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Avrei voluto, avrei voluto costruirti ancora qualcosa d'amore.
Avrei voluto, avrei voluto sprecare il fiato e starmene seduta.
Cara dottoressa, lei non ha proprio niente che non vada.
Non capisco se è una buona o una cattiva notizia.
Noi medici è la diffidenza.
Scusi.
Il punto è che ci stiamo provando da un po'.
I bambini arrivano quando è il momento.
Ma bisogna aiutarli.
Quindi, passeggiate all'aria aperta, pasti regolari, frutta, verdura,
cercare di dormire il più possibile.
Questa la vedo dura, tra i turnini di notte e il laboratorio.
Dici che dovrei rallentare un po'?
Non lo dico io, lo dice Frieri.
Nelly, voglio una bambina come te.
No, se fossi una bambina saresti troppo gelosa.
No, magari non la faccio uscire di casa.
Non ci provare.
La nostra figlia sarà forte, emancipata, libera come il vento e bella.
Dobbiamo andare, siamo in ritardo.
Non vale che tu devi rallentare.
Allora, la neutropenia è la riduzione del numero di
neutrofili e può essere associata ad uno stato febbrile.
La neutropenia è una riduzione del numero di neutrofili
e può essere associata ad uno stato febbrile.
Guarda questa.
Tu ovviamente non mi stai ascoltando.
Ma no, amore, ti ho sentito, sei bravissima, sai
tutto, ma guarda come ha parcheggiato questo.
Va bene, che cosa ho detto?
Hai risposto bene alla domanda che ti ho fatto.
Guarda, cioè, a spina di pesce vuol dire a 45 gradi.
Tu la merenda di Anna gliel'hai messa nella cartella?
Porca miseria, la merenda di Anna, mi sono scordato.
Vabbè, però Ferruccio, ti prego, è l'unica cosa che ti ho chiesto.
Io l'ho svegliata, l'ho fatto fare colazione, l'ho vestita, l'ho lavata.
Lo sai che sono tre giorni che non riesco a dormire perché sto sempre a studiare?
Amore, però si vede, sei stanca.
Però chi l'ha scaldato il latte?
L'ho scaldato io il latte.
Che vuol dire si vede?
Ecco un altro, guarda come ha parcheggiato.
E allora, come va?
Senti pronta?
Mi sembra di non sapere più niente.
Beh, se vuoi alla prossima pausa pranzo ti posso dare un aiuto, un ultimo ripasso.
Magari.
No, ma che magari?
Ma gliel'aiuto io, mia moglie, non ti preoccupare.
Devi imparare a parcheggiare che hai preso il posto dei tre macchie.
Allora, si mette.
Ci stanno bene lì.
Ci vediamo dopo, grazie.
Ciao.
Ciao.
Buongiorno.
Buongiorno.
Buongiorno.
Mi aiuti?
Sì, arriva.
Sono sicura che andrà bene.
Mmm, non lo so.
Non lo so, più ci penso più penso che sia una follia.
Forse è assunta la persona giusta per questo lavoro.
No, assunta la persona giusta per il braccio della morte.
Un boia perfetto, ragazze.
Parlavate di me?
No, no, figurati.
Comunque siete tutte e tre in ritardo.
Veramente mancano ancora cinque minuti all 'inizio.
Come se non lo sapessi quanto tempo perdete a chiacchierare.
Forza, diamoci una mossa.
Se non ci salvi da questa, io giuro, ti tolgo il saluto.
Te lo giuro, eh.
Che disinvoltura.
Beh, ci ha voluto qualche giorno, però alla fine so tutto.
Anche che non posso passarti da te.
Hai la spugnetta sotto i piedi, se no soffri il solletico.
Pensa, la prima volta che mi hanno operato l'infermiera se lo dimenticava sempre.
Facevo certi salti.
Quanti anni avevi?
La prima volta 11 anni, poi nell'ultimo intervento quasi 18.
Deve essere stato terribile.
Per fortuna mio padre ha fatto di tutto per non farmi mai sentire malato.
E per farmi vivere una vita normale.
E in effetti non sono così speciale.
In realtà un po' lo sei.
No.
Non in quel senso.
Non intendevo dire quello.
Tu non ti lamenti mai.
Sei sempre sorridente.
Gentile con tutti.
Beh, quello non è solo merito mio.
Elena.
Mi aiuti a portarlo in radiologia, per favore.
C'è qualcosa che non va?
No, no.
