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Pasqua!
piano piano piano piano piano piano piano piano piano piano piano piano
piano piano piano piano
piano piano piano piano
Ci scusi, signor Marchese.
Non serve scusarsi.
Succede.
Lelio, ti ho detto mille volte che dei preparativi me ne occupo io.
Tu devi apparire cose fatte.
Sei tu che fai nervosire la servizio, lo sai.
Hanno paura di te.
Io non faccio paura.
Non ti sottovalutare.
Ma guardali là, due biciongini, sembra a tubare. Ma quanti sono questi scalini?
Peggio della scala santa. E neanche ci danno l'ingulgenza plenaria. E invece
si, Ricky.
A patto che accetti tutte le punizioni che ti saranno inflitte.
Ah no, io accetto punizioni solo dalla bella marita.
Cara, io da te.
Faccio terere di tutto, lo sai.
Però non ti perdono di avermi messo con questa buzzicona napoletana che neanche
entra nella lettiga.
Ora so come doveva sentirsi Cleopatra.
Scomoda e in imbarazzo.
Marchese, sei uno schiavista.
E allora perché l'hai presa?
Il tuo senso di ribellione è come sempre solo a parole.
A San Tropez, la luna si destra.
Di la panfilla abbiamo squarciato in due.
La via olimpica sarà la grande arteria della capitale. Guarda che a qualcuno
potresti mancare se non vieni più a Roma.
Magnifico. Imperdito.
Ricchi mio, dove le trovi queste meravigliose creature?
Lui è un vero principe.
Cosa fanno di bello a Roma? Moda, un po' il cinema.
E lei ha fatto anche una piccola parte nella Dolce Vita, no? Roba da tenutare
da casino.
Ecco com'è finito il cinema italiano.
Ma a Cal per i film chi viene? L'Elio non ama i film. Due ore sono tratte alla
vita vera. Abbiamo aspettato tanto proprio per vederlo lì.
Il mutandaro ha fatto tardi.
Capirò.
Tirchi è malfidato con me.
Se non li chiude di persone, io sono gocci. Ma sta tranquillo.
Nanni.
Finalmente hai deciso di accettare un mio invito.
Sì, ti ringrazio.
Mi è stata una fatica arrivare fino a qua. Il motoscafo mi ha ammazzato.
Ho preso freddo.
Ti presento mia moglie Elena.
Loro sono i nostri ospiti.
L'Elio e sua moglie marita. Abbiamo sentito molto parlare di te.
Ma la sua fama è di gran lunga inferiore alla realtà.
Benvenuta.
Bella donna, eh?
Una provincialotta piccolo-burghese.
Per non dire proletaria.
Per non dire arrampicatrice sociale.
Commessa, tricette, indossatrice.
Muovi.
Conta ancora così tanto lo status sociale, eh?
Non per una comunista come te.
E dimmi, Ricky, tu che cosa sei?
Ma che ho?
Che c'è?
Che fai?
Buongiorno Maria Maria
Lei non ha paura, vero?
Paura di che?
Di pentirsi.
Di pentirmi.
Di essere quindici anni.
Di sparare.
Ma io non so sparare.
Del resto perché dovrebbe.
E lei?
Perché deve?
Per prima cosa si prende un'arma.
E bisogna iniziare a imparare a conoscerla.
Rilassi le spalle.
Fucile a canna liscia.
Due soli colpi.
Deve diventare un tutt'uno quel fucile.
Essere una cosa sola.
Questa è la basola, dove ci sono tutti i meccanismi di sparo.
E questo?
Questo lo so cos'è.
Parli piano.
Non riesce a dormire.
Non ha ancora la febbre.
Anch'io non riesco a dormire.
Quando ci sono ospiti in casa non mi rilasso mai.
Sono riusciti a partire tutti all'alba, per fortuna. Ti salutano.
Nanni ha sfebbrato, sta partendo ora.
Ma ha avuto una brutta notte.
E la tua com'è stata?
Al faro, come sempre.
Proprio come sempre, non direi?
Sul giornale oggi non c'è niente di interessante.
Tutte cose senza importanza.
Stanotte ho fatto un sogno.
Stavi in una stalla che mangiavi una vacca.
