All language subtitles for Cuori.S03E11.Episodio.11.ITA.1080p.WEB-DL.AAC2.0.H.264-ESTA.IT-it

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Original subtitles

Dovremo festeggiare, quindi voglio ballare tutta la notte.

Io speravo più in una coppa di champagne.

Lo sai che non dovrei bere.

Poi mi hai detto che non ci sarebbe mai tutti i miei desideri.

Beh, poi non ti lamentare se ti pestichieri.

Ma smettila che vale benissimo.

Che coppia splendida.

Beati loro che hanno tutto il futuro davanti.

Un futuro difficile.

Ma chi non ce l'ha?

Tieni.

Ma Dov'è Delio?

Quando eravamo piccoli, Luisa aveva paura del buio.

E' per questo che dormiva sempre con la luce accesa.

Quello che non ha mai saputo è che anch'io avevo paura del buio.

Non ho mai potuto dirglielo perché ero il fratello maggiore.

Quello più coraggioso.

Anche se ho sempre pensato che quella coraggiosa dei due fosse lei.

Luisa mi ha insegnato praticamente tutto.

A non scottarmi.

A ricominciare sempre anche quando sembra impossibile.

Ad amare con tutte le proprie forze anche quando le condizioni sono avverse.

E poi mi ha insegnato a ballare.

Ma ci ha provato, chi mi conosce lo sa, non sono un grande ballerino.

Diceva che ballando si dimenticano tutte le altre cose.

Poi mi ha insegnato a non avere paura delle brutte figure e a non vergognarsi mai.

Ora dovrò imparare a vivere senza di lei perché questo non me l'ha insegnato nessuno.

Buongiorno.

Condoglianze.

Ciao, tesoro.

Va beh.

Quando sei tornato da Zurico?

Ieri sera.

Sono stati tre giorni lunghissimi.

Mi dispiace non essere venuta con te.

L'importante è che sei qui adesso.

Vieni a casa con noi dopo?

Certo che vado a casa con voi.

Virginia, come stai?

Dai, sono tre giorni che non vieni al lavoro.

Sono stata poco bene.

Amore, Virginia vieni, non vorrei che prendessi il freddo.

Antonio Alfieri, voglio mandare.

Sì, grazie.

Ciao, bionda.

L'hai trovata?

Non ancora.

Ti ha dato tutti quei soldi, quanto ti ci vuole?

Ma pensi che una pistola la trovo al mercato?

...appena ce lo traporto.

Che c'è, non ti fidi?

Sì, sì, va bene.

Mi faccio vivo io.

Signor Gregorio, che cos'ha?

Devo chiamare qualcuno?

No, no.

Adesso mi passa, non... non si preoccupi.

Vada pure.

Pronto?

Sono Fausto.

Volevo parlare con Virginia.

Virginia è a letto.

Si sta riposando.

Che cosa vuoi?

Sapere come sta.

È solo un po' di raffreddore, non ti preoccupare.

Comunque siamo in grado di occuparcene da soli.

C'è altro?

No.

Bene, allora scusa, mi ho da fare.

Chi era?

Nessuno.

Un paziente fastidioso.

Io domani torno al lavoro.

Nonna, vieni a vedere... Infatti sì, è meglio che...

Ti stavo dando le... E che cos'è questo?

Una macchina e c'è pure la roulotte.

E questo?

Una Barca a vela.

Ma sei diventata bravissima!

Pure parli!

Oh mio Dio, parli!

Di che colore è il treno?

Amore, parla.

Con me parla.

E con me no.

Neanche con papà, amore.

È arrabbiatissima con voi, ve la siete scordata a teatro.

Ve lo devo dire di cuore.

Non siete dei bravi genitori.

Però non c'è problema.

Adesso sono io qua e vi insegno come si fa a fare i genitori.

E siccome è tardi e stiamo facendo le polpette, io e Anna andiamo a fare le polpette.

Vero?

Sì!

Vieni con nonna.

Ecco qua.

Adesso ci mettiamo qua, con le manine... Vabbè dai, almeno parla.

Come stai oggi?

