All language subtitles for Cuori.S03E06.Episodio.6.ITA.1080p.WEB-DL.AAC2.0.H.264-ESTA.IT-it

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Original subtitles

Il respiratore a pressione negativa sicuramente lo aiuterà, il problema è che

la temperatura Questa cura continua ad essere alta.

Dobbiamo solo pensare che lo aiuterà a respirare.

Non ce la faccio.

Ma sì che ce la fai.

Abbiamo affrontato Napoleo.

Supereremo anche questa.

Tu non capisci.

Non ti ho mai visto piangere.

Tutto è colpa Mia.

Lucia!

Tutto è colpa Mia.

Buongiorno, servizio in camera stamattina.

Che ore sono?

Noi prestissimo, però se non ti dispiace intanto andiamo avanti.

Ci metto un minuto a vestirmi.

Non serve, tanto ho appuntamento con Riccardo.

Vogliamo essere già in ospedale quando arriva

la rivista con la pubblicazione di Grunzik.

La pubblicazione è anche vostra, giusto?

Ce l'ha firmata anche voi?

Sì.

Dai, ti conosco troppo bene, cosa c'è?

Mi sento troppo stupida, mamma Mia.

Davvero, da quella sera al locale non l 'hai più sentita?

Irma.

Mi dà fastidio pure che la chiami per nome.

Comunque sì, lei?

No, no, non l'ho più né vista né sentita e non lo farò, te l'ho promesso.

Dai, vieni qui.

Mi sarebbe molto rimanere qua e fare tardi al lavoro, ma devo andare.

Buongiorno, dottore.

Buongiorno, Cora.

C'è mio figlio?

Sì, è sopra.

Grazie.

Riccardo!

Riccardo!

Ciao!

Ada è già andata a scuola?

Sì, lo so, ho incontrato Marisa che l 'accompagnava.

Ti lamenti sempre, ma mi sembra così affettuosa con la bambina.

Io sono sei anni che mi occupo di Ada.

Penso che sia il minimo che posso fare.

Senti, stamattina sono andato in banca, mi hanno

dato questo per autorizzare lo sblocco del fondo.

Ah, bene.

Sì, ci ho pensato bene.

E togliti dalla testa l'idea di divorziare, Riccardo, è chiaro?

Ma non ti vergogni di ricattarmi?

E' tu che ti dovresti vergognare di infangare il nostro buon nome.

Vai, vai.

Eccoci.

E' stata bravissima.

Ha fatto tutto.

Bene.

Ti ho preso la posta.

Ecco qua.

Però questa me la tengo io.

Ti stai portando avanti?

Ah no, sono abbonata da anni.

Mi piace vedere i matrimoni delle dive.

E va bene, sto dando un'occhiata anche per me, hai visto qua?

Meno male che mi hai trovato questo cuore nuovo.

Lo sai che Mario ha preso 10 il latino?

Bene, bravo.

Sì, mi ha chiamato il suo professore per farmi i complimenti.

Dice che è un figlio speciale, come se non lo sapessi.

Quando mi porti a trovarlo?

Mi mancava morire.

Ti prometto che appena rifacciamo le analisi andiamo.

Beh, adesso devo andare al lavoro.

Vuoi che ti apra la posta?

No, grazie.

Ci penso io stasera.

Posso farmi?

Andai che ce l'ho lì.

Sì, in cucina.

Grazie.

Ciao Olivia!

Guarda, a me dispiace solo che ci siamo fermati a un passo dal traguardo.

Assicurati, non è quello.

A me dispiace per te.

Non deve essere bello essere ricattati dal proprio padre.

Ma lui può fare quello che vuole.

Tanto io non ci rinuncio a Luisa.

E devono solo provare a toccarmi Ada.

Ma adesso scusate, ma mio figlio sta male, sta per porterire.

Piano.

I dolori non sono così forti.

Non ti forzare, ti aiuto io.

Papà!

Papà!

Papà!

Vi prego, fate qualcosa.

Tutto bene?