Avevi tutte le mani sporche di latte che ti colava tra le dita.
Che cazzo di sogno.
A un certo punto mi sono svegliato di colpo.
Odo come la sensazione che non ci fossi.
E invece stavi lì, accanto a me.
E dormivi serena come un angioletto.
Da te.
Come te bella, più bella stasera, Mario, blendo un sorriso di
stella negli occhi tuoi blu.
Anche se avverso il destino domani sarà,
oggi ti sono vicino perché son tirara.
Parlami d'amore, Mario.
come due stelle scintillano
Sì.
Ma come avete fatto addirittura in chiesa?
Ma poi non si può, due divorziati.
E poi perché non sono stato invitato? Si è presa tanto pure mamma.
Beh, perché gli invertiti non sono graditi in chiesa.
Quanto sei limitato e burino. Non sai nemmeno che anch'io stavo per sposarmi
in chiesa. E com'è andata?
Sei scappato tu o è scappata lei?
È scappato il prete.
Ma veramente, Marchese, come hai fatto a risposarti in chiesa?
Cos'è che l'elio non può? Come cacciare in questa stagione, no?
Il Marchese è il nostro duce, fa sempre la cosa giusta.
Eccolo.
Buongiorno.
Buongiorno, amore.
Amore.
Scusate il ritardo.
Elena, per cortesia, un po' di pudore.
Ancora con questo pudore?
Il pudore è soltanto un'invenzione per piccole menti borghesi.
Fate tanto i grandi vero, ma siete solo demoralisti.
Io no. Se volete, mi spoglio subito.
Abbi pietà, risparmio.
Su quest'isola ognuno deve sentirsi libero di essere e fare ciò che vuole.
Non esiste un solo morale o un solo modo di amare.
Basta capire qual è il proprio e trovare qualcuno che possa condividerlo con te.
Questo.
E questo eroe greco chi è?
Dove l'hai trovato?
Michel.
È un archeologo francese.
È bravo a letto?
No, finiscila. È tutto di testa lui.
Perché non vi tuffate? Siamo tutti sfiniti.
Sfiniti da cosa?
Non fare niente stanca.
Hai capito?
E meno male che era tutto testo lui.
Signor Marchese, sta aspettando altri ospiti?
No. C'è una barca che si sta avvicinando.
Turisti.
Passiamo il fucile.
Il fucile sta lì.
Silverio?
Hai già invitato qualcuno per il weekend?
Ancora no, a parte i soliti.
Dimmi chi vuoi e lo invito.
Nessuno.
Nemmeno i soliti.
Stai bene?
Sì.
anzi mi divertono solo
che se
restassimo un po' da soli
Grazie.
una ragione specifica alla marchesa così piace cosa le piace alla marchesa
morire
Questa è la migliore caprese del mio quartiere. Ci tenevo la assaggiaste.
A voi vi piace la caprese, sì?
Sarebbe bene che anche Elena la mangiasse. Piano, piano.
Piano, piano ricomincerà. È una forte tristezza di quelle là che non ti fanno
scendere dal letto. La prima cosa che ti toglie è l'appetito.
L'importante è che non dà un maluccio.
Sta già meglio.
Mi sembra un fantasma.
Prima si è trascinata in camera.
Non l'ho mai vista camminare così.
Di fisico sta bene.
Se la capa ancora un poco piange, è normale.
Ci vuole tempo.
Date tempo al tempo.
Non la passeggiate, avete capito?
Voi siete proprio sicura che i vostri metodi siano sufficienti? Sì, signor
Marchese.
Fidatevi. Intanto voi portate il dolce di persona.
Farà piacere.
Silverio, portate una finta alla Marchesa, per cortesia.
No, lascia acceso.
Pasqualina?
Lo sistemate nella camera verde come l'avevi chiesto tu.
Questa dove la metto signora?
Sopra al tavolo all'entrata?
Chiede Pasqualino.
Sopra al tavolo non ci azzecca proprio niente.
E dove la metto sotto?
Fa poco spiritoso Marlon Brand.
Ma nel frattempo mettila nel corridoio vicino alle altre tre acquesantiere.
Si deve creare un quadrilatero sacrale.
Devo trovare il posto giusto.
La posizione è importante.