Solo un controllo.
Ti aiuto.
Sì, grazie.
Buongiorno.
Buongiorno, dottore.
Ha bisogno?
Avrei bisogno di consultare il faldone degli impianti di pacemaker dal 64 al 74.
Deve chiedere al dottor Alfieri.
Non può aprirmelo a lei?
Non vorrei disturbarlo per stupidaggini.
No, mi dispiace.
Io non ho le chiavi.
Sarà almeno la terza volta che mi chiamano.
Gli ho già detto, sono un cardiochirurgo delle molinette.
Va bene, richiamatemi però.
Di nuovo all'istituto di fisica nucleare.
Già, ma ancora non si decidono di darmi un appuntamento.
Non c'è un altro posto dove poter lavorare col plutonio?
No, lì hanno i laboratori più sicuri.
Se vuoi, provo a chiamare io.
Ce la faccio da solo, grazie.
O almeno spero.
Anche recuperare i dati sui pacemaker sta diventando un affare di stato.
Perché?
Perché stanno sotto chiave.
E indovina chi ce l'ha?
Fausto è un collega, chiedigliela.
Certo, buona idea.
Così si prende il merito anche di questo.
Virginia, sui pacemaker al plutonio deve esserci la mia firma.
E la mia soltanto.
Cos'è che non ti è chiaro quando parlo?
Scusami.
Non so perché, ma me la prendo con te che non c'entri niente.
Amore, dai.
Non guardare con quella faccina che lo sai che non ho sport.
Pensavo che il matrimonio fosse un porto sicuro,
invece a volte sembra più una nave in burrasca.
L'amore è così, alti e bassi.
Lo so, pensiamo che l'amore sia un dono, invece somiglia più a un peso.
Pensavo che senza drenaggio il suo umore sarebbe migliorato.
Non intendevo il senso negativo.
I pesi basta sveli maneggiare.
Mi dispiace se la controllo un attimo.
Prego.
Grazie.
Grazie mille.
Ha ancora tachicardico, non capisco perché.
Facciamo un ECG?
Sì, pensaci tu e poi mi fai sapere.
Ha conosciuto l'amore, quindi?
Non mi tratti come un vecchio decrepito.
Lo frequento ancora.
Quindi esiste una signora Foyce.
Allora hai curioso di me.
Bene.
La dottoressa Brunella ha un'espressione diversa oggi.
E lei deve imparare a maneggiarli.
Cosa?
I pesi.
O finirà per essere schiacciata.
Prendo l'ECG.
L'aspetto, Virginia.
È permesso?
Eh, ciao.
Scusami se ti ho fatto venire fin qui, ma altrimenti non riusciavo mai a vederci.
No, non preoccuparti.
Lo capisco.
Non ti sei stancata, vero?
No, no, figurati.
Dicono che camminare mi fa bene.
E tu?
Come stai?
Mi manchi.
Mi manchi tantissimo.
Ada non è mai stata una bambina appiccicosa, ma
in questo momento sento che ha bisogno di me.
Quando sono qui al lavoro mi chiama per chiedermi quando torno a casa.
È come se avesse paura di stare da sola con la madre.
Io non ce la faccio a dirle di no.
No, no, lo capisco.
Nemmeno io ce la farei con mia figlia.
L'ha fatto Ada?
Non sì.
Sì, ma...
Una bella famiglia felice.
Ma solo nel disegno.
Ma forse Ada ti ha visto davvero così.
Sorridenti, ma non nella mano.
Lisa.
Lisa.
Io ti amo.
Ma ti amo davvero.
Devo solo capire come stare con te senza trascurare Ada.
Ehi.
Ciao.
Ciao.
Stai bene?
Sì.
Sì, sta bene che non ho fatto colazione stamattina.
Eh, vieni, ti misuro la pressione.
No, no, ti ho detto che sto bene.
Non mi pare.
Alberto, ti prego.
So che hai fatto tanto per me, che ti senti responsabile di questo cuore, ma...
ma devi provare a lasciarmi vivere.
Dottore, mi discusi.
Ti arrivo.
Vai, vai, tranquillo.
Ci vediamo a casa.
Devo venire un attimo.
Che succede?
Ha avuto una malarencella.
Un infarto, dice.
Ah, lasciatelo parlare.
Ancora in gola.
Respiri bene?
Si è scolato due litri di caffè a colazione.
È vero?
Ma non è solo quello, lo giuro.
Mi sono sentito svenire.