Cosa succede?

Il torace si è soffocato.

Si è soffocato.

Papà!

Papà!

Sono in arresto cardiaco.

Chiamo colpore.

Aspetta, non muoverlo.

Facciamo prima in un altro modo.

Papà!

Papà!

Sono nervosa.

Vediamo con questo.

Cos'è?

È un defibrillatore portatile.

Non è ancora stato collaudato.

Dimmi quando sei pronto.

Pronti.

Vai, scarica.

Scarica.

Ancora.

Scarica.

Mamma, sveglia.

Portate una varella, immediatamente.

Una varella?

Non sapevo ci stessi lavorando, è geniale.

Sì, grazie, ma...

Signorina, mi dispiace, lei non può seguirlo.

È mio padre!

Mi ha accompagnato qui per portorire.

Ha maggior ragione, questo non è il reparto per lei.

Stia tranquilla, lei mi deve dare ascolto.

Stia tranquilla, appena abbiamo delle notizie... Io mi muovo da qui!

Mi faccio parlare con la caposala?

Sono io la caposala.

Lei si deve fidare di me.

Lei non può stare qui.

Forza signorina, si sieda.

Andiamo in ostetricia.

Non capisco perché ci mettano così tanto.

Vuoi che andiamo nel mio studio?

No, no, no.

Tanto non stare tranquilla neanche lì.

Scusate l'attesa.

Volevamo essere sicuri di quello che abbiamo visto.

L'infezione è regredita.

Quindi i farmaci hanno fatto effetto?

Sì.

Il focolaio batterico sembra spento.

Pensiamo che Bruno possa uscire dal polmone.

E non è troppo presto.

Mi sono confrontato con il dottor Ferraris.

Monitoriamo la situazione giorno e notte.

E se ci fosse bisogno, il polmone d 'acciaio è sempre qui al reparto.

Ti prego, proviamo.

Sei pronto?

Vai Elena.

Piano.

Piano.

Piano.

Piano.

Piano.

Piano.

Piano.

Piano.

Piano.

Grazie.

Non sai da coppia che aspetto questo momento.

Amore mio.

Che le dici?

È finita.

Ancora non ci credo.

Mamma, per favore.

Avresti dovuto piangere se fossi rimasto qua dentro.

Voi due niente lacrime?

Io aspetto la tua Laura.

Vedrà che piano piano ti rimetti in piedi.

30-40 sigarette al giorno.

Altrimenti col gelo che ti entra nelle ossa al primo treno delle quattro.

Come fai?

Jim Morrison in confronto era un salutista.

Alma Dov'è?

Come sta?

Sta bene.

Adesso cerchi di rilassarsi.

Grazie.

Con 120 di frequenza non sarà facile.

Pronto.

Eccolo il mio cane da guardia.

Dove sei stato?

Cosa vuoi?

Era in camerino, si è rovesciato tutto, vedi se c'è tutto.

Che carino, si preoccupa?

Sì, che tu ci creda o no, mi preoccupo.

Ti ho visto uscire dal locale e chiama la pena e ti reggevi in piedi.

Io e te non siamo niente.

Non siamo amici.

Suoniamo insieme e basta, capito?

Da quando hai visto quel dottore e sua moglie...

non fai altro che bere da miretta.

Dimenticatelo quello lì.

Ah, oddio, mi fai infazzire quando fai così!

Non guidare che sei ubriaca, per favore!

Tanto non ci vengo a letto con te!

Una stenosi della discendente anteriore e il vaso è quasi del tutto ostruito.

Con tutte quelle sigarette c'era da immaginarsene.

Appena si stabilizza, impiantiamo un bypass per rivascularizzarlo.

Tu l'hai attaccato al contropulsatore?

Sì, perché?

È un caso troppo al limite.

Non possiamo stare a guardare mentre aspettiamo che gli venga un infarto.

Ma neanche operarlo con una tecnica sperimentale.

Anche il contropulsatore è una macchina sperimentale.

Noi abbiamo passato il vaglio al comitato scientifico.