Si deve creare un campo di energia magica che protegge tutti quelli che ci
vanno in mezzo.
Basilico.
Cipolla.
Carota.
Ricotta.
fumarolo, pane, uova, aglio, prezzemolo, spaghetti, pollo,
cane.
ferma tu dove vai? devo mettere l'acqua sul fuoco gli abitanti della casa devono
essere tu quando presenti altrimenti non fai effetto scusate ma i signori
marchesi non ci stanno ci sono con lo spirito la casa è prima di loro
Ma non si può evitare, è gelata. Ma ti pare che metta a bollire l'acqua santa?
Ma non ti hai mai sentito?
Ma dai, ma mica è santa.
Ah no, è santa, è santa.
Per quello che l'ho pagata.
Ti sei fatta fregare?
L'ho comprata direttamente da Padre Cuspet, di contraparte.
Lo so che resta un amico mio, ma non l'ha da tutti.
Lo vedete?
Già sta facendo effetto.
È la prima volta che vedo ridere.
Questa qua toglie gli umori cattivi.
Sei tu che li togli.
Per questo ti voglio qui.
Vabbè, ma non mi state facendo così.
Le energie positive hanno bisogno di tempo per diffondersi a modo e a
maniera.
Intanto la nostra Elena è tornata a mangiare a tavola.
E non è solo merito mio.
È stata brava, ci ha messo il suo.
Eh, ecco qua!
E questo pure è una bella crianza. È una benedizione.
Porta bene, complimenti. Il maschietto, eh?
Non si sa, secondo me è femmina.
E poi è la stessa cosa.
Sei felice?
Si vede.
Sì, è proprio un'aria diversa.
Vabbè, ho detto una banalità. Comunque, se non ho ancora trovato qualcuno, io a
Napoli conosco un'ostetica molto brava, una casalinga discreta, basta una
telefonata. Teresa sa come fare.
Non ho bisogno di voi.
Siete troppo buona, Pasqualina.
Volete sempre occuparvi di tutti, ma in questo caso non ce n'è bisogno.
Avete già fatto tanto per noi.
Anzi, visto che domani devo andare a terra per cose mie, vi riporto a casa.
Elena, non vi serve un altro giorno? Domani fa bello, dopodomani no.
Col brutto non si salva.
Elena?
Che c'è?
Voglio farti vedere una cosa.
Vieni di là.
Diverio?
Sì, signor Mattis.
Prendi una bottiglia di champagne.
E anche dei bicchieri.
Non due.
Ogni tanto fa bene avere tutti insieme.
Siete d'accordo?
Sì, signor Marchese, grazie.
Del resto siamo tutti una grande famiglia.
Io già vi cresco.
Siete un po' come i miei figli.
No?
Ci sono dei momenti nella vita in cui...
Non bisogna avere paura né di chiedere né di capire che cos'è giusto
rispondere.
Sei d'accordo, Superio?
Sì.
Cioè, non lo so. Mi confondete, signor Marini? Non voglio confonderti.
Sarò molto schietto.
Io, noi, vorremmo prenderci cura
del bambino che vi sta per nascere.
Voi già avete un figlio.
E altri ne farete.
Pensate al futuro di questa creatura.
Pensate a cosa potremmo offrirgli noi.
E miglior riscuole.
Qualsiasi lavoro, se mai volesse lavorare.
Per non parlare di un cognome importante.
Signor Marchese, vi prego. Non devi rispondermi subito.
Pensaci.
Pensateci.
Vi sistemo per il resto della vostra vita.
Elena poi sarebbe una madre meravigliosa.
Vero, caro?
Saremo una grande famiglia.
Silvia e io.
Qualsiasi somma va bene.
Teresa. Signor Marchese, grazie per questa offerta molto generosa.
Ci penseremo.
Con permesso.
Alzati. Avanti.
Sono stanco di questa storia.
Basta.
Quando torno voglio trovarti vestita.
Avanti. Vestiti. Hai finito di dirmi che devo fare?
Hai ritrovato le forze.
Bene. Vestiti.
Mi volevi comprare un bambino. Ma come ti è venuto in mente?
Certo stupido anche se l'avevo pensato. Tempo due mesi l'avresti odiato e lui
avrebbe finito per odiare te come tutti.