Come se stessi perdendo coscienza.
Coscienza?
Ce l'avesti una coscienza?
Ha ucciso un padre di famiglia a sangue freddo.
Non volevo ucciderlo.
Sono stato costretto.
Non me lo perdonerò mai.
Portatelo in corsia.
Sarebbe meglio una stanza singola.
Sono tutte piene.
Toglietegli le manette.
Il direttore del carcere ha dato ordine di non toglierle mai.
Siamo in aspetale.
Qui comando io.
Ci vediamo dopo.
Potete cominciare.
Avete due ore a partire da adesso.
In effetti il battito è abbastanza accelerato, però...
mi sembra una...
Lo teniamo ancora qui, per vedere che succede.
Ci vorrà un po', quindi accomodatevi pure.
Tu cerca di riposare.
Con permesso.
Io so che sono insopportabili, però forse hanno ragione le guardie.
Veramente, potrebbe essere l'effetto del caffè.
Ha detto che ha avuto una specie di svenimento.
Magari una presincope.
Avrei dovuto sentire un soffio, invece... Senti, non ci costa niente tenerlo qui.
Ancora un po', per esser sicuri.
Va bene.
Cosa?
No, dico, non è che se uno una volta ha detto
una bugia, deve essere per forza un bugiardo.
No?
No, certo.
Senti, devo andare a vedere se sono arrivati i ragazzi e l'avvocato.
Va bene.
Aspetti, Rinaldi, io non le ho chiesto la glicemia in un paziente diabetico.
Le ho chiesto i valori normali di glicemia in un paziente a digiuno.
Ah.
Adesso, ciao.
Entrata?
Sì, sì, da un'oretta.
Ah.
Secondo te questo è un buon segno?
Un cattivo segno?
No, buono.
Preparato io.
Secondo me è pessimo.
Una perdita eccessiva di liquidi.
Dovuta a ripetuti episodi di vomito.
Può determinare?
Acidosi.
Metabolica.
Alcalosi.
Metabolica, che sono molto...
Grazie, direttore.
Allora, com'è andata?
Bene.
Venga, Macis.
Buongiorno, direttore.
Bene.
Bene, molto, molto bene.
Non è andata bene.
Come?
Lo scritto è andato bene, ma l'orale mi sono confusa.
Ma l'orale?
Ma l'ho preparato io.
Ma forse quello è il problema.
Non c'è stata una sera che non ti sei addormentato mentre ripetevo?
Guarda che ascolto pure con gli occhi chiusi, eh.
Stamattina erano aperti eppure non mi ascoltavi.
Eh?
Avanti.
La radiografia di Bruno.
Il direttore si è raccomandato di aggiornarlo appena la vediamo.
Non gli abbiamo mai nascosto niente.
È il mio capo.
Ed è il padre.
Deve essere terribile quello che sta vivendo.
In effetti non riesco a pensarci.
Un figlio che peggiora di giorno in giorno è tu che non riesci a fare niente.
Quel senso di impotenza che non ti molla giorno e notte.
Avevo capito che non avevi figli.
Non c'è bisogno di essere genitori per capire certe cose.
No, certo, ma ne parlavi con un trasporto tale che...
Sarà capitato anche a te di amare qualcuno?
O sei uno di quelli che cambia una fidanzata al giorno?
Magari fossi capace.
Che c'è?
Devo andare a parlargli subito.
I polmoni sono ancora impegnati?
Sì, e questo ce l'aspettavamo.
Ma il vero problema è il cuore, qui vede?
L'altro sinistro sembra avere qualcosa che non va.
È l'effetto di sulfamidici?
No, non credo proprio.
Come fai a esserne così sicura?
Infatti non lo siamo, per questo vorremmo approfondire.
Pensavamo di fare un eco.
Qualunque cosa sia, faremo il possibile, glielo assicuro.
Il possibile non mi basta più.
Dovete fare l'impossibile.
Pronto?
Senti, qua c'è uno che chiede di te.
Uno chi?
Mi ha detto di dirti che aveva una sorpresa.
Dai, sbrigati.
Arrivo, dammi mezz'ora.
Arriva!
Come ti senti?
Molto stanco.
Dov'è l'altro dottore?
Quello che mi crede?
Al momento non può.
Sei bollente.
Gaia, prendiamo la temperatura.
Quindi resto?
Sì, resti.
Io oggi stacco prima, quindi mi raccomando, niente sciocchezze.