Voi siete appena usciti con un articolo.

Comunque fino a qualche anno fa una pubblicazione

su cardiologia era più che sufficiente.

Non credo, Cesare era un visionario, non un incosciente.

Sì, però esiste un momento in cui bisogna uscire dal

laboratorio e provare a vedere se funziona sui pazienti.

Eh, una cosa alla volta, tempo al tempo.

Pensavo fosse orgoglioso di me.

E lo ribadisco, avete fatto un ottimo lavoro,

però i tempi sono cambiati, ci sono delle regole.

Certo, lo so.

Mi scusi, mi scusi, lei non può stare qui.

Senta, devo vedere mio padre.

Quell'uomo ha pensato a me tutta la vita.

Senza di lui mi sento persa.

Mi dispiace, ma lei qui non può entrare.

Ci penso io.

Facciamo un'eccezione, l'accompagno?

Io avrò solo pochi minuti, va bene?

Grazie.

Venga con me.

Ciao papà.

Anna, che fai qui?

È... è un po' un po' io.

Dicolo che ci vuole ancora un po'.

Ha visto che sta bene?

Ci abitiamo nello stesso palazzo.

Non ci siamo mai separati.

Adesso che mio marito va su giù da Roma si è addirittura messo in pensione.

Sbrigati a uscire che devi conoscere i tuoi nipote.

Scusi, dottoressa.

Sì?

Il direttore ha chiesto di lei.

Arrivo subito.

Grazie.

Come fa a sapere che è maschio?

Certe cose si sentono.

A lei non è capitato?

No, e non ho figli.

Laura, hai ricaricato il carrello?

Siamo in ritardo per il giro in corsia.

Veramente manca ancora mezz'ora.

Sì, ma tra poco scaricano la biancheria, devo parlare con quelli

delle pulizie e non ho ancora fatto gli ordini per domani.

Quant'è difficile stare dietro a tutto.

Prima di tutto, devi solo stare più tranquilla Serenella.

E... senti, ti posso chiedere un cambio turno per domani?

Dovrei accompagnare mio padre ad una visita.

Domani?

Sì.

Chiedo ad Assunta, vediamo che dice.

Scusami, io devo andare.

Grazie.

Alla prego, su questo braccio ne ho subito una ferita in guerra.

Senta, sono passati Trent'anni, se ne inventi un'altra...

Aia!

Per fortuna stasera torno a casa.

Nella Mia casa ne ho come minimo olio di ricino.

Che succede?

Il braccio mi fa male.

Niente, questo è uno che si lamenta anche per un cerotto.

Senta, chiami la caposala per cortesia.

Sono io la caposala.

Perché non hai usato l'altro braccio?

Perché sull'altro le vene non si vedono.

Abbia pazienza, è solo l'effetto del lago, poi passa.

Senti, puoi fare scambio di turno con Laura domani mattina?

Caposala?

Sì?

Ho una cosa per lei.

Si chiama Occhio di Tigre.

La tenga.

Per me?

Grazie, è bellissima.

Meglio se la ricarica al sole.

Ma vanno bene anche i raggi lunari.

La ricarico?

È una pietra molto potente.

E' incredibile cosa riescono a fare questi farmaci di ultima generazione,

in due settimane lo scompenso è migliorato in maniera impressionante.

C'è una chiara regressione Dell'infezione.

Deve farmi leggere tutto quello che ha trovato, dottoressa.

Certo, con piacere.

Sentite, io non sono il tipo che dice spesso grazie, ma questa volta devo proprio.

Abbiamo solo fatto il nostro dovere.

E mi capita ancora più raramente di chiedere scusa.

Soprattutto a lei, dottoressa Gallo.

L'unica cosa che conta è che Bruno stia migliorando.

E in gran parte lo deve alla sua determinazione.

Una goccia cinese, un caterpillar, non so come dire.

Se non servo io andrei.

Vengo con lei, sono indietro su tutto.

Grazie a tutti.

Arrivederci.

Arrivederci.