A quanto pare sono vivo.

E tu invece come stai?

Quando sono qui a parlare con te sto bene.

E quando non sei qui?

Mi sento un po' solo, ma passerà.

Ma la mamma non ha cambiato idea.

Tu devi solo pensare a rimetterti.

Quello che conta per me e per la mamma è che tu stia bene.

E poi a me piace stare qui.

C'è tutto.

C'è il pollo, l'insalata russa e anche le patatine fritte.

Vabbè, allora i bambini saranno contenti.

Non sono brava in cucina.

Una volta pensavo che per essere una brava

mamma bisognava cucinare e stirare i vestiti.

Beh, no.

Carlo è un bambino meraviglioso, anche se ha qualche camicia sgualcita.

Infatti adesso ho capito che quello che serve a un figlio è tanto amore,

crescere indipendenti e sapergli dire di no quando serve.

Chissà che madre sarò io.

Aspetti un bambino?

Sì.

Lo so, da qualche giorno.

Alberto non me l'ha detto?

Non lo so, non gliel'ho detto ancora.

Sarai una brava mamma.

Di sicuro cucini meglio di me.

No, non credo.

Quella ve l'ho scattata io.

Poi siamo andati in pasticceria che la mamma aveva voglia di un bignè.

Lo so cosa abbiamo fatto col giorno.

Ora te ne vai per favore.

No, non ti lascio sola.

Però mi ha lasciato in collegio.

Devo restare con lei.

Non so, hai ragione.

Volevo proteggerla, volevo proteggerti, ma ho sbagliato.

Non voglio tornarci.

Ma non ci torni troppo.

Un'altra stanza.

Altra lingua.

Grazie.

Vi raggiungo dentro?

Sì, va bene.

A dopo.

Che cosa vuoi?

Volevo darti questo.

Te l'avevo preso per il tuo compleanno, ma non sono mai riuscita a fartelo avere.

Beh, sei venuta solo per questo?

No.

Possiamo parlare, ci prendiamo qualcosa?

No, dove?

Allora un altro giorno, quando vuoi tu.

Di cosa vuoi parlare?

A me non interessano le tue giustificazioni.

Non lo so, di quello che vuoi tu.

Io voglio stare solo un po' con te.

Ripenso spesso a quella volta che ti ho portato alle

giostre, a Piazza Vittorio Carnevale, ti ricordi?

Sì, era un secolo fa, ma ricordo bene.

Ti avevo comprato un pupazzo, ti piaceva moltissimo.

Una scimmietta.

Poi ero tutta orgogliosa, l'avevo anche detto alla maestra.

Ti vedevo come un dio.

Eri la Mia sorella speciale.

Lo so che non sarò mai una mamma speciale.

Però...

Permettimi di starti vicino.

Devo andare.

Sono giorni che ti cerco.

Posso sapere dove sei stata?

Che te ne frega.

Aspetta.

Per favore.

Senti, se per Olivieri te ne devi fare una ragione... Non mi interessa di Olivieri.

Sono preoccupato per te, lo vuoi capire?

Ti sei innamorato?

Io no.

Ti prego, non mi cercare.

Dormono?

Carlo ha voluto dormire con Mario.

È bello che Karen sia rimasta.

Tu invece resti e te ne vai?

Io non voglio più andarmene.

Ho fatto una cosa terribile e non è servito a niente.

Non potevi salvarli.

Né Filippo né Luisa.

Hai capito?

Vorrei solo chiudere gli occhi e smetterla di pensarci.

Allora chiudili e balliamo.

Come diceva Luisa.

Lo so che sembra impossibile ma dobbiamo provare a pensare a qualcosa di bello.

Non so

che cosa ci vuoi fare, ma nessuno deve sapere che te l'ho data io.

Puoi stare tranquillo.

Sei pronto?

Mi dica.

Beh, dovrebbe portarli in ospedale.

Capisco, va bene, vengo io.

Arrivo.

Chiaro.

Era la governante di Foy's, dice che... che vuole che vada lì.

Forse nelle tue condizioni dovresti risparmiarti le visite ad omicidio.

