Movimento. Suave.

Suave, suave. Con leggerezza. Molto bene.

Capo, qui calma piatta.

Hanno spento le luci, secondo me vanno a dormire.

Che faccio?

Vai a casa e riprendi domani.

Ok.

Aspetta capo, c'ho un movimento.

Perry sta uscendo, li vado dietro. Senti, non fare imprudenze. Tieni me

aggiornata, va bene?

Ciao! Mi porti di là?

Subito!

Ciao!

Ehi!

Chi sei tu? Che ci fai qua?

Scusami, guardate che...

Sto cercando il mio fratello, si chiama Vincenzo. Non c'è nessun Vincenzo ai

miei tauri. Vieni, vieni. Ti offro una cosa a bar, vieni. No, scusami.

No, no, vieni, vieni.

Ma veramente non conosci questo Vincenzo? Vieni al bar, non ti

preoccupare. Ma doveva essere qui.

Ma questo Vincenzo è tuo fratello o è qualcos'altro?

Certo che è mio fratello.

Oppure è un cliente.

È un giocatore incallito e devo riportarlo a casa.

Quindi sei anche una brava ragazza.

E comunque qui non si è mai visto.

Non so più dove cercarlo.

Senti, ma quel signore con la barba che giocava nel privé, è quello che ha il

negozio di vestiti da sera in centro, vero? Ma quello è un poveraccio che mi

deve un sacco di soldi.

Viene qua tutte le sere perché pensa di rifarsi, ma non ha capito niente.

E tu invece, come lo conosci?

Ho preso un vestito da lui un po' di tempo fa. Un vestito?

Adesso devo andare.

Ah, dove devi andare? Che mi lasci così?

Perché non sali con me in ufficio?

Guarda, mi stai anche simpatico, ma a me gli uomini non mi piacciono.

Ma che sei lesbica?

Sì, ma non è una disgrazia? No, anzi, potrebbe essere divertente.

Io mica ho pregiudizi.

Ma io sì.

Ferri è un giocatore d'azzardo ed è pieno di debiti.

Beh, considerando che è la moglie che lo mantiene, se la Sarta avesse rivelato la

loro relazione da un punto di vista economico era spacciato. Eh già, un

elemento che rafforza il momento ma che non smonta l'alibi.

Allora, dunque, noi al momento non lo possiamo incriminare per l'omicidio di

Tiziana Belli.

Però certo gioco d'azzardo non depone al suo favore.

Da quello che mi ha detto l'agente De Falco, Ferri va tutte le sere a giocare

in quella bisca.

E allora, Fosca, organizza una retata.

Va bene.

Senti, ti vedo in forma.

Stai meglio?

Sì, fisicamente, ecco. Per tutto il resto lascerei perdere.

Senti, invece, il tuo casale? Il mio ex casale.

Sto ancora cercando Muto.

Ma non ho perso le speranze.

E allora in bocca al lupo.

Grazie.

E se riducessi l'importo?

È arrivata la fosca.

Va bene, grazie.

Ecco qua.

Caffettino appena fatto.

Allora, la vita?

Niente. Aspetto la risposta di un'altra banca.

Farò in modo di ridurre l'importo.

Ma come fa a ridurre l'importo, scusami?

Ginevra Mantovani.

Se una banca accetta, mi presterà qualcosa.

Mi sembra piuttosto complicata come cosa. Comunque, con le banche non ti

illudere, fidati.

Senti, finché non saranno passati 20 giorni e non avrò i soldi, io non mi

arrendo.

Cioè, mi stai dicendo che devo sopportare altri 20 giorni Michelangelo

e mezza coglione al casale?

Io sono in questa situazione e tu ti preoccupi che non sopporterai l'apo.

Ma ti rendi conto di quello che mi stai dicendo?

Fascare una battuta, eh? Calmati. No, non mi calmo.

Perché se dici così vuol dire che non hai capito niente di me.

Forse il nostro rapporto è stato uno sbaglio.

Che cazzo hai detto, scusa?

Abbiamo idealizzato la nostra amicizia. Hai pensato che fosse amore. Tu stai

mettendo in discussione il nostro rapporto adesso che è tornato il tuo ex.

Cosa vuoi dire? Dimmi la verità.