Come mai?
Motivi personali.
Comunque adesso veniamo a prendere la temperatura anche a lei.
Invece di punirmi.
Perché non mi dice dove se ne va di bello?
L'ho visto subito che oggi ha qualcosa di strano.
E' inutile che insiste.
Non ho intenzione di confidarmi con lei.
Non mi piace per niente.
Prima o poi le piacerò.
Gaia, dopo il ragazzo prendiamo la temperatura anche del signor Fois.
Ah, eccoti.
Vieni.
Ah, sei tu.
Anche io sono molto felice di vederti.
Anna, vi conoscete?
Di vista.
È Olivieri della Vertigo.
Ah, un discografico.
Una iena.
Dai.
Solo quando serve.
A me basta che me la lasci a cantare qui.
Vi porto due birre.
Che vuoi?
L'altra sera sono passato di qua per caso.
Sei addirittura meglio di un anno fa.
Grazie.
Brava.
Se fai un disco con me questa volta sfondi.
Ne sono sicuro.
Non mi interessa diventare famosa.
No?
E perché continui a cantare?
Perché non so fare altro.
Devo trovare un modo per campare.
Una volta non eri così.
Non mi interessa.
Facciamo così.
Nel caso non mi assi idea.
Ascolta.
Io posso avverare tutti i tuoi desideri.
Nessuno può farlo.
Neanche tu.
Lui fa sempre così.
Avete cambiato canula, l'ha limato qui sotto.
Meglio direi, molto meglio.
Sì, sì, abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto, dottore.
Dicevamo, dottor Baker, la cosa geniale pensata dal dottor Ferraris, mi corregga
dottore se sbaglio, è che questo contropulsatore si attaccherebbe al
paziente con una semplice canula alle gambe, invece che direttamente al cuore.
E quindi supporterebbe la circolazione senza essere troppo invasivo.
Giusto?
Giusto.
Tutto giusto, ma non c'è niente di geniale, solo utile.
Una volta attaccare un paziente al cuore artificiale con la sicca è una vera tortura.
Con questa macchina sarà più facile e soffriranno meno.
Però questa pompa peristaltica dovrebbe avere i tubi più flessibili.
Il sangue è molto viscoso.
Ci stiamo ancora lavorando.
Vedi che ho fatto bene a coinvolgerti.
Ma d'altronde il dottor Becker è uno dei miei migliori chirurghi.
Che però non può operare da solo.
A parte sistemare i tubi, cos'altro manca?
Eh sì, si riscalda troppo.
Però forse abbiamo trovato la soluzione.
Bene, adesso me la fate vedere.
Intanto portatelo in laboratorio, così organizziamo anche un calendario test.
È un ottimo lavoro.
Grazie.
Senti, io non sono il direttore.
Non ho mai smesso di avere fiducia in te e mi sembra che te lo sto dimostrando.
Quindi possiamo per favore smetterla e andare avanti?
Sì, certo.
Grazie.
Ecco ti.
Ti ho fatto chiamare perché ho bisogno di un tuo parere.
E io di un momento di pausa.
È già una notte difficile.
Neanche troppo.
Che succede allora?
Di chi è?
Cosa vedi?
Un problema al lato sinistro.
Sembra una dilatazione.
Ed è il figlio del direttore.
L'hai fatto vedere a Delia?
Non ancora.
Prima pensavo di fargli un ecosonografo.
Mi aiuti?
Certo.
Io e te ci siamo sempre detti tutto.
Vero.
Anche le cose scomode.
Allora?
Cosa mi vuoi dire?
Come va con la Gallo?
Sembra una donna di carattere.
Non mi tratta più come se fossi ragazzo di bottega.
Ma questo non significa che siamo amici.
Però quando parli di lei sorridi.
Siamo solo colleghi.
Guarda che sarei contenta se tu ti trovassi qualcuno che ti sta accanto.
È vero?
Certo.
Anche tu ti meriti di essere felice.
Come te, Helmut.
Spero anche di più.
Lo spero anch'io.
Per un sacco di tempo.
Se continuo così io salto l'esame.
No.
Adesso è più importante capire come stai.
Sì, ma io voglio finire i miei studi.
È uno dei punti della mia lista.
La tua lista?
Sì.
Tutti quelli come me hanno una lista dei desideri.
Facciamo così.
Io intanto ti vengo a ripassare.
Ho imparato a usare questo coso.
Vuoi che non sappia leggerti un libro di farmacologia?