Sto bene, ho solo un po' di nausea.

Vengo con te.

No, stai con i bambini.

Torno presto.

C'è qualcosa che posso fare per te, Riccardo.

Guardo, vuoi che tenga Ada per qualche giorno?

No, Ada la porto con me al mare.

Ho bisogno di stare lontano da tutti per un po'.

E lei è l'unica cosa a cui voglio pensare.

Ti capisco.

Vorrei poterti dire che passerà, ma io penso ancora a tua madre ogni sera.

Comunque i figli aiutano.

Fai bene a portare Ada con te.

Portarla dove?

A Monte Rosso.

Gliel'avevo promesso, voglio stare con Mia figlia.

E anche Mia figlia?

No, no, no, non è il momento.

Volevo dire che...

che forse potrei venire con voi.

Lo so che tra noi non è stato facile ultimamente.

Capisco che adesso per te anche solo pensarlo è difficile, però...

io sono disposta a ricominciare.

Per il bene della bambina, ovviamente.

Io non smetterò mai di amare Luisa.

E non voglio stare con una Donna che non amo.

Anzi, quando torno preferirei non trovarti qui.

Vado a preparare le cose per Adamo.

L'ha sentito.

Lei non dice niente.

Mio figlio non ha torto.

Domani le aiuterò a trovare una nuova sistemazione.

E poi diamo tempo al tempo.

– Buongiorno, dottoressa.

– Buongiorno a lei.

Come sta?

Male, ma non vuole che se ne parli.

– Buongiorno.

– Buongiorno.

Grazie di essere venuta.

Prego, si accomodi.

– Vada pure, vada.

– Lei non sta bene, io voglio visitarla.

Non l'ho fatta venire per questo.

La prego, si sieda.

Ieri ho sentito qualcosa.

Qualcosa di terribile che la riguarda.

No, non voglio sentirlo.

Non è questo il momento.

Ho saputo di sua cognata, mi dispiace molto.

Prenda questo bottone.

Era sulla divisa del generale Michelin.

Conosce la famosa frase di Napoleone?

Meglio generali fortunati che generali bravi, sembra si riferisse proprio a lui.

L'aveva fatta cuscire su ogni divisa che portava in battaglia.

Era sicuro che lo proteggesse.

Proteggerà anche lei.

Lei veramente mi ha fatto chiamare per questo?

Deve portarlo con sé.

Sempre.

Dobbiamo andare in ospedale.

Lei le ha prese le medicine che le ho prescritto.

Ma che importanza ha adesso?

Mi ascolti?

Lo prenda.

Io lo prendo se lei viene in ospedale con me.

Adesso.

Ma tu hai capito che cosa ha detto tua madre?

Ci ha praticamente accusato di essere degli incapaci con mamma.

Lo so, però lo sai che mamma è fatta così.

Deve sempre fare il commentino su tutto.

Ma io non ho nessuna intenzione di farmi fare la

lezioncina a casa Mia e soprattutto davanti a Mia figlia.

Amore, hai ragione, però mamma ci aiuta tanto, mamma va a prendere la bambina a

scuola, la porta a danza, fa la spesa, lava i panni...

Può farlo anche una babysitter.

Sì, ma Anna parla soltanto con lei.

Va bene.

Allora la ringrazierò per avermi fatto capire che Mia figlia non mi parla nulla

perché è malata, ma semplicemente perché ci odia.

La situazione a casa è pesante e ferruccio.

Sì, lo so, hai ragione, però dobbiamo organizzarci,

non è che possiamo cacciarla via di casa così.

Sarai d'accordo con me su questo?

Allora siamo freschi.

Vabbè, dai, ne parliamo a cena, che mamma mi fa la matriciana.

Laura.

Sì?

Segni pure che per questa settimana con i turni di notte ho finito.

Va bene, dottore.

Grazie.

Così finalmente ci possiamo vedere.

Credevo fossi contento di avere casa libera.

Sì, sì, certo.

È che sto ancora aspettando la cena che mi hai permesso.

Possiamo farla stasera, se sei libero.

Stasera non posso, ho una rimpatriata con vecchi compagni di università.