È una Bella vittoria, no?

Te lo dico.

Forse oggi piangerò.

Non ti azzardare a demolire la Mia ultima certezza che...

una come te non piange mai.

Cretino.

Vieni qua, Gallo.

Dai.

Siamo una squadra fortissima.

Ho chiamato l'Istituto Arifisica.

Ancora.

Hanno una postazione libera anche stasera.

Ho detto che andiamo.

Ma sei sicuro che non si stanca?

Questa settimana ci siamo andati tutte le sere.

Per fortuna!

Almeno abbiamo capito di quanto puttane abbiamo bisogno.

E ho richiamato anche quelli che devono farci avere la sigillatura del prototipo.

Però me ne ha detto per le cecchina di tu.

Quanti soldi vogliono?

Ma lo sai che devo regalarti una bicicletta?

Anzi, a dir la verità, Pier Curie la regalò a Marie il dopo per vincere il Nobel.

Ma io voglio farlo prima.

Però, amore, questa volta devi farlo tutto tu.

Sta cercando di scaricare i suoi impegni su di te?

No, voglio che tenga d'occhio quel paziente che abbiamo attaccato al contropulsatore.

Mi raccomando, assicurati che il flusso sia sempre costante.

Dottore, è uscito finalmente.

Deve firmare le dimissioni di Foyce.

La dottoressa Brunello le ha già firmate.

E ha chiamato la signorina Montu?

Erano giorni che non lo faceva.

Se dovesse richiamare le dica che sono in sala operatale.

Va bene.

E così ci lascia signor Foyes.

Però non per sempre.

Se seguirà la terapia camperà più a lungo di meglio, lo garantisco.

Ti starà una cosa che ha detto.

Sente che morirà giovane.

No, era per dire una cosa.

Io cerco sempre di evitare il numero 5.

Non ho una Bella energia.

Lei di cosa ha paura invece?

Guardi che se parliamo non riesco a scrivere.

Ho dimenticato di aprirla.

Come lei dottore?

Laura, non riesco a leggerla, questa grafia

è troppo piccola, anche per i miei occhiali.

Certo.

Gentile dottore, mio figlio ha sempre avuto una passione per il pugilato,

con ottimi risultati.

Da un po' di tempo però, lui che era sempre

così coraggioso, non vuole combattere più.

Sa dirmi perché?

Sarà stufa di prendere botte.

Io non la ridurrei una paura così banale.

Mi illumini lei, allora.

Anche questo ragazzo ha paura.

Non Dell'avversario, però.

Ma di se stesso.

Non c'è niente che spaventi più l'uomo che scoprire cosa è capace di fare.

Quanti sono disposti a esplorare l'abisso?

Lei, per esempio, dottore?

No, io credo verrò a trovarla per un corso accelerato.

Nel frattempo, abbia cura di sé.

Anche lei, dottore.

Mi raccomando.

Mi hanno detto di portarti questo.

Facciamo che tu sei cenarentola e io il Principe.

Va bene.

Ti fa impressione che sono zoppo?

Vuoi la verità?

È che non so tanto come si fa.

Beh, intanto cominci da lì in fondo.

Sei riuscita ad aprire quell'astronave e questa sarà una passeggiata.

Quel mostro non lo voglio più vedere.

Eppure è grazie a lui che ti ho conosciuta.

Andiamo.

Aspetta.

Aspetta.

Graffatemi.

Bravissima.

Piano.

Gli ho comprato una radiolina, perché adesso

che è in corsia magari gli può far piacere.

Guardali.

Come sono carini.

Sono anni che non lo vedo così spensierato.

Anche noi eravamo così.

Potremmo tornare ad esserlo.

Sì?

No, il dottore sta operando.

Le ripeto, il dottor Ferrari sta ancora operando.

No, no, non le so dire quando finisce.

Riferirò.

Arrivederci.

Dottoressa, per lei.

È appena arrivata.

Complimenti, dottoressa.

Non sono qua per farmi dire brava.