Li hai umiliati.
Anzi saprei di poter comprare tutto tu.
Voglio andarmi da qua.
Lasciami stare, ti prego. E dove vai?
Non sai fare niente.
Non sai stare al mondo.
Dove vai?
Dovresti ringraziarmi.
Solo io mi prendo cura di te. Pasqualina si prendeva cura di me.
E tu me l'hai portata via. Si prendeva cura di te perché la pagavo.
Sai cos'è questo?
Invidia.
È invidia.
Perché sei grande e grosso.
Ma freni come un bambino.
Ma non permettere più.
Non ti permettere. Ti piace così? Devi chiedere scusa a Silvella. Ti piace
così? Hai capito? E rimanda indietro alla proposta.
Ti piace così?
Torniamo a essere quello che eravamo.
Torniamo. Torniamo a essere quello che eravamo.
Basta con la tristezza.
No, guardami, siamo soli e tu ti riempi di gente intorno per non
crederti solo, ma sei solo e non vedi nessun altro se non te e non hai
nessun altro.
Ti piacerebbe essere scopata come mi scopano a me, eh?
Eh?
Dai zitto.
Fammi entrare via. No, resta qui.
Resta qui.
Resta qui.
Resta qui. Resta qui. Resta qui.
Resta qui.
Resta qui.
sono già un po' costrafatto.
Ti giro per i draghi, ma non ci sono i draghi qui, è vero?
Regno, guarda chi ti ho portato, sono tutti nuovi, giovani, non i soliti
bagucci, un po' di modernità.
Venite, vi presento lei è Elena, la famosa marchesa, la nostra ospite e loro
invece sono...
Come hai detto che ti chiami Franco, Fausto?
Buongiorno.
Lasciamo perdere i nomi, tanto ci sarà tutto il tempo per le conoscenze.
Buongiorno.
Bello.
Senti, Lelio, l'altra sera a Fosilico c'era un giro di scampi.
Serve aiuto?
No, no, grazie.
piacere Marchesa io sono Cesare
Balla come una robottina.
Quella è la figlia dell'avvocato Nicosi.
Quell'altro invece è il capellone.
Quello è il nipote dell'ingegnere Roberti, quello del ponte.
E quest'altra qua invece è una beretta, però è del ramo sfigato.
Ma io lo faccio vedere io come si eccita un uomo.
Ma stai con lui?
Ma chi io? Ma quando mai?
Libera come l'aria.
O sola come un cane, scegli tu.
Grazie a tutti.
Perché hai insistito con Nicoletta che ti portasse?
Ti ho sempre visto da lontano, in mezzo agli altri.
E ora da vicino.
Che ti sembra?
Uguale?
La prima volta che sono stato il number one, ti ho visto che ballavi in mezzo a
una folla.
Sembrava ci fossi solo tu.
Eri così bella.
Ma anche così sola.
E perché non hai cercato di conoscermi allora?
Non eravamo soli.
Neanche ora siamo soli.
Che dici?
Sempre irraggiungibile.
Un po'. Lo sai che se voglio
questa distanza, la posso accorciare.
Continuate, continuate pure.
Perché vi siete interrotti? Continuate.
Non gli hai detto come funziona?
Spoglialo.
Non è il caso.
È timido.
Non gli hai detto che possiamo pagarlo?
Lo riporto subito.
Fermati!
Dove vai?
Vado via, aspetto la barca.
Nicoletta mi ha detto che l'hai tormentata per farti portare.
Che chiedeva tutti di Elena.
Allora?
Allora che?
Dove vai?
Wewe, ce n'hai messa ad arrivare?
Vengo da lontano, amore.
Lui è... Un poverino che stai torturando.
Se finanziarlo significa torturare.
E di che cosa si occupa? È un artista.
Sta facendo un lavoro sulla relazione tra spazi e silenzio. Quindi se noi
stiamo in silenzio, lui si mette a lavorare. Mari, perché non semplificare
sempre tutto con questa brutalità? Immagino quello che sarà.
Ragazze, è arrivato il momento del trenino dell'amore.
E allora tocca a te fare il capovila, visto che non c'è più il principe.
Povero principe.