Fa niente, facciamo un'altra volta.

Tanto, non è che mi avveleni, no?

No, anche se te lo meriteresti.

Signor Foyes, di nuovo?

Che succede?

Sembrerebbe un attacco di angina.

Laura, mi dai una mano, per favore?

Sì, subito, dottoressa.

Grazie.

Maestro, come si sente?

La pillola.

Oddio, no.

Quella che sta di cemento.

Però adolcirtela ti do una buona notizia.

E tu hai la canzone d'amore più venduta Dell'anno.

Tanto l'amore finisce.

Guarda i miei genitori.

Ci sono anche delle coppie che durano in eterno.

Sì.

Infatti loro sembravano una di quelle.

Bello.

Non me ne aspettavo che Mia madre volasse mio padre.

Cioè, lui non vuole dirlo, ma ho capito che è così.

Quando due persone si lasciano, la responsabilità non è mai di uno solo.

A volte succedono delle cose e uno si allontana.

Che vuoi dire?

Dico che forse dovresti chiedere a tuo padre che cosa è successo.

E prendere la seconda dose di cimento.

Mi hanno detto che eri qui.

Sei tornata finalmente, come stai?

Meglio.

E cominciavo a preoccuparmi.

Ho provato a chiamare ieri, ma...

Helmut mi ha detto che dormivi.

Sì, sì, avevo bisogno di riposare.

Ieri non è stato un bel giorno per nessuno.

Già, sicura che va tutto bene?

C'è un po' di nervosismo in casa.

Hanno cambiato idea da Milano.

Non credono più nelle batterie nucleari.

Niente trasferimento quindi?

Helmut ci teneva tanto.

È stato lui?

Ho sbattuto.

Fammi vedere.

A me puoi dire la verità?

Quello sotto non se lo ammazzo.

No, aspetta!

Tu non sai.

Non puoi capire.

Giurami su ciò che è di più caro che non lo direi a nessuno.

Dimmi, come faccio?

Sarebbe solo peggio.

Dottor Alfieri, c'è bisogno di lei.

Arrivo.

Grazie.

C'è una nuova placca nella coronaria.

Qui, a monte.

La nitroglicerina non è bastata?

Ah, Fois ha un rapporto turbulento con i

farmaci, ma non credo che sia dovuto a quello.

Comunque dobbiamo operare, ma ci vorrebbe Alberto.

Impossibile provare a chiedergli di venire oggi.

Lo so, è un'ostruzione importante, non possiamo aspettare molto.

Mi hai fatto chiamare.

Devi operare Fois.

Un altro bypass.

Lo posso vedere?

Ti affiancherà Helmut.

Lo posso fare da solo?

Paola, quanta arroganza.

No, è meglio se siete in due.

Io non so che cosa avete, ma finitela qui.

Oggi non è il caso.

Sei pronto?

Ciao.

Alla fine sono in ospedale.

Cosa ci fai in ospedale?

Dovevamo... E poi si era malmesso.

Ha uno stato di ischemia avanzato, una nuova placca.

Bisogna intervenire subito.

Va bene, arrivo subito.

No, non se ne parla.

Non oggi.

Oggi.

Opera al Fieri.

Va bene, resto qui.

Tu cerca di non stancarti troppo.

Ora devo andare, ciao.

Che succede?

Un paziente che ho già operato ha avuto un 'altra crisi.

Devi andare?

No, l'opera è uno becchere al Fieri.

Ma non ti fidi?

Perché non andiamo al Museo Egizio?

Ma ci sono le mummie.

Sì, ti mangiano tutto.

Dai, ci andiamo papà.

No, ci andiamo noi tre, che il papà deve lavorare.

Allora, qual è il verdetto?

Allora...

Il suo cuore fa un po' di capricci.

Esattamente come lei.

Quindi per rimettere l'insesto dobbiamo operare.

Non se ne parla proprio.

Basta con questo accanimento.

Sono troppo vecchio.

Ma perché voi medici non accettate che non siamo immortali?

Ho avuto una Bella vita, Delia.