E per questo non lasci il casale, eh?

Un ritorno di fiamma.

Te ne vai pure.

Che

conviene

con Fosca, capo?

Io nel destino non ci credo, ma se veramente esiste ce la sta mettendo

tutta per separarci, ti giuro. Su, via, ma quale destino?

Oh, su sì, ha messo in discussione la nostra storia, ma ti rendi conto o no?

Ma di che si parla, via? Ti sei chiesto perché?

Non hai fatto altre dalle addosso?

Meglio che vado su, vai.

Aspetta, Osimo!

Marita Gelsini!

Ti voglio fare un'intervista!

La giornalista è nonoga? Sì, sarebbe una buona pubblicità per l'enoteca, no?

Guarda, ti ha mandato una mail, viene a leggere.

Rispondete, vai.

Dille, va bene.

Buongiorno, capo. Buongiorno, capo. Buongiorno.

È arrivato il decreto della Perego.

Allora tenetevi pronti per questa sera.

Se avete bisogno di me, sono in ufficio.

Che è successo al capo? È ancora in alto mare con la richiesta del mutuo.

Ah, come al solito le banche prestano i soldi.

A che soldi ce li ha già, no?

Eh sì.

Rosa, io mi prendo un'ora. Mi copri te?

Sì. Grazie.

Aisha, inclina di più la testa.

Eccola.

Bella così.

Eccomi da te.

Ehi, allora che dovevi dirmi di così importante?

Mi hai mandato il messaggio, no?

Sì, sì, solo pensavo di parlartene stasera.

Andiamo fuori a cena? Eh no, stasera lavoro.

Però sai che sono una ragazza curiosa.

Va bene, facciamo una piccola pausa.

Il simpaticone oggi non c'è?

Simone è a Milano per una sfilata.

Comunque non è così stronzo come sembra.

Accidenti. Non mi sembra che ti tratti poi così bene, eh?

È lui il mio ex ragazzo.

Ah.

Non so come dirtelo.

Io e Simone siamo tornati insieme.

Sono stata bene con te, davvero.

E allora... ci si vedrà qui in giro, se capita.

Rosa?

Sì, arrivo, arrivo.

Diamo tempo a Ferri di sedersi al tavolo.

Agli ordini, ispettore.

Ma che fai? Le cancelli tutte. Tienete almeno una per ricordo.

Quando fanno troppo male è meglio liberarsene.

Pronti a entrare?

Previ tutti!

Ehi,

ehi, ehi, qui non potete stare, questa è proprietà privata. Dobbiamo fare una

prequisizione.

Ma io dico, no, tu sei la lesbica. Agente scelto De Falco. Allora mi hai

preso per il culo, stronza. Ehi, modere termini, stai parlando con un pubblico

ufficiale. Ma quale ufficiale? Cammina. Ma perché mi spinge? Cammino da solo.

Facciamo una bella passeggiata, arriviamo in commissariato e chiariamo

la situazione.

La prego, dottoressa, non mi rovini.

Nessuno sa che ho il vizio del gioco.

Neanche sua moglie.

Beh sì, lei sì, ma le ho promesso che mi sarei fatto curare.

Vedi, ogni volta che io comincio una partita a carte mi dico che sarà l

'ultima, ma poi ci ricasco di nuovo.

E di rovinare la vita delle persone che le vogliono bene non le interessa? Ma

certo che mi interessa!

Senta, non lo faccia per me, eh? Lo faccia per il mio negozio.

Io non mi posso giocare la reputazione.

Perché lei pensa ad avere ancora una reputazione da difendere.

Ho tradito mia moglie, va bene.

E ho illuso quella povera ragazza, va bene. Ma non sono un assassino, no! Non

sono un assassino!

È appena arrivato dalla scientifica. Grazie.

Lei soffre di dolori muscolari?

No, perché?

Giulia, procedi con l'identificazione.

Ma che fa? Mi arresta!

Lei si deve trovare un buon avvocato, signor Ferri.

Il gioco d'azzardo è un reato. Lei rischia da tre mesi a un anno e questo

solo per il momento.

Adesso se ne vada, ma resti a disposizione.

Mi segua? Sì, sì.

I rischiudi trovati sull'arma del delitto corrispondono a una crema a base

di fiori d'avena.