Finalmente.
Cosa finalmente?
Ti ha strappato un sorriso.
Buonasera.
Buonasera.
Ciao, mamma.
Ah, senta.
Poi può dire la dottoressa Corvara di fare un altro ECG a Foy's.
Letto 13.
Esattamente.
Sì.
Grazie.
No, non sarò a casa.
La richiamo io.
Grazie.
Che senso ha staccare presto se puoi continuare
a stare sempre con la tua istanza ospedale?
Hai ragione.
È solo che il tracciato di Foy's mi preoccupa.
Cos'è che dobbiamo comprare esattamente?
Mario mi ha chiesto dei fumetti.
Poi pensavo di comprargli anche un pigiama nuovo.
E vorrei prendere anche un pensiero per Riccardo.
Forse è meglio di no.
Perché no?
È una cosa carina.
Da quando Marisa è tornata lo vedo così poco.
Io non voglio metterlo in difficoltà.
Senti.
Io lo so che cosa vuol dire quando c'è una persona di mezzo.
Che la testa va e inizia a immaginare...
chissà che cosa.
Ma lui sta lì solo per la figlia.
Dagli un po' di tempo.
Non siamo tutti come te Alberto.
Mi sa che dobbiamo staccare tutte e due.
Sì.
Non sai cosa ha fatto la reginetta oggi?
È venuto niente meno che Olivieri.
Sì, il discografico.
Quello che lavora per la Vertigo.
Non so se mi spiego.
Non sai nemmeno che cosa ha prodotto la Vertigo.
Ma certo che lo so.
Ha fatto...
Ha fatto un sacco di cose, ma non è questo il punto.
Il fatto è che lei l'ha trattato a pesce in faccia.
Mi dispiace, non potrei comprarti la Spider sfruttando me.
Ma la fai come vuoi, buttati via.
Io l'avevo detto al dottore che era inutile.
Quale dottore?
Quello dell'ospedale.
È stato lui a insistere perché ti riprendesse.
Ma io mi sono fatto convincere, come un pollo.
Hai trattato male Olivieri.
Oi.
Eh?
Olivieri.
Dai.
Cioè, quello ci fa sfondare.
È vero, vuole solo te, però magari prende tutto il gruppo, no?
Ti esci che mi devo cambiare.
Ma volevo solo... Dai, esci!
Ok, ok, ok.
Esco.
Ciao.
Ehi.
Che cos'è questa delizia?
Eh?
Forse meglio se faccio un sugo io.
Eh?
Sì.
Mi hanno chiamato dall'ospedale, voglio sapere di Foyce.
Sì, ha chiamato Laura, mi ha detto che il detenuto ha la febbre alta.
Ah.
Quindi forse avevi ragione tu, non stai mentendo.
Dopo richiamo, magari domani rifaccio il mio controllo.
Non ero io quella che si faceva coinvolgere dai pazienti.
Che cos'è?
Luisa mi ha obbligato a comprare questa... sciocchezza, perché dice che ci può
aiutare a darle il nipotino che le abbiamo premesso.
Posso vedere?
Eh, Luisa.
Grazie, Luisa.
Mi fai vedere come ti sta?
No, c'è la pasta sul fuoco, dai.
E la pasta sul fuoco non c'è più.
Festeggiavo qualcosa?
Sono felice con te, non te lo dico abbastanza.
Confessa.
Sei felice anche perché Alberto ti ha coinvolto nel progetto dell'avvocato?
Ma... così.
Preferirei che mi difendessi davanti al primario.
Ma l'ha fatto.
Io c'ero.
Oddio.
Stavamo parlando, dove vai?
Sì, però quando si tratta di Alberto stai sempre
dalla sua parte e non ho voglia di litigare di nuovo.
Le rubo soltanto due minuti.
Scusi.
È da ieri che aspetto di parlarle.
Va bene, mi dica.
Grazie.
Allora, io ho bisogno di rallentare un po'.
Non trascurerò il reparto.
Ho soltanto bisogno di rallentare.
Per un periodo.
Quanto è lungo questo periodo?
Qualche mese.
Un anno, dipende.
Però ho già pensato a tutto.
La dottoressa Corvara mi aiuterà a coprire le notti e io sarò sempre reperibile.
Lo so che cosa sta pensando.
Non penso niente.
Che ha fatto bene a non darmi soldi per la ricerca.
Ma non ho intenzione di fermarmi.