Se il destino vuole che mi ritiri, non contrariamolo.

Se lei credesse nel destino non mi avrebbe regalato quel bottone.

Lei ha tutta la vita davanti.

Ha persone a cui vuol bene, di cui occuparsi.

Anche lei si è occupato di me.

Mi ha protetta, non so da che cosa, però...

apprezzo lo sforzo.

Allora non siamo così diversi come sembra.

Tranne per il fatto che io sto cercando di sbloccarle

la coronaria e lei invece vuole andare a casa.

Anche lei deve andare a casa.

Dovrà accettare il compromesso.

Io gioco al generale Ney e lei finisce sotto i ferri.

Comunque sono contento di partecipare all 'intervento di Foyce.

Luis, lo conosco da un paio d'anni.

C'è un bel rapporto tra noi.

Sopporto anche di stare al tuo fianco per lui.

Dovrai sopportarmi a lungo, visto che Milano è saltata.

Che peccato.

Tu come lo sai che non ci andiamo più?

Immagina che non sia un segreto.

Quindi starai godendo.

Guarda che non è colpa Mia.

E' di Virginia.

Che codardo che sei a prendertela con lei.

Aspettami bene, coglione.

Questi non sono affari tuoi.

Virginia è Mia moglie.

Sì.

Ma siete zarda a stoccarla di un uomo?

Dai, dai, cosa?

Ma che sono come un bambino?

Provolci, dai, non vedo l'ora!

Non vedo l'ora!

Ma siete facci?

Ma siete scemi?

C'è un uomo che sta morendo di là.

Non poteva ammazzarvi tra voi.

Dai, su, preparatevi.

Faccia portare delle sacche di sangue gruppo zero negativo, per favore.

Grazie.

Che ci fai qui?

Non potevo lasciarti sola.

Come ti senti?

A parte le nausee, bene.

Ma i bambini?

Non dovevi stare con loro?

Li ho lasciati al Museo Egizio Concani, non ti preoccupare.

Dimmi di farli.

L'ostruzione è a monte del bypass.

INR e PT sono alti, quindi rischia l 'emorragia quando si apre.

Raddoppiamo l'eparina.

Avvisiamo la sala operatoria, opero io.

Perchè hai rifiutato la visita della mamma?

Non ti senti bene?

Non avevo voglia di vederla.

Ti ho già detto che non è colpa sua, smettila.

Allora dimmi di che è la colpa.

Le cose finiscono, Bruno.

Perchè non me lo vuoi dire?

Sono io il motivo.

Ma che cosa c'entri tu?

La Mia malattia vi ha sfinito.

Tu sei la nostra benedizione, lo vuoi capire?

Dai, smettila papà.

Credi che non lo sappia di essere un pesa?

Non lo dire neanche per scherzo.

Infatti sono serissimo.

Quando ci penso bene odio la Mia vita.

Non lo voglio sentire.

Tu non c'entri così come non c'entra la mamma.

Tutto quello che è successo è solo colpa Mia.

Adesso ascoltami bene.

Io non riuscirò.

Non posso.

La stenosi è totale, quindi?

Senti, ho bisogno di acclampare l'arteria per procedere con il nuovo bypass.

È impossibile, è troppo calcificata.

Se la manipoliamo rischia la dissegazione.

La pressione sta calando sotto i sessanti.

Ho bisogno di te, devi entrare a quel catetere.

No, non me la sento.

Ora, l'unico modo che abbiamo per non rischiare niente è passando dentro la roba.

Ho paura, Alberto.

Ehi, lo so.

Ma siamo insieme, insieme ce l'abbiamo sempre fatta.

Doveva essere qui da qualche parte, per forza.

Non li avrei portati tutti i daninari?

No, no, no.

Uno deve essere qua.

Qui?

Mamma Mia, questo odore disinfettante è insopportabile.

Non ti ha mai dato fastidio?

Eh, le cose cambiano.

Non mi dire.

Finalmente una Bella notizia in mezzo a tutto questo dolore.

Che bello!

Lo so.

Posso pensare che Luisa non potrà vedere tutto questo, però sono felice.