Serve per lenire i dolori muscolari.

L'hanno campionata con quella del tuo maestro di ballo.

Ah, gli è stata utile.

Beh, è una buona scusa per chiamarlo e dirglielo.

Ferri giocava a carte tutte le sere.

Tutte le sere, tranne la notte dell'omicidio.

Oppure potrebbe esserci andato prima o dopo l'omicidio.

Giulia mi ha detto che all'interno del locale c'erano delle videocamere. Sì,

sono collegate al privè.

Mi occorrono per una verifica. Fatti mandare tutti i filmati.

È l'aria di qualcuno che sta elaborando qualcosa, eh?

Se vuoi me ne posso andare.

Scusami, non... non volevo dirti quelle cose brutte di oggi.

Sono stato uno stupido.

Anche se ero geloso.

Scusami.

Scusa, accettate.

Ma questo meraviglioso silenzio?

È il Lapo che sta bevendo una birretta.

E tu come lo sai, scusa?

Perché davanti al granaio, mio tello.

Ma non ci saprà nessuno che stemma.

Ma è uno scherzo?

Ma come ho fatto a sentirci?

No. Vieni qua.

Pino, stoppa.

Buongiorno. Capo, c'aveva ragione.

Lo sapevo.

A che ora è entrato?

Alle 21 ed è uscito alle 4 del mattino. Ferri era al tavolo da gioco il giorno e

l'ora dell'omicidio della Sarta.

Ma come ci è arrivata?

Perché Ferri non soffre di dolori muscolari.

Andiamo.

Che altro volete da mio marito?

Non siamo venute qui per lui.

La notte dell'omicidio di Tiziana Belli.

Lei ha dichiarato che suo marito era con lei.

Era con me.

Abbiamo le prove che suo marito quella notte giocava a carte in una visca.

E volevo proteggerlo.

Nessuno sa che gioca ad azzardo.

O voleva proteggere se stessa.

Dov'era la notte del delitto? Adesso basta, eh?

Basta!

Smettete di tormentarla. Mia moglie non è un'assassina.

Quando ha scoperto che suo marito la tradiva?

Non l'ha mai saputo.

Avanti Caterina.

Difenditi. Ho il tavolo sguardo da un'altra parte.

Tanto tornavi sempre da me.

Ma questa volta non era la solita scappatella.

A volte penso che se avessimo un figlio mi piacerebbe che fosse una bambina.

Che ti somigliasse.

Tutti gli occhi, tutto.

Tutto uguale.

Potremmo averla come una bambina, sai?

Devi solo parlare con tua moglie.

Lo farò.

Lo farò.

Non può essere stata lei, no?

Non ne sarebbe capace.

Angela era giovane, bella e avrebbe davvero potuto dargli il figlio che

desiderava tanto e che io non sono riuscita a dargli.

Che succede signora?

Non ti permetterò di portarmi lì a mio marito, hai capito?

Ti darò dei soldi, quello che vuoi, ma tu devi sparire.

Io e Aldo ci amiamo.

Non ho nessuna intenzione di sparire. Si divorzierà da lei e ci sposeremo. No,

no, no. Sì.

Sì, ci sposeremo.

No, no, no.

Ci sposeremo. No.

Lui ama solo me. Lui ama solo me!

Lei per la cervicale usa una crema a base di fiori da vino?

Signora Baldini, lei è in arresto per l'omicidio di Tiziana Belli.

Mi avresti lasciato per lei.

Si fa una sfida.

Facciamo che arriva la vecchia quercia. Va bene.

Tanto vinco io.

Senza sella.

Va bene.

Lapo, stai bene?

Lapo, stai bene? Svegliati!

Tu ci caschi sempre!

Ho fatto prendere uno spavento.

Allora o mi vuoi morto?

Beh, sarebbe una soluzione.

C'è un filo d'erba nelle pelli.

Dove?

Non deve succedere mai più, è chiaro?

Mio padre diceva sempre che solo trovando il coraggio di rinunciare alla

vita che ci siamo programmati, possiamo andare incontro alla vita che ci sta

aspettando.

Ma non è facile lasciarsi alle spalle tutto quello che ci appartiene.

è più semplice illudersi che sia ancora nostro.

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