È soltanto una temporanea revisione delle priorità.
Lei è convinta di sapere sempre tutto, vero dottoressa?
È l'ultima radiografia di Bruno.
Dicono che ci sia una dilatazione dell 'atrio sinistro.
Il dottor Alfieri propone l'ecosonografo.
Vorrei il suo parere.
Sono d'accordo con lui.
Va capito se è la conseguenza di un sovraccarico di pressione, o di volume,
o di tutte e due.
Non ho figli, però posso immaginare quello che sta passando.
Mi dispiace molto.
Per quanto riguarda il suo rallentamento, mi basta che al reparto non ne risenta.
Assolutamente.
Grazie direttore.
Bocca al lupo, dottoressa.
Professore, buongiorno, sono la Rosa.
Io avrei bisogno di un favore per mio figlio.
Una membrana cellulare non è altro che un doppio strato fosfolipidico, cioè formato
da acidi grassi combinati a glicerolo e acido fosforico.
Lo so, è difficile, però... Non è quello.
Vabbè.
E' questo.
Sono brutta?
No, no...
Direttore.
Ciao papà.
Ciao.
Che succede?
Niente di che.
Devi fare un'ecosonografia, solo per scrupolo.
In linguaggio medico, scrupolo è sinonimo di problema.
Allora, ho una buona notizia.
Puoi dare l'esame di farmacologia.
Il professore ha accettato di sentirti qui, in reparto.
Eh, è la notizia più bella dell'ultimo mese, grazie papà.
Sei proprio il mio salvatore.
Mi raccomando, lo faccia studiare.
Certo.
Dicevamo.
Serenella, posso avere la cartella di Carmine?
Sì, subito.
Devo aspettare ancora?
Sì.
Eccola qui.
Grazie.
Ha avuto la febbre stanotte?
Sì, l'ha misurata Laura.
Laura?
Sì?
Era lei di turno.
Eh, sì.
Aveva la febbre, poi l'abbiamo abbassata subito.
Però poi si è svegliato un paio di volte.
Sembrava gli mancasse il fiato.
Come se fosse in apnea?
Sì.
Dice che gli succedeva anche in cella.
Ho portato le radiologia.
Va bene, grazie.
Va bene, grazie.
A domani.
È lui.
Altro che cuore, tutta una recita.
Che ne sai tu?
Sei diventato un dottore?
L'hai visto?
Ho capito, vado io.
Giorgia, gentilmente, questi sono a sistemare.
Se non mi sbaglio, ho anche qualcosa a affermare.
Cosa ci fa qui?
Si sente male?
No, no, no.
Possiamo darci del tu?
No, ecco, con i pazienti bisognerebbe mantenere un certo distacco.
Però non sono più una tua paziente.
Senti, ascoltami.
Io starei lavorando.
Senti, senti come suona meglio.
Io volevo, volevo solo...
ringraziarti.
So che hai convinto Gaspar a riprendermi al lavoro.
Sei troppo brava per non stare su quel palco.
Come fai a saperlo?
Non mi hai mai sentito?
Ho ascoltato il disco.
È vero?
Vieni a vedermi dal vivo?
Se non vieni, non canto.
No.
Mi faccio licenziare di nuovo.
Mi stai ricattando?
No.
No, no, è...
è che mi hai ridato la voglia di vivere.
Non posso lasciarti andare così.
Ti prego, vieni... vieni a sentirmi suonare.
Mi... mi avresti davvero felice.
Sì, va bene.
Adesso vai.
Quella non è la ragazza che ha tentato il suicidio?
Sì.
Sì, è passata per dei controlli, ha detto che va tutto bene.
Hai visto il detenuto?
Sì, eh... avevi ragione.
Ha un mixoma.
Andiamo.
Sì.
Cos'è un mixoma?
Un mixoma è un tumore, ma è benigno.
Però, essendo abbastanza grande, con il tempo
potrebbe interferire con l 'attività cardiaca.
Per questo, per evitare qualsiasi problema, dobbiamo toglierlo.
E quando?
Tra poco.
Però, tranquillo, ne uscirai come nuovo.
Scusate?
Ma questo non l'hai ancora usato?
No, è troppo umiliante.
Poi coloro due mi guardano...
Sai qual era il mio più grande desiderio da bambino?
Volevo viaggiare.
Soprattutto in America.
E assaggiare la Coca-Cola, perché dicono che l'è più buona.
Adesso voglio solo andare in bagno.