Faccia l'anima sua.
E anche a quella di mamma. Che è successo, mamma?
È morta.
Mi sono liberato finalmente.
Hai paura che non venga?
No, verrà.
È solo... questione di minuti.
Seppure è venuta accompagnata brava.
Buonasera, signor Marchese.
Se avessi saputo che la festa rimmaschera mi sarei adeguato.
Anche tu non sei mascherato.
Devo essermene scordato.
È grande come la nostra stanza da letto.
I compilini come sono?
Molto giovani, molto impegnati.
Parlate di politica la sera tutti insieme.
Strano ma vero.
E sei stata anche con loro?
No.
Io voglio solo lui.
Io voglio solo te.
Come la mettiamo?
Le cose cambiano, Lelio.
E a volte finiscono.
Uno, due, tre, uno, due, tre.
Allora, oggi è il 31 dicembre 1969.
Fra poco saremo finalmente nel 1970.
Liberiamoci! Liberiamoci di tutte le nostre menzogne. Entriamo nel futuro.
Allora, cominciamo con Rossella, sì, la nostra amata Rossella. Dicci, Rossella,
chi è la persona più idiota che sta stasera in questa casa?
L'uomo con il microfono.
E dici, cercando di superare, come dire, la tua attitudine un po' frigidaire, con
chi vorresti fare sesso stasera?
Con Ricky.
Anche con sto trucco da fragione?
E anche con l'artista.
Io proprio lui aspettavo, sì.
Allora, dici un po', te, ce l'hai qualche fantasia perché...
Se ce l'hai, ce la devi da di... Vorrei
stare nascosto dietro una siepe verde,
l'estate, appena dopo
il bagno, e sentire, ma solo sentirle,
due persone che fanno sesso.
E io mi eccito, ma non mi posso toccare
perché ho le mani legate.
Se mi dici dove stai, questa fantasia ti raggiungo subito.
Nicoletta ti darebbe fastidio?
Non me ne importerebbe niente.
E allora cuoio per cuoio, con chi vorresti scopare stasera?
Con Ricky?
È la moglie.
Ma Marchese, che fai?
Anzi, dici, qual è la tua partusa ideale?
Io? Naturalmente.
E Cesare?
Niente di nuovo, tutto in famiglia.
E allora sentiamo cosa ne pensa Cesare.
Diamo a Cesare quel che dice Cesare. Perché sei qui?
Per Elena.
Non vuoi fare l'amore con noi?
Non c'è più un noi, Lelio.
Ti sei già scordata tutto, cara?
Grazie.
nessuno si amava come noi era proprio questo che ti piaceva e secondo me ti
piace ancora
Questo è il nostro amore, cara.
Quello vero.
Senza ipocrisia.
Non come quello degli altri.
Per la prima volta nella tua vita sei riuscito a renderti ridicolo. Sei
soddisfatto?
Fine primo tempo, patatine, noccioline, aranciate...
Elena, parliamoci domani.
Magari è freddo.
È la mia presenza che lo manda fuori di testa.
Tu non c'entri nulla.
Ce l'ha con me.
Il Marchese la sta aspettando nel suo studio.
Dopo ci riaccompagni tu con la barca, va bene?
Io faccio quello che mi dice di fare il Marchese.
Siamo ancora in tre.
Cosa vi offro?
Non siamo venuti per bere.
Questo l'ho capito benissimo.
Ma tu vuoi sembrare un sacco di cose, Elena.
Qualcosa lavorare anche ora.
Mi sembrava di essere stata chiara al telefono.
Sì.
E io te l'ho promesso, ma...
Sono incinta.
È un maschio.
Non lo sappiamo.
Ci vuole tempo per un divorzio.
È difficile con la Sacra Rota.
Lo sai, ci siamo già passati. Io ho mantenuto la mia parola, sono venuta
qui.
Adesso tu mantieni la tua.
Eccola.
Sta pronta come promesso.
Non la leggi?
Tu non verrai mai amato, neanche la metà di quanto sono stato amato io.
Tu non conoscerai questa donna neanche la metà di quanto la conosco io.
Ricordatelo.
Lelio, guardami.
Ci vediamo al puntino.
Allora? Tutto bene, alla fine ha firmato.
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