Questa è un'incredibile opportunità per il reparto.

Rivoluzionerà la cardiologia.

Capisco il suo entusiasmo, ma mi sembra un po' eccessivo.

Potremmo operare a torace chiuso.

E la ripresa dei pazienti sarà molto più veloce.

Dobbiamo soltanto affinare la tecnica.

Però prima lei mi autorizza ad introdurre il

reparto e prima raggiungeremo il nostro obiettivo.

Qui si parla di una percentuale di fallimento del 10%.

Mi sembra un parametro ancora alto.

Assolutamente, assolutamente.

Però purtroppo non esistono certezze in medicina.

E nessuno lo sa meglio di me.

E allora sa bene anche che arriva un momento

in cui bisogna avere il coraggio di avanzare.

Altrimenti disinfetteremo ancora le ferite con il fuoco.

Io sono davvero felice che il suo figlio stia meglio.

Però anche gli altri pazienti meritano una possibilità.

È per loro che dobbiamo farlo.

Guardi, ammetto di essere troppo frastornato per essere obiettivo oggi.

Lei sa come la penso.

Lascio decidere il dottor Ferraris.

È incredibile, te l'ha parlato di sfuggita e l'hai già costruito.

No, ma in realtà non era così complicato.

Considera che adesso pesa una decina di chili, quindi va alleggerito.

Già il fatto che possiamo portare il defibriatore al paziente, non dobbiamo

fare il contrario, mi sembra un'ottima cosa.

Poi penseremo al peso.

E lei?

Sì.

Eccoci.

Che emozione.

Tu l'hai già vista?

Tanto secondo lui non siamo pronti.

Non ho detto questo.

Però lo pensi.

Ho solo detto che tra la teoria e la pratica c'è un tempo tecnico.

Ma siamo già alla pratica.

Grunzich ha eseguito il primo intervento con successo.

E i palloni sono testati.

Comunque va bene, noi continuiamo a lavorarci e

poi tu ci dirai quando secondo te saremo pronti.

La Rosa vuole che decida tu.

Sei andato a parlargli senza dirlo.

Bene, io questo me lo leggo a casa con calma.

Ma smetti di farmi passare per il cattivo.

Quando abbiamo iniziato a operare con i bypass

c'erano per cento lì e rischi di andare per cento.

Mi fa un po' ridere che parli di numeri.

Sopravvive un trapiantato su due, però tu hai fatto

qualunque cosa per trovare un cuore per tua sorella.

Signore, è stato un piacere.

Ha ricaricato la pietra?

Che pietra?

Ma no, niente.

Giovanni, chiudi le valigie così andiamo, grazie.

Mi raccomando, la nitroglicerina.

Se può andarsene con le sue gambe è solo grazie a quelle pastiglie.

Ma forse non era la Mia ora.

Perché la fa così complicata?

È chiaro che ha vinto la scienza.

È incredibile che una Donna intelligente come lei

Scusi, sono troppo di cattivo umore per seguirla.

Di che parla?

Della passione per il dubbio.

Speravo di contagiarla.

Con me ci è riuscita sicuramente.

Capo Sala.

Dottoressa, è stato un vero piacere conoscerla.

Anche per me.

Arrivederci di nuovo.

Buonasera.

Buonasera.

È stato un piacere conoscerla.

È un uomo elegante, profondo, tale e quale mio marito.

Comunque secondo me qualche potere ce l'ha veramente.

È solo bravo con le parole e il resto è suggestione.

Non lo so.

Troppe certezze hanno fatto male persino a me e a lei.

Comunque sto ancora aspettando il conteggio delle bombole d'ossigeno di questo mese.

Amore hai ragione, scusami, domani lo faccio.

È da ieri che te lo chiedo.

Se non fossi tua moglie, l'avresti già fatto.

Che dici?

Non c'ho avuto un attimo libero.

Anzi, a proposito, potresti staccare un po' prima, oggi?

No.

No, no, no.

Avevamo detto che oggi andavi tu a prendere Anna Danza.