E pisciare come un ragazzo normale.
Questo ragazzo si deve operare.
Mettiti le scarpe.
Mi raccomando, devi essere un altro.
Promesso.
Faccio subito.
Ti faccio una proposta.
Lo facciamo come una volta.
In che senso?
Tu operi e io ti guardo.
Il direttore?
Ma non deve mica scoprirlo per forza.
Dottor Ferraris, il detenuto è scappato.
Cazzo, scusa.
Allora, controllate tutti i reparti e avvertite all'ingresso.
Sì, sì, esatto.
Appena fatto.
Grazie.
È stata colpa mia.
Ha chiesto di andare in bagno.
Mi dispiace, io non potevo immaginare che...
Cosa le è saltato in mente di accontentarlo?
Si rende conto della gravità?
Allora, l'importante è ritrovarlo.
Io vado in cortina.
Altro che caposala, quello mi licenzia.
Assunta!
Che fai qui?
Il detenuto è fuggito.
Lo stiamo cercando tutti.
Sì, vado.
Non lo troviamo da nessuna parte.
Andiamo a chiamare la centrale.
Sì.
Polizia.
Non dica che sono qui.
La prego.
Per quello non dico niente.
Come stai?
Male.
Ma non vuoi operarmi?
Non vuoi salvarti la vita?
Voglio morire e andare all'inferno.
Tanto qui è uguale.
Eh, andiamo.
Doveva solo essere una rapina.
Ma il cassiere ha tirato fuori la pistola e l'ha puntata sul guido.
Per me era come un fratello.
Io volevo salvare lui.
Non uccidere un uomo.
Lo so.
Però è terribile far del male a qualcuno senza quererlo.
Avrei voluto.
Avrei voluto.
Avrei voluto.
Costruirti ancora qualcosa d'amore.
Avrei voluto.
Avrei voluto dirti ancora quelle parole che tu sai, che non ripeterai mai.
Avrei voluto, avrei voluto non sprecare il fiato e starmene seduta.
Poi chissà, chissà cosa ricordi della cura e
della mia insistenza sulla parola differenza.
Che amore dopo amore, ancora un altro amore come un
fiore, un fiore di magnolia che muore in poche ore.
Ed è vero, ed è vero, non c'è enigma, non c'è mistero, passavamo soltanto da lì.
Allora, che cosa vedevi?
Io, solo geroglifici.
Quindi ho anche problemi di cuore, quelli prima o poi li abbiamo tutti.
Stai tranquilla, è tutto a posto.
Spiegatevi meglio, che cosa avete visto con l'ecosonografo?
Ecco, dal tracciato è emerso un problema.
Più serio di quello che temevamo.
È una massa, direttore.
Dobbiamo capire di cosa si tratta, ma è una massa.
Cercate di capirlo il prima possibile, potete andare.
Non ce la faccio più a dargli cattive notizie.
Almeno siamo riusciti a proteggere Bruno, per ora.
Sì, ho notato.
Tu e la Corvale avevi capito il volo.
Lavoriamo insieme da tanto.
Senti, un po' vicino c'è un posto dove potremmo bere una cosa.
Che cos'è Alfieri, un invito?
Beh...
Era un modo per assorbire insieme il colpo.
Non esco con i colleghi, meno che mai se sono più giovani.
Quanto era grande il mixoma?
Ah, circa 6 centimetri.
Certo, non sarà una bella vita in carcere, ma almeno avrà il
tempo e il modo per pensare a rimediare a quello che ha fatto.
E come fai a rimediare sapendo che qualcuno è morto per colpo tuo?
No, infatti credo sia impossibile.
Vabbè, io vado a casa.
Pasti regolari, passeggiate, frutta, verdura e cercherai di dormire otto ore.
Io mi trattengo ancora un po', finisco delle cose in ufficio.
Va bene, allora ci vediamo a casa.
Ciao.
Ciao.
Grazie, amore.
Dottoressa, se prima di andare via può venire a
controllare il tracciato di Foy's, per favore.
Certo.
Einstein dice che un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi,
ma nessuna di essa potrà porne uno.
Non capisco, c'è un'inversione delle onde T.
E a volte nemmeno li risolvono.
Ho capito.
Dove sono?
Non so di cosa stia parlando.
Dove le ha messe?
Lei è convinta che questo nitrato mi avrebbe fatto guarire.
Ma non è così.
È la testa la chiave di tutto.
Sì, ma non quando è dura come la sua.