Dai, cerchiamo.

Eccolo.

Sterilizziamolo e corriamo.

Ah, tu no.

Vado avanti io, tu fai con calma.

Speriamo che funzioni il fluoroscopio.

L'ultima volta è servito Barbero per sbloccarlo.

E adesso lui non c'è.

Ultimamente si fa mettere sempre le notti.

Chissà perché.

Vorrà godersi la casa in Santa pace.

Da quando c'è Mia suocera lo so cosa significa vivere con un'arpia.

Ci vuole proprio coraggio a definire arpia la Donna che ha fatto parlare tua figlia.

Sì hai ragione, avrei dovuto prenderla a schiaffi come suggerivi tu.

Cercavo di darti una mano, ma l'astruismo non paga.

Brava, dillo a Barbero che dorme sul divano per fare un favore a te.

Io non so se ce la faccio.

Io invece lo so.

Stavolta andrà bene.

Mi aiuti?

Ci aiutiamo.

Ti aspetto in là.

Bene, circolazione extracorporea attivata.

Aspiriamo.

Procediamo.

Inietto in magnesio il vostro olfato.

Dovrebbe essere arrivato alla base Dell 'ostruzione.

Spostati i raggi.

Sento la punta del cateto.

Bonfio.

L'arteria si sta dilatando.

Sono all'altezza giusta?

No, devi salire ancora un po'.

E' consistente.

Riportate dentro i raggi.

Occlusione eliminata.

Sfilo il catetere.

Pressione 110 su 70.

Sflusso cardiaco neopristinato.

È vivo.

Tu sei bravissima.

Blue Knight.

E' lì Fred, me lo passi?

Fred!

Irma!

Irmo.

Irmo, dove sei?

Mi dispiace.

Per cosa?

Per non essere riuscita ad amarti.

Irma...

tu stai passando un brutto momento.

Io lo capisco.

Ma io ti aspetto tutto il tempo che ti serve.

Io voglio un futuro con te, Irma.

Io non ho futuro.

Trovare una Bella ragazza, continuare a suonare, scrivere...

Irma, cosa stai dicendo?

Irma, Dov'è che sei?

Irma!

Ehi!

Pensavo fossi già andato via.

Avrei voluto, ma ho una montagna di cose da firmare ancora.

Ah, sì.

Anch'io ne ho ancora per un po'.

Mi passi a chiamare?

Sì.

Tutto bene in sala operatoria?

Sì, sì.

È stato solo più complicato del previsto.

Alla fine l'ha operato da Brunello, con quella sua nuova tecnica.

Ha messo proprio le mani sul paziente?

Sì.

Fantastico.

Finalmente una Donna in sala operatoria.

Scusami, devo risolvere un problema.

Arrivederla.

Sei qui per fortuna, volevo parlarti.

Ti prego, siamo tutti stanchi.

Non puoi andare a casa con quello.

È mio marito.

È un uomo violento.

Lo farà di nuovo.

Ha giurato di no.

E tu gli credi?

Come faccio?

È casa Mia quella.

Ci tornerai, ma quando sarà andato via lui.

Intanto vieni da me.

Se vuoi, o da Ferrari, su un posto lo troviamo.

Andiamo?

Arrivo.

Le cose non sono così semplici.

Queste vanno archiviate, poi ho fatto una bozza degli ordini per domani,

ma gli do comunque un'occhiata la mattina, io vado a prendere la borsa.

Va bene.

Buonasera.

Buonasera.

Scusi, Dov'è il dottor Ferraris?

E credo sia inutile.

Comunque ora il reparto è chiuso.

Laura, puoi venire un attimo?

Sì.

Figlia che non ci parla da giorni.

La ragazzina mi guarda come se fossi una sconosciuta.

Non posso andare avanti.

Scusa, ma quella non è la signorina... Non cambiare argomento.

Il ritmo è ancora accelerato, la pressione è un po' bassa.

Vedrai che tornerà il Leone di prima.

Grazie a noi.

E a questo.

Me l'ha dato Foyce.

Cos'è?

Un portafortuna?

Beh, per lui di sicuro.

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