Vecchio è un paziente gravissimo, l'abbiamo già rianimato due volte.

Beh, anch'io ho un sacco di responsabilità adesso.

Appunto, dico, troviamo un punto d'intesa.

Magari oggi fai tu e poi... Tu, Massimo, alle sette devi essere a teatro.

Questo è il punto d'intesa.

Ma è quello che dicevo io, no?

Oggi vado io, poi...

Serenella!

Serenella, chiamala Brunello.

Recchi ha una crisi.

Recchi, non mi puoi morire oggi, eh, che io

devo andare a prendere Mia figlia a danza.

L'abbiamo ripreso per un pelo.

Rivediamo la telepia in vicenda.

Sì.

Vado a chiamare Helmut, il contropulsatore variosettato.

No, Alberto.

Alberto, sta troppo male.

L'ostruzione è quasi totale ormai.

E quindi?

Non facciamo niente?

Delia, ti prego.

No, ti prego, fammi provare.

Facciamola insieme.

No.

Questo è un morista della vita.

Tu lo capisci che lo sta facendo per proteggerti o no?

Ma da cosa?

Di che cosa parli?

Non mi lasci perdere.

Perché non mi aiuti?

Perché stai con il freno tirato?

A volte penso che lo fai perché non è il tuo progetto.

Stai parlando seriamente?

Sì.

Sinceramente non riesco a darmi altre spiegazioni.

Tu non sei così.

Io adesso finisco il giro.

Poi vado a casa e se cambia qualcosa mi chiami.

Già.

Sì?

Attendo un attimo, per favore.

Dottore, quella Donna, la signorina Montu, chiede ancora di lei.

Guardi, faccio una cosa.

Se inventi una scusa, le dica che sono partito.

Anzi, facciamo così, la prossima volta non mi dica niente.

Grazie.

Signorina, mi scusi, ma il dottore è impegnato.

Un attimo.

Il dottore dice che ha avuto un incidente.

Come stai?

Dove sei?

Sono bloccata dai carabinieri.

Non vogliono lasciarmi andare.

Perché?

Chiedilo a loro.

L'incidente è colpa tua.

Non è stato proprio un incidente, stavo

cercando di tornare a casa e mi hanno fermato.

Guidavi Briac.

Io non volevo scappare via, è che... è che mi ha preso il panico.

Ci puoi venire a parlare tu.

Non sopporto più le prediche di Fred.

Poi secondo me se ci vieni a parlare tu mi lasciano andare.

Non ci penso proprio.

Lo so che sei arrabbiato con me, c'hai tutte le ragioni.

Però, se ci pensi, sei anche l'unico a cui importò qualcosa di me.

Ti prego, aiutami.

Mi dispiace, non posso proprio.

Hai fatto tu questo prelievo?

Ah, sì, sì.

Serviva per la sigillatura del prototipo.

Ma è il doppio di quello che avevamo preventivato.

Eh, lo so, ma alla fine li ho convinti a fare un triplice

rivestimento di titanio per avere il massimo della sicurezza.

Perché non me l'hai detto?

Virginia, hai capito che vita sto facendo?

Anche stasera sto di turno in ospedale, quindi

non potremo neanche andare in laboratorio.

Ascolta, mi dispiace che non te l'ho detto.

Davvero.

Ma io e te siamo una cosa sola.

No?

Proprio per questo potevi dirmelo.

Guarda, io lo sapevo che alla fine finiva così.

Prima mi dici che il tuo conto è anche il mio, poi però quando lo uso me lo rinfacci.

No, ma il problema non sono i soldi.

Il problema è che tu non abbia pensato di avvisarmi.

Te l'avevo anche chiesto.

Sì, hai ragione, scusa.

Ma alla fine abbiamo vinto.

No?

Ci avevano detto che sarebbe stato impossibile.

E come hai fatto a convincerli?

Virginia, lo sai, quando voglio una cosa riesco sempre a prendermela.

Vivian?

Ti scrivo perché non so come altro fare per

chiederti scusa per come mi sono comportata.