Il suo cuore è a pezzi.
Lo capisce questo?
E il suo?
Che c'entrano?
Senta, prenda queste pastiglie perché io non voglio avere la sua la coscienza.
Perché sa che questa è l'unica strada che non si può percorrere all'indietro.
O meglio, ancora non lo sa.
Ma lo imparerà.
Senta, mi ha stufato.
Veramente.
Elsa.
Controlli che le mandi giù.
E spenga le cg.
Grazie.
Delia!
Delia!
Dove stai andando?
A casa a sbollire perché Foyce mi sta facendo impazzire.
Ci penso io a farti tornare il sorriso.
Grunzik è riuscito a rimuovere un 'ostruzione col catetere.
Ma che dice, veramente?
Sì, qui dentro c'è il filmato, ha ripreso tutto.
E c'è anche una lettera in cui ci ringrazia perché dice che ci è riuscito
grazie anche agli dati che gli abbiamo mandato.
Sono senza parole.
Ma non è tutto.
Non è tutto.
Ha modificato il materiale dei palloni e ce ne ha mandate diverse casse così
possiamo affiancarlo nella sperimentazione.
Quindi vuole collaborare con noi?
Eh sì.
Domani vengo qui prestissimo così ci guardiamo tutto con calma.
Come domani?
Sì, devo, cioè voglio andare a casa.
L'ho promesso ad Alberto e a me.
E se posso forse anche tu dovresti pensare un po' alla tua vita.
Eh sì, non è così facile.
Lo so, però io per Alberto ho distrutto un matrimonio, ho frantumato un'amicizia.
Non sarà mai così difficile.
A domani.
Ciao.
Fai dei bei sogni.
Vai.
Buonanotte, nonno.
Buonanotte.
Buonanotte.
Oh.
Alla buon'ora, eh?
Ho preso un tranquillante che mi ha fatto dormire tutto il pomeriggio.
Ah sì, certo.
Ma lei dovrebbe occuparsi di Ada invece di dormire.
Beh, ma c'è la bambinaia.
Lei quanti adulti servono per una bambina?
Senta, Marisa.
Lei non mi è mai piaciuta.
Io ho lottato fino in fondo perché mio figlio non facesse la sciocchezza di sposarla.
Ma ormai il danno è fatto.
E non mi resta che salvaguardare il mio buon nome.
Che purtroppo è anche il suo.
Perciò...
si tolga quel rossetto e si dia un contegno o diventerò il suo peggior nemico.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Bene, ragazzi, ci vediamo fra una ventina di minuti.
È bello vederti.
Volevo dirti solo che... No, vieni, sediamoci.
Quindi?
Perché quella faccia?
Tu hai sofferto molto, lo so.
Ma devi liberarti del passato, finirà per distruggerti.
Sembra che mi conosci da sempre.
Ma senti...
sei una ragazza bellissima.
Canti come un angelo, hai tutta la vita da pagare.
Irma!
Vieni che ti devo presentare degli amici.
Torno subito, non andare via.
Dove sei stato?
Te l'ho detto, dovevo finire delle cose.
No, non è vero.
Ho chiamato in ospedale per chiedere di Fois,
mi hanno detto che era uscito da un pezzo.
Rispondi.
Stai calmo.
Sono calmissima.
Rispondi.
Sì.
Sono andato a Blue Night.
E il locale, quello dove canta quella ragazza che ha tentato
il suicidio, ha insistito perché passassi a sentirlo.
Perché?
Che cosa vuole da te?
Ma niente, come ti pare, quella è disperata e io voglio
semplicemente che lei non commetta altre sciocchezze.
Ecco.
E perché non me ne hai detto?
Non volevo che pensassi male.
Invece così cosa dovrei pensare?
No, hai ragione.
Mi dispiace, te riesco.
Anche a me è molto.
Sì, però ti devi fidare.
È molto difficile così.
Delia.
Delia.
Mostrami la tua qualità E se la redenzione non è possibile Sarà solo cattività
Imparerai che ogni perla È la malattia di una sola conchiglia E che tutte le tenebre
del mondo Non possono divorare una sola scintilla Occhio a tende abbandonato Sti
bastioni d'altri mondi La faccia al firmamento E il cuore sparso su un cemento
E se il destino è ciò che sta Sembra evidente che qualcosa qui non va E se il
destino è ciò che sta Sembra evidente che qualcosa qui non va Grazie a tutti.
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