L 'ultima volta che ci siamo viste sono stata pessima.

Ma quando ti ho visto con lei, quando ho visto quello che vi lega,

quell'amore che come una magia ti fa sentire al posto giusto, al momento

giusto, con la persona giusta, sono come impazzita.

Io lo conosco quel legame.

E vederlo negli altri mi fa troppo male.

Ho rovinato tutto, lo so.

No, ormai è l'unica cosa che so fare, rovinare

tutto, perché non mi è rimasto più niente.

Ti prego perdonami se puoi.

Prenda questa.

Infermiera, per favore, il braccio.

Mi sta esplodendo.

Anche la Mia pazienza, e le posso assicurare che è molto peggio.

Ma mi guardi almeno, no?

Non riesco più a muovere le dita.

E poi mi prude.

Faccia vedere.

È una flebite.

Non è grave.

No.

No, assolutamente no, però va a tolto l 'ago.

Abbia pazienza, ci metto un attimo.

Ecco fatto.

Tenga qui.

Le prendo un antinfiammatorio, vedrà che domani starà meglio.

Lei sa che ci hai dato per fare questo mestiere.

Maci!

Che cosa vuoi ancora?

Non ti permettere mai più di trattare così un paziente, è chiaro?

Quando qualcuno ti dice di stare male, è compito tu occupartene.

E per quanto riguarda i turni, visto che sono io a decidere, organizzati,

perché Laura ha un'emergenza familiare e tocca a te sostituirla.

È chiaro?

Buongiorno, taccia, macis.

Ciao Serenella.

Laura, eccoti.

Ciao.

Volevo dirti di stare tranquilla per quel cambio di turno.

Tutto risolto.

Davvero?

Sì.

Pensavi che non ce l'avrei fatta?

No, no, figurati.

Grazie.

Senti, per caso hai visto una pietra grande più

o meno così, marrone, con delle striature gialle?

A domani.

Ciao.

A domani.

Ciao.

No, no, no, mi dispiace.

Ma è preziosa?

Forse no.

Grazie ancora.

Ciao, a domani.

A domani.

Se tuo padre scopre che ti ho portato qui, come minimo mi licenzi.

E tu copriti di più.

Ma stai tranquilla.

Con tutte le cose che ha da fare, figuriamoci se viene qua.

Comunque mi sembra una vita che non vedo le stelle.

Dai, esperimi un desiderio e poi torniamo giù.

E tu qual è?

Non lo so.

Perché?

Mi sembri una sognatrice.

Ti posso chiedere una cosa?

Certo.

E che non abbiamo più parlato di quel bacio.

Ci penso da un po' di giorni.

Non mi era mai successo prima.

Non so bene che cosa mi sia preso in realtà.

Me ne vergogno tantissimo.

È stato uno sbaglio.

Lo immaginavo, infatti.

Fa freddo, eh?

Allora, rientriamo?

Certo.

Marianna?

Ciao.

Bello vederti a casa.

Sono venuta solo a prendere qualche cambio.

Mi guardi un attimo, per favore?

Tra poco Bruno uscirà dall'ospedale e noi ricominceremo da capo.

No Luciano, io non ce la faccio, scusa.

Per favore, aspetta.

Io ti amo.

Ti amo ancora.

Anche io ti amavo.

Ma hai distrutto tutto.

Se penso a tutte le bugie che mi hai raccontato,

mi viene voglia di spaccare tutto, guarda.

Senti, io leggevo qualsiasi cosa su quel vaccino.

E poi il giorno dopo leggevo esattamente il contrario.

E Bruno era fragile, io avevo paura degli effetti avversi.

Avremmo dovuto decidere insieme!

Ho fatto quello che sembrava meglio per nostro figlio.

Ma così non l'hai vaccinato e lui si è preso la poliomelite.

Se non avessi pensato di aver commesso l 'errore più grande della Mia vita,

secondo te avrei smesso di fare il medico?

Non mi importa come hai deciso di punirti.

So solo che mi hai mentito per anni.

E se Bruno non fosse finito dentro a quel

catafalco, forse tu non mi avresti mai detto niente.

Se penso che lui ti considera come il suo eroe...

e non sa niente...

stai tranquillo.

Non glielo dirò.

Ma solo perché sapere che suo padre è un bugiardo lo ucciderebbe.

Che succede?

Recchi satura sempre meno, che facciamo?

Ma scusami, tu non devi andare a prendere tua figlia?

Beh, in teoria sì.

Vai, resto io.

Davvero, tanto c'è anche Berbero.

Ma sei sicura?

Sicurissima.

Hai fatto anche la notte.

Tu?

Ti piace lo zabbaglione?

Serenella fa un zabbaglione strepito se io ti porto lo zabbaglione.

Pressione continua a scendere.

Secondo me la quarta crisi non la supera.

Alma, ma che ci fai qui?

Voglio sapere come sta.

Lo stiamo monitorando.

Continuamente.

Che succede?

Delia, scende, scende!

Vi prego, fate qualcosa!

Faremo tutto il possibile, però devi perderti di uscire.

Oddio!

Gaia, le si sono rotte le acque.

Eccomi.

Dammi le mani.

È tutto bene, respira.

Fa tutto bene.

Fuori di tutto per salvarlo, vero?

Me lo giuri?

Sì, però adesso va.

Si sieda.

Andiamo.

La situazione sta precipitando, Brunello.

Dobbiamo chiamare Ferraris.

Non serve, ci penso io.

Aumenta il contropulsatore.

Comunque, grazie per essere venuto.

Dopo quella sera...

Pensavo che non mi avresti più parlato.

Ti ho scritto una lettera, non so se...

Sono una scema, scusami.

E che mi fa piacere che ti preoccupi per me.

C'è un'ischemia in corso, dobbiamo fermarla.

Chi c'è di turno stavolta?

Baker, l'ho chiamato e sta arrivando.

Bene.

Ma siamo sicuri che non vogliamo avvisare anche Ferraris?

Eccomi.

Che succede?

Allora, la responsabilità di quello che vi sto per chiedere di fare sarà soltanto Mia.

Ma ho bisogno del vostro aiuto.

Ve la sentite di superare un limite?

Certo.

Io sempre.

E in che senso?

Nel senso che io voglio provare a salvare la vita di quest'uomo.

Però ho bisogno anche di te.

Tu un po' mi fai paura, Brunello.

Però non ti lascio sola.

Grazie.

Grazie.

Scusami, la cameriera si è presa un giorno di ferie.

Ah, guarda che non serve che...

Cosa fai?

Smettila.

Smettila.

Sei tu che devi smetterla con queste cose.

Ma che cazzo sei, mio padre?

Come fai a vivere così?

Oh, basta!

Fai quello che vuoi, Santon.

Tanto da quando non c'è più...

è finita.

Noi io e Filippo eravamo una cosa sola.

Come voi.

Dovevamo sposarci.

Era vivere a Parigi.

Lui voleva farmi diventare una cantante famosa.

Io volevo solo lui.

E' vero, sei simile.

Hai sbloccato l'ostruzione, è incredibile.

Allora, ora tolgo il filo guida, poi il catetere e tu richiudi l'arteria.

Sì, la pressione sta risalendo.

Ci sono quasi.

Tieniti pronto a chiudere.

Sarò un fulmine.

La saturazione è buona, i battiti sono regolari, ancora non ci credo.

Vai, chiudi.

No, no, no, no, no.

Presso, presso, stanno andando.

E sbrilliamo.

Avanti, hanno una piccola spinta.

Ci siamo quasi, vedo la testa, prenderci solo.

Avanti, spingi, spingi.

Vai.

Uno, due, tre.

Dai, dai, dai.

Ci siamo quasi.

Bravo, bravo, bravo.

Vedo la testa, avanti.

Brava, brava!

Ancora!

Forza!

Alcala, alcalà!

Eccolo!

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